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Il sistema di pagamento dei voucher per il turismo potrebbe essere rivisto. L`apertura su una revisione dei “buoni lavoro” (che nel 2014 per il settore turistico sono stati 11,2 milioni) è arrivata ieri dal ministro dei Beni e attività culturali Dario Franceschini. Una risposta a quanto detto poco prima dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso che con il ministro ha partecipato al Giornata finale della campagna #jobART, organizzata da FilcamsCgil: «Se mi chiedessero quale è il mio sogno per riorganizzare il sistema turismo in Italia – aveva esordito nel suo intervento la leader sindacale – risponderei: abolire i voucher». Camusso, citando i dati della ricerca “Turismo 20 anni senza”, ha sottolineato l`espansione dello strumento “buoni lavori”: «Oggi i voucher utilizzati in Italia sono 70 milioni, dei quali 11 milioni solo nel settore turismo, quando nel 2009 erano 193 mila. Questo vuol dire – ha attaccato che c`è qualche decina di migliaia di lavoratori che grazie ai voucher sono scomparsi dalla regolarità del lavoro, con un destino da paura e l`impossibilità di farsi riconoscere la stagionalità ed entrare nel regime delle tutele. Ma come fa un Paese che vuole fare del turismo il suo volano di rilancio se poi la modalità fondamentale è un lavoro accessorio, casuale, senza formazione né specializzazione, ma che pensa solo: ti sfrutto il più possibile al minor costo possibile?». Critiche alle quali Franceschini ha risposto dichiarandosi «pronto e disponibile a rivedere il sistema dei voucher».
Il ministro ha poi difeso la scelta del Governo di varare il cosiddetto “decreto Colosseo”, varato dopo un`assemblea del personale che causò la chiusura temporanea del monumento. «Troviamo che un decreto d`urgenza – ha sottolineato Camusso – sia uno schiaffo». «Non è stato tolto né il diritto dello sciopero, né il diritto di fare assemblee. Si fanno semplicemente in modo diverso», ha replicato Franceschini che ha sottolineato come proprio ieri nonostante l`Anfiteatro Flavio sia rimasto aperto al pubblico. «Si concilia il diritto dell`utente e il diritto dei lavoratori – ha spiegato – è una conquista di civiltà, non toglie o comprime i diritti dei lavoratori». Franceschini ha poi annunciato di voler rivedere il parametro che regola il numero e il lavoro dei custodi dei musei. «Siamo l`unico Paese al mondo con un parametro unico, determinato da un decreto di 3o anni fa». La scelta, invece, andrebbe affidata al museo. Più flessibilità anche sull`orario: non dovrà più essere unico e vincolato per decreto. «Sarebbe molto più sensato che il museo meno visitato resti aperto un po` meno e che i custodi si spostino da uno all`altro».


Il sindacato non è solo attivo nel campo della denuncia e della tutela dei lavoratori, ma può proporre un modello economico nuovo, raccogliere le idee su un possibile sviluppo dell’Italia (sperabilmente alternativo) e diffonderle. È quello che si propone di fare la Filcams, categoria della Cgil che segue i set­tori del terziario e del commercio, con la campagna
#JobArt.
La campagna, che ha come sottotitolo «Con la cultura si cresce» (forse a parafrasare la celebre sentenza «con la cultura non si mangia»), è partita la settimana scorsa da Lecce, città simbolo di un turismo che ha saputo fiorire negli ultimi anni grazie a un mix di bellezze storiche e naturalistiche (di cui la Puglia è ricchissima) e di tanti giovani imprenditori.
«Con questa campagna itinerante, vogliamo intercettare temi e aree di interesse specifici, per sviluppare idee e progetti, ascoltare la voce dei lavoratori e di chi vive nel quotidiano i settori del turismo e della cultura – spiega Cristian Sesena, segretario Filcams Cgil – Abbiamo l’ambizione di uscire dall’esclusivo ruolo di sindacato di denuncia e di tutela, per farci promotori di una complessiva proposta politica per il rilancio economico del paese».
#JobArt, che come si intuisce dal logo ha ovviamente un suo sviluppo anche sui social, ha indetto anche un concorso fotografico, indirizzato in particolare ai lavoratori e più in generale a tutti gli addetti del turismo. Il concorso si basa essenzialmente su un selfie.
Questo autoscatto potrà servire non solo a raccontare i luoghi e le situazioni positive del settore, ma anche le parti più negative: ad esempio lo sfruttamento e il lavoro nero, che nel turismo e ristorazione sappiamo essere diffusissimi.
«Lavori in uno dei luoghi del patrimonio culturale italiano? – chiede lo slogan che lancia il con­corso – Lavori in realtà limitrofe (alberghi, campeggi, bar ristoranti)? Raccontaci il tuo lavoro con un (auto)scatto per mettere in luce aspetti posi­tivi o problematiche».
I partecipanti dovranno inviare, tramite il sito www.filcams.cgil.it, i loro scatti evidenziando la «Grande Bellezza» o la «Grande Bruttezza» del loro lavorare nel turismo o nella cultura: «Per raccontare per immagini, orgoglio, denuncia, proposta, fascino del lavorare a ridosso o in realtà uniche per storia e paesaggio, che attraverso il loro sguardo si vuole far uscire dalla dimensione patinata della cartolina», dice la Filcams.
Le immagini del con­corso saranno esposte durante l’ultima tappa di questo tour che si svolgerà a Roma nei primi mesi del 2015 e sarà l’occasione per premiare il miglior scatto.
«Vogliamo offrire un mezzo di denuncia e contrasto al lavoro nero e irregolare, ma anche ampliare la discussione e portare sotto i riflettori la voce del lavoro – conclude il segretario Filcams Sesena – La nostra è una proposta articolata e complessiva di rilancio, da condividere con la politica, le asso­cia­zioni imprenditoriali, le associazioni dei consumatori».

Il Salento come laboratorio dove la cultura produce crescita. Un parterre qualificato di ospiti ha dibattuto, ieri sera, alle Officine Cantelmo di Lecce sul tema "Gli eventi culturali come motore di sviluppo per turismo e occupazione" in una tavola rotonda organizzata dalla Filcams Cgil, per la prima tappa nazionale della campagna "#JobArt Con la cultura si cresce". Tanti gli spunti interessanti scaturiti dal dibattito moderato dal direttore di Quotidiano, Claudio Scamardella. Si è partiti parlando, com`era prevedibile, della candidatura di Lecce a Capitale europea della cultura. Complice la presenza del sindaco Paolo Perrone e del coordinatore artistico Airan Berg, si è fatto riferimento alla portata turistica concreta legata all`eventuale ottenimento del titolo che serve ad avere maggiore attenzione da parte del resto del mondo e a trasformare l`immagine el territorio attraverso investimenti che porteranno anche nuovi posti di lavoro. Berg ha fatto riferimento al suo precedente a Linz, divenuta capitale nel 2009, ovvero l`anno dopo l`inizio della crisi economica. «Linz era una città d`affari – ha spiegato il coordinatore – che non aveva un`industria turistica. Mentre il tasso di turismo diminuiva negli altri centri austriaci, a Linz è aumentato del 10%. Il titolo ha fatto crescere il Pil della Regione di 426 milioni di curo e ha contribuito alla creazione di 4.625 posti di lavoro». Sulla stessa lunghezza d`onda, l`intervento di Perrone che ha fatto riferimento a Marsiglia, capitale nel 2013, che, però, non ha saputo capitalizzare il titolo. «Marsiglia è passata da 200mila presenze a 6 milioni nell`anno in cui è stata Capitale della cultura ed ora si attesta su 1 milione e 200 mila. Confido nel fatto che, fra le sei città candidate, Lecce, invece, saprebbe trarre il maggior vantaggio dal prestigioso traguardo. Questa terra, infatti, ha compreso che la
cultura è strategica per la sua capacità attrattiva». Sollecitato dalle domande di Scamardella, lo stesso Perrone ha anche parlato del "caso Gallipoli": «Non mi piace l`idea che il Salento sia percepito come una sorta di Disneyland delle discoteche, ma non sono contrario al turismo giovanile tout court. Dico solo che il turismo di dieci ragazzi stipati in un sottoscala che si sballano la sera è un modello che non ci interessa». L`ex ministro Massimo Bray ha portato l`attenzione sul sistema culturale nazionale, lanciando qualche stilettata all`attuale governo: «Tutti parlano della cultura come volano di sviluppo ma poi non mettono come priorità gli investimenti in questo settore. Francamente, mi preoccupo se l`ambasciatore americano dice che questo è un buon governo perché fa politica come Reagan negli anni Ottanta, né mi piace l`immagine dei beni culturali considerati come il nostro petrolio. È un`immagine brutta perché il petrolio inquina». Il discorso è scivolato anche sulle Fondazioni lirico-sinfoniche.
«All`Opera di Roma – ha aggiunto il deputato del Pd – licenziano coro e orchestra, come in Francia e in Germania. Ma lì i teatri lirici sono quattro, non quattordici. Non si può cancellare con un tratto di penna qualcosa che fa parte della storia d`Italia. I 30 milioni di debiti li ha fatti chi ha gestito l`Opera. Perché non promuovere un`azione di responsabilità contro di loro invece di licenziare i lavoratori? Il problema in questo paese è credere a quello che diciamo». Assente giustificata la sottosegretaria al Lavoro, Teresa Bellanova, bloccata a Roma con la vertenza ThyssenKrupp, che ha fatto arrivare un messaggio: "Perchè le mille risorse delle quali il Mezzogiorno, la Puglia, l`Italia intera è ricca facciano da traino ad una crescita reale, sono indispensabili formazione, qualificazione, professionalità reali. Strumenti che ci consentano di dare una prospettiva più concreta a chi, sia nell`ambito del turismo che della cultura, lavora senza tutele e senza certezze, fuori dal grigio della precarietà e del sommerso".
L`incontro si è concluso con una "case history" virtuosa: "Pordenone Legge". Grazie a questa iniziativa, in un comune di 50 mila abitanti si sono registrate 130mila presenze in due giorni.

Lecce – «Di turismo e cultura negli ultimi mesi hanno parlato un po` tutti, ma spesso sono rimaste solo parole». E il monito del segretario della Filcams Cgil nazionale, Cristian Sesena, ideatore della campagna #JobArts, che parte domani. Segretario, a chi si riferisce? «Abbiamo sentito molte parole, quelle del ministro Franceschini, che partendo dal decreto Art Bonus ha più volte ribadito la necessità di "cambiare verso", a quelle delle associazioni datoriali che hanno inveito contro la meteorologia e (i meteokillers) lamentando una stagione estiva al di sotto delle aspettative».
E poi?
«Non sempre le parole sono state seguite dai fatti o almeno da una riflessione più accurata sulle dinamiche di un settore che non può essere liquidato con giudizi semplificatori».
Voi cosa proponete?
«Intanto di tornare a parlarne: la cultura e il turismo sono facce di una stessa medaglia che però spesso non sono entrate in comunicazione e non hanno saputo adeguatamente dialogare. E Poi c`è tutto il tema dell`occupazione che andrebbe valorizzato soprattutto in tempi come cifre di disoccupazione e precarietà record».
Perché avete scelto di partire dal Salento?
«Anzitutto per partire dal Sud e poi per partire da una terra universalmente riconosciuta come bella e piena di attrattive, ma anche sede di eventi come La Notte della Taranta, che rappresentano quel tipo di appeal che nutre l`indotto. Inoltre arriveremo con Lecce candidata a città europea della cultura. Mi sembra perfetto per iniziare».
Cosa sperate che emerga da questa tavola rotonda?
«La platea dell`incontro è molto qualificata: ci sarà Massimo Bray che non è stato solo un buon ministro ma anche una persona mediaticamente molto d`impatto. E potrà dirci quali sono a suo avviso i limiti e le potenzialità di intervento del governo rispetto a questi temi. Ci sarà Teresa Bellanova che è sottosegretario al Lavoro e potrà essere molto utile discutere con lei di un settore ad alto rischio di precarietà come quello del turismo, che ha bisogno di un`analisi a tutto tondo e poi di proposta».
Che tipo di proposta?
«La nostra idea è costruire una proposta basata su crescita e sviluppo del paese, puntando sul motore della cultura ma anche sulla crescita e qualità del lavoro in questi settori. Ecco perché ci teniamo che agli eventi siano presenti anche chi gestisce eventi culturali, per esempio, o le diverse categorie».
Le città sono scelte con un criterio?
«Certo, c`è la Milano dell`Expo, a Torimo si parlerà di deindustrializzazione e così via. In questo viaggio vogliamo mettere attorno a un tavolo le intelligenze migliori e gli attori più importanti, ma non da un punto di vista generalista. Vogliamo costruire un mosaico fatto da diversi tasselli, in modo che nessun punto di vista rimanga escluso».
Parte da una consapevolezza di base sulle carenze del settore?
«Certo, i dati ci dicono che oggi il turista è sempre più selettivo, cerca la qualità e a fare la differenza è spesso lo "human touch", quel saper fare che si esprime anche in termini di competenza e conoscenza delle lingue. Oltre che con una vera professionalità di cui sommerso e precariato sono ovviamente nemici».
C`è qualcosa che proporrebbe domani?
«Discutere i tempi di riapertura delle scuole. Molti a questa proposta hanno gridato allo scandalo ma in altri paesi le vacanze sono spacchettate e consentono il turismo anche a maggio o in autunno, da noi resiste invece l`idea che in ferie si vada solo d`estate. E ipotizzare un cambiamento sarebbe una bella sfida».