Category Archives: POLITICHE DEGLI APPALTI

Segreterie Nazionali

Roma, 9 gennaio 2018

Via pec/email

Le Scriventi Organizzazioni Sindacali Nazionali, preso atto della pubblicazione, il 20 dicembre 2017, dell’avviso di preinformazione di cui all’oggetto, e del fatto che la prima emissione di bando è prevista già per il 31 gennaio 2018, sono a ribadire la necessità che tutti i suddetti bandi prevedano adeguate garanzie occupazionali (clausole sociali) per il personale interessato in ossequio alla normativa vigente in materia (legge…) e all’accordo nazionale siglato in sede ministeriale fra Filcams, Fisascat e Uiltucs e Mibact in data 30 marzo 2015.

Sicuri di incontrare la Vostra piena adesione alle nostre richieste e in attesa di un Vostro riscontro porgiamo Distinti Saluti

p. La Filcams Cgilp. La Fisascat Cisl p. La Uiltucs
Cristian SesenaDavide Guarini Stefano Franzoni

Roma, 28 luglio 2017

il 17 u. s. si è svolto il programmato incontro con Unioncamere nazionale per entrare più nello specifico della tematica di razionalizzazione che investirà le Aziende Speciali così come definito dal documento presentato dalla stessa Unioncamere, in data 08.06.2017 al Mise.

Rispetto all’iter del documento è previsto che debba essere approvato dal Mise entro il 08.08.2017, che potrà accoglierlo come presentato o predisponendo integrazioni e/o modifiche, poi verrà reso esecutivo attraverso l’adozione di appositi decreti.

Alla data dell’incontro Unioncamere ha anticipato che di massima il piano di razionalizzazione elaborato e presentato al Mise non dovrebbe essere suscettibile di sostanziali modifiche e che in data 27 u. s. il testo del decreto sarebbe andato al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

In data odierna siamo stati informati che la Conferenza Stato-Regioni ha posticipato al 3 p. v. l’esame del decreto proposto dal Mise.

Oltre alla questione relativa all’iter di legge, nel corso dell’incontro si è proceduto con l’approfondimento di diversi punti già affrontati nel corso della riunione del 22.06.2017.

In merito alla formazione, il rappresentante di Unioncamere ha informato le OO. SS. che sono stati raccolti molti dei questionari inviati ai lavoratori delle CCIAA e delle Aziende Speciali, ma la fase di raccolta non era ancora terminata.

A settembre, alla ripresa dell’attività lavorativa, Unioncamere ha confermato che saranno stati raccolti tutti i questionari e conseguentemente potranno essere in grado di programmare e far partire tutta l’azione di formazione prevista nel piano nazionale di formazione.

Rispetto ai processi di razionalizzazione, Uniocamere ha confermato che la tempistica di gestione dei processi di accorpamento delle Aziende Speciali sarà diversa da quella delle CCIAA, che permetterà, proprio perché meno condizionata dal fattore tempo, una gestione più lineare.

Sostanzialmente il piano di lavoro elaborato, a partire da settembre p. v., prevederebbe quanto segue: 1) definizione finale delle CCIAA; 2) analisi della situazione derivante dal punto 1) sul singolo territorio e per singolo caso, al fine di individuare quale sarà l’impatto dell’aggregazione e quindi interventi discendenti sulle Aziende Speciali.

Dalla fase di analisi delle funzioni dei dipendenti derivanti dalla raccolta dei questionari e da quanto previsto al punto 2) che precede, a settembre si potrà avere la fotografia complessiva della situazione e quindi avviare le attività di riqualificazione professionale dei dipendenti delle Aziende Speciali per rispondere alle nuove realtà camerali e delle stesse Aziende Speciali.

Unioncamere ha altresì confermato che le Aziende Speciali, attualmente circa 95, per effetto degli accorpamenti arriveranno ad essere 56.

Sull’avvio del processo di razionalizzazione della Aziende Speciali, Unioncamere ha informato le OO. SS. che stanno continuando a lavorare con i responsabili delle CCIAA e delle società per condividere un percorso che veda regole e modalità uniformi su tutto il territorio nazionale nella gestione dei processi di accorpamento, così come sollecitato nello scorso incontro proprio dalle Organizzazioni Sindacali.

Unioncamere ha confermato, altresì, che è concorde con le OO. SS. sulla definizione di un protocollo contenente le linee guida con cui sovraintendere l’intero processo di razionalizzazione, auspicando che tale condizione possa essere anche prevista nello stesso decreto in fase di emanazione.

Le Organizzazioni Sindacali hanno rilevato l’importanza di condividere un protocollo sulle regole comuni per gestire correttamente anche i passaggi che verranno attuati a livello territoriale, affermando che su questo aspetto però vi è l’esigenza di far condividere tale impostazione anche alle singole Camere di Commercio e Aziende Speciali per farlo funzionare effettivamente.

Le OO. SS., infatti, hanno esposto ad Unioncamere che allo stato diverse presidenze e direzioni delle CCIAA e delle Aziende Speciali hanno già avviato alcune operazioni di dismissioni di quote di partecipazione ed illustrato ai dipendenti i piani di accorpamento che non necessariamente tengono conto di quanto previsto dal piano presentato da Unioncamere al Mise.

Unioncamere, rispetto a quanto rappresentato delle OO. SS. ha dichiarato che nessun soggetto del sistema camerale può stare fuori da quanto determinato dalla legge e quindi operazioni differenti, da quelle che saranno definite nel decreto in fase di emanazione, potranno essere ritenute valide.

A tal fine, Unioncamere, ha informato la delegazione sindacale che per la fine del mese è stata prevista una riunione dei Presidenti delle CCIAA per condividere il percorso articolato con le OO. SS., soprattutto qualora il decreto in fase di emanazione non inserisse niente in tal senso.

Nel proseguo dell’incontro le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto chiarimenti in merito all’Azienda Speciale, di livello nazionale, che si occuperà di internazionalizzazione per comprendere effettivamente che composizione societaria assumerà e quale sarà il percorso di gestione di tale soggetto.

Unioncamere ha dichiarato che la società che si occuperà di internazionalizzazione sarà una new co. ed è ancora in corso una riflessione sulla forma giuridica con cui costituirla – forse società consortile – ma fermo restando tale condizione, è stato spiegato che la nuova società acquisirà per conferimento di ramo d’azienda la parte delle attività di internazionalizzazione dalle singole Aziende Speciali che vorranno aderirvi.

Unioncamere ha altresì dichiarato che l’operazione illustrata, nei confronti dei dipendenti coinvolti non modificherà le attuali condizioni lavorative, sia per effetto di quanto previsto dall’applicazione dell’art. 2112 del c.p.c., sia per quanto attiene la sede di lavoro dato che la New. Co. continuerà ad operare a livello territoriale.

Le OO. SS. hanno espresso qualche perplessità rispetto a che siano le singole Aziende Speciali a decidere ciascuna in proprio se conferire il ramo d’azienda dei servizi di internazionalizzazione, chiedendo di avere maggiori informazioni e dettagli su quali realtà avessero già dichiarato l’adesione al progetto presentato e cosa accadrebbe per quelle che decidessero di non conferire il ramo d’azienda.

Alle domande poste Unioncamere ha risposto che diverse Aziende Speciali hanno dichiarato di essere pronte a fare il conferimento del ramo d’azienda, tra cui le realtà più significative tra quelle oggi esitenti, valutando che alla fine del percorso tutte aderiranno al progetto presentato.

Nel contempo Unioncamere ha affermato che per chi facesse la scelta di non aderire al progetto di azienda unica nazionale, il personale adibito ai servizi di internazionalizzazione verrà inserito nei percorsi di riqualificazione utili per il reimpiego in altro servizio.

Unioncamere ha confermato che anche per quanto riguarda il punto sopra rappresentato, sarà in grado di dare risposte più definitive a settembre p. v..

Dato la situazione in divenire, le parti hanno deciso di aggiornarsi per le vie brevi sull’esito della riunione delle presidenze delle CCIAA e della Conferenza Stato-Regioni, nonché sulla definizione del decreto in emanazione dal Mise, di cui le OO. SS. informeranno le strutture territoriali tempestivamente.

Mentre per proseguire nella discussione di merito e procedere con le analisi necessarie al nuovo scenario è stato programmato un nuovo incontro per il 21 settembre 2017 alle ore 11.00 a Roma, presso Unioncamere Nazionale –Piazza Sallustio, 21, in luogo del preventivato 19.09.2017.

                          P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

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La chiusura il 30 giugno 2017 delle scuole materne per tanti significa l’avvicinarsi di un periodo sereno di vacanze e/o ferie, ma questo non vale per tutti.

TRE MESI SENZA REDDITO

Le lavoratrici e i lavoratori che hanno garantito da settembre a giugno i servizi di ristorazione, pulizia e ausiliariato nelle scuole si annunciano due mesi (tre per chi lavora nelle elementari) in cui non percepiranno alcuna retribuzione, nè assegni famigliari.

In Italia tutti i lavoratori, anche quelli che svolgono solo 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni e 30 giorni nell’ultimo anno, percepiscono la Naspi, nei periodi in cui non per loro responsabilità sono senza occupazione, chi per riduzione dell’attività anche per lunghi periodo può usufruire della cassa integrazione.

Le lavoratrici e i lavoratori che operano negli appalti scolastici (alcune decine di migliaia in tutt’Italia) sono invece privi di qualsiasi sostegno al reddito per il periodo di sospensione scolastica. Eppure questi lavoratori che di settimane all’anno ne lavorano 40/44 non possono richiedere nè l’indennità di disoccupazione (NASPI) nè gli assegni famigliari: si trovano a passare l’estate senza alcun reddito.

Nonostante le numerose richieste fatte dalle organizzazioni sindacali al fine di risolvere questo problema ad oggi la situazione è rimasta immutata e per queste lavoratrici e per le loro famiglie si preannuncia un’altra estate difficile. Come spesso capita in Italia, sono i lavoratori più fragili a essere i più discriminati e i meno tutelati.

Le lavoratrici e i lavoratori del settore operano per le amministrazioni locali tramite appalti, che cambiano ogni 2/3 anni, con contratti part time che nella maggior parte dei casi non arrivano alle 20 ore settimanali e i cui contratti non vengono rinnovati da 4 anni si trovano ora ad affrontare un’altra estate difficile.

Per provare a sbloccare la situazione,  martedì 4 luglio i lavoratori in appalto delle scuole di tutta la provincia di Brescia manifesteranno dalle 11 alle 12, con un flash mob davanti alla Prefettura. La manifestazione è promossa unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti.

I segretari delle Organizzazioni Sindacali consegneranno al Prefetto una lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Ministri del Lavoro e dell’Istruzione, per sollecitare che il problema sollevato venga risolto.

Leggi QUI la lettera indirizzata al presidente Gentiloni e ai ministri Poletti e Fedeli.

Roma, 3 luglio 2017

Testo Unitario

Il 28 giugno abbiamo incontrato il Capo di Gabinetto del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture Dott. Mauro Bonaretti e il suo staff, a seguito della nostra richiesta di incontro dello scorso 15 giugno.
Abbiamo unitariamente esposto le ragioni che ci hanno spinto a richiedere l’attivazione di una sede di confronto istituzionale e che in sintesi sono riconducibili allo scarso rispetto delle norme di legge e contrattuali riguardanti i lavoratori, da parte di alcune imprese del settore quali Chef Express, Sarni Maglione, Gustofast e Hermes Snack.
Il comportamento di questi operatori rischia di creare pesanti fenomeni di dumping giocati sull’abbattimento del costo del lavoro in un mercato chiuso come quello delle concessioni autostradali; inoltre, a parere di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs, gli interventi prodotti da queste imprese sull’occupazione ( riduzioni di orario, trasferimenti e licenziamenti) all’indomani delle aggiudicazioni, hanno violato le condizioni previste dai bandi in tema di mantenimento della forza lavoro, che tra le altre, avevano consentito a queste ultime di aggiudicarsi le gare.
Il Ministero, pur rimarcando di non avere titolo ad intervenire in materia lavoristica, ha garantito la sua disponibilità a giocare un ruolo verso concessionari e imprese interessate, promuovendo eventualmente anche momenti di confronto fra le parti.
Per fare ciò ha sollecitato alle OOSS la predisposizione di una “memoria” che dettagli e circostanzi gli episodi di violazione del decreto interministeriale e quelli relativi alle regole previste dalle leggi e dalla contrattazione nazionale, Vi invitiamo pertanto a fornirci informazioni dettagliate in merito in tempi rapidi di modo da poter preparare al più presto il documento richiesto.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Roma, 29 giugno 2017

TESTO UNITARIO

si è svolto il 22 u. s. il programmato incontro con Unioncamere Nazionale relativo alla presentazione del piano di riordino delle Aziende Speciali.

In apertura dell’incontro il rappresentante di Unioncamere ha precisato che il piano presentato al Mise, relativo al riordino delle Aziende Speciali, troverà applicazione solo dopo che sarà approvato il riordino delle Camere di Commercio e con una gradualità maggiore rispetto a quest’ultime.

Nel progetto presentato da Unioncamere al Mise per le Aziende Speciali, infatti, non c’è riferimento al personale ma solo agli accorpamenti societari per alcune di esse mentre altre manterranno la loro attuale condizione, come ad esempio i laboratori di analisi e le stazioni sperimentali.

Nell’ambito degli accorpamenti, che seguiranno il ridisegno delle Camere di Commercio, entreranno tutte quelle Aziende Speciali che con i ricavi propri non coprono i costi dei processi non produttivi e/o che svolgono attività che non sono più ricomprese nei nuovi compiti demandati alle CCIAA.

Rispetto a quest’ultima condizione, Unioncamere ha illustrato quanto interverrà per le attuali Aziende Speciali che si occupano di internazionalizzazione per le quali verrà costituita un’unica società a livello nazionale.

Tale nuovo soggetto societario dovrebbe essere costituito come Consorzio, a cui verranno conferiti i rami di azienda delle diverse realtà locali. A tale progetto avrebbero già aderito circa 7 CCIAA e relative Aziende Speciali ed è stato chiarito che il passaggio avverrà con l’applicazione dell’art. 2112 Cpc, senza alcuna variazione dei rapporti di lavoro e il mantenimento delle sedi attuali come unità decentrate.

A carattere più generale Unioncamere ha informato le OO. SS. che nelle attuali Aziende Speciali sono occupati circa mille lavoratori occupati e che se la situazione rimanesse quella attuale risulterebbero circa 80 esuberi, mentre ha chiarito che solo dopo aver proceduto agli accorpamenti e alla riperimetrazione dei nuovi soggetti societari si potrà effettivamente verificare se e quale sarà l’entità delle eventuali eccedenze.

Nell’occasione dell’informativa circa le eventuali eccedenze di personale, Unioncamere ha confermato che tutte le Aziende Speciali hanno effettuato i dovuti versamenti per il Fondo Integrazione Salariale con conseguente possibilità di ricorrervi come misura di sostegno.

Altresì Unioncamere ha confermato che tutto quanto riguarda la partenza del piano relativo alle Aziende Speciali avverrà solo dopo l’adozione del Decreto del Mise relativo all’approvazione del piano complessivo di riforma del sistema camerale. Decreto che dovrebbe essere emesso entro un mese dalla presentazione del piano stesso, avvenuta lo scorso 8 giugno, ma che inizierà a trovare attuazione da settembre in poi.

Unioncamere ha anche informato che nella stessa giornata dell’incontro sarebbe stato effettuato un incontro con il Ministro del Mise per approfondire alcuni aspetti del piano presentato e fare le opportune valutazioni prima dell’uscita del decreto ministeriale. Dell’andamento di tale incontro verrà data informativa nella prossima riunione.

Le Organizzazioni Sindacali a seguito di quanto rappresentato da Unioncamere hanno sollevato alcune questioni poco chiare: 1) innanzi tutto perché nel piano non si trova alcun riferimento alle Unioni Regionali, salvo che nel decreto più generale di riforma del sistema camerale che definisce quali manterranno la loro attuale condizione; 2) vero che il piano presentato al Mise non contiene alcun riferimento al personale, tranne registrare il numero dei lavoratori ad oggi operanti nelle diverse aziende, ma non è indifferente sui riflessi occupazionali aver già definito l’identità e i nuovi soggetti societari che usciranno dal processo di riforma; 3) rispetto alle nuove attività di competenza delle nuove Camere di Commercio è necessario comprendere di cosa si occuperanno le nuove Aziende Speciali; 4 ) come verrà e a quale livello di confronto sindacale sarà gestito il processo di accorpamento.

Relativamente a quanto sollevato dalle OO. SS. Unioncamere ha fornito le seguenti risposte:
1) per le Unioni Regionali nel piano non è specificatamente previsto niente in quanto sono confermate quelle già delineate nel decreto di riforma, mentre per le regioni che non avranno più tali realtà le stesse verranno soppresse e i lavoratori saranno collocati nelle diverse realtà delle Aziende Speciali. Il processo di gestione dei ricollocamenti sarà gestito unitamente al riordino complessivo;
2) pur essendo già stati definiti nel piano presentato al Mise i perimetri e le nuove entità societarie delle Aziende Speciali, l’Unioncamere ha confermato che il decreto non prevede, come per le CCIAA, la definizione della dotazione organica e la tempistica di attuazione del piano stesso ha tempi più lunghi. Pertanto l’aver ridisegnato le nuove società non comporta una diretta influenza rispetto all’occupazione, in quanto il parametro su cui si costruirà la composizione del personale sarà determinato dall’equilibrio della copertura con i ricavi propri dei costi dei processi non produttivi e tale condizione si potrà definire solo dopo successivamente agli accorpamenti;
3) sui nuovi servizi, Unioncamere ha confermato che le Aziende Speciali svolgeranno attività di supporto e complementari ai nuovi demandi delle Camere di Commercio ed in alcuni casi continueranno le medesime attività. Unioncamere ha confermato quanto già trattato con le OO. SS. rispetto all’avvio di un piano di formazione e di riqualificazione per impiegare il personale nei nuovi servizi;
4) per i processi di accorpamento e dei riflessi sul personale, Unioncamere ha assicurato che verranno svolti tutti i confronti con le Organizzazioni Sindacali come previsto negli accordi già raggiunti negli scorsi anni.

In merito al punto 4) Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, hanno confermato che la base di partenza su cui costruire la gestione dei processi derivanti dal riordino sono sicuramente gli accordi già definiti, ma che stante l’evoluzione e l’avvio effettivo della riforma gli stessi vanno aggiornati e implementati per gli aspetti attualmente non presi in considerazione.

Inoltre il confronto a livello nazionale dovrà creare regole omogenee del processo di riorganizzazione per tutte le Aziende Speciali senza fughe in avanti da parte delle singole società.

Per tale ragione le OO. SS. hanno chiesto che venga costituito un tavolo nazionale che definirà processi omogenei da applicare nell’ambito della riorganizzazione delle nuove Aziende Speciali e dovrà avere la funzione di cabina di regia per l’applicazione degli accordi che si raggiungeranno.

Quanto sostenuto dalle Organizzazioni Sindacali è stato accolto da Unioncamere e si è proceduto a fissare un nuovo incontro per il 17 luglio 2017 alle ore 12.00 a Roma presso Unioncamere Nazionale – Piazza Sallustio, 21, dove si inizierà ad entrare nel merito dell’aggiornamento degli accordi già raggiunti e definire complessivamente come affrontare e gestire il processo di riorganizzazione.

Per quanto attiene il piano di formazione e riqualificazione professionale, Unioncamere ha dato diversi aggiornamenti sullo stato di formulazione e attuazione dello stesso.

Il piano di formazione è stato elaborato a livello nazionale e coinvolgerà sia i lavoratori delle Camere di Commercio, sia delle Aziende Speciali e delle Unioni Regionali, che parteciperanno insieme ai diversi corsi.

Il piano prevede 8 linee formative, che si svilupperanno principalmente per formare i lavoratori che si dovranno occupare dei nuovi servizi delle CCIAA, le principali sono: 1) “Orientamento al lavoro e alle professioni” per la formazione di personale che si occuperà dei nuovi servizi alternanza scuola-lavoro; 2) Formazione per la digitalizzazione, 3) Costumer Relation Management (CRM); 4) “Ambiente” per la gestione dei nuovi servizi legati all’ambiente; 5) Snap e Fascicolo Elettronico delle Imprese.

Il 4 p. v. partirà il primo modulo sperimentale di “Orientamento al lavoro e alle professioni” che vedrà in aula sia personale delle Camere di Commercio che delle Aziende Speciali e Unioni Regionali, e medesima composizione avranno i partecipanti al secondo corso che inizierà a metà luglio sulla digitalizzazione.

I restanti corsi verranno avviati dopo aver raccolto le schede di rilevazione dei fabbisogni formativi, inviate a tutti i lavoratori del sistema camerale nei giorni scorsi, di cui si allega la pagina di presentazione.

Durante l’incontro è stata illustrata la scheda sopra citata che vede una raccolta di dati relativi a ciascun lavoratore di carattere curriculare e di orientamento alle esigenze formative.

La raccolta delle schede dovrebbe concludersi entro il mese di luglio, compatibilmente con le assenze per il periodo di ferie già iniziato, successivamente verrà approntato il calendario e la scansione dei corsi.

Rispetto al piano di formazione elaborato da Unioncamere, le OO. SS. hanno espresso un positivo apprezzamento e chiesto di avere aggiornamenti dei risultati quali-quantitativi post formazione.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

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Dopo due giorni di sciopero e mobilitazione la Maglione srl ha comunicato il ritiro dei licenziamenti dei 6 dipendenti dell’area di servizio di San Nicola Est, a Caserta.

“Si tratta di un primo passo, ma ora bisogna fare una trattativa vera per preservare l’occupazione sull’area” afferma Vincenzo Bellopede, segretario generale della Filcams di Caserta.

La determinazione dei delegati sindacali e dei lavoratori ha fatto indietreggiare l’azienda rispetto ai licenziamenti individuali, ma la procedura di licenziamento collettivo non è stata ritirata quindi i le preoccupazioni restano. Abbiamo comunicato all’azienda la nostra disponibilità a incontrarci nei prossimi giorni per avviare un confronto sulle alternative ai licenziamenti”.

“Sarni deve capire che il confronto sindacale ci deve essere e deve essere reale. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici di San Nicola Est è un risultato eccezionale, il messaggio è stato chiaro: Sarni non può fare quello che gli pare e piace sulla pelle delle persone” commenta a caldo Luca De Zolt della Filcams Nazionale. “Nei prossimi giorni vedremo se l’azienda sarà disponibile a individuare soluzioni condivise, o se si tratta di un ritiro tattico. Il livello di tensione resta alto” conclude il sindacalista.

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Ancora licenziamenti, ancora comportamenti arroganti e sprezzanti del lavoro e delle relazioni sindacali. La Filcams si mobilita e chiede l’intervento dei ministeri insieme a Fisascat e Uiltucs.

La Maglione srl, società del gruppo Sarni licenzia 6 lavoratori e lavoratrici dell’area di servizio di San Nicola Est, nel casertano.

“I licenziamenti – spiega Luca De Zolt della filcams Cgil nazionale – arrivano dopo una trattativa farsa, nella quale l’azienda non ha voluto prendere in considerazione le soluzioni alternative proposte dalla organizzazioni sindacali”.

Alla rabbia e alla frustrazione dei lavoratori licenziati, alcuni dei quali con figli a carico, si unisce la solidarietà dei colleghi che già da ieri hanno iniziato a mobilitarsi con scioperi e presidi per chiedere all’azienda di ritirare i licenziamenti e di riaprire il confronto. Richiesta alla quale si associa la Filcams Nazionale, che da mesi chiede a Sarni l’avvio di serie relazioni sindacali che l’azienda continua a negare.

Il gruppo Sarni non è certo nuovo a questi comportamenti: applicazione di contratti pirata, minacce ai dipendenti, licenziamenti e mancato rispetto della normativa sono fatti ordinari nelle aziende dei fratelli foggiani.

E purtroppo non si può parlare di casi isolati: sono infatti sempre più frequenti e più gravi i comportamenti degli operatori del settore che vogliono aggirare le previsioni della normativa attraverso l’applicazione di condizioni economiche e contrattuali peggiorative e con politiche del personale atte a ridurre l’occupazione.

Per questo con una lettera unitaria la Filcams, insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs, ha richiesto un intervento al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dei Trasporti rispetto alla gestione delle aree di servizio autostradale.

“Vogliamo rimarcare – dice De Zolt – che la competizione tra gli operatori non può svolgersi, come stiamo rilevando, sulla pelle e sulle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici. Peraltro tutto ciò risulta ancor più grave nelle aree di servizio di recente acquisizione, per le quali il decreto interministeriale emesso nel 2015 individuava (anche in risposta alle pressioni esercitate da Cgil, Cisl e Uil) importanti garanzie rispetto alla tutela dell’occupazione nelle aree di ristorazione e di distribuzione carburanti, vincolando alle partecipanti alle gare di assegnazione a precisi impegni rispetto ai lavoratori impiegati”.

“La gestione delle aree di servizio – conclude il rappresentante di Filcams nazionale – deve avvenire tenendo come punto fermo il rispetto del contratto nazionale e la salvaguardia occupazionale, che non possono essere voci comprimibili con comportamenti di dubbia legalità. Dato che i singoli operatori rifiutano delle normali relazioni sindacali, la Filcams chiede ora l’intervento delle autorità ministeriali che regolamentano il settore, essendo le concessioni di natura pubblica”.

L’auspicio è che si avvii al più presto un confronto che porti gli operatori a cambiare radicalmente il loro comportamento.

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Tre giorni, dal 12 al 14 luglio, di sciopero dei lavoratori appalto della Cm service, per le pulizie del Comune di Jesi. Lo sciopero è stato proclamato dalla Filcams Cgil. In programma un sit-in e iniziative pubbliche.

“Le promesse della Cm service di restituire almeno una parte delle ore ai lavoratori a giugno – afferma il sindacato – si sono, di fatto, rivelate infondate.”

“E’ stato solo un modo per guadagnare tempo e soldi – dice la segretaria provinciale Filcams di Ancona, Rita Giacconi – ai danni degli operai. Operai che vivono condizioni di difficoltà economiche e, nonostante questo, continuano a presentarsi al lavoro anche per un’ora al giorno”.

“Gli operai – spiega Giacconi – dal 1 aprile si trovano con stipendi ridotti di più del 60% in seguito al cambio di appalto dove è stato permesso alla società aggiudicataria d’interpretare il capitolato a discapito dei lavoratori. In pratica, pur essendo aumentate le metrature da pulire, sono state dimezzate le ore. Siamo ancora in attesa che il Comune convochi le parti per risolvere questa situazione”. (fonte: ANSA)

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Il 15 giugno si celebra il JusticeDay, la giornata internazionale di giustizia per le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie e della Vigilanza Privata.

La Filcams è da sempre impegnata, anche a livello europeo, per combattere al fianco dei lavoratori per migliorare le loro condizioni di lavoro, chiedendo rispetto e giustizia.

Lo scorso 17 maggio, infatti si è concluso il progetto, elaborato da UNI EUROPA in collaborazione con EFCI-FENI (parte datoriale) e finanziato dalla Commissione Europea, per la rielaborazione e l’aggiornamento della “Best Value Guide 2017 for Cleaning Services”.

La Guida è uno strumento pratico al servizio di amministrazioni (sia dei settori pubblici, sia dei settori privati) che aggiudicano e/o delle imprese che si aggiudicano servizi di pulizia.

La Guida serve a dare gli strumenti per valutare e selezionare le offerte secondo il criterio del Miglior Valore, altresì detto dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’obiettivo di base è quello di diffondere standard qualitativi e comuni, rispettosi delle normative sociali e contrattuali del lavoro, per sviluppare un mercato equo e sostenibile all’insegna di una leale e correttamente regolata concorrenza tra imprese.

Roma, 14 giugno 2016


TESTO UNITARIO

Nei giorni scorsi è intercorsa corrispondenza con Unioncamere nazionale rispetto al piano di riordino del sistema camerale depositato dalla stessa Unioncamere al Mise il 8 u. s., come previsto dal Decreto Legislativo in materia.

Le comunicazioni sopra citate, allegate alla presente, traggono origine da un grave comportamento tenuto da Unioncamere in termini di completa mancanza di informazione e di confronto con le Organizzazioni Sindacali sulla definizione del piano di riordino delle Aziende Speciali, contravvenendo anche a quanto stabilito dalla normativa vigente.

Infatti le OO. SS. sono venute a conoscenza solo in questi giorni che Unioncamere nazionale ha deliberato il 31.05.2017 il piano complessivo di ridisegno delle Aziende Speciali, di cui si allega copia, unitamente a quello delle Camere di Commercio, e che lo stesso è stato depositato al Mise il giorno 8 u. s.. La ricostruzione degli accadimenti sono contenute nelle comunicazioni allegate.

Alla luce di quanto intervenuto è stato chiesto ad Unioncamere nazionale un incontro urgente, confermato per il prossimo 22 giugno 2017 alle ore 11.00 a Roma, presso Unioncamere Nazionale – Piazza Sallustio, 21.

Le strutture territoriali saranno tempestivamente informate sulla composizione della delegazione che parteciperà.

p. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

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Le lavoratrici e i lavoratori Ex Lsu e Appalti Storici hanno manifestato per tutta la giornata di giovedì 16 marzo in Piazza Montecitorio, per chiedere il mantenimento degli impegni sottoscritti con la Presidenza del Consiglio e i Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e delle Finanze.

Nell’arco della giornata diversi onorevoli hanno ascoltato le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori negli appalti di pulizia delle scuole, mentre una delegazione è stata ricevuta in rappresentanza del governo dal Sottosegretario Ministero dell’Istruzione università e ricerca (MIUR).

Nel corso dell’incontro, il Sottosegretario ha confermato che i dicasteri firmatari degli accordi hanno confermato il massimo impegno al rispetto di quanto pattuito, nonché ha rappresentato che il governo è impegnato, su questa vicenda, su due fronti:

1)   la messa in sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori che sono occupati nei lotti oggetto delle revoche, attraverso la definizione di un dispositivo che verrà messo a punto a breve per permettere la “normalizzazione” della situazione e di proseguire con il piano industriale derivante dagli accordi governativi;

2)    la predisposizione delle soluzioni future, con la ripresa del tavolo alla Presidenza del Consiglio, come da impegni già assunti, per determinare misure di stabilizzazione definitive.

Per affrontare il primo punto è stato immediatamente fissato un incontro al MIUR, con lo stesso Sottosegretario, per giovedì prossimo 23 marzo, quando dovrebbe già essere presentato il dispositivo.Verranno avviate, inoltre, tutte le verifiche necessarie per l’effettivo avvio dei lavori di decoro per i lotti in cui non c’è il problema delle revoche, così da completare l’intero parametro orario contrattuale e superare il ricorso ai Fondo Integrazione Salariale.

In tale occasione verranno messe a punto anche le modalità di prosecuzione del confronto alla Presidenza del Consiglio.

La delegazione sindacale ha apprezzato l’impegno assunto dal rappresentante del Governo e dichiarato di confidare nelle soluzioni prospettate, fermo restando che in caso contrario verranno attivate tutte le iniziative utili per avere riconosciuto quanto già definito nei precedenti accordi governativi.

 

Roma, 30 novembre 2016


Testo Unitario

Trasmettiamo in allegato il testo del Decreto Legislativo 25 Novembre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 25 Novembre 2016 inerente la riforma del Sistema Camerale.

Il testo è allegato con modalità utile ad evidenziare la lettura e la valutazione sulle modifiche apportate rispetto alla legge 580/1993.

Riportiamo di seguito parte del testo dell’articolo relativo alle disposizioni finali e transitorie che tratta il tema del riassorbimento degli esuberi delle unioni regionali e delle aziende speciali accorpate o soppresse, in quanto prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali è riconducibile alle norme generali, permettendo di applicare tutti i diversi strumenti previsti dall’ordinamento, superando il limite della non applicabilità per effetto della particolare natura societaria delle stesse aziende speciali e unioni regionali. Un passo in avanti rispetto alla bozza che circolava nelle scorse settimane ma certamente non sufficiente a dare una risposta risolutiva alle possibili problematiche occupazionali.

Art. 4
(Disposizioni finali e transitorie)

1. Al fine di contemperare l’esigenza di garantire la sostenibilità finanziaria anche con riguardo ai progetti in corso per la promozione dell’attività economica all’estero e il mantenimento dei livelli occupazionali con l’esigenza di riduzione degli oneri per diritto annuale di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, le variazioni del diritto annuale conseguenti alla rideterminazione annuale del fabbisogno di cui all’articolo 18, commi 4 e 5, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, valutate in termini medi ponderati, devono comunque garantire la riduzione dei relativi importi del 40% per il 2016 e del 50% a decorrere dal 2017 rispetto a quelli vigenti nel 2014.
2. Ai fini del riassorbimento del personale delle unioni regionali e delle aziende speciali accorpate o soppresse, che risulti eccedente all’esito del relativo processo di riorganizzazione, fino al 31 dicembre 2020, è vietata l’assunzione o l’impiego di nuovo personale o il conferimento di incarichi, a qualunque titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale, da parte di unioni regionali ed aziende speciali, fatta eccezione per il suddetto personale eccedente.
Per il personale delle aziende speciali che risulti eccedente all’esito del relativo processo di riorganizzazione si applicano le disposizioni in materia di ammortizzatori sociali previste dall’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia.

Siamo in attesa di incontrare Unioncamere per un comune approfondimento delle problematiche da gestire, nonché avviare il confronto previsto dallo stesso testo del Decreto Legislativo, ulteriore elemento di positività introdotto dalle modifiche intervenute.

Vi terremo tempestivamente informati dell’esito dello stesso.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 15 novembre 2016

TESTO UNITARIO

come noto il Governo ha varato il decreto legislativo di attuazione della riforma Madia per il riordino del sistema camerale.

Nel farlo però, non solo ha ignorato le richieste unitarie che abbiamo presentato in ogni sede parlamentare ma, soprattutto, non ha tenuto conto delle conclusioni raggiunte dalle due commissioni parlamentari preposte e riportate nei previsti pareri, trascurando anche gran parte delle proposte avanzate da Unioncamere nazionale che, per quanto riguarda il personale, andavano nella stessa direzione indicata dalle scriventi.

Uno sgarbo istituzionale servito a svelare, dietro la parvenza di voler riordinare un sistema certamente perfettibile, il reale disegno del Governo: lo smantellamento per trasferire funzioni ad altri soggetti, pubblici e privati, con costi a carico delle imprese e ripercussioni per i lavoratori e per la collettività di non poco impatto.

Per questi motivi proseguiamo la nostra mobilitazione sia a livello nazionale, che a livello regionale e territoriale, insieme anche alle categorie del della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil.

A livello regionale e territoriale la mobilitazione deve declinarsi in modo capillare. Per questo vi chiediamo di avviare tutte le possibili interlocuzioni con i politici espressione dei territori a livello nazionale, con gli interlocutori politici regionali, locali, con i vertici delle camere di commercio locali e con le unioni regionali, con i Prefetti e con la stampa locale per amplificare la giusta attenzione sulla vertenza e sulle iniziative che andremo ad intraprendere.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 5 ottobre 2016

La manifestazione del 29 u. s. ha visto una buona partecipazione sia delle lavoratrici e dei lavoratori delle Camere di Commercio, sia delle Aziende Speciali, Unioni Regionali e Società partecipate.

Nel corso della manifestazione una delegazione di Cgil-Cisl-Uil, composta oltre che dai segretari confederali anche dai segretari e delegati delle categorie della Funzione Pubblica e di Filcams Fisascat e Uiltucs, è stata ricevuta dalla Commissione X Attività Produttive della Camera.

Alla Commissione le categorie del pubblico impiego e del privato presenti hanno consegnato le proprie note e gli emendamenti relativi allo schema di decreto di riordino del Sistema Camerale. In allegato quanto consegnato unitariamente da Filcams, Fisascat, Uiltucs.

Oltre alla consegna dei documenti sopra citati, si è proceduto alla loro illustrazione e articolazione dei contenuti per far comprendere l’importanza della necessità di intervenire sull’attuale testo in discussione, su cui la Commissione nei prossimi giorni proporrà il proprio parere e le eventuali osservazioni al fine della definitiva approvazione del decreto.

A seguito dell’illustrazione dei testi consegnati, il Presidente e i membri della Commissione presenti, hanno sviluppato alcune considerazioni sulle richieste presentate e rivolto alle Organizzazioni Sindacali alcune domande.

Nel corso degli interventi dei componenti della Commissione, in diversi hanno dato riscontro alle preoccupazioni espresse dalle Organizzazioni Sindacali sulla salvaguardia occupazionale e sulla tenuta del sistema dei servizi erogati dalle Camere di Commercio e chiesto alle OO. SS. di formulare alcune valutazioni in merito ad ulteriori proposte correttive da apporre al Decreto.

Specificatamente è stato chiesto di avere indicazioni su eventuali servizi aggiuntivi agli attuali previsti nello schema di Decreto, così da implementare l’offerta e al fine di salvaguardare l’occupazione e il livello stesso dei servizi offerti ai territori, altresì esplicitare le fonti di reperimento delle risorse per renderli fattibili.

Altresì è stato chiesto di conoscere più puntualmente quale è la platea di lavoratori che dalle attuali misure inserite nello schema di decreto risulterebbe eccedente e quante persone potrebbero accedere al pensionamento nel corso dei tempi di attuazione del riordino del Sistema Camerale.

Dopo alcune brevi battute di risposta da parte delle Confederazioni, a fronte della impossibilità da parte della Commissione di continuare nella riunione per altri concomitanti impegni, è stato chiesto di inviare alla stessa una nota di merito sulle questioni poste.

La nota è in fase di elaborazione da parte delle Confederazioni, sentite le categorie coinvolte, ed una volta condivisa verrà inviata alla Commissione da Cgil-Cisl-Uil.

L’interlocuzione con la X Commissione riteniamo sia stata positiva e che la stessa abbia correttamente colto le preoccupazioni espresse dalle Organizzazioni Sindacali, facendosi carico di tenere in considerazione le proposte avanzate oltre a quelle in attesa di ricevere.

Vi terremo tempestivamente aggiornati rispetto agli sviluppi sullo schema di decreto.

Elisa Camellini

Comunicato Sindacale

Unioni Regionali, Aziende Speciali e Partecipate delle Camere di Commercio

La riforma delle Camere di Commercio che il Governo sta portando avanti è una riforma profondamente sbagliata.

Se i contenuti dello schema di decreto legislativo recante il riordino delle funzioni e del finanziamento delle CCIAA licenziato dall’Esecutivo fosse approvato dal Parlamento senza radicali migliorie, verrebbe messa in liquidazione una delle poche esperienze consolidate a servizio dello sviluppo e di sostegno all’economia reale dei territori che il nostro Paese ha.

In particolare, per le migliaia di lavoratori dipendenti dalle Unioni camerali regionali, dalle aziende speciali e da quelle di sistema si aprirebbe una fase incerta e connotata dalla assenza del benché minimo strumento di integrazione al reddito.

La riforma del sistema camerale va approfondita e condivisa con le OO.SS. che rappresentano i lavoratori dipendenti. Ciò anche al fine di valorizzazione le tante e preziose professionalità oggi esistenti nell’articolata filiera rappresentata dalle CCIAA. Tale fattore, riteniamo debba essere il perno di un organico e strategico piano di rilancio e razionalizzazione delle articolazioni funzionali utile al perseguimento degli scopi delle camere di commercio italiane.

Nessuna riforma può avere futuro se è concepita e realizzata senza tenere conto del valore delle risorse umane e della loro professionalità.

Al fine di richiedere al Governo e Parlamento di ripensare profondamente il disegno di riforma e di garantire la continuità occupazionale anche dei lavoratori dipendenti dalle unioni regionali, dalle aziende speciali e di sistema, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs terranno per il giorno 29 settembre 2016 due ore di assemblea informativa presso tutti i luoghi di lavoro coinvolti e prenderanno parte alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma presso Piazza di Pietra dalle ore 13:00 dello stesso giorno.

Segreterie nazionali
FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTUCS

Roma, 7 settembre 2016

COMUNICATO SINDACALE
Alle lavoratrici e lavoratori delle Aziende Speciali e Unioni Regionali Camere di Commercio
PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE

Nel prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe essere approvato il decreto legislativo sulla riforma delle Camere di Commercio.

Se in quella sede fosse approvato il testo dello schema di D. Lgs. circolato in questi ultimi tempi, i dipendenti dalle Unioni Regionali, dalle Aziende Speciali e dalle Aziende di sistema sarebbero investiti da tagli lineari senza nessuna garanzia di continuità occupazionale.


I lavoratori occupati nel sistema delle Camere di Commercio sono da annoverarsi fra i più qualificati e quotidianamente sono impegnati nel garantire servizi che sono essenziali per la funzionalità di interi comparti economici, oltre che delle stesse Camere di Commercio.


La discussione della revisione di un intero sistema di servizi quale quello che erogano le Camere di Commercio non può avvenire senza un confronto di merito sui contenuti del testo del D. Lgs., soprattutto rispetto la tenuta dei livelli occupazionali garantiti dalla stessa legge delega su cui trae origine il decreto legislativo in discussione.


Vogliamo ricordare ai legislatori che le lavoratrici e i lavoratori occupati in tali realtà, ad oggi, non beneficiano né di ammortizzatori sociali di carattere conservativo, né di possibilità di ricollocazione nell’alveo della P.A..

Al fine di sollecitare una compiuta presa d’atto da parte di Governo e Parlamento in ordine alle criticità denunciate e un intervento correttivo con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali per attuare pienamente il demando della legge delega, rispetto alle garanzie occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori occupati in tutte le realtà del sistema camerale, si proclama lo stato di agitazione di tutto il personale interessato, e qualora non intervenissero le sostanziali modifiche espresse a settembre verrà proclamata la mobilitazione nazionale.

Segreterie Nazionali

Roma, 5 agosto 2016

Roma, 4 agosto 2016

Testo Unitario

nella tarda serata di mercoledì 3 agosto 2016 è stata raggiunta una importante intesa con Fipe Confcommercio in materia di subentri nelle concessioni autostradali.
Il protocollo assume una notevole valenza politica in quanto stabilisce che i passaggi di concessione debbano avvenire secondo quanto previsto dalle norme che regolano le cessioni di ramo di azienda, modificando così quanto previsto dal CCNL Turismo 2010 che richiamava le norme in tema di cambi di appalto.
L’accordo raggiunto prevede infatti l’applicazione dell’articolo 2112 e della procedura prevista dall’articolo 47 della legge 428/90.
Le imprese subentranti pertanto acquisiranno tutto il personale interessato senza soluzione di continuità.
Le aziende cessionarie potranno liquidare le competenze di fine rapporto (ad eccezione delle ferie maturate e non godute) all’atto del passaggio; viene comunque salvaguardata la facoltà del singolo lavoratore di disporre che suddetti crediti siano mantenuti e assunti dalla nuova proprietà.

Le imprese subentranti potranno impiegare i direttori in maniera adeguata alla propria organizzazione del lavoro, adibendo queste figure anche a mansioni diverse da quelle prestate nell’azienda di provenienza, ma salvaguardandone i livelli retributivi derivanti dalla contrattazione collettiva.
Sul più complessivo tema della organizzazione del lavoro un ruolo importante viene assegnato al confronto territoriale.
Per effetto della intesa perfezionata, i lavoratori oggetto di questi numerosi passaggi che avverranno presumibilmente a partire da settembre, conserveranno le tutele dell’articolo 18 legge 300/70, come esplicitamente rimarcato nell’intesa stessa.

Ricordiamo che a seguito della andata in vigore del decreto interministeriale del 7 agosto 2015, un numero imponente di concessioni sono e saranno soggette a rinnovo nel 2016 e 2017; la sola norma contrattuale, stante il mutato quadro normativo generale (Jobs act), non avrebbe offerto alcuna garanzia in ordine alla tutela non solo della quantità ma anche della qualità della occupazione coinvolta.

L’essere riusciti ad ottenere infine che questo protocollo diventi parte integrante del CCNL Turismo Pubblici Esercizi rappresenta un acquisizione rilevante che lascia ben sperare anche per la ripresa del confronto negoziale prevista per settembre e finalizzata al suo rinnovo.

p. La Segreteria Filcams CGIL Nazionale
Cristian Sesena

COMUNICATO SINDACALE
Alle lavoratrici e lavoratori delle Aziende Speciali e Unioni Regionali Camere di Commercio

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS esprimono grave preoccupazione se venissero confermate le indiscrezioni sui contenuti del decreto delegato della riforma Madia sulle Camere di Commercio che ricomprende le Aziende Speciali, le Unioni Camerali regionali, le partecipare e le controllate.

Dalle notizie che circolano risulterebbe un taglio lineare del personale diretto ed indiretto che opera nel sistema camerale, contravvenendo nei fatti a quanto disposto nella legge delega di “mantenimento del dato occupazionale”.

Altresì l’eventuale adozione del sistema di ricollocazione, già previsto nel disegno del decreto delega sulle società partecipate dalla Pubblica Amministrazione, risulta una misura insoddisfacente in quanto nel regime privatistico del rapporto di lavoro la mobilità si traduce con il licenziamento e il riconoscimento dell’indennità di Naspi.

Va tenuto in considerazione, tra l’altro, che le Aziende Speciali e le Unioni Camerali Regionali per loro stessa natura sociale e per la frammentazione delle stesse, non hanno possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali conservativi dell’occupazione, con la conseguenza che anche nelle condizioni di poter gradualmente assorbire l’eventuale taglio non sarebbe sostanzialmente possibile.

Ricordiamo che le Aziende Speciali e le Unioni Camerali Regionali svolgono un ruolo comprimario alla funzionalità delle stesse Camere di Commercio e l’eventuale conferma di quanto preannunciato affosserebbe un sistema fatto di grandi competenze professionali e di sostegno all’economia e alla crescita del tessuto imprenditoriale.

Alla luce dello scenario evidenziato rivendichiamo una secca smentita delle ipotesi sulla “riforma del sistema camerale” e confermiamo che porremo in campo tutte le iniziative utili, per salvaguardare il lavoro e i servizi pubblici, unici e di qualità, che il sistema camerale offre al mondo delle imprese.

Per rafforzare l’azione sindacale riteniamo importante che a livello territoriale vengano attivate iniziative congiunte con tutte le categorie coinvolte, in primis quelle del pubblico impiego.

Filcams Cgil-Fisascat Cisl-UILTuCS
Segreterie Nazionali

Roma, 28 luglio 2016

Roma, 22 luglio 2016

Testo Unitario

A seguito delle nostre richieste inviate in data 6 luglio 2016 al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, al Ministero dello Sviluppo Economico e a Fipe Confcommercio si sono tenuti due incontri, rispettivamente il 20 e il 21 luglio 2016 dei quali di seguito vi forniamo il resoconto.

Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture
Nel corso della riunione abbiamo unitariamente esplicitato la nostra forte preoccupazione per i prossimi subentri in concessione, che avverranno in numero copioso ma soprattutto in un quadro normativo peggiore rispetto al passato, per effetto delle modifiche introdotte dal Jobs Act con particolare riferimento alla nuova regolamentazione sanzionatoria per i licenziamenti illegittimi (superamento dell’articolo 18/legge 300/70 per i neoassunti).
Il Ministero si è impegnato a interloquire attivamente coi concessionari autostradali per sottolineare la necessità di garantire l’occupazione anche sul piano qualitativo e non solo quantitativo. Di particolare rilevanza la volontà da parte di suddetto dicastero, per le prossime scadenze, di tentare di far inserire una tutela più vasta già a partire dai bandi di gara.
Infine ci è stato chiesto di fornire aggiornamenti costanti rispetto alla evoluzione della vertenza in atto.

Fipe Confcommercio
Il 21 luglio abbiamo incontrato Fipe Confcommercio e i rappresentanti di alcune delle imprese associate (Autogrill, Chef Express, My Chef).
Federazione Italiana Pubblici Esercizi, a seguito delle nostre richieste, si è dichiarata disponibile a ricercare una intesa capace di dare risposte alle legittime aspettative dei lavoratori coinvolti ma anche di risolvere problematiche organizzative in capo alle imprese, privilegiando la via di modifiche concordate alle attuali norme del CCNL Turismo.
Fipe Confcommercio in sostanza ritiene si possa operare i passaggi con le necessarie tutele per i lavoratori coinvolti senza applicare formalmente quanto previsto dalla legge (articolo 2112 codice civile), non ritenendo il subentro in concessione pienamente identificabile con la cessione di ramo di azienda.
Pur registrando ancora significative distanze, si è convenuto di fissare un ulteriore incontro che si terrà il 4 agosto a Roma.

In quella sede verificheremo fino in fondo se sussistano le condizioni per il raggiungimento di una intesa equilibrata, in assenza della quale si procederà secondo quanto unitariamente condiviso e comunicato con la circolare del 07 luglio u.s.

La Segreteria Filcams Cgil Nazionale

Roma, 6 luglio 2016

TESTO UNITARIO

in queste settimane abbiamo provveduto a segnalarvi quanto sta scaturendo dalle aste sulle concessioni stradali e autostradali, che in numerosi casi indicano che si realizzeranno nei prossimi mesi passaggi di concessioni tra diversi operatori della ristorazione collettiva. Negli anni passati in tali occasioni solo in un numero limitato di casi il passaggio della concessione è avvenuto dando applicazione all’art. 2112 del Codice civile (cessione/trasferimento di ramo d’azienda) con la procedura a tal fine prevista dall’art. 47 della Legge n.428/1990, mentre in numerosi altri casi il passaggio è stato realizzato attraverso accordi distinti e separati con l’impresa cedente e con l’impresa subentrante che prevedevano la risoluzione del rapporto di lavoro con l’impresa cedente e la successiva riassunzione del personale ad opera dell’impresa subentrante.

Alla luce del modificatosi quadro normativo (jobs act) tale procedura, che dava luogo ad una novazione integrale del rapporto di lavoro, è ora intrinsecamente connessa a rischi evidenti in quanto il personale trasferito non sarebbe più coperto dalla tutela reale in caso di licenziamento (reintegra ex-art. 18 dello Statuto), e una volta trascorsi i 18 mesi di garanzia del posto di lavoro previsti nel bando dell’asta per la concessione, il personale potrebbe essere licenziato con il solo indennizzo monetario previsto dalla normativa di legge. Viceversa, l’applicazione dell’art.2112 Codice civile – prevedendo la prosecuzione del rapporto di lavoro senza soluzione di continuità tra l’impresa cedente e l’impresa subentrante – consente di mantenere per i lavoratori coinvolti le tutele ad essi riconosciute connesse alla data di loro prima assunzione da parte dell’impresa cedente.

In considerazione di tale fatto, a seguito di una verifica operata unitariamente a livello di Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, si raccomanda a tutte le strutture di procedere in occasione della realizzazione dei passaggi di concessione esigendo che si dia applicazione alle norme dell’art.2112 del Codice civile e alla procedura di confronto sindacale congiunta che coinvolge sia l’impresa cedente che l’impresa subentrante prevista dall’art. 47 della Legge 428/1990. Qualora una o entrambe le imprese coinvolte si rifiutino di operare in tal modo, magari adducendo di volersi limitare alla sola applicazione alle norme d’indirizzo previste a tale riguardo nel CCNL dei pubblici esercizi, le strutture dovranno opporsi a tale richiesta in modo risoluto e procedere ai sensi dell’art.28 Legge n.300/1970 qualora le imprese o la singola impresa coinvolta insistano nella loro posizione.

Anche in occasione della realizzazione del passaggio ai sensi dell’art. 2112 Codice civile nell’ambito della procedura prevista dall’art. 47 della Legge 428/1990 (procedura congiunta che si conclude con un accordo congiunto e trilaterale sottoscritto dalle due imprese coinvolte e dalle OO. SS.) è opportuno attenersi ad alcune cautele. Nello specifico, negli accordi di passaggio, NON dovranno essere previste in alcun modo circostanze tali da poter far ritenere che si realizzi una soluzione di continuità nel rapporto di lavoro. In altre parole, innanzitutto:

1.le eventuali giornate di ferie non godute prima del passaggio di concessione dovranno essere trasferite in capo all’impresa subentrante e NON dovranno essere monetarizzate;
2.il Trattamento di Fine Rapporto accantonato presso l’impresa cedente dovrà essere trasferito all’impresa subentrante e NON dovrà essere liquidato ai lavoratori;
3.il passaggio di concessione comporta necessariamente che TUTTO il personale iscritto a libro matricola dell’impresa cedente passi al subentrante, compreso quindi il personale di regia (direttore), come invece talvolta non avvenuto in passato, che costituisce oltretutto una violazione delle norme fissate nei bandi di gara
4.l’anzianità aziendale continua a decorrere, quindi gli scatti maturati dovranno continuare ad essere corrisposti e la maturazione degli eventuali ulteriori scatti dovrà avvenire prendendo a riferimento la data di prima assunzione da parte dell’impresa cedente, e non la data del passaggio all’impresa subentrante.

Inoltre, qualora si decida di corrispondere ai lavoratori al momento del passaggio ad opera dell’impresa cedente e senza trasferirli all’impresa subentrante i ratei delle mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) ovvero di monetarizzare le ore di permesso retribuito non godute dal lavoratore, nell’accordo dovrà essere precisato che ciò avviene in deroga straordinaria rispetto alle indicazione dell’art. 2112 Codice civile e che comunque tale circostanza non è tale da configurare una soluzione di continuità del rapporto di lavoro, ovvero una novazione del medesimo in capo all’azienda subentrante.

Solo in presenza di tali presupposti si sottoscriverà l’accordo di passaggio, avendo cura in caso contrario di segnalare la circostanza alle Segreterie Nazionali e fornire assistenza ai lavoratori che intendano impugnare in sede legale il passaggio avvenuto nel mancato rispetto di tali norme di legge, rispetto a cui esiste abbondantissima e uniforme giurisprudenza sia ad opera dei Tribunali del Lavoro, sia della Corte di Cassazione che pure della Corte di Giustizia europea di Strasburgo. Si tenga presente che la mancata sottoscrizione di un accordo di passaggio non può avere ricadute negative immediate sulle persone in quanto la prosecuzione del rapporto di lavoro di tutto il personale coinvolto presso l’impresa subentrante è garantito dai bandi di gara, sia pure nel limite di 18 mesi.

E’ importantissimo infine spiegare bene alle persone coinvolte dai passaggi che qualora esse accettino individualmente che gli vengano liquidati i permessi non goduti, i ratei delle mensilità aggiuntive e, soprattutto, le ferie non godute e il Trattamento di Fine Rapporto, ciò comporta implicitamente la novazione del rapporto di lavoro e il venir meno per loro delle tutele nel caso di licenziamento privo di giusta causa previste dall’art. 18 dello Statuto anche per chi sia stato assunto in data precedente all’entrata in vigore del jobs act.

Per quanto attiene infine alla contrattazione integrativa aziendale eventualmente presente nell’azienda cedente, ricordiamo che il passaggio operato in applicazione dell’art. 2112 comporta la possibilità per l’impresa subentrante che abbia un proprio contratto integrativo aziendale vigente di sostituire col proprio contratto il contratto integrativo dell’impresa cedente. Qualora invece l’impresa subentrante non abbia una propria contrattazione integrativa, essa dovrà continuare a dare applicazione ai lavoratori coinvolti nel passaggio al contratto integrativo dell’azienda cedente fino alla data di sua scadenza.

Raccomandiamo infine – data l’evidente complessità e delicatezza della materia – di attenersi scrupolosamente a tali indicazioni, informare tempestivamente le Segreterie Nazionali di qualsiasi problematica dovesse emergere a livello territoriale, oltre che di operare con fortissimo spirito unitario nei confronti che si apriranno a livello territoriale. Da parte nostra abbiamo per altro unitariamente già deciso di coinvolgere con due lettere separate – che Vi alleghiamo alla presente circolare unitaria – sia le sedi pubbliche competenti (Ministero delle infrastrutture e Ministero per lo sviluppo economico), sia l’associazione a cui aderiscono praticamente tutte le imprese coinvolte nei passaggi (FIPE), nella speranza che sia possibile definire norme d’indirizzo uniformi fin dalle prossime settimane.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Luca De Zolt, Cristian Sesena