Category Archives: SETTORE SERVIZI

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTRASPORTI

COMUNICATO SINDACALE
RINNOVO CCNL PULIZIE, SERVIZI INTEGRATI/MULTISERVIZI

Nel corso dei mesi di maggio e giugno 2018 si sono svolti alcuni incontri tra le segreterie delle OO. SS. e delle controparti per verificare la possibilità di riavviare il tavolo di trattativa e giungere alla definizione del rinnovo del CCNL per i lavoratori dipendenti delle imprese esercenti servizi di pulizia, servizi integrati/multiservizi.

Nel corso delle riunioni si sono valutate e registrate le reciproche posizioni sulle diverse tematiche del CCNL che sono state oggetto di confronto fino a febbraio 2017, su cui si è interrotta la trattativa.

Le controparti hanno rappresentato che è loro intenzione riuscire a concludere il percorso del rinnovo contrattuale, dando alcuni segnali sull’impostazione e nel merito degli istituti contrattuali più sensibili, quali la malattia e la parte economica.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, prendendo atto di quanto illustrato, hanno confermato che permangono ancora grossi limiti a trovare una soluzione condivisa ma cogliendo la volontà di riavvio della discussione si è concordato di convocare per il 6 e 7 settembre p. v. la trattativa in plenaria.

Le Organizzazioni Sindacali daranno immediato riscontro dell’andamento della ripresa del tavolo contrattuale.

Filcams Cgil-Fisascat Cisl-Uiltrasporti
Nazionali

Roma, 17.07.2018

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTRASPORTI

COMUNICATO SINDACALE
alle lavoratrici e ai lavoratori Fonici-Trascrittori

In data 9 luglio 2018 è proseguito il confronto per la definizione dell’ipotesi di Contratto Integrativo Interaziendale per le lavoratrici e i lavoratori Fonici-Trascrittori dipendenti delle società esecutrici i servizi di documentazione degli atti dibattimentali, Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim.

Dopo la firma dell’articolato contrattuale sui temi decorrenza e durata, Classificazione e Part Time, si è proceduto nell’analisi delle tematiche relative a orario di lavoro, scatti biennali di anzianità, reperibilità e trasferte, lavoro agile e telelavoro.

Le ultime due tematiche hanno richiesto ulteriori approfondimenti rispetto il trattamento fiscale delle indennità, non rendendo possibile giungere ad una definizione dei testi nel corso dell’incontro.
Data la particolarità delle materie e l’esigenza di definire importi economici congrui delle indennità si è reso necessario aggiornare la trattativa.

Le parti si sono aggiornate al 30 e 31 luglio p. v., quale ultimo incontro, per continuare la trattativa e giungere alla definizione complessiva dell’ipotesi di Contratto Integrativo.

FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTRASPORTI
Nazionali

Roma, 10.07.2018

Sicuritalia-480x226

In occasione del recente sciopero nazionale degli addetti alla vigilanza privata, Sicuritalia ha impedito il libero esercizio del diritto di sciopero garantito dalla Costituzione, precettando lavoratori addetti a servizi indicati arbitrariamente come essenziali.

Il giudice ha dato ragione alla Filcams Milano ritenendo antisindacale il comportamento di Sicuritalia in occasione dello sciopero della Vigilanza dello scorso 4 maggio.

In particolare il giudice ha ritenuto illegittimi gli ordini di servizio imposti da Sicuritalia nei confronti dei lavoratori occupati in alcuni appalti di Milano, perché lesivi del diritto di sciopero e ha disposto che Sicuritalia, in occasione di eventuali futuri scioperi, attivi in maniera tempestiva gli incontri finalizzati alla identificazione e alla regolamentazione delle prestazioni indispensabili al fine di garantire, attraverso la stipula di accordi con le organizzazioni sindacali competenti, l’erogazione dei servizi pubblici essenziali.

“Crediamo che questa sentenza – dice Marco Beretta, segretario generale Filcams Cgil Milano – dimosti come vi sia la massima attenzione da parte nostra per non permettere a questa Azienda o ad altre di agire unilateralmente e laddove vi siano i presupposti, di ricorrere anche alla via giudiziale affinché i diritti vengano correttamente ripristinati”.

Securitalia potrebbe opporsi presentando richiesta di appello, ma se così fosse “la Filcams Cgil – dice ancora Beretta – sarà pronta a ribadire le proprie ragioni ritenendosi pienamente nel giusto”.

Roma 27/06/2018

Lo scorso 18 giugno si è tenuta a Roma una riunione del Coordinamento delle Farmacie Private e Speciali che si è svolta anche con la modalità della videoconferenza.
La struttura nazionale ha operato una premessa in ordine alle difficoltà sul rinnovo del CCNL Farmacie Private e del CCNL Farmacie Speciali, facendo una breve cronologia dei principali incontri avuti con le controparti Assofarm e Federfarma.
La Filcams nazionale ha posto alcuni elementi di riflessione rispetto a:


E’ intervenuta Benedetta Mariani per un aggiornamento relativo alla community di Farmacie.blog e sulla modifica del regolamento ENPAF (Ente nazionale di Previdenza ed Assistenza Farmacisti).
In considerazione dell’importanza dei temi trattati nell’ambito della riunione e della limitata partecipazione, si ritiene utile riconvocare il Coordinamento a Roma presso la sede nazionale della FILCAMS CGIL Nazionale, Via Leopoldo Serra 31, utilizzando anche la modalità della videoconferenza, per il giorn
o 12 luglio ore 15:00.

P.Filcams CGIL Nazionale

Massimo Mensi e Danilo Lelli

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTRASPORTI

Comunicato Sindacale
alle lavoratrici e ai lavoratori Fonici-Trascrittori


In data 25 giugno 2018 si è svolto il programmato incontro per la definizione del Contratto Integrativo Interaziendale per le lavoratrici e i lavoratori Fonici-Trascrittori dipendenti delle società esecutrici i servizi di documentazione degli atti dibattimentali, Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim.

Nell’occasione il confronto ha definito e siglato i primi articoli del Contratto Integrativo tra cui decorrenza e durata, Classificazione e Part Time.

Dopo ulteriori approfondimenti si è giunti alla stesura definitiva delle parti contrattuali richiamate permettendo di concludere positivamente il confronto e confermando la volontà di giungere alla sottoscrizione complessiva del Contratto Integrativo.

Le parti si sono aggiornate al 9 luglio p. v., quale ultimo incontro, per continuare e concludere la definizione dell’ipotesi del Contratto Integrativo.

FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTRASPORTI
Nazionali

Roma, 26.06.2018

FILCAMS CGILFISASCAT CISL UILTRASPORTI UIL

COMUNICATO SINDACALE
Lavoratrici e lavoratori “Ex Lsu e Appalti Storici” occupati nella Convenzione Consip Scuole
Vogliamo vera continuità occupazionale e garanzia del reddito

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, hanno chiesto un incontro urgente ai Ministri dell’Istruzione e del Lavoro, per le lavoratrici e i lavoratori “Ex Lsu e Appalti Storici” occupati nella Convenzione Consip Scuole, per la situazione di grave precarietà in cui versano a seguito di comportamenti ormai non più sostenibili messi in atto dalle imprese assegnatarie ed esecutrici dei suddetti servizi, soprattutto nei lotto 5 (Frosinone e Latina) e lotto 6 (Napoli e Salerno)

A carattere generale le Organizzazioni Sindacali ritengono non più rinviabile un confronto per verificare la corretta applicazione della normativa in materia, che prevede la continuità occupazionale e la garanzia del reddito per i sopracitati lavoratori attraverso il piano “Scuole Belle”, in quanto si registrano diverse difficoltà in ordine al mantenimento in via continuativa delle attività lavorative sia per difetto di appostamento delle risorse alle scuole, sia per la carente organizzazione del lavoro da parte di molte imprese.

Tale condizione si pone tra l’altro nel periodo più delicato dell’anno, data la sospensione estiva dei servizi di pulizia, dove è a forte rischio la continuità reddituale anche a seguito dell’insufficienza o dell’esaurimento delle risorse per i lavori di decoro e degli ulteriori servizi previsti dal piano “Scuole Belle”.

Nello specifico per i lotti 5 e 6, si aggiungono ulteriori elementi di preoccupazione determinati da comportamenti sconsiderati da parte delle società erogatrici dei servizi.

Nel lotto 5 le imprese componenti la RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo è da luglio 2017 che non riconoscono le retribuzioni alle lavoratrici e ai lavoratori, determinando il pagamento in surroga da parte delle scuole per il periodo luglio-dicembre 2017, a seguito della certificazione delle spettanze da parte dei competenti Ispettorati del Lavoro, ma ancora all’oggi non si ha alcun conforto per la liquidazione delle spettanze del periodo gennaio-maggio 2018.

Corre l’obbligo ricordare che per gravi inadempimenti contrattuali la RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo è stata sottoposta a procedura di revoca della convenzione Consip Scuole, ma nonostante ciò non è stata effettivamente estromessa dalla gestione dei servizi.

Oltre alle mancate retribuzioni, alle stesse maestranze nei giorni scorsi è stata comunicata, dalle imprese componenti la RTI, la sospensione senza retribuzione per i mesi di luglio e agosto c. a. peggiorando ulteriormente condizioni di vita già fortemente provate dopo un anno passato senza percepire lo stipendio.

Nell’ultima riunione del 4 u. s., appositamente convocata per trovare le soluzioni alla drammatica situazione in atto, erano stati presi precisi impegni sia dal Ministero dell’Istruzione, sia dal Ministero del Lavoro, ma ad oggi non è seguita alcuna iniziativa da parte dei dicasteri coinvolti, nonostante il sollecito inviato dalle Organizzazioni Sindacali.

Per il lotto 6 Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil denunciano un continuo ritardo nei pagamenti degli stipendi da parte delle società del Consorzio Stabile Manital, affidatario del lotto, che con lettera del 19 u. s. ha comunicato che la liquidazione delle retribuzioni avverrà forse il 29 p. v..

I ritardi nell’erogazione degli stipendi da parte delle società consorziate a Manital si protrae da ottobre dello scorso anno e tale situazione è stata più volte denunciata al Miur, al Provveditorato della Campania e alla Prefettura di Napoli.
La stessa Prefettura la scorsa settimana, in occasione dell’ultimo incontro avuto con i lavoratori del lotto 6, è intervenuta direttamente nei confronti del Miur per chiedere la convocazione urgente delle maestranze e delle Organizzazioni Sindacali per trovare una soluzione alle contestazioni sollevate, nonostante ciò ad oggi si registra che nessuna convocazione è arrivata alle OO. SS. e che tale situazione fa crescere ogni giorno il clima di tensione tra i lavoratori col forte rischio di iniziative non più controllabili.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, alla luce delle condizioni denunciate ritengono non più rinviabile la ripresa del confronto ad un tavolo politico per dare risposte alle problematiche attuali ed in prospettiva futura, valutando quali soluzioni di effettiva stabilizzazione debbano essere poste in essere per la tutela occupazionale e la garanzia del reddito dei 16.000 lavoratori e lavoratrici “Ex Lsu e Appalti Storici”.

Le Organizzazioni Sindacali confermano che, qualora non vi fosse l’accoglimento in tempi brevi della richiesta avanzata, attiveranno tutte le iniziative sindacali necessarie a sostenere, dopo quasi vent’anni di continue traversie per vedersi riconosciuto un posto di lavoro e uno stipendio dignitoso, le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nella convenzione Consip Scuole.

FILCAMS CGIL-FISASCAT CISL-UILTRASPORTI UIL
NAZIONALI

Roma, 25 giugno 2018

MyFairHome480x226

Filcams Cgil Nazionale sostiene la campagna StopGBVatWork contro la violenza sul lavoro e le molestie di genere (GBV l’acronimo in inglese).

L’iniziativa globale abbraccia tutti i comparti lavorativi, ma da qualche anno ha  puntato l’attenzione sui lavoratori domestici, che subiscono molteplici forme di violenza di genere, anche se le loro storie sono raramente raccontate. Nei giorni scorsi si è tenuta la 107° Sessione dell’ILO (organizzazione internazionale del lavoro), dove in forma tri-laterale si sono incontrati i rappresentati delle parti datoriali, le organizzazioni sindacali e i governi.

Dallo scorso anno e fino al 2020, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sta lavorando in vista di una legge per “porre fine alla violenza e molestie contro le donne e gli uomini nel mondo del lavoro”, attraverso ciò che è noto come il procedimento di “impostazione standard”. Lo standard eventualmente adottato dall’ILO potrà essere uno strumento vincolante (noto come convenzione) o una guida non vincolante (sotto forma di raccomandazione); l’uno non esclude l’altra, dato che lo “standard” potrebbe prevedere anche una Convenzione accompagnata da una raccomandazione.

Per la Federazione Internazionale Lavoratori Domestici (IDWF) ha parlato Myrtle Witbooi (nella foto sotto), attuale presidente della federazione, per illustrare la piattaforma rivendicativa di tutti i Lavoratori Domestici del mondo che subiscono violenze sia fisica, psicologica e sessuale.

Myrtle Witbooi - Preseidente IDWF

La confederazione internazionale dei lavoratori domestici porta avanti la propria battaglia in merito a questo tema con la sua campagna #MyFairHome, che ha come obiettivo “sensibilizzare” l’opinione pubblica in merito a questo problema. Lo scorso anno la Filcams Cgil è stata l’immagine di questa campagna per l’Europa.

Quest’anno Filcams è stata chiamata a dare un ulteriore sostegno, veicolando attraverso i canali social lo slogan #StopGBVatWork  ovvero “Basta Violenza di Genere nei Luoghi di Lavoro”, come anche dichiarato dalla Cgil Nazionale (leggi QUI la dichiarazione della CGIL).

 

 

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Nella imminente fase di riorganizzazione del gruppo Bassilichi Spa – Consorzio Triveneto (CTV) l’azienda ha raggiunto con i sindacati di categoria un accordo quadro che mette le mani avanti ponendo come condizione essenziale la tutela dei livelli occupazionali e territoriali.

Al confronto per la definizione dei vincoli che accompagneranno la riorganizzazione hanno partecipato i rappresentanti sindacali del terziario-servizi Filcams Cgil e Fisascat Cisl, dei servizi finanziari Fisac Cgil e dei metalmeccanici Fiom Cgil e Fim Cisl, unificando in questo modo i tavoli di trattativa che separati avrebbero portato ad un allungamento del confronto e ad un diverso risultato. Coinvolti direttamente, con le proprie RSU, anche i lavoratori delle sedi Bassilichi di Firenze, Siena, Bologna, Roma, Sassari e Milano e di Consorzio Triveneto di Padova e Sassari.

“Abbiamo strutturato l’accordo – dice Vanessa Caccerini, che per Filcams ha seguito la trattativa – per favorire le garanzie occupazionali e territoriali ai percorsi che l’azienda sta andando ad affrontare, che seguono una prima riorganizzazione del 2016, con l’adesione al gruppo Nexi.”

Nel dettaglio l’accordo siglato oggi, 1° giugno, fissa i criteri che CTV dovrà rispettare in termini di tutela occupazionale e territoriale, le caratteristiche dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo con l’unico criterio della non opposizione al licenziamento e la costituzione, in tempi brevi, di una “NewCo”.

“C’è l’impegno – prosegue Caccerini – a non intervenire su riduzioni di personale coatte, impegnando la NewCo a ricercare le professionalità necessarie alle nuove produzioni e servizi tra i dipendenti Bassilichi CTV, allargando la partecipazione a nuovi soci in modo da rendere tale azienda più competitiva sul mercato di quanto non lo sia oggi.”

Dall’accordo quadro si evince che nel passaggio alla nuova società non saranno intaccati i livelli di inquadramento e tantomeno i contratti di lavoro di riferimento.

L’accordo, così formulato, ha passato anche il vaglio dei dipendenti, attraverso il referendum votato a margine delle assemblee dei lavoratori, cui ha partecipato il 77% degli aventi diritto al voto raccogliendo l’88% di voti favorevoli e il 12% di contrari.

“È un accordo importante – conclude la sindacalista Filcams Cgil – in continuità con le positive e consolidate relazioni industriali e che manifesta la volontà delle parti di continuare a percorrere la strada del confronto per raggiungere gli obiettivi del piano di riorganizzazione Bassilichi CTV confermando la disponibilità a ricercare soluzioni condivise.”

Roma, 28 maggio 2018

Testo unitario

Lo scorso 24 maggio, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato il Commissario straordinario di Securpol Group Srl in AS nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo ex legge 23 luglio 1991, n. 223 – notificata alle predette Organizzazioni nella stessa data – per 65 unità ritenute in esubero a causa di una consistente perdita di clienti e fatturato registrata presso le articolazioni territoriali dell’Istituto di vigilanza privata insistenti nelle regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Sicilia.

In occasione dell’incontro sono state definite le tre allegate intese riguardanti, rispettivamente:

Come si ricorderà, da tempo le OO.SS. avevano avanzato ai vertici aziendali di Securpol la richiesta di superare il cosiddetto “Nuovo modello organizzativo” introdotto con l’accordo sottoscritto in data 22 luglio 2016, consistente in una riduzione temporanea dell’orario di lavoro ad adesione volontaria e concepito dalle parti firmatarie quale strumento alternativo al ricorso al Contratto di solidarietà difensivo (anch’esso sottoscritto nella data testé richiamata presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Tale richiesta muoveva non solo dal dichiarato assunto che, vendendo meno il ricorso al CDSD, dovesse trovare soluzione di continuità anche l’applicazione del precitato istituto di flessibilità organizzativa, stante la sua richiamata natura di alternatività alla solidarietà, ma anche in quanto la sua applicazione ha fatto registrare – per l’intero arco temporale della sua vigenza – l’uso distorto e variamente censurato dalle OO.SS. che l’azienda ne ha fatto, addirittura arrivando, naturalmente in maniera illegittima, a modificare il divisore orario e, quindi, a ridurre le spettanze retributive dei lavoratori che se lo sono visti applicare per più di un anno (naturalmente l’accordo sottoscritto non intacca minimamente il diritto di rivalsa di questi lavoratori nei confronti di Securpol per le parti di salario illegittimamente non erogate a motivo del citato uso distorto del “Nuovo modello organizzativo”).

L’intesa sottoscritta consentirà dal 1° giugno prossimo ai più di 300 lavoratori cui ancora viene applicato il Nuovo modello organizzativo di tornare alle condizioni orarie previgenti e, comunque, alla piena applicazione del CCNL.

A questo aspetto, certamente non trascurabile, vi è da aggiungere che nell’intesa Securpol si sia impegnata a ripristinare le condizioni economico-normative previste dalla contrattazione integrativa di settore; com’è noto, è ormai da qualche mese che l’Istituto di vigilanza stia disapplicando tutti i contratti provinciali (ed uno interregionale) vigenti nei territori nei quali opera con una perdita certa patita dai lavoratori sia in termini economici che di trattamenti normativi.

La procedura di licenziamento collettivo riguardante i 65 lamentati esuberi, com’è noto, è stata riproposta da Securpol Group Srl in AS a seguito della revoca della precedente procedura di licenziamento collettivo aperta in data 1° febbraio 2018, sempre contestata dalle OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs (e, invece, da altre sigle sindacali minori, firmatarie di improbabili verbali di mancato accordo, formalmente riconosciute).

Nell’ambito dell’esame congiunto, le parti sono addivenute al seguente epilogo della procedura:

Le parti, stabilendo pattiziamente l’esito della procedura, in estrema sintesi, hanno concordato di limitare la prerogativa datoriale di operare unilateralmente i licenziamenti, ammettendo la praticabilità delle sole risoluzioni accettate dai lavoratori, e, di contro, hanno stabilito di attivare la Cassa integrazioni guadagni straordinaria per crisi aziendale dal 1° giungo 2018 per la durata di dodici mesi (salvo proroghe).

Nell’intesa si è inoltre stabilito che, preventivamente all’avvio della CIGS, l’azienda dovrà fornire un riepilogo dell’entità del personale coinvolto nelle sospensioni dal lavoro per ciascuna unità produttiva, come pure dovrà verificare per i lavoratori che sono stati interessati dal “Nuovo modello organizzativo” che questi ultimi abbiano maturato i requisiti per avere diritto al trattamento di integrazione salariale previsto per i full time prima di sospenderli in cassa.

Sempre in ordine al trattamento di integrazione salariale per il personale sospeso, stante la grave crisi economico-finanziaria in cui versa Securpol Group Srl in AS e la costante difficoltà concernente la generazione di costanti flussi di cassa, l’intesa non prevede l’anticipazione del trattamento da parte aziendale, pertanto l’indennità spettante ai lavoratori sarà corrisposta dall’INPS; tuttavia, in argomento di copertura economica, al precipuo fine di offrire qualche garanzia di continuità reddituale, sia pure minima, nell’accordo si è previsto che, per i soli casi di sospensione a zero ore/mensili (vale a dire per i lavoratori che nel corso di un mese non lavorano), l’azienda provvederà ad anticipare 800,00 € mensili per un massimo di tre mesi.

L’intesa relativa al ricorso alla CIGS ed alla mobilità non oppositiva è importante soprattutto in quanto evita i licenziamenti coatti e, in estrema sintesi, dà la facoltà al lavoratore sia di conservare il proprio posto di lavoro, sia di accettare la risoluzione del contratto lavorativo (potendo godere del trattamento NASpI).

La condizione che vive Securpol Group Srl in AS è a dir poco drammatica; come spesso capita agli istituti di vigilanza dichiarati insolventi ed ammessi a procedure fallimentari, si sta registrando un continuo calo dei clienti, che inevitabilmente si traduce in una riduzione altrettanto costante del fatturato.

Sinteticamente, per realizzare un equilibrio gestionale che consenta la conservazione del complesso aziendale sino a quando e se, nell’ambito della procedura di Amministrazione straordinaria, si troverà un acquirente (ma potrebbero essere anche più acquirenti interessati a componenti differenti degli asset), nell’interesse di chi fra i lavoratori, anche per mancanza di alternative, volesse proseguire con Securpol il proprio rapporto di lavoro, soprattutto nella speranza che l’Istituto di vigilanza privata possa costituire oggetto d’interesse per operatori economico-finanziari seri disponibili a rilevarlo, le parti hanno variamente discusso circa la necessità di accrescere la produttività media delle attività rese.

La proposta aziendale per raggiungere l’obiettivo sopramenzionato, peraltro esplicitata già in occasione dell’incontro tenuto al Ministero dello Sviluppo Economico in data 26 aprile 2018, prevedeva che le prime tre ore di straordinario giornaliero, oltre a non essere valorizzate con la maggiorazione di straordinario contrattualmente prevista, fossero poste in accantonamento e, quindi, fruite sotto forma di permessi orari entro il semestre successivo all’effettuazione. Tale proponimento, oltre a porsi in aperta deroga rispetto alle previsioni del CCNL, è stato respinto dalle OO.SS. in quanto ritenuto eccessivamente penalizzante da un punto di vista economico per i lavoratori.

Le OO.SS., da parte loro, in alternativa a quanto elaborato dall’Azienda, hanno condiviso un altro sistema di computo del tempo di lavoro, in modalità pluriperiodale, senza introdurre deroghe rispetto a quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.

L’istituto pattuito è così riassumibile:

Come si noterà, nelle 48 settimane lavorative (sono state escluse le 4 di ferie annuali), nel corso delle quali comunque saranno applicati i sistemi orari attualmente vigenti (5+1 e 6+1+1) e si continuerà a fruire dei permessi spettanti nelle modalità contrattualmente previste, ci si attesterà a 1.920 di monteore complessivamente lavorato, senza sforamenti in orari non coperti da maggiorazione di straordinario, come invece sarebbe stato sistematico col metodo proposto dalla Società.

Si consideri, inoltre, che per ogni ora di lavoro eccedente le ore lavorate nelle settimane assegnate a 32, 40 e 48 ore sarà pagata con la valorizzazione contrattualmente prevista per lo straordinario.

Seguendo una semplice e banale simulazione di quanto proposto dall’Azienda fatta su un lavoratore avente lo schema orario 6+1+1, nel mese di giugno 2018, questi potrebbe teoricamente totalizzare 63 ore di lavoro eccedenti l’ordinario, non pagate come straordinario e da recuperare entro l’arco temporale di cui sopra si è detto; tale simulazione, naturalmente, non considera le condizioni previste dall’articolo 77 del CCNL rispetto alle particolari esigenze organizzative che non consentano di usufruire dei permessi previsti da tale sistema orario (in questo caso sarebbero di più le ore prestate eccedenti l’ordinario).

L’istituto della flessibilità multiperiodale, invece, contempla, sempre per il mese di giugno, con le settimane, per esempio, a 48 ore, 32 ore di lavoro eccedenti l’ordinario per tutto il mese; in tal senso, se l’Azienda dovesse richiedere le stesse ore di prestazioni che avrebbe sviluppato la modalità caldeggiata dalle nostre controparti, vale a dire le 63 ore, la stessa dovrà pagare con la maggiorazione del 30% di straordinario ben 31 ore.

Tale istituto, naturalmente, non riguarderà il personale interessato dal ricorso alla CIGS e avrà applicazione per 12 mesi a partire dal 1° giugno 2018.

Conclusioni

In ordine alle intese, che alleghiamo per vostra opportuna conoscenza, la lettura delle quali vi consigliamo per gli opportuni ed utile approfondimenti di merito, abbiamo tentato unicamente di operare nella logica della riduzione del danno.

Riteniamo, tuttavia, di aver svolto un buon servizio a beneficio di quei dipendenti “costretti” nella trappola del “Nuovo modello organizzativo” – venutasi a creare a seguito delle incresciose vicende che hanno interessato la Securpol – che finalmente torneranno a vedersi corrisposta la retribuzione loro spettante, senza dover subire ulteriormente riduzioni illegittimamente operate da chi ha impropriamente applicato uno strumento contrattuale avente caratteristiche e finalità ben diverse da quelle realizzate per ridurre surrettiziamente la paga dei lavoratori.

Per quanto costituisca un estremo atto di sacrificio per i lavoratori, pensiamo, inoltre, di aver operato una scelta giusta quando abbiamo respinto la proposta aziendale di portare in accantonamento 3 ore di prestazione lavorativa giornaliera eccedente l’ordinario e condiviso l’attivazione della “Flessibilità multiperiodale”, in quanto quest’ultima è certamente meno onerosa per i dipendenti di Securpol (e anche di più complessa realizzazione per quanti programmano il servizio nelle varie sedi operative…).

Naturalmente, l’auspicio è che tale ultimo sacrificio valga quale “investimento” per il futuro, cioè che possa essere utile a garantire continuità aziendale (ed occupazionale), nella speranza che Securpol sia acquisita da operatori aventi le opportune coperture patrimoniali, necessarie al rilancio di questa realtà che oggi più che mai ha solo una ricchezza: il proprio personale.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

lavoratori domestici

Oltre la metà dei lavoratori domestici in Italia lavora senza un contratto regolare, circa il 75% degli addetti è donna, straniera e proviene in gran parte dai paesi dell’Est Europa. Il dato è emerso nel corso del convegno promosso dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e svoltosi nei giorni scorsi a Roma, nella sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).

L’attenzione dei rappresentanti dei tanti paesi europei partecipanti si è focalizzata su lavoratrici e lavoratori conviventi con la persona assistita, evidenziando pesanti carenze in tema di diritti sociali e del lavoro; carenze che per quanto riguarda la condizione italiana vengono acuite da una inadeguata spesa pubblica a sostegno delle famiglie che devono ricorrere a cure di questa natura. A questo proposito la situazione dell’Italia rappresenta un esempio indicativo: aumenta infatti il numero di lavoratori domestici in una società in rapido invecchiamento e il sistema di previdenza nazionale non è in grado di soddisfare la crescente domanda di assistenza, costringendo le famiglie ad addossarsi quasi completamente l’onere della spesa sanitaria.

“Il rapporto di lavoro in convivenza con la persona da accudire – ha detto nel suo intervento Luciana Mastrocola della Filcams CGIL – comporta per le lavoratrici addette una serie di criticità, prima tra tutte la difficoltà di conciliare i tempi di vita e di lavoro. Di fatto questo tipo di lavoro viene svolto quasi esclusivamente da lavoratrici immigrate, che vivono così situazioni di solitudine, lontane dai propri affetti, con difficoltà linguistiche e di inserimento nei contesti sociali.”

Mastrocola ha inoltre puntualizzato che le lavoratrici, straniere o italiane che siano, non godono in Italia della piena tutela dei diritti sociali riconosciuti alla generalità delle altre categorie professionali, e manca il riconoscimento sociale del loro lavoro, che oggi è diventato indispensabile in quanto sopperisce alle carenze del sistema sanitario e previdenziale italiano.

“Il governo italiano non ha avviato – ha concluso la rappresentante Filcams Cgil – l’attuazione di politiche sostenibili con sufficiente anticipo. Se vogliamo stare al passo con la domanda di cure e assistenza, dobbiamo riconoscere i diritti di questi lavoratori”.

In Italia la prima legge per la tutela del lavoro domestico retribuito risale al 1958 e il primo contratto collettivo speciale al 1974. Il paese, inoltre, ha ratificato la convenzione n. 189 dell’OIL sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici nel 2013. Nello stesso anno i sindacati e le associazioni di datori di lavoro hanno sottoscritto il contratto collettivo del lavoro domestico.

Intervenendo all’incontro, Sabrina Marchetti, docente associata all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha messo in evidenza la forte necessità di misure inclusive per i migranti di paesi terzi, sollecitando un “adeguamento del contratto collettivo italiano agli articoli della convenzione n.189 dell’OIL, in particolare per quanto riguarda i diritti alla maternità e il congedo di malattia per tutti i lavoratori del settore”.

L’incontro di Roma rientra tra le iniziative “Going local” del CESE che danno seguito al parere d’iniziativa del Comitato sui diritti dei lavoratori conviventi prestatori di cure e assistenza, adottato nel settembre 2016, che costituisce il primo documento politico a livello dell’UE ad occuparsi di questi lavoratori in Europa. Per lungo tempo, infatti, tale categoria è rimasta quasi completamente invisibile ai radar dei responsabili politici dell’Unione europea e degli Stati membri. L’obiettivo degli incontri è di far luce sulla situazione precaria di questa categoria nei mercati del lavoro europei, ma anche sulle numerose incertezze che devono affrontare i beneficiari di cure e assistenza che spesso si affidano a reti informali o ad Internet per reperire questi lavoratori. L’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ha recentemente certificato che l’Italia è il secondo paese “più vecchio” al mondo: ciò significa che la domanda di cure e assistenza non può che aumentare. Per questo servirebbe che tutto il peso, anche economico dell’assistenza, non ricadesse più sulle famiglie, introducendo (è stato proposto dai rappresentanti dei datori di lavoro domestici) la totale deduzione del costo del lavoro domestico, che creerebbe un circolo virtuoso di maggiore occupazione regolare, maggiore professionalità e benessere per le famiglie.

A conclusione dell’incontro è stato formalizzato l’invito a tutte le parti interessate a dare attuazione al principio 18 del pilastro europeo dei diritti sociali (l’assistenza a lungo termine) prima che sia troppo tardi. In base a tale principio “ogni persona ha diritto a servizi di assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili”.

Roma, 24 maggio 2018

Conseguentemente all’avvio della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Service Key S.r.l. per gli appalti di pulizia presso le sedi di Unicredit, BNL e Istituto Bancario San Paolo, vi comunichiamo che nella giornata di lunedì 21 maggio u.s. presso il Ministero del Lavoro è stato siglato un verbale di mancato accordo che alleghiamo alla presente mail.

Mi preme altresì ricordare che durante le trattative la Società ha più volte dichiarato che di tutto il personale presente sugli appalti interessati dalla procedura quasi l’80% ha accettato volontariamente (dichiarazione aziendale) una riduzione di orario. Quindi, anche in assenza di accordo, la Società non dovrebbe procedere ai licenziamenti delle unità dichiarate in procedura.

Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito e vi saluto cordialmente.


p. La Filcams CGIL Nazionale

black friday amazon

Siglato a Piacenza (nel sito di Castel San Giovanni) il primo accordo sindacale tra Amazon e i lavoratori rappresentati dalle organizzazioni sindacali di categoria, tra cui Filcams Cgil. Un accordo da considerarsi “storico” per le novità introdotte in tema di organizzazione del lavoro e riconoscimenti economici integrativi del contratto collettivo di lavoro.

L’accordo è stato siglato oggi 22 maggio su mandato dei lavoratori che hanno votato al referendum indetto dai sindacati a margine di 5 assemblee. Al voto ha partecipato circa un terzo degli aventi diritto; favorevoli all’accordo poco meno del 70% dei votanti.

I dettagli dell’accordo saranno illustrati domani 23 maggio nel corso di una conferenza stampa.

“Siamo soddisfatti di un risultato al momento unico in Europa – sottolinea Massimo Mensi, che per Filcams Cgil Nazionale segue le vertenze Amazon – che speriamo possa spianare la strada nell’apertura di tanti altri tavoli di confronto in tutti i paesi dove Amazon ha una propria sede”.

Principio ispiratore dell’accordo è l’equità, con una redistribuzione dei carichi di lavoro che elimina l’obbligo per alcuni lavoratori del lavoro notturno o pomeridiano, con una riorganizzazione più equa tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dei turni di copertura lavorativa nei weekend.

L’accordo avrà durata annuale, a decorrere dal prossimo 17 giugno, e fissa un primo paletto a quattro mesi dall’introduzione, per una attenta verifica dei risultati ottenuti.

“L’accordo prevede che il lavoro notturno sia inizialmente effettuato solo da dipendenti volontari, contemplando tra l’altro, una maggiorazione del 25% del compenso previsto dal contratto di lavoro – spiega ancora Mensi – ricorrendo ad una turnazione complessiva tra tutti i lavoratori solo nel caso non ci fossero le coperture richieste”.

Nella ripartizione del servizio nei weekend, inoltre, la turnazione sarà scandita sulla base delle otto settimane, con 4 fine settimana liberi consecutivi e turni alternati tra sabati e domeniche lavorative.

“Siamo di fronte ad un accordo importantissimo – sottolinea Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale – anche alla luce degli scioperi e delle proteste dello scorso novembre, quando in occasione del Black Friday molti dipendenti hanno incrociato le braccia proprio per chiedere condizioni di lavoro meno pesanti e impattanti con la vita privata e famigliare. Un accordo che può ora aprire la strada verso nuove relazioni aziendali ed affrontare temi rilevanti come quello della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro”.

ENGLISH VERSION

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Sciopero ad oltranza e presìdi fuori alle scuole. È la decisione presa dai lavoratori degli appalti pulizie scuole e decoro di Frosinone e Latina che da questa mattina (17 maggio) sono in sciopero e che sono stati in presidio sotto alla sede del Miur a Roma in viale Trastevere.

Nell’incontro tenutosi nella mattinata odierna presso lo stesso Miur, alla presenza anche di alcuni parlamentari e senatori della Repubblica, sono state denunciate da parte delle Organizzazioni sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti e dalle Confederazioni di Cgil, Cisl e Uil del Lazio, oltre alle situazioni di indigenza e di emergenza sociale che i lavoratori stanno attraversando, anche gravissime situazioni di illegalità.

Le aziende coinvolte (Ma.ca, Servizi Generali e Smeraldo) continuano impunemente a beneficiare di soldi pubblici, e alcuni dirigenti scolastici (soprattutto in provincia di Latina) non stanno ottemperando alle indicazioni fornite dalle circolari ministeriali e a quanto previsto dalle normative in tema di appalti relativamente al pagamento in surroga e/o alle proroghe di appalto.

“Non è possibile che nessuno intervenga su denunce così pesanti che riguardano la correttezza e la trasparenza sugli appalti, rimpallandosi responsabilità su chi deve intervenire tra i vari Ministeri, la Consip, l’Anac (a cui tra l’altro è stata presentata un esposto più di un mese fa ad oggi senza risposta) e/o nascondendosi dietro un pronunciamento del Tar che non arriva mai!” è quanto afferma la Filcams Cgil Roma Lazio.

Il Miur si è impegnato a coinvolgere tutti gli enti preposti per verificare e risolvere tutte le gravissime anomalie che da tempo stanno coinvolgendo un appalto pubblico di grosse dimensioni come questo.
A tal proposito ha riconvocato urgentemente il tavolo per il prossimo lunedì 21 maggio alle ore 16, invitando a tale tavolo l’Usr del Lazio, il Ministero del Lavoro, l’Anac e la Consip.

Per tutti questi motivi e, considerando importante anche l’impegno preso dal Miur è stato sciolto il presidio odierno ma non lo sciopero generale ad oltranza con presidi fuori dagli istituti scolastici che hanno lo scopo di sensibilizzare anche il corpo docente, gli studenti ed i cittadini.
Il 18 maggio le aziende verranno denunciate anche per condotta antisindacale visto che hanno sostituito i lavoratori in sciopero con squadre di lavoratori esterni all’appalto.

Nei giorni scorsi l’invio di squadre esterne è avvenuto anche in tarda serata o in piena notte senza nessun controllo sugli accessi da parte dei dirigenti scolastici e mettendo a rischio anche la sicurezza degli istituti e l’incolumità degli studenti.
In occasione dell’incontro di lunedì, i lavoratori torneranno in presidio davanti al Ministero e chiederanno, come unica condizione per rimuovere lo sciopero ad oltranza: il pagamento dello stipendio e un nuovo appalto che veda definitivamente fuori le aziende Ma.ca, Servizi Generali e Smeraldo.
Tutto ciò per ridare un’esistenza normale, giustizia e dignità ai lavoratori e per ripristinare la legalità e la trasparenza su un appalto pubblico.

Roma, 15 maggio 2018

Nella giornata di oggi si è tenuto il previsto incontro con il Dott. Milocco in rappresentanza del Consorzio Unilabor, durane l’incontro sono stati nuovamente ripercorsi i motivi per cui un breve lasso di tempo si sono susseguite diverse imprese nella gestione dello stesso servizio. Come OO.SS. abbiamo evidenziato tutte le problematiche che oggi persistono sugli appalti nel settore del Multiservizi/Pulizie gestiti prima da Sybaris; De.ma e in ultimo da Alpha Service.

Alla fine dell’incontro è stato sottoscritto un verbale di accordo nel quale viene delineato un percorso, che se rispettato, porta sicuramente alla chiusura della vertenza. Pertanto al fine di verificare se quanto concordato viene messo in atto dal consorzio Unilabor vi chiedo di effettuare i previsti incontri territoriali. nell’attesa di vostre comunicazioni cordialmente saluto.

p. La Filcams CGIL Nazionale

ROMA 09 maggio 2018

COMUNICATO SINDACALE

GRAZIE a tutte le lavoratrici ed i lavoratori del mondo della Sicurezza, a tutte le delegate ed i delegati, ed alle strutture di Filcams, Fisasact e Uiltucs.
Ladesione allo sciopero del 04 maggio è stata altissima, fra il 70 ed il 90%, ed oltre 5000 lavoratrici e lavoratori sono venuti in Piazza ss. Apostoli a Roma per

DIFENDERE DIRITTI E DIGNITA

Per dire

NO alle richieste inaccettabili delle imprese
NO alla loro arroganza e prepotenza

Ci siamo già attivati per verificare se le associazioni datoriali intendono riavviare il confronto per il rinnovo del CCNL in modo costruttivo, per giungere ad un accordo serio in tempi brevi.
Qualora non intendessero ritirare le richieste a cui abbiamo detto un NO forte e chiaro, proseguiremo con la mobilitazione

Le OO.SS. stanno verificando le iniziative legali da intraprendere nei confronti delle aziende che si sono rese responsabili di atti unilaterali per limitare l’esercizio del diritto di sciopero in
occasione del 4 maggio.

FILCAMS Cgil FISASCAT Cisl UILTUCS

Roma, 2 maggio 2018


TESTO UNITARIO

Si è svolto il 2 maggio u. s. il Tavolo di Monitoraggio presso il Miur, che ha visto la presenza di tutti i soggetti coinvolti – Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, i Consorzi, le imprese capofila, le Associazioni Datoriali – per fare i necessari aggiornamenti sull’andamento degli appalti di servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro.

Anticipatamente alla convocazione il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle OO. SS. nazionali, ai Consorzi e alle imprese capofila, i dati relativi alle disposizione dei pagamenti per gli interventi “Scuole Belle” per le tranches di finanziamento ante 2018 e le integrazioni delle assegnazioni rispetto alla prima rata 2018, di cui si allegano copie.

All’avvio dell’incontro il Miur ha informato tutte le parti che in assenza della nuova compagine governativa, sta’ procedendo nella gestione degli appalti nelle condizioni e modalità previste dall’attuale normativa, compreso il confronto con Consip per la definizione delle gara protempore fino a giugno 2019 per il lotto 5 e per la predisposizione della nuova convenzione Consip a far data dall’anno scolastico 2019/2020.

Fermo restando le prospettive per il futuro, allo stato attuale il Ministero ha rappresentato che dei € 128 mln della prima tranches 2018 sono già state richieste ed assegnate risorse per oltre € 120 mln e che continuano a pervenire richieste da parte degli Istituti Scolastici.

Mentre la maggior parte delle scuole dei diversi territori provinciali hanno effettuato richieste di interventi aggiuntivi fino ad esaurire le risorse disposte dal riparto di gennaio u. s., permettendo così di disporre gli interventi anche sulle prossime tranches 2018, permangono per alcune provincie richieste limitate che non permettono l’impiego totale delle risorse stanziate.

Le Organizzazioni Sindacali, sul punto illustrato dal Miur hanno rappresentato la positività dell’appostamento dell’interezza delle risorse per ciascun territorio e lo sforzo che lo stesso Ministero sta’ attuando per disporre le risorse non ancora richieste, ma hanno altresì sottolineato la necessità di verificare quale priorità si è data nella gestione della graduatoria definita in base alle richieste pervenute dalle scuole e come agire su quei territori che non hanno esaurito le risorse della prima tranche 2018.

Le questioni sollevate dalle OO. SS. hanno evidenziato il problema che con il sistema di riparto utilizzato molte risorse sono state assegnate a scuole senza tenere conto della presenza e delle distanze tra gli istituti destinatari dei fondi e i lavoratori, creando un incremento di ricorso alla banca delle ore in negativo nonostante le risorse sono state sostanzialmente tutte impiegate.

Il Miur a tal proposito ha confermato di aver disposto prioritariamente le risorse alle scuole in funzione del criterio dell’addensamento della popolazione scolastica, per cui essendo stati richiesti molti finanziamenti dagli Istituti secondari superiori, questi risultano i primi in graduatoria a cui fare i conferimenti.

Comprendendo il problema sollevato dalle Organizzazioni Sindacali e per affrontare anche il nodo per i territori che non hanno esaurito con le richieste quanto loro ripartito, il Ministero ha proposto di svolgere a breve incontri per singoli lotti, unitamente agli USR, per poter approfondire gli aspetti specifici e porre in campo i necessari correttivi.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, hanno condiviso la proposta del Miur, ricordando nel contempo occorre intervenire urgentemente sul lotto 7, a fronte dell’avvio di una procedura di licenziamento collettivo ormai al termine dei tempi amministrativi, nonché sul lotto 5 per il permanere delle problematiche più volte denunciate tanto che gli stessi istituti scolastici stanno procedendo al pagamento in surroga dei lavoratori.

Rispetto a quanto avanzato dalle OO. SS., il Miur, unitamente al Ministero del Lavoro, ha confermato la convocazione per il 4 p. v. per il lotto 7, alla luce della scadenza della procedura attivata e nei giorni successivi tutti gli altri lotti avendo la necessità di raccogliere le disponibilità degli Uffici Scolastici Regionali per la loro partecipazione.

Il Tavolo di Monitoraggio si è pertanto concluso con l’impegno a mandare a breve il calendario degli incontri per singolo lotto, così da affrontare nello specifico le diverse situazioni.

La programmazione delle suddette riunioni verrà fornito tempestivamente alle strutture territoriali così da permettere la partecipazione delle stesse, come già accaduto nei precedenti analoghi appuntamenti.

Elisa Camellini

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Le lavoratrici e i lavoratori delle vigilanza privata in sciopero il 4 maggio 2018 per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto nazionale e per condizioni normative e salariali dignitose.

Il Contratto Nazionale di lavoro (CCNL) per i dipendenti da istituti ed imprese della vigilanza privata e dei servizi fiduciari è scaduto dal 31 dicembre 2015. Le associazioni nazionali dei datori di lavoro del settore, nel corso dell’incontro tenutosi il 27 febbraio 2018, dopo più di un anno di trattative, hanno presentato una serie di richieste che, se fossero complessivamente accolte, farebbero fare alla categoria un salto indietro di 30 anni.

Le proposte:

In questo contesto, i lavoratori e le lavoratrici della vigilanza e della sicurezza privata sono costretti ad affrontare anche un altro nemico. Da mesi si assiste ad un fenomeno devastante ad opera di fantomatiche associazioni datoriali e sindacati “gialli” che, seppure sprovvisti di qualsivoglia elemento di rappresentatività reale, sottoscrivono contratti “pirata” in cui le condizioni salariali e normative vengono sistematicamente ribassate, anche con meccanismi ingannevoli.

Malgrado le esigenze di sicurezza siano in aumento, la tendenza diffusa è fondata sul contenimento estremo del costo del lavoro: sono sempre più diffuse le gare a corrispettivi inferiori alla retribuzione oraria prevista dal contratto nazionale, indette persino dalla pubblica amministrazione.  Così la concorrenza sleale si scarica sulla pelle dei lavoratori, nel “silenzio” del ministero dell’interno e dell’autorità nazionale anti-corruzione. E’ ora di svelare la verità!

La sicurezza si garantisce solo se gli addetti della vigilanza e della sicurezza privata possono lavorare in condizioni dignitose e consone al rischio che devono prevenire, con un salario giusto e dignitoso.

Per questi motivi lavoratrici e lavoratori della sicurezza privata manifesteranno a Roma, in piazza Santi Apostoli, a partire dalle 10 di venerdì 4 maggio.

La giornata di sciopero è stata proclamata da Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs.

Per il contratto nazionale, per la legalità.