Category Archives: Sciopero Carrefour 3 ottobre 2009

Adesioni tra il 70 e il 90 per cento ieri, secondo i sindacati, allo sciopero proclamato tra i 27mila dipendenti del gruppo francese Carrefour dopo la revoca del contratto interno. «Tutti i 486 punti vendita ad insegna Carrefour, Gs e DìperDì sono rimasti aperti» replicano i vertici del marchio francese, leader della grande distribuzione. Fulcro della protesta i supermercati di Carugate, primo negozio della catena ad aprire i battenti in Italia nel 1972, e quelli di San Giuliano e Paderno Dugnano. Nel deposito di Milano l’ adesione è stata del 100 per cento. L’ agitazione arriva dopo il colpo di spugna unilaterale di Carrefour che ha cancellato il premio aziendale, l’ integrazione di malattia e le pause retribuite. «Un atto di forza inaccettabile che peggiora le condizioni dell’ occupazione in un settore chiave dell’ economia», sottolineano in coro Cgil, Cisl e Uil. Nel tentativo di limitare l’ adesione, la casa francese ha distribuito un manuale anti-sciopero, 40 pagine di "consigli" destinate a manager, capireparto e capiturno. Un’ azione che replica quella dello scorso luglio in occasione della prima protesta nazionale, costata una denuncia per comportamento antisindacale a Carrefour. «Non c´è manuale delle giovani marmotte che possa inficiare un’ azione sindacale. Per questo ci sono le trattative», attacca sul vademecum anti-sciopero Luigino Pezzuolo, segretario generale Filcam Cisl. Disagi un po’ ovunque per la clientela.

La grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Carrefour in Italia non ha aderito allo sciopero indetto dai sindacati ieri e oggi. Prova ne è il fatto che tutti i 486 punti vendita a insegna Carrefour, GS e DiperDì sono aperti al pubblico. Questo il tono di un comunicato dell’azienda. Riguardo poi ai motivi dell’agitazione, il braccio italiano del colosso fracnese della grande distribuzione sottolinea che la disdetta del contratto integrativo aziendale, scaduto a fine dicembre 2007, è giunta dopo una lunga trattativa. La disdetta é stata comunicata – si legge nella nota – dopo che le organizzazioni sindacali hanno rifiutato le diverse proposte avanzate dalla società e non hanno indicato soluzioni alternative concrete.Il gruppo Carrefour "ha quindi messo a punto un piano aziendale che prevede più collaborazione dei lavoratori in termini di produttività, non comporta una perdita di salario o la riduzione dei livelli occupazionali e al tempo stesso assicura trattamenti migliorativi rispetto al contratto collettivo nazionale commercio con aspetti innovativi", prosegue l’azienda che elenca questi trattamenti: condizioni di acquisto per i propri dipendenti fortemente agevolate su tutti i prodotti presso la rete di ipermercati e supermercati del gruppo, premi speciali per lo sviluppo delle vendite, ulteriori premi per il lavoro festivo e domenicale. "La gestione di un gruppo con 25.000 collaboratori, in un contesto economico difficile, presuppone scelte e decisioni importanti, tempestive e in tempi certi – commenta Francesco Quattrone, direttore risorse umane del gruppo Carrefour Italia -. Nel corso dei mesi dedicati alla negoziazione, abbiamo preso atto dell’impossibilità delle organizzazioni sindacali di reagire con un approccio moderno, rapido e concreto alle difficoltà del mercato".

Lo sciopero dei lavoratori del gruppo Carrefour, indetto dai sindacati per ieri e oggi, con punte fino al 90%. Lo comunicano Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil in una nota. Lo sciopero dei dipendenti "per l’intero turno di lavoro del 2 e 3 ottobre – si legge nel comunicato – ha fatto seguito al recesso aziendale dal contratto integrativo e alla drastica politica di riduzione dell’occupazione avviata dal gruppo della grande distribuzione". L’adesione all’agitazione, secondo i dati dei sindacati, si è attestata in media nazionale al 70% e ha raggiunto punte locali del 90% con lo svolgimento di presidi e cortei fuori dai luoghi di lavoro. "Il gruppo Carrefour cerchi al più presto soluzioni condivise con le associazioni sindacali – ha dichiarato Pierangelo Raineri, segretario generale della Fisascat-Cisl – la riuscita dello sciopero è il segnale del malcontento dei lavoratori ai quali sono stati cancellati diritti conquistati dopo anni di contrattazione e mobilitazione sindacale".

Per i sindacati, il 90% dei 25 mila dipendenti Carrefour ieri non era al lavoro. Secondo l’azienda, «la grande maggioranza dei lavoratori non ha aderito allo sciopero»: i 486 punti vendita Carrefour, Gs e Dìperdì erano tutti aperti. Solo che, secondo i dati di Filcams-Cgil, Cisl e Uil, la media di assenteismo è stata del 70%, con punte del 100% a Milano, del 95% a Casalecchio di Reno, del 90% a Marcon: dietro le casse c’erano «solo stagisti, interinali e capireparto». I sindacati hanno proclamato lo sciopero per l’intero turno di lavoro del 2 e 3 ottobre per protestare contro il recesso di Carrefour dal contratto integrativo (in vigore dal 2004 e rinnovato automaticamente dopo il 31 dicembre 2007), sostituito da una serie di concessioni che l’azienda ha pubblicato in una brochure distribuita negli scorsi giorni direttamente ai dipendenti (nessun confronto con i sindacati).
Tra gli «aspetti innovativi», condizioni di acquisto «fortemente agevolate»: la Solo per noi card, taglierà del 10% i costi della spesa ai dipendenti/clienti. Che ieri hanno scioperato anche per la «drastica politica di riduzione dell’occupazione» avviata dall’azienda. Carrefour ha spiegato di aver abbandonato le trattative perché i sindacati non sanno «reagire con un approccio moderno, rapido e concreto» alla crisi.

CASERTA — I dipendenti delle sedi Carrefour di Marcianise e Capodrise aderiranno oggi allo sciopero nazionale. Lo annuncia il segretario regionale della Uiltucs Uil Gennaro Strazzullo, che spiega: «Hanno cancellato l’applicazione del contratto integrativo che regola le condizioni. Una brochure di 13 pagine ha sostituito il contratto: così si cancellano i diritti dei lavoratori».

Continua lo sciopero per l’intero turno dei lavoratori dell’ipermercato Carrefour di Casalecchio, dopo le prime due ore di stop a sorpresa di giovedì.
Ma ad incrociare le braccia oggi saranno anche i dipendenti del punto vendita di Bazzano e di due supermercati (in via Don Sturzo e in via Arno a Bologna). In totale sono chiamati allo sciopero circa 500 lavoratori. Al centro della mobilitazione c’è la disdetta, da parte aziendale, del contratto integrativo a partire da due giorni fa.

«Linee guida del Piano per il collaboratore»: ha questo nome molto manageriale e un po’ algido quello che dovrebbe essere il nuovo contratto integrativo secondo la Carrefour: o meglio, una serie di concessioni unilaterali che sostituirebbero ogni accordo «vecchio stile». La brochure è stata distribuita nei giorni scorsi direttamente nelle mani dei dipendenti, nel corso di appositi incontri collettivi con i dirigenti, scavalcando del tutto il sindacato. A Filcams,
Fisascat e Uiltucs la Carrefour ha solo mandato una letterina generica, invitandoli a farsi sentire in caso volessero «approfondimenti» su quanto già sostanzialmente deciso. Il libricino è molto agile: 14 paginette, perlopiù riempite dalle illustrazioni e pochi testi, scritti a caratteri grossi e con una grafica accattivante. Ci sono persino gli sconti per la spesa (la «Solo per noi card», che taglia il 10% alle casse): insomma, il contratto è proprio roba da Novecento, adesso si tratta con i dipendenti come fossero anche loro dei clienti.
Ma no, ai 25 mila lavoratori Carrefour (includono i supermercati Gs e Dìperdì) questa roba non va giù: ecco perché oggi scioperano.
L’azienda, prima di proporre la brochure, aveva disdettato l’integrativo: vigente dal 2004, e rinnovato automaticamente dopo il 31 dicembre 2007. Ma da questo giugno le relazioni sindacali si sono spinte fino alla rottura, e la multinazionale francese ha deciso il colpo di mano. Contro la disdetta dell’integrativo, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno fatto ricorso per comportamento antisindacale. Il dialogo si è interrotto prima dell’estate: sindacati e azienda si erano incontrati perché la Carrefour voleva «ristrutturare» per far fronte alla crisi; in quell’ambito, si sarebbe anche messo mano all’integrativo, e – a fronte – i sindacati speravano di poter ottenere la conservazione di tutti i posti di lavoro. Ma le condizioni poste dalla multinazionale erano troppo squilibrate. I sindacati hanno chiesto tempo per approfondire, ma l’azienda ha risposto che «non c’erano più i tempi», e così a stretto giro di posta sono arrivate anche la disdetta e, di conseguenza, la brochure. «Siamo all’assurdo – dice Maria Grazia Gabrielli, Filcams Cgil nazionale – Quel libricino non è stato concordato con nessuno, chi ha
consultato i lavoratori? E poi si perdono tante conquiste dell’integrativo, dal 100% della retribuzione sin dal primo giorno di malattia, al premio fisso annuale, riservato a chi lo ha già maturato, escludendo così tanti giovani e tutti i neoassunti. Senza contare che di recente
sono state avviate 109 mobilità in Lombardia, il che aumenta le tensioni tra i dipendenti». C’è poi un altro manuale che circola, riservato però solo ai capi: dividerebbe i dipendenti in verdi, gialli e rossi, a seconda della disponibilità a venir convinti a non scioperare.
I capi sono invitati a concentrarsi sui gialli, gli indecisi, dedicando loro pacche sulle spalle,
sorrisi, e magari un cornetto e cappuccino.

Roma, 2 ott. – (Adnkronos) – Sciopero domani di tutti i lavoratori aderenti al sindacato di categoria di Cgil, Cisl e Uil del gruppo Carrefour per protestare contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo. Ad incrociare le braccia i dipendenti degli Ipermercati Carrefour, Supermercati Gs, Discount Di’ per Di’ che effettueranno un sit in di protesta innanzi alla Rai di Viale Mazzini, a Roma.

Da ieri, 1 ottobre, infatti il contratto integrativo sarà sostituito dal "Piano aziendale per il Collaboratore”, un libretto di 13 pagine distribuito nei giorni scorsi. "L’azienda introduce con questa manovra, un pacchetto di misure che vanno a sostituire un contratto che gia’ regolava, ed in modo migliorativo, il rapporto di lavoro tra dipendenti e società. Carrefour, quindi non sta offrendo niente di piu’ ai propri lavoratori, anzi ha tolto loro dei diritti", dice la Filcams. ”C’e’ il rischio che questo modello negativo di relazioni sindacali faccia da apripista nel settore del Commercio, visto che Carrefour è una delle più grandi aziende di distribuzione in Italia”, prosegue il sindacato

(ANSA) – ROMA, 2 OTT – Sciopero, domani 3 ottobre, dei dipendenti Carrefour, indetto dalle segreterie nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil per protestare "contro la disdetta del contratto integrativo aziendale".
Tante, fa sapere la Filcams-Cgil, le iniziative nei punti vendita d’Italia, a partire da Roma, dove i lavoratori del gruppo Carrefour (ipermercati Carrefour, supermercati Gs, discount Dì per Dì) faranno un sit-in di protesta davanti alla sede Rai di Viale Mazzini. Con l’occasione, la Filcams -Cgil e tutti i lavoratori Carrefour "esprimono la propria solidarietà ai giornalisti per l’attacco ricevuto dal governo. Il 3 ottobre", giornata della manifestazione per la libertà dell’informazione "sarà per tutti – conclude – una giornata di protesta contro chi, in qualsiasi forma, vuole limitare i diritti altrui".

PISA. Acque agitate a Carrefour. Oggi assemblee dei lavoratori e sabato, 3 ottobre, sciopero.
«Nel luglio scorso Carrefour ha dato disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale e da oggi, 1º ottobre, le lavoratrici e i lavoratori del gruppo hanno meno diritti e meno tutele – si legge in una nota della Cgil -. L’azienda però ha comunicato con una lettera a tutti i dipendenti che applicherà un “piano aziendale per il collaboratore” che non è un contratto integrativo, nato da un da un accordo tra le parti; si tratta solo di una decisione unilaterale dell’azienda che mira a escludere qualsiasi confronto con il sindacato. Insomma, l’azienda decide da sola cosa dare (e cosa non dare) ai dipendenti e non accetta di sedersi ad un tavolo di trattativa, perché non vuole sentir dire dai rappresentanti dei lavoratori con quale disagio si lavora quando gli organici non sono sufficienti, quando gli orari di lavoro vengono ripetutamente modificati, quando le strutture non vengono adeguatamente mantenute».
Oggi «si svolgono le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ipermercato di Pisa per spiegare quanto danno produrrà questo comportamento aziendale e che la riuscita dello sciopero di sabato 3 ottobre è necessaria per dimostrare che il diritto al contratto integrativo, la cui disdetta è illegittima, non può essere accantonato così».

SCONTRO duro tra azienda e dipendenti alla Carrefour. In altre città italiane gli ipermercati sono stati venduti, mentre a Pisa l’azienda ha dato un giro di vite che ha provocato la reazione dei sindacati e dei 266 lavoratori che hanno già proclamato uno sciopero per la giornata di sabato. «Attraverso una brochure abbiamo appreso la notizia che dovremo lavorare di più per usufruire di pause e che perderemo soldi in busta paga se ci ammaleremo per più di quattro giorni», denunciano i sindacati. «Il contratto integrativo aziendale e quello di settore sono stati modificati in maniera unilaterale. Lo sciopero di sabato riguarderà tutti i Carrefour d’Italia e naturalmente anche quello di San Giuliano. «Le integrazioni in caso di malattie, le pause di lavoro retribuite o il premio aziendale — spiega Cinzia Bernardini della Filcams-Cgil — sono alcuni dei diritti cancellati. “C’è la crisi”, ci hanno detto. E ci hanno escluso dalla discussione». Tra le novità contestate, anche la riduzione dello straordinario aggiuntivo e festivo. Di positivo, invece, l’aumento del 10% della carta-sconto per gli acquisti nei supermercati del gruppo e un buono spesa di 250 euro per la maternità. Ma ai sindacati non basta: troppi, secondo loro, i ‘contro’ rispetto ai ‘pro’. E i Cobas rincarano la dose. «Molti ipermercati “Carrefour” in Italia — spiega Federico Giusti — sono passati di proprietà e non tutti i posti sono stati salvati. Ogni cessione aziendale, infatti, comporta la perdita di posti di lavoro. Dobbiamo difendere l’occupazione e per farlo vanno difesi i diritti dei lavoratori i cui posti, con accordi “a perdere”, sono tutti a rischio».

«La decisione dell’azienda di disdettare il contratto integrativo è un atto unilaterale illegittimo. Ai dipendenti di Carrefour non vengono più riconosciuti i trattamenti del Cia oltre a quelli previsti dagli accordi territoriali, ma un pacchetto di misure decise unilateralmente dall’azienda»

MASSA. «La decisione dell’azienda di disdettare il contratto integrativo è un atto unilaterale illegittimo. Ai dipendenti di Carrefour non vengono più riconosciuti i trattamenti del Cia oltre a quelli previsti dagli accordi territoriali, ma un pacchetto di misure decise unilateralmente dall’azienda». I sindacati spiegano così lo sciopero proclamato per sabato: disagi in vista anche al supermercato di Massa, che conta complessivamente 360 dipendenti.

Da oggi i lavoratori del gruppo Carrefour vedranno gli effetti della disdetta del Contratto integrativo aziendale annunciata dall’azienda il 7 luglio scorso. «La direzione aziendale – si legge nel comunicato di Filcams (guidata da Stefano Nicoli a livello provinciale), Fisascat e Uiltucs – si è preoccupata di ricordarci tale scadenza con una comunicazione dove dichiara la disponibilità a informarci sui trattamenti economici e normativi che Carrefour intende riconoscere ai propri dipendenti in sostituzione del Contratto integrativo aziendale. Se questi sono i presupposti non siamo interessati a fare incontri per sentirci dire ciò che abbiamo capito perfettamente da molti mesi».

Secondo i sindacati, da oggi «non ci saranno più le integrazioni per la malattia e la pausa retribuita. Il premio fisso aziendale sarà riconosciuto solo a chi lo ha già maturato entro il 30 settembre, il salario variabile sarà basato su un unico indicatore scelto dall’azienda solo per gli ipermercati già interessati al "premio di produttività" previsto dal Cia disdettato e soprattutto solo per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e con almeno due anni di anzianità».

I lavoratori del Carrefour Massa, titolari di una contrattazione interna avanzata avranno anche una forte decurtazione del pagamento delle domeniche e delle festività: «Ne è una dimostrazione – si legge ancora nel documento firmato dai sindacati – il rifiuto a revocare la disdetta del Cia chiesta dalle organizzazioni sindacali per consentire la ripresa del confronto pur consapevoli delle difficoltà delle questioni da discutere. Mentre Carrefour si concentra a pensare il modo per tagliare i costi del lavoro, per non avere più il fardello delle relazioni sindacali, per irrigidire le relazioni anche con i dipendenti, per aprire ulteriori procedure di mobilità, sui punti vendita non si vede alcun miglioramento di quel piano industriale presentato per uscire dalla crisi. Non abbiamo bisogno di altre informazioni per capire che Carrefour ha scelto un’altra strada».

Quindi l’affondo: «Diffidiamo l’azienda dal sottrarre ai lavoratori i diritti acquisiti; l’unico incontro possibile è quello che chiederemo all’azienda per avviare la trattativa per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale su una piattaforma costruita dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori».

I sindacati hanno proclamato un pacchetto di 12 ore di sciopero del gruppo, di cui 8 ore per l’intero turno di lavoro nella giornata di sabato (venerdì per coloro che lavorano su 5 giorni) e 4 ore da gestire a livello territoriale.
Già lo scorso 18 luglio era stato indetto uno sciopero dai dipendenti Carrefour, con le stesse motivazioni. In quell’occasione l’adesione fu definita «massiccia» dai sindacati (dei 340 dipendenti, oltre il 50% aderì all’agitazione): «Se si tiene conto di quadri e dirigenti, il successo è senza precedenti». Ma la giornata di protesta non servì a bloccare la situazione. Per questo i lavoratori ci riprovano e puntano a ripetere il successo in termini numerici di quello sciopero. Con l’auspicio che serva a far tornare l’azienda sui suoi passi: «Vogliamo il rinnovo del contratto integrativo aziendale con le regole della contrattazione e non degli atti unilaterali».

«Lo sciopero è una prova di forza». Da vincere. E come in una guerra, la vittoria va costruita.
Per tempo. Come? Classificando il personale in gruppetti: verdi, gialli, rossi.
E «concentrandosi sui gialli, gli indecisi», con grandi sorrisi, «pacche sulla spalla, il caffè e la brioche offerto nella pausa». Ecco in pillole il manuale anti-sciopero di quaranta pagine made in Carrefour, uno dei colossi della grande distribuzione, casa madre in Francia, 11mila punti vendita in 30 paesi del mondo, 70 iper in Italia. Manuale rivolto a manager, capireparto e capiturno che nel giorno «x» dovranno «indossare calzature comode» ed essere eleganti.
Lo sciopero da sventare è quello in programma per sabato 3 ottobre, che coinvolgerà le sedi di Paderno, Assago, San Giuliano e quella storica, nata nel 1972, di Carugate.
Uno sciopero da prendere con le pinze e con un’infarinatura di psicologia spicciola, perché l’ultimo, lo scorso luglio, è finito 1 a 0 per i lavoratori, che hanno denunciato l’azienda per comportamento antisindacale a Milano e a Torino. «Vincere permette di aumentare il potere sociale dei capi», si legge a pagina 1. Ma non si deve «stravincere e non bisogna umiliare la controparte», avvertono gli istruttori. La vittoria si costruisce, giorno dopo giorno. Occorre,
dunque, un’attenta regia. Durante tutte e quattro le fasi: pre-sciopero, il giorno prima, il giorno dello sciopero che è ribattezzato «la giornata dell’adrenalina», e il post sciopero.
Ogni fase ha una durata, un’azione, degli attori e degli obiettivi. E finita la giornata dell’adrenalina, via con il brindisi. Libro al passo con i tempi. Al manualetto, finito nelle mani delle Rsu, si fa riferimento nella denuncia per attività antisindacale. «Siamo preoccupati – spiegano i sindacati territoriali Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs -. L’azienda ha disdettato il contratto integrativo unilateralmente e ora ha messo in atto una strategia con l’indottrinamento dei capireparto che mira a escludere sindacato e lavoratori da una partita che li riguarda direttamente». Riduzione della paga domenicale, riduzione della pausa caffè…«In luglio, durante lo scorso sciopero, hanno tenuto aperti gli iper lombardi con personale a termine, cosa vietata». Di qui nasce la denuncia, ma anche un capitoletto del manuale che spiega cosa non si deve fare per evitare di incorrere in una denuncia per attività antisindacale: non strappare cartelli sindacali dalle bacheche, non vietare assemblee, fare domande ma non pretendere risposte. Nel manuale anti-sciopero c’è la scelta attenta degli opinion leader. C’è l’operazione «rassicurare i sicuri, recuperare gli irrecuperabili, non occuparsi degli irrecuperabili». C’è la fase pre-sciopero con il «corso casse» per tutti i capi e gli aiuti. La manutenzione di tutte le casse, la macchina da oliare, l’allerta per le forze dell’ordine, l’allestimento delle sale pausa con acqua biscotti e brioche ma anche buffet, per supportare chi verrà a lavorare. Ci sono le piantine dell’iper, con ingressi e uscite che tutti devono conoscere alla perfezione, per evitare i picchetti. Ci sono i carrelli con cartelloni «aperto» da posizionare fuori, nei piazzali. E c’è l’abc da far ripetere e ripetere alla squadra, perché tutti abbiano chiaro cosa va fatto. Luigino Pezzuolo, segretario generale Filcam Cisl, dice: «Non c’è manuale delle giovani marmotte che possa inficiare un’azione sindacale. Per questo ci sono le trattative. Hanno disdettato un contratto nazionale. E non sono in gioco partite normative onerose.».

Torino – Anche commessi e cassiere, lattughe, yogurt e detersivi sono tra le vittime della crisi. E lo diranno sabato, con lo sciopero di una giornata e il presidio in corso Montecucco indetto da tutti i sindacati confederali alla Carrefour, GS, Dì per Dì e Dock’s, 26.000 dipendenti in Italia, 1.500 a Torino: per loro, niente più contratto integrativo, ma soltanto misure scelte unilateralmente dall’azienda che tutelano i dipendenti più stabili e anziani penalizzando tutti gli altri. «L’azienda – spiegando i sindacati – ha disdetto l’integrativo e cancellato le trattative degli ultimi mesi. Da oggi, non ci saranno più integrazioni per chi sta a casa in malattia, né pause retribuite. Il premio aziendale sarà riconosciuto solo a chi lo ha già maturato entro il 30 settembre e il salario variabile sarà basato su un solo indicatore e solo negli ipermercati interessati dal premio di produttività. Per chi lavora in strutture più piccole o decentrate ci saranno meno tutele. Ma, soprattutto, questi incentivi saranno pagati solo ai lavoratori assunti a tempo indeterminato e con almeno due anni di anzianità». Un’altra storia, dunque, che racconta i paradossi della crisi: i precari, spesso più propensi a straordinari e turni festivi, più disponibili, più deboli nei confronti dell’azienda, lavoreranno tra scaffali e banchifrigo in cambio del minimo sindacale previsto dal contratto nazionale del commercio, mentre chi può permettersi di trattare e di scioperare avrà premi e protezioni. «Quello del gruppo Carrefour – dicono i sindacati torinesi di categoria – è un atto unilaterale grave, pretestuoso e irresponsabile, un’azione arrogante anche nei confronti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, che falsa, inoltre, il senso della trattativa svolta fino a qualche mese fa». Sabato, nel corso delle manifestazioni di protesta, iscritti e simpatizzanti della Filcams Cgil indosseranno le spillette della Fnsi "Informazione al guinzaglio? No, grazie", in solidarietà con la manifestazione dei giornalisti per la libertà di stampa.

PARIGI, 28 SET – Carrefour , numero due mondiale della grande distribuzione, potrebbe cedere a breve le sua attività in Cina e in Brasile: lo scrive oggi il quotidiano ‘Le Monde’ secondo cui a spingere il gruppo francese a ritirarsi dai paesi emergenti sarebbero i suoi due principali azionisti, Colony Capital e Barnard Arnault, il proprietario di Lvmh, che insieme detengono il 13,5% del suo capitale.
Il quotidiano francese parla ‘di forti pressioni” sul cda e sul management affinché Carrefour rinunci alla sua presenza in Cina e Brasile, due paesi in cui il gruppo è leader, entro la fine del 2009. Secondo ‘Le Monde’ l’operazione potrebbe rivelarsi ‘a breve termine fruttuosa” in quanto al gruppo resterebbe in sostanza l’Europa occidentale dove "l’essenziale degli investimenti sono già stati effettuati" ma "a detrimento del lungo termine" in quanto "tutto indica che i consumi dovrebbero esplodere "in Cina e Brasile.
Arnault e Colony erano entrati nel capitale di Carrefour nel marzo del 2007 con l’intenzione di valorizzare l’investimento soprattutto attraverso il patrimonio immobiliare del gruppo. Non riuscendo, a causa della crisi, a cedere gli asset immobiliari, i due azionisti starebbero ora cercando di smantellare il gruppo, scrive il giornale che cita ‘ fonti vicine al dossier’. (ANSA).

(Adnkronos) – Sciopero, sabato 3 ottobre, per tutti i dipendenti Carrefour. E’ la reazione alla decisione unilaterale dell’azienda di sostituire il contratto integrativo con una brochure, un libretto di 13 pagine che viene distribuito a tutti i dipendenti: e’ un pacchetto di misure che dai primi di ottobre sarà l’unica tutela dei dipendenti Carrefour. Le integrazioni in caso di malattie, le pause di lavoro retribuite o il premio aziendale, "sono solo alcuni dei diritti che vengo cancellati, diritti conquistati da sindacati e lavoratori dopo anni di contrattazione di secondo
livello”.
“Una decisione unilaterale, senza nessun coinvolgimento dei sindacati” dichiarano le segreterie nazionale di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ”che fa pagare ai lavoratori il costo di una crisi derivante anche da errori di gestione e investimenti fatti in questi anni da Carrefour in Italia. Si apre, così, una stagione nuova, molto pericolosa per il modo di fare impresa in questo settore”. Questa multinazionale negli anni passati, ricordano i sindacati, "ha investito sul territorio italiano utilizzando anche i contributi ed i finanziamenti elargiti per favorire l’occupazione, e che ora ha deciso di vendere molti ipermercati, soprattutto al sud, aprendo procedure di mobilità in varie regioni".
Per questo le Segreterie Nazionali, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno proclamato lo sciopero a livello nazionale per l’intera giornata di lavoro di sabato 3 Ottobre 2009 (per coloro che lavorano su cinque giorni lo sciopero e’ proclamato per la giornata di venerdì 2 Ottobre).

Arriva il bonus alle mamme I sindacati: condizioni peggiorate

Carrefour, numero due mondiale della grande distribuzione, presente in Italia con 1.563 punti vendita e 25 mila dipendenti, ha chiuso la negoziazione sull’integrativo con i sindacati, aperta a febbraio scorso, imponendo condizioni unilaterali. E addio contrattazione di secondo livello. Dal 1 ottobre al 31 dicembre 2010, a tutti i lavoratori verranno applicate quelle che il direttore del personale, Francesco Quattrone, chiama «concessioni migliorative del contratto collettivo». Le condizioni, decise dall’azienda in solitudine, sono state comunicate ai dipendenti con una brochure informativa di 13 pagine. Prendere o lasciare.

Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, si tratta di una grave violazione delle regole sindacali da combattere attraverso uno sciopero che si terrà sabato prossimo. Una mobilitazione che segue quella già posta in atto contro la ristrutturazione del gruppo, che ha portato fuori dal perimetro 600 dipendenti.

Tra i ‘fiori all’occhiello’ del piano, Quattrone annovera il mantenimento del premio fisso e l’aumento dal 5% al 10% del buono-sconto per i dipendenti sui prodotti in vendita. A ogni neomamma verrà garantito un bonus di 250 euro, mentre 100 borse di studio da mille euro andranno ai figli dei «collaboratori» bravi nello studio. Ma per i sindacati anche il merito è inaccettabile: l’offerta dell’azienda creerebbe «discriminazione » economica tra lavoratori perché manterrebbe indennità e premio fisso solo per alcuni di loro. In caso di malattia, dal 4˚ al 12˚ giorno di assenza si perderebbe il 25% del trattamento. Le pause-mensa non verrebbero più retribuite e andrebbero recuperate aumentando i turni. Inoltre cambierebbe il meccanismo degli straordinari e si perderebbe il premio di risultato. «I negoziati non possono durare in eterno quando c’è crisi – commenta Quattrone – . Molti punti vendita sono già a rischio».

Antonella Baccaro