Category Archives: UNI EUROPA – COMMERCE

L’EUROPA , IL PANE E LE ROSE .

appunti e riflessioni di una lavoratrice del commercio e delegata sindacale in
“ missione “ europea

Il 25 Gennaio 2012 si è svolto a Bruxelles il Working group meeting of the sectoral social
dialogue in commerce cui grazie all’invito della Filcams CGIL Nazionale ho avuto il privilegio di
partecipare.
L’argomento Commercio e i capitoli ad esso annessi posti in sede Europea hanno di certo un impatto assai
differente su chi partecipa , mi spiego , è il confronto in realtà , è questo che a quei tavoli si pone
fortemente . Esempio : l’applicabilità delle leggi internazionali o le differenti statistiche sull’impiego in Europa
le contrattazioni presenti in ciascuna nazione e quindi il diritto al lavoro e le possibilità che un intero popolo
ha di ribellarsi rispetto ad una crisi mondiale che sta devastando ogni tipologia di mercato in relazione
all’assetto politico del paese in questione .
E’ stata la mia prima esperienza in quel contesto e di certo ciascuna argomentazione mi è sembrata
inesauribile ed eternamente argomentabile sebbene alcune cose fossero statisticamente specifiche alcune
altre ho percepito riguardarmi fortemente da vicino come lavoratrice e soprattutto come donna .
L’argomento donna e lavoro è infatti emerso come preponderante nella discussione , in che modo le
multinazionali del commercio collocano la donna che lavora come dipendente per le medesime in relazione
alle dinamiche di vita quindi la famiglia e al tempo per la socialità ?
Da subito è comprensibile che per rispondere a questo quesito dobbiamo necessariamente ricordare che
siamo in Europa e che esiste nero su bianco una Carta Dei Diritti Fondamentali Dell’ Unione Europea che
sancisce al capo III :
Uguaglianza
Art.21
è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore
della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le
convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una
minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
Parità tra uomini e donne
Art. 23
La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di
occupazione, di lavoro e di retribuzione.
Si, lo so visti così sembrano piccoli concetti posti secondo geometrie precostituite su un foglio
dall’ inchiostro di un tipografo eppure …
Eppure, in alcuni paesi in Europa non esiste applicabilità alcuna di questi diritti e quello che mi
ha posto in atteggiamento assai contrariato è stato il fatto che il mio paese in quel momento
non potesse segnare il passo nell’emancipazione .
Il mio paese in Europa millanta una democrazia nelle politiche femminili che è di fatto una
pratica puramente utopica e questo è fortemente discriminatorio e contravviene dunque a
quanto sancito dalla Carta Dei Diritti Fondamentali Dell’ Unione Europea e al più comune senso
del rispetto . L’ Italia è uno degli stati membri , siamo nell’ euro ma quello che manca è la capacità di
acquisizione della consapevolezza delle responsabilità comportate dall’essere in Europa e questo ci pone in
fondo alla classifica con paesi in cui lo status democratico è di breve spazio storico .
Per rispondere al quesito di cui sopra tranne per qualche piccola eccezione ( Inghilterra,
Francia, Ungheria e Germania ) posso affermare che le risposte date sono state di una
sequenzialità da manuale e assolutamente tutte identiche : le donne sono ancora
discriminate sui posti di lavoro .
Le lavoratrici del commercio quasi tutte assunte con contratti fuori da ogni certezza oggettiva
in termini di continuità , vengono ricattate dalle multinazionali rispetto alla turnazione inoltre in
alcune parti dell’ Europa, di tale fenomeno ovviamente l’ Italia ne è rappresentativa nella
peggiore delle accezioni , ancora esistono le dimissioni in bianco.
La possibilità e il desiderio di una donna di voler diventare madre è ancora paradossalmente un
vincolo per l’assunzione . Per le multinazionali del commercio se intendi fare la madre non puoi
lavorare questo è il messaggio che passa durante i colloqui o durante e le discussioni settoriali
dentro minuscoli uffici aziendali .
Le multinazionali incriminate sono giganti come Carrefour , Auchan , Lidl , Tesco il cui organico
è composto per l’80 % da donne, statistica che stride certo con gli eventi discussi in materia di
discriminazione.
Dalla discussione è emersa una riflessione divenuta poi una proposta e cioè la costituzione di
una commissione di vigilanza in merito al fattore discriminazione delle donne lavoratrici nel
commercio , richiesta immediatamente inserita nell’ordine del giorno .
Ho osservato durante la messa al voto i volti delle donne presenti , tutte ci sostenevamo con lo
sguardo e con un sorriso che suscitava tenerezza qualunque fosse la nostra provenienza
qualunque fosse la nostra lingua abbiamo compreso che qualcosa di buono stava per essere
fatto grazie alle testimonianze portate in quella sede e grazie ad una tenacia tutta al
femminile.
Le multinazionali del commercio evadono la risposta in fatto di “ politiche discriminatorie “ nei
confronti del soggetto donna trincerandosi dietro minuzie legislative o alzando muri di silenzio
stampa .
Una delle rappresentanti italiane ha affermato che la situazione delle donne e dei lavoratori
tutti del commercio nel nostro paese ha subito l’ennesimo colpo rispetto al varo del decreto
salva Italia . Si è affermato che le aperture senza regole temporali legittima di fatto il mercato
del lavoro precario e la disgregazione dell’ istituto della famiglia escludendo ogni valore umano
necessario alla funzione aggregativa dell’individuo in termini sociologici .
La risposta dei presenti non è certo stata uniforme. La Germania per esempio ha affermato che
l’ Italia deve adeguarsi al mercato. Io, forse un po’ da profana in termini di dialogo sociale
europeo ma da profonda conoscitrice delle aziende tedesche, essendo dipendente di una di
queste, ho pensato che sarebbe stato opportuno alzarsi e urlargli in faccia le modalità con cui
io e le mie colleghe siamo state trattate per anni prima di trovare il coraggio di non
“ adeguarci “ e di denunciare !!! e che per le aziende tedesche la parola adeguamento si
traduce in sottomissione il più delle volte senza sinonimi .
Le rappresentanti dell’ Austria e dell’ Ungheria hanno risposto ponendo la questione economica
anche sotto il profilo etico e cioè esplicitando che il governo italiano non dovrebbe far pagare ai
lavoratori questa crisi e ancor più dovrebbe tutelare la famiglia dalla dissoluzione per assenza
di tempo ! Qualcuno ha ancora del buon senso mi sono detta !
Ho ascoltato e scritto molto, ho partecipato interfacciandomi con persone che fino a quel
momento per me erano assolutamente sconosciute, ho compreso che esiste la possibilità di
una compartecipazione degli intenti così forte da poterne ottenere un’ azione reale e concreta
utile non solo a promulgare un proposito .
Ho capito che a stare sedute dietro ad una cassa c’è di più se poi le ingiustizie subite ti portano
ad alzarti e ad alta voce indignarti , fino a decidere che la tua faccia e il tuo impegno sono
necessari perché il silenzio non prevede percorsi utili rispetto invece alle voci dei molti che
come te si aggregano e denunciano. Certo , lo so è un rischio , questa è stata la mia
consapevolezza immediata, potrebbero licenziarmi potrei perdere tutto è vero ma se stessi
zitta e mi lasciassi sopraffare perderei me stessa e il comune senso della giustizia che
dovrebbe pervadere ciascuno di noi. Molti penseranno che sono presuntuosa e sciocca e che se
perdo il lavoro perdo davvero tutto.
Io penso invece che una donna che lavora oggi e che desidera o ha già una famiglia può
volere e lottare perché nessuno mai possa portarle via il diritto di porre radici al proprio essere
femminile concedendosi di concepire crescere e dare sussistenza al percorso vitale e da questo
emanciparsi senza mai perdere se stessa il pane e le rose.
M.Cinzia Gatto – rsa Filcams Cgil Venezia

Programma di Lavoro del Dialogo Sociale europeo per il settore del commercio 2012-2013

Versione finale

Introduzione

Come conseguenza della discussione e delle iniziative del dialogo sociale nel 2010 e 2011, l’attenzione principale per il 2012 e 2013 sarà sui temi chiave dell’occupazione e sulle relazioni industriali di interesse comune nel settore del commercio europeo.

Il dialogo sociale per il commercio continua a basarsi su un’ampia gamma di risultati congiunti, che vanno tutti nella direzione generale della coesione economica e sociale, e per uno sviluppo futuro del commercio, attraverso la produzione di servizi di buona qualità per i consumatori, e creando allo stesso tempo posti di lavoro che siano sicuri e di buona qualità a un ampio numero di persone.

Si presterà dunque una particolare attenzione a un’accurata e migliorata serie di azioni successive ai risultati del dialogo sociale, e sarà discusso lo sviluppo dei suggerimenti volti a una loro ulteriore diffusione e a una sensibilizzazione a vari livelli dei partner sociali.

Una varietà di strumenti e di metodi di lavoro sarà utilizzata per realizzare gli obiettivi dei partner sociali e per prendere in considerazione le varie specificità e aspetti del settore (piccole e medie impresse, aziende di grandi dimensioni e multinazionali, vendita all’ingrosso, al dettaglio, sottosettori…).

Saranno sollevate le seguenti tematiche specifiche nel dialogo sociale del 2012-2013:

    1.Adattamento al cambiamento, formazione professionale e necessità in termini di competenze

I partner sociali daranno seguito al loro lavoro congiunto per identificare le crescenti richieste dei consumatori, l’innovazione tecnologica e le future necessità in termini di competenze che risulteranno dagli sviluppi futuri del settore. Per dare seguito alla comunicazione della Commissione “Programma per nuove competenze e posti di lavoro” al loro progetto congiunto chiamato “Creazione di una rete europea per anticipare le necessità in termini di competenze nel settore del commercio”, i partner sociali hanno presentato nel settembre 2011 un progetto finanziato dalla UE che ha come obiettivo la creazione di un’istituzione per anticipare le competenze necessarie e concordare una prima serie di competenze che dovranno essere attuate in questo contesto.

Questo progetto si chiama “Creazione di un consiglio settoriale europeo per il commercio su occupazione e competenze” e avrà i seguenti obiettivi principali:

    -Sviluppare sistemi di intelligence relativi al mercato del lavoro nel settore del commercio
    -Raccogliere, condividere e analizzare i dati
    -Facilitare lo scambio di buone pratiche e la loro diffusione
    -Dare inizio a studi, analisi e creare gruppi di esperti
    -Anticipare le necessita in termini di competenze e abilità
    -Creare e promuovere degli standard per le qualifiche e le competenze
    -Migliorare la trasparenza delle qualifiche e delle competenze
    -Migliorare i livelli di occupazione e la mobilità geografica
    -Aumentare l’attrattiva del settore
    -Promuovere le politiche riguardanti la salute e la sicurezza (prevenzione) sul posto di lavoro
    -Migliorare l’accesso alla formazione per i datori e i lavoratori sul campo

Questi organismi hanno come obiettivo quello di anticipare le evoluzioni delle qualifiche professionali per ottimizzare l’accoppiamento tra competenze e profili professionali. Tali organismi intendono mettere a disposizione delle aziende strumenti per attuare politiche di formazione adeguate e per aumentare la consapevolezza presso le aziende e i dipendenti sulla necessità della formazione.

Pertanto, è importante per i partner sociali del commercio riunire i rappresentanti di tali organismi per condividere le esperienze riguardanti l’evoluzione delle aziende e delle necessità dei lavoratori, l’evoluzione delle competenze e dei posti di lavoro, la valutazione delle pratiche degli strumenti e delle metodologie di previsione.

In questo contesto, essi continueranno inoltre a valutare l’impatto sulle necessità in termini di competenze delle difficoltà affrontate dal settore del commercio quali l’introduzione delle ICT, della globalizzazione e dei mercati emergenti. In questo momento, i partner sociali sono consapevoli del fatto che sia essenziale modernizzare e adattare l’educazione e la formazione professionale. Infine, il loro lavoro comune in questo campo avrà come obiettivo quello di migliorare l’immagine del settore per attirare un numero sufficiente di giovani per controbilanciare l’effetto dell’invecchiamento della forza lavoro.

I partner sociali si scambieranno inoltre i loro punti di vista e miglioreranno la cooperazione su altri temi relativi quali le qualifiche professionali, garantire una transizione migliore tra scuola e mercato del lavoro, l’apprendimento in età adulta, la promozione e la convalida dell’apprendimento informale. Essi rafforzeranno inoltre il loro dialogo con altre parti interessate rilevanti quali ILO, DG Educazione e CEDEFOP.

    2.Strategia Occupazionale della UE e il settore del commercio

EuroCommerce e Uni Europa Commerce discuteranno del loro contributo all’attuazione della strategia EU2020, con una particolare attenzione alle iniziative di bandiera quali “Gioventù in movimento” e “Programma per nuove competenze e posti di lavoro”, oltre alle Linee Guida UE sull’Occupazione.

In aggiunta, i partner sociali seguiranno con la massima attenzione gli sviluppi delle politiche europee e delle leggi e il loro impatto sul settore e sul mercato del lavoro in generale. Tali temi includeranno nuove iniziative relative a politiche attive del mercato del lavoro, occupazione giovanile, apprendistati, imprenditoria, mobilità e transizione verso il mercato del lavoro.

EuroCommerce e UNI Europa Commerce discuteranno inoltre di come il settore può contribuire a facilitare l’accesso, la ritenzione di ritorno e lo sviluppo delle carriere, con l’obiettivo di raggiungere un mercato del lavoro più inclusivo. Faranno del loro meglio per concordare una posizione comune su questo importante tema.

I partner sociali dibatteranno inoltre sul sostegno ai lavoratori più anziani, che potrebbero avere bisogno di attenzioni e un supporto speciale che li potrebbe aiutare ad affrontare con successo la loro situazione. Lavorando con le nuove tecnologie, e in particolari in lavori legati all’industria della conoscenza, l’approccio alle mansioni da parte dei lavoratori più anziani può essere diverso da quello dei loro colleghi più giovani. Accettare la diversità legata all’età nel mondo del lavoro significa anche accettare la diversità correlata nel modo di risolvere i problemi e approcciare i compiti.

I partner sociali sono dell’opinione che le politiche che mirano a ritenere i lavoratori più anziani in occupazioni a loro consone e che si concentrano sugli investimenti per la formazione dei lavoratori più anziani dovrebbero pertanto essere viste come un modo per migliorare la produttività attraverso l’innalzamento della qualità del lavoro e dell’efficienza, offrendo allo stesso tempo servizi migliori ai clienti, anche grazie al trasferimento della loro esperienza agli altri.

Per quanto riguarda i giovani, i partner sociali sono preoccupati del fatto che un giovane lavoratore ogni cinque in Europa è disoccupato, per un totale di oltre 5.5 milioni di persone sotto i venticinque anni di età. Mentre la crisi economica e la disoccupazione in Europa hanno effetti profondi sulla vita dei lavoratori, l’attuale disoccupazione giovanile ha effetti devastanti su un’intera generazione. Poiché quello del commercio è un settore dove i giovani riescono ad accedere al mercato del lavoro, questo tema è di particolare rilevanza per i partner sociali.

In questo momento essi sono consapevoli che le necessità dei lavoratori variano in base alla fase della loro vita. Gli studenti lavoratori, i giovani genitori e i lavoratori più anziani possono avere necessità differenti che devono essere prese seriamente in considerazione. Per questa ragione, si cercherà una cooperazione con altre parti interessate rilevanti, quali le ONG di carattere sociale come AGE Europe e il Forum dei Giovani, nel contesto dell’Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale 2012.

Altre importanti iniziative annunciate nel programma sopramenzionato come quelle contro il lavoro nero (incluse le forme fittizie di lavoro autonomo), l’integrazione dei lavoratori migranti e la lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro saranno discusse e seguite dai partner sociali con particolare attenzione.

In linea con il contributo comune dei partner sociali del commercio verso alcune iniziative di bandiera della “UE 2020: strategia europea per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile” adottata nel 2010 e con altre iniziative della UE menzionate nel “Programma per nuove competenze e lavori”, i partner sociali continueranno a concentrarsi sulla promozione dei posti di lavoro di migliore qualità nel loro settore. Essi si scambieranno informazioni, dati e punti di vista sul lavoro part-time e il suo impatto sulla partecipazione femminile nel mondo del lavoro in relazione all’elaborazione da parte della Commissione di uno studio mirato alla valutazione degli effetti delle regole esistenti. Questo aiuterà a dare un contributo alle consultazioni dei partner sociali da parte della Commissione in relazione alla revisione della legislazione UE sul lavoro part-time pianificato per il 2012.

    3.Azioni successive congiunte alle politiche UE con un impatto sociale sul commercio

EuroCommerce e UNI Europa Commerce intraprenderanno azioni successive e reagiranno alle proposte e alle iniziative della Commissione Europa, avendo un interesse particolare nel settore del commercio. La migrazione, la cooperazione con i paesi candidati, i cambiamenti demografici, la gioventù, l’inclusione attiva dei gruppi più deboli e le condizioni generali di lavoro saranno affrontate in questo contesto. Saranno intraprese ulteriori ricerche e raccolta di dati su questi aspetti, principalmente con il sostegno della Fondazione Dublino. In particolare i partner sociali contribuiranno all’elaborazione di uno studio sulle condizioni di lavoro nel settore della vendita al dettaglio.

In particolare essi continueranno la loro discussione e scambio di punti di vista sugli esiti del Monitoraggio sul Mercato dei Rivenditori iniziato nel 2009. Cercheranno i loro contatti all’interno di DG MARKT e nel Parlamento Europeo e discuteranno ulteriori posizioni comuni riguardo gli aspetti sociali del rapporto sul monitoraggio del mercato dei rivenditori e gli aspetti sociali della Legge sul Mercato Unico.

I partner sociali continueranno con il loro scambio di punti di vista sugli sviluppi futuri relativi alla revisione della direttiva sull’Orario di Lavoro e seguiranno con attenzione le attività dei partner sociali intersettoriali e/o delle Istituzioni Europee in questo campo.

Essi daranno inoltre seguito allo scambio di buone pratiche su questo tema quando rilevanti, e contribuiranno agli studi in corso della Fondazione Dublino in questo campo attraverso la raccolta e l’analisi dei dati.

    4.Salute, sicurezza e benessere sul posto di lavoro

I partner sociali garantiranno un adeguato monitoraggio del loro progetto congiunto sulla promozione di ambienti di lavoro e di acquisto più sicuri, completato nel 2009, e in particolare dell’impatto del pacchetto di strumenti prodotto nel contesto di questo progetto a livello nazionale, locale e aziendale. Questo sarà effettuato attraverso aggiornamenti regolari nel contesto del Comitato SD e/o grazie a misure congiunte ancora da decidere.

I partner sociali continueranno a sviluppare le loro attività sulla violenza da parte di terzi sul posto di lavoro insieme alle federazioni europee dei datori e i sindacati dei servizi ospedalieri, della sicurezza privata, dell’educazione e del settore delle amministrazioni locali. Dopo la conclusione del loro progetto implementato grazie al sostegno finanziario della Commissione Europea mirato alla sensibilizzazione e alla diffusione delle linee guida multi settoriali per la lotta alla violenza da parte di terzi sul posto di lavoro firmate il 30 settembre 2010, essi presteranno particolare attenzione alla fase di attuazione e presentazione dei rapporti, in coordinazione con gli altri settori coinvolti.

In aggiunta, essi rafforzeranno la loro cooperazione e lo scambio di buone pratiche riguardante i vari aspetti relativi alla salute, la sicurezza e il benessere dei dipendenti del settore del commercio sul posto di lavoro (inclusi i fattori di stress) e svilupperanno con quest’obiettivo ulteriori contatti con gli organismi rilevanti della UE quali OSHA (Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro).

I partner sociali si scambieranno inoltre i loro punti di vista sulla nuova strategia UE sulla salute e la sicurezza sul posto di lavoro, che dovrà essere elaborata dalla Commissione nel periodo 2013-2020. In particolare, sarà affrontato con attenzione il tema dei rischi psicosociali, collegato a quello della violenza da parte di terzi e affrontato da OSHA nel contesto di una campagna specifica.

In relazione con il punto 1 di questo programma, i partner sociali europei concentreranno il loro dibattito sul miglioramento dell’utilizzo delle possibilità di finanziamento (con un’attenzione speciale sulle linee di finanziamento della UE e i fondi sociali europei) in relazione alle politiche di formazione e inerenti alla salute e alla sicurezza.

Le questioni specifiche relative alla Salute e Sicurezza (H&S) per i dipendenti professionali e manageriali saranno inoltre discusse nel contesto dei punti sopramenzionati.

    5.Migliorare l’efficacia del dialogo sociale

I partner sociali garantiranno che ciascun nuovo documento accettato nel contesto del dialogo sociale contenga una clausola specifica che descriva le azioni successive e/o i processi di attuazione adottati per mutuo accordo.

EuroCommerce e UNI Europa commerce controlleranno con un’attenzione crescente le conseguenze dei risultati del dialogo sociale nei vari paesi e ai diversi livelli (regionale, locale, aziendale…). In aggiunta, i partner sociali intendono sviluppare nuovi obiettivi e pratiche su misura (progetti, laboratori, discussioni su base regolare ecc.) mirate a migliorare la qualità di tutti i loro testi e attività.

Essi continueranno inoltre il loro studio sulla valutazione dell’impatto delle misure congiunte nei vari paesi e possibilmente a livello aziendale come concordato nel giugno 2010 e in seguito alle esperienze con i partner sociali danesi, slovacchi e italiani nel 2010.2011. La Svezia, il Belgio, la Spagna e il Gruppo Metro dovrebbero essere analizzati nel 2012, e la Germania, la Grecia, la Repubblica Ceca e il Gruppo Carrefour nel 2013.

I partner sociali continueranno inoltre a dare il loro sostegno allo sviluppo delle organizzazioni sindacali e di rappresentanza dei datori nei nuovi Stati membri e nei paesi candidati (sviluppo delle capacità) come prerequisito del dialogo sociale.

Sulla base delle conclusioni del laboratorio comune organizzato come attività finale dei rispettivi progetti implementati in cooperazione con il centro di formazione di ILO (uno per i datori e uno per i sindacati, con un seminario finale comune), i partner sociali possono organizzare attività specifiche congiunte sub regionali su temi di interesse comune, possibilmente grazie al sostegno finanziario della Commissione Europea, mirato a sostenere lo sviluppo del dialogo sociale a livello aziendale/locale/nazionale laddove rilevante, e fornire ai loro membri esperienze specifiche sulle politiche sociali della UE e quindi migliorare la qualità della loro partecipazione ai comitati di dialogo sociale.

Traduzione a cura di: Federico Tani

Il 28 novembre alla riunione plenaria del Dialogo Sociale del Commercio (per la Filcams hanno Partecipato Alessio Di Labio e Gabriele Guglielmi), l’ultima del 2011, é stato presentato il resoconto delle attività svolte nel 2011 ed il piano di attività pwer il prossimo anno (v. Allegati) ed é stato definito il seguente calendario per il 2012.

Commerce Sector Social Dialogue Meetings 2012

25 gennaio Working Group

23 marzo Working Group

7 giugno Working Group

12 settembre Working Group

19 dicembre Plenary

In allegato la traduzione in italiano del programma di lavoro 2012-2013

Commerce Social Dialogue Meetings 2012

25 gennaio Working Group

23 marzo Working Group

7 giugno Working Group

12 settembre Working Group

19 dicembre Plenary

Plenary 5 July 2011

Interessante sessione del Dialogo Sociale del Commercio (per la Filcams ha partecipato Gabriele Guglielmi) dove si è discusso di occupazione giovanile e di solidarietà intergenerazionale; di lavoro dignitoso con particolare riferimento ai paesi nuovi entrati e all’attività globale delle multinazionali; in tale contesto va potenziata la formazione in collaborazione con le istituzioni dell’Unione Europea e con ITC-ILO (lo strumento di formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro con sede a Torino).
L’aspetto più interessante é stato, a cura di Fabrice Warneck, l’illustrazione ai rappresentanti della Commissione Europea e delle imprese delle 5 risoluzioni adottate alla recente Conferenza di Uni Europa Commerce; è sembrata la presentazione di una piattaforma rivendicativa sulla quale si è aperto immediatamente il confronto che ancora evidenzia posizioni lontane specie su tempi di vita e di lavoro. Più convergenti le posizioni su lavoro dignitoso e lavoro giovanile. Argomenti questi che saranno oggetto del prossimo incontro previsto per il prossimo novembre.

Agenda EN

Minutes of 24 March 2011 EN

Resolution on working hours and work/life balance EN

Resolution: Organising in Commerce EN

Resolution: European works councils at the heart of European trade union strategy EN

Resolution on employment and quality services EN

Resolution on inclusive labour market EN
Fabrice Warneck UNI Europa Commerce

Plenary 29 November 2010

Program EN
Programma IT
Agenda EN
Agenda IT

Agenda for New Skills and Jobs: Towards full employment in the EU EN
Ana Carla Pereira, DG EMPL, European Employment Strategy, CSR, Local Development

Representativeness study
Study carried out within the Eurofound stakeholder enquiry service EN
Study carried out through the European Foundation’s stakeholder enquiry service EN
Marina Patriarka, Eurofound

Working Group 24 September 2010

Agenda EN
Agenda IT

The organisation of working time for the cashiers in Carrefour France EN
Mathilde Tabary, FCD

Document on the functioning and potential of European sectoral social dialogue EN
Commission Staff Working

Brussels, 5/07/2010

Retail market monitoring report “Towards more efficient and fairer retail services in the internal market for 2020” EN

Accompanying document to the Report EN

Working Group 11 June 2010

Agenda EN
Agenda IT

Minutes EN
Verbale della riunione IT

Europe 2020 Strategy EN
Strategia Europa 2020 IT

Working Group 27 April 2010

Agenda EN
Agenda IT

Presentation Industrial Relations Developments EN

Presentation Eurofound EN

Presentation Inclusive Labour Market EN

Working Group 11 February 2010

Agenda EN

Minutes EN

Presentation UNIONEN EN

Presentation EFQM EN

Presentation TAW Sector EN

Plenary 15 December 2009

Agenda EN

Minutes EN

Presentation CoCoCo EN

Presentation European Sector Councils on Jobs EN

Presentation Food Supply Chain EN

Presentation Preventing third party violence in commerce EN

Presentation Trade Education/Anticipating skill needs EN

Working Group 30 November 2009


Minutes EN

Working Group 15 September 2009

Agenda EN

Minutes EN

Presentation Carrefour FR

Presentation UNI Third Party Violence EN

Resoconto della riunione IT
Alesssandra Pelliccia, FILCAMS CGIL Roma

Working Group 24 April 2009

Agenda EN

Minutes EN

Presentation New Skills for New Jobs EN

Presentation Analysis of Emerging Competences EN

Presentation HK Handel/Danish Commerce EN

Working Group 12 February 2009

Agenda EN

Minutes EN

Partecipants list EN

Presentation SME policy in financial economic crisis EN

Presentation UNI Europa on private security EN

Presentation EuroCommerce EN