Category Archives: AGENTI E RAPPRESENTANTI

Alle Filcams Regionali
e Territoriali

                      Al Coordinamento Agenti e Rappresentanti
                      Apparato politico nazionale

Loro Sedi

Care/i compagne/i,

allegato alla presente trovate i materiali relativi alla ricerca su " identita’ e sviluppo professionale dell’agente di Commercio " realizzata in cooperazione con Smile Cgil.
La ricerca fa parte di un più’ ampio progetto denominato " Progetto Afio Vignoli ".
Il progetto e’ stato messo a punto insieme al coordinamento nazionale Agenti e Rappresentanti di commercio.

Il progetto prevede :

- la ricerca di sfondo ;

      - la realizzazione di un programma per il calcolo delle indennita’ di fine rapporto degli agenti e rappresentanti di commercio da mettere a disposizione dei nostri uffici vertenze.
      - la concreta messa a disposizione dei servizi del sistema Cgil a vantaggio degli Agenti e Rappresentanti.

Per una più’ puntuale illustrazione del progetto e degli obiettivi organizzativi della Filcams Cgil nel settore invieremo apposita circolare.
Intanto vi informiamo che il 16 dicembre 2013 a partire dalle ore 10 presso la Camera del Lavoro di Firenze e’ fissata una riunione del Coordinamento AAeRR e dei compagni e compagne delle strutture Filcams interessate per iniziare il lavoro di programmazione dei focus group e per realizzare le interviste ai protagonisti privilegiati previste dalla prima fase della ricerca.

Restando a disposizione per tutti i chiarimenti del caso inviamo, fraterni saluti.

                  p. la Filcams Cgil Nazionale

Danilo Lelli

All. 1


COMUNICATO
Esito incontro 2 dicembre 2009 Agenti e Rappresentanti di Commercio

Il giorno 2 dicembre 2009, presso la Camera del Lavoro di Firenze si è riunito il Coordinamento Nazionale Agenti e Rappresentanti della Filcams Cgil.

La Filcams Cgil, unitamente al Coordinamento ,esprime forte preoccupazione sia per il perdurare della crisi economica del paese che per le conseguenze che, inevitabilmente si stanno riflettendo sulla categoria degli Agenti e Rappresentanti.

La contrazione dei consumi e la assenza di adeguati interventi Governativi, capaci di stimolare la ripresa dei consumi interni, stanno producendo danni che , se non tempestivamente arginati, rischiano di diventare irreversibili.

La assenza di ammortizzatori sociali, espone ancora di più la categoria degli Agenti e Rappresentanti agli effetti della crisi.

Gli Agenti e Rappresentanti movimentano circa il 60% del P.I.L. del Paese. E’ per questo motivo che dare sostegno alla Categoria, significa anche mettere in moto un volano utile a tutti i settori produttivi per l’uscita dalla crisi.

In questo quadro, la tematiche fiscali rappresentano un argomento di particolare interesse per tutti gli Agenti e Rappresentanti.

La Filcams Cgil , unitamente al Coordinamento Nazionale, avanza , pertanto, in tutte le sedi Ministeriali, Istituzionali e Politiche le proprie proposte a sostegno della categoria.

Si richiedono interventi in riferimento a:

    deducibilità della spesa di acquisto o di leasing delle autovetture.
    Definizione del concetto di “ autonoma organizzazione” ai fini della applicazione dell’IRAP.
    Riduzione dei contributi previdenziali per i giovani Agenti e Rappresentanti.

Circa la “ sterilizzazione “ degli studi di settore , la Filcams Cgil esprime una autonoma posizione rispetto alle altre Sigle Sindacali del settore. Si ritiene infatti utile soltanto una profonda revisione e semplificazione degli studi di settore e non una loro sospensione, questo anche in coerenza con un più generale ipostazione della CGIL.

In ogni caso la Filcams Cgil , in una logica di lavoro unitario con tutt le sigle Sindacali ha ufficialmente dichiarato la propria disponibilità a partecipare a tutti i tavoli di confronto che saranno attivati.

p. La Filcams CGIL Nazionale
(Danilo Lelli )

    UNA DECISIONE IMPORTANTE DELLA CCIAA DI CATANIA

    Massimo Nozzi
    Settore Agenti e Rappresentanti
    FILCAMS CGIL

    La Camera di Commercio di Catania ha deciso di consentire l’iscrizione degli Agenti di commercio al Registro delle Imprese senza l’obbligo d’iscrizione all’Albo agenti.

    La Federsicilia, tramite il suo Segretario Giovanni Cammarata, aveva posto da tempo alla Camera di Commercio il problema dell’obbligo d’iscrizione all’Albo agenti dopo la sentenza della Corte Europea che ha ritenuto, tale norma, un’illegittima limitazione al principio della libera circolazione dei lavoratori.
    La Corte ha sancito il diritto, per qualsiasi cittadino comunitario che fosse titolare di un contratto d’agenzia, di esercitare la sua attività senza altri vincoli che fossero l’iscrizione al Registro delle Imprese.

    Nonostante che la sentenza europea sia molto chiara, molte Camere di Commercio continuano a vincolare gli agenti all’iscrizione all’Albo.

    Per altro, essere iscritti all’Albo non offre alcuna garanzia organizzativa, mentre per l’iscrizione, di fatto, si impone a migliaia di giovani disoccupati di partecipare, a pagamento, a corsi preparatori, in gran parte organizzati dal Sindacato FNAARC, satellite della Confcommercio. Corsi che quasi sempre prevedono l’iscrizione automatica a quella Organizzazione.

    Nonostante la sentenza della Cassazione, n.4817/99, abbia riaffermato i principi della Corte Europea, il Ministero dell’Industria ha evitato di pronunciarsi in modo chiaro su questa materia e le Camere di Commercio si sono mosse in modo diversificato e spesso, mancando di direttive, con molta incertezza.
    E’ la prima volta, a nostra conoscenza che una Camera di Commercio si pronuncia con chiarezza.
    Scrive, in risposta alla Federsicilia, il Presidente della CCIAA di Catania. Dott. S.M.Ridolfo ed il Conservatore dott. A. Pagliaro:
    “ …………. Pertanto si notizia che gli esercenti l’attività di Agente e Rappresentante, in possesso di regolare mandato di agenzia, nonché di partita IVA, seppur privi dell’iscrizione all’Albo agenti e rappresentanti, ex articolo 2 legge 204/85, potranno richiedere l’iscrizione al Registro delle imprese con le consuete procedure. ……….. “ .

    Ci auguriamo che il Ministero, presto, segua quest’esempio di chiarezza ed eviti a tantissimi altri giovani disoccupati, che vogliono avvicinarsi alla professione di agente, di incappare in situazioni onerose che gli fanno perdere, oltre al denaro, anche tempo.

ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO
26 GIUGNO 2002

PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA
COMMERCIALE DEL SETTORE DEL COMMERCIO

L’anno 2002, il giorno 26 del mese di giugno tra

la Confesercenti rappresentata dal Presidente Nazionale Marco Venturi, dal Segretario Generale Gaetano Orrico dal Vice Segretario Generale Mauro Bussoni assistiti da Giorgio Cappelli dell’Ufficio Politiche Contrattuali, e l’Assogrossisti-Confesercenti rappresentata dal Presidente Nazionale Renzo Grassi, dal Segretario Nazionale Gaetano Pergamo e da Pino Gregori componente di Giunta Nazionale

e

la FIARC, Federazione Italiana Agenti e Rappresentanti di Commercio, rappresentata dal Presidente Carlo Massaro, dai Vice Presidenti Andrea Parrini, Domenica Cominci, Luigi Lupi, Antonino Marcianò, Salvatore Sciliberto, dal membro di giunta nazionale Enrico Guida, assistiti dal Segretario Nazionale Elvira Massimiano

la F.N.A.A.R.C., Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio, rappresentata dal suo Presidente Adalberto Corsi, dai Vice Presidenti Alberto Ulivi, Egidio Casorati, Ferdinand Less, Gabriele Mazzanti, dai componenti della Giunta Esecutiva Giuseppe Corbetta, Antonio Franceschi, Sergio Mercuri, Giuseppe Stefanini, assistiti dal responsabile delle relazioni sindacali Luigi Strazzella

l’USARCI, Unione Sindacati Agenti e Rappresentati di commercio, rappresentata dal Presidente Ciano Donadon, dal Vice Presidente Vicario Francesco D’Angelo dai Vice Presidenti Mario Nicolai, Luigi Gervasoni, Massimo Azzolini, dal Segretario Nazionale Antonello Marzolla, dal Segretario di Presidenza Massimiliano Baldini e dal Coordinatore Centro Giuridico Avv. Carlo Tabellini

la FILCAMS-CGIL, Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi, rappresentata dal Segretario Generale Ivano Corraini, dai Segretari Antonia Franceschini, Carmelo Caravella, Marinella Meschieri, Bruno Perin, Carmelo Romeo, Claudio Treves, dal Presidente del C.D. Bruno Rastelli, dal responsabile del settore Massimo Nozzi, assistito da Giuseppe Ricci, Alfio Vigloli, Giovanni Cammarata del Coordinamento Nazionale Agenti e dai componenti del Comitato Direttivo Nazionale, Abbonizio Marzia, Acconci Angela, Agassini Silvia, Albanella Luisa, Alberti Donatella, Anelli Livio, Angelini Dalida, Anile Lucia, Antonioli Maura, Bacci Marco, Baini Giuliana, Balestrieri Francesca, Belli Otello, Bellini Giancarlo, Benocci Valeria, Bertolotti Marco, Bertolucci Paolo, Besenzoni Gianfranco, Bianchi Ennio, Biscaro Vigilio, Bittarelli Luigi, Bonazza Dino, Bortolami Adriano, Botta Danila, Brogi Barbara, Broglia Miriam, Bucchioni Giovanni, Calanca Alessandro, Calò’ Luigina, Campari Ramona, Capponi Fabio, Caracciolo Manuela, Caramelle Rolland, Carnevale Maddalena, Carpino Giovanni, Castagnini Fabio, Castellani Cristina, Cattaneo Federica, Cetti Pierluigi, Ciavarella Maria, Ciman Rosella, Cioffi Canio, Codonesu Sergio, Coppini Luigi, Corazzesi Luigi, Cuntrò Anna, Dmelì Nadia, Dangiolillo Marina, De Checchi Loredana, De Filippo Antonio, De Rocco Elena, Decicco Tonino, Della Volpe Carla, Di Meglio Enzo, Dragone Lucia, Eel Zaaf Abdelaziz, Erbante Anna Pia, Esposito Rosa, Fanesi Gabriella, Fassina Sergio, Fattini Romano, Ferrari Stefania, Filandetti Antonella, Fiorani Giordano, Folloni Enrico, Forti Piergiorgio, Francavilla Cosimo, Franceschini Sergio, Franceschini Franco, Galati Mario, Giannessi Laura, Giupponi Zaverio, Giuriolo Lorenza, Grimaldi Antonella, Guerriero Angelo, Guglielmi Gabriele, Hoo Elena, Ioris Marisa, Landini Alda, Lorusso Giuseppe, Maestri Patrizia, Mafezzoli Dora, Maggio Maria, Magnani Luca, Mancini Gianfranco, Mancini Giuseppe, Mangili Mario, Manocchio Maria, Marchi Giancarlo, Marconi Piero, Margheritta Danilo, Marieschi Cristiano, Marinucci Daniela, Martinelli Gianbattista, Mazziotta Manlio, Melidoni Rosa Giulia, Melotti Massimo, Mengaroni Luigino, Merlo Lucia, Merola Adriana, Minnì Cono, Minniti Carmela, Montanini Giusi, Morgese Gaetano, Morini Silvana, Moriconi Mauro, Moscagiuri Antonio, Muchon Giusi, Nacinovich Luciano, Nesi Carmine, Orsi Michele, Palazzo Antonio, Pasero Bruno, Pedretti Marco, Pes Daniela, Pestelli Sergio, Pinna Salvatore, Pizzamiglio Santino, Ponti Licia, Presta Michele, Ricci Loretto, Roncaccia Gianni, Rota Mirco, Roverano Marco, Salvato Alessandra, Sardyko Wioletta, Scognamillo Giuseppe, Serafini Egidio, Sforza Giuseppe, Sgargi Walter, Silvestro Giuseppe, Simula Giuseppe, Soavi Rossella, Sormanni Fabio, Speriani Giovanni, Stancampiano Antonio, Stornaiuolo Rosario, Talenti Enrico, Taratufolo Manuela, Tempesta Pasquale, Terenzi Antonio, Tordini Stefano, Trinchero Gianni, Unmarino Francesca, Valenti Assunta, Verana Fulvia, Vitagliano Andrea, Walzl Christine, Zanardi Guido, Zapparoli Roberto, Zerlotti Caterina, Zucchini Leonardo, con l’intervento della Confederazione Generale Italiana Lavoratori (CGIL) rappresentata dalla Segretaria Confederale Carla Cantone

la FISASCAT- Cisl Federazione Italiana Sindacati addetti ai Servizi Commerciali affini e del Turismo, rappresentata dal Segretario Generale Gianni Baratta, assistito da Salvatore Falcone;

la UILTUCS – Uil – Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio e Servizi, rappresentata dal Segretario Generale Brunetto Boco, dal Segretario Nazionale Emilio Fargnoli, assistiti da Gianfranco Tusini e Luigi Magnani;

la UGL ,Unione Generale del Lavoro, rappresentata dal responsabile federale, Renata Polverini, assistita dal coordinatore nazionale Marco Pepe;

Visto

l’Accordo Economico Collettivo 7 maggio 1993

si è stipulato

il presente Accordo Economico Collettivo per
la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le Case mandanti commerciali ed i rispettivi Agenti e Rappresentanti di Commercio, composto di 21 articoli, di 5 tabelle, letti,
approvati e sottoscritti dalle parti contraenti.

Premessa

Le parti stipulanti, con il presente Accordo Economico Collettivo, intendono realizzare una disciplina normativa corrispondente alle peculiarità del rapporto di agenzia, nonché alle caratteristiche delle imprese commerciali e dei servizi.
Sotto questo profilo manifestano il comune interesse a sviluppare corrette relazioni sindacali e contrattuali, consapevoli dell’importanza che il settore commerciale riveste nell’economia del Paese e del ruolo svolto dagli agenti e rappresentanti di commercio, in un mercato distributivo reso ancora più complesso dalla difficile congiuntura economica, quali collaboratori indispensabili per le loro caratteristiche funzionali e professionali.
La Confesercenti , nell’affermare la sua piena autonomia contrattuale, accoglie la richiesta di parte sindacale per incontri annuali a livello nazionale con le OO.SS. degli agenti stipulanti il presente AEC, intesi ad esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonché le situazioni di mercato anche per i riflessi che possono determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali degli agenti.
Su richiesta di una delle parti, tali incontri potranno avvenire anche per singoli settori merceologici.

Art 1. – Definizioni

Il contratto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le case mandanti commerciali (in seguito denominate "ditte") e gli agenti e rappresentanti di commercio è disciplinato dalle norme contenute nel presente Accordo Economico Collettivo.
Agli effetti del presente Accordo e in conformità agli artt. da 1742 a 1752 del Codice Civile, indipendentemente dalla qualifica o denominazione utilizzata dalle parti:
a)è "agente di commercio" chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la con­clusione di contratti in una determinata zona;
b)è "rappresentante di commercio" chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle mede­sime in una determinata zona.
L’agente o rappresentante esercita la sua attività in forma autonoma ed indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai sensi dell’art. 1746 del Codice Civile senza obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui al­l’art. 1746 Codice Civile devono tener conto dell’autonomia operativa dell’agente o rappresen­tante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione della sua attività.
Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio delle attività di cui al secondo comma del presente articolo, salvo le eccezioni espressamente previste nell’accordo stesso, nonché a coloro che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere merci esclusivamente a privati consumatori.
Le norme contenute nel presente accordo si applicano anche ai contratti a tempo de­terminato, in quanto compatibili con la natura del rapporto con esclusione, comun­que, delle norme relative al preavviso.
Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, la casa mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima della scadenza del ter­mine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o alla proroga del mandato.

Dichiarazione a verbale

Il presente Accordo trova applicazione anche per gli agenti e rappresentanti di commercio operanti in "tentata vendita" a condizione che vengano rispettati i principi di autonomia ed indipendenza nello svolgimento dell’attività e che non siano previsti obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati.

Art. 2 – Zona di attività

Salvo diverse intese tra le parti, la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio, di più agenti o rappresentanti, né l’a­gente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che sia­no in concorrenza tra di loro.
Il divieto di cui sopra non si estende, salvo espresso patto di esclusiva per una sola ditta (vale a dire rapporto di monomandato), all’assunzione da parte dell’agente o rappresentante dell’incarico di trattare gli af­fari di più ditte non in concorrenza tra loro.
All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante debbono essere precisati per iscritto in un unico documento, oltre al nome delle parti, la zona assegna­ta, i prodotti da trattarsi, la misura delle provvigioni e/o dei compensi e la durata, quan­do non sia a tempo indeterminato, nonché l’esplicito riferimento alle norme dell’Accordo Economico Collettivo in vigore e successive modificazioni.
Le variazioni di zona e/o di prodotti e/o di clienti e/o della misura delle provvigioni esclusi i casi di lieve entità, (intendendo per lieve entità le riduzioni comprese tra 0 e 5% del valore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno precedente la variazione, ovvero nei 12 mesi antecedenti la variazione qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero) possono essere realizzate previa comunicazione scritta all’agente o rappresentante da darsi almeno 2 mesi prima (ovvero 4 mesi prima per gli agenti e rappresentanti che operano in forma di monomandatari) salvo accordo scritto tra le parti per una diversa de­correnza del preavviso. Qualora le variazioni di zona e/o di prodotti e/o di clienti e/o della misura delle provvigioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto (intendendo per variazione sensibile le riduzioni superiori al 20% del valore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno precedente la variazione ovvero nei 12 mesi antecedenti la variazione qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto.

Qualora l’agente o rappre­sentante comunichi, entro 30 giorni di non accettare le variazioni che modificano sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comuni­cazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.
Resta inteso inoltre che l’insieme delle variazioni di lieve entità apportate in un periodo di 12 mesi antecedenti l’ultima variazione, sarà da considerarsi come una unica variazione, per l’applicazione del presente articolo 2, sia ai fini della richiesta di preavviso di 2 o 4 mesi, sia ai fini della possibilità di intendere il rapporto cessato ad iniziativa della casa mandante.

Chiarimento a verbale

In relazione a quanto previsto dal 1° e 2° comma del presente articolo, le parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza quando l’incarico conferito all’a­gente o rappresentante riguardi generi di prodotti che per forgia, destinazione e valore d’uso siano diversi e infungibili tra di loro.

Art. 3 – Diritti e doveri dell’agente

L’agente o rappresentante deve assolvere gli obblighi inerenti all’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta.
Nell’esecuzione dell’incarico l’agente o rappresentante deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e buona fede. In particolare, deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità delle istruzioni ricevute e fornire al preponente le informazioni riguardanti le condizioni del mercato della zona assegnatagli, ed ogni altra informazione utile per valutare la convenienza dei singoli affari. E’ nullo ogni patto contrario.
Il contratto potrà prevedere l’addebito totale o parziale del valore del campionario all’agente o rappresentante, in caso di mancata o parziale restituzione o di danneggiamento, non derivante dal normale utilizzo.
L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta né di concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.
Il preponente è tenuto a fornire all’agente o rappresentante le notizie utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato, nonché ad avvertirlo senza indugio qualora ritenga di non poter evadere totalmente o parzialmente le proposte d’ordine.
Il preponente, nei rapporti con l’agente, deve agire con lealtà e buona fede.
Egli deve mettere a disposizione dell’agente o rappresentante la documentazione necessaria, relativa ai beni e/o servizi trattati, e fornire all’agente o rappresentante le notizie necessarie per l’esecuzione del contratto: in particolare avvertire l’agente entro un termine ragionevole, non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi. Il preponente deve inoltre informare l’agente, entro un termine ragionevole, dell’accettazione o del rifiuto e della mancata esecuzione di un affare procuratogli.

Art. 4 – Provvigioni

Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione, determinata di norma in misura percentuale, quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento.
L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva nella zona affidatagli gli affari di una ditta ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima senza il suo intervento, sempreché rientranti nell’ambito del mandato conferito.
L’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi anche dopo lo scioglimento del contratto, o dopo la sospensione del contratto in caso di malattia e/o gravidanza, se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente, o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’attività da lui svolta; in tali casi la provvigione è dovuta solo all’agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti.
Le parti convengono che l’agente avrà diritto alle relative provvigioni nei tempi e nei modi fissati dall’articolo 1748 cod. civ., che si intende integralmente ed inderogabilmente richiamato Art. 1748
(Diritti dell’agente)

Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente ha diritto alla provvigione quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento.
La provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l’agente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito.
L’agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’attività da lui svolta; in tali casi la provvigione è dovuta solo all’agente precedente, salvo che da pecifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti.
Salvo che sia diversamente pattuito, la provvigione spetta all’agente dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il terzo. La provvigione spetta all’agente, al più tardi, inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico.
Se il preponente e il terzo si accordano per non dare, in tutto o in parte, esecuzione al contratto, l’agente ha diritto, per la parte ineseguita, ad una provvigione ridotta nella misura determinata dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equità.
L’agente è tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nella ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il preponente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente. E’ nullo ogni patto più sfavorevole all’agente.
L’agente non ha diritto al rimborso delle spese di agenzia.
———-
N.B.: Articolo modificato dall’art. 2, D.Lgs. 10 settembre 1991, n. 303 e successivamente così sostituito dall’art. 3, D.Lgs. 15 febbraio 1999, n. 65.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta concordati per condizioni di pagamento.
Quando la consegna della merce o la fornitura del servizio venga effettuata in una zona diversa da quella in cui è stato concluso l’affare, la provvigione compete all’agente che abbia effettivamente promosso l’affare, salvo diverso accordo fra le parti.
Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile, o di svolgere attività complementari e/o accessorie rispetto a quanto previsto dagli artt. 1742 e 1746 Cod. Civ., ivi comprese quelle di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché siano specificate nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale.
In qualsiasi caso di insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo della prov­vigione sulla quota soluta, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza. Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15% del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla quota soluta.
La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per cause imputabili al preponente.

In deroga ai principi stabiliti nei commi precedenti, ai soli fini del diritto alle provvigioni, le proposte d’ordine non confermate per iscritto dal preponente entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle proposte stesse si intendono accettate.
Salvo diverso accordo tra le parti, in luogo della conferma di cui al comma precedente, il preponente entro lo stesso termine può comunicare per iscritto all’agente o rappre­sentante il rigetto totale o parziale dell’ordine ovvero la necessità di una proroga del termine.

Art. 5 – Spese

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese connesse con l’eser­cizio dell’attività svolta ai sensi dell’art. 1 del presente accordo, salvo patto contrario.
Il patto in contrario non potrà determinare il rimborso di spese o concorso alle spese in forma percentuale.

Art. 6 – Liquidazione delle provvigioni

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni trimestre.
Entro trenta giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché il relativo importo, con l’adempimen­to delle formalità richieste dalle vigenti norme fiscali. Qualora l’agente o rappresentante non sollevi contestazioni entro trenta giorni dal ricevimento del conto, questo si inten­derà definitivamente approvato. In caso di contestazione, la ditta verserà le eventuali ul­teriori somme non oltre trenta giorni dalla definizione della controversia.
Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre quindici giorni rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta a versare su tali som­me per tutti i giorni di ritardo un interesse in misura pari al tasso ufficiale di sconto.
Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite dell’agente o rappre­sentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Qualora all’atto del conferimento del mandato sia stata pattuita la possibilità per l’agente o rappresentante di richiedere anticipi provvigionali, gli stessi potranno essere pagati nella misura del 50% della provvigione per gli affari che prevedono l’esecuzione da parte del compratore non oltre 90 giorni, e nella misura del 35% per gli affari che prevedono l’esecuzione da parte del compratore oltre 90 giorni.

Art. 7 – Patto di non concorrenza

In attuazione di quanto previsto dall’articolo 1751 bis c.c. compete il pagamento di una indennità non provvigionale, a fronte del patto di non concorrenza post contrattuale, quando sia inserito nel singolo incarico di agenzia. Tale indennità è calcolata secondo le modalità di seguito indicate.

a) La base di calcolo dell’indennità è costituita dalla media delle provvigioni spettanti nei cinque anni antecedenti alla cessazione del rapporto, ovvero dalla media delle provvigioni spettanti nel corso del rapporto, in caso lo stesso abbia avuto durata inferiore a cinque anni.

b) Il valore di cui alla lettera a) andrà diviso per ventiquattro e corrisposto in ragione di tanti ventiquattresimi quanti sono i mesi di durata del patto di non concorrenza.

Per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di monomandatari l’importo come sopra individuato verrà corrisposto per intero nel caso in cui il rapporto abbia avuto durata superiore a cinque anni. Per i rapporti di durata compresa tra zero e cinque anni l’indennità verrà corrisposta nella misura dell’85% (ottantacinque per cento ).

Per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di plurimandatario la base di calcolo di cui alla lettera a) del presente articolo è ridotta del 20% (venti per cento).

Il valore così ottenuto verrà corrisposto, in tal caso, nelle seguenti misure percentuali:

- 50% (cinquanta per cento) per i rapporti di durata compresa tra 0 e 5 anni;

- 75% (settantacinque per cento) per i rapporti di durata compresa tra 5 e 10 anni;

- 100% (cento per cento) per i rapporti di durata superiore a 10 anni.

Ai soli fini del calcolo dell’indennità prevista a fronte del patto di non concorrenza post contrattuale, si considerano come monomandatari anche gli agenti di commercio operanti come plurimandatari, per i quali il mandato cessato valga almeno l’80% (ottanta per cento) del monte provvigionale di spettanza dell’agente o rappresentante da tutte le case mandanti in ciascuno dei due anni antecedenti la chiusura del rapporto. L’agente o rappresentante di commercio che intende avvalersi di quanto previsto al presente comma è tenuto ad esibire, al momento della cessazione del rapporto, le scritture contabili valide ai fini fiscali, dalle quali risulti il totale delle provvigioni complessivamente percepite in ciascuno degli anni di riferimento.

Le disposizioni previste dal presente articolo si applicano ad agenti e rappresentanti operanti in forma individuale, in forma di società di persone, in forma di società di capitali con un unico socio, nonché alle s.r.l. con due o più soci.

Nota a verbale 1

Le parti stipulanti precisano e ribadiscono che non è loro volontà estendere la parificazione all’agente monomandatario, di cui al penultimo comma del presente articolo, per situazioni diverse da quella ivi prevista, escludendo espressamente qualunque ulteriore conseguenza ai fini fiscali, previdenziali, economici e normativi.

Nota a verbale 2

Le parti si danno atto che le disposizioni di cui al presente articolo decorrono dal 1° giugno 2001

Art. 8 – Malattia e infortunio

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che costituisca causa di im­pedimento nell’espletamento del mandato affidatogli, il rapporto di agenzia o rappre­sentanza, a richiesta della ditta oppure dell’agente o rappresentante interessato, resterà sospeso per la durata massima di sei mesi dall’inizio della malattia o dalla data dell’in­fortunio, e pertanto la ditta non potrà per tale periodo procedere alla risoluzione del rapporto.
Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il perio­do predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico ad esercitarlo. Il titolare del mandato di agenzia o rappresentanza, ammalato od infortunato, deve consentire, nel corso del predetto pe­riodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri, e non ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo stesso, salvo pattuizioni individuali più favorevoli.
A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale, o che siano soci illimitatamente responsabili di società di persone (S.N.C. e S.A.S.) aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale si provvederà alla stipulazione di una polizza assicurativa, tramite la Fondazione ENASARCO, per coprire i rischi derivanti da infortunio, e/o ricovero ospedaliero.
La polizza sarà stipulata dalla Fondazione ENASARCO secondo le condizioni ed i limiti delle disposizioni regolamentari di seguito indicate, che formano parte integrante del presente articolo, e garantirà il trattamento di seguito indicato, indipendente ed aggiuntivo rispetto a quello eventualmente erogato dalla Fondazione ENASARCO con propria assicurazione:

a)in caso di morte per infortunio: liquidazione di un capitale di L.80.000.000 (ottantamilioni);
b)in caso di invalidità permanente totale per infortunio: liquidazione di un capitale di L.100.000.000 (centomilioni). Tale importo sarà proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità inferiore all’80% (ottanta per cento), in relazione alla percentuale ri­conosciuta secondo la tabella INAIL ed a partire dal 6% (sei per cento);
c)in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti diagnostici, ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per intervento chirurgico o a ricovero per infortunio: corresponsione di una diaria giornaliera di L. 25.000 (venticinquemila) dal primo giorno di degenza e fino a un massimo di 60 giorni per anno assicurativo, fatta salva la decor­renza iniziale della copertura assicurativa per la diaria stessa.
Gli oneri per la stipulazione e la gestione della presente polizza da parte della Fondazione ENASARCO restano a carico delle ditte mandanti e sono coperti con l’utilizzo di una quota parte dell’interesse del 4 per cento di spettanza delle case mandanti di cui all’art. 13 del presente accordo.

Art. 9 Gravidanza e Puerperio

In caso di gravidanza e puerperio dell’agente o rappresentante, il rapporto resterà sospeso ad ogni effetto, su richiesta dell’agente o rappresentante, per un periodo massimo di 8 (otto) mesi, all’interno dei quali deve considerarsi la data del parto, intendendosi che durante tale periodo la casa mandante si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto. Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza ovvero a darne ad altri l’incarico di esercitarlo.
Resta inteso che per gli affari prodotti durante tale periodo l’agente o rappresentante non avrà diritto alla provvigione, tranne che per quegli ordini pervenuti durante tale periodo grazie all’attività in precedenza svolta dall’agente o rappresentante di commercio.

Art. 10 – Preavviso

In caso di risoluzione di un rapporto a tempo indeterminato da parte della casa mandante, la stessa dovrà darne comunicazione scritta all’agente o rappresentante di commercio, con un preavviso della seguente misura:

a)Agente o rappresentante operante in forma di plurimandatario:
-3 mesi per i contratti di durata da 0 a 3 anni
-4 mesi per i contratti di durata da 0 a 4 anni iniziati
-5 mesi per i contratti di durata da 0 a 5 anni iniziati
-6 mesi per i contratti di durata superiore a 6 anni .

b)Agente o rappresentante operante in forma di monomandatario:
-5 mesi per i contratti di durata da 0 a 5 anni iniziati
-6 mesi per i contratti di durata compresa fra 6 e 8 anni iniziati
-8 mesi per i contratti di durata superiore a 8 anni.

In caso di risoluzione del rapporto da parte dell’agente o rappresentante il preavviso sarà pari a cinque mesi, per agenti operanti in forma di monomandatario ed a tre mesi per agenti operanti in forma di plurimandatario.

Ai fini del computo della misura del preavviso dovuto, si farà riferimento alla durata complessiva del contratto intendendosi il periodo intercorso dalla stipula dello stesso sino al momento di ricevimento della comunicazione di recesso.
Le parti convengono che la scadenza del periodo di preavviso possa coincidere con uno qualsiasi dei giorni di calendario, in rapporto alla data di effettiva ricezione della comunicazione di recesso e comunque nel rispetto della durata del preavviso di cui ai commi che precedono.
Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine, con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni di competenza dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) precedente quanti sono i mesi di preavviso dovuti. In caso di esonero da una parte di preavviso la parte recedente corrisponderà all’altra una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni di competenza dell’anno solare precedente (1° gennaio – 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso non effettuati. Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente saranno conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici mesi di riferimento.
Ove più favorevole, la media retributiva per la determinazione dell’indennità sostitutiva di preavviso, sarà calcolata sui dodici mesi immediatamente precedenti la comunicazione di recesso.
Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore ai dodici mesi, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso.
La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere l’indennità sostitutiva, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta comunicazione.
L’indennità sostitutiva del preavviso va computata su tutte le somme corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche a titolo di rimborso o concorso spese o di premio.
Durante la prestazione del periodo di preavviso il rapporto decorre regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

Art. 11 – Indennità di fine rapporto

All’atto della risoluzione del contratto a tempo indeterminato sarà corrisposta dalla ditta all’agente o rappresentante una indennità secondo le disposizioni dei seguenti artt. 12 – 13
Le parti si danno atto che con i versamenti di cui ai successivi articoli è assolto ogni obbligo gravante sulle case mandanti in virtù dell’art. 1751 c.c.

Art. 12 – Indennità di fine rapporto

Con la presente normativa le parti intendono dare piena ed esaustiva applicazione all’art. 1751 Codice Civile, anche in riferimento alle previsioni dell’art. 17 della Direttiva CEE 86/653, individuando modalità e criteri applicativi. particolarmente per quanto attiene alla determinazione in concreto della misura dell’indennità in caso di cessazione del rapporto.
A tal fine si conviene che l’indennità in caso di cessazione del rapporto sarà composta da tre emolumenti:
-il primo, denominato Indennità di risoluzione del rapporto, viene riconosciuto all’agente o rappresentante anche se non ci sia stato da parte sua alcun incremento della clientela e/o del fatturato, e risponde principalmente al criterio dell’equità;
-il secondo, denominato Indennità suppletiva di clientela, sarà riconosciuto ed erogato all’agente o rappresentante secondo le modalità di cui al successivo capo II. Anche tale emolumento risponde al principio di equità, e non necessita per la sua erogazione della sussistenza della prima condizione indicata nell’art. 1751, I comma, Codice Civile;
-il terzo, denominato "Indennità meritocratica" risponde ai criteri indicati dall’art. 1751 del Codice Civile, relativamente alla sola parte in cui prevede come presupposto per l’erogazione l’aumento del fatturato con la clientela esistente e/o l’acquisizione di nuovi clienti.

L’indennità in caso di cessazione del rapporto, di cui ai successivi capi II e III sarà computata sulle provvigioni e le altre somme, comunque denominate, per le quali è sorto il diritto al pagamento in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse somme non sono state interamente corrisposte al momento della chiusura del rapporto.

In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità stessa sarà corrisposta agli eredi.
L’indennità di risoluzione del rapporto è dovuta anche in caso di invalidità permanente e totale dell’agente o rappresentante, originata sia da infortunio, sia da malattia.

I)Indennità di risoluzione del rapporto.

All’atto della cessazione del rapporto, spetta all’agente o rappresentante una indennità, calcolata sulla base delle provvigioni maturate e liquidate fino al momento della cessazione stessa, secondo le misure di seguito riportate:

L’indennità di risoluzione del contratto a tempo indeterminato è stabilita nella misura del 3% dell’ammontare delle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante nel corso del contratto, nei seguenti limiti:
a)non oltre L. 50.000 (cinquantamila) di provvigioni liquidate per ciascun anno fino al 30 settembre 1947; qualora l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la sua attività per una sola ditta il limite di L. 50.000 (cinquantamila) è elevato a L. 70.000 (settantamila) di provvigioni annue,
b)non oltre L. 500.000 (cinquecentomila) di provvigioni liquidate per ciascun anno per il periodo dal 1° ottobre 1947 al 30 giugno 1951; qualora l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la sua attività per una sola ditta, il limite di L. 500.000 (cinquecentomila) è elevato a L. 600.000 (seicentomila) di provvigioni annue;
c)non oltre L. 2.000.000 (duemilioni) di provvigioni liquidate per ciascun anno per il periodo dal 1° luglio 1951 al 31 dicembre 1958; qualora l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la sua attività per una sola ditta, il limite di L. 2.000.000 (duemilioni) è elevato a L. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila).
A decorrere dal 1° gennaio 1959 l’indennità per scioglimento del contratto a tempo indeterminato è stabilita nella misura dell’ 1 % dell’intero ammontare delle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante, e integrata nelle misure e nei limiti sotto indicati:
a)per il periodo dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1968 l’integrazione è del 3% (tre per cento) fino a lire 2.000.000 (duemilioni) di provvigioni liquidate per ciascun anno, e dell’1% (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate per ciascun anno fra L. 2.000.000 (duemilioni) e L. 3.000.000 (tremilioni); per gli agenti e rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i limiti di L. 2.000.000 e di L. 3.000.000 sono elevati rispettivamente a L. 2.500.000(duemilionicinquecentomila) e L. 3.500.000 (tremilionicinquecentomila);
b)per il periodo dal 1° gennaio 1969 al 31 dicembre 1976 l’integrazione è del 3% (tre per cento) fino al limite di L. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) di provvigioni liquidate per ciascun anno, e dell’ 1% (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate per ciascun anno fra L. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) e L. 4.000.000 (quattromilioni); per gli agenti e/o rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva i limiti di L. 2.500.000 e di L. 4.000.000 sono elevati rispettivamente a L. 3.000.000 (tremilioni) e L. 4.500.000 (quattromilionicinquecentomila);
c)per il periodo dal 1° gennaio 1977 al 31 dicembre 1980 l’integrazione è del 3% (tre per cento) fino al limite di L. 4.500.000 (quattromilionicinquecentomila) di provvigioni liquidate per ciascun anno, e dell’ 1 % (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate per ciascun anno tra L. 4.500.000 (quattromilionicinquecentomila) e L. 6.000.000 (scimilioni); per gli agenti e/o rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i limiti di L. 4.500.000 (quattromilionicinquecentomila) e L. 6.000.000 (seimilioni) sono elevati rispettivamente a L. 6.000.000(seimilioni) e L. 8.000.000 (ottomilioni);
d)per il periodo dal 1° gennaio 1981 al 31 dicembre 1988 l’integrazione è del 3% (tre per cento) fino al limite di L. 6.000.000 (seimilioni) di provvigioni liquidate per ciascun anno e dell’1 % (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate per ciascun anno tra L. 6.000.000 (seimilioni) e L. 9.000.000 (novemilioni); per gli agenti e/o rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i limiti di L. 6.000.000 (scimilioni) e di L. 9.000.000 (novemilioni) sono elevati rispettivamente a L. 12.000.000 (dodicimilioni) e L. 18.000.000 (diciottomilioni);
e)per il periodo dal 1° gennaio 1989 in poi, l’integrazione è del 3% (tre per cento) fino al limite di 12.000.000 (dodicimilioni) di provvigioni liquidate per ciascun anno e dell’ 1 % (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate per ciascun anno tra L. 12.000.000 (dodicimilioni) e L. 18.000.000 (diciottomilioni).

Per gli agenti e/o rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i limiti di L. 12.000.000 e L. 18.000.000 sono elevati, rispettivamente a L. 24.000.000 (ventiquattromilioni) e L. 36.000.000 (trentaseimilioni).

Agli effetti dell’accantonamento obbligatorio del F.I.R.R. presso la Fondazione ENASARCO saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso, concorso spese o di premio.

I versamenti di cui alle lettere a), b), c), d), ed e) previsti nel presente capo I sono riassunti nelle tabelle A, B, C, D, ed E, annesse al presente Accordo a titolo di chiarimento per facilitare i relativi calcoli.

Da tale indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente compiuti dal preponente in aggiunta al trattamento di previdenza previsto dal presente accordo.
L’indennità di cui al presente capo I non sarà riconosciuta nelle ipotesi di scioglimento del rapporto ad iniziativa della casa mandante motivata da una delle fattispecie sotto elencate:
-ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente;
-concorrenza sleale ovvero, per i monomandatari, violazione del vincolo di esclusiva per una sola ditta.
Le somme di cui sopra verranno obbligatoriamente accantonate anno per anno nell’apposito fondo costituito presso la Fondazione Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari allegate al presente accordo; nel medesimo regolamento saranno altresì dettate le procedure per il riaccredito in favore della casa mandante degli importi eventualmente già accantonati al Fondo stesso, ma non più spettanti all’agente per il verificarsi di una delle ipotesi di decadenza come sopra riportate.
In attesa dell’entrata in vigore delle disposizioni regolamentari di cui al comma precedente, l’agente o rappresentate, ove ricorra una delle ipotesi previste al comma 6 del presente capo 1, è tenuto a rimborsare direttamente l’azienda mandante per un importo equivalente a quanto maturato a titolo di indennità di risoluzione del rapporto.
Nell’ipotesi di cessione a terzi – operata dall’agente ai sensi di un accordo con il preponente – del contratto di agenzia o rappresentanza e dei diritti ed obblighi dallo stesso derivanti, le somme di cui al presente punto non saranno dovute all’agente o rappresentante cedente. Qualora l’accordo di cessione preveda il subentro di un altro agente o rappresentante, gli importi in parola per il periodo pregresso – fatti oggetto di apposita quantificazione e dichiarazione – saranno accreditati sul conto individuale dell’agente o rappresentante subentrante ed a questi riconosciuti, se del caso, all’atto della cessazione definitiva del rapporto. Le norme regolamentari allegate al presente accordo dovranno tenere conto dell’ipotesi di cessione in rapporto ai meccanismi di accantonamento all’Enasarco.
(tale ultima previsione deve essere scritta negli Accordi regolamentali).

Dichiarazione a verbale

Le parti firmatarie del presente accordo economico collettivo si impegnano a costituire una commissione per lo studio di eventuali impieghi alternativi del FIRR (Fondo indennità risoluzione rapporto), ferma restando l’obbligatorietà di accantonamento della indennità risoluzione rapporto presso la Fondazione Enasarco.

II)Indennità suppletiva di clientela

Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’Agente o Rappresentante, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’Agente o Rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di cui al precedente capo I, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni per le quali è sorto il diritto al pagamento per tutta la durata del rapporto in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse somme non sono state interamente corrisposte al momento della cessazione del rapporto.
Per gli affari conclusi successivamente al 1° gennaio 1989 l’indennità suppletiva di clientela verrà calcolata nel modo seguente.: Per il periodo 1° gennaio 1977 – 31 dicembre 1988 il calcolo dell’indennità suppletiva di clientela viene effettuato sulla base del seguente articolo 14, primo comma dell’AEC 24 giugno 1981:
“Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o
rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di cui al precedente art. 10, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate per tutta la durata del rapporto di agenzia e relative comunque ad affari conclusi successivamente al primo gennaio 1977 nel modo seguente:
a)3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi 3 (tre) anni di durata del rapporto di agenzia;
b) 3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate negli anni successivi”.

a)3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi tre anni di durata del rapporto di agenzia;
b)3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate dal quarto al sesto anno compiuto;
c)4% (quattro per cento) sulle provvigioni maturate negli anni successivi.

L’indennità suppletiva di clientela sarà altresì corrisposta – sempre che il rapporto sia in atto da almeno un anno – in caso di dimissioni dell’agente dovute a sua invalidità permanente e totale o per conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO, nonché in caso di decesso. In quest’ultimo caso, l’indennità predetta verrà corrisposta agli eredi legittimi o testamentari.
Qualora la casa mandante non corrisponda l’indennità di clientela per fatto imputabile all’agente o rappresentante, ne darà motivazione nella lettera di revoca.
Agli effetti della liquidazione dell’indennità suppletiva di clientela saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso o di concorso spese o di premio.
Ai fini dell’indennità di cui al presente articolo si considera a tempo indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Dichiarazione a verbale ai capi I e II

In relazione a quanto previsto dal 3° comma dell’articolo 1751 c.c. e alle disposizioni pattuite nell’ AEC 27 novembre 1992 le parti si danno atto che gli importi maturati a titolo di indennità di risoluzione del rapporto e di indennità suppletiva di clientela sono riconosciuti all’agente o rappresentante anche nel caso in cui eccedano complessivamente il valore massimo previsto dal 3° comma dell’articolo 1751 c.c., citato.

III) Indennità "meritocratica" aggiuntiva all’Indennità di risoluzione del rapporto e all’Indennità suppletiva di clientela

In aggiunta a quanto disposto al capo I (Indennità di risoluzione del rapporto) ed al capo II (Indennità suppletiva di clientela) le parti stipulanti il presente accordo prevedono la corresponsione di una indennità meritocratica nel solo caso in cui l’importo complessivo di indennità di risoluzione del rapporto ed indennità suppletiva di clientela sia inferiore al valore massimo previsto dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ., e ricorrano le condizioni per cui l’agente al momento della cessazione del rapporto abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti. L’indennità "meritocratica" aggiuntiva spetta, in tal caso, in misura non superiore alla differenza tra la somma di indennità di risoluzione del rapporto ed indennità suppletiva di clientela ed il valore massimo previsto dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ., secondo il seguente criterio:

a)Rapporti di agenzia o rappresentanza di durata superiore a dieci anni
-Verrà determinato il valore iniziale calcolando la media delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi 3 (tre) anni di durata del rapporto.
-Verrà determinato il valore finale calcolando la media delle provvigioni nei 3 (tre) anni antecedenti la chiusura del rapporto (intendendo il valore delle provvigioni nei 36 mesi antecedenti la chiusura del rapporto).

b)Rapporti di agenzia o rappresentanza di durata da tre a dieci anni
-Verrà determinato il valore iniziale calcolando la media delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi 2 (due) anni di durata del rapporto.
-Verrà determinato il valore finale calcolando la media delle provvigioni nei 2 (due) anni antecedenti la chiusura del rapporto (intendendo il valore delle provvigioni nei 24 mesi antecedenti la chiusura del rapporto).
c) rapporti di agenzia o rappresentanza di durata fino a tre anni:
-Verrà determinato il valore iniziale calcolando il valore delle provvigioni del primo trimestre di operatività del mandato, moltiplicato per quattro.
-Verrà determinato il valore finale calcolando il valore delle provvigioni dei 12 mesi antecedenti la chiusura del rapporto.

Sull’importo ottenuto sottraendo dal valore finale il valore iniziale, aggiornato sulla base dell’indice ISTAT del costo della vita per le famiglie di operai e impiegati, si applicheranno le seguenti percentuali:

1% in caso di incremento fino al 33%
2% in caso di incremento superiore al 33% e fino al 66%
3% in caso di incremento superiore al 66%

Dichiarazione a verbale

Le parti confermano che le presenti disposizioni in materia di trattamento di cessazione del rapporto di agenzia sono applicative della Direttiva CEE 86/653 e dell’art. 1751 c.c., ne rispettano la lettera e lo spirito così come perseguito dal legislatore comunitario e nazionale.

Art. 13 – Accantonamenti presso l’ENASARCO

L’indennità di scioglimento del contratto di cui al precedente articolo è accantonata, per gli importi maturati fino al 31 dicembre 1958, presso l’ENASARCO (Ente Na­zionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio), in virtù delle norme con­tenute negli art. 8,9,10,11 e 12 dell’Accordo Economico Collettivo 30 giugno 1938.
Le parti si danno atto che col versamento di cui al precedente capoverso è assolto ogni obbligo gravante sulle case mandanti in materia di indennità di scioglimento del con­tratto in relazione agli accordi economici sopra citati per il periodo antecedente al 1° gennaio 1959.
Per il periodo dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1964 l’accantonamento dell’indennità di scioglimento del contratto presso l’ENASARCO è facoltativa da parte delle ditte, e subordinata alla condizione che l’Ente corrisponda alle ditte stesse un interesse annuo non inferiore al 4% (quattro per cento).
Per gli importi maturati a decorrere dal 1° gennaio 1965 l’accantonamento dell’inden­nità di scioglimento del contratto sarà effettuato presso l’ENASARCO, sempreché det­to Ente corrisponda alle ditte un interesse annuo non inferiore al 4% (quattro per cen­to e devolva gli utili di esercizio della gestione "Fondo Indennità Risoluzione Rapporto (FIRR)" al Fondo di Assistenza a favore degli iscritti dell’Ente.
I versamenti di cui al precedente comma saranno effettuati obbligatoriamente presso la Fondazione ENASARCO sulle provvigioni liquidate nel corso di ogni anno solare (10 gennaio – 31 dicembre) entro il 31 marzo successivo.
Le ditte sono tenute a segnalare all’ENASARCO l’inizio e la cessazione dei rapporti e ogni altra eventuale variazione intervenuta; per le relative modalità si rinvia alle norme regolamentari e alle delibere del Consiglio di Amministrazione dell’Ente.
Le parti si riservano di provvedere con separato accordo alla redazione di un apposito regolamento per l’accantonamento ed il versamento agli aventi diritto dell’indennità per la risoluzione del rapporto.

Art. 14 – Previdenza ENASARCO

In relazione a quanto previsto dall’art. 12 dell’accordo economico 30 giugno 1938 e alle norme dettate dal regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Ente il 5 agosto 1998 e approvato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della programmazione economica il 24 settembre 1998, il trattamento di previdenza in favore degli agenti e rappresentanti, viene attuato mediante il versamento, da parte delle ditte, di un contributo (cancellata la percentuale) sulle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante e da un contributo di pari importo a carico dell’agente o rappresentante, che verrà trattenuto dalle ditte all’atto della liquidazione delle provvigioni stesse.

I contributi di cui sopra sono dovuti sulle provvigioni liquidate nell’anno nel limite di 24 milioni di lire per ciascuna delle case mandanti per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di plurimandatario, ovvero nel limite di 42 milioni di lire, per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di monomandatario.

Il trattamento previdenziale di cui sopra non ha applicazione, a tutti gli effetti, nei casi in cui le attività di agenzia o rappresentanza commerciale siano esercitate da società per azioni o da società a responsabilità limitata.

Nell’ipotesi predetta le ditte mandanti sono però tenute al versamento di un contributo del 2% su tutte le provvigioni corrisposte, allo scopo di finanziare un Fondo di assistenza in favore degli agenti e rappresentanti.

Fino alla data del 31 dicembre 1958 gli obblighi delle aziende per la previdenza si in­tendono integralmente soddisfatti, unitamente a quelli per l’indennità per lo scioglimento del contratto, come previsto dall’atr. 11, dalle competenze spettanti agli agenti o rappresen­tanti, in dipendenza del trattamento ENASARCO, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30 giugno 1938 e successivi aggiornamenti.

Art. 15 – Iscrizione all’ENASARCO

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti o rappresentanti alla Fondazione ENASARCO, entro trenta giorni dall’inizio del rapporto di agenzia o di rappresentanza., indicando per ogni agente o rap­presentante il numero di iscrizione al ruolo di cui alla legge n. 204 del 3 maggio 1985. Nel caso che l’agente o rappresentante inizi la sua attività, la comunicazione del nume­ro di iscrizione sarà fatta dalla ditta non appena l’interessato abbia ottenuto l’iscrizione. I contributi di cui all’articolo precedente saranno versati all’Ente di cui sopra con pe­riodicità trimestrale, non oltre sessanta giorni dalla scadenza di
ciascun trimestre solare. Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza dell’ENASARCO e di quelle accantonate presso il FIRR, di competenza dell’anno precedente.

Art. 16 – Pattuizioni più favorevoli

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali eventualmente più favore­voli per l’agente o rappresentante.

Art. 17 – Controversie

Le controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente accordo dovranno essere sottoposte, per il tentativo di conciliazione, all’esame delle Organizzazioni Sin­dacali stipulanti.

Art. 18 – Composizione delle controversie – Procedure

Ai sensi di quanto previsto dagli artt. 410 e seguenti del codice di procedura civile, come modificati dal Decreto Legislativo 31/3/1998 n. 80 e dal Decreto Legislativo 29/10/98 n. 387, per tutte le controversie individuali singole o plurime relative all’applicazione del presente Accordo Economico Collettivo e accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Accordo Economico Collettivo, è previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale secondo le norme e le modalità di cui al presente articolo da esperirsi nella Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione costituita presso l’Ente Bilaterale Territoriale del Terziario.

La Commissione di conciliazione territoriale è composta:
a)per i datori di lavoro, da un rappresentante dell’Associazione competente per territorio;
b)per gli agenti o rappresentanti di commercio, da un rappresentante dell’Organizzazione sindacale locale firmataria del presente Accordo Economico Collettivo della F.N.A.A.R.C., della F.I.A.R.C., della FISASCAT-CISL, della UILTUCS – UIL, della FILCAMS-CGIL, della U.G.L., o della USARCI, cui l’agente o rappresentante sia iscritto o abbia conferito mandato.

La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione tramite l’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta e/o abbia conferito mandato.

L’Associazione imprenditoriale ovvero l’Organizzazione sindacale degli agenti o rappresentanti di commercio che rappresenta la parte interessata deve a sua volta denunciare la controversia alla Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione per mezzo di: lettera raccomandata AR, trasmissione a mezzo fax, o consegna a mano in duplice copia, o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.

Ricevuta la comunicazione la Commissione Paritetica Territoriale provvederà entro 20 giorni alla convocazione delle parti fissando il giorno e l’ora in cui sarà esperito il tentativo di conciliazione. Il tentativo di conciliazione deve essere espletato entro il termine previsto dall’art.37 del Decreto Legislativo n. 80/98.
Il termine previsto dall’art. 37 del Decreto Legislativo n. 80/98 decorre dalla data di ricevimento o di presentazione della richiesta da parte dell’Associazione imprenditoriale o della Organizzazione Sindacale a cui l’agente o rappresentante di commercio conferisce mandato.
La Commissione Paritetica Territoriale esperisce il tentativo di conciliazione ai sensi degli artt. 410, 411 e 412 c.p.c. come modificati dalla Legge 533/73 e dai Decreti Legislativi n. 80/98 e n. 387/98.
Il processo verbale di conciliazione o di mancato accordo viene depositato a cura della Commissione di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio e a tal fine deve contenere:
1.il richiamo al contratto o accordo collettivo che disciplina il rapporto di lavoro al quale fa riferimento la controversia conciliata;
2.la presenza dei rappresentanti sindacali le cui firme risultino essere depositate presso la Direzione Provinciale del Lavoro;
3.la presenza delle parti personalmente o correttamente rappresentate.
Qualora le parti abbiano già trovato la soluzione della controversia tra loro insorta, possono richiedere, attraverso spontanea comparizione, di conciliare la stessa ai fini e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 2113, comma 4, c.c., 410 e 411 c.p.c. come modificati dalla legge n. 533/73 e dal D. Lgs. 80/98, e dal Decreto Legislativo n. 387/98 in sede di Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione.
Le decisioni assunte dalla Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione non costituiscono interpretazione autentica del presente Accordo Economico Collettivo, che pertanto resta demandata alla Commissione Paritetica Nazionale.

Dichiarazione a verbale

Le parti convengono che le procedure di cui al presente articolo avranno decorrenza non prima di quattro mesi dall’entrata in vigore del presente accordo, fatti salvi gli accordi già in atto in materia.

Art. 18 bis – Collegio arbitrale

1.Ove il tentativo di conciliazione di cui all’art. 410 c.p.c. o all’art. 18 del presente Accordo Economico Collettivo, non riesca o comunque sia decorso il termine previsto per il suo espletamento e ferma restando la facoltà di adire l’Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dalla Legge 11 agosto 1973, n. 533, ciascuna delle parti può promuovere il deferimento della controversia ad un Collegio arbitrale, secondo le norme previste dal presente articolo.
2.A tal fine, è istituito a cura delle Associazioni Territoriali, aderenti alle organizzazione stipulanti, un Collegio di arbitrato che dovrà pronunciarsi sulle istanze previste al precedente primo comma. Il Collegio di arbitrato competente è quello del luogo in cui è stato promosso il tentativo di conciliazione.
3.L’istanza della parte, avente medesimo oggetto e contenuto dell’eventuale precedente tentativo di conciliazione e contente tutti gli elementi utili a definire le richieste, sarà presentata, attraverso l’organizzazione cui la parte stessa aderisce e/o conferisce mandato, alla Segreteria del Collegio di arbitrato e contemporaneamente all’altra parte. L’istanza sottoscritta dalla parte promotrice sarà inoltrata, a mezzo raccomandata A/R o raccomandata a mano, entro 30 giorni successivi alla conclusione del tentativo obbligatorio di conciliazione. L’altra parte è tenuta a manifestare la propria eventuale adesione al Collegio arbitrale entro il termine di 15 giorni dal ricevimento dell’istanza, con facoltà di presentare contestualmente o fino alla prima udienza uno scritto difensivo. Entrambe le parti possono manifestare la propria volontà di rinunciare alla procedura arbitrale con dichiarazione scritta da recapitare alla segreteria del Collegio fino al giorno antecedente alla prima udienza.
4.Il Collegio è composto da tre membri, uno dei quali designato dalla organizzazione imprenditoriale della Confesercenti territorialmente competente, un altro designato dalla organizzazione sindacale territoriale – F.N.A.A.R.C., FIARC, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL, FILCAMS-CGIL, U.G.L. e USARCI – a cui l’agente o rappresentante di commercio sia iscritto o conferisca mandato, un terzo con funzioni di Presidente, nominato di comune accordo dalle predette organizzazioni territoriali.
5.I due membri designati in rappresentanza di ciascuna delle parti possono coincidere con coloro che hanno esperito la conciliazione nell’interesse delle stesse parti.
6.In caso di mancato accordo sulla designazione del Presidente del Collegio, quest’ultimo verrà sorteggiato tra i nominativi compresi in una apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata o, in mancanza di ciò, sarà designato, su richiesta di una o di entrambe le organizzazioni predette, dal Presidente del tribunale competente per territorio.
7.Il Presidente del Collegio nominato di comune accordo dura in carica un anno ed è rinnovabile.
8.Il Presidente del Collegio, ricevuta l’istanza provvede a fissare entro 15 giorni la data di convocazione del Collegio il quale ha facoltà di procedere ad una fase istruttoria secondo modalità che potranno prevedere:
a)l’interrogatorio libero delle parti e di eventuali testi;
b)l’autorizzazione al deposito di documenti, memorie e repliche a cura delle parti o dei procuratori di queste;
c)eventuali ulteriori elementi istruttori.
9.Il Collegio emetterà il proprio lodo entro 45 giorni dalla data della prima riunione, dandone tempestiva comunicazione alla parti interessate, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori 15 giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura.
10.I compensi per gli arbitri saranno stabiliti in misura fissa. La Segreteria del Collegio è istituita presso l’Ente Bilaterale.
11.Le parti si danno atto che il Collegio arbitrale ha natura irrituale ed è istituito ai sensi e per gli effetti dalla legge 11 agosto 1973 n. 533, e successive modificazioni e integrazioni, e svolge le proprie funzioni sulla base di apposito Regolamento.
12.Il lodo arbitrale acquista efficacia di titolo esecutivo, osservate le disposizioni dell’art. 412 quater, c.p.c..

Dichiarazione a verbale

Le parti convengono che le procedure di cui al presente articolo avranno decorrenza non prima di quattro mesi dalla entrata in vigore del presente accordo economico collettivo, fatti salvi gli accordi già in atto in materia.

Art. 19 – Inscindibilità dei trattamenti.

Le disposizioni del presente accordo relative alla indennità di scioglimento del contrat­to ed alla previdenza sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con altro trattamento.

Art. 20 – Durata dell’Accordo Economico Collettivo

Il presente accordo entra in vigore, salvo le diverse decorrenze previste per i singoli istituti, il 1 luglio 2002 e scadrà il 31 marzo 2006; ove non venga disdetto da una delle parti con un preavviso di quattro mesi, si intenderà rinnovato per un anno e così di anno in anno.
In caso di regolare disdetta esso resterà in vigore fino a che non sia sostituito da un successivo accordo.

Dichiarazione a verbale

Le organizzazioni stipulanti degli agenti e rappresentanti di commercio danno atto all’altra parte contraente che l’accordo economico sottoscritto in pari data rappresenta una disciplina normativa e previdenziale del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, che contempera le attuali possibilità della economia nazionale con le esigenze della categoria rappresentata.
Esse assumono pertanto impegno, in caso di presentazione di progetti di legge sulla materia, di portare a conoscenza dei presentatori stessi questo loro apprezzamento sugli accordi raggiunti in campo sindacale, che esse considerano lo strumento più idoneo per la regolamentazione dei rapporti dei propri associati con le case mandanti.

Le parti stipulanti assumono altresì l’impegno di incontrarsi, su richiesta di una di esse, durante il periodo di vigenza del presente accordo, per esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonché le situazioni di mercato, anche per i riflessi che possano determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio.

Dichiarazione a verbale

Le parti stipulanti il presente Accordo convengono che tutti i valori indicati in lire nell’Accordo stesso, verranno automaticamente convertiti in Euro (secondo il rapporto pari a 1.936,27 lire per ciascun Euro)a far data dal 1° marzo 2002.

Nota a verbale

Le parti stipulanti il presente Accordo Economico Collettivo si impegnano ad esaminare e definire entro 1 anno dalla sottoscrizione del presente Accordo Economico Collettivo i problemi connessi al pagamento delle provvigioni derivanti da vendite effettuate attraverso il commercio elettronico.

Dichiarazione a verbale

Le parti firmatarie del presente accordo economico collettivo si impegnano a costituire una commissione cui affidare l’incarico di elaborare una progetto per la formazione e l’aggiornamento professionale degli agenti e rappresentanti di commercio, individuando alle modalità, le relative fonti di finanziamento utilizzabili, sia a carico delle parti sottoscriventi il presente accordo, sia a carico di fondi istituzionali, a livello nazionale e/o comunitario, a ciò preposti.

Articolo 21

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega scritta l’impresa mandante verserà in apposito conto corrente indicato nella delega la trattenuta dell’importo ivi determinato alle Organizzazioni sindacali degli agenti stipulanti il presente accordo.

ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO
12 GIUGNO 2002

PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE
TRA LE IMPRESE ARTIGIANE MANDANTI ED I RISPETTIVI AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO

Addì 12 giugno 2002, in Roma,

TRA

-La Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (CONFARTIGIANATO) rappresentata dal Presidente Luciano Petracchi, dal Consigliere Delegato per le Relazioni Sindacali Stefano Acerbi, con l’assistenza del Direttore dell’Area Economia d’Impresa Bruno Gobbi e del Responsabile del Settore Legislazione del Lavoro e Contrattazione Riccardo Giovani;

-La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Impresa (CNA) rappresentata dal Presidente Nazionale Quinto Galassi, dal Vice Presidente Delegato alle Politiche Sociali e Sindacali Cristina Bandinelli, dal Segretario Generale Gian Carlo Sangalli, dal Responsabile Area politiche Sociali e Sindacali Alberto De Crais, e dal Responsabile della Contrattazione Enrico Amadei;

-La Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (CASARTIGIANI), rappresentata dal Presidente Giacomo Basso con l’assistenza del Segretario Generale Paolo Melfa;

E

- La Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo – FISASCAT/CISL – rappresentata dal Segretario Generale Gianni Baratta, dai Segretari Nazionali, Pierangelo Ranieri, Pietro Giordano, Mario Piovesan, Giovanni Pirulli, da: Salvatore Falcone, Antonio Michelagnoli, Mario Marchetti, Marcello Pasquarella, Daniela Rondinelli, dell’Ufficio Sindacale unitamente ad una delegazione trattante composta da: Albiniano Antonio, Andriolo Cecilia, Bosio Claudio, Calì Renato, Camporese Riccardo, Castiglioni Elmina, Ceotto Mirco, Cinosi Antonio, Cordiano Bruno, Corona Roberto, Dal Soler Mario, Degioanni Adriano, Di Gennaro Ermanno, Di Paola Carlo, Fabrizio Giovanni, Ferroni Francesco, Fiorot Ferruccio, Fortin Roberto, Francioso Francesco, Gentile Giancarlo, Giudice Giovanni, Ianni Pietro, Lo Proto Rosario, Mair Otilia, Manca Iride, Mangone Gilberto, Marcazzan Luca, Marcolin Maurizio, Meniconi Amedeo, Menin Francesco, Morassi Iris, Parisi Ugo, Parutta Sabrina, Petri Ferruccio, Pirillo Marco, Quaglia Raffaele, Sanfile Francesco , Sassi Bruno, Schiappacasse Santo, Sirni Rolando, Testoni Mario, Toma Fernando, Trotta Giancarlo, Turati Oscar, Turis Elio, Vanelli Elena, Varagona Francesco; con l’intervento della Confederazione Italiana Sindacali Lavoratori (CISL) rappresentata dal Segretario Confederale Luigi Bonfanti.

- la Federazione Commercio, Turismo e Servizi (FILCAMS-CGIL), rappresentata dal Segretario Generale Ivano Corraini dai Segretari Antonia Franceschini, Carmelo Caravella, Marinella Meschieri, Bruno Perin, Carmelo Romeo, Claudio Treves, dal Presidente del C.D. Bruno Rastelli. dal responsabile del settore Massimo Nozzi, assistito da Giuseppe Ricci, Alfio Vigloli, Giovanni Cammarata del Coordinamento Nazionale Agenti e dai Componenti Del Comitato Direttivo Nazionale, Abbonizio Marzia, Acconci Angela, Agassini Silvia, Albanella Luisa, Alberti Donatella, Anelli Livio, Angelini Dalida, Anile Lucia, Antonioli Maura, Bacci Marco, Baini Giuliana, Balestrieri Francesca, Belli Otello, Bellini Giancarlo, Benocci Valeria, Bertolotti Marco, Bertolucci Paolo, Besenzoni Gianfranco, Bianchi Ennio, Biscaro Vigilio, Bittarelli Luigi, Bonazza Dino, Bortolami Adriano, Botta Danila, Brogi Barbara, Broglia Miriam, Bucchioni Giovanni, Calanca Alessandro, Calo’ Luigina, Campari Ramona, Capponi Fabio , Caracciolo Manuela, Caramelle Rolland, Carnevale Maddalena, Carpino Giovanni, Castagnini Fabio, Castellani Cristina, Cattaneo Federica, Cetti Pierluigi, Ciavarella Maria, Ciman Rosella, Cioffi Canio, Codonesu Sergio, Coppini Luigi, Corazzesi Luigi, Cuntro’ Anna, Dmeli’ Nadia, Dangiolillo Marina, De Checchi Loredana, De Filippo Antonio, De Rocco Elena, Decicco Tonino, Della Volpe Carla, Di Meglio Enzo, Dragone Lucia, Eel Zaaf Abdelaziz, Erbante Anna Pia, Esposito Rosa, Fanesi Gabriella, Fassina Sergio, Fattini Romano, Ferrari Stefania, Filandetti Antonella, Fiorani Giordano, Folloni Enrico, Forti Pergiorgio, Francavilla Cosimo, Franceschini Sergio, Franceschini Franco, Galati Mario, Giannessi Laura, Giupponi Zaverio, Giuriolo Lorenza, Grimaldi Antonella, Guerriero Angelo, Guglielmi Gabriele, Hoo Elena, Ioris Marisa, Landini Alda, Lorusso Giuseppe, Maestri Patrizia, Mafezzoli Dora, Maggio Maria, Magnani Luca, Mancini Gianfranco, Mancini Giuseppe, Mangili Mario, Manocchio Maria, Marchi Giancarlo, Marconi Piero, Margheritta Danilo, Marieschi Cristiano, Marinucci Daniela, Martinelli Gianbattista, Mazziotta Manlio, Melidoni Rosa Giulia, Melotti Massimo, Mengaroni Luigino, Merlo Lucia, Merola Adriana, Minni’ Cono, Minniti Carmela, Montanini Giusi, Morgese Gaetano, Morini Silvana, Moriconi Mauro, Moscagiuri Antonio, Muchon Giusi, Nacinovich Luciano, Nesi Carmine, Orsi Michele, Palazzo Antonio, Pasero Bruno, Pedretti Marco, Pes Daniela, Pestelli Sergio, Pinna Salvatore, Pizzamiglio Santino, Ponti Licia, Presta Michele, Ricci Loretto, Roncaccia Gianni, Rota Mirco, Roverano Marco, Salvato Alessandra, Sardyko Wioletta, Scognamillo Giuseppe, Serafini Egidio, Sforza Giuseppe, Sgargi Walter, Silvestro Giuseppe, Simula Giuseppe, Soavi Rossella, Sormanni Fabio, Speriani Giovanni, Stancampiano Antonio, Stornaiuolo Rosario, Talenti Enrico, TaratufoloManuela, Tempesta Pasquale, Terenzi Antonio, Tordini Stefano, Trinchero Gianni, Unmarino Francesca, Valenti Assunta, Verana Fulvia, Vitagliano Andrea, Walzl Christine, Zanardi Guido, Zapparoli Roberto, Zerlotti Caterina, Zucchini Leonardo, con l’intervento della Confederazione Generale Italiana Lavoratori (Cgil) rappresentata dalla Segretaria Confederale Carla Cantone.

-L’Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi (UILTuCS), rappresentata dal Segretario Generale Brunetto Boco, dal presidente Raffaele Vanni, dai Segretari Nazionali:Emilio Fargnoli, Caterina Fulciniti, Marco Marroni, Gianni Rodilosso, Parmenio Stroppa; da Paolo Poma e Antonio Vargiu del Dipartimento Sindacale; dai membri del Direttivo Nazionale Sergio Amari, Paolo Andreani, Antonio Angrisano, Cristiano Ardau, Alessia Ardenna, Pietro Baio, Giuliana Baldini, Giuseppe Ballato, Enzo Bardi, Giuseppina Belletti, Gaetano Bentivegna, Bruno Bettocchi, Luigino Boscaro, Salvatore Bove, Roberto Broglia, Gianni Callegaro, Osvaldo Cappadona, Maurizio Casadei, Agata Castiglione, Roberto Ceccarelli, Grazia Chisin, Nicola Cieri, Gianluca Cioccoloni, Rosario Cusi, Mario D’Angelo, Luigi Di Mitri Pugno, Michele De Simone, Sergio Del Zotto, Rocco Della Luna, Sergio Decidue, Alessandro Fasnzone, Salvatore Fanzone, Gabriele Fiorino, Marianna Flauto, Stefano Franzoni, Giovanni Gazzo, Cataldo Fiammella, Giuliano Riannetti, Giovanni Giorgio, Marcello Gregorio, Giancarlo Guidi, Luciano Gullone, Cesare Ierulli, Antonino Ilaria, Pietro La Torre, Cosimo La Volta, Ermelinda Luchetti, Roberto Maestrelli, Massimo Marchetti, Gilberta Massari, Maurizio Milandri, Ivano Moranti, Milva Moretta, Roberta Musu, Antonio Napoletano, Raffaella Nomade, Francesco Ortelli, Leonardo Pace, Aurelio Pellegrini, Antonio Petrelli, Giannantonio Pezzetta, Bruno Pilo, Paolo Proietti, Maurizio Ragazzoni, Ennio Rovatti, Giuseppe Sagliocco, Carlo Sama, Pasquale Sastri, Luigi Scardaone, Fabio Scapinelli, Luciano Sciascia, Riccardo Serri, Remigio Servadio, Fabio Servirei, Giuseppe Silvestro, Elisabetta Sorgia, Gennario Strazzullo, Michele Tamburelli, Ivana Veronese, Antonio Verrino, Arcangelo Verruso, Angelo Zarfati, Giuseppe Zimmari; e con la partecipazione della Unione Italiana del Lavoro (UIL) nella persona del Segretario Confederale Lamberto Santini.

-L’ Unione Sindacati Agenti e Rappresentanti Commercio Italiani (USARCI) rappresentata dal Presidente Ciano Donadon, il Vice Presidente Vicario Francesco D’Angelo, i Vice Presidenti: Mario Nicolai, Luigi Gervasoni, Massimo Azzolini, il Segretario Nazionale Antonello Marzolla, il Coordinatore Centro Giuridico Avv. Carlo Tabelloni e il Segretario di Presidenza Massimiliano Baldini .

-La Federazione Nazionale Associazione Agenti e Rappresentanti di Commercio (FNAARC), rappresentata dal Presidente Adalberto Corsi, dal Vice Presidente Alberto Ulivi e dai membri di Giunta Michele Alberti, Domenico Ambra, Sergio Busi, Luca Chiari, Giuseppe Corbetta, Michele Di Palma, Antonio Ferrarini, Alberto Filippini, Antonio Franceschi, Maria Sinometta Maffizzoli, Sergio Mercuri, Vittorio Mori, Gaspare Platia , Mauro Ristè, Ottavio Righini, G. Germano Ruscitto, Francesco Sarti, Giuseppe Stefanini, Sergio Suppini.

-La Federazione Italiana Associazione Agenti e Rappresentanti di Commercio (FIARC), rappresentata dal Presidente Nazionale Carlo Massaro, dai Vice Presidenti Nazionali Andrea Parrini, Domenica Cominci, Luigi Lupi, Antonino Marcianò, Salvatore Sciliberto, dal membro di Giunta nazionale Enrico Guida, assistiti dal Segretario Nazionale Elvira Massimiano.

Ad esito delle trattative intercorse per il rinnovo della regolamentazione collettiva che disciplina i rapporti tra agenti e rappresentanti di commercio e le imprese artigiane mandanti,

è stato sottoscritto l’allegato accordo economico collettivo

con le relative disposizioni regolamentari, in sostituzione dell’accordo economico collettivo
1° dicembre 1989 e dell’accordo-ponte del 19 novembre 1992.

Letto, confermato e sottoscritto.

CONFARTIGIANATOFNAARCFILCAMS-CGIL
CNA FIARC FISASCAT-CISL
CASARTIGIANI USARCI UILTuCS-UIL

Art. 1

(Definizione dell’agente – Sfera di applicazione)

Il contratto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le imprese artigiane mandanti e gli agenti e rappresentanti di commercio è disciplinato dalle norme contenute nel presente accordo economico collettivo.

Agli effetti del presente accordo ed in conformità agli artt. 1742 e 1752 del codice civile, indipendentemente dalla qualifica o denominazione usata dalle parti:

a)è agente di commercio chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona;

b)è rappresentante di commercio chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata zona.

L’agente o rappresentante esercita la sua attività, in forma autonoma ed indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai sensi dell’art. 1746 del codice civile, senza obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’art. 1746 del codice civile devono tenere conto dell’autonomia operativa dell’agente o rappresentante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione delle sue attività.

Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio delle attività di cui al precedente comma, salvo le eccezioni espressamente previste nell’accordo stesso, nonché a coloro che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere esclusivamente a privati consumatori.

Le norme contenute nel presente accordo si applicano anche ai contratti a tempo determinato, in quanto compatibili con la natura del rapporto, con esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso. Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, l’impresa artigiana mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o proroga del mandato.

Le norme contenute nel presente accordo – salvo quelle di cui agli artt. 8 e 11 – non sono vincolanti nel caso di conferimento di mandato di agenzia o rappresentanza a coloro che svolgono anche il commercio in proprio nello stesso genere di prodotti.

Dichiarazione a verbale

Il presente Accordo trova applicazione anche per gli agenti e rappresentanti di commercio operanti in “tentata vendita”, a condizione che vengano rispettati i principi di autonomia e indipendenza nello svolgimento dell’attività e che non siano previsti obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati.

Art.2
(Zona ed esclusiva – Variazioni)

Salvo diverse intese tra le parti, di norma la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio di più agenti o rappresentanti, né l’agente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza fra di loro.

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo espresso patto di esclusiva per una sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante, dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra di loro. Nel caso in cui l’agente o rappresentante non sia vincolato dal patto di esclusiva per una sola ditta, egli resta libero di assumere altri incarichi per ditte che non siano in concorrenza.

All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante debbono essere precisati per iscritto, in un unico documento, oltre al nome delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle provvigioni e dei compensi, la durata, quando questa non sia a tempo indeterminato, nonché l’esplicito riferimento alle norme dell’accordo economico collettivo in vigore e successive modificazioni.

Le variazioni di zona (territorio clientela, prodotti) e della misura delle provvigioni, esclusi i casi di lieve entità (intendendosi per lieve entità le riduzioni, che incidano fino al cinque per cento del valore delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nell’anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), possono essere realizzate previa comunicazione scritta all’agente o al rappresentante da darsi almeno due mesi prima (ovvero quattro mesi prima per gli agenti e rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente per una sola ditta), salvo accordo scritto tra le parti per una diversa decorrenza.

Qualora queste variazioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto (intendendosi per variazione sensibile le riduzioni superiori al venti per cento del valore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto.

Qualora l’agente o rappresentante comunichi, entro trenta giorni, di non accettare le variazioni che modifichino sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.

L’insieme delle variazioni di lieve entità apportate in un periodo di dodici mesi sarà da considerarsi come unica variazione, per l’applicazione del presente articolo 2, sia ai fini della richiesta del preavviso di due o quattro mesi, sia ai fini della possibilità di intendere il rapporto cessato ad iniziativa della casa mandante.

Chiarimento a verbale all’articolo 2

In relazione a quanto previsto dai commi primo e secondo del presente articolo, le parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza quando l’incarico conferito dall’agente o rappresentante riguardi generi di prodotti che per foggia, destinazione e valore d’uso siano diversi e infungibili tra di loro

Art. 3
(Diritti e doveri delle parti)

L’agente o rappresentante deve assolvere agli obblighi inerenti all’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta.

Nell’esecuzione dell’incarico l’agente o rappresentante deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e buona fede. In particolare, deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta e fornire le informazioni riguardanti le condizioni del mercato nella zona assegnatagli, nonché ogni altra informazione utile al preponente per valutare la convenienza dei singoli affari.

Il contratto potrà prevedere l’addebito totale o parziale del valore del campionario all’agente o rappresentante, in caso di mancata o parziale restituzione o di danneggiamento, non derivante dal normale utilizzo.

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta, né di concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

Qualora gli venga conferito l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, questa ultima stabilirà separatamente dalle competenze la provvigione di incasso. L’obbligo di stabilire la provvigione di cui trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga la sola attività di recupero degli insoluti.

Il preponente è tenuto a fornire all’agente o rappresentante le notizie utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato, nonché ad avvertirlo senza indugio qualora ritenga di non poter evadere totalmente o parzialmente le proposte
d’ ordine.

Il preponente, nei rapporti con l’agente, deve agire con lealtà e buona fede.

Egli deve mettere a disposizione dell’agente o rappresentante la documentazione necessaria, relativa ai beni e/o servizi trattati, e fornire all’agente o rappresentante le notizie necessarie per l’esecuzione del contratto: in particolare avvertire l’agente entro un termine ragionevole, non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi. Il preponente deve inoltre informare l’agente, entro un termine ragionevole, dell’accettazione o del rifiuto e della mancata esecuzione di un affare procuratogli.

Art.4
(Provvigioni)

Ai sensi dell’art. 1748 cod. civ., l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione, determinata di norma in misura percentuale, su tutti gli affari conclusi durante il rapporto, quando l’operazione sia stata conclusa per effetto del suo intervento.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta accordati per condizioni di pagamento.

Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che la esecuzione dell’affare si effettui su accordo tra fornitore ed acquirente per consegne ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole consegne.

In qualsiasi caso di insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo della provvigione sulla quota soluta, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza. Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15% del valore del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla quota soluta.

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché sia specificato nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale.

La provvigione spetta l’agente o rappresentante anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per causa imputabile al preponente.

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva gli affari di una ditta ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi senza suo intervento, sempreché rientranti nell’ambito del mandato affidatogli.

Qualora la promozione e l’esecuzione di un affare interessino zone e/o clienti affidati in esclusiva ad agenti diversi, la relativa provvigione verrà riconosciuta all’agente, che abbia effettivamente promosso l’affare, salvo diversi accordi fra le parti per un’equa ripartizione della provvigione stessa.

In caso di cessazione o risoluzione del contratto di agenzia, l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti prima della risoluzione o cessazione del contratto ed accettati dalla ditta anche dopo tale data, salvo, in ogni caso, le disposizioni di cui ai commi precedenti, e salvo l’obbligo, per l’agente o rappresentante, a richiesta della ditta, di prestare l’opera di sua competenza per la completa o regolare esecuzione degli affari in corso.

L’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti e conclusi anche dopo lo scioglimento del contratto, se la conclusione è effetto soprattutto dell’attività da lui svolta ed essa avvenga entro un termine ragionevole dalla cessazione del rapporto. A tal fine, all’atto della cessazione del rapporto, l’agente o rappresentante relazionerà dettagliatamente la preponente sulle trattative commerciali intraprese, ma non concluse, a causa dell’intervenuto scioglimento del contratto di agenzia. Qualora, nell’arco di quattro mesi dalla data di cessazione del rapporto, alcune di tali trattative vadano a buon fine, l’agente avrà diritto alle relative provvigioni, come sopra regolato. Decorso tale termine, la conclusione di ogni eventuale ordine, inserito o meno nella relazione dell’agente, non potrà più essere considerata conseguenza dell’attività da lui svolta e non sarà quindi riconosciuta alcuna provvigione. Sono fatti comunque salvi gli accordi fra le parti, che prevedano un termine temporale diverso o la ripartizione della provvigione fra gli agenti succedutisi nella zona ed intervenuti per la promozione e conclusione dell’affare.

Art. 5
(Rimborsi spese)

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese connesse con l’esercizio dell’attività svolta ai sensi dell’articolo 1 del presente accordo, salvo patto contrario.

Il patto contrario non potrà determinare il rimborso di spese o concorso alle spese in forma percentuale.

Art. 6
(Liquidazione delle provvigioni e anticipo)

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni trimestre.

Entro 30 giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle vigenti norme fiscali; qualora l’agente o rappresentante non sollevi contestazioni entro trenta giorni dal ricevimento del conto, questo si intenderà definitivamente approvato. In caso di contestazione, la ditta verserà le eventuali ulteriori somme non oltre 30 giorni dalla definizione della controversia.

Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre quindici giorni rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in misura pari al tasso ufficiale di sconto.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite dell’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad anticipi, nel corso del trimestre, nella misura del 70% del suo credito per tale titolo. Nel caso in cui sia pattuito il diritto alle provvigioni al buon fine dell’affare, è facoltà dell’agente o rappresentante, all’atto del conferimento del mandato, di chiedere, in alternativa al criterio di cui sopra, la liquidazione di anticipi nella misura del 50% delle provvigioni, che si riferiscono ad affari con pagamento non oltre 90 giorni, e nella misura del 35 per cento delle provvigioni, che si riferiscono ad affari con pagamento oltre 90 giorni, ma non oltre 120.

Resta fermo che l’agente o rappresentante non ha diritto ad anticipi, ove sia debitore della ditta per altro titolo.

Art. 7
(Preavviso)

In caso di risoluzione da parte della ditta di un rapporto a tempo indeterminato, la stessa dovrà darne comunicazione scritta all’agente o rappresentante con un preavviso della seguente misura:

A – Agente o rappresentante non impegnato in esclusiva per una sola ditta

-tre mesi per i primi tre anni di durata del rapporto;
-quattro mesi nel quarto anno di durata del rapporto;
-cinque mesi nel quinto anno di durata del rapporto;
-sei mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.

B – Agente o rappresentante impegnato in esclusiva per una sola ditta

-cinque mesi per i primi cinque anni di durata del rapporto;
-sei mesi per gli anni dal sesto all’ottavo anno;
-otto mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.

In caso di recesso da parte dell’agente o rappresentante, da comunicarsi per iscritto, la durata del preavviso sarà di cinque o di tre mesi, a seconda che l’agente sia impegnato o meno ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta, indipendentemente dalla durata complessiva del rapporto.

Ai fini del computo della misura del preavviso dovuto, si farà riferimento alla durata complessiva del rapporto, intendendosi il periodo intercorso dalla stipula del contratto fino al momento di ricevimento della comunicazione di recesso.

Le parti convengono che la scadenza del periodo di preavviso possa coincidere con uno qualsiasi dei giorni di calendario, in rapporto alla data di effettiva ricezione della comunicazione di recesso e comunque nel rispetto della durata del preavviso di cui ai commi che precedono.

Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell’anno solare precedente (1° gennaio – 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso dovuti, ovvero una somma a questa proporzionale, in caso di esonero da una parte del preavviso.

Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente, saranno conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici mesi di riferimento.

Ove più favorevole, la media retributiva per la determinazione dell’indennità di cui trattasi sarà calcolata sui dodici mesi immediatamente precedenti la comunicazione di recesso.

Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore a dodici mesi, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso.

La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere la somma di cui al comma che precede, entro trenta giorni di ricevimento della predetta comunicazione.

L’indennità sostitutiva del preavviso va computato su tutte le somme corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche se a titolo di rimborso o concorso spese.

Durante la prestazione in servizio del preavviso, il rapporto prosegue regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

Art. 8
(Indennità per lo scioglimento del contratto)

Con la presente normativa le parti intendono dare piena ed esaustiva applicazione all’art. 1751 cod. civ. anche in riferimento alle previsioni dell’art. 17 della Direttiva CEE n.86/653, individuando con funzione suppletiva modalità e criteri applicativi, particolarmente per quanto attiene alla determinazione in concreto della misura della indennità in caso di cessazione del rapporto e introducendo nel contempo condizioni di miglior favore per gli agenti e rappresentanti di commercio sia per quanto riguarda i requisiti per il riconoscimento dell’indennità, sia per ciò che attiene al limite massimo dell’indennità, stabilito dal terzo comma del predetto art. 1751 cod. civ.

A tal fine si conviene che l’indennità in caso di scioglimento del contratto sarà composta da due emolumenti: l’uno, denominato indennità di risoluzione del rapporto, viene riconosciuto all’agente o rappresentante anche se non ci sia stato da parte sua alcun incremento della clientela e/o del fatturato, e risponde principalmente al criterio dell’equità; l’altro, denominato indennità suppletiva di clientela, è invece collegato all’incremento della clientela e/o del fatturato e intende premiare essenzialmente la professionalità dell’agente o rappresentante.

L’indennità in caso di scioglimento del contratto, di cui ai successivi capi I e II, sarà computata su tutte le somme, comunque denominate, percepite dall’agente nel corso del rapporto, nonché sulle somme per le quali, al momento della cessazione del rapporto, sia sorto il diritto al pagamento in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse non siano state in tutto o in parte ancora corrisposte.

In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità stessa sarà corrisposta agli eredi.

I)Indennità di risoluzione del rapporto

All’atto della cessazione del rapporto spetta all’agente o rappresentante una indennità, calcolata sulla base delle provvigioni annualmente maturate, secondo le misure di seguito riportate:

-AGENTE O RAPPRESENTANTE CON OBBLIGO DI ESCLUSIVA PER UNA SOLA DITTA

4% sulla quota di provvigioni fino a Euro 12.400,00 annui;
2% sulla quota di provvigioni compresa tra Euro 12.400,01 annui ed Euro 18.600,00 annui;
1% sulla quota di provvigioni eccedente Euro 18.600,00 annui.

-AGENTE O RAPPRESENTANTE SENZA OBBLIGO DI ESCLUSIVA PER UNA SOLA DITTA:

4% sulla quota di provvigioni fino a Euro 6.200,00 annui;
2% sulla quota di provvigioni compresa tra Euro 6.200,01 annui ed Euro 9.300,00 annui;
1% sulla quota di provvigioni eccedente Euro 9.300,00 annui.

L’indennità di cui al presente capo I) sarà riconosciuta in tutte le ipotesi di cessazione del rapporto, ad eccezione dello scioglimento dello stesso ad iniziativa della casa mandante giustificata da una delle fattispecie di sotto elencate:

-ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente;
-concorrenza sleale o violazione del vincolo di esclusiva per una sola ditta.

Le somme di cui sopra verranno annualmente accantonate dal preponente nell’apposito fondo costituito presso la Fondazione Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari di cui al successivo articolo 14. Nel medesimo regolamento saranno altresì dettate le procedure per il riaccredito in favore della casa mandante degli importi eventualmente già accantonati al fondo stesso ma non più spettanti all’agente per il verificarsi di una delle ipotesi di decadenza di cui sopra.

Le parti stipulanti, ferma restando l’obbligatorietà dell’accantonamento del Firr presso la Fondazione Enasarco, concordano di procedere alla costituzione di una commissione paritetica, incaricata di studiare e formulare proposte sulla trasformazione in senso previdenziale dell’indennità di cui al presente capo I. Le risultanze dei lavori della commissione paritetica saranno sottoposte alle parti stipulanti per le determinazioni di competenza entro il 30 aprile 2003.

II)Indennità suppletiva di clientela:

A) all’atto dello scioglimento del contratto di agenzia e rappresentanza commerciale, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto, di cui al precedente capo I, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme corrisposte o comunque dovute all’agente o rappresentante fino alla data di cessazione del rapporto, secondo le seguenti aliquote:

·3% sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme dovute;

·0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dal quarto anno (nel limite massimo annuo di Euro 45.000,00 di provvigioni);

·ulteriore 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dopo il sesto anno compiuto (nel limite massimo annuo di Euro 45.000,00 di provvigioni).

B) In aggiunta agli importi previsti al capo I ed alla precedente lett. A) sarà riconosciuto all’agente o rappresentante un ulteriore importo a titolo di indennità suppletiva di clientela, a condizione che, alla cessazione del contratto, egli abbia apportato nuovi clienti al preponente e/o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti, in modo da procurare al preponente anche dopo la cessazione del contratto sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti.

Detto importo aggiuntivo sarà calcolato nelle seguenti misure:

-1 per cento sul valore annuo dell’incremento delle provvigioni, come determinato ai sensi del successivo articolo 9;
-2 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 100%;
-3 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 150%;
-4 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 200%;
-5 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 250%;
-6 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 300%;
-7 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 350%.

L’importo in questione non può comunque essere superiore alla differenza tra l’ammontare massimo previsto dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ. e la somma degli emolumenti del capo I e del capo II, lett. A).

Per gli agenti e rappresentanti incaricati da case editrici di vendere esclusivamente a privati consumatori, l’ammontare annuo delle provvigioni eccedenti la misura del 12% viene preso in considerazione ai fini del calcolo dell’indennità suppletiva di clientela, nel limite del 65%.

Il trattamento di cui al presente capo II non è dovuto se il contratto si scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante. Non si considerano fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute a invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia (ENASARCO), sempreché tali eventi si verifichino dopo che il rapporto sia durato almeno un anno.

Il trattamento di cui al presente capo II sarà riconosciuto, nei termini e alle condizioni di cui sopra, anche per lo scioglimento del contratto a termine, che sia stato rinnovato o prorogato.

Dichiarazione a verbale

Gli importi previsti al capo I e al capo II, lett. A), del presente articolo verranno riconosciuti all’agente o rappresentante, anche nel caso in cui eccedano l’ammontare massimo stabilito dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ.

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di indennità per la cessazione del rapporto di agenzia sono applicative della Direttiva CEE n.86/653 e dell’art. 1751 c.c., ne rispettano la lettera e lo spirito così come perseguito dal legislatore comunitario e nazionale e costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge.

Esse sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

Art. 9
(Individuazione del valore dell’incremento e del relativo tasso)

Per individuare il valore reale dell’incremento della clientela e/o del fatturato, di cui al punto II), lett. B), dell’articolo 8 da parte dell’agente o rappresentante, sarà preso in considerazione il volume complessivo dei guadagni provvigionali e di ogni altro compenso percepito dall’agente e rappresentante.

Il valore reale dell’incremento annuo finale, sul quale si applicano le aliquote di cui al capo II, lett. B), si determina in base alla differenza tra i guadagni complessivi risultanti dalle ultime quattro liquidazioni trimestrali e quelli risultanti dalle prime quattro liquidazioni trimestrali (applicandosi a questi ultimi i coefficienti di rivalutazione Istat per i crediti di lavoro).

Il tasso reale dell’incremento annuo finale, in rapporto al quale si individua l’aliquota applicabile, si determina commisurando percentualmente all’importo rivalutato delle prime quattro liquidazioni trimestrali il valore differenziale calcolato secondo quanto disposto dal comma precedente.

In alternativa a quanto previsto dal comma precedente, le parti direttamente interessate possono concordare di assumere, come base di calcolo per la determinazione del tasso di incremento, il fatturato sul quale sono state conteggiate le prime quattro liquidazioni trimestrali e il fatturato sul quale sono state calcolate le ultime quattro liquidazioni trimestrali. In tal caso, il tasso finale di incremento reale, di cui al precedente comma, è determinato in base alla differenza tra il fatturato relativo alle ultime quattro liquidazioni trimestrali e il fatturato relativo alle prime quattro liquidazioni trimestrali (applicandosi a quest’ultimo i coefficienti di rivalutazione Istat per i crediti di lavoro), commisurata percentualmente al fatturato relativo alle prime quattro liquidazioni trimestrali rivalutato come sopra.

Nel caso di rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale, che all’atto della cessazione siano in corso da più di cinque anni, il valore annuo iniziale da prendere a riferimento per l’individuazione sia del valore assoluto sia del tasso di incremento verrà determinato in base alla media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi due anni di durata del rapporto (otto liquidazioni trimestrali), -ovvero del relativo fatturato, nel caso di cui al comma quarto – con la rivalutazione secondo gli indici Istat per i crediti di lavoro. Il valore annuo finale sarà determinato sulla base della media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante negli ultimi due anni di durata del rapporto (otto liquidazioni trimestrali) ovvero del relativo fatturato.

Nel caso di rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale, che all’atto della cessazione siano in corso da oltre dieci anni, il valore annuo iniziale da prendere a riferimento per l’individuazione sia del valore assoluto sia del tasso di incremento verrà determinato in base alla media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi tre anni di durata del rapporto (dodici liquidazioni trimestrali), – ovvero del relativo fatturato, nel caso di cui al quarto comma – con la rivalutazione secondo gli indici Istat per i crediti di lavoro. Il valore annuo finale sarà determinato sulla base della media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante negli ultimi tre anni di durata del rapporto (dodici liquidazioni trimestrali) ovvero del relativo fatturato.

Il raffronto tra dati iniziali e dati finali di cui ai precedenti commi va effettuato in termini omogenei. Pertanto, in caso di variazioni in aumento o in diminuzione intervenute in corso del rapporto e riguardanti il territorio, la clientela,i prodotti, le provvigioni, gli effetti di dette variazioni vanno neutralizzati, non potendo comportare né oneri né vantaggi per nessuna delle parti, ai fini specifici qui considerati.

Norma transitoria agli articoli 8 e 9

I nuovi valori massimi annui di cui al capo I e al capo II, lettera A), dell’articolo 8, si applicano sulle provvigioni e le altre somme di competenza dell’agente dalla data del 1° gennaio 2002 in poi.

Per i contratti di agenzia e di rappresentanza commerciale in corso alla data di sottoscrizione del presente accordo economico collettivo e stipulati prima del gennaio 2001, come dato iniziale di raffronto ai fini dell’individuazione del monte provvigionale differenziale su cui applicare le aliquote percentuali di cui al capo II, lett. B), dell’art.8, ed ai fini della determinazione del tasso reale finale di incremento della clientela e/o del fatturato, di cui alla medesima disposizione, si prenderanno in considerazione le provvigioni e gli altri proventi risultanti dalle quattro liquidazioni trimestrali di competenza dell’anno 2001 ( o le otto liquidazioni trimestrali di competenza degli anni 2000 e 2001, nell’ipotesi del quinto comma dell’art. 9, o le dodici liquidazioni trimestrali di competenza degli anni 1999, 2000 e 2001, nell’ipotesi del sesto comma dell’art.9 ovvero i relativi fatturati, nel caso di opzione secondo quanto previsto dal quarto comma dell’articolo 9.

Art. 10
(Malattia ed infortunio)

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che gli impedisca di svolgere il mandato affidatogli, il rapporto di agenzia o rappresentanza, a richiesta della ditta proponente o dell’agente o rappresentante interessato, resterà sospeso ad ogni effetto per la durata massima di sei mesi nell’anno solare dall’ inizio della malattia o dalla data dell’infortunio, intendendosi che in tale periodo la ditta si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico di esercitarlo.

Il titolare del mandato di agenzia o rappresentanza, ammalato od infortunato, deve consentire, nel corso del predetto periodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri e non ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo stesso, salvo pattuizioni individuali più favorevoli.

A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale o che siano soci illimitatamente responsabili di società di persone (s.n.c. e s.a.s.) aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale, si provvederà alla stipulazione di una polizza assicurativa, tramite la Fondazione ENASARCO, per coprire i rischi derivanti da infortunio e ricovero ospedaliero.

La polizza sarà stipulata dalla Fondazione ENASARCO secondo le condizioni e i limiti delle disposizioni regolamentari allegate, che formano parte integrante del presente articolo, e garantirà il trattamento di seguito indicato, indipendente e aggiuntivo rispetto a quello eventualmente erogato dalla Fondazione ENASARCO con la propria assicurazione:

a)in caso di morte per infortunio:
liquidazione di un capitale di Euro 40.000,00;

b)in caso di invalidità permanente totale per infortunio:

c)in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti diagnostici ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per intervento chirurgico o a ricovero per infortunio, che abbia comportato l’applicazione di ingessatura:

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega scritta la casa mandante provvederà a trattenere sulle competenze dell’agente o rappresentante l’importo della quota associativa e versare detto importo su apposito conto corrente intestato alle Organizzazioni firmatarie, secondo le indicazioni contenute nella delega stessa.

La delega avrà valore fino a disdetta avanzata dall’agente o rappresentante, mediante raccomandata da indirizzare contestualmente all’organizzazione sindacale di appartenenza e alla casa mandante.

DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI DI CUI AGLI ARTT. 10 E 21 DELL’ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO DEL 12 GIUGNO 2002 PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE

Il giorno 12 giugno 2002, in Roma,

tra le stesse parti stipulanti che hanno sottoscritto in data odierna l’accordo che rinnova l’accordo economico collettivo 1° dicembre 1989;

si è stipulato il presente accordo per provvedere alla redazione delle disposizioni regolamentari, di cui agli articoli 10 e 21 dell’accordo economico collettivo 12 giugno 2002, in sostituzione del regolamento stipulato con accordo del 1° dicembre 1989.

Le seguenti disposizioni regolamentari hanno la stessa decorrenza e durata dell’accordo economico collettivo del 12 giugno 2002.

I. DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PER L’ACCANTONAMENTO DELLE SOMME DOVUTE A TITOLO DI INDENNITA’ PER LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE.

Art. 1

L’accantonamento delle somme dovute, ai sensi dell’articolo 8, capo I, dell’accordo economico collettivo del 12 giugno 2002, in caso di scioglimento del contratto di agenzia e rappresentanza commerciale, verrà effettuato in costanza di rapporto presso il "Fondo per la risoluzione del rapporto", gestito dall’Enasarco. Sull’ammontare delle somme versate dalle ditte l’Ente riconoscerà alle ditte medesime l’interesse annuo del 4 per cento.

Il Fondo provvede alla erogazione agli agenti e rappresentanti di commercio del settore dell’ artigianato dell’indennità per la risoluzione del rapporto, di cui all’articolo 8, capo I, dell’A.E.C. 12 giugno 2002.

Art. 2

Le ditte tenute all’applicazione dell’accordo economico collettivo del 12 giugno 2002 hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti e rappresentanti al Fondo entro trenta giorni dall’inizio del rapporto di agenzia e rappresentanza, comunicando la data di inizio del rapporto stesso e le generalità dell’agente e rappresentante, opportunamente documentate da certificati anagrafici forniti dall’interessato, ed il relativo domicilio, specificando, quando l’agente o rappresentante sia una società per azioni, o in accomandita per azioni, o a responsabilità limitata, la denominazione di essa.

Le ditte sono tenute a comunicare la variazione del domicilio ed i dati anagrafici dell’agente o rappresentante in base ai documenti forniti dall’interessato.

Nel caso in cui l’agente o rappresentante sia una Associazione di fatto, una Società semplice, collettiva o in accomandita semplice, l’iscrizione di essa all’Ente deve essere effettuata dalla ditta mentre i dati relativi ai singoli soci e la precisazione delle percentuali dei versamenti da accreditare ad ognuno di essi debbono essere forniti a cura della Società agente o rappresentante.

I soci delle Società indicate nel comma precedente possono esercitare individualmente i diritti derivanti dall’iscrizione all’Ente, che darà comunicazione alla Società a cui l’interessato partecipa di tutti i provvedimenti adottati.

Le ditte comunicheranno all’Ente la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza entro un mese dalla cessazione stessa.

Art. 3

Le somme dovute a titolo di indennità per la risoluzione del rapporto sulle provvigioni e le altre somme liquidate nel corso di ogni anno solare (1° gennaio-31 dicembre) saranno trasmesse al Fondo entro il 31 marzo successivo.

Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale nel corso dell’anno solare, gli scaglioni di cui all’art. 8, capo I, dell’accordo economico collettivo del 12 giugno 2002 saranno ridotti in proporzione ai mesi di durata del rapporto nell’anno solare stesso.

I versamenti dovranno essere accompagnati con una distinta da cui risulti chiaramente la causale del versamento riferita a ciascun agente o rappresentante.

Qualora il versamento sia effettuato con vaglia postale o sul conto corrente posta dell’ENASARCO, debbono essere riportati sulla distinta gli estremi del bollettino postale.

La ricevuta dei versamenti viene rilasciata direttamente dall’Ente, a meno che essi non siano effettuati per vaglia postale o sul conto corrente postale dell’Ente stesso, nel qual caso le relative ricevute tengono luogo di quelle dell’Ente.

Gli obblighi derivanti all’Ente per effetto del versamento sorgono dalla data di ricezione dei singoli versamenti.

Il versamento al Fondo delle somme dovute esaurisce gli obblighi posti a carico delle ditte dall’art. 8, capo I, dell’accordo economico collettivo del 12 giugno 2002.

Art. 4

Le ditte che omettono l’iscrizione dei propri agenti o rappresentanti a norma del precedente art. 2 rimangono responsabili dei versamenti relativi alle provvigioni liquidate dall’inizio del rapporto fino alla data di iscrizione dell’agente o rappresentante all’Ente, gravati degli interessi di mora in misura pari al doppio del tasso ufficiale di riferimento, ma comunque non superiore al 20% annuo.

Sono altresì tenute alla corresponsione degli interessi di mora in misura pari a quella suddetta le ditte che effettuino il versamento oltre il termine previsto dal precedente art. 3.

La corresponsione degli interessi decorre dalla data in cui le somme avrebbero dovuto essere versate e viene effettuata su richiesta dell’Ente.

E’ tuttavia in facoltà dell’Ente di dispensare dal pagamento degli interessi di mora quando la mancata tempestiva iscrizione degli agenti o rappresentanti e il ritardo nel versamento dipenda obiettivamente da causa non imputabile alle ditte.

Art. 5

L’Ente istituisce nella gestione del " Fondo per l’indennità di risoluzione del rapporto" (FIRR) per ciascun agente o rappresentante un conto individuale, in cui annota i versamenti effettuati dalle ditte sotto la data dell’avvenuta ricezione di essi.

Su detti conti individuali devono essere annotati gli accreditamenti derivanti dall’attribuzione annuale degli utili netti della gestione o da altre cause, nonché gli eventuali addebiti posti a carico dell’agente o rappresentante. Su tali conti verranno altresì accreditati gli interessi del 4% di cui all’art. 1, dedotta la quota utilizzata dall’Ente per la copertura delle spese di stipulazione e gestione della polizza assicurativa per infortunio e ricovero ospedaliero, di cui all’art. 10 dell’accordo economico collettivo.

Gli utili netti di cui al comma precedente verranno ripartiti sui singoli conti individuali in misura percentuale pari all’incidenza dell’utile stesso sull’importo complessivo dei singoli conti individuali risultante al 31 dicembre dell’anno precedente.

Art. 6

L’Ente, all’atto della istituzione del primo conto di ciascun agente o rappresentante, rilascia all’interessato un certificato di iscrizione.

Nel trimestre successivo alla data di approvazione del bilancio consuntivo di ciascun esercizio finanziario, l’Ente trasmette a ciascun iscritto un riepilogo dei conti ad esso intestati nella gestione "Indennità per la risoluzione del rapporto" da cui risultino, in relazione a ciascuna ditta mandante, i versamenti accreditati alla data di chiusura dell’esercizio stesso, comprensivi degli utili e degli interessi accreditati, ai sensi del precedente art. 5.

Entro la stessa data l’Ente provvederà ad inviare alle ditte un estratto conto delle somme versate per l’indennità di risoluzione del rapporto ed a comunicare l’ammontare degli interessi di cui al precedente art. 1, di spettanza delle case mandanti, ma accreditati sui conti individuali degli agenti e rappresentanti.

Trascorsi tre mesi dall’invio del riepilogo, ove non pervengano reclami, esso si intende approvato dagli interessati.

Art. 7

L’Ente liquiderà all’agente o rappresentante le somme accantonate a suo nome entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di cessazione del rapporto di agenzia, fermo restando che le somme non ancora accantonate al Fondo verranno corrisposte all’agente o rappresentante direttamente dalla casa mandante.

Nel caso in cui il rapporto di agenzia sia cessato per una delle cause di particolare gravità imputabili all’agente o rappresentante, previste dall’art. 8, capo I, comma secondo, dell’accordo economico collettivo 12 giugno 2002 (ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente; concorrenza sleale o violazione del vincolo di esclusiva per una sola ditta), le somme a titolo di indennità risoluzione rapporto non verranno liquidate all’agente, ma restituite alla casa mandante su richiesta della stessa.

La ditta, per ottenere il rimborso delle somme di cui trattasi, dovrà trasmettere all’Ente, entro trenta giorni dalla cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza commerciale, una dichiarazione, sottoscritta anche dall’agente, che attesti la causa di cessazione del rapporto.

In caso di controversia tra le parti sulla causa di cessazione del rapporto, l’Ente liquiderà le somme di cui trattasi ad esito del componimento della controversia, in via giudiziaria o stragiudiziale.

Art. 8

Le somme disponibili nel Fondo indennità risoluzione rapporto a seguito degli accantonamenti effettuati dalle case mandanti in applicazione della presente normativa verranno impiegate secondo piani di investimento deliberati annualmente dal Consiglio di Amministrazione dell’Enasarco, sentito il parere di un Comitato paritetico formato dai rappresentanti delle Organizzazioni congiuntamente stipulanti il presente accordo economico collettivo.

Le forme di impiego sono le seguenti:

a) titoli di Stato o garantiti dallo Stato;
b) annualità dovute dallo Stato;
c) cartelle o titoli equiparati emessi dagli Istituti esercenti il credito fondiario;
d) depositi fruttiferi presso Istituti di credito di notoria solidità;
e) mutui a Istituti per le case popolari e alle cooperative edilizie sovvenzionate dallo Stato, mutui a cooperative edilizie di iscritti all’Ente;
f) f) beni immobili, liberamente disponibili;
g) mutui ipotecari.

Gli investimenti diversi dall’acquisto di titoli di Stato devono in ogni caso garantire un utile superiore a quello che si ricaverebbe dall’acquisto di essi.

In ogni caso deve essere destinata a depositi sui conti di cui al punto d), la percentuale dei fondi di ciascun anno ritenuta necessaria, dal Consiglio di Amministrazione, per assicurare in ogni momento la disponibilità delle somme per le liquidazioni spettanti agli agenti.

II – DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PER LA STIPULAZIONE DELLA POLIZZA ASSICURATIVA DI INFORTUNIO E RICOVERI OSPEDALIERI

In relazione a quanto stabilito dall’art. 10 dell’accordo economico collettivo, valgono le seguenti disposizioni regolamentari per la stipulazione della polizza assicurativa da parte dell’Enasarco.

1) Persone assicurate

Si intendono comprese nell’assicurazione tutte le persone che, operando in forma individuale, abbiano un mandato di agenzia o di rappresentanza commerciale, senza alcuna limitazione di anzianità e cioè dal momento in cui viene conferito il mandato, ma con le limitazioni previste dalle condizioni generali di assicurazione.

Sono altresì ricompresi nell’assicurazione gli agenti soci illimitatamente responsabili delle società di persone (s.n.c. e s.a.s.), che abbiano per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio dell’attività di agenzia e rappresentanza commerciale.

2) Oggetto dell’assicurazione

L’assicurazione copre i seguenti rischi derivanti da infortunio professionale ed extra professionale:

a) in caso di morte: liquidazione di Euro 40.000,00

b) in caso di invalidità permanente totale o comunque superiore all’80%: liquidazione di Euro 50.000,00

Nel caso b) il capitale sarà proporzionalmente ridotto in relazione alla percentuale d’invalidità riconosciuta secondo la tabella INAIL ed a partire da un minimo del 7%.

L’assicurazione, inoltre, garantisce la corresponsione di una diaria giornaliera di Euro 13,00 per 60 giorni per anno assicurativo, nei casi di ricovero ospedaliero (sia in cliniche pubbliche che private) dovuto ad infortunio, a malattia o ad accertamenti diagnostici, seguito o non da intervento, nonché in caso di degenza domiciliare successiva a ricovero, per intervento chirurgico o per infortunio, che abbia comportato l’applicazione di gessatura, senza alcun periodo di franchigia, fatta comunque salva la decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la diaria stessa.

Per la definizione degli eventi coperti da assicurazione e per la regolamentazione del rapporto assicurativo, vale quanto disposto dalle condizioni particolari, di cui allo schema di polizza allegato al presente regolamento.

3) Adempimenti delle parti

La casa mandante, entro 30 giorni dall’instaurazione del rapporto, secondo quanto disposto dall’art. 14 dell’accordo economico collettivo nonché dall’art. 2 delle presenti disposizioni regolamentari, provvederà alla iscrizione dell’agente all’Enasarco.

In caso di evento indennizzabile l’agente o chi per lui provvederà direttamente, nei confronti dell’Enasarco e/o dell’impresa assicuratrice, alle incombenze dallo stesso dettate e comunicategli per il conseguimento delle prestazioni assicurative.

4) Cumulabilità

Le garanzie prestate in forza della polizza di cui al presente regolamento sono indipendenti da qualsiasi altra assicurazione. In particolare, è escluso il diritto di rivalsa dell’impresa assicuratrice, nel caso di indennizzo dovuto da parte di terzi all’agente o rappresentante assicurato.

5) Finanziamento

Tutti gli oneri sostenuti dall’Enasarco per la stipulazione e la gestione della polizza restano a carico delle case mandanti e sono coperti mediante l’utilizzo di una parte dell’interesse del 4% spettante alle case mandanti sugli accantonamenti al FIRR.

CONTRIBUTO TECNICO GIURIDICO DELLA FEDERSICILIA, STRUTTURA COLLEGATA ALLA FILCAMS CGIL E DIRETTA DA GIOVANNI CAMMARATA


OGGETTO: Rimborso IRAP – Legge TREMONTI – Credito d’imposta ex L.388/2000

La ns. Segreteria Ti informa di alcune novità in merito all’oggetto specificato. In relazione all’imposta regionale sulle attività produttive è ormai consolidata l’opinione che tale imposta è incostituzionale. Così si è espressa la Corte Costituzionale con sentenza n.156 del 21/05/2001 che ha già prodotto una puntuale giurisprudenza di merito volta ad accogliere le doglianze di tutti i contribuenti illegittimamente assoggettati ad IRAP, pur in assenza di un’autonoma organizzazione di mezzi e significativo lavoro altrui. Tale giurisprudenza è stata accolta da molte altre sentenze di svariate CTP. Pertanto il collega che ritiene di esercitare la propria attività senza struttura organizzata può inoltrare istanza di rimborso alla competente Agenzia delle Entrate come da modello che puoi trovare presso i ns. locali, entro 48 mesi dal versamento dell’imposta. Dopo 90 giorni dalla presentazione della domanda, dovrai presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Attenzione che per l’anno 1998, il termine di decadenza scade tra il mese di giugno/luglio 2002 a secondo di quando hai effettuato il versamento in acconto.

La TREMONTI – bis ex art. 4 e 5 L. 383 / 2001 prevede l’esclusione dal reddito d’impresa del 50%
del volume degli investimenti in beni strumentali nuovi (anche tramite leasing e realizzazione in appalto o in economia) realizzati nel corso del 2001 e 2002, in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei 5 esercizi precedenti e con possibilità di esclusione del periodo d’imposta in cui l’investimento è stato maggiore. L’agevolazione spetta solo ai fini IRPEF e non IRAP. Tale nuova legge ha effetto retroattivo sin dal 30.06.2001. L’agevolazione TREMONTI – bis opera in due direzioni :

-la detassazione per gli investimenti in beni strumentali nuovi;
-l’incentivo alle spese sostenute per la formazione del personale dipendente.

Un’altra agevolazione per i titolari di reddito d’impresa che effettuano nuovi investimenti nelle aree territoriali del Mezzogiorno, è quella prevista dall’art. 8 L. 388 / 2000. Tale norma introduce un credito d’imposta sugli investimenti, effettuati a decorrere dal 14.03.2001 e fino al 31.12.2006, in beni strumentali nuovi materiali ed immateriali, compresi quelli effettuati medianti contratti di leasing.
E’ agevolabile anche la realizzazione del bene in appalto o in economia. Sono invece sempre esclusi dall’agevolazione i costi per l’acquisto di mobili e macchine ordinarie d’ufficio (ma sono ammesse le macchine elettriche ed elettroniche). Il credito d’imposta è attribuito nella misura del 50% (per la Sicilia) dell’investimento netto, pari alla parte di costo complessivo in beni strumentali nuovi che eccede le cessioni, le dimissioni e gli ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta. Il credito d’imposta così calcolato è utilizzabile in compensazione nel mod. F24. La vera novità è con circolare ministeriale del 09.05.2002 è stato confermato che tra i beni strumentali agevolabili rientra anche l’autovettura; questo è un aspetto molto importante per Te e i ns. colleghi.

Appare evidente che sia la TREMONTI – bis che il credito d’imposta ex L. 388 / 200agevolano i nuovi investimenti in beni strumentali. La convenienza nell’una o nell’altra agevolazione è legata alla tipologia di struttura della Tua impresa. Pertanto è importante fare delle valutazioni precise con l’aiuto di un consulente fiscale.

Federsicilia
Segreteria Interprovinciale Via Etnea,114- 95030 TREMESTIERI ETNEO Tel.095-7252855 Fax 095-7251891

FAC – SIMILE DOMANDA RIMBORSO

SENZA DIPENDENTI – COLLABORATORI

DIREZIONE GENERALE DELLE ENTRATE – Sezione staccata di ____________________

AGENZIA DELLE ENTRATE – UFFICIO IIDD DI ___________________________________

ASSESSORATO REGIONALE ALLE FINANZE – ___________________________________

OGGETTO: ISTANZA DI RIMBORSO IRAP anni 1998 / 1999 / 2000 / 2001

Il sottoscritto __________________ nato a _________________il _______ residente a __________

Via _______________________________ n. _______, C.F. ________________________________

Esercente l’attività di _______________________________________________________________

PREMESSO CHE :

ha versato le seguenti somme :

Lire ___________ in data __________ a titolo di 1° acconto IRAP per l’anno 1998 (allegato 1);

Lire ___________ in data __________ a titolo di 2° acconto IRAP per l’anno 1998 (allegato 2) ;

Lire ___________ in data __________ a saldo dell’ IRAP per l’anno 1998 (allegato 3);

Lire ___________ in data __________ a titolo di 1° acconto per IRAP per l’anno 1999 (allegato 4);

Lire ___________ in data __________ a titolo di 2° acconto per l’anno 1999 (allegato 2);

Lire ___________ in data __________ a saldo per l’anno 1999 (allegato 3);

Lire ___________ in data __________ a titolo di 1° acconto IRAP per l’anno 2000 (allegato 1);

Lire ___________ in data __________ a titolo di 2° acconto IRAP per l’anno 2000 ( allegato 2);

Lire ___________ in data __________ a saldo dell’ IRAP per l’anno 2000 (allegato 3);

Lire ___________ in data __________ a titolo di 1° acconto IRAP per l’anno 2001 (allegato 4 );

Lire ___________ in data __________ a titolo di 2° acconto IRAP per l’anno 2001 (allegato 2);

Lire ___________ in data __________ a saldo dell’ IRAP per l’anno 2001 (allegato 3);

2 Il sottoscritto esercita la propria attività senza stabile ed autonoma struttura organizzativa, in quanto non si avvale di alcun dipendente o collaboratore ed utilizza per l’esercizio dell’attività esclusivamente i seguenti beni, come risulta dal libro cespiti: …………………………………..

trattasi come si può rilevare di struttura elementare e vincolata alla figura del sottoscritto.

CONSIDERATO

che tali somme sono state indebitamente versate in quanto come anche riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale con propria sentenza 21.05.2001, N. 156, l’ IRAP rappresenta un tributo anomalo volto a colpire il valore aggiunto prodotto dalle “ attività autonomamente organizzate dirette alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. Tale sentenza, infatti, così si esprime E’ evidente che nel caso di una attività professionale che fosse svolta in assenza di elementi di organizzazione, il cui accertamento, in mancanza di specifiche disposizioni normative, costituisce questioni a mero fatto, risulterà mancante il presupposto stesso dell’imposta sulle attività produttive, per l’appunto rappresentato, secondo l’art. 2, dallo esercizio abituale di un’ attività autonomamente organizzata diretti alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, con conseguente inapplicabilità dell’imposta stessa”. La predetta sentenza ha, inoltre, già prodotto una puntuale giurisprudenza di merito volta ad accogliere le doglianze dei contribuenti illegittimamente assoggettati ad IRAP pur in assenza di un’autonoma organizzazione di mezzi e significativo lavoro altrui; tale giurisprudenza consta, fra le altre delle seguenti sentenze: C.T.P. Parma N. 93/03/01 15/12/2001 ( a proposito di rappresentanti), C.T.P. di Piacenza 11.10.2001, N. 49, C.T. 1° grado di Trento 02.10.2001, N. 101 C.T.P. di Parma 14.11.2001 N. 64 – 66 e 117/06/01 – 120/06/01.
Poiché, a giudizio dello scrivente ricorrono per se stesso le anzidette condizioni di illegittimità dell’imposta regionale sulle attività produttive

CHIEDE

che venga disposto l’integrale rimborso delle somme sopraindicate ed indebitamente versate oltreché
degli interessi maturati e maturandi secondo quanto disposto dall’art. 38 D.P.R. 29.09.1973, N. 602 così come richiamato dall’art. 25 co. 1 D.Lgs. 446/1997 in materia di imposta regionale sulle attività produttive, non essendo ancora trascorso il termine di decadenza di 48 mesi dal versamento. Trascorso infruttuosamente il termine di 90 giorni lo scrivente proporrà ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale. Si allegano copie delle ricevute di versamento, fotocopie del libro cespiti e del modello IRAP relativo agli anni 1998, 1999, 2000, 2001.
Con osservanza

Contributo di Giuseppe Ricci

MEMORANDUM PER AGENTI E RAPPRESENTANTI Dl COMMERCIO

Lettura e consulenza del mandato
spesso vengono inserite norme vessatorie, in contrasto con la disciplina legislativa e con quella della contrattazione collettiva e, seppure qualche volta non palesemente illegittime, sfavorevoli all’agente e tali da rendere il rapporto passivo sotto gli aspetti economici, subalterno in quello professionale.

I casi più frequenti:

1) risoluzione del rapporto per colpa dell’agente in caso di mancato raggiungimento del budget assegnato.
Questa norma è chiaramente vessatoria perchè il più delle volte le cause del mancato raggiungimento sono da far risalire a programmi di produzione, a sopravvalutazione delle previsioni di vendita, a situazioni di mercato, tutte cose completamente estranee al comportamento dell’agente.
Ricordiamo che la disdetta per colpa dell’agente prevede la cessazione immediata del rapporto senza preavviso e senza alcuna indennità, con grave danno per l’agente e conseguente vantaggio economico per la preponente.
La ditta preponente, se insoddisfatta dell’agente, può disdettare il contratto (così come può fare l’agente), ambedue però nel rispetto delle regole previste dal Codice Civile (artt. 1750 e 1751) e dagli AEC (artt.9, 10, 11 dell’AEC Industria e artt.10, 11, 12 dell’AEC Commercio).

2)Esclusione dalla competenza dell’agente di alcuni clienti o della clientela direzionale
Con quest’ultima definizione si intende la clientela facente parte della zona assegnata all’agente, ma che la ditta preponente si riserva di trattare direttamente, senza alcun compenso provvigionale per l’agente.
Detta facoltà non è consentita alla preponente, ex post, cioè durante lo svolgimento del mandato con una sua scelta unilaterale. L’art 1748, comma 2, del Codice Civile recita che “la provvigione è dovuta per gli affari conclusi dal preponente con terzi o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppi di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito”.
La Cassazione (1 9/01/1988 n.359) ha disposto che “la provvigione spetta in tutti i casi in cui, indipendentemente dai singoli mezzi giuridici adottati e dalle modalità dei negozi posti in essere, il preponente abbia invaso in concreto l’ambito operativo dell’agente inserendosi nella sfera di azione di quest’ultimo e sottraendogli gli affari che il medesimo avrebbe potuto condurre a termine, anche quando il luogo di conclusione del contratto e quello di consegna delle merci si trovino fuori di detta zona”.

Altra sentenza della Cassazione ( Sez. lavoro 20/05/1997 n. 4504) ha affermato che “ la clausola del contratto di agenzia che consente al preponente di modificare in qualsiasi momento la lista dei clienti coi quali intende intrattenere rapporti diretti, senza riconoscere alcuna provvigione o indennità all’agente, è nulla, siccome meramente potestativa, con conseguente nullità dell’intero contratto”
Ne consegue pure che sono nulle le riserve della preponente, che spesso compaiono nei mandati, di escludere clienti o aree dalla competenza dell’agente con preavviso inferiore a quello previsto dal Codìce Civile e dall’AEC e la riserva di concludere direttamente affari nella zona riservata all’agente senza riconoscergli alcuna provvigione.

3)obbligo di relazionare a date prestabilite
sulle visite effettuate, sul mercato, sulla clientela, sulla concorrenza, è in contrasto con i principi di autonomia ed indipendenza dell’agente affermati dagli AEC (art.1 cp.3 AEC Industria, art. I cp.3 AEC Commercio).

4)pattuizione dello star del credere
è vietata, salvo le eccezioni previste dal Codice CiviIe (art. 1746 comma 3)

5)Patto di non concorrenza post-contrattuale senza compenso o considerato nella provvigione,
Detta pattuizione, così redatta, è da considerarsi illegittima. L’art.1751 bis del Codice Civile, comma 2, infatti stabilisce che “l’accettazione del patto di non concorrenza comporta, in occasione della cessazione del rapporto, la corresponsione all’agente di una indennità di natura non provvigione/e”.
La determinazione di detta indennità è regolata, come da indicazione dello stesso art.1751 bis, dagli AEC (art.14 AEC Industria, art.7 AEC Commercio).

6)Foro competente e competenza nelle controversie
in materia di agenzia commerciale, per le persone fisiche, sono della sezione lavoro del Tribunale nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell’agente.
La legge 11/2/1992 n.128 ha inserito nell’art. 413 del Codice di procedura civile “ Competente per territorio per le controversie previste dal n.3 dell’art. 409 è il Giudice ne/la cui circoscrizione si trova il domicilio dell’agente”.
Sono quindi da considerarsi nulle le deroghe del Foro competente, che spesso ancora compaiono nei mandati, come quelle del Foro del territorio del preponente o l’accettazione da parte dell’agente di eleggere domicilio presso la sede della ditta preponente.

CONSIGLI PER LA CONSULENZA
al momento della cessazione del rapporto di agenzia

- La disdetta deve essere sempre inoltrata a 1/2 raccomandata a.r.

- Controllare la decorrenza, i termini di preawiso; verificare attentamente le norme previste nel mandato alfine di individuare tutte te possibilità di azioni risarcitorie.

- 11 recesso da parte dell’agente, non per cause imputabili all’azienda preponente, non comporta il trattamento di indennità di fine rapporto previsto all’art. 10 dell’AEC Industria e dall’art.12 dell’AEC Commercio, fatte salve le eccezioni contemplate negli stessi suddetti articoli ( dimissioni dovute a invalidità permanente o totale, conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO, decesso dell’agente con corresponsione quindi agli eredi legittimi o testamentari).
Sconsigliare quindi al lavoratore iniziative di dimissioni. Se necessario individuare con certezza , provandole, eventuali colpe dell’azienda preponente per poter inoltrare una disdetta per colpa della preponente.

- Se il calcolo delle indennità previste dall’AEC risulta inferiore a quello derivante dalle norme e clausole della Direttiva Comunitaria (recepita dal nostro Codice Civile all’art. 1751) può essere richiesto il pagamento della maggiore differenza ( sentenza 23/11/98 del Giudice del lavoro di Bari).

- Controllare se l’agente è stato incaricato dalla preponente di riscuotere fatture (non recupero di insoluti) senza che ciò abbia comportato compensi separati per l’agente. Ciò determina il diritto di compenso separato (art.6 comma 3 AEC Industria e art. 4 comma 7 AEC Commercio).

- Se l’azienda non rispetta i termini di preavviso o mette l’agente in condizioni di non poter svolgere regolarmente il suo lavoro durante tale periodo, richiedere l’indennità risarcitoria di mancato preavviso ( art. 9 comma 5 AEC Industria e art. 10 comma 5 AEC Commercio).

- Richiedere i relativi compensi provvigionali su eventuali forniture non comunicate all’agente, richiedere il riaccredito di eventuali addebiti non dovuti, effettuati per esempio per lo star del credere dopo la promulgazione del D.Lgs 15/2/99 n.65, come dall’art. 1756 del Codice Civile.

- Controllare e richiedere le provvigioni per affari conclusi dall’azienda dopo lo scioglimento del contratto, ma dovuti all’attività svolta dall’agente (ari 1748 del Codice Civile, art.6 comma 10 e 11 AEC Industria, art.4 comma 3 AEC commercio).

Controllare la regolarità dei contributi previdenziali e del FIRR versati dall’azienda all’Enasarco, considerando inoltre che l’indennità FIRR dell’ultimo anno può essere versato dall’azienda direttamente all’agente.
Fare denuncia all’Enasarco per gli eventuali mancati o irregolari versamenti contributivi e del FIRR.




Accordo Economico 26 giugno 2002 Confesercenti
Accordo Economico 12 giugno 2002 Confartigianato, CNA, Casartigiani
Accordo Economico 20 marzo 2002 Confindustria
Accordo Economico 20 marzo 2002 Confapi
Accordo Economico 26 febbraio 2002 Confcommercio
Link Correlati
     Ulteriore documentazione

ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO
20 MARZO 2002

PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE
NEL SETTORE DELLA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA

Il giorno 20 marzo 2002, in Roma,

tra

la CONFAPI, Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata, rappresentata dal Presidente Roberto Maria Radice e dal Vice Presidente per le Relazioni Industriali Massimo Paniccia, dal Vice Presidente e componente CONFAPI nel Consiglio di Amministrazione ENASARCO Alfredo Gherardi

assistiti dal Direttore Generale Sandro Naccarelli, dal Dirigente per le Relazioni Industriali Armando Occhipinti

e dai tecnici per la contrattazione agenti Francesco Petrolillo e Paolo Ravagli

con la partecipazione della delegazione imprenditoriale composta da Guido Aires, Franco Bertini, Giovanni De Biasi, Massimo Giammetta, Anna Serena Serantoni, Antonella Zaini e della commissione sindacale tecnica composta da Francesco Battaglini, Daniele Cattunar, Roberto Ceroni, Valeria Data, Grazia De Rosa, Emanuele Guerzoni, Claudio Lissoni, Michele Trippa, Luciano Veronesi

e

la FNAARC (Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio), rappresentata dal Presidente Adalberto Corsi, dai Vice Presidenti Alberto Ulivi, Egidio Casorati, Ferdinand Less, Gabriele Mazzanti, dai componenti la Giunta Esecutiva Domenico Ambra, Luca Chiari, Giuseppe Corbetta, Antonio Ferrarini, Antonio Franceschi, Sergio Mercuri, Mauro Ristè, Ottavio Righini, Germano Ruscitto, Giuseppe Stefanini, dal Responsabile delle Relazioni Sindacali Luigi Strazzella

l’USARCI (Unione Sindacati Agenti e Rappresentanti Commercio Italiani), rappresentata dal Presidente Ciano Donadon, dal Vice Presidente Vicario Francesco D’Angelo, dai Vice Presidenti Emanuele Lo Monaco, Mario Nicolai, Luigi Gervasoni, Massimo Azzolini, dal Segretario Nazionale Antonello Marzolla, dai componenti il Centro Giuridico Carlo Tabellini e Tonino Liaci, dal Segretario di Presidenza Massimiliano Baldini

la FIARC (Federazione Italiana Agenti e Rappresentanti di Commercio), rappresentata dal Presidente Carlo Massaro, dai Vice Presidenti Andrea Parrini, Domenica Cominci, Luigi Lupi, Antonino Marcianò, Salvatore Sciliberto, dal membro di giunta Enrico Guida, assistiti dal Segretario Nazionale Elvira Massiniano

la FILCAMS-CGIL, Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi, rappresentata dal Segretario Generale Ivano Corraini, dai Segretari Antonia Franceschini, Carmelo Caravella, Marinella Meschieri, Bruno Perin, Carmelo Romeo, Claudio Treves, dal Presidente del C.D. Bruno Rastelli, dal responsabile del settore Massimo Nozzi, assistito da Giuseppe Ricci, Alfio Vigloli, Giovanni Cammarata del Coordinamento Nazionale Agenti e dai componenti del Comitato Direttivo Nazionale, Abbonizio Marzia, Acconci Angela, Agassini Silvia, Albanella Luisa, Alberti Donatella, Anelli Livio, Angelini Dalida, Anile Lucia, Antonioli Maura, Bacci Marco, Baini Giuliana, Balestrieri Francesca, Belli Otello, Bellini Giancarlo, Benocci Valeria, Bertolotti Marco, Bertolucci Paolo, Besenzoni Gianfranco, Bianchi Ennio, Biscaro Vigilio, Bittarelli Luigi, Bonazza Dino, Bortolami Adriano, Botta Danila, Brogi Barbara, Broglia Miriam, Bucchioni Giovanni, Calanca Alessandro, Calò’ Luigina, Campari Ramona, Capponi Fabio, Caracciolo Manuela, Caramelle Rolland, Carnevale Maddalena, Carpino Giovanni, Castagnini Fabio, Castellani Cristina, Cattaneo Federica, Cetti Pierluigi, Ciavarella Maria, Ciman Rosella, Cioffi Canio, Codonesu Sergio, Coppini Luigi, Corazzesi Luigi, Cuntrò Anna, Dmelì Nadia, Dangiolillo Marina, De Checchi Loredana, De Filippo Antonio, De Rocco Elena, Decicco Tonino, Della Volpe Carla, Di Meglio Enzo, Dragone Lucia, Eel Zaaf Abdelaziz, Erbante Anna Pia, Esposito Rosa, Fanesi Gabriella, Fassina Sergio, Fattini Romano, Ferrari Stefania, Filandetti Antonella, Fiorani Giordano, Folloni Enrico, Forti Piergiorgio, Francavilla Cosimo, Franceschini Sergio, Franceschini Franco, Galati Mario, Giannessi Laura, Giupponi Zaverio, Giuriolo Lorenza, Grimaldi Antonella, Guerriero Angelo, Guglielmi Gabriele, Hoo Elena, Ioris Marisa, Landini Alda, Lorusso Giuseppe, Maestri Patrizia, Mafezzoli Dora, Maggio Maria, Magnani Luca, Mancini Gianfranco, Mancini Giuseppe, Mangili Mario, Manocchio Maria, Marchi Giancarlo, Marconi Piero, Margheritta Danilo, Marieschi Cristiano, Marinucci Daniela, Martinelli Gianbattista, Mazziotta Manlio, Melidoni Rosa Giulia, Melotti Massimo, Mengaroni Luigino, Merlo Lucia, Merola Adriana, Minnì Cono, Minniti Carmela, Montanini Giusi, Morgese Gaetano, Morini Silvana, Moriconi Mauro, Moscagiuri Antonio, Muchon Giusi, Nacinovich Luciano, Nesi Carmine, Orsi Michele, Palazzo Antonio, Pasero Bruno, Pedretti Marco, Pes Daniela, Pestelli Sergio, Pinna Salvatore, Pizzamiglio Santino, Ponti Licia, Presta Michele, Ricci Loretto, Roncaccia Gianni, Rota Mirco, Roverano Marco, Salvato Alessandra, Sardyko Wioletta, Scognamillo Giuseppe, Serafini Egidio, Sforza Giuseppe, Sgargi Walter, Silvestro Giuseppe, Simula Giuseppe, Soavi Rossella, Sormanni Fabio, Speriani Giovanni, Stancampiano Antonio, Stornaiuolo Rosario, Talenti Enrico, Taratufolo Manuela, Tempesta Pasquale, Terenzi Antonio, Tordini Stefano, Trinchero Gianni, Unmarino Francesca, Valenti Assunta, Verana Fulvia, Vitagliano Andrea, Walzl Christine, Zanardi Guido, Zapparoli Roberto, Zerlotti Caterina, Zucchini Leonardo, con l’intervento della Confederazione Generale Italiana Lavoratori (CGIL) rappresentata dalla Segretaria Confederale Carla Cantone

la FISASCAT-CISL (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo), rappresentata dal Segretario Generale Gianni Baratta, dai Segretari Nazionali Pierangelo Raineri, Pietro Giordano, Mario Piovesan, Giovanni Pirulli, da Salvatore Falcone, Antonio Michelagnoli, Mario Marchetti, Marcello Pasquarella, Daniela Rondinelli, dell’Ufficio Sindacale unitamente ad una delegazione trattante composta da Albiniano Antonio, Andriolo Cecilia, Bosio Claudio, Calì Renato, Camporese Riccardo, Castiglioni Elmina, Ceotto Mirco, Cinosi Antonio, Cordiano Bruno, Corona Roberto, Dal Soler Mario, Degioanni Adriano, Di Gennaro Ermanno, Di Paola Carlo, Fabrizio Giovanni, Ferroni Francesco, Fiorot Ferruccio, Fortin Roberto, Francioso Francesco, Gentile Giancarlo, Giudice Giovanni, Ianni Pietro, Lo Proto Rosario, Mair Otilia, Manca Iride, Mangone Gilberto, Marcazzan Luca, Marcolin Maurizio, Meniconi Amedeo, Menin Francesco, Morassi Iris, Parisi Ugo, Parutta Sabrina, Petri Ferruccio, Pirillo Marco, Quaglia Raffaele, Santile Francesco, Sassi Bruno, Schiappacasse Santo, Sirni Rolando, Testoni Mario, Toma Fernando, Trotta Giancarlo, Turati Oscar, Turis Elio, Vanelli Elena, Varagona Francesco, con l’intervento della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) rappresentata dal Segretario Confederale Luigi Bonfanti

la UILTuCS-UIL (Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi), rappresentata dal Segretario Generale Brunetto Boco, dal Presidente Raffaele Vanni, dai Segretari Nazionali Emilio Fargnoli, Caterina Fulciniti, Marco Marroni, Gianni Rodilosso, Parmenio Stroppa; da Paolo Poma e Antonio Vargiu del Dipartimento Sindacale; dai membri del Direttivo Nazionale Sergio Amari, Paolo Andreani, Antonio Angrisano, Cristiano Ardau, Alessia Ardenna, Pietro Baio, Giuliana Baldini, Giuseppe Ballato, Enzo Bardi, Giuseppina Belletti, Gaetano Bentivegna, Bruno Bettocchi, Luigino Boscaro, Salvatore Bove, Roberto Broglia, Gianni Callegaro, Osvaldo Cappadona, Maurizio Casadei, Agata Castiglione, Roberto Ceccarelli, Grazia Chisin, Nicola Cieri, Gianluca Cioccoloni, Rosario Cusi, Mario D’Angelo, Luigi Di Mitri Pugno, Michele De Simone, Sergio Del Zotto, Rocco Della Luna, Sergio Diecidue, Alessandro Fanzone, Salvatore Fanzone, Gabriele Fiorino, Marianna Flauto, Stefano Franzoni, Giovanni Gazzo, Cataldo Giammella, Giuliano Giannetti, Giovanni Giorgio, Marcello Gregorio, Giancarlo Guidi, Luciano Gullone, Cesare Ierulli, Antonino Ilarda, Pietro La Torre, Cosimo La Volta, Ermelinda Luchetti, Roberto Maestrelli, Massimo Marchetti, Gilberta Massari, Maurizio Milandri, Ivano Moranti, Milva Moretta, Roberta Musu, Antonio Napoletano, Raffaella Nomade, Francesco Ortelli, Leonardo Pace, Aurelio Pellegrini, Antonio Petrelli, Giannantonio Pezzetta, Bruno Pilo, Paolo Proietti, Maurizio Regazzoni, Ennio Rovatti, Giuseppe Sagliocco, Carlo Sama, Pasquale Sastri, Luigi Scardaone, Fabio Scapinelli, Luciano Sciascia, Riccardo Serri, Remigio Servadio, Fabio Servidei, Giuseppe Silvestro, Elisabetta Sorgia, Gennario Strazzullo, Michele Tamburrelli, Ivana Veronese, Antonio Verrino, Arcangelo Vurruso, Angelo Zarfati, Giuseppe Zimmari; e con la partecipazione della Unione Italiana del Lavoro (UIL) nella persona del Segretario Confederale Lamberto Santini

la Federazione Nazionale UGL (Unione Generale del Lavoro) Commercio Turismo e Terziario, rappresentata dal Responsabile Federale Renata Polverini, dal Segretario Nazionale Commercio e Turismo Vittorio Delle Donne, assistito da Mario Gaetani, dal Coordinatore Nazionale Servizi Privati Marco Pepe, Bianco Cortinovis, dai Rappresentanti Agenti di Commercio Bruno Sangermano, Nerio Marabini, Franco Berva, Mattia Jannone, con la partecipazione della UGL Confederazione rappresentata dal Vice Segretario Generale Renata Polverini

Art. 1
(Definizione dell’agente – Sfera di applicazione)

Il presente accordo regola i rapporti fra gli agenti e i rappresentanti di commercio, rappresentati dalle Associazioni contraenti e le aziende industriali, rappresentate dalle API, associazioni piccole e medie industrie, aderenti alla CONFAPI, Confederazione italiana della piccola e media industria.

Agli effetti di esso ed in conformità agli artt. 1742 e 1752 del codice civile, indipendentemente dalla qualifica o denominazione usata dalle parti:
a)è agente di commercio il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona;

b)è rappresentante di commercio il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata zona.

L’agente o rappresentante esercita la sua attività, in forma autonoma ed indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai sensi dell’art. 1746 del codice civile, senza obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’art. 1746 del codice civile devono tenere conto dell’autonomia operativa dell’agente o rappresentante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione delle sue attività.

Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio delle attività suddette, salve le eccezioni e deroghe espressamente previste nell’accordo stesso, nonchè a coloro che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere esclusivamente a privati consumatori.

Le norme del presente accordo – salvo quelle di cui agli artt. 10 e 13 – non sono vincolanti nel caso di conferimento di mandato di agenzia o rappresentanza a coloro che svolgono anche il commercio in proprio nello stesso genere di prodotti.

Chiarimento a verbale

Le parti si danno atto che nella definizione di cui al secondo comma, lett. a) e b), rientrano anche gli agenti e i rappresentanti di commercio operanti in "tentata vendita", a condizione che vengano rispettati i principi di autonomia e indipendenza nello svolgimento dell’attività e che non siano previsti obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati.

Art. 2 (Zona ed esclusiva – Variazioni)

Ferma restando la possibilità di diverse intese tra le parti, di norma la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio di più agenti o rappresentanti, nè l’agente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza fra di loro.

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo patto di esclusiva per una sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante, dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra di loro. Nel caso in cui l’agente o rappresentante non sia vincolato dal patto di esclusiva per una sola ditta, egli resta libero di assumere altri incarichi per ditte che non siano in concorrenza.

Le variazioni di zona (territorio, clientela, prodotti) e della misura delle provvigioni, esclusi i casi di lieve entità (intendendosi per lieve entità le riduzioni, che incidano fino al cinque per cento del valore delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nell’anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), possono essere realizzate previa comunicazione scritta all’agente o al rappresentante da darsi almeno due mesi prima (ovvero quattro mesi prima per gli agenti e rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente per una sola ditta), salvo accordo scritto tra le parti per una diversa decorrenza.

Qualora queste variazioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto (intendendosi per varazione sensibile le riduzioni superiori al venti per cento del volore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto.

Qualora l’agente o rappresentante comunichi, entro trenta giorni, di non accettare le variazioni che modifichino sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.

L’insieme delle variazioni di lieve entità apportate in un periodo di dodici mesi sarà da considerarsi come unica variazione, per l’applicazione del presente articolo 2, sia ai fini della richiesta del preavviso di due o quattro mesi, sia ai fini della possibilità di intendere il rapporto cessato ad iniziativa della casa mandante.

Chiarimento a verbale all’articolo 2

In relazione a quanto previsto dai commi primo e secondo del presente articolo, le parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza quando l’incarico conferito all’agente o rappresentante riguardi generi di prodotti che per foggia, destinazione e valore d’uso siano diversi e infungibili tra di loro.

Art. 3
(Documenti – Campionario)

All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante debbono essere precisati per iscritto, in un unico documento, oltre al nome delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle provvigioni e compensi, la durata, quando questa non sia a tempo indeterminato.

In ogni contratto individuale dovrà essere inserito l’esplicito riferimento alle norme dell’accordo economico collettivo in vigore e successive modificazioni.

Nel caso di affidamento del campionario, sarà altresì previsto che il valore dello stesso potrà essere addebitato all’agente o rappresentante in caso di mancata o parziale restituzione o di danneggiamento.

Art. 4
(Tempo determinato)

Le norme previste nel presente accordo si applicano anche al contratto a tempo determinato in quanto compatibili con la natura del rapporto, con esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso di cui all’art. 9.

Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, la casa mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o proroga del mandato.

Art. 5
(Diritti e doveri delle parti)

L’agente o rappresentante, nell’esecuzione dell’incarico, deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e buona fede.

In particolare, deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta e fornire le informazioni riguardanti le condizioni del mercato nella zona assegnatagli, nonché ogni altra informazione utile al preponente per valutare la convenienza dei singoli affari..

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta, nè di concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

Il preponente, nei rapporti con l’agente, deve agire con lealtà e buona fede.

Egli deve mettere a disposizione dell’agente la documentazione necessaria, relativa ai beni o servizi trattati e fornire all’agente o rappresentante le notizie utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato. Il preponente informerà altresì l’agente o rappresentante sul lancio di nuovi prodotti e sulle nuove politiche di vendita e avvertirà l’agente, allorché preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi.

Nei contratti individuali potrà essere stabilito un termine per l’accettazione o il rifiuto, totale o parziale, da parte del preponente delle proposte d’ordine trasmesse dall’agente. In assenza nel contratto individuale di espressa previsione del termine di cui sopra, le proposte d’ordine si intenderanno accettate, ai soli fini del diritto alla provvigione, se non rifiutate dal preponente entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle proposte stesse.

Art. 6
(Provvigioni)

Ai sensi dell’art. 1748 cod. civ., l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione, determinta di norma in misura percentuale, su tutti gli affari conclusi durante il rapporto, quando l’operazione sia stata conclusa per effetto del suo intervento.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta accordati per condizioni di pagamento.

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa, con responsabilità dell’agente per errore contabile, dovrà essere stabilita una provvigione separata, in relazione agli affari per i quali sussista l’obbligo della riscossione. L’obbligo di stabilire la provvigione separata di cui trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga presso i clienti della sua zona la sola attività di recupero di somme per le quali dai clienti medesimi non siano state rispettate le scadenze di pagamento..

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché sia specificato nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale.

Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che la esecuzione dell’affare si effettui su accordo fra fornitore ed acquirente per consegne ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole consegne.

In qualsiasi caso di insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo della provvigione sulla quota soluta, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza. Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15% del valore del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla quota soluta.

La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per causa imputabile al preponente.

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva gli affari di una ditta ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi senza suo intervento, semprechè rientranti nell’ambito del mandato affidatogli.

Qualora la promozione e l’esecuzione di un affare interessino zone e/o clienti affidati in esclusiva ad agenti diversi, la relativa provvigione verrà riconosciuta all’agente, che abbia effettivamente promosso l’affare, salvo diversi accordi fra le parti per un’equa ripartizione della provvigione stessa.

In caso di cessazione o risoluzione del contratto di agenzia, l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti prima della risoluzione o cessazione del contratto ed accettati dalla ditta anche dopo tale data, salvo, in ogni caso, le disposizioni di cui ai commi precedenti, e salvo l’obbligo, per l’agente o rappresentante, a richiesta della ditta, di prestare l’opera di sua competenza per la completa o regolare esecuzione degli affari in corso.

L’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti e conclusi anche dopo lo scioglimento del contratto, se la conclusione è effetto soprattutto dell’attività da lui svolta ed essa avvenga entro un termine ragionevole dalla cessazione del rapporto. A tal fine, all’atto della cessazione del rapporto, l’agente o rappresentante relazionerà dettagliatamente la preponente sulle trattative commerciali intraprese, ma non concluse, a causa dell’intervenuto scioglimento del contratto di agenzia. Qualora, nell’arco di quattro mesi dalla data di cessazione del rapporto, alcune di tali trattative vadano a buon fine, l’agente avrà diritto alle relative provvigioni, come sopra regolato. Decorso tale termine, la conclusione di ogni eventuale ordine, inserito o meno nella relazione dell’agente, non potrà più essere considerata conseguenza dell’attività da lui svolta e non sarà quindi riconosciuta alcuna provvigione. Sono fatti comunque salvi gli accordi fra le parti, che prevedano un termine temporale diverso o la ripartizione della provvigione fra gli agenti succedutisi nella zona ed intervenuti per la promozione e conclusione dell’affare.

Art. 7
(Liquidazione delle provvigioni)

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni trimestre.

Entro 30 giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonchè il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle vigenti norme fiscali. In caso di contestazione, la ditta verserà le eventuali ulteriori somme non oltre 30 giorni dalla definizione della controversia.

Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre quindici giorni, rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in misura pari al tasso ufficiale di riferimento.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture tramite l’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad anticipi, nel corso del trimestre, nella misura del 70 per cento del suo credito per tale titolo. Nel caso in cui sia pattuito il diritto alle provvigioni al buon fine dell’affare, è facoltà dell’agente o rappresentante all’atto del conferimento del mandato, di chiedere, in alternativa al criterio di cui sopra, la liquidazione di anticipi nella misura del 50 per cento delle provvigioni, che si riferiscono ad affari con pagamento non oltre 90 giorni, e nella misura del 35 per cento delle provvigioni, che si riferiscono ad affari con pagamento oltre 90 giorni, ma non oltre 120. Resta fermo che l’agente o rappresentante non ha diritto ad anticipi, ove sia debitore della ditta per altro titolo.

Art. 8
(Rimborso spese)

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese occasionate dalla sua attività svolta ai sensi dell’articolo 1 del presente accordo, salvo patto in contrario.

Resta fermo che tutte le somme corrisposte dalla casa mandante, anche se a titolo di rimborso o concorso spese, per lo svolgimento dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale sono computabili agli effetti dei vari istituti contrattuali e legali e sono soggette alla contribuzione Enasarco.

Art. 9
(Termini di preavviso)

In caso di risoluzione di un rapporto a tempo indeterminato, la parte recedente dovrà darne comunicazione scritta all’altra parte con un preavviso della seguente misura:

A-Agente o rappresentante non impegnato in esclusiva per una sola ditta

-tre mesi per i primi tre anni di durata del rapporto;
-quattro mesi nel quarto anno di durata del rapporto;
-cinque mesi nel quinto anno di durata del rapporto;
-sei mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.

B-Agente o rappresentante impegnato in esclusiva per una sola ditta

-cinque mesi per i primi cinque anni di durata del rapporto;
-sei mesi per gli anni dal sesto all’ottavo anno;
-otto mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.

In caso di recesso da parte dell’agente o rappresentante, la durata del preavviso sarà di cinque o di tre mesi, a seconda che l’agente sia impegnato o meno ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta, indipendentemente dalla durata complessiva del rapporto.

Ai fini del computo della misura del preavviso dovuto, si farà riferimento alla durata complessiva del rapporto, intendendosi il periodo intercorso dalla stipula del contratto fino al momento di ricevimento della comunicazione di recesso.

Le parti convengono che la scadenza del periodo di preavviso possa coincidere con uno qualsiasi dei giorni di calendario, in rapporto alla data di effettiva ricezione della comunicazione di recesso e comunque nel rispetto della durata del preavviso di cui ai commi che precedono.

Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell’anno solare precedente (1° gennaio – 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso dovuto ovvero una somma a questa proporzionale, in caso di esonero da una parte del preavviso. Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente, saranno conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici mesi di riferimento. Ove più favorevole, la media retributiva per la determinazione dell’indennità di cui trattasi sarà calcolata sui dodici mesi immediatamente precedenti la comunicazione di recesso. Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore a dodici mesi, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso. L’importo sostitutivo del preavviso va computato su tutte le somme corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche se a titolo di rimborso o concorso spese.

La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere la somma di cui al comma che precede, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta comunicazione.

Durante la prestazione in servizio del preavviso, il rapporto prosegue regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

Art. 10
(Indennità per lo scioglimento del contratto)

Con la presente normativa le parti intendono dare piena ed esaustiva applicazione all’art. 1751 cod. civ. anche in riferimento alle previsioni dell’art. 17 della Direttiva CEE n. 86/653, individuando con funzione suppletiva modalità e criteri applicativi, particolarmente per quanto attiene alla determinazione in concreto della misura dell’indennità in caso di cessazione del rapporto, e introducendo nel contempo condizioni di miglior favore per gli agenti e rappresentanti di commercio, sia per quanto riguarda i requisiti per il riconoscimento dell’indennità, sia per ciò che attiene al limite massimo dell’indennità, stabilito dal terzo comma del predetto art. 1751 cod. civ.

A tal fine si conviene che l’indennità in caso di scioglimento del contratto sarà composta da due emolumenti: l’uno, denominato indennità di risoluzione del rapporto, viene riconosciuto all’agente o rappresentante anche se non ci sia stato da parte sua alcun incremento della clientela e/o del fatturato, e risponde principalmente al criterio dell’equità; l’altro, denominato indennità suppletiva di clientela, è invece collegato all’incremento della clientela e/o del fatturato e intende premiare essenzialmente la professionalità dell’agente o rappresentante.

L’indennità in caso di scioglimento del contratto, di cui ai successivi capi I e II, sarà computata su tutte le somme, comunque denominate, percepite dall’agente nel corso del rapporto, nonché sulle somme per le quali, al momento della cessazione del rapporto, sia sorto il diritto al pagamento in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse non siano state in tutto o in parte ancora corrisposte.

In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità stessa sarà corrisposta agli eredi.

I)indennità di risoluzione del rapporto:

all’atto della cessazione del rapporto spetta all’agente o rappresentante una indennità, calcolata sulla base delle provvigioni annualmente maturate, secondo le misure di seguito riportate:

-AGENTE O RAPPRESENTANTE CON OBBLIGO DI ESCLUSIVA PER UNA SOLA DITTA

4% sulla quota di provvigioni fino a Euro 12.400,00 annui;
2% sulla quota di provvigioni compresa tra Euro 12.400,01 annui ed Euro 18.600,00 annui;
1% sulla quota di provvigioni eccedente Euro 18.600,00 annui

-AGENTE O RAPPRESENTANTE SENZA OBBLIGO DI ESCLUSIVA PER UNA SOLA DITTA:

4% sulla quota di provvigioni fino a Euro 6.200,00 annui;
2% sulla quota di provvigioni compresa tra Euro 6.200,01 annui ed Euro 9.300,00 annui;
1% sulla quota di provvigioni eccedente Euro 9.300,00 annui.

L’indennità di cui al presente capo I) sarà riconosciuta in tutte le ipotesi di cessazione del rapporto, ad eccezione dello scioglimento dello stesso ad iniziativa della casa mandante giustificata da una delle fattispecie di sotto elencate:
-ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente;
-concorrenza sleale o violazione del vincolo di esclusiva per una sola ditta.

Le somme di cui sopra verranno annualmente accantonate dal preponente nell’apposito fondo costituito presso la Fondazione Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari di cui al successivo articolo 16. Nel medesimo regolamento saranno altresì dettate le procedure per il riaccredito in favore della casa mandante degli importi eventualmente già accantonati al fondo stesso ma non più spettanti all’agente per il verificarsi di una delle ipotesi di decadenza di cui sopra.

Le parti stipulanti, ferma restando l’obbligatorietà dell’accantonamento del Firr presso la Fondazione Enasarco, concordano di procedere alla costituzione di una commissione paritetica, incaricata di studiare e formulare proposte sulla trasformazione in senso previdenziale dell’indennità di cui al presente capo I. Le risultanze dei lavori della commissione paritetica saranno sottoposte alle parti stipulanti per le determinazioni di competenza entro il 30 aprile 2003.

II) Indennità suppletiva di clientela:

A) all’atto dello scioglimento del contratto di agenzia e rappresentanza commerciale, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto, di cui al precedente capo I, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme corrisposte o comunque dovute all’agente o rappresentante fino alla data di cessazione del rapporto e relative comunque ad affari conclusi dopo il 1° luglio 1989, secondo le seguenti aliquote:

·3 per cento sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme dovute;

·0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dal quarto anno (nel limite massimo annuo di Euro 45.000,00 di provvigioni);

·ulteriore 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dopo il sesto anno compiuto (nel limite massimo annuo di Euro 45.000,00 di provvigioni).

B) In aggiunta agli importi previsti al capo I ed alla precedente lett. A), sarà riconosciuto all’agente o rappresentante un ulteriore importo a titolo di indennità suppletiva di clientela, a condizione che, alla cessazione del contratto, egli abbia apportato nuovi clienti al preponente e/o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti, in modo da procurare al preponente anche dopo la cessazione del contratto sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti.

Detto importo aggiuntivo sarà calcolato nelle seguenti misure:

-1 per cento sul valore annuo dell’incremento delle provvigioni, come determinato ai sensi del successivo articolo 11;
-2 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 100%;
-3 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 150%;
-4 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 200%;
-5 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 250%;
-6 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 300%;
-7 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 350%.

L’importo in questione non può comunque essere superiore alla differenza tra l’ammontare massimo previsto dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ. e la somma degli emolumenti del capo I e del capo II, lett. A).

Per gli agenti e rappresentanti incaricati da case editrici di vendere esclusivamente a privati consumatori, l’ammontare annuo delle provvigioni eccedenti la misura del 12% viene preso in considerazione ai fini del calcolo dell’indennità suppletiva di clientela, nel limite del 65%.

Il trattamento di cui al presente capo II non è dovuto se il contratto si scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante. Non si considerano fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute a invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia (ENASARCO), sempreché tali eventi si verifichino dopo che il rapporto sia durato almeno un anno.

Il trattamento di cui al presente capo II sarà riconosciuto, nei termini e alle condizioni di cui sopra, anche per lo scioglimento del contratto a termine, che sia stato rinnovato o prorogato.

Dichiarazione a verbale

Gli importi previsti al capo I e al capo II, lett. A), del presente articolo verranno riconosciuti all’agente o rappresentante, anche nel caso in cui eccedano l’ammontare massimo stabilito dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ.

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di indennità per la cessazione del rapporto di agenzia sono applicative della Direttiva CEE n. 86/653 e dell’art. 1751 c.c., ne rispettano la lettera e lo spirito così come perseguito dal legislatore comunitario e nazionale e costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge. Esse sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

Art. 11
(Individuazione del valore dell’incremento e del relativo tasso)

Per individuare il valore reale dell’incremento della clientela e/o del fatturato, di cui al punto II), lett. B), dell’articolo 10, da parte dell’agente o rappresentante, sarà preso in considerazione il volume complessivo dei guadagni provvigionali e di ogni altro compenso percepito dall’agente e rappresentante.

Il valore reale dell’incremento annuo finale, sul quale si applicano le aliquote di cui al capo II, lett. B), si determina in base alla differenza tra i guadagni complessivi risultanti dalle ultime quattro liquidazioni trimestrali e quelli risultanti dalle prime quattro liquidazioni trimestrali (applicandosi a questi ultimi i coefficienti di rivalutazione Istat per i crediti di lavoro).

Il tasso reale dell’incremento annuo finale, in rapporto al quale si individua l’aliquota applicabile, si determina commisurando percentualmente all’importo rivalutato delle prime quattro liquidazioni trimestrali il valore differenziale calcolato secondo quanto disposto dal comma precedente.

In alternativa a quanto previsto dal comma precedente, le parti direttamente interessate possono concordare di assumere, come base di calcolo per la determinazione del tasso di incremento, il fatturato sul quale sono state conteggiate le prime quattro liquidazioni trimestrali e il fatturato sul quale sono state calcolate le ultime quattro liquidazioni trimestrali. In tal caso, il tasso finale di incremento reale, di cui al precedente comma, è determinato in base alla differenza tra il fatturato relativo alle ultime quattro liquidazioni trimestrali e il fatturato relativo alle prime quattro liquidazioni trimestrali (applicandosi a quest’ultimo i coefficienti di rivalutazione Istat per i crediti di lavoro), commisurata percentualmente al fatturato relativo alle prime quattro liquidazioni trimestrali rivalutato come sopra.

Nel caso di rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale, che all’atto della cessazione siano in corso da più di cinque anni, il valore annuo iniziale da prendere a riferimento per l’individuazione sia del valore assoluto sia del tasso di incremento verrà determinato in base alla media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi due anni di durata del rapporto (otto liquidazioni trimestrali), – ovvero del relativo fatturato, nel caso di cui al comma quarto – con la rivalutazione secondo gli indici Istat per i crediti di lavoro. Il valore annuo finale sarà determinato sulla base della media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante negli ultimi due anni di durata del rapporto (otto liquidazioni trimestrali) ovvero del relativo fatturato.

Nel caso di rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale, che all’atto della cessazione siano in corso da oltre dieci anni, il valore annuo iniziale da prendere a riferimento per l’individuazione sia del valore assoluto sia del tasso di incremento verrà determinato in base alla media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi tre anni di durata del rapporto (dodici liquidazioni trimestrali), – ovvero del relativo fatturato, nel caso di cui al quarto comma – con la rivalutazione secondo gli indici Istat per i crediti di lavoro. Il valore annuo finale sarà determinato sulla base della media annua delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante negli ultimi tre anni di durata del rapporto (dodici liquidazioni trimestrali) ovvero del relativo fatturato.

Il raffronto tra dati iniziali e dati finali di cui ai precedenti commi va effettuato in termini omogenei. Pertanto, in caso di variazioni in aumento o in diminuzione intervenute nel corso del rapporto e riguardanti il territorio, la clientela, i prodotti, le provvigioni, gli effetti di dette variazioni vanno neutralizzati, non potendo comportare né oneri né vantaggi per nessuna delle parti, ai fini specifici qui considerati.

Norma transitoria agli articoli 10 e 11

I nuovi valori massimi annui di cui al capo I e al capo II, lettera A), dell’articolo 10, si applicano sulle provvigioni e le altre somme di competenza dell’agente dalla data del 1^ gennaio 2002 in poi.

Per i contratti di agenzia e di rappresentanza commerciale in corso alla data di sottoscrizione del presente accordo economico collettivo e stipulati prima del gennaio 2001, come dato iniziale di raffronto ai fini dell’individuazione del monte provvigionale differenziale su cui applicare le aliquote percentuali di cui al capo II, lett. B), dell’art. 10, ed ai fini della determinazione del tasso reale finale di incremento della clientela e/o del fatturato, di cui alla medesima disposizione, si prenderanno in considerazione le provvigioni e gli altri proventi risultanti dalle quattro liquidazioni trimestrali di competenza dell’anno 2001 (o le otto liquidazioni trimestrali di competenza degli anni 2000 e 2001, nell’ipotesi del quinto comma dell’art. 11, o le dodici liquidazioni trimestrali di competenza degli anni 1999, 2000 e 2001, nell’ipotesi del sesto comma dell’art. 11) ovvero i relativi fatturati, nel caso di opzione secondo quanto previsto dal quarto comma dell’articolo 11.

Art. 12
(Malattia ed infortunio)

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che gli impedisca di svolgere il mandato affidatogli, il rapporto di agenzia o rappresentanza, a richiesta della ditta preponente o dell’agente o rappresentante interessato, resterà sospeso ad ogni effetto per la durata massima di sei mesi nell’anno solare dall’inizio della malattia o dalla data dell’infortunio, intendendosi che in tale periodo la ditta si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico di esercitarlo.

Il titolare del mandato di agenzia o rappresentanza, ammalato od infortunato, deve consentire, nel corso di predetto periodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri e non ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo stesso, salvo pattuizioni individuali più favorevoli.

A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale o che siano soci illimitatamente responsabili di società di persone (s.n.c. e s.a.s.) aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale, si provvederà alla stipulazione di una polizza assicurativa, tramite la Fondazione ENASARCO, per coprire i rischi derivanti da infortunio e ricovero ospedaliero.

La polizza sarà stipulata dalla Fondazione ENASARCO secondo le condizioni e i limiti delle disposizioni regolamentari allegate, che formano parte integrante del presente articolo, e garantirà il trattamento di seguito indicato, indipendente e aggiuntivo rispetto a quello eventualmente erogato dalla Fondazione ENASARCO con la propria assicurazione:

a) in caso di morte per infortunio:
liquidazione di un capitale di Euro 40.000,00;

b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio:
liquidazione di un capitale di Euro 50.000,00.
Tale importo sarà proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità inferiore all’81 per cento, in relazione alla percentuale riconosciuta seconda la tabella INAIL, purchè superiore al minimo del 6 per cento;

c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti diagnostici ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per intervento chirurgico o a ricovero per infortunio, che abbia comportato l’applicazione di ingessatura:
corresponsione di una diaria giornaliera di Euro 13,00, dal primo giorno di degenza e fino ad un massimo di 60 giorni per anno assicurativo, fatta salva la decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la diaria stessa.

Gli oneri per stipulazione e la gestione della presente polizza da parte della Fondazione ENASARCO restano a carico delle ditte mandanti e sono coperti con l’utilizzo di una quota parte dell’interesse del 4 per cento di spettanza delle case mandanti, di cui all’art. 16, comma 3, del presente accordo.

Norma transitoria

Le nuove misure delle prestazioni previste dal quinto comma dell’art. 12, lett. a), b) e c), avranno effetto dal momento in cui l’Enasarco avrà provveduto all’adeguamento della polizza assicurativa in atto. Fino a quella data, restano valide le misure stabilite dall’articolo 12 dell’accordo economico collettivo 25 luglio 1989.

Art. 13
(Gravidanza e puerperio)

In caso di gravidanza e puerperio dell’agente o rappresentante, il rapporto resterà sospeso ad ogni effetto, su richiesta dell’agente o rappresentante medesima, per un periodo di otto mesi, all’interno dei quali deve collocarsi la data del parto, intendendosi che in tale periodo la ditta si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico di esercitarlo.

La titolare del mandato di agenzia o rappresentanza deve consentire, nel corso di predetto periodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirla provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri. Non ha inoltre diritto a compensi sui proventi degli affari che siano stati promossi e portati a conclusione direttamente dall’azienda o dal sostituto nel periodo stesso, fermo restando il diritto alla provvigione per quegli ordini pervenuti durante il periodo di astensione per effetto dell’attività in precedenza svolta dall’agente o rappresentante.

Art. 14
(Patto di non concorrenza postcontrattuale)

Con riferimento all’art. 1751 bis c.c. e fermo restando quanto ivi stabilito, a fronte del patto di non concorrenza postcontrattuale l’agente o rappresentante, operante in forma individuale o di società di persone o di società di capitali con un unico socio, avrà diritto ad una specifica indennità.

Salvo diversi, più favorevoli accordi tra le parti direttamente interessate, la misura dell’indennità spettante all’agente o rappresentante per l’intera durata massima (due anni) del patto di non concorrenza viene determinata sulla base della tabella allegata al presente articolo. In caso di patto di non concorrenza di durata inferiore ai due anni, l’ammontare dell’indennità indicata nella tabella sarà ridotto, in rapporto all’effettiva durata del patto, sulla base di un parametro del 40% per il primo anno e del 60% per il secondo anno.

La base di calcolo dell’indennità è costituita dalla media annua delle provvigioni spettanti negli ultimi cinque anni precedenti la cessazione del rapporto ovvero dalla media annua calcolata sull’intero rapporto, se questo abbia avuto una durata inferiore a cinque anni.

In caso di dimissioni dell’agente o rappresentante, non motivate da inadempimento del preponente né da pensionamento di vecchiaia (Enasarco) né da grave inabilità, che non consenta più lo svolgimento dell’attività, la misura dell’indennità è ridotta al 70%, limitatamente al caso dell’agente plurimandatario e in relazione ad un mandato che non rappresenti più del 25% dei suoi introiti.

In caso di agente o rappresentante non vincolato ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta, per il quale il rapporto cessato valga almeno l’80% (ottanta per cento) del monte provvigionale complessivo spettante nel periodo di cui al precedente terzo comma, si applicheranno le misure previste dalla tabella per l’indennità del monomandatario. L’agente o rappresentante di commercio che intenda avvalersi della presente disposizione è tenuto ad esibire, al momento della cessazione del rapporto, le scritture contabili valide ai fini fiscali, dalle quali risulti il totale delle provvigioni complessivamente percepite in ciascuno degli anni presi a riferimento.

In caso di violazione del patto di non concorrenza, l’agente o rappresentante non ha diritto ad alcune indennità e pertanto dovrà restituire al prepoonente gli importi eventualmente già percepiti a tale titolo. Egli dovrà inoltre corrispondere una penale di ammontare non superiore al 50% dell’indennità di cui alla Tabella allegata.

Ammontare totale dell’indennità

Anni di durata del rapporto Monomandato Plurimandato
(esclusiva per una sola ditta) (non esclusiva per una
sola ditta)

Oltre 10 anni 12 mensilità 10 mensilità

Oltre 5 e fino a 10 10 mensilità 8 mensilità

Fino a 5 anni 8 mensilità 6 mensilità

Art. 15
(Trattamento di previdenza)

In relazione a quanto previsto dall’art. 12 dell’accordo economico 30 giugno 1938 e alle norme dettate dal regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Ente il 5 agosto 1998 e approvato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della programmazione economica il 24 settembre 1998, il trattamento di previdenza in favore degli agenti e rappresentanti, i cui rapporti siano regolati dal presente accordo, viene attuato mediante il versamento, da parte delle ditte, di un contributo del 5,75% sulle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante e da un pari contributo a carico dell’agente o rappresentante, che verrà trattenuto dalle ditte all’atto della liquidazione delle provvigioni stesse.

I contributi di cui sopra dovuti sulle provvigioni liquidate nell’anno nel limite di Euro 12.394,97, ovvero nel limite di Euro 21.691,19, se l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la sua attività per una sola ditta.

Il trattamento previdenziale di cui sopra non ha applicazione, a tutti gli effetti, nei casi in cui le attività di agenzia o rappresentanza commerciale siano esercitate da società per azioni o da società a responsabilità limitata.

Nell’ipotesi predetta le ditte mandanti sono però tenute al versamento di un contributo del 2% su tutte le provvigioni corrisposte, allo scopo di finanziare un Fondo di assistenza in favore degli agenti e rappresentanti.

Fino alla data del 30 giugno 1956 gli obblighi delle aziende per la previdenza si intendono integralmente soddisfatti, unitamente a quelli per l’indennità, per lo scioglimento del contratto, come previsto dall’art. 10, dalle competenze spettanti agli agenti e rappresentanti, in dipendenza del trattamento Enasarco, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30 giugno 1938 e successivi aggiornamenti.

Art. 16
(Iscrizione ENASARCO)

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti e rappresentanti all’Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio (Enasarco) entro 30 giorni dall’inizio del rapporto di agenzia e di rappresentanza.

I contributi di cui all’articolo precedente saranno versati alla Fondazione Enasarco con periodicità trimestrale, secondo la normativa vigente.

Anche gli importi maturati annualmente per l’indennità di cui all’art. 10, punto I), verranno accantonata presso l’Enasarco con le modalità stabilite nel regolamento di cui all’art. 23, a condizione che l’Istituto si impegni a riconoscere alle aziende un interesse del 4% annuo sulle somme accantonate nonché a rivalutare i conti individuali degli agenti

Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza dell’Enasarco e di quelle accantonate presso il FIRR, di competenza dell’anno precedente.

Art. 17
(Pattuizioni individuali)

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

Art. 18
(Controversie)

Le parti stipulanti si riservano di istituire una commissione nazionale paritetica per l’esame e la definizione delle controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente accordo.

Art. 19
(Procedure di conciliazione ed arbitrato)

Le parti stipulanti si riservano di definire procedure di conciliazione e arbitrato in sede di stesura completa dell’accordo economico collettivo e delle relative disposizioni regolamentari.

Fino al momento in cui non entreranno in vigore le nuove disposizioni, restano valide le disposizione contenute nell’art. 17 dell’accordo economico collettivo del 25 luglio 1989.

Art. 20
(Decorrenza e durata)

Il presente accordo entra in vigore il 1° aprile 2002, ferme restando le diverse decorrenze specificamente previste per determinati istituti, e scadrà il 31 marzo 2005, salvo quanto disposto dall’art. 21. Ove non venga disdetto in forma scritta da una delle parti con un preavviso di sei mesi, si intenderà rinnovato di anno in anno.

In caso di regolare disdetta, esso resterà in vigore fino a che non sia sostituito da un successivo accordo.

Art. 21
(Emanazione di norme di legge)

Qualora, in qualunque momento della durata del presente accordo, venisse intrapresa un’azione legislativa tendente a modificare le clausole dell’accordo stesso, o che comunque comporti oneri nuovi per le ditte preponenti, le parti si impegnano – su invito di una di esse – a riunirsi immediatamente per concertarsi sui provvedimenti da adottare perchè la sostanza e lo spirito del presente accordo, ed in particolare il complesso degli oneri da esso derivanti, non subiscano modificazioni.

Ove non si possibile raggiungere un accordo prima della data della eventuale entrata in vigore della nuova norma, da tale ultima data il presente accordo si intenderà decaduto.

Art. 22
(Inscindibilità e incumulabilità)

Fermo restando quanto disposto dall’articolo precedente, le disposizioni del presente accordo relative alla indennità di scioglimento del contratto ed alla previdenza sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

Art. 23
(Regolamento indennità risoluzione fine rapporto)

Le parti si riservano di provvedere alla redazione di un apposito regolamento per l’accantonamento ed il versamento agli aventi diritto dell’indennità per la risoluzione del rapporto, di cui al capo I dell’art. 10.

Art. 24
(Versamento contributo associativo)

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega scrittam la casa mandante provvederà a trattenere sulle competenze dell’agente o rappresentante l’importo della quota associativa e a versare detto importo su apposito conto corrente intestato alle Organizzazioni firmatarie, secondo le indicazioni contenute nella delega stessa.

La delega avrà valore fino a disdetta avanzata dall’agente o rappresentante, mediante raccomandata da indirizzare contestualmente all’organizzazione sindacale di appartenenza e alla casa mandante.

Dichiarazione a verbale

Le organizzazioni stipulanti degli agenti e rappresentanti di commercio danno atto all’altra parte contraente che l’accordo economico sottoscritto in pari data rappresenta una disciplina normativa e previdenziale del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, che contempera le attuali possibilità della economia nazionale con le esigenze della categoria rappresentata.

Esse assumono pertanto impegno, anche in relazione alla norma di cui all’art. 21 dell’accordo, in caso di presentazione di progetti di legge sulla materia, di portare a conoscenza dei presentatori stessi questo loro apprezzamento sugli accordi raggiunti in campo sindacale, che essi considerano lo strumento più idoneo per la regolamentazione dei rapporti dei propri associati con le case mandanti.

Le parti stipulanti assumono altresì l’impegno di incontrarsi, su richiesta di una di esse, durante il periodo di vigenza del presente accordo, per esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonchè le situazioni di mercato, anche per i riflessi che possano determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio.

ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO
20 MARZO 2002

PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE
NEI SETTORI INDUSTRIALI E DELLA COOPERAZIONE

Art. 1

(Definizione dell’agente – Sfera di applicazione)

Il presente accordo regola i rapporti fra gli agenti e i rappresentanti di commercio, rappresentati dalle Associazioni sindacali contraenti e le aziende industriali rappresentate dalle Associazioni aderenti alla Confederazione Generale dell’Industria Italiana (Confindustria), nonché gli Enti cooperativi rappresentati dalla Confederazione Cooperative Italiane (Confcooperative).

Agli effetti di esso ed in conformità agli artt. 1742 e 1752 del codice civile, indipendentemente dalla qualifica o denominazione usata dalle parti:

a) è agente di commercio il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona;

b) è rappresentante di commercio il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata zona.

L’agente o rappresentante esercita la sua attività, in forma autonoma ed indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai sensi dell’art. 1746 del codice civile, senza obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’art. 1746 del codice civile devono tenere conto dell’autonomia operativa dell’agente o rappresentante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione delle sue attività.

Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio delle attività suddette, salve le eccezioni e deroghe espressamente previste nell’accordo stesso, nonchè a coloro che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere esclusivamente a privati consumatori.

Le norme del presente accordo – salvo quelle di cui agli artt. 10 e 13 – non sono vincolanti nel caso di conferimento di mandato di agenzia o rappresentanza a coloro che svolgono anche il commercio in proprio nello stesso genere di prodotti.

Chiarimento a verbale

Le parti si danno atto che nella definizione di cui al secondo comma, lett. a) e b), rientrano anche gli agenti e i rappresentanti di commercio operanti in "tentata vendita", a condizione che vengano rispettati i principi di autonomia e indipendenza nello svolgimento dell’attività e che non siano previsti obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati.

Art. 2 (Zona ed esclusiva – Variazioni)

Ferma restando la possibilità di diverse intese tra le parti, di norma la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio di più agenti o rappresentanti, nè l’agente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza fra di loro.

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo patto di esclusiva per una sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante, dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra di loro. Nel caso in cui l’agente o rappresentante non sia vincolato dal patto di esclusiva per una sola ditta, egli resta libero di assumere altri incarichi per ditte che non siano in concorrenza.

Le variazioni di zona (territorio, clientela, prodotti) e della misura delle provvigioni, esclusi i casi di lieve entità (intendendosi per lieve entità le riduzioni, che incidano fino al cinque per cento del valore delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nell’anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), possono essere realizzate previa comunicazione scritta all’agente o al rappresentante da darsi almeno due mesi prima (ovvero quattro mesi prima per gli agenti e rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente per una sola ditta), salvo accordo scritto tra le parti per una diversa decorrenza.

Qualora queste variazioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto (intendendosi per varazione sensibile le riduzioni superiori al venti per cento del volore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto.

Qualora l’agente o rappresentante comunichi, entro trenta giorni, di non accettare le variazioni che modifichino sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.

L’insieme delle variazioni di lieve entità apportate in un periodo di dodici mesi sarà da considerarsi come unica variazione, per l’applicazione del presente articolo 2, sia ai fini della richiesta del preavviso di due o quattro mesi, sia ai fini della possibilità di intendere il rapporto cessato ad iniziativa della casa mandante.

Chiarimento a verbale all’articolo 2

In relazione a quanto previsto dai commi primo e secondo del presente articolo, le parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza quando l’incarico conferito all’agente o rappresentante riguardi generi di prodotti che per foggia, destinazione e valore d’uso siano diversi e infungibili tra di loro.

Art. 3

(Documenti – Campionario)

All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante debbono essere precisati per iscritto, in un unico documento, oltre al nome delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle provvigioni e compensi, la durata, quando questa non sia a tempo indeterminato.

In ogni contratto individuale dovrà essere inserito l’esplicito riferimento alle norme dell’accordo economico collettivo in vigore e successive modificazioni.

Nel caso di affidamento del campionario, sarà altresì previsto che il valore dello stesso potrà essere addebitato all’agente o rappresentante in caso di mancata o parziale restituzione o di danneggiamento.

Art. 4

(Tempo determinato)

Le norme previste nel presente accordo si applicano anche al contratto a tempo determinato in quanto compatibili con la natura del rapporto, con esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso di cui all’art. 9.

Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, la casa mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o proroga del mandato.

Art. 5

(Diritti e doveri delle parti)

L’agente o rappresentante, nell’esecuzione dell’incarico, deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e buona fede.

In particolare, deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta e fornire le informazioni riguardanti le condizioni del mercato nella zona assegnatagli, nonché ogni altra informazione utile al preponente per valutare la convenienza dei singoli affari..

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta, nè di concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

Il preponente, nei rapporti con l’agente, deve agire con lealtà e buona fede.

Egli deve mettere a disposizione dell’agente la documentazione necessaria, relativa ai beni o servizi trattati e fornire all’agente o rappresentante le notizie utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato. Il preponente informerà altresì l’agente o rappresentante sul lancio di nuovi prodotti e sulle nuove politiche di vendita e avvertirà l’agente, allorché preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi.

Nei contratti individuali potrà essere stabilito un termine per l’accettazione o il rifiuto, totale o parziale, da parte del preponente delle proposte d’ordine trasmesse dall’agente. In assenza nel contratto individuale di espressa previsione del termine di cui sopra, le proposte d’ordine si intenderanno accettate, ai soli fini del diritto alla provvigione, se non rifiutate dal preponente entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle proposte stesse.

Art. 6

(Provvigioni)

Ai sensi dell’art. 1748 cod. civ., l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione, determinta di norma in misura percentuale, su tutti gli affari conclusi durante il rapporto, quando l’operazione sia stata conclusa per effetto del suo intervento.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta accordati per condizioni di pagamento.

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa, con responsabilità dell’agente per errore contabile, dovrà essere stabilita una provvigione separata, in relazione agli affari per i quali sussista l’obbligo della riscossione. L’obbligo di stabilire la provvigione separata di cui trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga presso i clienti della sua zona la sola attività di recupero di somme per le quali dai clienti medesimi non siano state rispettate le scadenze di pagamento..

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché sia specificato nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale.

Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che la esecuzione dell’affare si effettui su accordo fra fornitore ed acquirente per consegne ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole consegne.

In qualsiasi caso di insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo della provvigione sulla quota soluta, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza. Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15% del valore del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla quota soluta.

La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per causa imputabile al preponente.

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva gli affari di una ditta ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi senza suo intervento, semprechè rientranti nell’ambito del mandato affidatogli.

Qualora la promozione e l’esecuzione di un affare interessino zone e/o clienti affidati in esclusiva ad agenti diversi, la relativa provvigione verrà riconosciuta all’agente, che abbia effettivamente promosso l’affare, salvo diversi accordi fra le parti per un’equa ripartizione della provvigione stessa.

In caso di cessazione o risoluzione del contratto di agenzia, l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti prima della risoluzione o cessazione del contratto ed accettati dalla ditta anche dopo tale data, salvo, in ogni caso, le disposizioni di cui ai commi precedenti, e salvo l’obbligo, per l’agente o rappresentante, a richiesta della ditta, di prestare l’opera di sua competenza per la completa o regolare esecuzione degli affari in corso.

L’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti e conclusi anche dopo lo scioglimento del contratto, se la conclusione è effetto soprattutto dell’attività da lui svolta ed essa avvenga entro un termine ragionevole dalla cessazione del rapporto. A tal fine, all’atto della cessazione del rapporto, l’agente o rappresentante relazionerà dettagliatamente la preponente sulle trattative commerciali intraprese, ma non concluse, a causa dell’intervenuto scioglimento del contratto di agenzia. Qualora, nell’arco di quattro mesi dalla data di cessazione del rapporto, alcune di tali trattative vadano a buon fine, l’agente avrà diritto alle relative provvigioni, come sopra regolato. Decorso tale termine, la conclusione di ogni eventuale ordine, inserito o meno nella relazione dell’agente, non potrà più essere considerata conseguenza dell’attività da lui svolta e non sarà quindi riconosciuta alcuna provvigione. Sono fatti comunque salvi gli accordi fra le parti, che prevedano un termine temporale diverso o la ripartizione della provvigione fra gli agenti succedutisi nella zona ed intervenuti per la promozione e conclusione dell’affare.

Art. 7

(Liquidazione delle provvigioni)

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni trimestre.

Entro 30 giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonchè ; il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle vigenti norme fiscali. In caso di contestazione, la ditta verserà le eventuali ulteriori somme non oltre 30 giorni dalla definizione della controversia.

Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre quindici giorni, rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in misura pari al tasso ufficiale di riferimento.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture tramite l’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad anticipi, nel corso del trimestre, nella misura del 70 per cento del suo credito per tale titolo. Nel caso in cui sia pattuito il diritto alle provvigioni al buon fine dell’affare, è facoltà dell’agente o rappresentante all’atto del conferimento del mandato, di chiedere, in alternativa al criterio di cui sopra, la liquidazione di anticipi nella misura del 50 per cento delle provvigioni, che si riferiscono ad affari con pagamento non oltre 90 giorni, e nella misura del 35 per cento delle provvigioni, che si riferiscono ad affari con pagamento oltre 90 giorni, ma non oltre 120. Resta fermo che l’agente o rappresentante non ha diritto ad anticipi, ove sia debitore della ditta per altro titolo.

Art. 8

(Rimborso spese)

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese occasionate dalla sua attività svolta ai sensi dell’articolo 1 del presente accordo, salvo patto in contrario.

Resta fermo che tutte le somme corrisposte dalla casa mandante, anche se a titolo di rimborso o concorso spese, per lo svolgimento dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale sono computabili agli effetti dei vari istituti contrattuali e legali e sono soggette alla contribuzione Enasarco.

Art. 9 (Termini di preavviso)

In caso di risoluzione di un rapporto a tempo indeterminato, la parte recedente dovrà darne comunicazione scritta all’altra parte con un preavviso della seguente misura:

A- Agente o rappresentante non impegnato in esclusiva per una sola ditta

- sei mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.

B- Agente o rappresentante impegnato in esclusiva per una sola ditta

- cinque mesi per i primi cinque anni di durata del rapporto;

- sei mesi per gli anni dal sesto all’ottavo anno;

- otto mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.

In caso di recesso da parte dell’agente o rappresentante, la durata del preavviso sarà di cinque o di tre mesi, a seconda che l’agente sia impegnato o meno ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta, indipendentemente dalla durata complessiva del rapporto.

Le parti convengono che la scadenza del periodo di preavviso possa coincidere con uno qualsiasi dei giorni di calendario, in rapporto alla data di effettiva ricezione della comunicazione di recesso e comunque nel rispetto della durata del preavviso di cui ai commi che precedono.

Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell’anno solare precedente (1° gennaio – 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso dovuto ovvero una somma a questa proporzionale, in caso di esonero da una parte del preavviso. Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente, saranno conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici mesi di riferimento. Ove più favorevole, la media retributiva per la determinazione dell’indennità di cui trattasi sarà calcolata sui dodici mesi immediatamente precedenti la comunicazione di recesso. Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore a dodici mesi, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso. L’importo sostitutivo del preavviso va computato su tutte le somme corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche se a titolo di rimborso o concorso spese.

La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere la somma di cui al comma che precede, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta comunicazione.

Durante la prestazione in servizio del preavviso, il rapporto prosegue regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

Art. 10

(Indennità per lo scioglimento del contratto)

Con la presente normativa le parti intendono dare piena ed esaustiva applicazione all’art. 1751 cod. civ. anche in riferimento alle previsioni dell’art. 17 della Direttiva CEE n. 86/653, individuando con funzione suppletiva modalità e criteri applicativi, particolarmente per quanto attiene alla determinazione in concreto della misura dell’indennità in caso di cessazione del rapporto, e introducendo nel contempo condizioni di miglior favore per gli agenti e rappresentanti di commercio, sia per quanto riguarda i requisiti per il riconoscimento dell’indennità, sia per ciò che attiene al limite massimo dell’indennità, stabilito dal terzo comma del predetto art. 1751 cod. civ.

A tal fine si conviene che l’indennità in caso di scioglimento del contratto sarà composta da due emolumenti: l’uno, denominato indennità di risoluzione del rapporto, viene riconosciuto all’agente o rappresentante anche se non ci sia stato da parte sua alcun incremento della clientela e/o del fatturato, e risponde principalmente al criterio dell’equità; l’altro, denominato indennità suppletiva di clientela, è invece collegato all’incremento della clientela e/o del fatturato e intende premiare essenzialmente la professionalità dell’agente o rappresentante.

L’indennità in caso di scioglimento del contratto, di cui ai successivi capi I e II, sarà computata su tutte le somme, comunque denominate, percepite dall’agente nel corso del rapporto, nonché sulle somme per le quali, al momento della cessazione del rapporto, sia sorto il diritto al pagamento in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse non siano state in tutto o in parte ancora corrisposte.

In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità stessa sarà corrisposta agli eredi.

I) indennità di risoluzione del rapporto:

- AGENTE O RAPPRESENTANTE CON OBBLIGO DI ESCLUSIVA PER UNA SOLA DITTA

- AGENTE O RAPPRESENTANTE SENZA OBBLIGO DI ESCLUSIVA PER UNA SOLA DITTA:

A) all’atto dello scioglimento del contratto di agenzia e rappresentanza commerciale, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto, di cui al precedente capo I, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme corrisposte o comunque dovute all’agente o rappresentante fino alla data di cessazione del rapporto, secondo le seguenti aliquote:

· 3 per cento sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme dovute ;

· 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dal quarto anno (nel limite massimo annuo di Euro 45.000,00 di provvigioni);

· ulteriore 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dopo il sesto anno compiuto (nel limite massimo annuo di Euro 45.000,00 di provvigioni).

B) In aggiunta agli importi previsti al capo I ed alla precedente lett. A), sarà riconosciuto all’agente o rappresentante un ulteriore importo a titolo di indennità suppletiva di clientela, a condizione che, alla cessazione del contratto, egli abbia apportato nuovi clienti al preponente e/o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti, in modo da procurare al preponente anche dopo la cessazione del contratto sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti.

Detto importo aggiuntivo sarà calcolato nelle seguenti misure:

- 1 per cento sul valore annuo dell’incremento delle provvigioni, come determinato ai sensi del successivo articolo 11;

- 2 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 100%;

- 3 per cento sul valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 150%;

- 4 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 200%;

- 5 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 250%;

- 6 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 300%;

- 7 per cento del valore annuo dell’incremento, se il tasso di incremento risulti superiore al 350%.

L’importo in questione non può comunque essere superiore alla differenza tra l’ammontare massimo previsto dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ. e la somma degli emolumenti del capo I e del capo II, lett. A).

Per gli agenti e rappresentanti incaricati da case editrici di vendere esclusivamente a privati consumatori, l’ammontare annuo delle provvigioni eccedenti la misura del 12% viene preso in considerazione ai fini del calcolo dell’indennità suppletiva di clientela, nel limite del 65%.

Il trattamento di cui al presente capo II non è dovuto se il contratto si scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante. Non si considerano fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute a invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia (ENASARCO), sempreché tali eventi si verifichino dopo che il rapporto sia durato almeno un anno.

Il trattamento di cui al presente capo II sarà riconosciuto, nei termini e alle condizioni di cui sopra, anche per lo scioglimento del contratto a termine, che sia stato rinnovato o prorogato.

Dichiarazione a verbale

Gli importi previsti al capo I e al capo II, lett. A), del presente articolo verranno riconosciuti all’agente o rappresentante, anche nel caso in cui eccedano l’ammontare massimo stabilito dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ.

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di indennità per la cessazione del rapporto di agenzia sono applicative della Direttiva CEE n. 86/653 e dell’art. 1751 c.c., ne rispettano la lettera e lo spirito così come perseguito dal legislatore comunitario e nazionale e costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge. Esse sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

Art. 11

(Individuazione del valore dell’incremento e del relativo tasso).

Per individuare il valore reale dell’incremento della clientela e/o del fatturato, di cui al punto II), lett. B), dell’articolo 10, da parte dell’agente o rappresentante, sarà preso in considerazione il volume complessivo dei guadagni provvigionali e di ogni altro compenso percepito dall’agente e rappresentante.

Norma transitoria agli articoli 10 e 11

I nuovi valori massimi annui di cui al capo I e al capo II, lettera A), dell’articolo 10, si applicano sulle provvigioni e le altre somme di competenza dell’agente dalla data del 1^ gennaio 2002 in poi.

Per i contratti di agenzia e di rappresentanza commerciale in corso alla data di sottoscrizione del presente accordo economico collettivo e stipulati prima del gennaio 2001, come dato iniziale di raffronto ai fini dell’individuazione del monte provvigionale differenziale su cui applicare le aliquote percentuali di cui al capo II, lett. B), dell’art. 10, ed ai fini della determinazione del tasso reale finale di incremento della clientela e/o del fatturato, di cui alla medesima disposizione, si prenderanno in considerazione le provvigioni e gli altri proventi risultanti dalle quattro liquidazioni trimestrali di competenza dell’anno 2001 (o le otto liquidazioni trimestrali di competenza degli anni 2000 e 2001, nell’ipotesi del quinto comma dell’art. 11, o le dodici liquidazioni trimestrali di competenza degli anni 1999, 2000 e 2001, nell’ipotesi del sesto comma dell’art. 11) ovvero i relativi fatturati, nel caso di opzione secondo quanto previsto dal quarto comma dell’articolo 11.

Art. 12

(Malattia ed infortunio)

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che gli impedisca di svolgere il mandato affidatogli, il rapporto di agenzia o rappresentanza, a richiesta della ditta preponente o dell’agente o rappresentante interessato, resterà sospeso ad ogni effetto per la durata massima di sei mesi nell’anno solare dall’inizio della malattia o dalla data dell’infortunio, intendendosi che in tale periodo la ditta si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico di esercitarlo.

Il titolare del mandato di agenzia o rappresentanza, ammalato od infortunato, deve consentire, nel corso di predetto periodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri e non ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo stesso, salvo pattuizioni individuali più favorevoli.

A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale o che siano soci illimitatamente responsabili di società di persone (s.n.c. e s.a.s.) aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale, si provvederà alla stipulazione di una polizza assicurativa, tramite la Fondazione ENASARCO, per coprire i rischi derivanti da infortunio e ricovero ospedaliero.

La polizza sarà stipulata dalla Fondazione ENASARCO secondo le condizioni e i limiti delle disposizioni regolamentari allegate, che formano parte integrante del presente articolo, e garantirà il trattamento di seguito indicato, indipendente e aggiuntivo rispetto a quello eventualmente erogato dalla Fondazione ENASARCO con la propria assicurazione:

a) in caso di morte per infortunio:

liquidazione di un capitale di Euro 40.000,00;

b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio:

liquidazione di un capitale di Euro 50.000,00.

Tale importo sarà proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità ; inferiore all’81 per cento, in relazione alla percentuale riconosciuta seconda la tabella INAIL, purchè superiore al minimo del 6 per cento;

c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti diagnostici ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per intervento chirurgico o a ricovero per infortunio, che abbia comportato l’applicazione di ingessatura:

corresponsione di una diaria giornaliera di Euro 13,00, dal primo giorno di degenza e fino ad un massimo di 60 giorni per anno assicurativo, fatta salva la decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la diaria stessa.

Gli oneri per stipulazione e la gestione della presente polizza da parte della Fondazione ENASARCO restano a carico delle ditte mandanti e sono coperti con l’utilizzo di una quota parte dell’interesse del 4 per cento di spettanza delle case mandanti, di cui all’art. 16, comma 3, del presente accordo.

Norma transitoria

Le nuove misure delle prestazioni previste dal quinto comma dell’art. 12, lett. a), b) e c), avranno effetto dal momento in cui l’Enasarco avrà provveduto all’adeguamento della polizza assicurativa in atto. Fino a quella data, restano valide le misure stabilite dall’articolo 12 dell’accordo economico collettivo 16 novembre 1988.

Art. 13

(Gravidanza e puerperio)

In caso di gravidanza e puerperio dell’agente o rappresentante, il rapporto resterà sospeso ad ogni effetto, su richiesta dell’agente o rappresentante medesima, per un periodo di otto mesi, all’interno dei quali deve collocarsi la data del parto, intendendosi che in tale periodo la ditta si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico di esercitarlo.

La titolare del mandato di agenzia o rappresentanza deve consentire, nel corso di predetto periodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirla provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri. Non ha inoltre diritto a compensi sui proventi degli affari che siano stati promossi e portati a conclusione direttamente dall’azienda o dal sostituto nel periodo stesso, fermo restando il diritto alla provvigione per quegli ordini pervenuti durante il periodo di astensione per effetto dell’attività in precedenza svolta dall’ ;agente o rappresentante.

Art. 14

(Patto di non concorrenza postcontrattuale)

Con riferimento all’art. 1751 bis c.c. e fermo restando quanto ivi stabilito, a fronte del patto di non concorrenza postcontrattuale l’agente o rappresentante, operante in forma individuale o di società di persone o di società di capitali con un unico socio, avrà diritto ad una specifica indennità.

Salvo diversi, più favorevoli accordi tra le parti direttamente interessate, la misura dell’indennità spettante all’agente o rappresentante per l’intera durata massima (due anni) del patto di non concorrenza viene determinata sulla base della tabella allegata al presente articolo. In caso di patto di non concorrenza di durata inferiore ai due anni, l’ammontare dell’indennità indicata nella tabella sarà ridotto, in rapporto all’effettiva durata del patto, sulla base di un parametro del 40% per il primo anno e del 60% per il secondo anno.

La base di calcolo dell’indennità è costituita dalla media annua delle provvigioni spettanti negli ultimi cinque anni precedenti la cessazione del rapporto ovvero dalla media annua calcolata sull’intero rapporto, se questo abbia avuto una durata inferiore a cinque anni.

In caso di dimissioni dell’agente o rappresentante, non motivate da inadempimento del preponente né da pensionamento di vecchiaia (Enasarco) né da grave inabilità, che non consenta più lo svolgimento dell’attività, la misura dell’indennità è ridotta al 70%, limitatamente al caso dell’agente plurimandatario e in relazione ad un mandato che non rappresenti più del 25% dei suoi introiti.

In caso di agente o rappresentante non vincolato ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta, per il quale il rapporto cessato valga almeno l’80% (ottanta per cento) del monte provvigionale complessivo spettante nel periodo di cui al precedente terzo comma, si applicheranno le misure previste dalla tabella per l’indennità del monomandatario. L’agente o rappresentante di commercio che intenda avvalersi della presente disposizione è tenuto ad esibire, al momento della cessazione del rapporto, le scritture contabili valide ai fini fiscali, dalle quali risulti il totale delle provvigioni complessivamente percepite in ciascuno degli anni presi a riferimento.

In caso di violazione del patto di non concorrenza, l’agente o rappresentante non ha diritto ad alcuna indennità e pertanto dovrà ; restituire al prepoonente gli importi eventualmente già percepiti a tale titolo. Egli dovrà inoltre corrispondere una penale di ammontare non superiore al 50% dell’indennità di cui alla Tabella allegata.

Ammontare totale dell’indennità

Anni di durata del rapporto Monomandato Plurimandato

(esclusiva per una sola ditta) (non esclusiva per una

sola ditta)

Oltre 10 anni 12 mensilità 10 mensilità

Oltre 5 e fino a 10 10 mensilità 8 mensilità

Fino a 5 anni 8 mensilità 6 mensilità

Chiarimento a verbale

Le Organizzazioni sindacali danno atto che la natura del compenso del patto di non concorrenza previsto dall’art. 1751 bis del codice civile è complementare per l’agente di commercio alla natura di indennità prevista dall’art. 1751 del codice civile.

Art. 15

(Trattamento di previdenza)

In relazione a quanto previsto dall’art. 12 dell’accordo economico 30 giugno 1938 e alle norme dettate dal regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Ente il 5 agosto 1998 e approvato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della programmazione economica il 24 settembre 1998, il trattamento di previdenza in favore degli agenti e rappresentanti, i cui rapporti siano regolati dal presente accordo, viene attuato mediante il versamento, da parte delle ditte, di un contributo del 5,75% sulle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante e da un pari contributo a carico dell’agente o rappresentante, che verrà trattenuto dalle ditte all’atto della liquidazione delle provvigioni stesse.

I contributi di cui sopra dovuti sulle provvigioni liquidate nell’anno nel limite di Euro 12.394,97, ovvero nel limite di Euro 21.691,19, se l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la sua attività per una sola ditta.

Il trattamento previdenziale di cui sopra non ha applicazione, a tutti gli effetti, nei casi in cui le attività di agenzia o rappresentanza commerciale siano esercitate da società per azioni o da società a responsabilità limitata.

Nell’ipotesi predetta le ditte mandanti sono però tenute al versamento di un contributo del 2% su tutte le provvigioni corrisposte, allo scopo di finanziare un Fondo di assistenza in favore degli agenti e rappresentanti.

Fino alla data del 30 giugno 1956 gli obblighi delle aziende per la previdenza si intendono integralmente soddisfatti, unitamente a quelli per l’indennità, per lo scioglimento del contratto, come previsto dall’art. 10, dalle competenze spettanti agli agenti e rappresentanti, in dipendenza del trattamento Enasarco, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30 giugno 1938 e successivi aggiornamenti.

Art. 16

(Iscrizione ENASARCO)

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti e rappresentanti all’Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio (Enasarco) entro 30 giorni dall’inizio del rapporto di agenzia e di rappresentanza.

I contributi di cui all’articolo precedente saranno versati alla Fondazione Enasarco con periodicità trimestrale, secondo la normativa vigente.

Anche gli importi maturati annualmente per l’indennità di cui all’art. 10, punto I), verranno accantonata presso l’Enasarco con le modalità stabilite nel regolamento di cui all’art. 23, a condizione che l’Istituto si impegni a riconoscere alle aziende un interesse del 4% annuo sulle somme accantonate nonché a rivalutare i conti individuali degli agenti

Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza dell’Enasarco e di quelle accantonate presso il FIRR, di competenza dell’anno precedente.

Art. 17

(Pattuizioni individuali)

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

Art. 18

(Controversie)

Le parti stipulanti si riservano di istituire una commissione nazionale paritetica per l’esame e la definizione delle controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente accordo.

Art. 19

(Procedure di conciliazione ed arbitrato)

Le parti stipulanti si riservano di definire procedure di conciliazione e arbitrato in sede di stesura completa dell’accordo economico collettivo e delle relative disposizioni regolamentari.

Fino al momento in cui non entreranno in vigore le nuove disposizioni, restano valide le disposizione contenute nell’art. 17 dell’accordo economico collettivo del 16 novembre 1988.

Arrt. 20

(Decorrenza e durata)

Il presente accordo entra in vigore il 1° aprile 2002, ferme restando le diverse decorrenze specificamente previste per determinati istituti, e scadrà il 31 marzo 2005, salvo quanto disposto dall’art. 21. Ove non venga disdetto in forma scritta da una delle parti con un preavviso di sei mesi, si intenderà rinnovato di anno in anno.

In caso di regolare disdetta, esso resterà in vigore fino a che non sia sostituito da un successivo accordo.

Art. 21

(Emanazione di norme di legge)

Art. 22

(Inscindibilità e incumulabilità)

Fermo restando quanto disposto dall’articolo precedente, le disposizioni del presente accordo relative alla indennità di scioglimento del contratto ed alla previdenza sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

Art. 23

(Regolamento indennità risoluzione fine rapporto)

Le parti si riservano di provvedere alla redazione di un apposito regolamento per l’accantonamento ed il versamento agli aventi diritto dell’indennità per la risoluzione del rapporto, di cui al capo I dell’art. 10.

Art. 24

(Versamento contributo associativo)

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega scritta, la casa mandante provvederà a trattenere sulle competenze dell’ agente o rappresentante l’importo della quota associativa e a versare detto importo su apposito conto corrente intestato alle Organizzazioni firmatarie, secondo le indicazioni contenute nella delega stessa.

La delega avrà valore fino a disdetta avanzata dall’agente o rappresentante, mediante raccomandata da indirizzare contestualmente all’ organizzazione sindacale di appartenenza e alla casa mandante.

Dichiarazione a verbale

Le organizzazioni stipulanti degli agenti e rappresentanti di commercio danno atto all’altra parte contraente che l’accordo economico sottoscritto in pari data rappresenta una disciplina normativa e previdenziale del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, che contempera le attuali possibilità della economia nazionale con le esigenze della categoria rappresentata.

Esse assumono pertanto impegno, anche in relazione alla norma di cui all’art. 21 dell’accordo, in caso di presentazione di progetti di legge sulla materia, di portare a conoscenza dei presentatori stessi questo loro apprezzamento sugli accordi raggiunti in campo sindacale, che essi considerano lo strumento più idoneo per la regolamentazione dei rapporti dei propri associati con le case mandanti.

Le parti stipulanti assumono altresì l’impegno di incontrarsi, su richiesta di una di esse, durante il periodo di vigenza del presente accordo, per esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonchè le situazioni di mercato, anche per i riflessi che possano determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio.


DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI DI CUI AGLI ARTT. 12 E 23 DELL’ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO DEL 20 MARZO 2002 PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE

Il giorno 20 marzo 2002, in Roma,

tra le stesse parti stipulanti che hanno sottoscritto in data odierna l’accordo che rinnova l’accordo economico collettivo 16 novembre 1988;

si è stipulato il presente accordo per provvedere alla redazione delle disposizioni regolamentari, di cui agli articoli 12 e 23 dell’accordo economico collettivo 20 marzo 2002, in sostituzione del regolamento stipulato con accordo del 16 novembre 1988.

Le seguenti disposizioni regolamentari hanno la stessa decorrenza e durata dell’accordo economico collettivo del 20 marzo 2002.

I.DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PER L’ACCANTONAMENTO DELLE SOMME DOVUTE A TITOLO DI INDENNITA’ PER LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE.

Art. 1

L’accantonamento delle somme dovute, ai sensi dell’articolo 10, capo I, dell’accordo economico collettivo del 20 marzo 2002, in caso di scioglimento del contratto di agenzia e rappresentanza commerciale, verrà effettuato in costanza di rapporto presso il "Fondo per la risoluzione del rapporto", gestito dall’Enasarco. Sull’ammontare delle somme versate dalle ditte l’Ente riconoscerà alle ditte medesime l’interesse annuo del 4 per cento.

Il Fondo provvede alla erogazione agli agenti e rappresentanti di commercio dei settori industriali e della cooperazione dell’indennità per la risoluzione del rapporto, di cui all’articolo 10, capo I, dell’A.E.C. 20 marzo 2002.

Art. 2

Le ditte tenute all’applicazione dell’accordo economico collettivo del 20 marzo 2002 hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti e rappresentanti al Fondo entro trenta giorni dall’inizio del rapporto di agenzia e rappresentanza, comunicando la data di inizio del rapporto stesso e le generalità dell’agente e rappresentante, opportunamente documentate da certificati anagrafici forniti dall’interessato, ed il relativo domicilio, specificando, quando l’agente o rappresentante sia una società per azioni, o in accomandita per azioni, o a responsabilità limitata, la denominazione di essa.

Le ditte sono tenute a comunicare la variazione del domicilio ed i dati anagrafici dell’agente o rappresentante in base ai documenti forniti dall’interessato.

Nel caso in cui l’agente o rappresentante sia una Associazione di fatto, una Società semplice, collettiva o in accomandita semplice, l’iscrizione di essa all’Ente deve essere effettuata dalla ditta mentre i dati relativi ai singoli soci e la precisazione delle percentuali dei versamenti da accreditare ad ognuno di essi debbono essere forniti a cura della Società agente o rappresentante.

I soci delle Società indicate nel comma precedente possono esercitare individualmente i diritti derivanti dall’iscrizione all’Ente, che darà comunicazione alla Società a cui l’interessato partecipa di tutti i provvedimenti adottati.

Le ditte comunicheranno all’Ente la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza entro un mese dalla cessazione stessa.

Art. 3

Le somme dovute a titolo di indennità per la risoluzione del rapporto sulle provvigioni e le altre somme liquidate nel corso di ogni anno solare (1° gennaio-31 dicembre) saranno trasmesse al Fondo entro il 31 marzo successivo.

Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale nel corso dell’anno solare, gli scaglioni di cui all’art. 10, capo I, dell’accordo economico collettivo del 20 marzo 2002 saranno ridotti in proporzione ai mesi di durata del rapporto nell’anno solare stesso.

I versamenti dovranno essere accompagnati con una distinta da cui risulti chiaramente la causale del versamento riferita a ciascun agente o rappresentante.

Qualora il versamento sia effettuato con vaglia postale o sul conto corrente posta dell’ENASARCO, debbono essere riportati sulla distinta gli estremi del bollettino postale.

La ricevuta dei versamenti viene rilasciata direttamente dall’Ente, a meno che essi non siano effettuati per vaglia postale o sul conto corrente postale dell’Ente stesso, nel qual caso le relative ricevute tengono luogo di quelle dell’Ente.

Gli obblighi derivanti all’Ente per effetto del versamento sorgono dalla data di ricezione dei singoli versamenti.

Il versamento al Fondo delle somme dovute esaurisce gli obblighi posti a carico delle ditte dall’art. 10, capo I, dell’accordo economico collettivo del 20 marzo 2002.

Art. 4

Le ditte che omettono l’iscrizione dei propri agenti o rappresentanti a norma del precedente art. 2 rimangono responsabili dei versamenti relativi alle provvigioni liquidate dall’inizio del rapporto fino alla data di iscrizione dell’agente o rappresentante all’Ente, gravati degli interessi di mora in misura pari al doppio del tasso ufficiale di riferimento, ma comunque non superiore al 20% annuo.

Sono altresì tenute alla corresponsione degli interessi di mora in misura pari a quella suddetta le ditte che effettuino il versamento oltre il termine previsto dal precedente art. 3.

La corresponsione degli interessi decorre dalla data in cui le somme avrebbero dovuto essere versate e viene effettuata su richiesta dell’Ente.

E’ tuttavia in facoltà dell’Ente di dispensare dal pagamento degli interessi di mora quando la mancata tempestiva iscrizione degli agenti o rappresentanti e il ritardo nel versamento dipenda obiettivamente da causa non imputabile alle ditte.

Art. 5

L’Ente istituisce nella gestione del " Fondo per l’indennità di risoluzione del rapporto" (FIRR) per ciascun agente o rappresentante un conto individuale, in cui annota i versamenti effettuati dalle ditte sotto la data dell’avvenuta ricezione di essi.

Su detti conti individuali devono essere annotati gli accreditamenti derivanti dall’attribuzione annuale degli utili netti della gestione o da altre cause, nonché gli eventuali addebiti posti a carico dell’agente o rappresentante. Su tali conti verranno altresì accreditati gli interessi del 4% di cui all’art. 1, dedotta la quota utilizzata dall’Ente per la copertura delle spese di stipulazione e gestione della polizza assicurativa per infortunio e ricovero ospedaliero, di cui all’art. 12 dell’accordo economico collettivo.

Gli utili netti di cui al comma precedente verranno ripartiti sui singoli conti individuali in misura percentuale pari all’incidenza dell’utile stesso sull’importo complessivo dei singoli conti individuali risultante al 31 dicembre dell’anno precedente.

Art. 6

L’Ente, all’atto della istituzione del primo conto di ciascun agente o rappresentante, rilascia all’interessato un certificato di iscrizione.

Nel trimestre successivo alla data di approvazione del bilancio consuntivo di ciascun esercizio finanziario, l’Ente trasmette a ciascun iscritto un riepilogo dei conti ad esso intestati nella gestione "Indennità per la risoluzione del rapporto" da cui risultino, in relazione a ciascuna ditta mandante, i versamenti accreditati alla data di chiusura dell’esercizio stesso, comprensivi degli utili e degli interessi accreditati, ai sensi del precedente art. 5.

Entro la stessa data l’Ente provvederà ad inviare alle ditte un estratto conto delle somme versate per l’indennità di risoluzione del rapporto ed a comunicare l’ammontare degli interessi di cui al precedente art. 1, di spettanza delle case mandanti, ma accreditati sui conti individuali degli agenti e rappresentanti.

Trascorsi tre mesi dall’invio del riepilogo, ove non pervengano reclami, esso si intende approvato dagli interessati.

Art. 7

L’Ente liquiderà all’agente o rappresentante le somme accantonate a suo nome entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di cessazione del rapporto di agenzia, fermo restando che le somme non ancora accantonate al Fondo verranno corrisposte all’agente o rappresentante direttamente dalla casa mandante.

Nel caso in cui il rapporto di agenzia sia cessato per una delle cause di particolare gravità imputabili all’agente o rappresentante, previste dall’art. 10, capo I, comma secondo, dell’accordo economico collettivo 20 marzo 2002 (ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente; concorrenza sleale o violazione del vincolo di esclusiva per una sola ditta), le somme a titolo di indennità risoluzione rapporto non verranno liquidate all’agente, ma restituite alla casa mandante su richiesta della stessa.

La ditta, per ottenere il rimborso delle somme di cui trattasi, dovrà trasmettere all’Ente, entro trenta giorni dalla cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza commerciale, una dichiarazione, sottoscritta anche dall’agente, che attesti la causa di cessazione del rapporto.

In caso di controversia tra le parti sulla causa di cessazione del rapporto, l’Ente liquiderà le somme di cui trattasi ad esito del componimento della controversia, in via giudiziaria o stragiudiziale.


Art. 8

Le somme disponibili nel Fondo indennità risoluzione rapporto a seguito degli accantonamenti effettuati dalle case mandanti in applicazione della presente normativa verranno impiegate secondo piani di investimento deliberati annualmente dal Consiglio di Amministrazione dell’Enasarco, sentito il parere di un Comitato paritetico formato dai rappresentanti delle Organizzazioni congiuntamente stipulanti il presente accordo economico collettivo.

Le forme di impiego sono le seguenti:

a)titoli di Stato o garantiti dallo Stato;
b)annualità dovute dallo Stato;
c)cartelle o titoli equiparati emessi dagli Istituti esercenti il credito fondiario;
d)depositi fruttiferi presso Istituti di credito di notoria solidità;
e)mutui a Istituti per le case popolari e alle cooperative edilizie sovvenzionate dallo Stato, mutui a cooperative edilizie di iscritti all’Ente;
f)f) beni immobili, liberamente disponibili;
g)mutui ipotecari.

Gli investimenti diversi dall’acquisto di titoli di Stato devono in ogni caso garantire un utile superiore a quello che si ricaverebbe dall’acquisto di essi.

In ogni caso deve essere destinata a depositi sui conti di cui al punto d), la percentuale dei fondi di ciascun anno ritenuta necessaria, dal Consiglio di Amministrazione, per assicurare in ogni momento la disponibilità delle somme per le liquidazioni spettanti agli agenti.

II – DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PER LA STIPULAZIONE DELLA POLIZZA ASSICURATIVA DI INFORTUNIO E RICOVERI OSPEDALIERI

In relazione a quanto stabilito dall’art. 12 dell’accordo economico collettivo, valgono le seguenti disposizioni regolamentari per la stipulazione della polizza assicurativa da parte dell’Enasarco.

1)Persone assicurate

2)Oggetto dell’assicurazione

a)in caso di morte: liquidazione di Euro 40.000,00

b) in caso di invalidità permanente totale o comunque superiore all’80%: liquidazione di Euro 50.000,00

3)Adempimenti delle parti

4)Cumulabilità

5)Finanziamento

ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO
26 FEBBRAIO 2002

PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE
DEL SETTORE DEL COMMERCIO

L’anno 2002, il giorno 26 del mese di febbraio

tra

la Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo e dei Servizi, in rappresentanza delle Associazioni dei Commercianti ad essa aderenti, rappresentata dal Presidente Sergio Billè, con l’assistenza del responsabile del settore relazioni sindacali Luigi De Romanis, e Ilaria Di Croce

la Confcooperative settore Commercio rappresentata da Bruno Galli, Ferruccio Pelos, Sabina Valentini.

e

la F.N.A.A.R.C., Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio, rappresentata dal suo Presidente Adalberto Corsi, dai Vice Presidenti Alberto Ulivi, Egidio Casorati, Ferdinand Less, Gabriele Mazzanti, dai componenti della Giunta Esecutiva Giuseppe Corbetta, Antonio Franceschi, Sergio Mercuri, Giuseppe Stefanini, assistiti dal responsabile delle relazioni sindacali Luigi Strazzella

la Federazione Italiana Sindacati addetti ai Servizi Commerciali affini e del Turismo (F.I.S.A.S.C.A.T. – C.I.S.L.), rappresentata dal Segretario Generale Gianni Baratta, assistito da Salvatore Falcone;

l’Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio e Servizi (U.I.L.Tu.C.S..-.U.I.L.), rappresentata dal Segretario Generale Brunetto Boco, dal Segretario Nazionale Emilio Fargnoli, assistiti da Gianfranco Tusini e Luigi Magnani;

la FILCAMS-Cgil, rappresentata dal rappresentate del settore agenti di commercio Massimo Nozzi;

la Federazione Italiana Agenti e Rappresentanti di Commercio (F.I.A.R.C. – CONFESERCENTI), rappresentata dal Presidente Carlo Massaro, dai Vice Presidenti Andrea Parrini, Domenica Cominci, Luigi Lupi, Antonino Marcianò, Salvatore Sciliberto, dal membro di giunta Enrico Guida, assistiti dal Segretario Nazionale Elvira Massiniano;

l’Unione Generale del Lavoro (U.G.L.), rappresentata dal responsabile federale, Renata Polverini, assistita dal coordinatore nazionale Marco Pepe;

l’Usarci (Unione Sindacati Agenti e Rappresentati di commercio), rappresentata dal Presidente Ciano Donadon, dal Segretario Nazionale Antonello Marzolla e da Massimiliano Baldini.


Visto

l’Accordo Economico Collettivo 9 giugno 1988

l’Accordo Economico Collettivo 27 novembre 1992

si è stipulato

il presente Accordo Economico Collettivo per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le Case mandanti commerciali ed i rispettivi Agenti e Rappresentanti di Commercio, composto di 21 articoli, di 5 tabelle, letti, approvati e sottoscritti dalle parti contraenti.

Premessa

Le parti stipulanti, con il presente Accordo Economico Collettivo, intendono realizzare una disciplina normativa corrispondente alle peculiarità del rapporto di agenzia, nonché alle caratteristiche delle imprese commerciali e dei servizi.

Sotto questo profilo manifestano il comune interesse a sviluppare corrette relazioni sindacali e contrattuali, consapevoli dell’importanza che il settore commerciale riveste nell’economia del Paese e del ruolo svolto dagli agenti e rappresentanti di commercio, in un mercato distributivo reso ancora più complesso dalla difficile congiuntura economica, quali collaboratori indispensabili per le loro caratteristiche funzionali e professionali.

La Confederazione del commercio, nell’affermare la sua piena autonomia contrattuale, accoglie la richiesta di parte sindacale per incontri annuali a livello nazionale con le OO.SS. degli agenti stipulanti il presente AEC, intesi ad esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonché le situazioni di mercato anche per i riflessi che possono determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali degli agenti.

Su richiesta di una delle parti, tali incontri potranno avvenire anche per singoli settori merceologici.

Art 1. – Definizioni

Il contratto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le case mandanti commerciali (in seguito denominate "ditte") e gli agenti e rappresentanti di commercio è disciplinato dalle norme contenute nel presente Accordo Economico Collettivo.

Agli effetti del presente Accordo e in conformità agli artt. da 1742 a 1752 del Codice Civile, indipendentemente dalla qualifica o denominazione utilizzata dalle parti:

a) è "agente di commercio" chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona;

b) è "rappresentante di commercio" chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata zona.

L’agente o rappresentante esercita la sua attività in forma autonoma ed indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai sensi dell’art. 1746 del Codice Civile senza obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’art. 1746 Codice Civile devono tener conto dell’autonomia operativa dell’agente o rappresentante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione della sua attività.

Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio delle attività di cui al secondo comma del presente articolo, salvo le eccezioni espressamente previste nell’accordo stesso, nonché a coloro che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere merci esclusivamente a privati consumatori.

Le norme contenute nel presente accordo si applicano anche ai contratti a tempo determinato, in quanto compatibili con la natura del rapporto con esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso.

Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, la casa mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o alla proroga del mandato.

Dichiarazione a verbale

Il presente Accordo trova applicazione anche per gli agenti e rappresentanti di commercio operanti in "tentata vendita" a condizione che vengano rispettati i principi di autonomia ed indipendenza nello svolgimento dell’attività e che non siano previsti obblighi di orario di lavoro e di itinerari predeterminati.

Art. 2 – Zona di attività

Salvo diverse intese tra le parti, la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio, di più agenti o rappresentanti, né l’agente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza tra di loro.

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo espresso patto di esclusiva per una sola ditta (vale a dire rapporto di monomandato), all’assunzione da parte dell’agente o rappresentante dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra loro.

All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante debbono essere precisati per iscritto in un unico documento, oltre al nome delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle provvigioni e/o dei compensi e la durata, quando non sia a tempo indeterminato, nonché l’esplicito riferimento alle norme dell’Accordo Economico Collettivo in vigore e successive modificazioni.

Le variazioni di zona e/o di prodotti e/o di clienti e/o della misura delle provvigioni esclusi i casi di lieve entità, (intendendo per lieve entità le riduzioni comprese tra 0 e 5% del valore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno precedente la variazione, ovvero nei 12 mesi antecedenti la variazione qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero) possono essere realizzate previa comunicazione scritta all’agente o rappresentante da darsi almeno 2 mesi prima (ovvero 4 mesi prima per gli agenti e rappresentanti che operano in forma di monomandatari) salvo accordo scritto tra le parti per una diversa decorrenza del preavviso. Qualora le variazioni di zona e/o di prodotti e/o di clienti e/o della misura delle provvigioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto (intendendo per variazione sensibile le riduzioni superiori al 20% del valore delle provvigioni di competenza dell’agente nell’anno precedente la variazione ovvero nei 12 mesi antecedenti la variazione qualora l’anno precedente non sia stato lavorato per intero), il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto.

Qualora l’agente o rappresentante comunichi, entro 30 giorni di non accettare le variazioni che modificano sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.

Resta inteso inoltre che l’insieme delle variazioni di lieve entità apportate in un periodo di 12 mesi antecedenti l’ultima variazione, sarà ; da considerarsi come una unica variazione, per l’applicazione del presente articolo 2, sia ai fini della richiesta di preavviso di 2 o 4 mesi, sia ai fini della possibilità di intendere il rapporto cessato ad iniziativa della casa mandante.

Chiarimento a verbale

In relazione a quanto previsto dal 1° e 2° comma del presente articolo, le parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza quando l’incarico conferito all’agente o rappresentante riguardi generi di prodotti che per foggia, destinazione e valore d’uso siano diversi e infungibili tra di loro.

Art. 3 – Diritti e doveri dell’agente

L’agente o rappresentante deve assolvere gli obblighi inerenti all’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta.

Nell’esecuzione dell’incarico l’agente o rappresentante deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e buona fede. In particolare, deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità delle istruzioni ricevute e fornire al preponente le informazioni riguardanti le condizioni del mercato della zona assegnatagli, ed ogni altra informazione utile per valutare la convenienza dei singoli affari. E’ nullo ogni patto contrario.

Il contratto potrà prevedere l’addebito totale o parziale del valore del campionario all’agente o rappresentante, in caso di mancata o parziale restituzione o di danneggiamento, non derivante dal normale utilizzo.

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta né di concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

Qualora gli venga conferito l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, questa ultima stabilirà separatamente dalle competenze la provvigione di incasso. L’obbligo di stabilire la provvigione di cui trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga la sola attività di recupero degli insoluti.

Il preponente è tenuto a fornire all’agente o rappresentante le notizie utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato, nonché ad avvertirlo senza indugio qualora ritenga di non poter evadere totalmente o parzialmente le proposte d’ordine.

Il preponente, nei rapporti con l’agente, deve agire con lealtà e buona fede.

Egli deve mettere a disposizione dell’agente o rappresentante la documentazione necessaria, relativa ai beni e/o servizi trattati, e fornire all’agente o rappresentante le notizie necessarie per l’esecuzione del contratto: in particolare avvertire l’agente entro un termine ragionevole, non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi. Il preponente deve inoltre informare l’agente, entro un termine ragionevole, dell’accettazione o del rifiuto e della mancata esecuzione di un affare procuratogli.

Art. 4 – Provvigioni

Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione, determinata di norma in misura percentuale, quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento.

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva nella zona affidatagli gli affari di una ditta ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima senza il suo intervento, sempreché rientranti nell’ambito del mandato conferito.

L’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi anche dopo lo scioglimento del contratto, o dopo la sospensione del contratto in caso di malattia e/o gravidanza, se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente, o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’attività da lui svolta; in tali casi la provvigione è dovuta solo all’agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti.

Le parti convengono che l’agente avrà diritto alle relative provvigioni nei tempi e nei modi fissati dall’articolo 1748 cod. civ., che si intende integralmente ed inderogabilmente richiamato (1)

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta concordati per condizioni di pagamento.

Quando la consegna della merce o la fornitura del servizio venga effettuata in una zona diversa da quella in cui è stato concluso l’affare, la provvigione compete all’agente che abbia effettivamente promosso l’ affare, salvo diverso accordo fra le parti.

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile, o di svolgere attività complementari e/o accessorie rispetto a quanto previsto dagli artt. 1742 e 1746 Cod. Civ., ivi comprese quelle di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché siano specificate nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale.

In qualsiasi caso di insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo della provvigione sulla quota soluta, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza. Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15% del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla quota soluta.

La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per cause imputabili al preponente.

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(1) Art. 1748

(Diritti dell’agente)

Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente ha diritto alla provvigione quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento.

La provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l’agente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito.

L’agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’attività da lui svolta; in tali casi la provvigione è dovuta solo all’agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti.

Salvo che sia diversamente pattuito, la provvigione spetta all’agente dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il terzo. La provvigione spetta all’agente, al più tardi, inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico.

Se il preponente e il terzo si accordano per non dare, in tutto o in parte, esecuzione al contratto, l’agente ha diritto, per la parte ineseguita, ad una provvigione ridotta nella misura determinata dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equità.

L’agente è tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nella ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il preponente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente. E’ nullo ogni patto più sfavorevole all’agente.

L’agente non ha diritto al rimborso delle spese di agenzia.

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N.B.: Articolo modificato dall’art. 2, D.Lgs. 10 settembre 1991, n. 303 e successivamente così sostituito dall’art. 3, D.Lgs. 15 febbraio 1999, n. 65.

In deroga ai principi stabiliti nei commi precedenti, ai soli fini del diritto alle provvigioni, le proposte d’ordine non confermate per iscritto dal preponente entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle proposte stesse si intendono accettate.

Salvo diverso accordo tra le parti, in luogo della conferma di cui al comma precedente, il preponente entro lo stesso termine può comunicare per iscritto all’agente o rappresentante il rigetto totale o parziale dell’ordine ovvero la necessità di una proroga del termine.

Art. 5 – Spese

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese connesse con l’esercizio dell’attività svolta ai sensi dell’art. 1 del presente accordo, salvo patto contrario.

Il patto in contrario non potrà determinare il rimborso di spese o concorso alle spese in forma percentuale.

Art. 6 – Liquidazione delle provvigioni

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni trimestre.

Entro trenta giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché ; il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle vigenti norme fiscali. Qualora l’agente o rappresentante non sollevi contestazioni entro trenta giorni dal ricevimento del conto, questo si intenderà definitivamente approvato. In caso di contestazione, la ditta verserà le eventuali ulteriori somme non oltre trenta giorni dalla definizione della controversia.

Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre quindici giorni rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in misura pari al tasso ufficiale di sconto.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite dell’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Qualora all’atto del conferimento del mandato sia stata pattuita la possibilità per l’agente o rappresentante di richiedere anticipi provvigionali, gli stessi potranno essere pagati nella misura del 50% della provvigione per gli affari che prevedono l’esecuzione da parte del compratore non oltre 90 giorni, e nella misura del 35% per gli affari che prevedono l’esecuzione da parte del compratore oltre 90 giorni.

Art. 7 – Patto di non concorrenza

In attuazione di quanto previsto dall’articolo 1751 bis c.c. compete il pagamento di una indennità non provvigionale, a fronte del patto di non concorrenza post contrattuale, quando sia inserito nel singolo incarico di agenzia. Tale indennità è calcolata secondo le modalità di seguito indicate.

a) La base di calcolo dell’indennità è costituita dalla media delle provvigioni spettanti nei cinque anni antecedenti alla cessazione del rapporto, ovvero dalla media delle provvigioni spettanti nel corso del rapporto, in caso lo stesso abbia avuto durata inferiore a cinque anni.

b) Il valore di cui alla lettera a) andrà diviso per ventiquattro e corrisposto in ragione di tanti ventiquattresimi quanti sono i mesi di durata del patto di non concorrenza.

Per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di monomandatari l’ importo come sopra individuato verrà corrisposto per intero nel caso in cui il rapporto abbia avuto durata superiore a cinque anni. Per i rapporti di durata compresa tra zero e cinque anni l’indennità verrà corrisposta nella misura dell’85% (ottantacinque per cento ).

Per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di plurimandatario la base di calcolo di cui alla lettera a) del presente articolo è ridotta del 20% (venti per cento).

Il valore così ottenuto verrà corrisposto, in tal caso, nelle seguenti misure percentuali:

- 50% (cinquanta per cento) per i rapporti di durata compresa tra 0 e 5 anni;

- 75% (settantacinque per cento) per i rapporti di durata compresa tra 5 e 10 anni;

- 100% (cento per cento) per i rapporti di durata superiore a 10 anni.

Ai soli fini del calcolo dell’indennità prevista a fronte del patto di non concorrenza post contrattuale, si considerano come monomandatari anche gli agenti di commercio operanti come plurimandatari, per i quali il mandato cessato valga almeno l’80% (ottanta per cento) del monte provvigionale di spettanza dell’agente o rappresentante da tutte le case mandanti in ciascuno dei due anni antecedenti la chiusura del rapporto. L’agente o rappresentante di commercio che intende avvalersi di quanto previsto al presente comma è tenuto ad esibire, al momento della cessazione del rapporto, le scritture contabili valide ai fini fiscali, dalle quali risulti il totale delle provvigioni complessivamente percepite in ciascuno degli anni di riferimento.

Le disposizioni previste dal presente articolo si applicano ad agenti e rappresentanti operanti in forma individuale, in forma di società di persone, in forma di società di capitali con un unico socio, nonché alle s.r.l. con due o più soci.

Nota a verbale 1

Le parti stipulanti precisano e ribadiscono che non è loro volontà ; estendere la parificazione all’agente monomandatario, di cui al penultimo comma del presente articolo, per situazioni diverse da quella ivi prevista, escludendo espressamente qualunque ulteriore conseguenza ai fini fiscali, previdenziali, economici e normativi.

Nota a verbale 2

Le parti si danno atto che le disposizioni di cui al presente articolo decorrono dal 1° giugno 2001

Art. 8 – Malattia e infortunio

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che costituisca causa di impedimento nell’espletamento del mandato affidatogli, il rapporto di agenzia o rappresentanza, a richiesta della ditta oppure dell’agente o rappresentante interessato, resterà sospeso per la durata massima di sei mesi dall’inizio della malattia o dalla data dell’infortunio, e pertanto la ditta non potrà per tale periodo procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza o a dare ad altri l’incarico ad esercitarlo. Il titolare del mandato di agenzia o rappresentanza, ammalato od infortunato, deve consentire, nel corso del predetto periodo, che la ditta, o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri, e non ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo stesso, salvo pattuizioni individuali più favorevoli.

A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale, o che siano soci illimitatamente responsabili di società di persone (S.N.C. e S.A.S.) aventi per oggetto esclusivo o prevalente l’esercizio dell’attività di agenzia e di rappresentanza commerciale si provvederà alla stipulazione di una polizza assicurativa, tramite la Fondazione ENASARCO, per coprire i rischi derivanti da infortunio, e/o ricovero ospedaliero.

La polizza sarà stipulata dalla Fondazione ENASARCO secondo le condizioni ed i limiti delle disposizioni regolamentari di seguito indicate, che formano parte integrante del presente articolo, e garantirà il trattamento di seguito indicato, indipendente ed aggiuntivo rispetto a quello eventualmente erogato dalla Fondazione ENASARCO con propria assicurazione:

a) in caso di morte per infortunio: liquidazione di un capitale di L.80.000.000 (ottantamilioni);

b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio: liquidazione di un capitale di L.100.000.000 (centomilioni). Tale importo sarà proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità inferiore all’80% (ottanta per cento), in relazione alla percentuale riconosciuta secondo la tabella INAIL ed a partire dal 6% (sei per cento);

c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti diagnostici, ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per intervento chirurgico o a ricovero per infortunio: corresponsione di una diaria giornaliera di L. 25.000 (venticinquemila) dal primo giorno di degenza e fino a un massimo di 60 giorni per anno assicurativo, fatta salva la decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la diaria stessa.

Gli oneri per la stipulazione e la gestione della presente polizza da parte della Fondazione ENASARCO restano a carico delle ditte mandanti e sono coperti con l’utilizzo di una quota parte dell’interesse del 4 per cento di spettanza delle case mandanti di cui all’art. 13 del presente accordo.

Art. 9 Gravidanza e Puerperio

In caso di gravidanza e puerperio dell’agente o rappresentante, il rapporto resterà sospeso ad ogni effetto, su richiesta dell’agente o rappresentante, per un periodo massimo di 8 (otto) mesi, all’interno dei quali deve considerarsi la data del parto, intendendosi che durante tale periodo la casa mandante si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto. Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o rappresentanza ovvero a darne ad altri l’incarico di esercitarlo.

Resta inteso che per gli affari prodotti durante tale periodo l’agente o rappresentante non avrà diritto alla provvigione, tranne che per quegli ordini pervenuti durante tale periodo grazie all’attività in precedenza svolta dall’agente o rappresentante di commercio.

Art. 10 – Preavviso

In caso di risoluzione di un rapporto a tempo indeterminato da parte della casa mandante, la stessa dovrà darne comunicazione scritta all’agente o rappresentante di commercio, con un preavviso della seguente misura:

a) Agente o rappresentante operante in forma di plurimandatario:

- 3 mesi per i contratti di durata da 0 a 3 anni

- 4 mesi per i contratti di durata da 0 a 4 anni iniziati

- 5 mesi per i contratti di durata da 0 a 5 anni iniziati

- 6 mesi per i contratti di durata superiore a 6 anni .

b) Agente o rappresentante operante in forma di monomandatario:

- 5 mesi per i contratti di durata da 0 a 5 anni iniziati

- 6 mesi per i contratti di durata compresa fra 6 e 8 anni iniziati

- 8 mesi per i contratti di durata superiore a 8 anni.

In caso di risoluzione del rapporto da parte dell’agente o rappresentante il preavviso sarà pari a cinque mesi, per agenti operanti in forma di monomandatario ed a tre mesi per agenti operanti in forma di plurimandatario.

Ai fini del computo della misura del preavviso dovuto, si farà riferimento alla durata complessiva del contratto intendendosi il periodo intercorso dalla stipula dello stesso sino al momento di ricevimento della comunicazione di recesso.

Le parti convengono che la scadenza del periodo di preavviso possa coincidere con uno qualsiasi dei giorni di calendario, in rapporto alla data di effettiva ricezione della comunicazione di recesso e comunque nel rispetto della durata del preavviso di cui ai commi che precedono.

Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine, con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni di competenza dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) precedente quanti sono i mesi di preavviso dovuti. In caso di esonero da una parte di preavviso la parte recedente corrisponderà all’altra una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni di competenza dell’anno solare precedente (1° gennaio – 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso non effettuati. Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente saranno conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici mesi di riferimento.

Ove più favorevole, la media retributiva per la determinazione dell’indennità sostitutiva di preavviso, sarà calcolata sui dodici mesi immediatamente precedenti la comunicazione di recesso.

Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore ai dodici mesi, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso.

La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere l’indennità ; sostitutiva, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta comunicazione.

L’indennità sostitutiva del preavviso va computata su tutte le somme corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche a titolo di rimborso o concorso spese o di premio.

Durante la prestazione del periodo di preavviso il rapporto decorre regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

Art. 11 – Indennità di fine rapporto

All’atto della risoluzione del contratto a tempo indeterminato sarà corrisposta dalla ditta all’agente o rappresentante una indennità secondo le disposizioni dei seguenti artt. 12 – 13

Le parti si danno atto che con i versamenti di cui ai successivi articoli è assolto ogni obbligo gravante sulle case mandanti in virtù dell’art. 1751 c.c.

Art. 12 – Indennità di fine rapporto

Con la presente normativa le parti intendono dare piena ed esaustiva applicazione all’art. 1751 Codice Civile, anche in riferimento alle previsioni dell’art. 17 della Direttiva CEE 86/653, individuando modalità e criteri applicativi. particolarmente per quanto attiene alla determinazione in concreto della misura dell’indennità in caso di cessazione del rapporto.

A tal fine si conviene che l’indennità in caso di cessazione del rapporto sarà composta da tre emolumenti:

- il primo, denominato Indennità di risoluzione del rapporto, viene riconosciuto all’agente o rappresentante anche se non ci sia stato da parte sua alcun incremento della clientela e/o del fatturato, e risponde principalmente al criterio dell’equità;

- il secondo, denominato Indennità suppletiva di clientela, sarà riconosciuto ed erogato all’agente o rappresentante secondo le modalità di cui al successivo capo II. Anche tale emolumento risponde al principio di equità, e non necessita per la sua erogazione della sussistenza della prima condizione indicata nell’art. 1751, I comma, Codice Civile;

- il terzo, denominato "Indennità meritocratica" risponde ai criteri indicati dall’art. 1751 del Codice Civile, relativamente alla sola parte in cui prevede come presupposto per l’erogazione l’aumento del fatturato con la clientela esistente e/o l’acquisizione di nuovi clienti.

L’indennità in caso di cessazione del rapporto, di cui ai successivi capi II e III sarà computata sulle provvigioni e le altre somme, comunque denominate, per le quali è sorto il diritto al pagamento in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse somme non sono state interamente corrisposte al momento della chiusura del rapporto.

In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità stessa sarà corrisposta agli eredi.

L’indennità di risoluzione del rapporto è dovuta anche in caso di invalidità permanente e totale dell’agente o rappresentante, originata sia da infortunio, sia da malattia.

I) Indennità di risoluzione del rapporto.

All’atto della cessazione del rapporto, spetta all’agente o rappresentante una indennità, calcolata sulla base delle provvigioni maturate e liquidate fino al momento della cessazione stessa, secondo le misure di seguito riportate:

L’indennità di risoluzione del contratto a tempo indeterminato è stabilita nella misura del 3% dell’ammontare delle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante nel corso del contratto, nei seguenti limiti:

A decorrere dal 1° gennaio 1959 l’indennità per scioglimento del contratto a tempo indeterminato è stabilita nella misura dell’ 1 % dell’intero ammontare delle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante, e integrata nelle misure e nei limiti sotto indicati:

Per gli agenti e/o rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i limiti di L. 12.000.000 e L. 18.000.000 sono elevati, rispettivamente a L. 24.000.000 (ventiquattromilioni) e L. 36.000.000 (trentaseimilioni).

Agli effetti dell’accantonamento obbligatorio del F.I.R.R. presso la Fondazione ENASARCO saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso, concorso spese o di premio.

I versamenti di cui alle lettere a), b), c), d), ed e) previsti nel presente capo I sono riassunti nelle tabelle A, B, C, D, ed E, annesse al presente Accordo a titolo di chiarimento per facilitare i relativi calcoli.

Da tale indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente compiuti dal preponente in aggiunta al trattamento di previdenza previsto dal presente accordo.

L’indennità di cui al presente capo I non sarà riconosciuta nelle ipotesi di scioglimento del rapporto ad iniziativa della casa mandante motivata da una delle fattispecie sotto elencate:

- ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente;

- concorrenza sleale ovvero, per i monomandatari, violazione del vincolo di esclusiva per una sola ditta.

Le somme di cui sopra verranno obbligatoriamente accantonate anno per anno nell’apposito fondo costituito presso la Fondazione Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari allegate al presente accordo; nel medesimo regolamento saranno altresì dettate le procedure per il riaccredito in favore della casa mandante degli importi eventualmente già ; accantonati al Fondo stesso, ma non più spettanti all’agente per il verificarsi di una delle ipotesi di decadenza come sopra riportate.

In attesa dell’entrata in vigore delle disposizioni regolamentari di cui al comma precedente, l’agente o rappresentate, ove ricorra una delle ipotesi previste al comma 6 del presente capo 1, è tenuto a rimborsare direttamente l’azienda mandante per un importo equivalente a quanto maturato a titolo di indennità di risoluzione del rapporto.

Nell’ipotesi di cessione a terzi – operata dall’agente ai sensi di un accordo con il preponente – del contratto di agenzia o rappresentanza e dei diritti ed obblighi dallo stesso derivanti, le somme di cui al presente punto non saranno dovute all’agente o rappresentante cedente. Qualora l’ accordo di cessione preveda il subentro di un altro agente o rappresentante, gli importi in parola per il periodo pregresso – fatti oggetto di apposita quantificazione e dichiarazione – saranno accreditati sul conto individuale dell’agente o rappresentante subentrante ed a questi riconosciuti, se del caso, all’atto della cessazione definitiva del rapporto. Le norme regolamentari allegate al presente accordo dovranno tenere conto dell’ ipotesi di cessione in rapporto ai meccanismi di accantonamento all’ Enasarco.

(tale ultima previsione deve essere scritta negli Accordi regolamentali).

Dichiarazione a verbale

Le parti firmatarie del presente accordo economico collettivo si impegnano a costituire una commissione per lo studio di eventuali impieghi alternativi del FIRR (Fondo indennità risoluzione rapporto), ferma restando l’ obbligatorietà di accantonamento della indennità risoluzione rapporto presso la Fondazione Enasarco.

II Indennità suppletiva di clientela

Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’Agente o Rappresentante, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’Agente o Rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di cui al precedente capo I, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni per le quali è sorto il diritto al pagamento per tutta la durata del rapporto in favore dell’agente o rappresentante, anche se le stesse somme non sono state interamente corrisposte al momento della cessazione del rapporto.

Per gli affari conclusi successivamente al 1° gennaio 1989 l’indennità suppletiva di clientela verrà calcolata nel modo seguente: (1)

c) 4% (quattro per cento) sulle provvigioni maturate negli anni successivi.

L’indennità suppletiva di clientela sarà altresì corrisposta – sempre che il rapporto sia in atto da almeno un anno – in caso di dimissioni dell’agente dovute a sua invalidità permanente e totale o per conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO, nonché in caso di decesso. In quest’ultimo caso, l’indennità predetta verrà corrisposta agli eredi legittimi o testamentari.

Qualora la casa mandante non corrisponda l’indennità di clientela per fatto imputabile all’agente o rappresentante, ne darà motivazione nella lettera di revoca.

Agli effetti della liquidazione dell’indennità suppletiva di clientela saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso o di concorso spese o di premio.

Ai fini dell’indennità di cui al presente articolo si considera a tempo indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Dichiarazione a verbale ai capi I e II

In relazione a quanto previsto dal 3° comma dell’articolo 1751 c.c. e alle disposizioni pattuite nell’ AEC 27 novembre 1992 le parti si danno atto che gli importi maturati a titolo di indennità di risoluzione del rapporto e di indennità suppletiva di clientela sono riconosciuti all’agente o rappresentante anche nel caso in cui eccedano complessivamente il valore massimo previsto dal 3° comma dell’articolo 1751 c.c., citato.

(1)

Per il periodo 1° gennaio 1977 – 31 dicembre 1988 il calcolo dell’indennità suppletiva di clientela viene effettuato sulla base del seguente articolo 14, primo comma dell’AEC 24 giugno 1981:

“Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o

rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di cui al precedente art. 10, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate per tutta la durata del rapporto di agenzia e relative comunque ad affari conclusi successivamente al primo gennaio 1977 nel modo seguente:

a) 3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi 3 (tre) anni di durata del rapporto di agenzia;

b) 3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate negli anni successivi”.

III) Indennità "meritocratica" aggiuntiva all’ Indennità di risoluzione del rapporto e all’Indennità suppletiva di clientela

In aggiunta a quanto disposto al capo I (Indennità di risoluzione del rapporto) ed al capo II (Indennità suppletiva di clientela) le parti stipulanti il presente accordo prevedono la corresponsione di una indennità meritocratica nel solo caso in cui l’importo complessivo di indennità di risoluzione del rapporto ed indennità suppletiva di clientela sia inferiore al valore massimo previsto dal terzo comma dell’articolo 1751 cod. civ., e ricorrano le condizioni per cui l’ agente al momento della cessazione del rapporto abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti. L’indennità "meritocratica" aggiuntiva spetta, in tal caso, in misura non superiore alla differenza tra la somma di indennità di risoluzione del rapporto ed indennità suppletiva di clientela ed il valore massimo previsto dal terzo comma dell’ ;articolo 1751 cod. civ., secondo il seguente criterio:

a) Rapporti di agenzia o rappresentanza di durata superiore a dieci anni

- Verrà determinato il valore iniziale calcolando la media delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi 3 (tre) anni di durata del rapporto.

- Verrà determinato il valore finale calcolando la media delle provvigioni nei 3 (tre) anni antecedenti la chiusura del rapporto (intendendo il valore delle provvigioni nei 36 mesi antecedenti la chiusura del rapporto).

b) Rapporti di agenzia o rappresentanza di durata da tre a dieci anni

- Verrà determinato il valore iniziale calcolando la media delle provvigioni di competenza dell’agente o rappresentante nei primi 2 (due) anni di durata del rapporto.

- Verrà determinato il valore finale calcolando la media delle provvigioni nei 2 (due) anni antecedenti la chiusura del rapporto (intendendo il valore delle provvigioni nei 24 mesi antecedenti la chiusura del rapporto).

- Verrà determinato il valore iniziale calcolando il valore delle provvigioni del primo trimestre di operatività del mandato, moltiplicato per quattro.

- Verrà determinato il valore finale calcolando il valore delle provvigioni dei 12 mesi antecedenti la chiusura del rapporto.

Sull’importo ottenuto sottraendo dal valore finale il valore iniziale, aggiornato sulla base dell’indice ISTAT del costo della vita per le famiglie di operai e impiegati, si applicheranno le seguenti percentuali:

1% in caso di incremento fino al 33%

2% in caso di incremento superiore al 33% e fino al 66%

3% in caso di incremento superiore al 66%

Dichiarazione a verbale

Le parti confermano che le presenti disposizioni in materia di trattamento di cessazione del rapporto di agenzia sono applicative della Direttiva CEE 86/653 e dell’art. 1751 c.c., ne rispettano la lettera e lo spirito così come perseguito dal legislatore comunitario e nazionale.

Art. 13 – Accantonamenti presso l’ENASARCO

L’indennità di scioglimento del contratto di cui al precedente articolo è accantonata, per gli importi maturati fino al 31 dicembre 1958, presso l’ENASARCO (Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio), in virtù delle norme contenute negli art. 8,9,10,11 e 12 dell’Accordo Economico Collettivo 30 giugno 1938.

Le parti si danno atto che col versamento di cui al precedente capoverso è assolto ogni obbligo gravante sulle case mandanti in materia di indennità di scioglimento del contratto in relazione agli accordi economici sopra citati per il periodo antecedente al 1° gennaio 1959.

Per il periodo dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1964 l’accantonamento dell’indennità di scioglimento del contratto presso l’ENASARCO è facoltativa da parte delle ditte, e subordinata alla condizione che l’Ente corrisponda alle ditte stesse un interesse annuo non inferiore al 4% (quattro per cento).

Per gli importi maturati a decorrere dal 1° gennaio 1965 l’accantonamento dell’indennità di scioglimento del contratto sarà effettuato presso l’ENASARCO, sempreché detto Ente corrisponda alle ditte un interesse annuo non inferiore al 4% (quattro per cento e devolva gli utili di esercizio della gestione "Fondo Indennità Risoluzione Rapporto (FIRR)" al Fondo di Assistenza a favore degli iscritti dell’Ente.

I versamenti di cui al precedente comma saranno effettuati obbligatoriamente presso la Fondazione ENASARCO sulle provvigioni liquidate nel corso di ogni anno solare (10 gennaio – 31 dicembre) entro il 31 marzo successivo.

Le ditte sono tenute a segnalare all’ENASARCO l’inizio e la cessazione dei rapporti e ogni altra eventuale variazione intervenuta; per le relative modalità si rinvia alle norme regolamentari e alle delibere del Consiglio di Amministrazione dell’Ente.

Le parti si riservano di provvedere con separato accordo alla redazione di un apposito regolamento per l’accantonamento ed il versamento agli aventi diritto dell’indennità per la risoluzione del rapporto.

Art. 14 – Previdenza ENASARCO

In relazione a quanto previsto dall’art. 12 dell’accordo economico 30 giugno 1938 e alle norme dettate dal regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Ente il 5 agosto 1998 e approvato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della programmazione economica il 24 settembre 1998, il trattamento di previdenza in favore degli agenti e rappresentanti, viene attuato mediante il versamento, da parte delle ditte, di un contributo (cancellata la percentuale) sulle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante e da un contributo di pari importo a carico dell’agente o rappresentante, che verrà trattenuto dalle ditte all’atto della liquidazione delle provvigioni stesse.

I contributi di cui sopra sono dovuti sulle provvigioni liquidate nell’anno nel limite di 24 milioni di lire per ciascuna delle case mandanti per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di plurimandatario, ovvero nel limite di 42 milioni di lire, per gli agenti e rappresentanti operanti in forma di monomandatario.

Il trattamento previdenziale di cui sopra non ha applicazione, a tutti gli effetti, nei casi in cui le attività di agenzia o rappresentanza commerciale siano esercitate da società per azioni o da società a responsabilità limitata.

Nell’ipotesi predetta le ditte mandanti sono però tenute al versamento di un contributo del 2% su tutte le provvigioni corrisposte, allo scopo di finanziare un Fondo di assistenza in favore degli agenti e rappresentanti.

Fino alla data del 31 dicembre 1958 gli obblighi delle aziende per la previdenza si intendono integralmente soddisfatti, unitamente a quelli per l’indennità per lo scioglimento del contratto, come previsto dall’atr. 11, dalle competenze spettanti agli agenti o rappresentanti, in dipendenza del trattamento ENASARCO, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30 giugno 1938 e successivi aggiornamenti.

Art. 15 – Iscrizione all’ENASARCO

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti o rappresentanti alla Fondazione ENASARCO, entro trenta giorni dall’inizio del rapporto di agenzia o di rappresentanza., indicando per ogni agente o rappresentante il numero di iscrizione al ruolo di cui alla legge n. 204 del 3 maggio 1985. Nel caso che l’agente o rappresentante inizi la sua attività, la comunicazione del numero di iscrizione sarà fatta dalla ditta non appena l’interessato abbia ottenuto l’iscrizione. I contributi di cui all’articolo precedente saranno versati all’Ente di cui sopra con periodicità trimestrale, non oltre sessanta giorni dalla scadenza di

ciascun trimestre solare. Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza dell’ENASARCO e di quelle accantonate presso il FIRR, di competenza dell’anno precedente.

Art. 16 – Pattuizioni più favorevoli

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

Art. 17 – Controversie

Le controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente accordo dovranno essere sottoposte, per il tentativo di conciliazione, all’esame delle Organizzazioni Sindacali stipulanti.

Art. 18 – Composizione delle controversie – Procedure

Ai sensi di quanto previsto dagli artt. 410 e seguenti del codice di procedura civile, come modificati dal Decreto Legislativo 31/3/1998 n. 80 e dal Decreto Legislativo 29/10/98 n. 387, per tutte le controversie individuali singole o plurime relative all’applicazione del presente Accordo Economico Collettivo e accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Accordo Economico Collettivo, è previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale secondo le norme e le modalità di cui al presente articolo da esperirsi nella Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione costituita presso l’Ente Bilaterale Territoriale del Terziario.

La Commissione di conciliazione territoriale è composta:

a) per i datori di lavoro, da un rappresentante dell’Associazione o Unione competente per territorio;

b) per gli agenti o rappresentanti di commercio, da un rappresentante dell’ Organizzazione sindacale locale firmataria del presente Accordo Economico Collettivo della F.N.A.A.R.C., della F.I.A.R.C., della FISASCAT-CISL, della UILTUCS – UIL, della FILCAMS-CGIL, della U.G.L., o della USARCI, cui l’agente o rappresentante sia iscritto o abbia conferito mandato.

La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione tramite l’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta e/o abbia conferito mandato.

L’Associazione imprenditoriale ovvero l’Organizzazione sindacale degli agenti o rappresentanti di commercio che rappresenta la parte interessata deve a sua volta denunciare la controversia alla Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione per mezzo di: lettera raccomandata AR, trasmissione a mezzo fax, o consegna a mano in duplice copia, o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.

Ricevuta la comunicazione la Commissione Paritetica Territoriale provvederà entro 20 giorni alla convocazione delle parti fissando il giorno e l’ora in cui sarà esperito il tentativo di conciliazione. Il tentativo di conciliazione deve essere espletato entro il termine previsto dall’art.37 del Decreto Legislativo n. 80/98.

Il termine previsto dall’art. 37 del Decreto Legislativo n. 80/98 decorre dalla data di ricevimento o di presentazione della richiesta da parte dell’ ;Associazione imprenditoriale o della Organizzazione Sindacale a cui l’ agente o rappresentante di commercio conferisce mandato.

La Commissione Paritetica Territoriale esperisce il tentativo di conciliazione ai sensi degli artt. 410, 411 e 412 c.p.c. come modificati dalla Legge 533/73 e dai Decreti Legislativi n. 80/98 e n. 387/98.

Il processo verbale di conciliazione o di mancato accordo viene depositato a cura della Commissione di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio e a tal fine deve contenere:

1. il richiamo al contratto o accordo collettivo che disciplina il rapporto di lavoro al quale fa riferimento la controversia conciliata;

2. la presenza dei rappresentanti sindacali le cui firme risultino essere depositate presso la Direzione Provinciale del Lavoro;

3. la presenza delle parti personalmente o correttamente rappresentate.

Qualora le parti abbiano già trovato la soluzione della controversia tra loro insorta, possono richiedere, attraverso spontanea comparizione, di conciliare la stessa ai fini e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 2113, comma 4, c.c., 410 e 411 c.p.c. come modificati dalla legge n. 533/73 e dal D. Lgs. 80/98, e dal Decreto Legislativo n. 387/98 in sede di Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione.

Le decisioni assunte dalla Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione non costituiscono interpretazione autentica del presente Accordo Economico Collettivo, che pertanto resta demandata alla Commissione Paritetica Nazionale.

Dichiarazione a verbale

Le parti convengono che le procedure di cui al presente articolo avranno decorrenza non prima di quattro mesi dall’entrata in vigore del presente accorso, fatti salvi gli accordi già in atto in materia.

Art. 18 bis – Collegio arbitrale

1. Ove il tentativo di conciliazione di cui all’art. 410 c.p.c. o all’ art. 18 del presente Accordo Economico Collettivo, non riesca o comunque sia decorso il termine previsto per il suo espletamento e ferma restando la facoltà di adire l’Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dalla Legge 11 agosto 1973, n. 533, ciascuna delle parti può promuovere il deferimento della controversia ad un Collegio arbitrale, secondo le norme previste dal presente articolo.

2. A tal fine, è istituito a cura delle Associazioni Territoriali, aderenti alle organizzazione stipulanti, un Collegio di arbitrato che dovrà pronunciarsi sulle istanze previste al precedente primo comma. Il Collegio di arbitrato competente è quello del luogo in cui è stato promosso il tentativo di conciliazione.

3. L’istanza della parte, avente medesimo oggetto e contenuto dell’ eventuale precedente tentativo di conciliazione e contente tutti gli elementi utili a definire le richieste, sarà presentata, attraverso l’ organizzazione cui la parte stessa aderisce e/o conferisce mandato, alla Segreteria del Collegio di arbitrato e contemporaneamente all’altra parte. L’istanza sottoscritta dalla parte promotrice sarà inoltrata, a mezzo raccomandata A/R o raccomandata a mano, entro 30 giorni successivi alla conclusione del tentativo obbligatorio di conciliazione. L’altra parte è tenuta a manifestare la propria eventuale adesione al Collegio arbitrale entro il termine di 15 giorni dal ricevimento dell’istanza, con facoltà di presentare contestualmente o fino alla prima udienza uno scritto difensivo. Entrambe le parti possono manifestare la propria volontà di rinunciare alla procedura arbitrale con dichiarazione scritta da recapitare alla segreteria del Collegio fino al giorno antecedente alla prima udienza.

4. Il Collegio è composto da tre membri, uno dei quali designato dalla organizzazione imprenditoriale della Confcommercio territorialmente competente, un altro designato dalla organizzazione sindacale territoriale – F.N.A.A.R.C., FIARC, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL, FILCAMS-CGIL, U.G.L. e USARCI – a cui l’agente o rappresentante di commercio sia iscritto o conferisca mandato, un terzo con funzioni di Presidente, nominato di comune accordo dalle predette organizzazioni territoriali.

5. I due membri designati in rappresentanza di ciascuna delle parti possono coincidere con coloro che hanno esperito la conciliazione nell’interesse delle stesse parti.

6. In caso di mancato accordo sulla designazione del Presidente del Collegio, quest’ultimo verrà sorteggiato tra i nominativi compresi in una apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata o, in mancanza di ciò, sarà designato, su richiesta di una o di entrambe le organizzazioni predette, dal Presidente del tribunale competente per territorio.

7. Il Presidente del Collegio nominato di comune accordo dura in carica un anno ed è rinnovabile.

8. Il Presidente del Collegio, ricevuta l’istanza provvede a fissare entro 15 giorni la data di convocazione del Collegio il quale ha facoltà di procedere ad una fase istruttoria secondo modalità che potranno prevedere:

a) l’interrogatorio libero delle parti e di eventuali testi;

b) l’autorizzazione al deposito di documenti, memorie e repliche a cura delle parti o dei procuratori di queste;

c) eventuali ulteriori elementi istruttori.

9. Il Collegio emetterà il proprio lodo entro 45 giorni dalla data della prima riunione, dandone tempestiva comunicazione alla parti interessate, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori 15 giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura.

10. I compensi per gli arbitri saranno stabiliti in misura fissa. La Segreteria del Collegio è istituita presso l’Ente Bilaterale.

11. Le parti si danno atto che il Collegio arbitrale ha natura irrituale ed è ; istituito ai sensi e per gli effetti dalla legge 11 agosto 1973 n. 533, e successive modificazioni e integrazioni, e svolge le proprie funzioni sulla base di apposito Regolamento.

12. Il lodo arbitrale acquista efficacia di titolo esecutivo, osservate le disposizioni dell’art. 412 quater, c.p.c..

Dichiarazione a verbale

Le parti convengono che le procedure di cui al presente articolo avranno decorrenza non prima di quattro mesi dalla entrata in vigore del presente accordo economico collettivo, fatti salvi gli accordi già in atto in materia.

Art. 19 – Inscindibilità dei trattamenti.

Le disposizioni del presente accordo relative alla indennità di scioglimento del contratto ed alla previdenza sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con altro trattamento.

Art. 20 – Durata dell’Accordo Economico Collettivo

Il presente accordo entra in vigore, salvo le diverse decorrenze previste per i singoli istituti, il 1 aprile 2002 e scadrà il 31 marzo 2006; ove non venga disdetto da una delle parti con un preavviso di quattro mesi, si intenderà rinnovato per un anno e così di anno in anno.

In caso di regolare disdetta esso resterà in vigore fino a che non sia sostituito da un successivo accordo.

Dichiarazione a verbale

Le organizzazioni stipulanti degli agenti e rappresentanti di commercio danno atto all’altra parte contraente che l’accordo economico sottoscritto in pari data rappresenta una disciplina normativa e previdenziale del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, che contempera le attuali possibilità della economia nazionale con le esigenze della categoria rappresentata.
Esse assumono pertanto impegno, in caso di presentazione di progetti di legge sulla materia, di portare a conoscenza dei presentatori stessi questo loro apprezzamento sugli accordi raggiunti in campo sindacale, che esse considerano lo strumento più idoneo per la regolamentazione dei rapporti dei propri associati con le case mandanti. Le parti stipulanti assumono altresì l’impegno di incontrarsi, su richiesta di una di esse, durante il periodo di vigenza del presente accordo, per esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonché le situazioni di mercato, anche per i riflessi che possano determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio.
Dichiarazione a verbale

Le parti stipulanti il presente Accordo convengono che tutti i valori indicati in lire nell’Accordo stesso, verranno automaticamente convertiti in Euro (secondo il rapporto pari a 1.936,27 lire per ciascun Euro)a far data dal 1° marzo 2002.

Nota a verbale

Le parti stipulanti il presente Accordo Economico Collettivo si impegnano ad esaminare e definire entro 1 anno dalla sottoscrizione del presente Accordo Economico Collettivo i problemi connessi al pagamento delle provvigioni derivanti da vendite effettuate attraverso il commercio elettronico.

Dichiarazione a verbale

Le parti firmatarie del presente accordo economico collettivo si impegnano a costituire una commissione cui affidare l’incarico di elaborare una progetto per la formazione e l’aggiornamento professionale degli agenti e rappresentanti di commercio, individuando alle modalità, le relative fonti di finanziamento utilizzabili, sia a carico delle parti sottoscriventi il presente accordo, sia a carico di fondi istituzionali, a livello nazionale e/o comunitario, a ciò preposti.

Articolo 21

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega scritta l’impresa mandante verserà in apposito conto corrente indicato nella delega la trattenuta dell’importo ivi determinato alle Organizzazioni sindacali degli agenti stipulanti il presente accordo.

La delega avrà valore fino a disdetta avanzata dall’agente o rappresentante mediante raccomandata da inviare alla organizzazione sindacale di appartenenza e alla impresa commerciale mandante.

Il giorno 27 novembre 1992 le sottoscritte Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali si sono incontrate per un esame del vigente Accordo Economico Collettivo per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio, alla luce dell’intervenuta modifica dell’art. 1751 del Codice Civile, che viene sostituito dall’art. 4 del Decreto Legislativo 10 settembre 1991, n. 303.

Ad esito di tale esame le Parti riconoscono che la normativa di legge di cui sopra, disciplinando in termini innovativi la materia del trattamento di fine rapporto, determina la decadenza degli artt. 10, 11, 12, 14 del A.E.C. 9 giugno 1988.

Pertanto con effetto dal 31 dicembre 1992, in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990, e con effetto dal 31 dicembre 1993, in relazione ai contratti di agenzia stipulati antecedentemente al 1° gennaio 1990, le norme di cui agli artt. 10, 11, 12, 14, del richiamato A.E.C. cessano di trovare applicazione.

Letto confermato e sottoscritto

Confcommercio – Confederazione Generale Italiana del Commercio del Turismo e dei Servizi

Federazione Nazionale Associazione Agenti Rappresentanti di Commercio (F.N.A.A.R.C.)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo Mense e Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (FISASCAT)

Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio, Servizi (UILTUCS)

Unione Sindacati Agenti e Rappresentanti di Commercio Italiani (USARCI)

IPOTESI DI ACCORDO

Il giorno 27 novembre 1992

TRA

La Confcommercio – Confederazione Generale Italiana del Commercio del Turismo e dei Servizi

E

Federazione Nazionale Associazione Agenti Rappresentanti di Commercio (F.N.A.A.R.C.)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo-Mense e Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (FISASCAT)

Federazione Italiana Lavoratori Turismo Commercio Servizi (UILTUCS)

Federazione Sindacati Agenti e Rappresentanti di Commercio italiani (USARCI)

1) Considerato che, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 4 del D.Lgs 10 settembre 1991 n. 303, viene innovata la disciplina prevista dal precedente art. 1751 c.c. in materia di indennità per lo scioglimento del contratto;

2) Considerato, altresì, che le disposizioni di cui agli artt. 10, 11, 12, 14 dell’ A.E.C. 9 giugno 1988 vengono a decadere, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina;

3) Rilevando, conseguentemente che tali disposizioni collettive non troveranno più appliucazione dopo il 31 dicembre 1992 e dopo il 31 dicembre 1993, rispettivamente in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990 o anteriormente a tale data;

4) Ritenuta l’opportunità, per dare piena ed esaustiva attuazione al nuovo art. 1751 c.c., di individuare modalità e criteri applicativi dello stesso;

ad esito delle trattative intercorse, si è concordata la normativa che segue:

I. In riferimento a quanto previsto dall’art.1751 c.c. come modificato dall’art. 4 D.Lgs 10.9.1991 n.303, ed in particolar modo al principio dell’equità, in tutti i casi di cessazione del rapporto, verrà corrisposta all’agente o rappresentante un’indennità, la misura della quale sarà pari all’ 1% sull’ammontare globale delle provvigioni maturate e liquidate durante il corso del rapporto.

La suddetta aliquota base sarà integrata nelle seguenti misure:

A. Agenti e rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 24 milioni annui;

- 1% sulla quota provvigioni tra £ 24.000.001 e £ 36 milioni annui.

B. Agenti e rappresentanti senza obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 12.000.000 annui;

- 1% sulla quota di provvigioni tra £ 12.000.001 e £ 18 milioni annui

Da tali indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente compiuti dal proponente.

Sono computabili agli effetti dell’indennità di risoluzione del rapporto anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso o concorso spese.

Le somme di cui sopra verranno annualmente accantonate all’Enasarco, secondo quanto previsto dall’art. 13 e dall’allegato 2 dell’ A.E.C. 9 giugno 1988.

Le parti si danno reciprocamente atto che con quanto sopra hanno inteso soddisfare il criterio di equità, di cui al già citato art. 1751 c.c.

II. Sempre in attuazione dell’art. 1751 c.c., in aggiunta alla somma di cui al precedente punto I della presente normativa verrà corrisposto un ulteriore importo così calcolato:

- 3% sulle provvigioni maturate nei primi 3 anni di durata del rapporto di agenzia;

- 3,50% sulle provvigioni maturate dal 4° al 6° anno compiuto;

- 4% sulle provvigioni maturate negli anni successivi.

Il trattamento di cui al presente punto è dovuto se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante.

L’indennità sarà altresì corrisposta, sempre che il rapporto sia in atto da almeno un anno, in caso di dimissioni dell’agente o rappresentante dovute a sua invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia Enasarco.

Qualora la casa mandante non corrisponda l’indennità di clientela per fatto imputabile all’agente o rappresentante, ne darà motivazione nella lettera di revoca.

Ai fini dell’indennità di cui al presente punto, si considera a tempo indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Sono computabili agli effetti di detta indennità anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso o di concorso spese.

III. Le parti si danno atto che il sistema come sopra concordato in materia di aliquote e scaglioni soddisfa il principio di cui al terzo comma dell’art. 1751 c.c.

IV. In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità di cui ai precedenti punti I e II sarà corrisposta agli eredi.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di trattamento di fine rapporto di agenzia, applicative dell’art. 1751 c.c., costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge. Esse sono correlative e inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

NORMA TRANSITORIA

La presente disciplina sostituisce quella contenuta negli artt. 10, 11, 12 e 14 dell’ A.E.C. 9 giugno 1988, con effetto dal 1° gennaio 1993 per i rapporti di agenzia instaurati dal 1° gennaio 1990 in avanti e con effetto dal 1° gennaio 1994 per i rapporti di agenzia già in atto alla data del 1° gennaio 1990.

Per l’anzianità maturata dagli agenti o rappresentanti fino alle date del 31 dicembre 1992 o del 31 dicembre 1993 resta confermata la regolamentazione dettata dai citati artt. 10, 11, 12 e 14 dell’ A.E.C. 9 giugno 1988.

Letto, confermato e sottoscritto

- CONFCOMMERCIO - F.N.A.A.R.C.

- FILCAMS - FISASCAT

- UILTUCS - USARCI

Roma, addì 30 ottobre 1992

Le sottoscritte Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali si sono incontrate per un esame del vigente Accordo Economico Collettivo per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio, alla luce dell’intervenuta modifica dell’art. 1751 del Codice Civile, che viene sostituito dall’art. 4 del Decreto Legislativo 10 settembre 1991, n. 303.

Ad esito di tale esame le Parti riconoscono che la normativa di legge di cui sopra, disciplinando in termini innovativi la materia del trattamento di fine rapporto, determina la decadenza degli artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 16 novembre 1988.

Pertanto con effetto dal 31 dicembre 1992, in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990, e con effetto dal 31 dicembre 1993, in relazione ai contratti di agenzia stipulati antecedentemente al 1° gennaio 1990, le norme di cui agli artt. 10 e 11 del richiamato A.E.C. cessano di trovare applicazione.

Letto confermato e sottoscritto

Confederazione Generale dell’Industria Italiana (Confindustria)

Associazione Sindacale Intersind

Associazione Sindacale per le Aziende Petrolchimiche e Collegate a Partecipazione Statale (ASAP)

Confederazione Cooperative Italiane (Confcooperative)

Federazione Nazionale Associazione Agenti Rappresentanti di Commercio (F.N.A.A.R.C.)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo Mense e Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (FISASCAT)

Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio, Servizi (UILTUCS)

Unione Sindacati Agenti e Rappresentanti di Commercio Italiani (USARCI)

IPOTESI DI ACCORDO

Il giorno30 ottobre 1992, in Roma

TRA

Confederazione Generale dell’Industria Italiana (Confindustria)

Associazione Sindacale Intersind

Associazione Sindacale per le Aziende Petrolchimiche e Collegate a Partecipazione Statale (ASAP)

Confederazione Cooperative Italiane (Confcooperative)

E

Federazione Nazionale Associazione Agenti Rappresentanti di Commercio (F.N.A.A.R.C.)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo-Mense e Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (FISASCAT)

Federazione Italiana Lavoratori Turismo Commercio Servizi (UILTUCS)

Federazione Sindacati Agenti e Rappresentanti di Commercio italiani (USARCI)

1) Considerato che, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 4 del D.Lgs 10 settembre 1991 n. 303, viene innovata la disciplina prevista dal precedente art. 1751 c.c. in materia di indennità per lo scioglimento del contratto;

2) Considerato, altresì, che le disposizioni di cui agli artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 16 novembre 1988 vengono a decadere, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina;

3) Rilevato, conseguentemente che tali disposizioni collettive non troveranno più appliucazione dopo il 31 dicembre 1992 e dopo il 31 dicembre 1993, rispettivamente in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990 o anteriormente a tale data;

4) Ritenuta l’opportunità, per dare piena ed esaustiva attuazione al nuovo art. 1751 c.c., di individuare modalità e criteri applicativi dello stesso;

ad esito delle trattative intercorse, si è concordata la normativa che segue:

I. In riferimento a quanto previsto dall’art.1751 c.c. come modificato dall’art. 4 D.Lgs 10.9.1991 n.303, ed in particolar modo al principio dell’equità, in tutti i casi di cessazione del rapporto, verrà corrisposta all’agente o rappresentante un’indennità, la misura della quale sarà pari all’ 1% sull’ammontare globale delle provvigioni maturate e liquidate durante il corso del rapporto.

La suddetta aliquota base sarà integrata nelle seguenti misure:

A. Agenti e rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 24 milioni annui;

- 1% sulla quota provvigioni tra £ 24.000.001 e £ 36 milioni annui.

B. Agenti e rappresentanti senza obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 12.000.000 annui;

- 1% sulla quota di provvigioni tra £ 12.000.001 e £ 18 milioni annui

Da tali indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente compiuti dal preponente.

Sono computabili agli effetti dell’indennità di risoluzione del rapporto anche le somme corrisposte espressamente e specificamente a titolo di rimborso o concorso spese.

Le somme di cui sopra verranno annualmente accantonate all’Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari allegate all’ A.E.C. 16 novembre 1988.

Le parti si danno reciprocamente atto che con quanto sopra hanno inteso soddisfare il criterio di equità, di cui al già citato art. 1751 c.c.

II. Sempre in attuazione dell’art. 1751 c.c., in aggiunta alla somma di cui al precedente punto I della presente normativa verrà corrisposto un ulteriore importo così calcolato:

- 3% su tutte le provvigioni maturate ;

- 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate del 4° al 6° anno compiuto (nel limite massimo annuo di £ 72.000.000 di provvigioni);

- ulteriori 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dopo il 6° anno compiuto (nel limite massimo annuo di £ 72.000.000 di provvigioni).

Per gli agenti o rappresentanti incaricati da case editrici di vendere esclusivamente a privati consumatori si conferma che l’ammontare annuo delle provvigioni eccedenti la misura del 12% viene preso in considerazione per il calcolo della somma aggiuntiva nel limite del 65%.

Il trattamento di cui al presente punto non è dovuto se il contratto si scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante. Non si considerano fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute a invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia (Enasarco), semprechè tali eventi si verifichino dopo che il rapporto sia durato almeno un anno.

L’indennità sarà altresì corrisposta, sempre che il rapporto sia in atto da almeno un anno, in caso di dimissioni dell’agente o rappresentante dovute a sua invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia Enasarco.

Ai fini dell’indennità di cui al presente punto, si considera a tempo indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Sono computabili agli effetti di detta indennità anche le somme corrisposte espressamente e specificamente a titolo di rimborso o di concorso spese.

III. Le parti si danno atto che il sistema come sopra concordato in materia di aliquote e scaglioni soddisfa il principio di cui al terzo comma dell’art. 1751 c.c.

IV. In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità di cui ai precedenti punti I e II sarà corrisposta agli eredi.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di trattamento di fine rapporto di agenzia, applicative dell’art. 1751 c.c., costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge. Esse sono correlative e inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

NORMA TRANSITORIA

La presente disciplina sostituisce quella contenuta negli artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 16 novembre 1988, con effetto dal 1° gennaio 1993 per i rapporti di agenzia instaurati dal 1° gennaio 1990 in avanti e con effetto dal 1° gennaio 1994 per i rapporti di agenzia già in atto alla data del 1° gennaio 1990.

Per l’anzianità maturata dagli agenti o rappresentanti fino alle date del 31 dicembre 1992 o del 31 dicembre 1993 resta confermata la regolamentazione dettata dai citati artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 16 novembre 1988.

CLAUSOLA DI DECADENZA

In caso di modifica dell’art. 1751 c.c., le parti richiamano e confermano quanto previsto nell’art. 19 dell’A.E.C. 16 novembre 1988.

Letto, confermato e sottoscritto

- CONFINDUSTRIA - FILCAMS

- INTERSIND - FISASCAT

- ASAP - FNAARC

- CONFCOOPERATIVE - UILTUCS

- USARCI

………………………

Roma, addì 5 novembre 1992

Le sottoscritte Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali si sono incontrate per un esame del vigente Accordo Economico Collettivo per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio, alla luce dell’intervenuta modifica dell’art. 1751 del Codice Civile, che viene sostituito dall’art. 4 del Decreto Legislativo 10 settembre 1991, n. 303.

Ad esito di tale esame le Parti riconoscono che la normativa di legge di cui sopra, disciplinando in termini innovativi la materia del trattamento di fine rapporto, determina la decadenza degli artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 25 luglio 1989.

Pertanto con effetto dal 31 dicembre 1992, in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990, e con effetto dal 31 dicembre 1993, in relazione ai contratti di agenzia stipulati antecedentemente al 1° gennaio 1990, le norme di cui agli artt. 10 e 11 del richiamato A.E.C. cessano di trovare applicazione.

Letto confermato e sottoscritto

Confederazione Italiana della piccola e media industria (CONFAPI)

Federazione Nazionale Associazione Agenti Rappresentanti di Commercio (F.N.A.A.R.C.)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo Mense e Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (FISASCAT)

Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio, Servizi (UILTUCS)

Unione Sindacati Agenti e Rappresentanti di Commercio Italiani (USARCI)

IPOTESI DI ACCORDO

Il giorno 5 novembre 1992, in Roma

TRA

Confederazione Italiana della piccola e media industria (CONFAPI)

E

Federazione Nazionale Associazione Agenti Rappresentanti di Commercio (F.N.A.A.R.C.)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo-Mense e Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (FISASCAT)

Federazione Italiana Lavoratori Turismo Commercio Servizi (UILTUCS)

Federazione Sindacati Agenti e Rappresentanti di Commercio italiani (USARCI)

1) Considerato che, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 4 del D.Lgs 10 settembre 1991 n. 303, viene innovata la disciplina prevista dal precedente art. 1751 c.c. in materia di indennità per lo scioglimento del contratto;

2) Considerato, altresì, che le disposizioni di cui agli artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 25 luglio 1989 vengono a decadere, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina;

3) Rilevato, conseguentemente che tali disposizioni collettive non troveranno più appliucazione dopo il 31 dicembre 1992 e dopo il 31 dicembre 1993, rispettivamente in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990 o anteriormente a tale data;

4) Ritenuta l’opportunità, per dare piena ed esaustiva attuazione al nuovo art. 1751 c.c., di individuare modalità e criteri applicativi dello stesso;

ad esito delle trattative intercorse, si è concordata la normativa che segue:

I. In riferimento a quanto previsto dall’art.1751 c.c. come modificato dall’art. 4 D.Lgs 10.9.1991 n.303, ed in particolar modo al principio dell’equità, in tutti i casi di cessazione del rapporto, verrà corrisposta all’agente o rappresentante un’indennità, la misura della quale sarà pari all’ 1% sull’ammontare globale delle provvigioni maturate e liquidate durante il corso del rapporto.

La suddetta aliquota base sarà integrata nelle seguenti misure:

A. Agenti e rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 24 milioni annui;

- 1% sulla quota provvigioni tra £ 24.000.001 e £ 36 milioni annui.

B. Agenti e rappresentanti senza obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 12.000.000 annui;

- 1% sulla quota di provvigioni tra £ 12.000.001 e £ 18 milioni annui

Da tali indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia diritto di ottenere per l’effetto di atti di previdenza volontariamente compiuti dal preponente.

Sono computabili agli effetti dell’indennità di risoluzione del rapporto anche le somme corrisposte espressamente e specificamente a titolo di rimborso o concorso spese.

Le somme di cui sopra verranno annualmente accantonate all’Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari allegate all’ A.E.C. 25 luglio 1989.

Le parti si danno reciprocamente atto che con quanto sopra hanno inteso soddisfare il criterio di equità, di cui al già citato art. 1751 c.c.

II. Sempre in attuazione dell’art. 1751 c.c., in aggiunta alla somma di cui al precedente punto I della presente normativa verrà corrisposto un ulteriore importo così calcolato:

- 3% su tutte le provvigioni maturate ;

- 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate del 4° al 6° anno compiuto (nel limite massimo annuo di £ 72.000.000 di provvigioni);

- ulteriori 0,50% aggiuntivo sulle provvigioni maturate dopo il 6° anno compiuto (nel limite massimo annuo di £ 72.000.000 di provvigioni).

Per gli agenti o rappresentanti incaricati da case editrici di vendere esclusivamente a privati consumatori si conferma che l’ammontare annuo delle provvigioni eccedenti la misura del 12% viene preso in considerazione per il calcolo della somma aggiuntiva nel limite del 65%.

Il trattamento di cui al presente punto non è dovuto se il contratto si scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante. Non si considerano fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute a invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia (Enasarco), semprechè tali eventi si verifichino dopo che il rapporto sia durato almeno un anno.

Ai fini dell’indennità di cui al presente punto, si considera a tempo indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Sono computabili agli effetti di detta indennità anche le somme corrisposte espressamente e specificamente a titolo di rimborso o di concorso spese.

III. Le parti si danno atto che il sistema come sopra concordato in materia di aliquote e scaglioni soddisfa il principio di cui al terzo comma dell’art. 1751 c.c.

IV. In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità di cui ai precedenti punti I e II sarà corrisposta agli eredi.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di trattamento di fine rapporto di agenzia, applicative dell’art. 1751 c.c., costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge. Esse sono correlative e inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

NORMA TRANSITORIA

La presente disciplina sostituisce quella contenuta negli artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 25 luglio 1989, con effetto dal 1° gennaio 1993 per i rapporti di agenzia instaurati dal 1° gennaio 1990 in avanti e con effetto dal 1° gennaio 1994 per i rapporti di agenzia già in atto alla data del 1° gennaio 1990.

Per l’anzianità maturata dagli agenti o rappresentanti fino alle date del 31 dicembre 1992 o del 31 dicembre 1993 resta confermata la regolamentazione dettata dai citati artt. 10 e 11 dell’ A.E.C. 25 luglio 1989.

CLAUSOLA DI DECADENZA

In caso di modifica dell’art. 1751 c.c., le parti richiamano e confermano quanto previsto nell’art. 19 dell’A.E.C. 25 luglio 1989.

Letto, confermato e sottoscritto

- CONFAPI - FILCAMS

- FISASCAT

- FNAARC

– UILTUCS

- USARCI

………………………

Roma, addì 19 novembre 1992

Le sottoscritte Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali si sono incontrate per un esame del vigente Accordo Economico Collettivo per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio, alla luce dell’intervenuta modifica dell’art. 1751 del Codice Civile, che viene sostituito dall’art. 4 del Decreto Legislativo 10 settembre 1991, n. 303.

Ad esito di tale esame le Parti riconoscono che la normativa di legge di cui sopra, disciplinando in termini innovativi la materia del trattamento di fine rapporto, determina la decadenza degli artt. 10, 11, 12 e 13 del A.E.C. 1° dicembre 1989.

Pertanto, con effetto dal 31 dicembre 1992, in relazione ai contratti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990, e con effetto 31 dicembre 1993, in relazione ai contratti di agenzia stipulati antecedentemente al 1° gennaio 1990, le norme di cui agli artt. 10, 11, 12, 13 del richiamato A.E.C. cessano di trovare applicazione.

Letto, confermato e sottoscritto

Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (Confartigianato)

Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole Imprese (CNA)

Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (CASA)

Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane (CLAAI)

Federazione Italiana Lavoratori Commercio Servizi (FILCAMS)

Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo (FISASCAT)

Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio (SNAARC)

Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio Servizi (UILTUCS)

Unione Sindacati Agenti Rappresentanti di Commercio Italiani (USARCI)

VERBALE DI ACCORDO

Il giorno 19 novembre 1992 in Roma

La Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (Confartigianato)

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle piccole imprese (CNA)

La Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (CASA)

La Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane (CLAAI)

e

La Federazione Italiana Lavoratori Commercio Servizi (FILCAMS)

La Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo (FISASCAT)

La Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio (FNAARC)

L’Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio Servizi (UILTUCS)

L’Unione Sindacati Agenti Rappresentanti di Commercio Italiani (USARCI)

1) Considerato che, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 4 del D. Lgs 10 settembre 1991 n. 303, viene innovata la disciplina prevista dal precedente art. 1751 c.c. in materia di indennità per lo scioglimento del contartto;

2) Considerato altresì, che le disposizioni di cui agli artt. 10, 11, 12, 13 dell’ A.E.C. 1° dicembre 1989 vengono a decadere, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina;

3) Rilevato, conseguentamente, che tali disposizioni collettive non troveranno più applicazione dopo il 31 dicembre 1992 e dopo il 31 dicembre 1993, rispettivamente in relazione i contartti di agenzia stipulati dal 1° gennaio 1990 o anteriormente a tale data;

4) Ritenuta l’opportunutà, per dare piena ed esaustiva attuazione al nuovo art. 1751 c.c., di individuare modalità e criteri applicativi dello stesso;

Ad esito delle trattative intercorse, si è concordata la normativa che segue:

I. In riferimento a quanto previsto dall’art.1751 c.c. come modificato dall’art. 4 D.Lgs 10.9.1991 n.303, ed in particolar modo al principio dell’equità, in tutti i casi di cessazione del rapporto, verrà corrisposta all’agente o rappresentante un’indennità, la misura della quale sarà pari all’ 1% sull’ammontare globale delle provvigioni maturate e liquidate durante il corso del rapporto.

La suddetta aliquota base sarà integrata nelle seguenti misure:

A. Agenti e rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 24 milioni annui;

- 1% sulla quota provvigioni tra £ 24.000.001 e £ 36 milioni annui.

B. Agenti e rappresentanti senza obbligo di esclusiva per una sola ditta:

- 3% sulle provvigioni fino a £ 12.000.000 annui;

- 1% sulla quota di provvigioni tra £ 12.000.001 e £ 18 milioni annui

Da tali indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente compiuti dal proponente.

Sono computabili agli effetti dell’indennità di risoluzione del rapporto anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di rimborso o concorso spese.

Le somme di cui sopra verranno annualmente accantonate all’Enasarco, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari allegate all’A.E.C. 1° dicembre 1989.

Le parti si danno reciprocamente atto che con quanto sopra hanno inteso soddisfare il criterio di equità, di cui al già citato art. 1751 c.c.

II. Sempre in attuazione dell’art. 1751 c.c., in aggiunta alla somma di cui al precedente punto I della presente normativa verrà corrisposto un ulteriore importo così calcolato:

- 3% sulle provvigioni maturate nei primi 3 anni di durata del rapporto di agenzia;

- 3,50% sulle provvigioni maturate dal 4° al 6° anno compiuto;

- 4% sulle provvigioni maturate negli anni successivi.

Il trattamento di cui al presente punto è dovuto se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante. Non si considerano fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute a invalidità permanente o totale o successive al conseguimento della pensione di vecchiaia (Enasarco), sempre che tali eventi si verifichino dopo che il rapporto sia durato almeno un anno.

Ai fini dell’indennità di cui al presente punto, si considera a tempo indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Sono computabili agli effetti di detta indennità anche le somme corrisposte espressamente e specificamente a titolo di rimborso o di concorso spese.

III. Le parti si danno atto che il sistema come sopra concordato in materia di aliquote e scaglioni soddisfa il principio di cui al terzo comma dell’art. 1751 c.c.

IV. In caso di decesso dell’agente o rappresentante, l’indennità di cui ai precedenti punti I e II sarà corrisposta agli eredi.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti confermano che le presenti disposizioni collettive in materia di trattamento di fine rapporto di agenzia, applicative dell’art. 1751 c.c., costituiscono complessivamente una condizione di miglior favore rispetto alla disciplina di legge. Esse sono correlative e inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.

NORMA TRANSITORIA

La presente disciplina sostituisce quella contenuta negli artt. 10, 11, 12 e 13 dell’ A.E.C. 1° dicembre 1989, con effetto dal 1° gennaio 1993 per i rapporti di agenzia instaurati dal 1° gennaio 1990 in avanti e con effetto dal 1° gennaio 1994 per i rapporti di agenzia già in atto alla data del 1° gennaio 1990.

Per l’anzianità maturata dagli agenti o rappresentanti fino alle date del 31 dicembre 1992 o del 31 dicembre 1993 resta confermata la regolamentazione dettata dai citati artt. 10, 11, 12 e 13 dell’ A.E.C. 1° dicembre 1989.

Letto, confermato e sottoscritto

- CONFARTIGIANATO - FILCAMS

- CNA - FISASCAT

- CASA - FNAARC

- CLAAI - UILTUCS

- USARCI

Accordo Economico Collettivo per la disciplina del rapporto di agenzia e
rappresentanza commerciale del settore del commercio

L’anno 1988, il giorno 9 del mese di giugno

tra

La Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo e dei
Servizi (Confcommercio), in rappresentanza delle Associazioni dei
Commercianti ad essa aderenti, rappresentata dal suo Presidente Cav. del
Lav. Dott. Francesco Colucci con una delegazione presieduta dal Gr. Uff.
Dott. Sabatino Madiai e composta dai Sigg.ri: Italo Ballesio, Mario
Borgianni, Enrico Ciaccia, Marcello d’Alfonso, Edoardo Dal Pino, Andrea
Magnolfi, Pietro Martini, G. Battista Mazzucchelli, Carlo Sanpietro,
Adriano Quaranta, Giuseppe Zavatta, con l’assistenza del Segretario
Generale Aggiunto Rocco Sorace, del Direttore dei Servizi Sindacali Basilio
Mussolin, dal Capo Servizio Luigi De Romanis e di: Paola Mancini, Maria
Teresa Perrotti, Maria Cecilia Segatori

e

La Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio
(F.N.A.A.R.C.), rappresentata dal suo Presidente Gr. Uff. Ugo Volpi: dai
Vice-Presidenti Giorgio Caleffi, Luigi Contini, Ugo Dessy, Franco Mazza,
Antonino Passarello e Karl Schorn; dai componenti della Giunta Esecutiva
Gabrio Cereda, Abramo Clerici, Adalberto Corsi, Giuseppe Falcone e Gabriele
Mazzanti, assistiti dal Direttore Generale Gianfranco Gatelli

e

La Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo-Mensa e Servizi
(F.I.L.C.A.M.S.-C.G.I.L.), rappresentata dal Segretario Generale Gilberto
Pascucci, dal Segretario Generale Aggiunto Roberto Di Gioacchino, dal
Responsabile Nazionale del Settore Lionello Giannini e dal Coordinamento
Nazionale della categoria composto dai Sigg.ri: Elvio Angelini, Aldo
Aiello, Ferruccio Bargiacchi, Paolo Bedrone, Duilio Benassi, Emilio
Biasioli, Mauro Conti, Giuliano Cusi, Gianfranco Del Monte, Rinaldo De
Velo, Ottone Ferri, Augusto Ferrini, Andrea Filippi, Emilio Fossati,
Michele Gaudiano, Mario Giannini, Pio Giosia, Cesare Giordano, Ulderigo
Innocenti, Rodolfo Lillo, Arnaldo Limardi, Roberto Mancini, Sirio Mancini,
Antonio Marchese, Attilio Marchi, Alberto Marè, Riccardo Marzoli,
Gianfranco Montefusco, Antonio Moras, Pietro Orsi, Angelo Pacifico, Silvio
Paghi, Mario Palchetti, Mario Pallanti, Enzo Pampaloni, Ezio Perossini,
Antonio Pippa, Giuliano Pocci, Alberto Pratesi, Piergiorgio Risi, Giovanni
Rosci, Domenico Rucaro, Vittorio Sanna, Ugo Solzi, Renato Tedeschi, Alfonso
Terrana, Luciano Tinti, Roberto Tori e Alfio Vignoli, con l’intervento
della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (C.G.I.L.), rappresentata
dal Segretario confederale Lucio De Carlini.

La Federazione Italiana Sindacati Addetti ai Servizi Commerciali Affini e
del Turismo (F.I.S.A.S.C.A.T.-C.I.S.L.), rappresentata dal Segretario
Generale Renato Di Marco, dai Segretari Nazionali: Angelo Buttarelli,
Gianni Baratta, Domenico Elicio, Antonio Michelagnoli, Maria Pantile,
Salvatore Zappadu, dal dirigente l’Ufficio Sindacale Salvatore Falcone,
unitamente ad una delegazione composta dai Sigg.ri: Antonio Azzollini,
Teonisto Alabò, Gaetano Anzi, Giovanni Bergami, Carlo Bredeon, Mario
Cesino, Bruno Cordiano, Franco Di Liberto, Antonino Donato, Ettore
Fornaroli, Giuseppe Lion, Olga Lorenzini, Francesco Marcolin, Franco
Menato, Loris Nascetti, Primo Negri, Eldo Pedini, Giuseppe Piranomonte,
Marco Paoletti, Vincenzo Ramogida, Pierangelo Raineri, Salvatore Scalisi,
Antonio Sabatella, Filippo Scarpino, Giuseppe Girna, Oto Siniscalchi,
Alessandro Varriale, con l’intervento della Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori (C.I.S.L.) rappresentata da Domenico Trucchi.

L’Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi
(U.I.L.Tu.C.S.-U.I.L.), rappresentata dal Segretario Generale Vanni
Raffaele, dal Segretario Nazionale Vicario Giovanni Gazzo, dai Segretari
Nazionali Renzo Canella, Giulio Lattanzi, Michele Malerba, Parmenio
Stroppa, Antonio Zilli, unitamente ad una delegazione composta dal
Coordinamento Nazionale Agenti Rappresentanti Comm. Giulio Bellatti, e dai
Sigg.ri Carlo Bellotti, Armando Bille, Paolo Borea, Giuseppe Bove, Giuseppe
Buschini, Giorgio Bussotti, Aldo Carmelo Capua, Luigi Cavallo, Barnardo
Coccia, Giovanni Colombo, Romano Denichilo, Giancarlo Giavarini, Mario
Giunti, Rino Marsili, Michele Massimino, Alessandro Messeri, Pio Mornacchi,
Eugenio Oppici, Cesare Pata, Eolo Salani, Giuseppe Tinelli, Gianfranco
Tusini, Giuseppe Zanconato, con la partecipazione della Unione Italiana del
Lavoro (U.I.L.) nella persona del Segretario Confederale Silvano Veronese.

L’Unione Sindacati Agenti Rappresentanti Commercio Italiani (U.S.A.R.C.I.),
rappresentata dal Presidente dott. Francesco De Pasquale, dal Vice
Presidente Vicario Gr. Uff. Renzo Righetti e dai Vice Presidenti rag. Paolo
Battaglia, dott. Umberto Brugnara, Cav. Alfredo Ragazzoni, dott. Enrico
Nicolini, rag. Michele Vasanelli, sig. Ciano Donadon, rag. Giambattista
Angeli

visto

- l’Accordo Economico Collettivo 24 giugno 1981

si è stipulato

il presente Accordo Economico Collettivo per la disciplina del rapporto di
agenzia e rappresentanza commerciale tra le Case mandanti commerciali ed i
rispettivi Agenti e Rappresentanti di Commercio, composto di 21 articoli di
2 allegati e di 5 tabelle letti, approvati e sottoscritti dalle parti
contraenti.

Premessa

Le parti stipulanti, con il presente Accordo Economico Collettivo,
intendono realizzare una disciplina normativa corrispondente alle
peculiarità del rapporto di agenzia, nonché alle caratteristiche delle
imprese commerciali e dei servizi.

Sotto questo profilo manifestano il comune interesse a sviluppare corrette
relazioni sindacali e contrattuali, consapevoli dell’importanza che il
settore commerciale riveste nell’economia del Paese e del ruolo svolto
dagli agenti e rappresentanti di commercio, in un mercato distributivo reso
ancora più complesso dalla difficile congiuntura economica, quali
collaboratori indispensabili per le loro caratteristiche funzionali e
professionali.

La Confederazione del commercio, nell’affermare la sua piena autonomia
contrattuale, accoglie la richiesta di parte sindacale per incontri annuali
a livello nazionale con le OO.SS. degli agenti stipulanti il presente AEC
intesi ad esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonché le
situazioni di mercato anche per i riflessi che possono determinarsi sulle
condizioni economiche, sociali e professionali degli agenti.

Su richiesta di una delle parti, tali incontri potranno avvenire anche per
singoli settori merceologici.

Art. 1

Il contratto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le case mandanti
commerciali (in seguito denominate “ditte”) e gli agenti e rappresentanti
di commercio è disciplinato dalle norme contenute nel presente Accordo
Economico Collettivo.

Agli effetti del presente accordo e in conformità agli artt. 1742 e 1752
c.c. è “agente di commercio” chi è incaricato stabilmente da una o più
ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona; è
“rappresentante di commercio” chi è incaricato stabilmente da una o più
ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata
zona.

L’agente o rappresentante esercita la sua attività in forma autonoma ed
indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai
sensi dell’art. 1746 del c.c. senza obblighi di orario di lavoro e di
itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’art. 1746 c.c. devono
tener conto dell’autonomia operativa dell’agente o rappresentante, il
quale, tenuto ad informare costantemente la casa mandante sulla situazione
del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a relazioni con periodicità
prefissata sulla esecuzione della sua attività.

Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto
esclusivo l’esercizio delle attività di cui al precedente capoverso salvo
le eccezioni espressamente previste nell’accordo stesso, nonché a coloro
che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere merci
esclusivamente a privati consumatori.

Gli agenti o rappresentanti di commercio e le ditte preponenti sono tenuti
all’osservanza della legge n. 204 del 3 maggio 1985. Le norme del presente
accordo non sono applicabili agli agenti o rappresentanti non iscritti nei
ruoli di cui alla legge 3 maggio 1985, n. 204.

Le norme contenute nel presente accordo si applicano anche ai contratti a
tempo determinato, in quanto compatibili con la natura del rapporto, con
esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso.

Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, la casa
mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima
della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o alla
proroga del mandato.

Art. 2

Salvo diverse intese tra le parti, la ditta non può valersi
contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio, di
più agenti o rappresentanti, né l’agente o rappresentante può assumere
l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza
tra di loro.

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo espresso patto di esclusiva
per una sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante,
dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra
loro.

All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante
debbono essere precisati per iscritto in un unico documento, oltre al nome
delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle
provvigioni o dei compensi e la durata, quando non sia a tempo
indeterminato, nonché l’esplicito riferimento alle norme dell’Accordo
Economico Collettivo in vigore e successive modificazioni.

Le variazioni di zona, esclusi i casi di lieve entità, possono essere
realizzate previa comunicazione scritta all’agente o rappresentante da
darsi almeno 2 mesi prima (ovvero 4 mesi prima per gli agenti e
rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente
per una sola ditta), salvo accordo scritto tra le parti per una diversa
decorrenza del preavviso. Qualora queste variazioni siano di entità tale da
modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto, il preavviso
scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del
rapporto. Qualora l’agente o rappresentante comunichi, entro 30 giorni di
non accettare le variazioni previste, la comunicazione del preponente
costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o
rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.

Chiarimento a verbale

In relazione a quanto previsto dal l° e 2° comma del presente articolo, le
parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza
quando l’incarico conferito all’agente o rappresentante riguardi generi di
prodotti che per foggia, destinazione e valore d’uso siano diversi e
infungibili tra di loro.

Art. 3

L’agente o rappresentante deve assolvere gli obblighi inerenti all’incarico
affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta.

Il contratto potrà prevedere l’addebito totale o parziale del valore del
campionario all’agente o rappresentante, in caso di mancata o parziale
restituzione o di danneggiamento, non derivante dal normale utilizzo.

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta né di
concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

Qualora gli venga conferito l’incarico continuativo di riscuotere per conto
della casa mandante, questa ultima stabilirà separatamente dalle competenze
la provvigione di incarico. L’obbligo di stabilire la provvigione di cui
trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga
la sola attività di recupero degli insoluti.

Il preponente è tenuto a fornire all’agente o rappresentante le notizie
utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato, nonché ad
avvertirlo senza indugio qualora ritenga di non poter evadere totalmente o
parzialmente le proposte d’ordine.

Art. 4

L’agente o rappresentante è compensato a provvigione da determinarsi in
misura percentuale sugli affari andati a buon fine.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli
accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo
a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta concordati per
condizioni di pagamento.

Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che l’esecuzione
dell’affare si effettui su accordo tra fornitori ed acquirenti per consegne
ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole
consegne regolarmente pagate.

In deroga al principio di cui al primo comma, in qualsiasi caso di
insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta
sia inferiore all’importo della provvigione sulla quota soluta, la ditta
verserà all’agente o rappresentante la differenza.

Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15%
del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla
quota soluta.

La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che
non hanno avuto esecuzione per cause imputabili al preponente.

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva gli affari di una ditta
ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima
senza suo intervento, sempreché rientranti nell’ambito del mandato
conferitogli.

In caso di risoluzione del contratto di agenzia o rappresentanza l’agente o
rappresentante ha diritto alla provvigione per gli affari proposti prima
della estinzione del contratto ed accettati dalla ditta anche dopo tale
data, salvo in ogni caso le disposizioni di cui ai commi precedenti, e
salvo l’obbligo per l’agente o rappresentante a richiesta della ditta, di
prestare l’opera di sua competenza per la completa e regolare esecuzione
degli affari in corso.

In deroga ai principi stabiliti nei commi precedenti, ai soli fini del
diritto alle provvigioni, le proposte d’ordine non confermate per iscritto
dal preponente entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle
proposte stesse si intendono accettate.

Salvo diverso accordo tra le parti, in luogo della conferma di cui al comma
precedente, il preponente entro lo stesso termine può comunicare per
iscritto all’agente o rappresentante il rigetto dell’ordine ovvero la
necessità di una proroga del termine.

Art. 5

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese connesse
con l’esercizio dell’attività svolta ai sensi dell’art. 1 del presente
accordo, salvo patto contrario.

Il patto in contrario non potrà determinare il rimborso di spese o concorso
alle spese in forma percentuale.

Art. 6

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni
trimestre.

Entro trenta giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte
invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché
il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle
vigenti norme fiscali. Qualora l’agente o rappresentante non sollevi
contestazioni entro sessanta giorni dal ricevimento del conto, questo si
intenderà definitivamente approvato. In caso di contestazione, la ditta
verserà le eventuali ulteriori somme non oltre trenta giorni dalla
definizione della controversia.

Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre
quindici giorni rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta
a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in
misura pari al tasso ufficiale di sconto.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite
dell’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese
fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate
direttamente ai clienti.

Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad
anticipi, nel corso del trimestre, nella misura del 70% del suo credito per
tale titolo. E’ in facoltà dell’agente o rappresentante, all’atto del
conferimento del mandato, di chiedere, in alternativa al criterio di cui
sopra, la liquidazione di anticipi nella misura del 50% delle provvigioni
da maturare, che si riferiscono ad affari con pagamento non oltre 90
giorni, e nella misura del 35% delle provvigioni da maturare che si
riferiscono ad affari con pagamento oltre 90 giorni ma non oltre 120. Resta
fermo che l’agente o rappresentante non ha diritto ad anticipi, ove sia
debitore della ditta per altro titolo.

Art. 7

Quando sia pattuito per iscritto, a titolo di penale, uno “star del
credere” a carico dell’agente o rappresentante per insolvenza totale o
parziale da parte del compratore, esso non potrà superare il triplo della
provvigione né essere comunque superiore al 15% della perdita subita dalla
ditta.

Non sono soggette allo “star del credere” le spese, ivi comprese quelle
legali, sostenute per il recupero del credito. Lo “star del credere” non
verrà inoltre computato sulle somme che sarebbero spettate all’agente o
rappresentante a titolo di provvigione qualora l’affare fosse andato a buon
fine.

Ove la ditta recuperi in tutto o in parte le somme perdute, si farà luogo
al rimborso dell’importo dello “star del credere” conteggiato sulla perdita
anzidetta.

Tuttavia, ove l’ammontare dell’importo anzidetto a carico dell’agente o
rappresentante, in un anno, superi la metà dell’ammontare delle provvigioni
maturate nell’anno medesimo a suo favore, la eccedenza non sarà a carico
dell’agente o rappresentante.

In tal caso, se la ditta intende risolvere il rapporto, sarà esonerata
dall’obbligo del preavviso.

Eventuali deroghe alle norme di cui al 1° comma del presente articolo
potranno essere convenute tra le Organizzazioni stipulanti, qualora la
misura della provvigione superi il 12%.

Per qualche caso particolare (ad esempio, per il commercio tessile) potrà
essere convenuto, tra la ditta mandante e l’agente o rappresentante, uno
“star del credere” al di sopra dei limiti anzidetti, a condizione che venga
pattuito un supplemento della normale provvigione.

Art. 8

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che
costituisca causa di impedimento nell’espletamento del mandato affidatogli,
il rapporto di agenzia o rappresentanza, a richiesta della ditta oppure
dell’agente o rappresentante interessato, resterà sospeso per la durata
massima di sei mesi dall’inizio della malattia o dalla data
dell’infortunio, e pertanto la ditta non potrà per tale periodo procedere
alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente
per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o
rappresentanza o a dare ad altri l’incarico ad esercitarlo. Il titolare
deve consentire, nel corso del predetto periodo, che la ditta, o chi da
questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga
della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri, e non
ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo
stesso, salvo patto in contrario tra le parti.

A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale,
per i casi di infortunio e di malattia spedalizzata, le case mandanti del
settore commerciale provvederanno alla stipulazione di una polizza
assicurativa o all’adozione di forme equivalenti, atte a garantire
all’agente o rappresentante secondo le condizioni ed i limiti delle
disposizioni regolamentari allegate, che formano parte integrante del
presente articolo il seguente trattamento, indipendente ed aggiuntivo
rispetto a quello eventualmente erogato dall’ENASARCO con la propria
assicurazione:

a) in caso di morte per infortunio: liquidazione di un capitale di
L. 20.000.000 (ventimilioni);
b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio: liquidazione di
un capitale di L. 20.000.000 (ventimilioni). Tale importo sarà
proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità inferiore all’80%
(ottanta per cento), in relazione alla percentuale riconosciuta secondo
la tabella INAIL ed a partire dal 6% (sei per cento);
c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti
diagnostici: corresponsione di una diaria giornaliera di L. 10.000
(diecimila) dal 1° giorno di degenza e fino a un massimo di 60 giorni
per anno assicurativo, fatta salva la decorrenza iniziale della
copertura assicurativa per la diaria stessa.

A decorrere dal 1° gennaio 1989, il trattamento previsto al precedente
comma del presente articolo è così modificato:

a) in caso di morte per infortunio: liquidazione di un capitale di
L. 65.000.000 (sessantacinquemilioni);
b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio: liquidazione di
un capitale di L. 80.000.000 (ottantamilioni). Tale importo sarà
proporzionalmente ridotto in caso di invalidità inferiore all’80%
(ottanta per cento) in relazione alla percentuale riconosciuta secondo
la tabella INAIL ed a partire dal 6% (sei per cento);
c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti
diagnostici ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per
intervento chirurgico o a ricovero per infortunio che abbia comportato
l’applicazione di gessatura: corresponsione di una diaria giornaliera di
L. 25.000 dal 1° giorno di degenza fino ad un massimo di 60 giorni per
anno assicurativo fatta salva la decorrenza iniziale della copertura
assicurativa per la diaria stessa.

Nei confronti degli agenti o rappresentanti plurimandatari saranno
stabilite nel regolamento di attuazione norme intese a ridurre gli oneri
derivanti dall’applicazione del precedente comma a carico di ciascuna casa
mandante, in misura proporzionale al numero dei mandati.

Art. 9

In caso di risoluzione da parte della ditta di un rapporto a tempo
indeterminato, dovrà essere dato all’agente o rappresentante un preavviso
di:

_ 4 mesi, qualora la durata del rapporto non superi i 5 anni compiuti;
_ 5 mesi, qualora la durata del rapporto superi i 5 anni ma non gli 8
compiuti;
_ 6 mesi, qualora la durata del rapporto sia superiore a 8 anni compiuti.

Per gli agenti o rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività
in esclusiva per una sola ditta, i termini di preavviso di cui sopra sono
aumentati di due mesi.

Ove la ditta preferisca esonerare senz’altro l’agente o rappresentante
dalla prestazione, dovrà corrispondergli, in sostituzione del preavviso,
una somma pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell’anno
solare (1° gennaio – 31 dicembre) precedente quanti sono i mesi di
preavviso spettanti all’agente o rappresentante o una somma a questa
proporzionale, in caso di esonero da una parte di preavviso. Qualora il
rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente saranno
conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici
mesi di riferimento.

Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore all’anno, il detto
computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni
liquidate durante il rapporto stesso.

Ad analoghi obblighi è tenuto l’agente o rappresentante nei confronti della
ditta, in caso di risoluzione del rapporto da parte dell’agente o
rappresentante. In tal caso, il preavviso sarà di cinque mesi o di quattro
mesi, a seconda che l’agente o rappresentante sia impegnato o meno ad
esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta.

La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in
tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere l’indennità
sostitutiva, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta
comunicazione.

L’indennità sostitutiva del preavviso va computata su tutte le somme
corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche a titolo di
rimborso o concorso spese.

Art. 10

All’atto della risoluzione del contratto a tempo indeterminato sarà
corrisposta dalla ditta all’agente o rappresentante una indennità secondo
le disposizioni dei seguenti art. 11 e 12.

Le parti si danno atto che con i versamenti di cui ai successivi articoli è
assolto ogni obbligo gravante sulle case mandanti in virtù dell’art. 1751
c.c.

Art. 11

L’indennità di risoluzione del contratto a tempo indeterminato è stabilita
nella misura del 3% dell’ammontare delle provvigioni liquidate all’agente o
rappresentante nel corso del contratto, nei seguenti limiti:

a) non oltre L. 50.000 (cinquantamila) di provvigioni liquidate per ciascun
anno fino al 30 settembre 1947; qualora l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare
in esclusiva la sua attività per una sola ditta, il limite di L. 50.000
(cinquantamila) è elevato a L. 70.000 (settantamila) di provvigioni
annue;
b) non oltre L. 500.000 (cinquecentomila) di provvigioni liquidate per
ciascun anno per il periodo dal 1° ottobre 1947 al 30 giugno 1951;
qualora l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in
esclusiva la sua attività per una sola ditta, il limite di L. 500.000
(cinquecentomila) è elevato a L. 600.000 (seicentomila) di provvigioni
annue;
c) non oltre L. 2.000.000 (duemilioni) di provvigioni liquidate per ciascun
anno per il periodo dal 1° luglio 1951 al 31 dicembre 1958; qualora
l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la
sua attività per una sola ditta, il limite di L. 2.000.0000 (duemilioni)
è elevato a L. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila).

A decorrere dal 1° gennaio 1959 l’indennità per scioglimento del contratto
a tempo indeterminato è stabilita nella misura dell’1% dell’intero
ammontare delle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante, e
integrata nelle misure e nei limiti sotto indicati,

a) per il periodo dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1968 l’integrazione è
del 3% (tre per cento) fino a lire 2.000.000 (duemilioni) di provvigioni
liquidate per ciascun anno, e dell’1% (uno per cento) per la parte di
provvigioni liquidate per ciascun anno fra L. 2.000.000 (duemilioni) e
L. 3.000.000 (tremilioni); per gli agenti e rappresentanti impegnati ad
esercitare in esclusiva, i limiti di L. 2.000.000 e di Lire 3.000.000
sono elevati rispettivamente a L. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila)
e L. 3.500.000 (tremilionicinquecentomila);
b) per il periodo dal 1° gennaio 1969 al 31 dicembre 1976 l’integrazione è
del 3% (tre per cento) fino al limite di L. 2.500.000
(duemilionicinquecentomila) di provvigioni liquidate per ciascun anno, e
dell’1% (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate per
ciascun anno fra L. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) e L. 4.000.000
(quattromilioni); per gli agenti o rappresentanti impegnati ad
esercitare in esclusiva i limiti di L. 2.500.000 e di L. 4.000.000 sono
elevati rispettivamente a lire 3.000.000 (tremilioni) e L. 4.500.000
(quattromilionicinquecentomila);
c) per il periodo dal 1° gennaio 1977 al 31 dicembre 1980 l’integrazione è
del 3% (tre per cento) fino al limite di L. 4.500.000
(quattromilionicinquecentomila) di provvigioni liquidate per ciascun
anno, e dell’1% (uno per cento) per la parte di provvigioni liquidate
per ciascun anno tra L. 4.500.000 (quattromilionicinquecentomila) e
L. 6.000.000 (seimilioni); per gli agenti o rappresentanti impegnati ad
esercitare in esclusiva, i limiti di L. 4.500.000
(quattromilionicinquecentomila) e Lire 6.000.000 (seimilioni) sono
elevati rispettivamente a L. 6.000.000 (seimilioni) e L. 8.000.000
(ottomilioni).
d) per il periodo dal 1° gennaio 1981 al 31 dicembre 1988: l’integrazione è
del 3% (tre per cento) fino al limite di L. 6.000.000 (seimilioni) di
provvigioni liquidate per ciascun anno e dell’1% (uno per cento) per la
parte di provvigioni liquidate per ciascun anno tra L. 6.000.000
(seimilioni) e Lire 9.000.000 (novemilioni); per gli agenti o
rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i limiti di
L. 6.000.000 (seimilioni) e di L. 9.000.000 (novemilioni) sono elevati
rispettivamente a L. 12.000.000 (dodicimilioni) e L. 18.000.000
(diociottomilioni).
e) per il periodo dal 1° gennaio 1989 in poi, l’integrazione è del 3% (tre
per cento) fino al limite di 12.000.000 (dodicimilioni) di provvigioni
liquidate per ciascun anno e dell’1% (uno per cento) per la parte di
provvigioni liquidate per ciascun anno tra L. 12.000.000 (dodicimilioni)
e L. 18.000.000 (diciottomilioni).

Per gli agenti o rappresentanti impegnati ad esercitare in esclusiva, i
limiti di L. 12.000.000 e L. 18.000.000 sono elevati, rispettivamente, a
L. 24.000.000 (ventiquattromilioni) e 36.000.000 (trentaseimilioni).

Agli effetti dell’accantonamento presso il FIRR saranno computate anche
le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di
rimborso o concorso spese.

Chiarimento a verbale

I versamenti di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 11 sono
riassunti nelle tabelle A, B, C, D ed E annesse al presente accordo a
titolo di chiarimento, per facilitare i relativi calcoli.

Art. 12

Dall’indennità di cui al precedente articolo deve detrarsi quanto l’agente
ha diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente
compiuti dal preponente in aggiunta al trattamento di previdenza previsto
dal presente accordo.

L’indennità di risoluzione del contratto è dovuta anche in caso di
invalidità permanente e totale dell’agente o rappresentante.

Nel caso di morte dell’agente o rappresentante la indennità stessa è dovuta
agli eredi, a norma dell’art. 1751, 4° comma, c.c.

Art. 13

L’indennità di scioglimento del contratto di cui ai precedenti articoli è
accantonata, per gli importi maturati fino al 31 dicembre 1958, presso
l’ENASARCO (Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di
Commercio), in virtù delle norme contenute negli art. 8, 9,10,11 e 12
dell’Accordo Economico Collettivo 30 giugno 1938.

Le parti si danno atto che col versamento di cui al precedente capoverso è
assolto ogni obbligo gravante sulle case mandanti in materia di indennità
di scioglimento del contratto in relazione agli accordi economici sopra
citati per il periodo antecedente al 1° gennaio 1959.

Per il periodo dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1964 l’accantonamento
dell’indennità di scioglimento del contratto presso l’ENASARCO è
facoltativa da parte delle ditte, e subordinata alla condizione che l’Ente
corrisponda alle ditte stesse un interesse annuo non inferiore al 4%
(quattro per cento).

Per gli importi maturati a decorrere dal 1° gennaio 1965 l’accantonamento
dell’indennità di scioglimento del contratto sarà effettuato presso
l’ENASARCO, sempreché detto Ente corrisponda alle ditte un interesse annuo
non inferiore al 4% (quattro per cento) e devolga gli utili di esercizio
della gestione “Fondo Indennità Risoluzione Rapporto (FIRR)” al Fondo di
Assistenza a favore degli iscritti dell’Ente.

I versamenti di cui al precedente comma saranno effettuati presso
l’ENASARCO sulle provvigioni liquidate nel corso di ogni anno solare (1°
gennaio – 31 dicembre) entro il 31 marzo successivo.

Le ditte sono tenute a segnalare all’ENASARCO l’inizio e la cessazione dei
rapporti e ogni altra eventuale variazione intervenuta; per le relative
modalità si rinvia alle norme regolamentari e alle delibere del Consiglio
di Amministrazione dell’Ente.

Le parti si riservano di provvedere con separato accordo alla redazione di
un apposito regolamento per l’accantonamento ed il versamento agli aventi
diritto dell’indennità per la risoluzione del rapporto.

Art. 14

Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa
mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante, sarà
corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o
rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di
cui al precedente art. 10, una indennità suppletiva di clientela, da
calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate per tutta la
durata del rapporto di agenzia e relative comunque ad affari conclusi
successivamente al 1° gennaio 1989 nel modo seguente (1):

a) 3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi tre anni di
durata del rapporto di agenzia;
b) 3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate dal quarto
al sesto anno compiuto;
c) 4% (quattro per cento) sulle provvigioni maturate negli anni successivi.

L’indennità suppletiva di clientela sarà altresì corrisposta – sempre che
il rapporto sia in atto da almeno un anno – in caso di dimissioni
dell’agente o rappresentante dovute a sua invalidità permanente e totale o
per conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO, nonché in caso di
decesso. Il quest’ultimo caso, l’indennità predetta verrà corrisposta agli
eredi legittimi o testamentari.

Qualora la casa mandante non corrisponda l’indennità di clientela per fatto
imputabile all’agente o rappresentante, ne darà motivazione nella lettera
di revoca.

Agli effetti della liquidazione dell’indennità suppletiva di clientela
saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e specificamente
a titolo di rimborso o di concorso spese.

Ai fini dell’indennità di cui al presente articolo si considera a tempo
indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

(1) Per il periodo 1° gennaio 1977 – 31 dicembre 1988 il calcolo
dell’indennità suppletiva di clientela viene effettuato sulla base del
seguente art. 14, primo comma dell’AEC 24 giugno 1981: “Se il contratto
a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per
fatto non imputabile all’agente o rappresentante, sarà corrisposta
direttamente dalla ditta preponente all’agente o rappresentante in
aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di cui al precedente
art. 1O, una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi
sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate per tutta la durata
del rapporto di agenzia e relative comunque ad affari conclusi
successivamente al 1° gennaio i977 nel modo seguente:
a) 3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi 3 (tre) anni
di durata del rapporto di agenzia;
b) 3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate negli
anni successivi.

Dichiarazione a verbale

L’indennità suppletiva di clientela disciplinata dal presente articolo non
è cumulabile con alcun altro trattamento a titolo analogo che dovesse
venire stabilito da disposizioni normative di carattere generale.

Le parti, a chiarimento della norma di cui al presente articolo, si danno
atto che nell’ipotesi di rapporto di agenzia o rappresentanza instaurato
successivamente al 1" gennaio 1977 (ad esempio, 1° gennaio 1978) i tre anni
di cui al 1° comma, lett. a), del presente articolo avranno decorrenza
dalla data di inizio del rapporto di agenzia o rappresentanza.

Art. 15

Il trattamento di previdenza in favore degli agenti o rappresentanti, i cui
rapporti, a termine o non, siano regolati dal presente accordo è
disciplinato dalla legge 2 febbraio 1973, n. 12, e dal regolamento di
esecuzione approvato con DM 20 febbraio 1974.

Fino alla data del 31 dicembre 1958 gli obblighi delle aziende per la
previdenza si intendono integralmente soddisfatti dalle competenze
spettanti agli agenti o rappresentanti, in dipendenza del trattamento
ENASARCO, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30 giugno 1938 e successivi
aggiornamenti.

Art. 16

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti o rappresentanti
all’Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio
(ENASARCO) entro i tre mesi dall’inizio del rapporto di agenzia o di
rappresentanza, indicando per ogni agente o rappresentante il numero di
iscrizione al ruolo di cui alla legge n. 204 del 3 maggio 1985.

Nel caso che l’agente o rappresentante inizi la sua attività, la
comunicazione del numero di iscrizione sarà fatta dalla ditta non appena
l’interessato abbia ottenuto l’iscrizione. I contributi di cui all’articolo
precedente saranno versati all’Ente di cui sopra con periodicità
trimestrale, non oltre sessanta giorni dalla scadenza di ciascun trimestre
solare.

Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o
rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza
dell’ENASARCO e di quelle accantonate presso il FIRR, di competenza
dell’anno precedente.

Art. 17

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali
eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

Art. 18

Le controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente
accordo dovranno essere sottoposte, per il tentativo di conciliazione,
all’esame delle Organizzazioni Sindacali stipulanti.

Art. 19

In relazione alle previsioni della legge 11 agosto 1973, n. 533, le parti
stipulanti, convenendo sulla utilità e sull’importanza degli strumenti
conciliativi previsti dalla stessa legge, che si propongono il risultato di
ridurre l’area della conflittualità, convengono di favorire il ricorso alla
conciliazione sindacale con la costituzione di Commissioni Paritetiche.
Pertanto:

1) Nel caso di insorgenza di controversie, sia durante lo svolgimento, sia
all’atto della cessazione del rapporto di agenzia o di rappresentanza
commerciale, ciascuna delle parti può adire per il tentativo di
componimento della controversia una Commissione Paritetica di
Conciliazione, costituita presso le Associazioni provinciali dei
Commercianti aderenti alla Confederazione Generale Italiana del
Commercio, del Turismo e dei Servizi.

La Commissione di conciliazione sarà composta da 2 membri in
rappresentanza della casa mandante e da 2 membri in rappresentanza
dell’agente o rappresentante di commercio, designati di volta in volta
rispettivamente dalle Associazioni sindacali aderenti alle
Organizzazioni nazionali stipulanti il presente accordo, alle quali le
parti interessate aderiscano o abbiano conferito mandato.
2) La Commissione competente ad espletare la conciliazione è quella
costituita nell’ambito territoriale in cui l’agente o rappresentante
svolge la sua attività ovvero, su accordo delle parti stipulanti o dei
loro aderenti, quella costituita nell’ambito territoriale in cui è la
sede della ditta mandante.
3) La Commissione espleterà il tentativo di conciliazione entro e non oltre
30 giorni dal ricevimento della richiesta delle parti.
4) Nel caso in cui il tentativo di conciliazione abbia esito positivo,
resta inteso che l’accordo intervenuto non è impugnabile, giusta quanto
previsto dal combinato disposto degli artt. 411, 3° comma, c.p.c. e
2113, 4° comma, c.c., come risultano sostituiti dagli artt. 1 e 6 della
legge 11 agosto 1973, n. 533.
5) Qualora il tentativo di conciliazione non riesca, le parti restano
libere di adire l’Autorità giudiziaria.
6) In ogni caso, trovano applicazione le norme di cui all’art. 411, ultimo
comma, e all’art. 412 del c.p.c., così come risultano sostituiti
dall’art. 1 della legge 11 agosto 1973, n. 533.
7) Le spese per il funzionamento della Commissione Sindacale Paritetica di
conciliazione saranno sostenute in proprio dalle parti tra le quali
intercorre la conciliazione.

Art. 20

Le disposizioni del presente accordo relative alla indennità di
scioglimento del contratto ed alla previdenza sono correlative ed
inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con altro trattamento.

Art. 21

Il presente accordo entra in vigore, salvo le diverse decorrenze previste
per i singoli istituti, il 1° luglio 1988 e scadrà il 30 giugno 1991; ove
non venga disdetto da una delle parti con un preavviso di quattro mesi, si
intenderà rinnovato per un anno e così di anno in anno.

In caso di regolare disdetta esso resterà in vigore fino a che non sia
sostituito da un successivo accordo.

Allegati e Tabelle

ALLEGATO 1

Lettera di intenti

Le parti, nel concordare sull’opportunità della revisione del meccanismo
contrattuale del FIRR, convengono di procedere in tempi brevi ad un esame
congiunto della materia, interessando, oltre al Ministero del Lavoro, gli
Enti previdenziali preposti, tenuto conto anche dell’allegato progetto.

ALLEGATO 2

Progetto di revisione del FIRR nell’ambito del rinnovo dell’AEC 24 giugno
1981

Le parti stipulanti hanno concordato un progetto di revisione del
meccanismo contrattuale del FIRR improntato ai seguenti criteri:
1) Rivalutazione annua delle somme accantonate presso il FIRR mediante
accredito sui singoli conti individuali degli utili netti risultanti
dalla gestione di ciascun esercizio.
2) Ai fini di cui al pulito 1), le case mandanti consentono l’utilizzazione
dell’interesse del 4% – dedotto quanto previsto dal punto successivo – a
loro spettante in forza dell’art. 1, parte 1a, delle “Disposizioni
regolamentari” 24 giugno 1981, importo che andrà pertanto ad
incrementare i conti individuali.
3) La polizza contrattuale di cui all’art. 8 dell’AEC 24 giugno 1981 verrà
affidata all’ENASARCO che utilizzerà ai fini del pagamento del premio
relativo e dei relativi costi di gestione, quota parte del 4% di
interesse di cui al precedente punto 2).

Le prestazioni garantite dalla polizza saranno quelle concordate dalle
parti stipulanti l’AEC per la categoria.
4) Le disponibilità annualmente esistenti nel FIRR verranno impiegate
secondo piani d’investimento deliberati dal Consiglio di Amministrazione
dell’ENASARCO, previo conforme parere di un Comitato paritetico formato
da rappresentanti delle Organizzazioni stipulanti l’AEC anzidetto.
5) Le parti si danno atto che le prestazioni integrative di previdenza
continueranno ad essere assicurate con le disponibilità attualmente
esistenti nell’apposito Fondo, nonché con le altre fonti di entrata
previste dalla normativa vigente.

Tabelle annesse all’Accordo Economico Collettivo per la disciplina del
rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale nel settore del commercio.
(Calcolo indennità di risoluzione rapporto art. 11, lettera A, B, C, D ed
E)

TABELLA A
(in vigore dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1968)
—————————————————————————
Classi di importo annuo delle Indenn. base Aliquota TOTALE
provvigioni computabili Indenn. integr.
—————————————————————————
A
Agenti o rappresentanti senza esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 2.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 2.000.001 a Lire 3.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 3.000.000 1% — 1%

B
Agenti o rappresentanti in esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 2.500.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 2.500.000 a Lire 3.500.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 3.500.000 annue 1% — 1%
—————————————————————————

TABELLA B
(in vigore dal 1° gennaio 1969 al 31 dicembre 1976)
—————————————————————————
Classi di importo annuo delle Indenn. base Aliquota TOTALE
provvigioni computabili Indenn. integr.
—————————————————————————
A
Agenti o rappresentanti senza esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 2.500.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 2.500.001 a Lire 4.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 4.000.000 1% — 1%

B
Agenti o rappresentanti in esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 3.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 3.000.001 a Lire 4.500.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 4.500.000 annue 1% — 1%
—————————————————————————

TABELLA C
(in vigore dal 1° gennaio 1977 al 31 dicembre 1980)
—————————————————————————
Classi di importo annuo delle Indenn. base Aliquota TOTALE
provvigioni computabili Indenn. integr.
—————————————————————————
A
Agenti o rappresentanti senza esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 4.500.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 4.500.001 a Lire 6.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 6.000.000 1% — 1%

B
Agenti o rappresentanti in esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 6.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 6.000.001 a Lire 8.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 8.000.000 annue 1% — 1%
—————————————————————————

TABELLA D
(in vigore dal 1° gennaio 1981 al 31 dicembre 1988)
—————————————————————————
Classi di importo annuo delle Indenn. base Aliquota TOTALE
provvigioni computabili Indenn. integr.
—————————————————————————
A
Agenti o rappresentanti senza esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 6.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 6.000.001 a Lire 9.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 9.000.000 1% — 1%

B
Agenti o rappresentanti in esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 12.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 12.000.001 a Lire 18.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 18.000.000 annue 1% — 1%
—————————————————————————

TABELLA E
(in vigore dal 1° gennaio 1989)
—————————————————————————
Classi di importo annuo delle Indenn. base Aliquota TOTALE
provvigioni computabili Indenn. integr.
—————————————————————————
A
Agenti o rappresentanti senza esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 12.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 12.000.001 a Lire 18.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 18.000.000 1% — 1%

B
Agenti o rappresentanti in esclusiva
I) sulle provvigioni fino a
Lire 24.000.000 annue 1% 3% 4%
II) sulla quota di provvigione da
Lire 24.000.001 a Lire 36.000.000 1% 1% 2%
III) sulla quota di provvigione
eccedente le Lire 36.000.000 annue 1% — 1%
————————————————————————–

… OMISSIS … DA PAG 21 A PAG. 74 NON ACQUISITE
VEDI ARCHIVIO LEGGI.
ERANO RIPORTATE:
LA LEGGE 1985/204
IL DECRETO MINISTERIALE 21/08/85
LA LEGGE 1986/190
IL DECRETO MINISTERIALE 17/12/86
IL DPR 1971/756
IL DPR 1968/758
LA LEGGE 1973/12
IL DECRETO MINISTERIALE 20/02/74
IL DPR 11/12/87

Accordo economico collettivo per la disciplina
del rapporto di agenzia e di rappresentanza commerciale
nelle piccole e medie aziende industriali

Il giorno 25 luglio 1989, in Roma,

tra

la CONFAPI, Confederazione italiana della piccola e media industria,
rappresentata dal presidente Rodolfo Anghileri, assistito dal vice
presidente per le relazioni industriali Pier Enrico Martin, dal direttore
Paolo Gastaldi, dal vice direttore Sandro Naccarelli e dal responsabile per
le politiche contrattuali Giuseppe Florio, con la partecipazione della
delegazione imprenditoriale composta da Sergio Piva, Renzo Bit, Marcello
Bellomo, Giuseppe Nicoletti, Luigi Foroni e della commissione tecnica
composta da Dario Aime, Germano Tasso, Luciano Veronesi, Maria Teresa
Cacia, Antonio Costantin

e

la FILCAMS – CGIL, Federazione italiana lavoratori commercio, turismo,
servizi, rappresentata dal segretario generale Gilberto Pascucci, dal
segretario generale aggiunto Roberto Di Gioacchino, dal responsabile
nazionale del settore Lionello Giannini e dal Coordinamento nazionale della
categoria composto dai signori: Angelini Elvio, Aiello Aldo, Bargiacchi
Ferruccio, Bedrone Paolo, Benassati Duilio, Biasioli Emilio, Conti Mauro,
Cusi Giuliano, Del Monte Gianfranco, De Velo Rinaldo, Ferri Ottone, Ferrini
Augusto, Filippi Andrea, Fossati Emilio, Gaudiano Michele, Giannini Mario,
Giosia Pio, Giordano Cesare, Innocenti Ulderigo, Lillo Rodolfo, Limardi
Arnaldo, Mancini Roberto, Mancini Sirio, Marchese Antonio, Marchi Attilio,
Marè Alberto, Marzoli Riccardo, Montefusco Gianfranco, Moras Antonio, Orsi
Pietro, Pacifico Angelo, Paghi Silvio, Palchetti Mario, Pallanti Mario,
Pampaloni Enzo, Perossini Ezio, Pippa Antonio, Pocci Giuliano, Pratesi
Alberto, Risi Piergiorgio, Rosci Giovanni, Rucaro Domenico, Sanna Vittorio,
Solzi Ugo, Tedeschi Renato, Terrana Alfonso, Tinti Luciano, Tori Roberto e
Vignoli Alfio; con l’intervento della CGIL, Confederazione generale
italiana del lavoro, rappresentata dal segretario confederale Lucio De
Carlini;

la FISASCAT – CISL, Federazione italiana sindacati addetti servizi
commerciali, affini e del turismo, rappresentata dal segretario generale
Mario Cesino, dai segretari generali aggiunti Maria Pantile e Antonio
Mighelagnoli, e dai segretari nazionali Giovanni Baratta, Domenico Elicio,
Mario Marchetti, Salvatore Zappadu, dal dirigente l’ufficio sindacale
Salvatore Falcone, nonchè da una delegazione composta dai signori Gaetano
Anzi, Gaetano Billi, Carlo Bredeon, Antonio Galarco, Antonio Donati,
Giancarlo Gentili, Vincenzo Gargiulo, Giuseppe Lion, Olga Lorenzini,
Francesco Marcolin, Franco Menato, Maurizio Maggiolini, Loris Nascetti,
Marco Paoletti, Antonio Pasquariello, Eldo Pedini, Gaspare Piranomonte, Oto
Siniscalchi, Giancarlo Termini, Vincenzo Ramogida; nonchè per la sezione
nazionale agenti e propagandisti in medicina, i signori Luciana Benassi e
Giorgio Guazzi; con l’intervento della CISL, Confederazione italiana
sindacati lavoratori, rappresentata dal signor Domenico Trucchi;

la FNAARC, Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di
commercio, rappresentata dal suo presidente Ugo Volpi; dai vice presidenti
Giorgio Caleffi, Luigi Contini, Adalberto Corsi, Franco Mazza, Antonio
Passarello e Karl Schorn; dai componenti della Giunta esecutiva Michele
Alberti, Lino Gascone, Egidio Casorati, Gabrio Cereda, Abramo Clerici,
Alvaro Cocchi, Ugo Dessy, Gino Fedegari, Elio Godino, Antonio Livio,
Antonio Malavasi, Gabriele Mazzanti, Franco Monaco, Giorgio Padovini,
Attilio Pareschi e Stefano Spaini, assistiti dal direttore generale
Gianfranco Catelli;

la UIL – Tu.CS, Unione Italiana lavoratori turismo, commercio e servizi,
rappresentata dal segretario generale Raffaele Vanni, dal segretario
nazionale Vicario Giovanni Gazzo, dai segretari nazionali Renzo Ganella,
Giulio Lattanzi, Michele Malerba, Parmenio Stroppa, Antonio Zilli,
unitamente ad una delegazione composta dal coordinatore nazionale agenti
rappresentanti comm. Giulio Bellatti e dai signori Bellotti Carlo, Bille
Armando, Borea Paolo, Bove Giuseppe, Buschini Giuseppe, Bussotti Giorgio,
Capua Aldo Carmelo, Cavallo Luigi, Coccia Barnardo, Colombo Giovanni,
Denichilo Romano, Giavarini Giancarlo, Giunti Mario, Marsili Rino,
Massimino Michele, Messeri Alessandro, Mornacchi Pio, Oppici Eugenio, Pata
Cesare, Salani Eolo, Santovincenzo Giorgio, Tusini Gianfranco, Zanconato
Giuseppe; con l’intervento della UIL, Unione Italiana del Lavoro, nella
persona del segretario confederale Silvano Veronese;

la USARCI, Unione sindacati agenti e rappresentanti di commercio italiani,
rappresentata dal suo presidente Francesco De Pasquale, dal vice presidente
vicario Renzo Righetti, dai vice presidenti Paolo Battaglia, Umberto
Brugnara, Alfredo Ragazzoni, Mario D’Abbicco, Sergio Manciucca, Ciano
Donadon e dai consiglieri Enrico Nicolini e Giancarlo Bonamenti;

————-
tra

la CONFAPI, Confederazione italiana della piccola e media industria,
rappresentata dal presidente Rodolfo Anghileri, assistito dal vice
presidente per le relazioni industriali Pier Enrico Martin, dal direttore
Paolo Gastaldi, dal vice direttore Sandro Naccarelli e dal responsabile per
le politiche contrattuali Giuseppe Florio, con la partecipazione della
delegazione imprenditoriale composta da Sergio Piva, Renzo Bit, Marcello
Bellomo, Giuseppe Nicoletti, Luigi Foroni e della commissione tecnica
composta da Dario Aime, Germano Tasso, Luciano Veronesi, Maria Teresa
Cacia, Antonio Costantin

e

la FIARC, Federazione italiana agenti rappresentanti di commercio,
rappresentata dal presidente nazionale Carlo Massaro, dal segretario
nazionale Alvaro Guidozzi, dai vice presidenti Mario Corazza, Luciano
Catarsi e Stefano Dalla Chiesa, con la partecipazione della CONFESERCENTI,
Confederazione italiana esercenti attività commercianti e turistiche,
rappresentata dal responsabile delle politiche contrattuali Livio Cauduro,

si è stipulato il presente accordo che rinnova l’accordo economico
collettivo 28 febbraio 1975.

Art. 1 – Campo di applicazione

Il presente accordo regola i rapporti fra gli agenti e rappresentanti di
commercio, rappresentati dalle associazioni contraenti e le aziende
industriali, rappresentate dalle API, associazioni piccole e medie
industrie, aderenti alla CONFAPI, Confederazione italiana della piccola e
media industria.

Agli effetti di esso ed in conformità agli artt. 1742 e 1752 del Codice
Civile, indipendentemente dalla qualifica o denominazione usata dalle
parti:

a) è agente di commercio chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di
promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona;

b) è rappresentante di commercio chi è incaricato stabilmente da una o più
ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata
zona.

L’agente o rappresentante esercita la sua attività, in forma autonoma ed
indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai
sensi dell’art. 1746 del Codice Civile, senza obblighi di orario di lavoro
e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’art. 1746 del
Codice Civile devono tener conto dell’autonomia operativa dell’agente o
rappresentante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa
mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a
relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione delle sue attività.
Gli agenti o rappresentanti di commercio e le ditte preponenti sono tenuti
all’osservanza della legge 3 maggio 1985, n. 204. Le norme del presente
accordo non sono applicabili agli agenti o rappresentanti non iscritti nei
ruoli di cui alla legge 3 maggio 1985, n. 204. Il presente accordo si
applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo l’esercizio delle
attività suddette, salve le eccezioni e deroghe espressamente previste
nell’accordo stesso, nonchè a coloro che in qualità di agenti o
rappresentanti hanno incarico di vendere esclusivamente a privati
consumatori. Le norme dei presente accordo – salvo quelle di cui agli artt.
10 e 13 – non sono vincolanti nel caso di conferimento di mandato di
agenzia o rappresentanza a coloro che svolgono anche il commercio in
proprio nello stesso genere di prodotti.

Art. 2 – Esclusiva e/o plurimandatari

Ferma restando la possibilità di diverse intese tra le parti, di norma la
ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso
ramo di commercio di più agenti o rappresentanti, nè l’agente o
rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte
che siano in concorrenza fra di loro.

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo patto di esclusiva per una
sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante,
dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra di
loro.

Nel caso in cui l’agente o rappresentante non sia vincolato dal patto di
esclusiva per una sola ditta, egli resta libero di assumere altri incarichi
per ditte che non siano in concorrenza. Le variazioni di zona, esclusi i
casi di lieve entità, possono essere realizzate previa comunicazione
scritta all’agente o al rappresentante da darsi almeno 2 mesi prima (ovvero
4 mesi prima per gli agenti o rappresentanti impegnati ad esercitare la
propria attività esclusivamente per una sola ditta), salvo accordo scritto
tra le parti per una diversa decorrenza. Qualora queste variazioni siano di
entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del
rapporto, il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto
per la risoluzione del rapporto. Qualora l’agente o rappresentante
comunichi, entro 30 giorni, di non accettare le variazioni previste, la
comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del
rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante.

CHIARIMENTO A VERBALE ALL’ARTICOLO 2

In relazione a quanto previsto dai comma 1 e 2 del presente articolo, le
parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza
quando l’incarico conferito all’agente o rappresentante riguardi generi di
prodotti che per foggia, destinazione e valore d’uso siano diversi e
infungibili tra di loro.

Art. 3 – Documenti. Campionario.

All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante
debbono essere precisati per iscritto, in un unico documento, oltre al nome
delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle
provvigioni e compensi, la durata, quando questa non sia a tempo
indeterminato. Nel caso di affidamento del campionario, sarà altresì
previsto che il valore dello stesso potrà essere addebitato all’agente o
rappresentante in caso di mancata o parziale restituzione o di
danneggiamento. In ogni contratto individuale dovrà essere inserito
l’esplicito riferimento alle norme dell’accordo economico collettivo in
vigore e successive modificazioni.

Art. 4 – Tempo determinato

Le norme previste nel presente accordo si applicano anche al contratto a
tempo determinato in quanto compatibili con la natura del rapporto, con
esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso di cui all’art. 9.

Nei contratti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi, la casa
mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima
della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o proroga
del mandato.

Art. 5 – Diritti e doveri delle parti

L’agente o rappresentante deve assolvere gli obblighi inerenti l’incarico
affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla ditta.

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta, né di
concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

Il preponente è tenuto a fornire all’agente o rappresentante le notizie
utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato. Il
preponente informerà altresì l’agente o rappresentante sul lancio di nuovi
prodotti e sulle nuove politiche di vendita.

Art. 6 – Provvigioni

L’agente o rappresentante ha diritto sugli affari andati a buon fine ad una
provvigione, determinata di norma in misura percentuale.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli
accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo
a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta accordati per
condizioni di pagamento.

Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico
continuativo di riscuotere per conto della casa, con responsabilità
dell’agente per errore contabile, dovrà essere stabilita una provvigione
separata, in relazione agli affari per i quali sussista l’obbligo della
riscossione. L’obbligo di stabilire la provvigione di cui trattasi non
sussiste nel caso in cui l’agente o rappresentante svolga la sola attività
di recupero degli insoluti.

Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che la esecuzione
dell’affare si effettui su accordo tra fornitore ed acquirente per consegne
ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole
consegne regolarmente pagate.

In deroga al principio di cui al primo comma, in caso di insolvenza
parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia
inferiore all’importo della provvigione relativa alla quota soluta, la
ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza.

La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che
non hanno avuto esecuzione per causa imputabile al preponente.

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva gli affari di una ditta
ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima
senza suo intervento, sempreché rientranti nell’ambito del mandato
affidatogli.

In caso di cessazione o risoluzione del contratto di agenzia, l’agente o
rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari proposti prima
della risoluzione o cessazione del contratto ed accettati dalla ditta anche
dopo tale data, salvo, in ogni caso, le disposizioni di cui ai commi
precedenti, e salvo l’obbligo, per l’agente o rappresentante, a richiesta
della ditta, di prestare l’opera di sua competenza per la completa e
regolare esecuzione degli affari in corso.

Nei contratti individuali potrà essere stabilito un termine per
l’accettazione o il rifiuto da parte del preponente delle proposte d’ordine
trasmesse dall’agente.

In assenza delle disposizioni di cui al precedente comma nel contratto
individuale, le proposte d’ordine si intenderanno accettate, ai soli fini
del diritto alla provvigione, se non rifiutate dal preponente entro
sessanta giorni dalla data di ricevimento delle proposte stesse.

NORMA TRANSITORIA ALL’ARTICOLO 6

Le disposizioni di cui al comma 3 del presente articolo si applicano ai
rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale instaurati
successivamente alla data di entrata in vigore del presente accordo
economico collettivo.

l contratti di agenzia e rappresentanza commerciale, già in corso alla
predetta data, si adegueranno alla normativa in parola entro il 1° gennaio
1990.

Entro il medesimo termine dovrà essere data attuazione a quanto previsto
nel penultimo comma dell’articolo 6.

Art. 7 – Liquidazioni delle provvigioni

Le ditte cureranno la liquidazione provvigioni alla fine di ogni trimestre.

Entro 30 giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte
invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché
il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle
vigenti norme fiscali. In caso di contestazione, la ditta verserà le
eventuali ulteriori somme non oltre 30 giorni dalla definizione della
controversia.

Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre
quindici giorni, rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà
tenuta a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse
in misura pari al tasso ufficiale di sconto.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture tramite l’agente o
rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente
o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad
anticipi, nel corso del trimestre, nella misura del 70 per cento del suo
credito per tale titolo. E’ in facoltà dell’agente o rappresentante
all’atto del conferimento del mandato, di chiedere, in alternativa al
criterio di cui sopra, la liquidazione di anticipi nella misura del 50 per
cento delle provvigioni da maturare, che si riferiscono ad affari con
pagamento non oltre 90 giorni, e nella misura del 35 per cento delle
provvigioni da maturare, che si riferiscono ad affari con pagamento oltre
90 giorni, ma non oltre 120. Resta fermo che l’agente o rappresentante non
ha diritto ad anticipi, ove sia debitore della ditta per altro titolo.

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese
occasionate dalla sua attività svolta ai sensi dell’articolo 1 del presente
accordo, salvo patto in contrario. Il patto in contrario non potrà
determinare il rimborso o concorso spese in forma percentuale.

Art. 8 – Star del credere

Quando sia pattuito per iscritto uno star del credere a carico dell’agente
o rappresentante per insolvenza totale o parziale da parte del compratore,
esso non potrà superare il triplo della provvigione né essere comunque
superiore al 15 per cento della perdita subita dalla ditta.

Non sono soggette allo star del credere le spese, ivi comprese quelle
legali, sostenute per il recupero del credito. Lo star del credere non
verrà inoltre computato sulle somme che sarebbero spettate all’agente o
rappresentante a titolo di provvigione qualora l’affare fosse andato a buon
fine.

Ove la ditta recuperi in tutto o in parte le somme perdute, si farà luogo
al rimborso dell’importo dello star del credere conteggiato sulla perdita
anzidetta.

Tuttavia, ove l’ammontare dell’importo anzidetto a carico dell’agente o
rappresentante, in un anno, superi la metà dell’ammontare delle provvigioni
maturate nell’anno medesimo a suo favore, l’eccedenza non sarà a carico
dell’agente o rappresentante. In tal caso, se la ditta intende risolvere il
rapporto, sarà esonerata dall’obbligo del preavviso.

Eventuali deroghe alle norme di cui al comma 1 del presente articolo
potranno essere convenute tra le associazioni stipulanti, qualora la misura
della provvigione superi il 12 per cento.

Per qualche caso particolare potrà essere convenuto, tra la ditta mandante
e l’agente o rappresentante, uno star del credere al di sopra dei limiti
anzidetti, a condizione che venga pattuito un supplemento della normale
provvigione.

Art. 9 – Risoluzione del rapporto

In caso di risoluzione di un rapporto a tempo indeterminato, la parte
recedente dovrà darne comunicazione all’altra parte con un preavviso della
seguente misura:

- nel caso di agente o rappresentante impegnato in esclusiva per una sola
ditta: 6 mesi, qualora la durata del rapporto non superi gli 8 anni; 8
mesi, qualora la durata del rapporto superi gli 8 anni;

- nel caso di agente o rappresentante non impegnato in esclusiva per una
sola ditta: 4 mesi, qualora la durata del rapporto non superi gli 8 anni;
6 mesi, qualora la durata del rapporto superi gli otto anni.

Peraltro, in caso di dimissioni dell’agente o rappresentante, la durata del
preavviso sarà di 5 o di 4 mesi, a seconda che l’agente sia impegnato o
meno ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta.

Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine, con
effetto immediato, al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte,
in sostituzione del preavviso, una somma pari a tanti dodicesimi delle
provvigioni liquidate nell’anno solare precedente (1° gennaio – 31
dicembre) quanti sono i mesi di preavviso dovuto o una somma a questa
proporzionale, in caso di esonero da una parte del preavviso.

Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell’anno solare
precedente, saranno conteggiati i successivi mesi dell’anno in corso per
raggiungere i dodici mesi di riferimento.

Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore a dodici mesi, il
detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni
liquidate durante il rapporto stesso.

La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in
tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere la indennità
sostitutiva, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta
comunicazione.

Durante la prestazione in servizio del preavviso, il rapporto decorre
regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

L’indennità sostitutiva del preavviso va computata su tutte le somme
corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche se a titolo di
rimborso o concorso spese.

Art. 10 – Indennità di scioglimento del contratto

All’agente o rappresentante, a norma dell’art. 1751 del Codice Civile,
spetta una indennità per lo scioglimento del contratto.

Tale indennità è determinata nella misura dell’1 per cento sull’ammontare
globale delle provvigioni maturate e liquidate durante il corso del
rapporto.

A decorrere dal 1° ottobre 1989 l’aliquota base dell’1 per cento sarà
integrata nelle seguenti misure:

- agenti o rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta

a) sulle provvigioni fino a L. 24.000.000 annue: 3 per cento
b) sulla quota di provvigione da L. 24.000.001 a L. 36.000.000 annue:
1 per cento

- agenti e rappresentanti senza obbligo di esclusiva per una sola ditta

a) sulle provvigioni fino a L. 12.000.000 annue: 3 per cento
b) sulla quota di provvigioni da L. 12.000.001 a L. 18.000.000 annue:
1 per cento

Da tale indennità deve detrarsi quanto l’agente o rappresentante abbia
diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente
compiuti dal preponente.

Sono computabili agli effetti dell’indennità di risoluzione del rapporto
anche le somme corrisposte espressamente e specificatamente a titolo di
rimborso o concorso spese.

In caso di morte dell’agente o rappresentante l’indennità predetta sarà
corrisposta agli eredi, a norma dell’art. 1751, comma 4 del Codice Civile.

Fino alla data del 30 giugno 1956 gli obblighi delle aziende per
l’indennità di cui al presente articolo si intendono integralmente
soddisfatti dalle competenze spettanti agli agenti o rappresentanti in
dipendenza del trattamento ENASARCO, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30
giugno 1938 e successivi aggiornamenti.

Art. 11 – Indennità suppletiva di clientela

All’atto della risoluzione del rapporto a tempo indeterminato, in aggiunta
all’indennità di cui al precedente art. 10, sarà corrisposta dalla ditta
preponente all’agente o rappresentante una indennità suppletiva di
clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate
durante il corso del rapporto e relative comunque ad affari conclusi dopo
il 1° luglio 1989, nel modo seguente: (1)

a) 3 per cento sulle provvigioni maturate per tutta la durata del rapporto;
b) 0,50 per cento aggiuntivo, sulle provvigioni maturate dal quarto al
sesto anno compiuto, nel limite massimo annuo di L. 72 milioni di
provvigione;
c) 1 per cento aggiuntivo, sulle provvigioni maturate dopo il sesto anno
compiuto, sempre nel limite massimo annuo di L. 72 milioni di
provvigione.

L’indennità suppletiva di clientela non è dovuta se il contratto si
scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante. Non si
considera fatto imputabile all’agente o rappresentante le dimissioni dovute
a invalidità permanente e totale o successive al conseguimento della
pensione di vecchiaia (ENASARCO), semprechè tali eventi si verifichino dopo
che il rapporto sia durato almeno un anno.

In caso di decesso dell’agente o rappresentante, anche se il rapporto sia
durato meno di un anno, l’indennità suppletiva di clientela verrà
corrisposta agli eredi, in analogia a quanto previsto dall’art. 1751, comma
4 del Codice Civile.

Agli effetti della liquidazione dell’indennità suppletiva di clientela
saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e
specificatamente a titolo di rimborso di concorso spese.

Ai fini dell’indennità di cui al presente articolo si considera a tempo
indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Qualora la casa mandante non corrisponda l’indennità di clientela per fatto
imputabile all’agente o rappresentante, ne darà motivazione nella lettera
di revoca.

CHIARIMENTO A VERBALE

Le aliquote aggiuntive dello 0,50 per cento e dell’1 per cento applicabili
sulle provvigioni maturate a partire dal 4° e 7° anno di durata del
rapporto, decorrono dall’1 luglio 1989.

Pertanto per rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale in atto da
più di tre anni dalla data suddetta, esse verranno applicate – nei limiti
della fascia annua – sulle provvigioni relative ad affari conclusi
successivamente alla data del 1° luglio 1989.

DICHIARAZIONE A VERBALE

L’indennità suppletiva di clientela disciplinata dal presente articolo non
è cumulabile con alcun altro trattamento a titolo analogo che dovesse
venire stabilito da disposizioni normative di carattere generale.

Per gli agenti o rappresentanti incaricati da case editrici di vendere
esclusivamente a privati consumatori si conferma che l’ammontare annuo
delle provvigioni eccedenti la misura del 12 per cento viene preso in
considerazione per il calcolo dell’indennità suppletiva di clientela nel
limite del 65 per cento.

——–
(1) Fino al 3O giugno 1989, resta ferma la disciplina di cui all’art. 10
dell’accordo economico collettivo 28 febbraio 1975, che si riporta di
seguito:

<< se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa
della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o
rappresentante, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente
all’agente o rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione
del rapporto di cui al precedente art. 9, una indennità suppletiva di
clientela nella misura del 3 per cento dell’ammontare globale delle
provvigioni liquidate durante il corso del contratto e relativo ad
affari conclusi successivamente all’entrata in vigore del presente
accordo.

Qualora la casa mandante non corrisponda l’indennità di clientela per
fatto imputabile all’agente e rappresentante, ne darà motivazione nella
lettera di revoca.

L’indennità suppletiva di clientela sarà altresì corrisposta –
semprechè il rapporto sia in atto da almeno un anno – in caso di
dimissioni dell’agente, dovuta a sua invalidità permanente o totale,
nonchè in caso di decesso.

In quest’ultimo caso, l’indennità predetta verrà corrisposta agli
eredi, in analogia a quanto previsto dall’art. 9, comma 6.

Agli effetti della liquidazione dell’indennità suppletiva di clientela
saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e
specificatamente a titolo di rimborso o di concorso spese.

Ai fini dell’indennità di cui al presente articolo si considera a tempo
indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato.

Dichiarazione a verbale

L’indennità suppletiva di clientela disciplinata dal presente articolo
non è cumulabile con alcun altro trattamento a titolo analogo che
dovesse venire stabilito da disposizioni normative di carattere
generale.

Le provvidenze di cui agli artt. 9 e 10 decorrono dal 1° gennaio
1975.>>

Art. 12 – Malattia ed infortunio

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che gli
impedisca di svolgere il mandato affidatogli, il rapporto di agenzia o
rappresentanza, a richiesta della ditta preponente o dell’agente o
rappresentante interessato, resterà sospeso ad ogni effetto per la durata
massima di sei mesi nell’anno solare dall’inizio della malattia o dalla
data dell’infortunio, intendendosi che in tale periodo la ditta si asterrà
dal procedere alla risoluzione del rapporto.

Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente
per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o
rappresentanza o a dare ad altri l’incarico di esercitarlo.

Il titolare del mandato di agenzia o rappresentanza, ammalato od
infortunato, deve consentire, nel corso di predetto periodo, che la ditta,
o chi da questa ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si
avvalga della organizzazione dell’agenzia senza che a questa derivino oneri
e non ha diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo
stesso, salvo patto in contrario tra le parti.

A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale o
che siano soci illimitatamente responsabili di società di persone (s.n.c. e
s.a.s.) aventi per oggetto esclusivo l’esercizio dell’attività di agenzia e
di rappresentanza commerciale, si provvederà alla stipulazione di una
polizza assicurativa, tramite l’ENASARCO, per coprire i rischi derivanti da
infortunio e ricovero ospedaliero.

La polizza sarà stipulata dall’ENASARCO secondo le condizioni e i limiti
delle disposizioni regolamentari allegate, che formano parte integrante del
presente articolo, e garantirà il seguente trattamento, indipendente e
aggiuntivo rispetto a quello eventualmente erogato dall’Enasarco con la
propria assicurazione:

a) in caso di morte per infortunio:
liquidazione di un capitale di L. 65 milioni;

b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio:
liquidazione di un capitale di L. 80 milioni.

Tale importo sarà proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità
inferiore all’81 per cento, in relazione alla percentuale riconosciuta
secondo la tabella INAIL, purché superiore al minimo del 6 per cento.

c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti
diagnostici ovvero di degenza domiciliare successiva a ricovero per
intervento chirurgico o a ricovero per infortunio, che abbia comportato
l’applicazione di ingessatura:
corresponsione di una diaria giornaliera di L. 25.000, dal primo giorno
di degenza e fino ad un massimo di 60 giorni per anno assicurativo,
fatta salva la decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la
diaria stessa.

Gli oneri per Ia stipulazione e la gestione della presente polizza da parte
dell’ENASARCO restano a carico delle ditte mandanti e sono coperti con
l’utilizzo di una quota parte dell’interesse del 4 per cento di spettanza
delle case mandanti, di cui all’art. 14, comma 2, del presente accordo.

NORMA TRANSITORIA

La polizza di cui al comma 3 del presente articolo sarà stipulata
dall’ENASARCO con effetto dal 1° gennaio 1990.

Fino alla data del 31 dicembre 1989 continueranno a trovare applicazione le
norme di cui all’art. 11 dell’accordo economico collettivo 28 febbraio 1975
e alle relative disposizioni regolamentari allegate al predetto accordo.

Art. 13 – Trattamento di previdenza

In relazione a quanto previsto dall’art. 12 dell’accordo economico 30
giugno 1938 e dalla legge 2 febbraio 1973, n. 12 e dal regolamento di
esecuzione (approvato con D.M. 20 febbraio 1974), il trattamento di
previdenza in favore degli agenti e rappresentanti, i cui rapporti, a
termine o non, siano regolati dal presente accordo, viene attuato mediante
il versamento, da parte delle ditte, di un contributo del 5 per cento sulle
provvigioni liquidate all’agente o rappresentante e da un pari contributo a
carico dell’agente o rappresentante che verrà trattenuto dalle ditte
all’atto della liquidazione delle provvigioni stesse.

I contributi di cui sopra sono dovuti sulle provvigioni liquidate nell’anno
nei limiti di 20 milioni di lire ovvero nei limiti di 34 milioni di lire,
se l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la
sua attività per una sola ditta.

Il trattamento previdenziale di cui sopra non ha applicazione, a tutti gli
effetti, nei casi in cui le attività di agenzia o rappresentanza
commerciale siano esercitate da società per azioni o da società a
responsabilità limitata.

Nella ipotesi predetta le aziende sono però tenute al versamento di un
contributo del 2 per cento su tutte le provvigioni corrisposte, allo scopo
di costituire un Fondo di assistenza in favore degli agenti e
rappresentanti.

Fino alla data del 30 giugno 1956 gli obblighi delle aziende per la
previdenza si intendono integralmente soddisfatti, unitamente a quelli per
l’indennità per lo scioglimento del contratto, come previsto dall’articolo
10, dalle competenze spettanti agli agenti e rappresentanti, in dipendenza
del trattamento ENASARCO, ai sensi dell’articolo 12 dell’accordo 30 giugno
1938 e successivi aggiornamenti.

Art. 14 – Iscrizione ENASARCO

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti e rappresentanti
all’Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio –
ENASARCO – entro i tre mesi dall’inizio del rapporto di agenzia e di
rappresentanza, indicando per ogni agente o rappresentante il numero di
iscrizione al ruolo di cui alla legge 3 maggio 1985, n. 204. Nel caso che
l’agente o rappresentante inizi la sua attività, la comunicazione del
numero di iscrizione sarà fatta dalla ditta non appena l’interessato abbia
ottenuto l’iscrizione.

I contributi di cui all’articolo precedente saranno versati all’ente di cui
sopra con periodicità trimestrale, secondo la normativa vigente.

Anche l’indennità di cui all’articolo 10 verrà accantonata presso
l’ENASARCO con le modalità stabilite nel regolamento di cui all’articolo
21, a condizione che l’istituto si impegni a riconoscere annualmente alle
aziende un interesse del 4 per cento sulle somme accantonate nonché a
rivalutare i conti individuali degli agenti.

Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o
rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza
dell’ENASARCO e di quelle accantonate presso il FIRR, di competenza
dell’anno precedente.

DICHIARAZIONE A VERBALE ALL’ARTICOLO 14

Le modifiche al meccanismo di gestione del FIRR stabilite in sede di
definizione delle disposizioni regolamentari di cui all’articolo 21 del
presente accordo hanno effetto dal 1° gennaio 1990.

Ove per quella data, peraltro, l’ENASARCO non fosse in grado di rendere
operativo il nuovo sistema di gestione dei fondi accantonati dalle aziende
le parti stipulanti si impegnano ad incontrarsi immediatamente per definire
eventuali diverse soluzioni entro il termine ultimo del 31 marzo 1990.

Tali diverse soluzioni potranno prevedere o l’accantonamento diretto in
azienda delle somme in parola, con meccanismi di rivalutazione da
definirsi, o la stipulazione di polizze assicurative per garantire la
corresponsione agli agenti dell’indennità rivalutata o il versamento delle
quote annuali presso appositi Fondi, anche di nuova istituzione, che
assicurino la rivalutazione o ancora altri sistemi da concordarsi.

Le parti si danno atto che fino alla data dell’entrata in funzione del
nuovo sistema di gestione del FIRR (e comunque non oltre il 31 dicembre
1989, salvo impedimento obiettivo) continueranno a trovare applicazione le
disposizioni regolamentari allegate all’accordo economico collettivo del 28
febbraio 1975.

Art. 15 – Pattuizioni individuali

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali
eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

Art. 16 – Controversie

Le controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente
accordo dovranno essere sottoposte per il tentativo di conciliazione
all’esame delle associazioni stipulanti.

Art. 17 – Commissioni di conciliazione

In relazione alle previsioni della legge 11 agosto 1973, n. 533, le parti
stipulanti, convenendo sull’utilità e sull’importanza degli strumenti
conciliativi previsti dalla stessa legge, che si propongono il risultato di
ridurre l’area di conflittualità, convengono di favorire il ricorso alla
conciliazione sindacale con la costituzione di commissioni paritetiche.

Pertanto:

1) Nel caso di insorgenza di controversie, sia durante lo svolgimento sia
all’atto della cessazione del rapporto di agenzia o di rappresentanza
commerciale, ciascuna delle parti può adire, per il tentativo di
componimento della controversia, una commissione paritetica di
conciliazione, che sarà costituita a livello territoriale. La
commissione di conciliazione sarà composta da 2 membri in rappresentanza
della casa mandante e da 2 membri in rappresentanza dell’agente o
rappresentante di commercio, designati di volta in volta rispettivamente
dalle associazioni sindacali aderenti alle organizzazioni nazionali
stipulanti il presente accordo, alle quali le parti interessate
aderiscano o abbiano conferito mandato.

2) La commissione competente ad espletare la conciliazione è quella
costituita nell’ambito territoriale in cui l’agente o rappresentante
svolge la sua attività ovvero, su accordo delle parti stipulanti o dei
loro aderenti, quella costituita nell’ambito territoriale in cui è la
sede della ditta mandante.

3) La commissione espleterà il tentativo di conciliazione entro e non oltre
30 giorni dal ricevimento della richiesta delle parti.

Ove il tentativo di conciliazione in sede locale non abbia esito
positivo, potrà essere esperito un ulteriore tentativo a livello
nazionale, presso una commissione paritetica, costituita di volta in
volta dalle associazioni stipulanti, e composta da tre membri in
rappresentanza dell’agente o rappresentante e da tre membri in
rappresentanza del preponente.

La richiesta di costituzione della commissione nazionale dovrà essere
avanzata dalle parti entro 10 giorni dall’esaurimento della procedura in
sede locale. La commissione nazionale espleterà il tentativo di
conciliazione entro i 30 giorni successivi alla richiesta.

4) Nel caso in cui il tentativo di conciliazione abbia esito positivo,
resta inteso che l’accordo intervenuto non è impugnabile, giusto quanto
previsto dal combinato disposto dagli articoli 411, comma 3, Codice
Procedura Civile, e 2113, comma 4, Codice Civile, come risultano
sostituiti dagli artt. 1 e 6 della legge 11 agosto 1973, n. 533.

5) Qualora il tentativo di conciliazione non riesca, le parti restano
libere di adire l’autorità giudiziaria.

6) In ogni caso, trovano applicazione le norme di cui all’articolo 411,
ultimo comma, e all’art. 412 del Codice di Procedura Civile, così come
risultano sostituiti dall’art. 1 della legge 11 agosto 1973, n. 533.

7) Le spese per il funzionamento della commissione sindacale paritetica di
conciliazione saranno sostenute in proprio dalle parti tra le quali
intercorre la conciliazione.

Art. 18 – Decorrenza e durata

Il presente accordo entra in vigore il 1° luglio 1989, ferme restando le
diverse decorrenze specificamente previste per determinati istituti, e
scadrà il 31 dicembre 1991, salvo quanto disposto dall’art. 19; ove non
venga disdetto da una delle parti con un preavviso di quattro mesi, si
intenderà rinnovato di anno in anno.

In caso di regolare disdetta, esso resterà in vigore fino a che non sia
sostituito da un successivo accordo.

Art. 19 – Emanazione di norme di legge

Qualora, in qualunque momento della durata del presente accordo, venisse
intrapresa una azione legislativa tendente a modificare le clausole
dell’accordo stesso, o che comunque comporti oneri nuovi per le ditte
preponenti, le parti si impegnano – su invito di una di esse – a riunirsi
immediatamente per concertarsi sui provvedimenti da adottare perché la
sostanza e lo spirito del presente accordo, ed in particolare il complesso
degli oneri da esso derivanti, non subiscano modificazioni.

Ove non sia possibile raggiungere un accordo prima della data della
eventuale entrata in vigore della nuova norma, da tale ultima data il
presente accordo si intenderà decaduto.

Art. 20 – Inscindibilità e cumulabilità

Fermo restando quanto disposto dall’articolo precedente, le disposizioni
del presente accordo relative alla indennità di scioglimento del contratto
ed alla previdenza sono correlative ed inscindibili tra di loro e non sono
cumulabili con alcun altro trattamento.

Art. 21 – Regolamento indennità risoluzione fine rapporto

Le parti si riservano di provvedere con separato accordo alla redazione di
un apposito regolamento per l’accantonamento ed il versamento agli aventi
diritto dell’indennità per la risoluzione del rapporto.

Art. 22 – Delega contributi sindacali

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega, la casa
mandante verserà in apposito conto corrente indicato nella delega la
trattenuta nell’importo ivi determinato dalle associazioni e federazioni
stipulanti il presente accordo.

La delega avrà vigore 12 mesi e dovrà essere rinnovata annualmente.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le organizzazioni stipulanti degli agenti e rappresentanti di commercio
danno atto all’altra parte contraente che l’accordo economico sottoscritto
in pari data rappresenta una disciplina normativa e previdenziale del
rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, che contempera le attuali
possibilità della economia nazionale con le esigenze della categoria
rappresentata.

Esse assumono pertanto impegno, anche in relazione alla norma di cui
all’art. 19 dell’accordo, in caso di presentazione di progetti di legge
sulla materia, di portare a conoscenza dei presentatori stessi questo loro
apprezzamento sugli accordi raggiunti in campo sindacale, che essi
considerano lo strumento più idoneo per la regolamentazione dei rapporti
dei propri associati con le case mandanti.

Le parti stipulanti assumono altresì l’impegno di incontrarsi, su richiesta
di una di esse, durante il periodo di vigenza del presente accordo, per
esaminare lo stato del settore, le sue prospettive nonchè le situazioni di
mercato, anche per i riflessi che possano determinarsi sulle condizioni
economiche, sociali e professionali della categoria degli agenti e
rappresentanti di commercio.

Disposizioni regolamentari di cui agli articoli 12 e 21
dell’accordo economico 25 luglio 1989 per la disciplina del rapporto
di agenzia e di rappresentanza commerciale

Il giorno 25 luglio 1989, in Roma,

tra le stesse parti stipulanti che hanno sottoscritto in data odierna
l’accordo che rinnova l’accordo economico collettivo 28 febbraio 1975 si è
stipulato il presente accordo per provvedere alla redazione delle
disposizioni regolamentari di cui agli artt. 12 e 21 dell’accordo economico
25 luglio 1989 in sostituzione del regolamento stipulato con accordo del 28
febbraio 1975.

Le seguenti disposizioni regolamentari hanno la stessa decorrenza e durata
dell’accordo economico collettivo del 25 luglio 1989.

I – DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PER L’ACCANTONAMENTO DELL’INDENNITA’ PER LO
SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO DI AGENZIA O RAPPRESENTANZA COMMERCIALE.

Art. 1

L’accantonamento dell’indennità dovuta a norma dell’art. 10 dell’accordo
economico colletivo del 25 luglio 1989 in caso di scioglimento del
contratto di agenzia o rappresentanza commerciale verrà effettuato in
costanza di rapporto presso il Fondo per la risoluzione del rapporto,
gestito dall’ENASARCO.

Sull’ammontare delle somme versate dalle ditte, l’Ente riconoscerà alle
ditte medesime l’interesse annuo del 4 per cento.

Il Fondo provvede all’erogazione agli agenti o rappresentanti
dell’indennità per la risoluzione del rapporto.

Art. 2

Le ditte tenute all’applicazione dell’accordo del 25 luglio 1989 hanno
l’obbligo di iscrivere i propri agenti o rappresentanti al Fondo entro 3
mesi dall’inizio del rapporto di agenzia o rappresentanza, comunicando la
data di inizio del rapporto stesso e le generalità dell’agente o
rappresentante opportunamente documentate da certificati anagrafici,
forniti dall’interessato, ed il relativo domicilio, specificando, quando
l’agente o rappresentante sia una società per azioni, o in accomandita per
azioni, o a responsabilità limitata, la denominazione di essa.

Le ditte sono tenute a comunicare la variazione del domicilio ed i dati
anagrafici dell’agente o rappresentante in base ai documenti forniti
dall’interessato.

Nel caso in cui l’agente o rappresentante sia una associazione di
fatto, una società semplice, collettiva o in accomandita semplice,
l’iscrizione di essa all’Ente deve essere effettuata dalla ditta mentre
i dati relativi ai singoli soci e la precisazione delle percentuali dei
versamenti da accreditare ad ognuno di essi debbono essere forniti a cura
della società agente o rappresentante.

I soci delle società indicate nel comma precedente possono esercitare
individualmente i diritti derivanti dall’iscrizione all’Ente, che darà
comunicazione alla società a cui l’interessato partecipa di tutti i
Provvedimenti adottati.

Le ditte comunicheranno all’Ente la cessazione del rapporto di agenzia o
rappresentanza entro un mese dalla cessazione stessa.

Art.3

Le somme dovute per indennità di risoluzione del rapporto, sulle
provvigioni liquidate nel corso di ogni anno solare (1° gennaio – 31
dicembre), saranno trasmesse al Fondo entro il 31 marzo successivo.

Nel caso di inizio o cessazione del rapporto nel corso dell’anno solare gli
scaglioni di cui all’art. 10 dell’accordo del 25 luglio 1989 saranno
ridotti in proporzione ai mesi di durata del rapporto nell’anno solare
stesso.

I versamenti dovranno essere accompagnati da una distinta da cui risulti
chiaramente la causale del versamento riferita a ciascun agente o
rappresentante.

Qualora il versamento sia effettuato con vaglia postale o sul conto
corrente postale dell’ENASARCO, debbono essere riportati sulla distinta gli
estremi del bollettino postale.

La ricevuta dei versamenti viene rilasciata direttamente dall’Ente, a meno
che essi non siano effettuati per vaglia postale o sul conto corrente
postale dell’Ente stesso, nel qual caso le relative ricevute tengono luogo
di quelle dell’Ente.

Gli obblighi derivanti all’Ente per effetto del versamento sorgono dalla
data di ricezione dei singoli versamenti.

Il versamento al Fondo delle somme dovute esaurisce gli obblighi posti a
carico delle ditte dall’art. 10 dell’accordo economico collettivo del 25
luglio 1989.

Art. 4

Le ditte che omettono l’iscrizione dei propri agenti o rappresentanti a
norma del precedente art. 2 rimangono responsabili dei versamenti relativi
alle provvigioni liquidate dall’inizio del rapporto fino alla data di
iscrizione dell’agente o rappresentante all’Ente, gravati degli interessi
di mora in misura pari al doppio del tasso ufficiale di sconto, comunque
non superiore al 20 per cento annuo.

Sono altresì tenute alla corresponsione degli interessi di mora in misura
pari a quella suddetta le ditte che effettuino il versamento oltre il
termine previsto dal precedente art. 3.

La corresponsione degli interessi decorre dalla data in cui le somme
avrebbero dovuto essere versate e viene effettuata su richiesta dell’Ente.

E’ tuttavia in facoltà dell’Ente di dispensare dal pagamento degli
interessi di mora quando la mancata tempestiva iscrizione degli agenti o
rappresentanti e il ritardo nel versamento dipenda obbiettivamente da causa
non imputabile alle ditte.

Art. 5

L’Ente istituisce nella gestione indennità per la risoluzione del rapporto
per ciascun agente o rappresentante conti individuali in cui annota i
versamenti effettuati dalle ditte sotto la data della avvenuta ricezione di
essi.

Su detti conti individuali devono essere annotati gli accreditamenti
derivanti dall’attribuzione annuale degli utili netti della gestione o da
altre cause, nonchè gli eventuali addebiti posti a carico dell’agente o
rappresentante.

Su tali conti verranno altresì accreditati gli interessi del 4 per cento di
cui all’art. 1, dedotta la quota utilizzata dall’Ente per la copertura
delle spese di stipulazione e gestione della polizza assicurativa per
infortunio e ricovero ospedaliero, di cui all’art. 12 dell’accordo
economico collettivo.

Gli utili netti di cui al comma precedente verranno ripartiti sui singoli
conti individuali in misura percentuale pari all’incidenza dell’utile
stesso sull’importo complessivo dei singoli conti individuali risultante al
31 dicembre dell’anno precedente.

Art. 6

L’Ente, all’atto della istituzione del primo conto di ciascun agente o
rappresentante, rilascia all’interessato un certificato di iscrizione.

Nel trimestre successivo alla data di approvazione del bilancio consuntivo
di ciascun esercizio finanziario, l’Ente trasmette a ciascun iscritto un
riepilogo dei conti ad esso intestati nella gestione indennità per la
risoluzione del rapporto da cui risultino, in relazione a ciascuna ditta
mandante, i versamenti accreditati alla data di chiusura dell’esercizio
stesso, comprensivi degli utili e degli interessi accreditati, ai sensi del
precedente art. 5.

Entro la stessa data l’Ente provvederà ad inviare alle ditte un estratto
conto delle somme versate per l’indennità di risoluzione del rapporto ed a
comunicare l’ammontare degli interessi di cui al precedente art. 1, di
spettanza delle case mandanti, ma accreditati sui conti individuali degli
agenti o rappresentanti.

Trascorsi 3 mesi dall’invio del riepilogo, ove non pervengano reclami, esso
si intende approvato dagli interessati.

Art. 7

Le somme disponibili nel Fondo indennità risoluzione rapporto a seguito
degli accantonamenti effettuati dalle case mandanti in applicazione della
presente normativa verranno impiegate secondo piani di investimento
deliberati annualmente dal consiglio di amministrazione dell’ENASARCO,
sentito il parere di un comitato paritetico formato dai rappresentanti
delle organizzazioni congiuntamente stipulanti il presente accordo
economico collettivo.

Le forme di impiego sono le seguenti:

a) titoli di Stato o garantiti dallo Stato;
b) annualità dovute dallo Stato;
c) cartelle o titoli equiparenti emessi dagli istituti esercenti il credito
fondiario;
d) depositi fruttiferi presso istituti di credito di notoria solidità;
e) mutui a istituti per le case popolari e alle cooperative edilizie
sovvenzionate dallo Stato, mutui a cooperative edilizie di iscritti
all’ente;
f) beni immobili, liberamente disponibili;
g) mutui ipotecari.

Gli investimenti diversi dall’acquisto di titoli di Stato devono in ogni
caso garantire un utile superiore a quello che si ricaverebbe dall’acquisto
di essi.

In ogni caso deve essere destinata a depositi sui conti di cui al punto d),
la percentuale dei fondi di ciascun anno ritenuta necessaria, dal consiglio
di amministrazione, per assicurare in ogni momento la disponibilità delle
somme per le liquidazioni spettanti agli agenti.

II – DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PER LA STIPULAZIONE DELLA POLIZZA
ASSICURATIVA DI INFORTUNIO E RICOVERI OSPEDALIERI.

In relazione a quanto stabilito dall’art. 12 dell’accordo economico
collettivo, valgono le seguenti disposizioni regolamentari per la
stipulazione della polizza assicurativa da parte dell’ENASARCO.

1) Persone assicurate

Si intendono comprese nell’assicurazione tutte le persone che operando in
forma individuale, abbiano un mandato di agenzia o rappresentanza
commerciale, senza alcuna limitazione di anzianità e cioè dal momento in
cui viene conferito il mandato, ma con le limitazioni previste dalle
condizioni generali di assicurazione.

Sono altresì ricompresi nell’assicurazione gli agenti soci illimitatamente
responsabili delle società di persone (s.n.c. e s.a.s.), che abbiano per
oggetto esclusivo l’esercizio dell’attività di agenzia o rappresentanza
commerciale.

2) Oggetto dell’assicurazione

L’assicurazione copre i seguenti rischi derivanti da infortunio
professionale ed extra professionale:

a) in caso di morte: liquidazione di L. 65 milioni;
b) in caso di invalidità permanente totale o comunque superiore all’80%:
liquidazione di L. 80 milioni.

Nel caso b) il capitale sarà proporzionalmente ridotto in relazione alla
percentuale d’invalidità riconosciuta secondo la tabella INAIL ed a partire
da un minimo del 7 per cento.

L’assicurazione, inoltre, garantisce la corresponsione di una diaria
giornaliera di £. 25.000 per 60 giorni per anno assicurativo, nei casi di
ricovero ospedaliero (sia in cliniche pubbliche che private) dovuto ad
infortunio, a malattia o ad accertamenti diagnostici, seguito o non da
intervento, nonchè in caso di degenza domiciliare successiva a ricovero,
per intervento chirurgico o per infortunio, che abbia comportato
l’applicazione di gessatura, senza alcun periodo di franchigia, fatta
comunque salva la decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la
diaria stessa.

Per la definizione degli eventi coperti da assicurazione e per la
regolamentazione del rapporto assicurativo, vale quanto disposto dalle
condizioni particolari, di cui allo schema di polizza allegato al presente
regolamento.

3) Adempimenti delle parti

La casa mandante, entro 3 mesi dall’instaurazione del rapporto, secondo
quanto disposto dall’art. 14 dell’accordo economico collettivo nonchè
dall’art. 2 delle presenti disposizioni regolamentari, provvederà alla
iscrizione dell’agente all’ENASARCO.

In caso di evento indennizzabile l’agente o chi per lui provvederà
direttamente, nei confronti dell’ENASARCO e/o dell’impresa assicuratrice,
alle incombenze dallo stesso dettate e comunicategli per il conseguimento
delle prestazioni assicurative.

4) Cumulabilità

Le garanzie prestate in forza della polizza di cui al presente regolamento
sono indipendenti da qualsiasi altra assicurazione.

In particolare, è escluso il diritto di rivalsa dell’impresa assicuratrice,
nel caso di indennizzo dovuto da parte di terzi all’agente o rappresentante
assicurato.

5) Finanziamento

Tutti gli oneri sostenuti dall’ENASARCO per la stipulazione e la gestione
della polizza restano a carico delle case mandanti e sono coperti mediante
l’utilizzo di una parte dell’interesse del 4 per cento spettante alle case
mandanti sugli accantonamenti al FIRR.

INDENNITA’ DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO

TABELLA A (in vigore dal 1° ottobre 1989)

—————————————————————————
Classi di importo annuo Aliquote
——————————–
Indennità Indennità TOTALE
delle provvigioni computabili base integrativa
—————————————————————————
A) Agenti e Rappresentanti non impegnati per una sola ditta
—————————————————————————
I) sulle provvigioni fino a £. 12.000.000
annue 1 % 3 % 4 %

II) sulla quota di provvigione
da £.12.000.001 a £. 18.000.000
annue 1 % 1 % 2 %

III) sulla quota eccedente le £.18.000.000
annue 1 % — 1 %
—————————————————————————
B) Agenti e Rappresentanti in esclusiva per una sola ditta
—————————————————————————
I) sulle provvigioni fino a £. 24.000.000
annue 1 % 3 % 4 %

II) sulla quota di provvigione
da £. 24.000.001 a £. 36.000.000 annue 1 % 1 % 2 %

III) sulla quota eccedente le £. 36.000.000
annue 1 % — 1 %
—————————————————————————

TABELLA B (in vigore dal 1° gennaio 1975 al 30 settembre 1989)

—————————————————————————
Classi di importo annuo Aliquote
——————————–
Indennità Indennità TOTALE
delle provvigioni computabili base integrativa
—————————————————————————
A) Agenti e Rappresentanti non impegnati per una sola ditta
—————————————————————————
I) sulle provvigioni fino a £. 4.500.000
annue 1 % 3 % 4 %

II) sulla quota di provvigione da
£.4.50O.00l a £. 6.000.000 annue 1 % 1 % 2 %

III) sulla quota eccedente le £. 6.000.000
annue 1 % — 1 %
—————————————————————————
B) Agenti e Rappresentanti in esclusiva per una sola ditta
—————————————————————————
I) sulle provvigioni fino a £. 6.000.000
annue 1 % 3 % 4 %

II) sulla quota di provvigione da
£.6.00O.00l a £. 8.000.000 annue 1 % 1 % 2 %

III) sulla quota eccedente le £. 8.000.000
annue 1 % — 1 %
—————————————————————————

TABELLA C (in vigore dal 1° luglio 1956 al 31 dicembre 1974)

—————————————————————————
Classi di importo annuo Aliquote
——————————–
Indennità Indennità TOTALE
delle provvigioni computabili base integrativa
—————————————————————————
A) Agenti e Rappresentanti non impegnati per una sola ditta
—————————————————————————
I) sulle provvigioni fino a £. 2.000.000
annue 1 % 3 % 4 %

II) sulla quota di provvigione da
£.2.00O.00l a £. 3.000.000 annue 1 % 1 % 2 %

III) sulla quota eccedente le £. 3.000.000
annue 1 % — 1 %
—————————————————————————
B) Agenti e Rappresentanti in esclusiva per una sola ditta
—————————————————————————
I) sulle provvigioni fino a £. 2.500.000
annue 1 % 3 % 4 %

II) sulla quota di provvigione da
£.2.50O.00l a £. 3.500.000 annue 1 % 1 % 2 %

III) sulla quota eccedente le £. 3.500.000
annue 1 % — 1 %
—————————————————————————

SCHEMA DI POLIZZA TIPO

CONDIZIONI GENERALI DI ASSICURAZIONE

Art. 1. – Definizione di infortunio.

L’assicurazione vale per gli infortuni che l’assicurato subisca
nell’esercizio delle occupazioni professionali dichiarate dal contraente e
nello svolgimento di ogni altra normale attività che non abbia carattere
professionale.

Sono considerati infortuni gli eventi dovuti a causa fortuita violenta ed
esterna, che producano lesioni corporali obiettivamente constatabili, le
quali abbiano per conseguenza la morte, una invalidità permanente o una
inabilità temporanea.

Art. 2. – Delimitazione dell’assicurazione.

L’assicurazione vale altresì durante il servizio militare in tempo di pace
in seguito a richiamo per ordinarie esercitazioni; è invece sospesa durante
il servizio di leva, l’arruolamento volontario, il richiamo per
mobilitazione o per motivi di carattere eccezionale e riprende vigore non
appena cessate le anzidette cause di sospensione.

Sono esclusi dall’assicurazione gli infortuni derivanti:

a) dalla guida ed uso di motoveicoli azionati da motore di cilindrata
superiore a 50 cmc.;

b) dalla guida di veicoli a motore che non siano autovetture ad uso
privato;

c) dalla guida ed uso di mezzi di locomozione aerei e subacquei;

d) dall’esercizio dei seguenti sport: pugilato, atletica pesante, lotta
nelle sue varie forme, caccia a cavallo, polo, pelota, alpinismo con
scalata di rocce od accesso ai ghiacciai, sci con salti dal trampolino,
guidoslitta, calcio, rugby, baseball, caccia (o pesca) subacquea,
idrosci, speleologia, ascensioni aeree, volo a motore ed a vela,
paracadutismo, giochi ed attività sportive speciali;

e) dalla partecipazione a corse o gare ed alle relative prove ed
allenamenti, salvo che si tratti di corse podistiche, gare bocciofile,
pesca non subacquea, tiro a segno, tiro a volo e simili, scherma,
tennis.

Sono pure esclusi dall’assicurazione:

a) gli infortuni derivanti da guerra, insurrezione, tumulti popolari; da
aggressioni, od atti violenti, che abbiano movente politico; da
movimenti tellurici ed eruzioni vulcaniche; da influenze termiche od
atmosferiche;

b) gli infortuni che siano conseguenza diretta od indiretta di
trasmutazione del nucleo dell’atomo, come pure di radiazioni provocate
dall’accelerazione artificiale di particelle atomiche;

c) gli infortuni sofferti in stato di ubriachezza, di malore o di
incoscienza da qualunque causa determinati e quelli sofferti in
conseguenza di proprie azioni delittuose, imprudenze o negligenze gravi
nonchè di partecipazione ad imprese temerarie, salvo il caso di atti
compiuti dall’assicurato per dovere di solidarietà umana o per legittima
difesa;

d) gli infortuni dovuti ad ingestione od assorbimento di sostanze, le
ernie, le conseguenze di sforzi muscolari, il carbonchio, la malaria od
altre manifestazioni morbose causate da punture di insetti, gli
avvelenamenti e le infezioni che non abbiano per causa diretta ed
esclusiva una lesione ai sensi dell’art.1 , le conseguenze di operazioni
chirurgiche o di trattamenti non resi necessari da infortunio e delle
pratiche riguardanti la cura della propria persona.

Art. 3. – Persone non assicurabili.

L’assicurazione non vale per le persone di età superiore ai 70 anni e cessa
dalla prossima scadenza annuale del premio per quelle che raggiungono tale
limite di età.

Non sono assicurabili le persone colpite da apoplessia od affette da
epilessia, paralisi, infermità mentali, delirium tremens, alcoolismo,
cocainismo, morfinismo, oppiomania, diabete o da altre infermità gravi e
permanenti e l’assicurazione cessa col manifestarsi di una di queste
malattie.

Le persone con difetti fisici o mutilazioni rilevanti sono assicurabili con
patto speciale.

Art. 4. – Limiti territoriali.

L’assicurazione vale per l’Europa e per i territori degli stati africani ed
asiatici del Mediterraneo e del Mar Nero entro una fascia costiera di 50
km.

Vale anche durante i viaggi marittimi su navi in servizio regolare per
passeggeri, effettuati fra i porti europei e fra questi e i porti africani
ed asiatici del Mediterraneo e del Mar Nero.

Art. 5. – Prova del contratto. – Validità delle variazioni.

La proposta scritta diretta alla società e la polizza firmata dalla società
stessa per mezzo della persona all’uopo autorizzata o dal contraente sono i
soli documenti che fanno prova delle condizioni regolatrici dei rapporti
fra le parti.

Qualunque modificazione del contratto non è valida se non risulta da
appendice sottoscritta dalle parti come sopra.

Art. 6 – Pagamento del premio – Decorrenza dell’assicurazione e periodo di
assicurazione.

Il contraente è tenuto a pagare, presso la direzione della società o la
sede dell’agenzia alla quale è assegnata la polizza, alle rispettive
scadenze e per tutta la durata del contratto, i premi e gli accessori
stabiliti nella polizza medesima. L’esazione dei premi precedentemente
eseguita al domicilio del contraente non può in alcun modo invocarsi come
deroga a tale obbligo.

La prima rata deve essere pagata alla consegna della polizza; le rate
successive vengono pagate contro rilascio di regolari quietanze emesse
dalla società, che devono portare la data del pagamento e la firma della
persona che riscuote l’importo.

L’assicurazione decorre dalle ore 24 del giorno indicato nella polizza, se
in quel momento il premio e gli accessori sono stati pagati; in caso
diverso decorre dalle ore 24 del giorno in cui si effettua il pagamento,
ferme restando le scadenze stabilite nel contratto.

Per le rate successive alla prima è concesso il termine di rispetto di 15
giorni, trascorso il quale l’assicurazione resta sospesa e rientra in
vigore soltanto dalle ore 24 del giorno del pagamento del premio e delle
spese, ferma restando la scadenza contrattualmente stabilita.

Trascorso il termine di 15 giorni di cui sopra, la società ha il diritto
di dichiarare, con lettera raccomandata, la risoluzione del contratto,
fermo il diritto a premi scaduti, o di esigerne giudizialmente
l’esecuzione.

Il premio è sempre determinato per periodi di assicurazione di un anno,
salvo il caso di contratti di durata inferiore, ed è dovuto per intero
anche se ne sia stato concesso il frazionamento in due o più rate.

Art. 7. – Variazioni nella persona del contraente.

Il contraente stipula per sè e per i suoi eredi, i quali sono solidalmente
obbligati a continuare il contratto fino alla divisione della eredità.

Dopo la divisione il contratto continua con l’erede o con gli eredi cui
siano state assegnate le attività alle quali sono addette le persone
assicurate.

In caso di alienazione dell’azienda o di parte delle attività alle quali
sono addette le persone assicurate, il contraente, fermo l’onere del
pagamento del premio per il periodo di assicurazione in corso, deve
trasmettere all’acquirente l’obbligo di mantenere il contratto per la parte
che lo riguarda.

Nel caso di fusione della società contraente il contratto continua con la
società che rimane sussistente o che risulta dalla fusione.

Nei casi di trasformazione, di cambiamento di denominazione o di ragione
sociale, il contratto continua con la società nella sua nuova forma o sotto
la nuova denominazione o ragione sociale.

Nei casi di scioglimento della società contraente o della sua messa in
liquidazione il contratto continua fino alla chiusura della liquidazione.

Le variazioni sopraindicate devono essere comunicate per iscritto dal
contraente, suoi eredi od aventi causa, entro il termine di 15 giorni dal
loro verificarsi, alla società, la quale nei 30 giorni successivi ha
facoltà di recedere dal contratto dandone comunicazione con preavviso di 15
giorni.

Art. 8. – Variazioni nelle mansioni delle persone assicurate.

Qualora nel corso del contratto si verifichino variazioni di rischio per
cambiamento delle mansioni professionali dichiarate per i singoli
assicurati o delle condizioni nelle quali dette mansioni sono esercitate,
il contraente deve darne immediata comunicazione scritta alla società.

Se la variazione implica aggravamento di rischio tale che la società non
avrebbe consentito l’assicurazione, essa ha diritto con effetto immediato
di recedere dal contratto o di escludere dall’assicurazione gli assicurati
ai quali l’aggravamento si riferisce.

Se la variazione implica aggravamento che importi un premio maggiore, la
società può chiedere la relativa modificazione delle condizioni in corso.

Se invece la variazione implica diminuzione del rischio, la società
provvederà a ridurre correlativamente il premio, a partire dalla scadenza
annuale successiva, notificando al contraente le condizioni di
assicurazione e la misura del nuovo premio ridotto.

Art. 9. – Variazioni nelle persone assicurate.

L’assicurazione vale per le persone designate in polizza ed in quanto
permanga rispetto ad esso il rapporto in considerazione del quale fu fatta
l’assicurazione.

Le variazioni del personale assicurato devono essere comunicate per
iscritto alla società, la quale ne prende atto con appendice.

L’assicurazione rispetto alle nuove persone vale dalle ore 24 del giorno
del perfezionamento dell’appendice, con pagamento del maggior premio che
risulti dovuto.

La cessazione di singoli assicurati, non seguita da sostituzione, da luogo
a corrispondente riduzione di premio a partire dalla scadenza annuale
successiva alla data di comunicazione.

Art. 10. – Altre assicurazioni.

Prima di stipulare altre assicurazioni infortuni per le stesse persone o
categorie di persone assicurate con la presente polizza, il contraente deve
darne comunicazione scritta alla società sotto pena di decadenza.

Questa entro 15 giorni dalla comunicazione può recedere dal contratto,
dandone avviso al contraente.

Art. 11.- Denuncia dell’infortunio e obblighi relativi.

La denuncia dell’infortunio con l’indicazione del luogo, giorno ed ora
dell’evento e delle cause che lo determinarono, corredata di certificato
medico, deve essere fatta per iscritto alla direzione della società od
all’agenzia alla quale è assegnata la polizza, entro 3 giorni
dall’infortunio o dal momento in cui il contraente, l’assicurato od i suoi
aventi diritto ne abbiano avuto la possibilità.

Avvenuto l’infortunio, l’assicurato deve ricorrere alle cure di un medico e
seguirne le prescrizioni.

Successivamente l’assicurato deve inviare a periodi non superiori a 15
giorni e sino a guarigione avvenuta, certificati medici sul decorso delle
lesioni.

Quando l’infortunio abbia cagionato la morte dell’assicurato o quando
questa sopravvenga durante il periodo di cura, deve esserne dato immediato
avviso telegrafico alla società.

L’assicurato, i suoi familiari od aventi diritto, devono acconsentire alla
visita di medici della società ed a qualsiasi indagine od accertamento che
questa ritenga necessari.

Le spese di cura e quelle relative ai certificati medici sono a carico
dell’assicurato salvo che siano espressamente comprese nell’assicurazione.

Se dolosamente non viene adempiuto all’obbligo della denuncia e agli altri
obblighi indicati nei commi precedenti, l’assicurato e i suoi aventi
diritto perdono il diritto all’indennità; se a tali obblighi non viene
adempiuto colposamente, la società ha il diritto di ridurre le indennità in
ragione del pregiudizio sofferto.

Art. 12. – Criteri di indennizzabilità.

La società corrisponde l’indennità per le conseguenze dirette ed esclusive
dell’infortunio che siano indipendenti da condizioni fisiche o patologiche
preesistenti o sopravvenute; pertanto l’influenza che l’infortunio può
avere esercitato su tali condizioni, come pure il pregiudizio che esse
possono portare all’esito delle lesioni prodotte dall’infortunio, sono
conseguenze indirette e quindi non indennizzabili.

Parimenti, nei casi di preesistente mutilazione o difetto fisico,
l’indennità per invalidità permanente è liquidata per le sole conseguenze
dirette cagionate dall’infortunio come se esso avesse colpito una persona
fisicamente integra, senza riguardo al maggior pregiudizio derivato dalle
condizioni preesistenti, fermo il disposto dell’ultimo comma dell’art. 15.

Art. 13. – Prova.

E’ a carico di chi domanda l’indennità di provare che sussistono tutti gli
elementi che valgono a costituire il suo diritto a termini di polizza.

Art. 14. – Morte.

Se l’infortunio ha per conseguenza la morte dell’assicurato e questa si
verifica entro un anno dal giorno nel quale l’infortunio è avvenuto, la
società liquida ai beneficiari designati la somma assicurata per il caso di
morte.

In difetto di designazione, la società liquida la detta somma, in parti
uguali, agli eredi nonchè, se già non compreso tra gli eredi, al coniuge
non legalmente separato al momento della morte dell’assicurato.

Art. 15. – Invalidità permanente.

Se l’infortunio ha per conseguenza una invalidità permanente e questa si
verifica entro un anno dal giorno nel quale l’infortunio è avvenuto, la
società liquida per tale titolo secondo le disposizioni e percentuali
seguenti una indennità calcolata sulla somma assicurata per invalidità
assoluta.

destro sinistro
Per la perdita totale di un arto superiore 70% 60%
Idem idem della mano o dell’avambraccio 60% 50%
” ” di un arto inferiore al di sopra del ginocchio 60% 60%
” ” di un arto inferiore all’altezza
o al disotto del ginocchio 50% 50%
” ” di un piede 40% 40%
” ” del pollice 18% 16%
” ” dell’indice 14% 12%
” ” del mignolo 12% 10%
” ” del medio 8% 6%
” ” dell’anulare 8% 6%
” ” di un alluce 5%
” ” di ogni altro dito del piede 3%
Per la sordità completa di un orecchio 10%
Idem di ambedue gli orecchi 40%
Per la perdita totale della facoltà visiva di un occhio 25%
Per la perdita totale della facoltà visiva di ambedue gli occhi 100%

Viene considerata come perdita anatomica dello stesso: se trattasi di
minorazione, le percentuali sopra indicate vengono ridotte in proporzione
della funzionalità perduta.

Nei casi di perdita anatomica o funzionale di più organi od arti
l’indennità viene stabilita mediante l’addizione delle percentuali
corrispondenti ad ogni singola lesione, fino al limite massimo del 100%.

Per le singole falangi terminali delle dita, escluso il pollice, si
considera invalidità permanente soltanto l’asportazione totale.

L’indennità per la perdita funzionale o anatomica di una falange del
pollice è stabilita nella metà, per la perdita anatomica di una falange
dell’alluce nella metà, o per quella di una falange di qualunque altro dito
di un terzo della percentuale fissata per la perdita totale del rispettivo
dito.

Nei casi di invalidità permanente non specificati nella suesposta tabella
l’indennità è stabilita tenendo conto, con riguardo alle percentuali dei
casi elencati, della misura nella quale è per sempre diminuita la capacità
generica dell’assicurato ad un qualsiasi lavoro proficuo, indipendentemente
dalla sua professione.

In caso di perdita anatomica o riduzione funzionale di un organo o di un
arto già minorato le percentuali sopra indicate sono diminuite tenendo
conto del grado di invalidità preesistente.

Art. 16. – Inabilità temporanea.

Se l’infortunio ha per conseguenza una inabilità dell’assicurato ad
attendere alle occupazioni, la società liquida la diaria assicurata:

a) integralmente, per tutto il tempo in cui l’assicurato si è trovato nella
totale incapacità fisica di attendere alle occupazioni dichiarate;

b) parzialmente, per tutto il tempo in cui l’assicurato non ha potuto
attendere che in parte alle sue occupazioni, in relazione al grado che
egli ha conservato o che è andato riacquistando, della sua capacità
fisica.

L’indennità per inabilità temporanea, che è corrisposta per il periodo
della necessaria cura medica, decorre dal giorno successivo a quello
dell’infortunio regolarmente denunciato o, in caso di ritardo, dal giorno
successivo a quello della denuncia e cessa col giorno precedente a quello
dell’avvenuta guarigione.

Nel caso che l’assicurato non abbia inviato successivi certificati medici
nel termine prescritto dall’art.11, la liquidazione delle indennità viene
fatta considerando data di guarigione quella pronosticata dall’ultimo
certificato regolarmente inviato, salvo che la società possa stabilire una
data anteriore.

Detta indennità viene corrisposta per un periodo massimo di 300 giorni da
quello dell’infortunio.

Art. 17. – Cumulo di indennità.

L’indennità per inabilità temporanea è cumulabile con quella per forte o
per invalidità permanente.

Se dopo il pagamento di un’indennità per invalidità permanente, ma entro
l’anno dai giorni dell’infortunio ed in conseguenza di questo, l’assicurato
muore, la società corrisponde ai beneficiari designati o, in difetto, agli
eredi la differenza tra l’indennità pagata e quella assicurata per il caso
di morte, ove questa sia superiore e non chiede il rimborso nel caso
contrario.

Il diritto all’indennità per invalidità permanente è di carattere personale
e quindi non è trasmissibile agli eredi.

Tuttavia se l’assicurato muore per causa indipendente dall’infortunio dopo
che l’indennità sia stata liquidata o comunque offerta in misura
determinata, la società paga agli eredi l’importo liquidato od offerto.

Art. 18. – Liquidazione.

Ricevuto il certificato medico di guarigione e compiuti gli accertamenti
del caso, la società liquida l’indennità che risulti dovuta, ne da
comunicazione agli interessati e, avuta notizia della loro accettazione,
provvede al pagamento.

Art. 19. – Controversie sulla natura o conseguenze delle lesioni.

In caso di divergenza sulla natura o sulle conseguenze delle lesioni o sul
grado di invalidità permanente o sul grado o durata della inabilità
temporanea, le parti si obbligano a conferire mandato, con scrittura
privata, ad un collegio di tre medici di decidere a norma e nei limiti
delle condizioni di polizza.

Le decisioni del collegio sono prese a maggioranza di voti, con dispensa da
ogni formalità di legge.

La proposta di convocare il collegio medico deve partire dall’assicurato, o
dagli aventi diritto, entro 30 giorni da quello in cui è stata comunicata
la decisione della società e deve essere fatta per iscritto con
l’indicazione del nome dei medico designato, dopo di che la società
comunica all’assicurato entro 30 giorni, il nome del medico che essa a sua
volta designa.

Il terzo medico viene scelto dalle parti sopra una terna di medici proposta
dai due primi; in caso di disaccordo lo designa il Segretario dell’Ordine
dei Medici avente giurisdizione nel luogo dove deve riunirsi il collegio
medico.

Nominato il terzo medico, la società convoca il collegio invitando
l’assicurato a presentarsi.

Il collegio medico risiede, a scelta della società, presso la sede della
società stessa o presso la sede dell’agenzia alla quale è assegnata la
polizza.

Ciascuna delle parti sostiene le proprie spese o rimunera il medico da esso
designato, contribuendo per la metà delle spese a competenze del terzo
medico.

E’ data facoltà al collegio medico di rinviare, ove ne riscontri
l’opportunità, l’accertamento definitivo dell’invalidità permanente ad
epoca da fissarsi dal collegio stesso entro tre anni, nel quale caso il
collegio può intanto concedere una provvisionale sulla indennità.

La decisione del collegio medico è obbligatoria per le parti anche se uno
dei medici si rifiuti di firmare il relativo verbale.

Art. 20. – Competenza territoriale.

Per ogni contraversia diversa da quelle previste dall’articolo precedente è
competente esclusivamente, a scelta della parte attrice, l’autorità
giudiziaria del luogo dove ha sede la società ovvero di quello dove ha sede
l’agenzia cui è assegnata la polizza o presso la quale è stato concluso il
contratto.

Le parti rinunciano espressamente a valersi del disposto degli artt. 282 e
648 del Codice di Procedura civile.

Art. 21. – Responsabilità del Contraente.

Qualora l’infortunato o, in caso di morte, i beneficiari di cui all’art. 14
o soltanto qualcuno di essi non accettino, a completa tacitazione per
l’infortunio, l’indennità dovuta ai sensi della presente polizza ed
avanzino verso il contraente maggiori pretese a titolo di responsabilità
civile, detta indennità nella sua totalità viene accantonata per essere
computata nel risarcimento che il contraente fosse tenuto a corrispondere
per sentenza o transazione.

Qualora l’infortunato o gli anzidetti beneficiari recedano dall’azione di
responsabilità civile, o rimangano in essa soccombenti, l’indennità
accantonata viene agli stessi pagata sotto deduzione, a favore del
contraente, delle spese di causa da lui sostenute.

Art. 22. – Recesso del contratto ad anticipata risoluzione.

Dopo ogni denuncia di infortunio e fino al 30° giorno dal pagamento o
rifiuto dell’indennità, la società ha la facoltà di far cessare
l’assicurazione relativa alla persona infortunata od anche di risolvere il
contratto con preavviso di 15 giorni, con rimborso del premio in
proporzione del tempo che decorre dal momento della cessazione al termine
del periodo di assicurazione in corso.

Nei caso di risoluzione anticipata del contratto per cessazione del rischio
e negli altri casi di recesso o risoluzione anticipata per le ipotesi
previste dagli artt. 3, 8, 2° comma e 10, spettano alla società, oltre la
rate di premio scadute e rimaste insoddisfatte:

a) l’intero ammontare del premio relativo al periodo di assicurazione in
corso al momento in cui si è verificata la causa che ha provocato la
risoluzione;

b) la rifusione degli sconti di poliennalità, dal cui ammontare si
dedurranno tanti decimi quanti anni la polizza sia stata in vigore,
sempreché essa abbia avuto corso per almeno 5 anni.

Analoga disciplina sarà osservata nell’ipotesi prevista dal capoverso
dell’art. 9, relativamente alla quota di premio corrispondente a ciascun
assicurato cessato e non sostituito.

Art. 23. – Proroga del contratto.

In mancanza di disdetta data da una delle Parti con lettera raccomandata
almeno tre mesi prima della scadenza, il contratto è prorogato per una
durata eguale a quella originaria esclusa la frazione d’anno, ma non
superiore a due anni, e così successivamente.

Art. 24.- Imposte e tasse.

Le spese di bollo, tasse, imposte e diritti dipendenti dalla presente
assicurazione sono a carico del contraente o dell’assicurato e suoi aventi
diritti, anche se il pagamento ne sia stato anticipato dalla società.

Art. 25. – Forma delle comunicazioni del contraente o dell’assicurato, o
degli aventi diritto, alla società.

Tutte le comunicazioni alle quali il contraente o l’assicurato o gli
aventi diritto sono tenuti devono essere fatte, perché siano valide, con
lettera raccomandata alla direzione della società oppure all’agenzia alla
quale è assegnata la polizza.

APPENDICE ALLO SCHEMA DI POLIZZA TIPO PER CONDIZIONI PARTICOLARI E DEROGHE

L’assicurazione è prestata a favore delle persone indicate in polizza e
garantisce, nei limiti e con le modalità indicate in polizza e nella
presente appendice, il pagamento, delle somme assicurate nei casi di:

- morte degli assicurati in seguito ad infortunio;
- invalidità permanente degli assicurati in seguito ad infortunio;
- ricovero degli assicurati in ospedali o cliniche per malattia, infortunio
e relativi accertamenti diagnostici;

In caso di invalidità permanente l’indennizzo verrà calcolato in base alle
percentuali di valutazione del grado di invalidità previste dall’I.N.A.l.L.
(D.P.R. n. 1124 del 30 giugno 1965).

Nei casi non previsti dalla tabella, l’indennizzo sarà calcolato sulla base
dell’invalidità dell’Assicurato, rapportandola ai casi previsti.

In caso di perdita anatomica o funzionale di un arto o di un organo già
minorato, le percentuali di invalidità permanente saranno diminuite in
rapporto al grado della minorazione già esistente.

Non sono invece coperti dalla garanzia il pregiudizio o l’aggravamento a
seguito di infortunio di condizioni patologiche preesistenti o sopravvenute
alla stipulazione della polizza.

Quando, in base alla tabella I.N.A.I.L., l’invalidità permanente non supera
i 6/100, non si farà luogo ad alcun indennizzo.

Quando l’invalidità permanente supera gli 80/100, la compagnia
assicuratrice corrisponderà l’indennità totale, come se l’invalidità
raggiungesse i 100/100.

La compagnia assicuratrice rinuncia al diritto di rivalsa che le compete ai
termini dell’art. 1916 cod. civ., nei confronti di terzi responsabili degli
infortuni indennizzati in base al presente contratto.

La diaria giornaliera è corrisposta per i ricoveri in ospedali o cliniche
avvenuti per infortuni, malattie e relativi accertamenti diagnostici
assicurati con il presente contratto.

La diaria è corrisposta per tutta la durata del ricovero, fino ad un
massimo di 60 giorni per anno assicurativo.

Il pagamento della diaria è effettuato al termine del ricovero previa
presentazione di idonea documentazione.

Nel caso di malattia la diaria è corrisposta per i ricoveri che siano
avvenuti dopo 30 giorni dalla decorrenza della garanzia; nel caso di
appendicopatie, affezioni tonsillari, vegetazione adenoide, ernie, forme
tumorali e varicose, essa è corrisposta per i ricoveri avvenuti dopo 90
giorni.

Per “malattia”, ai fini della corresponsione della diaria in caso di
ricovero, si intende una alterazione a carattere evolutivo dello stato di
salute, non dipendente da un infortunio.

Tale alterazione non deve essere però l’espressione o la conseguenza di una
situazione patologica, che si sia manifestata prima della decorrenza della
garanzia.

Sono escluse:

- le malattie sofferte durante il servizio di leva, l’arruolamento
volontario o il richiamo per mobilitazione;
- le malattie veneree, luetiche e mentali;
- le malattie croniche (tuttavia è compresa nella garanzia la prima
manifestazione di una malattia cronica, se questa insorge nel corso del
contratto);
- le malattie tubercolari considerate professionali ai sensi della legge
“infortuni sul lavoro”;
- la gravidanza, il parto, il puerperio;
- le applicazioni di carattere estetico e le cure dentarie;
- la degenza in convalescenziario;
- le malattie provocate da esplosioni o emanazioni di calore o radiazioni
derivanti da trasmutazione del nucleo dell’atomo, oppure da radiazioni
provocate dall’accellerazione artificiale di particelle atomiche, o dalla
detenzione e dall’impiego di sostanze radioattive.

Tutte le garanzie sono prestate con le seguenti modifiche alle condizioni
generalità di assicurazione:

A) A parziale deroga dell’art. 2) – Delimitazioni dell’Assicurazione – sono
compresi anche gli infortuni derivanti:

– dalla guida e dall’uso di motoveicoli azionati da motori di qualsiasi
cilindrata;
– dall’esercizio (comprese le gare ed i relativi allenamenti) dei
seguenti sports:
caccia a cavallo, polo, pelota, alpinismo con scalata di roccia ed
accesso ai ghiacciai (purché vi sia accompagnamento di guida
patentata), sci (esclusi però i salti dal trampolino), calcio,
baseball, attività subacquee (purché non vi sia uso di
autorespiratori);
– da aggressioni o atti violenti a movente politico;
– da colpa grave dell’assicurato, o da malore, vertigini, incoscienza,
avvelenamento, intossicazione o ingestione di sostanze, da
manifestazioni morbose causate da punture di insetti.

La garanzia viene inoltre estesa agli infortuni che l’assicurato subisca
duranti i viaggi aerei effettuati in qualità di passeggero di velivoli
ed elicotteri in servizio pubblico di linee aeree regolari, compresi i
voli “charter” o straordinari, compiuti da aeromobili eserciti da
società di traffico aereo regolare, secondo le norme dell’appendice
C.I.A.A.

B) L’art. 3 è sostituito dal seguente:

“L’assicurazione non vale per le persone di età superiore a 75 anni e
cessa dalla prossima scadenza annuale del premio per quelle che
raggiungono tale limite di età.

Non sono assicurabili le persone affette da epilessia, paralisi,
infermità mentali, delirium tremens, alcoolismo, tossicomania,
allucinogenomania.

Inoltre se una persona assicurata è colpita da una di queste infermità,
l’assicurazione cessa nei suoi confronti”.

C) A deroga dell’art. 4) le garanzie si intendono operative in tutto il
mondo.

D) A parziale deroga dell’art. 9, si conviene che la contraente è tenuta a
comunicare alla compagnia assicuratrice l’inclusione o la esclusione di
ogni assicurato mediante lettera raccomandata.

L’assicurazione rispetto alle nuove persone decorrerà dalle ore 24 del
giorno risultante dal timbro postale della raccomandata.

Il conteggio dei maggiori premi annuali e dei relativi ratei connessi
alle inclusioni verrà effettuato al termine dell’anno assicurativo in
corso all’atto dell’inclusione.

E) L’art. 10. – Altre assicurazioni -, l’art. 15 – invalidità permanente -,
l’art. 21 – Responsabilità del contraente – si considerano abrogati.

F) A parziale deroga dell’art. 23 – Proroga del contratto – il termine per
la disdetta è ridotto a un mese.

ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI AGENZIA E
RAPPRESENTANZA COMMERCIALE TRA LE IMPRESE ARTIGIANE MANDANTI ED I
RISPETTIVI AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO

IL 1° DICEMBRE 1989 IN ROMA

TRA

La Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (Confartigianato)
rappresentata dal Presidente Ivano Spalanzani e dal Vice Presidente
delegato agli Affari Sindacali Felice Doro e con l’assistenza del
Dipartimento Contrattuale nelle persone di Bruno Gobbi e Giovanna De Lucia.
La Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA) rappresentata dal
Presidente Nazionale Filippo Minotti, dal Segretario Generale Sergio Bozzi,
dal Responsabile Relazioni Sindacali Alberto De Crais, dal responsabile
della contrattazione Enrico Amadei e dai Vicepresidenti Alberto Rossi e
Gabriele Zagni.
La Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (CASA) rappresentata dal
Presidente Giuseppe Guarino, dal Segretario Generale Giacomo Basso con
l’assistenza del direttore generale dei Servizi Confederali Paolo Melfa.
La Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane (CLAAI)
rappresentata dal Presidente Mario Dubini, dal Vice Presidente Angelo
Turco, dal Segretario Generale Gabriele Lanfredini.

E

La Federazione Italiana Sindacati addetti ai Servizi Commerciali, Affini e
del Turismo (FISASCAT/CISL) rappresentata dal Segretario Generale Mario
Cesino, dai Segretari generali aggiunti Maria Pantile e Antonio
Mighelagnoli e dai Segretari Nazionali Giovanni Baratta, Domenico Elicio,
Mario Marchetti, Salvatore Zappadu, dal dirigente l’ufficio sindacale
Salvatore Falcone, nonché da una delegazione composta dai Signori Gaetano
Anzi, Gaetano Billi, Carlo Bredeon, Antonio Calarco, Antonio Donati,
Giancarlo Gentili, Vincenzo Gargiulo, Giuseppe Lion, Olga Lorenzini,
Francesco Marcolin, Alessandro Palloni, Maurizio Maggiolini, Loris
Nascetti, Marco Paoletti, Antonio Pasquariello, Eldo Pedini, Gaspare
Piramonte, Oto Siniscalchi, Giancarlo Termini,Vincenzo Ramogida; nonché per
la sezione nazionale agenti e propagandisti in medicina, i signori Luciana
Benassi e Giorgio Guazzi; con l’intervento della CISL, Confederazione
Italiana Sindacati Lavoratori, rappresentata dal signor Luca Borgomeo.

La Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi
(FILCAMS-CGIL), rappresentata dal Segretario Generale Gilberto Pascucci,
dal Segretario Generale Aggiunto Roberto Di Gioacchino, dal Responsabile
Nazionale del Settore Lionello Giannini e dal Coordinamento Nazionale della
categoria composto dai Sigg.ri Angelini Elvio, Aiello Aldo, Bargiacchi
Ferruccio, Bedrone Paolo, Benassati Duilio, Biasioli Emilio, Conti Mauro,
Cusi Giuliano, Del Monte Gianfranco, De Velo Rinaldo, Ferri Ottone, Ferrini
Augusto, Filippi Andrea, Fossati Emilio, Gaudiano Michele, Giannini Mario,
Giosia Pio, Giordano Cesare, Innocenti Ulderigo, Lillo Rodolfo, Limardi
Arnaldo, Mancini Roberto, Mancini Sirio, Marchese Antonio, Marchi Attilio,
Maré Alberto, Marzoli Riccardo, Montefusco Gianfranco, Moras Antonio, Orsi
Pietro, Pacifico Angelo, Paghi Silvio, Palchetti Mario, Pallanti Mario,
Pampaloni Enzo, Perossini Ezio, Pippa Antonio, Pocci Giuliano, Pratesi
Alberto, Risi Piergiorgio, Rosci Giovanni, Rucaro Domenico, Sanna Vittorio,
Solzi Ugo, Tedeschi Renato, Terrana Alfonso, Tinti Luciano, Tori Roberto e
Vignoli Affio; con l’intervento della Confederazione Generale Italiana del
Lavoro (CGIL), rappresentata dal Segretario Confederale Lucio De Carlini.

La Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi (UILTuCS),
rappresentata dal Segretario Generale Raffaele Vanni, dal Segretario
Generale Vicario Giovanni Gazzo, dai Segretari Nazionali Renzo Canella,
Giulio Lattanzi, Michele Malerba, Parmenio Stroppa, Antonio Zilli,
unitamente ad una delegazione composta dal Presidente del Coordinamento
Nazionale Agenti e Rappresentanti Giulio Bellatti, dal Coordinatore
Nazionale Carlo Terracciano e dai Sigg.ri Balducci Nicola, Buschini
Giuseppe, Bussoni Giorgio, Camellini Gino, Cesati Giovanni, Giunti Mario,
Grillandi Fulvio, Iovino Vincenzo, Marsili Rino, Massimino Michele,
Mendicini Pierluigi, Mornacchi Pio, Oppici Eugenio, Pata Cesare,
Trentacoste Ettore; con la partecipazione della Unione Italiana del Lavoro
(U.I.L.) nella persona del Segretario Confederale Bruno Bruni.

L’Unione Sindacati Agenti Rappresentanti Commercio Italiani (USARCI),
rappresentata dal suo Presidente Francesco De Pasquale, dal Vicepresidente
vicario Lorenzo Righetti, dai Vicepresidenti Paolo Battaglia, Umberto
Brugnara, Mario D’Abbicco, Ciano Donadon, Sergio Manciucca, Alfredo
Ragazzoni, dai Consiglieri Mirella Andreotti, Giancarlo Bonamenti, Alfredo
Borsato, Luigi Bossi, Vincenzo Ceccarel, Flavio Gusmeroli, Gianfranco
Lucchini, Mario Mantovani, Enrico Nicolini, Gennaro Padrone, Federico
Parlato, Luciano Parussa, Giuseppe Ricci, Roberto Robert, Santo Staiano,
Radames Valenti, Pier Elio Zanatta e dal segretario Antonietta Nigro.

La Federazione Nazionale Associazione Agenti e Rappresentanti di Commercio
(FNAARC), rappresentata dal suo presidente Ugo Volpi; dai Vice-Presidenti
Giorgio Caleffi, Luigi Contini, Adalberto Corsi, Franco Mazza, Antonino
Passarello e Karl Schorn; dai componenti della Giunta Esecutiva Michele
Alberti, Lino Cascone, Egidio Casorati, Gabrio Cereda, Abramo Clerici,
Alvaro Cocchi, Ugo Dessy, Gino Fedegari, Elio Godino, Antonio Livio,
Antonio Malavasi, Gabriele Mazzanti, Franco Monaco, Giorgio Padovini,
Attilio Pareschi e Stefano Spaini, assistiti dal Direttore Generale
Gianfranco Gatelli.

è stato stipulato

il presente Accordo di rinnovo dell’Accordo Economico Collettivo 21-3-1984
per la disciplina del rapporto di agenzia e/o rappresentanza commerciale
tra le imprese artigiane mandanti ed i rispettivi agenti e rappresentanti
di commercio.

Il presente AEC si applica anche ai rapporti di agenzia e/o rappresentanza
commerciale tra imprese mandanti italiane e i rispettivi agenti e
rappresentanti che operano all’estero.

Dichiarazione congiunta

Le parti stipulanti, con il presente Accordo Economico Collettivo,
intendono realizzare una disciplina normativa corrispondente alle
peculiarità del rapporto di agenzia, nonché alle caratteristiche
dell’impresa artigiana. Sotto questo profilo manifestano il comune
interesse a sviluppare corrette relazioni sindacali e contrattuali,
consapevoli dell’importanza che il settore dell’artigianato riveste nella
economia del Paese e del ruolo svolto dagli agenti e rapresentanti di
commercio, in un mercato distributivo reso ancor più complesso dalla
difficile congiuntura economica, quali collaboratori indispensabili per le
loro caratteristiche funzionali e professionali.
Le Confederazioni dell’artigianato, nell’affermare la loro piena autonomia
contrattuale, accolgono la richiesta di parte sindacale per incontri
annuali a livello nazionale con le OO.SS. degli agenti stipulanti il
presente A.E.C., intesi ad esaminare lo stato del settore, le sue
prospettive, nonché le situazioni di mercato, anche per i riflessi che
possono determinarsi sulle condizioni economiche, sociali e professionali
degli agenti.
Su richiesta di una delle parti tali incontri potranno avvenire anche per
singolo settore merceologico.
Le OO.SS. degli agenti e rappresentanti stipulanti convengono infine sulla
opportunità che il settore artigiano sia rappresentato in ogni sede
istituzionale a pari dignità degli altri settori produttivi e commerciali.

Art. 1 (Disciplina normativa)

Il contratto di agenzia e rappresentanza commerciale tra le imprese
artigiane mandanti e gli agenti e rappresentanti di commercio è
disciplinato dalle norme contenute nel presente accordo economico
collettivo.
Agli effetti del presente accordo e in conformità agli articoli 1742 e 1752
c.c. è “agente di commercio” chi è incaricato stabilmente da una o più
ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona; è
“rappresentante di commercio” chi è incaricato stabilmente da una o più
ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata
zona.
L’agente o rappresentante esercita la sua attività in forma autonoma ed
indipendente, nell’osservanza delle istruzioni impartite dal preponente ai
sensi dell’articolo 1746 del Codice Civile, senza obblighi di orario di
lavoro e di itinerari predeterminati. Le istruzioni di cui all’articolo
1746 c.c. devono tener conto dell’autonomia operativa dell’agente o
rappresentante, il quale, tenuto ad informare costantemente la casa
mandante sulla situazione del mercato in cui opera, non è tenuto peraltro a
relazioni con periodicità prefissata sulla esecuzione della sua attività.
Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto
esclusivo l’esercizio delle attività di cui al precedente capoverso salvo
le eccezioni espressamente previste nell’accordo stesso, nonché a coloro
che, in qualità di agenti o rappresentanti, hanno incarico di vendere merci
esclusivamente a privati consumatori.
Gli agenti o rappresentanti di commercio e le ditte preponenti sono tenuti
all’osservanza della legge n. 204 del 3 maggio 1985. Le norme del presente
accordo non sono applicabili agli agenti o rappresentanti non iscritti nei
ruoli di cui alla legge 3 maggio 1985, n. 204.
Le norme contenute nel presente accordo si applicano anche ai contratti a
tempo determinato, in quanto compatibili con la natura del rapporto con
esclusione, comunque, delle norme relative al preavviso. Nei contratti a
tempo determinato di duranta superiore ai 6 mesi, l’impresa artigiana
mandante comunicherà all’agente o rappresentante, almeno 60 giorni prima
della scadenza del termine, l’eventuale disponibilità al rinnovo o alla
proroga del mandato.

Art. 2 (Esclusiva)

Salvo diverse intese tra le parti, la ditta non può valersi
contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio, di
più agenti o rappresentanti, né l’agente o rappresentante può assumere
l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza
tra di loro.
Il divieto di cui sopra non si estende, salvo espresso patto di esclusiva
per una sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante,
dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra
loro.
All’atto del conferimento dell’incarico, all’agente o rappresentante
debbono essere precisati per iscritto in un unico documento, oltre al nome
delle parti, la zona assegnata, i prodotti da trattarsi, la misura delle
provvigioni e dei compensi e la durata, quando non sia a tempo
indeterminato, nonché l’esplicito riferimento alle norme dell’accordo
economico collettivo in vigore e successive modificazioni.
Le variazioni di zona, esclusi i casi di lieve entità, possono essere
realizzate previa comunicazione scritta all’agente o rappresentante da
darsi almeno 2 mesi prima (ovvero 4 mesi prima per gli agenti e
rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente
per una sola ditta), salvo accordo scritto tra le parti per una diversa
decorrenza del preavviso.
Qualora queste variazioni siano di entità tale da modificare sensibilmente
il contenuto economico del rapporto, iì preavviso scritto non potrà essere
inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto. Qualora
l’agente o rappresentante comunichi, entro 30 giorni, di non accettare le
variazioni previste, la comunicazione del preponente costituirà preavviso
per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa
della impresa artigiana mandante.

Chiarimento a verbale

In relazione a quanto previsto dal 1° e 2° comma del presente articolo, le
parti si danno atto che è da escludersi la possibilità di concorrenza
quando l’incarico conferito all’agente o rappresentante riguardi generi di
prodotti che per destinazione e valore d’uso siano diversi e infungibili
tra di loro.

Art. 3 (Provvigione di incasso)

L’agente o rappresentante deve assolvere agli obblighi inerenti
all’incarico affidatogli in conformità alle istruzioni impartite dalla
ditta.
Il contratto potrà prevedere l’addebito totale o parziale del valore del
campionario all’agente o rappresentante, in caso di mancata o parziale
restituzione o di danneggiamento, non derivante dal normale utilizzo.
L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta né di
concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.
Qualora gli venga conferito l’incarico continuativo di riscuotere per conto
della casa mandante, questa ultima stabilirà separatamente dalle competenze
la provvigione di incasso, che non potrà essere inferiore allo 0,50% delle
somme incassate. L’obbligo di stabilire la provvigione di cui trattasi non
sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga la sola
attività di recupero degli insoluti.
Il preponente è tenuto a fornire all’agente o rappresentante le notizie
utili a svolgere nella maniera più producente il proprio mandato, nonché ad
avvertirlo senza indugio qualora ritenga di non poter evadere totalmente o
parzialmente le proposte d’ordine.

Art. 4 (Compensi provvigionali)

L’agente o rappresentante è compensato a provvigione da determinarsi in
misura percentuale sugli affari andati a buon fine.
I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli
accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo
a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta concordati per
condizioni di pagamento.
Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che l’esecuzione
dell’affare si effettui su accordo tra fornitori ed acquirenti per consegne
ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole
consegne regolarmente pagate.
In deroga al principio di cui al primo comma, in qualsiasi caso di
insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta
sia inferiore all’importo della provvigione relativa alla quota soluta, la
ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza.
Fermo restando quanto stabilito nei precedenti commi, qualora l’insolvenza
parziale del compratore sia inferiore al 15% del venduto, l’agente o
rappresentante avrà diritto alla provvigione nella misura percentualmente
corrispondente a quanto dell’affare sia andato a buon fine, dedotto quanto
dovuto alla casa mandante per effetto dello star del credere eventualmente
pattuito.
La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che
non hanno avuto esecuzione per cause imputabili al preponente. L’agente o
rappresentante che tratta in esclusiva gli affari di una ditta ha diritto
alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima senza suo
intervento, sempreché rientranti nell’ambito del mandato conferitogli.
In caso di risoluzione del contratto di agenzia o rappresentanza l’agente o
rappresentante ha diritto alla provvigione per gli affari proposti prima
della estinzione del contratto ed accettati dalla ditta anche dopo tale
data, salvo in ogni caso le disposizioni di cui ai commi precedenti, e
salvo l’obbligo per l’agente o rappresentante a richiesta della ditta, di
prestare l’opera di sua competenza per la completa e regolare esecuzione
degli affari in corso.
In deroga ai principi stabiliti nei commi precedenti, ai soli fini del
diritto alle provvigioni, le proposte d’ordine non confermate per iscritto
dal preponente entro sessanta giorni dalla data di ricevimento delle
proposte stesse si intendono accettate.
Salvo diverso accordo tra le parti, in luogo della conferma di cui al comma
precedente, il preponente entro lo stesso termine può comunicare per
iscritto all’agente o rappresentante il rigetto dell’ordine ovvero la
necessità di una proroga del termine.

Art. 5 (Rimborsi spese)

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese connesse
con l’esercizio dell’attività svolta ai sensi dell’art. 1 del presente
accordo, salvo patto contrario.
Il patto in contrario non potrà determinare il rimborso di spese o concorso
alle spese in forma percentuale.

Art. 6 (Liquidazione delle provvigioni e anticipo)

Le ditte cureranno la liquidazione delle provvigioni alla fine di ogni
trimestre.
Entro trenta giorni dalla scadenza del trimestre considerato, le ditte
invieranno all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché
il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle
vigenti norme fiscali; qualora l’agente o rappresentante non sollevi
contestazioni entro sessanta giorni dal ricevimento del conto, questo si
intenderà definitivamente approvato. In caso di contestazione, la ditta
verserà le eventuali ulteriori somme non oltre trenta giorni dalla
definizione della controversia.
Qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute di oltre
quindici giorni rispetto ai termini di cui al precedente comma, sarà tenuta
a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in
misura pari al tasso ufficiale di sconto.
Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite
dell’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese
fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate
direttamente ai clienti o, in attesa di queste ultime, un elenco
riepigolativo delle stesse.
Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad
anticipi, nel corso del trimestre, nella misura del 70% del suo credito per
tale titolo. E in facoltà dell’agente o rappresentante, all’atto del
conferimento del mandato, di chiedere, in alternativa al criterio di cui
sopra, la liquidazione di anticipi nella misura del 50% delle provvigioni
da maturare, che si riferiscono ad affari con pagamento non oltre 90
giorni, e nella misura del 35% delle provvigioni da maturare che si
riferiscono ad affari con pagamento oltre 90 giorni ma non oltre 120.
Resta fermo che l’agente o rappresentante non ha diritto ad anticipi ove
sia debitore della ditta per altro titolo.

Norma transitoria

Per i rapporti di agenzia in atto, la facoltà di cui all’ultimo comma del
presente articolo potrà essere esercitata entro 6 mesi dalla data di
stipulazione del predetto accordo.

Art. 7 (Star del credere)

Quando sia pattuito per iscritto, a titolo di penale, uno “star del
credere” a carico dell’agente o rappresentante per insolvenza totale o
parziale da parte del compratore, esso non potrà superare il triplo della
provvigione né essere comunque superiore al 15% della perdita subita dalla
ditta.
Non sono soggette allo “star del credere” le spese, ivi comprese quelle
legali, sostenute per il recupero del credito. Lo “star del credere” non
verrà inoltre computato sulle somme che sarebbero spettate all’agente o
rappresentante a titolo di provvigione qualora l’affare fosse andato a buon
fine. Ove la ditta recuperi in tutto o in parte le somme perdute, si farà
luogo al rimborso dell’importo dello star del credere conteggiato sulla
perdita anzidetta.
Tuttavia, ove l’ammontare dell’importo anzidetto a carico dell’agente o
rappresentante, in un anno, superi la metà dell’ammontare delle provvigioni
maturate nell’anno medesimo a suo favore, la eccedenza non sarà a carico
dell’agente o rappresentante. In tal caso, se la ditta intende risolvere il
rapporto, sarà esonerata dall’obbligo del preavviso. Eventuali deroghe alle
norme di cui al 1° comma del presente articolo potranno essere convenute
tra le Organizzazioni stipulanti, qualora la misura della provvigione
superi il 12%.
Per qualche caso particolare (ad esempio, per i prodotti tessili) potrà
essere convenuto, tra la ditta mandante e l’agente o rappresentante uno
“star del credere” al di sopra dei limiti anzidetti, a condizione che venga
pattuito un supplemento della normale provvigione.

Art. 8 (Polizza Assicurativa)

In caso di malattia o infortunio dell’agente o rappresentante che
costituisca causa di impedimento nell’espletamento del mandato affidatogli,
il rapporto di agenzia o rappresentanza, a richiesta della ditta oppure
dell’agente o rappresentante interessato, restera sospeso per la durata
massima di sei mesi dall’inizio della malattia o dalla data
dell’infortunio, e pertanto la ditta non potrà per tale periodo procedere
alla risoluzione del rapporto.
Alla ditta preponente è riconosciuta la facoltà di provvedere direttamente
per il periodo predetto ad assicurare l’esercizio del mandato di agenzia o
rappresentanza o a dare ad altri l’incarico ad esercitarlo. Il titolare del
mandato di agenzia o rappresentanza ammalato od infortunato deve
consentire, nel corso del predetto periodo, che la ditta, o chi da questa
ha ricevuto l’incarico di sostituirlo provvisoriamente, si avvalga della
organizzazione dell’agenzia senza che a questo derivino oneri, e non ha
diritto a compensi sui proventi degli affari conclusi nel periodo stesso,
salvo patto in contrario tra le parti.
A favore degli agenti o rappresentanti che operano in forma individuale,
per i casi di infortunio e di malattia spedalizzata, le case mandanti del
settore artigiano provvederanno alla stipulazione di una polizza
assicurativa o all’adozione di forme equivalenti, atte a garantire
all’agente o rappresentante – secondo le condizioni ed i limiti delle
disposizioni regolamentari allegate, che formano parte integrante del
presente articolo – il seguente trattamento, indipendente ed aggiuntivo
rispetto a quello eventualmente erogato dall’Enasarco con la propria
assicurazione:
a) in caso di morte per infortunio: liquidazione di un capitale di lire
65.000.000 (sessantacinquemilioni);
b) in caso di invalidità permanente totale per infortunio: liquidazione di
un capitale di lire 80.000.000 (ottanta milioni). Tale importo sarà
proporzionalmente ridotto, in caso di invalidità inferiore all’80%
(ottanta per cento), in relazione alla percentuale riconosciuta secondo
le tabelle INAIL ed a partire dal 6% (sei per cento);
c) in caso di ricovero ospedaliero per malattia, infortunio, accertamenti
diagnostici: corresponsione di una diaria giornaliera di L. 25.000
(venticinquemila) dal 1 giorno di degenza e fino ad un massimo di 60
giorni per anno assicurativo, fatta salva la decorrenza iniziale della
copertura assicurativa per la diaria stessa.
Nei confronti degli agenti o rappresentanti plurimandatari saranno
stabilite nel regolamento di attuazione norme intese a ridurre gli oneri
derivanti dall’applicazione del precedente comma a carico di ciascuna
impresa artigiana mandante in misura proporzionale al numero dei mandati.

Norma transitoria

Gli importi indicati alle lettere a), b) e c) all’ultimo comma del presente
articolo decorrono dal 1° ottobre 1989.
Con la stessa decorrenza la polizza assicurativa verrà stipulata anche a
favore degli agenti e rappresentanti che svolgono la loro attività in forma
di società di persone con ripartizione pro-capite delle prestazioni di
polizza tra gli agenti soci; a questo fine la società agente è tenuta a
comunicare alla impresa artigiana mandante i nomi di tali soci, nonché
tutte le successive variazioni.

Art. 9 (Preavviso)

In caso di risoluzione da parte della ditta di un rapporto a tempo
indeterminato, dovrà essere dato all’agente o rappresentante un preavviso
di:
- 4 mesi, qualora la durata del rapporto non superi i 5 anni compiuti;
- 5 mesi, qualora la durata del rapporto superi i 5 anni ma non gli 8
compiuti;
- 6 mesi, qualora la durata del rapporto sia superiore a 8 anni compiuti.
Per gli agenti e rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività
in esclusiva per una sola ditta i termini di preavviso di cui sopra, sono
aumentati di 2 mesi.
Ove la ditta preferisca esonerare senz’altro l’agente o rappresentante
dalla prestazione, dovrà corrispondergli, in sostituzione del preavviso,
una somma pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell’anno
solare (1 gennaio-31 dicembre) precedente quanti sono i mesi di preavviso
spettanti all’agente o rappresentante o una somma a questa proporzionale,
in caso di esonero da una parte di preavviso. Qualora il rapporto abbia
avuto inizio nel corso dell’anno solare precedente saranno conteggiati i
successivi mesi dell’anno in corso per raggiungere i dodici mesi di
riferimento.
Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore all’anno, il detto
computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni
liquidate durante il rapporto stesso.
Ad analoghi obblighi è tenuto l’agente o rappresentante nei confronti della
ditta, in caso di risoluzione del rapporto da parte dell’agente o
rappresentante.
In tal caso, il preavviso sarà di cinque mesi o di quattro mesi, a seconda
che l’agente o rappresentante sia impegnato o meno ad esercitare la sua
attività in esclusiva per una sola ditta.
La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in
tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere l’indennità
sostitutiva, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta
comunicazione.
L’indennità sostitutiva del preavviso va computata su tutte le somme
corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche a titolo di
rimborso o concorso spese.

Art. 10 (Indennità di risoluzione rapporto)

All’atto della risoluzione del contratto a tempo indeterminato sarà
corrisposta dalla ditta all’agente o rappresentante una indennità secondo
le disposizioni dei seguenti articoli 11 e 12.
Le parti si danno atto che coi versamenti di cui ai successivi articoli è
assolto ogni obbligo gravante sulle imprese artigiane mandanti in virtù
dell’articolo 1751 del Codice Civile.

Art. 11 (FIRR)

All’agente o rappresentante, a norma dell’art. 1751 del c.c., spetta una
indennità per lo scioglimento del contratto.
Tale indennità, che sarà accantonata dalla ditta preponente presso
l’Enasarco, secondo le disposizioni regolamentari allegate, è determinata
nella misura dell’1 % sull’ammontare globale delle provvigioni maturate e
liquidate durante il corso del rapporto.
L’aliquota base dell’l % sarà integrata dalle seguenti percentuali:
- fino al 31 dicembre 1983:
- agenti e rappresentanti senza esclusiva;
a) sulle provvigioni fino a lire 2.500.000 annue: 3%
b) sulle quote di provvigioni da lire 2.500.001 a lire 4.000.000 annue:
1%
- agenti o rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta
a) sulle provvigioni fino a lire 3.000.000 annue: 3%
b) sulle quote di provvigioni da lire 3.000.001 a lire 4.500.000 annue:
1%
- A decorrere dal 1° gennaio 1984:
- Agenti o rappresentanti senza esclusiva
a) sulle provvigioni fino a lire 6.000.000 annue: 3%
b) sulle quote di provvigioni da lire 6.000.001 a lire 9.000.000 annue:
1%
- agenti o rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta
a) sulle provvigioni fino a lire 12.000.000 annue: 3%
b) sulle quote di provvigioni da lire 12.000.001 a lire 18.000.O00 annue:
1%
- A decorrere dal 1 ottobre 1989:
- Agenti o rappresentanti senza esclusiva
a) sulle provvigioni fino a lire 12.000.000 annue: 3%
b) sulle quote di provvigioni da lire 12.000.001 a lire 18.000.000: 1%
- agenti o rappresentanti con obbligo di esclusiva per una sola ditta
a) sulle provvigioni fino a lire 24.000.000 annue: 3%
b) sulle quote di provvigioni da lire 24.000.001 a lire 36.000.000 annue:
1%.
Agli effetti dell’accantonamento presso il F.I.R.R. (fondo indennità
risoluzione rapporto) saranno computate anche le somme corrisposte
espressamente e specificatamente a titolo di rimborso e concorso spese.
Vengono fatte salve le condizioni di miglior favore in atto previste nei
singoli mandati.
I versamenti di cui al precedente comma saranno effettuati presso
l’Enasarco sulle provvigioni liquidate nel corso di ogni anno solare (1
gennaio-31 dicembre) entro il 31 marzo successivo.
Le ditte sono tenute a segnalare all’Enasarco l’inizio e la cessazione dei
rapporti e ogni altra eventuale variazione intervenuta; per le relative
modalità si rinvia alle norme regolamentari e alle delibere del Consiglio
di Amministrazione dell’Ente.
Le parti si riservano di provvedere con separato accordo alla redazione di
un apposito regolamento per il versamento agli aventi diritto
dell’indennità per la risoluzione del rapporto.

Dichiarazione a verbale

Le parti si impegnano a rivedere l’istituto della indennità per lo
scioglimento del contratto qualora nel corso di vigenza del presente
accordo economico collettivo intervengano negli altri settori modificazioni
significative particolarmente per quanto concerne l’eventuale introduzione
di forme di rivalutazione o di indicizzazione degli importi relativi.

Art. 12

Dall’indennità di cui al precedente articolo deve detrarsi quanto l’agente
ha diritto di ottenere per effetto di atti di previdenza volontariamente
compiuti dall’impresa artigiana preponente in aggiunta al trattamento di
previdenza previsto dal presente accordo.
L’indennità di risoluzione del contratto è dovuta anche in caso di
invalidità permanente e totale dell’agente o rappresentante.
Nel caso di morte dell’agente o rappresentante, l’indennità stessa è dovuta
agli eredi, a norma dell’art. 1751, 4 co., del Codice Civile.

Art. 13 (Indennità suppletiva di clientela)

Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa
mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante, sarà
corrisposta direttamente dalla ditta preponente all’agente o
rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto di
cui al precedente art. 11, una indennità suppletiva di clientela, da
calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate per tutta la
durata del rapporto di agenzia e relative comunque ad affari conclusi
successivamente al 30 settembre 1989 nel modo seguente:
a) 3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi 3 (tre) anni di
durata del rapporto di agenzia;
b) 3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate dal 4 al 6°
anno compiuto;
c) 4% (quattro per cento) sulle provvigioni maturate negli anni successivi.
L’indennità suppletiva di clientela sarà altresì corrisposta, sempre che il
rapporto sia in atto da almeno un anno, in caso di dimissioni dell’agente
dovute a sua invalidità permanente o totale o per conseguimento della
pensione di vecchiaia Enasarco, nonché in caso di decesso. In questo ultimo
caso, l’indennità predetta verrà corrisposta agli eredi legittimi o
testamentari.
Qualora l’impresa artigiana mandante non corrisponda l’indennità di
clientela per fatto imputabile all’agente o rappresentante, ne darà
motivazione nella lettera di revoca.
Agli effetti della liquidazione dell’indennità suppletiva di clientela
saranno computate anche le somme corrisposte espressamente e specificamente
a titolo di rimborso o di concorso spese.
Ai fini dell’indennità di cui al presente articolo si considera a tempo
indeterminato il contratto a termine che venga rinnovato o prorogato, o
abbia una durata di almeno sei anni.

Dichiarazione a verbale

L’indennità suppletiva di clientela disciplinata dal presente articolo non
è cumulabile con alcun altro trattamento a titolo analogo che dovesse
venire stabilito da disposizioni normative di carattere generale.
Le parti, a chiarimento della norma di cui al presente articolo, si danno
atto che nell’ipotesi di rapporto di agenzia o rappresentanza instaurato
successivamente al 1° gennaio 1984 (ad esempio, 1 gennaio 1985) i tre anni
di cui al 1° comma, lett. a), del presente articolo avranno decorrenza
dalla data di inizio del rapporto di agenzia o rappresentanza.
Fino al 30 settembre 1989 il calcolo dell’indennità suppletiva di clientela
viene effettuato sulla base del seguente articolo 13, primo comma dell’AEC
21 marzo 1984: “Se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad
iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o
rappresentante, sarà corrisposta direttamente dalla ditta preponente
all’agente o rappresentante, in aggiunta all’indennità di risoluzione del
rapporto di cui al precedente art. 11, una indennità suppletiva di
clientela da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni liquidate
per tutta la durata del rapporto di agenzia e relative comunque ad affari
conclusi successivamente al primo gennaio 1984 nel modo seguente:
a) 3% (tre per cento) sulle provvigioni maturate nei primi 3 (tre) anni di
durata del rapporto di agenzia;
b) 3,50% (tre e cinquanta per cento) sulle provvigioni maturate negli anni
successivi”.

Art. 14 (Previdenza)

Il trattamento di previdenza in favore degli agenti o rappresentanti, i cui
rapporti, a termine o non, siano regolati dal presente accordo è
disciplinato dalla legge 2 febbraio 1973, n. 12, e dal regolamento di
esecuzione approvato con D.M. 20 febbraio 1974.
Fino alla data del 30 giugno 1956 gli obblighi delle aziende per la
previdenza si intendono integralmente soddisfatti dalle competenze
spettanti agli agenti e rappresentanti, in dipendenza del trattamento
Enasarco, ai sensi dell’art. 12 dell’accordo 30 giugno 1938 e successivi
aggiornamenti.

Art. 15 (Iscrizione all’Enasarco)

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti e rappresentanti
all’Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio
(Enasarco) entro i tre mesi dall’inizio del rapporto di agenzia e di
rappresentanza, indicando per ogni agente o rappresentante il numero di
iscrizione al ruolo di cui alla legge n. 204 del 3 maggio 1985. Nel caso
che l’agente o rappresentante inizi la sua attività, la comunicazione del
numero di iscrizione sarà fatta dalla ditta non appena l’interessato abbia
ottenuto l’iscrizione.
I contributi di cui all’articolo precedente saranno versati all’Ente di cui
sopra con periodicità trimestrale, non oltre sessanta giorni dalla scadenza
di ciascun trimestre solare.
Entro il 30 aprile di ciascun anno la ditta mandante invierà all’agente o
rappresentante un riepilogo delle somme versate al fondo di previdenza
dell’Enasarco e di quelle accantonate presso il FIRR, (Fondo Indennità
Risoluzione Rapporto) di competenza dell’anno precedente.

Art. 16 (Pattuizioni più favorevoli)

Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali
eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

Art. 17 (Conciliazione sindacale)

Le controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente
accordo dovranno essere sottoposte, per il tentativo di conciliazione,
all’esame delle Organizzazioni Sindacali stipulanti.

Art. 18 (Commissioni paritetiche di conciliazione)

In relazione alle previsioni della legge 11 agosto 1973, n. 533, le parti
stipulanti, convenendo sulla utilità e sulla importanza degli strumenti
conciliativi previsti dalla stessa legge, che si propongono il risultato di
ridurre l’area della conflittualità, convengono di favorire il ricorso alla
conciliazione sindacale con la costituzione di Commissioni Paritetiche.
Pertanto:
1. Nel caso di insorgenza di controversia, sia durante lo svolgimento, sia
all’atto della cessazione del rapporto di agenzia o di rappresentanza
commerciale, ciascuna delle parti può adire per il tentativo di
componimento della controversia una Commissione Paritetica di
conciliazione costituita presso le Organizzazioni Territoriali degli
Artigiani aderenti alle Confederazioni stipulanti.
La Commissione di conciliazione sarà composta da 2 membri in
rappresentanza della impresa artigiana mandante e da 2 membri in
rappresentanza dell’agente o rappresentante di commercio, designati di
volta in volta rispettivamente dalle Associazioni sindacali aderenti
alle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente accordo, alle quali
le parti interessate aderiscono o abbiano conferito mandato.
2. La Commissione competente ad espletare la conciliazione è quella
costituita nell’ambito territoriale in cui l’agente o rappresentante
svolge la sua attività ovvero, su accordo delle parti stipulanti o dei
loro aderenti, quella costituita nell’ambito territoriale in cui è la
sede della ditta mandante.
3. La Commissione espleterà il tentativo di conciliazione entro e non oltre
30 giorni dal ricevimento della richiesta delle parti.
4. Nel caso in cui il tentativo di conciliazione abbia esito positivo,
resta inteso che l’accordo intervenuto non è impugnabile, giusta quanto
previsto dal combinato disposto degli articoli 411 – III comma – C.P.C.
e 2113, IV comma Cod. Civ., come risultano sostituiti dagli articoli 1 e
6 della legge 11 agosto 1973, n. 533.
5. Qualora il tentativo di conciliazione non riesca, le parti restano
libere di adire l’Autorità giudiziaria.
6. Le spese per il funzionamento della Commissione paritetica di
conciliazione saranno sostenute in proprio dalle parti tra le quali
intercorre la conciliazione.

Art. 19 (Norme finali)

Le disposizioni del presente accordo relative alla indennità di
scioglimento del contratto ed alla previdenza sono correlative ed
inscindibili tra di loro e non sono cumulabili tra di loro e con altro
trattamento.

Art. 20 (Delega)

Qualora l’agente o rappresentante ne faccia richiesta con delega scritta
l’impresa artigiana mandante verserà in apposito conto corrente indicato
nella delega la trattenuta dell’importo ivi determinato dalle
Organizzazioni sindacali degli agenti stipulanti il presente accordo.
La delega avrà valore fino a disdetta avanzata dall’agente o rappresentante
mediante raccomandata da inviare alla organizzazione sindacale di
appartenenza e alla impresa artigiana mandante.

Art. 21 (Durata dell’accordo)

Salvo le decorrenze previste nei singoli articoli, il presente accordo
entra in vigore il 1° ottobre 1989 e scadrà il 31 dicembre 1991; ove non
venga disdetto da una delle parti con un preavviso di quattro mesi, si
intenderà rinnovato per un anno e così di anno in anno.
In caso di regolare disdetta, esso resterà in vigore fino a che non sia
sostituito da un successivo accordo.

Lettera di intenti

Le parti nel concordare sull’opportunità della revisione del meccanismo
contrattuale del FIRR, convengono di procedere in tempi brevi ad un esame
congiunto della materia, interessando, oltre al Ministero del Lavoro, gli
Enti previdenziali preposti, tenuto conto anche dell’allegato progetto
(All. A).

Allegato A

Progetto di revisione del FIRR nell’ambito del rinnovo dell’AEC 21-3-1984

Le parti stipulanti hanno concordato un progetto di revisione del
meccanismo contrattuale del FIRR improntato ai seguenti criteri:
1. Rivalutazione annua delle somme accantonate presso il FIRR mediante
accredito sui singoli conti individuali degli utili netti risultanti
dalla gestione di ciascun esercizio.
2. Ai fini di cui al punto 1), le case mandanti consentono l’utilizzazione
dell’interesse del 4% – dedotto quanto previsto dal punto successivo – a
loro spettante in forza dell’art. 1 – parte 1a – delle “Disposizioni
regolamentari” 21-3-1984, importo che andrà pertanto ad incrementare i
conti individuali.
3. La polizza contrattuale di cui all’art. 8 dell’AEC 21-3-1984 verrà
affidata all’Enasarco che utilizzerà ai fini del pagamento del premio
relativo e dei relativi costi di gestione, quota parte del 4% di
interesse di cui al precedente punto 2.
Le prestazioni garantite dalla polizza in parola saranno quelle
concordate dalle parti stipulanti l’AEC per la categoria.
4. Le disponibilità annualmente esistenti nel FIRR verranno impiegate
secondo piani d’investimento deliberati dal Consiglio di Amministrazione
dell’Enasarco, previo conforme parere di un Comitato paritetico formato
da rappresentanti delle Organizzazioni stipulanti l’AEC anzidetto.
5. Le parti si danno atto che le prestazioni integrative di previdenza
continueranno ad essere assicurate con le disponibilità attualmente
esistenti nell’apposito Fondo, nonché con le altre fonti di entrata
previste dalla normativa vigente.

TABELLE ANNESSE ALL’ACCORDO ECONOMICO COLLETTIVO PER LA DISCIPLINA DEL
RAPPORTO DI AGENZIA E RAPPRESENTANZA COMMERCIALE NEL SETTORE
DELL’ARTIGIANATO

(Calcolo indennità di risoluzione rapporto art. 11 in vigore a tutto il 31
dicembre 1983)

Tabella A
Aliquote
Classi di importo annuo Indennità Indennità
delle provvigioni base integrativa Totale

A) Agenti e rappresentanti senza esclusiva
I – Sulle provvigioni fino a L.2.500.000 1% 3% 4%
annue
II – Sulla quota di provvigione da
L.2.500.001 a lire 4.000.000 1% 1% 2%
III – Sulla quota eccedente le L.4.000.000 1% – 1%
B) Agenti e rappresentanti in esclusiva
I – Sulle provvigioni fino a L. 3.000.000
annue 1% 3% 4%
II – Sulla quota di provvigione da
L.3.000.001 a lire 4.500.000 1% 1% 2%
III – Sulla quota di provvigione eccedente
le L.4.500.000 1% – 1%

Tabella B (in vigore dal 1° gennaio 1984)
Aliquote
Classi di importo annuo Indennità Indennità
delle provvigioni computabili base integrativa Totale

A) Agenti e rappresentanti senza esclusiva
I – Sulle provvigioni fino a L. 6.000.000
annue 1% 3% 4%
II – Sulla quota di provvigione da L.
6.000.001 a lire 9.000.000 1% 1% 2%
III – Sulla quota di provvigione eccedente
le lire 9.000.000 1% – 1%
B) Agenti e rappresentanti in esclusiva
I – Sulle provvigioni fino a L. 12.000.000
annue 1% 3% 4%
II – Sulla quota di provvigione da L.
12.000.001 a L. 18.000.000 1% 1% 2%
III – Sulla quota di provvigione eccedente
le L. 18.000.000 1% – 1%

Tabella C (in vigore dal 1° ottobre 1989)
Aliquote
Classi di importo annuo Indennità Indennità
delle provvigioni computabili base integrativa Totale

A) Agenti e rappresentanti senza esclusiva
I – Sulle provvigioni fino a L.12.000.000
annue 1% 3% 4%
II – Sulla quota di provvigione da L.
12.000.001 a L. 18.000.000 1% 1% 2%
III – Sulla quota di provvigione eccedente
le L. 18.000.000 1% – 1%
B) Agenti e rappresentanti in esclusiva
I – Sulle provvigioni fino a L. 24.000.000
annue 1% 3% 4%
II – Sulla quota di provvigione da L.
24.000.001 a L. 36.000.000 1% 1% 2%
III – Sulla quota di provvigione eccedente
le L. 36.000.000 1% – 1%

Disposizioni regolamentari di cui agli artt. 8 e 11 dell’accordo economico
1.12.1989 per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza
commerciale.

Il giorno 1-12-1989 in Roma, tra le stesse parti stipulanti che hanno
sottoscritto in data odierna l’accordo economico collettivo 1-12-1989 si è
stipulato il presente accordo per provvedere alla redazione delle
disposizioni regolamentari di cui agli artt. 8 e 11 dell’accordo economico
1-12-l989 in sostituzione del regolamento stipulato con accordo del 21
marzo 1984.
Le seguenti disposizioni regolamentari relative agli artt. 8 e 11
dell’accordo economico collettivo hanno la stessa decorrenza e durata
dell’accordo economico collettivo del 1-12-1989 e scadranno il 31 dicembre
1991.

I – Disposizioni regolamentari per l’accantonamento dell’indennità per lo
scioglimento del contratto di agenzia o rappresentanza commerciale

Art. 1

L’accantonamento dell’indennità dovuta a norma dell’art. 11 dell’accordo
economico collettivo del 1° dicembre 1989 in caso di scioglimento del
contratto di agenzia o rappresentanza commerciale verrà effettuato in
costanza di rapporto presso il “Fondo per la risoluzione del rapporto”,
gestito dall’Enasarco. Sull’ammontare delle somme versate dalle ditte
l’Ente corrisponderà alle ditte medesime l’interesse annuo del 4%. Il Fondo
provvede alla erogazione agli agenti o rappresentanti dell’indennità per la
risoluzione del rapporto.

Art. 2

Le ditte tenute all’applicazione dell’accordo del 1° dicembre 1989 hanno
l’obbligo di iscrivere i propri agenti o rappresentanti al Fondo entro tre
mesi dall’inizio del rapporto di agenzia o rappresentanza, comunicando la
data di inizio del rapporto stesso e le generalità dell’agente o
rappresentante opportunamente documentate da certificati anagrafici,
forniti dall’interessato, ed il relativo domicilio, specificando, quando
l’agente o rappresentante sia una società per azioni, o in accomandita per
azioni, o a responsabilità limitata, la denominazione di essa. Le ditte
sono tenute a comunicare la variazione del domicilio ed i dati anagrafici
dell’agente o rappresentante in base ai documenti forniti dall’interessato.
Nel caso in cui l’agente o rappresentante sia una Associazione di fatto,
una Società semplice, collettiva o in accomandita semplice, l’iscrizione di
essa all’Ente deve essere effettuata dalla ditta mentre i dati relativi ai
singoli soci e la precisazione delle percentuali dei versamenti da
accreditare ad ognuno di essi debbono essere forniti a cura della Società
agente o rappresentante.
I soci delle società indicate nel comma precedente possono esercitare
individualmente i diritti derivanti dall’iscrizione all’Ente, che darà
comunicazione alla società a cui l’interessato partecipa di tutti i
provvedimenti adottati.
Le ditte comunicheranno all’Ente la cessazione del rapporto di agenzia o
rappresentanza entro un mese dalla cessazione stessa.

Art. 3

Le somme dovute per l’indennità per la risoluzione del rapporto sulle
provvigioni liquidate nel corso di ogni anno solare (1° gennaio-31
dicembre) saranno trasmesse al Fondo entro il 31 marzo successivo. Nel caso
di inizio o cessazione del rapporto nel corso dell’anno solare gli
scaglioni di cui all’art. 11 dell’accordo del 1° dicembre 1989 saranno
ridotti in proporzione ai mesi di durata del rapporto nell’anno solare
stesso. I versamenti dovranno essere accompagnati con una distinta da cui
risulti chiaramente la causale del versamento riferita a ciascun agente o
rappresentante.
Qualora il versamento sia effettuato con vaglia postale o sul c.c. postale
dell’Enasarco, debbono essere riportati sulla distinta gli estremi del
bollettino postale.
La ricevuta dei versamenti viene rilasciata direttamente dall’Ente, a meno
che essi non siano effettuati per vaglia postale o sul c.c. postale
dall’Ente stesso, nel qual caso le relative ricevute tengono luogo di
quelle dell’Ente. Gli obblighi derivanti all’Ente per effetto del
versamento sorgono dalla data di ricezione dei singoli versamenti.
Il versamento al Fondo delle somme dovute esaurisce gli obblighi posti a
carico delle ditte dall’articolo 11 dell’accordo economico collettivo del
1° dicembre 1989.

Art. 4

Le ditte che omettono l’iscrizione dei propri agenti o rappresentanti a
norma del precedente art. 2 rimangono responsabili dei versamenti relativi
alle provvigioni liquidate dall’inizio del rapporto fino alla data di
iscrizione dell’agente o rappresentante all’Ente, gravati degli interessi
di mora in misura pari al doppio del tasso ufficiale di sconto, ma comunque
non superiore al 20% annuo.
Sono altresì tenute alla corresponsione degli interessi di mora in misura
pari a quella suddetta ìe ditte che effettuino il versamento oltre il
termine previsto dal precedente art. 3.
La corresponsione degli interessi decorre dalla data in cui le somme
avrebbero dovuto essere versate e viene effettuata su richiesta dell’Ente.
E’ tuttavia in facoltà dell’Ente di dispensare dal pagamento degli
interessi di mora quando la mancata tempestiva iscrizione degli agenti o
rappresentanti e il ritardo nel versamento, dipenda obiettivamente da causa
non imputabile alle ditte.

Art. 5

L’Ente istituisce nella gestione “Indennità per la risoluzione del
rapporto” per ciascun agente o rappresentante conti individuali in cui
annota i versamenti effettuati dalle ditte sotto la data della avvenuta
ricezione di essi.
Su detti conti devono essere annotati altresì tutti gli accreditamenti
derivanti da attribuzione di utili o da altre cause, nonché gli eventuali
addebiti posti a carico di ciascun agente o rappresentante.

Art. 6

L’Ente, all’atto della istituzione del primo conto di ciascun agente o
rappresentante, rilascia all’interessato un certificato di iscrizione.
Nel trimestre successivo alla data di approvazione del bilancio consuntivo
di ciascun esercizio finanziario, l’Ente trasmette a ciascun iscritto un
riepilogo dei conti ad esso intestati nella gestione “Indennità per la
risoluzione del rapporto” da cui risultino, in relazione a ciascuna ditta
mandante, i versamenti accreditati alla data di chiusura dell’esercizio
stesso.
Entro la stessa data l’Ente provvederà ad inviare alle ditte un estratto
conto delle somme versate per l’indennità di risoluzione del rapporto ed a
comunicare l’ammontare degli interessi di cui al precedente art. 1.
Trascorsi tre mesi dall’invio del riepilogo, ove non pervengano reclami,
esso si intende approvato dagli interessati.

II – Disposizioni regolamentari per la stipulazione delle polizze
assicurative infortunio e ricoveri ospedalieri.

In relazione a quanto stabilito dall’art. 8 dell’accordo economico
collettivo, valgono le seguenti disposizioni regolamentari per la
stipulazione delle polizze assicurative.

1) Persone assicurate

Si intendono comprese nell’assicurazione tutte le persone che operano in
forma individuale, nonché i soci di società di persone, che abbiano un
mandato di agenzia o di rappresentanza commerciale, senza alcuna
limitazione di anzianità e cioè dal momento in cui viene conferito il
mandato, ma con le limitazioni previste dalle condizioni generali di
assicurazione.
Nell’ipotesi di società di persone, la copertura e la garanzia dei rischi
verrà ridotta proporzionalmente al numero dei soci (es. per due soci la
copertura e la garanzia dei rischi è ridotta al 50% pro-capite; per tre
soci al 33% pro-capite; per quattro soci al 25% pro-capite, e così via).

2) Oggetto dell’assicurazione

L’assicurazione copre i seguenti rischi derivanti da infortunio
professionale ed extra professionale:
a) in caso di morte: liquidazione di L. 65 milioni;
b) in caso di invalidità permanente totale o comunque non inferiore all’80%
liquidazione di L. 80 milioni.
Nel caso b) il capitale sarà proporzionalmente ridotto in relazione alla
percentuale d’invalidità riconosciuta secondo la tabella INAIL ed a partire
da un minimo del 6%.
L’assicurazione inoltre garantisce la corresponsione di una diaria
giornaliera di L. 25.000 per 60 giorni per anno assicurativo, nei casi di
ricovero ospedaliero (sia in cliniche pubbliche che private) dovuto ad
infortunio, a malattia o ad accertamenti diagnostici, seguito o non da
intervento, senza alcun periodo di franchigia, fatta comunque salva la
decorrenza iniziale della copertura assicurativa per la diaria stessa.
Gli importi di cui sopra decorrono dal 1° ottobre 1989.
Per la definizione degli eventi coperti da assicurazione e per la
regolamentazione del rapporto assicurativo, vale quanto disposto dalle
condizioni generali di assicurazione e dalle relative deroghe e condizioni
particolari.

3) Adempimenti delle parti

All’atto del conferimento del mandato, l’agente o rappresentante
comunicherà, su richiesta della impresa artigiana mandante, l’entità
numerica di eventuali altri mandati di agenzia o rappresentanza con imprese
artigiane che applicano il presente accordo.
L’agente è altresì tenuto a comunicare le successive variazioni inerenti
alla situazione precedentemente dichiarata, con riferimento a quella in
essere al 31 dicembre di ciascun anno.
Ad analoghi obblighi sono tenute le società di agenzia ricomprese
nell’assicurazione, le quali comunicheranno altresì i nominativi dei soci,
nonché tutte le successive variazioni.
L’impresa artigiana, dal momento dell’instaurazione del rapporto,
provvederà alla stipulazione della polizza, ovvero all’inserimento nella
polizza già in atto del nominativo dell’agente da assicurare, dando
comunicazione del conferimento del mandato all’impresa assicuratrice nei
modi e termini convenuti con la stessa. Contemporaneamente, l’impresa
artigiana mandante indicherà all’agente l’impresa presso la quale egli è
stato assicurato.
In caso di evento indennizzabile l’agente o chi per lui provvederà
direttamente, nei confronti dell’impresa assicuratrice, alle incombenze
della stessa dettate e comunicategli per il conseguimento delle prestazioni
assicurative.

4) Determinazione del premio assicurativo

Il premio, riferito a tutti i rischi sopra ricordati, è determinato in
misura annua pro-capite.
Nel caso che uno stesso agente abbia più mandati di agenzia con altre
imprese, il premio viene proporzionalmente ridotto nel modo seguente:
- caso di 2 mandati: premio ridotto al 50% a carico di ciascuna ditta
mandante;
- caso di 3 mandati: premio ridotto al 33% a carico di ciascuna ditta
mandante;
- caso di 4 mandati: premio ridotto al 25% a carico di ciascuna ditta
mandante;
- caso di 5 mandati: premio ridotto al 20% a carico di ciascuna ditta
mandante;
- e così via.
A fronte della suddetta riduzione del premio corrisponde una riduzione
della garanzia, in quanto la garanzia globale viene cumulativamente
raggiunta dal versamento pro quota delle diverse ditte mandanti.

5) Pagamento e frazionamento del premio assicurativo

Il premio annuo pro-capite dovrà essere versato nella misura intera dovuta
per tutti gli agenti operanti per conto della ditta mandante alla data del
1° gennaio.
Il versamento dovrà essere effettuato entro e non oltre il 31 gennaio, con
la clausola di validità provvisoria della polizza nella misura di tale
versamento.
Per i mandati conferiti e per quelli venuti a cessare nel corso dell’anno
si provvederà mediante conguaglio annuale entro la stessa data del 31
gennaio, ovviamente per i movimenti dell’anno precedente.
Ai fini di tale conguaglio il premio annuo pro-capite sarà frazionato in
dodicesimi per tener conto dei mesi in cui l’agente ha effettivamente
operato per conto della mandante.
Le frazioni di mese superiori ai 15 giorni saranno computate come mese
intero.
Nella fase di prima applicazione, il premio sarà computato pro rata dalla
data di stipulazione della polizza fino al 31 dicembre successivo.

6) Cumulabilità

Le garanzie prestate in forza della polizza di cui al presente regolamento
sono indipendenti da qualsiasi assicurazione. In particolare, è escluso il
diritto di rivalsa dell’impresa assicuratrice, nel caso di indennizzo
dovuto da parte di terzi all’agente o rappresentante assicurato.

7) Polizza cumulativa con unica società assicuratrice

In accoglimento delle richieste avanzate delle Federazioni Nazionali degli
Agenti e rappresentanti firmatarie dell’Accordo Economico Collettivo 1°
dicembre 1989 le Confederazioni dell’Artigianato si impegnano a fare in
modo che la copertura dei rischi oggetto dell’assicurazione di cui al
presente Regolamento sia effettuata dalle imprese artigiane mandanti
mediante la stipulazione di polizza cumulativa con una sola Società
assicuratrice, il cui nominativo sarà comunicato alle predette
Organizzazioni.

RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO

Disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale

Decreto del Capo del Governo 17 novembre 1938, n. 1784 (1).

Approvazione dell’Accordo economico collettivo per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale (2).

1. È disposta la pubblicazione dell’Accordo economico collettivo per la disciplina del rapporto di agenzia e di rappresentanza commerciale, stipulato il 30 giugno 1938, tra la Confederazione fascista degli industriali, la Confederazione fascista dei commercianti l’Ente nazionale fascista della cooperazione e la Federazione nazionale fascista degli agenti e rappresentanti di commercio.

2. L’Accordo suddetto, firmato in originale dai rappresentanti delle Associazioni stipulanti ed allegato al presente decreto, visto dal Segretario generale del Consiglio nazionale delle corporazioni entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.

Accordo economico collettivo per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale (3)

L’anno 1938, addì 30 giugno, in Roma, tra la Confederazione fascista degli industriali rappresentata dal presidente S. E. l’on. conte Giuseppe Volpi di Misurata e dal vice presidente dott. Piero Pirelli; la Confederazione fascista dei commercianti rappresentata dal presidente on. Mario Racheli; le Federazioni nazionali fasciste delle cooperative interessate, rappresentate dall’on. Giovanni Fabbrici, presidente dell’E.N.F.C., e la Federazione nazionale fascista agenti e rappresentanti di commercio rappresentata dal presidente comandante Edoardo Chiozzi; si è stipulato il presente accordo economico collettivo ai sensi del n. 3, primo comma, dell’art. 12 della legge 20, marzo 1930, n. 206/482, da sottoporre alla ratifica del Comitato corporativo centrale ai sensi e per gli effetti delle vigenti disposizioni di legge.

1. Il presente accordo regola i rapporti fra gli agenti e i rappresentanti di commercio, rappresentati dalla Federazione nazionale fascista degli agenti e rappresentanti di commercio, e le ditte industriali e commerciali, rappresentate rispettivamente dalla Confederazione fascista degli industriali e dalla Confederazione fascista dei commercianti, nonché le aziende cooperative similari rappresentate dalle Federazioni nazionali fasciste di cooperative aderenti all’Ente nazionale della cooperazione.

Agli effetti di esso è agente di commercio chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona; è rappresentante di commercio chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata zona.

Il presente accordo si applica anche alle società aventi per oggetto esclusivo l’esercizio delle attività suddette.

Il presente accordo non è applicabile a coloro che svolgono le attività di cui sopra insieme all’esercizio del commercio in proprio nello stesso genere di prodotti, salvo patto scritto in contrario.

Il presente accordo non è inoltre applicabile a coloro che come agenti o rappresentanti hanno incarico da ditte industriali o commerciali di vendere merci esclusivamente a privati consumatori. Per tali agenti o rappresentanti saranno conclusi separati accordi.

2. Salvo patto in contrario, la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona, e per lo stesso ramo di commercio di più agenti o rappresentanti, né l’agente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza tra loro.

Il divieto di cui sopra non si estende salvo patto contrario, all’assunzione da parte dell’agente o rappresentante dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra di loro.

3. L’agente o rappresentante deve assolvere gli obblighi inerenti all’incarico affidatogli in conformità delle istruzioni impartite dalla ditta.

L’agente o rappresentante non ha facoltà di riscuotere per la ditta né di concedere sconti o dilazioni, salvo diverso accordo scritto.

4. L’agente o rappresentante è pagato a provvigione sugli affari andati a buon fine.

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti; in ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta accordati per condizioni di pagamento.

Salvo quanto disposto dal comma successivo, nel caso che la esecuzione dell’affare si effettui su accordo tra fornitore ed acquirente per consegne ripartite, la provvigione sarà corrisposta sugli importi delle singole consegne regolarmente pagate.

Nessuna provvigione spetta all’agente o rappresentante, neppure in caso di insolvenza parziale del compratore, anche se dipendente da concordato giudiziario o stragiudiziario o da transazione. Nel caso che la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo delle provvigioni sulle consegne già effettuate, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza.

Salvo patto in contrario la provvigione non spetta all’agente o rappresentante di commercio per i contratti stornati dalla ditta.

L’agente o rappresentante ha però sempre diritto in questo caso, a titolo di concorso nelle spese per la conclusione del contratto, al 25% delle provvigioni che gli sarebbero spettate nel caso di esecuzione del contratto stesso, salvo che lo storno sia determinato da forza maggiore o da altre gravi cause non imputabili alla ditta.

Salvo patto in contrario nella zona in cui l’agente o rappresentante tratta in esclusiva gli affari di una ditta, egli ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima senza suo intervento.

In caso di cessazione o risoluzione del contratto di agenzia l’agente o rappresentante ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi prima della risoluzione o cessazione del contratto salvo, in ogni caso, le disposizioni in cui i commi precedenti, e salvo l’obbligo, per l’agente o rappresentante, a richiesta della ditta, di prestare l’opera di sua competenza per la completa e regolare esecuzione degli affari in corso.

5. Le provvigioni saranno liquidate almeno alla fine di ogni semestre con la spedizione all’agente o rappresentante del conto provvigioni e pagate entro i 60 giorni dall’approvazione del conto relativo.

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite dell’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

Sulle provvigioni maturate, l’agente o rappresentante ha diritto ad um anticipo, nel corso del semestre, non superiore al 30% del suo credito per tale titolo, salvo che l’agente o rappresentante risulti debitore della ditta per altro titolo.

L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese occasionate dalla sua attività, salvo patto in contrario.

6. Quando sia pattuito a titolo di penale uno «star del credere» a carico dell’agente o rappresentante per inadempienza totale o parziale da parte del compratore, esso non potrà superare il 20% della perdita subita daila ditta.

Ove la ditta recuperi in tutto o in parte le somme perdute, si farà luogo al rimborso della penale su di essa conteggiata.

Tuttavia, ove l’ammontare della penale a carico dell’agente o rappresentante, in un anno, superi la metà dell’ammontare delle provvigioni maturate nell’anno medesimo a suo favore, la eccedenza non sarà a carico dell’agente o rappresentante. In tal caso se la ditta intenda risolvere il rapporto sarà esonerata dall’obbligo del preavviso.

Eventuali deroghe alla norma di cui al primo comma del presente articolo potranno essere convenute tra la Federazione nazionale Fascista degli agenti e rappresentanti e le singole Federazioni nazionali di categoria aderenti alle associazioni stipulanti, qualora la misura della provvigione superi il 12%.

7. In caso di risoluzione da parte della ditta di un rapporto a tempo indeterminato dovrà essere dato all’agente o rappresentante un preavviso di almeno tre mesi.

Ove la ditta preferisca esonerare senz’altro lo agente o rappresentante dalla prestazione, dovrà corrispondergli, in sostituzione del preavviso, una somma pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell’anno solare precedente, quanti sono i mesi di preavviso spettanti all’agente o rappresentante o una somma a questa proporzionale in caso di esonero da una parte del preavviso.

Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore all’anno, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile detle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso.

Ad analogo obbligo è tenuto l’agente o rappresentante nei confronti della ditta in caso di risoluzione del rapporto da parte dell’agente o rappresentante. La ditta può rinunciare al preavviso da parte dell’agente o rappresentante.

8. In caso di risoluzione del rapporto a tempo indeterminato non provocata da fatto e colpa dell’agente o rappresentante, sarà corrisposta dalla ditta allo stesso, una indennità secondo le disposizioni degli articoli seguenti.

9. L’indennità di cui all’articolo precedente è fissata nella misura del 3% dell’ammontare delle provvigioni liquidate dalla ditta all’agente o rappresentante durante il periodo di tempo in cui il rapporto è rimasto in vigore.

Non si considerano provvigioni le somme corrisposte espressamente e specificatamente, sotto qualsiasi forma a titolo di rimborso o di concorso spese.

10. L’indennità di cui all’art. 8 verrà corrisposta sulle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante nell’anno fino al limite di L. 50.000.

Qualora l’agente o rappresentante sia impegnato ad esercitare in esclusiva la sua attività per una sola ditta, tale limite è elevato a L. 70.000.

11. L’indennità di cui agli articoli precedenti sarà corrisposta anche in caso di invalidità permanente totale all’agente o rappresentante.

L’indennità stessa sarà pure corrisposta in caso di morte dell’agente o rappresentante agli eredi testamentari ed in mancanza agli eredi legittimi entro il quarto grado.

12. In relazione alla costituzione da parte della Federazione nazionale fascista degli agenti e rappresentanti di commercio, dell’«Ente nazionale fascista di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio», viene istituito un trattamento di previdenza a favore degli agenti e rappresentanti i cui rapporti, a termine o non, siano regolati dal presente accordo mediante il versamento da parte delle ditte di un contributo del 3% sulle provvigioni liquidate all’agente o rappresentante e da un pari contributo a carico dell’agente o rappresentante che verrà trattenuto dalle ditte all’atto della liquidazione delle provvigioni stesse.

I contributi di cui sopra sono dovuti entro i limiti di cui all’art. 10 e sono versati, di volta in volta, all’Ente menzionato, all’atto del pagamento delle provvigioni come indicato all’art. 5; in caso di omesso o ritardato versamento dei contributi fuori di detto termine, le ditte, se richieste dall’Ente, sono tenute a versare altresì le spese e gli interessi di mora in misura pari al doppio del tasso ufficiale di sconto.

Le ditte hanno l’obbligo di iscrivere i propri agenti o rappresentanti all’Ente di cui sopra, entro i sei mesi dall’inizio del rapporto di agenzia e per quelli in corso entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente accordo comunicando le successive eventuali variazioni.

Il trattamento di previdenza di cui al presente articolo, assorbe il trattamento dovuto dalle ditte agli agenti o rappresentanti in caso di risoluzione del rapporto previsto agli artt. 8, 9, 10 e 11 del presente accordo.

Nei casi di risoluzione del rapporto da parte dell’agente o rappresentante, o per suo fatto e colpa, l’ammontare dei contributi di cui sopra, per la parte versata dalla ditta, verrà a questa rimborsata.

Qualora il rapporto tra la ditta e l’agente o rappresentante duri ininterrottamente da 25 anni, ivi compresi i periodi di guerra, e l’agente o rappresentante abbia raggiunto il 65° anno di età, esso potrà ; richiedere la risoluzione del rapporto mantenendo il diritto alla liquidazione del suo conto di previdenza.

Nei contratti a termine, in caso di anticipata risoluzione del rapporto, il trattamento di previdenza per l’agente o rappresentante od il rimborso di cui al 5° comma del presente articolo, non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno a carico della parte inadempiente.

Gli interessati, in base alle norme del presente accordo, a conseguire pagamenti, liquidazioni, restituzioni di contributi, ecc., decadono dai loro diritti in favore dell’Ente summenzionato ove non provvedano a farli valere entro il termine di due anni.

Nel regolamento per la previdenza saranno inserite particolari norme riguardanti le modalità di applicazione del presente articolo alle società di agenzia o rappresentanza commerciale.

13. Il presente accordo non sostituisce le pattuizioni individuali eventualmente più favorevoli per l’agente o rappresentante.

14. Le controversie circa l’interpretazione e la applicazione del presente accordo dovranno essere sottoposte per il tentativo di conciliazione all’esame delle associazioni stipulanti con la procedura che verrà dalle stesse determinata.

15. Disposizione transitoria.

Per i rapporti in atto all’entrata in vigore del presente accordo, non si terrà conto delle provvigioni liquidate fino al 31 dicembre 1933. Per il periodo successivo le ditte dovranno, entro il quadriennio dalla entrata in vigore del presente accordo ed in quattro rate annuali uguali, versare in dipendenza degli obblighi di cui all’art. 7 dell’accordo economico stipulato tra la Confederazione fascista degli industriali, la Confederazione fascista dei commercianti e la Federazione nazionale fascista agenti e rappresentanti di commercio il 25 maggio 1935 e pubblicato con decreto del Capo del Governo in data 5 luglio 1935, n. 1203, nella Gazzetta Ufficiale del 12 luglio 1935, n. 161, il 3% delle provvigioni liquidate dal 1° gennaio 1934 alla entrata in vigore del presente accordo.

Per gli agenti o rappresentanti il cui rapporto è tuttora in vigore e che al 1° gennaio 1934 prestavano ininterrottamente da venti o più anni, ivi compreso il periodo di richiamo alle armi durante la guerra, la loro attività per conto della stessa ditta, questa sarà tenuta a versare in dipendenza degli obblighi di cui all’art. 10 dell’accordo economico 25 maggio 1935, citato nel comma precedente, all’Ente di cui all’art. 12 del presente accordo, entro i termini e con le modalità di cui al comma precedente, il 4% delle provvigioni liquidate negli anni dal 1° gennaio 1934 al 31 dicembre 1938.

Nessun versamento dovrà essere effettuato dalle ditte ai sensi dei comma precedenti, qualora nel periodo considerato la media annuale delle provvigioni liquidate superi le L. 40.000.

16. Il presente accordo entrerà in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ed avrà la durata di tre anni. Ove non venga disdetto da una delle parti con un preavviso di quattro mesi, esso si intenderà rinnovato di anno in anno.

Ove intervenga la disdetta, il presente accordo manterrà tuttavia la propria efficacia fino al perfezionamento del nuovo accordo che dovrà sostituirlo.

Per il periodo dal 1° gennaio 1937 alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente accordo, le parti convengono di richiamare in vigore l’accordo economico precedente del 25 maggio 1935, fatta eccezione per i rapporti esauriti in tale periodo.

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(1) Pubblicato nella Gazz. Ufficiale 30 novembre 1938, n. 273.

(2) Rimasto in vigore anche dopo la soppressione dell’ordinamento sindacale fascista, a norma dell’art. 43, D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 369.

(3) Più volte modificato, dopo la soppressione dell’ordinamento sindacale fascista, dagli accordi del 29 novembre 1947 e del 15 maggio 1951, patti collettivi di natura privatistica ed efficaci solo per gli iscritti alle associazioni sindacali, e che non possono qui riportarsi.
Hanno invece assunto forza di legge, con il procedimento di recezione previsto dalla L. 14 luglio 1959, n. 741, l’accordo economico 13 ottobre 1958, modificativo del presente per gli agenti e rappresentanti di commercio, e gli accordi 20 giugno 1956 e 17 luglio 1957, che lo sostituiscono per gli agenti di imprese industriali. Sono riportati, rispettivamente, ai nn. A/II e A/III di questa voce.