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    Comunicato delle Segreterie Nazionali CGIL CISL UIL.

    Le segreterie Nazionali CGIL CISL UIL esprimono ferma condanna per l’ efferato delitto che ha colpito l’ economista e giuslavorista Marco Biagi, valido studioso e consulente prezioso del Ministero del Lavoro.

    E’ questo un messaggio inquietante e terribile che tragicamente richiama alla memoria episodi come l’ uccisione dei professori D’ Antona e Tarantelli, avvenuti in circostanze simili nelle modalità e negli obiettivi.

    Le Segreterie di CGIL CISL UIL, mentre rivolgono alla Famiglia il loro messaggio di cordoglio e di autentica solidarietà umana e civile, chiamano tutti i lavoratori italiani, le Istituzioni, le Forze Politiche, l’ Associazionismo e tutta la cittadinanza a dare una risposta ferma e immediata contro il ritorno del terrorismo nemico dei lavoratori, della democrazia e della convivenza civile.

    CGIL CISL UIL indicono per la giornata del 20 Marzo, due ore di sciopero generale di tutti i lavoratori da gestire con modalità da definire localmente, promuovendo assemblee nei luoghi di lavoro, manifestazioni, presidi nelle città.

    Particolare significato assumono lo sciopero di 4 ore e la manifestazione che si svolgeranno nel pomeriggio nella città di Bologna.

    Roma, 20 marzo 2002

CGIL
CISL

UIL

COMUNICATO DELLE SEGRETERIE NAZIONALI CGIL – CISL – UIL

Le Segreterie CGIL, CISL e UIL riconfermano la più netta ed intransigente condanna del terrorismo e dell’uso della violenza, i quali oltre a colpire persone inermi come il professor M. Biagi e gettare nel lutto le famiglie, tendono come sempre ad alterare la fisiologica vicenda dei processi politici e sociali di cui vive ogni società democratica.
La risposta che in queste ore unitariamente le lavoratrici ed i lavoratori italiani stanno dando conferma ancora una volta la volontà unitaria del mondo del lavoro di sbarrare la strada a metodi efferati ed a gesti criminali che vanno estirpati definitivamente dalla vita del Paese. Un’analoga e forte responsabilità deve essere assunta da parte degli organi pubblici preposti a prevenire e colpire mandanti e responsabili di questi gravissimi atti, ai quali va ricordato come ancora non siano stati trovati i responsabili dell’omicidio di Massimo D’Antona.
CGIL, CISL e UIL parteciperanno ai funerali del professor Biagi.
CGIL, CISL e UIL decidono di indire una manifestazione unitaria contro il terrorismo e per la difesa della democrazia alla quale inviteranno le istituzioni ed il mondo dell’associazionismo, da tenersi nella giornata di mercoledì 27 marzo con fiaccolate in tutte le città italiane; a Roma si terrà una manifestazione nella serata.
CGIL, CISL e UIL confermano insieme la volontà di proseguire la mobilitazione e la lotta contro i provvedimenti assunti dal Governo in materia di art. 18 ed arbitrato e di quei punti inaccettabili contenuti nella delega previdenziale, al fine di ristabilire una coerente e generale difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati.
A tale scopo proclamano uno sciopero generale da tenersi entro il mese di aprile prossimo venturo.
Data e modalità di svolgimento dello sciopero saranno definite dalle Segreterie convocate nella stessa giornata di mercoledì 27 p.v.

Roma, 20 marzo 2002

Date
Aree Regionali

14 gennaio Puglia

25 gennaio Alto Adige – Friuli V.Giulia – Marche – Abruzzo – Calabria – Sardegna

29 gennaio Valle d’Aosta – Piemonte – Lombardia – Emilia Romagna – Toscana – Campania – Basilicata

31 gennaio Umbria – Lazio

1 febbraio Trentino – Veneto – Liguria – Molise – Sicilia


altre manifestazioni

30 gennaio Sciopero settore trasporti

15 febbraio Sciopero settore pubblico impiego

febbraio Manifestazione immigrati
Link Correlati
     Comunicato sindacale

Per la democrazia e la pace contro il terrorismo e la violenza

Cgil Cisl e Uil aderiscono alla marcia della Pace Perugia-Assisi per manifestare contro il terrorismo internazionale, contro la violenza e per affermare la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

L’attentato terroristico alle "Torri gemelle" di New York e il contemporaneo attacco al Pentagono, con il conseguente ecccidio di vite umane e di distruzione, introduce una ferita profonda nella coscienza di tutti coloro che credono nella democrazia e nel rispetto della dignità umana; il terrorismo va pertanto combattuto, isolato e sconfitto.

In questo senso la nostra solidarietà nei confronti degli Stati Uniti è ampia e piena, in particolare siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori americani e al loro sindacato AFL-CIO che da questo atto è tra i più colpiti.

I terroristi hanno voluto colpire una grande democrazia e con essa il principio democratico dei diritti, dell’uguaglianza e della libertà di tutti nei confronti di tutti, indipendentemente dalla fede religiosa, dai convincimenti politici, dall’appartenenza etnica, culturale e di genere.

Non possiamo, dunque, restare indifferenti o neutrali rispetto agli autori delle stragi, ai loro mandanti e ai complici che le hanno coperte.

Le democrazie hanno il dovere di mettere in campo tutte le iniziative che siano in grado di neutralizzare il terrorismo; questo diritto-dovere deve essere esercitato evitando indiscriminate azioni di guerra che colpirebbero gli inermi, e va accompagnato da una forte iniziativa politica degli USA e dell’Europa tesa a:
1.rafforzare e riformare l’ONU;
2.risolvere il conflitto nel Vicino Oriente attraverso un Piano di Pace basato sulle risoluzioni delle Nazioni Unite;
3.sviluppare un attenta azione diplomatica nei confronti dei Paesi Arabi moderati.

Contro ogni prospettiva di "conflitto di civiltà", bisogna fare in modo che il dialogo tra civiltà diverse resti continuamente aperto e che il confronto continui sulla base del reciproco rispetto e della tolleranza. Siamo convinti che le generalizzazioni, le semplificazioni e le demonizzazioni nei confronti di chiunque finiscono sempre per radicalizzare i fondamentalismi e gli estremismi di qualsiasi genere.

In questo senso riteniamo che il rilancio di nuove politiche di cooperazione allo sviluppo, di risoluzione dei conflitti in essere, possano aiutare nella lotta al terrorismo promuovendo il rispetto dei diritti delle persone, l’equità sociale, la dignità di tutti i popoli.

Occorre a questo proposito che l’Europa, gli Usa e tutte le democrazie si interroghino su quale può essere oggi il loro ruolo in un mondo che rischia di scivolare nella violenza. Se è vero che non esiste una correlazione automatica tra la miseria, la fame, il sottosviluppo, la diffusione delle epidemie, l’analfabetismo e il terrorismo internazionale, è altresì chiaro che questi problemi, non risolti, contribuiscono a creare aree di connivenza e omertà.

"Cibo, acqua e lavoro per tutti": i temi che la Tavola della Pace ha proposto alla discussione, in preparazione della marcia per la Pace Perugia-Assisi, incontrano da parte di Cgil Cisl Uil piena adesione, proprio perché sulla tutela, sull’affrancamento dai bisogni nell’affermazione dei diritti primari si fonda il loro patrimonio ideale.

La marcia per la Pace è per noi un’occasione di incontro e per rafforzare sintonie e costruire legami tra cittadini, associazioni, gruppi e per riproporre la ferma condanna nei confronti della violenza, per reclamare giustizia e per promuovere la globalizzazione dei diritti, della democrazia, della libertà e della giustizia sociale.

Roma, 2 ottobre 2001

Gli orrendi atti di terrorismo che hanno colpito Washington e New York lo scorso 11 Settembre rivelano quanto aggressiva, inquietante ed inusitata sia la minaccia che incombe sulla convivenza pacifica in ogni parte del mondo, e come il fanatismo e i fondamentalismi, di cui le centrali terroristiche si alimentano, siano nemici di ogni percorso di riscatto economico e civile per i popoli più diseredati, oltre che antitetici ai valori di tolleranza e rispetto dei diritti individuali e collettivi che costituiscono la base di ogni assetto autenticamente democratico.

La coscienza civile impone, perciò, che al corale sentimento di umana pietà per le vittime si accompagni il concreto impegno per sostenere una efficace azione di contrasto verso i responsabili. Vanno colpite le centrali terroristiche ovunque insediate, sconfiggendo complicità, connivenze e perverse solidarietà anche di carattere economico-finanziario.

A ciò necessita che sia restituita autorevolezza all’ONU e alle altre istituzioni sovranazionali e che si valorizzino tutte le sedi di concertazione e di dialogo fra gli Stati, utili a garantire che il ripristino della giustizia e della legalità non abbia il sapore della rappresaglia, della pura ritorsione. Ciò che va scongiurato è una azione di guerra che inevitabilmente colpirebbe gli inermi e alimenterebbe la spirale dell’odio e della vendetta.

Il rischio incombente che l’attuale situazione di grave crisi precipiti verso ulteriori azioni terroristiche, o verso uno "scontro di civiltà" le cui proporzioni e conseguenze sono oggi inimmaginabili, si scongiura soltanto chiamando tutti gli Stati e i loro governi ad assumere responsabilità nel ripristino della legalità internazionale e nella azione di prevenzione basata su un più equo e partecipato governo delle relazioni economiche e sociali su scala mondiale.

E’ un impegno di lunga lena, che sconta ritardi, inadeguatezze ed anche opportunismi ed iniquità dei paesi più ricchi ed evoluti, ma che comunque impone determinazione e tempestività per avviare a costruzione un assetto del mondo più stabile, fondato sulla giustizia, sui diritti delle persone, sull’equità sociale.

A questo fine l’Europa può svolgere una grande funzione, adottando strategie comuni di politica estera in tutte le istituzioni sovra-nazionali; attivando iniziative diplomatiche dirette per promuovere pace e cooperazione, partendo in Medio Oriente dalla attuazione delle risoluzioni dell’ONU e degli accordi di Oslo, per risolvere uno dei più acuti focolai che alimentano la spirale di guerra e terrorismo; tutelando il modello di società aperta, liberale, fondata sui diritti, che la caratterizza, combattendo l’intolleranza etnica ed anche religiosa e la restrizione degli spazi di libertà di cui già si avverte il segno inquietante.

A questi valori e a questi obiettivi la Cgil richiama i suoi militanti, i suoi iscritti, i lavoratori e i pensionati tutti. La novità della situazione impone a ciascuno di assumere coscienza e responsabilità, consapevoli che schemi e certezze del passato non bastano più, che occorre costruire una nuova consapevolezza e porre le basi per una mobilitazione crescente e attiva per affermare un nuovo, più giusto e consapevole ordine mondiale.

Lo svolgimento del Congresso della Confederazione offre l’occasione per sviluppare queste riflessioni con il coinvolgimento di tutti gli iscritti.

Nel contempo rinnoviamo la sollecitazione a tutti i militanti della Cgil affinchè partecipino il prossimo 14 ottobre alla "Marcia per la pace Perugia-Assisi", appuntamento tradizionale di cui le Confederazioni sindacali sono da sempre tra i promotori, che riveste quest’anno un significato particolarmente alto.

Inoltre rinnoviamo il nostro impegno a predisporre, unitamente a Cisl e Uil, una importante occasione di confronto con i sindacati americani e ad intensificare il dialogo con i sindacati dei paesi dell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente promuovendo iniziative comuni per la pace e la convivenza.

Roma, 1/10/2001


Le Segreterie Cgil, Cisl e Uil, riunitesi nella mattinata del 12 settembre, di fronte alla gravissima e sconsiderata azione terroristica che ha colpito gli Stati Uniti d’America esprimono cordoglio e solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici e al Popolo Americano tutto, duramente e tragicamente colpiti dalla ferocia del terrorismo internazionale.

Di fronte a un’azione di autentica guerra contro obiettivi civili e cittadini inermi, contro un Paese libero con una grande storia di libertà ; e di democrazia, atto che rappresenta un crimine orribile contro l’ umanità, è indispensabile la risposta ferma e democratica dei lavoratori italiani in difesa della pace, della libertà e della convivenza civile.

Il Paese tutto e la comunità democratica mondiale devono rispondere con fermezza per bloccare questa gravissima deriva terroristica internazionale che minaccia la sicurezza dei cittadini e degli Stati, anche con la collaborazione fra Stati e forze di sicurezza per un’azione decisa di prevenzione e per assicurare alla giustizia i responsabili.

Le Segreterie Cgil, Cisl e Uil, oltre alle iniziative di solidarietà e di cordoglio formulate nella giornata di ieri al sindacato americano AFL-CIO e all’Ambasciata Americana di Roma, decidono di avviare e organizzare una riflessione politica rispetto al nuovo contesto che tale situazione potrà ; determinare e chiedono alla CES e alla CISL Internazionale di promuovere in tempi celeri iniziative adeguate.

Le Segreterie Cgil, Cisl e Uil indicono in tutti i luoghi di lavoro una fermata di 1 ora con sciopero nelle giornate del 12 o 13 settembre, per realizzare sia assemblee unitarie nelle quali esprimere la nostra più ferma condanna della feroce strage terroristica di ieri, sia per supportare iniziative, presidi, manifestazioni che le strutture unitariamente promuovono nei territori.

In seguito ai tragici avvenimenti di New York, il C.D. FILCAMS di Parma esprime il proprio sgomento e incredulità e manifesta la propria ferma condanna contro qualsiasi forma di terrorismo. Con la stessa forza condanna a priori qualsiasi azione di discriminazione razziale e culturale, che potrebbe verificarsi – quale conseguenza autarchica di tali fatti – nei confronti di molti uomini e donne, lavoratori e lavoratrici anche presenti nel proprio settore.

Contemporaneamente il C.D. FILCAMS riunitosi per dare inizio alle procedure congressuali, considerati i gravi attacchi diretti e già avviati nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori italiani dall’attuale governo di destra, ritiene indispensabile l’UNITA’ REALE della CGIL, quale maggiore sindacato italiano.

Pur ritenendo inderogabile la naturale dialettica che si produrrà dalla presentazione delle diverse tesi per il XIV congresso nelle assemblee dei lavoratori, il C.D. FILCAMS dà mandato alla sua stessa segreteria di verificare la fattività di un documento di accompagnamento ai dibattiti assembleari UNITARIO, seppure nel rispetto e nella garanzia della pluralità di delegati eletti ed espressione delle diversi tesi.. Documento, quindi, che veda tutti i dirigenti sindacali di categoria impegnati in un realistico percorso di unità e pratica sindacale, chiaramente ed indiscutibilmente riscontrabile dai lavoratori, ponendosi come obiettivo la possibilità di avviare un processo che possa concludere in modo unitario il congresso provinciale della Camera del lavoro di Parma.

Il documento verrà consegnato alla Commissione di Garanzia.

Approvato all’unanimità.

Parma, 12 settembre 2001

NO AL TERRORISMO

SI ALLA PACE

Filcams Cgil Milano – Iniziative

La Rinascente Duomo assemblea – volantinaggio 14.30-15.30
Carrefour Carugate assemblee – volantinaggi 10.30-12.00 17.00-18.00
Carrefour S. Giuliano volantinaggio
Carrefour Assago comunicato, trasmesso per 10 volte
nella giornata ai clienti per momenti di raccoglimento
Coop assemblee nei diversi punti vendita
Ikea Corsico assemblea – volantinaggio 15.30 – 16.30
Auchan Vimodrone sciopero con assemblea
Auchan Cinisello sciopero con assemblea
Esselunga iniziative in alcuni punti vendita
Metro Cesano sciopero con assemblea
Compaq sciopero con assemblea
Hewlet Packard sciopero con assemblea
TNT sciopero con assemblea
Agfa sciopero con assemblea
Peugeot sciopero con assemblea
Renault sciopero con assemblea
Citroen sciopero con assemblea
Mc Donald’s assemblea generale dei lavoratori milanesi – ven. 14.9
Blockbuster iniziative in alcuni punti vendita

Assemblee e scioperi nei principali alberghi milanesi:

Excelsior Gallia
Gruppo CIGA
Four Seasons
Jolly Hotel Touring
Starhotels
Hilton
Marriot
Grand Hotel et De Milan

tour operators:

Grantour
Hit – gruppo Parmalat

Vigilanza Città di Milano

Settore Guardie Giurate – fermata nelle ultime ore di servizio

Farmacie milanesi – affissione per il pubblico, delle iniziative CGIL,CISL,UIL

Milano, 13 settembre 2001

CGIL – NIdiL (Nuove Identità di Lavoro)
II FASE DELLA SPERIMENTAZIONE

LA CO-PROMOZIONE

I.In questi ultimi anni si è registrata una forte espansione del ricorso a modalità contrattuali non riconducibili al lavoro subordinato (circa 2 milioni di lavoratori che operano con forme contrattuali diverse dal lavoro dipendente, circa 500 mila missioni di lavoro temporaneo) e un contemporaneo ampliamento dei settori in cui sono utilizzate. L’esperienza sin qui svolta dal sindacato ed in particolare da CGIL NIdiL consente di fare prime analisi anche qualitative sul fenomeno – emerge in modo diffuso la presenza di lavoratrici - e di inserirle in una riflessione sull’azione sindacale e sulla rete di relazioni intessuta con questi lavoratori e lavoratrici. Gli interventi necessari ad affrontare tale condizione rientrano in una azione più complessiva della CGIL rivolta ad affrontare i problemi legati al lavoro diffuso e parcellizzato, in particolare nell’artigianato e nei servizi, che costituisce parte importante del mercato del lavoro e, spesso, prima occasione di impegno delle giovani generazioni.

II.Occorre altresì impostare una più efficace azione di raccolta e lettura dei dati relativi a questo fenomeno in riferimento ai settori produttivi, ai comparti e alle singole entità produttive, ciò a partire da una più incisiva capacità di rendere esigibile il diritto d’informazione anche in riferimento alle tipologie contrattuali presenti e alla qualità dei rapporti nei luoghi di lavoro e verso le controparti sia pubbliche che private.

III.Per ciò che riguarda il lavoro non standard (collaborazioni coordinate e continuative, collaborazioni occasionali, prestazioni professionali, partite IVA individuali, ecc.) l’esperienza fin qui fatta conferma la contraddittorietà di questo fenomeno – di cui i due poli estremi sono: autonomia e precarietà – e l’interesse strategico per il sindacato di mettere a punto un’azione di tutela specifica mirata a delineare un percorso attraverso cui sia possibile scegliere e non subire queste modalità di lavoro.

IV.Si conferma valida della scelta compiuta, a suo tempo, dalla CGIL di definire una struttura confederale come NIdiL che intervenisse specificatamente sul terreno del lavoro parasubordinato ed interinale, e si riconosce la positività di un percorso che ha portato la nostra Confederazione, e successivamente tutto il movimento sindacale, ad accettare la sfida sul terreno della rappresentanza e della tutela di tutti i lavoratori che, nelle varie forme, si sono affacciati in questi anni nel grande processo di trasformazione economica e sociale che ha coinvolto anche il nostro paese.

V.Verificando il lavoro sin qui svolto e anche grazie alle prime forme di organizzazione e di rappresentanza costruite, si può affermare con convinzione che il sindacato confederale è l’unico agente in grado di realizzare una piena inclusione sociale di tutti i lavoratori, al di là delle diverse forme contrattuali.

VI.Le ragioni di un’azione congiunta, co-promossa fra confederazione e categorie, partono da un’evidenza: il lavoro non standard ha assunto dimensioni rilevanti, e tali da non potersi considerare un fenomeno episodico oppure temporaneo, e, soprattutto, è interno o si infiltra tra le maglie dei processi lavorativi presidiati dalle aree contrattuali oggi conosciute. Le ragioni di questo processo sono sia economiche sia tecnico-gestionali, sia legislative. E’ un fenomeno più “interno” nel caso del lavoro interinale nei settori industriali, mentre è differenziata, in forme più o meno strutturali nei vari segmenti produttivi, per la parasubordinazione e i settori terziari.

VII.Sta in noi la capacità di guardare oltre l’attuale fase contingente. Se il sindacato intende ancora giocare un ruolo d’attore nelle dinamiche sociali è certamente utile cogliere a pieno la profondità di tali cambiamenti e la necessità di adeguare la propria strategia.

VIII.E’ per questo che, dopo la prima fase di avvio di NIdiL, si intende sperimentare una ulteriore fase di percorso che, facendo tesoro dell’esperienza fin qui svolta, metta a punto azioni innovative che coinvolgano organicamente le categorie, e diano sviluppo all’azione di tutela di questa rilevante parte del mondo del lavoro, a partire dalla tutela contrattuale, in coerenza con l’obiettivo strategico di unificazione del mondo del lavoro.

IX.L’esperienza contrattuale d’avvio di NIdiL consente già di dire che l’azione operata ha consentito, laddove si è praticata, di limitare il fenomeno del dumping sociale fondato su un’abbattimento delle tutele nel lavoro e contenere i pericoli di destrutturazione dei diritti del lavoro dipendente nelle sue forme tradizionali. Questo patrimonio acquista un valore aggiuntivo, nell’ arrivare ad avere una chiave di lettura su come influenzare e promuovere la dinamica contrattuale e la tutela collettiva, consapevoli di dover fare i conti con la difficoltà oggettiva incontrata da lavoratori e lavoratrici che, oggi dispongono solo di propri contratti individuali. E’ necessario costruire esperienze di azione sindacale e di contrattazione collettiva co-promosse che diano slancio, dinamicità e forza a questo primo embrione contrattuale e invertano progressivamente la “fuga dai diritti” che ha caratterizzato fino ad oggi gran parte del lavoro parasubordinato. Per il sindacato e per la CGIL, invertire questa tendenza, non è solo un obbligo morale ma una necessità dettata dal dover governare una delle dinamiche che mutano la stessa condizione lavorativa di tipo standard.

X.Nel tracciare un’ipotesi di evoluzione della fase sperimentale di CGIL NIdiL si ritiene doveroso chiarire che NIdiL non è e non deve essere:
(a)un servizio – in quanto accanto al bisogno di tutela individuale emerge anche la necessità di un’azione di tutela collettiva e di rappresentanza;
(b)una categoria intesa in senso verticale – in quanto questi lavoratori e queste lavoratrici pongono domande inedite attinenti sia la dimensione generale, in conseguenza della tipologia del rapporto di lavoro, che la dimensione più specifica, legata all’area merceologica e al carattere della prestazione lavorativa.

XI.Le categorie paritariamente alla confederazione danno impulso all’azione sindacale verso le Nuove Identità di Lavoro, attraverso una forma organizzativa inedita, che promuove un percorso di rappresentanza e di valorizzazione dell’identità. In questo contesto Il sistema di legittimazione dovrà essere in grado di comporre la dimensione orizzontale e verticale del sindacato. Da qui, in positivo, il significato di trasformazione di CGIL NIdiL

Pertanto

tra la Confederazione, e le Categorie, a partire da quelle più coinvolte settorialmente dai processi di trasformazione e di concentrazione nelle forme di lavoro non subordinato, si realizza il seguente impegno politico organizzativo:

a.La Confederazione, attraverso NIdiL, e le categorie interessate danno vita alla nuova struttura co-promossa denominata CGIL NIdiL. “CGIL NIdiL struttura co-promossa” avrà un nuovo organismo dirigente con caratteristiche esecutive denominato Coordinamento Nazionale di CGIL NIdiL.

b.Il Coordinamento Nazionale di CGIL NIdiL vedrà la compresenza di dirigenti nominati in forma paritaria ed espressione delle due dimensioni che lo compongono. I suddetti dirigenti mantengono la propria titolarità di provenienza e di legittimazione tesa alla co-decisione dell’azione quotidiana di NIdiL.

c.Al nuovo organismo dirigente è assegnato il compito di decidere l’azione che la struttura co-promossa saprà prendere in relazione ai diversi soggetti, settori e alle caratteristiche dei rapporti di lavoro presi in esame.

d.I componenti di categoria, del coordinamento nazionale, avranno il compito di mantenere il collegamento e di essere il riferimento specifico di NIdiL co-promossa per le politiche sindacali e contrattuali nelle categorie di provenienza e per le rispettive strutture territoriali.

Nel ratificare l’intesa le strutture coinvolte inoltre concordano di favorire:

·Il decollo organizzativo e politico di NIdiL in tutte le CdLT come base indispensabile per un percorso di unificazione del mondo del lavoro e per l’affermazione di diritti e di rappresentanza specifici;

·l’impegno delle proprie strutture territoriali a completare e rendere operativa la nuova struttura co-promossa, individuando settori, luoghi, tempi e modalità di contatto e di tutela dei lavoratori che operano con nuove modalità contrattuali; individuando da subito le aree territoriali in cui iniziare, anche a livello decentrato, la sperimentazione della co-promozione di CGIL NIdiL;

·la sindacalizzazione dei lavoratori che operano con nuove forme contrattuali chiedendo uno sforzo congiunto e condiviso tra categorie e NIdiL, coinvolgendo in questo percorso i delegati e le rsu nei posti di lavoro. Questa iniziativa dovrà essere accompagnata da un’azione formativa congiunta mirata sia ai delegati di base che ai quadri intermedi coinvolti nel progetto di co-promozione;

·una piena visibilità anche interna alla CGIL della presenza dei lavoratori “atipici”, anche per dimostrare la capacità di dare piena rappresentanza ad un pezzo sempre crescente del mondo del lavoro, in cui spesso sono negati diritti e tutele. Per questo si ritiene importante che il sistema di rilevazione organizzativo dell’insieme delle strutture CGIL renda visibile l’adesione complessiva dei lavoratori ”atipici”. In sostanza, si tratta di produrre un monitoraggio dettagliato in grado di esprimere, attraverso una somma algebrica, la qualità sociale delle adesioni dirette a NIdiL e quelle di lavoratori che si iscriveranno a NIdiL attraverso la categoria.

·In questo processo di monitoraggio costante (fondamentale per rafforzare l’azione di conoscenza e di visibilità dei lavoratori iscritti ed impegnati con “nuove modalità di lavoro”) rivestono un ruolo decisivo ed imprescindibile le categorie territoriali, le strutture territoriali di NIdiL e le CdLT, senza cui non è pensabile nessuna chiara lettura dei fenomeni e nessuna azione specifica.

Le strutture definiranno i termini organizzativi della co-promozione come segue:

1.Il sistema complessivo di rilevazione dell’adesione alla confederazione sarà modificato per rendere visibile l’adesione complessiva dei lavoratori non subordinati ed interinali. La suddetta rilevazione dovrà segnalare sia le adesioni dirette a NIdiL che la condizione contrattuale dei lavoratori iscritti a NIdiL dalle categorie;

2.In caso d’avviamento d’attività contrattuali ad ogni livello, che coinvolgano lavoratori parasubordinati nei settori coperti dall’azione contrattuale di una delle categorie coinvolte nella co-promozione, le due organizzazioni si impegnano ad attivare un’azione congiunta ed un confronto preventivo sui contenuti delle piattaforme, sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori interessati e sulle metodologie d’azione nei confronti delle controparti. – In caso di contrattazione specifica riguardante i lavoratori parasubordinati, la delegazione contrattuale sarà congiunta.

3.Tenuto conto anche delle indicazioni statutarie sull’unicità dell’adesione alla CGIL, i lavoratori e le lavoratrici con contratto di lavoro interinale, in collaborazione continuativa od occasionale, con partita IVA individuale, ecc, impegnati in imprese ed enti operanti nell’ambito contrattuale delle categorie interessate avranno la tessera Cgil-NidiL;

4.Sulla tessera, nella parte per il lavoratore, sarà applicato un talloncino con il recapito della struttura locale di NIdiL e della struttura locale della categoria interessata;

5.Tale presenza settoriale sarà evidenziata ed aggregata nel tesseramento della categoria con voci aggiuntive di disaggregazione, come ad esempio: “NIdiL collaborazioni” o “NIdiL Interinali”. Questi dati assieme a quelli ottenuti direttamente da NIdiL comporranno il dato complessivo del tesseramento di CGIL NIdiL stessa e saranno, a loro volta, disaggregati ed evidenziati da NIdiL per settore di provenienza dando così un quadro complessivo dell’impegno e dei risultati ottenuti da ognuno;

6.Per ogni lavoratrice/lavoratore iscritto dalla categoria con tessera “brevi mano”, nelle realtà non coperte dalla possibilità di adesione con delega, si riconoscerà alla Categoria il 100% della quota tessera. Per ogni lavoratrice/lavoratore, iscritto a Cgil-NIdiL, direttamente dalla categoria con delega CGIL NIdiL si riconoscerà a quest’ultima il 50% della quota delega)

7.Al nuovo organismo co-promosso spetterà anche, il compito di affrontare e sciogliere i nodi, nelle modalità opportune e condivise, relativi ai temi della titolarità contrattuale e della rappresentanza, nei casi e settori in cui emergeranno difficoltà operative rispetto alla presente impostazione, e di avanzare eventuali proposte entro l’avvio della fase congressuale.

8.Vista la fase ancora sperimentale della struttura di CGIL NIdiL e considerata la necessità di dare un maggiore impulso sia all’insediamento territoriale di NIdiL, sia all’azione concreta di organizzazione dei lavoratori parasubordinati ed interinali anche attraverso le categorie si ritiene opportuno, in questo momento, che le risorse ottenute dall’adesione di questi lavoratori alla CGIL rimangano interamente a livello territoriale e vadano a finanziare le strutture impegnate in questo progetto, purchè le strutture interessate, sia confederali che di categoria, costituiscano uno specifico centro di costo in cui imputare entrate ed uscite relative all’attività che riguarda NIdiL.

9.Le strutture coinvolte impegnano i propri organismi territoriali, per le materie di loro competenza, a dare informazioni ed assistenza ai lavoratori su indicati e ad informarli dei servizi e delle tutele offerte da entrambe le strutture e ad avviare programmi formativi mirati, rivolti ai quadri sindacali e alle RSU.

10.Le strutture coinvolte si impegnano ad avviare un confronto con il “sistema dei servizi” per aggiornare e rendere funzionale il rapporto e l’apporto dei servizi stessi alla nuova struttura co-promossa, integrando l’azione di tutela individuale con le funzioni di rappresentanza e di tutela contrattuale anche per questi lavoratori.

11.In particolare occorre rendere operativa in ogni CdLT un’azione specifica sul versante fiscale, previdenziale, dell’accesso e al lavoro e vertenziale sia come interfaccia specifico dei resp. NIdiL sul territorio sia come referente specialistico per i lavoratori. Bisogna individuare a tal fine operatori orientati a questa azione. Inoltre va avviato e garantito in tutte le realtà locali, a cura delle società di servizio, la possibilità di tenuta della contabilità, anche sulla base delle positive esperienze già avviate per i lavoratori in possesso della partita IVA individuale. A questo impegno va accompagnata una discussione e una prima sperimentazione sul versante di nuovi servizi specifici per questi lavoratori ((formazione, accesso al lavoro, bilancio di competenze, ecc.).

12.A partire dalle indicazioni del presente documento, si avvieranno confronti anche con le altre categorie interessate dal fenomeno.

Roma, li

CGIL NAZIONALECGIL NIdiL

FILCAMS CGILF P CGIL

SLC CGIL SNS CGIL

SNUR CGIL