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Roma, 8 aprile 2016

con la Circolare n.56 l’Inps ha provveduto ad esplicitare il raccordo tra la disciplina degli ammortizzatori in deroga e il D.lgs 148/2015 che riforma “la disciplina in materia d’integrazione salariale ordinaria, straordinaria e in materia di Fondi di solidarietà”.

Requisiti soggettivi e lavoratori beneficiari
Il Decreto 83473 del 1/8/2014, la cui vigenza è estesa anche all’anno 2016 indica quale requisito per l’accesso al diritto alla Cassa in Deroga, il possesso da parte del lavoratore di una anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno dodici mesi alla data di inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
I soggetti beneficiari sono i lavoratori con la qualifica di operai, impiegati, quadri, somministrati e apprendisti.
Per quanto attiene invece l’accesso alla CIGS , il D.lgs 148/2015 stabilisce che il lavoratore debba possedere un’anzianità aziendale di 90 giorni di lavoro effettivo.
Beneficiari del trattamento in questo caso risultano essere i lavoratori subordinati e gli apprendisti assunti con contratto “professionalizzante”, che però ne hanno diritto solo per la causale “crisi aziendale”.
Non ne hanno diritto i dirigenti, i lavoratori a domicilio e gli apprendisti assunti per il conseguimento della qualifica e il diploma (apprendistato di 1° livello) e gli apprendisti di alta formazione (apprendistato di 3° livello).
Gli apprendisti con “contratto professionalizzante”, nel caso in cui venga utilizzata la CIGS per una causale diversa dalla crisi aziendale, cioè la riorganizzazione o il contratto di solidarietà (che ricordiamo con la novella del D.lgs 148/2015 è diventata una causale e non più uno strumento autonomo di gestione dell’esubero) non accedono all’ammortizzatore; ugualmente esclusi sono gli apprendisti di 1° e 3° livello.
Per gli apprendisti cui non si applicano le tutele dalla CIGS potrà essere fatta richiesta di accesso alla cassa in deroga.

Contributo addizionale
Il D.lgs 148/2015 ha introdotto, in capo alle imprese che utilizzano l’integrazione salariale compreso il contratto di solidarietà il pagamento di un contributo addizionale calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore non prestate (da calcolarsi prendendo a riferimento il quinquennio mobile):

•1-52 settimane 9%
•53-104 settimane 12%
•105 -156 settimane 15%

La circolare in commento specifica che l’obbligo del pagamento del contributo addizionale si applica anche alla cassa in deroga sia quella interministeriale che regionale. Oltre che a un ulteriore restringimento dei criteri di accesso, si registra un pericoloso disincentivo economico per le imprese, qualora le stesse decidano di evitare attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali, l’immediata espulsione di forza lavoro.

Modalità di erogazione e termine per il rimborso
Il D.lgs 148/15 ha modificato anche i termini di richiesta di rimborso, che per la Cigs deve essere effettuato, a pena di decadenza, entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di concessione, se successivo. Tale previsione viene estesa anche alla cassa in deroga.

Termini per la presentazione della domanda
Il D.I. 83473 prevede che le domande di fruizione della cassa in deroga, corredate dal relativo accordo, debbano essere presentate dall’azienda in via telematica all’Inps e alla Regione, entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro; in caso di presentazione tardiva la prestazione di CIGD decorre dall’inizio della settimana precedente alla data di presentazione della domanda.
Il D.lgs 148/2015 stabilisce invece che, per la cassa ordinaria, la domanda debba essere presentata 15 giorni prima della sospensione, mentre per la cassa straordinaria la domanda di concessione debba essere avanzata entro sette giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale. La copertura effettiva della prestazione non può comunque decorrere prima del 30° giorno della presentazione dell’istanza. Non possono pertanto essere prodotti accordi che prevedano decorrenze anticipate o retroattive come in passato. La normativa pertanto, almeno in questo caso, non prevede omogeneizzazione e raccordo: permangono due procedure differenti.

Trattamento di fine rapporto
Durante la fruizione della cassa in deroga viene esclusa la possibilità di porre a carico INPS la maturazione delle quote di TFR, che rimangono pertanto competenza esclusiva del datore di lavoro.

Raccordo tra la disciplina della cassa in deroga e il Fondo di integrazione salariale (FIS)
Nella circolare INPS nr. 22 del 4 febbraio 2015 era stata garantita la possibilità di scelta tra la presentazione della domanda di cassa in deroga e quella al Fondo di Integrazione Salariale. Il fondo doveva essere attivo già dal 1° gennaio 2016 e garantire prestazioni d’integrazione al reddito ai lavoratori in sospensione o riduzione di orario; in realtà l’assenza di un apposito decreto ne ha inibito l’operatività.
In data 30 marzo 2016 è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’economia e finanze nr 94343 istitutivo del Fondo d’integrazione salariale, ora operativo.
Il decreto istitutivo del Fondo d’integrazione salariale sarà oggetto di approfondimenti successivi.
La circolare nr. 56/2016 conferma la possibilità di presentare alternativamente la domanda per la cassa in deroga o per ottenere le prestazioni garantite dal FIS o dai Fondi “Alternativi”.
Viene esclusa esplicitamente la possibilità della doppia richiesta (che noi avevamo suggerito in prima battuta nella fase di non operatività del Fondo per garantire comunque una fra le due forme do indennizzo), poiché la circolare impone una scelta alternativa.
Si ribadisce che il limite di durata della cassa in deroga per l’anno 2016 è di 3 mesi, e che tale limite va riferito alla “unità produttiva” intesa come articolazione autonoma, cioè idonea a realizzare l’intero ciclo produttivo.
L’ impatto sui nostri settori di questa specifica potrà generare problemi di natura interpretativa, visto che, ad esempio per le attività commerciali, per consolidata giurisprudenza, un negozio non rappresenta un’unità produttiva in quanto mancante del requisito di autonomia.


p. la Segreteria Filcams Nazionalep. la Filcams Nazionale
Cristian Sesena Luciana Mastrocola

Sono destinatarie dei trattamenti in deroga le aziende non rientranti nella normativa sulla CIGS o, anche, quelle aziende che, pur avendo diritto alla CIGS, ne hanno già fruito superando i limiti di durata. Inoltre, tali trattamenti possono essere concessi con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi, a differenza di quanto previsto dalla normativa sulla CIGS, i contratti di apprendistato e di somministrazione (art. 19, comma 8, D.L. n. 185/2008; INPS mess. n. 8255/2010). Pertanto, è ammissibile per un’azienda presentare la domanda di CIG in deroga a favore degli apprendisti contestualmente a quella volta ad ottenere, sussistendone i presupposti di legge, la CIGO o la CIGS (ML interpello n. 52/2009). Anche i lavoratori a domicilio, possono essere compresi tra i beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale in deroga (ML nota n. 26278/2009).
Sulla base di accordi governativi, per periodi non superiori a 12 mesi, in deroga alla vigente normativa e nel limite delle risorse stanziate, possono essere prorogati anche senza soluzione di continuità per periodi non superiori a 12 mesi.
L’art. 4, D.L. n. 54/2013, ha previsto, ferme restando le risorse già destinate dall’art. 2, comma 65, L. n. 92/2012, e dall’art. 1, comma 253, L. n. 228/2012, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’art. 2, commi 64, 65 e 66 L. n. 92/2012, ulteriormente rifinanziati per l’anno 2013 dall’art. 10 del D.L. n. 102/2013 e per l’anno 2014 dall’art. 1, comma 183 della legge n. 147/2013.
Con il decreto 1º agosto 2014, n. 83473,il Ministero del lavoro, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, individua i nuovi criteri per la concessione della Cassa integrazione guadagni e della mobilità in deroga.

I requisiti soggettivi di cui il lavoratore deve essere in possesso per l’accesso alla cassa integrazione in deroga sono:
·anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro di almeno 90 gg (art. 8, c. 3, D.L. n. 86/1988)
·ai fini del calcolo del requisito 90 gg. di anzianità lavorativa valgono anche eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa C/° la Gestione separata, (soggetti che hanno operato in regime di monocommittenza e percepito un reddito superiore a € 5.000 riferito a dette mensilità) art. 7-ter, c. 6, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009; art. 1, c. 31, L. n. 220/2010; art. 33, c. 22, L. n. 183/2011)

Il decreto M.L. 1º agosto 2014, n. 83473, ha modificato i criteri per riconoscimento del diritto alla CIGD e prevede che il trattamento può essere concesso o prorogato ai lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti, i lavoratori somministrati e i lavoratori a domicilio, sia nel caso di sospensione dal lavoro sia in caso di lavoro a orario ridotto e la contrazione o sospensione dell’attività produttiva è determinata dalle seguenti causali:

·situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;

·situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;

·crisi aziendali;

·ristrutturazione o riorganizzazione;

·in nessun caso il trattamento può essere concesso in caso di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa. E’ possibile la richiesta del trattamento solo da parte delle imprese di cui all’art. 2082 cod. civ (per i nostri settori ne sono esclusi gli studi professionali)

·in caso di trasferimento d’azienda, ai sensi dell’art. 2112, cod. civ., ai fini del raggiungimento dell’anzianità necessaria per accedere alla prestazione, si deve prendere in considerazione anche l’anzianità maturata presso l’azienda di provenienza (ML interpello n. 9/2012)

·in caso di successione di appalti l’INPS specifica che per il calcolo delle prestazioni di integrazione salariale e di mobilità anche in deroga, possono essere cumulati i periodi di lavoro prestato alle dipendenze delle diverse imprese appaltatrici (INPS circ. n. 30/2012; mess. n. 6214/2014; mess. n. 6533/2014).

Il diritto alla CIGD è riconosciuto solo se il lavoratore alla data di inizio dell’intervento,

·ha un’anzianità lavorativa aziendale di almeno 12 mesi

·l’anzianità aziendale deve essere di 8 mesi per l’anno 2014, per effetto della disposizione transitoria

Il lavoratore decade dal trattamento di Cassa integrazione guadagni in deroga:

·qualora rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione o di riqualificazione o non lo frequenti regolarmente (art. 4, comma 40, L. n. 92/2012; INPS circ. n. 1/2013) il lavoratore è tenuto alla frequenza nella misura minima dell’80% della durata complessiva salvo i casi di documentata forza maggiore o di assenze collegate alla tutela della maternità

·o rifiuta una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto queste disposizioni (art. 4, comma 40 L. 92/2012) si applicano quando le attività lavorative o di formazione o di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto (art. 4, comma 42, L. 92/2012).

·il lavoratore perde il diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e previdenziale a carico del datore di lavoro, fatti salvi i diritti già maturati (art. 19, comma 10, D.L. n. 185/2008; INPS circ. n. 75/2009; mess. n. 13613/2009; mess. n. 16358/2009; INPS circ. n. 133/2010; ML circ. n. 39/2010)

Con il decreto 1º agosto 2014, n. 83473,il Ministero del lavoro, individua i nuovi criteri per la concessione della Cassa integrazione guadagni e della mobilità in deroga.

Per le imprese non soggette alla disciplina in materia di CIGO o CIGS e alla disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali (all’art. 3, commi da 4a 41 della legge n. 92/2012), in relazione a ciascuna unità produttiva il trattamento di CIGD può essere concesso:

·2014 per un periodo non superiore a 11 mesi nell’arco dell’anno (1/1 al 31/12)

·2015 per un periodo non superiore a 5 mesi nell’arco dell’ anno

·(1/1 al 31/12)

Per le imprese soggette alla disciplina in materia di CIGO o CIGS e alla disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali, il superamento dei limiti temporali disposti dalla legge (art. 6 della legge n. 164/1975 e dall’art. 1 della legge n. 223/1991) può essere disposto unicamente in caso di eccezionalità della situazione, legata alla necessità di salvaguardare i livelli occupazionali, ed in presenza di concrete prospettive di ripresa dell’attività produttiva la CIGD può essere concessa nel rispetto dei seguenti limiti:

·2014 per un periodo non superiore a 11 mesi nell’arco dell’ anno (1/1 al 31/12)

·2015 per un periodo non superiore a 5 mesi nell’arco dell’anno

·(1/1 al 31/12)

·Nel computo dei periodi sopra indicati si considerano tutti i periodi di fruizione di integrazione salariale in deroga, anche afferenti a diversi provvedimenti di concessione o proroga (art. 2, commi 9, 10, 11, D.M. n. 83473/2014).

I requisiti soggettivi di cui il lavoratore deve essere in possesso per l’accesso alla mobilità in deroga
l’art. 2, comma 67, L. n. 92/2012 dispone che al fine di garantire criteri omogenei di accesso a tutte le forme di integrazione del reddito anche ai lavoratori destinatari della mobilità in deroga si applica il requisito di una anzianità aziendale di almeno 12 mesi (art. 16, comma 1, della legge n. 223/1991) di cui almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per maternità (Sentenza Corte Costituzionale n. 423/95 circ.n. 255 del 14.12.96 ) in rapporti non a termine. Ai fini del calcolo del requisito dei 12 mesi di anzianità aziendale, devono essere prese in considerazione anche eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa presso la Gestione separata, in favore dei soggetti che hanno operato in regime di monocommittenza con un reddito superiore a 5.000 euro complessivamente riferito a dette mensilità (art. 7-ter, comma 6, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009; art. 1, comma 31, L. n. 220/2010; art. 33, comma 22, L. n. 183/2011).
Nel corso dell’anno 2014, il trattamento di mobilità in deroga può essere concesso:

·per i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi, per un periodo temporale che, unitamente ai periodi già concessi per effetto di accordi stipulati prima del 1º agosto 2014 (data di entrata in vigore del decreto interministeriale n. 83473/2014), non superi complessivamente 5 mesi nell’anno 2014, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 3 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno;

·per i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per un periodo inferiore a 3 anni, il trattamento può essere concesso per ulteriori 7 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 3 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo di fruizione complessivo non può comunque eccedere il periodo massimo di 3 anni e 5 mesi, più ulteriori 3 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno.
A decorrere dal 1º gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2016, il trattamento di mobilità in deroga:

·non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi;

·per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di 6 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo di fruizione complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di 3 anni e 4 mesi.
A decorrere dal 1º gennaio 2017 il trattamento di mobilità in deroga non può essere concesso (art. 3, commi 4 e 5, D.M. n. 83473/2014).

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·se la domanda di intervento riguarda aziende plurilocalizzate, ossia con unità produttive localizzate su più regioni l’azienda deve presentare la domanda al Ministero del Lavoro entro 25 gg. dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui ha avuto inizio la riduzione o la sospensione dell’orario di lavoro

·se la domanda di intervento riguarda aziende con unità produttive site in una sola regione, vanno presentate alla regione competente (INPS mess. n. 16358/2009)

·in caso di richiesta di cassa in deroga, con pagamento diretto ai lavoratori, la domanda va presentata entro 20 gg. dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro (art. 7-ter, comma 2, D.L. n. 5/2009)

·alla domanda devono essere allegati il programma di intervento, la scheda della causale invocata, copia del verbale di esame congiunto contenente gli esiti della consultazione sindacale

·a partire dal 1º settembre 2012, le domande di intervento dovranno essere inoltrate esclusivamente attraverso la modalità telematica (INPS circ. n. 102/2012).

·il Ministero del lavoro o la regione competente dispongono la concessione del trattamento di integrazione salariale. Quest’ultima, a sua volta, deve trasmettere all’INPS, in via telematica, le informazioni relative alle autorizzazioni concesse (art. 7-ter, comma 3, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009).

·Per il riconoscimento della Cassa integrazione in deroga, il D.M. n. 83473/2014 dispone che la domanda di concessione o proroga del trattamento deve essere presentata dall’azienda, in via telematica, all’INPS e alla regione, corredata dall’accordo, entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIG in deroga decorre dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda

·Per fruire dei trattamenti di integrazione salariale in deroga l’impresa deve avere utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue (art. 2, commi 7 e 8, D.M. n. 83473/2014).

·Mobilità in deroga, le regioni e le province autonome competenti per territorio possono concedere con proprio decreto, nei limiti delle disponibilità ad esse assegnate con decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il trattamento di mobilità in deroga alla normativa vigente ai lavoratori disoccupati ai sensi del decreto legislativo n. 181/2000, che sono in possesso dei requisiti 12 mesi di anzianità aziendale di cui almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per maternità (Sentenza Corte Costituzionale n. 423/95 circ.n. 255 del 14.12.96 ) e che risultano privi di altra prestazione collegata alla cessazione del rapporto di lavoro. Per la fruizione del relativo trattamento, i lavoratori interessati, a pena di decadenza, devono presentare la specifica istanza all’INPS entro 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla scadenza della precedente prestazione fruita, ovvero, se posteriore, dalla data del decreto di concessione della prestazione (art. 3, commi 1 e 3, D.M. n. 83473/2014).

·Nel caso in cui il provvedimento di autorizzazione della CIGS in deroga venga revocato dalla regione, l’INPS procede alla ripetizione delle somme indebitamente erogate nei confronti dell’azienda e non dei lavoratori che le hanno percepite (INPS mess. n. 7674/2011)

·Il Ministero del lavoro con interpello n. 10/2011 ritiene che i dipendenti di studi professionali, in presenza di anzianità lavorativa presso lo stesso studio di almeno dodici mesi (di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato), abbiano diritto all’indennità di mobilità in deroga.

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MASSIMALI di trattamenti di integrazione salariale

1° Massimale per retribuzioni mensili fino a Euro 2.098,04 anno 2014

    Indennità mensile lorda anno 2014
    al netto della contribuzione 5,84%
    Euro 969,77
    913,14

2° Massimale per retribuzioni mensili superiori a Euro 2.098,04 anno 2014

    Indennità mensile lorda anno 2014
    al netto della contribuzione 5,84%
    Euro 1165,58
    1097,51

L’importo di euro 2098,04 è comprensivo dei ratei e degli elementi che maturano per periodi ultramensili (es. 13^ e 14^ mensilità)

Per trovare la paga oraria bisogna dividere il massimale mensile per il numero delle ore lavorabili nel mese secondo il normale orario di lavoro aziendale (circ. Inps 50/1982)

Per gli impiegati e i lavoratori retribuiti in misura fissa mensile, vanno considerate anche le giornate di festività infrasettimanali

massimale mensile di € 969,77 (anno 2014) orario di lavoro 8 ore giornaliere distribuite dal lunedì al venerdì , il massimale orario varia in base alle ore lavorabili nel mese:

gg. lavorativi Massimale mensile Ore lavorative Massimale orario

20 gg. € 969,77 160 € 6,06

21 gg. € 969,77 168 € 5,77

22 gg. € 969,77 176 € 5,51

23 gg. € 969,77 184 € 5,27

Ritenute fiscali

L’indennità di integrazione salariale concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e quindi è tassabile ai fini Irpef

PART-TIME: al fine di stabilire l’esatto massimale di riferimento per i lavoratori a part-time, occorrerà rapportare la retribuzione spettante con quella del lavoratore a tempo pieno (circ. INPS n. 155/95 punto 4 lett. b).

La misura di tali trattamenti è ridotta del 10% nel caso di prima proroga, del 30% nel caso di seconda proroga e del 40% nel caso di proroghe successive. Dopo la seconda proroga, i trattamenti possono essere erogati esclusivamente nel caso di frequenza di specifici programmi di reimpiego, anche miranti alla riqualificazione professionale, organizzati dalla regione. Bimestralmente il Ministero del lavoro invia al Ministero dell’economia e delle finanze una relazione sull’andamento degli impegni delle risorse destinate agli ammortizzatori in deroga (art. 33, comma 21, L. n. 183/2011). Riguardo al meccanismo di progressivo abbattimento degli importi corrisposti al lavoratore in caso di proroga della CIGD, l’INPS precisa che la riduzione opera decorsi 12 mesi di erogazione del singolo trattamento. I 12 mesi si intendono relativamente all’orario contrattuale denunciato dall’azienda. Pertanto, l’abbattimento viene effettuato considerando le ore di Cassa integrazione in deroga effettivamente fruite da ogni singolo lavoratore, nell’arco delle autorizzazioni complessivamente concesse alla società. Nei 12 mesi, oltre i quali deve essere operata la riduzione percentuale, vanno compresi anche periodi non continuativi di fruizione del trattamento da parte del lavoratore (INPS mess. n. 17338/2012).
Ai fini del calcolo della prestazione deve essere presa come retribuzione di riferimento quella ottenuta applicando, per via analogica, i criteri già stabiliti per tali lavoratori dall’INPS nella circolare n. 134368/1981 per il calcolo dell’indennità di malattia (INPS mess. n. 1908/2010).

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·riconosce un incentivo (per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012) in favore dei datori di lavoro (art. 7-ter, c 7, D.L. n. 5/2009 ), che, non hanno in atto sospensioni dal lavoro, e senza esservi tenuti assumono lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga

·l’incentivo, a carico INPS, è pari all’indennità spettante al lavoratore, nel limite di spesa autorizzato e con esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa, per il numero di mensilità di trattamento di sostegno al reddito ancora non percepite

·l’ incentivo è erogato attraverso il conguaglio con le somme dovute a titolo di contributi previdenziali

·lo stesso incentivo (prorogato anche 2012 nei limiti dei fondi stanziati) è riconosciuto anche ai lavoratori, destinatari di CIG in deroga che intendono intraprendere attività di lavoro autonomo, microimpresa o per associarsi in cooperativa

·i lavoratori devono presentare domanda all’INPS, entro i termini di fruizione del trattamento (eventuali proroghe del trattamento accordate dopo la presentazione dell’istanza non hanno effetto sulla quantificazione del beneficio) recante la specificazione circa l’attività da intraprendere e l’Istituto, verificati i presupposti eroga il 25% dell’incentivo, il restante 75% viene erogata dopo presentazione della documentazione comprovante l’assunzione di iniziative finalizzate allo svolgimento dell’attività di lavoro autonomo

·l’agevolazione non è stata più prorogata per gli anni successivi al 2012

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Nell’ipotesi in cui un’azienda ha già goduto di un periodo di CIG in deroga, ai fini della presentazione della domanda per CIGS, costituisce presupposto indefettibile il requisito occupazionale di cui all’art. 1, comma 1, L. n. 223/1991, pari, mediamente, ad un numero di 15 lavoratori impiegati nel semestre precedente la data della richiesta stessa.
E’ possibile per un’azienda la fruizione di un periodo "ponte" di cassa in deroga tra due distinti periodi di fruizione di CIGS concessi ex art. 1, L. n. 223/1991, purché nelle singole fattispecie siano rispettati i presupposti richiesti dalle rispettive normative; pertanto, terminato un periodo di integrazione salariale straordinaria, l’azienda può richiedere e fruire, anche senza soluzione di continuità, della cassa in deroga, nonché avanzare una successiva domanda per CIGS, compatibilmente con le specifiche disposizione di legge.
Possono fruire degli ammortizzatori in deroga anche le aziende sottoposte a procedure concorsuali; pertanto, nell’ipotesi in cui un’azienda abbia già fruito di un periodo di CIGS, potrà richiedere successivamente anche i benefici degli ammortizzatori in deroga, anche in assenza dei presupposti sanciti dall’art. 3, comma 2, L. n. 223/1991, nell’ipotesi specifica delle procedure concorsuali, purché in presenza dei requisiti previsti dalle norme in materia di ammortizzatori sociali in deroga.
Infine, non è preclusa ad un’impresa in CIG in deroga la possibilità di avviare azioni di gestione non traumatica degli esuberi strutturali, cioè percorsi di mobilità, tenendo comunque in conto quanto disposto dagli artt. 4 e 24, L. n. 223/1991 (ML interpello n. 48/2011).

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Le disposizioni di cui al D.M. n. 83473/2014 si applicano agli accordi stipulati successivamente all’entrata in vigore del decreto (1º agosto 2014), ferma restando l’applicazione dei limiti di durata anche con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale e di mobilità concessi precedentemente al 1º agosto 2014.
Le prestazioni di Cassa integrazione relative all’anno 2014 sono concesse ai lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, che sono in possesso di un’anzianità lavorativa aziendale di almeno 8 mesi alla data di inizio del periodo di intervento di CIGD; anche con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale e di mobilità concessi precedentemente alla predetta data.
Per assicurare la graduale transizione al sistema introdotto dal D.M. n. 83473/2014, con decreto del Ministero del lavoro di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministero dello sviluppo economico, in presenza di programmi di reindustrializzazione o riconversione di specifiche aree territoriali, può essere disposta, entro il limite di spesa di euro 55.000.000, nell’ambito delle risorse previste per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, la proroga dei trattamenti dì integrazione salariale e di mobilità concessi precedentemente al 1º agosto 2014, anche in deroga ai criteri sopra indicati.
Per assicurare la graduale transizione al sistema introdotto dal decreto in esame, le regioni e province autonome possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale, anche in deroga ai criteri sopra indicati, esclusivamente entro il limite di spesa di euro 70.000.000 e comunque in misura non superiore al 5% delle risorse ad esse attribuite, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione dell’ambito di Piani o programmi coerenti con la specifica destinazione, ai sensi dell’art. 1, comma 253 della legge n. 228/2012.
Gli effetti dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre la data del 31 dicembre 2014 (art. 6, D.M. n. 83473/2014).

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