Category Archives: CCNL Imprese Pulizia 2005

Sono un milione e mezzo e da tre anni non hanno il contratto: lavoratori dei fast food (tra cui McDonald’s e Autogrill), degli alberghi e del turismo, delle farmacie private, delle pulizie e degli stabilimenti termali domani incrociano le braccia. Il loro è il regno dei voucher, uno dei settori in cui vengono utilizzati di più, per coprire picchi o lavori stagionali che prima davano diritto perlomeno un contratto a termine. Buoni lavoro che il premier Matteo Renzi non intende abolire, come ha spiegato ieri alla Camera. Rispondendo in question lime a una interrogazione di Arturo Scotto (Si), Renzi è stato netto: «Noi siamo contrari all’abolizione dei voucher», ha detto. Aggiungendo subito dopo che il governo è disponibile a elaborare «forme migliorative, se vi fosse possibilità e necessità». Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha già annunciato qualche settimana fa che l’esecutivo intende introdurre un meccanismo di «tracciabilità»; il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano vorrebbe ritornare alla formulazione originaria prevista nella legge 30 (uso limitato), mentre la Cgil con un referendum punta a eliminarli (il quesito si affianca agli altri due su appalti e licenziamenti, i banchetti per firmare sono già aperti in tutta Italia). Il tema dei voucher e più in generale del lavoro precario, grigio e irregolare «farà parte di quelli che porteremo al tavolo con le imprese, se il negoziato riprenderà», spiega a il manifesto la segretaria generale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli. La Filcams ha indetto lo sciopero per Finterà giornata di domani insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Ufi: #Fuoriservizio l’hashtag di riferimento. Gabrielli spiega che i lavoratori non possono aspettare oltre: quelli degli stabilimenti termali, ad esempio, attendono ormai dal 2011 il rinnovo, a differenza di tutti gli altri che sono fermi dal 2013. E il turismo, secondo i dati di Istat, Banca d’Italia, ma anche delle associazioni di impresa, è in ripresa: Alberghi-Cofindustria dà un +3,45 di ricavi medi per camera disponibile nei primi mesi del 2016, Federalberghi registra un +5,3% di presenze alberghiere. Perché quindi gli imprenditori del settore – a esclusione di Federalberghi che ha già firmato nel 2014 – non vogliono redistribuire siglando un contratto? In attesa sono anche i dipendenti dei bar, dei ristoranti, delle mense. A tutti i tavoli, l’orientamento delle imprese è questo: «Chiedono di ridurre – spiega la segretaria Filcams – tanti istituti del contratto, dalla malattia agli scatti di anzianità, dalle garanzie nei cambi di appalto ai permessi individuali. E insieme non si rendono disponibili a migliorare i congedi, la maternità, il pari: time. Solo a fronte di questi tagli, si dicono disposti ad aumenti nella parte economica. Ci propongono, m- somma, una semplice partita di giro: i lavoratori dovrebbero finanziarsi gli incrementi contrattuali rinunciando a diverse tutele». Il tema degli appalti è molto sensibile per questo comparto: già il “colpo di mano” del governo, qualche giorno fa, ha cambiato il testo della legge al momento della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, cassando l’obbligatorietà di applicazione della clausola sociale che era stata concordata con le parti sociali. Le imprese, dal canto loro, chiedono una clausola «alleggerita»: essere sciolte cioè dal vincolo di riassumere tutti i dipendenti, per commesse che magari sono state aggiudicate a costi inferiori rispetto a quelle precedenti. Infine, due almeno le questioni chiave sul fronte delle flessibilità: «Innanzitutto c’è il tema del pari time – dice la segretaria Filcams – Vorremmo regolarlo meglio, venendo incontro a tanti addetti, soprattutto donne, che ad esempio nelle pulizie o nelle mense devono fare i salti mortali, lavorare su più appalti e con orari spezzati, per portare a casa al massimo 600 euro al mese». Il secondo nodo è quello dei voucher: «Spesso sono utilizzati in modo improprio – conclude Gabrielli – per lavori che fino a qualche tempo fa si regolavano attraverso i contratti a termine. Per tanti stagionali poi si è aggiunto il peggioramento della Naspi. Speriamo insomma di tornare presto al tavolo».

    giovedì 20 dicembre 2007

      Pagina 13 – Economia & Lavoro

      Accordo fatto per mezzo milione
      di lavoratori delle pulizie

        Avrà durata quadriennale. Aumento medio di 115 euro al mese. Damiano: sia preludio ad altre intese

          È stato firmato – dopo 32 mesi – al ministero del Lavoro il contratto nazionale dei 500mila lavoratori delle pulizie. L’intesa, raggiunta dalle organizzazioni datoriali con le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uil interessa circa 500mila lavoratori e prevede – a regime aumenti retributivi medi di 95 euro mensili più 20 euro come elemento distinto della retribuzione. Gli aumenti verranno erogati a partire dal prossimo gennaio. Non è prevista alcuna una tantum per il periodo di vacanza contrattuale.

          «Si è conclusa una lunga ed estenuante trattativa, si è data una giusta risposta sul piano economico a più di 500 mila persone impiegate nel settore – afferma il sindacato -. Si è potuto riaffermare il tema delle regole, della tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di lavoro nero e procedure di appalto al di sotto dei costi di gestione previsti dal contratto».

          Soddisfatto anche il fronte datoriale, che ha apprezzato «i precisi impegni assunti dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, su questioni di fondamentale importanza per il corretto sviluppo del settore».

          Il contratto – che decorrerà dal primo gennaio – avrà validità quadriennale.

          Soddisfazione per la conclusione della vertenza anche al ministero del Lavoro, che – attraverso la mediazione del sottosegretario Rosa Rinaldi e gli impegni assunti dallo stesso ministro – ha operato nelle scorse settimane per fare uscire il confronto da una lunghissima empasse.

          «Spero che il rinnovo del contratto dei lavoratori del settore delle pulizie possa preludere alla conclusione di altri contratti – ha affermato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, parlando in Transatlantico dopo il question-time -. Di questo risultato sono particolarmente soddisfatto. Il governo ha consentito di giungere ad una conclusione con il contributo delle parti sociali, per un settore che non sempre trova l’attenzione dovuta per mancanza di forza di impatto e di visibilità, nonostante rappresenti una attività indispensabile». Anche per questo – ha proseguito il ministro – «il risultato è doppiamente importante, perchè ci consente di mettere al centro l’importanza del lavoro e del lavoro manuale, che il più delle volte è tralasciata».

          giovedì 20 dicembre 2007

          Pagina 24 – Economia e imprese

          Aumento a regime di 115 euro per 500mila lavoratori

            C’è l’intesa per il settore pulizie

              ROMA
              Per trenta mesi hanno aspettato, accontentandosi per forza dei pochi euro previsti dall’indennità di vacanza contrattuale. Poi ieri è arrivata la firma del contratto per i 500mila lavoratori del settore delle pulizie: 115 euro di aumento a regime per il 2008-2009, parametrati al secondo livello, distribuiti su tre tranche. Di questa cifra, 20 euro sono a titolo di Edr, elemento distinto della retribuzione, finalizzato a compensare il lungo periodo di vacanza contrattuale. Gli aumenti scatteranno al primo gennaio del prossimo anno: si comincia con 45 euro; altri 35 saranno in busta paga al primo gennaio 2009 e il resto da giugno 2009. Il contratto avrà validità quadriennale. Quello precedente, come spiega Ubaldo Conti, sindacalista della Uil di categoria che ha seguito tutta la trattativa, era scaduto a maggio del 2005. L’intesa è stata possibile grazie all’intervento del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che ha garantito le parti su una modifica della legge 223 del 1991 relativa al meccanismo di cambio di appalto.

              Secondo la legge, i lavoratori sarebbero finiti in mobilità. Una situazione che vede il sindacato da tempo contrario. Il ministro si è impegnato a integrare i decreti attuativi della legge 123 del 2007, il cosidetto milleproroghe, con una norma che garantisce il rispetto del costo del lavoro da parte dei committenti, assicurando, aggiunge Conti, la parità di condizioni con il contratto prececedente. Altro impegno del Governo, un tavolo istituzionale contro il lavoro nero e l’illegalità nel settore. Non solo: Damiano ha promesso che sensibilizzerà i committenti pubblici per aggiornare i prezzi a seconda delle variazioni delle tabelle ministeriali ed entro il 31 gennaio 2008 emanerà una circolare.

              Le posizioni di partenza dei datori di lavoro prevedevano il non pagamento dei primi tre giorni di malattia e l’eliminazione della maggiorazione del 25% per il sesto giorno consecutivo di lavoro. Richieste che sono state accantonate. Invece il sindacato ha convenuto sull’abbassamento da 11 ad 8 per le ore di riposo consecutive che spettano al lavoratore.

              «Con la firma e con gli impegni del ministro Damiano ci auguriamo che si possa garantire agli operatori una concorrenza leale sul mercato», ha detto il presidente della Fise Anip, Claudia Giuliani.

              Anche Massimo Stronati, pesidente Federlavoro e Servizi Confcooperative ha giudicato il contratto «il giusto equilibrio tra le parti, una premessa per normalizzare il mercato».

              N.P.

              giovedì 20 dicembre 2007

                Pagina 11 – Economia

                  Riguarda 500mila lavoratori

                  Per gli addetti alle pulizie c’è il contratto

                    ROMA. Accordo fatto per i lavoratori delle imprese di pulizia: al Ministero del Lavoro è stata raggiunta un’intesa per il contratto scaduto da 32 mesi che riguarda 500mila lavoratori. L’accordo prevede un aumento per il prossimo biennio (2008-2009) di 115 euro medi a regime per il secondo livello. Per i 32 mesi di vacanza contrattuale non è prevista nessuna una tantum. L’aumento sarà erogato nel 2008 e 2009 in due tranche.

                      «Ringraziamo il ministro del Lavoro Damiano per l’impegno e l’attenzione rivolta al settore, con particolare riferimento all’introduzione di garanzie sull’applicazione del costo del lavoro contrattuale negli appalti pubblici e l’istituzione a breve di un Osservatorio nell’ambito delle competenze della cabina nazionale di regia per il contrasto al lavoro sommerso e sulla regolarità del mercato». Così il presidente di Unionservizi, Corrado Frasca, commenta l’accordo.

                      mercoledì 11 luglio 2007

                      Pagina Economia

                      Protestato dei lavoratori delle
                      imprese di pulizia e multiservizi

                        TRENTO – Contratto scaduto da 26 mesi, salari orari molto bassi (dai 5,93 ai 6,13 euro lordi), rischio di perdere il lavoro se cambia l’appalto, part time non lineare. Una situazione inaccettabile per i lavoratori delle imprese di pulizia e multiservizi, che ieri mattina hanno protestato presidiando l’ingresso di Confindustria in via Degasperi.

                        «Stiamo pagando – spiega Ezio Casagranda, segretario Filcams-Cgil – i costi sociali della politica del massimo ribasso. Ci dovrebbe essere maggior controllo, soprattutto nell’ente pubblico, perché non è accettabile ad esempio vedere un appalto da 11 milioni che viene aggiudicato a 9».

                        Sono 3.500 gli operatori del settore, in netta maggioranza donne che usufruiscono di part time tra le 14 e le 24 ore settimanali, con stipendi quindi che difficilmente superano i 500 euro mensili. «Il settore è polverizzato – aggiunge Walter Bonatti della Fisascat-Cisl – quindi è molto difficile controllarlo. Accade anche che le operatrici straniere (circa il 40% nel settore, ndr) vengano facilmente ricattate per poter rinnovare il permesso di soggiorno». Francesca Vespa della Uil sottolinea come sia difficile in una situazione tale programmare la propria vita famigliare: «Chiediamo di arrivare ad un salario orario di 8 euro lordi».

                        Per ora dalla controparte la proposta è quella di un aumento di 37 euro lorde per 40 ore settimanali, «un’offerta economica – sottolinea Casagranda – sotto di 3 punti rispetto all’inflazione».

                        Tra le norme evidenziate come peggiorative dal sindacato vi sono il mancato pagamento fino ai 3 giorni di malattia, l’abolizione della maggiorazione del 25% sulla sesta giornata lavorativa e lo spezzettamento del part time sull’orario lavorativo previsto dalla legge di 13 ore. La protesta ha voluto simbolicamente indirizzarsi anche alla vicina sede dell’azienda sanitaria, visto che «è scandaloso – denuncia Casagranda – come l’80% dei lavoratori lavori in queste condizioni per l’ente pubblico. Nel settore è molto diffusa la pratica del lavoro "grigio", con ad esempio ore straordinarie pagate in nero».

                        Lo sciopero dei lavoratori di pulizie e multiservizi proseguirà anche nella giornata di oggi.

                        martedì 10 luglio 2007

                        Pagina 9 – Economia

                          OGGI LA PROTESTA

                          Sciopero dei multiservizi

                          TRENTO. Oggi e domani i dipendenti delle imprese di pulizia e multiservizi incroceranno le braccia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro e la negazione, negli ultimi due anni, d’aumenti salariali.

                            Lo sciopero, indetto a livello nazionale dai sindacati, verrà attuato quest’oggi anche a Trento con un presidio davanti agli uffici dell’Associazione Industriali di via Degasperi. Dalle 9.30 sino alle 12 i lavoratori e le lavoratrici del settore protesteranno e faranno sentire la propria voce.

                            «Tutti devono capire che se non ci sarà il contratto – si legge in una nota – le prossime lotte saranno ancora più dure ed estese. Saranno garantiti solamente i servizi essenziali mentre per gli altri non ci sarà alcuna copertura. I primi non rispettare le regole sono i padroni, le vittime i lavoratori e le lavoratrici, la cui busta paga pesa mediamente 500 euro al mese». (dalo)

                            giovedì 28 giugno 2007

                              Pagina 2 – Pordenone

                                NON PAGATI PER MESI

                                Lavoratori delle pulizie
                                Dopo lo sciopero, in vista azioni legali

                                  Martina Milia

                                    Non si ferma la protesta dei lavoratori del comparto pulizie e mense. Allo sciopero del personale per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da due anni, si aggiunge una prossima azione legale, da parte del sindacato, nei confronti delle ditte che avevano l’appalto di alcune caserme della provincia e che hanno ceduto l’appalto senza saldare i conti con i lavoratori.

                                    «Sono sei mesi che attendono le spettanze – dice Romildo Scala della Filcams – e ad oggi nessun segnale. La cosa incredibile è che queste ditte partecipano agli appalti del Ministero e nonostante il comportamento che hanno nei confronti dei lavoratori non vi sono penalizzazioni nei loro confronti».

                                    Il sindacato chiede maggiore qualità negli appalti e lo stesso i lavoratori che sono pagati pochissimo e spesso affrontano condizioni di lavoro difficile. E’ il caso delle donne, molte straniere, che fanno le pulizie negli ospedali della provincia. Capita che, in caso di una segnalazione di pulizie fatte male nel reparto in cui operano queste lavoratrici, la cooperativa le multi trattenendo il loro guadagno. Parliamo di lavoratrici, in maggioranza donne e per il 90 per cento straniere, che guadagnano dai 5 ai 6 euro lordi l’ora e che spesso sono messe in competizione tra loro. Le ore settimanali di lavoro sono poche e questo scatena spesso guerre tra colleghe per riuscire a vedersi assegnata qualche ora in più di straordinario. Lo stipendio medio mensile non supera i 400 euro per cui lo straordinario può fare la differenza. In poche ore viene chiesto alle lavoratrici di fare molto lavoro ed è questo che spesso pregiudica la qualità del servizio.

                                    «Non ce la puoi fare a pulire a fondo certi ambienti in poche ore. E poi – raccontano – spesso ti vengono dati anche pochi detersivi e stracci per risparmiare».

                                    mercoledì 27 giugno 2007

                                      Prima Pagina
                                      Carpi. Ieri il Comune ha deciso di sostituire con propri ‘quadri’ le addette delle pulizie che erano in sciopero
                                      All’asilo i dirigenti si mettono a pulire
                                      Il sindacato si infuria: ‘Così si vanificano gli sforzi dei lavoratori’

                                      CARPI. L’amministrazione comunale di Carpi ha sostituito ieri con propri dirigenti le addette delle pulizie negli asili comunali che erano scese in sciopero (ma che garantiscono comunque il servizio minimo). Le addette sono dipendenti di una impresa esterna cui è appaltato il servizio e stanno lottando per il rinnovo del contratto nazionale ormai scaduto. La Filcams Cgil si è infuriata e ha aspramente criticato il Comune

                                        Pagina 26- Cronaca Carpi

                                          Ora negli asili puliscono i dirigenti

                                          Comune sostituisce addette in sciopero e la Cgil si infuria: ‘Scelta inaccettabile’

                                            Le addette alle pulizie negli asili comunali ieri erano in sciopero per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro. E il Comune cosa fa? Le sostituisce con proprio personale. La cosa ha fatto andare su tutte le furie la Filcams Cgil che ha denunciato la decisione dell’amministrazione comunale. “I lavoratori del Pulimento-Multiservizi erano in sciopero il 26 e 27 giugno – spiega la Filcams – per il contratto nazionale scaduto da oltre due anni, con le controparti, private e cooperative, ferme ad una proposta di incremento salariale di 40 euro”. E ieri il personale in sciopero è stato sostituito.

                                              “Denunciamo con sconcerto quanto accaduto ieri a Carpi nell’appalto degli asili comunali – scrive la Filcams – A fronte della forte adesione allo sciopero da parte delle lavoratrici di Manutencoop (che garantiscono i servizi minimi essenziali, quali la pulizia dei bagni), il Comune ha provveduto alla loro sostituzione con proprio personale. Vista però l’indisponibilità delle dipendenti comunali degli asili a sostituire le scioperanti, sono stati utilizzati, per dirigenti del Comune e altre figure di alto livello. Il Comune ha quindi ostacolato il diritto allo sciopero, tentando di renderne nulli gli effetti. Per il Comune di Carpi le lavoratrici degli appalti sono evidentemente lavoratrici di serie B. Qualcuno può ipotizzare l’utilizzo di dipendenti degli appalti per sostituire i lavoratori comunali in sciopero? Ovviamente no. Quando i dipendenti comunali sono in sciopero le addette alle pulizie, non coinvolte, vengono messe in ferie, anche perché il committente non paga. Essere di serie B vuol dire rischiare ad ogni gara d’appalto una riduzione del proprio orario individuale, già oggi spesso ai minimi termini. Ciò determina stipendi medi di 600 euro mensili. Per risolvere le contraddizioni c’è una sola strada, che confidiamo l’Amministrazione voglia percorrere. Assuma le lavoratrici degli appalti, superando situazioni che comprimono diritti e salario. Tra gli effetti positivi ci sarà anche quello di evitare ulteriori figuracce”.

                                              mercoledì 27 giugno 2007

                                                Pagina 4 – Udine

                                                  Pulizie per 350 euro il mese

                                                    Protesta dei “lavoratori invisibili” davanti all’ospedale

                                                      Cristian Rigo

                                                        Mariapia è socia di una cooperativa e lavora all’ospedale di Tolmezzo: guadagna 350 euro al mese facendo le pulizie per tre ore e mezzo alla settimana. Michela, Mercede e Bianca sono tutte e tre mamme, tutte e tre lavorano nell’ospedale di San Daniele e i loro stipendi mensili variano dai 400 ai 700 euro a seconda delle ore settimanali che a ogni cambio di appalto diventano sempre di meno, mentre aumentano i metri quadri di superficie da pulire. Che si tratti di corridoi, uffici, sale di attesa o operatorie. Secondo i sindacati ogni ora un singolo addetto deve garantire la pulizia di 230 metri per una paga oraria inferiore ai 6 euro lordi.

                                                        Eccoli i lavoratori invisibili che ieri si sono ritrovati a protestare fuori dall’ospedale Santa Maria della Misericordia con i delegati di Cgil, Cisl e Uil.

                                                        «Quello che prima facevamo in due – spiegano – adesso lo dobbiamo fare da sole». Perché istituti pubblici e privati, quando c’è da tagliare le spese, per prima cosa esternalizzano i servizi e rivedono al ribasso gli appalti. In questi giorni i sindacati stanno trattando con il Centro servizi condivisi per evitare che la prossima gara d’appalto segua la prassi degli appalti al massimo ribasso che sta progressivamente peggiorando i trattamenti economici e le condizioni di lavoro. Il comparto sanitario è infatti uno degli ambiti di maggiore sofferenza per le lavoratrici del settore e per questo motivo ieri una delegazione di circa 50 addetti delle imprese e delle cooperative di pulizia e multiservizi hanno manifestato di fronte al Santa Maria della Misericordia.

                                                        Tra loro c’erano anche Angelo che presta servizio alla caserma Spaccamela per 3 ore a settimana e guadagna 350 euro al mese, Luciana che è separata con tre figli e lavora alla Berghinz 6 ore settimanali con uno stipendio mensile di circa 600 euro e Germana che invece pulisce per 5 ore a settimana gli uffici della Regione mettendo insieme un guadagno di 580 euro al mese: anche loro sono lavoratori invisibili. Senza diritti e senza dignità professionale.

                                                        E anche oggi i circa 3.500 lavoratori invisibili della Provincia resteranno in sciopero. Per far sentire la loro voce e sperare nel rinnovo del contratto nazionale scaduto due anni fa per il quale si tratta un aumento di 50 euro al mese.

                                                        martedì 26 giugno 2007

                                                          Pagina 8 – Regione

                                                            La tariffa oraria si aggira sui 5 euro lordi I sindacati contestano anche la Regione per i regolamenti nell’assegnazione dei lavori

                                                              Appalti pulizie, sciopero negli ospedali

                                                                Oggi la protesta dei 7 mila lavoratori delle imprese per i bassi salari

                                                                  Cristian Rigo

                                                                  UDINE. Guadagnano poco più di 5 euro lordi all’ora e percepiscono uno stipendio medio mensile di circa 4-500 euro considerando che la maggior parte dei contratti sono part-time. E a ogni cambio d’appalto la situazione rischia di peggiorare. Perché la regola è quella del massimo ribasso e a farne le spese sono sempre i lavoratori. Per questo motivo gli addetti delle imprese e delle cooperative di pulizia e multiservizi sono considerati lavoratori invisibili. Senza diritti e senza dignità professionale. E per questo motivo, Cgil, Cisl e Uil oggi e domani hanno indetto due giorni di sciopero che coinvolgeranno tutti i 7mila addetti del settore pulizie-multiservizi con tre manifestazioni che a partire dalle 9.30 si svolgeranno negli ingressi degli ospedali di Udine, Pordenone e Trieste-Cattinara.

                                                                    Il comparto sanitario è infatti uno degli ambiti di maggiore sofferenza per le lavoratrici del settore e proprio in questi giorni i sindacati stanno trattando con il Centro servizi condivisi per evitare che la prossima gara d’appalto segua la prassi degli appalti al massimo ribasso che sta progressivamente peggiorando i trattamenti economici e le condizioni di lavoro: «Per rientrare nelle condizioni economiche imposte dai bandi di gara – spiega il segretario regionale della Filcams Cgil Franco Barera – un singolo addetto deve garantire la pulizia di 230 metri quadrati all’ora. Il tutto per una paga oraria inferiore ai 6 euro lordi. Ecco perché Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di bloccare gli appalti sanitari di pulizia gestiti a livello regionale dal Centro servizi condivisi, per rivendicare una nuova legge che escluda gli appalti pubblici al massimo ribasso. La tutela dei lavoratori non dipende infatti soltanto dalle aziende che li assumono o dalle cooperative di cui sono soci, ma anche dalle condizioni imposte dai committenti».

                                                                    Sul banco degli imputati quindi ci sono anche gli enti pubblici che complessivamente occupano quasi 4mila lavoratori. Altrettanto grave, se non peggiore, la situazione di chi (circa 3mila persone) lavora per i privati, ed estremamente precaria quella che si registra negli appalti di pulizia nelle caserme, sui quali pende da tempo la scure dei tagli alla spesa pubblica: «Già quest’anno – spiega Massimo Onida della Fisascat Cisl Udine – era previsto il dimezzamento dei servizi, scongiurato solo in extremis in sede di approvazione della Finanziaria 2007. Ma il rischio si riproporrà al termine di quest’anno e in regione coinvolge almeno 800 lavoratori».

                                                                    La mobilitazione per il nuovo contratto, quindi, si unisce alla battaglia per condizioni di lavoro meno precarie, per appalti più sicuri e tutelati, per una maggiore considerazione professionale.

                                                                    martedì 26 giugno 2007

                                                                    Pagina VIII – Ferrara Economia e politica

                                                                    SCIOPERO
                                                                    Si fermano per tre giorni i lavoratori delle pulizie

                                                                    Oggi, domani e giovedì sciopero nazionale dei Lavoratori delle imprese di pulizia e dei servizi integrati. La manifestazione di protesta si terrà stamattina alle 10 in piazza Nettuno a Bologna.

                                                                    Molti lavoratori iniziano la propria giornata alle 6 del mattino per pulire ospedali, scuole, banche, uffici, caserme e finiscono a tarda serata con orari e turni di lavoro che li costringono ad essere a disposizione dell’azienda tutta la giornata.

                                                                    In ogni cambio di appalto si tende a ridurre diritti e salari e ad aumentare i carichi di lavoro.

                                                                    «Le lavoratrici ed i lavoratori di questo settore non ce la fanno più e chiedono la vostra solidarietà — si legge in un comunicato —per essere meno invisibili ed avere pieni diritti in tutti i posti di lavoro».

                                                                    martedì 26 giugno 2007

                                                                    Pagina V – Emilia-Romagna Economia

                                                                    LO SCONTRO

                                                                      IL CONTRATTO
                                                                      E’ scaduto da 25 mesi e la trattativa si è bloccata dopo un primo tentativo del ministro del Lavoro
                                                                      LE RICHIESTE
                                                                      I sindacati Filcams Cgil, Fisascat-Cisl e Uilt-Uil chiedono un aumento per il 2005-07 di 90 euro
                                                                      LA CONTROPARTE
                                                                      Confindustria, Api, Legacoop Confcooperative e Agci non trattano e chiedono di avere anche la ‘reperibilità’
                                                                      GLI ADDETTI
                                                                      Nei servizi lavorano circa 20mila persone in regione con stipendi a tempo pieno di 800-900 euro

                                                                        DUE GIORNI DI SCIOPERO

                                                                          Gli addetti alle pulizie incrociano le scope

                                                                            Il contratto di lavoro è scaduto da 25 mesi e le controparti non trattano

                                                                              BOLOGNA
                                                                              SI INTENSIFICA la mobilitazione dei lavoratori delle imprese di pulizie e multiservizi per il rinnovo del contratto scaduto da 25 mesi. I sindacati nazionali della categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uilt-Uil hanno proclamato due giorni di sciopero che nell’arco di tre settimane coinvolgeranno tutte le regioni. In Emilia-Romagna l’iniziativa di lotta si svolge oggi e domani, con manifestazione regionale a Bologna oggi dalle 10 in piazza Nettuno, dove ai microfoni si alterneranno dirigenti e delegati per spiegare le ragioni dello sciopero.

                                                                                GLI ADDETTI in regione sono circa 20.000, soprattutto donne e immigrati, «costretti — rilevano i sindacati — ad orari iperflessibili per un salario di 800-900 euro corrisposto a un tempo pieno, ma l’uso del part time e’ prevalente. Si lavora alle prime luci dell’alba, la sera e la notte, un’ora qui, due ore la’, per tenere puliti ospedali, scuole, banche, uffici, caserme, con un impegno orario discontinuo che in pratica tiene il lavoratore in giro per tutta la giornata». «Ma alle controparti non basta: vorrebbero anche la ‘reperibilita’ — dicono Filcams, Fisascat e Uilt – per avere disponibilita’ totale sui dipendenti; vorrebbero ridurre le tutele esistenti come il pagamento dei primi tre giorni di malattia e sull’aumento salariale non ci sentono. Abbiamo chiesto 90 euro per il biennio 2005-2007, un aumento piu’ che compatibile, ma in due anni non sono serviti tre giorni di sciopero con manifestazioni nazionali e territoriali. Per questo siamo costretti a nuovi scioperi».

                                                                                  Punto di fondo della piattaforma e’ la rivendicazione di nuove regole negli appalti per il rispetto dei contratti e della contribuzione, ”contro la pratica del massimo ribasso che riduce i costi a scapito dei diritti del lavoro e dilaga anche negli enti pubblici. Ma la trattativa vera non e’ mai iniziata e dopo un primo tentativo infruttuoso del ministro del Lavoro, che ha incontrato i sindacati e le controparti (Fise-Confindustria, Api, Legacoop, Confcooperative, Agci) in maniera separata, si chiede un ulteriore intervento del governo per far partire il tavolo del negoziato. E si sollecita la solidarieta’ delle altre categorie e il sostegno dell’opinione pubblica.

                                                                                  domenica 24 giugno 2007

                                                                                  Pagina 15 – Economia & Lavoro

                                                                                  Piemonte: scioperano
                                                                                  gli addetti alle pulizie

                                                                                    Due giornate di sciopero, martedì e mercoledì, dei lavoratori delle imprese di pulizia, proclamato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre due anni.

                                                                                    In Piemonte, le persone che lavorano in questo settore sono circa 15 mila, la maggior parte delle quali (80%) sono donne, monoreddito, con salari che si aggirano mediamente sui 400-500 euro.

                                                                                    Per martedì a Torino è stata organizzata una manifestazione regionale che avrà inizio alle 9.30 in piazza Castello.

                                                                                    giovedì 21 giugno 2007

                                                                                    Pagina IV – Livorno

                                                                                      «Uno sciopero oscurato»

                                                                                        Ditte in appalto, la Cgil attacca il Comune

                                                                                          LIVORNO. «Anziché comunicare alle famiglie la notizia dello sciopero dei lavoratori delle imprese in appalto, il Comune se l’è cavata con un ordine di servizio diretto al suo personale. E’ un fatto che riteniamo assai grave». Sono due categorie della Cgil, la Filcams e la Funzione pubblica, a sollevare il caso dello sciopero «oscurato» da palazzo Civico. Uno sciopero – dice il sindacato – particolarmente pesante per i diretti interessati: due giorni di astensione dal lavoro per chi ha una busta paga media di 450 euro al mese sono un colpo duro, anzi durissimo, allo stipendio.

                                                                                            «Il Comune ha, di fatto, oscurato questo sciopero», è l’accusa della Cgil. Coloro che svolgono le pulizie nelle scuole e che, più in generale, appartengono alle imprese «multiservizi», in gran parte donne, per due giorni non si sono presentate al lavoro: è successo ieri e l’altro ieri. Lunedì mattina c’è stato un presidio in piazza Cavour, ieri invece una manifestazione regionale a Firenze, conclusa dal segretario nazionale della Fisascat Cisl Giovanni Pirulli nell’auditorium di via Cerretani.

                                                                                            Alla Cgil non è andato giù il comportamento del Comune: «Non ci ha consentito di affiggere il nostro volantino e di spiegare le ragioni per le quali i lavoratori del settore sono entrati in agitazione, a prezzo di pesanti sacrifici economici». Ragioni che sono legate, naturalmente, a dinamiche di carattere nazionala: da due anni viene negato a queste persone (in Italia sono circa mezzo milione) il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro. E in più, proseguono Cgil, Cisl e Uil che hanno proclamato questi due giorni di sciopero unitariamente, vengono negate regole certe e trasparenti per consolidare il settore.

                                                                                            «Nelle scuole ci sono stati episodi incresciosi – proseguono i rappresentanti di Filcams e Funzione pubblica Cgil – dovuti al comportamento del Comune. Anziché segnalare il disagio alle famiglie, i dirigenti comunali hanno esortato il personale a sopperire alle carenze determinate dallo sciopero. Trattandosi di un episodio avvenuto in una pubblica amministrazione e non in una ditta privata, chiederemo conto di questo comportamento anche alla giunta del Comune di Livorno. Di fatto, si è calpestato il diritto di sciopero di questi lavoratori: non ci fermeremo qui».

                                                                                            lu.dem.

                                                                                            mercoledì 20 giugno 2007

                                                                                            Pagina VII – Carrara

                                                                                                LA SCHEDA
                                                                                                I salari del comparto pulizie. Chi lavora full-time (tempo pieno) facendo 40 ore settimanali, si trova in busta paga circa 900 euro mensili. «Ma a tempo pieno lavorano gli uomini, noi donne – dice Elisabetta Lentozzi delegata Cooplat – abbiamo tutte contratti part time». E così la busta paga si dimezza, arrivando a 500-600 euro mensili, con orari settimanali che oscillano dalle 16 alle 26 ore. I turni possono essere unici o spezzati, ad esempio dalle 6 alle 10, dalle 13,30 alle 16. In ogni caso i turni normali terminano alle 20,30 (in questo meccanismo entra anche la possibilità di fare gli straordinari). Poi c’è la reperibilità notturna dalle 20 alle 6 con il telefonino “Bip” come lo chiamano le donne delle imprese di pulizie.

                                                                                                «Faccio i miracoli per campare»

                                                                                                  Storie parallele di donne delle pulizie: stipendi da 500 a 900 euro

                                                                                                    La protesta provinciale davanti all’ospedale per il contratto nazionale scaduto da 2 anni «Noi, part-time, e con la famiglia sulle spalle»

                                                                                                      di Cinzia Carpita

                                                                                                      CARRARA. Camici colorati e bandiere: le donne delle imprese di pulizia della provincia (dove l’occupazione femminile è il 95% del totale nel comparto) sono scese in piazza ieri mattina davanti all’ospedale, per lo sciopero regionale a sostegno della vertenza tesa al rinnovo del contratto nazionale, scaduto da 27 mesi. Oggi un pullman partirà dalla Camera del lavoro per portare i lavoratori del settore alla manifestazione regionale prevista a Firenze. Le rivendicazioni, su cui sono mibilitati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs, riguardano sia l’aspetto economico che occupazionale. Ma ciò che più emerge preponentemente è la condizione femminile: lavoratrici part-time, molte con sulle spalle una famiglia e uno stipendio che parte dai 500 euro arriva al massimo a 900 euro mensili con gli straordinari. «Paghiamo le bollette, compriamo da mangiare, per il resto facciamo i miracoli», dicono.

                                                                                                        Ore 10: la maggior parte delle donne che manifestano pacificamente e dignitosamente nel piazzale davanti all’ospedale, lavora per la Manutencop, una delle cooperative più grandi del territorio, che ovviamente ha come riferimento il contratto nazionale non ancora rinnovato.

                                                                                                        Maria Cristina Stefanini, 49 anni, vedova, un figlio di 16 anni. Abita a Marina. «Prendo la pensione di mio marito, 440 euro. Con quella ci pago l’affitto di 450 euro. Con il mio lavoro alla Manutencop, arrivo, aggiungendoci gli assergni familiari, a 750 euro». Se le si chiede come fa a viverci, allarga le braccia e risponde come tutte le altre nelle sue analoghe condizioni. Le bollette vanno pagate, il pranzo e la cena vanno messi insieme tutti i giorni. Sono le priorità e si rinuncia al resto, ad altri bisogni “minori” ma pur sempre bisogni, che spesso di mescolano ai desideri, come quello di comprarsi un vestito nuovo, andare al cinema, a teatro, togliersi qualche “soddisfazione”. Non si sono abbastanza soldi.

                                                                                                          Michela Bergamasco, 44 anni, di Bonascola, è separata «con una figlia carico di 17 anni». Anche lei lavora alla Manutencop e fa parte del direttivo sindacale Cgil. «Con gli assegni familiari arrivo a 800 euro al mese. Devo limitarmi all’essenziale. Faccio rinunce per me, per poter comprare qualcosa a mia figlia. Faccio miracoli».

                                                                                                            Gabriella Ambrosini, 39 anni, lavoratrice Manutencop, ogni giorno arriva da Ortonovo per i turni delle pulizie. «Mio marito è disoccupato, abbiamo un figlio di 13 anni. Con gli assegni familiari arrivo a 900 euro al mese». Anche lei ripete: bollette e mangiare. I soldi finiscono tutti lì. Sottaciono, queste donne, il fatto che i figli vanno mandati a scuola, e anche questo incide sul bilancio familiare.

                                                                                                              Naoui Zahra ha 38 anni. E’ originaria del Marocco, abita nella periferia della città da 17 anni, con la mamma a carico, «senza pensione». Ha con la Manutencop un contratto part-time di 20 ore settimanali. «Prendo circa 500 euro mensili. Abito in una casa popolare, l’affitto non è alto». Ha il viso bello come la luna, occhi scurissimi. Anche lei parla di miracoli per tirare avanti.

                                                                                                                Francesca Marchi, 30 anni, separata, residente a Massa. «Mio marito mi passa 250 euro per il bimbo. Va bene. Io arrivo a 800 euro». Come le colleghe deve affrontare la vita di tutti i giorni risparmiando fino all’osso.

                                                                                                                  Francesca Andreazzoli, 30 anni, abita nella zona di San Francesco. Un contratto da 20 ore settimanali, il marito fa il muratore «e guadagna – dice – più o meno come me, sui 800 euro al mese. Anzi, io a 800 euro non ci arrivo neppure. C’è l’affitto da pagare, la benzina dell’auto per recarsi al lavoro, le bollette». Molte per risparmiare prendono l’autobus, ma per fare i turni notturni diventa impossibile. «Per arrotondare lo stipendio, copro la reperibilità notturna due settimane al mese. Quei soldi mi servono. I turni vanno dalle 20 alle 6 del mattino. Prendo 85 euro a settiana o qualcosina di più». «Eh no, – dice un’altra donna delle pulizie, mentre sventola la bandiera della Filcams – con questi stipendi dove andiamo? Nel 1986 prendevamo 12 mila lire l’ora, ma erano qualcosa, ci si campava. Oggi siamo a 6,26 euro lordi l’ora. Speriamo che col nuovo contratto nazionale ci adeguino gli stipendi alle necessità della vita di oggi».

                                                                                                                    Queste donne, dopo avere pulito sale operatorie, uffici, scale, dopo turni anche notturni, tornano a casa… e devono pulire anche quella. Pensando: “domani è un altro giorno”. Vacanze? Se lo chiedi, ti guardano strabuzzando gli occhi.

                                                                                                                    mercoledì 20 giugno 2007

                                                                                                                    Pagina VIII – 24 Ore Prato

                                                                                                                      LAVORO – Per il rinnovo del contratto scaduto da 25 mesi

                                                                                                                        Pulizie, continua lo sciopero
                                                                                                                        Oggi manifestazione a Firenze

                                                                                                                          IERI un presidio con volantinaggio in piazza del Comune, oggi una trasferta a Firenze per partecipare alla manifestazione regionale. Continuano le iniziative di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pulizie che fanno capo a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. I due giorni di sciopero (ieri e oggi) decisi a livello nazionale per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro (scaduto da 25 mesi) hanno diverse articolazioni a seconda delle regioni e in Toscana sfoceranno nella manifestazione di oggi all’’auditorium

                                                                                                                            “Al Duomo” di via Cerretani «contro l’ottusa resistenza delle associazioni padronali che da due anni negano il rinnovo del contratto nazionale e rifiutano regole certe e trasparenti per il rafforzamento del settore» come scrivono le organizzazioni sindacali nel volantino realizzato per l’occasione.

                                                                                                                            A Prato, i lavoratori delle imprese di pulizie e servizi multi-integrati sono alcune migliaia (per lo più donne) «anche se è impossibile avere un dato esatto per le caratteristiche strutturali della categoria» spiega Manuela Marigolli della Filcams Cgil.

                                                                                                                            «TRA LE NOSTRE richieste fatte due anni fa all’apertura della trattativa — continua Marigolli — c’era un aumento mensile lordo di 90 euro. Adesso, 25 mesi dopo, arriva la controproposta delle organizzazioni imprenditoriali di 52euro lordi, una proposta inaccettabile».

                                                                                                                              Nella trattativa un altro punto fortemente controverso è quello dell’articcolo 4 del contratto nazionale, quello sul mantenimento del posto di lavoro in caso di cambio di appalto. Le aziende vogliono eliminarlo, mentre i sindacati lo considerano un punto fermo.

                                                                                                                              «Chiediamo anche più trasparenza negli appalti — continua Marigolli — e anche che finisca questa continua rincorsa alla flessibilità selvaggia, salari bassi e orari insostenibili».

                                                                                                                              martedì 19 giugno 2007

                                                                                                                              Pagina Nazionale e pagina IX – Cronaca Firenze

                                                                                                                              Pulizie e multiservizi,
                                                                                                                              oggi e domani lo stop

                                                                                                                                PULIZIE dei locali pubblici e degli ospedali, trasporto del vitto e barellaggio dei pazienti a rischio oggi e domani per lo sciopero dei lavoratori delle imprese di pulizia e servizi di tutta la Toscana.

                                                                                                                                La protesta, indetta a livello nazionale, nella nostra regione parte stamani con i circa 500 lavoratori del settore, il 90 per cento dei quali a part time e con stipendi miseri. «Questi dipendenti – spiega Giuliana Mesina della Cgil – vengono mal pagati e vivono di precarietà. Da due anni è scaduto il contratto e non c’è in vista alcun rinnovo».

                                                                                                                                Cgil, Cisl e Uil chiedono l’inserimento nel contratto nazionale della clausola che tutela il mantenimento del posto di lavoro se cambia l’appalto e più sicurezza. «Chi lavora per ditte che vincono gli appalti negli ospedali — spiega Gabriele Nencioni della Cisl — entra in reparti ad alto rischio ma non ha le giuste tutele».

                                                                                                                                I lavoratori delle imprese di pulizia e servizi manifesteranno a Careggi. Il concentramento è alle 10 alla rotonda di viale Morgagni per poi entrare dentro le mura dell’area ospedaliera. Domani i lavoratori terranno un’assemblea regionale all’auditorium Duomo di via Cerretani.

                                                                                                                                M. P.

                                                                                                                                martedì 19 giugno 2007

                                                                                                                                Pagina V – Cronaca Empoli

                                                                                                                                Sindacato: sono 2.000 gli addetti del settore

                                                                                                                                  Lavoratori delle pulizie
                                                                                                                                  Oggi e domani sciopero

                                                                                                                                    IN MOLTI uffici oggi e domani i cestini della carta straccia potrebbero non essere vuotati e i pavimenti potrebbero rimanere sporchi: le organizzazioni sindacali dei lavoratori delle aziende di pulizie hanno infatti proclamato due giorni di sciopero generale, oggi e domani, per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da 26 mesi.

                                                                                                                                    L’astensione naturalmente riguarda anche le ditte che fanno le pulizie negli ospedali, anche se in questo caso, a norma di legge, devono essere mantenuti certi livelli di prestazione.

                                                                                                                                    «La questione — spiega Sergio Luschi, responsabile di zona della Filcams-Cgil — da noi riguarda circa 2.000 addetti. Oggi alle 10 faremo una manifestazione a Firenze di fronte all’ospedale di Careggi».

                                                                                                                                    La categoria ha già dato vita, senza esito, a uno sciopero generale l’11 maggio scorso. I lavoratori chiedono un aumento medio mensile lordo di 90 euro e il mantenimento dei livelli di contrattazione. Quest’ultimo elemento sembrerebbe scontato, ma per categorie non molto forti come quella dei lavoratori delle pulizie, diventa importante.

                                                                                                                                    Tra le altre richieste, l’attenzione ai subappalti per evitare forme di lavoro ‘poco regolato’. La categoria ha ricevuto la solidarietà da parte dei lavoratori della Funzione Pubblica Cgil.

                                                                                                                                    martedì 19 giugno 2007

                                                                                                                                    Pagina VIII – Cronaca Carrara

                                                                                                                                      Sciopero

                                                                                                                                      Manifestazione e presidio
                                                                                                                                      delle imprese di pulizia

                                                                                                                                        Manifestazione e presidio delle imprese di pulizie e multiservizi.

                                                                                                                                        Oggi in occasione dello sciopero regionale delle imprese di pulizie, per un’ora, dalle 10 alle 11 si terrà un presidio nel piazzale dell’ospedale cittadino, per dare un sostegno al rinnovo del contratto scaduto da oltre due anni.

                                                                                                                                        A organizzare la manifestazione la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl, e la Uiltucs Uil.

                                                                                                                                        martedì 19 giugno 2007

                                                                                                                                        Pagina VI – Palermo

                                                                                                                                          Brevi

                                                                                                                                            Imprese di pulizie
                                                                                                                                            due giorni di sciopero

                                                                                                                                              In sciopero oggi e domani i lavoratori delle imprese di pulizie: chiedono il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da due anni.

                                                                                                                                              L’agitazione è stata proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti.

                                                                                                                                              domenica 17 giugno 2007

                                                                                                                                              Pagina XII – Pisa

                                                                                                                                              PROTESTA CGIL, CISL E UIL PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE PER MARTEDÌ E MERCOLEDÌ. PRESIDI DAVANTI A COMUNE E PREFETTURA

                                                                                                                                                Contratto scaduto da oltre due anni:
                                                                                                                                                imprese di pulizia in sciopero

                                                                                                                                                  Chiara Dell’Omodarme

                                                                                                                                                  CONTRATTO scaduto da 25 mesi e appalti al massimo ribasso. Le imprese di pulizia si ribellano e proclamano due giorni di sciopero. Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs incroceranno le braccia martedì e mercoledì prossimi in tutta la regione. Martedì si svolgerà un presidio davanti alla sede del Comune e alle 16 si sposterà alla Prefettura per proseguire il giorno dopo. La causa scatenante è proprio il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da due anni. «Dopo lo sciopero dell’11 maggio con un’adesione del 90% — afferma Stefania Nicoli, segretaria generale Filcams-Cgil Pisa, responsabile appalti e pulizie — il tavolo delle trattative è ripreso, ma senza nessuna novità».

                                                                                                                                                  A QUESTO punto le imprese di pulizia hanno deciso di replicare. «Aspettando una modifica che non arriva mai, i dipendenti ad ogni gara d’appalto vedono diminuire il loro monte ore contrattuale». E’ una situazione giunta all’estremo, con part-time molto bassi che da 14 arrivano fino a 9 ore settimanali. «Una lotta — prosegue Nicolini —, che vuole salvaguardare i diritti dei lavoratori per ottenere un aumento della busta paga di 90 euro e rafforzare l’articolo 4, che tutela i lavoratori in modo che abbiano il passaggio in automatico ogni volta che cambia la ditta».

                                                                                                                                                  «I LAVORATORI ‘invisibili’ — afferma Michele Orsi segretario generale Filcams-Cgil Pisa — così definiti perchè lavorano accanto a noi anche se non li vediamo, chiedono un’occupazione meno precaria». «Questa lotta — afferma Goffredo Carrara, segretario confederale Cgil Pisa — vede i sindacati schierati a sostegno della categoria. E’ una battaglia simbolica che punta i riflettori su incertezze e bassi salari». E conclude Stefania Nicolini: «Ci auguriamo che questa volta i lavoratori siano lasciati liberi di esercitare il diritto di scioperare, senza minacce e pressioni, come è avvenuto in occasione dell’11 maggio. In alcune strutture, come gli ospedali, avevamo previsto servizi essenziali, per esempio nelle sale operatorie, ma gli enti in molti casi hanno obbligato i dipendenti a svolgere servizi non essenziali come risanare l’ufficio del dirigente».

                                                                                                                                                  sabato 16 giugno 2007

                                                                                                                                                  Pagina 7 – Massa

                                                                                                                                                    Pulizia e servizi
                                                                                                                                                    sciopero e presidio

                                                                                                                                                      CARRARA. Le Organizzazioni sindacali provinciali di Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl Uiltucs-Uil hanno proclamato 2 giorni di sciopero per il 19 e 20 giugno dei lavoratori delle imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi.

                                                                                                                                                      Nelle due giornate sono stati organizzate manifestazioni, martedì 19 giugno alle 10 si terrà un presidio nel piazzale dell’ospedale di Carrara e il 20 è stata organizzata una manifestazione a Firenze presso il Centro congressi Cavour, via Cerretani 54. In una nota, si invitano tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero e alle manifestazioni per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori delle imprese di pulimento e dei servizi integrati, quei lavoratori, cioè, che svolgono più mansioni legate all’assistenza, sostegno e pulizia all’interno dei luoghi pubblici e dei trasporti.

                                                                                                                                                      «Chiediamo al ministro del lavoro di attivare il codice nazionale sugli appalti, superando il criterio dell’offerta al massimo ribasso sostituendolo con il criterio dell’offerta più vantaggiosa. Il criterio vigente, infatti, prevede che l’impresa che dichiari in gara di spendere meno per l’erogazione del servizi si aggiudica l’incarico. Meno spesa per l’impresa significa salari più bassi per i lavoratori e pesanti ricadute sulle loro condizioni contrattuali. Chiediamo inoltre alle imprese di servizi, diritti, dignità e il riconoscimento di regole certe da rispettare. Ricordiamo che il contratto nazionale è scaduto nel maggio 2005 e che a due anni di distanza la trattativa per il rinnovo stenta a decollare, nonostante le varie iniziative di protesta. Crediamo che anche questa parte del mondo del lavoro così frammentata e difficilmente organizzata meriti un giusto rinnovo contrattuale», si conclude la nota.

                                                                                                                                                      domenica 17 giugno 2007

                                                                                                                                                      Pagina 8 – Pisa

                                                                                                                                                        Due giorni senza pulizie
                                                                                                                                                        in uffici pubblici e ospedali

                                                                                                                                                          PISA. I lavoratori delle pulizie incrociano le braccia per il rinnovo del contratto scaduto da 25 mesi. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato due giorni di sciopero – martedì e mercoledì – che riguarderà le imprese di pulizia per l’intero turno di lavoro. Ciò significa che non saranno resi i servizi di pulitura in scuole, enti pubblici, ospedali e in ogni luogo servito da ditte specializzate, se non quelli essenziali stabiliti a norma di legge (ad esempio pulizia delle sale operatorie).

                                                                                                                                                          «Nonostante la riuscita dello sciopero dell’11 maggio con il 90% di adesioni – dice Stefania Nicoli, segretario Filcams-Cgil – non c’è stata nessuna novità al tavolo delle trattative. I nostri lavoratori, per lo più con contratti part-time a ore ridottissime (10-14 ore la settimana) e per l’80% donne, sono vittime della tendenza agli appalti al massimo ribasso». Associazioni cooperative e Confindustria chiedono l’abrogazione dell’articolo 4 che garantisce di mantenere il posto di lavoro quando cambia la ditta appaltatrice. «Accettare queste condizioni – commenta Nicoli – sarebbe come tornare indietro di 20 anni, rinunciando a tutti i diritti conquistati, creando una condizione di assoluta precarietà».

                                                                                                                                                            Lo sciopero ha carattere sovraregionale e si svolgerà contemporanemente in Toscana, Calabria, Sicilia e Umbria e sarà corredato martedì da presidi davanti a Comune e prefettura e mercoledì dalla manifestazione a Firenze. «Per una volta la categoria degli addetti alle pulizie – aggiunge Nicoli – ha visibilità a livello nazionale, grazie agli scioperi regionali che ci sono già stati e ci saranno in tutta Italia dalla fine di maggio all’inizio di luglio».

                                                                                                                                                            «I segretari nazionali dei sindacati confederati hanno appoggiato la categoria degli addetti alle pulizie – sottolinea Goffredo Carrara, segretario confederale Cgil – prendendoli come simbolo della battaglia contro i bassi salari, lo sfruttamento e la precarietà, caratteristiche molto accentuate in questo settore. In Toscana lo sciopero assume un’ulteriore volontà di denuncia per la modifica in sede di consiglio regionale della bozza già concordata con i sindacati per la regolamentazione dei subappalti». I rappresentanti sindacali si augurano inoltre che per queste due giornate «non si verifichino pressioni verso i lavoratori scioperanti da parte delle ditte e degli enti appaltanti, come è successo l’11 maggio. Chiediamo che sia rispettato per tutti il diritto di sciopero».

                                                                                                                                                            L.B

                                                                                                                                                            domenica 17 giugno 2007

                                                                                                                                                            Pagina 3 – Prato

                                                                                                                                                              Salari bassi e flessibilità selvaggia,
                                                                                                                                                              i lavoratori delle pulizie scioperano

                                                                                                                                                                Alessandro Bicci

                                                                                                                                                                  PRATO. – Salari bassi, orari insostenibili e flessibilità selvaggia. Contro queste condizioni di forte disagio, scatterà anche a Prato il 19 e il 20 giugno lo sciopero nazionale dei dipendenti delle imprese di pulizie e multiservizi. Il contratto è scaduto da 25 mesi. I sindacati chiedono un aumento dello stipendio di 90 euro. Una strada ancora in salita, visto che la controparte padronale propone soltanto uno “scatto” in busta paga di 52. Ovviamente, si parla in ambedue i casi, di emolumenti al lordo.

                                                                                                                                                                  C’è poi la parte normativa, con la richiesta di un consolidamento dell’articolo 4 del contratto. E’ quello che tratta i cambi di appalto, soprattutto quando i lavoratori vengono assunti dall’azienda che si è aggiudicata la gara. Si punta a contrastare il fenomeno del lavoro nero e la concorrenza sleale. Quest’ultima è molto diffusa. «Ci sono parecchie aziende che sottoscrivono contratti “illegali” con sigle sindacali autonome», sottolinea Aniello Montuolo della Fisascat-Cisl. Una strada che contrasta il rinnovo del contratto, quello vero. «Si rende in questo modo più precario un lavoro che è già flessibile al massimo. E le retribuzioni arrivano addirittura ad essere tagliate di un terzo». I sindacati chiedono anche regole certe e trasparenti in tema di formazione e sicurezza.

                                                                                                                                                                  Ma chi sono e che tipo di lavoro fanno gli addetti alle pulizie? Quattro su cinque sono donne, in gran parte madri, e molte provengono dall’Europa orientale. Svolgono le proprie mansioni previste nell’arco di 14 ore settimanali, con forti disagi di tempo, prima e dopo l’apertura degli uffici. Si spostano 3-4 volte il giorno per coprire fasce di orario che vanno in genere dalle 6 alle 8, sia la mattina che il pomeriggio. «Un impegno che costa molto, fatto tuttavia con grande sacrificio – afferma Manuela Marigolli della Filcams Cgil – La loro paga oraria è davvero bassa. Si aggira sui 6,32 euro lordi nei multiservizi, andando anche più giù in settori come l’artigianato».

                                                                                                                                                                    Lo sciopero inizierà mercoledì prossimo. A Prato, in piazza del Comune ci sarà un presidio dalle ore 10 alle 13 con distribuzione di volantini. Il giorno dopo si svolgerà la manifestazione regionale a Firenze all’auditorium “Al Duomo”.

                                                                                                                                                                    I sindacati contano su una piena riuscita dell’iniziativa. «Abbiamo inviato 2.000 fax a banche, uffici pubblici e aziende. L’opinione pubblica si deve accorgere della dignità e del senso di sacrificio di questi lavoratori», ricorda Marigolli. Il 21 giugno è previsto anche un intervento del Ministero del Lavoro al tavolo di confronto, che potrebbe portare alla soluzione del nuovo contratto nazionale. Un risultato che viene auspicato anche a Prato, dove ci sono centinaia di imprese con uno-due dipendenti, spesso non assicurati e con lo straordinario pagato fuori busta.

                                                                                                                                                                    venerdì 15 giugno 2007

                                                                                                                                                                      Pagina 12 – Cronaca

                                                                                                                                                                        I lavoratori si asterranno il 26 e il 27 di giugno

                                                                                                                                                                          Due giorni di sciopero per il settore «pulizie»

                                                                                                                                                                            Le lavoratrici e i lavoratori delle imprese di pulizie ritornano a scioperare e incroceranno le braccia per ben 2 giorni. Martedì 26 e mercoledì 27 giugno, per far capire quanto siano stanchi di questa situazione circa il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da due anni.

                                                                                                                                                                            Con questo sciopero osserva Davide Fiorini della Filcams – Cgil, i lavoratori vogliono affermare l’esigenza di un contratto che assicuri diritti e tutele e che i padroni continuano a negare.

                                                                                                                                                                            Ma non solo le organizzazioni dei datori di lavoro continuano a chiedere abolizioni di diritti che questi lavoratori hanno già da tempo, come le prime tre giornate di malattia pagate, abolizioni di maggiorazioni sul salario (ricordiamo che si guadagnano circa 6 euro lordi orari e 5/600 euro mensili per chi lavora 40 ore settimanali), si lamentano del fatto che gli appalti vengono aggiudicati al massimo ribasso (e con regole poco chiare) ma non vogliono modifiche migliorative rispetto alla normativa esistente.

                                                                                                                                                                            Per non parlare poi delle richieste salariali quella contenuta in piattaforma era di 90 euro per il biennio ne offrono la metà senza tener conto che il biennio è già scaduto.

                                                                                                                                                                            Per questo le lavoratrici ed i lavoratori di uno dei settori meno tutelati, più precari, più faticosi e con orari pessimi hanno deciso di farsi sentire e di farlo in modo pesante con due giornate consecutive di sciopero, che sfoceranno nella manifestazione regionale di martedì 26 a Bologna, chiedendo anche la compressione e la solidarietà di tutti in primis delle imprese committenti, che ad ogni sciopero comunque cercano di aggirare l’ostacolo rivolgendosi ad altre aziende o a ricatti pur di aver i luoghi di lavoro, o negozi, o centri commerciali puliti.

                                                                                                                                                                            La situazione del settore appare particolarmente complessa anche perchè le azioni di lotta finora intraprese, la momento non hanno sortito l’effetto sperato. Le organizzazioni sindacali confidano con questo sciopero di due giorni del 26 e 27 giugno prossimi di poter tornare a far valere i diritti dei lavoratori in questo settore.

                                                                                                                                                                            giovedì 14 giugno 2007

                                                                                                                                                                            Pagina 8 – Politica/Società

                                                                                                                                                                            I 500mila addetti del settore aspettano da due anni il rinnovo del contratto
                                                                                                                                                                            Nel frattempo lavorano in nero, senza giorni di malattia per 400 euro al mese

                                                                                                                                                                              Pulizie, il "popolo dell’ombra" in sciopero

                                                                                                                                                                                di Lorenzo Tondo

                                                                                                                                                                                "Invisibili". È così che si definiscono. "Il popolo dell’ombra". Lavorano all’alba, quando tutti dormono, e al tramonto, quando gli edifici chiudono. Sono i lavoratori del settore pulizie sul piede di guerra.

                                                                                                                                                                                Aspettano il rinnovo del contratto da 2 anni, mentre le associazioni datoriali continuano a sottrarsi al confronto. I loro salari oscillano tra i 400 e 500 euro mensili. La maggioranza sono donne, con svariate bocche da sfamare, che per mettere insieme poche ore di lavoro, impiegano una giornata intera, costrette a spostarsi dalle periferie fino al centro delle città.

                                                                                                                                                                                Sono in sciopero da 2 giorni e ieri, in Piazza Vittorio a Roma, si sono riunite per raccontare le loro storie e far sentire le loro richieste.

                                                                                                                                                                                Antonella ha 51 anni, 30 li ha passati piegata in due a pulire i «cessi degli uffici». «Siamo una categoria ombra – dice – Non contiamo nente, abbiamo i contratti peggiori e 10 padroni sopra le nostre teste». Già, perché oltre ai loro datori, i lavoratori del settore pulizie devono anche soddisfare i capricci di ogni singolo dipendente ed impiegato. «Una volta mi hanno chiesto di pulire i pavimenti con le spugne sotto i piedi per non lasciare le impronte delle scarpe – racconta – Ma ti rendi conto? 3mila mq di pavimento».

                                                                                                                                                                                Antonella spiega che i loro contratti non sono controllati. I datori hanno carta bianca. Possono far di loro ciò che vogliono. «Due miei amici rumeni lavorano in 3 hotel a Pomezia per 9 ore al giorno. Prendono meno di 800 euro e dormono nelle stanze degli alberghi 4 ore a notte. Se poi però viene un turista all’ultimo minuto, devono sloggiare. Hanno lavorato in nero e adesso li hanno cacciati».

                                                                                                                                                                                Stefania ha 45 anni, da 26 lavora nel settore pulizie. Da 15 anni senza un contratto regolare. 500 euro al mese ed un paio di ernie al disco. Un quarto del salario lo spende per curarsi («Ticket, medicinali. Con un contratto come il mio devo pagarmi ogni singola spesa medica»), l’altro quarto per i mezzi di trasporto («Vivo a Ladispoli, un’ora in autobus per arrivare a Roma»). «Ci pagano in lire – dice – ma compriamo in euro. Siamo il popolo degli invisibili. ma fino ad un certo punto. Se poi però lasciamo una macchiolina o un impronta sui pavimenti, allora ci considerano solo per insultarci».

                                                                                                                                                                                Claudio di anni ne ha 58. Vive fuori Roma. Da 38 anni si sveglia «prima dei galli» per pulire i pavimenti. «So’ precario in tutti i sensi» dice, liquidando così la domanda sulla sua situazione contrattuale. «Siamo una categoria declassata. Chiediamo solo più garanzie. Questi qua – i datori – non vogliono pagarci manco i giorni di malattia!». Già, come se i lavoratori del settorepulizie fossero esenti dagli acciacchi fisici. Un settore in cui i problemi di ernie e cervicali sono all’ordine del giorno. «Io so’ comunista! – afferma orgoglioso Claudio. – Da quando so’ nato! Non pretendo che il governo ci dia il 100% delle garanzie. ma quantomeno mi aspetto un minimo di considerazione per una categoria qual è la nostra, la cui situazione contrattuale non è mai stata presa seriamente in considerazione».

                                                                                                                                                                                Insieme a loro, in Piazza Vittorio, c’era Concetta Di Francesco, seg.Cgil/Filcams del Lazio, che afferma: «Chiediamo il pagamento degli arretrati e dei giorni di malattia, contratti a tempo determinato e l’attivazione del codice nazionale sugli appalti. Bisogna obbligare gli enti pubblici ad effettuare gare coon l’offerta più vantaggiosa – e conclude – Speriamo di ottenere il nuovo contratto entro la fine del mese».

                                                                                                                                                                                giovedì 14 giugno 2007

                                                                                                                                                                                Pagina 24 – Regionale

                                                                                                                                                                                  San Donato
                                                                                                                                                                                  Due giorni di sciopero per chiedere il rinnovo del contratto

                                                                                                                                                                                    Gli addetti alle pulizie incrociano le braccia

                                                                                                                                                                                      DUE giorni di sciopero anche per addetti alle pulizie e ai servizi integrati delle aziende della zona. Uomini e donne hanno portato la protesta anche davanti agli uffici dell’Eni, il Quinto palazzo, per chiedere il rinnovo del contratto nazionale e rompere quel circolo vizioso che, a fronte delle gare al ribasso lanciate dalle aziende, costringe i lavoratori ad accettare contratti precari, con stipendi sempre più bassi.

                                                                                                                                                                                      «Troppe le situazioni di irregolarità – dicono i lavoratori – dai contratti precari al lavoro sommerso. La situazione è diventata insopportabile, le aziende esternalizzano i servizi alle cooperative e alle piccole società, dimenticando la dignità e i diritti dei lavoratori. Vogliono cancellare diritti come l’indennità di malattia e la garanzia del posto di lavoro in caso ci sia un cambio di appalto. Vogliamo lavorare a condizioni di lavoro e di paga più dignitose».

                                                                                                                                                                                      Lo sciopero è stato indetto a livello nazionale dalle tre sigle sindacali – Cgil, Cisl e Uil – per sbloccare la situazione di stallo in cui versano le trattative per il rinnovo del contratto che riguarda i lavoratori delle imprese di pulizia.

                                                                                                                                                                                      Pa.Tos.

                                                                                                                                                                                      mercoledì 13 giugno 2007

                                                                                                                                                                                      Pagina 10 – Primo Piano

                                                                                                                                                                                      IERI E OGGI

                                                                                                                                                                                        In sciopero anche chi lavora
                                                                                                                                                                                        nelle imprese di pulizia

                                                                                                                                                                                          Ieri è stato il giorno delle proteste anche per i lavoratori delle imprese di pulizia e dei servizi integrati.

                                                                                                                                                                                          I sindacati Filcams-Cgil, Finascat-Cisl e Uiltrasporti hanno infatti decretato due giornate di sciopero – la prima proprio ieri – con un presidio davanti alla prefettura concluso con un incontro con il prefetto, Sante Frantellizzi.

                                                                                                                                                                                          Nel volantino distribuito si denuncia che chi «opera nelle pulizie degli ospedali, delle scuole, degli uffici, delle fabbriche e dei trasporti aspetta da 24 mesi il rinnovo del contratto nazionale di lavoro», e si chiede, oltre al rinnovo del contratto, «di attivare il codice nazionale sugli appalti dando vita a un tavolo di confronto».

                                                                                                                                                                                          A tal proposito i lavoratori delle imprese di pulizia e dei servizi integrati si rivolgono al Parlamento per obbligare gli enti pubblici a effettuare gare con l’offerta economicamente più vantaggiosa.

                                                                                                                                                                                          Lo sciopero della categoria proseguirà anche per tutta la giornata di oggi.

                                                                                                                                                                                          martedì 13 giugno 2007

                                                                                                                                                                                          Pagina 10

                                                                                                                                                                                          Imprese di pulizia: scioperano gli addetti
                                                                                                                                                                                          «Siamo poco considerati e mal retribuiti»

                                                                                                                                                                                            Oggi e domani scioperano gli addetti delle imprese di pulizia

                                                                                                                                                                                              LECCO(gl.riv.) – Gli addetti delle imprese di pulizia oggi e domani fanno sciopero. Da due anni il rinnovo del contratto è bloccato: «e da sempre è un lavoro poco considerato e mal retribuito – spiega Roberto Baselli, segretario della categoria Commercio della Cgil – O le persone e le imprese iniziano a ragionare diversamente oppure l’attività di protesta continuerà. L’addetto alle pulizie svolge un lavoro umile, ma indispensabile per la salubrità degli ambienti, specialmente quando parliamo di ospedali, Asl e luoghi di cura, per questo non devono essere considerato come i fantasmi del lavoro».

                                                                                                                                                                                              Le condizioni lavorati di queste persone, per lo più donne, sono precarie: «Vengono forzatamente assunte con contratti part-time, perché possano rendere al massimo essendo questo un lavoro molto faticoso, e guadagnano non più di 600 euro al mese con una disponibilità settimanale sette giorni su sette. Quello che chiediamo alle parti imprenditoriali e alle direzioni delle cooperative che gestiscono i servizi di pulizia è un contratto dignitoso ed adeguato. A chi analizza le gare d’appalto chiediamo solidarietà e comprensione, perché la scelta dell’impresa di pulizia non si limiti ad un calcolo volto al massimo ribasso, ma consideri anche la qualità del servizio e il trattamento economico ed umano dei lavoratori».

                                                                                                                                                                                              Un appello anche al prefetto Nicola Prete: «Abbiamo intenzione di coinvolgere il prefetto, che ha dimostrato in varie occasioni un’attenta sensibilità verso queste tematiche, perché ci venga incontro e combatta con noi l’ingiustizia che sta dietro la gestione delle imprese di pulizia».

                                                                                                                                                                                              Domani i sindacalisti lecchesi si uniranno al corteo regionale che si svolgerà a Milano, davanti alla sede di Assolombarda, inoltre fuori dagli enti pubblici e delle strutture sanitarie lecchese si svolgerà un’intensa operazione di volantinaggio per cercare la massima solidarietà da parte della popolazione nei confronti di questi lavoratori.

                                                                                                                                                                                              mercoledì 13 giugno 2007

                                                                                                                                                                                              Pagine di Cronaca

                                                                                                                                                                                              Contratto di categoria scaduto da due anni

                                                                                                                                                                                              Manifestano al Civile i lavoratori delle pulizie

                                                                                                                                                                                                Indetta da Cgil-Filcams Cisl-Fisacat e Uiltrasporti la protesta ha coinvolto circa 150 persone in attesa di rinnovo

                                                                                                                                                                                                  Andrea Podestani

                                                                                                                                                                                                  Sono circa centocinquanta i partecipanti alla manifestazione nell’ambito dello sciopero dei lavoratori del settore pulitori ed affini. Centocinquanta contando il piazzale Spedali Civili, il satellite e le Asl dislocate sul territorio. Era quella di ieri la prima giornata della mobilitazione nazionale indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil-Filcams, Cisl-Fisacat e Uiltrasporti.

                                                                                                                                                                                                  Un sostegno concreto alla categoria dei pulitori ed affini e del settore alberghiero in lotta per il rinnovo dei contratti nazionali scaduti rispettivamente da 24 e 17 mesi. Per fare conoscere ai cittadini i contenuti delle rivendicazioni dei lavoratori è stato istituito un presidio posto all’entrata dell’ospedale che va ad aggiungersi alla manifestazione che, a Milano davanti alla sede di Assolombarda, è stata programmata per oggi.

                                                                                                                                                                                                  Una manifestazione dal valore «simbolico, ma ugualmente significativo a fronte soprattutto della nutrita partecipazione alle precedenti iniziative dell’11 maggio di quest’anno da parte dei lavoratori» nelle parole di Patrizia Bettinelli della segreteria di Cgil-Filcams, che ricorda anche come «per oggi 13 giugno il ministero ha convocato le confederazioni sindacali a Roma e a seguito incontrerà le imprese. Quindi a distanza di una settimana – prosegue – ci sarà un incontro congiunto tra sindacati, imprese e ministero del lavoro».

                                                                                                                                                                                                  Intanto, è stato approvato lunedì dalla Fise l’articolo 54 secondo il programma noto come «Previambiente», che porta al valore dell’1 percento la quota per i fondi di previdenza complementare versata dalle imprese iscritte alla Confindustria. Fondo nel quale confluirà anche un ulteriore 1 per cento queest’ultimo a carico dei lavoratori. «Di certo un buon segno» osserva Vincenzo Fioravante di Fisacat Cisl. E lo è anche per Fausto Beltrami della segreteria della Cisl «a fronte di una situazione che per quanto riguarda il lavoro precario in questo settore rimane ancora in alto mare».

                                                                                                                                                                                                  Beltrami intende riferirsi soprattutto al mancato aumento di novanta euro per il settore dei pulitori e di 100 per quello del turismo, comprendente gli impiegati nelle mense, nelle stazioni balneari e negli autogrill.