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COMUNICATO SINDACALE UNITARIO
CCNL Distribuzione Cooperativa
Proclamazione sciopero 22-12-2017

Filcams, Fisascat e UILTuCS nel confermare lo sciopero del 22 Dicembre 2017 considerano inaccettabile il fatto che a distanza di 4 anni non ci siano le condizioni per arrivare al rinnovo del CCNL. Le confuse e strumentali comunicazioni che le cooperative stanno diffondendo in questi giorni dimostrano la debolezza delle argomentazioni prodotte che nascondono la volontà di non addivenire ad un accordo.
Filcams Fisascat e UILTuCS perseguono la ripresa del tavolo negoziale per assicurare il rinnovo del CCNL della distribuzione cooperativa alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore. Nel corso del negoziato le organizzazioni sindacali hanno legittimamente manifestato sensibilità e priorità diverse, sempre nell’ambito di un percorso saldamente unitario. Le cooperative di consumo continuano ad enfatizzare il tema dell’assenteismo – che preferiremmo chiamare pagamento dei primi tre giorni di malattia – nascondendo quanto lunga è la lista delle problematiche poste dalle stesse. Riportiamo di seguito le richieste perentorie, penalizzanti per il lavoro quanto inaccettabili che ostacolano il buon esito della vertenza.

    -Conferma delle 40 ore per gli assunti dopo il 22 dicembre 2011.

    -Passaggio dal divisore 165 al 168 per tutti i dipendenti.

    -Riduzione del 5% sulle maggiorazioni orarie domenicali, straordinarie e notturne.

    -Sistema di deroghe automatiche al contratto nazionale qualora ci siano perdite di bilancio.

    -Riduzione dei permessi per le cooperative minori a 40 ore annue su regime di 40 ore settimanali ed eliminazione del limite di 300 dipendenti per identificare le cooperative minori.

    -Possibilità per le imprese di assumere part time 8 e 16 ore settimanali anche non per week end e senza accordo aziendale.

    -Aumento delle percentuali di utilizzo di tempi determinati e somministrati.

    -Eliminazione dei parametri 155 e 180 dei livelli 4° e 3° e sostituzione del differenziale retributivo per i lavoratori in forza con un ad personam assorbibile.

    -Riduzione del pagamento dei primi tre giorni di assenza per malattia.

    -Proposta salariale di aumento pari 40 euro da gennaio 2017 e 45 euro da gennaio 2018 con vigenza del CCNL fino a dicembre 2018. Una proposta pari a circa un terzo in meno di quella di Confcommercio, saltando di fatto 2 anni di aumenti salariali.

A sostegno del salario e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della distribuzione cooperativa Filcams, Fisascat e UILTuCS chiedono agli addetti del settore di scioperare il 22 Dicembre 2017 e nelle altre giornate che a livello territoriale potranno essere unitariamente individuate.

Roma, 14-12-2017

Roma, 14/12/2017

TESTO UNITARIO

Si è svolto in data 11 dicembre il previsto incontro con l’Azienda PIEMME per approfondimenti sull’apertura della procedura di mobilità per 34 lavoratori sul territorio nazionale (Roma, Udine, Milano, Ancona, Lecce, Napoli e Mestre)
La discussione si è incentrata sulla possibilità di trovare strumenti alternativi al licenziamento, per provare a traghettare la società in un momento di crisi del settore pubblicitario che colpisce particolarmente Piemme.

Le alternative ai licenziamenti si svilupperanno su due direttrici:

1 – Attivazione del FIS per 1 anno, fino a dicembre 2018: le riduzioni orarie interesseranno una platea di 45 lavoratori e saranno, nei limiti del possibile, mantenute invariate rispetto a quelle già applicate, ad eccezione di alcune figure le cui mansioni hanno già subito l’accentramento su Roma, con lettera di trasferimento attivata da ottobre 2017 e che sono ad oggi ancora non operative sulla nuova sede perché in FIS a 0 ore.
Per questi lavoratori si prevedrà una riduzione medio massima del 70%.

2 – Mobilità con solo criterio della non opposizione: verrà previsto un incentivo all’esodo per coloro che sceglieranno volontariamente il licenziamento. L’Azienda propone 14 mensilità e le OOSS hanno chiesto di rivalutare la cifra visto il risparmio che i conti hanno registrato con l’attivazione dell’ammortizzatore.
L’incentivo sarà disponibile per intero per una finestra temporale da stabilire, superata la quale andrà a diminuire progressivamente.

Vi ricordiamo che il previsto incontro del 21 dicembre, a causa di impegni aziendali, non potrà essere confermato ed è stato spostato al giorno

Mercoledì 27 dicembre 2017 alle ore 10.30 in Piemme.

p.la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Roma, 13 dicembre 2017

    Testo Unitario

    Nel corso degli incontri svoltisi il 15 e il 29 novembre u.s. con la Direzione del Sistema Acli sulle procedure di riduzione del personale avviate dalle Società: Acli, Patronato Acli, Acsis, Entour e US Acli, sono state fornite le seguenti informazioni: La situazione del Patronato è molto critica , soprattutto dopo i tagli ministeriali ammontanti a circa 10 MLN di euro.

    Sono state introdotte alcune nuove attività soggette a contributo, che hanno comportato 6/7 MLN di entrate aggiuntive. Sul versante della riduzione dei costi sono stati operati tagli sui fitti e sui rimborsi spese, con risparmi per 4,5 MLN di euro e sul costo del personale attraverso le uscite incentivate e la riduzione oraria con l’uso del FIS con risparmi per 850 ML euro.

    Per effetto di quanto sopra enunciato, il bilancio 2017 dovrebbe chiudere in positivo con il fatturato che passa da 56 a 61 MLN, coprendo in parte lo sbilancio di -40 MLN dello scorso anno. Dei 58 esuberi complessivamente dichiarati, alcuni verrebbero assorbiti da nuovi lavori: l’appalto della Cassa Mutua Forestali (2 risorse) e la Formazione nei Paesi di immigrazione (3/4 risorse).

    Mantenendo l’accompagnamento al prepensionamento ( 10 mensilità leggere) potrebbero uscire volontariamente 17 persone, mentre per 15 dipendenti ci sarebbero proposte alternative al licenziamento con la mobilità territoriale e infragruppo sostenuta da misure specifiche per i trasferimenti fuori piazza. E’ previsto l’acquisto di una nuova procedura informatica con il relativo lavoro affidato ad una SdP ( società tra professionisti) su cui convoglierebbero i 5 lavoratori attualmente in forza al Ced.

    Inoltre verrebbero esternalizzate le attività di servizi generali, della comunicazione e della guardiania sulle terziarizzazioni il confronto è aperto poiché per le OO.SS. potranno essere convenute solo alle condizioni del mantenimento delle attuali tutele occupazionali e salariali.
    Il confronto dovrà completarsi anche con il piano complessivo di riorganizzazione.

    Il prossimo incontro è fissato per il 19 dicembre presso la sede nazionale Acli di Roma Via Giuseppe Marcora, 18/20 dalle ore 10.30 alle 14.00.

                                    p. Filcams Cgil Nazionale
                                    Concetta Di Francesco

    COMUNICATO AI LAVORATORI ED ALLE LAVORATRICI

    Il negoziato con SMA SpA inerente il Contratto Integrativo Aziendale si è concluso in data odierna con la stipula di un accordo che ne proroga la vigenza fino al 31 dicembre 2018.

    L’azienda aveva ribadito la volontà di realizzare un nuovo CIA “sperimentale” a valenza annuale, motivandola con l’incertezza derivante dal progetto di riorganizzazione commerciale ed organizzativa intrapreso dalla proprietà e finalizzato al risanamento economico, previsto per l’anno 2020 o 2021. Come OO.SS. abbiamo argomentato la contrarietà a seguire questa impostazione, in contrasto con la normale durata della contrattazione collettiva e per l’inadeguatezza sul piano dei contenuti relativi a diversi istituti contrattuali.
    Tenuto conto dell’imminente scadenza dei termini della disdetta aziendale del CIA, abbiamo ribadito la necessità di pervenire oggi ad un’intesa, pena l’inasprimento delle iniziative di mobilitazione

    Dopo una faticosa discussione, si è pervenuti all’accordo che conferma la validità di tutte le norme del CIA 2014, con una modifica riferita al salario variabile: l’azienda ha ritenuto necessario sperimentare un nuovo modello di Premio di Progresso, le cui caratteristiche ricalcano il precedente con alcuni correttivi nei parametri e nell’importo. Abbiamo accolto questa proposta, seppure non convincente sotto il profilo delle caratteristiche e della possibilità di reale coinvolgimento dei lavoratori, perché riteniamo prioritario disporre nuovamente del diritto al salario variabile dopo due anni di sospensione del vecchio meccanismo.

    Molto importante è, invece, quanto inserito in materia di garanzia occupazionale: nell’ambito del principio “della salvaguardia complessiva dell’occupazione oggi esistente”, si è concordato che – nella malaugurata ipotesi di chiusura di Punti di Vendita nel corso del 2018 – si realizzino confronti al livello territoriale interessato per prevedere il ricorso agli ammortizzatori sociali e la ricollocazione dei lavoratori in esubero in altre filiali limitrofe.

    L’azienda non ha accolto la proposta affinché – nei casi di cessione ad altro imprenditore – fosse garantito il mantenimento dell’applicazione del CCNL sottoscritto dalle OO.SS. Confederali. Inoltre, dopo un’iniziale disponibilità, ha rifiutato di estendere la possibilità di trasferimento negli Ipermercati del Gruppo. In entrambi i casi, l’azienda ha però dichiarato di praticare già nei fatti entrambe queste soluzioni.
    E’ evidente che l’intesa sottoscritta non può considerarsi risolutiva né delle problematiche legate all’andamento aziendale né per quanto attiene la contrattazione integrativa; fra un anno saremo in grado di trarre qualche considerazione aggiuntiva, alla luce dei cambiamenti dichiarati oggi dall’azienda e di quanto si sarà, nel frattempo, effettivamente realizzato.
    Poter disporre per ulteriori dodici mesi delle norme previste dal Contratto Integrativo Aziendale rappresenta una tutela ma, soprattutto, un insieme di diritti e strumenti dei quali va scrupolosamente verificato il rispetto e l’applicazione. Occorre operare in modo coordinato ai vari livelli affinché questo obiettivo possa essere realizzato.

    FILCAMS CGILFISASCAT CISL UILTuCS

    Roma, 12 dicembre 2017

    azienda ritira licenziamenti natuzzi

    Ritiro dei 170 licenziamenti Natuzzi già annunciati, avvio di un confronto con le Rsu e rilancio del piano industriale: sono gli importanti risultati ottenuti nella vertenza Natuzzi dopo l’incontro di ieri al ministero del Lavoro tra i vertici dell’azienda, i tecnici del dicastero e del Mise, i funzionari della Regione Puglia, le segreterie nazionali, regionali e territoriali di Puglia e Basilicata di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, le Rsu e le segreterie nazionali dei sindacati del commercio Filcams-Cgil Fisascat-Cisl Uiltucs.

    Natuzzi ha richiamato i 170 lavoratori licenziati per far posto ad altrettanti reintegrati a seguito della sentenza del Tribunale di Bari. I lavoratori, insieme ai 35 della new confort, saranno impiegati dal 1° gennaio 2018 direttamente nella lavorazione del divano all’interno dei siti operativi aziendali, utilizzando gli ammortizzatori sociali attualmente in essere come la Cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà, evitando però ripercussioni sui colleghi attualmente impiegati.

    Natuzzi ha inoltre preso l’impegno di ripartire dal confronto presso il Mise per il rilancio del piano industriale che coinvolga tutti gli stabilimenti.

    “Ovviamente – spiegano Feneal, Filca, Fillea – non abbassiamo la guardia, e al contempo chiediamo il massimo impegno dell’azienda e delle istituzioni per il rilancio delle produzioni in tutti gli stabilimenti della Natuzzi. Già ieri – sottolineano – abbiamo inviato una richiesta d’incontro al Mise e alle Regioni Puglia e Basilicata per continuare la nostra azione sindacale e per garantire il rispetto degli impegni, salvaguardando i livelli occupazionali di questo importantissimo presidio industriale, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy nella produzione di elementi d’arredo e una delle poche realtà imprenditoriali che ancora operano nel Sud del Paese”.

    Soddisfazione è stata espressa dalle segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl Uiltucs, che hanno sottolineato come, dal confronto costruttivo tra le parti sociali e con il contributo attivo delle istituzioni –Mise, Ministero del lavoro, Regione Puglia- si sia riusciti a trovare buone soluzioni per rilanciare la produzione nazionale degli elementi di arredo e del divano, recuperando una parte di quanto delocalizzato all’estero e rendendo, con ciò, ancora più appetibile il loro acquisto da parte dei consumatori italiani.

    Roma, 7 dicembre 2017

    Testo Unitario

    Lo scorso 27.11 u.s. a Roma si è tenuto il preannunciato incontro di cui alla nostra precedente circolare relativa alla procedura ex legge art. 47 L. 428/90 tra Gruppo Argenta SpA e CAMST Vending.

    L’azienda ha dichiarato che la popolazione aziendale soggetta alla procedura, rimasta in forza alla data dell’incontro, è composta da 51 lavorator* e, in sintesi sono stati proposti i seguenti principi utili per una possibile armonizzazione dei trattamenti economico-retributivi:

    ·Inquadramento degli Addetti al caricamento al 5 livello;
    ·Mantenimento delle indennità di maneggio denaro o di altra tipologia ad oggi in essere;
    ·Mantenimento della c.d. "Indennità di Non Limite Orario" come voce a sé stante (rif. art. 2 Integrativo CAMST)
    ·Mantenimento delle altre voci riguardanti i contratti integrativi in essere;
    ·Sostanziale equivalenza tra le voci dei ROL e dei permessi retribuiti;
    ·Mantenimento delle anzianità di lavoro
    ·Scatti di anzianità, mantenimento degli scatti maturati e progressione fino ai dieci previsti dal CCNL commercio TDS; qualora il/la lavorat* abbia già raggiunto il massimo degli scatti di anzianità raggiungibili con il CCNL di provenienza, dopo tre anni dalla data dell’operazione societaria, inizia l’erogazione dei rimanenti quattro scatti di anzianità;
    ·Le maggiori differenze tabellari tra CCNL e coloro che hanno un superminimo assorbibile CAMST, vengono assorbite o in presenza di superminimo non assorbibile, viene imputato a incremento.
    ·Riconoscimento del valore economico risultante dagli integrativi territoriali (per una platea di circa 21 persone) con due proposte:
    ·opzione A) mantenimento di una voce a sè stante per i successivi 12 mesi e successiva definizione;
    ·opzione B) mantenimento della voce quale superminimo assorbibile
    ·Presenza di sette persone (di cui non è stato dato dettaglio) che con l’armonizzazione presentano una perdita salariale che verrebbe compensata con la concessione di una card elettronica per l’utilizzo della mensa diffusa per un valore di 5,29€
    ·Decadimento di tutti i trattamenti mensa concessi da CAMST a tutta la platea de* lavorator*

    Ne è conseguita un’approfondita discussione, favorita anche dalla presenza delle rappresentanze sindacali e dalle strutture presenti, al termine del quale si sono palesate delle riflessioni dubbiose sugli inquadramenti.

    Si è richiesto per cui all’azienda, il rinvio della riunione alla data del prossimo 17 gennaio 2018 alle ore 11:00 a Roma in via dei Mille 56 presso la sede nazionale di FISASCAT nazionale.

    Si invitano le strutture territoriali a inviare in tempo utile alle Scriventi, eventuali osservazioni utili.

    p. la Filcams Cgil Nazionale
    M. Mensi

    Roma, 7 dicembre 2017

    Testo unitario

    Il 6 dicembre a Bologna si è tenuto il previsto incontro nazionale con Esselunga; di seguito i punti che le OO.SS. hanno posto al tavolo del confronto.

    Andamento economico e sviluppo

    Alle richieste di informazioni di Filcams, Fisascat e Uiltucs, la direzione aziendale ha precisato che le procedure connesse alle operazioni finanziarie legate all’assetto societario impongono una maggior cautela nella diffusione di informazioni all’esterno. Pertanto, tenuto conto che i dati consuntivi del 2017 perverranno successivamente, Esselunga si è limitata ad affermare che le vendite risentono positivamente della ripresa registrata nell’ultimo semestre a livello paese e che per il 2018 vengono confermate l’apertura del nuovo negozio di Varese, la riapertura di un punto vendita a Verona completamente rinnovato, e la ristrutturazione di Pistoia.
    Proseguono i lavori di bonifica di quello che dovrebbe divenire il terzo polo logistico dell’impresa nell’aerea di Ospitaletto (BS), ma i tempi di completamento della stessa sono lunghi, per cui sarà necessario verificare le condizioni normative per una proroga della Cigs per i 150 lavoratori coinvolti. L’estensione degli orari di apertura (7.30-22.00) continuerà nei prossimi mesi nei punti di vendita ove attualmente è prevista.

    Premio di Produttività e Welfare

    Abbiamo chiarito la necessità di addivenire ad una intesa in tempi rapidi, per evitare quanto accaduto quest’anno, ossia la necessità di procrastinare di un mese l’erogazione del premio.
    L’azienda si è resa disponibile precisando che intende aggiungere nuove possibilità di scelta per i lavoratori (nel 2017 sono stati 4400) che volontariamente decideranno di optare per la trasformazione totale o parziale del salario variabile in welfare.
    Unitariamente abbiamo replicato come, secondo noi, si debba continuare a dare priorità a forme di tutela ad alta valenza sociale come ad esempio, la previdenza integrativa, l’assistenza e cura, il diritto allo studio.

    Monitoraggio accordo sperimentale sul lavoro domenicale

    La coincidenza di 24 e 31 dicembre con la domenica ha creato non pochi problemi alla applicazione dell’accordo. In diversi punti di vendita sono stati previsti presidi che prevedono la partecipazione del 100% di lavoratori con molti casi di domeniche “comandate”.
    Ulteriori criticità sono state provocate dalla volontà della impresa di far coincidere il riposo compensativo con una giornata festiva di chiusura.
    Più in generale abbiamo sottolineato come l’intesa che abbiamo prorogato al 30 aprile 2018, subisca in diversi stores una non corretta taratura degli organici che non consente una equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro fra tutti i lavoratori coinvolti, con conseguenze anche sulla salute e sicurezza.
    In tale ottica abbiamo ribadito che i lavoratori part time senza prestazione obbligatoria – laddove siano disponibili a prestare lavoro in domenica – debbono concorrere alla definizione dei presidi necessari richiesti, consentendo di abbattere il numero dei potenziali “obbligati”.
    L’azienda ha replicato fornendo alcuni dati, per la maggior parte aggregati e quindi di difficile interpretazione:
    ·sono stati sottoscritti 128 intese locali.
    ·Il presidio medio nei negozi è di 59 addetti per domenica. Il personale di secondo e terzo livello (capireparto) hanno svolto in media 23 domeniche all’anno; gli ausiliari alla vendita 22 domeniche. I part time senza l’obbligo di prestazione domenicale coinvolti nei presidi corrispondono al 7%.
    ·Sempre su base annua sono state accordate in media 3 domeniche libere ai part time con la domenica contrattualizzata e 5 ai full time. Le malattie coincidenti con la prestazione programmata sono in aumento da giugno ad oggi, pur rimanendo, l’incidenza di questo fenomeno bassa.
    ·Per quanto riguarda vigilia di Natale e ultimo dell’anno, i presidi medi richiesti sono stati rispettivamente pari all’81% e al 77%, cioè sono stati abbassati anche per effetto delle segnalazioni giunte dalla RSU/RSA.
    ·Dall’inizio dell’anno sono state effettuate 650 assunzioni di cui 150 per il periodo natalizio.

    Riposo compensativo

    Abbiamo registrato una divergente interpretazione riguardo al riposo compensativo. E’ nostra convinzione che l’azienda debba far riposare gli addetti in giornate diverse da quelle festive infrasettimanali ovvero riconoscere il trattamento economico conseguente.
    Stante le criticità che continuano a venirci segnalate dalle strutture territoriali, e tenuto conto del fatto che, essendo ormai quasi tutta la rete sottoposta alla sperimentazione, la data del 30 aprile 2018 si configura come un termine perentorio per decidere se consolidare questa esperienza o meno, abbiamo proposto di anticipare il confronto di merito.

    Nel frattempo abbiamo invitato Esselunga ad attivare adeguate e tempestive sedi di confronto territoriale per provare a superare le problematiche che ancora permangono.

    Il prossimo incontro si terrà venerdì 26 gennaio a Bologna con inizio alle ore 10.30.

    p. la Segreteria Filcams Nazionale
    Cristian Sesena

    Roma, 4 dicembre 2017

    Testo unitario

    Si è tenuto in data 30 novembre scorso il previsto incontro tra le OO.SS. Nazionali e l’Amministratore Delegato della società Bennet Dott. De Zordi, accompagnato dalla Direzione del Personale Andrea Gelpi e Silvio Giorni. L’incontro, come da nostra del 28 u.s., è servito per fare conoscenza con l’Amministratore Delegato e tentare così la ripresa delle relazioni sindacali nazionali con l’azienda.

    L’incontro è stato cordiale ma deciso; le OO.SS. hanno sottolineato l’importanza di un sistema di relazioni sindacali che sia propedeutico sia alla soluzione dei problemi che incontrano i lavoratori nello svolgimento della loro prestazione lavorativa che alla costruzione di regole concordate che possano facilitare il rapporto tra le varie funzioni aziendali e le organizzazioni sindacali a tutti i livelli, evidenziando quindi alcune criticità che ci sono state segnalate dai territori.

    Per quanto riguarda il percorso relazionale da noi proposto l’azienda si è detta disponibile, a cominciare dal fissare una data per una riunione plenaria sui diritti di informazione, che la stessa ci propone dopo la metà di febbraio, al fine di avere gli elementi necessari anche rispetto agli andamenti aziendali.

    Vi terremo informati rispetto all’evolversi della situazione e alla fissazione della prossima data di incontro.

    p. la Filcams Cgil Nazionale

    Roma, 1 dicembre 2017

    Oggetto: Retail Italia Network (Benetton/Sisley) esito incontro del 30/11/2017

    Testo unitario

    in data 30 novembre si è tenuto l’incontro con la società in oggetto al fine di verificare la situazione aziendale, alla luce di notizie circa la chiusura di alcuni punti vendita.

    L’azienda durante l’incontro ha confermato la sofferenza di diversi negozi, anticipando alle OO.SS. l’invio per i primi giorni di gennaio dell’apertura di una procedura per un esubero di personale; durante l’incontro l’azienda ci comunica che intende gestire tale esubero attraverso uscite incentivate volontarie e trasferimenti di personale in zone limitrofe.

    Non abbiamo ancora i dettagli della delicata situazione, che sono ancora allo studio dell’impresa, ma che ci saranno forniti con la documentazione di apertura di procedura; a tal fine abbiamo già definito la data del prossimo incontro che si terrà il 16 gennaio 2018 alle ore 10.30 presso la sede Fisascat Cisl in via dei Mille 56 a Roma.

    p. Filcams-CGIL Nazionale

    Jeff Nonato

    Roma, 1 dicembre 2017

    Testo Unitario

    lo scorso 30 Novembre 2017 si è svolto il programmato incontro con i rappresentanti IED, alla presenza dei territori interessati e dei delegati, per continuare il confronto sul CIA 2017. Come di consueto, prima dell’incontro, il coordinamento unitario si è confrontato sui temi rimasti fuori dal precedente incontro:
    Premio di risultato, Trasferte e Agibilità sindacali. Per quello che riguarda il Premio di risultato, che è diviso in 2 parti (A e B) sosteniamo che devono essere
    meglio descritte le modalità per il raggiungimento del premio da ciascuna lavoratrice e lavoratore. Abbiamo chiesto di specificare la base di calcolo che per il momento è stato solo dichiarato che è da calcolare su un equilibrio tra EBIT, Fatturato e Iscritti ai corsi, senza definirne le modalità. Per ciò che riguarda le Trasferte sono state evidenziate le indennità delle trasferte Italia, Estero e Intercontinentale (rispettivamente € 15.49, € 25.82, € 35.42) aggiungendo un Rimborso a Forfait calcolato in 45 euro per l’intera giornata e in 20 euro per la mezza giornata. Abbiamo chiesto chiarimenti sulle ore definite “di viaggio” per provare ad inserirle in una banca ore.
    Infine, per quello che riguarda le Agibilità Sindacali abbiamo evidenziato che le giornate di confronto per le tematiche di carattere nazionale siano almeno 2 e che gli incontri Nazionali anche per il Cia non siano da computare all’interno delle ore di permessi sindacali. Ci siamo lasciati con l’impegno di avere un ulteriore testo con le modifiche richieste entro il 6 dicembre 2017 in modo da poterle analizzare prima del prossimo incontro che è già programmato per il giorno 19 Dicembre 2017 presso la sede IED di Milano alle ore 10.30.

    p. la Filcams Cgil Nazionale
    Vanessa Caccerini

    Ikea, solidarietà a Marica

    Sono tanti i messaggi di solidarietà a Marica, la lavoratrice di Ikea, licenziata dall’azienda per non essere riuscita a rispettare alcuni turni di lavoro per accudire i figli.

    Ha espresso la sua vicinanza a Marica e alla sua famiglia, il direttivo della Filcams Cgil  Marche : “riteniamo inaccettabile che l’azienda non abbia ricercato tutte le soluzioni possibili e realizzabili per sostenere la oggettiva condizione di disagio della lavoratrice.
    Il direttivo stigmatizza fortemente il comportamento dell’azienda che sulla stampa e nelle azioni pubblicitarie si erge a paladina della tutela dei propri collaboratori e delle loro condizioni sociali, ma nell’operare quotidiano attua comportamenti paragonabili alla logica antica dell’imprenditore padrone.”

    Anche il Coordinamento Nazionale delle Delegate e dei Delegati Filcams Cgil di Esselunga, riunitosi il 30 novembre,  ha espresso grande vicinanza alla lavoratrice di Ikea: “Quanto accaduto è straordinariamente grave e denota come nelle imprese della grande distribuzione organizzata, la logica del “sempre aperto” si stia abbattendo sulle spalle dei lavoratori costretti a fare i salti mortali per mantenersi un posto di lavoro e nel contempo essere madri, padri, o in taluni casi  semplicemente “persone”.
    “Il tema della conciliazione sta diventando drammatico e pertanto necessita di interventi sia sul piano delle leggi che sul fronte contrattuale dove troppo spesso le imprese si sottraggono ad un confronto di merito su questi problemi.”

    Solidarietà anche dai lavoratori della filiale Panorama di Pontedera (PI), riuniti in assemblea: “riteniamo inaccettabile il comportamento di Ikea che, nonostante i numerosi proclama sul rispetto e la sensibilità nei confronti dei propri dipendenti e delle famiglie, non ha minimamente tenuto conto delle richieste di Marica di conciliare le proprie già pesanti esigenze familiari  con il proprio lavoro. Questa non è solo un’ingiustizia, ma  anche una violenza e una forma di ricatto nei confronti delle donne.”

    La RSU di Ikea Casalecchio, unitamente alla Filcams Cgil di Bologna in segno di solidarietà con Marica hanno comunicato all’azienda l’apertura dello stato di agitazione. Sabato 2 dicembre si terranno le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori del punto vendita, non escludendo che già da subito i dipendenti vorranno dimostrare tutto il loro sdegno verso questa irriconoscibile azienda ed il loro pieno sostegno a Marica.

    A fronte di questa situazione anche la Filcams Cgil di Brescia fa un appello a tutte i lavoratori affinché esprimano concretamente l’opposizione a questo modo di agire di Ikea e proclamano uno sciopero di 2 ore per turno per sabato 2 dicembre.

    Sciopereranno il 2 dicembre per l’intero turno, anche i lavoratori di Ikea di Collegno, per esprimere la loro solidarietà alla collega licenziata, mentre hanno proclamato lo stato di agitazione unitario Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs della provincia di Bari.

    Stato di agitazione e sciopero il 2 e 3 dicembre anche dei lavoratori Ikea di Genova che hanno espresso la loro solidarietà a Marica e chiesto all’azienda il ritiro del licenziamento.

    IKEA RIPENSACI !!!

     

    Roma, 29-11-2017

    TESTO UNITARIO

    Il 22 novembre 2017 a Bologna si è svolto l’incontro tra Initial Italia (CWS-Boco) e le OO.SS., alla presenza delle RSA territoriali.

    Initial Italia ha descritto il quadro aziendale, caratterizzato ancora da perdite di esercizio, derivanti dalla precedente situazione aziendale preacquisizione, ma ha anche affermato che l’obiettivo resta il pareggio di bilancio entro il 2019. Viste le perdite (che non riportiamo per rispetto della riservatezza sui dati) l’obiettivo richiede una cura da cavallo.

    Attualmente le due aziende Rentokill e Initial Italia (ex CWS) restano indipendenti sul piano societario e organizzativo, ma l’obbiettivo è la loro unificazione in un’unica azienda (si deduce – anche se non è stato detto – che questo dovrebbe avvenire quando si sarà realizzato il risanamento di Initial Italia). Tuttavia, si intende procedere da ora ad “armonizzare” le modalità gestionali e organizzative delle due aziende.

    Attualmente nel modello Rentokill (che è quello a cui si guarda) i magazzini sono gestiti in modo sostanzialmente esternalizzato. La stessa cosa s’intende fare con i magazzini Initial Italia. Inoltre l’Azienda intende accorpare in unica sede i magazzini Rentokil e Initial Italia.

    La conseguenza è che sono stati individuati esuberi nei magazzini di Milano ( la cui riorganizzazione è imminente) e di Roma (si parla di gennaio).

    Respinta, per “opportunità” (l’azienda ritiene che l’annuncio di esuberi inciderebbe negativamente sull’immagine della nuova proprietà) la nostra richiesta di aprire formalmente una procedura di mobilità (cosa che consentirebbe formalmente un intervento del sindacato per trovare una soluzione concordata), possibilità che viene elusa attraverso la riduzione da 5 a 4 degli esuberi in Lombardia e separando temporalmente la ristrutturazione dei magazzini di Milano e Roma, Initial Italia ha tuttavia convenuto di aprire un tavolo di confronto territoriale per individuare soluzioni che prevedano tre opzioni tra loro non alternative: ricollocazione interna, passaggio ad altra società, incentivo. Tutte opzioni perseguibili solo in presenza di un licenziamento ed escludendo dimissioni (che comporterebbero l’impossibilità per i lavoratori di utilizzare la NASPI).

    Le OO. SS. hanno ribadito all’azienda che non sarebbe accettabile un finto “passaggio diretto” che comportasse dimissioni e assunzione da azienda che non riconosca ai lavoratori i benefici del ccnl attualmente applicato in azienda.

    In attesa dell’esito del tavolo regionale lombardo e di quello che si aprirà in Lazio, è stato concordato un nuovo incontro a primavera.

    p.La Filcams Cgil
    A. Montagni

    Roma, 29 novembre 2017

    TESTO UNITARIO

    lo scorso 24 novembre è stato siglato con la SEKI srl l’accordo di rinnovo del contratto integrativo aziendale, che vi alleghiamo.

    Rispetto al testo dell’ipotesi di accordo che vi avevamo trasmesso il 17 ottobre u. s. le modifiche più rilevanti consistono nel ribadire che le prestazioni festive sono esclusivamente volontarie, anche nel periodo natalizio nell’ambito della programmazione delle presenze ivi prevista (vedi pag. 5, primo capoverso); nonché nella previsione che qualora si determinino nei punti vendita le condizioni per un incremento delle ore di lavoro ordinarie si favorirà l’estensione dell’orario settimanale di lavoro a 24 ore per i lavoratori a part-time a 20 ore, alla luce delle norme previdenziali recentemente modificatesi e anche allo scopo di favorire le fruizione integrale degli assegni familiari (pag. 7, quinto capoverso).

    p. Filcams-CGIL Nazionale

    Jeff Nonato

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         CIA Seki 24/11/2017

    Roma, 27-11-2017

    TESTO UNITARIO

    Il 21 novembre u.s. si è tenuto a Bologna, c/o la sede regionale della Uiltucs dell’Emilia-Romagna, il programmato incontro con GrandVision per continuare il confronto, iniziato da qualche mese, sulla costruzione di nuove relazioni sindacali e su tematiche molto importanti quali:

    - l’organizzazione del lavoro e dei relativi orari,
    - la gestione delle turnazioni relative anche al lavoro domenicale e festivo,
    - la mobilità tra punti vendita sul territorio e tutte le altre problematiche collegate
    al normale svolgimento dell’attività lavorativa.

    Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato sollevato, da parte sindacale, il problema relativo alla gestione e al pagamento delle ore straordinarie e supplementari, che non possono dar luogo a perdite retributive da parte dei lavoratori, nel momento in cui si usano sistematicamente solo i riposi compensativi senza il pagamento delle relative percentuali di maggiorazione.

    I problemi e le richieste delle organizzazioni sindacali

    La risposta dell’azienda è venuta dal direttore delle risorse umane, Matteo Moi, dando uno sguardo generale all’andamento produttivo dell’azienda, ha ricordato come il compito assegnato alla filiale Italia dalla casa madre di GrandVision sia quello di raggiungere, a partire dal 2017, un risultato economico che consenta l’autofinanziamento dello sviluppo in Italia. Da questo punto vista continuano ad essere decisivi questi ultimi mesi dell’anno, soprattutto il periodo natalizio, per fatturato e utili.

    Per quanto riguarda le chiusure dei corner, per quanto riguarda il sistema Coop (Ancc), la prossima chiusura non avverrà che dopo giugno del 2018, mentre ci sono date più ravvicinate per Rinascente, a partire dal 10 gennaio p.v. quando sarà chiuso un corner nella citta di Milano.
    L’azienda ha comunque assicurato che continuerà ad adoperarsi per ricollocare i lavoratori presso gli altri negozi della “rete” di Milano. Fino ad ora tutti i lavoratori sono stati ricollocati.

    Viene, poi, confermato il “nuovo corso” delle relazioni sindacali, basato sull’apertura e sul dialogo, che continuerà ad essere gestito dai titolari delle relazioni sindacali a livello centrale, anche se si tenderà anche a coinvolgere le strutture manageriali territoriali. Per quanto riguarda il problema della rilevazione delle presenze e della gestione delle ore di straordinario e supplementari, questo potrà essere risolto con l’entrata a regime di un nuovo sistema informatico entro giugno 2018.
    A questo punto c’è stata una forte replica da parte delle organizzazioni sindacali: i lavoratori a cui non vengono pagate le maggiorazioni degli straordinari e delle ore supplementari stanno perdendo soldi e non possono aspettare un tempo così lungo. Bisogna quindi accorciare i tempi per evitare il sorgere di contenziosi e di vertenze individuali.

    Questa pressione ha prodotto un accorciamento dei tempi e comprendendo la necessità di andare oltre il periodo natalizio si è fissato un nuovo appuntamento per il 26 gennaio a Bologna, dal quale dovrebbe scaturire un accordo sulla gestione degli straordinari e delle ore supplementari e sul loro pagamento. In ogni caso le organizzazioni sindacali hanno anche ribadito la necessità che, dopo la soluzione di questo problema, si affronti anche il tema relativo alla definizione di un accordo organico relativo alle relazioni sindacali a tutti i livelli.

    Roma, 28 novembre 2017

    Siamo a trasmetterVi il Verbale di Incontro (in all.), con le Società interessate dando piena applicazione alle normative previste della fusione per incorporazione come da oggetto.

    La procedura, nel rispetto dell’Art. 2112, sarà efficace per i 24 dipendenti interessati, prevedibilmente entro il 01/01/18, senza ricadute economiche normative e sedi lavorative ma con specifica applicazione del CCNL Metalmeccanici Industria applicato dalla incorporante.

    Ai fini del perfezionamento di armonizzazione, viste le pregresse provenienze contrattuali dei dipendenti, si è già calendarizzato incontro specifico.

    p. la Filcams Cgil Nazionale
    Sergio Aliprandi

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         Accordo 27/11/2017

    Roma, 24 novembre 2017

    Nella giornata di martedì 21 novembre u.s. si è tenuto l’incontro con i rappresentanti della DICO S.p.a., un incontro richiesto dalle OO.SS. e finalizzato a monitorare l’andamento della Cassa Integrazione Straordinaria oggi in essere poiché la Società è in regime di concordato preventivo.
    All’azienda sono state evidenziate tutte le difficoltà che si sono verificate durante questi ultimi mesi, sottolineando che, nonostante gli incontri territoriali svolti, non si è spesso addivenuti ad un’intesa condivisa.

    La Società preliminarialmente ha fornito i dati relativi all’utilizzo della CIGS:

    · ha comunicato che su un totale di circa 1200 lavoratori 430-440 sono temporaneamente a zero ore, mentre il personale restante sta usufruendo dell’ammortizzatore con il criterio della riduzione oraria;

    · dei 232 punti vendita a conduzione diretta risulta che il 35% di questi ad oggi è chiuso temporaneamente, il 48% utilizza la CIGS, mentre il 17% non è interessato dall’ammortizzatore;

    · nella Regione Veneto tutto i punti vendita alla data odierna risultano ancora temporaneamente chiusi;

    · nella Regione Abruzzo uno dei due negozi è momentaneamente chiuso;

    · le Regioni Lazio, Liguria, Marche e Toscana sono le realtà più interessate dalla Cassa Integrazioni Straordinaria;

    · l’azienda infine conferma il pagamento ai fondi previdenziali ed assistenziali a partire dalla data d’inizio del concordato preventivo (luglio 2017).

    I rappresentanti della S.p.a. Dico hanno comunicato che il piano concordatario è quasi in via di definizione e verrà depositato a breve presso il Tribunale Fallimentare. La situazione finanziaria della Società non comporta nell’immediato la riapertura di ulteriori negozi rispetto a quelli riaperti nella prima fase del concordato poiché l’assortimento delle merci all’interno dei negozi è pari al 50 – 60 % e, con la continua mancanza di referenze nei vari negozi, le vendite di conseguenza non decollano; infatti, il dato delle vendite ad oggi viaggia con un 40 % in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, tanto dovuto alla scarsa marginalità dei punti vendita.
    Dopo un’introduzione aziendale, che da una breve valutazione non prospetta nulla di positivo nonostante il blocco dei debiti rivenienti dalla procedura fallimentare, alla Direzione della Società sono state evidenziate le maggiori difficoltà che il personale sta attraversando in questo periodo e, in particolare, è stato contestato il fatto che in numerosi punti vendita non si effettua una regolare rotazione del personale che è costretto a subire l’intervento dell’ammortizzatore sociale. Condizione questa che pone i lavoratori in grande stato incertezza e preoccupazione circa il proprio futuro lavorativo.
    Anche se vi è stato il riscontro positivo relativamente al rimborso del 730 spettante alle lavoratrici e ai lavoratori della Dico, c’è da registrare purtroppo la mancata volontà da parte di chi oggi gestisce la Società di formulare l’istanza del pagamento immediato per le altre spettanze rivendicate dai lavoratori come la 14 mensilità e i ratei della 13° mensilità, oltre ai primi 10 gg. del mese di Luglio.
    In merito poi alle cessioni di asset aziendali riguardanti le Regioni Veneto e Puglia che in questi giorni sono state oggetto di innumerevoli “voci di corridoio” su probabili soluzioni, l’azienda ha confermato che allo stato attuale presso il Tribunale Fallimentare non vi è alcuna istanza presentata in merito da nessuna delle parti; per il Veneto continuano i contatti informali, cosi come per la Puglia c’è la volontà aziendale di restituire il fitto di ramo d’azienda alla vecchia proprietà e c’è in quell’area un contenzioso in atto non ancora risolto che pregiudica le trattative.
    Il quadro cosi come delineato non è certamente rasserenante, l’azienda si è resa quindi disponibile immediatamente ad intraprendere un percorso d’incontri con le OO.SS. Territoriali per correggere quanto riportato nella riunione in un’ottica di collaborazione e in attesa della omologa del piano concordatario che avverrà dopo la metà del mese di Dicembre prossimo.
    In attesa dell’omologa chiedo a tutti Voi di continuare così come fatto sinora, ossia vigilare sulla corretta applicazione della Cassa Integrazioni Guadagni Straordinaria per non permettere a nessuno di approfittare di un Istituto che salvaguardia i livelli occupazionali.

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    black friday amazon

    Il Black Friday Amazon 2017 segna anticipatamente un primato, ma non per un record di vendite: la prima giornata di sciopero delle lavoratrici e lavoratori italiani indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ed dalle categorie dei somministrati Felsa Cisl, Nidil Cgil Uiltemp in Amazon, nello stabilimento di Castel San Giovanni a Piacenza. L’assemblea dei lavoratori, a fronte della latenza, che ormai si protrae da più di un anno, sulle proposte avanzate dai sindacati per una contrattazione aziendale, ha proclamato una giornata intera di sciopero in concomitanza con il Black Friday e il blocco delle prestazioni lavorative in straordinario fino alla fine dell’anno. L’astensione dal lavoro inizierà con il turno mattutino di venerdì 24 novembre e terminerà all’inizio del medesimo turno, la mattina di sabato 25 novembre. Il conflitto si inserisce in un panorama sindacale che vede dalla Germania alla Francia dei rapporti tesi con le organizzazioni dei lavoratori; relazioni sindacali in punta di diritto e senza un vero e proprio confronto. Le sigle confederali italiane fanno parte e contribuiscono attivamente all’Alleanza sindacale mondiale dei lavoratori di Amazon, network promosso da UNIGlobal Union, Federazione globale del mondo del terziario e dei servizi che sta supportando le azioni di rivendicazione. Purtroppo per Amazon non solo il lavoro è una merce, ma anche il lavoratore lo è, ed è una merce deperibile: fintanto che tu lavoratore sei funzionale ai ritmi dell’azienda sei OK. Se ti “rompi”, svanisce l’incantesimo. Le rivendicazioni di ordine retributivo sono solo una parte delle criticità emerse: i “pickers” di Amazon per ogni turno lavorativo, percorrono una mezza maratona, dai 17 ai venti chilometri attraverso lo stabilimento a movimentare merci e pacchi. Da un punto di vista della tutela della salute e sicurezza, non può passare inosservata l’incidenza degli infortuni e il presentarsi sempre più insistente di patologie a carico dell’apparato muscolo – scheletrico. I dati forniti dalla società, fissano in 1.600 i dipendenti contrattualizzati per il centro di Castel San Giovanni, nel piacentino, cui si aggiungono i lavoratori reclutati nel periodo di Natale. La remunerazione, da contratto, è di circa 1.450 euro lordi al mese. Su scala mondiale, gli impiegati salgono ad oltre mezzo milione, 541.900 per la precisione, comprensivi dei circa 90mila assunti in seguito all’acquisizione della catena di supermercati Whole Foods.

    Scioperano anche i “somministrati”

    I lavoratori temporanei, assunti anche per i picchi di ordini a ridosso delle principali festività, sono chiamati “Green Badge” ma sono lavoratori somministrati. Sono a migliaia in Amazon a Piacenza tutti i giorni, altre migliaia lavorano nei siti che Amazon ha aperto in Italia recentemente. Nel picco natalizio raggiungono anche le 3 mila unità contando solo il centro logistico di Castel San Giovanni. Hanno il badge diverso, verde e non blu, ma lavorano come gli altri nell’Hub gestendo ordini e spedizioni. Anche chi oggi è a tempo indeterminato è stato interinale per almeno qualche mese. Felsa Cisl, NIdiL Cgil e Uiltemp, organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori somministrati, hanno proclamato per il Black Friday anche lo sciopero dei somministrati e chiedono di aprire un percorso per dare stabilità e continuità all’occupazione e condizioni di lavoro decenti in Amazon. Nello specifico si chiede all’utilizzatore e alle agenzie coinvolte (Adecco, Manpower, Gi Group) la riduzione del turn over, l’allungamento della durata dei contratti in somministrazione e la condivisione di percorsi di stabilizzazione, il rispetto della parità di trattamento retributiva sui livelli di inquadramento e sulla negoziazione di premi economici integrativi, un utilizzo corretto del Monte Ore Garantito, ritmi di lavoro che non mettano a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori. Uno sciopero che lascerà sicuramente il segno. Parafrasando il moto di Amazon (“Work Hard. Have Fun. Make History.”) i lavoratori italiani del gruppo ne lanciano uno loro: “We strike hard and make history”. RED-FRIDAY-BlackCon loro anche il grafico pubblicitario Fabio Ferri che ha “regalato” alla causa dei lavoratori in sciopero un logo personalizzato che invita al boicottaggio degli acquisti, ribattezzando in Red Friday la giornata tradizionalmente dedicata agli acquisti di Natale.   Leggi (da Il Sole 24 ore): Turni su 7 giorni anche di notte e stipendi base: come si lavora ad Amazon Italia

    Roma, 23 novembre 2017

    Testo Unitario

    Il giorno 16 novembre u.s. a Bari si è svolto un incontro con l’azienda di cui in oggetto, rappresentata dall’Ing. Vitali e dal Dott. Vaglio, assistiti dal consulente del lavoro Dott. Faini e le OO.SS. nazionali, le OO.SS. territoriali con le relative rappresentanze sindacali.

    Le OO.SS. nazionali hanno espresso un fermo disappunto e stigmatizzato il comportamento di Lutech per l’apertura della procedura di licenziamento collettivo ex legge 223/91, aperta senza operare i passaggi previsti dal Protocollo di Relazioni sindacali stipulato con le Scriventi, precostituendo gli elementi di condotta antisindacale sanzionabili con un procedimento ex art. 28 l. 300/70.

    Lutech ha rappresentato la volontà di chiudere la sede di Gioia Del Colle (BA), illustrando i dati di bilancio degli ultimi due anni che mostrano una perdita di ricavi consistenti, derivanti principalmente dalla perdita di due commesse quali Sky e QVC che sommano il 40% dei ricavi totali del centro pugliese.

    Dopo un lungo e concitato confronto tra le Parti, Lutech ha dichiarato il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, convenendo con le OO.SS. presenti l’opportunità, al fine di mitigare l’impatto sociale di tale operazione di chiusura, di ricercare e sondare ogni possibile alternativa, di concerto con le parti sociali ed istituzionali.
    A tal fine, l’azienda con le OO.SS. territoriali avvieranno l’interlocuzione col tavolo istituzionale del Comune di Bari e con ogni altra istituzione pubblica coinvolgibile e avvieranno la disamina dei possibili ammortizzatori sociali attivabili.

    Con le OO.SS. nazionali è stata concordata la data del prossimo 12 gennaio 2018 a Milano presso la sede aziendale, per un incontro di aggiornamento della vertenza e dell’esercizio dei diritti di informazione.

    p. Filcams Cgil Nazionalep. Fisascat Cisl Nazionale
    M .Mensi D. Campeotto

    Roma, 23 novembre 2017

    Il 21 novembre u.s. si è svolto l’incontro in merito alla cessione di ramo d’azienda di parte di DM PA in DM Cultura, società appositamente creata.

    Le motivazioni della scissione presentate dalla proprietà sono di poter presentarsi sul mercato, non solo nazionale, con un marchio ben preciso e specifico.
    La DM Cultura sarà formata da 53 dipendenti e 2 dirigenti, così distribuiti: Bologna 9 unità, Ravenna 37 unità, Roma 6 unità, Napoli 1 unità, pertanto in DM PA resteranno complessivamente 139 unità rispetto le attuali. Il conferimento è previsto con decorrenza dal 1 dicembre 2017 e per gli attuali stagisti (1 a Roma e 1 a Ravenna), nonché per l’unico T.D. presente, è prevista la continuità del contratto stipulato.

    Non ci saranno modifiche normative, retributive, o di sede di lavoro. Nel fare presente alla proprietà che come OO.SS. siamo fortemente interessati che non si creino “bad company” ma reali possibilità di sviluppo, abbiamo convenuto di svolgere incontri sia come DM PA che come DM Cultura entro il primo trimestre del prossimo anno per una valutazione sugli effetti della scissione. Per un approfondimento della situazione in allegato trovate la procedura ex art.47 L.428/90 ed il verbale di esperita procedura.

    p. Filcams Cgil Nazionalep. Fisascat Cisl Nazionale
    M .MensiD.Campeotto

    Roma, 22 novembre 2017

    COMUNICATO

    Nell’incontro del 21/11/2017 la Direzione SMA ha consegnato il testo di un “accordo sperimentale” con durata di 12 mesi (1 gennaio – 31 dicembre 2018). Tale versione rappresenta una radicale novità rispetto a quanto discusso per mesi sotto “la spada di Damocle” della disdetta del Contratto Integrativo Aziendale decisa dell’Azienda a decorrere dal 1 gennaio 2018.

    Il testo consegnato contiene la ripetizione delle norme in materia di relazioni sindacali, diritti sindacali, malattia e infortunio, cure termali, visite mediche specialistiche, pause, indennità di funzione e specialisti. Il documento dispone invece un arretramento economico sul lavoro domenicale e sul salario variabile (importo, indicatori, probabilità di erogazione).

    L’Azienda ha dichiarato disponibilità alla valutazione di alcune richieste presentate dalle OO.SS. in tema di diritti sociali, ma nessuna disponibilità è stata invece offerta rispetto alle garanzie occupazionali per il futuro.

    Vale la pena ricordare che, da un lato la stessa Azienda ha più volte dichiarato il quadro di criticità economica in cui versa da tempo e il cui superamento è previsto solo nel prossimo quadriennio, dall’altro, tali garanzie erano già state previste negli accordi di proroga del Contratto Integrativo Aziendale stipulati nel 2015 e 2016; ciò rende incomprensibile l’attuale rifiuto.

    Al termine della riunione, pur confermando la successiva data di incontro per il 12 dicembre 2017, l’Azienda ha dichiarato che sussistono “rilevanti distanze” nelle posizioni che potrebbero impedire l’accordo, e quindi, rendere inevitabili gli effetti della disdetta (cessazione CIA).

    Le OO.SS. hanno ribadito la volontà di addivenire ad un’intesa della durata di due anni che preveda il mantenimento delle norme del Contratto Integrativo Aziendale 2014, con poche modifiche limitate ad alcuni istituti contrattuali (organizzazione del lavoro, salario variabile). In questo ambito andranno anche definite garanzie per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

    Le OO.SS. ritengono necessario sviluppare in modo coordinato la capillare informazione ai lavoratori attraverso le assemblee in tutte le filiali da tenersi nei prossimi giorni.

    Questa fase del negoziato assume una grande importanza ai fini del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici SMA e dei loro diritti, così faticosamente conquistati in anni di contrattazione: è necessario che l’Azienda riveda le sue posizioni.

    Per queste ragioni, a sostegno della vertenza, si proclama

    STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE E BLOCCO DEL LAVORO STRAORDINARIO/FESTIVO

    FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTUCS

    Roma, 22 novembre 2017