Category Archives: AZIENDE

Roma, 27 luglio 2017


Testo Unitario

In data odierna, le OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno nuovamente incontrato la Direzione de La Centrale Srl per proseguire il confronto nell’ambito della fase conseguente alla comunicazione afferente la risoluzione del rapporto contrattuale in essere fra la predetta Società e la Telecom Italia SpA per i servizi di sorveglianza, controllo accessi, reception e centralino.
Come si ricorderà, La Centrale Srl, unitamente ad una procedura ex art. 47 della legge 428/90 – finalizzata a configurare una retrocessione del ramo d’azienda costituito dai servizi in parola, fece pervenire alle OO.SS. una comunicazione preventiva d’apertura di un iter di licenziamento collettivo ex L. 223/91 (che avrebbe dovuto interessare 73,36 lavoratori FTE (corrispondenti ad 86 teste) impiegati in varie province.
Le scansioni temporali di attuazione della reinternalizzazione del servizio che La Centrale Srl indicò nelle comunicazioni intercorse con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, in estrema sintesi, dovrebbero così strutturarsi:

    a.dal primo di agosto dovrebbe ritenersi cessato il servizio presso le portinerie di Bologna (piazza VIII agosto/via Maroncelli, via del Pallone, via Albani e via Albari), di Venezia-Mestre (via Carducci) e di Ancona (corso Stamira);

    b.da metà agosto e fino a fine novembre inoltre, dovrebbero cessare il resto dei servizi forniti.


Al fine di evitare i licenziamenti, la Società ha sottoposto alle OO.SS. un’ipotesi d’intesa costituita da una serie di deroghe alle previsioni di legge e di CCNL su svariate materie (lavoro intermittente, orario di lavoro, durata minima del part time, integrazione economica per la malattia a carico dell’azienda ecc.); per parte nostra, naturalmente, abbiamo richiesto ai nostri interlocutori di parte aziendale di entrare nel merito dell’organizzazione del lavoro per comprendere se l’attuale struttura aziendale sia in grado di ricollocare in tutto o in parte il lamentato esubero di personale (anche sulla scorta del fatto che risulterebbe insistere all’interno del perimetro aziendale un abbondante numero di contratti a termine).
Per parte sua La Centrale Srl ha comunicato alle OO.SS. la propria intenzione di revocare la procedura di licenziamento collettivo e di voler effettuare il trasferimento dei propri dipendenti considerati in esubero laddove, sempre a detta dei nostri interlocutori di parte aziendale, si dovessero verificare esigenze di servizio da soddisfare; si consideri che, allorquando un lavoratore, non accettando il trasferimento, la Società potrebbe procedere al licenziamento.
Spiace constatare che, in seno alla Società, sia maturata la volontà di procedere unilateralmente; come OO.SS. abbiamo reiterato la nostra disponibilità ad un confronto di merito volto ad assicurare le opportune soluzioni alla fase critica che La Centrale Srl sta attraversando, purché si ricostituiscano le basi per accedere alle prestazioni garantite dal FIS (ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro), facendo una valutazione congiunta delle posizioni lavorative utili alla ricollocazione del personale considerato in esubero.
Chiediamo a tutte le strutture territoriali di monitorare costantemente le scelte operative che la Direzione aziendale porterà avanti, soprattutto in tema di trasferimento del personale, affinché si contrastino efficacemente e per tempo eventuali condotte discriminatorie e/o penalizzanti che lavoratrici e lavoratori potrebbero subire.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Vanessa Caccerini

Roma, 26-07-2017

TESTO UNITARIO

Ieri, 24/07/2017, la Centrale s.r.l. ha comunicato a Filcams, Fisascat e Uiltucs, di aver ricevuto risposta negativa dall’Inps per usufruire dell’ammortizzatore sociale Fis in quanto la crisi aziendale che sta vivendo attraverso la perdita del servizio dell’appalto del portierato in Tim non fa prevedere una ripresa produttiva, conseguenza necessaria per aprire l’ammortizzatore.
A questo punto l’azienda ci propone un accordo integrativo per mantenere tutto il personale in forza chiedendo che fino al 2020 si deroghi al CCNL Vigilanza nei seguenti punti:


• Inserire al Livello D mansioni di ASC e Steward
• Riduzione della prestazione lavorativa senza una soglia minima
• Flessibilità di orario di lavoro
• Sospendere l’integrazione per la malattia a carico dell’azienda
Unitariamente, Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno rifiutato tale proposta e adesso siamo in attesa della risposta da parte dell’azienda su come vuole procedere in vista delle dichiarazioni di cessazione del servizio di portinerie a partire dal mese di Agosto 2017.


Filcams, Fisascat e Uiltucs, pur stigmatizzando lo scarso preavviso col quale il Committente ha risolto il proprio rapporto contrattuale con La Centrale, che di fatto inibisce qualsivoglia tentativo volto a far fronte seriamente al derivante problema occupazionale, ritengono non percorribili le soluzioni derogatorie prospettate dalla Società, in quanto, qualora le si ammettesse, si creerebbe in seno al mercato un pericolosissimo precedente in grado di deprimere il valore del lavoro. Ieri sera tardi si abbiamo concordato un incontro che si terrà  il 27/07/2017 per le 11.00 c/o la Fisascat via Dei Mille,56-Roma


Diffondete tali informazioni e vi aggiorneremo tempestivamente.

p.La Filcams cgil
V. Caccerini

Roma, 18/07/2017

TESTO UNITARIO

Oggi, 18 Luglio 2017, alle ore 11.00 si è tenuto l’incontro con l’azienda La Centrale srl, per espletare la procedura dell’art. 47 L. 428/90 per 87 lavoratori che svolgono il servizio di portierato c/o le portinerie della Tim spa Nord Italia, in Fisascat Roma. Alla riunione erano presenti La Centrale srl e le OO.SS., Filcams, Fisascat e Uiltucs, mentre Telecom Spa, chiamata al tavolo per espletare la procedura ex art. 47 L. 428/90, era assente.

Tale assenza non ha reso possibile approfondire il progetto di internalizzazione denominato “Progetto Site Specialist”. Tutto ciò, ha costretto, Filcams, Fisascat e Uiltucs, a proporre una strada alternativa per salvare i contratti di lavoro di 87 lavoratori, sensibilizzando l’azienda La Centrale srl a chiedere un incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per attivare il Fondo di Integrazione Salariale, unico strumento possibile per evitare licenziamenti collettivi (223/91 aperta contemporaneamente alla procedura in oggetto).
L’azienda ha accettato la Ns proposta e appena formalizzerà la richiesta di attivare tale ammortizzatore, Vi comunicheremo la data di incontro al Ministero.
Per il momento chiediamo ai territori di diffondere tale notizia a tutte le lavoratrici/tori interessati.

p. la FILCAMS CGIL
V. Caccerini

Roma, 27-06-2017

TESTO UNITARIO

nella giornata del 27 giugno le OO.SS. Fisasact-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno tenuto un incontro col Responsabile dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale del Ministero dell’Interno vertente sulla situazione venutasi a creare a seguito dei provvedimenti restrittivi che hanno colpito i vertici di Securpol Group Srl nei giorni scorsi.

Come OO.SS. abbiamo richiesto di attivare in tutte le Prefetture territorialmente interessate tavoli permanenti di confronto aperti alle strutture locali di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs per monitorare gli effetti della vicenda societaria dell’istituto di vigilanza privata sull’andamento dei servizi e in seno ai rapporti con la committenza. In particolare, il Responsabile dell’Ufficio ministeriale ha assicurato che l’Amministrazione provvederà a diramare una comunicazione alle Prefetture competenti affinché siano debitamente sensibilizzate e invitate a svolgere un ruolo proattivo soprattutto nei casi di passaggio a terzi dei servizi che, eventualmente, dovessero fuoriuscire dal perimetro dell’istituto di vigilanza privata in parola, naturalmente coinvolgendo le OO.SS. Rispetto alle questioni connesse al mantenimento dell’art. 134 TULPS, l’Ufficio ha informato le OO.SS. che la Prefettura di Arezzo, quella nella quale Securpol Group Srl ha accentrato la licenza, ha immediatamente attivato un’interlocuzione sia col Tribunale fallimentare competente che con la Procura di Roma, al fine di disporre di un quadro costantemente aggiornato d’informazioni; tuttavia, a detta dello stesso Responsabile dell’Ufficio centrale, in caso di nomina di un Custode giudiziale, la Prefettura competente, certamente, procederà a volturare la licenza per consentire il prosieguo operativo dell’Istituto.

Stante la particolare situazione della Securpol Group Srl, che – come si ricorderà – opera in costanza di un contratto di fitto di rami aziendali la cui titolarità è in capo a una società in liquidazione (Futura 2011), abbiamo inoltre richiesto al Ministero dell’Interno di voler, non appena sarà nominato il Custode giudiziale, convocare OO.SS., la Commissaria liquidatrice di Futura 2011 es il tecnico incaricato dal Tribunale fallimentare di Roma per Securpol Group Srl, al fine di effettuare un confronto congiunto in ordine alla continuità del rapporto contrattile fra le due entità societarie.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 13-02-2017

il 10 febbraio 2017 si è tenuto il programmato incontro con la direzione generale di Ksm SpA. L’oggetto del confronto è stata la critica situazione finanziario-patrimoniale nella quale l’istituto di vigilanza privata si dibatte ormai da tempo. La direzione aziendale ha riferito di una situazione debitoria molto seria dovuta, in buona sostanza, alle condizioni degenerate delle dinamiche di mercato; Ksm SpA, infatti, opera a regime di tariffa media di circa 17,00 €, che, oggettivamente, non riesce a generare valore, stante la struttura dei costi insopprimibili. In termini gestionali, Ksm SpA ha avviato un processo di rinegoziazione delle tariffe dei servizi, che tuttavia, allo stato, pare abbia dato esiti alterni (in alcuni casi, addirittura la disdetta dei contratti di fornitura); inoltre, per i servizi con tariffe non profittevoli, la direzione ha espresso la propria volontà di affidare, per il tramite di SOS (broker di servizi del Gruppo), la fornitura diretta dei servizi di vigilanza a società terze, al fine di conservare i livelli di fatturato complessivi, comunque, in capo alla struttura aziendale riferibile a Ksm SpA o, in alternativa, di recedere dai contratti, avviando contestualmente, le procedure contemplate dal CCNL per il passaggio diretto del personale alle dipendenze delle aziende subentranti (possibilità, quest’ultima, tutta da verificare, in quanto, pur rientrando pienamente nell’ambito delle casistiche contemplate dall’art. 25 del CCNL, pone diverse difficoltà in termini gestionali). Il management di Ksm SpA si è impegnato a fornire alle OO.SS., all’esito di verifiche in corso, l’indicazione dei sevizi dismessi e la quantificazione del personale ad essi collegati. Per parte nostra abbiamo espresso l’auspicio che le modalità di gestione di questa fase delicata, ivi comprese le condizioni afferenti il passaggio dei dipendenti da Ksm SpA agli istituti subentranti nei rapporti contrattuali, possa essere materia di costante confronto fra direzione aziendale e OO.SS.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 28 luglio 2016

Oggetto: Sicuritalia – esito incontro del 27 luglio

Il 27 luglio si è tenuto l’incontro con Sicuritalia pe proseguire il confronto per il riallineamento al CCNL del regolamento di SSF. Rispetto al precedente incontro, Sicuritalia aveva già recepito parte delle nostre richieste. Tuttavia vi erano ancora notevoli distanze. Il confronto, durato per l’intera giornata, ha prodotto ulteriori avanzamenti che delineano un accordo di riallineamento con seguenti contenuti:

Il nodo critico da definire è la durata dell’accordo relativamente a malattia e maggiorazioni ed a tal proposito si è registrato un confronto a momenti anche teso. Sicuritalia, alla nostra richiesta di ridurre i 5 anni di durata che ipotizzava, ha dichiarato che una durata inferiore è incompatibile con la tenuta economica dell’operazione. Perciò, come Filcams, abbiamo dichiarato l’indisponibilità a proseguire il confronto. Inoltre, in particolare sulla malattia, abbiamo chiesto di avere a disposizione i dati che consentano di valutare il reale peso del costo aggiuntivo. Infine Sicuritalia ha dichiarato che intende valutare una ipotesi inferiore a 5 anni, pertanto ci siamo aggiornati al 07 settembre, alle ore 11, in Roma, in luogo da definire.
Ci è apparso chiaro che Sicuritalia, con l’impostazione iniziale, ha tentato di costruire un accordo derogatorio che, se da una parte recuperava il gap fra il Regolamento Interno di SSF ed il CCNL, dall’altra gettava palesemente le basi per un Contratto aziendale che sarebbe invece andato in superamento del CCNL, se pur solo per alcuni istituti.
Quindi il dato positivo è certamente quello di aver dato l’impostazione contraria.
La criticità relativa alla durata è ancora un ostacolo importante che dovremo verificare in occasione del prossimo incontro, oltre che al nostro interno.
Nel caso in cui si andasse alla definizione di un accordo, si tratterà di un’ipotesi da sottoporre al voto delle lavoratrici e dei lavoratori in assemblee che l’azienda si è impegnata ad agevolare. Inoltre si prevedrà un articolato sulle relazioni sindacali che sarà nostra cura elaborare.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 25 luglio 2016

TESTO UNITARIO

il 22 luglio, si è svolto in il previsto incontro presso il Ministero del Lavoro per concludere il negoziato relativo alla procedura di licenziamento collettivo avvita da Securpol Group, sulla base del mandato conferito a seguito del referendum tenutosi nelle scorse settimane tra tutti i lavoratori.

Il confronto ha consentito di realizzare un’intesa che conclude positivamente la vertenza, apportando anche alcuni chiarimenti e miglioramenti rispetto all’ipotesi formulata in precedenza. Essa si compone di quattro documenti: a) il contratto di solidarietà, b) l’accordo per l’incentivazione all’esodo di coloro che volontariamente accederanno alla messa in mobilità, c) l’accordo per l’assunzione in deroga di personale part time con contratto a tempo determinato, d) l’accordo sulla gestione degli esuberi con un nuovo modello organizzativo, e) l’accordo per il pagamento delle ore accantonate in banca ore.

In sintesi, essi prevedono:

1) il contratto di solidarietà ha una durata di 12 mesi (dal 1.10.2016 al 30.09.2017), eventualmente rinnovabile qualora sussistano a quella data le condizioni di legge. La riduzione dell’orario di lavoro è pari al 25% (10 ore settimanali) e si realizza attraverso una media tra un minimo di 28 ore ed un massimo di 32 ore settimanali secondo specifici turni a rotazione a cadenza quadrimestrale. L’integrazione Inps è anticipata dall’azienda ogni mese. Durante il contratto di solidarietà, tutti gli istituti contrattuali sono riproporzionati all’orario ridotto: dati i diversi schemi di lavoro giornaliero, le ferie ed i permessi retribuiti sono valorizzati in modo omogeneo a 5 ore giornaliere; quanto alle ferie ed ai permessi retribuiti maturati e non goduti prima dell’avvio del contratto di solidarietà, saranno retribuiti all’importo originario a prescindere dal momento di effettivo utilizzo.

2) la messa in mobilità potrà avvenire entro il 30.12.2016 (dal 1.01.2017 l’indennità di mobilità è abolita) per coloro che volontariamente sceglieranno questa soluzione ed il relativo incentivo (€ 6.000 netti).

3) l’azienda potrà assumere, durante il contratto di solidarietà, personale con contratto a termine ed a tempo parziale 25 ore settimanali, con pacchetto di ore in flessibilità pari a 5 ore settimanali e relative maggiorazioni.

4) il nuovo modello organizzativo è fondato su una modifica temporanea dell’orario contrattuale individuale, che sarà composto di una parte fissa e di una parte flessibile. L’adesione è esclusivamente volontaria e ha una durata massima di tre anni; può essere esercitata dal lavoratore in qualunque momento entro il 30.09.2019, ma non è revocabile o sospendibile; al termine, l’orario contrattuale individuale ritorna automaticamente alla quantità originaria (40 ore settimanali).

L’orario di lavoro è pari a 30 ore settimanali nel primo anno, 32 nel secondo e 34 nel terzo; la parte di orario flessibile aggiuntiva è pari a 7 ore settimanali nel primo anno, 5 nel secondo e 3 nel terzo. La retribuzione mensile è pari alla somma delle ore della parte fissa e della parte flessibile; se la parte flessibile non viene effettuata nel mese per responsabilità aziendale, la retribuzione non subisce decurtazione (30 ore + 7 ore settimanali) e la parte flessibile sarà richiesta nei due mesi successivi, a fronte di una maggiorazione economica.

Sul piano contributivo, per questi lavoratori e nel caso che la retribuzione mensile risulti inferiore ai minimi tabellari del CCNL per i lavoratori a tempo pieno, l’azienda effettuerà comunque il versamento dell’importo intero.

Inoltre, sarà riconosciuto un importo mensile a sostegno del reddito perso per la riduzione di orario pari a 90€ netti.

5) A decorrere dal 1.10.2016 il valore del ticket è uniformato a 7 ore giornalieri per tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

6) l’azienda provvederà ad erogare rate relative alla BTA/Banca ore in anticipo rispetto alle scadenze originarie.

Osservazioni

L’accordo, pur paragonabile ad analoghe soluzioni concordate per fronteggiare situazioni di esubero, rappresenta sicuramente una novità nel settore e risente molto per le caratteristiche di questa azienda e del contesto in cui versa.

Il ricorso ad una forma di lavoro ad orario settimanale ridotto e flessibile (sia esso frutto del contratto di solidarietà o dell’adesione individuale al modello organizzativo) rappresenterà un esperimento sicuramente meritevole di verifica: la capacità organizzativa e gestionale nella programmazione dei servizi, il rispetto degli schemi di orario e la media stabilita, lo svolgimento della flessibilità, in rapporto ai carichi di lavoro ed alla loro ripartizione e la conseguente riduzione del lavoro straordinario, costituiranno elementi decisivi sui quali l’accordo prevede confronti a livello territoriale con le RSA e le Organizzazioni Sindacali.

La riduzione individuale dell’orario di lavoro fondata sul principio assoluto della volontarietà del lavoratore e sulla garanzia del ripristino automatico dell’orario pieno costituiscono un’opportunità che ciascun lavoratore dovrà valutare in relazione ai riflessi economici ed al tempo lavorabile: da un lato un contratto di solidarietà con 30 ore settimanali ed integrazione Inps; dall’altro, una prestazione a 37 ore (di cui 7/5/3 flessibili) con retribuzione corrispondente.

L’accordo prevede un ritorno generale di tutti i lavoratori alla situazione originaria: le scadenze del contratto di solidarietà e del modello organizzativo sono parificate al 30 settembre 2019. Non vi è, quindi, alcuna diversa conseguenza tra coloro che saranno inseriti nel contratto di solidarietà e altri che aderissero alla variazione contrattuale temporanea.

Peraltro, è chiaro che solo l’impegno serio e concreto della proprietà nel risanamento dell’azienda può consentire una prospettiva di tenuta occupazionale; l’esito della sperimentazione del modello organizzativo, a sua volta, potrà indicare l’efficacia della scelta oggi intrapresa.

Riteniamo, in conclusione, che l’accordo risponda all’esigenza di salvaguardare l’occupazione e di contenere quanto più possibile il sacrificio economico dei lavoratori coinvolti, anche con maggiore equità (estensione ed uniformità ticket). Occorrerà vigilare sull’applicazione e monitorare costantemente l’andamento aziendale e la sua evoluzione.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Sabina Bigazzi

Link Correlati
     Verbale di accordo Cds 22-07-2016
     Verbale di accordo 22-07-2016

Roma, 07 luglio 2016

TESTO UNITARIO

in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione, Axitea ha inviato formale richiesta di incontro al Ministero del Lavoro, sostenendo che la procedura di raffreddamento non era stata esperita. Siamo stati perciò convocati dal Ministero il giorno 06 luglio. A quell’incontro abbiamo formalmente ribadito la nostra posizione, come emerso lo scorso 24 giugno. Il Ministero ha preso atto delle posizioni delle parti con il verbale che inviamo in allegato.Resta perciò confermato lo stato di agitazione proclamato. Come deciso unitariamente, nei giorni scorsi si dovevano tenere le assemblee in tutte le filiali per decidere quali eventuali iniziative di mobilitazione intraprendere, E’ del tutto evidente, infatti, che una eventuale mobilitazione a carattere nazionale richiede massima partecipazione. Si tratta quindi di comprendere se dalle assemblee è emersa tale volontà, o se invece si debbano immaginare iniziative diverse o ad un diverso livello.

Restiamo in attesa di informazioni in merito.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Link Correlati
     Axitea, Verbale di riunione 06/07/2016

Roma, 30 giugno 2016

TESTO UNITARIO

il 29 giugno si è tenuto l’incontro programmato con il gruppo Biks ai fini dell’espletamento della procedura di raffreddamento. L’azienda ha, inizialmente, colto sfavorevolmente la presenza di una folta delegazione di strutture ed RSA/RSU, ritenendo necessario un incontro con le sole segreterie nazionali. Da parte nostra abbiamo evidenziato che il livello di attenzione, e di conseguenza la partecipazione, sono stati alimentati dalle comunicazioni aziendali relative al prospettato passaggio al CCNL CISAL, comunicazioni che sono state contraddittorie e preoccupanti. Tuttavia, UNIV, in rappresentanza del Gruppo Biks, ha diffusamente spiegato l’accaduto ribadendo più volte che le comunicazioni sono state frutto dell’iniziativa di alcuni e che, allo stato, non vi è l’intenzione di attuare una migrazione contrattuale. Ciò nonostante ha evidenziato che, come è noto, il Gruppo Biks ha una situazione di difficoltà ritenendo quindi necessario avviare un confronto finalizzato al contenimento del costo del lavoro. Le OO.SS, cogliendo con favore la dichiarazione aziendale, si sono rese disponibili al confronto, pur evidenziando che esso dovrà essere libero dal paventato percorso alternativo unilaterale di migrazione ad altro CCNL. Abbiamo chiesto chiarimenti anche su "La Metronotte" di Catania che, pur non essendo parte del gruppo Biks, fa riferimento alla famiglia Basile. L’azienda ha già avviato il passaggio al CCNL CISAL e pare che vi siano stati trasferiti alcuni appalti del Gruppo Biks. È pertanto indispensabile fare chiarezza sull’applicazione del CCNL anche per questa azienda. UNIV si è impegnata a fornirci le informazioni ed i chiarimenti richiesti in occasione del prossimo incontro che si terrà, in ristretta, il 22 luglio p.v. Vi informeremo tempestivamente sul l’esito dell’incontro.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 27 giugno 2016

TESTO UNITARIO

come programmato il 24 giugno le segreterie nazionali, unitamente a numerose strutture ed RSA/RSU, si sono presentate presso la sede di Axitea al fine di tenere l’incontro in oggetto, utile all’esperimento della procedura di raffreddamento avviata con nostra comunicazione del 13 maggio.
L’azienda, come aveva preannunciato, ha dato disponibilità a ricevere le sole segreterie nazionali. La limitata disponibilità aziendale e’ stata ritenuta inaccettabile da tutta la delegazione presente stante il perdurare di una situazione estremamente critica che si trascina ormai da oltre 18 mesi, e su cui ancora non vi è alcuna chiarezza. Pertanto abbiamo deciso che solo un rappresentate delle segreterie e dell’intera delegazione facesse da portavoce con l’azienda per richiedere il confronto con tutti i presenti e diversamente comunicasse l’esito negativo della procedura di raffreddamento.
Al rifiuto dell’azienda di ricevere tutti i presenti, ci siamo trattenuti al fine di decidere le prossime iniziative.
Il rifiuto opposto dall’azienda e’ stato da tutti giudicato inaccettabile, a maggior ragione poiché Axitea si è molto spesa in comunicati rivolti a tutti i lavoratori ed anche alla stampa, descrivendo una situazione di stabilizzazione, se non addirittura di rilancio, dell’azienda ed emanando anche un lunghissimo report, per altro inesatto, relativamente a quanto deliberato dal Tribunale di Milano lo scorso 21 aprile.
La situazione di incertezza che si sta trascinando ormai da lunghissimo tempo, ha alte punte di criticità soprattutto per quanto riguarda i lavoratori già licenziati che hanno ancora congelate tutte le spettanze di fine rapporto e non hanno nemmeno la possibilità di accedere al fondo di garanzia dell’Inps. I delegati ci hanno descritto una situazione di profondo disagio derivante proprio dalla mancanza di notizie certe, ma anche dalla carenza dei mezzi previsti per svolgere la loro attività, a partire dalla mancata consegna delle divise, ecc.
Pertanto abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione che dovrà sfociare in iniziative di mobilitazione. Per informare i lavoratori e decidere con loro le modalità delle iniziative di mobilitazione, e nel contempo per dare un primo segnale all’azienda, si è deciso di tenere le assemblee in tutte le filiali di Axitea contemporaneamente, il prossimo 1 luglio.
Nelle assemblee si dovrà chiedere ai lavoratori di esprimersi sulla possibilità di indire una giornata di sciopero a livello nazionale. In base all’esito delle assemblee si definiranno i passi successivi.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 27 maggio 2016

in data 26 maggio si è tenuto l’incontro programmato con Securpol. Nella stessa mattina ci era stata inviata una integrazione alla precedente procedura di mobilità che aggiunge 70 esuberi ai 254 precedentemente dichiarati e riguardano le filiali di Roma, Siena, Pistoia ed Agrigento.
L’azienda, mantenendo invariata la sua proposta iniziale, e cioè la riduzione di orario a 28h settimanali, ha illustrato nel dettaglio quale ipotizza possa essere la retribuzione che ne deriverebbe che sarebbe così strutturata:

-retribuzione di 28 h settimanali;
-200€ di "retribuzione agile" come definita dal decreto sulla detassazione;
-Ed una ulteriore retribuzione al raggiungimento delle 40 ore.

La cosiddetta retribuzione agile nelle previsioni aziendali in realtà coprirebbe 7h di retribuzione, in sostanza una manovra più o meno truffaldina per ottenere gli sgravi e dare così l’illusione ai lavoratori addirittura di guadagnare qualche euro in più. In realta’ le retribuzioni differite sarebbero tutte calcolate sulle 28 h settimanali. Inoltre, in caso di cambio appalto o di eventuale ricorso futuro agli ammortizzatori, in particolare data la sempre più precaria situazione aziendale, i lavoratori si troverebbero part time.
Ovviamente abbiamo respinto al mittente la proposta ribadendo l necessita di ricorrere ad ammortizzatori sociali al fine di sperimentare la nuova organizzazione del lavoro che si intenderebbe attuare.
L’azienda è apparsa meno rigida sul punto ed ha chiesto tempo per fare una valutazione e dare risposta definitiva. Ci siamo perciò aggiornati al giorno 16 giugno alle ore 10, in Roma, in luogo che sarà successivamente comunicato.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma 02.10.2015

Il 22 settembre si è tenuto l’incontro programmato con Coopservice sulla distribuzione del dispositivo Konte’ che ha creato molto disagio fra i lavoratori.
L’azienda ci ha illustrato il funzionamento del dispositivo che non consentirebbe alcuna localizzazione dei lavoratori, e quindi, a suo dire, non può essere utilizzato per esercitare controllo a distanza. Da parte nostra abbiamo sollevato molte perplessità soprattutto in relazione al metodo utilizzato per distribuirlo, ed al fatto che l’azienda lo ha collocato nell’ambito dei dispositivi di protezione individuale, senza alcun confronto con gli RLS.
Abbiamo infine convenuto sulla necessità di regolamentare l’uso del dispositivo con un verbale di regole generali. Con l’occasione abbiamo anche evidenziato la necessità di avviare un confronto costruttivo e continuativo su più temi. Ci siamo quindi aggiornati al giorno 21 ottobre, alle ore 11, in luogo da definire. Coopservice dovrebbe inviarci una bozza di testo alcuni giorni prima dell’incontro. Sarà nostra cura inviarvela tempestivamente.
Avevamo ipotizzato di programmare una riunione del coordinamento nazionale per preparare l’incontro, ma altri impegni non ce lo consentono. Sarà perciò programmata successivamente all’incontro stesso.

P.Filcams CGIL Nazionale
Sabina Bigazzi