Category Archives: SALUTE SICUREZZA AMBIENTE

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Il 15 giugno si celebra il JusticeDay, la giornata internazionale di giustizia per le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie e della Vigilanza Privata.

La Filcams è da sempre impegnata, anche a livello europeo, per combattere al fianco dei lavoratori per migliorare le loro condizioni di lavoro, chiedendo rispetto e giustizia.

Lo scorso 17 maggio, infatti si è concluso il progetto, elaborato da UNI EUROPA in collaborazione con EFCI-FENI (parte datoriale) e finanziato dalla Commissione Europea, per la rielaborazione e l’aggiornamento della “Best Value Guide 2017 for Cleaning Services”.

La Guida è uno strumento pratico al servizio di amministrazioni (sia dei settori pubblici, sia dei settori privati) che aggiudicano e/o delle imprese che si aggiudicano servizi di pulizia.

La Guida serve a dare gli strumenti per valutare e selezionare le offerte secondo il criterio del Miglior Valore, altresì detto dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’obiettivo di base è quello di diffondere standard qualitativi e comuni, rispettosi delle normative sociali e contrattuali del lavoro, per sviluppare un mercato equo e sostenibile all’insegna di una leale e correttamente regolata concorrenza tra imprese.

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Anche Filcams aderisce, con la Cgil tutta, all’iniziativa di Caterpillar RadioRai2 “M’illumino di meno” per sostenere una cultura di sostenibilità e di risparmio energetico.

La giornata del risparmio energetico di quest’anno è il 24 febbraio: in

nome della sostenibilità Filcams e Cgil hanno invitato tutti i propri funzionari e collaboratori a spegnere tutti i dispositivi elettrici non indispensabili.

Oltre agli spegnimenti quest’anno gli organizzatori hanno invitato tutti coloro che aderiscono a compiere un gesto di condivisione contro lo spreco di risorse.

Filcams coglie l’invito segnalando il proprio progetto europeo, avviato lo scorso anno e tuttora in corso, finalizzato a promuovere la responsabilità sociale e una cultura della sostenibilità su temi che attengono la sfera sociale ed ambientale dell’attività imprenditoriale e sindacale.

Open Corporation

In particolare il progetto è finalizzato alla costruzione di un ranking sindacale – OPEN CORPORATION – delle imprese multinazionali, le quali vengono comparate e valutate sulla base di indicatori oggettivamente verificabili, tra i quali figurano le politiche, le azioni e gli investimenti economici a tutela dell’ambiente, volte a ridurre l’impatto ambientale, finalizzate all’acquisizione di certificazioni e/o standard di qualità, anche nell’assegnazione di appalti, nonché relative alla formazione/sensibilizzazione dei lavoratori, alla promozione di una mobilità dolce e di servizi di ristorazione a basso impatto.

Il progetto mira inoltre a sensibilizzare le organizzazioni sindacali, i Comitati aziendali europei e le imprese multinazionali sul tema ambientale attraverso la creazione e la diffusione di una check-list di uso pratico, destinata ad aiutare chi sta organizzando un evento o una riunione (che preveda la partecipazione di persone con necessità di utilizzare un mezzo di trasporto, alloggiare, mangiare e condividere materiale di lavoro) ovvero sta predisponendo una pubblicazione cartacea a porre in essere tutti gli accorgimenti necessari affinché l’impatto ambientale di tali attività sia il più basso possibile. La check-list è liberamente scaricabile al seguente link:

http://opencorporation.org/media/pdf/it/checklist_it.pdf  .

Roma, 2 dicembre 2016

Martedì 15 novembre 2016 si è tenuto il Coordinamento Salute e Sicurezza presso la sede della Filcams Cgil Nazionale in Roma. Alla riunione erano presenti un folto gruppo di RLS e Segretari/funzionari delegati a seguire la materia che rappresentavano gran parte delle Regioni Italiane.

Nella relazione d’apertura, il compagno Giovanni Dalò, ha prospettato ai presenti le iniziative intraprese dalla struttura nazionale, oltre alle attività da svolgere nell’anno 2017. In particolare ha evidenziato l’obiettivo della valorizzazione del ruolo propositivo e partecipativo degli RLS, dell’impegno corale e delle esperienze maturate attraverso le attività svolte nel contesto sui luoghi di lavoro nei diversi territori. Per favorire e condividere le esperienze e le relazioni tra gli RLS diviene essenziale intraprendere un percorso comune che, attraverso incontri periodici, organizzi un piano formativo che parta dai bisogni degli stessi RLS.

Il proposito del Coordinamento è quello di promuovere la prevenzione e considerarla elemento fondamentale della contrattazione collettiva, sostenendo l’immissione di uno specifico capitolo soprattutto al secondo livello di contrattazione. Un ulteriore obiettivo è quello di favorire, nel maggior numero di luoghi di lavoro possibile, la nomina degli RLS finalizzato al miglioramento delle condizioni di lavoro e favorendo le esperienze già collaudate e maturate in altri contesti.

Senza dubbio la formazione rappresenta una delle priorità in grado di definire un quadro strategico e operativo per lo sviluppo delle conoscenze e competenze specificatamente rivolte agli RLS e agli RLST, coinvolgendo nel contempo anche le figure della rappresentanza sindacale quali RSA e RSU.

Il Coordinamento di oggi ha il compito di individuare le priorità, definire le linee comuni fra i vari territori e individuare temi particolarmente sentiti così da poter indicare una linea di azione condivisa che individui e proponga soluzioni su specifiche problematiche che possano essere rivendicate nei diversi contesti di negoziazione e inseriti nella contrattazione di secondo livello, oltre ad individuare un metodo di diffusione delle informazioni e buona prassi messe in atto durate l’attività quotidianamente svolta.

Nei numerosi interventi che si sono susseguiti sono stati evidenziati i risultati ottenuti nei vari territori, anche se non in modo uniforme su tutto il territorio italiano.
Sono state evidenziate le criticità che la nostra categoria intercetta quotidianamente a seguito degli eterogenei settori che la Filcams rappresenta, problematiche scaturite anche dall’età anagrafica che avanza e che producono anche piccole limitazioni fisiche che mettono in seria difficoltà l’attività lavorativa. E’ emersa una forte richiesta di un percorso formativo ad ogni livello, che coinvolga anche RSA e RSU per rendere partecipi tutti in una visione collettiva dell’insieme della materia.

Altra tematica su cui il dibattito ha posto l’attenzione è quella relativa ad alcuni tipi di lavorazioni effettuate dai nostri iscritti che svolgono le proprie attività spesso in appalto e in situazione di grande rischio. Emergono inoltre sempre nuove forme di malattie professionali che sono sempre più presenti nei nostri settori (es. stress correlato).
A conclusione della giornata di lavoro del Coordinamento Salute e Sicurezza, la compagna Daria Banchieri ha raccolto quanto emerso dalla discussione come patrimonio di informazioni utile e necessario per avere una fotografia della situazione sui vari territori e per poter costruire un piano di lavoro di prospettiva.

Il primo obiettivo da porsi è quello di riuscire a superare l’occasionalità dell’attenzione al tema, troppo legato alle diverse sensibilità dei singoli funzionari, costruendo una struttura organizzativa che provi a “forzare” tutte le strutture almeno ad un approccio di base alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per fare ciò si insiste sulla necessità di una mappatura di tutti gli RLS presenti nella nostra categoria e la conseguente costituzione di coordinamenti a livello regionale.
Dalla sistematizzazione di coordinamenti regionali, si potrà costituire un nuovo coordinamento nazionale composto dalle rappresentanze dei coordinamenti regionali.
Questo tipo di struttura permette di assumersi responsabilità e ruoli diversi ad ogni livello, evitando attività ridondanti.

Un secondo importante obiettivo è quello di intensificare la formazione e l’informazione a 360°.
Su questi due argomenti, sempre nell’ottica di evitare sovrapposizione con percorsi territoriali e/o confederali, si propone di costituire 2 gruppi di lavoro che dovranno analizzare lo stato attuale e avanzare al coordinamento proposte operative. In particolare per quanto riguarda i percorsi formativi, la struttura nazionale si impegna a prevedere che gli stessi coinvolgano non solo Rls ma anche Rsa/Rsu, funzionari a tutti i livelli compresa la struttura nazionale.

L’informazione, ritenuta altrettanto strategica, può diventare, attraverso ad esempio una news letter, uno strumento di lavoro per tutti, facendo veicolare buone prassi, sentenze, e tutto quanto possa essere utile per la gestione del tema nella pratica quotidiana.

La struttura nazionale inoltre ha presentato i progetti attivati con Inca Nazionale sui settori della GDO, del multiservizi e della vigilanza, su cui verranno coinvolte di volta in volta regioni diverse, con l’obiettivo di passare da una sperimentazione ad una attività strutturata di collaborazione con il sistema dei patronati Cgil. Da questi progetti ci si aspetta un duplice risultato: la consegna da parte dell’Inca di dati importantissimi sulle condizioni di lavoro e il loro utilizzo per il miglioramento dell’attività lavorativa e per organizzare un intervento diretto sull’organizzazione del lavoro, inserendo le relative misure correttive nella contrattazione ad ogni livello.

La Filcams Nazionale nella consapevolezza dell’importanza che riveste anche in questo campo l’aspetto internazionale, ha ripreso a partecipare attivamente alle attività internazionali di cui darà conto di volta in volta al coordinamento.

Pertanto, come Struttura Nazionale, al fine di proseguire e mettere in atto quanto concordato nella giornata odierna, chiediamo di essere aggiornati sulla costituzione dei coordinamenti regionali e quindi di indicarci due nominativi per regione per strutturare l’attività al livello Nazionale.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Daria Banchieri – Giovanni Dalò

Roma, 14 settembre 2016

Proseguendo il percorso che ci vede partecipi, unitamente all’INCA, nel progetto sulla costante tutela ed emersione delle malattie professionali, formuliamo una brevissima sintesi per riepilogare quanto discusso e concordato l’8 settembre u.s. nella riunione congiunta tra la Filcams Naz., l’Inca Naz., la Filcams Regionale di Toscana e Liguria e l’Inca Regionale di Toscana e Liguria.
Durante la riunione i responsabili dell’Inca Nazionale hanno illustrato nei dettagli il progetto e la sua duplice finalità. Infatti, cosi come già avvenuto nei precedenti incontri, tra la struttura Nazionale della Filcams e l’Inca Nazionale, nel corso di questa riunione è riemerso l’interesse e l’utilità di sviluppare il progetto poiché lo stesso potrebbe quasi certamente portare notevoli vantaggi alla categoria e all’Inca perché, così come strutturato, recependo ed analizzando i risultati del questionario si avrebbero una moltitudine di informazioni da elaborare che ci permetteranno di seguire il lavoratore e la lavoratrice sia dal punto di vista sanitario che da quello della prevenzione, trasferendo in tal modo al lavoratore e alla lavoratrice un’assistenza “a tutto tondo” che si riesce ad fornire solo sommando tutte le sinergie.
Tutte le strutture Regionali della Filcams Cgil hanno rispettivamente rappresentato l’interesse a partecipare all’indagine evidenziando che si tratta di uno studio che va condotto con estrema importanza e serietà data la mole di dati sensibili e riservatissimi che il lavoratore dovrà affidare alle strutture della Filcams e Inca. In seguito, pur rilevando le evidenti difficoltà nel riscontrare un capillare coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici durante le assemblee, ma confidando nelle ottime finalità del progetto e nella sua riuscita, si riuscirà a produrre nelle prossime giornate un elenco di aziende le cui caratteristiche sono ottimali per la finalità del piano di lavoro.
Come Filcams Nazionale abbiamo ribadito che è interesse primario della categoria intraprendere un percorso attivo in merito alla tematica della Salute e Sicurezza nel settore della distribuzione, settore dove vi è un innalzamento dell’età media lavorativa con conseguenza di aumento esponenziale delle malattie professionali ben note ed altre che potrebbero venire alla luce in seguito alle mutate condizioni di lavoro o di una nuova organizzazione dello stesso sempre soggetto a continui cambiamenti. Per queste motivazioni si è deciso quindi di aderire al progetto immediatamente, limitando monetariamente solo ad alcune Regioni le aree di studio. I risultati attesi, tralasciando per un attimo l’aspetto medico che è riservato per ovvi motivi all’INCA, saranno usati per migliorare le condizioni lavorative dei lavoratori intervenendo ove possibile con interventi di carattere sindacale.
In merito alla riservatezza dei dati l’INCA ha assicurato a tutti i partecipanti alla riunione il massimo riserbo nel trattamento delle risposte del questionario oltre a tranquillizzarli che sarà pienamente rispettata la normativa in vigore sulla privacy.
Al termine della riunione e al fine di rendere operativo quanto concordato durante l’incontro si è ipotizzata una tabella di marcia e nello specifico si precisa che le Segreteria della Filcams delle Regioni interessate produrranno un screening significativo di aziende su cui intervenire. Successivamente per motivare gli RSA, RSU e RLS e fargli comprendere meglio la finalità del progetto si è concordato di organizzare degli attivi su scala Regionale/Territoriale con la presenza delle parti interessate, con il supporto anche del medico competente dell’Inca, nella seconda meta del mese di Ottobre o, al massimo, entro la prima metà del mese di Novembre prossimi, per iniziare con la distribuzione e successivo ritiro dei questionari nel mese di gennaio 2017.

p. la Presidenza INCA CGIL p. la Filcams Cgil Naz
S. Candeloro D.Banchieri – G.Dalò

Roma, 6 marzo 2013

Si è tenuto il 15 febbraio scorso il coordinamento SSL e Ambiente, con contemporaneo collegamento in videoconferenza, al quale hanno partecipato strutture e/o delegati delle seguenti regioni : Lombardia, Puglia, Lazio, Liguria, Veneto.

Con la presente, anche a causa della scarsa partecipazione, cerchiamo di fornirvi una nota sintetica di quanto sottoposto alla discussione del coordinamento.

Evitare il rischio “normalizzazione

Con la stessa logica con cui proponiamo alle aziende di rilanciare gli investimenti in prevenzione e sicurezza anche nei momenti di crisi, è necessario anche al nostro interno affrontare contrattualmente il tema della SSL con una strategia di attacco.

La gestione della salute  e della  sicurezza viene considerata troppo spesso un costo , e i "risparmi" sulla gestione della sicurezza e sulla manutenzione  si rivelano disastrosi, con una moltiplicazione dei costi anche sociali.

L’impresa che investe in sicurezza ha più probabilità di superare un momento di crisi, anche con la collaborazione dei lavoratori, e così l’Organizzazione Sindacale, rilanciando l “iniziativa con convinzione, ha maggiori possibilità di capitalizzare consenso e ottenere risultati su progetti rivendicativi specifici.

E’ importante in questa fase combattere l’ideologia arcaica che lega la produttività all’intensificazione dei ritmi e dei carichi di lavoro.

Dobbiamo affermare la connessione stretta tra lavoro di qualità, sicurezza e competitività dell’azienda.

Lavoro e salute si conciliano tramite investimenti e rispetto delle regole, affinché non si ripetano casi come l’ILVA o la Thyssenkrupp (dove si è posta la questione in termini di inaccettabile conflitto tra posto di lavoro e diritto alla salute).

Per questo, il coordinamento ha ritenuto utile individuare 5 linee operative, che senza avere l’ambizione di rappresentare un piano di indirizzo, possono fornire spunti e perimetri di iniziativa, soprattutto CONTRATTUALE, da riproporre anche all’ Assemblea Nazionale degli RLS , prevista per il 18 marzo prossimo a Bologna.

FORMAZIONE/INFORMAZIONE

Dall’attività legata ai Fondi Interprofessionali alle verifiche sull’attuazione dell’obbligo formativo nei termini previsti dall’Accordo Stato Regioni, l’interlocuzione con le aziende in tema di formazione offre molteplici terreni, sui quali è necessario proporre e rilanciare al di là dei meri adempimenti burocratici.

Sul fronte interno, la Filcams continua l’investimento legato al Piano di Formazione Nazionale, che prevede macroprogettazioni specifiche sul tema della sicurezza, con dirigenti territoriali della Filcams accreditatisi come formatori nazionali impegnati nelle realizzazione dei moduli e nella loro implementazione.

CONTRATTAZIONE

Pur in presenza di un forte ricatto occupazionale, che vediamo esplicitarsi in numerose procedure di ristrutturazione e tagli sul personale ormai quotidiani, dobbiamo perseguire la via rivendicativa in termini di ssl.

La recente disdetta di Federdistribuzione, che prefigura scenari contrattuali specifici per la GDO, e l’attività negoziale di due importanti tavoli di rinnovo (Turismo e Multiservizi) suggeriscono il tema come elemento di discussione non trascurabile, anche con l’obbiettivo di mantenere una interlocuzione ampia sui temi legati all’organizzazione del lavoro.

Non è da sottovalutare infatti il rischio concreto di deroghe e sviluppi negativi, favoriti da uno scenario che include l’art.8 della manovra 2011 e l’accordo separato sulla produttività.

RAPPRESENTANZA

Da proseguire l’iniziativa generale di elezione e diffusione di RLS in tutti i settori e in tutto il territorio.

L’art.47 del TU 81/2009 prevede elezione RLS nell’ambito aziendale e di
unità produttiva, e molte aziende tendono a proporre deroghe in pejus, al fine di ridurre la rappresentanza.

In questi termini, la deroga a quanto previsto dalla norma in sede di contrattazione (a qualsiasi livello) rappresenta una forma di elusione della norma stessa.

La legge è chiara nell’individuare l’obbligo di elezione anche nelle singole unità produttive, e la giurisprudenza ci indica come unità produttiva una "qualsiasi articolazione organizzativa dell’impresa, caratterizzata da un minimo di complessità, e intesa alla realizzazione di una o più parti dell’attività dell’impresa".
Pertanto, stando alla lettera della legge ed interpretando il concetto di unità produttiva come sino ad ora elaborato dai giudici, l’elezione RLS deve essere consentita per ogni singolo negozio/stabilimento/filiale che possegga i numeri previsti dalla legge.

Inoltre, secondo l’art.8 della finanziaria 2011, le intese modificative (derogatorie) dovranno salvaguardare in ogni caso “il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro”.

Si pone certamente il problema di individuare con esattezza i limiti derivanti da tali fonti normative, nella consapevolezza che molta parte del diritto del lavoro italiano costituisce attuazione di principi costituzionali e di obblighi internazionali e comunitari (come, appunto, la materia della salute e sicurezza del lavoro).

Tuttavia, con chiarezza è affermabile che:

- intervenire sul numero di RSL sia estraneo ai fini per cui la contrattazione collettiva di secondo livello può derogare alla legge, in base a quanto previsto dall’art.8

- la riduzione del numero di RSL (mediante accorpamento "virtuale" di più unità produttive) contrasti – operando una sostanziale riduzione del principio di sicurezza sul luogo di lavoro – con le norme costituzionali e sovranazionali in materia.

E’ pertanto consigliabile approcciare questo argomento con le aziende seguendo un percorso omogeneo in tutto il territorio nazionale, correggendo eventuali discrepanze, ove possibile, e incentivando, al contrario, la maggiore diffusione e non la riduzione degli RLS.

ASSISTENZA
L’organizzazione di servizi di assistenza per i nostri lavoratori passa necessariamente dall’acquisizione di competenze specifiche e dalla presa in carico di esigenze (politiche di genere, condizione dei migranti, ecc.).

Le malattie professionali e la loro crescita esponenziale ci suggeriscono di continuare l’operazione di conoscenza dei rischi specifici: fondamentale l’analisi delle condizioni di lavoro e la ricostruzione dei nessi causali.

Emergono poi nuovi disagi lavorativi legati a mansioni particolarmente gravose anche dal punto di vista psicologico: si è ipotizzato, confortati dai dati finora raccolti, un probabile legame tra liberalizzazione degli orari e aumento di stress, ma si è citato anche il caso della ristorazione autostradale, della Vigilanza Privata, dei Fast Food.

Le donne sono più colpite da malattie professionali a carattere psichico, suggerendo quindi la necessità di un approccio di genere ancora più accentuato in quei settori che potremmo definire “di frontiera”.

Il rischio concreto dell’inidoneità, che può comportare il licenziamento, rende ancora più importante l’opera di prevenzione, da progettare e incentivare anche mediante una attiva collaborazione sul territorio con i patronati.

E’ importante capovolgere il rapporto con INCA , coinvolgendoli fin dentro i nostri luoghi di lavoro, organizzando iniziative di prevenzione e non attendendo semplicemente al ruolo di tutela individuale in caso di necessità.

Sul terreno degli infortuni è importante acquisire un punto di vista nuovo : dato l’alto numero di infortuni in itinere, è utile veicolare il concetto di benessere complessivo, per uscire dal perimetro aziendale e creare continuità tra sicurezza sul lavoro e ambiente di vita.

Nei vari settori poi, è importante la conoscenza dei rischi specifici, che vanno dalla movimentazione carichi agli sbalzi termici , al rischio chimico .

PROMOZIONE

Su questo versante, molto spesso si trascurano possibilità che garantirebbero discussioni produttive con le aziende.

Ad esempio l’INAIL prevede sconti anche significativi (la cosiddetta oscillazione su prevenzione) per quelle aziende che effettuano interventi organizzativi, ambientali o di altro tipo, atti a favorire la prevenzione e la diminuzione dei fattori di rischio: tra la documentazione probante da presentare sono previsti anche accordi sindacali.

IL METODO

In sintesi, si è convenuto di valorizzare iniziative e proposte provenienti dai territori, che in alcuni casi sono già molto attivi su tutte le linee descritte, socializzando quanto realizzato e progettando per ogni territorio almeno una/due iniziative o attività su una delle linee proposte da effettuarsi entro la fine dell’anno. La presa in carico del tema non è cosa che si possa delegare, va valorizzata e promossa nell’attività quotidiana di contrattazione di ognuno.

Il coordinamento SSL, per sua natura organismo non burocratico, dovrebbe favorire la rottura degli schemi , bypassare i propri stessi limiti e fragilità, proporre sinergie e contaminazioni da tradursi in proposte e soluzioni concrete.

SECONDA ASSEMBLEA RLS e RLST 18 MARZO BOLOGNA

E’ stata poi presentata la Seconda Assemblea degli RLS Filcams, prevista a Bologna per il 18 marzo prossimo.

La proposta avanzata al coordinamento è stata quella di evidenziare le criticità di uno dei settori più esposti della nostra categoria, quello degli appalti di servizi.

Infatti, oltre ai rischi introdotti dalla riforma Fornero sulla questione della responsabilità solidale, questo settore sta vivendo il dramma della spending review e delle gare al massimo ribasso, che gettano lavoratrici e lavoratori nel pieno del ricatto occupazionale, come si richiamava in apertura.

E’ evidente che questa situazione, unita al concreto fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata e dell’illegalità diffusa, non favorisce la battaglia per la prevenzione, qui resa più difficile anche dai rischi da interferenza delle lavorazioni.

In occasione dell’Assemblea di Bologna, sarà presentata la trilogia delle guide per lavoratori e RLS realizzata dalla Filcams Nazionale per i tre settori (Commercio, Turismo e Servizi) , strumento utile per la diffusione di conoscenze

e per il reclutamento di nuovi militanti e partecipanti alla sfida per il benessere lavorativo.

p. la Segreteria della Filcams Nazionale

Giuliana Mesina

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il 21 dicembre scorso sono stati siglati gli accordi Stato-Regioni in materia di formazione per la sicurezza di lavoratori e datori di lavoro.
E’ importante innanzitutto precisare che l’applicazione dei contenuti presenti nell’accordo ha natura facoltativa, sebbene costituisca corretta applicazione dell’art.37 comma 7 D.Lgs 81/2008.
Questo significa che il datore di lavoro che realizzi una formazione di durata differente dovrà dimostrarne comunque l’adeguatezza e la specificità.
Per tale motivo, è importante sollecitare le aziende al rispetto degli accordi, monitorandone costantemente l’applicazione.
Da notare che gli accordi si riferiscono agli obblighi in tema di formazione ( e non informazione e addestramento, per i quali rimane valido quando stabilito rispettivamente dall’art.36 e dai Titoli del Decreto 81 relativi all’utilizzo di attrezzature).
E’ previsto per tutti i lavoratori un percorso formativo articolato in due momenti: una formazione generale di base, obbligatoria e uguale per tutti, e una successiva formazione specifica.
La formazione specifica a sua volta è articolata in corsi con ore definite in base alla classe di rischio (alto, medio, basso) in cui è catalogata l’attività prestata.
Il preposto dovrà svolgere, in aggiunta, anche la formazione particolare aggiuntiva relativa al ruolo ricoperto (antincendio, primo soccorso, ecc.).
Prevista poi anche una formazione specifica per i Dirigenti, strutturata in quattro moduli (giuridico-normativo, gestione e organizzazione, individuazione e valutazione rischi, comunicazione formazione e consultazione).
Un altro aspetto dell’accordo, che potrebbe sollevare criticità, è il riconoscimento della formazione a distanza (o e-learning) per i percorsi formativi generali dei lavoratori, dei dirigenti, per i corsi di aggiornamento periodici e per la formazione dei preposti.
Gli accordi prevedono la validità dell’e-learning a condizione che vengano adottate modalità tecniche in grado di tracciare le attività dell’allievo all’interno della piattaforma multimediale. Sono poi necessarie prove di autovalutazione in itinere ed è prevista la nomina di un tutor esperto come supporto all’attività di formazione.
Anche in questo caso rimangono le nostre perplessità, trattandosi di una formazione orientata alla prevenzione e alle conoscenza dei fattori di rischio, conoscenza che potrebbe essere penalizzata dalle modalità di erogazione a distanza.
L’accordo sui datori di lavoro, pur da valutare con cautela, offre però finalmente una base comune di conoscenze da possedere per poter esercitare il ruolo di RSPP, anche nel caso sia ricoperto dallo stesso datore di lavoro e non da un professionista esterno.
Come prevedibile, le aziende argomenteranno con le difficoltà economiche la necessità di non dare piena applicazione degli accordi: è evidente che non possiamo seguire questo pensiero, neanche da un punto di vista economico, potendo facilmente dimostrare il risparmio in termini di prevenzione e di calo degli indici infortunistici.
Rimane ancora pendente la questione della qualificazione della figura del formatore ed i soggetti formatori, demandata alla Commissione Consultiva Permanente, che dovrà elaborarne i criteri.
Per ora gli accordi prevedono quale requisito di base un’esperienza almeno triennale dei docenti e indicano una serie di soggetti formatori, fra i quali anche gli Organismi paritetici e gli Enti Bilaterali.
Questi debbono essere coinvolti preventivamente nella progettazione formativa, anche qualora non siano incaricati di realizzare i corsi.
Per inciso segnaliamo che fra i soggetti formatori sono previsti anche i Fondi Interprofessionali: vale in questo caso quanto già più volte comunicato in altre sedi e in altri contesti, e cioè l’invito ad agire con consapevolezza il ruolo negoziale in sede di stipula degli accordi sindacali a corredo dei progetti formativi.
E’ pertanto fondamentale, dopo aver realizzato la mappatura degli Enti Bilaterali in occasione del recente seminario sulla contrattazione della Filcams Nazionale, procedere anche a un’analisi della situazione degli Organismi Paritetici .
Siamo quindi a chiedere alle strutture di comunicarci in tempi brevi i seguenti dati:

Avere una fotografia della situazione a livello nazionale è essenziale per evitare pericolose derive verso enti non paritetici e per riaffermare il ruolo centrale delle rappresentanze dei lavoratori nella costruzione della prevenzione.
Vi alleghiamo, oltre ai testi dei due accordi, lo schema riassuntivo degli accordi predisposto da AIFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro), per l’estrema chiarezza con cui indica i contenuti essenziali degli accordi.

p. la Filcams Nazionale
Giuliana Mesina

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     NOTA ESPLICATIVA

Dipartimento Salute, Sicurezza e Ambiente

Oggetto: Decreto legislativo 21/04/2011 n.67 sui Lavori Usuranti

Care compagne, cari compagni,

l’11 maggio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, che prevede il diritto al pensionamento con tre anni di anticipo, rispetto agli altri lavoratori dipendenti, per i lavoratori impegnati in lavori usuranti.

Sono considerati ”usuranti” i lavori in gallerie, cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, in spazi sottomarini, quelli eseguiti ad alte temperature, in spazi ristretti, per asportazione dell’amianto, nonche’ alcuni lavori notturni, quelli delle cosiddette ‘linee catena’, le attivita’ di conduzione di determinati veicoli di trasporto collettivo.

In Italia si stima che siano circa 800.000 i lavoratori impegnati in settori usuranti: per quello che riguarda la Filcams è senza dubbio il settore della Vigilanza Privata che potrà essere il più interessato dal Decreto (si considera lavoratore notturno colui che ha effettuato almeno 64 notti di lavoro, anche se esistono vari “scaglioni” nello schema di Decreto, cui vi rimandiamo per approfondire gli aspetti tecnici ).

Da un punto di vista politico dobbiamo rilevare finalmente, dopo oltre trent’anni di lotte, il recepimento per via legislativa di un concetto per noi molto importante: i lavori NON SONO TUTTI UGUALI.
Rimangono però le criticità relative al tetto di compatibilità economica (o clausola di salvaguardia) che sottopone il godimento di un diritto al rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal Governo.
Questo significa che l’inevitabile scostamento tra il numero delle domande effettive e la copertura finanziaria potrebbe produrre l’ennesima lotteria che trasforma un diritto che dovrebbe essere di tutti in un privilegio di pochi.
E’ necessario poi prevedere una sorta di “sterilizzazione” dei periodi di cassa integrazione o altro ammortizzatore sociale, e cercare di superare il vincolo che lega il diritto al beneficio allo svolgimento del lavoro usurante nell’anno di maturazione del requisito.

In questo caso, la CGIL unitariamente con CISL e UIL sta portando avanti l’iniziativa per conquistare i miglioramenti procedurali che permetterebbero di superare le criticità ancora presenti, ma è importante che ogni struttura si impegni nella gestione di questo decreto, poiché saranno i lavoratori a dover dimostrare l’esistenza dei requisiti soggettivi per il godimento del beneficio e per quanto riguarda coloro che matureranno il requisito nel corso del 2011, il termine per presentare la domanda scade il 30 settembre prossimo.

A tal fine vi alleghiamo la nota tecnico-informativa predisposta da CGIL e INCA con preghiera di diffusione, attraverso il ruolo attivo delle delegate e dei delegati, in ogni posto di lavoro.

Un caro saluto.

Sabina Bigazzi Giuliana Mesina

Resp. Settore Vigilanza Privata Dip. Salute Sicurezza e Ambiente

Filcams Nazionale Filcams Nazionale

Allegati:
a. Decreto Legislativo n.67 del 21/04/2011
b. Nota informativa CGIL-INCA

Decreto legislativo 21/04/2011 n.67

Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’articolo 1 della legge 4 novembre 201, n. 183

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;
Visto l’articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183;
Visto l’articolo 1, commi 3, lettere da a) ad f), 90 e 91, della
legge 24 dicembre 2007, n. 247;
Visto l’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243, come
modificato dall’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247;
Visto l’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66;
Visto l’articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale in data 19 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 208 del 4 settembre 1999;
Sentite le organizzazioni sindacali comparativamente piu’
rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro in data 25
gennaio 2011;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 gennaio 2011;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
nella seduta del 10 febbraio 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 13 aprile 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze;

E m a n a


il seguente decreto legislativo:

Art. 1
Lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti
1. In deroga a quanto previsto all’articolo 1 della legge 23 agosto
2004, n. 243, come modificato dall’articolo 1 della legge 24 dicembre
2007, n. 247, possono esercitare, a domanda, il diritto per l’accesso
al trattamento pensionistico anticipato, fermi restando il requisito
di anzianita’ contributiva non inferiore a trentacinque anni e il
regime di decorrenza del pensionamento vigente al momento della
maturazione dei requisiti agevolati, le seguenti tipologie di
lavoratori dipendenti:
a) lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di
cui all’articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale in data 19 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 208 del 4 settembre 1999;
b) lavoratori notturni, come definiti e ripartiti ai soli fini
del presente decreto legislativo, nelle seguenti categorie:
1) lavoratori a turni, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera
g), del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che prestano la
loro attivita’ nel periodo notturno come definito alla lettera d) del
predetto comma 2, per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni
lavorativi all’anno non inferiore a 78 per coloro che maturano i
requisiti per l’accesso anticipato nel periodo compreso tra il 1°
luglio 2008 e il 30 giugno 2009 e non inferiore a 64 per coloro che
maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009;
2) al di fuori dei casi di cui al numero 1), lavoratori che
prestano la loro attivita’ per almeno tre ore nell’intervallo tra la
mezzanotte e le cinque del mattino di cui all’articolo 1, comma 2,
lettera d), del predetto decreto legislativo n. 66 del 2003, per
periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo;
c) lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le
voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
di cui all’elenco n. 1 contenuto nell’allegato 1 al presente decreto
legislativo, cui si applicano i criteri per l’organizzazione del
lavoro previsti dall’articolo 2100 del codice civile, impegnati
all’interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un
ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni
organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attivita’
caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo
lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a
flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate
dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione
degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla
manutenzione, al rifornimento materiali, ad attivita’ di regolazione
o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo
di qualita’;
d) conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a
9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.
2. Il diritto al trattamento pensionistico anticipato e’
esercitabile qualora i lavoratori di cui al comma 1 abbiano svolto
una o piu’ delle attivita’ lavorative di cui alle lettere a), b), c)
e d) del medesimo comma 1, secondo le modalita’ ivi previste, per un
periodo di tempo pari:
a) ad almeno sette anni, compreso l’anno di maturazione dei
requisiti, negli ultimi dieci di attivita’ lavorativa, per le
pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017;
b) ad almeno la meta’ della vita lavorativa complessiva, per le
pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2018.
3. Ai fini del computo dei periodi di cui al comma 2 si tiene conto
dei periodi di svolgimento effettivo delle attivita’ lavorative
indicate alle lettere a), b), c) ed), con esclusione di quelli
totalmente coperti da contribuzione figurativa.
4. A decorrere dal 1° gennaio 2013, i lavoratori dipendenti di cui
al comma 1 conseguono il diritto al trattamento pensionistico con
un’eta’ anagrafica ridotta di tre anni ed una somma di eta’
anagrafica e anzianita’ contributiva ridotta di tre unita’ rispetto
ai requisiti previsti dalla Tabella B di cui all’Allegato 1della
legge 24 dicembre 2007, n. 247. Restano fermi gli adeguamenti dei
requisiti agli incrementi della speranza di vita previsti
dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
5. In via transitoria, per il periodo 2008-2012 i lavoratori di cui
al comma 1 conseguono il diritto al trattamento pensionistico in
presenza dei seguenti requisiti:
a) per il periodo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno
2009, un’eta’ anagrafica ridotta di un anno rispetto a quella
indicata nella Tabella A di cui all’allegato 1della legge n. 247 del
2007;
b) per il periodo compreso tra il 1° luglio 2009 e il 31 dicembre
2009, un’eta’ anagrafica ridotta di due anni ed una somma di eta’
anagrafica e anzianita’ contributiva inferiore di due unita’ rispetto
ai requisiti indicati per lo stesso periodo nella Tabella B di cui
all’allegato 1 della legge n. 247 del 2007;
c) per l’anno 2010, un’eta’ anagrafica ridotta di due anni ed una
somma di eta’ anagrafica e anzianita’ contributiva ridotta di una
unita’ rispetto ai requisiti indicati per lo stesso periodo nella
predetta Tabella B;
d) per gli anni 2011 e 2012, un’eta’ anagrafica inferiore ridotta
di tre anni ed una somma di eta’ anagrafica e anzianita’ contributiva
ridotta di due unita’ rispetto ai requisiti indicati per lo stesso
periodo nella medesima Tabella B.
6. Per i lavoratori che prestano le attivita’ di cui al comma 1,
lettera b), numero 1), per un numero di giorni lavorativi annui
inferiori a 78 e che maturano i requisiti per l’accesso anticipato
dal 1° luglio 2009, la riduzione del requisito di eta’ anagrafica
prevista ai commi 4 e 5 non puo’ superare:
a) un anno per coloro che svolgono le predette attivita’ per un
numero di giorni lavorativi all’anno da 64 a 71;
b) due anni per coloro che svolgono le predette attivita’
lavorativa per un numero di giorni lavorativi all’anno da 72 a 77.
7. Ai fini dell’applicazione del comma 6, e’ considerata, tra le
attivita’ di cui alle lettere a) e b) del comma medesimo, quella
svolta da ciascun lavoratore per il periodo di tempo piu’ lungo
nell’ambito del periodo di tempo minimo di cui al comma 2 e, nel caso
di svolgimento per un periodo di tempo equivalente, quella di cui
alla lettera b). Qualora il lavoratore di cui al comma 6 abbia svolto
anche una o piu’ delle attivita’ di cui alle altre fattispecie
indicate alle lettere a), b), c) e d) del comma 1, si applica il
beneficio ridotto previsto dal predetto comma 6 solo se, prendendo in
considerazione il periodo complessivo in cui sono state svolte le
attivita’ di cui alle predette lettere a), b), c) e d), le attivita’
specificate al comma 6 medesimo siano state svolte per un periodo
superiore alla meta’.
8. Sono fatte salve le norme di miglior favore per l’accesso
anticipato al pensionamento, rispetto ai requisiti previsti
nell’assicurazione generale obbligatoria. Tali condizioni di miglior
favore non sono cumulabili o integrabili con le disposizioni del
presente articolo.
9. I benefici di cui al presente articolo spettano, fermo restando
quanto disciplinato dall’articolo 3, con effetto dalla prima
decorrenza utile dalla data di entrata in vigore del presente decreto
purche’, in ogni caso, successiva alla data di cessazione del
rapporto di lavoro.

Art. 2
Modalita’ di presentazione della domanda per l’accesso al beneficio e
relativa documentazione
1. Ai fini dell’accesso al beneficio di cui all’articolo 1, il
lavoratore interessato deve trasmettere la relativa domanda e la
necessaria documentazione:
a) entro il 30 settembre 2011 qualora abbia gia’ maturato o
maturi i requisiti agevolati di cui all’articolo 1 entro il 31
dicembre 2011;
b) entro il 1° marzo dell’anno di maturazione dei requisiti
agevolati qualora tali requisiti siano maturati a decorrere dal 1°
gennaio 2012.
2. La domanda di cui al comma 1, presentata all’Istituto
previdenziale presso il quale il lavoratore e’ iscritto, deve essere
corredata da copia o estratti della documentazione prevista dalla
normativa vigente al momento dello svolgimento delle attivita’ di cui
all’articolo 1 e dagli elementi di prova in data certa da cui emerga
la sussistenza dei requisiti necessari per l’anticipo del
pensionamento secondo quanto previsto dall’articolo 1, con
riferimento sia alla qualita’ delle attivita’ svolte sia ai necessari
periodi di espletamento come stabilito dal medesimo articolo 1, sia
alla dimensione ed all’assetto organizzativo dell’azienda, riferibili
a:
a) prospetto di paga;
b) libro matricola, registro di impresa ovvero il libro unico del
lavoro;
c) libretto di lavoro;
d) contratto di lavoro individuale indicante anche il contratto
collettivo nazionale, territoriale, aziendale e il livello di
inquadramento;
e) ordini di servizio, schemi di turnazione del personale,
registri delle presenze ed eventuali atti di affidamento di incarichi
o mansioni;
f) documentazione medico-sanitaria;
g) comunicazioni ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, per il periodo di vigenza di tale
disposizione, ovvero comunicazioni di cui all’articolo 5, comma 1;
h) comunicazioni di cui all’articolo 5, comma 2;
i) carta di qualificazione del conducente di cui all’articolo 18
del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, e certificato di
idoneita’ alla guida.
l) documento di valutazione del rischio previsto dalle vigenti
disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
m) comunicazioni di assunzione ai sensi dell’articolo 9-bis,
comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive
modificazioni;
n) dichiarazione di assunzione ai sensi dell’articolo 4-bis,
comma 2, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n.181, contenente le
informazioni di cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152;
o) altra documentazione equipollente.
3. L’ente previdenziale dal quale deve essere erogato il
trattamento pensionistico comunica, secondo quanto previsto dal
decreto di cui all’articolo 4, all’interessato, nel caso in cui
l’accertamento abbia avuto esito positivo, la prima decorrenza utile
del trattamento pensionistico, la quale resta subordinata alla
presentazione all’ente medesimo della domanda di pensionamento
dell’interessato ai fini della verifica dell’integrazione dei
requisiti previsti.
4. La presentazione della domanda oltre i termini stabiliti dal
comma 1 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il
differimento del diritto alla decorrenza del trattamento
pensionistico anticipato pari a:
a) un mese, per un ritardo della presentazione compreso in un
mese;
b) due mesi, per un ritardo della presentazione compreso tra un
mese e due mesi;
c) tre mesi per un ritardo della presentazione di tre mesi ed
oltre.
5. A decorrere dal mese successivo alla data di pubblicazione del
decreto di cui all’articolo 4, vengono adottate modalita’ di
rilevazione, secondo quanto stabilito con il predetto decreto, dello
svolgimento da parte del lavoratore e nel relativo periodo, delle
attivita’ di cui all’articolo 1.
6. Il datore di lavoro e’ tenuto a rendere disponibile per il
lavoratore la documentazione di cui al comma 2, tenuto conto degli
obblighi di conservazione della medesima.

Art. 3
Meccanismo di salvaguardia
1. Qualora nell’ambito della funzione di accertamento del diritto
emerga, dal monitoraggio delle domande presentate ed accolte, il
verificarsi di scostamenti del numero di domande rispetto alle
risorse finanziarie di cui all’articolo 7, la decorrenza dei
trattamenti e’ differita, con criteri di priorita’ in ragione della
maturazione dei requisiti agevolati di cui all’articolo 1, commi 4, 5
e 6, individuati con il decreto di cui all’articolo 4, e, a parita’
degli stessi, in ragione della data di presentazione della domanda,
al fine di garantire un numero di accessi al pensionamento, sulla
base dei predetti requisiti agevolati, non superiore al numero di
pensionamenti programmato in relazione alle predette risorse
finanziarie.

Art. 4
Modalita’ attuative
1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative dei
lavoratori e dei datori di lavoro sul piano nazionale, sono adottate
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, le necessarie disposizioni attuative, con
particolare riferimento:
a) all’espletamento del monitoraggio e della procedura di cui
all’articolo 3, da effettuarsi con il procedimento di cui
all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, eventualmente
anche al fine di fornire indicazioni agli enti previdenziali per la
specificazione, ove necessario, dei criteri da seguire
nell’espletamento del procedimento di cui alla lettera b);
b) alla disciplina del procedimento accertativo in relazione alla
documentazione di cui all’articolo 2, con particolare riferimento
all’accertamento delle attivita’ di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera c), e del rispetto dei requisiti quantitativi di lavoro di
cui all’articolo 1, commi 1, lettera b), 2 e 6;
c) alle comunicazioni che l’ente previdenziale erogatore del
trattamento pensionistico fornisce all’interessato in esito alla
presentazione della domanda di cui all’articolo 2;
d) alla predisposizione di criteri da seguire nell’espletamento
dell’attivita’ di verifica ispettiva da parte del personale ispettivo
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonche’ degli enti
che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria;
e) alle modalita’ di utilizzo da parte dell’ente previdenziale
delle informazioni relative alla dimensione, all’assetto
organizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali,
anche come risultanti dall’analisi dei dati amministrativi in
possesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratori
nei confronti degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento
all’accertamento delle attivita’ di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera c), e ai relativi periodi di cui al comma 2 del medesimo
articolo 1;
f) alle disposizioni relative alle modalita’ di rilevazione, per
i periodi di lavoro decorrenti dal 2011, dello svolgimento da parte
del lavoratore e nel relativo periodo delle attivita’ di cui
all’articolo 1, commi 1 e 6;
g) alla individuazione dei criteri di priorita’ di cui
all’articolo 3;
h) alle forme e modalita’ di collaborazione tra enti che
gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolare
riferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordine
alle tipologie di lavorazioni di cui all’articolo 1, commi 1 e 6.

Art. 5
Obblighi di comunicazione
1. Il datore di lavoro, anche per il tramite dell’associazione cui
aderisca o conferisca mandato, o dei soggetti di cui all’articolo 1
della legge 11 gennaio 1979, n. 12, comunica, esclusivamente per via
telematica, alla Direzione provinciale del lavoro competente per
territorio e ai competenti istituti previdenziali, con periodicita’
annuale, l’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo
o compreso in regolari turni periodici, nel caso in cui occupi
lavoratori notturni cosi’ come definiti all’articolo 1, comma 1,
lettera b).
2. Il datore di lavoro che svolge le lavorazioni indicate
dall’articolo 1, comma 1, lettera c), e’ tenuto a darne comunicazione
alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio e ai
competenti istituti previdenziali entro trenta giorni dall’inizio
delle medesime. In sede di prima applicazione della presente
disposizione, la comunicazione e’ effettuata entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
3. L’omissione di ognuna delle comunicazioni di cui ai commi 1 e 2
e’ punita con la sanzione amministrativa da 500 euro a 1500 euro. Si
applica quanto previsto dall’articolo 13, comma 2 e seguenti, del
decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.

Art. 6
Disposizioni sanzionatorie
1. Ferme restando l’applicazione della disciplina vigente in
materia di revoca del trattamento pensionistico e di ripetizione
dell’indebito e le sanzioni penali prescritte dall’ordinamento nel
caso in cui il fatto costituisca reato, qualora i benefici
previdenziali di cui all’articolo 1 siano stati conseguiti
utilizzando documentazione non veritiera, chi ha fornito tale
documentazione e’ tenuto al pagamento in favore degli istituti
previdenziali, a titolo di sanzione, di una somma pari al doppio di
quanto indebitamente erogato.
2. Il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali nonche’ degli enti che gestiscono forme di
assicurazione obbligatoria verifica la veridicita’ della
documentazione di cui all’articolo 2.

Art. 7
Copertura finanziaria
1. Agli oneri di cui al presente decreto legislativo, valutati in
312 milioni di euro per l’anno 2011, 350 milioni di euro per l’anno
2012 e 383 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013 si provvede a
valere sulle risorse del Fondo di cui all’articolo 1, comma 3,
lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247, appositamente
costituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 21 aprile 2011

Allegato 1
(di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c)

Elenco n. 1

|========|=======================================
| Voce | Lavorazioni
|========|=======================================
| 1462 | Prodotti dolciari; additivi per bevande e |
| | altri alimenti |
|——–|————————————————-|
| | Lavorazione e trasformazione delle resine |
| 2197 | sintetiche e dei materiali polimerici |
| | termoplastici e termoindurenti; produzione |
| | di articoli finiti, etc. |
|——–|————————————————-|
| 6322 | Macchine per cucire e macchine rimagliatrici |
| | per uso industriale e domestico |
|——–|————————————————-|
| 6411 | Costruzione di autoveicoli e di rimorchi |
|——–|————————————————-|
| | Apparecchi termici: di produzione di vapore, |
| 6581 | di riscaldamento, di refrigerazione, di |
| | condizionamento |
|——–|————————————————-|
| 6582 | Elettrodomestici |
|——–|————————————————-|
| 6590 | Altri strumenti ed apparecchi |
|——–|————————————————-|
| 8210 | Confezione con tessuti di articoli per |
| | abbigliamento ed accessori; etc. |
|——–|————————————————-|
| | Confezione di calzature in qualsiasi |
| 8230 | materiale, anche limitatamente a singole |
| | fasi del ciclo produttivo |
|========|======================================

Dipartimento SALUTE SICUREZZA e AMBIENTE

Roma , 1 aprile 2011

il 22 marzo scorso si è tenuto il coordinamento SSL e Ambiente, alla presenza dei seguenti territori: Veneto, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Lombardia.

Cerchiamo di sintetizzare qui di seguito i temi affrontati in introduzione e le prossime attività in programma.

Il Contesto, il Contratto separato

La derubricazione del tema Salute e Sicurezza ad argomento di legge e non di negoziazione sindacale, o il suo scioglimento tramite procedimento giudiziario, non sono strade che ci permettono l’elevazione culturale che abbiamo identificato come un obbiettivo strategico già dal nostro primo coordinamento.

Detto questo, la domanda principale da porsi è : come si gestisce il tema della salute e sicurezza in una condizione come quella che si è venuta a concretizzare in questi ultimi mesi?

Mentre la copertura del principale CCNL della categoria va esaurendosi, la tendenza è quella di parlare di accordi anche ove questi non esistono, impedendo in alcuni casi una vera e propria presa di coscienza da parte di ampi settori del mondo del lavoro.

La natura negoziale del dialogo fra azienda e lavoratore va scomparendo, si è imboccato un sentiero di coercizione, dove si definiscono impropriamente “accordi” dei veri e propri regolamenti dettati dalle aziende.

Il tentativo di forzare verso l’aziendalizzazione delle relazioni contrattuali, nega la tradizione confederale e generalista di tutta la storia del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

E’ in questa stessa strategia, che si pone anche il contratto separato del Commercio: rilanciamo qui tutte le valutazioni già fatte, relative al cambio di paradigma delle altre OO.SS., alla loro scelta di proporsi non più come autonome organizzazioni di

rappresentanza, ma come interlocutori della controparte che nella funzione bilaterale pattuita hanno il loro limite di azione.

Da questa scelta discendono molte conseguenze, non ultima l’accettazione del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone che si intendono rappresentare, ormai solo nominalmente.

In questa situazione, viene facile, anzi facilissimo, agevolare il pensiero di matrice bocconiana, ideologia predominante fra le imprese, secondo il quale la Salute e Sicurezza non è materia di contrattazione.

In tutto il testo sottoscritto da Confcommercio, Fisascat e Uiltucs non v’è un accenno alla salute e sicurezza, non un intervento volto a migliorare il benessere lavorativo.

Ci si applica invece in un intervento odioso e punitivo verso il trattamento di malattia.

E’ fondamentale cogliere l’immensa portata di un tale ribaltamento logico: in mancanza di migliori foglie di fico, che possano coprire l’assoluta incapacità di un settore di affrontare la crisi, elaborare strategie, valorizzare le risorse, sE’ fondamentale cogliere l’immensa portata di un tale ribaltamento logico: in mancanza di migliori foglie di fico, che possano coprire l’assoluta incapacità di un settore di affrontare la crisi, elaborare strategie, valorizzare le risorse, si compie l’inimmaginabile, con l’incredibile complicità delle Organizzazioni Sindacali, e si scarica la colpa della scarsa produttività sulle fasce più deboli dei lavoratori, penalizzando ulteriormente chi già è in difficoltà.

E’ poi gravissima la negazione della politica solidaristica che ha caratterizzato la nascita della Repubblica Costituzionale Italiana, dopo il corporativismo del ventennio fascista. Come altro leggere la possibilità di sottrarsi ai versamenti contributivi del 2,44% all“INPS?

Questa la strada più facile, in assoluta convergenza con i meccanismi politici e sociali che stanno investendo il Paese da almeno due decenni: una parte consistente del Paese cessa di considerare un diritto pubblicamente garantito la propria aspirazione a una vita degna, finendo inevitabilmente per trasformare l’interazione sociale e politica in uno scambio tra chi è costretto a chiedere protezione e chi in cambio pretenderà fedeltà.
Discrezionalità dei padroni e dedizione dei servi, niente hanno a che fare con la DEMOCRAZIA.

La strada più corretta, più giusta, quella che passa dalla modernizzazione e dalla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro, quella che identifica la sicurezza come una leva della competitività e chiama le aziende in causa, le sfida a mettere in campo investimenti, è assolutamente ignorata. La salute e la sicurezza non sono mai tematiche incluse nei ragionamenti analitici sulla crisi economica. A dimostrazione ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, dell’arretratezza delle classe dirigente di questo paese.

Ma tornando alla Filcams e alla domanda che ci siamo posti in apertura: come mantenere al centro della discussione la qualità delle vita delle persone, come parlare ancora di salute e sicurezza in un contesto senza precedenti come quello in cui ci troviamo?

Tutto ciò ci introduce ad un altro tema cardine della vicenda dell’accordo separato, e cioè quello della contrattazione decentrata, e della grande mistificazione che vi si è costruita intorno.

Si è palesemente incatenata e mutilata la contrattazione di 2 livello, affermando di averla potenziata ed estesa.

L’ideologia dominante che vuole il tema ssl come un tema non sindacale o di contrattazione,aveva fino ad oggi consentito ugualmente, in alcuni casi, l’apertura di

spiragli negoziali, sebbene ancora con scarso margine di manovra.

Pensiamo a quelle aziende, della GDO soprattutto ma non solo, dove le caratteristiche dimensionali e la frammentazione organizzativa hanno fatto intravedere la convenienza di un accordo sindacale per la gestione dei diritti discendenti dal DL 81.

E’ senz’altro solo l’inizio di un percorso, che dobbiamo portare a compimento conquistando percorsi di eccellenza e portando le aziende a discutere sul nostro terreno. Le condizioni adesso saranno più difficili, forse in alcuni casi proibitive, ma dobbiamo continuare a presidiare il fronte, dobbiamo combattere la tentazione che porta a rimandare la questione a tempi migliori.

La difficoltà sta nel tenere alta la tensione, anche e soprattutto al nostro interno: cedere significherebbe negare quanto abbiamo sostenuto fino ad ora , e cioè che il tema ssl fosse strategico, irrinunciabile, non ghettizzabile.

Quindi, nel proseguire a presidiare ovunque e comunque i tavoli aperti con i temi della sicurezza, un ulteriore obiettivo strategico che abbiamo individuato è quello che va appunto in direzione contraria alla ghettizzazione: in tutte le iniziative in campo dobbiamo tessere il filo rosso della ssl.

La Filcams Nazionale e le Filcams territoriali, hanno un fittissimo programma di iniziative, qui ne citiamo solo alcune:

dalla battaglia politica e culturale “La festa non si vende”, alle iniziative seminariali sulla contrattazione di secondo livello, le mobilitazioni dei giovani del 9 aprile, la grande assemblea delle delegate e dei delegati del 16 aprile, le iniziative connesse ai tavoli contrattuali ancora aperti, le mobilitazioni diffuse, e tutte le platee che si apriranno fino allo sciopero generale del 6 maggio.

In ognuna di queste occasioni possiamo rappresentare la situazione anche citando la salute e la sicurezza, motivando e costruendo un pezzo di cultura in più, non concedendo alibi a chi la vorrebbe tema separato e “tecnico”, campo di specialisti o appassionati.

La stagione di attacco che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori è prima di tutto un attacco alla loro dignità di parte sociale, dalla quale non è scorporabile il diritto al benessere, alla salute, alla sicurezza.

LO STRESS LAVORO CORRELATO

Lo stress lavoro correlato, del quale abbiamo già parlato come di una straordinaria opportunità per approfondire percorsi, aprire tavoli, ottenere spazi di democrazia, pur con tutti i limiti che abbiamo cominciato a esperire, resta un argomento di grande rilevanza e grande portata, da non abbandonare per nessuna ragione nelle mani di specialisti esterni o di aziende.

Anche perché a parere nostro lo stress è indiscutibilmente un elemento da imputare ai fattori di rischio di AMBIENTI LAVORATIVI.

Dobbiamo combattere la deriva psicologista che tende a medicalizzare eccessivamente il problema, facendolo poi ricadere all’interno della responsabilità individuale delle lavoratrici o dei lavoratori colpiti da stress.

A questo proposito,vale quanto già detto prima in relazione alla contrattazione di secondo livello: in questo caso abbiamo la possibilità di approfondire il legame con elementi chiave dell’organizzazione del lavoro, quali orari, turni, carichi di lavoro, clima, percorsi di carriera, incarichi e formazione, ecc.

Inutile ribadire che non troveremo un terreno molto disponibile al confronto: è palese che la contrattazione di secondo livello, che con l’accordo separato si è voluta amputare di ogni possibilità, potrebbe essere recuperata, almeno in alcuni temi relativi all’organizzazione del lavoro, attraverso questo grimaldello.

LA BILATERALITA’

Un altro fronte da presidiare, sempre in relazione a quanto avvenuto con il contratto separato, ma con propaggini che vanno ben oltre il settore del terziario, è senz’altro il fronte della bilateralità e della PARITETICITA’.

Nella sostanza il rischio che una pariteticità (o bilateralità) deviata possono introdurre è lo stesso.

Infatti, il Ministero sta attrezzandosi per avviare la cosiddetta ASSEVERAZIONE: i compiti di questo tipo dovranno essere affidati agli OO.PP., tramite apposite commissioni bilaterali, ma senza aver ancora individuato con quali risorse.

E’ palese l’accento posto, con maggiore enfasi, sul ruolo di supporto alle imprese che possono esercitare gli OO.PP. : gli organismi paritetici verificano le attuazioni efficaci dei modelli di gestione della sicurezza, rilasciando una apposita “asseverazione”, della quale gli organismi di controllo devono tener conto in sede di pianificazione delle proprie attività di vigilanza, in modo che gli accessi ispettivi vengano pianificati in primo luogo in quelle aziende ove non abbia operato il “controllo sociale” della bilateralità.

E’ singolare la rassomiglianza con la certificazione dei contratti che gli enti bilaterali, nelle intenzioni di CISL e UIL, possono fornire.

Ed è anche facile immaginare come, in mancanza di una regolamentazione chiara e vincolante, e in mancanza di un apparato sanzionatorio efficace, avremo “asseverazioni” rilasciate degli enti più disparati: il mercato delle certificazioni si sta già attrezzando.

FINANZIAMENTI E FORMAZIONE

E’ importante poi notare come, in attuazione dell’art.11 comma 5 del DL81/2008, l’INAIL abbia pubblicato un bando da 60 MLN di Euro: una pioggia di finanziamenti alle imprese, attribuiti mediante un sistema simile al click day.

Dal 12 gennaio è stato possibile inviare le domande di finanziamento (fino a 100mila euro per ogni singolo progetto finanziabile), accolte in ordine cronologico di arrivo. In meno di un’ora i soldi a disposizione erano esauriti.

Non è prevista nessuna valutazione qualitativa sui progetti.

Le tipologie di progetti ammessi sono ampie: si va dagli investimenti per la sicurezza fino ad iniziative di formazione e informazione e l’adozione di modelli organizzativi diversi e più efficaci sotto il profilo della tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori.

Questa linea di finanziamento si stabilizzerà in crescendo, il bando 2011 di 60 milioni è solo un primo bando di un progetto triennale che prevede fino a 750 mln di stanziamento,
Tra le altre linee di finanziamento ci è poi quella Regionale, che prevede 30 mln di euro e che è specificamente dedicata ai progetti formativi (tanto che gli stessi OPT possono presentare progetti alle Regioni)

In tutta questa pioggia di finanziamenti, si fatica a intravedere un criterio di accesso che garantisca equità e qualità, e del tutto assente è un qualsiasi strumento di monitoraggio e controllo.

Nessuno sarà in grado di dire, dopo questi interventi, se nelle singole aziende, nei territori, o anche a livello generale, il rischio è diminuito.

Sul sito dell’Inail sono pubblicati i nomi delle 1400 imprese a cui sono stati assegnati i 60 milioni di fondi: vi invito a dare un’occhiata, a vigilare. Potrebbe essere uno strumento di discussione nel caso individuassimo aziende dove abbiamo relazioni sindacali.

Politicamente, la valutazione è preoccupante : una cifra così impegnativa di soldi pubblici viene erogata completamente FUORI da ogni forma di controllo sociale.
Rispetto ai Fondi Interprofessionali (che prevedono un accordo sindacale a corredo del progetto formativo presentato) qui siamo veramente alla liberalizzazione totale. Da questo ragionamento, e dalle condizioni strutturali del nostro sistema produttivo, discende ancora una volta la necessità di qualificare le imprese: il concetto va esteso, anche a tutto il sistema degli appalti, intensificando e rendendo obbligatorio il controllo pubblico.

DIPENDENZE

Viste le recenti uscite del Ministro Giovanardi che propone di estendere gli accertamenti sulle dipendenze da alcool e stupefacenti ai dipendenti statali , insegnanti e dipendenti RAI compresi, è importante vigilare anche su questo aspetto: la deriva repressiva e colpevolizzante è sempre in agguato.

Il problema c’è, nel mondo del lavoro come fuori. Ma affrontarlo “contro” i lavoratori consumatori di sostanze (non sempre classicamente “tossicodipendenti”), spesso precari e, per di più, avvalendosi di operatori (quelli dei SERT) sempre più precari anche loro, è un vero dramma nel dramma.

LAVORI USURANTI Il 9 marzo è stato votato all’unanimità dalla commissione lavoro della Camera il parere favorevole al decreto sui lavori usuranti (tema di cui si parla da oltre trent’anni).

Il Decreto, che deve passare all’approvazione del Consiglio dei Ministri e dovrebbe diventare operativo entro aprile, prevede di mandare in pensione, fino a tre anni prima rispetto agli altri, i lavoratori definiti dal decreto Salvi del 1999 (cave, miniere, gallerie, ecc), i lavoratori notturni, i conducenti di mezzi pubblici e i lavoratori alla catena di montaggio.

I finanziamenti stanziati nel bilancio a questo scopo, includono però una platea annuale di 5000 lavoratori: una stima sindacale identifica però in 15-18.000 i lavoratori che annualmente avrebbero il requisito per il pensionamento anticipato.

In Italia sono circa 800.000 i lavoratori impegnati in settori usuranti: per quello che riguarda la Filcams è senza dubbio il settore della Vigilanza privata che potrà essere il più interessato dal Decreto (si considera lavoratore notturno colui che ha effettuato almeno 64 notti di lavoro notturno, anche se esistono vari “scaglioni” nello schema di Decreto, cui vi rimandiamo per approfondire gli aspetti tecnici).

Da un punto di vista politico dobbiamo rilevare finalmente il recepimento per via legislativa di un concetto per noi molto importante : i lavoro NON SONO TUTTI UGUALI.
Rimangono però le criticità relative al tetto di compatibilità economica (o clausola di salvaguardia) che sottopone il godimento di un diritto al rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal Governo.

Questo significa che l’inevitabile scostamento tra il numero delle domande effettive e la copertura finanziaria potrebbe produrre l’ennesima lotteria che trasforma un diritto che dovrebbe essere di tutti in un privilegio di pochi.

PROGETTO DI CONTRATTAZIONE DI SITO FILCAMS/FP

Si tratta di un progetto pilota, elaborato con la Funzione Pubblica Nazionale e che parte ufficialmente in aprile: il tentativo è quello di rilanciare la sperimentazione sulla contrattazione di sito, tentando di ricomporre la frammentazione esistente nel mondo del lavoro almeno nell’ambito di salute e sicurezza.

Abbiamo individuato, a partire ovviamente dalle disponibilità della F.P., alcuni territori che potrebbero fare da avamposto, senza che questo precluda l’inclusione di altri che dovessero dichiararsi disponibili:

I luoghi su cui concentrare l’attenzione saranno strutture ospedaliere o sanitarie.

Si prevede dunque un lavoro congiunto tra le due Categorie nazionali e territoriali, per mettere in rete i diversi soggetti (RLS/RSU ecc) e elaborare piattaforme di sito che permettano avanzamenti.

Al termine del percorso, che prevede riunioni in itinere con le strutture nazionali, emergeranno linee guida finalizzate a concretizzare buone pratiche in tema di salute e sicurezza (al fine di omogeneizzare diritti e tutele).

Si rimanda in ogni caso al progetto e alla circolare allegata per il dettaglio.

PROGETTO SEMINARIALE FILCAMS

La proposta è quella di incentrare la discussione del seminario su un concetto-chiave, che ci permetta un’elaborazione ampia e di alto livello.

Il tema è quello della DEMOCRAZIA DELLA CONOSCENZA.

Il quadro politico e padronale sta portando avanti un attacco fortissimo a questo principio: i vincoli per la consultazione del DVR, la stessa natura di un documento di valutazione dei rischi che viene redatto da consulenti esterni che poi non hanno nessuna responsabilità giuridica,e così pure l’utilizzo che spesso ne viene fatto, ritorcendolo contro i lavoratori, sono tutti elementi che tendono a limitare la condivisione e la partecipazione delle informazioni.

I lavoratori devono riprendersi in carico, in PRIMA persona, la tutela della loro salute: noi dobbiamo attrezzarci ad affrontare questa fase di attacco durissimo anche attraverso la preparazione e al’aggiornamento dei nostri quadri.

Per questo, il nostro seminario, che si terrà entro giugno, sarà rivolto a una platea militante in grado di attivare percorsi di contaminazione e di rafforzamento della rappresentanza.
Coinvolgeremo competenze specifiche, scientifiche e contrattuali, per rimettere in asse il nostro percorso di avanzamento verso la piena sicurezza dei luoghi di lavoro e verso la piena realizzazione di un benessere lavorativo.

Stiamo lavorando sulle date e sulle disponibilità dei relatori.

Ci piacerebbe poi una prevedere una parte del seminario rivolta all’esterno, in grado di veicolare un messaggio specifico: La difesa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori passa, per noi, attraverso una ripresa e un’estensione dell’attività di contrattazione nei luoghi di lavoro e, quindi, attraverso un rafforzamento del Contratto nazionale.

Incentrare un seminario su salute e sicurezza sul tema della DEMOCRAZIA della CONOSCENZA ci sembra in linea con le battaglie più importanti che la CGIL e Incentrare un seminario su salute e sicurezza sul tema della DEMOCRAZIA della CONOSCENZA ci sembra in linea con le battaglie più importanti che la CGIL e la FILCAMS stanno mettendo in campo in questi mesi: la proposta su democrazia e rappresentanza non è lontana dal nostro concetto di partecipazione e di NON DELEGA.

La presa in carico delle problematiche legate al benessere, il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori è la condizione di partenza di una rinnovata volontà, quella di non abbandonare il progetto e l’obiettivo di un benessere pieno.

Il coordinamento ha proposto alcune temi di sperimentazione che potranno essere gli assi di una discussione che avrà anche un momento di progettazione contrattuale: fra questi segnaliamo l’approfondimento intorno ad alcune patologie tipiche della GDO, dovute ai movimenti ripetitivi, li settori ad alta incidenza infortunistica (mense e appalti), le declinazioni di genere degli interventi di prevenzione, la frammentazione del lavoro come ulteriore elemento di rischio (appalti , terziarizzazioni).

AMBIENTE A Fukushima si è verificato il terzo incidente più grave della storia in una centrale atomica.

Non c’era bisogno di questo per darci la convinzione che non è opportuno né auspicabile l’avvio in Italia di una nuova stagione nucleare.

Oggi, esattamente come nel secolo scorso, non esiste sicurezza assoluta per nessun tipo di centrale atomica ed è bene saperlo, anche come attivisti sindacali impegnati sui temi della salute e sicurezza, oltre che come cittadini.

Una discussione reale sull’ambiente non può concentrarsi semplicemente su NUCLEARE SI o NUCLEARE NO : piuttosto vogliamo rimettere in discussione le politiche liberiste degli ultimi decenni e parlare di un altro modello economico e sociale, fondato sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla gestione partecipativa delle comunità locali.

La DEMOCRAZIA della conoscenza parte anche da qui, dal riconoscimento di una nuova soggettività sociale che ha superato il binomio “espressione di un bisogno/delega al Palazzo” per farsi costruzione di un percorso di partecipazione collettiva dal basso che, afferma la necessità di un nuovo paradigma : su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono decidere.

OBIETTIVI ORGANIZZATIVI

Si conviene di proseguire nel lavoro di costruzione dell’anagrafe degli RLS e dell’archivio degli accordi. Si sollecitano quindi i territori a fornire, qualora non l’avessero già fatto a inviare i dati.

p. Filcams Nazionale

Giuliana Mesina

Dipartimento Salute, Sicurezza e Ambiente

Roma, 21 febbraio 2011

Alleghiamo la circolare in oggetto, firmata l’11 febbraio scorso dal Ministro Sacconi, in materia di appalti e subappalti.

La circolare offre una panoramica complessiva sul tema degli appalti, concentrando l’analisi su alcune tematiche relative all’applicazione della normativa vigente in tema di sicurezza sul lavoro , anche al fine di chiarire eventuali dubbi interpretativi.

Nello specifico, si richiama il regime di responsabilità solidale, oltre che per i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali, anche relazione ai danni da infortunio sul lavoro non indennizzabili da INAIL.

Si rafforza poi la possibilità di beneficiare della tutela posta dal regime della responsabilità solidale, chiarendo che essa opera a favore di tutti i lavoratori impiegati in un determinato appalto, indipendentemente dalle tipologie contrattuali (ad es. per eventuali contratti a progetto, associati in partecipazione ecc.), e anche per i lavoratori in nero.

La circolare poi approfondisce la questione del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali), indicandolo come strumento principale di cooperazione fra committenti e appaltatori, e sotolineandone le finalità di prevenzione globale e di riduzione dei rischi.

La logica che viene richiamata è quella del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) previsto per i cantieri temporanei e mobili dal Titolo IV , art.100 del D.Lgs.81/2008: estendere a tutti i settori di attività il livello di coordinamento, monitoraggio, studio preventivo e progettazione del PSC è senz’altro uno degli elementi più qualificanti della circolare.

Viene poi ricordato il diritto di accesso dei RLS e delle OO.SS. ai dati relativi ai costi per la sicurezza (che non possono essere oggetto di ribasso nel contratto di appalto) e la possibilità per i RLS di richiedere copia del DUVRI per l’espletamento delle proprie funzioni.

Nel complesso, si tratta di uno strumento importante per dare forza alle nostre rivendicazioni, soprattutto in situazioni di debolezza come quelle che vivono le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori in appalto.

p. Filcams Nazionale

Dipartimento Salute Sicurezza e Ambiente

Giuliana Mesina

All. 1

Circolare n 5/2011 Quadro giuridico degli appalti