Category Archives: NERO ED EMERSIONE


Dipartimento Politiche
Attive del Lavoro


Roma, 3 aprile 2007
Prot.n. 2007/769
Cod. IV/3415/20

Ai responsabili MdL:
Regionali Cgil
Camere comprensoriali del lavoro
Federazioni nazionali di categoria

Al Sistema Servizi Cgil

Agli Uffici e Dipartimenti confederali

L O R O S E D I


Oggetto: invio materiale per pratiche emersione


Cari compagni,


pensando di farvi cosa utile, vi allego i fac-simile di materiali e verbali utili per gli accordi di emersione e le conseguenti pratiche conciliative, elaborati dalle strutture confederali dell’Emilia Romagna.

Naturalmente si tratta di strumenti da adattare alle condizioni locali, ma è anche un’occasione per ricordarvi l’importanza di predisporre, laddove non sia stato ancora fatto, iniziative programmate per dare corso alle norme in legge finanziaria a sostegno di accordi sindacali per l’emersione che terminerà il 30 settembre “07.

Naturalmente siamo a disposizione per qualsiasi iniziativa vogliate programmare.

Cordialmente

p. il Coordinamento Uffici Vertenze confederali
Enrico Moroni

p. il Dipartimento Politiche attive del lavoro
Claudio Treves

All. Vari





ACCORDO AZIENDALE PER LA REGOLARIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO NON RISULTANTI DA SCRITTURE O ALTRA DOCUMENTAZIONE, AI SENSI DI QUANTO PREVISTO DALL’ART. 1, COMMI 1192 – 1201 DELLA LEGGE 296 DEL 27 DICEMBRE 2006 (Legge Finanziaria 2007)

Il giorno ____ del mese ________ 2007 in ______________,

con il presente atto da valere a d ogni effetto di legge, si stipula il seguente accordo aziendale
TRA
Ø ___________________________________________ di seguito denominata Azienda, rappresentata dalla Delegazione Aziendale composta dai Sigg.ri _______________________________________

E

Ø ______________/CGIL, _______________/CISL, _____________/UIL, rappresentate dai Segretari territoriali sigg.ri _____________________________ e le RSU sigg.ri ___________________________________________________________

premesso che:
        • La legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’art. art. 1, commi da 1192 a 1201, prevede la possibilità per il datore di lavoro di provvedere alla regolarizzazione ed al riallineamento retributivo e contributivo dei rapporti di lavoro non risultanti dalle scritture e dai documenti obbligatori, provvedendo ad assumere i lavoratori interessati con contratto di lavoro subordinato;
        • Tale possibilità è subordinata alla stipulazione di un accordo aziendale con le OO.SS aderenti alle organizzazioni comparativamente più rapprese Tale possibilità è subordinata alla stipulazione di un accordo aziendale con le OO.SS aderenti alle organizzazioni comparativamente più rappresentative e con le RSU;
        • Il datore di lavoro è altresì tenuto a versare alle competenti gestioni assicurative somme a titolo di contributi con le modalità, termini ed entità previsti nei citati commi dell’art. 1;
        • Ai sensi di legge, il presente accordo sindacale deve inoltre promuovere la sottoscrizione di verbali di conciliazione individuale, ai sensi degli artt. 410 e 411 c.p.c., al fine di sanare ogni eventuale pendenza relativamente ai periodi di lavoro pregressi alla regolarizzazione;
        • Il CCNL applicato in azienda è ______________________
tutto ciò premesso

le parti convengono quanto segue:

    1.Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente accordo.
    2.L’azienda provvederà alla regolarizzazione dei lavoratori sotto indicati,

- quanto al passato, per i seguenti periodi:
Sig. ___________ ………………………….. dal ………….. al ………….
Sig. ___________ …………………………… dal …………… al ………….
Sig. ___________ ……………………………dal ………….. .al ………….

- quanto al futuro, mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato, a tempo indeterminato, senza patto di prova, per un periodo comunque non inferiore a 24 mesi, alle condizioni di cui alle allegate lettere di assunzione ( oppure agli allegati contratti di lavoro ), che costituiscono parte integrante del presente accordo e che disciplinano la data di assunzione, l’inquadramento professionale, le mansioni, l’orario di lavoro, la retribuzione ed il CCNL applicato.

    3.Le parti, ai sensi di quanto previsto dal comma 1194 dell’art. 1 della legge 296/06, e con riferimento al punto che precede, promuovono la sottoscrizione, da parte dei lavoratori interessati, di verbali di conciliazione individuale, al fine di pervenire ad una definizione conciliativa di eventuali controversie, con riferimento ai diritti di natura retributiva e a quelli ad essi connessi e conseguenti, nonché ai diritti di natura risarcitoria per i periodi regolarizzati;
    4.L’azienda offre a ciascun lavoratore indicato al punto 2) a titolo transattivo/risarcitorio, per il periodo di lavoro prestato non risultante dalle scritture e dai documenti obbligatori, una somma rapportata alla durata, alla entità della prestazione ed alle mansioni svolte per gli importi di seguito indicati per ogni lavoratore interessato:

Sig. :…………………Euro ………;
Sig. …………………Euro ……….;
Sig. …………………Euro…………

    5.L’azienda si impegna sin da ora a depositare presso la sede Inps competente, entro e non oltre il 30 settembre 2007, l’istanza di cui al comma 1192 dell’art. 1, legge 296/2007, a cui verrà allegato come previsto dalla legge, il presente accordo sindacale unitamente alle lettere di assunzione per ogni lavoratore, che fanno parte integrante dell’accordo e che disciplinano le modalità della regolarizzazione intervenuta.



Letto, confermato e sottoscritto.

___________________________ _______________________________
p. l’Azienda ………………….. p. la …………………/ CGIL

____________________________ ________________________________
p. Associazione datoriale p. la ………………./ CISL

________________________________
p. la ……………../ UIL


_____________________________________________
p.la RAPPRESENTANZA SINDACALE AZIENDALE
sigg.ri _____________________________

_____________________________

_____________________________


VERBALE DI CONCILIAZIONE DI REGOLARIZZAZIONE
in sede sindacale

(articoli 410 e 411 c.p.c e 1 comma 1194 legge n. 296/2006)

Oggi, _______________ ad ore _______ in Bologna avanti a ____________________, conciliatore designato dalla ______-CGIL viene esperito il tentativo di conciliazione in sede sindacale tra

_________________________ nato/a a ______________e residente a _____________, cod. fisc. ______________________ di seguito denominato/a “lavoratore”

e

_______________________________con sede legale in _________________ rappresentata da _______________________ di seguito denominata “datore di lavoro”

***

Il conciliatore, accertata l’identità e la capacità delle parti ed il potere di ciascuna di esse di definire la controversia, ha preventivamente provveduto ad avvertire le parti stesse circa la inoppugnabilità degli effetti del presente verbale di conciliazione in sede sindacale, ai sensi della Legge n. 533/73 e degli artt. 410 e ss. c.p.c. e ha quindi dato corso al tentativo di amichevole composizione della vertenza, a seguito del quale le parti hanno raggiunto l’accordo nei seguenti termini:

premesso
    • che presso il datore di lavoro si sono svolte prestazioni lavorative non risultanti da scritture o da altra documentazione obbligatoria;
    • che tra il datore di lavoro e la RSU (o la RSA e/o le OO.SS. territoriali) in data _____/____/2007 è intervenuto accordo aziendale ai sensi dell’art. 1 comma 1193 legge n. 296/2006 finalizzato alla regolarizzazione dei citati rapporti di lavoro;
    • che il datore di lavoro in data _______ ha presentato istanza alla competente sede INPS ai sensi dei commi 1192 e 1193 indicando le generalità dei lavoratori che intende regolarizzare ed i rispettivi periodi oggetto di regolarizzazione;
    • che il lavoratore è interessato alla regolarizzazione ed alla stipula di un contratto di lavoro subordinato;
si conviene quanto segue:
    1.Le premesse costituiscono parte integrante del presente accordo.
    2.Il datore di lavoro si impegna ad assumere il lavoratore con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (ovvero a tempo determinato , in presenza delle condizioni di legge) a far data dal __________ per una durata non inferiore a 24 mesi ( art. 1 comma 1200 legge n. 296/2006), alle condizioni previste nella lettera di assunzione di cui copia si allega al presente verbale, da intendersi parte integrante dello stesso.
    3.Il datore di lavoro si impegna ad adempiere agli obblighi contributivi e assicurativi, versando le somme indicate all’art. 1, comma 1196 della legge 296/06, a copertura del periodo dal _____________ al ____________, con le modalità ivi previste.
    4.Il datore di lavoro, senza riconoscimento di debito, offre al lavoratore a titolo meramente transattivo sulle eventuali rivendicazioni di natura retributiva, contributiva e risarcitoria per i peri odi indicati nell’istanza di regolarizzazione la somma omnicomprensiva netta di € _______________, che corrisponderà entro e non oltre il ________________mediante bonifico bancario (o assegno circolare).
    5.Il lavoratore accetta la somma di cui al punto che p recede per il titolo e i termini di pagamento ivi indicati; dichiara che – a fronte del puntuale adempimento di quanto previsto dal presente verbale e dalla legge – rinuncia nei confronti del datore di lavoro, che accetta, a qualsiasi credito diritto azione e ragione comunque derivante dal pregresso periodo di lavoro che viene regolarizzato dalla data prevista al punto 2).
    6.A fronte delle rinunce del lavoratore, il datore di lavoro dichiara a sua volta di non avere nulla a pretendere nei suoi confronti.
    7.Copia del presente verbale di conciliazione sarà depositato c/o la Direzione Provinciale del Lavoro di Bologna a cura della parte più diligente.

Letto, Confermato e Sottoscritto, anche ai sensi e per gli effetti dell’art.2113 c.c.
Il lavoratore il datore di lavoro
_______________________ ________________________

Il Conciliatore Sindacale
_________________________


VERBALE DI CONCILIAZIONE DI REGOLARIZZAZIONE
in sede sindacale

(articoli 410 e 411 c.p.c e 1 comma 1194 legge n. 296/2006)

Oggi, _______________ ad ore _______ in Bologna avanti ai conciliatori designati sig. ___________________ della _________-CGIL e sig. _______________ della ________________/ (Confindustria, Cna, Ascom ecc.) viene esperito il tentativo di conciliazione in sede sindacale tra

_________________________ nato/a a ______________e residente a _____________, cod. fisc. ______________________ di seguito denominato/a “lavoratore”

e

_______________________________con sede legale in _________________ rappresentata da _______________________ di seguito denominata “datore di lavoro”

***

Il conciliatore, accertata l’identità e la capacità delle parti ed il potere di ciascuna di esse di definire la controversia, ha preventivamente provveduto ad avvertire le parti stesse circa la inoppugnabilità degli effetti del presente verbale di conciliazione in sede sindacale, ai sensi della Legge n. 533/73 e degli artt. 410 e ss. c.p.c. e ha quindi dato corso al tentativo di amichevole composizione della vertenza, a seguito del quale le parti hanno raggiunto l’accordo nei seguenti termini:

premesso
    • che presso il datore di lavoro si sono svolte prestazioni lavorative non risultanti da scritture o da altra documentazione obbligatoria;
    • che tra il datore di lavoro e la RSU (o la RSA e/o le OO.SS. territoriali) in data _____/____/2007 è intervenuto accordo aziendale ai sensi dell’art. 1 comma 1193 legge n. 296/2006 finalizzato alla regolarizzazione dei citati rapporti di lavoro;
    • che il datore di lavoro in data _______ ha presentato istanza alla competente sede INPS ai sensi dei commi 1192 e 1193 indicando le generalità dei lavoratori che intende regolarizzare ed i rispettivi periodi oggetto di regolarizzazione;
    • che il lavoratore è interessato alla regolarizzazione ed alla stipula di un contratto di lavoro subordinato;
si conviene quanto segue:
    8.Le premesse costituiscono parte integrante del presente accordo.
    9.Il datore di lavoro si impegna ad assumere il lavoratore con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a far data dal __________ per una durata non inferiore a 24 mesi ( art. 1 comma 1200 legge n. 296/2006), alle condizioni previste nella lettera di assunzione di cui copia si allega al presente verbale, da intendersi parte integrante dello stesso.
    10.Il datore di lavoro si impegna ad adempiere agli obblighi contributivi e assicurativi, versando le somme indicate all’art. 1, comma 1196 della legge 296/06, a copertura del periodo dal _____________ al ____________, con le modalità ivi previste.
    11.Il datore di lavoro, senza riconoscimento di debito, offre al lavoratore a titolo meramente transattivo sulle eventuali rivendicazioni di natura retributiva, contributiva e risarcitoria per i periodi indicati nell’istanza di regolarizzazione la somma omnicomprensiva netta di € _______________, che corrisponderà entro e non oltre il ________________mediante bonifico bancario (o assegno circolare).
    12.Il lavoratore accetta la somma di cui al punto che precede per il titolo e i termini di pagamento ivi indic ati; dichiara che – a fronte del puntuale adempimento di quanto previsto dal presente verbale e dalla legge – rinuncia nei confronti del datore di lavoro, che accetta, a qualsiasi credito diritto azione e ragione comunque derivante dal pregresso periodo di lavoro che viene regolarizzato dalla data prevista al punto 2).
    13.A fronte delle rinunce del lavoratore, il datore di lavoro dichiara a sua volta di non avere nulla a pretendere nei suoi confronti.
    14.Copia del presente verbale di conciliazione sarà depositato c/o la Direzione Provinciale del Lavoro di Bologna a cura della parte più diligente.

Letto, Confermato e Sottoscritto, anche ai sensi e per gli effetti dell’art.2113 c.c.
Il lavoratore il datore di lavoro
_______________________ ________________________

Il Conciliatore Sindacale
_________________________





Spettabile azienda
______________________________________________________

e p.c. Spettabile
Associazione Datoriale
________________________
________________________

Data e sede

Raccomandata A.R.

Oggetto: Art. 1, commi 1192 – 1201 della Legge 296/2006, regolarizzazione del rapporto di lavoro.

La scrivente OO.SS., a nome e per conto dei sigg.ri ………………………., …………………………………., …………………………………, …………………. chiede, con la presente, un incontro urgente al fine di avviare le procedure per l’applicazione, nella Vostra azienda, delle disposizioni contenute nell’art. 1, commi da 1192 a 1201, della recente legge 296/2006 (Legge finanziaria per il 2007).

Le norme citate dispongono che il datore di lavoro possa presentare, alla sede Inps territorialmente competente, istanza per regolarizzare e riallineare sul piano retributivo e contributivo i rapporti di lavoro non risultanti dalle scritture e dai documenti obbligatori, provvedendo ad assumere i lavoratori interessati con contratto di lavoro subordinato .

Le stesse norme prevedono che al datore di lavoro che regolarizza il rapporto, vengano riconosciuti i benefici e le agevolazioni contributive indicati, nella stessa legge finanziaria, per l’assunzione di lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

La normativa dispone, inoltre, ai fini della sua applicabilità, che tra l’azienda datrice di lavoro e le OO.SS. venga stipulato, entro il 30 settembre 2007, un accordo aziendale, che disciplini le modalità ed i criteri della regolarizzazione, oltre alle procedure per sanare le pendenze relative ai pregressi periodi di lavoro svolti senza l’osservanza delle prescritte normative previdenziali, assistenziali e contrattuali.

A questi fini, Vi invitiamo a contattarci tempestivamente allo scopo di avviare la procedura necessaria per cogliere le opportunità offerte dalle disposizioni in oggetto, avvertendo sin d’ora che, in difetto di sollecito riscontro, tuteleremo i nostri assistiti nelle sedi e con le ordinarie modalità previste dalla legge vigente. In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.
p. la Categoria
________________________

                                p.RSU/RSA (se presenti in azienda)

______________________________



Alle DPL in indirizzo



Data e sede

Raccomandata A.R.


Oggetto: : Art. 1, commi 1192 – 1201 della Legge 296/2006, regolarizzazione del rapporto di lavoro.

La scrivente OO.SS., in nome e per conto dei/delle sigg.ri/sigg.re ………………………., …………………………………., …………………………………, …………………. ha richiesto all’azienda _________________ con lettera del __________ (che si allega in copia), l’avvio delle procedure necessarie per poter presentare all’Inps l’istanza di regolarizzazione dei suddetti lavoratori in base a quanto previsto, in materia, dalla recente legge 296/2006 (Legge finanziaria per il 2007).

I lavoratori hanno prestato (o stanno prestando) la loro attività lavorativa presso l’azienda dalle date di seguito indicate:

Sig. _______________________ a far data dal _______________

Sig. ________________________a far data dal _______________

Sig. ________________________ a far data dal _______________

Come è noto la normativa prevede, ai fini della sua applicabilità, che tra l’azienda e le OO.SS. venga stipulato, entro il 30 settembre 2007, un accordo aziendale che disciplini le modalità ed i criteri della regolarizzazione contributiva e retributiva, oltre alle procedure per sanare le pendenze relative ai pregressi periodi di lavoro non risultanti da libri e scritture contabili.

A questo scopo le OO.SS scriventi hanno chiesto un incontro urgente all’azienda al fine di dare immediato corso alle procedure finalizzate a legalizzare il rapporto in essere. Sarà nostra cura farvi conoscere la posizione aziendale perchè, in caso di riscontro negativo alla nostra richiesta, possiate, sulla base delle leggi vigenti, nell’interesse dei lavoratori e dell’ordinamento, compiere gli accertamenti del caso.

Cordiali saluti
p. Categoria
________________________





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ART. 75 LEGGE N. 448/98

75. Modifiche alle disposizioni in materia di contratti di riallineamento retributivo.

1. All’articolo 5 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (351), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, come modificato dall’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196 (354), sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: “per le imprese operanti nei territori individuati dall’articolo 1 della legge 1° marzo 1986, n. 64 (355),” sono sostituite dalle seguenti: “per le imprese operanti nei territori di cui alle zone di cui all’articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del Trattato istitutivo della Comunità europea, ad eccezione di quelle appartenenti ai settori disciplinati dal Trattato CECA, delle costruzioni navali, delle fibre sintetiche, automobilistico e dell’edilizia,”;
b) (356);
c) (357);
d) (358);
e) (359);
f) Il comma 6-bis è abrogato.
2. Il comma 3 dell’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196 (354), è abrogato.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono concessi dodici mesi di tempo per la stipula degli accordi territoriali e per quelli aziendali di recepimento di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (351), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, come modificato dall’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196 (360), secondo le modalità e nei termini ivi previsti. Sono fatti, in ogni caso, salvi i verbali aziendali di recepimento sottoscritti tra le parti entro la data di entrata in vigore della presente legge (360/a).
4. L’efficacia delle misure di cui al presente articolo è subordinata all’autorizzazione ed ai vincoli della Commissione delle Comunità europee ai sensi degli articoli 92 e seguenti del Trattato istitutivo della Comunità europea.
(354) Riportata alla voce Occupazione (Incremento della).

(355) Riportata alla voce Cassa per il Mezzogiorno.

(356) Aggiunge i canoni 2-bis), 2-ter) e 2-quater) all’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.

(357) Aggiunge un periodo, dopo il quarto, al comma 3 dell’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.

(358) Sostituisce con i commi da 3-bis) e 3-sexies) i commi da 3-bis) e 3-quinquies) nell’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.

(359) Aggiunge il comma 5-bis all’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.

(354) Riportata alla voce Occupazione (Incremento della).

(351) Riportato alla voce Lavoro.

(360) Riportata alla voce Occupazione (Incremento della).

(360/a) Periodo aggiunto dall’art. 58, comma 13, L. 17 maggio 1999, n. 144, riportata alla voce Economia nazionale (Sviluppo della).

(361) Riportata al n. A/CLII.

Roma 25 Ottobre 1999

Alle Strutture Regionali e Territoriali
FILCAMS-CGIL

Loro sedi

Oggetto: contratti di Riallineamento

Testo unitario

Tra qualche mese scade la legge sui contratti di riallineamento. Il sottosegretario Caron del Ministero del Lavoro, ha effettuato incontri con le categorie per verificare l’utilizzo di questo strumento al fine di valutare l’opportunità di una proroga della legge stessa.

Nell’ambito dell’incontro abbiamo illustrato gli accordi nazionali effettuati dalla nostra categoria (Calabria, Puglia, Sicilia) e ci siamo impegnati ad inviargli entro 10 giorni un resoconto piu dettagliato in merito agli accordi effettuati a livello provinciale e con le singole imprese, al fine di comprendere l’entità del fenomeno nei nostri settori.

Vi invitiamo pertanto a fare pervenire alla struttura nazionale copia degli accordi territoriali e una nota in merito a quante sono le imprese che hanno aderito al "patto", quanti i dipendenti coinvolti per singola imprese. E’ opportuno inoltre precisare se le imprese erano totalmente in "nero" o parzialmente al fine di analizzare meglio il fenomeno.

In attesa di ricevere la documentazione, vi salutiamo.

p. FILCAMS-CGIL
(Meschieri Marinella)

SVILIPPO – EMERSIONE – LEGALITA’ – DIRITTI

Convegno Dibattito, 22 marzo 1999, Palazzo dei Mercedari, Modica (RG)

Relazione di : Angelo Tidona

Questo secolo ci sta lasciando dentro a grandi sconvolgimenti di carattere politico, economico e di riorganizzazione della società.
La globalizzazione dell’economia produce necessariamente una nuova concezione della produzione di beni e servizi implicando anche una diversa organizzazione redistributiva dei consumi.
E’ mutato e continuerà a mutare tutto l’assetto sociale rispetto ai tempi di lavoro, del tempo libero; ci avviamo sempre di più verso una società terziarizzata, che cerca di rispondere alle esigenze ed alle aspettative di qualità della vita degli uomini e delle donne del terzo millennio.
Assieme ai mutamenti della conformazione sociale cambia anche l’approccio ed il modo di consumare beni e servizi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Tutto questo provoca conseguenzialmente grandi sconvolgimenti organizzativi anche nel settore commerciale, dove si nota una grande effervescenza, specialmente dei grandi gruppi della distribuzione impegnati in massiccie politiche espansive e di revisione della macchina distributiva.
Tutto ciò innesca quindi una grande ristrutturazione nel sistema commerciale del nostro paese, creando delle mutazioni negli assetti che consideravamo fisiologici e naturali.
Facendo una analisi del nostro sistema commerciale e distributivo notiamo già segni di forti differenziazioni territoriali.
Il nord, già forte, corre sempre di più e determina un sistema di concorrenza su qualità totale e convenienza economica.
Il sud, strutturalmente debole, stenta a creare una moderna rete organizzativa; appesantito anche da obiettivi ritardi sociali e culturali e dall’arretratezza di strutture ed infrastrutture, condizione prioritaria per la promozione di qualsiasi sviluppo produttivo.
I sistemi di comunicazione viaria intermodale, lo sviluppo delle moderne tecnologie nella comunicazione, il cablaggio del territorio sono strumenti sempre più urgenti ed essenziali per avviare un riequilibrio del sistema paese.
Per fare sviluppo nel territorio oggi sono essenziali politiche concertative e sinergie tra amministratori, imprenditori, forze sociali che sappiano creare quelle innovazioni per agganciare chi è già avanti.
Se non ci riusciamo l’alternativa è una sempre più grande marginalizzazione ed un ulteriore impoverimento del tessuto sociale.
Dentro quindi questa scomposizione e ricomposizione dello sviluppo nel nostro paese inevitabilmente si consolidano gli interessi sia dei soggetti forti che dei deboli, generando una formidabile lotta per la sopravvivenza che determina poi scelte che non vanno sempre in direzione del rispetto delle regole e della legalità.
Si consolidano e si accentuano, come meccanismi protettivi per la conservazione dello stato di fatto dentro l’impresa, fenomeni come l’elusione e l’evasione fiscale, contributiva, retributiva, e si marginalizza il rapporto con il dipendente calpestando diritti e dignità; si alimenta in effetti un tessuto sociale che si allontana sempre più velocemente dalla legalità.
Tutti questi fenomeni sempre più diffusi determinano un vero e proprio dumping sociale che vogliamo, come sindacato assieme ad altri, combattere e vincere.
Questa iniziativa si inquadra quindi come primo momento di discussione e di confronto con le Istituzioni, le Amministrazioni ed il mondo dell’imprenditoria che ci permette di fare una analisi nel settore del commercio della nostra provincia.
Perche a Modica: perche notiamo che a Modica si sono concentrati nell’ultimo decennio, più che in altre zone della provincia, formidabili investimenti da parte di imprese quasi tutte radicate a Catania e nel settore dell’abbigliamento, creando un polo commerciale che occupa più di 500 addetti in una trentina di società.
Siamo convinti che quì si è affermato l’esatto contrario dello sviluppo di cui abbiamo bisogno, uno sviluppo caotico, senza regole nè di mercato nè economiche, nè tantomeno garanzie contrattuali accentuando squilibri già esistenti nella nostra provincia.
Crediamo che occorre dare consistenza e futuro a questo fenomeno dando la possibilità di integrarsi al territorio facendo in modo di trasformare tutto in un circolo virtuoso che rispetti le regole di mercato, contrattuali e legali.
Gli strumenti a sostegno, per creare concorrenzialità vera, che consentono lo sviluppo dell’impresa, dare occupazione meno precaria ed alleggerire il costo del lavoro ci sono già.

La legge 488/92 finanzia investimenti con quote di capitale a fondo perduto.
Le leggi che consentono le flessibilità nel rapporto di lavoro, i contratti part time, a tempo determinato, il lavoro interinale.
Le leggi che consentono di sostenere il costo del lavoro,
la legge 56/87 sull’apprendistato, la 863/84 sui C.F.L., la 407/90 che azzera i contributi previdenziali ed assistenziali per tre anni.
Poi sono state date ed utilizzate altre opportunità per dare la possibilità di impiegare e formare al lavoro i giovani le Borse Lavoro ed i Piani di inserimento Professionale.
Voglio quì sottolineare due dati: il primo è il dato ISTAT su lavoro nero ed evasione contributiva che assegna alla nostra provincia il 2 posto in Sicilia dopo Agrigento con il 43% di evasione.
Il 2 dato si riferisce al dato delle Borse Lavoro e dei Piani di Inserimento professionale autorizzati in Sicilia solo per il settore commercio:
- 3317 B.L.e P.I.P autorizzate alla Confcommercio
- 1078 " " autorizzate alla Confesercenti
- 4395 in totale in Sicilia di cui circa 1200 in provincia
Questi giovani sono stati utilizzati per un anno, ora con una circolare è stato stabilito che le nuove autorizzazioni verranno concesse con l’obbligo della riconversione del rapporto nella misura del 40% col risultato che non c’è nessuna associazione o società che ne ha fatto richiesta.
Sorge un sospetto ed una domanda: ma tutte le opportunità che sono state messe nel mercato a spese del contribuente cosa hanno prodotto occasioni di sviluppo e possibilità di creare lavoro, o semplicemente occasioni di nuovo sfruttamento e di nuove furbizie ?
Tutte queste ingenti risorse a sostegno dello sviluppo e dell’occupazione, in mancanza del necessario monitoraggio, controllo e regime sanzionatorio, e di una verifica stessa delle finalità dei provvedimenti, hanno infine giovato solo ai furbi ed ai conti economici delle società.
Hanno drogato il mercato del lavoro ed hanno rafforzato ed esteso la rete di illegalità diffuse.
Si vanno estendendo sempre di più l’uso di far firmare al lavoratore le dimissioni contestualmente all’assunzione, per garantirsi la possibilità di attingere a quelle leggi.
L’uso dei contratti part time stipulati secondo la legge, salvo poi utilizzare il lavoratore per 8 o 10 ore al giorno.
La furbizia di presentare buste paga rispettose dei contratti, ma pretendere una differenza con la somma realmente percepita dal lavoratore.
Tutto questo passa molte volte con il consenso del lavoratore sottoposto alla scelta semplice di decidere se sopravvivere o accettare la condizione di disoccupato a vita.
I grandi gruppi invece utilizzano questi incentivi per finanziarsi le ristrutturazioni e per determinare al loro interno fasce di flessibilità sempre più estese con effetti negativi anche per la stabilità dell’occupazione.
Fenomeni di questo tipo devono farci riflettere e ribellare affinchè si trovino le soluzioni e si creino le condizioni per avviare una graduale emersione verso la legalità ed il rispetto delle regole.
A questo proposito le organizzazioni sindacali FILCAMS FISASCAT UILTUCS e CONFCOMMERCIO hanno stipulato il 20 Giugno 1997 un accordo di riallineamento retributivo nazionale ripreso poi a livello territoriale.
L’accordo prevede la fuoriuscita dal nero e dal sommerso partendo da quote salariali del 60% e l’aggancio al contratto nazionale in 5 anni, ma anche la possibilità per i lavoratori di organizzarsi nei sindacati con l’elezione del loro rappresentante nelle imprese con almeno 8 dipendenti.
Dobbiamo però, con profonda amarezza, constatare che quegli accordi non sono ancora recepiti in nessuna azienda sia per piccole che per grandi illegalità consumate.
Dobbiamo convincerci che è tutto perfettamente regolare?
O si ritiene quell’accordo ancora troppo esoso per le aziende?
Certamente c’è ancora una interessata diffidenza, ed in alcuni casi anche eccessiva preoccupazione nel tenere un rapporto con il sindacato.
Occorre però la massima chiarezza ed una urgente verifica nel merito, determinando conseguenzialità per poter sgombrare
eventualmente il campo, e per poter dare ad ognuno la libertà di ricercare altre soluzioni.
Certamente ci sono pesantezze strutturali e una certa indeterminatezza delle normative che accompagnano l’emersione, ma sono convinto che c’è ancora poca consapevolezza ed impunità.
Sono convinto anche che ci troviamo di fronte ad una imprenditoria che si muove ancora in ordine sparso e debolmente, lasciando spesso furbescamente che siano altri a trovare soluzioni al problema.
Ho finora focalizzato il mio intervento sul cosidetto privato, ma se analizziamo i soggetti pubblici notiamo che le amministrazioni pubbliche sono grandi produttori di illegalità diffuse e di diritti negati.
Pensiamo cosa genera il sistema dell’affidamento di servizi dati in appalto con il massimo di ribasso d’asta.
Le ditte, spesso di piccole dimensioni, prendono il lavoro e se poi non stanno nei costi è cosa facilissima rifarsi sul salario ed i diritti del dipendente.
Spesso poi, arraffati i soldi, scappano lasciando insoluti mensilità arretrate e liquidazione, ed il lavoratore che deve accollarsi l’iter di una vertenza legale.
Per quanto riguarda l’amministrazione si prepara un altra gara d’appalto, si assegna il servizio e la giostra ricomincia il suo giro con altri soggetti.
Chi deve controllare e prevenire possibilmente per impedire situazioni spesso illegali?
E’ cosa saggia fare i controlli ed intervenire, dopo che tutto è consumato, o qualche volta fare finta di niente?
Perciò avanziamo, quì ed ora, la proposta di mettere in cantiere subito un tavolo di concertazione tra pubblica amministrazione, soggetti privati, forze sociali che realizzino i cosidetti " Protocolli di Legalità " garantendo percorsi e regole certe per tutti.
E’ necessario che il sindacato spieghi e chiarisca quali sono i motivi e gli obiettivi dell’azione che intende portare avanti, per quali interessi e per tutelare chi.
Occorre ricordare le ragioni forti di queste scelte che potrebbero sembrare strane e controproducenti per gli interessi di chi vogliamo rappresentare.
Diciamo subito, senza alcuna ombra di dubbio, che non intendiamo rinunciare ai nostri diritti ed alle prerogative che ci derivano dai contratti, ma la rinuncia a determinate norme contrattuali nazionali o la stipula dei contratti di riallineamento e di emersione non devono leggersi come la possibilità di un ulteriore sconto salariale, come vorrebbe per la verità viverli qualche furbo.
I nostri obiettivi sono altri, sono la convinzione di rappresentare e dare voce a chi non l’ha mai avuta, e di creare tutele e diritti a chi è ancora sotto quelle soglie.
Sono la convinzione di dare un termine di certezza e la possibilità di fuoriuscita da una condizione di forte sfruttamento e di esclusione sociale.
Siamo convinti del fatto che creare condizioni di legalità e dignità dentro l’impresa con il rispetto dei contratti, il pagamento giusto delle retribuzioni e dei contributi si determina un forte rallentamento dell’evasione e
dell’elusione fiscale.
Significa immettere nel mercato condizioni di vera concorrenza ed immettere nel tessuto sociale elementi di legalità, depotenziando chi sfrutta questo stato di fatto per fare losche operazioni ed investimenti che nulla hanno a che fare con il concetto di imprenditoria sana.
Vogliamo anche assicurare che commette un errore chi dovesse pensare di utilizzare le leggi di sostegno ed i contratti di emersione come mero e semplice espediente per determinare una strutturale deregulation delle regole del mercato del lavoro, o peggio di chi vorrebbe continuare a sguazzare nel torbido.
Avanziamo perciò assieme alle altre anche una proposta di metodo a tutti i nostri interlocutori sia rappresentanti delle amministrazioni pubbliche che dell’imprenditoria, che si avvii un percorso di concertazione per ciò che riguarda la redazione dei piani commerciali ed il rilascio delle licenze, questa, siamo convinti, è la migliore prevenzione per rendere trasparente e democratico lo sviluppo del settore, dentro una cornice di legalità.
In conclusione è necessario che ognuno faccia la propria parte senza furbizie, rinunciando a qualcosa del proprio modo d’essere del passato, affrontando con spirito costruttivo le sfide e le innovazioni che ci aspettano.
Faremo tutti un servizio utile a chi rappresentiamo se da domani saremo impegnati in una azione sinergica col fine di costruire condizioni di reale concorrenza nel mercato, sviluppo del settore, un confronto più democratico tra imprese e lavoratori, l’estensione dei diritti fondamentali per tutti in un contesto sociale più avanzato.

Angelo Tidona
Segretario Provinciale
Filcams CGIL RAGUSA