Category Archives: SETTORE SERVIZI

Roma, 13 dicembre 2017

Testo Unitario

Lo scorso 11.12.2017 si è tenuto a Roma il primo degli incontri calendarizzati tra Federfarma e le OO.SS. nazionali di categoria per la trattativa di rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle farmacie private. Federfarma ha dichiarato in apertura la volontà di effettuare una fase di ricognizione dell’articolato contrattuale scaduto con le controparti sindacali e successivamente aprire la fase negoziatoria onde trovare soluzioni comuni e reciprocamente soddisfacenti.

Federfarma ha altresì dichiarato di volere mantenere relazioni sindacali stabili con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL e, ha posto alcune riflessioni in ordine a:

- Centralizzazione delle Relazioni sindacali;
- Necessità di strutturare ruolo e funzioni dell’Ente Bilaterale;
- Strutturazione di un modello per la contrattazione di secondo livello con inserimento di elementi di "welfarizzazione" del salario variabile.

Le OO.SS. nazionali, in un quadro unitario, hanno esposto alcune prime riflessioni, ribadendo l’esigenza, di valorizzare anche economicamente le professionalità già nel CCNL, che ha ormai saltato più di un’intera tornata di rinnovo. Riguardo all’Ente Bilaterale, pur condividendo che sia uno strumento utile per governare alcune dinamiche del settore, si è ritenuto importante distinguere i diversi ruoli della bilateralità rispetto a quello delle Parti sociali.

Il prossimo appuntamento è calendarizzato per il 18 dicembre p.v. alle ore 10:30 in Via Emanuele Filiberto 190 a Roma, per una ricognizione dei temi collegati al Mercato del Lavoro e sull’Organizzazione del Lavoro.

p. la Filcams Cgil Nazionale
M. Mensi

Roma, 7 dicembre 2017

TESTO UNITARIO

In allegato la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio per chiedere un incontro urgente al fine di intervenire per sanare la situazione venutasi a determinare a seguito dei testi normativi contenuti nella Legge di Bilancio 2018, in fase di discussione alla Camera, relativamente ai diversi trattamenti individuati per la continuità occupazionale dei lavoratori Ex Lsu ed Appalti Storici, come indicato nel comunicato sindacale del 30.11.2017.

Alleghiamo, altresì, la lettera di richiesta di incontro inviata al Capogruppo del Pd alla Camera, Onorevole Rosato, in qualità di esponente del principale partito di Governo, per chiedere un suo intervento per ricomporre le differenze, sopra richiamate, inserite nella medesima Legge di Bilancio 2018.

Alla riunione svoltasi in data odierna al Tavolo di Monitoraggio, presso il Miur, erano presenti lo stesso Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro, le OO. SS., i Consorzi e le imprese capofila.

Nel merito, i Ministeri presenti, hanno chiesto alle imprese la revoca delle procedure di licenziamento collettivo, attivate dalle stesse tra ottobre e novembre u. s. a seguito dell’attuale normativa vigente che definiva il termine degli appalti al 31.12.2017, alla luce della proroga prevista nel disegno di Legge di Bilancio 2018 già approvata al Senato.

Le imprese hanno confermato la volontà di ritirare dette procedure ed effettuare la ratifica delle revoche in apposito incontro che si terrà al Ministero del Lavoro a breve.

Dato il percorso individuato per la revoca, così come definito nel verbale che si allega, è necessario che nei territori che hanno ricevuto convocazione da parte delle strutture locali del Ministero del Lavoro, nella data di convocazione si presentino regolarmente facendo mettere agli atti quanto definito nel verbale odierno.

In caso di rifiuto delle direzioni del lavoro territoriali/regionali ad accogliere quanto richiesto è opportuno chiedere di mettere a verbale che le parti, OO. SS. e impresa, concordano nella richiesta di un rinvio. Ciò al fine di evitare che per mera condizione di mancato rispetto formale della procedura si concluda nei fatti con un mancato accordo per semplice decorrenza dei termini burocratici.

Oltre a quanto definito per la gestione delle revoche delle procedure, nel proseguo del confronto al Tavolo di Monitoraggio, il Miur ha espresso la necessità di definire, unitamente agli Uffici Scolastici Regionali e tutte le parti intervenute in data odierna, la predisposizione di incontri specifici per ciascun lotto per poter verificare, nell’ambito della continuità occupazionale, la semplificazione delle procedure amministrative e la definizione di nuovi e diversi servizi da erogare per il programma di piccola manutenzione e decoro.

Fermo restando che le Organizzazioni Sindacali hanno reiterato la richiesta di incontro alla Presidenza del Consiglio per definire una soluzione strutturale per tutti i lavoratori degli appalti dei servizi di pulizia e decoro, in ogni caso dal primo di gennaio p. v., qualsiasi soluzione venisse definita richiederà tempi tecnici di gestione e quindi necessariamente verrà prorogata l’attuale convenzione per dare certezza della continuità occupazionale e di garanzia del reddito, nonché l’erogazione dei servizi alle scuole essendo servizi essenziali.

Alla luce di quanto sopra pertanto il 18 p. v. agli incontri con gli USR di ciascun lotto dovranno essere presenti i segretari regionali e/o territoriali in loro vece qualora i primi siano impossibilitati a partecipare e vi invitiamo fin da ora a trasmettere i nominativi dei partecipanti alle rispettive strutture nazionali per poterle comunicare al Miur.

Si coglie l’occasione della presente per anticiparvi che entro lunedì predisporremo ulteriore comunicato a sostegno della richiesta di incontro alla Presidenza del Consiglio e per fare maggiore chiarezza sulle normative oggi al vaglio della Camera dei Deputati.

Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

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     Appalti Scuole, Miur Verbale 07/12/2017
lavoratori in appalto scuole

I sindacati denunciano un atteggiamento discriminatorio del Governo, che esclude dal processo di stabilizzazione circa 18mila lavoratori in appalto ausiliari scolastici.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, unitamente ai 18.000 addetti ai servizi di pulizia, servizi di ausiliariato e di ripristino del decoro e della funzionalità degli immobili scolastici (i lavoratori cosiddetti Appalti Storici ed Ex LSU) denunciano il comportamento discriminatorio del Governo per la decisione di prevedere l’internalizzazione solo dei 519 colleghi Ex Lsu che operano per gli stessi servizi nelle scuole di Palermo.

A seguito di un emendamento della senatrice Vicari (AP) la Legge di Bilancio 2018 provvederà ad internalizzare i lavoratori occupati nelle scuole della provincia di Palermo che provengono dai percorsi di stabilizzazione per i Lavoratori Socialmente Utili avviati 20 anni fa. Di fronte all’approvazione dell’emendamento, la stessa senatrice ha dichiarato con grande gioia di aver portato a questi lavoratori “il regalo di Natale che aspettavano” grazie allo sforzo da lei profuso e ringraziando del supporto anche la Ministra Fedeli.

“Fermo restando l’importante risultato raggiunto – dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti – il Governo e la Senatrice si sono dimenticati che nelle stesse condizioni, e provenienti dagli stessi percorsi di stabilizzazione, sono 20 anni che 27.000 lavoratori allora e ancora 18.000 oggi, vivono la stessa situazione di continua precarietà degli Ex Lsu di Palermo”.

La denuncia è chiara: Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, infatti, considerano incomprensibile e inaccettabile il metodo con cui si cercano soluzioni dividendo tutta la amplia platea dei lavoratori ex LSU ad oggi ancora precari e costretti a condizioni di lavoro particolarmente pesanti. È necessario infatti sottolineare che i 18.000 lavoratori  coinvolti, occupati nell’attuale Convenzione Consip Scuole, da tre anni ottengono una retribuzione piena solo completando l’orario di lavoro attraverso il loro impiego nel progetto decoro che li porta a lavorare il sabato e la domenica, a percorrere centinaia di chilometri tra un istituto da sistemare e un altro, oltre ad essere sempre in attesa, ad ogni scadenza, di vedere riconfermate le risorse per il progetto “Scuole Belle”; se questo dovesse saltare, si ritroverebbero a dover lavorare per non più di 15 ore a settimana, esclusivamente nei servizi di pulizia.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil ricordano che è da marzo 2017 che chiedono la riconvocazione del tavolo presso la Presidenza del Consiglio per “[…] individuare una possibile soluzione di prospettiva concernente la platea delle lavoratrici e dei lavoratori cosiddetti Ex Lsu ed Appalti Storici” come previsto negli accordi quadro del 2016 sottoscritti dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia.

“Soluzioni – sottolineano ancora i sindacati nella loro nota – che dovevano definire, entro la vigenza della Convenzione Consip Scuole, un effettivo piano di intervento che desse finalmente stabilità e continuità occupazionale vera a 18.000 lavoratori e servizi alle scuole degni di tal nome”.

Le Organizzazioni Sindacali provvederanno a chiedere urgentemente la convocazione del tavolo alla Presidenza del Consiglio e alle forze di Governo alla Camera perché si possa intervenire per risolvere in modo compiuto, per tutta la platea degli Ex Lsu e Appalti Storici, la disparità prevista dalla norma contenuta nella legge di Bilancio 2018 in discussione al Senato. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti dichiarano fin da ora che “la soluzione non può essere quella di riportare indietro gli Ex Lsu di Palermo, venendo tacciati come quelli che fanno perdere il posto di lavoro sicuro a 519 lavoratori, ma bisogna lavorare per prevedere condizioni che mettano tutti i lavoratori nelle stesse condizioni e avviare dei veri percorsi di stabilizzazione definitiva”.

In assenza di risposte tempestive per affrontare la discussione del testo della Legge di Bilancio 2018 alla Camera, si attiveranno tutte le iniziative necessarie per non dividere ma dare risposte di stabilità e equità a tutti i lavoratori.

COMUNICATO UNITARIO

Assemblea Nazionale Unitaria dei Delegati e dei Quadri Sindacali della Vigilanza di Filcams, Fisascat e Uiltucs

L’andamento deludente del confronto negoziale per il rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti di Vigilanza e delle Imprese di Servizi di Sicurezza in genere desta crescente preoccupazione. Le controparti datoriali, che, in maniera manifesta, sono unicamente impegnate a dilatare i tempi della trattativa con espedienti stucchevoli, si dimostrano sempre di più indifferenti rispetto alle esigenze ed ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a cui, per mezzo della piattaforma unitaria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno tentato di dare una rappresentazione equilibrata. È ormai chiaro a chicchessia che l’intero sistema associativo delle imprese del settore si sia dato l’obiettivo strategico di non rinnovare il CCNL; tale scelta, oltre ad essere non condivisibile ed a configurarsi come una posizione autolesionista per le stesse imprese che si vorrebbe rappresentare, tradisce, in definitiva, l’incapacità delle associazioni firmatarie il contratto addirittura di elaborare e proporre, in risposta alle rivendicazioni sindacali, proprie soluzioni negoziali utili sia ai lavoratori che ai datori di lavoro del settore. Al fine di effettuare una ricognizione sullo stato della trattativa e per confrontarci sulle praticabilità delle più utili modalità di contrasto da opporre ad una scriteriata posizione datoriale che, in estrema sintesi, mortifica l’apporto che quotidianamente le lavoratrici ed i lavoratori danno nelle singole imprese al settore intero in una fase della sua storia recente fra le più complesse e delicate, è convocata per il 15 dicembre 2017 (con inizio dei lavori dalle ore 10:00), presso l’AUDITORIUM di via Rieti, 13 in Roma, l’Assemblea Unitaria dei Delegati e dei Quadri di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs del Settore dei Servizi di Sicurezza Complementare ed Integrata. Si auspica la puntuale partecipazione di tutte le strutture interessate.

p.la FILCAMS CGILp.la FISASCAT CISLp. la UILTuCS

Roma, 23 novembre 2017

settore gioco legale Uni Gaming Global

Una delegazione della Filcams Cgil ha partecipato la scorsa settimana (8, 9 e 10 novembre) a Palma di Maiorca alla riunione di Uni Gaming Global, la rete dei sindacati mondiali che si occupano del settore gioco legale.

Tutelare l’occupazione

Nel corso delle varie sessioni di lavoro è stato fatto il punto circa la situazione del gioco legale nelle diverse aree del mondo, in un quadro che vede questo settore rappresentare una parte rilevante del prodotto interno lordo dei singoli paesi (in Italia il gioco legale è la terza industria in termini di PIL, subito dietro a FCA e Eni).

L’incontro internazionale è servito anche a valutare come lo spostamento delle vendite dalla rete fissa alla rete on line stia producendo effetti in termini di quantità e qualità della occupazione.

Regolamentare il settore

La discussione sulle infrastrutture, legate ad una sempre più incisiva innovazione tecnologica, insieme ad una rapidissima trasformazione a livello globale del settore, ha portato i partecipanti a formulare la necessità di intervento per coordinare una regolamentazione internazionale ed europea.

Al temine dei lavori è stato riconfermato alla presidenza di Uni Global Gaming l’argentino Daniel Amoroso. È stato infine presentato il piano di lavoro per il 2018 e 2019 tanto di Uni Gaming Global che di Uni Gaming Europe.

COMUNICATO SINDACALE

Alle lavoratrici e ai lavoratori del Gruppo Manital
e imprese consorziate e subappaltatrici

Il 10 novembre 2017 si è tenuto l’incontro con la dirigenza del Gruppo Manital per proseguire nel confronto in merito alla situazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto pulizie e servizi integrati/multiservizi dipendenti dalle società del medesimo gruppo.

Il Gruppo Manital ha illustrato il piano industriale e i relativi obiettivi che prevedono un sostanziale incremento di fatturato e dell’ebtda nel periodo 2017/2021, anche in funzione dell’attivazione di nuovi settori di intervento, che permetteranno al gruppo di presentarsi nel mercato consolidando le offerte sui servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi ampliati dei canali energetico e recupero del patrimonio storico architettonico.

Anche la realtà specifica di Olicar, pur registrando ancora delle criticità a causa dei ritardi di pagamento di alcune committenze, sta iniziando a dare i primi segnali positivi, a partire dall’ammissione del concordato presentato e il mantenimento dell’attuale portafogli clienti, che dovrebbero permettere di stabilizzare compiutamente la situazione a partire dai primi mesi del prossimo anno.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltrasporti-Uil hanno evidenziato la necessità che il Gruppo Manital fornisca formalmente un quadro chiaro e completo di tutta la situazione, anche riferita alle società consorziate ed ai subappalti in essere.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltrasporti-Uil hanno poi ribadito in modo chiaro che non sussistono condizioni per derogare a quanto dettato dal CCNL e che quindi gli stipendi alle lavoratrici ed ai lavoratori devono in ogni caso essere pagati regolarmente alle scadenze previste dal Contratto e dagli accordi vigenti

Il Gruppo Manital ha confermato l’erogazione delle retribuzioni di Ottobre 2017 nel rispetto delle modalità ribadite nel verbale del 4 ottobre u.s. e garantito il medesimo impegno anche per le retribuzioni di novembre 2017.

L’unica, particolare, situazione negativa riguarda la situazione di Olicar, poiché legata al concordato preventivo e all’avvio del nuovo soggetto societario. Il Gruppo Manital ha comunque assicurato che anche questa criticità troverà positiva soluzione entro il 21 p.v.

A seguito della richiesta delle OO. SS. di avere certezza del pieno riallineamento dell’erogazione delle retribuzioni dei prossimi mesi nei termini previsti dal CCNL, il Gruppo Manital ha rappresentato la necessità di verificare e approfondire alcuni aspetti prima di poter dare una risposta certa e definitiva, pertanto è stato concordato un nuovo incontro per il prossimo 21 novembre a Roma.

In tale occasione qualora il Gruppo Manital non confermasse le condizioni per il pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con il corretto e regolare pagamento degli stipendi, valuteremo l’attivazione di tutte le iniziative sindacali conseguenti.

FILCAMS CGIL-FISASCAT CISL-UILTRASPORTI UIL
NAZIONALI
Roma, 13 novembre 2017

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Filcams Cgil inaugura il sito  www.farmacie.blog, piazza virtuale dove far incontrare tutti gli addetti della filiera del settore farmacie, dai farmacisti ai commessi, ai dipendenti delle aziende di distribuzione.

Il contratto di lavoro per i dipendenti di farmacie speciali (le ex municipalizzate) è scaduto il 31 dicembre del 2015; per quello delle farmacie private dobbiamo risalire addirittura al 2013. Di fatto la trattativa per dare tutele normative e retributive ai lavoratori del settore ha saltato a piè pari un rinnovo e oggi ci troviamo in una situazione di stasi dovuta all’indisponibilità delle associazioni datoriali (Assofarm e Federfarma) a riaprire un tavolo negoziale.

Piazza virtuale

Per dare voce ai lavoratori del settore farmacie, Filcams Cgil ha inaugurato in questi giorni una nuova piazza virtuale, il sito www.farmacie.blog, una vera e propria “agorà” dove farmacisti, commessi e addetti alla distribuzione possono incontrarsi e prendere coscienza delle proprie condizioni di lavoro, dei propri diritti, contribuendo in prima persona alla discussione, formulando proposte o esprimendo un’opinione (anche critica, perché no) sulla conduzione di un confronto in stallo da fin troppo tempo.

Un po’ di numeri

In Italia (dato Istat aggiornato a marzo 2017) ci sono 18.549 farmacie, di cui 16.893 private e le rimanenti 1.656 (circa il 9% del totale) cosiddette speciali, pubbliche o partecipate da enti pubblici, che impiegano circa 70mila lavoratori. Per puro conto statistico, una farmacia ogni 3.250 abitanti.

I farmacisti laureati, in Italia, sono poco più di 70mila, portando ad un calcolo approssimativo di 4 laureati per farmacia (non è propriamente così, considerando che molti laureati lavorano nel settore, non nelle farmacie ma direttamente per le case farmaceutiche).

Fare massa critica

Con il suo blog, la Filcams Cgil si rivolge a costoro, confidando di riuscire a catalizzare l’attenzione di lavoratori difficili da contattare, inseriti in un contesto lavorativo particolare, spesso in un rapporto 1/1 con il datore di lavoro. Diffidenza e sconforto, poi, giocano a sfavore di un coinvolgimento massivo della categoria, nella convinzione che la professionalità acquisita con anni di studio e continuo aggiornamento possa essere sufficiente ad equiparare la figura del titolare e del dipendente solo perché parimenti laureati. Non è così.

Filcams Cgil ha avviato quindi, grazie al blog e ai profili social Facebook e Twitter, una campagna mirata a coinvolgere tutti gli addetti della filiera nella difficile fase di riapertura della trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro.

Un video per demolire i pregiudizi

Con un video realizzato ad hoc (qui il link https://youtu.be/tKkEP4ktUpI) si mira a smontare i tanti pregiudizi che aleggiano attorno alla figura del farmacista (appartenente ad un casta, ricchissimo per un lavoro tutto sommato facile-facile), portando nel contempo i farmacisti a considerare il sindacato come punto di riferimento per l’affermazione dei propri diritti, interlocutore preparato e puntuale su temi contrattuali o più specifici di organizzazione del lavoro.

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Leggi QUI tutti gli articoli sulla trattativa per il rinnovo dei contratti https://www.farmacie.blog/contratti/

Leggi QUI gli articoli sulle iniziative sindacali https://www.farmacie.blog/la-voce-della-rappresentanza/

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     Piattaforma rinnovo CCNL Imprese di Pulizia Artigiane 07/11/2017

I DATI INPS. Nel 2016 sono stati censiti 866.747 lavoratori domestici: sono diminuiti del 3,1% rispetto al 2015. Gli stranieri sono passati dagli 824.498 del 2012 ai 650.358 di oggi.

Badanti e colf in calo a livello complessivo, a causa di una consistente flessione della manodopera straniera. In compenso continuano a crescere gli addetti di nazionalità italiana. È il quadro aggiornato al 2016 del lavoro domestico in Italia che ieri è stato illustrato a Torino, nell’ambito del convegno “L’Italia non è più un Paese per famiglie?”, organizzato dall’associazione Nuova Collaborazione. Al centro della scena i dati Inps su colf e badanti che restituiscono con puntualità il peso economico e lo stato di salute di questo particolarissimo settore. Nel 2016 i lavoratori domestici censiti nello Stivale erano 866.747, in diminuzione del 3,1% rispetto all’anno precedente e di addirittura il 14,2% rispetto al 2012. Quest’ultimo fu l’anno di massima consistenza numerica del fenomeno, con più di 1 milione di collaboratori censiti (+12,3% rispetto all’anno precedente) a seguito della grande sanatoria degli extracomunitari irregolari. Se tuttavia si considerano i soli lavoratori di nazionalità italiana, il 2016 è stato il decimo anno consecutivo di crescita: gli addetti si sono attestati a quota 216.389 unità, l’1% in più sul 2015 e il 53,9% in più sul 2007. A determinare il calo complessivo sono stati essenzialmente i lavoratori stranieri: 650.358, il 4,3% in meno rispetto al 2015 ma soprattutto il 21,1% in meno rispetto all’anno boom del 2012, quando se ne contavano 824.498. «La flessione degli stranieri – ha sintetizzato Giulio Mattioni del servizio statistico dell’Inps – potrebbe essere imputata a due fattori: da un lato la crescita di domanda di colf e badanti italiane, dall’altra il fatto che molti stranieri emersi nel 2012 come lavoratori domestici siano passati nel frattempo ad altre mansioni». La composizione per genere dei lavoratori domestici evidenzia la netta prevalenza delle donne (763.880) pari all’88,1% del totale, con un trend in crescita negli ultimi anni (nel 2013 era l’83,5%). Dalla distribuzione per età dei lavoratori emerge che la classe d’età 45-49 anni è quella con la maggior frequenza (16,9%) e che anche per i lavoratori domestici, come per altre categorie, sono in crescita i lavoratori delle classi di età più elevate (dai 45 anni in poi) che nel 2016 rappresentano il 61% del totale, mentre nel 2013 costituivano solo il 50,4 per cento. La ripartizione per tipologia di rapporto di lavoro mostra, inoltre, che nel 2016 la maggior parte dei lavoratori domestici (487.272 pari al 56,2%) svolge l’attività di colf, mentre il 43,7% dei lavoratori domestici sono badanti. Da segnalare che la quota delle badanti è in crescita negli ultimi anni (nel 2013 era pari al 38,4%). Rispetto all’orario medio settimanale si osserva che nel 2016 circa il 35% dei lavoratori domestici ha un orario medio settimanale compreso entro le 24 ore. «Bisogna puntare – ha detto il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba – alla messa a regime di un sistema di detrazioni fiscali destinate alle famiglie che si avvalgono del lavoro domestico, vicino o uguale al 50 percento». A Torino, spiega il presidente di Nuova Collaborazione Alfredo Savia, «abbiamo avuto un momento di confronto tra decisori pubblici e privati, sui problemi della famiglia come datore di lavoro. Continueremo a concentrarci nello studio del fenomeno – ha concluso – anche nei prossimi mesi, con il lancio di un “Osservatorio” dedicato».

IL FENOMENO

Da un lato cresce la domanda di italiani, dall’altra molti immigrati sono passati nel frattempo ad altre mansioni

LA FOTOGRAFIA

866.747 i lavoratori domestici. Nel 2016 i lavoratori domestici erano 866.747, in calo del 3,1% rispetto al 2015 e del 14,2% rispetto al 2012. Il 2012 è stato l’anno del record con oltre un milione di collaboratori domestici

650.358 gli stranieri. Tra colf e badanti gli stranieri oggi sono 650.358, ossia il 4,3%in meno rispetto al 2015, ma soprattutto il 21,1% in meno rispetto al 2012 quando erano 824.498

763.880 la differenza di genere. La composizione per genere dei lavoratori domestici mostra la netta prevalenza delle donne.

sviluppo turistico sardegna

Ha voluto sottolineare l’importanza di nuove politiche di sviluppo turistico il convegno organizzato dalla Filcams Sardegna il 18 ottobre a Cagliari.

Per anni è prevalsa l’idea che le nostre bellezze paesaggistiche e la nostra storia fossero di per sé elementi sufficienti per attrarre flussi turistici interni ed esterni, ma quello che invece serve è un approccio industriale al settore che tenga conto di investimenti, mercato, scelte strategiche non rinviabili.

Nella sua relazione introduttiva, Simona Fanzecco, segretaria generale Filcams Sardegna, ha riportato alcuni dati sull’occupazione nel settore, che vede impiegati nel suo complesso oltre 120mila sardi, e ha tracciato un quadro delle criticità: differenze territoriali molto forti, carenza di infrastrutture, mancanza di valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico.

Molti gli interventi, degli assessori regionali Argiolas e Erriu, del deputato Cani e il consigliere regionale Moriconi, e poi i rappresentanti delle associazioni datoriali e il direttore generale della città di Cagliari Muntoni.

Tutti hanno concordato sulla necessità di fare sistema e di recuperare competitività con investimenti infrastrutturali e sulla qualità del servizio, consapevoli che i numeri sorprendenti del 2017 sono legati a fenomeni esterni, e ci vuole uno sforzo per renderli strutturali.

Condivisa anche la diagnosi dei mali da combattere: abusivismo e informalità che portano con sé mancanza di professionalità e bassa qualità. Il dibattito si è acceso sulle scelte da compiere, sui quali persistono visioni diverse, in particolare intorno alla nuova legge regionale sull’urbanistica.

Chiara la posizione della Filcams che ha ribadito la propria contrarietà a nuove costruzioni nella cosiddetta fascia dei 300 metri, sottolineando nel contempo la necessità di recuperare le situazioni di degrado e rendere gli interventi proporzionali ai volumi esistenti. “Se l’ampliamento consente a quelle strutture ricettive di adeguarsi rispetto alla creazione di nuovi servizi – ha detto Fanzecco – siam favorevoli, ma nello stesso tempo siamo per non creare nuove strutture o concedere ampliamenti incontrollati anche per le grandi strutture ricettive”.

Oltre alla tutela del territorio, l’altro elemento determinante per uno turismo sostenibile è, per la Filcams, il lavoro, che nel settore rimane povero e di cattiva qualità.

“Nonostante l’aumento delle presenze turistiche, non migliorano le condizioni di lavoro degli impiegati del settore, che spesso incontrano situazioni di vero e proprio sfruttamento” ha detto Luca De Zolt della Filcams Nazionale. “Bisogna dare centralità alla contrattazione, combattere i fenomeni di abuso, ma anche incentivare le formule che creino un solido rapporto tra territorio, turismo e lavoro, in modo che la ricchezza prodotta non venga drenata solo da speculatori e grandi gruppi, ma sia fonte di benessere per le comunità locali”.

Il sindacalista ha lanciato anche un appello ai rappresentanti della politica e delle istituzioni, che hanno tutti puntato il dito sulla necessità di destagionalizzare. “Non si può da una parte dire che non ci sono ancora politiche per la stagionalizzazione, e dall’altra sostenere che i lavoratori stagionali devono trovare un proprio reddito nei mesi invernali. Questa idea, che sta dietro l’intervento sulla NASPI, ha di fatto solo impoverito ancora di più i lavoratori del settore e gli spinti ancor di più verso l’irregolarità. Gli ammortizzatori sociali per il turismo vanno rivisti anche per spingere i lavoratori a pretendere di uscire dal lavoro nero, vero punto debole del sistema.”

Roma, 17 ottobre 2017



TESTO UNITARIO

Nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza di un incontro, effettuato presso il Miur il 3 u. s., da parte delle rappresentanza sindacali dei lavoratori Ex Lsu di Palermo e il Sottosegretario dello stesso ministero per affrontare il tema del proseguo occupazionale.

Occorre ricordare che i lavoratori sopra menzionati a tutt’oggi non rientrano nella Convenzione Consip Scuole e hanno finora visto applicato una normazione parzialmente diversa rispetto ai lavoratori ricompresi nella convenzione stessa.

Fermo restando quanto sopra, a seguito dell’incontro svolto il Sottosegretario ha affermato che la Ministra ha presentato alla Presidenza del Consiglio un progetto per l’internalizzazione dei lavoratori Ex Lsu di Palermo, nella misura dei posti Ata accantonati in tale territorio, a partire dal nuovo anno scolastico 2018/2019.

Alla luce di quanto sostenuto dal Miur per i lavoratori di Palermo, come risultante dal verbale definito nell’occasione e di cui si allega copia, abbiamo immediatamente predisposto una richiesta di incontro con la Ministra per chiedere che tale progetto di internalizzazione sia esteso a tutti i 18.000 lavoratori attualmente occupati negli appalti di servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle scuole.

Alleghiamo alla presente la richiesta di incontro e vi terremo tempestivamente informati sui riscontri che riceveremo in merito.

Elisa Camellini

Roma, 5 ottobre 2017

TESTO UNITARIO

In data 2 ottobre u. s. si è svolto il programmato incontro in oggetto a seguito di quanto richiesto dalle OO.SS. nella riunione del Tavolo di Monitoraggio presso il Miur svoltosi il 21 settembre u.s.

Nell’incontro sono state rappresentate dalle organizzazioni sindacali tutte le problematiche inerenti alle regioni Abruzzo, Marche, Umbria Lazio e Molise

Il Miur ha informato che rispetto la precedente riunione e le segnalazioni delle OO.SS., si sono evidenziate significative evoluzioni positive, in particolare:

le OO.SS. dopo aver segnalato diverse anomalie denunciate dai lavoratori, hanno richiesto ed ottenuto, l’immediato avvio sul territorio di un confronto con le imprese finalizzato a verificare l’esatta situazione relativa alla banca ore.

Elisa Camellini

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Confprofessioni, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto l’accordo che istituisce il fondo bilaterale di solidarietà per il sostegno al reddito nel settore delle attività professionali.

L’intesa prevede che gli studi, in un primo tempo aventi più di 3 lavoratori dipendenti e successivamente ridotti a 2, siano obbligati al versamento al fondo bilaterale di settore (Il FIS oggi prevede l’intervento dell’ammortizzatore dai 5 dipendenti in poi).
L’accordo prevede un assegno ordinario a favore dei lavoratori interessati da riduzione dell’orario di lavoro o da sospensione temporanea dell’attività lavorativa per cause previste dalla legislazione vigente in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.
Il fondo, inoltre, potrà prevedere una prestazione di sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti di studi professionali che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi tre-cinque anni.
Infine l’intesa ha definito che per i dipendenti degli studi aventi dimensioni inferiori alla soglia dimensionale per l’accesso al fondo, 3 e successivamente 2, le prestazioni verranno attivate dall’Ente Bilaterale Nazionale.
L’accordo istitutivo del fondo di solidarietà deve essere approvato dal Ministero e nella fase successiva si potrà procedere alle operazioni di costituzione degli Organi di gestione.
Il tema del sostegno al reddito rappresenta uno strumento importante che dovrà ulteriormente svilupparsi insieme alle altre prestazioni e coperture offerte dal sistema bilaterale. L’impegno assunto dalle parti sociali firmatarie dell’accordo è quello di addivenire, prossimamente, all’interno della contrattazione di secondo livello, alla costituzione degli sportelli territoriali al fine di promuovere ed erogare le prestazioni.

Scarica QUI il testo dell’accordo, in pdf stampabile.

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Il prossimo 9 ottobre si terrà nuovamente al Miur un incontro con la RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo, aggiudicataria dell’ appalto Consip Lotto 5 per i servizi di pulizie e manutenzione della scuole nelle province di Latina e Frosinone, del valore di svariati milioni di euro. “Dopo molte irregolarità denunciate dalle Organizzazione Sindacali a più riprese sui comportamenti della RTI, ora si è giunti ad una situazione insostenibile, con i lavoratori che non ricevono lo stipendio da oltre 2 mesi”. Così le Segreterie Nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti sintetizzano la condizione al limite della soglia di povertà di circa 600 lavoratori, che non ricevono stipendio da oltre 2 mesi, stipendi che variano dai 200 agli 800 euro al mese.

“Su richiesta del Ministero della Istruzione, abbiamo consegnato un dossier, destinato alla Consip, di documentazione dei gravi reiterati comportamenti datoriali in materia di organizzazione del lavoro, applicazione del contratto nazionale di lavoro e sicurezza sul lavoro, che i lavoratori della RTI subiscono sin dal 2014, anno in cui divenne titolare dell’appalto. Dopo che l’azienda si è resa indisponibile ad una recente convocazione del Miur con i Sindacati, il Ministero ha provveduto ad una nuova convocazione per il 9 ottobre. Intanto i lavoratori responsabilmente, nonostante senza stipendio, continuano a prestare la loro opera nelle scuole, ma ciò non potrà protrarsi ancora per molto” continuano le Organizzazioni Sindacali.

“Ciò che Ma.Ca.-Servizi Generali-Smeraldo stanno perpetrando è in chiara violazione della norme del protocollo Consip e precisamente del punto 6 delle norme generali della Convenzione. Come si evince con chiarezza dalla informativa dell’Autorità Garante, il compito dell’Anac non è solo la vigilanza sulle gare per gli appalti pubblici, ma anche quella sul rispetto delle regole e delle normative nella produzione dei servizi appaltati. Chiediamo quindi che anche Anac, oltre a Consip, si prenda carico di questa insopportabile situazione”.

Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti occorre che la Direttiva europea sugli appalti sia meglio interpretata dalle istituzioni italiane, ripristinando, sia dal punto di vista del lavoro che da quello dell’utenza, l’originaria centralità del valore sociale degli appalti, mettendo in campo tutti i necessari controlli perché cessino queste pratiche illegali, oltretutto sviluppate con ingenti quantitativi di denaro pubblico.

“Se non ci saranno interventi immediati e risolutivi per il ripristino dei diritti dei lavoratori e di normali condizioni di lavoro, ci vedremo costretti a attuare forme più incisive di lotta” concludono le organizzazioni sindacali.