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La NASPI - nuova assicurazione sociale per l’impiego – sostituisce le prestazioni di ASpI , mini-ASpI e dal 1/1/2017 la mobilità.

Quali sono gli obiettivi?

  • Fornisce sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente il lavoro
  • Si applica agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015

 Chi sono i destinatari?

  • I lavoratori dipendenti (compresi quadri, dirigenti e i dipendenti pubblici a tempo determinato)
  • Gli apprendisti
  • I soci lavoratori (DPR n. 602/70) che hanno sottoscritto oltre al rapporto   associativo  un contratto di lavoro subordinato (art. 1 c. 3 legge n. 142/2001), per i quali a decorrere dal 1° maggio 2015 la misura dell’indennità è allineata a quella della generalità dei lavorati

Ne restano esclusi

  • I dipendenti a tempo indeterminato della P.A.
  • Operai agricoli a tempo determinato o indeterminato (resta normativa previgente)

Chi può accedere alla NASPI?

Chi ha perso il lavoro involontariamente e chi è in stato di disoccupazione (soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa )

In tal caso quali requisiti bisogna possedere?

  • 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni per i quali risulti anno per anno complessivamente erogata o dovuta (art. 2116 C.C. automaticità delle prestazioni) il minimo contributivo sett.le  di € 200,76
  • 30 giorni di lavoro effettivo  nei 12 mesi che precedono l’inizio   della disoccupazione non necessario il raggiungimento del minimale contributivo (maternità obbligatoria e congedo parentale si considerano periodi neutri con conseguente ampliamento, pari alla durata dell’evento, dei 12 mesi precedenti)

SONO UTILI ai fini della maturazione del requisito anche le settimane accreditate figurativamente per

  • Maternità obbligatoria  e congedo parentale usufruita in costanza di rapporto,
  • Lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati,
  • Astensione per malattia figli fino agli 8 anni e nel limite di 5 giorni in anno solare
  • Giornate di lavoro agricolo purchè nel quadriennio risulti prevalente il lavoro non agricolo

NON SONO UTILI (sia per la maturazione del requisito delle 13 settimane sia ai fini dei 30giorni di lavoro effettivo) i periodi di contribuzione figurativa  accreditati in caso di

  • Malattia,  infortunio  senza integrazione a carico azienda
  • Cassa integrazione ordinaria,  straordinaria o in deroga a zero ore, congedo e permessi L. 104
  • Lavoro svolto in paese estero non convenzionato con l’Italia
  • I periodi di contribuzione non utili devono essere considerati periodi neutri con conseguente ampliamento del quadriennio

Quali sono le modalità di RISOLUZIONE del rapporto di lavoro che danno diritto alla Naspi?

  • Non avere cessato per dimissioni (salvo le dimissioni per giusta causa o per maternità rassegnate entro l’anno del bambino art. 55 D.lgs 151/2001)
  • Risoluzione consensuale   se  intervenute a seguito della procedura obbligatoria ex art. 7 L.604/66,  di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Questa  procedura introdotta dalla legge Fornero  non si applica ai lavoratori assunti dal 7/3/2015  « con contratto a  tutele crescenti»
  • Risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km e/o raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi pubblici (cir. Inps 142/2015)
  • Attenzione al di fuori di questi due casi con la  risoluzione consensuale non c’è diritto alla Naspi
  • Si ha diritto alla Naspi anche in caso di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione ex art. 6 D.lgs 23/2015 (tutele crescenti) e licenziamento per motivi disciplinari interpello Ministero del lavoro nr. 13/2015

Come si CALCOLA la NASPI e che importi garantisce?

  • È calcolata sull’ imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni comprensiva degli elementi continuativi e non, e delle mensilità aggiuntive,
  • Garantisce il 75%  per retribuzione pari o inferiore (anno 2016) a € 1.195.
  • Per retribuzioni superiori incremento del 25% tra il differenziale della retribuzione e € 1195
  • Non può essere superiore a  € 1.300,00
  • Non è soggetta a prelievo contributivo 5,84%
  • Subisce una decurtazione del  3%  ogni mese  a partire dal quarto  mese di fruizione

Per quanto tempo dura la NASPI e da quando decorre?

A differenza della disoccupazione e dell’aspi non si tiene conto del requisito anagrafico del lavoratore ma esclusivamente di quante  settimane di  contribuzione  è stata versata.
La durata pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. A partire dal 1 maggio 2015 per una durata massima di 104 settimane (2 anni).
ATTENZIONE – I periodi contributivi che già hanno dato luogo ad una prestazione di disoccupazione, non sono validi ai fini  della maturazione di una ulteriore indennità

Quando fare domanda?

La domanda deve essere presentata telematicamente all’Inps entro 68 gg. dalla data di cessazione del rapporto (attraverso il Patronato Inca o presso le sedi territoriali della FILCAMS). 

L’indennità decorre dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o dal giorno successivo alla presentazione della domanda se presentata dopo l’ottavo giorno

Condizioni per conservare la prestazione  di disoccupazione

Stipula del patto di servizio personalizzato presso il centro per l’impiego per la profilazione . Il patto di servizio  deve riportare la disponibilità alla partecipazione alle  misure di politica attiva proposte dai centri per l’impiego ai soggetti in stato di disoccupazione percettori delle prestazioni, NASpI, DIS-COLL, Mobilità e ASDI

  • partecipazione alle azioni di politica attiva e percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti
  • accettazione di congrue offerte di lavoro

 

Misure sanzionatorie che i Centri per l’Impiego adottano nei confronti di percettori di sostegno al reddito (Circ. Inps 224/2016)

In caso di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni o agli appuntamenti, per la conferma dello stato di disoccupazione e per la profilazione e la stipula del patto di servizio personalizzato, o  in caso di  mancata partecipazione ad  iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro nonché per la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività, si applicano le seguenti sanzioni:

1) la decurtazione di un quarto di una mensilità, corrispondente a 8 giorni di prestazione, in caso di prima mancata presentazione;

2) la decurtazione di una mensilità, corrispondente a 30 giorni di prestazione, alla seconda mancata presentazione;

3) la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva e in caso di mancata partecipazione allo svolgimento di attività ai fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, si applicano le seguenti sanzioni:

1)   la decurtazione di una mensilità, corrispondente a 30 giorni di prestazione, alla prima mancata partecipazione;

2)   la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

La decurtazione delle  prestazioni comporta, oltre al mancato pagamento della indennità, anche il mancato accredito della contribuzione figurativa .Qualora il provvedimento sanzionatorio fosse comunicato dai Centri per l’Impiego in data successiva al termine di percezione della prestazione,  il lavoratore dovrà restituire all’Inps l’importo pagato ma non dovuto per effetto dell’applicazione della sanzione.

In caso di mancata accettazione, di un’offerta di lavoro  congrua  (lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto) si applica la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.

Se la sede di lavoro  o la sede dove si tengono i corsi di formazione e riqualificazione sono  distanti oltre 50 km. Dalla residenza del lavoratore  o sono raggiungibili in più di 80 minuti o oltre, il rifiuto non determina la decadenza dalla prestazione.

Comunicazione della misura sanzionatoria ai soggetti titolari della prestazione.

Le sanzioni  sono applicate dall’INPS a seguito della trasmissione dei provvedimenti sanzionatori adottati dai Centri per l’Impiego.  Avverso i  provvedimenti sanzionatori adottati dai Centri per l’Impiego il lavoratore può proporre ricorso all’ANPAL.

  

Quali sono i casi di sospensione dei termini per la presentazione della domanda Naspi?

La circolare 94/2015 oltre a dare indicazioni sull’applicazione della Naspi recepisce orientamenti giurisprudenziali circa la maternità e la malattia intervenuta durante la disoccupazione

  • In caso di astensione per maternità indennizzabile insorto entro i 68 gg. dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso, nel limite della durata della maternità e riprende a decorrere alla fine dell’evento per la parte residua
  • In caso di malattia comune o infortunio/malattia professionale insorto entro 60 gg. dalla cessazione del rapporto a tempo indeterminato  il termine di presentazione della domanda rimane sospeso, nel limite della durata dell’evento e riprende a decorrere alla fine della malattia o infortunio
  • Dalla data di cessazione della maternità indennizzata quando la stessa sia iniziata durante il rapporto di lavoro
  • Dalla data di cessazione della malattia o infortunio/malattia professionale se insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato
  • Definizione della vertenza sindacale o notifica della sentenza
  • Data di fine del periodo di mancato preavviso
  • Trentesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa

Incentivo all’autoimprenditorialità

Sarà riconosciuta la liquidazione anticipata della Naspi in un’unica soluzione per la prestazione residua  in caso di avvio di un’attività autonoma o impresa individuale o in caso di associazione in cooperativa.

La liquidazione in un’unica soluzione non dà diritto nè alla contribuzione figurativa nè all’assegno familiare.

La domanda per la liquidazione in un’unica soluzione, deve essere presentata all’Inps telematicamente a pena di decadenza entro 30 gg. dalla data di inizio dell’attività autonoma.

Chi viene assunto come lavoratore subordinato prima della scadenza della durata dell’indennità, deve restituire per intero l’anticipazione tranne nel caso in cui sia stato assunto dalla cooperativa  dove ha sottoscritto una quota di capitale sociale

COMPATIBILITÀ della NASPI con RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO

L’erogazione dell’indennità viene sospesa se si instaura un rapporto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.

La NASPI è compatibile con:

  • Un lavoro subordinato (anche superiore a sei mesi) che produca un reddito annuo inferiore a quello escluso da imposizioni (€ 8000 anno 2016) (l’importo della prestazione viene ridotto dell’80% del reddito previsto che il lavoratore deve comunicare all’Inps a pena di decadenza entro 30 gg. dall’instaurazione del rapporto)
  • Lavoratori Part-Time
  • Coloro che intrattengono contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, qualora uno di questi cessi per una delle cause che danno titolo alle prestazioni (licenziamento dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura ex art. 7 L. 604);

  

A condizione che:

  • Il reddito complessivo percepito (inclusi anche tutti gli altri rapporti a tempo parziale) sia inferiore a € 8000;
  • Che si comunichi all’Inps, entro 30 gg. dall’invio della domanda della prestazione, il reddito annuo previsto
  • L’importo della prestazione viene ridotta dell’80% del reddito previsto

COMPATIBILITÀ NASPI CON LAVORO AUTONOMO O IMPRESA INDIVIDUALE

La Naspi è compatibile con:

  • Un lavoro autonomo che dia luogo ad un reddito inferiore al limite utile per conservare lo stato di disoccupazione (€ 4800)
  • Entro un mese dall’inizio dell’attività, a pena di decadenza il beneficiario deve comunicare all’Inps  l’avvio dell’attività e  il reddito annuo che prevede di trarne;
  • La Naspi viene ridotta dell’80% del reddito previsto (rapportato al periodo di inizio e la data in cui cessa l’indennità);
  • La riduzione deve essere ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • Se il lavoratore non è tenuto alla dichiarazione, deve presentare all’Inps un’autodichiarazione del reddito effettivamente ricavato entro il 31 marzo dell’anno successivo;
  • In caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto alla restituzione dell’indennità usufruita  dalla data di inizio dell’attività autonoma

Lavoro accessorio (fino al  31 dicembre 2017)

  • Viene, confermata e resa strutturale (art. 48, comma 2 D.lgs 81/2015 e circ. Inps 149/2015),  la possibilità per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, di effettuare prestazioni di lavoro accessorio, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo  annuo  dall’1/1 al 31/12 di € 3000 euro netti (lordo  € 4.000 ): I voucher sono stati abrogati a fronte della richiesta della CGIL  del referendum abrogativo, ma i buoni  venduti alla data del 20 marzo 2017 possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017.

La Naspi decade in caso di

  • Perdita dello stato di disoccupazione
  • Rioccupazione con lavoro subordinato superiore a 6 mesi
  • Inizio attività autonoma senza comunicazione all’INPS
  • Pensionamento di vecchiaia o anticipato
  • Assegno ordinario di invalidità, se non si opta per l’indennità
  • Rifiuto di partecipare, senza giustificato motivo, ad una iniziativa di politica attiva (attività di formazione, tirocini ecc.) o non regolare partecipazione
  • Mancata accettazione di un’offerta di lavoro il cui livello retributivo sia superiore almeno del 20% dell’importo lordo dell’indennità

La contribuzione figurativa

  • E’ rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI (nel 2015 l’importo massimo mensile è di 1.820,00 euro)

 

 

Attenzione il voucher è stato abrogato dal 17 marzo 2017 a fronte del  referendum promosso dalla CGIL, tuttavia i voucher già acquistati dalle aziende possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017

STRUMENTO DI ULTERIORE PRECARIETÀ E IRREGOLARITÀ

Cos’è

Il voucher serve a remunerare le prestazioni di lavoro ma utilizzando questa modalità di pagamento non si costituisce un rapporto di lavoro, ma si eludono i diritti e tutele previste

dai Contratti Collettivi Nazionali di settore.

Ad esempio non si ha diritto a ferie, 13° e 14° mensilità, permessi , maggiorazioni per lavoro festivo, notturno, lo straordinario, il TFR, etc.

Lo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio, inoltre, non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell’INPS (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.), è riconosciuto solo ai fini del diritto alla pensione.

Valore del voucher
Il valore netto di un voucher da 10 € nominali, , è di 7,50 € in favore del lavoratore e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione.

Compensi, limiti e sanzioni

Limite individuale del lavoratore
I compensi complessivamente 
percepiti dal lavoratore non possono superare 7000 € netti (equivalenti a 9.333 € lordi) nel corso di un anno civile (dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno), con riferimento alla totalità dei committenti.

Limite dei committenti, professionisti e imprenditori
Le prestazioni rese nei 
confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti non possono superare 2.020 € netti (2.693 € lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite individuale di 7.000 € netti, (9.333 euro lordi). In caso di superamento del limite (2.693 € lordi) del committente la sanzione è la trasformazione del rapporto in natura subordinata e a tempo indeterminato.

Finalità della legge e reali conseguenze

Le finalità del lavoro accessorio erano  quelle di far emergere le attività occasionali svolte al di fuori della legalità: in realtà con tutte le modifiche che si sono succedute, dalla riforma Fornero*  al Jobs Act, l’effetto è esattamente il contrario, il voucher precarizza il lavoro e incentiva l’irregolarità.

*Con la legge Fornero era stata superata la condizione che il voucher era utilizzabile solo in caso di lavoro occasionale. Con il D.lgs 81/2015 è stata ampliata la possibilità di utilizzo a tutti i settori produttivi e innalzato il limiti di compenso individuale percepibile nell’arco dell’anno civile da 5000 nette a 7000 € nette.

 

Breve guida per sapere cosa fare e quali sono i diritti di un lavoratore stagionale.

Al momento dell’assunzione
Lettera di assunzione contenente:
Periodo di Prova
Durata
Orario
Mansione
Livello
Diritto di precedenza su nuove assunzioni ( come fare ad esercitarlo)

Durante il rapporto di lavoro
- Riposo giornaliero di 11 ore tra un turno  e il successivo
- Riposo settimanale di 24 ore consecutive
- Ferie, permessi/riposi, tredicesima, quattordicesima, Tfr ( proporzionati      alla durata del rapporto)
- Maggiorazioni economiche per lavoro straordinario notturno, festivo, domenicale

Al termine del rapporto di lavoro
- Se ha un rapporto a tempo determinato e/o stagionale può esercitare il diritto di precedenza per nuove assunzioni a termine e/o a tempo indeterminato presso la stessa azienda.
- Può  far richiesta di  NASPI (sussidio di disoccupazione)  se ha 13 settimane nel quadriennio (sono valide le settimane se raggiunge  minimo €200,76 di versamenti contributivi) e 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti.

Il VOUCHER
- Il voucher è stato abrogato il 17 marzo 2017 con il D.L. 25/2017, a fronte del referendum abrogativo  promosso dalla Cgil.

Tuttavia è previsto che i vuocher già acquistati dalle aziende alla data del 17 marzo possano essere spesi entro il 31 dicembre 2017. Il voucher rappresenta uno strumento di pagamento delle prestazioni di lavoro, con l’utilizzo del voucher   non si costituisce un rapporto di lavoro, è un “buono onnicomprensivo” del valore nominale di 10 euro l’ora.
- Si può guadagnare fino a 7000 euro netti l’anno (equivalenti a 9.333 € lordi), ma un unico imprenditore o professionista può impiegare un lavoratore retribuendolo con i voucher per un limite massimo annuo di 2.020 € netti (equivalenti a 2.693 € lordi)
- I voucher non danno diritto alla malattia, alla NASPI e ai diritti contrattualmente previsti come la maggiorazione delle ore  straordinarie  le  ferie, i permessi, la tredicesima, la quattordicesima il Tfr.

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Attenzione dal 2015 si riduce la durata della indennità di mobilità, mentre aumenta la durata della Naspi, ma esattamente come per la indennità di mobilità vale la data di licenziamento.

Per la indennità di mobilità per avere diritto alla durata prevista per l’anno 2016 il licenziamento deve avvenire massimo entro il 30 dicembre 2016.

Mobilità per l’anno 2016

Durata dell’indennità per anno di licenziamento

2015

- 10 mesi fino a 49 anni di età
- 12 mesi dai 50 anni ai 54 di età
- 16 mesi dai 55 anni di età (entro le settimane di contributi del biennio)

2016
- 12 mesi fino a 54 anni di età
- 18 mesi dai 55 anni di età (entro le settimane di contributi del biennio)

 

aggiornamento a Settembre 2014

Il Contratto di Solidarietà (CdS) è un ammortizzatore sociale che si utilizza al fine di evitare in tutto o in parte la riduzione di personale. Il contratto di solidarieta’ di tipo A e’ stato introdotto con la legge n. 863/84 (vedi anche D.M. n. 31445/2002).. (art 1 comma 1 L. 863/84) e riguarda le imprese che rientrano nel campo di applicazione della Cassa Integrazione Straordinaria.

Requisito dimensionale delle imprese
Lavoratori beneficiari
Durata
Procedura
I contenuti dell’accordo sindacale
Riduzione orario e principio di congruità
Principi di scelta dei lavoratori
Integrazione salariale
Adempimenti
CdS e ricorso ad altri ammortizzatori sociali
CdS e…
Incidenza del CdS su istituti contrattuali
Riduzione contributiva a carico imprese

aggiornamento a Settembre 2014

Il contratto di solidarietà (CdS) di tipo B è stato introdotto con la legge n. 236/93 (art. 5 commi 5, 7 e 8), circolare Ministero Lavoro n. 20 del 25 maggio 2004. (art. 5, commi da 5 a 8, D.L. n. 148/1993 e art. 1, comma 2, D.L. n. 4/1998; art. 19, comma 14, D.L. n. 185/2008; ML nota n. 22114/2009; art. 33, comma 23, L. n. 183/2011). L’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 19, comma 14, D.L. n. 185/2008, inizialmente prevista fino al 31 dicembre 2012, è prorogata per l’anno 2013 (art. 1, comma 405, L. n. 228/2012) e per il 2014 (art. 1, comma 183, legge n. 147/2013).
A differenza della CIGS che deve essere richiesta per una delle specifiche causali (crisi, ristrutturazione, ecc.), il contratto di solidarietà interviene in presenza di dichiarate eccedenze occupazionali, al fine di evitare in tutto o in parte la riduzione di personale.

Campo di applicazione e requisito dimensionale delle imprese
Lavoratori beneficiari
Durata
I contenuti dell’accordo sindacale
Riduzione orario e principio di congruità
Principi di scelta dei lavoratori
Integrazione salariale
Adempimenti
CdS e…
Incidenza del CdS su istituti contrattuali

aggiornamento a Settembre 2014

D.Lgs. 26 marzo 2001, n.151
Tutela della salute e della sicurezza durante la gravidanza
Congedo di maternità
Congedo di paternità
Congedo parentale
Congedo per genitori che assistono un figlio disabile
Parto gemellare
Congedo per la malattia del figlio
Riposi giornalieri (allattamento)
Trattamento normativo e previdenziale
Divieto di licenziamento
Dimissioni
Diritto al rientro
Lavoro notturno
Genitori adottivi o affidatari

A cura di Luciana Mastrocola


A quanti giorni di ferie ho diritto?
Come si calcolano
Sulle ferie è bene sapere
Per informarsi meglio

Tutti i lavoratori dipendenti che siano stati nominati scrutatore, segretario, presidente, rappresentante di lista o di gruppo presso seggi elettorali in occasione di qualsiasi tipo di consultazione (compresi i referendum e le elezioni europee) hanno diritto di assentarsi dal lavoro per il periodo corrispondente alla durata delle operazioni. I giorni di assenza sono considerati dalla legge, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa.

Ciò significa che i giorni lavorativi passati al seggio vengono retribuiti come se il lavoratore avesse normalmente lavorato.

I giorni festivi e quelli non lavorativi (ad esempio il sabato nella settimana corta) sono recuperati con una giornata di riposo compensativo o compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla retribuzione normalmente percepita.

La rinuncia al riposo deve comunque essere validamente accettata dal lavoratore.

In base ai principi in tema di riposo settimanale il riposo compensativo deve essere goduto con immediatezza, cioè subito dopo la fine delle operazioni al seggio.

In base alla sentenza della Cassazione del 19 settembre 2001 n. 11830, anche se l’attività prestata per lo svolgimento delle operazioni elettorali copre una sola parte della giornata, l’assenza è legittimata per tutto il giorno lavorativo che, quindi, deve essere retribuito interamente.

In sintesi:

-        le giornate trascorse al seggio,  coincidenti con l’orario lavorativo, danno diritto ad una assenza retribuita e al dipendente va corrisposta la normale retribuzione come se avesse lavorato;
-        per i giorni festivi, (la domenica) o non lavorativi (il sabato, in caso di settimana corta) il lavoratore ha diritto di usufruire di altrettante giornate di riposo compensativo ovvero di ulteriori quote di retribuzione in aggiunta alla retribuzione mensile;
-        operazioni di scrutinio che si protraggono oltre la mezzanotte:  nel caso in cui le operazioni elettorali si protraggano, anche solo per poche ore, dopo la mezzanotte del lunedì i lavoratori hanno diritto di assentarsi per l’intera giornata lavorativa del martedì e spetta loro l’intera retribuzione.

Esempi
Orario settimanale articolato da lunedì a venerdì
I giorni trascorsi al seggio dovranno considerarsi come segue:
Sabato: operazioni al seggio dalle 9.00 alle 22.00; il lavoratore ha diritto o a un giorno di riposo oppure ad una giornata retribuita.
Domenica: operazioni al seggio dalle 6.30 alle 22.00; il lavoratore ha diritto o a un giorno di riposo oppure ad una giornata retribuita.

Poiche’ le operazioni di scrutinio per le elezioni europee avranno inizio immediatamente dopo la chiusura del seggio la domenica sera:
- nel caso in cui le operazioni di spoglio terminino entro le ore 24.00 della domenica, i giorni di riposo compensativo spettanti saranno quindi il lunedì e il martedì;
- nel caso in cui le operazioni di spoglio terminino dopo le ore 24.00 della domenica, il lavoratore non si rechera’ al lavoro il lunedì mantenendo il diritto alla retribuzione e i giorni di riposo compensativo spettanti saranno quindi il martedì e il mercoledì.

Nel caso di contemporanee elezioni amministrative il cui scrutinio avra’ inizio alle ore 14.00 del lunedì il lavoratore ha diritto ad una giornata retribuita.
Qualora le operazioni di scrutinio si protraggano anche solo nelle prime ore del giorno successivo (il martedì), i giorni di riposo compensativo spettanti saranno il mercoledì e il giovedì.

Orario settimanale articolato da lunedì a sabato
I giorni trascorsi al seggio dovranno considerarsi come segue:
Sabato: operazioni al seggio dalle 9.00 alle 22.00; il lavoratore ha diritto ad una giornata retribuita (indipendentemente dal turno di lavoro previsto il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro per recarsi al seggio).
Domenica: operazioni al seggio dalle 6.30 alle 22.00; il lavoratore ha diritto o a un giorno di riposo oppure ad una giornata retribuita.

Poiche’ le operazioni di scrutinio per le elezioni europee avranno inizio immediatamente dopo la chiusura del seggio la domenica sera:
- nel caso in cui le operazioni di spoglio terminino entro le ore 24.00 della domenica, il giorno di riposo compensativo spettante sara’ il lunedì;
- nel caso in cui le operazioni di spoglio terminino dopo le ore 24.00 della domenica, il lavoratore non si rechera’ al lavoro il lunedì mantenendo il diritto alla retribuzione e il giorno di riposo compensativo spettante sara’ quindi il martedì;

Nel caso di contemporanee elezioni amministrative il cui scrutinio avra’ inizio alle ore 14.00 del lunedì il lavoratore ha diritto ad una giornata retribuita.
Qualora le operazioni di scrutinio si protraggano anche solo nelle prime ore del giorno successivo (il martedì), il giorno di riposo compensativo spettante sara’ il mercoledì.

Documentazione necessaria da presentare al datore di lavoro
Le assenze per permessi elettorali devono essere giustificate dal lavoratore mediante la presentazione di idonea documentazione.
I lavoratori chiamati al seggio devono anzitutto consegnare al datore di lavoro il certificato di chiamata e successivamente esibire la copia di tale certificato firmata dal presidente di seggio, con l’indicazione delle giornate di effettiva presenza al seggio e l’orario di chiusura dello stesso.
La documentazione del presidente viene vistata dal vice-presidente del seggio.

Documenti necessari per l’assunzione
Comunicazione di assunzione
Comunicazione di cessazione
Adempimenti aggiuntivi del datore di lavoro per l’assunzione di una lavoratrice/tore extracomunitario
Obblighi contrattuali
Contributi INPS
Adempimenti fiscali

Premessa
La struttura della retribuzione
La retribuzione diretta
La retribuzione indiretta
Le ritenute previdenziali e assistenziali
Le trattenute fiscali