Category Archives: VIGILANZA PRIVATA

COMUNICATO UNITARIO

Assemblea Nazionale Unitaria dei Delegati e dei Quadri Sindacali della Vigilanza di Filcams, Fisascat e Uiltucs

L’andamento deludente del confronto negoziale per il rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti di Vigilanza e delle Imprese di Servizi di Sicurezza in genere desta crescente preoccupazione. Le controparti datoriali, che, in maniera manifesta, sono unicamente impegnate a dilatare i tempi della trattativa con espedienti stucchevoli, si dimostrano sempre di più indifferenti rispetto alle esigenze ed ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a cui, per mezzo della piattaforma unitaria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno tentato di dare una rappresentazione equilibrata. È ormai chiaro a chicchessia che l’intero sistema associativo delle imprese del settore si sia dato l’obiettivo strategico di non rinnovare il CCNL; tale scelta, oltre ad essere non condivisibile ed a configurarsi come una posizione autolesionista per le stesse imprese che si vorrebbe rappresentare, tradisce, in definitiva, l’incapacità delle associazioni firmatarie il contratto addirittura di elaborare e proporre, in risposta alle rivendicazioni sindacali, proprie soluzioni negoziali utili sia ai lavoratori che ai datori di lavoro del settore. Al fine di effettuare una ricognizione sullo stato della trattativa e per confrontarci sulle praticabilità delle più utili modalità di contrasto da opporre ad una scriteriata posizione datoriale che, in estrema sintesi, mortifica l’apporto che quotidianamente le lavoratrici ed i lavoratori danno nelle singole imprese al settore intero in una fase della sua storia recente fra le più complesse e delicate, è convocata per il 15 dicembre 2017 (con inizio dei lavori dalle ore 10:00), presso l’AUDITORIUM di via Rieti, 13 in Roma, l’Assemblea Unitaria dei Delegati e dei Quadri di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs del Settore dei Servizi di Sicurezza Complementare ed Integrata. Si auspica la puntuale partecipazione di tutte le strutture interessate.

p.la FILCAMS CGILp.la FISASCAT CISLp. la UILTuCS

Roma, 23 novembre 2017

Roma, 27 luglio 2017


Testo Unitario

In data odierna, le OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno nuovamente incontrato la Direzione de La Centrale Srl per proseguire il confronto nell’ambito della fase conseguente alla comunicazione afferente la risoluzione del rapporto contrattuale in essere fra la predetta Società e la Telecom Italia SpA per i servizi di sorveglianza, controllo accessi, reception e centralino.
Come si ricorderà, La Centrale Srl, unitamente ad una procedura ex art. 47 della legge 428/90 – finalizzata a configurare una retrocessione del ramo d’azienda costituito dai servizi in parola, fece pervenire alle OO.SS. una comunicazione preventiva d’apertura di un iter di licenziamento collettivo ex L. 223/91 (che avrebbe dovuto interessare 73,36 lavoratori FTE (corrispondenti ad 86 teste) impiegati in varie province.
Le scansioni temporali di attuazione della reinternalizzazione del servizio che La Centrale Srl indicò nelle comunicazioni intercorse con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, in estrema sintesi, dovrebbero così strutturarsi:

    a.dal primo di agosto dovrebbe ritenersi cessato il servizio presso le portinerie di Bologna (piazza VIII agosto/via Maroncelli, via del Pallone, via Albani e via Albari), di Venezia-Mestre (via Carducci) e di Ancona (corso Stamira);

    b.da metà agosto e fino a fine novembre inoltre, dovrebbero cessare il resto dei servizi forniti.


Al fine di evitare i licenziamenti, la Società ha sottoposto alle OO.SS. un’ipotesi d’intesa costituita da una serie di deroghe alle previsioni di legge e di CCNL su svariate materie (lavoro intermittente, orario di lavoro, durata minima del part time, integrazione economica per la malattia a carico dell’azienda ecc.); per parte nostra, naturalmente, abbiamo richiesto ai nostri interlocutori di parte aziendale di entrare nel merito dell’organizzazione del lavoro per comprendere se l’attuale struttura aziendale sia in grado di ricollocare in tutto o in parte il lamentato esubero di personale (anche sulla scorta del fatto che risulterebbe insistere all’interno del perimetro aziendale un abbondante numero di contratti a termine).
Per parte sua La Centrale Srl ha comunicato alle OO.SS. la propria intenzione di revocare la procedura di licenziamento collettivo e di voler effettuare il trasferimento dei propri dipendenti considerati in esubero laddove, sempre a detta dei nostri interlocutori di parte aziendale, si dovessero verificare esigenze di servizio da soddisfare; si consideri che, allorquando un lavoratore, non accettando il trasferimento, la Società potrebbe procedere al licenziamento.
Spiace constatare che, in seno alla Società, sia maturata la volontà di procedere unilateralmente; come OO.SS. abbiamo reiterato la nostra disponibilità ad un confronto di merito volto ad assicurare le opportune soluzioni alla fase critica che La Centrale Srl sta attraversando, purché si ricostituiscano le basi per accedere alle prestazioni garantite dal FIS (ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro), facendo una valutazione congiunta delle posizioni lavorative utili alla ricollocazione del personale considerato in esubero.
Chiediamo a tutte le strutture territoriali di monitorare costantemente le scelte operative che la Direzione aziendale porterà avanti, soprattutto in tema di trasferimento del personale, affinché si contrastino efficacemente e per tempo eventuali condotte discriminatorie e/o penalizzanti che lavoratrici e lavoratori potrebbero subire.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Vanessa Caccerini

Roma, 26-07-2017

TESTO UNITARIO

Ieri, 24/07/2017, la Centrale s.r.l. ha comunicato a Filcams, Fisascat e Uiltucs, di aver ricevuto risposta negativa dall’Inps per usufruire dell’ammortizzatore sociale Fis in quanto la crisi aziendale che sta vivendo attraverso la perdita del servizio dell’appalto del portierato in Tim non fa prevedere una ripresa produttiva, conseguenza necessaria per aprire l’ammortizzatore.
A questo punto l’azienda ci propone un accordo integrativo per mantenere tutto il personale in forza chiedendo che fino al 2020 si deroghi al CCNL Vigilanza nei seguenti punti:


• Inserire al Livello D mansioni di ASC e Steward
• Riduzione della prestazione lavorativa senza una soglia minima
• Flessibilità di orario di lavoro
• Sospendere l’integrazione per la malattia a carico dell’azienda
Unitariamente, Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno rifiutato tale proposta e adesso siamo in attesa della risposta da parte dell’azienda su come vuole procedere in vista delle dichiarazioni di cessazione del servizio di portinerie a partire dal mese di Agosto 2017.


Filcams, Fisascat e Uiltucs, pur stigmatizzando lo scarso preavviso col quale il Committente ha risolto il proprio rapporto contrattuale con La Centrale, che di fatto inibisce qualsivoglia tentativo volto a far fronte seriamente al derivante problema occupazionale, ritengono non percorribili le soluzioni derogatorie prospettate dalla Società, in quanto, qualora le si ammettesse, si creerebbe in seno al mercato un pericolosissimo precedente in grado di deprimere il valore del lavoro. Ieri sera tardi si abbiamo concordato un incontro che si terrà  il 27/07/2017 per le 11.00 c/o la Fisascat via Dei Mille,56-Roma


Diffondete tali informazioni e vi aggiorneremo tempestivamente.

p.La Filcams cgil
V. Caccerini

Roma, 18/07/2017

TESTO UNITARIO

Oggi, 18 Luglio 2017, alle ore 11.00 si è tenuto l’incontro con l’azienda La Centrale srl, per espletare la procedura dell’art. 47 L. 428/90 per 87 lavoratori che svolgono il servizio di portierato c/o le portinerie della Tim spa Nord Italia, in Fisascat Roma. Alla riunione erano presenti La Centrale srl e le OO.SS., Filcams, Fisascat e Uiltucs, mentre Telecom Spa, chiamata al tavolo per espletare la procedura ex art. 47 L. 428/90, era assente.

Tale assenza non ha reso possibile approfondire il progetto di internalizzazione denominato “Progetto Site Specialist”. Tutto ciò, ha costretto, Filcams, Fisascat e Uiltucs, a proporre una strada alternativa per salvare i contratti di lavoro di 87 lavoratori, sensibilizzando l’azienda La Centrale srl a chiedere un incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per attivare il Fondo di Integrazione Salariale, unico strumento possibile per evitare licenziamenti collettivi (223/91 aperta contemporaneamente alla procedura in oggetto).
L’azienda ha accettato la Ns proposta e appena formalizzerà la richiesta di attivare tale ammortizzatore, Vi comunicheremo la data di incontro al Ministero.
Per il momento chiediamo ai territori di diffondere tale notizia a tutte le lavoratrici/tori interessati.

p. la FILCAMS CGIL
V. Caccerini

Roma 17 luglio 2017

come convenuto in occasione dell’incontro del 27 giugno, le controparti ci hanno nuovamente consegnato un testo sul Campo di Applicazione che, nulla recependo delle nostre osservazioni, riproponeva invece alcuni punti da loro richiesti su cui già avevamo sollevato numerose criticità.
Dopo una veloce lettura ed alcune prime considerazioni ci siamo riservati di rivedere nuovamente il testo per l’incontro successivo.
Si è poi tenuta una prima discussione sul cambio appalto. Da parte nostra abbiamo rilevato tutte le criticità e/o la scorretta applicazione che ha consentito a molte aziende di eludere in tutto, o in parte, la normativa contrattuale. Abbiamo particolarmente sottolineato la necessità di prevedere in ogni caso il confronto con le OO.SS. quale strumento per prevenire la criticità e/o i comportamenti elusivi. Da parte delle associazioni non vi sono state risposte chiare e ci siamo aggiornati all’incontro so censivo prevedendo una prima elaborazione da parte delle controparti.
Alla riunione del coordinamento del 7 giugno erano presenti alcuni delegati e solo 3/4 strutture.
Ciò non ha consentito di effettuare una discussione compiuta a distanza di ormai 10 mesi dall’avvio della trattativa. Si è però convenuto sulla necessità di ipotizzare iniziative a partire da settembre. Essendo state fatte alcune iniziative nell’ambito della campagna contro la pirateria contrattuale lanciata unitariamente il 21 febbraio, abbiamo ipotizzato di tenerne un’altra in una regione del nord Italia. All’interno dell’iniziativa si potranno introdurre temi legati al rinnovo contrattuale, poiché strettamente collegati alle note vicende del CCNL pirata.
Successivamente si potrà prevedere un’iniziativa nazionale da tenersi davanti al Ministero degli Interni, che abbia lo stesso taglio.
In occasione dell’incontro del 10 abbiamo ancora una volta dovuto constatare l’inaffidabilità delle nostre controparti che nulla avevano elaborato sul cambio appalto, sostenendo di non aver compreso.
Abbiamo nuovamente presentato l’articolato sul campo di applicazione, riproponendo quanto già più volte rilevato come necessità/criticità.
Da una lunga discussione e’ emerso che, nonostante ripetute dichiarazioni di una sostanziale condivisione, ad esclusione di piccoli particolari, le controparti hanno tre visioni diverse su come debba essere il campo di applicazione unico. Pertanto la discussione sul tema, che ha impegnato 10 mesi, sembra essere stata del tutto inutile.
Si conferma perciò l’inaffidabilità delle controparti, la loro divisione, l’incapacità di comprendere la necessità di velocizzare i tempi per dare certezze al settore, soprattutto per contrastare la pirateria contrattuale confermando la valenza del nostro CCNL quale contratto leader ai fini delle gare di appalto.

I prossimi incontri, in delegazione trattante si terranno il 13 settembre ed il 2 ottobre.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 27-06-2017

TESTO UNITARIO

nella giornata del 27 giugno le OO.SS. Fisasact-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno tenuto un incontro col Responsabile dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale del Ministero dell’Interno vertente sulla situazione venutasi a creare a seguito dei provvedimenti restrittivi che hanno colpito i vertici di Securpol Group Srl nei giorni scorsi.

Come OO.SS. abbiamo richiesto di attivare in tutte le Prefetture territorialmente interessate tavoli permanenti di confronto aperti alle strutture locali di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs per monitorare gli effetti della vicenda societaria dell’istituto di vigilanza privata sull’andamento dei servizi e in seno ai rapporti con la committenza. In particolare, il Responsabile dell’Ufficio ministeriale ha assicurato che l’Amministrazione provvederà a diramare una comunicazione alle Prefetture competenti affinché siano debitamente sensibilizzate e invitate a svolgere un ruolo proattivo soprattutto nei casi di passaggio a terzi dei servizi che, eventualmente, dovessero fuoriuscire dal perimetro dell’istituto di vigilanza privata in parola, naturalmente coinvolgendo le OO.SS. Rispetto alle questioni connesse al mantenimento dell’art. 134 TULPS, l’Ufficio ha informato le OO.SS. che la Prefettura di Arezzo, quella nella quale Securpol Group Srl ha accentrato la licenza, ha immediatamente attivato un’interlocuzione sia col Tribunale fallimentare competente che con la Procura di Roma, al fine di disporre di un quadro costantemente aggiornato d’informazioni; tuttavia, a detta dello stesso Responsabile dell’Ufficio centrale, in caso di nomina di un Custode giudiziale, la Prefettura competente, certamente, procederà a volturare la licenza per consentire il prosieguo operativo dell’Istituto.

Stante la particolare situazione della Securpol Group Srl, che – come si ricorderà – opera in costanza di un contratto di fitto di rami aziendali la cui titolarità è in capo a una società in liquidazione (Futura 2011), abbiamo inoltre richiesto al Ministero dell’Interno di voler, non appena sarà nominato il Custode giudiziale, convocare OO.SS., la Commissaria liquidatrice di Futura 2011 es il tecnico incaricato dal Tribunale fallimentare di Roma per Securpol Group Srl, al fine di effettuare un confronto congiunto in ordine alla continuità del rapporto contrattile fra le due entità societarie.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

VigilanzaPrivata_Napoli_BIG

Nell’ambito della campagna per la legalità e la trasparenza negli appalti della Vigilanza Privata, avviata unitariamente con l’attivo nazionale dei delegati lo scorso 21 febbraio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Campania hanno proclamato per il 5 aprile uno sciopero regionale del settore.

In Campania sono diffusi, più che in altre regioni, fenomeni di illegalità più o meno gravi, appalti con ribassi inaccettabili e da ultimo il passaggio all’applicazione di cosiddetti “contratti pirata” da parte di medie e piccole imprese del settore.

Allo sciopero regionale vigilanza privata hanno aderito moltissimi lavoratori che hanno dato vita ad una bella manifestazione per le vie cittadine di Napoli. Il corteo era aperto dallo striscione unitario “No al contratto pirata!”, slogan che ha accompagnato tutto il percorso della manifestazione fin sotto la Prefettura di Napoli, in piazza Plebiscito.

Una delegazione delle organizzazioni sindacali, con la presenza anche delle segreterie nazionali, è stata ricevuta dal Vicario del Prefetto, a cui sono state diffusamente spiegate le motivazioni dello sciopero, che riguardavano anche complesse vertenze locali. L’incontro ha visto una vivace discussione, e si è concluso con l’impegno della Prefettura a farsi portavoce delle nostre istanze con il Ministero degli Interni attivando nel contempo un confronto a livello locale sulle vertenze più complesse.

Le prossime iniziative

“L’iniziativa della Campania – spiega Sabina Bigazzi, che si occupa del settore vigilanza in Filcams Nazionale – è stata solo la prima programmata nell’ambito della campagna che abbiamo avviato unitariamente e che ci dovrà portare fino ad presidio nazionale davanti al Ministero degli Interni. In quella sede chiederemo risposte chiare e, soprattutto, che imponga l’applicazione delle regole: le regole già ci sono, basta rispettarle rigorosamente perché il settore non può più aspettare”.

Guarda il video

VigilanzaPrivata_Napoli_BIG

Roma, 13-02-2017

il 10 febbraio 2017 si è tenuto il programmato incontro con la direzione generale di Ksm SpA. L’oggetto del confronto è stata la critica situazione finanziario-patrimoniale nella quale l’istituto di vigilanza privata si dibatte ormai da tempo. La direzione aziendale ha riferito di una situazione debitoria molto seria dovuta, in buona sostanza, alle condizioni degenerate delle dinamiche di mercato; Ksm SpA, infatti, opera a regime di tariffa media di circa 17,00 €, che, oggettivamente, non riesce a generare valore, stante la struttura dei costi insopprimibili. In termini gestionali, Ksm SpA ha avviato un processo di rinegoziazione delle tariffe dei servizi, che tuttavia, allo stato, pare abbia dato esiti alterni (in alcuni casi, addirittura la disdetta dei contratti di fornitura); inoltre, per i servizi con tariffe non profittevoli, la direzione ha espresso la propria volontà di affidare, per il tramite di SOS (broker di servizi del Gruppo), la fornitura diretta dei servizi di vigilanza a società terze, al fine di conservare i livelli di fatturato complessivi, comunque, in capo alla struttura aziendale riferibile a Ksm SpA o, in alternativa, di recedere dai contratti, avviando contestualmente, le procedure contemplate dal CCNL per il passaggio diretto del personale alle dipendenze delle aziende subentranti (possibilità, quest’ultima, tutta da verificare, in quanto, pur rientrando pienamente nell’ambito delle casistiche contemplate dall’art. 25 del CCNL, pone diverse difficoltà in termini gestionali). Il management di Ksm SpA si è impegnato a fornire alle OO.SS., all’esito di verifiche in corso, l’indicazione dei sevizi dismessi e la quantificazione del personale ad essi collegati. Per parte nostra abbiamo espresso l’auspicio che le modalità di gestione di questa fase delicata, ivi comprese le condizioni afferenti il passaggio dei dipendenti da Ksm SpA agli istituti subentranti nei rapporti contrattuali, possa essere materia di costante confronto fra direzione aziendale e OO.SS.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Trattativa Vigilanza Privata

Comunicati stampa
Rassegna stampa
Documenti

Intervento Sabina Bigazzi Attivo dei delegati 21 Febbraio 2017

La piattaforma

Assemblea dei delegati 21/07/2016

Attivo delegati 21 luglio_big

 

 

 

 

 

 

Il video dell’Assemblea – intervista a Sabina Bigazzi

Volantino

Roma, 28 luglio 2016

Oggetto: Sicuritalia – esito incontro del 27 luglio

Il 27 luglio si è tenuto l’incontro con Sicuritalia pe proseguire il confronto per il riallineamento al CCNL del regolamento di SSF. Rispetto al precedente incontro, Sicuritalia aveva già recepito parte delle nostre richieste. Tuttavia vi erano ancora notevoli distanze. Il confronto, durato per l’intera giornata, ha prodotto ulteriori avanzamenti che delineano un accordo di riallineamento con seguenti contenuti:

Il nodo critico da definire è la durata dell’accordo relativamente a malattia e maggiorazioni ed a tal proposito si è registrato un confronto a momenti anche teso. Sicuritalia, alla nostra richiesta di ridurre i 5 anni di durata che ipotizzava, ha dichiarato che una durata inferiore è incompatibile con la tenuta economica dell’operazione. Perciò, come Filcams, abbiamo dichiarato l’indisponibilità a proseguire il confronto. Inoltre, in particolare sulla malattia, abbiamo chiesto di avere a disposizione i dati che consentano di valutare il reale peso del costo aggiuntivo. Infine Sicuritalia ha dichiarato che intende valutare una ipotesi inferiore a 5 anni, pertanto ci siamo aggiornati al 07 settembre, alle ore 11, in Roma, in luogo da definire.
Ci è apparso chiaro che Sicuritalia, con l’impostazione iniziale, ha tentato di costruire un accordo derogatorio che, se da una parte recuperava il gap fra il Regolamento Interno di SSF ed il CCNL, dall’altra gettava palesemente le basi per un Contratto aziendale che sarebbe invece andato in superamento del CCNL, se pur solo per alcuni istituti.
Quindi il dato positivo è certamente quello di aver dato l’impostazione contraria.
La criticità relativa alla durata è ancora un ostacolo importante che dovremo verificare in occasione del prossimo incontro, oltre che al nostro interno.
Nel caso in cui si andasse alla definizione di un accordo, si tratterà di un’ipotesi da sottoporre al voto delle lavoratrici e dei lavoratori in assemblee che l’azienda si è impegnata ad agevolare. Inoltre si prevedrà un articolato sulle relazioni sindacali che sarà nostra cura elaborare.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 25 luglio 2016

TESTO UNITARIO

il 22 luglio, si è svolto in il previsto incontro presso il Ministero del Lavoro per concludere il negoziato relativo alla procedura di licenziamento collettivo avvita da Securpol Group, sulla base del mandato conferito a seguito del referendum tenutosi nelle scorse settimane tra tutti i lavoratori.

Il confronto ha consentito di realizzare un’intesa che conclude positivamente la vertenza, apportando anche alcuni chiarimenti e miglioramenti rispetto all’ipotesi formulata in precedenza. Essa si compone di quattro documenti: a) il contratto di solidarietà, b) l’accordo per l’incentivazione all’esodo di coloro che volontariamente accederanno alla messa in mobilità, c) l’accordo per l’assunzione in deroga di personale part time con contratto a tempo determinato, d) l’accordo sulla gestione degli esuberi con un nuovo modello organizzativo, e) l’accordo per il pagamento delle ore accantonate in banca ore.

In sintesi, essi prevedono:

1) il contratto di solidarietà ha una durata di 12 mesi (dal 1.10.2016 al 30.09.2017), eventualmente rinnovabile qualora sussistano a quella data le condizioni di legge. La riduzione dell’orario di lavoro è pari al 25% (10 ore settimanali) e si realizza attraverso una media tra un minimo di 28 ore ed un massimo di 32 ore settimanali secondo specifici turni a rotazione a cadenza quadrimestrale. L’integrazione Inps è anticipata dall’azienda ogni mese. Durante il contratto di solidarietà, tutti gli istituti contrattuali sono riproporzionati all’orario ridotto: dati i diversi schemi di lavoro giornaliero, le ferie ed i permessi retribuiti sono valorizzati in modo omogeneo a 5 ore giornaliere; quanto alle ferie ed ai permessi retribuiti maturati e non goduti prima dell’avvio del contratto di solidarietà, saranno retribuiti all’importo originario a prescindere dal momento di effettivo utilizzo.

2) la messa in mobilità potrà avvenire entro il 30.12.2016 (dal 1.01.2017 l’indennità di mobilità è abolita) per coloro che volontariamente sceglieranno questa soluzione ed il relativo incentivo (€ 6.000 netti).

3) l’azienda potrà assumere, durante il contratto di solidarietà, personale con contratto a termine ed a tempo parziale 25 ore settimanali, con pacchetto di ore in flessibilità pari a 5 ore settimanali e relative maggiorazioni.

4) il nuovo modello organizzativo è fondato su una modifica temporanea dell’orario contrattuale individuale, che sarà composto di una parte fissa e di una parte flessibile. L’adesione è esclusivamente volontaria e ha una durata massima di tre anni; può essere esercitata dal lavoratore in qualunque momento entro il 30.09.2019, ma non è revocabile o sospendibile; al termine, l’orario contrattuale individuale ritorna automaticamente alla quantità originaria (40 ore settimanali).

L’orario di lavoro è pari a 30 ore settimanali nel primo anno, 32 nel secondo e 34 nel terzo; la parte di orario flessibile aggiuntiva è pari a 7 ore settimanali nel primo anno, 5 nel secondo e 3 nel terzo. La retribuzione mensile è pari alla somma delle ore della parte fissa e della parte flessibile; se la parte flessibile non viene effettuata nel mese per responsabilità aziendale, la retribuzione non subisce decurtazione (30 ore + 7 ore settimanali) e la parte flessibile sarà richiesta nei due mesi successivi, a fronte di una maggiorazione economica.

Sul piano contributivo, per questi lavoratori e nel caso che la retribuzione mensile risulti inferiore ai minimi tabellari del CCNL per i lavoratori a tempo pieno, l’azienda effettuerà comunque il versamento dell’importo intero.

Inoltre, sarà riconosciuto un importo mensile a sostegno del reddito perso per la riduzione di orario pari a 90€ netti.

5) A decorrere dal 1.10.2016 il valore del ticket è uniformato a 7 ore giornalieri per tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

6) l’azienda provvederà ad erogare rate relative alla BTA/Banca ore in anticipo rispetto alle scadenze originarie.

Osservazioni

L’accordo, pur paragonabile ad analoghe soluzioni concordate per fronteggiare situazioni di esubero, rappresenta sicuramente una novità nel settore e risente molto per le caratteristiche di questa azienda e del contesto in cui versa.

Il ricorso ad una forma di lavoro ad orario settimanale ridotto e flessibile (sia esso frutto del contratto di solidarietà o dell’adesione individuale al modello organizzativo) rappresenterà un esperimento sicuramente meritevole di verifica: la capacità organizzativa e gestionale nella programmazione dei servizi, il rispetto degli schemi di orario e la media stabilita, lo svolgimento della flessibilità, in rapporto ai carichi di lavoro ed alla loro ripartizione e la conseguente riduzione del lavoro straordinario, costituiranno elementi decisivi sui quali l’accordo prevede confronti a livello territoriale con le RSA e le Organizzazioni Sindacali.

La riduzione individuale dell’orario di lavoro fondata sul principio assoluto della volontarietà del lavoratore e sulla garanzia del ripristino automatico dell’orario pieno costituiscono un’opportunità che ciascun lavoratore dovrà valutare in relazione ai riflessi economici ed al tempo lavorabile: da un lato un contratto di solidarietà con 30 ore settimanali ed integrazione Inps; dall’altro, una prestazione a 37 ore (di cui 7/5/3 flessibili) con retribuzione corrispondente.

L’accordo prevede un ritorno generale di tutti i lavoratori alla situazione originaria: le scadenze del contratto di solidarietà e del modello organizzativo sono parificate al 30 settembre 2019. Non vi è, quindi, alcuna diversa conseguenza tra coloro che saranno inseriti nel contratto di solidarietà e altri che aderissero alla variazione contrattuale temporanea.

Peraltro, è chiaro che solo l’impegno serio e concreto della proprietà nel risanamento dell’azienda può consentire una prospettiva di tenuta occupazionale; l’esito della sperimentazione del modello organizzativo, a sua volta, potrà indicare l’efficacia della scelta oggi intrapresa.

Riteniamo, in conclusione, che l’accordo risponda all’esigenza di salvaguardare l’occupazione e di contenere quanto più possibile il sacrificio economico dei lavoratori coinvolti, anche con maggiore equità (estensione ed uniformità ticket). Occorrerà vigilare sull’applicazione e monitorare costantemente l’andamento aziendale e la sua evoluzione.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Sabina Bigazzi

Link Correlati
     Verbale di accordo Cds 22-07-2016
     Verbale di accordo 22-07-2016

Roma, 25 luglio 2016

Allegata alla presente, inviamo la Piattaforma in oggetto approvata all’unanimità dall’assemblea unitaria dei delegati il 21 cm.

Restiamo in attesa di concordare una data in tempi brevi al fine di presentare la Piattaforma Rivendicativa e dare così avvio al negoziato.

Con l’occasione inviamo distinti saluti

p. La FILCAMS Cgilp. La FISASCAT Cislp. La UILTUCS Uil
Sabina Bigazzi Vincenzo Dell’Orefice Stefano Franzoni


Roma, 25 luglio 2016

Spett.le
Assicurezza
Via Nazionale, 60
00184 Roma
fax 06-4746556
assicurezza@confesercenti.it

Allegata alla presente, inviamo la Piattaforma in oggetto approvata all’unanimità dall’assemblea unitaria dei delegati il 21 cm.

Restiamo in attesa di concordare una data in tempi brevi al fine di presentare la Piattaforma Rivendicativa e dare così avvio al negoziato.

Con l’occasione inviamo distinti saluti

p. La FILCAMS Cgilp. La FISASCAT Cislp. La UILTUCS Uil
Sabina Bigazzi Vincenzo Dell’Orefice Stefano Franzoni

Link Correlati
     Piattaforma

ASSEMBLEA NAZIONALE DELEGATE/I VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI

ROMA 21 LUGLIO 2016

Relazione Sabina Bigazzi, FILCAMS CGIL Nazionale

Buongiorno a tutte e tutti, compagne e compagni, amiche e amici.

Un saluto anche ai nostri Segretari Generali, presenti oggi ai nostri lavori, a testimonianza dell’importanza del nostro appuntamento e dell’attenzione che le nostre categorie tutte, hanno per il settore.

L’approvazione della piattaforma per il rinnovo del CCNL è sempre un appuntamento importante. Oggi lo è ancora di più perché ci muoviamo in un contesto generale, e specifico del settore, molto più critico che nel passato.

E’ sotto gli occhi di tutti che gli indicatori economici non danno segni della ripresa attesa, sia nel sistema produttivo che nei consumi. Né, tanto meno, si può parlare di una ripresa dell’occupazione, se non di quella temporanea o precaria. Le scelte politiche degli ultimi anni hanno, quasi tutte, operato nella direzione di una compressione dei diritti e delle retribuzioni in generale, marginalizzando anche il ruolo delle OO.SS.

In questi anni i media si sono dati un ruolo proattivo in tal senso, spendendo fiumi di parole su di noi e sulla crisi della nostra rappresentatività.

Certo i nostri problemi li abbiamo, ma se andiamo a guardare bene, la contrattazione nazionale è al palo in quasi tutte le categorie, soprattutto per una profonda crisi di rappresentanza di tutte le associazioni datoriali. Le nostre categorie ne sono un esempio lampante: il Terziario ed il Turismo sono in parte fermi proprio a causa delle divisioni delle associazioni in mille interessi di bottega.

Da parte nostra, invece, pur avendo sofferto momenti di rottura anche aspri fra di noi, abbiamo dimostrato, con grande senso di responsabilità, di saper ritrovare la sintesi unitaria.

Pur collocandosi in questo contesto generale, il settore della “Sicurezza”, ha storicamente le sue particolarità, e vive una crisi tutta sua, ormai da anni, dovuta solo in parte a fattori esterni e generali.

La prima responsabilità e sicuramente da imputarsi alle Istituzioni. I ritardi del Ministero degli Interni nel completare la riforma del settore (ricordo che ancora non è stato emanato il Decreto sulla Formazione) prima, l’inerzia delle Prefetture poi, hanno lasciato ampio spazio ad una illegalità diffusa, a partire dalla violazione sistematica della 269/10, per arrivare anche ad infiltrazioni malavitose. Recentemente, su sollecitazione delle parti sociali, il Ministero degli Interni ha aperto un tavolo, da cui è scaturito un primo risultato positivo. Infatti, alcuni giorni fa, è stata emanata una circolare indirizzata alle Prefetture ed alle Questure che va nella giusta direzione.

In sostanza fornisce indicazioni precise sui controlli che devono essere attuati sugli Istituti di Vigilanza Privata, e sulle sanzioni da applicare su quelli sprovvisti di corrette certificazioni, dato che le disposizioni della 269 dovevano essere a regime già da tempo. Il Ministero degli Interni, richiede anche di avere l’esito della ricognizione delle Prefetture, per poi procedere alla pubblicazione sul sito web dell’elenco delle aziende che hanno ottenuto la certificazione e che si possono quindi definire “in regola”. Si suppone che l’elenco debba diventare strumento di consultazione per le stazioni appaltanti, in primis quelle pubbliche. La circolare richiama anche a vigilare sulle stazioni appaltanti, con particolare riguardo alla distinzione fra attività di esclusiva pertinenza della Vigilanza Privata, e quelle invece che possono essere eseguite anche da altri soggetti, richiamando al rispetto della Determina emanata dall’Autorità Anticorruzione. Infine, il Ministero, da disposizioni alle Questure affinchè intensifichino le attività tenendo anche conto delle segnalazioni delle parti sociali. Questa è una novità assoluta, come ben sanno molte delle nostre strutture.

E’ vero, questo è un importante passo avanti. Tuttavia è innegabile che, anche le politiche degli appalti degli anni passati, hanno contribuito ad alimentare la crisi del settore, ed a favorire l’illegalità diffusa di cui parlavamo.

I tagli lineari operati dall’amministrazione pubblica hanno alimentato la corsa al ribasso, la nascita di piccoli Istituti privi dei requisiti necessari ed il proliferare, quindi, delle licenze. Infatti, paradossalmente, nonostante la compressione dell’occupazione, il numero delle licenze è cresciuto. Inoltre, è cresciuto il numero degli appalti affidati ad aziende di “Servizi Fiduciari” i cui addetti sono poi chiamati a svolgere attività che sono di esclusiva pertinenza della “Sicurezza Attiva”.

La determina dell’Anac era già intervenuta sulla materia in senso positivo, dal nostro punto di vista, pur lasciando aperto, ed in maniera fumosa, il problema delle clausole sociali. Il nuovo codice degli appalti ha prodotto avanzamenti importanti, ad esempio sulle modalità di gara, tuttavia non si è voluta recepire la nostra indicazione di prevedere l’applicazione delle clausole sociali nei capitolati di appalto. E questo è per noi un punto molto critico.

Le imprese del settore, con grande miopia, hanno approfittato dell’assenza di regole negli anni compresi fra il 2007 ed il 2010, anno in cui è stata emanata la 269, alimentando a loro volta l’imbarbarimento del mercato. Eppure, data la peculiarità del settore, il rapporto diretto con il Ministero degli Interni, avrebbe dato loro la possibilità, tramite le associazioni, di giocare un ruolo da protagonisti nel governo del cambiamento e dell’evoluzione del settore. Ed il settore, malgrado loro è invece profondamente cambiato e richiede sempre più specializzazione e professionalità. La sola risposta delle associazioni e delle imprese è stata una costante ricerca della compressione del costo del lavoro. Tanto per fare un esempio, c’è chi, da più di un anno spaccia come novità ed ammodernamento necessario del futuro CCNL, la revisione della normativa sulla malattia e la flessibilità. Cose vecchie come il mondo e che vanno solo nella direzione di ridurre i costi a discapito dei lavoratori.

Un altro esempio: lo straordinario, che si definiva fisiologico nel settore, per la peculiarità di alcuni servizi, è diventato uno strumento abusato per produrre redditività, specie in servizi di trasporto valori o di zona.

Ma ancor più grave è la comparsa, nel settore, di CCNL pirata, e non potrei definirli in altro modo. Difficile credere che dietro il CCNL Cisal, quasi inesistente in termini di iscritti, sottoscritto con associazioni addirittura sconosciute, non vi sia alcuna impresa. Quel CCNL, ed il paventato passaggio alla sua applicazione del Gruppo Biks, rischia di aggravare la crisi del settore e di essere un nuovo strumento di elusione delle regole, nonché di alimentare ulteriormente l’imbarbarimento del mercato. Di contro va anche detto che le reazioni dei Ministeri degli Interni e del Lavoro, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, sono state fumose e non decisive. Nell’ultimo incontro, lo scorso 28 giugno, il Ministero degli Interni si era impegnato ad analizzare attentamente la questione con il Ministero del Lavoro ed a fornire una qualche risposta in tempi brevi. Ad oggi nulla ci è ancora pervenuto.

Poi ci siamo noi. E’ innegabile che la firma del CCNL separato del 2013 è stata una grossa frattura fra le OO.SS, ognuna con le sue ragioni. Tuttavia è altrettanto innegabile che, a differenza di quanto avviene nel mondo associativo, in tutte le vertenze in cui ci siamo divisi a volte anche con conflitti aspri, la ricerca di una sintesi unitaria è sempre stata per noi di grande importanza, perché vogliamo essere elemento di unione e non di divisione del mondo del lavoro.

Ed è con questo obiettivo che abbiamo lavorato intensamente nei mesi passati. La sintesi che l’Ipotesi di Piattaforma esprime, lo voglio sottolineare, non è fatta solo di alcune dichiarazioni di massima o generiche utili a non creare incidenti diplomatici fra di noi. Il collante è stato invece, una nuova idea del settore, un progetto innovativo, sicuramente ambizioso, ma, crediamo anche, l’unico che possa dare un futuro a tutto il settore della Sicurezza, provando, non a subire, ma semmai ad influenzare i profondi processi di cambiamento.

Da qui la proposta di un unico campo di applicazione: sicurezza attiva e passiva, stewards e buttafuori. Insomma, quella che noi abbiamo chiamato “ricomposizione della filiera della sicurezza”.

Da un unico campo di applicazione, che dovrà ben disegnare e delimitare i confini di ogni attività in esso ricompresa, dovrà, a nostro avviso, derivare una coerente classificazione del personale che rispecchi le professionalità e le specializzazione che si esprimono nei diversi servizi.

Altro tema centrale è quello del cambio di appalto, fondamentale per la salvaguardia dell’occupazione e per il mantenimento dei diritti complessivi acquisiti. La disciplina attuale è stata un importante passo in avanti. Tuttavia, anche qui, i comportamenti elusivi o in violazione dell’articolato contrattuale da parte delle imprese, sono sotto gli occhi di tutti. E’ quindi necessaria una riforma che lo renda vincolante ed esigibile.

Infine la richiesta economica: è noto a tutti che non abbiamo più alcun parametro di calcolo degli aumenti contrattuali. Sappiamo anche che il settore, più di altri, ha sofferto storicamente i ritardi nel rinnovo dei CCNL, che hanno, a loro volta, prodotto un inevitabile impoverimento delle retribuzioni. La nostra richiesta poggia quindi su dati oggettivi, anche se le motivazioni che la sostengono sono esclusivamente di carattere politico. Altrettanto vero è che il fattore tempo, e lo abbiamo scritto nero su bianco, sarà fondamentale.

L’ipotesi di piattaforma ha anche altri contenuti: salute e sicurezza, organizzazione del lavoro, secondo livello di contrattazione, ecc.. li cito solo per titoli, ma non per questo sono meno importanti di altri.

Oggi si conclude un primo percorso democratico che ha visto tutti quanti noi impegnati nelle assemblee di consultazione e che ci ha condotto qui.

Il primo dato che è emerso dalla consultazione è stato l’apprezzamento per la presentazione di un documento unitario. (Solo per inciso ricordo che in una situazione ben diversa, nel 2009, presentammo 3 piattaforme, se pur molto simili). L’ipotesi di piattaforma è stata approvata con una percentuale del 95% circa dei votanti, dato che rende concreto l’apprezzamento che dicevo prima.

Sono stati presentati alcuni emendamenti, in particolar modo sul cambio appalto (vedrete poi, vi proporremo una articolazione del testo che li ricomprende tutti), su salute e sicurezza, organizzazione del lavoro ed orario di lavoro. I pochi emendamenti presentati danno ancora di più il segnale dell’apprezzamento di lavoratrici e lavoratori, ma anche il segno di grande attenzione al merito dei temi cruciali per il settore.

La trattativa che dovremo affrontare sarà molto complicata. Ho parlato diffusamente delle controparti che avremo al tavolo, sempre più divise, frammentate ed sempre più spinte da interessi bottega. Ancora una volta ci dovremo misurare con il tentativo di comprimere il costo del lavoro

Eppure siamo convinti, anzi direi consapevoli che, o le associazioni per prime sapranno cogliere la proposta che presentiamo come elemento di svolta e di indirizzo del settore, oppure proseguiranno inevitabilmente il processo autodistruttivo che hanno intrapreso. Parlo di autodistruzione consapevolmente e mi riferisco a vertenze complesse che abbiamo in corso che voglio solo citare: Securpol, il Gruppo Biks, Sicuritalia. Le prime che si sono indebitate con l’agenzia delle entrate o con il sistema bancario così tanto da rendere difficile comprendere come facciano a stare in piedi. La terza che dopo aver orientato e dominato il mercato dei “servizi fiduciari” per anni, si ritrova chiusa in un meccanismo che la rende ormai poco credibile con le committenze. Come si dice “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Questo significa anche che il compito di tutti noi sarà ancora più arduo.

Allora è doveroso anche farci un po’ di autocritica.

Sui dati della consultazione occorre fare alcune riflessioni: in molti casi sono state fatte molte meno assemblee di quanto si sarebbe potuto, ed i lavoratori che hanno partecipato sono stati pochi rispetto alle potenzialità dei singoli territori. Eppure, in proporzione, il settore è molto sindacalizzato rispetto ad altri.

Ma poiché credo che ogni autocritica è utile se costruttiva, da oggi dobbiamo tutti prenderci l’impegno di trovare nuove strategie e nuove modalità di comunicazione per coinvolgere le lavoratrici ed i lavoratori, perché tutti, ognuno per la sua parte, siamo chiamati a sostenere il progetto, la “Piattaforma” che oggi verrà approvata e la complessità della trattativa che si apre.

Buon lavoro a tutti noi!

Roma, 07 luglio 2016

TESTO UNITARIO

in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione, Axitea ha inviato formale richiesta di incontro al Ministero del Lavoro, sostenendo che la procedura di raffreddamento non era stata esperita. Siamo stati perciò convocati dal Ministero il giorno 06 luglio. A quell’incontro abbiamo formalmente ribadito la nostra posizione, come emerso lo scorso 24 giugno. Il Ministero ha preso atto delle posizioni delle parti con il verbale che inviamo in allegato.Resta perciò confermato lo stato di agitazione proclamato. Come deciso unitariamente, nei giorni scorsi si dovevano tenere le assemblee in tutte le filiali per decidere quali eventuali iniziative di mobilitazione intraprendere, E’ del tutto evidente, infatti, che una eventuale mobilitazione a carattere nazionale richiede massima partecipazione. Si tratta quindi di comprendere se dalle assemblee è emersa tale volontà, o se invece si debbano immaginare iniziative diverse o ad un diverso livello.

Restiamo in attesa di informazioni in merito.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

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