Category Archives: MOBILITÀ

CANCELLAZIONE DALLE LISTE
La cancellazione dalle liste di mobilità comporta anche la perdita della indennità di mobilità:
Si viene cancellati nei casi seguenti:
·assunzione a tempo pieno e indeterminato
·percezione indennità di mobilità in unica soluzione
·sia scaduto il periodo di godimento delle indennità
·siano trascorsi i termini per la permanenza in lista
·rifiuto della formazione professionale autorizzata dalla regione
·rifiuto di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 10% rispetto a quello delle mansioni di provenienza (riferimento CCNL)
·non accettazione, senza giustificato motivo, di lavori socialmente utili
·mancata comunicazione di lavoro part-time o a termine
·mancata presentazione, senza giustificato motivo, alla convocazione dell’ufficio di collocamento o agenzia per l’impiego per informazioni
·opzione per l’assegno triennale o il trattamento pensionistico di invalidità
Occorre valutare attentamente se il lavoratore ha un giustificato motivo da opporre al provvedimento di cancellazione.
Per esemplificare:
·Distanza (più di 50 km.)
·Tempi di viaggio (più di 1 ora con mezzi pubblici)
·Rispetto professionalità
·Rispetto disposizioni CCNL
·Offerta di occupazione più vantaggiosa ecc.
Competenza per cancellazione
La cancellazione avviene entro 15 giorni, con provvedimento del direttore provinciale del lavoro, con possibilità per il lavoratore di ricorrere contro il provvedimento entro 30 giorni.
INDENNITA’ DI MOBILITA’
Ne hanno diritto i lavoratori che vengano licenziati da imprese appartenenti a settori specifici, che siano assunti a tempo indeterminato e che siano in possesso di determinati requisiti soggettivi.
Ambiti di applicazione:
·Imprese industriali con più di 15 dipendenti (compresi apprendisti e CFL)
·Imprese commerciali con più di 200 dipendenti (più di 50 fino alla riforma degli ammortizzatori sociali e comunque non oltre il 31.12.99, però nel limite dei finanziamenti preordinati allo scopo
·Cooperative agricole e zootecniche con più di 15 dipendenti
·Imprese artigiane con più di 15 dipendenti dell’indotto (purché il 50% del fatturato nel biennio precedente derivi da azienda madre in CIGS)
·Imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione collettiva presso imprese industriali che abbiano più di 15 dipendenti
·Settori ausiliari del servizio ferroviario ovvero del comparto della produzione e della manutenzione del materiale rotabile
·Imprese di vigilanza fino alla riforma degli ammortizzatori sociali e comunque non oltre il 31.12.99, con più di 15 dipendenti
·Imprese sottoposte a procedura concorsuale dei settori sopra riportati
Cause ammissibili:
·licenziamento da impresa in CIGS
·licenziamenti da procedure concorsuali
licenziamenti collettivi da imprese soggette a CIGS

PROGETTO PRESTAZIONI
A SOSTEGNO DEL REDDITO

Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Coordinatori generali, centrali e
Roma, 28 marzo 2000
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale
e Dirigenti Medici
Circolare n. 71
e, per conoscenza,
Al Presidente
Ai Consiglieri di Amministrazione
Al Presidente e ai membri del Consiglio
di indirizzo e vigilanza
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
OGGETTO: Legge n. 488/1999 – articolo 62, commi 1 e 2: disposizioni in materia di indennità di mobilità.
Estensione della mobilità alle aziende che esplicano attività logistica.

SOMMARIO:Disposizioni in materia di estensione e proroga dell’indennità di mobilità.

A – LEGGE N. 488/1999: ESTENSIONE E PROROGA DELL’INDENNITA’ DI MOBILITA’

La legge 23 dicembre 1999, n. 488, entrata in vigore il 1° gennaio 2000, reca, tra l’altro, all’articolo 62, commi 1 e 2, (Disposizioni in materia di ammortizzatori sociali), nuove disposizioni in materia di indennità di mobilità.

Si forniscono di seguito i necessari chiarimenti.

1 – Articolo 62, comma 1, lettera b)

Tale norma dispone che, in favore dei lavoratori che hanno beneficiato del trattamento straordinario di integrazione salariale di cui all’articolo 4, comma 21, terzo, quinto e sesto periodo, del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, l’indennità di mobilità è prorogata fino al 31 dicembre 2000.

La proroga in parola potrà peraltro essere applicata nei confronti di un numero massimo di 2500 unità, comprensivo dei percettori di trattamento straordinario di integrazione salariale e di mobilità.

Il limite massimo di spesa per la concessione delle due suddette prestazioni è pari a lire 75 miliardi e 600 milioni.

Le Sedi, pertanto, potranno procedere al pagamento della proroga dell’indennità di mobilità in questione fino al 31 dicembre 2000 soltanto in favore dei lavoratori, a suo tempo individuati da ciascuna Sede, ai quali è stata corrisposta la proroga della mobilità fino al 31 dicembre 1999, così come disposto con messaggio n. 19503 del 13 dicembre 1999, e nel rispetto del numero di unità già segnalate alla propria Sede Regionale.

Poiché il comma 2 del suddetto articolo 62 dispone che tale indennità è ridotta del 10 per cento, in attesa del rilascio delle necessarie modifiche procedurali le Sedi potranno effettuare i pagamenti fuori procedura utilizzando la nuova procedura dei pagamenti vari.

2 – Articolo 62, comma 1, lettera g)

Tale norma stanzia la somma di lire 50 miliardi per la corresponsione dei trattamenti di cassa integrazione straordinaria e di mobilità in favore dei lavoratori sospesi ovvero licenziati, nel periodo 1° gennaio/31 dicembre 2000, dalle imprese commerciali, dalle agenzie di viaggio e di turismo e dagli operatori turistici, che occupino più di 50 dipendenti, e dalle imprese di vigilanza, che occupino più di 15 dipendenti, di cui all’articolo 2, comma 22, della legge 29 dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni e integrazioni.

Per poter disporre il pagamento dell’indennità di mobilità in favore dei lavoratori licenziati dalle imprese sopracitate, nonché da quelle di cui al punto B) della presente circolare che occupino fino a 200 dipendenti, le Sedi Regionali dovranno comunicare – per le Sedi di rispettiva competenza – alla scrivente struttura, fax n. 06-59053814, entro il 17 aprile p.v., il numero delle domande di indennità presentate nel periodo 1° gennaio/31 marzo 2000, divise per mese.

In attesa di poter disporre il pagamento dell’indennità di mobilità ai lavoratori interessati, si invitano le Sedi a corrispondere provvisoriamente l’indennità ordinaria di disoccupazione, se spettante, a titolo di anticipazione dell’indennità di mobilità stessa.

3 – Articolo 62, comma 1, lettera h)

Le istruzioni per l’estensione della proroga al 31 dicembre 2000 dell’indennità di mobilità e del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia, in favore dei lavoratori individuati dalle imprese appaltatrici o subappaltatrici per la costruzione delle centrali elettriche del SULCIS, sono state fornite con messaggio n. 000267/200/0005 del 15 marzo 2000.

4 – Articolo 62, comma 1, lettera i)

Tale norma dispone che l’indennità di mobilità è prorogata al 31 dicembre 2000 in favore:

a)dei lavoratori titolari di mobilità con scadenza entro il 28 febbraio 1999, licenziati da aziende ubicate in zone interessate agli interventi di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219, per le quali siano state avviate le procedure per la stipula dei contratti d’area di cui all’articolo 2, comma 203, lettera f), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, (v. circolare n. 168 del 12.8.1999 e messaggio n. 16708 del 18.11.1999).
b)dei lavoratori, di cui all’articolo 1-nonies del decreto legge 8 aprile 1998, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 1998, n. 176, licenziati da aziende ubicate in zone interessate da accordi di programma già stipulati ai sensi dell’articolo 7, della legge 1° marzo 1986, n. 64, ed operanti alla data di approvazione dell’accordo stesso (VALBASENTO).

Per il pagamento delle suddette proroghe la norma stabilisce un limite di spesa di lire 21 miliardi, di cui 10,5 miliardi per i lavoratori di cui al punto a) e lire 10,5 miliardi per quelli di cui al punto b).

Poiché il comma 2 del suddetto articolo 62 dispone che anche tale indennità è ridotta del 10 per cento, in attesa del rilascio delle necessarie modifiche procedurali le Sedi potranno effettuare i pagamenti fuori procedura utilizzando la nuova procedura dei pagamenti vari.

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B – ESTENSIONE DELLA DISCIPLINA DELLA MOBILITA’ AI LAVORATORI LICENZIATI DA AZIENDE COSTITUITE PER L’ESPLETAMENTO DI ATTIVITA’ DI LOGISTICA

Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha precisato che l’attività esercitata dalle aziende operanti nel settore dei servizi logistici per conto terzi, seppure espletata nelle forme e con le modalità imposte dalla terziarizzazione dei rami aziendali delle grandi imprese, deve ritenersi di natura commerciale.

Di conseguenza la Direzione Centrale delle entrate contributive, con circolare n. 58 del 6 marzo 2000, ha disposto che tali aziende, qualora ne ricorrano le condizioni, devono essere assoggettate tra l’altro agli obblighi contributivi per la mobilità secondo la normativa vigente per le aziende commerciali.

Pertanto ai lavoratori licenziati dalle aziende in parola deve essere riconosciuta l’indennità di mobilità purché, all’atto in cui è avviata la procedura di mobilità, l’azienda esercente attività di logistica risulti già inquadrata con il CSC “7.04.01” e assoggettata agli obblighi contributivi del settore commerciale.

Di conseguenza tale indennità potrà essere concessa ai dipendenti delle suddette aziende che occupino più di 200 dipendenti, mentre per quelli licenziati da aziende che occupino da 50 a 200 dipendenti trovano applicazione le istruzioni di cui al punto A).2 della presente circolare

IL DIRETTORE GENERALE
TRIZZINO


L’INDENNITÀ DI MOBILITÀ


Aggiornamento al 07.02.2000

A CHI SPETTA?


Ai lavoratori che sono stati collocati in mobilità dalla loro azienda a seguito di:

·esaurimento della Cassa integrazione straordinaria
·licenziamento per riduzione di personale o trasformazione di attività o di lavoro
·licenziamento per cessazione dell’attività da parte dell’azienda

A CHI NON SPETTA?

Ai lavoratori:

·che svolgono attività stagionali o saltuarie
·assunti con contratto a tempo determinato
·che hanno una qualifica diversa da operaio, impiegato o quadro

- che hanno diritto alla pensione di vecchiaia o che sono titolari di pensione di anzianità o anticipata, ovvero sono titolari di pensione di inabilità; i titolari di pensione o di assegno di invalidità possono optare, all’atto della domanda, tra tali trattamenti e quello di mobilità.

QUANDO SPETTA?

Quando il lavoratore:

·è iscritto nelle liste di mobilità compilate dall’Ufficio Regionale del Lavoro
·ha un’anzianità aziendale complessiva di almeno 12 mesi
·può far valere almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni.

PER QUANTO TEMPO SPETTA?

La durata varia in relazione all’età del lavoratore al momento del licenziamento e all’ubicazione dell’azienda.

ETÀ DELAZIENDEAZIENDE
LAVORATORECENTRO-NORDODEL MEZZOGIORNO
FIno a 39 anni 12 mesi 24 mesi
Da 40 a 49 anni 24 mesi 36 mesi
da 50 anni 36 mesi 48 mesi


Generalmente l’indennità non può essere corrisposta per un periodo superiore alla anzianità aziendale del lavoratore.
In presenza di determinati requisiti di età e di contribuzione viene pagata fino al conseguimento del diritto a pensione.

LA DOMANDA

La domanda va indirizzata all’INPS e presentata alla Sezione circoscrizionale per l’impiego entro 68 giorni dal licenziamento.

LA DECORRENZA

L’indennità di mobilità decorre:

·dall’ 8° giorno dal licenziamento se la domanda è stata presentata entro i primi 7 giorni
·dal 5° giorno successivo alla presentazione della domanda, negli altri casi.

L’IMPORTO

Per i primi 12 mesi: 100 % del trattamento di Cassa integrazione straordinaria percepito o che sarebbe spettato nel periodo immediatamente precedente il licenziamento nei limiti di un importo massimo mensile

per i periodi successivi: 80 % del predetto importo.

In ogni caso l’indennità di mobilità non può superare un importo massimo mensile determinato di anno in anno, importo che dall’1.1.2000 è di £ 1.441.709 lorde mensili (netto £ 1.361.838), elevato a £ 1.732.795 lorde mensili (netto £ 1.636.798) per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a £ 3.119.030.

QUANDO VIENE PAGATA? Ogni mese direttamente al lavoratore.

QUANDO VIENE SOSPESA? Quando l’interessato viene assunto con contratto a tempo determinato o a tempo parziale.

QUANDO CESSA? Quando l’interessato:

·viene cancellato dalle liste di mobilità
·viene assunto con contratto a tempo indeterminato
·raggiunge il diritto alla pensione di vecchiaia, o diventa titolare di pensione di anzianità o anticipata, ovvero di pensione di inabilità o di assegno di invalidità senza aver optato per l’indennità di mobilità.

IL RICORSO

Nel caso in cui la domanda venga respinta, l’interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato provinciale dell’INPS, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica la reiezione.

Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:

·presentato agli sportelli della Sede dell’INPS che ha respinto la domanda
·inviato alla Sede dell’INPS per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno
·presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili per l’accoglimento del ricorso stesso


Da IlSole24Ore Giovedì 16 Marzo 2000

Il ministero del Lavoro sui licenziamenti collettivi Mobilità, il diritto scatta su istanza del dipendente
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMAI lavoratori hanno diritto all’indennità di mobilità anche se il datore non ha attivato le relative procedure.Il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, ha firmato nei giorni scorsi una nota (protocollo 101227) con la quale invita l’Inps a corrispondere a questi lavoratori il trattamento di mobilità, dopo la verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi.

Il dicastero di via Flavia precisa, infatti, che i lavoratori iscritti hanno diritto, su istanza, al trattamento. La nota — il cui testo integrale è di prossima pubblicazione su «Guida Normativa» — recepisce le indicazioni della Corte costituzionale che, con la sentenza 6/99, in merito al disposto dell’articolo 4 della legge 148/93, aveva riconosciuto il diritto all’indennità ai lavoratori anche quando il datore di lavoro non aveva attivato la procedura di rito.

Dunque, in questi casi, l’iscrizione nelle liste viene attivata dagli uffici regionali del Lavoro, su specifica richiesta degli interessati.

A questo punto, i lavoratori hanno diritto sia all’indennità di mobilità, sia alla conseguente contribuzione figurativa e all’assegno al nucleo familiare. Inoltre, ai datori che decidessero di assumerli a tempo pieno e indeterminato spettano le agevolazioni contributive previste dalla legge 223/91 e il contributo mensile, pari al 50% dell’indennità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore riassunto, individuato dal comma 4 dell’articolo 8 della legge 223.

La direzione generale Impiego del dicastero di via Flavia si era già occupata il 31 gennaio di questo tema, invitando la direzione Previdenza e assistenza a integrare la nota con gli opportuni chiarimenti. Ora, dopo gli approfondimenti tecnici, il ministero stabilisce le iscrizioni su istanza, «qualora sia accertata la natura collettiva dei licenziamenti riconducibili alla cessazione totale dell’attività aziendale» e invita l’Inps a uniformarsi a questa direttiva.

N.Co.