Category Archives: CCNL Lavoro Domestico 2011


Il prossimo 1° luglio entrerà in vigore il nuovo contratto nazionale di lavoro per il personale domestico e di assistenza alla persona, accordo che avrà validità di 3 anni. Si è trattato di un lavoro lungo, che ha cercato nei due anni di trattativa a livello nazionale divenire incontro alle richieste della parte datoriale (prevalentemente rappresentata da famiglie) e dalle lavoratrici che nel settore rappresentano circa il 90 per cento dell`intero comparto, la maggior parte di queste, straniere. Il contratto, dopo la consultazione tra i lavoratori del settore, sarà ratificato nei prossimi giorni al ministero del Lavoro e i suoi effetti saranno tangibili dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2016. L`intesa copre la parte normativa e quella economica. La richiesta salariale avanzata dalle organizzazioni sindacali si basa su un calcolo delle retribuzioni che considera il recupero del costo della vita in base agli indici Istat. Il nuovo contratto ha salvato il meccanismo automatico di rivalutazione delle retribuzioni previsto dal vecchio contratto che recuperava annualmente fino all`80 per cento del valore perso in base agli indici inflattivi calcolati dall`Istat, arrivando al 100 per cento di copertura. In base a questo meccanismo gli aumenti di recupero dell`inflazione, al netto di quelli salariali stabiliti annualmente da una apposita commissione ministeriale, saranno suddivisi in tre tranche: 7 euro al 1/01/2014, 6 euro al 1/01/2015 e 6 euro al 1/01/2016. Di rilievo sono le novità introdotte nella parte normativa ed in particolare sulla maternità: si tratta di norme a tutela della lavoratrice madre ad oggi non coperte dalle norme di legge sul divieto di licenziamento; con il nuovo contratto la tutela viene garantita al periodo di maternità obbligatoria segnando l`avvio di un percorso che limiti le discriminazioni alle quali sono oggi sottoposte le lavoratrici del settore; a questo proposito le associazioni datoriali si impegnano a far applicare "condizioni non meno favorevoli di quelle applicabili agli altri settori". In aggiunta, in caso di licenziamento al termine della maternità obbligatoria – ed entro il trentunesimo giorno successivo al termine del congedo di maternità – il preavviso raddoppia in modo differente a seconda che la lavoratrice sia a tempo pieno o part time. Nuove regole sono previste anche dal punto di vista degli adempimenti fiscali (730 e modello unico) e per le prestazioni della cassa previdenziale colf. Nel primo caso, il nuovo contratto prevede l`obbligo da parte del datore di lavoro di consegnare annualmente le attestazioni delle somme erogate con 30 giorni di anticipo rispetto alle scadenze di presentazione delle dichiarazioni dei redditi; è una norma importante tesa non solo ad agevolare i lavoratori, ma che può avere anche effetti positivi sull`evasione fiscale.
La cassa colf invece, diventata operativa dal luglio 2010, ha lo scopo di fornire prestazioni e servizi a favore dei lavoratori e delle lavoratrici e datori di lavoro, comprensivi di trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi, integrativi e aggiuntivi delle prestazioni pubbliche. E il caso, ad esempio, di ricovero ospedaliero: non tutti sanno che in questo caso è possibile ricevere dalla cassa colf un sostegno al reddito, sostegno che a differenza delle altre cate- gorie di lavoratori oggi l`Inps non copre, delegando al contratto e alla neo nata cassa colf. Sulla parte normativa alcune novità riguardano anche l`orario di lavoro, i riposi, i congedi e i permessi per formazione professionale. Per quest`ultimo caso, è stata recepita una norma a tutela delle tante lavoratrici straniere, per le quali è stata introdotta la possibilità di fruire di permessi per la frequenza di corsi utili al conseguimento dei titoli di soggiorno. Anche sul riposo settimanale si è cercato di far applicare una norma al passo con i tempi, alvaguardando la domenica per tutti i lavoratori (conviventi e non conviventi) e prevedendo la possibilità di fruire del congedo matrimoniale anche non in concomitanza con la data del matrimonio e comunque entro un anno dalla stessa. Nella parte normativa è stata inoltre introdotta la forma scritta del licenziamento e la convalida delle dimissioni (anche nel caso della maternità). Sull`orario di lavoro è stata aggiunta la possibilità di stipulare contratti "aggiuntivi" per i giorni di riposo dei lavoratori: molto spesso, soprattutto nel caso dell`assistenza a persone non autosufficienti, il lavoratore titolare del rapporto di lavoro è impossibilitato a fruire del riposo settimanale. In questo caso, il datore di lavoro, può ricorrere ad una nuova figura, prevista dal contratto, che funge da sostituto. Altra novità è rappresentata dalla possibilità, previo accordo con il datore di lavoro, di usufruire di 12 mesi non retribuiti per motivi familiari; è una norma che è stata introdotta per venire incontro soprattutto a lavoratori stranieri che spesso per raggiungere i propri cari sono costretti a lasciare il nostro Paese per periodi prolungati. Dal punto di vista della tutela delle condizioni di lavoro, è stato inserito un nuovo articolo che, per il suo contenuto, vale la pena di riportare integralmente al primo comma: "Ogni lavoratore ha diritto ad un ambiente di lavoro sicuro e salubre, sulla base di quanto previsto dalla legislazione vigente, relativamente agli ambienti domestici. A tal fine il datore di lavoro sarà tenuto a garantire la presenza sull`impianto elettrico di un adeguato interruttore differenziale, cosiddetto salvavita". Infine, è importante sottolineare che, per la prima volta, viene inserita la contrattazione di secondo livello, ossia una contrattazione territoriale che si aggiunge al contratto nazionale valido erga omnes, con la quale si stabiliscono regole condivise e trasparenti nell`interesse di tutti, lavoratori e datori di lavoro.

Forse nulla ha descritto meglio del film francese «Quasi amici» -15 milioni di incassi in Italia, record di tutti i tempi in Francia – quello che può nascondersi dietro il rapporto tra badante e assistito. Certamente non tutte le storie di questo tipo finiscono in un`amicizia fraterna fra chi tiene e chi è tenuto a braccetto, così come quella raccontata nella pellicola di Olivier Nakache e Éric Toledano. Un fatto però è certo: quella di colf e badanti ormai è una realtà anche economica del nostro Paese, e non solo. Flussi migratori si concentrano da alcune parti del mondo verso l`Italia in risposta alla sempre crescente domanda di assistenza e welfare casalingo. E analisi di questi fenomeni fanno parte ormai della bibliografia dei corsi universitari di Sociologia. Il settore a detta dell`Inps non conosce crisi. Solo quest`anno l`incremento dei lavoratori domestici ha segnato una crescita dell`8,5 per cento, in un contesto di mercato in cui il dato generale sulla disoccupazione ha superato quota dieci per cento (mentre gli under 25 in cerca di un impiego sfiorano il 34 per cento). Sono oltre 871mila i rapporti di lavoro di attivi nel 2012. Erano 680mila l`anno scorso e 710mila solo a luglio. Un trend impressionante, che non considera l`enorme sommerso che si nasconde in moltissime case e che falsifica le statistiche ufficiali. Del resto gli ispettori dell`Inps «non possono andare presso le case e controllare», dice il presidente dell`Istituto Antonio Mastrapasqua, che si appella «al senso civico» di chi assume in casa. L`anno scorso una ricerca della Cgil stimava almeno in 1,5 milioni il numero di badanti e assistenti nascoste nei nostri appartamenti.
SANATORIE INEFFICACI
L`alternativa ai controlli sono le sanatorie, ma si tratta di rimedi che non curano il male: dal 2009 (per effetto della legge 102 di quello stesso anno), le regolarizzazioni sono state 235 mila. «È emersa tantissima manodopera che fino a quel momento era stata pagata in nero», riprende Mastrapasqua che però rileva come a giugno di quest`anno «il settanta per cento (di quei lavoratori regolari, ndr) è scomparso, ha cessato il rapporto di lavoro. Verosimilmente si è reimmerso nel mondo del nero. Questa è la sconfitta di operazioni del genere». Da tempo i sindacati che si occupano di questo settore chiedono interventi che facilitino l`emersione del nero e che sostengano la debole azione del contratto nazionale di lavoro, che tra le altre cose è in discussione in questi giorni. «L`anomalia è che il datore di lavoro sono le famiglie, che si trovano a dover sopperire alla mancanza di servizi d`assistenza da parte dello Stato», dice Giuliana Mesina, segretaria nazionale della Filcams-Cgil. «Un contributo potrebbe darlo la creazione di un albo nazionale, il sostegno fiscale alle famiglie che regolarizzano e l`istituzione di corsi professionali o d`aggiornamento – continua la sindacalista – anche perché secondo la legge un`assistente domestica non potrebbe, per esempio, neanche somministrare dei farmaci, mentre spesso si trova a fare iniezioni o mansioni da infermiere».

FINO A13 ASSISTITI PER BADANTE
I dati Inps permettono di fare un affresco del settore: per l`Istituto di previdenza, la maggior parte dei lavoratori del settore (oltre 650 mila) ha un solo rapporto di lavoro, ma c`è chi arriva addirittura a coltivarne tredici. Mentre per lo più i datori di lavoro sono italiani, anche se crescono gli stranieri comunitari (circa nove mila) e soprattutto i datori extracomunitari (oltre 37 mila, cinesi in testa), colf e badanti sono soprattutto stranieri: gli extracomunitari la fanno da padroni, con oltre 420 mila assistenti domestici. Per nazionalità sono i rumeni ad imporsi (145 mila), seguiti da ucraini, filippini, moldavi e peruviani. Crescono anche gli italiani, che di fronte alla crisi stanno riscoprendo il valore dell`assistenza: sono 137 mila i collaboratori domestici regolari, mentre sono destinati a crescere esponenzialmente gli assistiti. Che l`Italia sia sempre più anziana è una vecchia novità. <‹L`Istat – riprende Mesina della Filcams – stima che per il 2015 la percentuale degli over 65 sarà il 21,5 per cento della popolazione complessiva, circa 13 milioni di persone. Di questi, almeno sette milioni avranno più di 75 anni e due milioni più di 85». È chiaro che di fronte a queste previsioni di invecchiamento non c`è crisi che possa fermare l`esigenza di servizi di assistenza domestica. Colf e badanti di tutte le nazionalità hanno un grande futuro davanti.