Category Archives: CONTRATTAZIONE

Roma 16 settembre 2010

Oggetto: Invio piattaforma rinnovo CCNL Terziario

RACCOMANDATA A.R. (anticipata via fax)

    Spett.le
    CONFESERCENTI
    All’attenzione del Presidente
    Dott. Marco Venturi
    Via Nazionale, 60
    00184 Roma
    Fax 06-4746886

    Alleghiamo alla presente la piattaforma per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Terziario, Distribuzione e Servizi.

    Distinti saluti

    p. La FILCAMS CGIL
    Il Segretario Generale
    Francesco Martini

    Piattaforma FILCAMS-CGIL per il rinnovo del
    CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi CONFESERCENTI

    Premessa

    La prossima scadenza del rinnovo del Ccnl viene a coincidere con una delle fasi più difficili attraversate dal settore Terziario Distribuzione Servizi.

    La grave crisi che ha colpito l’economia italiana, nel panorama della crisi mondiale, ha nella caduta dei consumi una delle sue principali manifestazioni, con significative conseguenze sul tenore di vita delle persone e sulla tenuta dei livelli occupazionali nel terziario.

    In questo contesto, l’obiettivo delle parti sociali è affermare politiche di tutela dei redditi e dell’occupazione, favorendo, nel contempo, politiche di qualificazione del sistema delle imprese di settore.

    Il “Patto per il Lavoro”, sottoscritto il 25 giugno 2009, che ha consentito la conclusione unitaria del negoziato per il rinnovo del Ccnl TDS vigente, ha offerto innanzitutto un metodo per affrontare la crisi, assumendo e valorizzando la ricerca condivisa delle soluzioni da adottare. Tale metodo non costituisce ancora prassi generalizzata ed in alcuni casi è stato contraddetto da atteggiamenti non coerenti.

    Il nuovo Ccnl deve, per questo, perseguire l’obiettivo di un rafforzamento del sistema delle relazioni sindacali, la cui valorizzazione costituisce una risorsa per le stesse imprese, alla ricerca di soluzioni in grado di recuperare margini di competitività, per affrontare la crisi in un’ottica di nuovo sviluppo del settore distributivo.

    Ciò determina, peraltro, la necessità di offrire alla vicenda contrattuale il contesto di una iniziativa politica delle parti sociali, tendente a rivendicare alle istituzioni centrali, regionali e locali nuove politiche per il settore.

    Dopo la firma dell’Avviso Comune del 8/04/09, occorre –infatti- che il Governo convochi un tavolo di settore ove siano affrontate le principali contraddizioni evidenziate dalla crisi, a partire dalla necessità di rendere universale il sistema di sostegno ai redditi ed all’occupazione, attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali nel settore terziario; al tempo stesso, rileggere criticamente le politiche di sviluppo del sistema distributivo, con l’obiettivo di determinare una cornice condivisa con Regioni e Comuni sul sistema normativo e di sostegno, ai fini di una riqualificazione della rete distributiva italiana.

    Il Patto per il Lavoro, oltre oltre che fornire un metodo, ha indicato nella valorizzazione e qualificazione delle risorse umane del settore, la via maestra da perseguire nella crisi e per lo sviluppo futuro.

    La crisi può costituire, obiettivamente, terreno di nuova precarizzazione del lavoro, tanto più in un settore ad alta intensità di occupazione femminile e giovanile.

    La questione non è mettere in discussione la flessibilità del lavoro, quale leva attraverso cui favorire il dinamismo delle imprese. Il problema è offrire al lavoro flessibile una vera prospettiva di qualificazione e graduale stabilizzazione, nella consapevolezza che i fattori di precarietà non sono determinati solo dalla quantità del tempo di lavoro, ma anche dalle conseguenze sui livelli di reddito.

    Il forte addensamento verso i livelli più bassi della classificazione professionale ed il ricorso sempre consistente alle tipologie contrattuali di breve durata, ma, soprattutto, la diffusione abnorme del lavoro part-time, stanno gradualmente determinando una condizione diffusa di non auto-sufficienza economica degli addetti al settore, in particolar modo tra i giovani e le donne, rischiando di proporre una questione sociale di dimensioni sempre più significative.

    Per questo, la sfida è quella di far condividere un percorso orientato alla salvaguardia e alla creazione di buona e stabile occupazione come valore aggiunto, che coniughi efficienza, qualità del lavoro, omogeneità di condizioni del settore tra le stesse imprese. Condividere tale percorso significa regolamentare, contenere ed in alcuni casi escludere il ricorso a tutte quelle forme contrattuali non coerenti con questi obiettivi.

    Dentro un quadro condiviso, che assuma l’obiettivo di una maggiore qualificazione del mercato del lavoro di settore, l’organizzazione del lavoro diventa terreno di coerenza dell’operato delle parti.

    Le forti peculiarità aziendali dei processi organizzativi confermano la necessità di affidare tale materia al secondo livello di contrattazione, come definito nel Patto per il Lavoro. Per queste ragioni, il Ccnl – nel mantenere la funzione di tutela generale per tutti gli addetti del settore- deve favorire l’esigibilità del secondo livello di contrattazione, incentivandone la diffusione, in particolare sulle materie direttamente connesse alla condizione di lavoro.

    Orari, turni, riposi settimanali, trasferte, flessibilità debbono sempre più costituire oggetto di intese tra le parti e non intervento unilaterale e discrezionale delle aziende, sulla base della comune consapevolezza dei bisogni reciproci delle persone e delle aziende stesse del Terziario. L’obiettivo perseguibile attraverso la flessibilità contrattata è la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, respingendo l’idea di un modello distributivo incompatibile con la difesa e valorizzazione dei beni relazionali tra le persone.

    La questione del lavoro domenicale e, più recentemente, le aperture del 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno hanno assunto, a questo proposito, un significato emblematico, proponendo questioni che vanno oltre la normale dialettica tra aziende e lavoratori, tra sindacati e associazioni datoriali.

    La liberalizzazione delle aperture non può costituire una ricetta contro la crisi, né il paradigma di un moderno modello dei consumi. Occorre realizzare un giusto equilibrio tra bisogni dei consumatori, delle aziende distributive e delle persone che lavorano nel settore.

    Per questo, a fronte del rilancio di un quadro omogeneo di regole nel settore commerciale, che veda le istituzioni (Governo, Regioni e Comuni) impegnate a tutelare tutti gli interessi rappresentati nel settore e che renda possibile la programmazione delle aperture domenicali e festive, il Ccnl deve consolidare, attraverso una norma chiara ed esigibile, la scelta del Patto per il Lavoro di affidare al II livello di contrattazione il compito di concordare le modalità atte a garantire il presidio nei punti di vendita.

    La valorizzazione delle risorse umane comporta nuova attenzione ai temi della salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto, a fronte dell’alta presenza di occupazione femminile e dell’evoluzione dei fattori di rischio, connessi alle trasformazioni intervenute nei processi lavorativi.

    L’obiettivo è diffondere la prevenzione, valorizzando la partecipazione ed il coinvolgimento dei RLS e RLST, sia attraverso i necessari processi formativi, che favorendo le agibilità degli stessi nelle attività previste dalle norme in materia.

    Occorre respingere l’idea che il Terziario sia settore caratterizzato unicamente da basse professionalità.

    Ciò comporta, innanzitutto, una necessaria rivisitazione dell’attuale Ccnl in materia di riconoscimenti professionali, definendo nuovi assetti in grado di rappresentare professioni alte e qualificate a partire da quei lavoratori che operano nei settori dei servizi alle imprese, alla persona, e nel “terziario avanzato”.

    Al tempo stesso occorre un forte investimento nella formazione, per offrire la prospettiva di percorsi professionali, in particolare alla maggioranza delle figure addensate nei livelli più bassi dell’inquadramento professionale, senza trascurare la necessità della formazione continua come strumento per il mantenimento dei saperi e il loro costante aggiornamento, finalizzati alla valorizzazione delle professionalità e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

    Il rinnovo del Ccnl, infine, pur nell’ indispensabile equilibrio complessivo dei costi, deve dare una risposta importante alla caduta del potere d’acquisto dei salari, dalla quale deriva una inevitabile caduta dei consumi.

    IL SISTEMA DELLA RELAZIONI SINDACALI

    Diritti di informazione
    Così come previsto per il livello territoriale dal vigente CCNL, si richiede l’attivazione di tavoli di confronto anche a livello regionale con Confcommercio, relativi allo sviluppo di medie e grandi superfici di vendita, aperture domenicali e festive, aree turistiche, città d’arte, ecc.
    Tali confronti, finalizzati ad intese, dovranno essere propedeutici ad accordi con le istituzioni ai vari livelli.
    Il diritto di informazione aziendale deve essere esteso alle RSU/RSA in particolare per quanto riguarda tutti i processi indicati dall’articolo suddetto, sulle terziarizzazioni, esternalizzazioni, sugli appalti, sul franchising e sulle forme di lavoro atipico, stage, sulle affiliazioni, sulle cooperative di lavoro, ecc, al fine di poter far sviluppare alle parti appropriati confronti negoziali ai vari livelli, per garantire regole e diritti per i lavoratori interessati.
    Si richiede altresì che ai diritti di informazione relativi alla composizione degli organici aziendali e tipologie di impiego, si aggiunga l’informazione su contratti di somministrazione, stage, tirocini e sulle forme di lavoro atipico (marchandiser, promoter, collaborazioni, associati in partecipazione).
    I dati dovranno essere forniti suddivisi per genere.

    Secondo livello di contrattazione aziendale/territoriale
    Si chiede di estendere le materie da demandare a questo livello in riferimento a tutte le tipologie di impiego e all’organizzazione del lavoro. Si ritiene altresì necessario chiarire che il dettaglio delle materie indicate e demandate complessivamente al secondo livello devono intendersi come esemplificative e non esaustive.
    Si ritiene il secondo livello di contrattazione territoriale e aziendale come il luogo per sviluppare concretamente progetti e buone pratiche sull’organizzazione e la qualità del lavoro, al fine di ricercare percorsi che favoriscano sistemi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

    Diritti Sindacali
    Si richiede di chiarire che il diritto alla fruizione dei permessi sindacali può essere esercitato da tutti i componenti le RSU.
    Tenendo conto dell’evoluzione del Mercato del Lavoro, si richiede che ai fini del computo dei diritti sindacali vengano conteggiati anche gli apprendisti, i contratti a termine e i contratti di inserimento.
    Si richiede che in assenza di RSA/RSU le assemblee sindacali possano essere convocate dalle OO.SS. territoriali.

    Mercato del Lavoro
    ridurre la precarietà – trasformare la flessibilità in stabilità

    Si ritiene necessario avviare un percorso orientato alla salvaguardia e alla creazione di buona e stabile occupazione come valore aggiunto che coniughi efficienza, qualità del lavoro, omogeneità di condizioni del settore.
    Nel condividere tale percorso si chiede di escludere il ricorso a tipologie di impiego non coerenti con tali obiettivi.

    Contratti a tempo determinato/somministrazione
    Si richiede il superamento della media annua del calcolo percentuale sugli organici a tempo indeterminato e la riduzione delle percentuali in essere, nonché l’introduzione delle causali per cui ricorrere all’utilizzo del contratto di somministrazione e del contratto a tempo determinato.
    Si ritiene necessario rafforzare e rendere esigibile nel secondo livello le modalità per stabilire il diritto di precedenza per i lavoratori con contratto a tempo determinato rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato e criteri di priorità per le assunzioni a tempo indeterminato.
    Si chiede che ai contratti a tempo determinato siano estese le prestazioni del fondo di assistenza
    sanitaria integrativa.

    Contratti d’inserimento
    Si richiede l’incremento della percentuale di conferma e di considerare utile il periodo lavorativo ai fini dell’anzianità di lavoro in azienda.
    Si richiede di estendere l’accesso alla previdenza integrativa ai lavoratori con contratto di inserimento.

    Apprendistato
    Si richiede la comunicazione all’apprendista della conferma anticipata dell’assunzione a tempo indeterminato e l’aumento della percentuale di conferma.
    Si richiede l’aumento dell’indennità economica in caso di malattia per la stessa durata dei lavoratori a tempo indeterminato.
    Si richiede che la contribuzione a carico del datore di lavoro per la previdenza integrativa sia equiparata a quella versata per i lavoratori a tempo indeterminato.
    Si richiede l’aumento delle ore di permesso previste dall’attuale CCNL.

    Part-time
    Si richiede di elevare il minimo delle ore previste dal vigente CCNL a 20 ore settimanali (80 mensili e 1040 annue) per le aziende sopra i 30 dipendenti e a 18 ore (72 mensili e 936 annue) per le aziende sotto i 30 dipendenti e di stabilire criteri e modalità per assicurare al lavoratore a tempo parziale la stabilizzazione del proprio orario attraverso il consolidamento del lavoro supplementare svolto in via non meramente occasionale.
    Si richiede di rendere effettivamente applicabile il diritto di precedenza del passaggio da part-time a full time.
    Si chiede che la percentuale di maggiorazione del lavoro supplementare si aggiunga a tutte le percentuali di maggiorazione previste a qualsiasi titolo dal vigente CCNL.
    Sul part time post maternità si richiede che tale diritto sia riconosciuto fino ai 5 anni di età del bambino, anche nelle unità produttive al di sotto dei 20 dipendenti, e che sia fruibile altresì dalle donne con funzioni di responsabilità, incrementando inoltre la percentuale degli aventi diritto. L’orario di lavoro dovrà essere compatibile con le esigenze della lavoratrice madre.
    Si richiede l’aumento delle maggiorazioni/indennità previste a fronte dell’applicazione di clausole flessibili o elastiche.
    Si richiede di equiparare per i part time il contributo aziendale al fondo ASTER a quanto previsto per i lavoratori a tempo pieno.

    Organizzazione del lavoro

    Organizzazione delle prestazioni nel giorno di riposo settimanale di legge
    Come previsto del vigente CCNL e dal Decreto Legislativo 66/2003, il giorno di riposo settimanale è di regola in coincidenza con la domenica.
    L’organizzazione del lavoro domenicale e la gestione del riposo settimanale in relazione al decreto di cui sopra, riconfermando quanto indicato nel Patto per il Lavoro, è materia della contrattazione di II° livello, territoriale e aziendale.
    A questo livello la contrattazione deve essere finalizzata a determinare le esigenze di presidio e le modalità di copertura dello stesso, individuando come primo requisito la disponibilità volontaria e di seguito la ridistribuzione del disagio della prestazione, secondo un principio di equità che garantisca la riduzione delle domeniche lavorate ai lavoratori a cui è stato inserito l’obbligo della prestazione nel contratto individuale.
    Per le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo settimanale si chiede di aumentare la percentuale di maggiorazione.

    Trasferta/missioni/trasferimenti/reperibilità
    A fronte dei cambiamenti intervenuti nell’esecuzione di alcune attività, soprattutto in settori come quello del terziario avanzato, auto, ecc, caratterizzate da frequenti spostamenti e dall’esecuzione del lavoro in sedi diverse, si rende necessario rivedere gli istituti relativi a trasferta/trasferimento/missioni.
    Si chiede quindi di definire una nuova procedura (preavviso, ragioni tecnico organizzative, diarie, tempi, ecc ) nonché casi di esclusione a fronte di particolari situazioni del lavoratore.
    Per le attività caratterizzate dal ricorso alla “reperibilità” si chiede di definire la relativa indennità.
    Per quelle figure professionali che prestano attività anche fuori dell’orario normale di lavoro, si chiede di individuare il relativo riconoscimento della prestazione.

    Diritto allo studio
    Si richiedono maggiori garanzie atte a favorire la frequenza agli studi scolastici di qualsiasi livello, estendendo tale diritto anche alle scuole di specializzazione.
    Si richiede di aumentare la percentuale e il numero di lavoratori che possono usufruire contemporaneamente di tale diritto.

    Congedi
    In relazione ai congedi per formazione, si chiede di elevare la percentuale e il numero dei lavoratori aventi diritto, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa.
    Si richiede il riconoscimento di 3 giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita e/o adozione di un figlio.
    Si richiede che le aziende concedano permessi al fine di agevolare l’inserimento dei bambini al nido, scuole materne o elementari.

    Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
    Nell’ambito della contrattazione anche di II livello deve essere possibile affrontare i temi della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Tale esigenza può essere soddisfatta con progetti e sperimentazioni, ma soprattutto rafforzando e intervenendo sui regimi di orario, sulle turnazioni, sulle flessibilità.

    Telelavoro
    Nel richiamare l’Accordo sul telelavoro subordinato e riconfermando le finalità e l’analisi del contesto in esso contenute, che trova oggi maggiore aderenza, si chiede di promuovere e rendere praticabile tale modalità di lavoro.
    Il telelavoro può rappresentare, soprattutto in alcuni settori, una modalità per agevolare la permanenza delle donne nel lavoro anche in situazioni di difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita/lavoro.

    Appalti e Terziarizzazioni
    Prevedere anche per gli appalti la procedura del confronto nel II° livello.
    Si richiede che le imprese che ricorrono agli appalti o terziarizzazioni inseriscano nel capitolato l’integrale applicazione dei contratti nazionali, territoriali e aziendali di riferimento del settore sottoscritti dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale, nonché le tabelle ministeriali di riferimento.
    Si richiede che i lavoratori delle imprese appaltatrici, concessionarie, ecc. che svolgono la loro attività con carattere continuativo presso le imprese appaltanti, possano usufruire delle mense aziendali e dei locali appositi per lo svolgimento delle assemblee sindacali.
    Si richiede, ai fini del controllo del rispetto delle condizioni di appalto, che venga fornito dalle imprese appaltatrici, almeno semestralmente, l’aggiornamento del documento di regolarità contributiva (D.U.R.C.)

    Classificazione e valorizzazione professionale

    Classificazione
    Si richiede di introdurre nella classificazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro le figure professionali ancora oggi non previste, in particolare: settore auto e servizi, terziario avanzato.

    Formazione continua
    La formazione, soprattutto per alcune professionalità e ruoli come quelli del settore informatico, della ricerca di mercato, ecc, è elemento imprescindibile per evitare l’impoverimento delle competenze rispetto ai veloci cambiamenti e innovazioni del mercato di riferimento.
    Si rende a tal fine necessario sviluppare e rendere costante il sistema di aggiornamento e riqualificazione rivolto alle specifiche professionalità garantendo annualmente almeno un ciclo di formazione.
    Si rende altresì necessario incentivare la formazione continua come strumento per favorire la crescita e il riconoscimento professionale delle donne. Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle lavoratrici madri nel periodo post maternità, per garantire il mantenimento delle professionalità acquisite.

    Quadri

    Si richiede la rivalutazione dell’indennità di funzione non assorbibile e la definizione di regole relative alla reperibilità e la conseguente indennità economica, prevedendo anche la possibilità volontaria di optare tra retribuzione e ore di permesso.
    Si richiede di rivedere la disciplina del trasferimento, abbassando la soglia dell’età anagrafica da 55 a 50 anni, aumentandone il preavviso, inserendo una nuova normativa sulla tempistica e sull’informazione preventiva alle RSU/RSA aziendali o OO.SS. territoriali.
    Si richiede la regolamentazione di Missioni e Trasferte.
    Si richiede nel caso di assistenza legale, prevista dall’attuale CCNL, che il quadro possa scegliere il legale che lo difenderà.
    Si richiede di approfondire le tematiche relative al fondo di assistenza sanitaria integrativa.
    Si richiede di definire un monte ore annuo di permessi retribuiti, anche cumulabili, specificatamente dedicato alla formazione individuale dei quadri.

    Operatori alla vendita

    Nel riconfermare la validità dei contenuti del protocollo sugli operatori di vendita si richiede di adeguare i minimi retributivi contrattuali.

    Malattia

    Si richiede la conservazione del posto di lavoro fino a guarigione clinica, superando di fatto l’attuale previsione del CCNL. Si richiede inoltre che le aziende comunichino al lavoratore con un preavviso di 30 giorni la scadenza del periodo di comporto.
    Si richiede inoltre l’integrazione da parte delle aziende, dal 4° al 20° giorno, della indennità di malattia corrisposta dall’INPS, al fine di raggiungere il 100% della retribuzione.

    Bilateralità

    Vanno individuate forme integrative di sostegno al reddito per i lavoratori del settore.
    Considerata l’inscindibilità delle norme contrattuali previste dal CCNL, si richiede che le banche dati presenti nella bilateralità incrocino i propri dati al fine di evitare l’evasione delle norme contrattuali e contributive.
    Si richiede che le imprese inviino agli enti bilaterali il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva), rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato e che attesti gli avvenuti versamenti, e che inviino inoltre la dichiarazione di responsabilità relativa all’applicazione della contrattazione collettiva.

    Ambiente, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei posti di lavoro

    Al fine di tutelare salute, sicurezza e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e rispettare l’ambiente sui luoghi di lavoro, si richiede l’attivazione di tutte le iniziative che permettano di diffondere e consolidare comportamenti coerenti con la cultura di prevenzione e con un approccio globale ai fattori di rischio, nell’ambito delle relative norme di legge e contrattuali.
    La prevenzione è senza dubbio il fattore chiave all’interno dei luoghi di lavoro e deve coinvolgere tutti i lavoratori che operano in azienda, a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro.
    A tal fine si chiede il coinvolgimento del RLS anche in rapporto a soggetti terzi che si trovino a prestare la loro opera in azienda (appalti, merchandising, somministrazioni, ecc.).
    Inoltre, si ritiene necessario armonizzare il CCNL con le più recenti norme di legge varate a contrasto del lavoro nero ed irregolare e per la sicurezza sul lavoro.

    RLS
    Si chiede la valorizzazione del ruolo dell’ RLS attraverso:

        rafforzamento della normativa vigente e delle politiche di prevenzione, mediante la riaffermazione del ruolo partecipativo e contrattuale dei RLS, già previsto dal D.Lgs 626/94 e ribadito dal Testo Unico Sicurezza;
        la definizione di regole e procedure certe in ordine alle attribuzioni dell’art. 50 D.lgs 81/08 (attribuzioni del RLS);

        prevedere momenti congiunti di formazione tra Rls e RSPP e istituire l’obbligo di un libretto formativo che registri i percorsi di ciascuno

        prevedere un incontro annuale tra RLS, RSA o RSU, OO.SS., RSPP, Azienda e medico competente, al fine di individuare le mansioni e le aree specifiche di rischio nell’ambiente di lavoro, da sottoporre a indagini mirate.

    Comitato Paritetico Nazionale
    Si chiede l’istituzione di un Comitato Tecnico Paritetico Nazionale per la formazione specifica (va potenziato il loro ruolo formativo degli OPP, di elaborazione di analisi e di studio in termini di salute sicurezza e legalità sui posti di lavoro).

    Tutela e prevenzione per le lavoratrici
    Si richiede l’adozione di linee guida specifiche per l’applicazione negli ambienti di lavoro delle norme a tutela della maternità, al fine di salvaguardare la salute delle lavoratrici e la loro professionalità.

    Infortuni
    Si chiede che l’azienda fornisca annualmente a RLS e RSU le informazioni dettagliate relative agli infortuni avvenuti al fine di valutare congiuntamente gli interventi necessari alla prevenzione.

    RLST
    Si richiede la definizione di un Protocollo sulle funzioni, le competenze e l’agibilità dei RLST; è inoltre necessario definire con chiarezza il costo a carico delle imprese.
    Nello specifico, è necessaria la definizione ed individuazione del centro commerciale come “unica unità produttiva” (Rappresentante alla sicurezza di sito, come previsto dall’art.49 del D.Lgs 81/08).

    Malattie Professionali
    Data la crescente incidenza di patologie riconducibili all’ambiente lavorativo e non incluse nelle tabelle riconosciute da Inail (comprese patologie riconducibili al burn out e allo stress), si ritiene necessaria una comunicazione congiunta da inviare al Governo per l’attivazione di percorsi di riconoscimento.

    Salario

    Si richiede un incremento salariale, a valere per il triennio 2011-2013, pari a 145,00 euro al 4° livello riparametrato.

    Roma, 16 settembre 2010

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    Confesercenti: Accordo Separato

    Dopo l’accordo separato del 26 febbraio con la Confcommercio, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno siglato il rinnovo del contratto nazionale di settore con le parti datoriali aderenti alla Confesercenti, ma senza la firma della Filcams Cgil


    Documenti
    La piattaforma rivendicativa
    Assemblea Nazionale Delegati 14/09/2010
    La sintesi dell’ipotesi di piattaforma

    Il CCNL 1/01/2007 – 31/12/2010
    I minimi contrattuali in vigore

    Comunicati Stampa
    (24/03/2011) Confesercenti: Accordo Separato Per Il Contratto Del Terziario Dis. . .
    (27/09/2010) Confesercenti – Rinnovo Ccnl Terziario Presentata La Piattaforma
    (16/09/2010) Inviata La Piattaforma Per Il Rinnovo Del Contratto Nazionale Del . . .

    FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

    Piattaforma per il rinnovo del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi CONFESERCENTI

    1. Sfera applicazione

    Considerata l’evoluzione intervenuta nel settore, si richiede un approfondimento relativo alla sfera d’applicazione nonché alla relativa classificazione.

    2. Relazioni Sindacali

    Così come previsto per il livello territoriale agli artt. 2 e 6 del vigente CCNL, si richiede l’attivazione di tavoli di confronto anche a livello regionale con Confesercenti relativi allo sviluppo di medie e grandi superfici di vendita, aperture domenicali e festive, aree turistiche, città d’arte, ecc. Tali confronti, finalizzati ad intese, dovranno essere propedeutici ad accordi con le istituzioni ai vari livelli.
    Alla luce dei processi e delle modificazioni in atto nei nostri settori, va reso più cogente il diritto di informazione preventiva alle RSU/RSA in particolare quello previsto a livello aziendale dall’art. 3 del vigente CCNL che dovrà riguardare tutti i processi previsti dall’articolo suddetto, sulle terziarizzazioni, sulle esternalizzazioni, sugli appalti, sul franchising, sulle affiliazioni, sulle cooperative di lavoro, ecc. al fine di poter far sviluppare alle parti, appropriati confronti negoziali, ai vari livelli, per garantire regole e diritti per i lavoratori.
    Si richiede che i diritti d’informazione di cui all’art. 3 del vigente CCNL, si applichino alle imprese che occupano complessivamente più di 50 dipendenti nell’ambito di una sola provincia, 150 nell’ambito di una sola regione e 250 se operano nell’ambito nazionale. Si richiede altresì che ai diritti d’informazione si aggiunga la composizione degli organici aziendali (contratti a tempo pieno; par-time suddivisi tra orizzontali, verticali, misti e week and; contratti a tempo determinato e indeterminato; tirocini/stage; apprendisti; somministrati a tempo determinato, marchandiser, promoter)
    Fermo restando l’unicità aziendale e che le terziarizzazioni, appalti, ecc. non devono riguardare le attività caratteristiche dell’impresa, si richiede una procedura da definire contrattualmente.
    In caso di terziarizzazioni, ecc. con esclusione delle attività aziendali sopra richiamate, le stesse dovranno prevedere l’integrale applicazione del CCNL ivi applicato e la contrattazione aziendale, territoriale in essere. Si richiede l’introduzione di una norma e la relativa procedura sui cambi di appalto, di concessione, ecc. che salvaguardi i livelli occupazionali.
    Si richiede inoltre che i lavoratori delle imprese appaltatrici, concessionarie, ecc. che svolgono la loro attività con carattere continuativo presso le imprese appaltanti, possano usufruire, delle mense aziendali e dei locali appositi per lo svolgimento delle assemblee sindacali.
    Si richiede che le imprese appaltanti inseriscano nel capitolato,l’integrale l’applicazione dei contratti nazionali, territoriali e aziendali di riferimento sottoscritti dalle OO.SS. stipulanti il presente CCNL e il documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.) che deve essere rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato che attesti gli avvenuti versamenti. Si richiede inoltre l’autocertificazione a norma di legge del rispetto integrale dei contratti nazionali, territoriali e aziendali che deve essere effettuata dalle imprese che acquisiscono l’appalto, nonché la certificazione dell’Ente bilaterale che attesti gli avvenuti versamenti delle quote ad esso competente previste dalla contrattazione collettiva di riferimento.

      3. Secondo livello di contrattazione aziendale/territoriale

      Nel riconfermare la validità del secondo livello di contrattazione si chiede di introdurre tra le materie da contrattare a questo livello il calendario annuo delle aperture domenicali e festive al fine di realizzare intese sull’organizzazione del lavoro attraverso una equa distribuzione dei turni/carichi di lavoro.
      Per quanto riguarda gli appalti di servizio, si richiede l’apertura di un confronto negoziale a livello territoriale/aziendale finalizzato ad una verifica sulla qualità degli appalti e a garantire ai lavoratori il pieno rispetto di quanto previsto dal CCNL.

      4. Responsabilità sociale dell’impresa

      In virtù dell’accordo europeo siglato nell’ambito del dialogo sociale tra Eurocommerce e Uni-Europa il 5 novembre 2003, che recepisce quanto stabilito dal libro verde della Commissione Europea per “promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” (2001), si richiede che il tema della Responsabilità Sociale di Impresa divenga materia del diritto d’informazione e consultazione a ogni livello. Si chiede il diritto delle OO.SS. ad avere l’elenco dei fornitori di merci, prodotti e servizi nonché ad avere informazioni dettagliate sugli standard minimi qualitativi, ambientali e sociali richiesti ai fornitori ed imposti ai franchisees.
      In particolar modo si richiede che gli strumenti quali codici di condotta, bilancio sociale, certificazioni (di qualità, sociali, ambientali, ecc.) siano il risultato del confronto tra le parti ai vari livelli. Si richiede inoltre, la partecipazione delle OO.SS. nei sistemi di monitoraggio.

      5. Diritti Sindacali

      Si richiede la conferma delle attuali norme del CCNL sul tema RSA/RSU e di chiarire che il diritto alla fruizione dei permessi sindacali può essere esercitato da tutti i componenti le RSU. Tenendo conto dell’evoluzione del Mercato del Lavoro, si richiede che ai fini del computo dei diritti sindacali vengano conteggiati anche gli apprendisti, i contratti a termine e i contratti di inserimento.
      Si richiede di precisare all’art. 24 del vigente CCNL che la indizione per la elezione delle R.S.U. sia in capo alle OO.SS. stipulanti il CCNL.
      Si richiede, altresì,per le piccole imprese sotto i 30 dipendenti, la mutualizzazione del monte ore permessi sindacali. Tale mutualizzazione da realizzarsi secondo criteri di gestione e modalità di utilizzo assegnato al livello decentrato, non dovrà pregiudicare la costituzione di RSA/RSU in quelle imprese. Si richiede inoltre che in assenza di RSA/RSU le assemblee sindacali possano essere convocate dalle OO.SS. Territoriali.

      6. Pari Opportunità

      Si richiede che i dati che le imprese inviano alle OO.SS. Nazionali, in base a quanto previsto dalla legge 125, vengano inviate anche alle strutture territoriali e agli Enti Bilaterali affinché si possa meglio monitorare il fenomeno.

      7. Congedi

      In relazione ai congedi per formazione di cui all’art. 5, si richiede di elevare la percentuale dei lavoratori che contemporaneamente possono accedervi e di ridurre i 5 anni di anzianità previsti per la maturazione di questo diritto.
      Si richiede il riconoscimento di 3 giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita di un figlio. Si richiede, altresì, che le aziende concedano permessi (di cui all’art. 140 o non retribuiti) al fine di agevolare l’inserimento dei bambini al nido, scuole materne o elementari.

      8. Mercato del Lavoro

      8.1 Contratti a tempo determinato

      Si richiede per i contratti a tempo determinato e per i contratti di somministrazione a tempo determinato il superamento della media annua del calcolo percentuale sugli organici a tempo indeterminato e la riduzione delle percentuali in essere.
      Si richiede il superamento del periodo di prova, qualora i suddetti tornino a prestare la loro opera nell’ambito della stessa impresa e per la stessa mansione. Si richiede, inoltre, di introdurre, per i lavoratori con contratto a tempo determinato, il diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato e criteri di priorità rispetto alle assunzioni a tempo indeterminato.

      8.2 Contratti d’inserimento

      Si richiede l’incremento della percentuale di conferma e di prevedere che il periodo lavorativo sia considerato utile ai fini del calcolo degli scatti di anzianità e della progressione di carriera.

      8.3 Apprendistato

      La natura e le caratteristiche del contratto di apprendistato comportano la sua finalizzazione alla creazione di occupazione stabile, da realizzarsi attraverso la conferma a tempo indeterminato alla fine del periodo formativo. In questo senso va almeno previsto l’innalzamento della percentuale di conferma di cui all’art. 46 del vigente CCNL. Si richiede la comunicazione all’apprendista della conferma anticipata dell’assunzione a tempo indeterminato e la rimodulazione delle decorrenze previste in tema di inquadramento dall’art. 53 del vigente CCNL riducendo il periodo di cui al primo comma.
      In tema di trattamento economico di malattia, si richiede il riconoscimento del diritto alla retribuzione nelle misure e per i periodi stabiliti al comma b) dell’art. 168 del vigente CCNL per la generalità dei lavoratori. In tema di trattamento economico di infortunio, si richiede il riconoscimento del diritto alla retribuzione nelle misure e per i periodi stabiliti all’art. 170 del vigente CCNL per la generalità dei lavoratori”. Fermo restando le competenze delle Regioni in materia di profili professionali, si richiede che, nell’ambito della vigenza del CCNL le parti definiscano i profili professionali per settori specifici, attualmente non regolamentati, rientranti nella sfera di applicazione del CCNL relativamente all’apprendistato professionalizzante, al fine di creare un quadro omogeneo sul territorio nazionale. Si richiede inoltre che anche agli apprendisti sia estesa l’assistenza sanitaria integrativa e di precisare che gli stessi hanno diritto alla previdenza integrativa.

      8.4 Contratti di collaborazione / lavoro a progetto

      Considerata l’evoluzione intervenuta in materia di lavoro parasubordinato, si richiede la definizione di normative specifiche per la garanzia dei diritti e delle tutele e un compenso che non sia inferiore a quello del lavoro subordinato.

      8.5 Part-time

      Si richiede di elevare il minimo delle ore previste dal vigente CCNL, e di stabilire criteri e modalità per assicurare al lavoratore a tempo parziale, su richiesta del medesimo, il consolidamento nel proprio orario di lavoro, in tutto o in parte, del lavoro supplementare svolto in via non meramente occasionale.
      Si richiede di rendere effettivamente applicabile il diritto di precedenza del passaggio da part-time a full time. Si richiede inoltre di chiarire che la percentuale di maggiorazione del 35% di lavoro supplementare si aggiunga a tutte le percentuali di maggiorazione previste a qualsiasi titolo dal vigente CCNL.
      Si richiede altresì che le RSA/RSU possano prendere visione del registro di ore supplementari nelle singole unità produttive.
      Sul part time post maternità si richiede che tale diritto sia riconosciuto anche nelle unità produttive al di sotto dei 20 dipendenti e sia fruibile altresì dalle donne con funzioni di responsabilità, incrementando inoltre, la percentuale degli aventi diritto. L’orario di lavoro relativo dovrà essere compatibile con le esigenze della lavoratrice madre.

      9. Lavoro notturno

      Si richiede di elevare al 25% la maggiorazione attualmente prevista per il lavoro ordinario notturno.

      10. Retribuzione prestazioni nel giorno di riposo settimanale di legge

      Sulla base di quanto previsto all’art. 138 del vigente CCNL si richiede di chiarire che le giornate di lavoro ordinarie sono da considerarsi dal lunedì al sabato. Le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo settimanale (domenica) saranno retribuite con la maggiorazione del 30% per tutte le tipologie d’impiego, fermo restando il diritto del lavoratore di godere il riposo compensativo nel giorno successivo, avuto riguardo alle disposizione di legge vigenti in materia, fatte salve le condizioni di miglior favore.

        11. Classificazione

        Si richiede di recepire nel CCNL quanto definito rispetto alla classificazione nel settore dei Servizi e Terziario avanzato, di sviluppare analoga riflessione per quanto attiene la classificazione del settore auto e di attivare la Commissione Paritetica per l’aggiornamento delle declaratorie professionali. Alla luce delle recenti disposizioni legislative in merito alla vendita dei farmaci nella distribuzione commerciale, si richiede per gli addetti farmacisti inseriti nelle strutture commerciali il riconoscimento del 1° livello, così come previsto al punto 3 dell’art. 97.
        Si richiede inoltre di approfondire le tematiche relative a capi reparto inquadrati al 3° e 2° livello in relazione all’orario di lavoro.

        12. Malattia/Infortunio

        Si richiede la conservazione del posto di lavoro fino a guarigione clinica, superando di fatto l’art. 173 del CCNL. Si richiede inoltre che le aziende comunichino al lavoratore con un preavviso di 30 giorni la scadenza del periodo di comporto sia per la malattia che per l’infortunio.
        Si richiede inoltre l’integrazione da parte delle aziende, dal 4° al 20° giorno, della indennità di malattia corrisposta dall’INPS, al fine di raggiungere il 100% della retribuzione.

        13. Previdenza Integrativa

        Si richiede che le OO.SS. e le Imprese effettuino assemblee congiunte al fine di favorire l’adesione alla previdenza integrativa relativa al fondo Marco Polo. Si richiede inoltre l’obbligo di allegare alle buste paga il modulo per l’iscrizione a Marco Polo e le documentazioni ed informazioni prodotte dal Fondo.

        14. Assistenza sanitaria integrativa

        Si richiede di estendere i 10 euro previsti per i full time anche per i part time, per gli apprendisti e i contratti a tempo determinato.

        15. Bilateralità

        Vanno individuate forme di sostegno al reddito per i lavoratori che, attualmente, sono sprovvisti di ammortizzatori sociali, attraverso l’istituzione di un fondo specifico finanziato dalle imprese.
        Considerata l’inscindibilità delle norme contrattuali previste dal CCNL, si richiede che le banche dati presenti nella bilateralità (fon.ter, ebn.ter, aster, ecc) incrocino i propri dati al fine di evitare l’evasione delle norme contrattuali e contributive. Si richiede che le imprese inviino agli enti bilaterali il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva) che deve essere rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato che attesti gli avvenuti versamenti e inviino inoltre la dichiarazione di responsabilità relativa all’applicazione della contrattazione collettiva.

        16. Formazione continua

        Si richiede un maggior coinvolgimento delle RSA/RSU e delle OO.SS. e degli Enti Bilaterali ai vari livelli di competenza al fine di monitorare meglio l’andamento dei percorsi formativi. (Recepimento criteri concordati per Fon. Ter).

        17. Diritto allo studio

        Si richiedono maggiori garanzie atte a favorire la frequenza agli studi scolastici di qualsiasi livello. Si richiede inoltre che l’utilizzo delle 150 ore sia esteso anche alle scuole di specializzazione ivi compreso i Master universitari.

        18. Prospetto paga

        Si richiede che nel prospetto paga sia evidenziato il TFR maturato e la specifica voce relativa alla mansione. Si richiede inoltre che le imprese consegnino copia delle timbrature relative all’orario di lavoro con la consegna della busta paga relativa al mese di appartenenza.

        19. Banca delle ore

        Fermo restando quanto previsto all’art. 124 del vigente CCNL, si richiede che l’attivazione della banca delle ore sia discussa con le RSU/RSA e OO.SS. competenti. Si richiede inoltre che al 31 dicembre di ogni anno le aziende forniscano alle RSU/RSA e OO.SS. competenti i riepiloghi generali delle ore accantonate fornendo altresì copia agli enti bilaterali competenti.

        20. Procedimenti penali art. 208 CCNL

        Si richiede di sviluppare un approfondimento in relazione all’articolo suddetto.

        21. Salario

        In applicazione dell’accordo del 23 luglio’93 vigente si richiede un incremento salariale a valere per il biennio 2007-2008 pari a 78 euro.

        22. Accordi d’avvio

        Si richiede di introdurre una norma nel 2° livello di contrattazione sulle nuove aperture e sugli ampliamenti di rilevante importanza di insediamenti già esistenti, finalizzata al raggiungimento d’intese sulle materie relative all’organizzazione del lavoro e all’utilizzo degli impianti, all’occupazione quali-quantitativa, all’articolazione dell’orario di lavoro e alle flessibilità organizzative. Il confronto si dovrà esaurire di norma, un mese prima del nuovo insediamento.

        23. Quadri

        Si richiede la rivalutazione dell’indennità di funzione e la definizione di regole relative alla reperibilità e la conseguente indennità economica. Si richiede inoltre un incremento della quota a carico delle aziende pari a 100 euro annuali per l’assistenza sanitaria integrativa.

        FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

        LINEE DI ORIENTAMENTO PER IL RINNOVO DELLA “PARTE SPECIALE” DEL CCNL RIGUARDANTE GLI “ OPERATORI DI VENDITA “ (EX VV.PP.)

        Profili professionali
        Inserire un primo livello super e relativo trattamento economico, con la seguente dizione: “all’O.d.V. può essere formalmente affidato l’incarico di coordinamento di altri venditori”.

        2) Tutela del posto di lavoro
        Miglioramento della normativa, abbassando il limite degli ottanta dipendenti per la sua applicazione ed estendendola anche ai casi di malattia professionale.

        3) Scatti di anzianita’
        Adeguamento del valore degli scatti di anzianità

        4) Rischio macchina
        Aggiornamento della normativa in particolare per quanto concerne il massimale di concorso delle spese da parte dell’azienda per la riparazione dell’automezzo.

        5) Polizze assicurative
        Elevazione dei valori delle polizze assicurative integrative dei trattamenti INAIL sia per il caso di morte, sia per l’invalidità permanente dell’O.d.V. a carico del datore di lavoro.

        6) Retribuzione
        Applicazione degli aumenti retributivi che verranno definiti per il 3°, 2° e 1° livello del commercio, rispettivamente per l’O.d.V. di 2a categoria, di 1a e 1a super. Il secondo livello definirà la struttura retributiva dell’incentivazione.

        ALLEGATO

        DOCUMENTO FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS INVIATO AL DOTT. VASCO ERRANI PRESIDENTE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME – COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

        PREMESSA/INTRODUZIONE

          l’evoluzione della normativa del commercio non risulta adeguata alle trasformazioni che hanno caratterizzato il sistema distributivo italiano vincolandone lo sviluppo e le opportunità di modernizzazione;

          La riforma Bersani si è posta l’obiettivo di dare una nuova organizzazione al commercio realizzando obiettivi quali la programmazione commerciale, ricondotta alla pianificazione urbanistica, la libertà di nuove aperture per i piccoli esercizi, la ridefinizione delle autorizzazioni per medie e grandi superfici, la soppressione delle tabelle merceologiche, la valorizzazione dei centri storici, ottenendo risultati differenziati per le singole regioni;

          A seguito della approvazione con legge costituzionale n. 3/2001 delle modifiche al titolo V della Costituzione, il commercio è divenuto di competenza esclusiva delle regioni con il risultato che sui provvedimenti delle amministrazioni lo Stato non potrà più esercitare un controllo di merito ma solo di legittimità tramite il ricorso alla Corte Costituzionale.
          A causa della carenza di coordinamento e di una visione differente d’insieme delle esigenze del comparto distributivo, le Regioni hanno proceduto in modo autonomo, realizzando scelte programmatorie e vincolistiche, o promuovendo rapide liberalizzazionie (senza effettuare analisi approfondite del fabbisogno di distribuzione moderna in rapporto alla popolazione, impatti ambientali, viabilità, ecc.) in particolare delle grandi strutture. Altre regioni ancora hanno bloccato lo sviluppo liberalizzando però le vendite in promozione e gli orari dei negozi.
          Una maggiore omogeneità a livello nazionale permetterebbe una trasparenza normativa sulla realtà distributiva e commerciale evitando comportamenti discriminatori nei confronti dei consumatori e delle insegne.
          Nel mutato quadro istituzionale diviene indispensabile un coordinamento delle diverse normative regionali da parte della Direzione generale del commercio interno nell’ambito della conferenza Stato Regioni e autonomie locali, e un autocoordinamento più rigoroso delle regioni anche perché le catene distributive che operano a livello nazionale sono le stesse che operano a livello interregionale e regionale. L’assenza di un indirizzo di regolamentazione che assicuri criteri minimi di uniformità può condizionare le scelte dei distributori a seconda della realtà territoriale e di conseguenza il livello e la consistenza dei servizi commerciali offerti.
          Le politiche centrali sviluppate nell’ambito della conferenza stato regioni che si traducano in indirizzi di regolamentazione, potrebbero riguardare: modalità di coordinamento, pianificazioni regionali e comunali, individuazione di linee di intervento che favoriscano l’integrazione tra piccole e grandi realtà, nell’ottica di favorire lo sviluppo di strutture medio grandi, ma anche la permanenza delle piccole realtà imprenditoriali; orari di apertura dei negozi e deroghe all’obbligo di chiusura domenicale e festiva, per evitare che il federalismo commerciale divenga uno strumento di marketing commerciale.
            Accanto alla definizione di politiche centrali serve “rendere permanente”, “istituzionalizzare” il tavolo di confronto fra Stato e Regioni e supportare la definizione delle politiche comuni con studi e ricerche promosse dalla stessa conferenza Stato Regioni nel doppio obiettivo di monitorare e incanalare, supportare, le scelte delle amministrazioni territoriali (gruppo di esperti individuati dalla conferenza stessa).

          Va inoltre favorito e reso continuativo il coinvolgimento a livello regionale di tutte le associazioni di categoria delle imprese distributive, dei lavoratori, delle associazioni dei consumatori ecc. (Il confronto e la ricerca di soluzioni complessivamente migliorative evita il determinarsi di forti interessi corporativi, fenomeno tipico del decentramento).

        ORARI DI APERTURA DEROGHE DOMENICALI

        Gli indirizzi di regolamentazione impartiti dalla conferenza stato regioni potrebbe riguardare:
          individuazione di un numero contenuto di deroghe all’obbligo di chiusura domenicale omogeneo e standard individuato correlando il numero di apertura ai periodi di maggior afflusso turistico* (sia esso invernale o estivo) con il periodo natalizio.

          contenere le differenziazioni nelle aree dei diversi comuni. La scelta operata di favorire centri storici, comuni montani, zone del lungomare e parchi, determina meccanismi a catena e la ricerca da parte delle stesse amministrazioni comunali di aggirare l’ostacolo per compensare gli squilibri fra le aree e rispondere alle sollecitazioni della grande distribuzione tradizionalmente ubicata nelle periferie. Se il periodo di maggiore affluenza turistica è ben determinato, le aree sensibili al fattore turistico quali ad esempio i centri storici. Dovrebbero trovare soddisfatta la necessità di deroga alla chiusura nel periodo standard definito.

          individuazione, quale criterio unico per la definizione dei calendari di deroga all’obbligo di chiusura, i periodi di maggiore affluenza turistica;

          indirizzo di escludere dalle festività derogate dall’obbligo di chiusura le festività laiche e religiose;

          rendere obbligatoria la concertazione tra comuni limitrofi o appartenenti allo stesso bacino commerciale e le associazioni di categoria dei datori di lavoro e dei lavoratori per la definizione del calendario annuo delle aperture;

          identificare un sistema sanzionatorio elevato e comune che associ alla sanzione amministrativa la sospensione temporanea dell’attività di vendita.

        * l’obiettivo è il superamento della differenziazione ex art. 12 decreto Bersani laddove utilizzata anche dalle legislazioni regionali fra città d’arte e comuni ad economia prevalentemente turistica in quanto nei fatti per la prevalenza dei comuni d’Italia sussiste una forte incidenza del turismo e difficile la determinazione di quali città siano davvero d’arte..,

        Link Correlati
             CCNL 1.01.2003 - 31.12.2006
             Invio alle controparti

        Ipotesi Piattaforma rinnovo Terziario CONFESERCENTI24Ottobre2006.doc

        Link Correlati
             CCNL 1.01.2003 - 31.12.2006

        FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

        PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL TERZIARIO, DELLA DISTRIBUZIONE E DEI SERVIZI.

        Premessa

        Filcams, Fisascat, Uiltucs con il rinnovo del Contratto Nazionale del Terziario, riconfermano pienamente la validità e la valenza del Contratto nazionale di settore, quale strumento unitario capace di fornire alle parti sociali il complesso di norme e regole necessarie:

        Il quadro economico e produttivo attuale e degli anni passati, ha manifestato e manifesta chiaramente lo sviluppo ed il peso crescente del Terziario in tutte le sue forme ed il ridimensionamento dei settori primario e secondario. Il Mercato, sempre più, si sviluppa sulla capacità delle aziende di offrire qualità dei prodotti e dei servizi.

        La qualità del servizio dipende anche da una buona qualità del lavoro nel settore e anche per questo il Contratto Nazionale assume un ruolo sempre più innovativo ed importante quale strumento avanzato di relazioni sindacali, capaci di cogliere i cambiamenti in atto.

        Filcams, Fisascat e Uiltucs, si pongono l’obiettivo di realizzare un Contratto Nazionale in grado di governare i processi in atto e le ricadute che questi hanno sugli attuali assetti contrattuali e sulle condizioni dei lavoratori, anche visto il quadro normativo in materia di lavoro in continua trasformazione.

        Si confermano in tal senso i due livelli di contrattazione come previsto dal protocollo del 23 luglio 1993 con l’obiettivo di operare per:

        In questo contesto il tema più volte posto dell’effettivo esercizio del 2° livello di contrattazione va coniugato con ipotesi di concreta attuazione degli stessi impegni che il CCNL ai vari livelli determinerà. L’attuale legislazione offre scarsi percorsi se non attraverso complicate soluzioni di natura costituzionale. Si ritiene opportuno nella fase di confronto valutare tutte quelle soluzioni che in passato sono state adottate a valle dei processi negoziali come per esempio gli avvisi comuni, come possibili test risolutivi orientati al rafforzamento delle norme contrattuali. In tale senso vanno anche sperimentati percorsi negoziali finalizzati alla realizzazione di avvisi comuni su materie di carattere più generali quali ad esempio gli ammortizzatori sociali.

        Nel riconfermare il pieno rispetto della titolarità e delle autonomie di tutte le parti e del libero svolgersi del negoziato, Filcams, Fisascat e Uiltucs, stigmatizzano come, a differenza del passato, i tassi di inflazione programmati non sono stati oggetto di valutazione congiunta tra le parti, ma di decisione unilaterale.

        Va sottolineato, in tale ambito, l’effetto inflativo per il Paese e le entrate straordinarie per l’intero sistema del Terziario, che il passaggio dalla lira all’euro (change over) ha prodotto.

        1) Relazioni sindacali/Diritti di informazione

        Per rendere piu’ attuale lo strumento del contratto nazionale, al fine di un appropriato controllo dei processi e delle modificazioni in atto nei settori, riteniamo necessario che i diritti di informazione a livello nazionale, territoriale e di singola unità produttiva, debbano focalizzare i problemi inerenti a: terziarizzazioni, esternalizzazioni, appalti, affiliazioni-franchising, marchandiser e-o promoter, cooperative di lavoro. Su tali materie il diritto di informazione deve essere preventivo per sviluppare appropriati confronti e negoziati ai vari livelli al fine di garantire regole e diritti per i lavoratori (anche ai sensi della direttiva 2002/14/CE). In tale ambito si richiede:

        · l’introduzione di una normativa che salvaguardi i livelli occupazionali, tramite passaggio diretto del personale, nel caso di cambio di appalto;

        · l’attività di marchandising, promoter, collaborazioni coordinate continuative-occasionali, terziarizzazioni, appalti, ecc., non deve riguardare l’oggetto principale e le mansioni caratteristiche dell’ attività dell’impresa in cui essi prestano la loro opera, questo al fine di evitare che tali tipologie di lavoro diventino sostitutive del lavoro subordinato.

        2) Secondo livello di contrattazione – territoriale-aziendale

        Nel riconfermare la validità del secondo livello territoriale o aziendale di contrattazione si chiede di introdurre fra le materie oggetto del diritto di informazione, confronto e negoziato anche quello relativo al calendario annuo delle aperture domenicali e festive per favorire la disponibilità volontaria dei lavoratori attraverso un confronto e negoziato in merito alla loro programmazione.

        Si chiede inoltre di attivare ulteriori confronti fra le parti a livello decentrato qualora vi siano problemi occupazionali, al fine di individuare soluzioni che consentano il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori che, anche a causa dell’età, hanno difficoltà a reinserirsi nel settore. A tale scopo gli enti bilaterali dovranno individuare adeguati percorsi formativi, sottolineando la necessità di rendere il percorso negoziale maggiormente esigibile.

        3) Evoluzioni a livello europeo

        Si richiede l’istituzione di una commissione nazionale con il compito di analizzare e monitorare l’impatto dei processi che avvengono a livello europeo sulle politiche nazionali di settore e sulla contrattazione, che operi di concerto con il sistema bilaterale esistente, in particolare riferito a:

        · dialogo sociale europeo settoriale;

        · evoluzione dei Comitati Aziendali Europei;

        · responsabilità sociale delle imprese e codici di condotta;

        · diritti di informazione, consultazione e partecipazione;

        · Società europea Coordinamento europeo delle politiche contrattuali.

        4) Diritti sindacali

        Al fine di superare il contenzioso in essere riguardante i diritti sindacali in materia di RSA-RSU, si richiede di chiarire la norma contrattuale relativa alle suddette, sulla base di quanto previsto dagli accordi di regolazione della materia e dallo Statuto dei diritti dei Lavoratori.

        Si chiede inoltre che i datori di lavoro all’atto dell’assunzione consegnino gratuitamente a ogni lavoratore il contratto collettivo nazionale di lavoro.

        5) Pari opportunità

        Si richiede la trasformazione del Gruppo di lavoro in una Commissione paritetica permanente, capace di rendere possibile la realizzazione dei compiti assegnati dal CCNL.

        Per quanto riguarda le discriminazioni dirette-indirette, si richiede che le imprese (indipendentemente dal numero delle lavoratrici e dei lavoratori) inviino i dati salariali e quant’altro previsto dalla legge n. 125, oltre che alle RSA-RSU e alle OO.SS., anche all’ente bilaterale nazionale e territoriale, affinchè possa monitorare il fenomeno.

        Particolare attenzione va rivolta al fenomeno delle molestie sessuali, individuando un codice di condotta di carattere generale da inserire nel CCNL, quale schema base perfezionabile dalla contrattazione di 2° livello.

        6) Mobbing

        Allo scopo di combattere forme implicite ed esplicite di azioni tese a minare l’integrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici, si richiede che la commissione paritetica nazionale, approfondisca questo argomento e preveda interventi efficaci per eliminare atti comportamentali di mobbing nel sistema delle relazioni di lavoro.

        7) Congedi parentali

        Si richiede di definire le modalità di richiesta in caso di congedi per gravi e documentati motivi familiari-personali, nonché le modalità ; di partecipazione ai corsi di formazione necessari per il rientro.

        Si richiede che la contrattazione di secondo livello, preveda tra le materie ad essa assegnate, quanto previsto l’art. 9 della legge 53/2000.

        In relazione ai congedi per formazione di cui all’art.5, si richiede la definizione della percentuale di lavoratori che possano accedervi contemporaneamente e la riduzione dei cinque anni dell’anzianità prevista per la maturazione del diritto.

        Si richiede, inoltre, un congedo retribuito pari a di tre giorni per il padre, in occasione della nascita di un figlio e che tale diritto sia applicabile in tutte le imprese indipendentemente dal numero dei dipendenti.

        8) Mercato del lavoro

        Nella piena riconferma delle attuali normative previste dal CCNL in materia di Mercato del Lavoro, si richiede la non assoggettabilità al periodo di prova per i lavoratori assunti con contratto stagionale e/o a termine, qualora tornino a prestare la loro attività lavorativa nell’ambito della stessa impresa e a parità di livello. Si richiede inoltre, al fine di ridurre la precarietà dei rapporti di lavoro, di convenire la definizione di regole relative a criteri di priorità certe per i lavoratori con contratto a tempo determinato, anche con mansioni diverse, sulle assunzioni a tempo indeterminato. Il secondo livello definirà le modalità attuative.

        8.1 Collaborazioni occasionali-coordinate continuative, marchandise, promoter

        Al fine di ricondurre nel giusto alveo le collaborazioni coordinate continuative, occasionali, marchandiser, promoter, boxiste, si richiede la definizione di criteri che distinguano il lavoro autonomo da quello subordinato, anche in considerazione del confronto a suo tempo svolto. Si richiede inoltre la definizione di normative specifiche per la garanzia dei diritti e delle tutele, nonché l’impegno a non esercitare alcun potere direttivo e-o disciplinare nei confronti dei lavoratori parasubordinati né direttamente, né attraverso terzi. Si richiede, inoltre, la definizione di un compenso minimo che sia corrispondente e non inferiore al costo complessivo stabilito dai contratti collettivi applicati all’interno dell’azienda utilizzatrice e dalle norme di legge per il lavoro subordinato.

        Le tipologie d’impiego che non abbiano il carattere del lavoro subordinato, dovranno essere contenute in una percentuale che non intacchi il valore preminente del lavoro stabile tale da rappresentare una sua sostituzione. A tal fine si chiede che tale materia venga ricompresa anche tra quelle di contrattazione del secondo livello aziendale o territoriale.

        8.2- Apprendistato

        Fermo restando quanto previsto in termini di sgravi contributivi dalla legislazione in vigore, si richiede la conferma anticipata a metà del periodo di apprendistato.

        Si richiede l’aumento dell’indennità economica in caso di malattia per la stessa durata prevista per i lavoratori a tempo indeterminato.

        Si richiede l’aumento percentuale del salario e l’innalzamento della percentuale di conferma.

        Va rivista la normativa, conservando la possibilità di opzioni diverse (Art. 30 quinques-durata), salvaguardando così il demando al 2° livello di contrattazione ed alla bilateralità, tenendo conto delle contro deduzioni espresse da un ufficio del Ministero del Lavoro.

        8.3- Part-time

        Si richiede di elevare il limite minimo delle ore previste per il part-time.

        Lavoro supplementare: si richiede di chiarire che la percentuale di maggiorazione prevista per gli istituti differiti pari al 35%, si aggiunga alle percentuali di maggiorazione previste per il lavoro straordinario, festivo, domenicale, ecc.

        Si richiede che anche le RSA-RSU possano prendere visione del registro nelle singole unità produttive al fine di concordare il consolidamento di quota parte delle ore di lavoro supplementare.

        Si richiede l’annullamento della norma prevista dall’art. 46 seconda parte del CCNL, circa il riproporzionamento per il part-time del periodo di comporto della malattia.

        Si richiede per i part-time verticali che le ore di straordinario, siano equiparate a tutti gli effetti al lavoro supplementare.

        In merito al part-time post maternità, si richiede l’aumento della percentuale degli aventi diritto. Si richiede inoltre che tale diritto sia riconosciuto anche nelle unità produttive al di sotto dei 30 dipendenti.

        Si richiede la definizione di chiari criteri di precedenza, sia per le trasformazioni a tempo pieno sia per l’incremento delle ore sino al raggiungimento dell’orario a tempo pieno.

        9) Classificazione

        Si richiede che l’ente bilaterale nazionale costituisca una banca dati relativa alle professionalità, con il supporto degli Enti Bilaterali Regionali e territoriali; che effettui una ricognizione in merito ai mutamenti che si sono realizzati nei profili professionali anche in relazione alle evoluzioni intervenute nei vari settori.

        Si richiede inoltre che l’aggiornamento della classificazione sia effettuata entro il primo biennio e che a tale scopo, siano costituite apposite commissioni per aree, comparti, settori.

        Si richiede infine di introdurre le figure professionali legate alla new economy e dipendenti Agenzie lavoro interinale.

        10) Malattia

        Si richiede la conservazione del posto di lavoro sino a guarigione clinica. Si richiede inoltre l’integrazione, da parte delle aziende, dal quarto al ventesimo giorno, della indennità di malattia corrisposta dall’ INPS, al fine di raggiungere il 100% della retribuzione netta.

        11) Lavoro domenicale-festivo

        In considerazione del fatto che il lavoro domenicale-festivo non è da considerarsi ordinario e si basa sulla volontarietà, si richiede di chiarire che la percentuale di maggiorazione pari al 30% deve essere corrisposta a tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro. Si richiede, inoltre, che nel secondo livello di contrattazione si sviluppino confronti negoziali in relazione all’organizzazione del lavoro, come richiesto all’art. 2.

        12) Previdenza Integrativa

        Si richiede che la quota a carico delle imprese sia portata all’1%. Si richiede inoltre di inserire gli apprendisti.

        13) Assistenza sanitaria integrativa

        Nel confermare la centralità del Servizio Sanitario Nazionale Pubblico, si richiede l’istituzione di un fondo di assistenza sanitaria integrativa che faccia tesoro della esperienza positiva realizzate sulla materia dal Quas. I soggetti interessati dovranno essere tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia di lavoro. Il CCNL dovrà definire le necessarie destinazioni economiche per l’avvio di un sistema di assistenza integrativa, fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione integrativa aziendale.

        14) Quadri

        Si richiede la rivalutazione delle indennità di funzione. Si richiede la definizione di regole relative alla reperibilità per alcune figure professionali e la conseguente indennità economica. Si richiede inoltre di innalzare le tutele previste per la mobilità/trasferimenti passando dai 55 anni attuali a 50. Va inoltre aumentata la quota a carico delle aziende per il Fondo QuAS e Quadrifor.

        15) Bilateralità

        Va previsto un miglioramento dei compiti affidati dalle parti sociali agli enti bilaterali in relazione alla effettiva valorizzazione ed erogazione dei servizi. Vanno individuate forme di sostegno al reddito per i lavoratori che attualmente sono sprovvisti di ammortizzatori sociali e sono coinvolti in processi di ristrutturazione, riorganizzazione, che comportino la sospensione momentanea del rapporto di lavoro, attraverso la costituzione di un fondo apposito finanziato dalle imprese. A tale scopo si propone di riaffrontare la congruità delle quote da destinare all’ Ente Bilaterale per tale fine. Si potranno prevedere, a carico del fondo, progetti di formazione e-o riqualificazione al fine di agevolare il reinserimento dei lavoratori al termine del periodo di sospensione dal lavoro in sinergia con il fondo previsto per la formazione (FOR.TE).

        Vanno inoltre, istituite banche dati relative alle tipologie di impiego suddivise per professionalità. Inoltre presso gli enti si propone di attivare sportelli di assistenza ai lavoratori per i servizi di previdenza e sanità integrativa. Si ritiene, altresì, necessario effettuare una valutazione in merito alla possibile razionalizzazione degli enti finalizzata all’ottimizzazione dei compiti contrattuali previsti, non escludendo anche fasi di unificazione degli stessi.

        16) Formazione

        Considerata la direttiva europea, gli accordi interconfederali e i rimandi alla contrattazione previsti dalla legge n. 53/2000 sulla formazione continua, si chiede di precisare nel CCNL che la stessa deve essere effettuata durante l’orario di lavoro. Si richiede inoltre l’attivazione di sportelli di servizio al suddetto fondo.

        17) Trasferimenti

        Fermo restando la norma prevista dall’art. 13 della legge n. 300/70 (il lavoratore non può essere trasferito da una unità aziendale ad un’altra se non per comprovate ragioni di carattere tecnico, organizzativo e produttive), si chiede di introdurre un preavviso di 15 giorni.

        18) Ferie

        Si richiede la possibilità, su richiesta scritta del lavoratore, di cumulare le ferie su due anni, al fine di consentire alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri, la possibilità di rientro nel proprio paese di origine.

        19) Salute-sicurezza

        Si richiede un aumento del monte ore a disposizione dei RLS e un incremento delle ore per la formazione degli stessi.

        20) Salario

        Al fine di garantire l’effettiva copertura del potere di acquisto dei lavoratori e sulla base di quanto affermato in premessa, si richiede un aumento salariale pari a 107 euro al 4° livello riparametrate (in riferimento ai tassi di inflazione tendenziali per il 2003-2004, al recupero del differenziale di inflazione del biennio precedente e tenendo conto dell’andamento del settore). La base di calcolo, riferita al quarto livello, è quella consolidata dai rinnovi contrattuali precedenti.

        LINEE DI ORIENTAMENTO PER IL RINNOVO DELLA “PARTE SPECIALE” DEL CCNL, RIGUARDANTE GLI “OPERATORI DI VENDITA” (EX VV.PP.)

        PREMESSA

        In questo rinnovo contrattuale è necessario conseguire il miglioramento di alcuni trattamenti specifici del “Venditore Diretto” fermi da notevole tempo.

        Sulla base di queste considerazioni si richiede quanto segue:

        1) PROFILI PROFESSIONALI I

        Inserire un primo livello super e relativo trattamento economico, con la seguente dizione: “all’O.d.V. può essere formalmente affidato l’incarico di coordinamento di altri venditori, il secondo livello definirà uno specifico compenso aggiuntivo alla normale retribuzione complessivamente percepita dal lavoratore”.

        2) TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

        L’eventuale proposta aziendale di trasformazione del rapporto di lavoro subordinato in quello “autonomo” di agente, dovrà essere discussa nel secondo livello e comunque è necessario: assicurare il rispetto della volontarietà del lavoratore ad accedere a tale trasformazione ed il rifiuto da parte del lavoratore non può rappresentare gli estremi di giustificato motivo di licenziamento; prevedere un periodo di prova nel nuovo rapporto con il diritto di ripensamento ed il ripristino del precedente rapporto; il mandato di agenzia dovrà garantire comunque nei primi due anni un trattamento economico al netto di spese, oneri vari, non inferiore al reddito netto percepito nell’ultimo anno precedente la trasformazione.

        3) TUTELA DEL POSTO DI LAVORO

        Miglioramento della normativa, abbassando il limite degli ottanta dipendenti per la sua applicazione ed estendendola anche ai casi di malattia professionale.

        4) SCATTI DI ANZIANITA’

        Adeguamento del valore degli scatti di anzianità

        5) RISCHIO MACCHINA

        Aggiornamento della normativa in particolare per quanto concerne il massimale di concorso delle spese da parte dell’azienda per la riparazione dell’ ;automezzo.

        6) POLIZZE ASSICURATIVE

        Elevazione dei valori delle polizze assicurative integrative dei trattamenti INAIL sia per il caso di morte, sia per l’invalidità permanente dell’O.d.V. a carico del datore di lavoro.

        7) RETRIBUZIONE

        Applicazione degli aumenti retributivi che verranno definiti per il 3°, 2° e 1° livello del commercio, rispettivamente per l’O.d.V. di 2a categoria, di 1a e 1a super. Il secondo livello definirà la struttura retributiva dell’incentivazione.

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        PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL TERZIARIO DELLA DISTRIBUZIONE E DEI SERVIZI

        Premessa

        Filcams, Fisascat, Uiltucs con il rinnovo del Contratto Nazionale del Terziario, riconfermano pienamente la validità e la valenza del Contratto nazionale di settore, quale strumento unitario capace di fornire alle parti sociali il complesso di norme e regole necessarie:

        Il quadro economico e produttivo attuale e degli anni passati, ha manifestato e manifesta chiaramente lo sviluppo ed il peso crescente del Terziario in tutte le sue forme ed il ridimensionamento dei settori primario e secondario. Il Mercato, sempre più, si sviluppa sulla capacità delle aziende di offrire qualità dei prodotti e dei servizi.

        La qualità del servizio dipende anche da una buona qualità del lavoro nel settore e anche perciò, il Contratto Nazionale assume un ruolo sempre più innovativo ed importante quale strumento avanzato di relazioni sindacali, capaci di cogliere i cambiamenti in atto.

        Filcams, Fisascat e Uiltucs, si pongono l’obiettivo di realizzare un Contratto Nazionale in grado di governare i processi in atto e le ricadute che questi hanno sugli attuali assetti contrattuali e sulle condizioni dei lavoratori, anche visto il quadro normativo in materia di lavoro in continua trasformazione.

        Si ritiene, in tal senso, operare:

        In questo contesto il tema più volte posto, ovvero dell’effettivo esercizio del 2° livello di contrattazione va coniugato con ipotesi di concreta attuazione degli stessi impegni che il CCNL ai vari livelli determinerà. L’attuale legislazione offre scarsi percorsi se non attraverso complicate soluzioni di natura costituzionale. Si ritiene opportuno nella fase di confronto valutare tutte quelle soluzioni che in passato sono state adottate a valle dei processi negoziali come per esempio gli avvisi comuni, come possibili test risolutivi orientati al rafforzamento delle norme contrattuali. In tale senso vanno anche sperimentati percorsi negoziali finalizzati alla realizzazione di avvisi comuni su materie di carattere piu’ generali quali ad esempio gli ammortizzatori sociali.

        Nel riconfermare il pieno rispetto della titolarità e delle autonomie di tutte le parti e del libero svolgersi del negoziato nel rispetto dei tempi e delle modalità previsti dal protocollo del 23 luglio 1993, Filcams, Fisascat e Uiltucs, stigmatizzano come, a differenza del passato, i tassi di inflazione programmati non sono stati oggetto di accordo concertativi tra le parti, ma di decisione unilaterale.

        Va sottolineato, in tale ambito, l’effetto inflativo per il Paese e le entrate straordinarie per l’intero sistema del Terziario, che il change over ha prodotto con l’entrata dell’Euro.

        Conseguentemente, chiediamo sia sviluppato un confronto sulle seguenti materie:

        1) Relazioni sindacali, Diritti di informazione ai vari livelli e relative materie di confronto e negoziato

        2) Evoluzioni a livello europeo

        3) Diritti sindacali

        4) Pari opportunità

        5) Collaborazioni occasionali-coordinate continuative, marchandise, promoter

        6) Apprendistato, part-time

        7) Classificazione

        8) Malattia

        9) Lavoro domenicale-festivo

        10) Previdenza Integrativa

        11) Assistenza sanitaria integrativa

        12) Quadri

        13) Bilateralità

        14) Formazione

        15) Operatori di vendita

        16) Salario

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        RACCOMANDATA A.R.
        (Anticipata via fax)

        Prot. n. 114 IC/mg
        Oggetto: Disdetta CCNL
        Spett.le
        CONFESERCENTI
        Via Nazionale 60

        00184 ROMA

        In applicazione della procedura di cui all’art. 94, titolo XXXI, diamo formale disdetta al CCNL 22 settembre 1999, per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi.


        La piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto verrà inviata successivamente.

        Distinti saluti.

        p. La Filcams-Cgilp. La Fisascat-Cislp. La Uiltucs-Uil
        (Ivano Corraini)(Gianni Baratta)(Brunetto Boco)