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Roma, 2 dicembre 2016

Martedì 15 novembre 2016 si è tenuto il Coordinamento Salute e Sicurezza presso la sede della Filcams Cgil Nazionale in Roma. Alla riunione erano presenti un folto gruppo di RLS e Segretari/funzionari delegati a seguire la materia che rappresentavano gran parte delle Regioni Italiane.

Nella relazione d’apertura, il compagno Giovanni Dalò, ha prospettato ai presenti le iniziative intraprese dalla struttura nazionale, oltre alle attività da svolgere nell’anno 2017. In particolare ha evidenziato l’obiettivo della valorizzazione del ruolo propositivo e partecipativo degli RLS, dell’impegno corale e delle esperienze maturate attraverso le attività svolte nel contesto sui luoghi di lavoro nei diversi territori. Per favorire e condividere le esperienze e le relazioni tra gli RLS diviene essenziale intraprendere un percorso comune che, attraverso incontri periodici, organizzi un piano formativo che parta dai bisogni degli stessi RLS.

Il proposito del Coordinamento è quello di promuovere la prevenzione e considerarla elemento fondamentale della contrattazione collettiva, sostenendo l’immissione di uno specifico capitolo soprattutto al secondo livello di contrattazione. Un ulteriore obiettivo è quello di favorire, nel maggior numero di luoghi di lavoro possibile, la nomina degli RLS finalizzato al miglioramento delle condizioni di lavoro e favorendo le esperienze già collaudate e maturate in altri contesti.

Senza dubbio la formazione rappresenta una delle priorità in grado di definire un quadro strategico e operativo per lo sviluppo delle conoscenze e competenze specificatamente rivolte agli RLS e agli RLST, coinvolgendo nel contempo anche le figure della rappresentanza sindacale quali RSA e RSU.

Il Coordinamento di oggi ha il compito di individuare le priorità, definire le linee comuni fra i vari territori e individuare temi particolarmente sentiti così da poter indicare una linea di azione condivisa che individui e proponga soluzioni su specifiche problematiche che possano essere rivendicate nei diversi contesti di negoziazione e inseriti nella contrattazione di secondo livello, oltre ad individuare un metodo di diffusione delle informazioni e buona prassi messe in atto durate l’attività quotidianamente svolta.

Nei numerosi interventi che si sono susseguiti sono stati evidenziati i risultati ottenuti nei vari territori, anche se non in modo uniforme su tutto il territorio italiano.
Sono state evidenziate le criticità che la nostra categoria intercetta quotidianamente a seguito degli eterogenei settori che la Filcams rappresenta, problematiche scaturite anche dall’età anagrafica che avanza e che producono anche piccole limitazioni fisiche che mettono in seria difficoltà l’attività lavorativa. E’ emersa una forte richiesta di un percorso formativo ad ogni livello, che coinvolga anche RSA e RSU per rendere partecipi tutti in una visione collettiva dell’insieme della materia.

Altra tematica su cui il dibattito ha posto l’attenzione è quella relativa ad alcuni tipi di lavorazioni effettuate dai nostri iscritti che svolgono le proprie attività spesso in appalto e in situazione di grande rischio. Emergono inoltre sempre nuove forme di malattie professionali che sono sempre più presenti nei nostri settori (es. stress correlato).
A conclusione della giornata di lavoro del Coordinamento Salute e Sicurezza, la compagna Daria Banchieri ha raccolto quanto emerso dalla discussione come patrimonio di informazioni utile e necessario per avere una fotografia della situazione sui vari territori e per poter costruire un piano di lavoro di prospettiva.

Il primo obiettivo da porsi è quello di riuscire a superare l’occasionalità dell’attenzione al tema, troppo legato alle diverse sensibilità dei singoli funzionari, costruendo una struttura organizzativa che provi a “forzare” tutte le strutture almeno ad un approccio di base alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per fare ciò si insiste sulla necessità di una mappatura di tutti gli RLS presenti nella nostra categoria e la conseguente costituzione di coordinamenti a livello regionale.
Dalla sistematizzazione di coordinamenti regionali, si potrà costituire un nuovo coordinamento nazionale composto dalle rappresentanze dei coordinamenti regionali.
Questo tipo di struttura permette di assumersi responsabilità e ruoli diversi ad ogni livello, evitando attività ridondanti.

Un secondo importante obiettivo è quello di intensificare la formazione e l’informazione a 360°.
Su questi due argomenti, sempre nell’ottica di evitare sovrapposizione con percorsi territoriali e/o confederali, si propone di costituire 2 gruppi di lavoro che dovranno analizzare lo stato attuale e avanzare al coordinamento proposte operative. In particolare per quanto riguarda i percorsi formativi, la struttura nazionale si impegna a prevedere che gli stessi coinvolgano non solo Rls ma anche Rsa/Rsu, funzionari a tutti i livelli compresa la struttura nazionale.

L’informazione, ritenuta altrettanto strategica, può diventare, attraverso ad esempio una news letter, uno strumento di lavoro per tutti, facendo veicolare buone prassi, sentenze, e tutto quanto possa essere utile per la gestione del tema nella pratica quotidiana.

La struttura nazionale inoltre ha presentato i progetti attivati con Inca Nazionale sui settori della GDO, del multiservizi e della vigilanza, su cui verranno coinvolte di volta in volta regioni diverse, con l’obiettivo di passare da una sperimentazione ad una attività strutturata di collaborazione con il sistema dei patronati Cgil. Da questi progetti ci si aspetta un duplice risultato: la consegna da parte dell’Inca di dati importantissimi sulle condizioni di lavoro e il loro utilizzo per il miglioramento dell’attività lavorativa e per organizzare un intervento diretto sull’organizzazione del lavoro, inserendo le relative misure correttive nella contrattazione ad ogni livello.

La Filcams Nazionale nella consapevolezza dell’importanza che riveste anche in questo campo l’aspetto internazionale, ha ripreso a partecipare attivamente alle attività internazionali di cui darà conto di volta in volta al coordinamento.

Pertanto, come Struttura Nazionale, al fine di proseguire e mettere in atto quanto concordato nella giornata odierna, chiediamo di essere aggiornati sulla costituzione dei coordinamenti regionali e quindi di indicarci due nominativi per regione per strutturare l’attività al livello Nazionale.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Daria Banchieri – Giovanni Dalò

Roma, 14 settembre 2016

Proseguendo il percorso che ci vede partecipi, unitamente all’INCA, nel progetto sulla costante tutela ed emersione delle malattie professionali, formuliamo una brevissima sintesi per riepilogare quanto discusso e concordato l’8 settembre u.s. nella riunione congiunta tra la Filcams Naz., l’Inca Naz., la Filcams Regionale di Toscana e Liguria e l’Inca Regionale di Toscana e Liguria.
Durante la riunione i responsabili dell’Inca Nazionale hanno illustrato nei dettagli il progetto e la sua duplice finalità. Infatti, cosi come già avvenuto nei precedenti incontri, tra la struttura Nazionale della Filcams e l’Inca Nazionale, nel corso di questa riunione è riemerso l’interesse e l’utilità di sviluppare il progetto poiché lo stesso potrebbe quasi certamente portare notevoli vantaggi alla categoria e all’Inca perché, così come strutturato, recependo ed analizzando i risultati del questionario si avrebbero una moltitudine di informazioni da elaborare che ci permetteranno di seguire il lavoratore e la lavoratrice sia dal punto di vista sanitario che da quello della prevenzione, trasferendo in tal modo al lavoratore e alla lavoratrice un’assistenza “a tutto tondo” che si riesce ad fornire solo sommando tutte le sinergie.
Tutte le strutture Regionali della Filcams Cgil hanno rispettivamente rappresentato l’interesse a partecipare all’indagine evidenziando che si tratta di uno studio che va condotto con estrema importanza e serietà data la mole di dati sensibili e riservatissimi che il lavoratore dovrà affidare alle strutture della Filcams e Inca. In seguito, pur rilevando le evidenti difficoltà nel riscontrare un capillare coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici durante le assemblee, ma confidando nelle ottime finalità del progetto e nella sua riuscita, si riuscirà a produrre nelle prossime giornate un elenco di aziende le cui caratteristiche sono ottimali per la finalità del piano di lavoro.
Come Filcams Nazionale abbiamo ribadito che è interesse primario della categoria intraprendere un percorso attivo in merito alla tematica della Salute e Sicurezza nel settore della distribuzione, settore dove vi è un innalzamento dell’età media lavorativa con conseguenza di aumento esponenziale delle malattie professionali ben note ed altre che potrebbero venire alla luce in seguito alle mutate condizioni di lavoro o di una nuova organizzazione dello stesso sempre soggetto a continui cambiamenti. Per queste motivazioni si è deciso quindi di aderire al progetto immediatamente, limitando monetariamente solo ad alcune Regioni le aree di studio. I risultati attesi, tralasciando per un attimo l’aspetto medico che è riservato per ovvi motivi all’INCA, saranno usati per migliorare le condizioni lavorative dei lavoratori intervenendo ove possibile con interventi di carattere sindacale.
In merito alla riservatezza dei dati l’INCA ha assicurato a tutti i partecipanti alla riunione il massimo riserbo nel trattamento delle risposte del questionario oltre a tranquillizzarli che sarà pienamente rispettata la normativa in vigore sulla privacy.
Al termine della riunione e al fine di rendere operativo quanto concordato durante l’incontro si è ipotizzata una tabella di marcia e nello specifico si precisa che le Segreteria della Filcams delle Regioni interessate produrranno un screening significativo di aziende su cui intervenire. Successivamente per motivare gli RSA, RSU e RLS e fargli comprendere meglio la finalità del progetto si è concordato di organizzare degli attivi su scala Regionale/Territoriale con la presenza delle parti interessate, con il supporto anche del medico competente dell’Inca, nella seconda meta del mese di Ottobre o, al massimo, entro la prima metà del mese di Novembre prossimi, per iniziare con la distribuzione e successivo ritiro dei questionari nel mese di gennaio 2017.

p. la Presidenza INCA CGIL p. la Filcams Cgil Naz
S. Candeloro D.Banchieri – G.Dalò

Roma, 6 marzo 2013

Si è tenuto il 15 febbraio scorso il coordinamento SSL e Ambiente, con contemporaneo collegamento in videoconferenza, al quale hanno partecipato strutture e/o delegati delle seguenti regioni : Lombardia, Puglia, Lazio, Liguria, Veneto.

Con la presente, anche a causa della scarsa partecipazione, cerchiamo di fornirvi una nota sintetica di quanto sottoposto alla discussione del coordinamento.

Evitare il rischio “normalizzazione

Con la stessa logica con cui proponiamo alle aziende di rilanciare gli investimenti in prevenzione e sicurezza anche nei momenti di crisi, è necessario anche al nostro interno affrontare contrattualmente il tema della SSL con una strategia di attacco.

La gestione della salute  e della  sicurezza viene considerata troppo spesso un costo , e i "risparmi" sulla gestione della sicurezza e sulla manutenzione  si rivelano disastrosi, con una moltiplicazione dei costi anche sociali.

L’impresa che investe in sicurezza ha più probabilità di superare un momento di crisi, anche con la collaborazione dei lavoratori, e così l’Organizzazione Sindacale, rilanciando l “iniziativa con convinzione, ha maggiori possibilità di capitalizzare consenso e ottenere risultati su progetti rivendicativi specifici.

E’ importante in questa fase combattere l’ideologia arcaica che lega la produttività all’intensificazione dei ritmi e dei carichi di lavoro.

Dobbiamo affermare la connessione stretta tra lavoro di qualità, sicurezza e competitività dell’azienda.

Lavoro e salute si conciliano tramite investimenti e rispetto delle regole, affinché non si ripetano casi come l’ILVA o la Thyssenkrupp (dove si è posta la questione in termini di inaccettabile conflitto tra posto di lavoro e diritto alla salute).

Per questo, il coordinamento ha ritenuto utile individuare 5 linee operative, che senza avere l’ambizione di rappresentare un piano di indirizzo, possono fornire spunti e perimetri di iniziativa, soprattutto CONTRATTUALE, da riproporre anche all’ Assemblea Nazionale degli RLS , prevista per il 18 marzo prossimo a Bologna.

FORMAZIONE/INFORMAZIONE

Dall’attività legata ai Fondi Interprofessionali alle verifiche sull’attuazione dell’obbligo formativo nei termini previsti dall’Accordo Stato Regioni, l’interlocuzione con le aziende in tema di formazione offre molteplici terreni, sui quali è necessario proporre e rilanciare al di là dei meri adempimenti burocratici.

Sul fronte interno, la Filcams continua l’investimento legato al Piano di Formazione Nazionale, che prevede macroprogettazioni specifiche sul tema della sicurezza, con dirigenti territoriali della Filcams accreditatisi come formatori nazionali impegnati nelle realizzazione dei moduli e nella loro implementazione.

CONTRATTAZIONE

Pur in presenza di un forte ricatto occupazionale, che vediamo esplicitarsi in numerose procedure di ristrutturazione e tagli sul personale ormai quotidiani, dobbiamo perseguire la via rivendicativa in termini di ssl.

La recente disdetta di Federdistribuzione, che prefigura scenari contrattuali specifici per la GDO, e l’attività negoziale di due importanti tavoli di rinnovo (Turismo e Multiservizi) suggeriscono il tema come elemento di discussione non trascurabile, anche con l’obbiettivo di mantenere una interlocuzione ampia sui temi legati all’organizzazione del lavoro.

Non è da sottovalutare infatti il rischio concreto di deroghe e sviluppi negativi, favoriti da uno scenario che include l’art.8 della manovra 2011 e l’accordo separato sulla produttività.

RAPPRESENTANZA

Da proseguire l’iniziativa generale di elezione e diffusione di RLS in tutti i settori e in tutto il territorio.

L’art.47 del TU 81/2009 prevede elezione RLS nell’ambito aziendale e di
unità produttiva, e molte aziende tendono a proporre deroghe in pejus, al fine di ridurre la rappresentanza.

In questi termini, la deroga a quanto previsto dalla norma in sede di contrattazione (a qualsiasi livello) rappresenta una forma di elusione della norma stessa.

La legge è chiara nell’individuare l’obbligo di elezione anche nelle singole unità produttive, e la giurisprudenza ci indica come unità produttiva una "qualsiasi articolazione organizzativa dell’impresa, caratterizzata da un minimo di complessità, e intesa alla realizzazione di una o più parti dell’attività dell’impresa".
Pertanto, stando alla lettera della legge ed interpretando il concetto di unità produttiva come sino ad ora elaborato dai giudici, l’elezione RLS deve essere consentita per ogni singolo negozio/stabilimento/filiale che possegga i numeri previsti dalla legge.

Inoltre, secondo l’art.8 della finanziaria 2011, le intese modificative (derogatorie) dovranno salvaguardare in ogni caso “il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro”.

Si pone certamente il problema di individuare con esattezza i limiti derivanti da tali fonti normative, nella consapevolezza che molta parte del diritto del lavoro italiano costituisce attuazione di principi costituzionali e di obblighi internazionali e comunitari (come, appunto, la materia della salute e sicurezza del lavoro).

Tuttavia, con chiarezza è affermabile che:

- intervenire sul numero di RSL sia estraneo ai fini per cui la contrattazione collettiva di secondo livello può derogare alla legge, in base a quanto previsto dall’art.8

- la riduzione del numero di RSL (mediante accorpamento "virtuale" di più unità produttive) contrasti – operando una sostanziale riduzione del principio di sicurezza sul luogo di lavoro – con le norme costituzionali e sovranazionali in materia.

E’ pertanto consigliabile approcciare questo argomento con le aziende seguendo un percorso omogeneo in tutto il territorio nazionale, correggendo eventuali discrepanze, ove possibile, e incentivando, al contrario, la maggiore diffusione e non la riduzione degli RLS.

ASSISTENZA
L’organizzazione di servizi di assistenza per i nostri lavoratori passa necessariamente dall’acquisizione di competenze specifiche e dalla presa in carico di esigenze (politiche di genere, condizione dei migranti, ecc.).

Le malattie professionali e la loro crescita esponenziale ci suggeriscono di continuare l’operazione di conoscenza dei rischi specifici: fondamentale l’analisi delle condizioni di lavoro e la ricostruzione dei nessi causali.

Emergono poi nuovi disagi lavorativi legati a mansioni particolarmente gravose anche dal punto di vista psicologico: si è ipotizzato, confortati dai dati finora raccolti, un probabile legame tra liberalizzazione degli orari e aumento di stress, ma si è citato anche il caso della ristorazione autostradale, della Vigilanza Privata, dei Fast Food.

Le donne sono più colpite da malattie professionali a carattere psichico, suggerendo quindi la necessità di un approccio di genere ancora più accentuato in quei settori che potremmo definire “di frontiera”.

Il rischio concreto dell’inidoneità, che può comportare il licenziamento, rende ancora più importante l’opera di prevenzione, da progettare e incentivare anche mediante una attiva collaborazione sul territorio con i patronati.

E’ importante capovolgere il rapporto con INCA , coinvolgendoli fin dentro i nostri luoghi di lavoro, organizzando iniziative di prevenzione e non attendendo semplicemente al ruolo di tutela individuale in caso di necessità.

Sul terreno degli infortuni è importante acquisire un punto di vista nuovo : dato l’alto numero di infortuni in itinere, è utile veicolare il concetto di benessere complessivo, per uscire dal perimetro aziendale e creare continuità tra sicurezza sul lavoro e ambiente di vita.

Nei vari settori poi, è importante la conoscenza dei rischi specifici, che vanno dalla movimentazione carichi agli sbalzi termici , al rischio chimico .

PROMOZIONE

Su questo versante, molto spesso si trascurano possibilità che garantirebbero discussioni produttive con le aziende.

Ad esempio l’INAIL prevede sconti anche significativi (la cosiddetta oscillazione su prevenzione) per quelle aziende che effettuano interventi organizzativi, ambientali o di altro tipo, atti a favorire la prevenzione e la diminuzione dei fattori di rischio: tra la documentazione probante da presentare sono previsti anche accordi sindacali.

IL METODO

In sintesi, si è convenuto di valorizzare iniziative e proposte provenienti dai territori, che in alcuni casi sono già molto attivi su tutte le linee descritte, socializzando quanto realizzato e progettando per ogni territorio almeno una/due iniziative o attività su una delle linee proposte da effettuarsi entro la fine dell’anno. La presa in carico del tema non è cosa che si possa delegare, va valorizzata e promossa nell’attività quotidiana di contrattazione di ognuno.

Il coordinamento SSL, per sua natura organismo non burocratico, dovrebbe favorire la rottura degli schemi , bypassare i propri stessi limiti e fragilità, proporre sinergie e contaminazioni da tradursi in proposte e soluzioni concrete.

SECONDA ASSEMBLEA RLS e RLST 18 MARZO BOLOGNA

E’ stata poi presentata la Seconda Assemblea degli RLS Filcams, prevista a Bologna per il 18 marzo prossimo.

La proposta avanzata al coordinamento è stata quella di evidenziare le criticità di uno dei settori più esposti della nostra categoria, quello degli appalti di servizi.

Infatti, oltre ai rischi introdotti dalla riforma Fornero sulla questione della responsabilità solidale, questo settore sta vivendo il dramma della spending review e delle gare al massimo ribasso, che gettano lavoratrici e lavoratori nel pieno del ricatto occupazionale, come si richiamava in apertura.

E’ evidente che questa situazione, unita al concreto fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata e dell’illegalità diffusa, non favorisce la battaglia per la prevenzione, qui resa più difficile anche dai rischi da interferenza delle lavorazioni.

In occasione dell’Assemblea di Bologna, sarà presentata la trilogia delle guide per lavoratori e RLS realizzata dalla Filcams Nazionale per i tre settori (Commercio, Turismo e Servizi) , strumento utile per la diffusione di conoscenze

e per il reclutamento di nuovi militanti e partecipanti alla sfida per il benessere lavorativo.

p. la Segreteria della Filcams Nazionale

Giuliana Mesina

Link Correlati
     Manifesto RIGAS Rio
     Accordo quadro europeo settore dell'acconciatura

Dipartimento SALUTE SICUREZZA e AMBIENTE

Roma , 1 aprile 2011

il 22 marzo scorso si è tenuto il coordinamento SSL e Ambiente, alla presenza dei seguenti territori: Veneto, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Lombardia.

Cerchiamo di sintetizzare qui di seguito i temi affrontati in introduzione e le prossime attività in programma.

Il Contesto, il Contratto separato

La derubricazione del tema Salute e Sicurezza ad argomento di legge e non di negoziazione sindacale, o il suo scioglimento tramite procedimento giudiziario, non sono strade che ci permettono l’elevazione culturale che abbiamo identificato come un obbiettivo strategico già dal nostro primo coordinamento.

Detto questo, la domanda principale da porsi è : come si gestisce il tema della salute e sicurezza in una condizione come quella che si è venuta a concretizzare in questi ultimi mesi?

Mentre la copertura del principale CCNL della categoria va esaurendosi, la tendenza è quella di parlare di accordi anche ove questi non esistono, impedendo in alcuni casi una vera e propria presa di coscienza da parte di ampi settori del mondo del lavoro.

La natura negoziale del dialogo fra azienda e lavoratore va scomparendo, si è imboccato un sentiero di coercizione, dove si definiscono impropriamente “accordi” dei veri e propri regolamenti dettati dalle aziende.

Il tentativo di forzare verso l’aziendalizzazione delle relazioni contrattuali, nega la tradizione confederale e generalista di tutta la storia del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

E’ in questa stessa strategia, che si pone anche il contratto separato del Commercio: rilanciamo qui tutte le valutazioni già fatte, relative al cambio di paradigma delle altre OO.SS., alla loro scelta di proporsi non più come autonome organizzazioni di

rappresentanza, ma come interlocutori della controparte che nella funzione bilaterale pattuita hanno il loro limite di azione.

Da questa scelta discendono molte conseguenze, non ultima l’accettazione del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone che si intendono rappresentare, ormai solo nominalmente.

In questa situazione, viene facile, anzi facilissimo, agevolare il pensiero di matrice bocconiana, ideologia predominante fra le imprese, secondo il quale la Salute e Sicurezza non è materia di contrattazione.

In tutto il testo sottoscritto da Confcommercio, Fisascat e Uiltucs non v’è un accenno alla salute e sicurezza, non un intervento volto a migliorare il benessere lavorativo.

Ci si applica invece in un intervento odioso e punitivo verso il trattamento di malattia.

E’ fondamentale cogliere l’immensa portata di un tale ribaltamento logico: in mancanza di migliori foglie di fico, che possano coprire l’assoluta incapacità di un settore di affrontare la crisi, elaborare strategie, valorizzare le risorse, sE’ fondamentale cogliere l’immensa portata di un tale ribaltamento logico: in mancanza di migliori foglie di fico, che possano coprire l’assoluta incapacità di un settore di affrontare la crisi, elaborare strategie, valorizzare le risorse, si compie l’inimmaginabile, con l’incredibile complicità delle Organizzazioni Sindacali, e si scarica la colpa della scarsa produttività sulle fasce più deboli dei lavoratori, penalizzando ulteriormente chi già è in difficoltà.

E’ poi gravissima la negazione della politica solidaristica che ha caratterizzato la nascita della Repubblica Costituzionale Italiana, dopo il corporativismo del ventennio fascista. Come altro leggere la possibilità di sottrarsi ai versamenti contributivi del 2,44% all“INPS?

Questa la strada più facile, in assoluta convergenza con i meccanismi politici e sociali che stanno investendo il Paese da almeno due decenni: una parte consistente del Paese cessa di considerare un diritto pubblicamente garantito la propria aspirazione a una vita degna, finendo inevitabilmente per trasformare l’interazione sociale e politica in uno scambio tra chi è costretto a chiedere protezione e chi in cambio pretenderà fedeltà.
Discrezionalità dei padroni e dedizione dei servi, niente hanno a che fare con la DEMOCRAZIA.

La strada più corretta, più giusta, quella che passa dalla modernizzazione e dalla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro, quella che identifica la sicurezza come una leva della competitività e chiama le aziende in causa, le sfida a mettere in campo investimenti, è assolutamente ignorata. La salute e la sicurezza non sono mai tematiche incluse nei ragionamenti analitici sulla crisi economica. A dimostrazione ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, dell’arretratezza delle classe dirigente di questo paese.

Ma tornando alla Filcams e alla domanda che ci siamo posti in apertura: come mantenere al centro della discussione la qualità delle vita delle persone, come parlare ancora di salute e sicurezza in un contesto senza precedenti come quello in cui ci troviamo?

Tutto ciò ci introduce ad un altro tema cardine della vicenda dell’accordo separato, e cioè quello della contrattazione decentrata, e della grande mistificazione che vi si è costruita intorno.

Si è palesemente incatenata e mutilata la contrattazione di 2 livello, affermando di averla potenziata ed estesa.

L’ideologia dominante che vuole il tema ssl come un tema non sindacale o di contrattazione,aveva fino ad oggi consentito ugualmente, in alcuni casi, l’apertura di

spiragli negoziali, sebbene ancora con scarso margine di manovra.

Pensiamo a quelle aziende, della GDO soprattutto ma non solo, dove le caratteristiche dimensionali e la frammentazione organizzativa hanno fatto intravedere la convenienza di un accordo sindacale per la gestione dei diritti discendenti dal DL 81.

E’ senz’altro solo l’inizio di un percorso, che dobbiamo portare a compimento conquistando percorsi di eccellenza e portando le aziende a discutere sul nostro terreno. Le condizioni adesso saranno più difficili, forse in alcuni casi proibitive, ma dobbiamo continuare a presidiare il fronte, dobbiamo combattere la tentazione che porta a rimandare la questione a tempi migliori.

La difficoltà sta nel tenere alta la tensione, anche e soprattutto al nostro interno: cedere significherebbe negare quanto abbiamo sostenuto fino ad ora , e cioè che il tema ssl fosse strategico, irrinunciabile, non ghettizzabile.

Quindi, nel proseguire a presidiare ovunque e comunque i tavoli aperti con i temi della sicurezza, un ulteriore obiettivo strategico che abbiamo individuato è quello che va appunto in direzione contraria alla ghettizzazione: in tutte le iniziative in campo dobbiamo tessere il filo rosso della ssl.

La Filcams Nazionale e le Filcams territoriali, hanno un fittissimo programma di iniziative, qui ne citiamo solo alcune:

dalla battaglia politica e culturale “La festa non si vende”, alle iniziative seminariali sulla contrattazione di secondo livello, le mobilitazioni dei giovani del 9 aprile, la grande assemblea delle delegate e dei delegati del 16 aprile, le iniziative connesse ai tavoli contrattuali ancora aperti, le mobilitazioni diffuse, e tutte le platee che si apriranno fino allo sciopero generale del 6 maggio.

In ognuna di queste occasioni possiamo rappresentare la situazione anche citando la salute e la sicurezza, motivando e costruendo un pezzo di cultura in più, non concedendo alibi a chi la vorrebbe tema separato e “tecnico”, campo di specialisti o appassionati.

La stagione di attacco che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori è prima di tutto un attacco alla loro dignità di parte sociale, dalla quale non è scorporabile il diritto al benessere, alla salute, alla sicurezza.

LO STRESS LAVORO CORRELATO

Lo stress lavoro correlato, del quale abbiamo già parlato come di una straordinaria opportunità per approfondire percorsi, aprire tavoli, ottenere spazi di democrazia, pur con tutti i limiti che abbiamo cominciato a esperire, resta un argomento di grande rilevanza e grande portata, da non abbandonare per nessuna ragione nelle mani di specialisti esterni o di aziende.

Anche perché a parere nostro lo stress è indiscutibilmente un elemento da imputare ai fattori di rischio di AMBIENTI LAVORATIVI.

Dobbiamo combattere la deriva psicologista che tende a medicalizzare eccessivamente il problema, facendolo poi ricadere all’interno della responsabilità individuale delle lavoratrici o dei lavoratori colpiti da stress.

A questo proposito,vale quanto già detto prima in relazione alla contrattazione di secondo livello: in questo caso abbiamo la possibilità di approfondire il legame con elementi chiave dell’organizzazione del lavoro, quali orari, turni, carichi di lavoro, clima, percorsi di carriera, incarichi e formazione, ecc.

Inutile ribadire che non troveremo un terreno molto disponibile al confronto: è palese che la contrattazione di secondo livello, che con l’accordo separato si è voluta amputare di ogni possibilità, potrebbe essere recuperata, almeno in alcuni temi relativi all’organizzazione del lavoro, attraverso questo grimaldello.

LA BILATERALITA’

Un altro fronte da presidiare, sempre in relazione a quanto avvenuto con il contratto separato, ma con propaggini che vanno ben oltre il settore del terziario, è senz’altro il fronte della bilateralità e della PARITETICITA’.

Nella sostanza il rischio che una pariteticità (o bilateralità) deviata possono introdurre è lo stesso.

Infatti, il Ministero sta attrezzandosi per avviare la cosiddetta ASSEVERAZIONE: i compiti di questo tipo dovranno essere affidati agli OO.PP., tramite apposite commissioni bilaterali, ma senza aver ancora individuato con quali risorse.

E’ palese l’accento posto, con maggiore enfasi, sul ruolo di supporto alle imprese che possono esercitare gli OO.PP. : gli organismi paritetici verificano le attuazioni efficaci dei modelli di gestione della sicurezza, rilasciando una apposita “asseverazione”, della quale gli organismi di controllo devono tener conto in sede di pianificazione delle proprie attività di vigilanza, in modo che gli accessi ispettivi vengano pianificati in primo luogo in quelle aziende ove non abbia operato il “controllo sociale” della bilateralità.

E’ singolare la rassomiglianza con la certificazione dei contratti che gli enti bilaterali, nelle intenzioni di CISL e UIL, possono fornire.

Ed è anche facile immaginare come, in mancanza di una regolamentazione chiara e vincolante, e in mancanza di un apparato sanzionatorio efficace, avremo “asseverazioni” rilasciate degli enti più disparati: il mercato delle certificazioni si sta già attrezzando.

FINANZIAMENTI E FORMAZIONE

E’ importante poi notare come, in attuazione dell’art.11 comma 5 del DL81/2008, l’INAIL abbia pubblicato un bando da 60 MLN di Euro: una pioggia di finanziamenti alle imprese, attribuiti mediante un sistema simile al click day.

Dal 12 gennaio è stato possibile inviare le domande di finanziamento (fino a 100mila euro per ogni singolo progetto finanziabile), accolte in ordine cronologico di arrivo. In meno di un’ora i soldi a disposizione erano esauriti.

Non è prevista nessuna valutazione qualitativa sui progetti.

Le tipologie di progetti ammessi sono ampie: si va dagli investimenti per la sicurezza fino ad iniziative di formazione e informazione e l’adozione di modelli organizzativi diversi e più efficaci sotto il profilo della tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori.

Questa linea di finanziamento si stabilizzerà in crescendo, il bando 2011 di 60 milioni è solo un primo bando di un progetto triennale che prevede fino a 750 mln di stanziamento,
Tra le altre linee di finanziamento ci è poi quella Regionale, che prevede 30 mln di euro e che è specificamente dedicata ai progetti formativi (tanto che gli stessi OPT possono presentare progetti alle Regioni)

In tutta questa pioggia di finanziamenti, si fatica a intravedere un criterio di accesso che garantisca equità e qualità, e del tutto assente è un qualsiasi strumento di monitoraggio e controllo.

Nessuno sarà in grado di dire, dopo questi interventi, se nelle singole aziende, nei territori, o anche a livello generale, il rischio è diminuito.

Sul sito dell’Inail sono pubblicati i nomi delle 1400 imprese a cui sono stati assegnati i 60 milioni di fondi: vi invito a dare un’occhiata, a vigilare. Potrebbe essere uno strumento di discussione nel caso individuassimo aziende dove abbiamo relazioni sindacali.

Politicamente, la valutazione è preoccupante : una cifra così impegnativa di soldi pubblici viene erogata completamente FUORI da ogni forma di controllo sociale.
Rispetto ai Fondi Interprofessionali (che prevedono un accordo sindacale a corredo del progetto formativo presentato) qui siamo veramente alla liberalizzazione totale. Da questo ragionamento, e dalle condizioni strutturali del nostro sistema produttivo, discende ancora una volta la necessità di qualificare le imprese: il concetto va esteso, anche a tutto il sistema degli appalti, intensificando e rendendo obbligatorio il controllo pubblico.

DIPENDENZE

Viste le recenti uscite del Ministro Giovanardi che propone di estendere gli accertamenti sulle dipendenze da alcool e stupefacenti ai dipendenti statali , insegnanti e dipendenti RAI compresi, è importante vigilare anche su questo aspetto: la deriva repressiva e colpevolizzante è sempre in agguato.

Il problema c’è, nel mondo del lavoro come fuori. Ma affrontarlo “contro” i lavoratori consumatori di sostanze (non sempre classicamente “tossicodipendenti”), spesso precari e, per di più, avvalendosi di operatori (quelli dei SERT) sempre più precari anche loro, è un vero dramma nel dramma.

LAVORI USURANTI Il 9 marzo è stato votato all’unanimità dalla commissione lavoro della Camera il parere favorevole al decreto sui lavori usuranti (tema di cui si parla da oltre trent’anni).

Il Decreto, che deve passare all’approvazione del Consiglio dei Ministri e dovrebbe diventare operativo entro aprile, prevede di mandare in pensione, fino a tre anni prima rispetto agli altri, i lavoratori definiti dal decreto Salvi del 1999 (cave, miniere, gallerie, ecc), i lavoratori notturni, i conducenti di mezzi pubblici e i lavoratori alla catena di montaggio.

I finanziamenti stanziati nel bilancio a questo scopo, includono però una platea annuale di 5000 lavoratori: una stima sindacale identifica però in 15-18.000 i lavoratori che annualmente avrebbero il requisito per il pensionamento anticipato.

In Italia sono circa 800.000 i lavoratori impegnati in settori usuranti: per quello che riguarda la Filcams è senza dubbio il settore della Vigilanza privata che potrà essere il più interessato dal Decreto (si considera lavoratore notturno colui che ha effettuato almeno 64 notti di lavoro notturno, anche se esistono vari “scaglioni” nello schema di Decreto, cui vi rimandiamo per approfondire gli aspetti tecnici).

Da un punto di vista politico dobbiamo rilevare finalmente il recepimento per via legislativa di un concetto per noi molto importante : i lavoro NON SONO TUTTI UGUALI.
Rimangono però le criticità relative al tetto di compatibilità economica (o clausola di salvaguardia) che sottopone il godimento di un diritto al rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal Governo.

Questo significa che l’inevitabile scostamento tra il numero delle domande effettive e la copertura finanziaria potrebbe produrre l’ennesima lotteria che trasforma un diritto che dovrebbe essere di tutti in un privilegio di pochi.

PROGETTO DI CONTRATTAZIONE DI SITO FILCAMS/FP

Si tratta di un progetto pilota, elaborato con la Funzione Pubblica Nazionale e che parte ufficialmente in aprile: il tentativo è quello di rilanciare la sperimentazione sulla contrattazione di sito, tentando di ricomporre la frammentazione esistente nel mondo del lavoro almeno nell’ambito di salute e sicurezza.

Abbiamo individuato, a partire ovviamente dalle disponibilità della F.P., alcuni territori che potrebbero fare da avamposto, senza che questo precluda l’inclusione di altri che dovessero dichiararsi disponibili:

I luoghi su cui concentrare l’attenzione saranno strutture ospedaliere o sanitarie.

Si prevede dunque un lavoro congiunto tra le due Categorie nazionali e territoriali, per mettere in rete i diversi soggetti (RLS/RSU ecc) e elaborare piattaforme di sito che permettano avanzamenti.

Al termine del percorso, che prevede riunioni in itinere con le strutture nazionali, emergeranno linee guida finalizzate a concretizzare buone pratiche in tema di salute e sicurezza (al fine di omogeneizzare diritti e tutele).

Si rimanda in ogni caso al progetto e alla circolare allegata per il dettaglio.

PROGETTO SEMINARIALE FILCAMS

La proposta è quella di incentrare la discussione del seminario su un concetto-chiave, che ci permetta un’elaborazione ampia e di alto livello.

Il tema è quello della DEMOCRAZIA DELLA CONOSCENZA.

Il quadro politico e padronale sta portando avanti un attacco fortissimo a questo principio: i vincoli per la consultazione del DVR, la stessa natura di un documento di valutazione dei rischi che viene redatto da consulenti esterni che poi non hanno nessuna responsabilità giuridica,e così pure l’utilizzo che spesso ne viene fatto, ritorcendolo contro i lavoratori, sono tutti elementi che tendono a limitare la condivisione e la partecipazione delle informazioni.

I lavoratori devono riprendersi in carico, in PRIMA persona, la tutela della loro salute: noi dobbiamo attrezzarci ad affrontare questa fase di attacco durissimo anche attraverso la preparazione e al’aggiornamento dei nostri quadri.

Per questo, il nostro seminario, che si terrà entro giugno, sarà rivolto a una platea militante in grado di attivare percorsi di contaminazione e di rafforzamento della rappresentanza.
Coinvolgeremo competenze specifiche, scientifiche e contrattuali, per rimettere in asse il nostro percorso di avanzamento verso la piena sicurezza dei luoghi di lavoro e verso la piena realizzazione di un benessere lavorativo.

Stiamo lavorando sulle date e sulle disponibilità dei relatori.

Ci piacerebbe poi una prevedere una parte del seminario rivolta all’esterno, in grado di veicolare un messaggio specifico: La difesa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori passa, per noi, attraverso una ripresa e un’estensione dell’attività di contrattazione nei luoghi di lavoro e, quindi, attraverso un rafforzamento del Contratto nazionale.

Incentrare un seminario su salute e sicurezza sul tema della DEMOCRAZIA della CONOSCENZA ci sembra in linea con le battaglie più importanti che la CGIL e Incentrare un seminario su salute e sicurezza sul tema della DEMOCRAZIA della CONOSCENZA ci sembra in linea con le battaglie più importanti che la CGIL e la FILCAMS stanno mettendo in campo in questi mesi: la proposta su democrazia e rappresentanza non è lontana dal nostro concetto di partecipazione e di NON DELEGA.

La presa in carico delle problematiche legate al benessere, il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori è la condizione di partenza di una rinnovata volontà, quella di non abbandonare il progetto e l’obiettivo di un benessere pieno.

Il coordinamento ha proposto alcune temi di sperimentazione che potranno essere gli assi di una discussione che avrà anche un momento di progettazione contrattuale: fra questi segnaliamo l’approfondimento intorno ad alcune patologie tipiche della GDO, dovute ai movimenti ripetitivi, li settori ad alta incidenza infortunistica (mense e appalti), le declinazioni di genere degli interventi di prevenzione, la frammentazione del lavoro come ulteriore elemento di rischio (appalti , terziarizzazioni).

AMBIENTE A Fukushima si è verificato il terzo incidente più grave della storia in una centrale atomica.

Non c’era bisogno di questo per darci la convinzione che non è opportuno né auspicabile l’avvio in Italia di una nuova stagione nucleare.

Oggi, esattamente come nel secolo scorso, non esiste sicurezza assoluta per nessun tipo di centrale atomica ed è bene saperlo, anche come attivisti sindacali impegnati sui temi della salute e sicurezza, oltre che come cittadini.

Una discussione reale sull’ambiente non può concentrarsi semplicemente su NUCLEARE SI o NUCLEARE NO : piuttosto vogliamo rimettere in discussione le politiche liberiste degli ultimi decenni e parlare di un altro modello economico e sociale, fondato sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla gestione partecipativa delle comunità locali.

La DEMOCRAZIA della conoscenza parte anche da qui, dal riconoscimento di una nuova soggettività sociale che ha superato il binomio “espressione di un bisogno/delega al Palazzo” per farsi costruzione di un percorso di partecipazione collettiva dal basso che, afferma la necessità di un nuovo paradigma : su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono decidere.

OBIETTIVI ORGANIZZATIVI

Si conviene di proseguire nel lavoro di costruzione dell’anagrafe degli RLS e dell’archivio degli accordi. Si sollecitano quindi i territori a fornire, qualora non l’avessero già fatto a inviare i dati.

p. Filcams Nazionale

Giuliana Mesina