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Roma, 13 nov. (Labitalia) – E’ stata approvata dall’attivo dei delegati e delle delegate della Filcams Cgil la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo in scadenza il prossimo 31 dicembre. Più di 800 assemblee, circa 18mila votanti ed una percentuale di favorevoli superiore al 96%, hanno portato all’approvazione del testo. "La stagione contrattuale che oggi si inaugura sarà complessa e priva di termini di raffronto" afferma Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil responsabile del settore.
Industria ricettiva, ristorazione collettiva, concessioni autostradali e stabilimenti balneari, il settore turistico è caratterizzato da una forte stagionalità, la concentrazione cioè dell’attività turistica solo in alcuni periodi dell’anno, con un picco dei lavoratori che oscillano da un milione a circa 700mila a seconda del periodo, alta presenza femminile (57%) e giovani. La crisi economica degli ultimi anni e la stagione estiva 2012, che ha fatto registrare un significativo calo del consumo turistico, fanno si che la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo si apra in un contesto difficile. Al centro della proposta il lavoro sul quale non si devono scaricare azioni di contenimento di costo, ma investimenti mirati e strategici, a medio e lungo termine. Dal mantenimento dell’unicità contrattuale dell’azienda anche in caso di esternalizzazioni, alla protezione dei livelli occupazionali, garantendo la continuità occupazionale dei lavoratori nei cambi di appalto, nelle concessioni e nei passaggi di locali in affitto; incentivando le stabilizzazione dei rapporti di lavoro e contrastando le terziarizzazione, il lavoro sommerso e l’uso improprio della flessibilità (contratto a chiamata).
La Filcams Cgil chiede inoltre una attenzione maggiore e più lungimirante al settore, molto importante per l’economia italiana, che ha bisogno dell’impegno di tutte le forze coinvolte per avviare una sua ripresa. Il sindacato propone la costituzione di un tavolo permanente sulla Governance del settore turistico, per dar voce alle esigenze degli addetti e mettere il lavoro al centro delle politiche di settore; un Osservatorio del lavoro nel Turismo in grado di raccogliere e distribuire informazioni sull’andamento del settore e la costituzione di tavolo di concertazione per avviare un confronto sulla stagionalità. Allo stesso tempo, si vuole proporre l’inserimento di elementi qualificanti e di attenzione verso i lavoratori nel rispetto della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: permessi per le lavoratrici e i lavoratori nel periodo di ingresso in famiglia di minori in affidamento o in caso di ricongiungimento famigliare di figli minori; di permessi per lavoratori stranieri in caso di rinnovo permesso di soggiorno; aspettativa non retribuita fino a guarigione clinica intervenuta anche per patologie gravi non oncologiche e non croniche. Per recuperare il potere di acquisto e incentivare la propensione al consumo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, la Filcams Cgil chiede un incremento della retribuzione di riferimento (livello 4 e C2) pari a 130 euro nel triennio:"una richiesta politica – conclude Sesena – che tenta di fornire una risposta adeguata alla precarietà salariale di più di un milione di lavoratori e di circa 300 000 lavoratori stagionali che la crisi ha acuito in modo impressionante".

Accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del turismo che interessa circa 150 mila addetti. L’intesa è stata raggiunta tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e le associazioni imprenditoriali aderenti alla Confindustria (Aica e Federtursimo).
Il nuovo contratto decorre dal primo gennaio 2010 fino al 30 aprile 2013 con un aumento salariale di 115 euro più un’integrazione economica di 210 euro da destinare secondo il livello di contrattazione. Importante il capitolo sulle terziarizzazioni.

Lavoro. Previsto un aumento medio di 115 euro Sigla unitaria al contratto per i lavoratori del turismo ROMA È stato raggiungo l`accordo tra le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil e le associazioni datoriali aderenti alla Confindustria (Aica e a Federturismo), per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo scaduto lo scorso 31 dicembre 2009.
Il contratto decorre a partire dall 1 gennaio 2010 fino al 3o aprile 2013 – si legge in una nota delle organizzazioni sindacali – previsti un aumento salariale di 115 curo, più un`integrazione economica di 210 curo da destinare al Il livello di contrattazione; sono circa i5omila gli addetti coinvolti dal rinnovo.
Grandi catene alberghiere, agenzie di viaggi e tour operator, sono tante le strutture interessate da questo rinnovo contrattuale.
Un settore, quello del turismo caratterizzato da una forte stagionalità (i lavoratori oscillano da circa 70omila ad un milione a seconda del periodo), alta presenza femminile e tanti contratti a termine. Secondo i sindacati il settore ha bisogno di una politica incisiva, orientata al rilancio ed alla regolamentazio- ne del settore stesso.
Tra i punti qualificanti dell`intesa al primo posto la regole per il contrasto e la regolamentazione delle terziarizzazioni, cioè l`eventuale conferimento a terzi della gestione di un servizio direttamente gestito dall`azienda.
Il contratto prevede in questi casi l`obbligo del negoziato, ricercando prioritariamente il mantenimento dell`unicità aziendale. Ma anche in caso di mancato accordo i vincoli previsti dal contratto sono precisi e di forte tutela dei lavoratori interessati, si legge nella nota. In particolare la ditta che assume il servizio in appalto ha l`obbligo di garantire il mantenimento occupazionale, l`integrale applicazione del contratto nazionale di lavoro del turismo sia nella parte eco- nomica che in quella normativa.
Si è inoltre rafforzato il secondo livello di contrattazione demandando a quest`ultimo il controllo dell`orario di lavoro e di tutte le forme di flessibilità. Per la prima volta vengono anche destinate risorse economiche (210 curo) certe, da assegnare al secondo livello.
«Si tratta di un rinnovo importante – ha afferma Maurizio Scarpa della Filcams-Cgil nazionale – un`intesa che giunge in un momento di grave crisi del settore, ma che può essere un punto di partenza indispensabile per tutelare i diritti degli operatori e del settore, dalla difesa del potere d`acquisto dei salari sino alla tutela dei livelli occupazionali.
Ora è urgente iniziare un percorso di rilancio dell`industria turistica, un settore strategico anche per l`economica italiana e per il superamento dell`attuale crisi. Nei prossimi giorni chiameremo i lavoratori e le lavoratrici in una vasta consultazione perché possano esprimere il proprio giudizio sull`intesa raggiunta».

Sistema Moda Italia e le organizzazioni sindacali hanno formalmente sottoscritto il rinnovo del contratto nazionale del settore tessile moda, dopo che l’intesa è stata approvata a larghissima maggioranza dal 95% dei lavoratori del settore. Per quanto riguarda la parte economica, l’aumento convenuto è di 102 euro lordi per 36 mesi, con una tantum di 40 euro lordi. Per la parte normativa si è intervenuti su alcuni istituti per migliorare la competitività delle imprese, istituendo una nuova procedura per affrontare il tema della flessibilità (ordinaria e tempestiva, lavoro straordinario, modifica temporanea degli orari di lavoro, ferie e permessi). L’obiettivo è quello di gestire in tempo reale le emergenze produttive o di servizio al mercato che si dovessero verificare. È stato raggiungo in serata anche l’accordo tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e le associazioni della Confindustria (AICA e a Federturismo), per il rinnovo del contratto nazionale del turismo. Il contratto decorre dal 1 gennaio 2010 fino al 30 aprile 2013, conun aumento salariale di 115 euro più un’integrazione economica di 210 euro per il secondo livello di contrattazione. Il contratto riguarda circa 150mila lavoratori di grandi catene alberghiere, agenzie di viaggi e tour operator

Accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del turismo che interessa circa 150 mila addetti. L’intesa è stata raggiunta tra le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e le associazioni datoriali aderenti alla Confindustria (Aica e a Federturismo). Il nuovo contratto (il vecchio era scaduto lo scorso 31 dicembre) decorre a partire dal primo gennaio 2010 fino al 30 aprile 2013, con un aumento salariale di 115 euro più un’integrazione economica di 210 euro da destinare secondo livello di contrattazione.
Grandi catene alberghiere, agenzie di viaggi e tour operator: sono tante le strutture interessate da questo rinnovo contrattuale. Un settore, quello del turismo caratterizzato da una forte stagionalità (i lavoratori oscillano da circa 700mila ad un milione a seconda del periodo), alta presenza femminile e tanti contratti a termine.
Tra i punti qualificanti dell’intesa, evidenziano i sindacati, la regole per il contrasto e la regolamentazione delle terziarizzazioni. Il contratto prevede in questi casi l’obbligo del negoziato, ricercando prioritariamente il mantenimento dell’unicità aziendale. La ditta che assume il servizio in appalto ha l’obbligo di garantire il mantenimento occupazionale, l’integrale applicazione del Ccnl del turismo sia nella parte economica che in quella normative.
Si è inoltre rafforzato il secondo livello di contrattazione demandando a questo il controllo dell’orario di lavoro e di tutte le forme di flessibilità.

Accordo fatto per il contratto dei lavoratori del turismo. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e le associazioni datoriali aderenti alla Confindustria, (Aica e a Federturismo), hanno raggiunto l’intesa per il rinnovo del contratto nazionale del settore scaduto lo scorso 31 dicembre 2009. Il contratto decorre a partire dal 1 ennaio 2010 fino al 30 aprile 2013 e prevede con un aumento salariale di 115 euro, piu’ un’ integrazione economica di 210 euro da destinare al secondo livello di contrattazione. Sono circa 150mila interessati dal presente rinnovo contrattuale: grandi catene alberghiere, agenzie di viaggi e tour operator, sono tante le strutture interessate da questo rinnovo contrattuale.

Un settore, quello del turismo, sottolinea la Filcams in una nota, caratterizzato da una forte stagionalita’ (i lavoratori oscillano da circa 700mila ad un milione a seconda del periodo), alta presenza femminile e tanti contratti a termine; un settore che ha bisogno di una politica incisiva, orientata al rilancio ed alla regolamentazione del settore stesso.
Tra i punti qualificanti dell’intesa al primo posto la regole per il contrasto e la regolamentazione delle terziarizzazioni, cioe’ l’eventuale conferimento a terzi della gestione di un servizio direttamente gestito dall’azienda. Il contratto prevede in questi casi l’obbligo del negoziato, ricercando prioritariamente il mantenimento dell’unicita’ aziendale.
Ma anche in caso di mancato accordo i vincoli previsti dal contratto sono precisi e di forte tutela dei lavoratori interessati. La ditta che assume il servizio in appalto ha l’obbligo di garantire il mantenimento occupazionale, l’integrale applicazione del ccnl del turismo sia nella parte economica che in quella normative. Si e’ inoltre rafforzato il secondo livello di contrattazione demandando a questo il controllo dell’orario di lavoro e di tutte le forme di flessibilita’. Per la prima volta vengono anche destinate risorse economiche (euro 210) certe, da assegnare al secondo
livello.

”Un rinnovo importante – afferma Maurizio Scarpa della Filcams Cgil Nazionale – un’intesa che giunge in un momento di grave crisi del settore, ma che puo’ essere un punto di partenza indispensabile per tutelare i diritti degli operatori e del settore, dalla difesa del potere d’acquisto dei salari sino alla tutela dei livelli occupazionali. Ora e’ urgente iniziare un percorso di rilancio
dell’industria turistica, un settore strategico anche per l’economica italiana e per il superamento dell’attuale crisi. Nei prossimi giorni chiameremo i lavoratori e le lavoratrici in una vasta consultazione perche’ possano esprimere il proprio giudizio sull’intesa raggiunta.”

È positivo il giudizio della Filcams CGIL sul nuovo contratto dei lavoratori del turismo. Dopo quattro mesi di trattative (i primi incontri tra i sindacati e le controparti Confcommercio e Confindustria risalgono rispettivamente al 23 e 26 ottobre scorsi), il ccnl è stato rinnovato per il triennio 2010-2012. L’accordo riguarda circa un milione di addetti (per il 58% donne), di cui più di 300.000 stagionali, e oltre 400.000 imprese, fra tour operator, agenzie di viaggio, strutture alberghiere, bar, ristoranti, fast food, mense aziendali, campeggi ecc. Il lungo confronto è stato indispensabile – ricorda in una nota la Filcams – per definire tutti gli elementi e avere maggiori certezze per la tutela dei lavoratori, ma anche per togliere dal tavolo del negoziato un tema caldo della trattativa, le richieste di flessibilità e deregolamentazione proposte dalle associazioni datoriali, che sempre più spesso fanno ricorso ad appalti e terziarizzazioni delle principali fasi lavorative. “L’esternalizzazione è il fenomeno degli ultimi anni – rileva Maurizio Scarpa, segretario nazionale Filcams –, con cui si vuole abbattere il costo del lavoro e i diritti; non condividiamo in alcun modo tale modalità di gestione, che riduce la struttura a un semplice ruolo di coordinamento. Perciò, abbiamo
cercato di trovare una soluzione che tutelasse comunque i lavoratori al momento del passaggio del servizio, qualora i sindacati non riuscissero a impedire una simile scelta aziendale. Si è garantito, in ogni caso, il mantenimento delle condizioni economiche e normative contrattuali, assicurando tutele occupazionali anche nel susseguirsi nel tempo del contratto d’appalto”.
Altro punto saliente dell’intesa, l’estensione del secondo livello di gestione in tutte le realtà oggi senza accordi; a tale proposito, oltre all’aumento salariale previsto di 115 euro mensili, vi sarà un’integrazione economica di 210 euro annuali da destinare proprio agli integrativi, erogati nell’ottobre 2012. La Filcams sottolinea poi la conclusione unitaria della vertenza, nonostante la presentazione di tre piattaforme separate: “È un risultato molto importante – conclude Scarpa –, soprattutto per un settore attraversato da una forte crisi e storicamente frammentato. Il contratto vuole essere anche uno stimolo per un rilancio del turismo basato sugli investimenti e non sulla riduzione del costo del lavoro”.

Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno cercato di giocare d’anticipo, chiedendo fin da giugno, senza successo, l’avvio delle trattative. Il rinnovo è quello del turismo, il cui CCNL scade il 31 dicembre 2009. Anche qui si va a piattaforme separate, con la Filcams CGIL che il 7 ottobre varerà definitivamente il suo documento, a conclusione della tornata delle assemblee dei lavoratori.
Il settore comprende 1 milione e mezzo di addetti (650.000 i dipendenti, tutti gli altri precari, compresi 500.000 lavoratori autonomi) e un numero imprecisato di imprese: grandi catene alberghiere, pensioni a conduzione familiare, ristorazione collettiva (mense) e veloce (bar, ristoranti, autogrill, McDonald), campeggi, parchi a tema (Gardaland, Mirabilandia), night club.
Un mondo frammentato, dove sono in atto, soprattutto sul fronte alberghiero, processi di esternalizzazione della produzione, con l’assegnazione delle attività a ditte esterne alla proprietà della struttura, che riduce l’azienda a un semplice ruolo di coordinamento di servizi, con una logica di scarsa professionalità, abbassamento della qualità del servizio, minor sicurezza per il cliente, nessuna fidelizzazione del lavoratore all’impresa.
Al centro delle rivendicazioni Filcams, la salvaguardia del ciclo produttivo, con la definizione di un percorso vincolante per le imprese, che preveda la verifica preventiva dell’organizzazione del lavoro, la difesa dei posti di lavoro e l’esplicita garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali, con l’impegno della società appaltante a vincolare l’assegnazione del servizio al mantenimento, nel numero e nella postazione lavorativa, degli operatori già in forza negli ultimi 6 mesi. Altra caratteristica del settore, la stagionalità, riguardante la maggioranza delle aziende e un terzo degli addetti, che ogni anno maturano il diritto di precedenza nell’assunzione: per questi ultimi, la Filcams chiede l’assunzione a tempo indeterminato, con un part time verticale da 3 a 10 mesi, a seconda dei casi. In tal modo, potrebbero avere accesso alla disoccupazione per i periodi di non lavoro, sia pure con requisiti ridotti.