Category Archives: VIGILANZA PRIVATA

Roma, 16 aprile 2018

Testo Unitario

com’è noto, le scriventi Federazioni sindacali nazionali hanno proclamato per il prossimo 4 maggio 2018 lo sciopero generale nazionale dell’intera categoria della sicurezza privata a sostegno della vertenza per il rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari scaduto dal 31 dicembre 2015. La giornata di mobilitazione unitaria culminerà nella manifestazione nazionale che si terrà a Roma, nella centralissima Piazza Santi Apostoli, dalle ore 10:00 alle ore 14:00. Al fine di dare il massimo risalto alla lotta della categoria, si rende necessario per quella giornata non duplicare sui territori presidi e/o sit-in, ma convergere massicciamente nella Capitale, al fine di dare plastica prova della capacità di mobilitazione delle nostre Federazioni. Si invitano, pertanto, le strutture territoriali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs di diffondere capillarmente informazioni in merito sia ai contenuti posti alla base dello sciopero, anche mediante la diffusione del volantino unitario allegato, che relativamente alle modalità organizzative dello stesso che si attueranno con la manifestazione nazionale di Piazza Santi Apostoli.
Seguiranno a stretto giro indicazioni circa gli obiettivi di partecipazione a livello di ciascuna regione.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 11-04-2018

Spett.li
Assiv

Spett.le
Lega Coop Servizi

Spett.le
Federlavoro e Servizi Confcooperative

Spett.le
Agci Servizi

Spettabili Associazioni,

riscontriamo la Vostra nota all’oggetto richiamata, omettendo qualsiasi valutazione rispetto alle asserzioni surrealiste che la connotano e limitandoci unicamente alle questioni, sia pure mal poste, che la stessa contiene e che possono – astrattamente e con una massiccia dose di approssimazione per eccesso – essere riconducibili ad aspetti di merito.

La proclamazione dello sciopero non è, come Voi sostenete, legata unicamente al lungo tempo intercorso dalla scadenza del CCNL, ma anche scaturente dalla portata delle Vostre posizioni formalizzate al tavolo, queste sì, espresse in "notevole ritardo" rispetto all’andamento della trattativa. Per rendere intelligibile ai più il concetto: non si formulano pretese di tale portata a più di un anno e mezzo dall’inizio delle trattative facendo bellamente intendere che il negoziato intercorso sino a questo punto, di fatto, altro non sia stato che un diversivo.

Le "moderne" soluzioni negoziali da Voi baldanzosamente avanzate, anche se fossero da noi accolte solo in parte, configurerebbero un contratto "restitutivo" di elementi economici e normativi (comunque a contenuto economico) dai lavoratori in direzione delle imprese: se anche servisse a finanziare un incremento salariale (ma non ne avete mai fatto cenno), si determinerebbe un CCNL “leader alla rovescia”; un contratto che si collocherebbe agli ultimi posti della ideale classifica delle condizioni contrattuali.

Consentiteci, inoltre, di meravigliarci a nostra volta del vostro stupore circa la proclamazione dello sciopero; evidentemente, avete dimenticato la riunione dello scorso 19 gennaio, da voi richiesta per effettuare l’espletamento, in seno alla procedura di raffreddamento, del tentativo di conciliazione di cui alla L. 146/90 ed alla regolamentazione provvisoria di settore.

Infine, nel prendere atto della manifestata volontà di non partecipare al programmato incontro negoziale di domani, peraltro espressa solo da una parte delle Associazioni datoriali firmatarie il CCNL, Vi comunichiamo che le scriventi, per parte loro, si presenteranno all’ora e nel luogo convenuti, in quanto le stentoree affermazioni tese a dare risalto alla volontà di arrivare ad una sottoscrizione del rinnovo del CCNL, se sono del tutto svincolate dagli atti conseguenti che dovrebbero inverarle, evaporano in patetici tentativi di sottrarsi all’assunzione di responsabilità che il settore e la categoria meritano: a questo “teatrino” non ci prestiamo !

p. La Filcams Cgilp.La Fisascat Cislp.La Uiltucs
S. Bigazzi V. Dell’OreficeS. Franzoni

Roma, 23 marzo 2018

Testo Unitario

nella giornata del 23 marzo scorso, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno provveduto, nel rispetto delle norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati e delle conseguenti regolamentazioni attuative di settore che ricomprendono le attività facenti parte dei servizi di sicurezza, a proclamare formalmente per il prossimo 4 maggio 2018 lo sciopero generale delle lavoratrici e dei lavoratori a cui viene applicato il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari scaduto orami dal 31 dicembre 2015. Lo sciopero generale della categoria, resosi necessario a seguito del negativo esito della procedura di raffreddamento e conciliazione tenutasi lo scorso 19 gennaio, è l’unico ed estremo atto di contrasto alle posizioni delle associazioni datoriali volte a ridurre drasticamente diritti e garanzie attualmente previsti dal CCNL. L’elenco delle richieste sottoposte alle OO.SS. dalle controparti datoriali contiene elementi che, se fossero accolti, farebbero retrocedere le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore di decenni: l’estensione a 45 ore dell’orario normale di lavoro per le GPG impiegate nei servizi di vigilanza fissa, l’abbattimento della durata oraria settimanale minima del part-time, la riduzione del periodo di comporto utile ai fini della conservazione del posto di lavoro, la compressione delle modalità di fruizione dei permessi della legge 104/92 ed il superamento della copertura economica dei primi tre giorni di assenza per malattia, se si affermassero, spoglierebbero lavoratrici e lavoratori di tutele, garanzie e diritti conquistati a prezzo di sacrifici, lotte e mobilitazioni. Sul tema del cambio di appalto, posto con forza dalle OO.SS. alla luce dei problemi vissuti in questi ultimi anni, la risposta consegnataci antepone una pregiudiziale legale che indebolirebbe ancor di più le tenue tutele esistenti. Al fine di dare visibilità alla mobilitazione della categoria, le Segreterie nazionali hanno inteso promuovere, nell’ambito della giornata di sciopero del prossimo 4 maggio, una manifestazione nazionale a Roma. Lavoratrici e lavoratori del settore, sono invitati a dare vita ad una grande giornata di mobilitazione nella Capitale per rimuovere la cortina di silenzio e di disattenzione che caratterizza costantemente ciò che accade ad una categoria quanto mai essenziale per garantire condizioni di sicurezza reale presso contesti ed ambiti operativi contraddistinti da indici di rischio assai elevati. Lo sciopero si attuerà con l’astensione dal lavoro per l’intero turno di venerdì 4 maggio 2018 delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, ovverosia con la sospensione delle prestazioni lavorative in programma dalle 00:00 alle 24:00 di tale giornata, mentre per le GPG addette – nell’ambito dei servizi aeroportuali – al controllo dei passeggeri in partenza ed in transito, al controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature del bagaglio al seguito dei passeggeri ed al controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature dei bagagli da stiva, della merce e dei plichi dei corrieri espresso, l’astensione dal lavoro riguarderà esclusivamente le prime 4 ore del primo turno di lavoro della giornata di venerdì 4 maggio 2018. Seguiranno indicazioni di dettaglio relative agli obiettivi organizzativi di partecipazione.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 17-01-2018

TESTO UNITARIO

Si è tenuto in data odierna, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro con Securpol Group in amministrazione straordinaria. Il Commissario dr. Soncini ha illustrato la situazione in cui versa l’azienda: il fatturato è drammaticamente diminuito di circa il 60%, in conseguenza delle disdette dei contratti pervenute da aziende private ed enti pubblici a seguito dei provvedimenti giudiziari in cui è incorsa la proprietà. Il fenomeno si è aggravato anche per il mancato rilascio del DURC che ha impedito, almeno fino all’ammissione all’amministrazione straordinaria, la prosecuzione di alcuni servizi e/o l’acquisizione di nuovi. L’organico si è praticamente dimezzato (ad oggi circa 750 addetti, di cui 650 con funzione operativa), a causa dell’elevato numero di dimissioni e per il trasferimento di molti servizi ad altre aziende del settore.

L’insieme delle due problematiche origina gravissime difficoltà nella prosecuzione dell’attività aziendale, condizione indispensabile per poter accedere al programma di cessione che sarà presentato al MISE entro la fine di marzo. In particolare, sono confermati i problemi di liquidità che non consentono il regolare pagamento delle retribuzioni; l’udienza per l’ammissione allo stato passivo è stata posticipata al 9 maggio e, pertanto, è possibile avanzare istanza di ammissione nelle prossime settimane (ancorché gli uffici amministrativi aziendali riescano a fornire la documentazione utile). Per quanto attiene l’immediato futuro, il Commissario ha avanzato la proposta di avviare un confronto nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo finalizzata al ricorso agli ammortizzatori sociali per gestire un esubero stimato in 100 unità operative; inoltre, ha confermato la volontà di superare l’accordo inerente il “nuovo modello organizzativo”. Ha accennato anche alla necessità di trasferimenti tra sedi operative al fine di riequilibrare gli organici in funzione dei servizi rimasti.

Le OO.SS., prendendo atto del quadro prospettato e dichiarando la disponibilità al confronto, hanno espresso forte preoccupazione per la situazione e per le prospettive, nella consapevolezza che la ricerca di acquirente avviene in un contesto di difficoltà per diverse aziende del settore. Si è inoltre sottolineato che il fenomeno di “passaggio” di moltissimi clienti – anche a natura pubblica – verso altre aziende è avvenuto in modo poco trasparente, configurando una forte riduzione del valore patrimoniale di Securpol Group che inciderà sulla possibilità di vendita; su tali operazioni, malgrado la sollecitazione sindacale operata sin dai giorni successivi ai provvedimenti giudiziali, sarebbe stata necessaria un’attività di vigilanza ad opera del Ministero degli Interni e dei Commissari precedentemente incaricati. A tal proposito, il Commissario Straordinario ha informato che sono già state intraprese iniziative a carattere legale.

Quanto agli strumenti per la gestione della crisi, il ricorso agli ammortizzatori sociali e ad altre soluzioni potrà avvenire esclusivamente nell’ambito di quanto previsto dalla legge e dal CCNL nonché ai livelli deputati: occorre, infatti, porre fine ai metodi gestionali della precedente proprietà e dei suoi collaboratori che hanno spesso fatto ricorso al rapporto diretto con i lavoratori per precostituire condizioni il cui esito si è rivelato disastroso. In questo senso, l’annullamento delle pattuizioni individuali sull’orario di lavoro diventa una priorità. A conclusione dell’incontro, restiamo in attesa di successiva comunicazione aziendale per l’avvio del negoziato.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

COMUNICATO SINDACALE

Il Coordinamento unitario dei quadri e delegati di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs riunitosi a Roma nella giornata del 15 dicembre 2017, ha fatto il punto della situazione rispetto al negativo andamento della trattativa per il rinnovo del CCNL .
È opinione unanime dei rappresentanti sindacali dei lavoratori del comparto dei servizi di sicurezza forniti da privati che sia necessario imprimere, già dalle prossime settimane, una svolta al negoziato, in quanto un CCNL scaduto dal 31 dicembre 2015 non può oggettivamente esercitare quel ruolo di riferimento solido ed efficace che la normativa italiana affida al contratto collettivo nel settore della vigilanza, anche nella selezione, in seno alle libere dinamiche di mercato, degli operatori più seri.
Dai numerosi interventi, che hanno offerto un dibattito franco ed aperto, è emersa in maniera univoca la necessità di contrastare e respingere ai mittenti lo spregiudicato tentativo posto in essere da parte delle associazioni datoriali firmatarie il CCNL di far passare l’idea che, tutto sommato, il lungo tempo decorso dalla scadenza del contratto non sia un aspetto deleterio e, quindi, la prova inequivocabile della incapacità patologica del sistema delle relazioni sindacali di concentrarsi sugli aspetti strategici ed essenziali per il settore e la categoria, ma la “normalità” a cui tutti, e per primi le lavoratrici ed i lavoratori, debbono rassegnarsi.
E’ nostra convinzione, invece, rivendicare il diritto inalienabile ad avere un contratto collettivo nazionale di lavoro che affronti i temi, che sono già stati variamente discussi ed approfonditi nel corso dei lunghi mesi di trattativa, e rispetto ai quali le OO.SS. hanno elaborato delle proposte scritte sottoposte alle proprie controparti, come la rivisitazione della sfera applicativa, il sistema di classificazione del personale, il cambio di appalto e/o affidamento di servizio, i contenuti della contrattazione di secondo livello.
Le Segreterie nazionali hanno ricevuto – da parte del Coordinamento unitario dei delegati e quadri – un chiaro mandato ad operare le debite scelte in termini di mobilitazione qualora si riscontrasse da parte associativa una sostanziale continuità di comportamenti finalizzati unicamente a ritardare le fasi della stretta conclusiva del negoziato sulla questione degli incrementi retributivi da riconoscere alla categoria.
Il Coordinamento ha inoltre puntualizzato che, contestualmente all’auspicata firma del rinnovo del CCNL, occorrerà richiamare il Ministero dell’Interno ed i suoi subordinati livelli territorialmente competenti ad una scrupolosa applicazione di quanto previsto dal DM 269/2010 sulla Disciplina delle caratteristiche minime del progetto organizzativo e dei requisiti minimi di qualità degli istituti e dei servizi di cui agli articoli 256-bis e 257-bis del Regolamento di esecuzione del TULPS, nonché dei requisiti professionali e di capacità tecnica richiesti per la direzione e per lo svolgimento di incarichi organizzativi nell’ambito degli stessi istituti, in quanto si fanno sempre più diffusi i casi nei quali operatori disinvolti ed incuranti delle regole riescono ad aggiudicarsi appalti pubblici e servizi privati a discapito della parte sana del settore.

Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs

Roma, 20-12-2017

COMUNICATO UNITARIO

Assemblea Nazionale Unitaria dei Delegati e dei Quadri Sindacali della Vigilanza di Filcams, Fisascat e Uiltucs

L’andamento deludente del confronto negoziale per il rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti di Vigilanza e delle Imprese di Servizi di Sicurezza in genere desta crescente preoccupazione. Le controparti datoriali, che, in maniera manifesta, sono unicamente impegnate a dilatare i tempi della trattativa con espedienti stucchevoli, si dimostrano sempre di più indifferenti rispetto alle esigenze ed ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a cui, per mezzo della piattaforma unitaria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno tentato di dare una rappresentazione equilibrata. È ormai chiaro a chicchessia che l’intero sistema associativo delle imprese del settore si sia dato l’obiettivo strategico di non rinnovare il CCNL; tale scelta, oltre ad essere non condivisibile ed a configurarsi come una posizione autolesionista per le stesse imprese che si vorrebbe rappresentare, tradisce, in definitiva, l’incapacità delle associazioni firmatarie il contratto addirittura di elaborare e proporre, in risposta alle rivendicazioni sindacali, proprie soluzioni negoziali utili sia ai lavoratori che ai datori di lavoro del settore. Al fine di effettuare una ricognizione sullo stato della trattativa e per confrontarci sulle praticabilità delle più utili modalità di contrasto da opporre ad una scriteriata posizione datoriale che, in estrema sintesi, mortifica l’apporto che quotidianamente le lavoratrici ed i lavoratori danno nelle singole imprese al settore intero in una fase della sua storia recente fra le più complesse e delicate, è convocata per il 15 dicembre 2017 (con inizio dei lavori dalle ore 10:00), presso l’AUDITORIUM di via Rieti, 13 in Roma, l’Assemblea Unitaria dei Delegati e dei Quadri di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs del Settore dei Servizi di Sicurezza Complementare ed Integrata. Si auspica la puntuale partecipazione di tutte le strutture interessate.

p.la FILCAMS CGILp.la FISASCAT CISLp. la UILTuCS

Roma, 23 novembre 2017

Roma, 27 luglio 2017


Testo Unitario

In data odierna, le OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno nuovamente incontrato la Direzione de La Centrale Srl per proseguire il confronto nell’ambito della fase conseguente alla comunicazione afferente la risoluzione del rapporto contrattuale in essere fra la predetta Società e la Telecom Italia SpA per i servizi di sorveglianza, controllo accessi, reception e centralino.
Come si ricorderà, La Centrale Srl, unitamente ad una procedura ex art. 47 della legge 428/90 – finalizzata a configurare una retrocessione del ramo d’azienda costituito dai servizi in parola, fece pervenire alle OO.SS. una comunicazione preventiva d’apertura di un iter di licenziamento collettivo ex L. 223/91 (che avrebbe dovuto interessare 73,36 lavoratori FTE (corrispondenti ad 86 teste) impiegati in varie province.
Le scansioni temporali di attuazione della reinternalizzazione del servizio che La Centrale Srl indicò nelle comunicazioni intercorse con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, in estrema sintesi, dovrebbero così strutturarsi:


Al fine di evitare i licenziamenti, la Società ha sottoposto alle OO.SS. un’ipotesi d’intesa costituita da una serie di deroghe alle previsioni di legge e di CCNL su svariate materie (lavoro intermittente, orario di lavoro, durata minima del part time, integrazione economica per la malattia a carico dell’azienda ecc.); per parte nostra, naturalmente, abbiamo richiesto ai nostri interlocutori di parte aziendale di entrare nel merito dell’organizzazione del lavoro per comprendere se l’attuale struttura aziendale sia in grado di ricollocare in tutto o in parte il lamentato esubero di personale (anche sulla scorta del fatto che risulterebbe insistere all’interno del perimetro aziendale un abbondante numero di contratti a termine).
Per parte sua La Centrale Srl ha comunicato alle OO.SS. la propria intenzione di revocare la procedura di licenziamento collettivo e di voler effettuare il trasferimento dei propri dipendenti considerati in esubero laddove, sempre a detta dei nostri interlocutori di parte aziendale, si dovessero verificare esigenze di servizio da soddisfare; si consideri che, allorquando un lavoratore, non accettando il trasferimento, la Società potrebbe procedere al licenziamento.
Spiace constatare che, in seno alla Società, sia maturata la volontà di procedere unilateralmente; come OO.SS. abbiamo reiterato la nostra disponibilità ad un confronto di merito volto ad assicurare le opportune soluzioni alla fase critica che La Centrale Srl sta attraversando, purché si ricostituiscano le basi per accedere alle prestazioni garantite dal FIS (ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro), facendo una valutazione congiunta delle posizioni lavorative utili alla ricollocazione del personale considerato in esubero.
Chiediamo a tutte le strutture territoriali di monitorare costantemente le scelte operative che la Direzione aziendale porterà avanti, soprattutto in tema di trasferimento del personale, affinché si contrastino efficacemente e per tempo eventuali condotte discriminatorie e/o penalizzanti che lavoratrici e lavoratori potrebbero subire.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Vanessa Caccerini

Roma, 26-07-2017

TESTO UNITARIO

Ieri, 24/07/2017, la Centrale s.r.l. ha comunicato a Filcams, Fisascat e Uiltucs, di aver ricevuto risposta negativa dall’Inps per usufruire dell’ammortizzatore sociale Fis in quanto la crisi aziendale che sta vivendo attraverso la perdita del servizio dell’appalto del portierato in Tim non fa prevedere una ripresa produttiva, conseguenza necessaria per aprire l’ammortizzatore.
A questo punto l’azienda ci propone un accordo integrativo per mantenere tutto il personale in forza chiedendo che fino al 2020 si deroghi al CCNL Vigilanza nei seguenti punti:


• Inserire al Livello D mansioni di ASC e Steward
• Riduzione della prestazione lavorativa senza una soglia minima
• Flessibilità di orario di lavoro
• Sospendere l’integrazione per la malattia a carico dell’azienda
Unitariamente, Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno rifiutato tale proposta e adesso siamo in attesa della risposta da parte dell’azienda su come vuole procedere in vista delle dichiarazioni di cessazione del servizio di portinerie a partire dal mese di Agosto 2017.


Filcams, Fisascat e Uiltucs, pur stigmatizzando lo scarso preavviso col quale il Committente ha risolto il proprio rapporto contrattuale con La Centrale, che di fatto inibisce qualsivoglia tentativo volto a far fronte seriamente al derivante problema occupazionale, ritengono non percorribili le soluzioni derogatorie prospettate dalla Società, in quanto, qualora le si ammettesse, si creerebbe in seno al mercato un pericolosissimo precedente in grado di deprimere il valore del lavoro. Ieri sera tardi si abbiamo concordato un incontro che si terrà  il 27/07/2017 per le 11.00 c/o la Fisascat via Dei Mille,56-Roma


Diffondete tali informazioni e vi aggiorneremo tempestivamente.

p.La Filcams cgil
V. Caccerini

Roma, 18/07/2017

TESTO UNITARIO

Oggi, 18 Luglio 2017, alle ore 11.00 si è tenuto l’incontro con l’azienda La Centrale srl, per espletare la procedura dell’art. 47 L. 428/90 per 87 lavoratori che svolgono il servizio di portierato c/o le portinerie della Tim spa Nord Italia, in Fisascat Roma. Alla riunione erano presenti La Centrale srl e le OO.SS., Filcams, Fisascat e Uiltucs, mentre Telecom Spa, chiamata al tavolo per espletare la procedura ex art. 47 L. 428/90, era assente.

Tale assenza non ha reso possibile approfondire il progetto di internalizzazione denominato “Progetto Site Specialist”. Tutto ciò, ha costretto, Filcams, Fisascat e Uiltucs, a proporre una strada alternativa per salvare i contratti di lavoro di 87 lavoratori, sensibilizzando l’azienda La Centrale srl a chiedere un incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per attivare il Fondo di Integrazione Salariale, unico strumento possibile per evitare licenziamenti collettivi (223/91 aperta contemporaneamente alla procedura in oggetto).
L’azienda ha accettato la Ns proposta e appena formalizzerà la richiesta di attivare tale ammortizzatore, Vi comunicheremo la data di incontro al Ministero.
Per il momento chiediamo ai territori di diffondere tale notizia a tutte le lavoratrici/tori interessati.

p. la FILCAMS CGIL
V. Caccerini

Roma 17 luglio 2017

come convenuto in occasione dell’incontro del 27 giugno, le controparti ci hanno nuovamente consegnato un testo sul Campo di Applicazione che, nulla recependo delle nostre osservazioni, riproponeva invece alcuni punti da loro richiesti su cui già avevamo sollevato numerose criticità.
Dopo una veloce lettura ed alcune prime considerazioni ci siamo riservati di rivedere nuovamente il testo per l’incontro successivo.
Si è poi tenuta una prima discussione sul cambio appalto. Da parte nostra abbiamo rilevato tutte le criticità e/o la scorretta applicazione che ha consentito a molte aziende di eludere in tutto, o in parte, la normativa contrattuale. Abbiamo particolarmente sottolineato la necessità di prevedere in ogni caso il confronto con le OO.SS. quale strumento per prevenire la criticità e/o i comportamenti elusivi. Da parte delle associazioni non vi sono state risposte chiare e ci siamo aggiornati all’incontro so censivo prevedendo una prima elaborazione da parte delle controparti.
Alla riunione del coordinamento del 7 giugno erano presenti alcuni delegati e solo 3/4 strutture.
Ciò non ha consentito di effettuare una discussione compiuta a distanza di ormai 10 mesi dall’avvio della trattativa. Si è però convenuto sulla necessità di ipotizzare iniziative a partire da settembre. Essendo state fatte alcune iniziative nell’ambito della campagna contro la pirateria contrattuale lanciata unitariamente il 21 febbraio, abbiamo ipotizzato di tenerne un’altra in una regione del nord Italia. All’interno dell’iniziativa si potranno introdurre temi legati al rinnovo contrattuale, poiché strettamente collegati alle note vicende del CCNL pirata.
Successivamente si potrà prevedere un’iniziativa nazionale da tenersi davanti al Ministero degli Interni, che abbia lo stesso taglio.
In occasione dell’incontro del 10 abbiamo ancora una volta dovuto constatare l’inaffidabilità delle nostre controparti che nulla avevano elaborato sul cambio appalto, sostenendo di non aver compreso.
Abbiamo nuovamente presentato l’articolato sul campo di applicazione, riproponendo quanto già più volte rilevato come necessità/criticità.
Da una lunga discussione e’ emerso che, nonostante ripetute dichiarazioni di una sostanziale condivisione, ad esclusione di piccoli particolari, le controparti hanno tre visioni diverse su come debba essere il campo di applicazione unico. Pertanto la discussione sul tema, che ha impegnato 10 mesi, sembra essere stata del tutto inutile.
Si conferma perciò l’inaffidabilità delle controparti, la loro divisione, l’incapacità di comprendere la necessità di velocizzare i tempi per dare certezze al settore, soprattutto per contrastare la pirateria contrattuale confermando la valenza del nostro CCNL quale contratto leader ai fini delle gare di appalto.

I prossimi incontri, in delegazione trattante si terranno il 13 settembre ed il 2 ottobre.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 27-06-2017

TESTO UNITARIO

nella giornata del 27 giugno le OO.SS. Fisasact-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno tenuto un incontro col Responsabile dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale del Ministero dell’Interno vertente sulla situazione venutasi a creare a seguito dei provvedimenti restrittivi che hanno colpito i vertici di Securpol Group Srl nei giorni scorsi.

Come OO.SS. abbiamo richiesto di attivare in tutte le Prefetture territorialmente interessate tavoli permanenti di confronto aperti alle strutture locali di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs per monitorare gli effetti della vicenda societaria dell’istituto di vigilanza privata sull’andamento dei servizi e in seno ai rapporti con la committenza. In particolare, il Responsabile dell’Ufficio ministeriale ha assicurato che l’Amministrazione provvederà a diramare una comunicazione alle Prefetture competenti affinché siano debitamente sensibilizzate e invitate a svolgere un ruolo proattivo soprattutto nei casi di passaggio a terzi dei servizi che, eventualmente, dovessero fuoriuscire dal perimetro dell’istituto di vigilanza privata in parola, naturalmente coinvolgendo le OO.SS. Rispetto alle questioni connesse al mantenimento dell’art. 134 TULPS, l’Ufficio ha informato le OO.SS. che la Prefettura di Arezzo, quella nella quale Securpol Group Srl ha accentrato la licenza, ha immediatamente attivato un’interlocuzione sia col Tribunale fallimentare competente che con la Procura di Roma, al fine di disporre di un quadro costantemente aggiornato d’informazioni; tuttavia, a detta dello stesso Responsabile dell’Ufficio centrale, in caso di nomina di un Custode giudiziale, la Prefettura competente, certamente, procederà a volturare la licenza per consentire il prosieguo operativo dell’Istituto.

Stante la particolare situazione della Securpol Group Srl, che – come si ricorderà – opera in costanza di un contratto di fitto di rami aziendali la cui titolarità è in capo a una società in liquidazione (Futura 2011), abbiamo inoltre richiesto al Ministero dell’Interno di voler, non appena sarà nominato il Custode giudiziale, convocare OO.SS., la Commissaria liquidatrice di Futura 2011 es il tecnico incaricato dal Tribunale fallimentare di Roma per Securpol Group Srl, al fine di effettuare un confronto congiunto in ordine alla continuità del rapporto contrattile fra le due entità societarie.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

VigilanzaPrivata_Napoli_BIG

Nell’ambito della campagna per la legalità e la trasparenza negli appalti della Vigilanza Privata, avviata unitariamente con l’attivo nazionale dei delegati lo scorso 21 febbraio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Campania hanno proclamato per il 5 aprile uno sciopero regionale del settore.

In Campania sono diffusi, più che in altre regioni, fenomeni di illegalità più o meno gravi, appalti con ribassi inaccettabili e da ultimo il passaggio all’applicazione di cosiddetti “contratti pirata” da parte di medie e piccole imprese del settore.

Allo sciopero regionale vigilanza privata hanno aderito moltissimi lavoratori che hanno dato vita ad una bella manifestazione per le vie cittadine di Napoli. Il corteo era aperto dallo striscione unitario “No al contratto pirata!”, slogan che ha accompagnato tutto il percorso della manifestazione fin sotto la Prefettura di Napoli, in piazza Plebiscito.

Una delegazione delle organizzazioni sindacali, con la presenza anche delle segreterie nazionali, è stata ricevuta dal Vicario del Prefetto, a cui sono state diffusamente spiegate le motivazioni dello sciopero, che riguardavano anche complesse vertenze locali. L’incontro ha visto una vivace discussione, e si è concluso con l’impegno della Prefettura a farsi portavoce delle nostre istanze con il Ministero degli Interni attivando nel contempo un confronto a livello locale sulle vertenze più complesse.

Le prossime iniziative

“L’iniziativa della Campania – spiega Sabina Bigazzi, che si occupa del settore vigilanza in Filcams Nazionale – è stata solo la prima programmata nell’ambito della campagna che abbiamo avviato unitariamente e che ci dovrà portare fino ad presidio nazionale davanti al Ministero degli Interni. In quella sede chiederemo risposte chiare e, soprattutto, che imponga l’applicazione delle regole: le regole già ci sono, basta rispettarle rigorosamente perché il settore non può più aspettare”.

Guarda il video

VigilanzaPrivata_Napoli_BIG

Roma, 13-02-2017

il 10 febbraio 2017 si è tenuto il programmato incontro con la direzione generale di Ksm SpA. L’oggetto del confronto è stata la critica situazione finanziario-patrimoniale nella quale l’istituto di vigilanza privata si dibatte ormai da tempo. La direzione aziendale ha riferito di una situazione debitoria molto seria dovuta, in buona sostanza, alle condizioni degenerate delle dinamiche di mercato; Ksm SpA, infatti, opera a regime di tariffa media di circa 17,00 €, che, oggettivamente, non riesce a generare valore, stante la struttura dei costi insopprimibili. In termini gestionali, Ksm SpA ha avviato un processo di rinegoziazione delle tariffe dei servizi, che tuttavia, allo stato, pare abbia dato esiti alterni (in alcuni casi, addirittura la disdetta dei contratti di fornitura); inoltre, per i servizi con tariffe non profittevoli, la direzione ha espresso la propria volontà di affidare, per il tramite di SOS (broker di servizi del Gruppo), la fornitura diretta dei servizi di vigilanza a società terze, al fine di conservare i livelli di fatturato complessivi, comunque, in capo alla struttura aziendale riferibile a Ksm SpA o, in alternativa, di recedere dai contratti, avviando contestualmente, le procedure contemplate dal CCNL per il passaggio diretto del personale alle dipendenze delle aziende subentranti (possibilità, quest’ultima, tutta da verificare, in quanto, pur rientrando pienamente nell’ambito delle casistiche contemplate dall’art. 25 del CCNL, pone diverse difficoltà in termini gestionali). Il management di Ksm SpA si è impegnato a fornire alle OO.SS., all’esito di verifiche in corso, l’indicazione dei sevizi dismessi e la quantificazione del personale ad essi collegati. Per parte nostra abbiamo espresso l’auspicio che le modalità di gestione di questa fase delicata, ivi comprese le condizioni afferenti il passaggio dei dipendenti da Ksm SpA agli istituti subentranti nei rapporti contrattuali, possa essere materia di costante confronto fra direzione aziendale e OO.SS.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi