Category Archives: REGOLARIZZAZIONE

Roma, 30 gennaio 2007

Oggetto: Quote di ingresso – Lavoratori stagionali comunitari ed Extracomunitari

Vi comunichiamo che il giorno 22/01/07 presso il Ministero degli Interni e il 23/01/07 presso il Ministero del Lavoro, si è svolta la riunione periodica sulle quote di ingresso dei lavoratori stagionali comunitari e di monitoraggio dei lavoratori extracomunitari; sono state prese in considerazione le novità apportate nei rilasci dei permessi.

Nello svolgimento della riunione ci è stato comunicato che ai Rumeni ed ai Bulgari entrati nella Comunità Europea, e di conseguenza con libertà di movimentazione, si sostituiscono Indiani, Pakistani ed Ucraini.

Del fabbisogno per l’ anno 2007, stabilito in 80.000 unità, sapendo che qualora vi fossero delle necessità straordinarie, queste potranno essere soddisfatte con decreti, ad Hoc, straordinari, come previsto nel decreto sulla Competitività.

Per quanto riguarda i tempi indeterminati, si è deciso, per evitare il sovrapporsi di richieste, di scorporare il decreto flussi stagionali dal maxi decreto flussi non stagionale.

Per la presentazione delle domande via telematica vi è la conferma delle vecchie password, previa richiesta e possibilità di nuovi accessi.

Presso gli sportelli unici saranno utilizzati lavoratori interinali per la lavorazione delle pratiche del decreto flussi.

Sarebbe cosa utile monitorare sui territori il fenomeno, ed avere dati precisi, ivi compreso il fenomeno di lavoro nero, che abbiamo avuto modo di denunciare.

Alleghiamo documento rilasciato dal Ministero e con l’occasione porgiamo distinti saluti.

                          p/la FILCAMS-Cgil
                          L. Scarnati

Quote di ingresso

Roma, 28 aprile 2003

                                  Alle Filcams Regionali e Territoriali

                                  Agli uffici Vertenze

                                  LORO SEDI

Oggetto: Sanatoria Legge Bossi-Fini
Subentro nuovo datore di lavoro

Vi inviamo copia delle circolari del Ministero del Lavoro e dell’Interno ministeriali , con le quali si precisano le norme da seguire in caso di cessazione del rapporto di lavoro avvenuta prima della regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari e quindi di subentro di un nuovo datore di lavoro, da applicarsi anche in caso di lavoro domestico.

Vi alleghiamo inoltre comunicato stampa del Segretario Confederale Giuseppe Casadio.

Cordiali saluti.

                                p.la Filcams
                                Migia Ioli

All. 3


Ministero lavoro e politiche sociali – Dipartimento per le politiche sociali e previdenziali Direzione generale per l’immigrazione circolare prot. 911/SDGIMM/03 dell’8.4.2003 n. 3

oggetto: precisazioni concernenti la circolare del Ministero dell’interno n. 2 del 3.4.2003. Emersione lavoro extracomunitari. Cessazione dell’originario rapporto di lavoro prima della conclusione della procedura di regolarizzazione. Instaurazione nuovo rapporto di lavoro.

La circolare in oggetto, definita d’intesa tra questa Amministrazione e il Ministero dell’interno, ha lo scopo di evitare che si instaurino di fatto rapporti di lavoro irregolari, secondo procedure non previste dalla normativa vigente in materia di immigrazione. Ciò con particolare riguardo

alla situazione di quei cittadini extracomunitari, in attesa di regolarizzazione, per i quali si è interrotto nel frattempo il rapporto di lavoro originario prima della conclusione della procedura di regolarizzazione e che hanno l’opportunità di instaurare un nuovo rapporto

di lavoro con un diverso datore di lavoro.

In tal senso si precisa quanto segue. Il datore di lavoro che intende assumere il cittadino extracomunitario di cui sopra deve darne comunicazione scritta alla Prefettura secondo le modalità indicate nella circolare in oggetto e rimanere in attesa della convocazione da parte della

Prefettura medesima; attesa che secondo la circolare stessa è ridotta in tempi molto ristretti, giacché è previsto un esame prioritario mediante una postazione di lavoro dedicata. Nelle more della conclusione della procedura di regolarizzazione, il rapporto di lavoro non potrà pertanto avere corso, potendosi instaurare soltanto all’atto della stipula del contratto di soggiorno per lavoro.

Il direttore generale: Giuseppe Maurizio Silveri


Ministero dell’ I nterno

Dipartirnento per le Libertà Civili e l’ Immigrazione

Direzione Centrale per le politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo

Prot. n. DCPIA 9/2.2

CIRCOLARE N.2

Roma, lì 03.04.2003

AI SIGG. PREFETTI

LORO SEDI

AL SIG. COMMISSARIO DEL GOVERNO

PER LA PROVINCIA AUTONOMA

DI TRENTO

AL SIG. COMMISSARIO DEL GOVERNO

PER LA PROVINCIA AUTONOMA

DI BOLZANO

AL SIG. PRESIDENTE DELLA GIUNTA

REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA

AOSTA

, ~

e.p.c. AL MINISTERO DEL LAVORO.E

DELLE POLITICHE SOCIALI

ROMA

AL GABINETTO DEL SIG. MINISTRO

SEDE

AL DIPARTIMENTO DELLA P.S

SEDE

‘"

OGGETTO: Emersione lavoro irregolare di extracomunitari. Cessazione dell’originario rapporto di lavoro prima della conclusione della procedura. dì regolarizzazione. Instaurazione nuovo rapporto di lavoro.

I

Come già noto alle SS.LL risulta che molti extracomunitari in attesa di regolarizzazione, per i quali si è interrotto i1 rapporto di lavoro originario .prima della conc lusione della procedura di regolarizzazione, hanno l’opportunità di instaurare nuovi rapporti lavorativi con un diverso datore di lavoro, disponibile ad assumere i suddetti stranieri sopperendo in tal modo allo stato di disoccupazione creatosi.

Allo scopo, quindi dì evitare che si instaurino di fatto rapporti di lavoro irregolari, secondo procedure non previste dalla normativa vigente, nonchè per venire incontro alle obiettive esigenze dei lavoratori stranieri licenziati o comunque rimasti senza lavoro – spesso facili preda della criminalità- d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è ritenuto di stabilire specifiche modalità procedurali da applicare alla fattispecie in esame, onde agevolare i relativi adempimenti.

A tal fine, le SS.L.L. predisporranno .- nell’ambito dello sportello polifunzionale- una apposita postazione dedicata, presso la quale trattare le pratiche in parola secondo la seguente procedura:

      il nuovo datore di lavoro, che intende assumere lo straniero in via di regolarizzazione dovrà darne comunicazione s critta alla Prefettura competente, indicando il numero della cedola dell’assicurata postale relativa alla istanza presentata a suo tempo a favore dello stesso straniero;

      la suddetta pratica dì regolarizzazione dovrà essere prioritariamente esaminata, richiedendone la trasmissione al Centro Servizi , delle Poste Italiane nel caso in cui non sia ancora pervenuta. .in .Prefettura: in particolare, dovrà essere accertata la sussistenza, o meno, dei requisiti richiesti per il suo accoglimento;

      accertata la sussistenza dei predetti requisiti, dovrà procedersi alla convocazione del nuovo datore di lavoro assieme al lavoratore straniero, affinché possa essere stipulato il nuovo contratto di soggiorno per lavoro e rilasciato il relativo permesso di soggiorno –della durata di un anno- presso la postazione dedicata.

      Pur nella considerazione che la descritta procedura comporterà un maggior carico di lavoro degli sportelli polifunzionali, si confida nella consuteta collaborazione delle SS.LL. perché si possa venire incontro, in tal modo, alle esigenze sia dei nuovi datori di lavoro che dei lavoratori stranieri che hanno perso il posto di lavoro nelle more della procedura di regolarizzazione, i quali potranno così definire il nuovo rapporto lavorativo con modalità procedurali agevolate.

      IL CAPO DIPARTIMENTO

      (Dott.ssa A. Maria D’Ascenzo)


LAVORO: CASADIO (CGIL), MARONI SABOTA NORME SU IMMIGRATI

(ANSA) – ROMA, 10 APR – Il ministero del Lavoro ”insiste nel sabotaggio” delle procedure di regolarizzazione degli immigrati. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Casadio, commentando la circolare del dicastero che interpreta quella emanata il 3 aprile scorso dal ministero degli Interni, d’intesa con lo stesso ministero dela Lavoro.

Nel provvedimento degli Interni, ricorda Casadio, viene dichiarato ”possibile il subentro del nuovo datore di lavoro nella pratica di regolarizzazione, purche’ i costi contributivi siano in regola”. Ma il ministero del Welfare, intervenendo con un’apposita nuova circolare l’8 aprile, ne fornisce

”un’interpretazione restrittiva, su un punto delicatissimo: infatti, la nuova circolare sostiene che il rapporto di lavoro con il nuovo datore di lavoro ‘potra’ avere corso soltanto all’ atto della stipula del contratto di soggiorno per lavoro’.

Questo significa – spiega Casadio – che, dal momento dell’ interruzione del rapporto con il primo datore di lavoro e fino dal momento della definitiva regolarizzazione, anziche’ potersi parlare di subentro da parte di un nuovo datore di lavoro in un percorso di regolarizzazione, si apre, invece, una fase buia in cui il rapporto con il nuovo datore di lavoro non sussiste.

L’immigrato e’, percio’, a rischio di espulsione o costretto a lavoro irregolare, e lo stesso nuovo datore di lavoro e’ a rischio di multe e penali”.

Casadio ricorda poi che i sindacati hanno chiesto fin dall’ ottobre scorso un incontro sul tema a Maroni. ”E’ da piu’ di sei mesi che attendiamo un cenno di riscontro – sottolinea -

nonostante i ripetuti solleciti ed una lettera inviata, a tal fine, dagli stessi segretari generali di Cgil, Cisl e Uil”.(ANSA).

10-APR-03 13:06

Dipartimento Immigrazione

Roma, 8 novembre 2002

Ai responsabili immigrazione:
Regionali Cgil
Camere Confederali del Lavoro
Federazioni nazionali di categoria

Agli Uffici immigrazione

Ai dipartimenti ed uffici confederali

LORO SEDI

Cod.IV/3671/2002
Prot.4197/2002

Oggetto: invio circolare
pervenuta dal Ministero dell’Interno

Care compagne, cari compagni,
in data odierna ci è pervenuta per conoscenza una circolare diramata dal Dipartimento Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno a tutti i questori ed ai dirigenti di polizia di Frontiera datata 16 ottobre u.s..
Questa circolare è precedente quella che vi abbiamo inviato nei giorni scorsi ed evidentemente in seguito all’incontro da noi avuto il 30/10, il Ministero dell’Interno sta recuperando un rapporto più corretto con le organizzazioni sindacali per quanto attiene la gestione della legge di regolarizzazione del lavoro irregolare di cittadini extracomunitari.
Pertanto la inviamo per nostra opportuna conoscenza.

Cordiali saluti
p. l’Ufficio Immigrati

Piero Soldini

dpr 195.pdf

Allegati

Ufficio Politiche per l’Immigrazione

                                Roma, 1 marzo 2001

Prot. 950/2001
Cod. 3411/2

                                Ai Responsabili Immigrazione delle

~Segreterie Regionali CGIL
~Federazioni di Categoria CGIL
~C.d.L. T. CGIL

                                                Loro Sedi

oggetto: invio circolare n.26/2001

Care/i compagne/i,

Vi facciamo pervenire, in allegato, la circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, avente per oggetto "Modalità di utilizzo del libretto di lavoro per i cittadini stranieri extra U.E.".

Come potrete constatare, grazie anche al comune impegno in proposito, si può dire risolta finalmente la discriminazione nei confronti degli immigrati.

Cordialmente

                                per l’Ufficio Politiche per l’Immigrazione
                                        (Alioune Gueye)
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
Direzione generale per l’impiego
Servizio per i problemi dei lavoratori
immigrati extracomunitari e delle loro famiglie

Roma a 28 febbraio 2001

Circolare n.26/2001

OGGETTO: Modalità di utilizzo del libretto di lavoro per i cittadini stranieri extra U.E.

Sono pervenuti quesiti circa l’utilizzo del libretto di lavoro nei confronti dei lavoratori extracomunitari, sia di primo ingresso sia nel caso di scioglimento del rapporto di lavoro.

Al riguardo, in attesa della piena attuazione del Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento per il collocamento ordinario dei lavoratori, di cui al D.P.R. 7.7.2000, n.442 in G.U. del 13.2.2001, non può non richiamarsi l’attenzione di codeste Direzioni sulle modalità di utilizzo dello stesso libretto in modo da garantire la necessaria parità di trattamento tra i lavoratori extracomunitari ed i lavoratori italiani.

In particolare, le Direzioni Provinciali del Lavoro – Servizi Ispezione del Lavoro in indirizzo devono rilasciare il libretto di lavoro al lavoratore, su richiesta di questo, e sulla base della prima assunzione, anche a seguito dell’ingresso verificatosi con la autorizzazione al lavoro ai sensi dell’art.22 del T.U. n.286/98.

Lo stesso libretto di lavoro deve essere consegnato dal lavoratore al datore di lavoro che provvederà a custodirlo per tutta la durata del rapporto di lavoro e, a conclusione di quest’ultimo per qualsiasi motivo, a consegnarlo al lavoratore.

                                    IL DIRETTORE GENERALE
                                        Daniela Carlà

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Ministero della Sanità
Dipartimento delle professioni sanitarie delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
Ufficio III
Allegato 1
Domanda di riconoscimento di un titolo abilitante l’esercizio di una professione sanitaria acquisito o riconosciuto in un Paese dell’Unione Europea da cittadini stranieri, non comunitari.

Il/la sottoscritto/a

1.Cognome
2.Nome
3.Cittadinanza 4.Data di nascita
Luogo di nascita
5.6.
PaeseLocalità

in possesso di regolare permesso di soggiorno o Carta di soggiorno

7.Rilasciato dalla questura di
8.Data di rilascio 9.Data di fine validità
10.Indirizzo dichiarato
richiede il riconoscimento del proprio titolo professionale al fine di esercitare
11.la professione o arte sanitaria di
12.nella provincia di
A tal fine allega la seguente documentazione (barrare la voce che interessa)
a)Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
b)Copia autenticata (1) del titolo di studio specifico per l’attività richiesta
c)Copia autenticata (1) del titolo di abilitazione specifico per l’attività richiesta, qualora previsto dal Paese extracomunitario ove è stato conseguito il titolo o dal Paese dell’UE di provenienza
d)Attestazione del Paese dell’UE provenienza dal quale risulti che non esistono impedimenti di tipo professionale o penale all’esercizio della professione che si intende esercitare (2)
e)Copia dell’eventuale iscrizione all’Albo professionale del Paese UE di provenienza

Note ed avvertenze generali
(1)In Italia l’autenticazione delle copie dei titoli può essere effettuata presso i notai e i Comuni.
(2)Il documento deve essere prodotto con data non anteriore a tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda.
Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento è stato rilasciato, ovvero da un traduttore ufficiale.

Ministero della Sanità
Dipartimento delle professioni sanitarie delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
Ufficio III
Allegato 2
Domanda di riconoscimento di un titolo abilitante l’esercizio di una professione sanitaria conseguito in un Paese Terzo da cittadini stranieri, non comunitari.

Il/la sottoscritto/a

2.Cognome
3.Nome
4.Cittadinanza 5.Data di nascita
Luogo di nascita
7.8.
PaeseLocalità

in possesso di regolare permesso di soggiorno o Carta di soggiorno

13.Rilasciato dalla questura di
14.Data di rilascio 15.Data di fine validità
16.Indirizzo dichiarato
richiede il riconoscimento del proprio titolo professionale al fine di esercitare
17.la professione o arte sanitaria di
18.nella provincia di

A tal fine allega la seguente documentazione (barrare la voce che interessa)

f)Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
g)Copia autenticata (1) del titolo di studio specifico per l’attività richiesta
h)Copia autenticata (1) del titolo di abilitazione specifico per l’attività richiesta, qualora previsto dal Paese di conseguimento del titolo
i)Copia dell’eventuale iscrizione all’Albo professionale del Paese di provenienza
j)Certificazione dell’Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o in alternativa della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel predetto Paese, che attesti:
1.i requisiti d’accesso al corso specifico;
2.i programmi dettagliati degli studi previsti per il suddetto titolo con chiara illustrazione delle ore effettuate (formazione teorica e formazione pratica) e delle discipline svolte, nonché la validità della struttura presso cui il titolo è stato conseguito
k)Dichiarazione di valore da parte dell’Autorità Diplomatica o Consolare italiana del Paese di conseguimento del titolo che attesti: la validità abilitante del titolo all’esercizio della professione nel Paese in cui il titolo è stato conseguito, nonché le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento
l)Autocertificazione secondo la normativa vigente sulla non esistenza di impedimenti di tipo professionale o penale all’esercizio della professione che si intende esercitare (2)

Note ed avvertenze generali
(3)In Italia l’autenticazione delle copie dei titoli può essere effettuata presso i notai e i Comuni.
(4)Il documento deve essere prodotto con data non anteriore a tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda.
Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento è stato rilasciato, ovvero da un traduttore ufficiale.

Ministero della Sanità
Dipartimento delle professioni sanitarie delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
Ufficio III
Allegato 3
Domanda di riconoscimento di un titolo professionale complementare di titolo abilitante l’esercizio di una professione sanitaria per cittadini stranieri, non comunitari, provenienti da un Paese terzo ai fini dell’ammissione agli impieghi e allo svolgimento delle attività sanitarie nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Il/la sottoscritto/a

3.Cognome
4.Nome
5.Cittadinanza 6.Data di nascita
Luogo di nascita
9.10.
PaeseLocalità

in possesso di regolare permesso di soggiorno o Carta di soggiorno

19.Rilasciato dalla questura di
20.Data di rilascio 21.Data di fine validità
22.Indirizzo dichiarato in possesso dell’autorizzazione ad esercitare
23.la professione o arte sanitaria di
24.nella provincia di

A tal fine allega la seguente documentazione (barrare la voce che interessa)

m)Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
n)Copia autenticata (1) del titolo di per il quale è richiesto il riconoscimento
o)Certificazione dell’Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o in alternativa dell’Autorità diplomatica o consolare italiana in quel Paese, che attesti :
3.i requisiti d’accesso al corso specifico;
4.i programmi dettagliati degli studi previsti per il suddetto titolo con chiara illustrazione delle ore effettuate (formazione teorica e formazione pratica) e delle discipline svolte, nonché la validità della struttura presso cui il titolo è stato conseguito
p)Dichiarazione di valore da parte dell’Autorità Diplomatica o Consolare italiana del Paese di conseguimento del titolo, che attesti: la validità del titolo, nonché le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento
q)Attestazione, nel caso delle specializzazioni mediche di anestesia e rianimazione, medicina nucleare, radiodiagnostica, radioterapia, di esercizio della specifica attività specialistica per almeno 3 anni negli ultimi 10 o per un periodo proporzionalmente minore nel caso in cui il titolo sia stato conseguito da un periodo di tempo inferiore a 10 anni antecedente la richiesta

Note ed avvertenze generali
(5)In Italia l’autenticazione delle copie dei titoli può essere effettuata presso i notai e i Comuni.
Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento è stato rilasciato, ovvero da un traduttore ufficiale.

Allegato 4
PROFESSIONI SANITARIE REGOLAMENTATE

MEDICO CHIRURGO
ODONTOIATRA
FARMACISTA
MEDICO VETERINARIO
ASSISTENTE SANITARIO
DIETISTA
EDUCATORE PROFESSIONALE
FISIOTERAPISTA
IGIENISTA DENTALE
INFERMIERE
INFERMIERE PEDIATRICO
LOGOPEDISTA
MANISCALCO
MASSAGGIATORE E CAPO BAGNINO DEGLI STABILIMENTI IDROTERAPICI
ODONTOTECNICO
OPERATORE SOCIO-SANITARIO
ORTOTTISTA – ASSISTENTE DI OFTALMOLOGIA
OSTETRICA/O
OTTICO
PODOLOGO
PUERICULTRICE
TECNICO AUDIOMETRISTA
TECNICO AUDIOPROTESISTA
TECNICO DELLA FISIOPATOLOGIA CARDIOCIRC. E PERF. CARDIOVASCOLARE
TECNICO DELLA PREVENZIONE NELL’AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO
TECNICO DI NEUROFISIOPATOLOGIA
TECNICO EDUCAZIONE E RIABILITAZIONE PSICHIATRICA E PSICOSOCIALE
TECNICO ORTOPEDICO
TECNICO SANITARIO DI LABORATORIO BIOMEDICO
TECNICO SANITARIO DI RADIOLOGIA MEDICA
TERAPISTA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA’ DELL’ETA’ EVOLUTIVA
TERAPISTA OCCUPAZIONALE