Category Archives: INIZIATIVE

960x300_sito_fp_cgil_donneAssemblea nazionale delle Donne Delegate FILCAMS, FLAI e FP CGIL

28 marzo 2017

 

Programma

Video

Il saluto delle segretarie generali Maria Grazia Gabrielli, Serena Sorrrentino e Ivana Galli 

L’intervista di Flavia Fratello a Cinzia Serra, delegata Filcams Cgil Cagliari. Lavoratrice in appalto nella base militare dell’aeronautica di Decimomannu

L’intervista di Flavia Fratello a Wendy Galarza, delegata Filcams Cgil Perugia nel settore del lavoro domestico

L’intervista di Flavia Fratello a Viviana Correddu, delegata Filcams Cgil Genova nel settore della Grande distribuzione Organizzata

Comunicati stampa

Le immagini

 

La Filcams ogni domenica, per tutto il 2017, dedicherà uno spazio ad una donna che nel campo dell’impegno sindacale, della politica, delle arti, abbia saputo lasciare un segno nella storia e una eredità di azioni e pensiero a disposizione di tutti.
Mai come ora si avverte la necessità di uscire dalla ritualità, dalla ricorrenza, dalla celebrazione annuale, facendo della questione “femminile” un appuntamento fisso che ricordi alla coscienza collettiva e individuale di ognuno di noi il contributo irrinunciabile delle donne nella costruzione quotidiana di una società più equa, complessa ed evoluta.
#LaDomenicadelleDonne

Con il deposito in Cassazione dei 3,3 milioni di firme per i referendum per l’abolizione dei buoni lavoro “voucher, per introdurre la responsabilità solidale negli appalti e per il reintegro per licenziamento senza giusta causa, la Cgil chiude un primo momento particolarmente impegnativo per l’organizzazione, concentrandosi fino ad ottobre sulle iniziative a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per consegnare ai lavoratori e alle lavoratrici un nuovo statuto: la Carta dei diritti universali del lavoro.

La grande soddisfazione per il notevole risultato ottenuto viene condivisa anche dalla Filcams Cgil;  la #sfidaperidiritti  per superare la precarietà del voucher, per consegnare maggiori certezze e garanzie ai lavoratori in appalto e il sostegno ai diritti e principi contenuti nella Carta Universale del Lavoro è stata raccolta da tutte le strutture ed ha visto un impegno straordinario e importante, a partire dalle delegate e delegati dei diversi posti di lavoro.

Nei giorni immediatamente successivi al deposito delle firme la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha illustrato le motivazioni che hanno portato l’organizzazione a promuovere i referendum, sintetizzate bene in una intervista a Il Fatto Quotidiano che potete leggere integralmente, pubblicata anche sul sito www.cgil.it.

LEGGI QUI Intervista: Camusso, non ci rassegniamo a stare senza art. 18 e al boom di voucher

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 Scarica il file completo con le immagini

Le immagini della campagna

Ha preso il via in questi giorni la campagna lanciata dalla Filcams Cgil, #SiamoDoveSei. Un’iniziativa che vuole raggiungere le lavoratrici e i lavoratori dei nostri settori: dalle colf e lavoratori domestici alle imprese di pulizie, dal commercio al terziario avanzato, dalla vigilanza privata ai portieri, dagli alberghi alle mense, dai pubblici esercizi alle terme, dall’acconciatura ed estetica agli studi professionali.

Con più di 400mila iscritti, la Filcams è la categoria della CGIL più numerosa e  svolge la propria  attività di tutela collettiva e individuale. Opera per la tutela e promozione dei diritti, per la realizzazione degli obiettivi di eguaglianza e solidarietà sociale per la tutela collettiva e individuale dei diritti e degli interessi economici, sociali, professionali delle lavoratrici e dei lavoratori,

La Contrattazione Nazionale, La Contrattazione aziendale e territoriale, l’ elezione dei rappresentanti sindacali, lo svolgimento delle assemblee sindacali, le vertenze di lavoro, le informazioni contrattuali e l’assistenza legale.

SiamoDoveSei_Albergo SiamoDoveSei_pulizie_web SiamoDoveSei_Ristorazione_web 

SiamoDoveSei_Commercio_web  SiamoDoveSei_StudiProfessionali_web

Documenti
"Il rapporto sull’andamento economico, strutturale ed occupazionale dei principali settori"

Comunicati Stampa
(23/09/2013) Pubblicato L’Osservatorio Sul Terziario Di Mercato 2012

Video
SuperPrecario e il Turno Eterno
SuperPrecario e lo Sporco Impossibile
SuperPrecario e le Pieghe Amare

Locandine
Immagine 1
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Lo spot audio

Roma, 26 e 27 maggio 2011
La Relazione di Maria Grazia Gabrielli
Segretaria Nazionale FILCAMS CGIL
Relazione sul Turismo di Lucia Anile
Relazione sulle Politiche di Genere di Silvana Morini
Quadro Riepilogativo sulla Contrattazione
Rapporti Turismo e Ristorazione
Quadri Sinottici Confronto Accordi Aziendali
Quadri Rilevazione Contrattazione Territoriale
Relazione e Presentazione PPT sulla Bilateralità di Carmelo Romeo
Relazione di Maria Grazia Gabrielli

La due giorni di direttivo seminariale risponde alla necessità di compiere una riflessione più approfondita sulla contrattazione di II livello; una necessità che era stata ampiamente espressa e che avevamo già inserito nella nostra agenda di lavoro.

E’ evidente come, da quando lo abbiamo pensato ad oggi, il taglio che è stato dato ai lavori tiene conto degli effetti, delle conseguenze, dell’accordo separato nel settore terziario intervenuto a febbraio 2011.

La rilevanza che questo atto assume nel terziario e che rischia di assumere – con un possibile effetto trascinamento – su altri settori – costituisce “il problema” con cui confrontarsi, per provare a ipotizzare modelli, soluzioni e una strumentazione da utilizzare o da rispolverare nella contrattazione di II livello.

Per la priorità e novità del contesto che si è determinato con l’accordo separato nel terziario e che produrrà i suoi effetti nei prossimi anni, abbiamo ritenuto che la discussione sulla contrattazione – che da questo quadro sarà fortemente condizionata – deve assumere e tenere insieme due aspetti: la linea sindacale/politica e le conseguenti soluzioni pratiche. Il luogo più idoneo di elaborazione non poteva che essere il Direttivo.

Per questo, la forma adottata – anche nell’impostazione dei lavori – non risponde ai canoni utilizzati nei modelli formativi classici.

Il seminario, pur con una panoramica generale, concentrerà l’attenzione sul terziario a cui si aggiunge il settore turismo e la bilateralità.

Il turismo, per l’esigenza di poter monitorare questo specifico spaccato e coordinare, caratterizzare la fase della contrattazione di II livello che si è aperta dopo il rinnovo del contratto nazionale.

La bilateralità, per poter acquisire la radiografia sulla condizione degli Enti di livello nazionale e di livello territoriale effettuata dalla Filcams nazionale e perché quello della bilateralità è un tema trasversale ai settori e di derivazione dalla contrattazione.

L’approfondimento dei temi, chiaramente, non può prescindere da un analisi di partenza sul patrimonio che abbiamo a disposizione e quindi sulla contrattazione che abbiamo fino a qui costruito.

Una fotografia e una mappatura che, ai fini della nostra elaborazione, non può essere solo un dato statistico quantitativo ma la messa a nudo dello stato di salute della nostra capacità e possibilità di lavorare nel segmento del II livello.

Nella documentazione consegnata oggi, abbiamo censito , con un ragionevole margine di errore ed omissione da parte nostra:

n. 167 aziende/gruppi del settore terziario seguite dal livello nazionale o che hanno carattere multiregionale

di questi
n. 66 hanno una contrattazione integrativa
n. 97 non hanno contrattazione o non abbiamo sufficienti informazioni rispetto allo stato
della contrattazione
le ulteriori 4 aziende hanno una contrattazione territoriale.

Delle 66 aziende dove insiste la contrattazione:

24 hanno un Cia vigente

36 hanno un CIA scaduto (tra questi consideriamo anche quelle aziende dove la contrattazione di rinnovo si è interrotta e abbiamo dovuto registrare un contenzioso legale che è ancora in corso di definizione sull’ultravigenza del CIA come il caso di Pam e Panorama) e di questi 36 contratti, n. 23 prevedono l’ultravigenza.

6 sono le aziende che erano senza CIA e hanno nuovi tavoli negoziali aperti

Il numero dei lavoratori coinvolti dalla contrattazione sono approssimativamente n 170.000

Nel settore del turismo le aziende e gruppi a livello nazionale sono n. 39

Di cui
n 13 con contrattazione integrativa
n 16 senza contrattazione
n 10 con CIA territoriali

tra le aziende con contrattazione
n 10 sono scaduti e tutti hanno una condizione di ultravigenza e
n. 3 sono i CIA vigenti

Il numero dei lavoratori coinvolti dalla contrattazione sono approssimativamente n. 120.000.

Nel settore della cooperazione:
abbiamo n. 5 gruppi cooperativi esclusivamente riconducibile al formato della distribuzione cooperativa.

Di questi
n. 3 sono CIA nazionali e 2 CIA territoriali/interregionali. Complessivamente 4 accordi hanno ultravigenza e per
n. 2 CIA è stato stipulato un ulteriore accordo di proroga e uno è in fase di rinnovo.

Il numero dei lavoratori coinvolti dalla contrattazione sono oltre 25.000, ovviamente trattasi di un dato approssimativo

Negli altri settori, per le caratteristiche proprie del settore o per i modelli indicati dagli stessi contratti nazionali, la contrattazione di II liv. è articolata per azienda o per territorio quindi a livello regionale oppure provinciale.

Questa condizione è riscontrabile per le mense/ristorazione collettiva, per le aziende del pulimento, per il settore termale, per la vigilanza privata che ha una contrattazione sviluppata quasi esclusivamente attraverso accordi provinciali.

E’ necessario evidenziare la debolezza che si traduce nella incapacità di costruire un sistema di contrattazione di II livello per settori cosiddetti polverizzati, frammentati, come quello degli studi professionali, colf e badanti, parrucchiere ed estetisti, farmacie, ecc.

Alcune esperienze , anche in tali settori, sono ovviamente state fatte ma rappresentano ancora una situazione minoritaria.

Alcuni dati da evidenziare:

la contrattazione nel terziario non ricomprende e non è circoscritta alla sola GDO.

L’impossibilità di non riuscire a costruire una rete e una chiave di ingresso in molte aziende del terziario che occupano complessivamente un numero di lavoratori pari alle aziende della GDO sindacalizzata.

Nel Turismo emerge come il sistema della contrattazione nazionale è legato alla ristorazione autostradale e al settore alberghiero.

Nella cooperazione il segmento della distribuzione cooperativa risulta ampliamente coperto da un sistema strutturato di secondo livello mentre non siamo in grado di indicare lo stato dell’arte nelle cooperative minori che compongono quel sistema.

A questo spaccato nazionale, dobbiamo poi aggiungere la contrattazione aziendale presente nei territori e la contrattazione territoriale nei vari settori.

Il dato diventa, a questo punto, molto più nebuloso.

La rilevazione – che come ricorderete abbiamo avviato nei mesi scorsi – al netto del margine di errore e distrazione che possiamo aver fatto nell’opera di censimento e elaborazione – ha prodotto il seguente risultato:

n. 12 accordi territoriali nel terziario di cui 10 unitari e 10 con ultravigenza

n. 13 accordi territoriali nel turismo di cui 11 unitari e 7 vigenti

n. 7 accordi nel pulimento tutti unitari e di cui 3 ultravigenti

n. 15 accordi nella vigilanza privata di cui 14 unitari e 9 in ultravigenza

n. 43 accordi aziendali/territoriali riconducibili a diversi settori o aziende

Per un totale di n 77 accordi di II livello su tutto il territorio nazionale.

Quindi, sommando la contrattazione reale che siamo riusciti a censire tra nazionale, sovra regionale (tot 88) e territoriale (77) abbiamo un totale di 165 aziende coperte realmente da un CIA.

Se questo dato fosse rispondente al vero, oggi dovremmo sicuramente bilanciare la nostra discussione affidando un diverso peso all’aspetto quantitativo e ripartire – come anche sarà necessario fare – dalla madre di tutte le questioni cioè la nostra capacità di penetrazione del sistema per costruire e utilizzare realmente lo strumento della contrattazione.

Ma poiché abbiamo un ragionevole margine di dubbio sulla rispondenza del dato a nostra disposizione, forse la domanda che dobbiamo porci è se crediamo sia utile far partire una riflessione sul tema da dati quantitativi il più possibili certi, per poi consentirci di socializzare e analizzare gli aspetti qualitativi.

Se la risposta è si, come noi riteniamo, dobbiamo interrompere il corto circuito che ci impedisce di costruire la banca dati della contrattazione della FILCAMS in maniera organica.

Quindi da qui partono almeno alcuni interrogativi:

- quali sono stati gli ostacoli della contrattazione di II livello fino ad oggi?

- rispetto ai dati parziali e che comunque confermano quanto già sappiamo, cioè la poca estensione del II livello, quale contrattazione, dal punto dei vista dei contenuti, abbiamo fatto fino ad oggi?

– Se e come possiamo credibilmente darci un obiettivo di estensione della contrattazione di II livello in tutti i settori e nel settore del terziario dove il contesto si è ulteriormente complicato per gli effetti del ccnl separato?

Chiudo così la premessa che è però organica degli approfondimenti successivi che articoleremo nelle modalità già dette (terziario, bilateralità, turismo).

Terziario

Prima dell’analisi sulla contrattazione di II livello, riteniamo utile fornire anche alcuni approfondimenti sul piano dei contenuti del ccnl terziario separato che amplia le prime valutazioni fatte fino ad ora e che vede anche un contributo più dettagliato di ordine legale utile a comprendere come poter supportare i percorsi da intraprendere e che ha risvolti anche sulla contrattazione.

Il presupposto di ogni considerazione che svolgeremo nei lavori della giornata, il punto di partenza, è la valutazione sindacale già espressa dalla filcams e riconfermata dall’esito della consultazione, cioè quella del non riconoscimento e della non legittimazione politica dell’accordo separato così come contenuta nel Documento del Comitato Direttivo del 9 maggio us.
Alla valutazione politica, atto primario e di indirizzo della categoria, si intreccia anche la valutazione giuridica e legale che può costituire un supporto ma la cui percorribilità fattiva non è un automatismo

Provando a sezionare i temi del contratto nazionale, il primo aspetto è quello relativo ai rapporti di lavoro e all’efficacia soggettiva del CCNL separato.

L’approfondimento su questo terreno era ovviamente direzionato a poter comprendere se il contratto nazionale si applica o no a tutti i lavoratori.

Dalla prima analisi effettuata, possiamo sostenere che il contratto nazionale non è applicabile e non ha efficacia per tutti i lavoratori.

Evito ovviamente di entrare in tutti i particolari di ordine legale per arrivare alla sintesi delle ragioni su cui poggia tale possibilità:

Il datore di lavoro, applica il ccnl a tutti i propri dipendenti a prescindere da un’indagine sull’affiliazione sindacale degli stessi ed in genere lo offre come trattamento di riferimento in sede di assunzione cioè in sede di costituzione del contratto individuale.

Il rinvio al CCNL, come fonte di integrazione del regolamento contrattuale del singolo rapporto, è quindi oggetto di accordo e consenso individuale.

Tale accordo è normalmente espresso – in campo giuridico – come rinvio “dinamico” ovvero come rinvio alla fonte contrattuale nelle sue articolazioni, cioè i vari livelli di contrattazione, e nelle sue evoluzioni temporali cioè i successivi rinnovi.

Per questo è possibile affermare che il rinvio al contratto di settore, effettuato in un dato momento all’atto della costituzione del rapporto di lavoro (assunzione), deve intendersi come rinvio ad una fonte dinamica di produzione di regole caratterizzata anche soggettivamente.

Quindi il rinvio al CCNL effettuato in sede di assunzione non può essere considerato come rinvio ad un qualsiasi futuro contratto di settore, stipulato da qualunque soggetto purché applicato dal datore di lavoro e può invece intendersi come rinvio anche alle sue articolazioni ed evoluzioni, purché caratterizzate da omogeneità di soggetti stipulanti.

Tale affermazione è tanto più vera perché si sviluppa in un sistema generale – come quello italiano – caratterizzato da pluralismo sindacale, come dalla presenza di diversi contratti, e da un sistema delle relazioni industriali dove, la situazione più frequente, quando si indica il rinvio al contratto, è quella in cui il rinvio è al contratto di settore negoziato e stipulato unitariamente dalle oo.ss. confederali più rappresentative.

Se uno dei presupposti è l’omogeneità, ne deriva che l’eventuale modifica dei soggetti stipulanti interrompe la linea di conseguenza con il rinvio operato in sede di costituzione del rapporto di lavoro individuale. Situazione questa, che eventualmente, dovrebbe richiedere il rinnovo del consenso del lavoratore sulla fonte che regola il rapporto di lavoro costituito tra le parti.

Da queste basi, si è in condizioni di sostenere la possibilità di opporsi all’applicazione del rinnovo separato per gli iscritti ma anche non iscritti.

Provo a tradurlo ulteriormente in una simulazione. Un lavoratore iscritto filcams è stato assunto nel 2005, la fonte contrattuale di riferimento che regola il suo rapporto di lavoro è quello del contratto del terziario 2004 che è stato espressamente accettato nel contratto individuale firmato con il datore di lavoro.
Tale condizione è accolta e produce l’effetto di proseguire l’azione di regolare il rapporto di lavoro nel corso del tempo se i successivi rinnovi, mantengono i criteri di omogeneità (con il primo contratto).
Tra questi criteri di omogeneità c’è il fatto che, ad esempio, i firmatari dei rinnovi siano gli stessi soggetti che c’erano all’origine. Se tale catena si spezza, ciò consente al lavoratore di non riconoscere il nuovo contratto in linea di continuità con quello che aveva accettato come regolatore del suo rapporto di lavoro.

Emerge però, da questo fondamentale presupposto, un primo problema: la costituzione di un doppio regime di condizione. Cioè la possibilità di opporsi all’applicazione del ccnl diventa meno contrastabile per i lavoratori assunti dopo il rinnovo separato, ai quali verrà proposta, in sede di costituzione del rapporto, l’applicazione del CCNL separato con clausola inserita nei nuovi contratti di assunzione.

Possibili e ulteriori conseguenze giuridiche e problemi pratici:
E’ evidente che le imprese cercheranno di affermare che in ogni caso, per loro, quella del ccnl separato è l’unica disciplina contrattuale esistente e applicabile.
In questo caso, potremmo opporre a tale tesi l’ultrattività del CCNL 2008; dobbiamo avere la consapevolezza che tale posizione potrebbe essere vanificata da una disdetta dello stesso da parte dell’associazione di rappresentanza.
C’è poi il problema legato all’applicazione della parte economica.
Su questo aspetto non mi dilungo, poiché l’unica tesi sostenibile è quella che stiamo già affermando, cioè che l’erogazione della retribuzione deve essere riconosciuta al lavoratore ai sensi dell’art 36 Cost, come acconto sui futuri aumenti
E’ chiaro che anche dall’impostazione che abbiamo assunto fino ad oggi, qualora si dovesse verificare la situazione dove, il datore di lavoro condiziona l’aumento retributivo all’accettazione dell’intero contratto, il problema diventa più complesso.
Come è possibile a questo punto desumere, esistono anche dal punto di vista strettamente giuridico, numerosi elementi di criticità determinati, sui vari livelli di discussione, dall’assenza di una quadro certo e indiscusso di regole legali applicabili in simili situazioni.
Criticità derivanti dal fatto che le questioni poste rappresentano una relativa novità se pensiamo che il precedente, almeno per il nostro settore, è stata la parentesi del 2008 sul quale non fu prodotto contenzioso e che, volendo trovare altri riferimenti, l’iniziativa sviluppata nel settore metalmeccanico sta approdando in queste settimane ai primi provvedimenti.

E’ certo, come più complessivamente vedremo affrontando anche gli altri capitoli, che ogni ipotesi di azione o tutela da attivare sconta l’inevitabile incertezza degli esiti.
Per questo, rispetto ad un pezzo di tutela comunque indispensabile e organica alla posizione politica assunta, riteniamo assolutamente coerente il percorso già avviato delle diffide in nome e per conto dei nostri iscritti e di coloro non iscritti ad alcuna organizzazione.
La possibilità di poter affermare l’efficacia soggettiva del CCNL, può vedere comporta la necessità di valutare l’opportunità che anche il lavoratore iscritto filcams o il non iscritto ad alcuna organizzazione invii relativa lettera di diffida alla propria azienda.
A questo atto, al pari della diffida filcams, riteniamo si debba dare preminentemente il valore di atto politico come tale non gestibile, nel rapporto con le lavoratrici e i lavoratori, come atto burocratico.
Contestualmente, anche la diffida individuale non può non avere un profilo legale che ad oggi, riteniamo possa essere quello di costituire una sorta di prescrizione dei termini per evitare di precludersi – successivamente – la possibilità di aprire un capitolo giudiziario.

Problemi relativi alla contrattazione decentrata.
Sul rapporto tra la contrattazione decentrata e il ccnl – continuando ad intrecciare anche considerazioni di ordine legale – riscontriamo appunto che per la contrattazione di secondo livello si pongono tutti i medesimi problemi del contratto nazionale.
Per facilitare il ragionamento ipotizziamo alcuni possibili scenari specifici della contrattazione decentrata post contratto separato:
- si potrebbero aprire tavoli negoziali decentrati, senza invitare la Filcams; in questo caso, oltre alla reazione sindacale, il comportamento assunto potrebbe essere oggetto di azioni per condotta antisindacale (il cui esito dipende come sempre dalla posizione assunte da un terzo cioè il singolo giudice).
- Di contro, la partecipazione a tavoli negoziali decentrati da parte nostra potrebbe essere considerato comportamento di implicita accettazione del “fatto compiuto’ del rinnovo del CCNL; in questo caso, la nostra presenza al tavolo deve avvenire sulla base di una dichiarazione della Filcams di riferimento al quadro perdurante del 2008.
- Si potrebbe realizzare un accordo decentrato separato (senza la Filcams), coerente al nuovo quadro prodotto dalla scelta delle altre oo.ss. Questa condizione produrrà, sul piano dell’efficacia, gli stessi problemi che sono stati analizzati riguardo alla disciplina dei rapporti di lavoro. Anche con riferimento ad un accordo decentrato separato potrà affermarsi la natura di fatto privato alle altre oo.ss. e al datore di lavoro e, così, il carattere antisindacale dell’eventuale imposizione a tutti i lavoratori (tale situazione può diventare anche più vera in un contesto in cui è presente una RSU e la stessa si pronuncia a maggioranza contro l’accordo) o l’inefficacia nei confronti dei lavoratori non aderenti alle oo.ss. stipulanti.
Gli scenari sulla percorribilità legale da contrapporre agli effetti della contrattazione decentrata sono quindi identici a quelli esaminati per l’efficacia soggettiva del ccnl con gli stessi margini di difficoltà e di incertezza.
L’altra ipotesi è quella in cui la filcams diventi il soggetto che può e deve provocare l’apertura di tavoli contrattuali decentrati facendo riferimento al quadro del CCNL 2008 ed ottenendo, la stipulazione di accordi in controtendenza rispetto all’intesa separata di rinnovo.
Questi pochi esempi, confermano e rimarcano, a nostro avviso, la validità politica e operativa delle decisioni che abbiamo assunto e tradotto nel documento del direttivo del 9 maggio us. cioè che davanti ad ogni ipotesi di percorribilità legale è e resta preminente l’azione sindacale.

Gli accordi di recupero:
Come dato di partenza abbiamo che la nostra azione si può concretizzare nell’attività di II livello per recuperare, disapplicare o neutralizzare gli effetti dell’accordo separato.
Rispetto alla nostra discussione, possiamo già effettuare una valutazione delle sperimentazioni raggiunte con gli accordi – che avete avuto modo di vedere – e che rappresentano un buon inizio della nostra attività seppure non sono ancora un campione sufficientemente rappresentativo.
Le intese evidenziano alcuni aspetti macro:
- sono stati stipulati con aziende di varie dimensioni
- non sono imprese riconducibili alla GdO, e operano in settori diversi dal commercio al terziario, dai servizi all’associazionismo.
- sono intese che producono un effetto totale o parziale di recupero
Allora se la strada maestra della contrattazione di II livello è quella del recupero, diventa indispensabile, per evitare una rincorsa nelle nostre discussioni, definire se esiste un’unica modalità per fare questo tipo di contrattazione.
Tutti gli accordi che hanno raggiunto risultati parziali o totali di recupero vanno considerati nella loro validità poiché segnano un risultato politico e un risultato pratico, in quanto entrambi eliminano o attutiscono gli effetti negativi del ccnl separato.
A queste condizione del recupero totale o parziale, possiamo aggiungere una terza casistica che possiamo provare a chiamare di “miglioramento graduale”, cioè dove – per comprenderci con esempi concreti – al pagamento del 66% per i primi tre giorni di malattia si sostituisce l’80% o dove la maturazione dei permessi in 4 anni viene ridotta in un percorso di maturazione più breve.
E’ chiaro che il realismo e il contesto di difficoltà, farebbero apparire, per la situazione data, questo risultato contrattuale come un miglioramento.
Lo scenario che però si determina sarebbe più compromesso, perché questo significa inserirsi nel solco del contratto separato, legittimandolo implicitamente e in tal caso, le dichiarazioni sul non riconoscimento politico e dei contenuti non sarebbero sufficienti a sostenere – almeno in questa fase – la nostra posizione.

Gli accordi di recupero esauriscono la nostra contrattazione:
Se come abbiamo detto, la nostra azione si esplica in forme di contrasto al ccnl separato, e se la contrattazione di II livello deve avere come prioritario questo obiettivo, dobbiamo però chiederci se gli accordi di disapplicazione possono essere considerati, per la difficile fase che ci troveremo ad affrontare, sufficienti. Cioè la campagna di riconquista del ccnl può esaurire tutta l’iniziativa del secondo livello di contrattazione?
Anche su questo aspetto, gli scenari da analizzare sono diversi. In parte, come indicato nella premessa, qui si colloca nuovamente il problema della nostra capacità di estensione della contrattazione e la domanda a cui dare risposta, cioè se siamo in grado di darci credibilmente un obiettivo di estensione per tappe.
Potremmo guardare questo problema anche da un’altra angolazione: risulta credibile che se in un periodo sufficientemente lungo di sperimentazione sulla contrattazione di secondo livello, come quello trascorso, ci ha consegnato i risultati che conosciamo, saremo in grado di invertire la tendenza in un contesto – che almeno nel settore terziario – è più complesso?
Posto che saremo in grado di rispondere a tale domanda, tra gli aspetti da analizzare c’è quindi l’intreccio, in una nuova impostazione della contrattazione, dell’obiettivo di recupero del CCNL e dell’obiettivo di una contrattazione integrativa come mezzo non solo di ridistribuzione della produttività ma di miglioramento delle condizioni complessive di lavoro.
Qui si apre la necessità di declinare questo binomio rispetto alla condizione che già stiamo vivendo.
Per facilità di ragionamento divido la contrattazione già in corso e quella che dovremmo aprire in aziende di nuova sindacalizzazione, nelle aziende con la contrattazione scaduta, ecc.
Senza entrare nei singoli casi, ci sono due macro questioni che devono essere evidenziate.
L’impostazione della futura contrattazione deve provare a vederci attori che propongono di aprire scenari di convergenza sulla nostra posizione. Con assoluto realismo, sappiamo che, esperiti tutti i tentativi possibili, la nostra condizione potrà vedere la riproposizione delle vicende del contratto nazionale cioè quello di piattaforme separate con cui avviare il percorso di presentazione e/o rinnovo di un CIA.
La contrattazione che è in corso, che ha visto la costruzione di una proposta condivisa e unitaria ha oggettivamente, una situazione più problematica e delicata.
Riteniamo di dover tenere presente, tra gli indicatori di valutazione, quello della difesa della piattaforma e la realizzazione del contratto integrativo stesso.
L’effetto del ccnl separato è quello di aver esteso, in maniera anche più significativa rispetto al protocollo del 2009, la capacità derogatoria del ccnl in caso di crisi, sviluppo e per le aree del sud ma anche di aver cancellato di fatto, fuori delle casistiche evidenziate, la contrattazione di secondo livello che oggi resta circoscritta ad alcune e poche materie (ad es. orario – turni – contratti a termine per le nuove aperture).
Quindi l’opera di riconquista passa anche attraverso un risultato della contrattazione che nei fatti restituisce al contratto integrativo il suo volto e nei contenuti depotenzia e contraddice l’impostazione del ccnl.
Ma l’elemento valoriale e il metro di giudizio sul potenziale approdo contrattuale, non può essere una presupposto definito a monte.
Senza pensare che su ogni trattativa ci sia un’ipoteca, nessun accordo può prescindere dai contesti in cui si sviluppa a partire anche dai rapporti di forza all’interno dell’impresa, e soprattutto dal confronto con le strutture e i coordinamenti con cui effettuare la valutazione dei risultati che si stanno raggiungendo.
Altra considerazione che è possibile fare è relativa alle aziende di nuova sindacalizzazione o dove comunque non esiste la contrattazione di II livello.
Forse qui, anche specularmente a quanto affermato dai firmatari del ccnl, cioè che la contrattazione nella sua forma derogatoria è una modalità di accedere in un’azienda con queste caratteristiche (!) – potremmo forse dire che se la contrattazione non riuscisse ad andare oltre all’ accordo di disapplicazione del ccnl separato, potremmo comunque ritenerlo un risultato coerente e soddisfacente.

Contenuti della contrattazione sviluppata (il patrimonio):
A questo spaccato della valutazione, dobbiamo aggiungere quello sui contenuti che compongono il patrimonio della contrattazione svolta fino ad oggi nel settore terziario ma più in generale nella totalità dei settori.
Questo passaggio è indispensabile per comprendere su quali linee, parole chiave, costruiamo o riposizioniamo la contrattazione.
Ad oggi i temi sicuramente ricorrenti e sensibili sono collegati a Odl, Lavoro domenicale, premio variabile, premio fisso, agibilità sindacali, congedi, parti del mercato del lavoro
I temi che non contrattiamo o contrattiamo in maniera più marginale sono quelli dell’immigrazione, della formazione, politiche di genere e il welfare contrattuale.
Le materie della contrattazione sono evidenti dalla lettura dei quadri sinottici che sono stati consegnati oggi.
Dall’insieme di queste indicazioni emergono delle problematicità che da tempo troviamo nell’esercizio della contrattazione. Con nessuna volontà di valutare tutti gli aspetti, ne richiamo solo due:
- le aziende dove abbiamo una “contrattazione storica”, e il problema della separazione tra nuovi e vecchi assunti che si concretizza nella diversità di trattamento economico e disciplina normativa. Tra i tanti titoli dirimenti ci sono: il premio fisso aziendale e il trattamento/ organizzazione della prestazione domenicale.
-Le figure professionali nuove di interi settori che stanno crescendo e che evidenziano le loro specificità con modalità lavorative ma anche di esercizio dei diritti e delle agibilità sindacali diverse dal tradizionale ad es: lavoratori che operano in regime di reperibilità, che hanno la mobilità come condizione di gestione dell’orario di lavoro giornaliero, ecc.

Dal quadro che abbiamo fino a qui composto, pur con tutte le considerazioni di contesto, su dove e come la contrattazione e il possibile risultato contrattuale si sviluppa, uno dei terreni di elaborazione e di posizione che dobbiamo affrontare è quindi quello dei doppi regimi.
Non è possibile semplificare questo titolo riconducendolo a contrari e favorevoli.
In tal senso dobbiamo valutare e tenere conto della contrattazione che abbiamo già sperimentato con modalità strutturali, transitorie, graduali di regolamentazione (premio perquativo, doppio variabile, Auchan, Sma, Carrefour, Prenatal, accordi di sviluppo aziendale, accordi di avvio, ecc).
Dobbiamo lavorare intorono ai temi che continuano a costituire gli elementi centrali e qualificanti di una contrattazione per le lavoratrici e i lavoratori (odl, congedi, agibilità sindacali, risultati economici premianti, part time, lavoro domenicale, conciliazione, ecc.
Dobbiamo lavorare sui temi più deboli: migranati, formazione, politiche di genere e di sperimentazione, le nuove difficoltà che derivano dai diversi processi aziendali (fungibilità, plurifunzionalità, trasferte, reperibilità, ecc)
Altro tema che merita una riflessione è quello della derogabilità: materia e terreno che abbiamo già rifiutato nel ccnl tds separato quindi non torno sulle valutazioni sindacali già note. (Dobbiamo tenere presente – nelle nostre riflessioni – che forme riconducili alla deroga sono stati posti in essere e circoscritti nell’ambito della contrattazione di II livello ad es. non applicazione automatica del CIA alle strutture aziendali di nuova apertura; sospensione temporanea di istituti del CIA ad alcune strutture aziendali a fronte di una crisi con ricorso ad ammortizzatori sociali a salvaguardia dell’occupazione, ecc).

Titolarità dei diritti sindacali e ccnl tds separato
Non possiamo non considerare, in questa cornice, il rapporto fondamentale nella contrattazione tra le strutture e le rappresentanze sindacali.
Anche su questo, il contratto separato, riserva un terreno minato con il rischio di depotenziare materialmente la nostra azione.
L’attuale sistema di sostegno legale all’attività sindacale nei luoghi di lavoro (titolo III stat. lav.) riserva i diritti sindacali alle sole oo.ss. firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva. Il CCNL 2008 riprende e integra la disciplina legale, dandone per scontata l’applicazione alle oo.ss. firmatarie, esplicitamente citate in più passaggi. Essa inoltre in più punti richiama l’Accordo Interconfederale del 27 luglio 1994 (nonché il Protocollo/A.I. del luglio 1993). Queste norme non sono state in alcun modo modificate dal rinnovo separato di febbraio 2011.
La stipulazione di un CCNL “separato’, nel sistema di regole legali risultante dal referendum del 1995, potrebbe in ipotesi provocare ricadute concrete di grande rilievo sull’agibilità sindacale nei luoghi di lavoro: un’impresa, che ritenga di potere legittimamente applicare nelle proprie unità produttive il CCNL stipulato da alcune soltanto delle oo.ss. del settore, potrebbe giungere a negare i diritti del titolo III ai sindacati non firmatari (cioè nel nostro caso alla Filcams).
E’ evidente la problematicità e delicatezza di una simile prospettiva.
Possibili conseguenze giuridiche e azioni di tutela:
Si ritiene che vi siano molti motivi per contrastare l’ipotesi sopra descritta, con promozione di eventuali ricorsi ex art. 28 verso imprese che vogliano farla propria:
- Perché la filcams è soggetto direttamente o indirettamente protagonista di altri accordi (quelli stessi sulle RSU, gli accordi istitutivi di enti bilaterali, gli accordi aziendali eventualmente tuttora vigenti, ecc).
- Perché, per quanto sopra detto, si può sostenere che il ccnl non è stato per noi rinnovato, con un riconoscimento quindi del solo ccnl 2008.
- Si può ritenere la capacità della FILCAMS di “accreditarsi come interlocutrice stabile dell’imprenditore” (Cass……..) nonostante la sua momentanea esclusione da una intesa di rinnovo.
Ovviamente, dove sia ancora vigente un contratto integrativo aziendale il problema della nostra titolarità e quella delle rappresentanza si può considerare protetta.

Problemi Giuridici Relativi Agli Enti Bilaterali.
Non sembra che l’intesa separata possa produrre immediate conseguenze (almeno di carattere giuridico) sulla vita e la gestione degli enti bilaterali già costituiti, dei quali la Filcams è e rimane soggetto istitutivo e istituzionale.
La possibilità di contrasto all’inserimento del Collegato Lavoro, è legata alla modalità della governance e di come si assumono e si assumeranno negli enti le decisioni.
La condizione di decisioni all’unanimità all’interno degli organismi, può rappresentare il primo elemento di “protezione” e di ostacolo all’attivazione delle norme contrattuali sul collegato.
Ovviamente, nell’ipotesi più estrema ma anche complicata da praticare, questi aspetti si possono tradurre in un processo di destabilizzazione che passa attraverso la costituzione, da parte delle ooss e associazioni datoriali firmatarie, di un nuovo Ente per attivare le previsioni del ccnl separato, escludendo quindi, per tale strada, la nostra organizzazione.

Contrattazione territoriale e di settore – alcuni temi da approfondire:
Non abbiamo elementi di dettaglio per effettuare una analisi sui contenuti della contrattazione esistente.
- E’ utile pensare ad alcuni elementi qualificanti che possono comporre la nostra azione sul territori. Sul terziario, utilizzare come filo conduttore quello della “campagna la festa non si vende” non solo sulla regolamentazione del lavoro domenicale.
- Sperimentare l’apertura di un terreno che metta le basi per una discussione più ampia rispetto al ruolo del commercio e la sua connessione con il territorio (dagli orari, ai servizi, all’impatto ambientale, alle politiche di conciliazione).
- Incidere maggiormente sull’opportunità della formazione professionale nei settori.
- Incidere e incrociare la contrattazione sociale “seguita” dalla Confederazione anche come ulteriore strumento di supporto.
- Problematicità di riuscire a sviluppare modalità e strumenti di contrattazione per i settori che possiamo definire polverizzati (studi prof, ecc)
- Il settore turismo: costruire delle linee di indirizzo che ci permettano di tenere insieme gli elementi qualificanti di intervento sulle condizioni di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori e la politica di sviluppo del settore (parlando di “turismi”, della necessità di valorizzare e considerare questo settore come “industria” capace di contribuire al sistema produttivo del paese, ecc).

Settore Turismo

Relazione di Lucia Anile

Buona sera a tutti.
Il mio compito è quello di introdurre e formulare, sulla base di alcuni elementi e riferimenti specifici, riguardanti il settore del turismo, alcune proposte praticabili per l’applicazione della Contrattazione di 2° Livello nel Turismo.
Questo Seminario deve offrire spunti utili per ricercare e ridefinire quali interventi e investimenti siano necessari per rilanciare il turismo nel nostro Paese, in quanto risorsa naturale, non esportabile, che va preservata e valorizzata attraverso un turismo sostenibile, capace di creare ricchezza.
Innanzitutto occorre partire dal fatto che il turismo sempre più acquista un maggior peso sul piano sociale, culturale, ed economico, ed incide e modifica così anche il nostro stile di vita.
Per affrontare i nuovi e vecchi problemi del settore, dobbiamo, in primo luogo, aver chiaro come il turismo si è evoluto e quali problematiche oggi presenta.
Prendendo ad esempio i dati economici e occupazionali; il turismo in Italia corrisponde circa il 12% del Pil e impiega 3 milioni di persone, di cui 1 milione di dipendenti, che nelle punte stagionali arrivano fino a 1 milione e mezzo.
E’ uno dei pochi settori dove i lavoratori dipendenti sono solo un terzo delle persone occupate nel settore.
Su questo è necessario che si faccia una forte riflessione e che le nostre azioni non siano avulse da questo dato.
Altra conseguenza della frammentaria la presenza delle aziende, è che parlare di investimenti in questo settore non può prescindere da politiche attive concordate con tutti gli attori interessati (pubblici e privati) e strettamente legate alla storia che il nostro Paese esprime sia in termini culturali, architettonici e paesaggistici.
Solo interventi programmatici di sviluppo territoriale e/o culturale possono essere motore di sviluppo e contemporaneamente volano per investimenti.
Inoltre registriamo che in alcuni settori del turismo si va affermando l’impresa gigante e multinazionale, specie tra le catene della ristorazione, dei fast-food e dei tour-operator, che insieme alle catene alberghiere, ai villaggi vacanze, alle grandi navi da crociera e ai parchi a tema, rappresentano le nuove grandi aziende dell’industria terziario – turistica.
Sta a noi avere la capacità di rappresentare la complessità di forme di lavoro che da questi fattori ne derivano.
E’ evidente da quanto fin qui detto, che parlare del settore turistico italiano e definirne le strategie di sviluppo per renderlo più moderno, competitivo e sostenibile è un compito che riguarda non solo il governo, ma a pieno titolo i lavoratori e le aziende che vi operano.
Dobbiamo così rivendicare un costante e strutturale rapporto tra Stato, Regioni, ed Enti Locali (ai quali spetta il compito di sviluppare, programmare, disciplinare e gestire territorialmente le politiche turistiche), con tutte le parti sociali, associazioni e sindacati, certi che, ognuno per il proprio ruolo possano contribuire attivamente a tale sviluppo e anzi ne siano l’asse portante.
Per questo è necessario definire una proposta politica seria e condivisa da tutti, forze politiche, istituzioni pubbliche e operatori turistici ed in questo quadro la contrattazione di 2° Livello può diventare la reale forma di Contrattazione che supera la mera redistribuzione delle quote di salario demandate dalla Contrattazione Nazionale e diventa così il motore per un nuovo sviluppo, per la creazione di nuova ricchezza e punto di distribuzione dei risultati di produttività realizzata sul territorio.
Non vi è dubbio, che se vogliamo affrontare il tema del salario legato alla produttività, necessita soprattutto individuare dei parametri condivisi, utilizzando innovativi strumenti di misurazione della produttività tramite gli Enti Bilaterali Territoriali, ai quali è affidato il compito di supporto alla Contrattazione di 2° Livello.
Bisogna essere in grado di individuare parametri di comparto su base territoriale, di area o di Distretto.
Tali parametri si devono basare su rilevazioni specifiche di comparto affiancati da parametri legati alla presenza turistica, alla percentuale di occupazione delle camere di albergo, ecc. ecc.
Ciò per costruire una valutazione condivisa dei flussi turistici all’ interno dell’ambito preso a riferimento, e pertanto abbastanza oggettivi sull’andamento della produttività complessiva del settore.
E’ evidente che queste sono solo alcune ipotesi, anzi mi auguro che lo sforzo di tutti e le esperienze fatte ci permettano di trovare parametri oggettivi e perciò condivisi da tutti.
Altra questione da non sottovalutare e che limita lo sviluppo, è quello della stagionalità. Problema serio, sia per i lavoratori che per le imprese di qualunque dimensione.
Se questo è un problema, la soluzione passa attraverso la capacità di pensare a politiche espansive delle offerte turistiche.
Per fare questo necessita trovare una strategia promozionale turistica capace di valorizzare i vari territori per le loro specificità e potenzialità, basandosi su una miscela di aspetti, di tipo paesaggistico, offerte culturali e sportive, prodotti enogastronomici e quant’altro.
Se a potenziali iniziative distribuite, su un periodo che non copra la sola stagione turistica classica, corrispondesse un coerente allungamento del periodo di apertura delle strutture turistiche, si creerebbe un circolo virtuoso in grado di rispondere alle nuove esigenze del turismo moderno.
E’ evidente però che non si può chiedere solo alle imprese di investire sul futuro, primario deve essere l’investimento dello Stato e ciò può e deve essere fatto attraverso un sostegno al settore, magari attraverso fiscalità finalizzate alla riduzione del costo del lavoro e incentivazione agli investimenti, intendendo per investimenti anche la disponibilità al prolungamento del periodo di apertura delle strutture turistiche.
I Distretti turistici, per come sono stati pensati, e per come vengono finanziati, sono sicuramente ambiti funzionali a sperimentazioni di de stagionalità.
Le questioni del mercato del lavoro e dell’occupazione entrano a pieno titolo, e partendo dall’attuale legislazione del lavoro e dei tipi di contratto in essere, necessita ricercare strumenti nuovi in grado di soddisfare le nuove esigenze che vengono a crearsi a fronte delle trasformazioni in atto e quindi adeguarli per affrontare le questioni che vengono poste.
Le forme di lavoro previste dal CCNL vanno applicate correttamente e coerentemente per far fronte al loro effettivo impiego.
Credo che il punto critico sta proprio in tutto questo. Ed è inutile nasconderlo, la forte frammentazione e dimensione delle imprese, rende ancor più difficile intervenire preventivamente per una sua corretta applicazione e in tutte le sue forme.
Se ben guardiamo, questo vale anche per il lavoro extra e di surroga, che con il part-time, il lavoro a tempo determinato, che sono stati introdotti per far fronte alla stagionalità e flessibilità reale, ma non sta scritto che tutto ciò deve tradussi in precarietà e lavoro nero.
Vi è quindi la necessità di intraprendere iniziative mirate, in grado di lavorare per l’applicazione e gestione delle norme di legge e di contratto, facendo leva nei confronti delle Aziende, che a fronte dei benefici normativi e contributivi che ne derivano, devono corrispondere al rispetto degli obiettivi e delle finalità posti dalle Leggi e dai Contratti.
Per questo ritengo che gli Enti Bilaterali, possono e devono svolgere un ruolo importante, strutturandosi maggiormente nei territori, andando a costituire Osservatori permanenti sull’occupazione, quali supporto indispensabile per un sistema di Relazioni Sindacali avanzate e basate su informazioni condivise e in grado di fornire elementi utili a sviluppare e applicare appieno la Contrattazione di 2° Livello, Settoriale, Territoriale e Aziendale, affermandosi così quale strumento indispensabile per lo sviluppo delle imprese, e la valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme e specificità.
Certo l’aver rinnovato i Contratti Nazionali per i lavoratori del settore unitariamente, sia con Confcommercio, Confesercenti e Confindustria, è stato, da parte di tutti, un senso di responsabilità, anche in ragione delle difficoltà che già esprime questo settore, ma il vero problema viene ora, in quanto le cose sottoscritte bisogna applicarle e metterle in pratica, in tutte le sue articolazioni e specificità, nel rispetto delle regole e degli impegni unitari presi.
Il primo obiettivo che deve porsi il sindacato e in particolare noi della Filcams, è quello di definire una maggior strategia politica-organizzativa. Penso che necessariamente bisogna dare seguito a quanto prodotto al Convegno organizzato dalla Filcams sul Turismo nel 2009, dove attraverso quella prima ricerca si è potuto analizzare meglio le problematiche del settore.
Per questo bisogna proseguire nel fare degli investimenti mirati a tutti i livelli, investendo maggiormente nei territori mettendoli nella condizione di sviluppare la Contrattazione di 2° livello che tenga conto delle specificità e potenzialità che esprimono.
Capacità nostra deve essere quella di costruire Coordinamenti e Gruppi di lavoro ai vari livelli al fine di elaborare politiche di settore da porre poi ai vari tavoli di trattativa.
Serve quindi prepararci per tempo, affrontando alcuni argomenti sui quali sia possibile stabilire punti comuni qualificanti e individuare come s’intende affrontare nella contrattazione di 2° livello, temi come la de stagionalità, l’esternalizzazione, le concessioni nella ristorazione e in particolare i subappalti nella ristorazione collettiva, il lavoro a chiamata, l’apprendistato, il premio di produttività con parametri reali.
In definitiva, questi sono i nodi cruciali che dobbiamo affrontare, quindi uscendo dai proclami e iniziando a presentare proposte concrete su cui misurarci e aprire il confronto sul come avviare la contrattazione di 2° Livello, propongo di attivarci per costituire Tavoli istituzionali territoriali, aventi come compito, non solo di disciplinare i sistemi turistici locali, ma di definire politiche turistiche di sviluppo, senza le quali diventa difficile applicare una Contrattazione di 2° Livello seria. Per questo si potrebbero utilizzare i Distretti turistici per definire, sulla base di un programma di intervento mirato e non a pioggia, le modalità di accesso ai finanziamenti o contributi di diversa natura per lo sviluppo del turismo nei territori.
Quanto emergerà dai Tavoli Istituzionali sarà la base da cui verranno elaborate le piattaforme per la Contrattazione di 2° livello.
Ciò ci permetterà una progettualità maggiore e soprattutto una capacità rivendicativa che pur partendo dai problemi dell’oggi ci proietti verso il futuro.
Ritengo che questo possa essere un modo concreto di praticare un percorso capace di affrontare seriamente i problemi che abbiamo di fronte.
Sarebbe auspicabile e io me lo auguro, che alla fine di questo convegno, qualche Regione si candidi a sperimentare sul proprio territorio un percorso mirato per realizzare la Contrattazione di 2° livello con le caratteristiche ed il percorso che io ho accennato e che sono sicura il dibattito approfondirà.
Caratteristica del percorso, per passare dalle enunciazioni alle azioni, deve essere quella di definire i tempi per il Tavolo Istituzionale, per la rilevazione da parte dell’Ente Bilaterale e la elaborazione della piattaforma rivendicativa.
Vi ringrazio per l’ascolto e auguro buon lavoro a tutti noi.

La Filcams Cgil Nazionale ha partecipato e finanziato una iniziativa di solidarietà, denominata “ I Figli del Villaggio “ contribuendo in questo modo, alla realizzazione di un progetto specifico attraverso L’Associazione Fabio Sormanni, e l’Associazione “A.B.C. Solidarietà e Pace”.
Mansoa, Guinea Bissau


Video
Incontro con gli abitanti del villaggio
Progetto costruzione delle serre in Mansoa
Progetto costruzione dell’officina in Mansoa
Acqua in Mansoa

Immagini

Il sito web dell’Associazione "Fabio Sormanni"

A Roma, in occasione della prima tappa della Campagna “La Festa Non Si vende”, è stata lanciata la Ricaricult, “Io di domenica mi ricarico di cultura”, una card di adesione all’iniziativa che sarà distribuita gratuitamente e che darà la possibilità di avere sconti e agevolazioni per eventi culturali legati alla rete dell’ARCI Roma.
Nelle giornate del
9 e 15 aprile la Filcams Cgil Roma Lazio ha previsto, in diversi punti della città, dei gazebo per la distribuzione di circa 2000 Ricaricult ai consumatori che aderiranno alla campagna.
I possessori di Ricaricult potranno accedere a prezzo scontato in alcuni teatri e musei e negozi del circuito convenzionato con l’Arci Roma (l’elenco delle strutture convenzionate è visionabile in fondo alla pagina e sul sito dell’
Arci Roma
Inoltre i possessori di Ricaricult numerate, che si presenteranno presso le quattro sedi dell’Arci Roma:

Arci di Roma dalle 10 alle 19
Viale Giuseppe Stefanini n. 15
Tel 0641734712 – 0641734648

Circolo Arci Babette dalle 10 alle 18
Via Fanfulla da Lodi n. 5 (zona Pigneto)

Circolo Arci Arcobaleno www.arciarcobaleno.it
Via Pullino 1, Roma (Zona Garbatella)

Circolo Arci 360° dalle 20 in poi
Via degli Equi 57, Roma (Zona S. Lorenzo)

potranno ritirare, sempre gratuitamente, la tessera associativa ARCI che dà la possibilità di accedere a tutti i circoli di Roma (circa 50 strutture).

Le strutture convenzionate:

Explora Museo dei Bambini di Roma
Bioparco
Libreria Mangiaparole
Libreria Pagina 272
Teatro Belli
Teatro dell’Angelo
Teatro dell’Orologio
Teatro Euclide
Teatro Parioli
Teatro Vascello

Link Correlati
     La Festa Non Si Vende

Intervento di Franco Martini
Segretario Generale FILCAMS CGIL


Intervento di Daria Banchieri
Coordinatrice Dipartimento Politiche Giovanili FILCAMS CGIL

RadioArticolo1 intervista Franco Martini


Programma dei lavori
Relazione di Elisa Camellini, Responsabile del Settore
Nota dell’iniziativa
Lo spot video
Immagini

Comunicati Stampa
(24/11/2010) Sistema Appalti: L’Avvio Di Un Percorso Confederale
(23/11/2010) Una Nuova Cultura Nel Sistema Degli Appalti

Rassegna Stampa
(25/11/2010) L’Unità – Ospedali E Caserme Sempre Più Sporchi I Minister. . .
(24/11/2010) Adnkronos – Conti Pubblici: Camusso, Governo Non Dice Verita. . .
(24/11/2010) Adnkronos – Governo: Camusso, Si Occupa Solo Di Se Stesso E . . .
(24/11/2010) Adnkronos – Ddl Stabilita’: Camusso, No A Tagli Per Appalti . . .
(24/11/2010) Ansa – Lavoro: Camusso,Basta Con Appalti A Massimo Riba. . .
(24/11/2010) Adnkronos – (1)Lavoro: Cgil, Servono Piu’ Diritti E Regole I. . .
(24/11/2010) Adnkronos – (2)Lavoro: Cgil, Servono Piu’ Diritti E Regole I. . .
(24/11/2010) Adnkronos – (3)Lavoro: Cgil, Servono Piu’ Diritti E Regole I. . .

Documenti
D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163
Schema regolamento esecuzione e attuazione D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163
Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, determinazione 5/2008
Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, determinazione 6/2009
Proposal for a DIRECTIVE OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on combating late payment
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento

Multiservizi
D.M. 25 febbraio 2009
Protocollo Anci Lombardia OO.SS. sulle regole per gli appalti pubblici di servizi
Avviso Comune legalità, regolarità e trasparenza del mercato del settore pulizie, servizi integrati-multiservizi
Art. 7, comma 4, D.L. 248/2007
Art. 7, comma 4bis, D.L. 248/2007
Guida all’offerta «economicamente piu’ vantaggiosa» nei Servizi di Pulizia
Avviso Comune legalità, regolarità e trasparenza del mercato del settore pulizie, servizi integrati-multiservizi – luglio 2010
Protocollo con la Provincia di Milano, 15 gennaio 2007
Accordo con la Regione Friuli Venezia Giulia sugli Appalti Ospedalieri, 26 luglio 2010
Avviso Comune Associazioni Datoriali – OO.SS. Lazio Settore Pulizie-Multiservizi
Avviso Comune Associazioni Datoriali – OO.SS. Lombardia Settore Pulizie-Multiservizi

Ristorazione
D.M. 28 luglio 2010
Guida all’offerta «economicamente piu’ vantaggiosa» nella Ristorazione Collettiva

Vigilanza
D.M. 8 luglio 2009
Guida all’offerta «economicamente piu’ vantaggiosa» nella Vigilanza Privata
Regolamento esecuzione TULPS Vigilanza Privata

La Filcams Cgil aderisce allo sciopero generale proclamato dalla CGIL

La Filcams Cgil aderisce allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il giorno 12 marzo 2010, con l’astensione:
- per le ultime quattro ore del turno di lavoro, per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore della distribuzione del farmaco, farmacie private e speciali;
- per l’intero turno di lavoro (8 ore), per tutti i lavoratori e lavoratrici dei nostri settori.

‘Lavoro, Fisco e Cittadinanza’ sono questi i motivi che hanno portato la Cgil a proclamare lo stato di agitazione:
- una più equa redistribuzione del reddito a lavoratori e pensionati che, adeguando il potere d’acquisto, rilanci la domanda interna e la ripresa economica;
- per sostenere la realizzazione di interventi urgenti di politica industriale dando priorità al Mezzogiorno;
- per rivendicare una riforma degli ammortizzatori sociali a sostegno della crescente disoccupazione;
- per il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego e per il rilancio degli investimenti nella scuola, università e ricerca;
- per impedire la prosecuzione delle discriminazioni nei confronti di lavoratori e cittadini migranti;
- per richiedere l’attivazione del tavolo di confronto previsto dal protocollo sul welfare del 2007 per dare una risposta alle condizioni dei pensionati e degli anziani.
I servizi minimi essenziali saranno garantiti sulla base delle normative legislative e contrattuali vigenti, e degli accordi nei singoli settori.

12 marzo: sciopero generale CGIL, in piazza per ‘Lavoro, Fisco e Cittadinanza’