Category Archives: MIGRANTI

COMUNICATO STAMPA
Apprendistato e discriminazione per i migranti nel CCNL separato del Terziario
L’UNAR ACCOGLIE LA SEGNALAZIONE DELLA FILCAMS E CONVOCA LE PARTI

Insieme alla CGIL, la Filcams aveva denunciato il carattere discriminatorio della norma contenuta nel contratto separato del Commercio, dove si è introdotta la possibilità di prolungare di un anno il contratto di apprendistato per i lavoratori non cittadini della UE.

Alla circostanziata segnalazione all’UNAR, l’Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si era aggiunta anche la segnalazione dell’ASGI (associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione).

La durata dell’apprendistato, di 12 mesi superiore rispetto a quanto previsto per i lavoratori italiani, era dalla Filcams considerata lesiva del principio di parità di trattamento: la formulazione dell’articolo del contratto infatti avrebbe consentito l’applicazione generalizzata a tutti i lavoratori extra UE dell’allungamento del periodo di apprendistato, senza alcuna correlazione con la condizione individuale e senza verifiche preventive circa l’effettiva necessità di conoscenza della lingua in relazione alle mansioni svolte e al contesto lavorativo.

Le segnalazioni giunte all’UNAR hanno infine dato modo a quest’ultimo di convocare un incontro fra le Parti Sociali, per un chiarimento.
L’incontro, svoltosi venerdì 28 ottobre 2011, ha visto la partecipazione di Confcommercio, Fisascat e Uiltucs, quali firmatari della norma sotto osservazione, e la Filcams, presente per argomentare le motivazioni che l’hanno indotta a segnalare un trattamento discriminatorio.

L’incontro è stato utile, anche alla luce delle modifiche nel frattempo sopraggiunte all’istituto contrattuale dell’apprendistato, dopo l’approvazione del Testo Unico in materia.

L’UNAR ha sollecitato le parti firmatarie ad adeguare i testi contrattuali a quanto previsto dalla nuova legge (che limita in ogni caso l’apprendistato a 3 anni) e a prestare particolare attenzione agli aspetti critici che una norma di questo tipo può avere, introducendo diversità di trattamento senza le opportune verifiche preventive e senza meccanismi di controllo efficaci.

La Filcams ribadisce la propria convinzione: è necessario dare risposte contrattuali alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, intercettando le specificità del lavoro migrante, ma non è percorribile una via politica e negoziale che non salvaguardi innanzitutto i valori della pari dignità.

Roma, 18 luglio 2011

È senza dubbio vero che la Filcams ha ancora un grande percorso davanti a sé per realizzare quegli obiettivi che al Congresso, e oltre, ci hanno guidato nell’iniziativa politica, nella contrattazione e nelle attività volte alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Uno di questi obiettivi è l’inclusione e l’estensione dei diritti a chi vive quotidiane e intollerabili forme di discriminazione.

La Consulta dei Migranti Filcams ha avviato un lavoro di costruzione politica, orientato all’interculturalità e all’interazione, e una conseguente elaborazione contrattuale, che possa fornire risposte concrete a chi lavora nei nostri settori e affronta le difficoltà supplementari dell’essere migrante.

Per questo, i risultati ottenuti nella contrattazione hanno il duplice valore di fornire risposte e costruire cultura.

Il recente rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale IKEA offre a questo proposito un elemento interessante e di indubbio valore acquisitivo.

E’ stato infatti inserito un articolo specifico che agevola le lavoratrici e i lavoratori migranti, costretti dai meccanismi legislativi del nostro paese a obblighi burocratici estenuanti e spesso esasperanti.

Di seguito riportiamo l’articolo inserito nel CIA:

Agevolazioni per Lavoratori/trici stranieri

I lavoratori/trici stranieri, per l’espletamento di pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno e per il ricongiungimento familiare avranno diritto ad 1 giorno di permesso retribuito. La fruizione avverrà previo tempestivo preavviso (quello possibile rispetto ai tempi di convocazione delle competenti autorità) e dovrà essere supportata da idonea documentazione che ne attesti il diritto.

Riteniamo che la conquista di pari opportunità passi anche dal riconoscimento delle differenti esigenze e ci auguriamo di poter presto disporre di altri esempi di questo tipo, per arricchire l’esperienza interculturale della Filcams di elementi concreti di contrattazione.

p. la Filcams Nazionale

Giuliana Mesina Cristian Sesena

Dipartimento Politiche Resp. Progetti di

per i Migranti Conciliazione tempi di vita e di lavoro nel Terziario

6 maggio Sciopero Generale

La CGIL ha proclamato lo sciopero generale per il giorno
6 maggio 2011 per rilanciare l’esigenza di una diversa politica
economica, contro la crisi e il declino del nostro Paese che rischia di
essere irreversibile.
Il governo Berlusconi, infatti, incapace di rispondere alle esigenze
del Paese, lo ha impoverito economicamente e con i suoi provvedimenti
sulla scuola e la cultura lo ha mortificato anche socialmente.

    Scarica le sue responsabilità nel combattere la disoccupazione e
      contrastare il precariato usando la presenza degli immigrati come capri
      espiatori, per spargere la paura del diverso, e con i suoi provvedimenti
      xenofobi e razzisti umilia la dignità delle persone e la civiltà dell’Italia.

    La totale irresponsabilità nel gestire il flusso d’immigrati provenienti

      da nord Africa è la prova innegabile del suo fallimento sulle politiche per
      l’immigrazione.

La CGIL propone una piattaforma dettagliata per uscire da questa crisi, mettendo
al centro il lavoro e lo sviluppo, la riconquista di un modello contrattuale unitario
basato sulle regole della democrazia e della rappresentanza nel mondo del lavoro, un
fisco più equo, indicando un insieme di misure per traghettare il Paese in un futuro di
crescita e di fiducia per i giovani italiani e immigrati.
Questa piattaforma, che risponde ai problemi dell’oggi per costruire un progetto di
futuro, interviene anche sulla condizione dei lavoratori immigrati e in particolare rivendica:

    • un provvedimento di regolarizzazione degli immigrati già presenti in Italia,
      per combattere il lavoro nero e sommerso, considerando l’immigrazione come una
      risorsa per lo sviluppo;
    • la riforma della cittadinanza, ribadendo – oltre una gestione positiva e più efficace
      dei flussi d’ingresso e dei ricongiungimenti familiari – la necessità di definire i percorsi
      di stabilizzazione e integrazione attraverso una vera e propria riforma della cittadinanza,
      soprattutto per i nati in Italia, per superare le discriminazioni, a partire dal diritto di
      voto amministrativo;
    • la sospensione degli effetti della Bossi-Fini in caso di perdita di lavoro per crisi aziendali, perché non è accettabile che i lavoratori immigrati (più di 2.300.000), che da anni lavorano in Italia (producendo circa il 10% del prodotto interno lordo), che mandano i loro figli a scuola per costruire il loro futuro in questo Paese, perdendo il lavoro, perdano anche il permesso di soggiorno, diventando irregolari e ricattabili da chiunque, ed a rischio di espulsione.


La CGIL mette in risalto oggi più che mai la sua natura plurietnica, ribadendo che la difesa del diritto non conosce barriere etniche perché Diritti disuguali = Meno diritti per tutti.

Noi lavoratrici e lavoratori immigrati, sciopereremo in massa e scenderemo in piazza consapevoli del fatto che la difesa dei nostri diritti d’immigrati è possibile solo se rivendichiamo e difendiamo i diritti comuni a tutti.


ماي أيار اضراب عام6
        تعلن شي جي آل CGIL اضرابا عاما ليوم 6 ماي أيار2011 للتّشديد عن ضرورة سياسة اقتصادية جديدة ضدّ الأزمة التي تمرّ بها البلاد والتي توشك أن تكون دون عودة.
        حكومة برلوسكوني ، الغير قادرة على التّجاوب مع تطلّبات البلاد، لم تزده اقتصاديا الا فقرا ، وأذلّته بتدابيرها بشأن المدرسة والثقافة.
      • تتملّص من مسؤولياتها في مقاومة البلاطة و في تقليص العمل المؤقّت وتلقي بها على المهاجرين الذين تعتبرهم كبش الفداء، ناشرة بذلك الخوف من المختلف عنّا. إن وإجراءاتها العنصريّة المعاديّة للأجانب هي دوس لكرامة الانسان ولحضارة ايطاليا.
      • إن تهوّرها الكامل في معاملتها مع الهجرة المتدفّقة من شمال افريقيا وانعدام رشدها في إدارة قدومها لدليل قاطع على فشلها في سياساتها بشأن الهجرة.

        شي جي آل CGIL تقترح برنامجا مفصّلا للخروج من الأزمة، يتمحور في الشّغل والتّنميّة واستعادة نموذج تعاقدي وحدوي يرتكز على قواعد الديمقراطية والتّمثيل في عالم الشغل وعلى نظام جبائي عادل، وتعرض حزمة من الاجراءات للعبور بالبلاد نحو النموّ والثقة في الشباب الايطالي والشباب المهاجر.
        هذه الاقتراحات تردّ على المشاكل التي تواجهنا اليوم وتسعى لبناء مشروع للمستقبل وتتناول ايضا ظروف العمّال المهاجرين وبالخصوص فهي تطالب بـ :

      • قرار تسويّة وضع المهاجرين الموجودين حاليا في ايطاليا وذلك لمقاومة العمل الأسود والخفيّ لأنها تعتبر الهجرة مورد نموّ.
      • اصلاح الجنسيّة التي تعيد بصددها ما قالته مرارا وتكرار، فعلاوة على ادارة ايجابية واكثر نجاعة لتدفّق الهجرة والانضمام العائلي، فهي تنادي بضرورة تحديد مسارات استقرار واندماج من خلال اصلاح حقيقي وفعلي للجنسيّة وخاصة بالنسبة للمولودين في اطاليا، لتخطّي الفروقات العنصريّة ، ابتدءا من حقّ التّصويت الاداري.
      • تعليق مفعول القانون بوسّي- فيني خاصة عند فقدان الشغل بسبب أزمة في المؤسسة ربّة العمل لأنه ليس من المقبول بتاتا ان يفقد المهاجرون (اكثر من 2.300.000) الذين يعملون في ايطاليا منذ سنوات عديدة (ينتجون 10% تقريبا من الدخل القومي الخام) ويرسلون ابناءهم الى المدرسة لبناء مستقبلهم بهذا البلد، أن يفقدوا ايضا رخصة الاقامة بمجرّد فقدان الشغل حيث يصبحون مقيمين غير شرعيين وبإمكان الجميع مساومتهم، وعرضة للطّرد.

شي جي آل CGIL تبرز اليوم أكثر من كل يوم طبيعتها المتعدّدة الطّوائف معيدة القول بأن الدّفاع عن الحقّ لايعرف حدودا ولا يعرف أية عرقلة لأن حقوق غير متساوية = أقلّ حقوق للجميع.
نحن العاملون المهاجرون والعاملات المهاجرات نضرب جميعا ونعتصم بالميدان واعون كلّنا ان الدّفاع عن حقوقنا كمهاجرين لايصبح ممكنا الا عندما نطالب بالحقوق المشروعة للجميع وندافع عنها

6 mai Grève Générale

La CGIL a proclamé pour le 6 mai 2011 une grève générale
pour relancer l’exigence d’une politique économique différente, contre
la crise et le déclin de notre pays qui risque d’être irréversible.
Le gouvernement Berlusconi, en effet, incapable de répondre
aux besoins du pays, l’a appauvri sur le plan économique et l’a mortifié
aussi sur le plan social avec ses mesures sur l’enseignement et la culture.

    Il décharge ses responsabilités dans la lutte contre le chômage et le
      précariat en utilisant la présence des immigrés comme boucs émissaires,
      pour répandre la peur du différent, et humilie la dignité des personnes et
      la civilité de l’Italie avec des dispositions xénophobes et racistes.
    L’irresponsabilité totale dans la gestion du flux d’immigrés en provenance
      d’Afrique du Nord est la preuve indéniable de son échec sur les
      politiques pour l’immigration.

La CGIL propose une plateforme détaillée pour sortir de cette crise, en mettant
au centre le travail et le développement, la reconquête d’un modèle contractuel unitaire
basé sur les règles de la démocratie et de la représentation dans le monde du travail,
une fiscalité plus équitable, en indiquant un ensemble de mesures pour engager le
pays dans un avenir de croissance et de confiance pour les jeunes italiens et immigrés.
Cette plateforme, qui répond aux problèmes d’aujourd’hui pour construire un projet
d’avenir, intervient aussi sur la condition des travailleurs immigrés et revendique notamment:

    • une mesure de régularisation des immigrés déjà présents en Italie, pour
      combattre le travail au noir et non déclaré, en considérant l’immigration comme
      une ressource pour le développement;
    • la réforme de la citoyenneté, en affirmant – en plus d’une gestion positive et plus
      efficace des flux d’entrée et des regroupements familiaux – la nécessité de défendre
      les parcours de stabilisation et d’intégration à travers une véritable réforme de la citoyenneté, surtout pour ceux qui sont nés en Italie, pour surmonter les discriminations, à partir du droit de vote administratif;
    • la suspension de la Loi Bossi-Fini en cas de perte d’emploi pour crise d’entreprise, parce qu’il n’est pas acceptable que les travailleurs immigrés (plus de 2.300.000), qui travaillent depuis des années en Italie (en produisant environ 10% du produit intérieur brut), qui envoient leurs enfants à l’école pour construire leur avenir dans ce pays, en perdant leur emploi, perdent aussi leur permis de séjour, en devenant des irréguliers à risque d’expulsion et de chantage de la part de quiconque.

La CGIL met aujourd’hui plus que jamais en avant sa nature pluriethnique, en réaffirmant que la défense du droit ne connaît pas de barrières ethniques parce que Droits inégaux = Moins de droits pour tous.

Nous travailleuses et travailleurs immigrés, nous ferons grève en masse et nous descendrons dans la rue conscients du fait que la défense de nos droits d’immigrés n’est possible que si nous revendiquons et défendons les droits communs à tous.


6 May General Strike

The CGIL has proclaimed a general strike for 6 May 2011.
The aim of the strike is once again to call for a change in economic
policy. This is the only way to solve the current crisis and stop our
country’s decline. The government seems hell-bent on making this decline
irreversible.

Berlusconi and his cohorts are incapable of responding to the
country’s needs. This government has impoverished Italy economically.
Its policies on education and culture have brought shame on our society.

    Berlusconi’s government wriggles out of its responsibilities to combat
      unemployment and to oppose the employers’ preference for short-term
      contracts and casual labour. It uses immigrants as scapegoats, feeding a
      fear of difference. With its xenophobic and racist measures it offends
      people’s dignity and Italy’s reputation as a civil society.

    Berlusconi’s government has been grossly negligent in managing the flow

      of immigrants from North Africa. This is proof of the total failure of its
      immigration policies.

The CGIL proposes a detailed set of policies to get Italy out of this crisis.
Its programme covers employment and development, the return of a standard employment
contract based on the rules of democracy and worker representation, and a fairer tax
system. It contains measures to set the country on a path of growth, and to give confidence to
young Italians and immigrants.
The programme of reforms tackles today’s problems in order to build a better future.
It also addresses the condition of immigrant workers, and in particular it demands:

    • a law to regularise the status of immigrants already in Italy – in order to combat the illegal and degrading activities forced upon them. Immigration must be seen as a resource for development!
    • a reform of citizenship – we demand not only a positive and more effective management of the flow of immigrants, but also programmes to help them settle and integrate, through a reform of citizenship. This is especially needed for children born in Italy, in order to overcome discrimination. As a start, immigrants should have the right to vote in local government elections;
    • suspension of the effects of the Bossi-Fini law when people lose their jobs because a business shuts down – it is completely unacceptable that immigrant workers (more than 2,300,000), who have been working in Italy for years (producing about 10% of GDP), who send their children to school to build their future in this country, should lose their residence permits when they lose their jobs, becoming illegal immigrants who can be threatened and blackmailed by anyone, always risking expulsion.


The CGIL proclaims today more than ever that it is a multi-ethnic trade union confederation. It stands up for immigrants because the defence of human rights does not recognise ethnic barriers, and because Unequal rights = Reduced rights for everyone.
We, men and women immigrant workers, will strike en masse, and demonstrate in the streets and piazzas, aware that the defence of our rights as immigrants is possible only if we stand up for the rights of everyone.


6 de mayo Huelga General

La CGIL ha proclamado la huelga general para el día
6 de mayo de 2011 para poner de manifiesto la exigencia de una
política económica diferente, contra la crisis y la decadencia de nuestro
país, que corre el riesgo de hacerse irreversible.
El gobierno de Berlusconi, en efecto, incapaz de responder a las
exigencias del país, lo ha empobrecido económicamente y con las medidas
que adoptó en el campo de la educación y la cultura, lo ha mortificado también
socialmente.

    Descarga sus responsabilidades en la lucha contra la desocupación y el
      combate contra el precariado, aprovechando la presencia de inmigrantes
      como chivos expiatorios, para fomentar el miedo de lo diferente, y con los
      sus medidas xenófobas y racistas humilla la dignidad de las personas y la
      civilización italiana.

    La total irresponsabilidad en la gestión del flujo de inmigrantes procedentes

      del norte de África es la prueba innegable de su fracaso en tema de políticas de
      inmigración.

La CGIL propone una plataforma detallada para salir de esta crisis, poniendo en
el centro el trabajo y el desarrollo, la reconquista de un modelo contractual unitario basado
en las reglas de la democracia y de la representación en el mundo del trabajo, un
fisco más equitativo, indicando un conjunto de medidas para encaminar al país hacia un
futuro de crecimiento y de confianza para los jóvenes italianos e inmigrantes.
Esta plataforma, que responde a los problemas de hoy para construir un proyecto
de futuro, interviene también en el tema de la condición de los trabajadores inmigrantes y, en particular, reivindica:

    • Una disposición para la regularización de los inmigrantes ya presentes en Italia,
      para combatir el trabajo en negro y sumergido, considerando la inmigración como
      un recurso para el desarrollo;
    • la reforma de la ciudadanía, reiterando – además de una gestión positiva y más eficaz
      de los flujos de entrada y de las reunificaciones familiares – la necesidad de definir
      los recorridos de estabilización e integración a través de una verdadera reforma de
      la ciudadanía, sobre todo para los nacidos en Italia, a fin de superar las discriminaciones,
      a partir del derecho al voto administrativo;
    • la suspensión de los efectos de la ley Bossi-Fini en caso de pérdida del trabajo debido a las crisis de las empresas, porque no es aceptable que los trabajadores inmigrantes (más de 2.300.000), que desde hace años trabajan en Italia (produciendo alrededor del 10% del producto interno bruto), que mandan a sus hijos a la escuela para construir su futuro en este país, al perder el trabajo, pierdan también el permiso de estancia, convirtiéndose en irregulares y sujetos al chantaje de cualquiera, y a riesgo de expulsión.

La CGIL poner en relieve, hoy más que nunca, su naturaleza multiétnica, reiterando que la defensa del derecho no conoce barreras étnicas porque Derechos desiguales = Menos derechos para todos.

Nosotros, trabajadoras y trabajadores inmigrantes, haremos una huelga en masa y saldremos a la calle, conscientes del hecho de que la defensa de nuestros derechos de inmigrantes es posible sólo si reivindicamos y defendemos los derechos comunes a todos.


VERA LAMONICA
Mobilitazione migranti

Il Comitato 1° marzo, ha rilanciato questo evento anche per il 2011 come una giornata dedicata ai migranti, di mobilitazione ed iniziative diffuse per rivendicare i loro diritti.

La discussione svoltasi l’anno scorso sullo sciopero, il suo significato, la sua impostazione, il ruolo e la funzione del sindacato, è stata molto utile, infatti quest’anno si vuole evitare una polemica sterile e una contrapposizione sullo sciopero. L’impostazione della giornata sarà di iniziative le più diverse sui territori e qualora ci fossero le condizioni in singoli territori o in categorie non si esclude la possibilità di fermate dal lavoro.

La CGIL, quindi ritiene che la giornata del 1° marzo possa essere una giornata di mobilitazione sulle condizioni di vita e di lavoro dei Migranti nel contesto delle mobilitazioni di questa stagione e nella consapevolezza che non si possono isolare le battaglie per i diritti, ma che esse riguardano l’insieme del mondo del lavoro e dei cittadini.La CGIL, quindi ritiene che la giornata del 1° marzo possa essere una giornata di mobilitazione sulle condizioni di vita e di lavoro dei Migranti nel contesto delle mobilitazioni di questa stagione e nella consapevolezza che non si possono isolare le battaglie per i diritti, ma che esse riguardano l’insieme del mondo del lavoro e dei cittadini.

I lavoratori migranti che lottano per il permesso di soggiorno, per essere regolarizzati, per avere riconosciuto il diritto d’asilo, come nel caso di questa ondata di sbarchi dalla Tunisia, lottano per l’eguaglianza ed i diritti universali di tutte le persone, così come i meccanici, i lavoratori pubblici, i lavoratori precari e gli studenti.

Quindi è necessario che fra queste lotte ci sia, non soltanto spirito solidale, ma un intreccio di contenuti, a partire dagli obiettivi posti a base delle Marce per il lavoro.

Questo convincimento ci deriva anche dal significato più profondo della lotta della gru di Brescia, della torre a Milano e degli stessi fatti di Rosarno di un anno fa.

Per quanto riguarda i Migranti i temi sollevati dalla CGIL sono:

· la durata del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro in questa crisi;

· la regolarizzazione dei lavoratori sommersi e super sfruttati, nonché nuove norme di contrasto al caporalato;

· la modifica del meccanismo aberrante del decreto flussi;

· il ripensamento del reato di clandestinità (così come in parte suggerisce la stessa Corte Costituzionale);

· la riforma della cittadinanza a partire dagli oltre mezzo milione di bambini nati qui da famiglie straniere;

· il diritto di voto amministrativo.

Sono temi tutti sul tappeto, riguardano diritti, ma anche buon governo del mercato del lavoro, lotta all’economia sommersa e all’evasione e in generale la qualità della nostra convivenza democratica.

Quindi sono temi di una mobilitazione diffusa, per la quale chiediamo alle strutture un impegno significativo su tutto il territorio.

Roma , 16 febbraio 2011

Vi inviamo in allegato, la comunicazione della Segretaria Confederale Vera Lamonica, in merito alla Giornata di Mobilitazione dei Migranti prevista per il 1 Marzo, durante la quale saranno previste molteplici iniziative a cura del Comitato Promotore.

Nell’invitarvi a darne la massima diffusione, vi chiediamo anche, dove possibile, di prevedere momenti di discussione, con la convocazione di assemblee o attivi dedicati, dove la nostra attenzione ai temi del lavoro migrante, dei diritti di cittadinanza e della solidarietà possa trovare momenti di elaborazione e valorizzazione.

La sfida della Consulta dei Migranti della Filcams CGIL, orientata alla condivisione di una reale inter-azione e inter-culturalità, è patrimonio dell’intera Categoria, che ci auguriamo saprà dimostrare la giusta attenzione.

In questo, la Filcams Nazionale si mette a disposizione a partecipare alle eventuali iniziative, nelle forme e nei modi che individueremo insieme.

p. Filcams CGIL Nazionale

Dipartimento Politiche per i Migranti

Giuliana Mesina

DIPARTIMENTO POLITICHE PER I MIGRANTI

Roma, 18 gennaio 2011

Il Governo, dopo una iniziale decisione di blocco dei flussi migratori in entrata nel nostro paese, a sorpresa, nell’ultimo scorcio del 2010, ha deciso di emanare un nuovo decreto flussi, che prevede 98.080 ingressi.

Facciamo notare che non sono state rispettate le procedure di legge che prevedono la consultazione preventiva delle parti sociali e delle Regioni.

La stessa CGIL ha appreso solo dopo molto giorni del decreto, firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 30 novembre 2010

Ovviamente, il nostro giudizio su questo tipo di regolamentazione dei flussi è noto.

Gli esiti del decreto del 2007, del 2008 e della sanatoria colf e badanti del 2009 sono stati pressoché disastrosi, alimentando irregolarità , grande confusione e situazioni drammatiche come quella dei migranti di Brescia che sono rimasti molto giorni su una gru per dare voce alla loro protesta dopo aver subito truffe di ogni tipo.

Il 31 gennaio è in programma il primo dei tre click day previsti, per la micidiale e macchinosa lotteria che ha in palio 98.080 assunzioni, così suddivise :52.080 posti per lavoratori provenienti da paesi che hanno firmato con l’Italia accordi di cooperazione in materia di immigrazione e senza alcuna restrizione sul tipo di attività lavorativa da svolgere; 30.000 posti destinati all’assunzione di colf e badanti non provenienti dai paesi del primo gruppo; 16.000 per richieste di conversione e per ingressi particolari.

Con questi numeri, ampiamente al di sotto delle esigenze economiche del nostro sistema produttivo, e con la totale assenza di una vera e propria politica sulle migrazioni, in grado di invertire le tendenze in atto e di favorire l’emersione, il rischio è quello di peggiorare una situazione già di per sé molto difficile, fino a renderla esplosiva.

In attesa di attivare la newsletter AREA MIGRANTI, per accogliere anche i vostri commenti, vi alleghiamo la circolare del 30 novembre 2010, e vi segnaliamo la pagina dedicata ai flussi 2011 del portale Immigrazione.biz, contenente molte informazioni utili.

http://www.immigrazione.biz/indice-decreto-flussi.php

p. la Filcams CGIL

Giuliana Mesina

Decreto flussi 2010:


·

Roma, 30 gennaio 2007

Oggetto: Quote di ingresso – Lavoratori stagionali comunitari ed Extracomunitari

Vi comunichiamo che il giorno 22/01/07 presso il Ministero degli Interni e il 23/01/07 presso il Ministero del Lavoro, si è svolta la riunione periodica sulle quote di ingresso dei lavoratori stagionali comunitari e di monitoraggio dei lavoratori extracomunitari; sono state prese in considerazione le novità apportate nei rilasci dei permessi.

Nello svolgimento della riunione ci è stato comunicato che ai Rumeni ed ai Bulgari entrati nella Comunità Europea, e di conseguenza con libertà di movimentazione, si sostituiscono Indiani, Pakistani ed Ucraini.

Del fabbisogno per l’ anno 2007, stabilito in 80.000 unità, sapendo che qualora vi fossero delle necessità straordinarie, queste potranno essere soddisfatte con decreti, ad Hoc, straordinari, come previsto nel decreto sulla Competitività.

Per quanto riguarda i tempi indeterminati, si è deciso, per evitare il sovrapporsi di richieste, di scorporare il decreto flussi stagionali dal maxi decreto flussi non stagionale.

Per la presentazione delle domande via telematica vi è la conferma delle vecchie password, previa richiesta e possibilità di nuovi accessi.

Presso gli sportelli unici saranno utilizzati lavoratori interinali per la lavorazione delle pratiche del decreto flussi.

Sarebbe cosa utile monitorare sui territori il fenomeno, ed avere dati precisi, ivi compreso il fenomeno di lavoro nero, che abbiamo avuto modo di denunciare.

Alleghiamo documento rilasciato dal Ministero e con l’occasione porgiamo distinti saluti.

Quote di ingresso

Link Correlati
     Nota Esplicativa

Roma, 28 aprile 2003

Oggetto: Sanatoria Legge Bossi-Fini
Subentro nuovo datore di lavoro

Vi inviamo copia delle circolari del Ministero del Lavoro e dell’Interno ministeriali , con le quali si precisano le norme da seguire in caso di cessazione del rapporto di lavoro avvenuta prima della regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari e quindi di subentro di un nuovo datore di lavoro, da applicarsi anche in caso di lavoro domestico.

Vi alleghiamo inoltre comunicato stampa del Segretario Confederale Giuseppe Casadio.

Cordiali saluti.

All. 3


Ministero lavoro e politiche sociali – Dipartimento per le politiche sociali e previdenziali Direzione generale per l’immigrazione circolare prot. 911/SDGIMM/03 dell’8.4.2003 n. 3

oggetto: precisazioni concernenti la circolare del Ministero dell’interno n. 2 del 3.4.2003. Emersione lavoro extracomunitari. Cessazione dell’originario rapporto di lavoro prima della conclusione della procedura di regolarizzazione. Instaurazione nuovo rapporto di lavoro.

La circolare in oggetto, definita d’intesa tra questa Amministrazione e il Ministero dell’interno, ha lo scopo di evitare che si instaurino di fatto rapporti di lavoro irregolari, secondo procedure non previste dalla normativa vigente in materia di immigrazione. Ciò con particolare riguardo

alla situazione di quei cittadini extracomunitari, in attesa di regolarizzazione, per i quali si è interrotto nel frattempo il rapporto di lavoro originario prima della conclusione della procedura di regolarizzazione e che hanno l’opportunità di instaurare un nuovo rapporto

di lavoro con un diverso datore di lavoro.

In tal senso si precisa quanto segue. Il datore di lavoro che intende assumere il cittadino extracomunitario di cui sopra deve darne comunicazione scritta alla Prefettura secondo le modalità indicate nella circolare in oggetto e rimanere in attesa della convocazione da parte della

Prefettura medesima; attesa che secondo la circolare stessa è ridotta in tempi molto ristretti, giacché è previsto un esame prioritario mediante una postazione di lavoro dedicata. Nelle more della conclusione della procedura di regolarizzazione, il rapporto di lavoro non potrà pertanto avere corso, potendosi instaurare soltanto all’atto della stipula del contratto di soggiorno per lavoro.

Il direttore generale: Giuseppe Maurizio Silveri


Ministero dell’ I nterno

Dipartirnento per le Libertà Civili e l’ Immigrazione

Direzione Centrale per le politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo

Prot. n. DCPIA 9/2.2

CIRCOLARE N.2

Roma, lì 03.04.2003

AI SIGG. PREFETTI

LORO SEDI

AL SIG. COMMISSARIO DEL GOVERNO

PER LA PROVINCIA AUTONOMA

DI TRENTO

AL SIG. COMMISSARIO DEL GOVERNO

PER LA PROVINCIA AUTONOMA

DI BOLZANO

AL SIG. PRESIDENTE DELLA GIUNTA

REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA

AOSTA

, ~

e.p.c. AL MINISTERO DEL LAVORO.E

DELLE POLITICHE SOCIALI

ROMA

AL GABINETTO DEL SIG. MINISTRO

SEDE

AL DIPARTIMENTO DELLA P.S

SEDE

‘"

OGGETTO: Emersione lavoro irregolare di extracomunitari. Cessazione dell’originario rapporto di lavoro prima della conclusione della procedura. dì regolarizzazione. Instaurazione nuovo rapporto di lavoro.

I

Come già noto alle SS.LL risulta che molti extracomunitari in attesa di regolarizzazione, per i quali si è interrotto i1 rapporto di lavoro originario .prima della conc lusione della procedura di regolarizzazione, hanno l’opportunità di instaurare nuovi rapporti lavorativi con un diverso datore di lavoro, disponibile ad assumere i suddetti stranieri sopperendo in tal modo allo stato di disoccupazione creatosi.

Allo scopo, quindi dì evitare che si instaurino di fatto rapporti di lavoro irregolari, secondo procedure non previste dalla normativa vigente, nonchè per venire incontro alle obiettive esigenze dei lavoratori stranieri licenziati o comunque rimasti senza lavoro – spesso facili preda della criminalità- d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è ritenuto di stabilire specifiche modalità procedurali da applicare alla fattispecie in esame, onde agevolare i relativi adempimenti.

A tal fine, le SS.L.L. predisporranno .- nell’ambito dello sportello polifunzionale- una apposita postazione dedicata, presso la quale trattare le pratiche in parola secondo la seguente procedura:


LAVORO: CASADIO (CGIL), MARONI SABOTA NORME SU IMMIGRATI

(ANSA) – ROMA, 10 APR – Il ministero del Lavoro ”insiste nel sabotaggio” delle procedure di regolarizzazione degli immigrati. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Casadio, commentando la circolare del dicastero che interpreta quella emanata il 3 aprile scorso dal ministero degli Interni, d’intesa con lo stesso ministero dela Lavoro.

Nel provvedimento degli Interni, ricorda Casadio, viene dichiarato ”possibile il subentro del nuovo datore di lavoro nella pratica di regolarizzazione, purche’ i costi contributivi siano in regola”. Ma il ministero del Welfare, intervenendo con un’apposita nuova circolare l’8 aprile, ne fornisce

”un’interpretazione restrittiva, su un punto delicatissimo: infatti, la nuova circolare sostiene che il rapporto di lavoro con il nuovo datore di lavoro ‘potra’ avere corso soltanto all’ atto della stipula del contratto di soggiorno per lavoro’.

Questo significa – spiega Casadio – che, dal momento dell’ interruzione del rapporto con il primo datore di lavoro e fino dal momento della definitiva regolarizzazione, anziche’ potersi parlare di subentro da parte di un nuovo datore di lavoro in un percorso di regolarizzazione, si apre, invece, una fase buia in cui il rapporto con il nuovo datore di lavoro non sussiste.

L’immigrato e’, percio’, a rischio di espulsione o costretto a lavoro irregolare, e lo stesso nuovo datore di lavoro e’ a rischio di multe e penali”.

Casadio ricorda poi che i sindacati hanno chiesto fin dall’ ottobre scorso un incontro sul tema a Maroni. ”E’ da piu’ di sei mesi che attendiamo un cenno di riscontro – sottolinea -

nonostante i ripetuti solleciti ed una lettera inviata, a tal fine, dagli stessi segretari generali di Cgil, Cisl e Uil”.(ANSA).

10-APR-03 13:06

Dipartimento Immigrazione

Roma, 8 novembre 2002

Ai responsabili immigrazione:
Regionali Cgil
Camere Confederali del Lavoro
Federazioni nazionali di categoria

Agli Uffici immigrazione

Ai dipartimenti ed uffici confederali

LORO SEDI

Cod.IV/3671/2002
Prot.4197/2002

Oggetto: invio circolare
pervenuta dal Ministero dell’Interno

Care compagne, cari compagni,
in data odierna ci è pervenuta per conoscenza una circolare diramata dal Dipartimento Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno a tutti i questori ed ai dirigenti di polizia di Frontiera datata 16 ottobre u.s..
Questa circolare è precedente quella che vi abbiamo inviato nei giorni scorsi ed evidentemente in seguito all’incontro da noi avuto il 30/10, il Ministero dell’Interno sta recuperando un rapporto più corretto con le organizzazioni sindacali per quanto attiene la gestione della legge di regolarizzazione del lavoro irregolare di cittadini extracomunitari.
Pertanto la inviamo per nostra opportuna conoscenza.

Cordiali saluti
p. l’Ufficio Immigrati

Piero Soldini

dpr 195.pdf

Allegati

Ufficio Politiche per l’Immigrazione

Prot. 950/2001
Cod. 3411/2

~Segreterie Regionali CGIL
~Federazioni di Categoria CGIL
~C.d.L. T. CGIL

oggetto: invio circolare n.26/2001

Care/i compagne/i,

Vi facciamo pervenire, in allegato, la circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, avente per oggetto "Modalità di utilizzo del libretto di lavoro per i cittadini stranieri extra U.E.".

Come potrete constatare, grazie anche al comune impegno in proposito, si può dire risolta finalmente la discriminazione nei confronti degli immigrati.

Cordialmente

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
Direzione generale per l’impiego
Servizio per i problemi dei lavoratori
immigrati extracomunitari e delle loro famiglie

Roma a 28 febbraio 2001

Circolare n.26/2001

OGGETTO: Modalità di utilizzo del libretto di lavoro per i cittadini stranieri extra U.E.

Sono pervenuti quesiti circa l’utilizzo del libretto di lavoro nei confronti dei lavoratori extracomunitari, sia di primo ingresso sia nel caso di scioglimento del rapporto di lavoro.

Al riguardo, in attesa della piena attuazione del Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento per il collocamento ordinario dei lavoratori, di cui al D.P.R. 7.7.2000, n.442 in G.U. del 13.2.2001, non può non richiamarsi l’attenzione di codeste Direzioni sulle modalità di utilizzo dello stesso libretto in modo da garantire la necessaria parità di trattamento tra i lavoratori extracomunitari ed i lavoratori italiani.

In particolare, le Direzioni Provinciali del Lavoro – Servizi Ispezione del Lavoro in indirizzo devono rilasciare il libretto di lavoro al lavoratore, su richiesta di questo, e sulla base della prima assunzione, anche a seguito dell’ingresso verificatosi con la autorizzazione al lavoro ai sensi dell’art.22 del T.U. n.286/98.

Lo stesso libretto di lavoro deve essere consegnato dal lavoratore al datore di lavoro che provvederà a custodirlo per tutta la durata del rapporto di lavoro e, a conclusione di quest’ultimo per qualsiasi motivo, a consegnarlo al lavoratore.

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Ministero della Sanità
Dipartimento delle professioni sanitarie delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
Ufficio III
Allegato 1
Domanda di riconoscimento di un titolo abilitante l’esercizio di una professione sanitaria acquisito o riconosciuto in un Paese dell’Unione Europea da cittadini stranieri, non comunitari.

Il/la sottoscritto/a

1.Cognome
2.Nome
3.Cittadinanza 4.Data di nascita
Luogo di nascita
5.6.
PaeseLocalità

in possesso di regolare permesso di soggiorno o Carta di soggiorno

7.Rilasciato dalla questura di
8.Data di rilascio 9.Data di fine validità
10.Indirizzo dichiarato
richiede il riconoscimento del proprio titolo professionale al fine di esercitare
11.la professione o arte sanitaria di
12.nella provincia di
A tal fine allega la seguente documentazione (barrare la voce che interessa)
a)Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
b)Copia autenticata (1) del titolo di studio specifico per l’attività richiesta
c)Copia autenticata (1) del titolo di abilitazione specifico per l’attività richiesta, qualora previsto dal Paese extracomunitario ove è stato conseguito il titolo o dal Paese dell’UE di provenienza
d)Attestazione del Paese dell’UE provenienza dal quale risulti che non esistono impedimenti di tipo professionale o penale all’esercizio della professione che si intende esercitare (2)
e)Copia dell’eventuale iscrizione all’Albo professionale del Paese UE di provenienza

Note ed avvertenze generali
(1)In Italia l’autenticazione delle copie dei titoli può essere effettuata presso i notai e i Comuni.
(2)Il documento deve essere prodotto con data non anteriore a tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda.
Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento è stato rilasciato, ovvero da un traduttore ufficiale.

Ministero della Sanità
Dipartimento delle professioni sanitarie delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
Ufficio III
Allegato 2
Domanda di riconoscimento di un titolo abilitante l’esercizio di una professione sanitaria conseguito in un Paese Terzo da cittadini stranieri, non comunitari.

Il/la sottoscritto/a

2.Cognome
3.Nome
4.Cittadinanza 5.Data di nascita
Luogo di nascita
7.8.
PaeseLocalità

in possesso di regolare permesso di soggiorno o Carta di soggiorno

13.Rilasciato dalla questura di
14.Data di rilascio 15.Data di fine validità
16.Indirizzo dichiarato
richiede il riconoscimento del proprio titolo professionale al fine di esercitare
17.la professione o arte sanitaria di
18.nella provincia di

A tal fine allega la seguente documentazione (barrare la voce che interessa)

f)Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
g)Copia autenticata (1) del titolo di studio specifico per l’attività richiesta
h)Copia autenticata (1) del titolo di abilitazione specifico per l’attività richiesta, qualora previsto dal Paese di conseguimento del titolo
i)Copia dell’eventuale iscrizione all’Albo professionale del Paese di provenienza
j)Certificazione dell’Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o in alternativa della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel predetto Paese, che attesti:
1.i requisiti d’accesso al corso specifico;
2.i programmi dettagliati degli studi previsti per il suddetto titolo con chiara illustrazione delle ore effettuate (formazione teorica e formazione pratica) e delle discipline svolte, nonché la validità della struttura presso cui il titolo è stato conseguito
k)Dichiarazione di valore da parte dell’Autorità Diplomatica o Consolare italiana del Paese di conseguimento del titolo che attesti: la validità abilitante del titolo all’esercizio della professione nel Paese in cui il titolo è stato conseguito, nonché le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento
l)Autocertificazione secondo la normativa vigente sulla non esistenza di impedimenti di tipo professionale o penale all’esercizio della professione che si intende esercitare (2)

Note ed avvertenze generali
(3)In Italia l’autenticazione delle copie dei titoli può essere effettuata presso i notai e i Comuni.
(4)Il documento deve essere prodotto con data non anteriore a tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda.
Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento è stato rilasciato, ovvero da un traduttore ufficiale.

Ministero della Sanità
Dipartimento delle professioni sanitarie delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
Ufficio III
Allegato 3
Domanda di riconoscimento di un titolo professionale complementare di titolo abilitante l’esercizio di una professione sanitaria per cittadini stranieri, non comunitari, provenienti da un Paese terzo ai fini dell’ammissione agli impieghi e allo svolgimento delle attività sanitarie nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Il/la sottoscritto/a

3.Cognome
4.Nome
5.Cittadinanza 6.Data di nascita
Luogo di nascita
9.10.
PaeseLocalità

in possesso di regolare permesso di soggiorno o Carta di soggiorno

19.Rilasciato dalla questura di
20.Data di rilascio 21.Data di fine validità
22.Indirizzo dichiarato in possesso dell’autorizzazione ad esercitare
23.la professione o arte sanitaria di
24.nella provincia di

A tal fine allega la seguente documentazione (barrare la voce che interessa)

m)Copia autenticata (1) del Permesso di soggiorno o della Carta di soggiorno
n)Copia autenticata (1) del titolo di per il quale è richiesto il riconoscimento
o)Certificazione dell’Autorità competente del Paese di conseguimento del titolo o in alternativa dell’Autorità diplomatica o consolare italiana in quel Paese, che attesti :
3.i requisiti d’accesso al corso specifico;
4.i programmi dettagliati degli studi previsti per il suddetto titolo con chiara illustrazione delle ore effettuate (formazione teorica e formazione pratica) e delle discipline svolte, nonché la validità della struttura presso cui il titolo è stato conseguito
p)Dichiarazione di valore da parte dell’Autorità Diplomatica o Consolare italiana del Paese di conseguimento del titolo, che attesti: la validità del titolo, nonché le attività professionali che il titolo consente di esercitare nel Paese di conseguimento
q)Attestazione, nel caso delle specializzazioni mediche di anestesia e rianimazione, medicina nucleare, radiodiagnostica, radioterapia, di esercizio della specifica attività specialistica per almeno 3 anni negli ultimi 10 o per un periodo proporzionalmente minore nel caso in cui il titolo sia stato conseguito da un periodo di tempo inferiore a 10 anni antecedente la richiesta

Note ed avvertenze generali
(5)In Italia l’autenticazione delle copie dei titoli può essere effettuata presso i notai e i Comuni.
Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presso il Paese in cui il documento è stato rilasciato, ovvero da un traduttore ufficiale.

Allegato 4
PROFESSIONI SANITARIE REGOLAMENTATE

MEDICO CHIRURGO
ODONTOIATRA
FARMACISTA
MEDICO VETERINARIO
ASSISTENTE SANITARIO
DIETISTA
EDUCATORE PROFESSIONALE
FISIOTERAPISTA
IGIENISTA DENTALE
INFERMIERE
INFERMIERE PEDIATRICO
LOGOPEDISTA
MANISCALCO
MASSAGGIATORE E CAPO BAGNINO DEGLI STABILIMENTI IDROTERAPICI
ODONTOTECNICO
OPERATORE SOCIO-SANITARIO
ORTOTTISTA – ASSISTENTE DI OFTALMOLOGIA
OSTETRICA/O
OTTICO
PODOLOGO
PUERICULTRICE
TECNICO AUDIOMETRISTA
TECNICO AUDIOPROTESISTA
TECNICO DELLA FISIOPATOLOGIA CARDIOCIRC. E PERF. CARDIOVASCOLARE
TECNICO DELLA PREVENZIONE NELL’AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO
TECNICO DI NEUROFISIOPATOLOGIA
TECNICO EDUCAZIONE E RIABILITAZIONE PSICHIATRICA E PSICOSOCIALE
TECNICO ORTOPEDICO
TECNICO SANITARIO DI LABORATORIO BIOMEDICO
TECNICO SANITARIO DI RADIOLOGIA MEDICA
TERAPISTA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA’ DELL’ETA’ EVOLUTIVA
TERAPISTA OCCUPAZIONALE

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
Direzione Generale per l’Impiego
Servizio per i problemi dei lavoratori immigrati
extracomunitari e delle loro famiglie

Roma, 6 settembre 1999
Prot. 2791

A:- CONFINDUSTRIA

Oggetto: Impiego dei lavoratori tunisini.

Come è noto a seguito delle intese intercorse in occasione della grande Commissione mista Italo-Tunisina del 5 agosto dello scorso anno, sono state previste, con il D.P.C.M. del 16/10/98, quote di ingresso in via preferenziale in favore dei lavoratori tunisini per l’anno 1998.

Per l’anno 1999, in attesa della definizione dei flussi di ingresso ex art. 3 del D.Lvo 286/98, è stata concessa da parte del Ministero del Lavoro una anticipazione degli ingressi dei lavoratori extracomunitari per lavoro stagionale con circolare n. 23/99, con riserva tra l’altro di una quota di 1.000 unità in favore dei lavoratori tunisini.

In merito, sulla base delle rilevazioni svolte da questo Ministero, dalle quali è risultato un esiguo utilizzo delle quote riservate per l’assunzione di manodopera tunisina, è stata ravvisata l’opportunità, nel corso della riunione del 26.7.99 tenutasi presso questo Ministero, alla presenza dei Ministeri che leggono per conoscenza, di rendere note le problematiche relative alle assunzioni di cittadini tunisini in Italia e di sensibilizzare, a livello nazionale, i datori di lavoro al fine di far emergere opportunità lavorative favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Quanto sopra nell’ambito del programma di interventi in favore dei lavoratori tunisini, ai sensi della normativa vigente sulla regolamentazione dei flussi migratori e dell’Accordo bilaterale sul lavoro stagionale in via di definizione.

A tale proposito l’Ambasciata tunisina ha predisposto una elencazione, che si allega alla presente, delle professionalità e delle esperienze maggiormente ricorrenti, segnalando anche le relative qualificazioni, allo scopo di fornire alle Associazioni datoriali interessate una sintesi delle disponibilità all’impiego in Italia di lavoratori tunisini.

Tale prospetto potrà essere utilizzato al fine di consentire ai datori di lavoro in sede locale di confrontare le esigenze delle proprie aziende con le suddette professionalità.

Inoltre questo Ministero è disponibile ad acquisire ogni utile indicazione per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro per cittadini tunisini.

Il Direttore Generale
Daniela Carlà

Ripartizione richieste d’impiego in base a professione ed esperienza
Professioni Senza esperienza
Donne
Senza esperienza
uomini
Con esperienza
donne
Con esperienza
Uomini
Totale
Albericoltori e allevatori 9 16 0 13 38
Operai agricoli 14 62 1 108 185
Pescatori e simili 0 3 0 12 15
Alberghieri e ristoratori 0 0 0 7 7
Intendenti e amministratori alberghieri 5 0 17 8 30
Cuochi e simili 8 45 14 238 305
Camerieri e maitre d’hotel 5 46 7 416 474
Muratori e operai 1 219 2 1.752 1.974
Falegnami e operai 0 38 1 37 76
Pittori edili e operai 0 11 0 102 113
Geometri, tecnici elettricisti meccanici 148 463 8 226 845
Meccanici di precisione 11 445 3 432 891
Elettricisti ed elettronici e simili 18 332 18 280 648
Operai di produzione e trattamenti metalli 1 4 0 15 20
Idraulici, saldatori, carpentieri 1 330 0 521 852
Consulenti commerciali 23 35 7 33 98
Venditori, impiegati commercio e simili 11 6 20 19 56
Autisti di mezzi speciali (strade) 131 55 26 102 314
Autisti mezzi di trasporto 4 450 5 1.616 2.075
Manovali 5.028 2.927 1.347 5.678 14.980
Minatori e simili 0 13 0 35 48
Operai fabbrica caucciu e plastica, chimici 0 4 1 11 16
Operai tessili 49 20 187 179 435
Ufficiali piloti, navigatori e meccanici (aviazione, marina) 0 8 0 29 37
Operai ceramica, vasi e simili 0 3 6 5 14
Senza professione 2.995 2.368 53 56 5.492
TOTALE 8.462 7.923 1.723 11.930 30.038