Category Archives: ORARIO DI LAVORO


Roma, 4 marzo 2011

Il giorno 17 marzo c.a., anniversario del 150° anno dalla proclamazione dell’unità d’Italia, con decreto legge nr. 5 del 22 febbraio u.s. è stato dichiarato festa nazionale limitatamente all’anno 2011.

Il decreto in parola “al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private” prevede che la festività soppressa del 4 novembre, quest’anno non sarà retribuita in aggiunta alla mensilità di novembre ma andrà a compensare il godimento del 17 marzo.

Cogliamo l’occasione anche per dare risposta ai quesiti posti in merito al trattamento applicabile alla coincidenza del 25 aprile (giorno della Liberazione) con la festività religiosa del lunedì dell’Angelo.

L’art. 5 legge 260/1949 prevede che in caso di coincidenza della festività con la domenica, i datori di lavoro sono tenuti a corrispondere ai lavoratori , la normale retribuzione globale di fatto giornaliera compreso ogni elemento accessorio.

Il caso di due festività coincidenti, viene disciplinato dall’art. 2 legge nr. 90/1954. Tale disposizione prevede che “il trattamento stabilito dall’art. 5 della L. 260/1949, dovrà essere ugualmente corrisposto per intero al lavoratore, anche se risulti assente dal lavoro per i seguenti motivi …. e) sospensione dal lavoro dovuta a coincidenza della festività con la domenica od altro giorno festivo.

Quindi per il 25 aprile coincidente con Pasquetta, una festività verrà goduta, mentre l’altra dovrà essere retribuita.

p. La Filcams Nazionale
L. Mastrocola

All. 1


DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2011 , n. 5
Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011. (11G0045)

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

    Visto l’articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64,

    convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100,

    che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza

    del 150° anniversario della proclamazione dell’Unita’ d’Italia;

    Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di assicurare la

    dovuta solennita’ e la massima partecipazione dei cittadini

    dichiarando il 17 marzo 2011 giorno festivo a tutti gli effetti

    civili, senza peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la

    finanza pubblica e a carico delle imprese private;

    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

    riunione del 18 febbraio 2011;

    Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei

    Ministri della difesa e dell’istruzione, dell’universita’ e della

    ricerca;

    EMANA

    il seguente decreto-legge:

    Art. 1

    1. Limitatamente all’anno 2011, il giorno 17 marzo e’ considerato

    giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio

    1949, n. 260.

    2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza

    pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel

    comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti

    giuridici e contrattuali previsti per la festivita’ soppressa del 4

    novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla

    festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia

    proclamata per il 17 marzo 2011.

    3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o

    maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

    Art. 2

    1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a

    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della

    Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione

    in legge.

    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

    osservare.

    Dato a Roma, addi’ 22 febbraio 2011

    NAPOLITANO

    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

    La Russa, Ministro della difesa

    Gelmini, Ministro dell’istruzione,

    dell’universita’ e della ricerca

    Visto, il Guardasigilli: Alfano

Roma 17 dicembre 2007

Oggetto: riposo giornaliero

Alle Strutture Regionali e

                                        Comprensoriali FILCAMS-CGIL

                                        LORO SEDI

Testo Unitario

Sono pervenuti alle segreterie nazionali una serie di quesiti relativi al riposo giornaliero. Nella fattispecie vi sono imprese che interpretano il decreto legislativo n. 66 e successive modifiche nel senso che le 11 ore di riposo giornaliero possono essere ridotte in caso di turni spezzati/frazionati, esempio lavoro dalle ore 10 alle ore 14 poi dalle ore 16 alle ore 21, a loro avviso le 11 ore di riposo si potrebbe ridurre di due.

Questa interpretazione è anomala, anche se la legge non chiarisce bene alcuni aspetti. Anomala poiché l’art. 17 – deroghe – al comma 1 che precisa: “Le disposizioni di cui agli articoli (riposo giornaliero), 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante contratti collettivi o accordi conclusi a livello nazionale tra le organizzazioni sindacali nazionali comparativamente più rappresentative e le associazioni nazionali dei datori di lavoro firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro o, conformemente alle regole fissate nelle medesime intese, mediante contratti collettivi o accordi conclusi al secondo livello di contrattazione.”. La legge poi prevede un eventuale decreto Ministeriale qualora le parti non raggiungessero intese; decreto che non è mai stato emanato. E’ quindi evidente che è solo la contrattazione che può definire eventuali casi eccezionali per i quali è possibile ridurre il riposo giornaliero e non azioni unilaterali da parte delle imprese.

Di seguito riportiamo i contenuti principali della legge n. 66/03 in materia di riposo giornaliero:

- L’art. 7 prevede: “Ferma restando la durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata”. La legge non chiarisce cosa s’intende materialmente per “attività caratterizzata da periodi frazionati durante la giornata”, inoltre l’art. 1 al comma 2 lettera b) recita: periodo di riposo: qualsiasi periodo non rientrante nell’orario di lavoro.

- Le deroghe previste dall’art.17 della legge che sono possibili si riferiscono a:

a) le attività di lavoro a turni tutte le volte in cui il lavoratore cambia squadra e non può usufruire tra la fine del servizio di una squadra e l’inizio di quello della squadra successiva di periodi di riposo giornaliero;

b) per le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata, in particolare del personale addetto alle attività di pulizia.

Inoltre il comma 4 dell’art. 17 prevede che le deroghe possono essere ammesse soltanto a condizione che ai prestatori di lavoro siano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo o, in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per motivi oggettivi, a condizione che ai lavoratori interessati sia accordata una protezione appropriata.

A sostegno della nostra interpretazione e a ulteriore conferma della non frazionabilità del godimento dei riposi, la Corte di Giustizia ha confermato che la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori si realizza attraverso il beneficio di periodi di riposo adeguati ed effettivi, i quali da un lato consentono il recupero psico fisico, e dall’altro prevengono i rischi di alterazione della sicurezza e salute dei lavoratori, che l’accumulo di periodi di lavoro senza il necessario riposo può rappresentare (Corte di Giustizia sentenza del 9 settembre 2003 c-151/02). Inoltre l’interpello effettuato dagli ordini dei consulenti al Ministero del lavoro (in allegato), riferito a lavoratori soggetti alla reperibilità, precisa che il riposo giornaliero o settimanale, decorrono nuovamente dalla cessazione della prestazione lavorativa, rimanendo escluso il computo delle ore già fruite.

Per le considerazioni sopra espresse, riteniamo che non vi possano essere azioni unilaterali di riduzione del riposo giornaliero o settimanale, poiché in ballo vi è la salute e sicurezza dei lavoratori e a nostro avviso, solo la contrattazione può valutare eventuali deroghe a fronte di situazioni eccezionali e per attività/mansioni che non mettano a rischio la sicurezza.

Cari saluti.

                                        p. FILCAMS-CGIL

                                        Marinella Meschieri

    Interpello riposo sett e giornaliero.pdf

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In genere le ferie si maturano nel corso dell’anno di calendario civile (nei casi in cui, però, l’azienda effettui una chiusura totale per ferie il periodo di maturazione va dal 1 agosto al 31 luglio). Un lavoratore che abbia lavorato tutto l’anno – presso la stessa azienda- avrà diritto a tutti i giorni di ferie stabiliti dal contratto nazionale applicato. Un lavoratore che, invece, abbia iniziato o cessato il rapporto di lavoro nel corso dell’anno avrà diritto ad un numero di giorni in proporzione ai mesi di servizio prestati. Pertanto, al momento di andare in ferie, i mesi di servizio da prendere in considerazione sono quelli decorrenti tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre (o 1 agosto-31 luglio). Informatevi comunque sempre se in azienda il contratto integrativo aziendale e/o il regolamento hanno definito altre modalità.

Questa la formula per calcolare le ferie

Giorni annui di ferie contrattualmente previsti
——————–
X mesi di servizio + eventuali ferie residue anni precedenti
12

Qualche esempio:

Lavoratore dipendente di una impresa commerciale con rapporto di lavoro a tempo pieno assunto il 14 marzo 2003 e che al dicembre 2003 ha ususfruito di due settimane di ferie – quante ferie al 1 agosto 2004?
1. mesi interi di servizio anno 2003 = 10
2. ferie annuali = 26
3. ferie maturate al 31.12.2003 = 26/12×10= totale giorni 21,67
4. ferie godute al 31.12.2003 = 21,67-12 = 9,67 giorni ferie residue
5. mesi interi di servizio anno 2004 = 7
6. ferie maturate dal 1.1.2004 a 31.7.2004 = 26/12×7 = 15,16 giorni
7. ferie totali al 1.8.2004 = 24,83 giorni

Lavoratore dipendente di una impresa commerciale con rapporto di lavoro a tempo pieno assunto il 18 marzo 2004 – quante ferie al 1 agosto 2004?
1. mesi interi di servizio = 4
2. ferie annuali = 26
3. ferie maturate al 1.8.2004 = 26/12×3 = totale giorni 8,66

I lavoratori a tempo parziale hanno diritto allo stesso numero di giorni di ferie, ovviamente retribuiti in base al loro orario di lavoro contrattuale.

Lavoratore dipendente di un’azienda termale con rapporto di lavoro a tempo pieno assunto il 3 marzo 2004 – quante ferie al 1 agosto 2004?
1. mesi interi di servizio = 5
2. ferie annuali = 4 settimane/160 ore
3. ferie maturate al 1.8.2004 = 160/12×5= totale ore 66,67

Lavoratore dipendente di un’azienda termale con rapporto di lavoro a tempo parziale (24 ore settimanali) assunto il 3 marzo 2004- : quante ferie al 1 agosto 2004?
1. % orario di lavoro = 24/40 = 60%
2. mesi interi di servizio = 5
3. ferie annuali = 4 settimane/160 ore x 60 % pari a 96 ore annue
4. ferie maturate al 1.8.2004 = 96/12×5= totale ore 40

  • Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile del lavoratore ad un periodo di riposo per reintegrare le energie psico-fisiche.
  • Le ferie maturate e non godute non si perdono! Possono essere differite nel tempo o, solo nei casi di legge, retribuite con una indennità sostitutiva.
  • La legge 66/2003 stabilisce e rafforza il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo indicando che " il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane." e che "Il predetto periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro". Qualora residuassero dei giorni di ferie maturati, ma non goduti, il restante periodo deve essere accordato e fruito entro 18 mesi dal compimento dell’anno di maturazione a meno che il lavoratore non consenta di rinviare ulteriormente tale scadenza.Tale possibilità, esercitata anche attraverso la contrattazione collettiva, è accordata dalla legge proprio per agevolare l’effettivo godimento delle ferie da parte del lavoratore. (es.: inizio rapporto di lavoro 1/1/ 2003- ferie maturate a dicembre 2003 = 26 pari a 4 settimane + 2 giorni di cui 4 settimane da godersi entro il 31.12.2004 e i 2 giorni residui entro il 30 giugno 2005).
    Con circolare n.8 dell’8.marzo.2005 il Ministero del Lavoro ha chiarito che al lavoratore deve essere garantito un periodo di almeno due settimane, da fruirsi in modo ininterrotto nel corso dell’anno di maturazione, su richiesta del lavoratore stesso.
    I contratti collettivi di lavoro, anche aziendali, possono stabilire condizioni di miglior favore.
  • In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le ferie interrompono il periodo di preavviso. Quindi è bene che il preavviso decorra dopo il godimento delle ferie o sia effettuato considerando che ci sono dei giorni di ferie da godere. Se non sarà possibile usufruire dei giorni di ferie prima della cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è vincolato però ad erogare l’indennità per ferie non godute secondo la retribuzione in atto in quel momento.

  • Roma 20 maggio 2002

    Alle Strutture Regionali e Territoriali
    FILCAMS-CGIL

    Oggetto: congedi parentali
    Aggiornamento quesiti l. 53/2000

    Vi segnaliamo che alcune sedi INPS In relazione ai congedi parentali (ex astensione facoltativa) nel caso di ragazza madre (figlio non riconosciuto) ritengono che la lavoratrice non abbia diritto ai 10 mesi di congedo. Il Ministero affari sociali ad un nostro quesito ha risposto che la lavoratrice NE HA il diritto, di conseguenza l’INPS deve fornire la stessa interpretazione. Qualora vi fossero casi non risolti, vi invitiamo a segnalarceli al fine di intervenire presso L’INPS nazionale.

    Alleghiamo alla presente nota relativa a quesiti posti al Ministero Affari Sociali e loro risposte aggiornate a maggio 2002.

    Sociali: 840002244 qualora abbiate quesiti particolari.

    Cari saluti

    p. FILCAMS-CGIL
    Marinella Meschieri

    Roma 18 marzo 2002

    Oggetto: art. 9 legge n.53/2000 azioni positive per flessibilità

    Vi inviamo per opportuna conoscenza, lettera unitaria delle Confederazioni in relazione ai progetti di azioni positive per la flessibilità degli orari di lavoro , in attuazione dell’art. 9 – legge congedi parentali n. 53/2000.

    Vi ricordiamo che l’art. 9 prevede la possibilità che le parti sociali raggiungano intese al fine di favorire forme d flessibilità positiva a favore dei dipendenti, affinchè possano conciliare i “ tempi di vita e di lavoro” (orari diversificati in entrata/uscita, part-time reversibile, ecc.). Ad accordo avvenuto ( presupposto necessario per l’ammissibilità al finanziamento), le aziende possono presentare i progetti.

    I progetti devono essere inviati entro il 10 giugno p.v.

    Si allega: art. 9 legge n. 53/2000, circolare esplicativa Ministero del Lavoro e lettera unitaria CGIL, CISL, UIL.

    Cari saluti.

    LEGGE CONGEDI PARENTALI N. 53/2000

    FLESSIBILITÀ DI ORARIO

    Art. 9.

    (Misure a sostegno della flessibilità di orario).

    1. Al fine di promuovere e incentivare forme di articolazione della prestazione lavorativa volte a conciliare tempo di vita e di lavoro, nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, è destinata una quota fino a lire 40 miliardi annue a decorrere dall’anno 2000, al fine di erogare contributi, di cui almeno il 50 per cento destinato ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la flessibilità, ed in particolare:

    a) progetti articolati per consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, ovvero quando abbiano in affidamento o in adozione un minore, di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, tra cui part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilità sui turni, orario concentrato, con priorità per i genitori che abbiano bambini fino ad otto anni di età o fino a dodici anni, in caso di affidamento o di adozione;

    b) programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo;

    c) progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo.

    2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri per la solidarietà sociale e per le pari opportunità, sono definiti i criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al comma 1.

    Meschieri - All 2 Lettera Unitaria flessibilità orari15-3-02..rtf

    Oggetto: Richiesta di permesso retribuito per grave infermità ai sensi art. 4, legge 53/2000 e art. 1,2,3 D.M.278/2000

    La sottoscritta / il sottoscritto _____________________________________________ nata/o a____________ il_______________ residente in _______________________ via _______________________ n.______

    Dipendente da codesta Azienda con la qualifica di ______________________

    Comunica che intende avvalersi di quanto previsto dalla legge indicata in oggetto perché __________________________(indicare nome e cognome e il grado di parentela ) è in condizioni di grave infermità (oppure è deceduto).

    Pertanto chiede di usufruire dei tre giorni lavorativi retribuiti nei giorni _________________

    Distinti saluti

    Allegato: documentazione medica attestante la grave infermità o il decesso (in mancanza: obbligo di presentare la certificazione entro 5 giorni dalla ripresa del lavoro)

    note

    I Casi sono:

    decesso o grave infermità, purchè documentata, del coniuge o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi (v. anche D.M. n. 278/2000, art. 1).

    Il permesso deve essere usato entro sette giorni dal decesso o dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici. A pena di decadenza.

    Nei giorni di permesso non sono considerati i festivi e quelli non lavorativi.

    In alternativa al permesso di tre giorni, il lavoratore o la lavoratrice, nell’ipotesi di grave infermità documentata, possono concordare con il datore di lavoro l’espletamento dell’attività lavorativa con modalità diverse, anche per periodi superiori a tre giorni. (vedi altra lettera)

    1

    Oggetto: Richiesta di permesso retribuito per grave infermità ai sensi art. 4 , legge 53/2000 e art. 1,2,3 D.M.278/2000

    Io sottoscritta / io sottoscritto _____________________________________________ nata/o a____________ il_______________ residente in _______________________ via _______________________ n.______

    Dipendente da codesta Azienda con la qualifica di ______________________

    Comunico che intende avvalermi di quanto previsto dalla legge indicata in oggetto perché __________________________(indicare nome e cognome e il grado di parentela ) è in condizioni di grave infermità (oppure è deceduto).

    Chiede pertanto di concordare con codesta Società , in alternativa ai 3 giorni di permesso diverse modalità (anche per periodi superiori a 3 giorni) di seguito elencate.

    __________________________________

    In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti.

    Data,

    Allegata: documentazione medica che attesta la grave infermità

    note

    In alternativa al permesso di tre giorni, il lavoratore o la lavoratrice, nell’ipotesi di grave infermità documentata, possono concordare con il datore di lavoro l’espletamento dell’attività lavorativa con modalità diverse, anche per periodi superiori a tre giorni.

    E’ necessario stipulare un accordo in forma scritta che deve indicare i giorni di permesso sostituiti ed i criteri per le eventuali verifiche periodiche della permanenza della grave infermità.

    Le diverse modalità concordate devono comportare una riduzione dell’orario di lavoro complessivamente non inferiore ai giorni di permesso che vengono sostituiti.

    Tale riduzione deve avere inizio entro sette giorni dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere agli interventi terapeutici.

    I permessi in esame sono cumulabili con quelli previsti per l’assistenza delle persone handicappate (L. n. 104/1992, art. 33).

    1

    Data ,

    Racc. a mano r.r.

    La sottoscritta ____________________________________________ Vostra dipendente, in gestazione per gravidanza, chiede con la presente di assentarsi dal lavoro il giorno:

    _______________ dalle ore alle ore ________________

    Per :

    Questo al fine di ottenere il pagamento dei suddetti permessi.

    Sarà mia premura fornire successivamente la documentazione attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami.

    Distinti saluti.

    (firma)

    Oggetto: Richiesta di congedo per gravi motivi familiari, art.4, comma 2, L. 53/2000

    La sottoscritta / il sottoscritto _____________________________________________ nata/o a____________ il_______________ residente in _______________________ via _______________________ n.______

    Dipendente da codesta Azienda con la qualifica di ______________________

    Comunica che intende avvalersi di quanto previsto dalla legge indicata in oggetto e pertanto chiede di poter usufruire di un congedo per _______________________

    Il periodo sarà il seguente:

    dal __________________ al _________________ (periodo non superiore a 2 anni)

    Distinti saluti

    Firma ______________________________________

    Allego:

    note

    Il periodo di congedo, continuativo o frazionato, di durata non superiore a due anni nell’arco della vita lavorativa.

    I gravi motivi che rendono possibile il congedo sono i seguenti:

    a) le necessità familiari derivanti dal decesso di una delle persone indicate sopra;

    b) le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza delle persone sopra elencate;

    c) le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;

    d) le situazioni, riferite ai soggetti di cui sopra ad esclusione del richiedente, derivanti da patologie acute o croniche che: determinano una temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche); richiedono assistenza continuativa, frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali o la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario; sono relative all’infanzia e all’età ; evolutiva ed a quelle per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.

    Documentazione da presentare

    Ai sensi dell’art. 3 del D.M. n. 278/2000, idonea documentazione del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato o del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico.

    La certificazione deve essere presentata al datore di lavoro entro cinque giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa, mentre quella relativa alle patologie deve essere presentata contestualmente alla domanda di congedo.

    Quando l’evento che dà titolo al permesso o al congedo è il decesso, il dipendente è tenuto a documentare detto evento con la relativa certificazione, ovvero, nei casi consentiti, con dichiarazione sostitutiva.

    1

    Data,

    Raccomandata R.R.

    Oggetto: Richiesta di congedo per la formazione ai sensi art. 5, legge 53/2000

    La sottoscritta / il sottoscritto _____________________________________________ nata/o a____________ il_______________ residente in _______________________ via _______________________ n.______

    Dipendente da codesta Azienda con la qualifica di ______________________

    Comunica che intende avvalersi di quanto previsto dalla legge indicata in oggetto e pertanto chiede di poter usufruire di un congedo per _______________________

    Il periodo sarà il seguente:

    dal __________________ al _________________ (periodo non superiore a 11 mesi nell’arco della vita lavorativa)

    Distinti saluti

    Firma ______________________________________

    Note:

    Requisiti : lavoratori con almeno 5 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda. Il periodo non può superare 11 mesi, continuativo o frazionato, nell’arco dell’intera vita lavorativa.

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