Category Archives: Campagna Turismo 2013

Guadagnano meno di 700 euro al mese, hanno scarse tutele e lavorano più di otto ore al giorno. Sono gli addetti del settore pulizie, quelle figure ombra di uffici, ospedali e scuole che ogni giorno con secchio e spazzolone rendono più vivibile l’ambiente lavorativo di migliaia di persone. Di solito arrivano prima degli altri e se ne vanno dopo ma ieri, venerdì 6 maggio, hanno scelto di denunciare in piazza le proprie condizioni lavorative.

Tra loro c’erano persone come Claudia, modenese che si divide tra il lavoro come donna delle pulizie in un ufficio postale e l’impiego part time da segretaria a Carpi. Una vita precaria, sempre di corsa, che condivide con altre 400 mila persone in Italia. Nel nostro Paese sono circa 31 mila le imprese di pulizie attive nel settore per un fatturato di oltre 12 miliardi di euro.
«Le trattative per il rinnovo del contratto nazionale scaduto ad aprile 2013», spiega Filcams Cgil, «sono in stallo e i continui tagli ai contratti di appalto stanno compromettendo il servizio verso i cittadini e condizionando fortemente i diritti e le tutele dei lavoratori».
Una mancanza di misure di welfare e di regole condivise che pesa sulle spalle dei professionisti sempre più preoccupati dal rischio precariato. Non a caso il settore delle pulizie è uno degli ambiti in cui più spesso vengono utilizzati i famosi voucher. Secondo il sindacato sono stati 115 milioni i buoni lavoro utilizzati in Italia nei primi mesi del 2016.
«L’imponente incremento dell’utilizzo dei voucher, è un campanello di allarme che non può essere sottovalutato», spiega Filcams Cgil, «il voucher viene utilizzato spesso per “mascherare” prestazioni continuative e subordinate più che per regolarizzare rapporti di lavoro. L’utilizzo di queste tipologie contrattuali sta aumentando la precarietà: è necessario intervenire subito con controlli ispettivi più frequenti e mirati».
In occasione dello sciopero del 6 maggio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno anche lanciato sui social l’hashtag #FuoriServizio. Per dire no allo stallo contrattuale sono state organizzate manifestazioni a Milano, Bologna, Firenze e Roma.
Accanto agli addetti alle pulizie hanno incrociato le braccia anche altri operatori del turismo come cuochi, camerieri, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori del comparto termale e farmacisti. Uno sciopero plurisettoriale che non si vedeva da anni e che al grido “Fuori servizio, contratto adesso” punta a difendere la dignità di una categoria professionale più che sottovalutata.

RIMINI. «Bambini, portatevi il panino da casa». E` l`appello lanciato dalle organizzazioni sindacali in vista dello sciopero nazionale dei pubblici esercizi minacciato a luglio e in programma domani. Una mobilitazione che riguarda circa 10mila attività in Riviera: bar, ristoranti, ma anche addetti delle mense scolastiche (300 dipendenti), autogrill (50) e hotel (e sono migliaia). Nel mirino le imprese aderenti a Fipe Confcommercio ed Angem, cioè i sindacati dei datori di lavoro che hanno abbandonato la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del turismo. Ad incrociare le braccia saranno migliaia e migliaia di lavoratori in rappresentanza di oltre 10mila imprese solo nella provincia di Rimini. Fra questi anche i dipendenti delle mense scolastiche. Così – a scanso di equivoci – i sindacati hanno avvertito le scuole dotate di servizio mensa, che si potrebbero verificare dei disagi. «Dal 1972 a oggi non era mai accaduta una cosa del genere» sottolinea Massimiliano Gabrielli della Cgil. «Un atto gravissimo rincara la dose Isabella Pavolucci sempre della Filcams Cgil -, la Fipe ha sconfessato il contratto nazionale spiegando che dal 14 aprile 2014 non intende più applicarlo». I lavoratori riminesi sono pronti ad unirsi alla manifestazione nazionale in programma in corso Venezia a Milano davanti alla sede della Confcommercio. Da Rimini partiranno almeno tre pullman. «Il confronto – spiegano le tre sigle sindacali – che si è svolto con tutte le parti firmatarie, per definire un nuovo accordo che armonizzasse le esigenze di lavoratori e aziende. Un progetto ambizioso, non raggiunto a causa della Fipe che, pur avendo condiviso tutto il percorso con le altre associazioni datoriali (Federalberghi, Fiavet e Faita), ha mutato improvvisamente strategia avanzando richieste insostenibili improntate all`abolizione di istituti quali gli scatti di anzianità e la quattordicesima e proponendo sensibili peggioramenti delle tutele sulla malattia, provocando il blocco della trattativa, ripresa comunque con le altre associazioni ed è tuttora in corso». La Fipe prospetta la disdetta del contratto nazionale. Così come l`Angem, a fine maggio, ha comunicato di aver sottoscritto un protocollo propedeutico alla stipula di un contratto di settore con altra e diversa compagine sindacale, vanificando di fatto mesi di confronto».

RIMINI – La stagione turistica 2013 verrà ricordata sul fronte del lavoro non solo per gli scricchiolii per quanto riguarda le assunzioni, calate tra aprile e giugno del 13,6% sul 2012, ma anche per il ritorno di una piaga che sembrava ormai appartenere al passato, il lavoro a cottimo. Continuano infatti a moltiplicarsi i casi di persone, essenzialmente lavoratrici, sia italiane che straniere, pagate per le pulizie negli alberghi in base al numero di camere sistemate anziché all`ora. Nel dettaglio la retribuzione è di due euro a camera. "Sono una ventina i casi in tutto che abbiamo riscontrato finora in provincia – spiega Mirco Botteghi della Filcams Cgil – per una sessantina almeno – non è possibile avere un dato preciso – di lavoratrici coinvolte. Si tratta di alberghi che hanno tutti appaltato il servizio all`esterno, nella fattispecie a imprese che hanno sede fuori regione. Una pratica, questa, peraltro in forte espansione negli ultimi anni, che naturalmente è assolutamente legittima. Ciò che però non è previsto dalla legge che appunto denunciamo è il meccanismo del pagamento a prestazione". Un meccanismo che sarebbe peraltro assolutamente penalizzante per le lavoratrici dato che comporterebbe secondo il sindacato una riduzione del compenso all`ora di circa il 40% rispetto a quella che è la tariffa oraria lorda media.
"Naturalmente – precisa Botteghi – le dimensioni del fenomeno potrebbe essere ancora maggiori. Teniamo conto infatti che solo pochi lavoratori trovano in genere il coraggio di denunciare quando si trovano vittime di forme di lavoro nero o comunque irregolare". Lavoro nero e irregolare che in tutte le sue forme continua a essere un fenomeno assai diffuso nel settore turistico, come dimostra anche l`elevato numero di vertenze sindacali avviate a questo riguardo quest`anno, 300 in tutto. Un numero molto vicino alle 400 aperte in tutto il 2012. Dato che quindi verrà con tutta probabilità da qui alla fine dell`anno superato di slancio. "La nostra preoccupazione è dunque enorme sottolinea Isabella Pavolucci, segretario generale della Filcams -. Per questo torniamo a chiedere che si apra il prima possibile con Prefetto istituzioni e imprese un tavolo, sul modello di quello già avviato per l`edilizia con il quale appunto si affronti la grande piaga del lavoro irregolare nel turismo e più in generale tutti i problemi che stanno mettendo in ginocchio il settore, a cominciare dal pesante calo delle assunzioni". Un altro tema delicato secondo il sindacato è quello della Mini-Aspi, la nuova indennità di disoccupazione introdotta dalla riforma Fornero: "Come noto vi potranno avere accesso – ricorda la Pavolucci – solo quei lavoratori stagionali che hanno maturato almeno 13 settimane di lavoro. Un vero problema per i tanti riminesi che hanno fatto la stagione quest`anno: nella maggior parte dei casi infatti sono stati assunti solo a metà giugno. Molto difficile quindi per loro accumulare a fine periodo i requisiti necessari".

Rimini – Rischiano la denuncia alla magistratura da parte della Direzione provinciale del lavoro, gli alberghi che appaltano la sistemazione delle camere alle ditte di pulizie, nel caso in cui venga applicato il lavoro a cottimo. E` la novità emersa ieri da un incontro stampa della Filcams-Cgil per fare il punto sul lavoro nero, irregolare o lo sfruttamento della manodopera nel turismo. Mirco Botteghi, responsabile di categoria, ha spiegato che "nel settore non c`è più solo il ,tradizionale» lavoro nero ma sono spuntate le irregolarità innovative". Il sindacato ha inoltrato agli enti preposti delle "segnalazioni collettive" riguardanti (per ora) una sessantina di lavoratrici. Il meccanismo, "illegale" secondo Botteghi, funziona in questo modo: certi hotel hanno smesso di far fare le camere direttamente al proprio personale ed esternalizzano il servizio affidandolo ad imprese di pulizie con sede legale fuori dall`Emilia-Romagna.
A loro volta queste s.r.l. applicano "ma il lavoratore lo viene a sapere solo dopo" – una clausola contrattuale che lega la retribuzione alla prestazione: in un certo numero di ore bisogna pulire per forza almeno un un determinato numero di camere. Alla fine, ne deriva una tariffa (per 2 euro a camera) di 4,30 euro lordi all`ora, il che significa – Una cameriera al lavoro dice Botteghi – "un abbattimento del 40% della tariffa oraria da contratto" (che è di 7,60 euro/ora). Ma al di là dei numeri, il sindacalista tiene a far valere un principio: "non è accettabile che il lavoratore venga retribuito sulla base della prestazione anziché del tempo, così si esce dalla sfera del lavoro subordinato". La Filcams ha il dubbio che si tratti di "appalti illegittimi", e nel caso in cui ci sia "somministrazione irregolare di manodopera" la denuncia penale potrebbe riguardare sia l`impresa appaltatrice che quella appaltante (gli alberghi riminesi). Un`altra "irregolarità innovativa" segnalata dalla Cgil a chi di dovere, è il caso di cifre fisse pattuite in base alla disponibilità dell`operatore turistico, a fronte di prestazioni senza un limite preciso, e l`assicurazione sul lavoro a carico del lavoratore. La situazione lavorativa nel turismo Quest`anno sono crollati del 7,3% i contratti a tempo indeterminato; balzo del 15,4% per quelli a tempo determinato, aumenti anche per i voucher e il lavoro intermittente o a chiamata. Gli avviamenti al lavoro viaggiano su un ritmo del 15% in meno su base annuale; i lavoratori avviati sono a meno 10%. Inoltre, dato che la stagione è cominciata di fatto dopo la metà di giugno, molti lavoratori rischiano di non avere i requisiti (13 settimane di contratto) per poter avere la mini-Aspi, cioè l`ammortizzatore sociale di disoccupazione.

RIMINI. Buste paga da 50 euro per 13 ore di lavoro al giorno senza riposo. Il resto, all`incirca mille euro al mese, corrisposto fuori busta. E il rischio – che si sta trasformando in certezza di non riuscire a rientrare nei margini (13 settimane di lavoro) per ottenere la Mini Aspi, la disoccupazione stagionale.
Sono molteplici le storie "grigie e nere" di stagionali in cui i sindacati e le associazioni di volontariato si sono imbattute nei servizi messi a punto per intercettare la piaga del lavoro irregolare. Sono quindi già decine le segnalazioni inoltrate alla direzione provinciale del lavoro e all`Inps sia da parte della Filcams-Cgil che in queste settimane sta tenendo banchetti in giro per le località balneari della provincia sia da parte dell`associazione Rumori sinistri in collaborazione con Adl Cobas Emilia Romagna, a loro volta impegnati in sportelli per i lavoratori. Non ci sono solo le camere d`albergo pulite per due euro, ma anche bar e ristoranti dove il personale che opera è in nero o regolarizzato parzialmente. «Ci stiamo facendo carico di situazioni che ci sono state segnalate dai lavoratori – spiega Mirco Botteghi, della Filcams-Cgil – segnalan- dole, a nostra volta, agli enti di vigilanza. Questo ha fatto sì che, probabilmente, più persone si siano rivolte ai nostri uffici. Tra le situazioni al limite della legalità anche contratti che non si rifacevano ad alcun contratto collettivo nazionale». Cambia, inoltre, anche la platea degli stagionali: molto più che in passato, i riminesi tornano a fare la stagione. Molti di loro sono cassaintegrati che, per sbarcare il lunario di un ammortizzatore sociale spesso in ritardo, si mettono al lavoro. Spopolano, tra le forme contrattuali, anche quelle "a chiamata" per mascherare lavori continuativi. «Le buste paga – spiega Sandra Polini, di Adl Cobas – arrivano anche a 50 euro al mese per 13 ore di lavoro senza riposo. In più, si tratta di situazioni in cui il lavoratore vive sempre sotto minaccia di licenziamento. E` chiaro che i casi poi diventano preoccupanti anche sotto altri fronti, soprattutto su quello del welfare che si aggiunge alla povertà di una occupazione che rende poco». E` recentissima la denuncia della Filcams- Cgil che nei giorni scorsi ha portato all`attenzione dell`opinione pubblica alcuni casi di lavoratrici di ditte di pulizia appaltatrici pagate, alla fine dei conti, due euro a camera. Le lavoratrici non arrivavano nemmeno a
500 euro al mese.


Una campagna di comunicazione contro il lavoro irregolare nel turismo.
A lanciarla, la Filcams Cgil tramite le proprie strutture territoriali, che saranno disponibili a fornire tutte le informazioni necessarie alle lavoratrici e ai lavoratori, anche viste le ultime modifiche che riguardano la concessione degli ammortizzatori sociali, in particolare la miniAspi.
«In questo contesto – si legge in una nota della Filcams Cgil – si stanno sviluppando le trattative per il rinnovo del contratto nazionale del turismo ormai scaduto, con le parti datoriali aderenti alla Confcommercio, Confesercenti e Confindustria. Una fase difficile, in cui tutti le parti coinvolte, con correttezza e serietà, si stanno impegnando per poter arrivare quanto prima, a un rinnovo condiviso, che possa dare una nuova spinta al settore». «Aumentano i lavoratori stagionali (+15,4 per cento) – continua il sindacato – mentre subiscono una frenata quelli non stagionali (-7,3 per cento); aumenta l`utilizzo dei voucher (+8 per cento nel 2012) e del lavoro intermittente o a chiamata, impiegato quasi esclusivamente nel comparto alberghi e ristoranti. Aumenta quindi l`utilizzo di forme di inquadramento flessibili e incerte, che rendono il datore di lavoro meno vincolato, ma anche molto più incerta la vita lavorativa dei dipendenti». «È in questo clima di incertezza – conclude la Filcams Cgil – che si possono nascondere forme di lavoro irregolare, cosiddette grigie, zone d`ombra in cui si annidano diverse forme di elusione delle regole: orari più lunghi remunerati fuori busta, inquadramenti più bassi, mansioni senza controllo; piccole e grandi escamotage per diminuire i costi sul lavoro".