Category Archives: SSD DIALOGO SOCIALE SETTORIALE

Il 6 ottobre 2014, presso il Centro Conferenze Borschette a Bruxelles, si apre la riunione annuale del Dialogo Sociale Settoriale per la ristorazione collettiva, un importante momento di confronto tra le OO.SS. europee coordinate da Effat e le associazioni datoriali facenti capo a Foodservice Europa con la partecipazione della DG occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione Europea.
I lavori sono aperti dal Segretario Generale di Effat, H. Wiedenhofer, che prende la parola per dare il benvenuto e per sottolineare il cambiamento politico che si profila con l’elezione del nuovo Parlamento Europeo a partire dalla nomina di Juncker, il quale ha dichiarato che il tema chiave su cui si baserà la sua politica sarà l’equità nel mercato del lavoro europeo.
Termina l’intervento augurandosi che su questa base si possa avviare un lavoro costruttivo tra le parti coinvolte.
Prende la parola il membro della Commissione Europea Dauphinelle Clément, che conferma la volontà dei nuovi organismi europei di lavorare con un obiettivo prioritario: la crescita dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro per tutti i cittadini europei.
Su questo tema viene presentato il Quadro Strategico in materia di Salute e Sicurezza 2014-2020, completato dai risultati del sondaggio derivato dall’accordo EFFAT-FoodServiceEurope sulla Salute e Sicurezza nel settore della ristorazione su appalti.
Il secondo punto all’O.d.G. è il tema della Responsabilità Sociale d’Impresa. Su questo tema vengono presentati i risultati del questionario sulle pari opportunità, che ha ricevuto 30 risposte da 18 paesi membri. Si avviano dunque le presentazioni di alcuni Paesi membri sulla situazione legislativa e contrattuale rispetto a tale tematica. Intervengono i rappresentanti di Francia, Olanda, Ungheria, per finire con il rappresentante di Angem che illustra la cornice legislativa e contrattuale italiana, con particolare riguardo ad alcuni accordi di secondo livello che a suo parere rendono più fruibili ed efficaci leggi e contratti collettivi che si occupano di protezione della maternità e di pari opportunità. Completa la presentazione la rappresentante della Filcams CGIL, che specifica alcune questioni meno approfondite dalla parte datoriale. In particolare si sofferma sugli accordi di secondo livello, che oltre ad essere per la maggior parte molto datati, com’è noto sono sottoscritti a livello provinciale, e dunque riguardano pochissime lavoratrici e lavoratori del settore configurando una situazione migliorativa, nella migliore delle ipotesi, a macchia di leopardo sul territorio nazionale.
La riunione prosegue con la discussione su come migliorare le politiche europee in materia di appalti pubblici. Dopo la pubblicazione, a febbraio 2014, della nuova Direttiva Europea, si apre ora la fase dei recepimenti nazionali, che si concluderà tra due anni. K. Howald di EFFAT interviene per invitare sia le parti datoriali che le organizzazioni sindacali a impegnarsi affinchè il recepimento in ambito nazionale sia il più possibile vicino agli obiettivi dati in ambito di Dialogo Sociale, primo tra tutti l’applicazione e la regolamentazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare d’appalto pubbliche.
A questo proposito interviene P. Vanderhaege, del sindacato Belga ACV-CCVD, denunciando la gestione assolutamente priva di coerenza degli uffici acquisti dei Palazzi governativi Europei, che oltre a indire regolarmente le gare d’appalto dei servizi di ristorazione con il criterio del massimo ribasso, continuano a smembrare il lotto principale in lotti sempre più piccoli, aprendo di fatto a imprese piccole, spesso mal gestite e che creano dumping contrattuale.
I lavori si chiudono con una relazione della rappresentante della commissione europea D. Clèment, che dà indicazioni su quali progetti è possibile indirizzarsi per il programma di lavoro del 2015. Come detto all’inizio, la priorità attuale è l’occupazione, quindi la Commissione Europea darà sostegno a progetti congiunti che riguardino l’emersione del lavoro nero, la formazione, l’acquisizione di competenze professionali dei lavoratori del settore.
Con l’invito ad impegnarsi per un buon recepimento della Direttiva sugli Appalti Pubblici e un augurio di buon lavoro si chiudono i lavori del meeting.

Giorgia Evangelista

Bruxelles, 7 ottobre 2013

Si è svolta oggi, a Bruxelles, la riunione del dialogo sociale europeo del settore della ristorazione collettiva alla presenza della Commissione europea e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali del settore, a livello europeo (EFFAT e FoodServiceEurope, già FERCO) e nazionale (Italia, Spagna, Francia, Austria, Finlandia, Ungheria e Belgio).

Al centro del confronto, gli appalti pubblici e la negoziazione per l’adozione di una nuova direttiva europea sul tema a dicembre 2013. Da entrambe le parti del tavolo è emersa la denuncia del disinteresse da parte del Consiglio, l’organo che riunisce i capi di Stato o di governo degli Stati membri, e la Commissione europea, rispetto alle richieste, congiunte, di introdurre norme vincolanti che obblighino i committenti ad applicare il criterio di aggiudicazione MEAT (Most Economically Advantageous Tender), ossia l’offerta economicamente più vantaggiosa, alla luce della qualità e della sostenibilità sociale e ambientale dell’offerta; di introdurre il concetto di “offerta anormalmente bassa” e articolarne il significato; e di rivedere le deroghe per gli operatori del settore pubblico sugli appalti in house.

Le federazioni sindacali presenti hanno fatto eco a questa denuncia, riportando esempi di cosa produce il criterio del massimo ribasso sugli anelli più deboli della catena: i lavoratori/trici da una parte, che subiscono il taglio dei posti di lavoro, la diminuzione delle ore di lavoro, dei salari e dei diritti, e chi, nelle scuole, negli ospedali, nelle case di cura etc, fruisce dei servizi di ristorazione. In Italia, il combinato disposto della spending review e del massimo ribasso come regola per indire le gare d’appalto sta sortendo effetti drammatici sulla vita di migliaia di lavoratori, in età matura, che perdono il lavoro o vedono il loro salario, già alquanto basso, dimezzato, nonché sull’alimentazione e sulla salute di quanti utilizzano i servizi di ristorazione. Lo stesso in Belgio, Francia, Spagna e in tutta Europa. In Italia l’Osservatorio per il monitoraggio delle gare di appalto costituisce un termometro utilissimo per misurare l’involuzione dei criteri con cui vengano assegnati i contratti e identificare le aziende che non rispettano i parametri base. Uno strumento, a disposizione delle parti sociali, che sarebbe buono se fosse adottato anche a livello europeo.

A Dicembre del 2013, il Parlamento europeo adotterà la nuova direttiva; la partita, seppur difficile, rimane ancora aperta e va giocata provando a costruire consenso attorno a proposte alternative e concrete nella società, tra gli europarlamentari e i governi nazionali.

Durante la riunione, i compagni spagnoli di UGT, hanno presentato un progetto europeo che vede la FILCAMS co-promotrice: si tratta del progetto DOTEC, un’iniziativa nata per promuovere le esperienze positive e le buone pratiche di contrattazione e dialogo sociale nel settore della ristorazione collettiva e del turismo, nonché convergere su proposte concrete da sottoporre alla controparte datoriale e alle istituzioni nazionali ed europee affinché il lavoro torni ad essere al centro di ogni politica di sviluppo e la contrattazione, lungi dall’essere un privilegio del passato, sia lo strumento attraverso cui si stabiliscono le condizioni di lavoro, i diritti e le tutele di tutti i lavoratori e le lavoratrici, senza esclusioni né deroghe. Sia in Spagna che in Italia la contrattazione collettiva è oggetto di attacchi feroci. In Spagna secondo la riforma del lavoro targata Rajoy, se le negoziazioni per il rinnovo di un contratto collettivo in scadenza non si concludono entro un anno, quel contratto decade con la conseguente cancellazione delle sue previsioni economiche e normative e il ritorno agli standard minimi previsti dalla legge.

La riunione di oggi è stata anche l’occasione per confrontarsi sulle politiche di responsabilità sociale d’impresa e per condividere quanto è stato fatto in tema di eguaglianza di genere nei singoli paesi attraverso il dialogo tra le parti sociali, nonché quanto si può ancora fare attraverso questo strumento, ad es. in tema di salute e sicurezza.

Si è inoltre parlato del corso di formazione on-line che è stato sviluppato dalle parti sociali europee per fornire a chi intende lavorare nella ristorazione collettiva uno strumento , plurilinguistico e gratuito, utile ad acquisire le principali conoscenze e competenze in tema di igiene alimentare. Il corso è disponibile on-line ma per essere conosciuto e soprattutto riconosciuto, nelle more di un accreditamento ufficiale europeo, tra gli operatori del settore necessita uno sforzo di diffusione in particolare da parte delle associazioni datoriali.

Infine si è tracciato il percorso di lavoro per il prossimo anno e i temi che saranno oggetto di approfondimento e azione congiunta, in particolare salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche in vista del processo di revisione del quadro normativo avviato dalla Commissione europea; lavoro interinale nella ristorazione collettiva, formazione iniziale e continua.

a cura di Stefania Radici

Il 7 giugno 2013 si è tenuto a Bruxelles, presso la sede di HORECA, il Meeting del Dialogo Sociale del settore del turismo, si allegano invito e agenda.
Alla presenza di Rappresentanti della Commissione Europea si è aperto il confronto sui punti all’Ordine del Giorno.
E’ stata confermata una accelerazione nella integrazione in EURES del Qualifications and Skills Passport (QSP), il passaporto delle qualifiche per chi lavora nel turismo

E’ stato poi presentato lo Studio di Eurofound su "occupazione e relazioni industriali nel settore; anche alla luce della Conferenza del progetto MuMMIA http://mummia.filcams.cgil.it va rilevato come il codice NACE sta alla base di questo studio che nel settore analizza e seguenti sub-settori:

55Accomodation
55.1Hotels
55.2case vacanza
55.3campeggi
55.9altre forme di alloggio

56Food and Beverage
56.1Ristoranti
56.2catering
56.29altre servizi di ristorazione
56.3bar
Il settore rappresenta il 4,4% dell’occupazione nei 27 Paesi. Ulteriori info su www.eurofound.europa.eu

A cura di Stefania Radici sono stati illustrati gli ultimi sviluppi del Progetto Safe Host http://safehost.filcams.cgil.it con particolare riferimento alla Conferenza di Firenze del 18-19 maggio 2013 ed alle prossime scadenze, in particolare il Comitato di Pilotaggio del Progetto che si terrà il 16 ottobre a Vilnius dove, dal 17 inizieranno i lavori del Forum Europeo del Turismo.

I prossimi meetings in agenda sono:
Steering Committee 2 October 2013
Plenary 13 December 2013 (tbc)

Dialogo sociale multiservizi 4/3/2013 sessione gruppo di lavoro

Dalle 10.30 alle 12,30 si è svolta la riunione sindacale preparatoria. Rispetto alla lista dei partecipanti della delegazione sindacale allegata mancava solo l’Ugt spagnola. Nel pomeriggio dalle 14.00 si è svolta la riunione di dialogo sociale. Era presente una folta delegazione della FENI, tutti i paesi presenti nella delegazione sindacale meno l’Italia, più la Francia. Era presente anche un delegato della commissione che ha retto la presidenza.

L’ordine del giorno delle due riunioni e’ stato identico.
Dopo una breve presentazione dei presenti. Il primo punto affrontato e’ stata l’assunzione del programma dei lavori. Le priorità individuate sono state le stesse poi discusse:

- la realizzazione del manuale sulla salute e sicurezza del settore mirato alle piccole imprese da mettere on line. Progetto OIRA sviluppato dalla OSHA agenzia europea della salute e sicurezza con sede a Bilbao. La discussione si è incentrata sulla necessità dei finanziamenti europei al progetto stesso secondo il delegato CEE probabili, ma non certi. È stato confermato il gruppo di lavoro esistente.

- il lavoro di Lobby su due direttive della comunità: 1) Emendamenti comuni delle parti alla direttiva europea sugli appalti pubblici in via di approvazione 2) Proposte comuni di chiarimento/modifica alla direttiva della libera circolazione delle imprese ( exbolkestein ).
Sulla prima si è deciso di mantenere e ripresentare gli emendamenti comuni ( clausola sociale, obbligo della gara economicamente più vantaggiosa, offerta anomala individuata tramite una percentuale massima di ribasso – 20 per cento – consentita ) da presentare alla commissione tripartita che per tre mesi lavorerà sui disegni diversi approvati da Parlamento e dal Consiglio europeo la sintesi e’ prevista per il prossimo semestre. I primi due emendamenti sono, sia pure con indebolimenti, presenti nella direttiva proposta dal Parlamento e non in quella del Consiglio, il terzo in nessuna delle due. La discussione si è concentrata su questo terzo aspetto l’UNI ha fatto propria la proposta nostra, con gli spagnoli, di puntare ad una formulazione che definisca anomala la proposta che prevede un offerta inferiore ai costi dei lavoratori necessari. La FENI insiste sulla vecchia proposta. Si è deciso di delegare la sintesi al gruppo che incontrerà la commissione citata. Sulla seconda si è confermato il documento comune già elaborato.

- attività volte a far conoscere le buone pratiche sul lavoro di pulizia svolto durante il giorno. La prima è la conferenza svolta dalla commissione il 18 giugno, la data potrebbe variare, per spiegare l’accordo con i sindacati belgi che consentirà la pulizia dei locali della commissione stessa di giorno. La commissione farà sapere quanti delegati delle parti sociali potranno essere presenti a questa assemblea. La seconda è la richiesta UNI di una campagna in tutta Europa per promuovere il lavoro diurno – promozione del Day time cleaning -. La decisione è stata rinviata ad un approfondimento relativo alle iniziative possibili e soprattutto ai relativi finanziamenti. Nella discussione della mattinata si era relazionato su un gruppo di lavoro che sta organizzando una iniziativa sull’argomento nei principali aeroporti europei da parte dei diversi sindacati nazionali aderenti all’UNI.

Carmelo Caravella

In data 20-02-2013 a Bruxelles, si è tenuto il primo incontro del 2013 per il Dialogo Sociale per il settore del lavoro interinale.

Erano presenti UNI (Giedre Lelyte), EuroCiett (vari rappresentanti), Ellen Durst la rappresentante della Commissione Europea , Bertrand Muller-Schleiden Commissione Europea e per i Sindacati rappresentanti di Spagna,Francia, Portogallo, Polonia, Regno Unito, Paesi Bassi, Bulgaria,Ungheria ,Belgio, Finlandia, Polonia, Germania. Per l’Italia Mara Riboni e Domenico Colapinto di FILCAMS CGIL ,Andrea Borghesi NIDIL CGIL.

Nel corso del pre-meeting UNI Europa ha chiesto il supporto a tutti i rappresentanti sindacali presenti contro le pratiche adottate dalla agenzia per il lavoro Atlanco RIMEC. Atlanco RIMEC recluta i lavoratori in Europa centrale e orientale (Polonia in particolare) e li invia in missione in tutta Europa assumendoli con un salario più basso rispetto alla mansione che andranno a ricoprire tramite la propria filiale di Cipro. In questo modo l’azienda non paga i contributi nel paese in cui i lavoratori sono impiegati, ma li dichiara a Cipro. Inoltre l’agenzia chiede al lavoratore contributi economici, che vengono sottratti al salario, per spese di trasferta, di assicurazione malattia, ecc. UNI ha presentato la campagna "Stop Dumping sociale" (web www.stopsocialdumping.eu) contro lo sfruttamento dei lavoratori e la concorrenza sleale in tutta Europa.

All’inizio del meeting plenario è stata approvata l’agenda ed il riassunto degli ultimo incontro dello scorso 16-10-2012. UNI Europa ha chiesto quindi ad EuroCiett di impegnarsi in un comunicato congiunto circa la relazione tra lavoratori distaccati e lavoratori interinali affinché si condannino le pratiche scorrette di alcune agenzie per il lavoro. EuroCiett si riserva di verificare il contesto giuridico di riferimento prima di dare una risposta. Viene inoltre richiesto che vengano inclusi nell’osservatorio dei lavoratori transfrontalieri anche i lavoratori distaccati assunti con contratto di lavoro interinale.

Si passa quindi alla discussione sull’organizzazione della prossima tavola rotonda, che si terrà in Croazia, indicativamente agli inizi dell’estate 2013. Viene quindi presentato da Ellen Durst il “Youth employment package” adottato dalla Commissione Europea lo scorso 05-12-2012. I punti cardine di questo pacchetto di iniziative sono: la creazione di un fondo garantito per i giovani per percorsi di lavoro/apprendistato di qualità, la creazione di un quadro formativo di qualità per i giovani per evitare che gli stage siano solo una forma di lavoro a basso costo, la alleanza europea per stage ed apprendistato, la promozione della mobilità dei giovani in Europa per il lavoro.

Viene quindi brevemente presentato il contenuto del documento congiunto siglato da Uni Europa ed Eurociett a conclusione del progetto “ The Role of Temporary Agency Work and Labour Market Transitions in Europe”. Il progetto è stato presentato lo scorso 19-12-2012 a Bruxelles. La discussione sul testo del documento congiunto viene rimandata , su richiesta di UNI Europa, al prossimo incontro.

Si è quindi passati ad analizzare con Bertrand Muller-Schleiden la situazione della trasposizione della direttiva 2008-104-CE nei vari stati membri. Viene fatto un breve giro di tavolo sulla situazione rispetto alla trasposizione della direttiva , negli stati membri presenti la situazione è pressoché invariata, salvo che per il Regno Unito per il quale viene segnalato che è stata depositata presso il tribunale inglese dai sindacati una lamentela sulla modalità con la quale la direttiva 104/2008 è stata trasposta, segnalando la non conformità della trasposizione inglese rispetto al principio di uguaglianza di trattamento. UNI ed Eurociett chiedono nuovamente alla Commissione di ricevere le informazioni circa le restrizioni che i 24 paesi hanno inviato alla commissione europea. EuroCiett insiste inoltre sulla necessità di rimozione di tutte le restrizioni di utilizzo del lavoro interinale presenti nei vari paesi , posizione assolutamente non condivisa da parte dei sindacati.

In ultimo viene discusso il contenuto del programma di lavoro 2013-2014 del dialogo sociale settore interinale, con particolare attenzione agli obiettivi del nuovo progetto congiunto previsto per il 2013. Uni Europa ed EuroCiett concorderanno prima del prossimo incontro una versione condivisa del programma da sottoporre alla Commissione.

La prossima data di incontro per il 2013, da confermare, sarà il 04-06-2013.

In data 16-10-2012 a Bruxelles, si è tenuto il terzo ed ultimo incontro del 2012 per il Dialogo Sociale per il settore del lavoro interinale (TAW).

Erano presenti UNI (Giedre Lelyte), EuroCiett (vari rappresentanti), Ellen Durst la rappresentante della Commissione e per i Sindacati rappresentanti di Spagna,Francia, Portogallo, Polonia, Ungheria, ,Belgio, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi. Per l’Italia Mara Riboni e Barbara Arisci di FILCAMS CGIL ,Andrea Borghesi NIDIL CGIL ed Enrico Cecchi di UILTUCS

Nel corso del pre-meeting Giedre Lelyte di UNI ha condiviso la bozza del piano di lavoro relativo al dialogo sociale TAW elaborata da UNI e EuroCiett per il 1013 sollecitando i Sindacati presenti affinchè comunichino ad UNI Europa suggerimenti/commenti in merito ai temi proposti ed in merito al progetto congiunto che nel 2013 potrebbe venir organizzato su UNI. Un tema sul quale i Sindacati potrebbero al momento essere interessati è quello della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

All’inizio del meeting plenario è stata approvata l’agenda ed il riassunto degli ultimo incontro dello scorso 15-06-2012.

Si è quindi passati alla presentazione da parte della commissione europea dei contenuti principali del “Employement Package”. Viene analizzato il difficile contesto occupazionale europeo che al momento ci troviamo ad affrontare con un tasso di disoccupazione medio europeo del 11,4 % e con la preoccupante situazione della disoccupazione giovanile oggi al 22,7%. In tale contesto gli obiettivi occupazionali previsti nella strategia 2020 , ovvero la creazione di 17,6 milioni di posti di lavoro nei prossimi 8 anni, paiono sempre più difficili da raggiungere. L’Europa ha allo studio alcune leve per raggiungere tali obiettivi quali : non dare sussidi a settori che non hanno prospettive di crescita, spostamento degli oneri fiscali nella fiscalità del lavoro, miglioramento del cuneo fiscale, sviluppo del lavoro autonomo, attenzione al mercato dei beni e servizi, trasformazione del lavoro in nero in lavoro regolare, investimenti nel settore verde ICT e sociale, capacità di formare lavoratori skill elevati, fornazione continua nell’arco della vita lavorativa, interventi sui salari minimi, contrasto alla disoccupazione giovanile con stage e collegamento scuola lavoro, mobilità dei lavoratori. Verrà istituito un fondo di 8 miliardi per l’apprendistato dei giovani e complessivamente l’Europa stanzierà un fondo di 84 miliardi di euro per l’intero pacchetto di interventi. UNI ed Eurociett hanno segnalato che lo sviluppo di lavoro autonomo potrebbe essere un problema per il modo in cui oggi il lavoro autonomo viene utilizzato in modo per evitare le responsabilità sociali delle aziende e per sostituire lavoratori che dovrebbero essere invece inquadrati come dipendenti.

Vengono quindi evidenziati i cambiamenti rispetto alla trasposizione della direttiva 104/2008 nei vari paesi rispetto all’ultimo report di Giugno 2012. La Danimarca non ha ancora recepito, se ne occuperà a Dicembre 2012, in Italia sono state rimosse dalla trasposizione le clausole che consentivano di sottopagare i lavoratori svantaggiati, la Svezia tra un mese potrebbe recepire la direttiva.

Viene quindi svolta una presentazione congiunta dei rappresentanti UNI e EuroCiett svedesi sulla gestione in Svezia del lavoro interinale. La presentazione verrà inviata al segretariato per poterla consultare sul sito della commissione europea. Si è poi passati ad analizzare il progetto di piano di lavoro 2013. Il piano di lavoro verrà approvato nel prossimo incontro del dialogo sociale dopo che le parti si saranno scambiate in forma scritta i commenti raccolti oggi. Rispetto all’organizzazione della prossima tavola rotonda viene scelta la Croazia come luogo di svolgimento.

Rispetto al progetto congiunto attualmente in corso “Temporary agency work and transitions in the labour market” il progetto volge ormai al termine , le ricerche sui paesi sono state concluse con soddisfazione di entrambe le parti. L’Italia è uno dei paesi sui quali è stata volta l’indagine. Il 16 Dicembre 2012, da confermare, ci sarà la conferenza finale con presentazione dei risultati.

La prossima data di incontro per il 2013, da confermare, sarà il 20 Febbraio 2013. In tale data verrà predisposto il calendario 2013 del dialogo sociale TAW.

A cura di Mara Riboni

In data 15-06-2012 a Bruxelles, si è tenuto il secondo incontro del 2012 per il Dialogo Sociale per il settore del lavoro interinale. Erano presenti UNI (Giedre Lelyte), EuroCiett (vari rappresentanti), Ellen Durst la rappresentante della Commisione Europea , Bertrand MULLER-SCHLEIDEN Commissione Europea , Eckhard Voss di WMP Consult e per i Sindacati rappresentanti di Spagna,Francia, Portogallo, Polonia, Bulgaria, ,Belgio, Finlandia, Svezia. Per l’Italia Mara Riboni e Sergio Pennati di FILCAMS CGIL ,Andrea Borghesi NIDIL CGIL ed Enrico Cecchi di UILTUCS

Nel corso del pre-meeting Giedre Lelyte di UNI ha comunicato ai Sindacati presenti che sostituirà Laila Castaldo per tutte le attività UNI Europa attualmente in corso per il settore del lavoro interinale.

All’inizio del meeting plenario è stata approvata l’agenda ed il riassunto degli ultimo incontro dello scorso 08-02-2012. Si è quindi passati alla analisi della proposta elaborata dalla Commissione Europea per la revisione ed il rafforzamento della direttiva 96/71/EC relativa ai lavoratori distaccati. La proposta ha come obiettivi principali l’applicazione e messa in opera della direttiva 96/71/EC ed la soluzione ad alcune critiche alla direttiva sollevate dalla corte di giustizia europea su temi economici e sociali. L’esperto della Commisisone Europea ha presentato brevemente il documento in modo generale rispondendo ad alcune domande dei partecipanti. Si prevede che i lavori per la preparazione della proposta per il rafforzamento della direttiva 96/71/EC termineranno per metà settembre 2012, data nella quale la commissione valuterà se la commissione riesaminerà o menderà la proposta. L’idea è quella di chiudere il processo con Aprile 2013.

Vengono quindi presentate da Eckhard Voss di WMP Consult le linee guida seguite per la raccolta di informazioni necessarie per lo svolgimento del progetto congiunto “ Temporary Agency Work And Transitions In The Labour Market”. Il progetto ha l’obiettivo di individuare quale ruolo svolge il lavoro interinale nella transizione delle persone da studio a lavoro, da lavoro a lavoro, da disoccupazione a lavoro nei principali stati membri. Il progetto verrà terminato entro metà Ottobre e verrà presentato ad un convegno appositamente organizzato. L’Italia è tra i 6 paesi per i quali è stata fatta una indagine approfondita sul tema. Gli altri paesi saranno Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna.Verranno comunque forniti anche dati generali a livello Europa sul fenomeno. Lo studio sarà disponibile in Francese , Inglese e Spagnolo.

E’ intervenuto quindi Mr Delaroue di ILO per la presentazione sullo stato di ratifica della convenzione 181 , chiedendo a UNI e EUROCIETT collaborazione per la ratifica della convenzione . Viene inoltre segnalato che e’ in preparazione l’agenda per il prossimo incontro di Ginevra, UNI chiede maggior coinvolgimento ed informazioni in vista del prossimo incontro di Ginevra visto anche l’esito senza documento finale di consenso dell’ultimo incontro di Ginevra del 2011.

Si è poi passati ad analizzare con Bertrand Muller-Schleiden la situazione della trasposizione della direttiva 2008-104-CE nei vari stati membri. Al momento alla Commissione risulta che 20 paesi hanno completamente trasposto la direttiva, 2 paesi hanno trasposto parzialmente la direttiva. 24 paesi hanno mandato alla Commissione Europea le informazioni circa la possibile rimozione di restrizioni nell’utilizzo del lavoro interinale, 3 paesi non hanno dato alcuna notizia. L’Italia con NIDIL ha segnalato la recente trasposizione della direttivain Italia lamentando la rimozione eccessiva di limiti sia quantitativi sia di motivi di ricorso ed uno scarso coinvolgimento delle parti sociali. UNI ed Eurociett chiedono di ricevere le informazioni circa le restrizioni che i 24 paesi hanno inviato alla commissione europea. E’ seguito un giro di tavolo di tutti i rappresentanti sindacali dei lavoratori e datoriali circa lo stato della trasposizione della direttiva nel paese di provenienza.

Viene chiesto dalla Commissione Europea in quale stato (Serbia o Croazia) si intende organizzare la prossima tavola rotonda. Uni si riserva di dare una risposta perchè non ha ancora ricevuto risposte dai sindacati locali. Eurociett indica la Serbia.
La prossima ed ultima data di incontro per il 2012, da confermare, sarà in 16 Ottobre 2012.

A cura di Mara Riboni

Bruxelles il 26 Aprile
Questo é il primo accordo sottoscritto a livello Europeo per il settore dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese del settore acconciatura-estetica

( Copia originale e copia tradotta in Italiano)

A cura di Luigi Scarnati

Steering Committee 9 February 2012

Dialogo Sociale per il settore del lavoro interinale

08-02-2012 Bruxelles

Lo scorso 08-02-2012 a Bruxelles, si è tenuto il primo incontro del 2012 per il Dialogo Sociale per il settore del lavoro interinale. Erano presenti UNI (Laila Castaldo e Giedre Lelyte), EuroCiett (vari rappresentanti), Ellen Durst la rappresentante della Commisione Europea , Bertrand MULLER-SCHLEIDEN Commissione Europea e per i Sindacati rappresentanti di Spagna,Francia, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Ungheria,Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito. Per l’Italia Mara Riboni FILCAMS CGIL e Andrea Borghesi NIDIL CGIL

All’inizio del meeting plenario è stata approvata l’agenda ed il riassunto degli ultimo incontro dello scorso 08-11-2011. Si segnala che rispetto all’ agenda non sarà possibile discutere i punti 3.3 e 4.2 la cui discussione verrà spostata al prossimo incontro. Si è quindi passati alla analisi della bozza di programma congiunto UNI Eurociett per l’anno 2012, tale documento verrà perfezionato prima del prossimo incontro. Eurociett è nuovamente tornata sui temi per i quali Eurociett ha abbandonato il tavolo del dialogo sociale lo scorso 16 settembre 2011 e per i quali nel corso dell’incontro del 08-11-2011 si era superata la frattura chiedendo se UNI aveva analizzato la loro ultima lettera di puntualizzazione. UNI ha risposto che non era in grado di trattare l’argomento poiché la lettera era arrivata da pochi giorni e che comunque era chiaro che tra UNI e Eurociett permanevano posizioni diverse sul tema. UNI ed Eurociett segnalano che il progetto congiunto “Temporary agency work and transitions in the labour market” è partito e sono stati scelti i membri del comitato ristretto di controllo. Per l’Italia sarà Andrea Borghesi di NIDIL-CGIL.

Si è poi passati ad analizzare con Bertrand Muller-Schleiden la situazione della trasposizione della direttiva 2008-104-CE nei vari stati membri. Al momento alla Commissione risulta che 14 paesi hanno completamente trasposto la direttiva (Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Lettonia, Lituania,Francia, Ungheria,Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Finlandia,Bulgaria, Slovenia). 4 paesi hanno trasposto parzialmente la direttiva, ovvero Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Regno Unito. Non si hanno notizie degli altri paesi la Commissione chiederà notizie in modo ufficiale ricordando ai paesi mancanti che il periodo di trasposizione della direttiva è terminato il 05-12-2011. Per quanto concerne l’obbligo dei paesi membri di comunicare una analisi delle restrizioni per valutarne una eventuale rimozione, al momento la Commissione ha ricevuto notizie da solo 8 paesi : Belgio, Germania, Danimarca,Finlandia, Paesi Bassi, Svezia , Slovenia. UNI ed Eurociett chiedono di venire consultati e informati circa le relazioni relative alla rimozione delle restrizioni che la Commissione Europea sta ricevendo.

Bertrand segnala inoltre che vi è obbligo di revisione dopo due anni della direttiva, pertanto si parla del 2013. Sarà l’occasione per valutare gli esiti dell’applicazione della direttiva nei vari stati membri e per chiedere eventuali modifiche. Bertrand non esclude che il gruppo di esperti possa ancora una volta incontrarsi per analizzare le restrizioni segnalate dagli stati membri, UNI ed Eurociett chiedono notizie su questo.

E’ seguito un giro di tavolo di tutti i rappresentanti sindacali dei lavoratori e datoriali circa lo stato della trasposizione della direttiva nel loro paese. Per l’Italia è stato segnalato che l’Italia non ha ancora preparato la lista delle restrizioni poiché la direttiva è ora in corso di esame da parte delle parti sociali. La bozza di decreto proposto dal governo circa la direttiva è stato licenziato dalle commissioni con esito favorevole e qualche nota ora le commissioni attendono gli esiti della discussione tra le parti sociali.

I rappresentanti Francesi sono stati invitati ad esporre una presentazione congiunta della loro legislazione in merito al settore interinale ed ai fondi paritetici esistenti in Francia.

Viene in ultimo proposto da EuroCiett di realizzare un progetto congiunto con UNI da presentare alla Commissione per realizzare una serie di studi su come il settore interinale concorra alla transizione dei lavoratori nel mercato per il lavoro, proposta valutata positivamente da UNI.
La prossima data di incontro per il 2012, da confermare, sarà in Giugno.

A cura di Mara Riboni

L’EUROPA , IL PANE E LE ROSE .

appunti e riflessioni di una lavoratrice del commercio e delegata sindacale in
“ missione “ europea

Il 25 Gennaio 2012 si è svolto a Bruxelles il Working group meeting of the sectoral social
dialogue in commerce cui grazie all’invito della Filcams CGIL Nazionale ho avuto il privilegio di
partecipare.
L’argomento Commercio e i capitoli ad esso annessi posti in sede Europea hanno di certo un impatto assai
differente su chi partecipa , mi spiego , è il confronto in realtà , è questo che a quei tavoli si pone
fortemente . Esempio : l’applicabilità delle leggi internazionali o le differenti statistiche sull’impiego in Europa
le contrattazioni presenti in ciascuna nazione e quindi il diritto al lavoro e le possibilità che un intero popolo
ha di ribellarsi rispetto ad una crisi mondiale che sta devastando ogni tipologia di mercato in relazione
all’assetto politico del paese in questione .
E’ stata la mia prima esperienza in quel contesto e di certo ciascuna argomentazione mi è sembrata
inesauribile ed eternamente argomentabile sebbene alcune cose fossero statisticamente specifiche alcune
altre ho percepito riguardarmi fortemente da vicino come lavoratrice e soprattutto come donna .
L’argomento donna e lavoro è infatti emerso come preponderante nella discussione , in che modo le
multinazionali del commercio collocano la donna che lavora come dipendente per le medesime in relazione
alle dinamiche di vita quindi la famiglia e al tempo per la socialità ?
Da subito è comprensibile che per rispondere a questo quesito dobbiamo necessariamente ricordare che
siamo in Europa e che esiste nero su bianco una Carta Dei Diritti Fondamentali Dell’ Unione Europea che
sancisce al capo III :
Uguaglianza
Art.21
è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore
della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le
convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una
minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
Parità tra uomini e donne
Art. 23
La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di
occupazione, di lavoro e di retribuzione.
Si, lo so visti così sembrano piccoli concetti posti secondo geometrie precostituite su un foglio
dall’ inchiostro di un tipografo eppure …
Eppure, in alcuni paesi in Europa non esiste applicabilità alcuna di questi diritti e quello che mi
ha posto in atteggiamento assai contrariato è stato il fatto che il mio paese in quel momento
non potesse segnare il passo nell’emancipazione .
Il mio paese in Europa millanta una democrazia nelle politiche femminili che è di fatto una
pratica puramente utopica e questo è fortemente discriminatorio e contravviene dunque a
quanto sancito dalla Carta Dei Diritti Fondamentali Dell’ Unione Europea e al più comune senso
del rispetto . L’ Italia è uno degli stati membri , siamo nell’ euro ma quello che manca è la capacità di
acquisizione della consapevolezza delle responsabilità comportate dall’essere in Europa e questo ci pone in
fondo alla classifica con paesi in cui lo status democratico è di breve spazio storico .
Per rispondere al quesito di cui sopra tranne per qualche piccola eccezione ( Inghilterra,
Francia, Ungheria e Germania ) posso affermare che le risposte date sono state di una
sequenzialità da manuale e assolutamente tutte identiche : le donne sono ancora
discriminate sui posti di lavoro .
Le lavoratrici del commercio quasi tutte assunte con contratti fuori da ogni certezza oggettiva
in termini di continuità , vengono ricattate dalle multinazionali rispetto alla turnazione inoltre in
alcune parti dell’ Europa, di tale fenomeno ovviamente l’ Italia ne è rappresentativa nella
peggiore delle accezioni , ancora esistono le dimissioni in bianco.
La possibilità e il desiderio di una donna di voler diventare madre è ancora paradossalmente un
vincolo per l’assunzione . Per le multinazionali del commercio se intendi fare la madre non puoi
lavorare questo è il messaggio che passa durante i colloqui o durante e le discussioni settoriali
dentro minuscoli uffici aziendali .
Le multinazionali incriminate sono giganti come Carrefour , Auchan , Lidl , Tesco il cui organico
è composto per l’80 % da donne, statistica che stride certo con gli eventi discussi in materia di
discriminazione.
Dalla discussione è emersa una riflessione divenuta poi una proposta e cioè la costituzione di
una commissione di vigilanza in merito al fattore discriminazione delle donne lavoratrici nel
commercio , richiesta immediatamente inserita nell’ordine del giorno .
Ho osservato durante la messa al voto i volti delle donne presenti , tutte ci sostenevamo con lo
sguardo e con un sorriso che suscitava tenerezza qualunque fosse la nostra provenienza
qualunque fosse la nostra lingua abbiamo compreso che qualcosa di buono stava per essere
fatto grazie alle testimonianze portate in quella sede e grazie ad una tenacia tutta al
femminile.
Le multinazionali del commercio evadono la risposta in fatto di “ politiche discriminatorie “ nei
confronti del soggetto donna trincerandosi dietro minuzie legislative o alzando muri di silenzio
stampa .
Una delle rappresentanti italiane ha affermato che la situazione delle donne e dei lavoratori
tutti del commercio nel nostro paese ha subito l’ennesimo colpo rispetto al varo del decreto
salva Italia . Si è affermato che le aperture senza regole temporali legittima di fatto il mercato
del lavoro precario e la disgregazione dell’ istituto della famiglia escludendo ogni valore umano
necessario alla funzione aggregativa dell’individuo in termini sociologici .
La risposta dei presenti non è certo stata uniforme. La Germania per esempio ha affermato che
l’ Italia deve adeguarsi al mercato. Io, forse un po’ da profana in termini di dialogo sociale
europeo ma da profonda conoscitrice delle aziende tedesche, essendo dipendente di una di
queste, ho pensato che sarebbe stato opportuno alzarsi e urlargli in faccia le modalità con cui
io e le mie colleghe siamo state trattate per anni prima di trovare il coraggio di non
“ adeguarci “ e di denunciare !!! e che per le aziende tedesche la parola adeguamento si
traduce in sottomissione il più delle volte senza sinonimi .
Le rappresentanti dell’ Austria e dell’ Ungheria hanno risposto ponendo la questione economica
anche sotto il profilo etico e cioè esplicitando che il governo italiano non dovrebbe far pagare ai
lavoratori questa crisi e ancor più dovrebbe tutelare la famiglia dalla dissoluzione per assenza
di tempo ! Qualcuno ha ancora del buon senso mi sono detta !
Ho ascoltato e scritto molto, ho partecipato interfacciandomi con persone che fino a quel
momento per me erano assolutamente sconosciute, ho compreso che esiste la possibilità di
una compartecipazione degli intenti così forte da poterne ottenere un’ azione reale e concreta
utile non solo a promulgare un proposito .
Ho capito che a stare sedute dietro ad una cassa c’è di più se poi le ingiustizie subite ti portano
ad alzarti e ad alta voce indignarti , fino a decidere che la tua faccia e il tuo impegno sono
necessari perché il silenzio non prevede percorsi utili rispetto invece alle voci dei molti che
come te si aggregano e denunciano. Certo , lo so è un rischio , questa è stata la mia
consapevolezza immediata, potrebbero licenziarmi potrei perdere tutto è vero ma se stessi
zitta e mi lasciassi sopraffare perderei me stessa e il comune senso della giustizia che
dovrebbe pervadere ciascuno di noi. Molti penseranno che sono presuntuosa e sciocca e che se
perdo il lavoro perdo davvero tutto.
Io penso invece che una donna che lavora oggi e che desidera o ha già una famiglia può
volere e lottare perché nessuno mai possa portarle via il diritto di porre radici al proprio essere
femminile concedendosi di concepire crescere e dare sussistenza al percorso vitale e da questo
emanciparsi senza mai perdere se stessa il pane e le rose.
M.Cinzia Gatto – rsa Filcams Cgil Venezia

UNI Europa Hair & Beauty Conference
12-13 Gennaio 2012

La conferenza annuale di UNI Europa Hair & Beauty, che si è tenuta a Brusseles nei giorni 12 e 13 Gennaio 2012, ha avuto un ricco Odg. Infatti nella prima giornata si è discusso del “ Piano d’Azione strategico di UNI Acconciature specificatamente riservato ad una “Politica responsabile in materia di franchising.” In questo contesto si è analizzata l’evoluzione del “ Dialogo” con il gruppo Frank Provost e della possibilità di concludere altri accordi con altri franchisee nonché della possibilità di costituire alleanze sindacali per franchisee globali. Nell’altro punto all’odg si è discusso di Sindacalizzazione e dei rapporti con le le O.S. affiliate con l’obbiettivo di costruire delle iniziative positive di “reclutamento”.
In questo contesto è stato molto interessante il confronto avuto con OLIVER ROETHING Segretario di UNI EUROPA. Infatti analizzando l’attuale situazione Politico – Economica e Sociale dell’Europa ha espresso tutti i suoi timori in merito alle politiche neo-liberiste che stanno avanzando nel nostro Continente, sottolineando che lo stesso accordo sottoscritto da 26 Paesi senza la Gran Bretagna adotta politiche liberiste che vanno a colpire lo Stato Sociale e le fasce più deboli della società. Nel suo intervento ha richiamato i temi dell’Assemblea di Tolosa e della volontà di tutte le Organizzazioni Sindacali presenti di rafforzare l’azione comune a difesa dei diritti dei più deboli e dei 7.000.000 di lavoratori che l’UNI rappresenta in Europa. Molti dei temi trattati dal suo intervento sono stati ripresi e condivisi anche nel corso dell’intervento fatto in rappresentanza della FILCAMS Nazionale.
La difesa dei diritti sociali piuttosto che di quelli finanziari ed economici, un’azione mirata al miglioramento delle condizioni di sicurezza e qualità del lavoro e la strenua difesa dei diritti contrattuali e sindacali sono l’asse portante della linea sindacale che la FILCAMS-CGIL porta avanti sia in Italia che in tutte le assisi Europee dov’è rappresentata. Abbiamo inoltre condiviso ed integrato la proposta per rendere più concreta l’iniziativa dei CAE sia per la stesura delle Piattaforme Contrattuali sia per creare quelle sinergie capaci di pesare sugli orientamenti politici della Comunità Europea sulle tematiche del Lavoro e dei Diritti. Il pomeriggio della giornata del 12 è stata dedicata alla visita del Centro di Formazione ASBL COACH per Estetisti e Parrucchieri del Belgio dove oltre ad una eccellente accoglienza sono stati illustrati a tutti i membri della Commissione metodi e strumenti formativi per migliorare professionalità e sicurezza sul lavoro. Nella giornata del 13 si è discusso dell’’attuazione dell’accordo sui Certificati europei per gli acconciatori, degli sviluppi relativi al certificato Africano e del progresso fatto in merito alla sottoscrizione dell’Accordo su Sanità, Salute e Sicurezza. E’ stato illustrato anche il Progetto SAFE-HAIR 2 ; che prevede la creazione di un sito in tutte le lingue sui Problemi Dermatologici causati dall’uso di alcuni prodotti cosmetici. Per discutere su queste tematiche è stato confermato il secondo seminario, dopo quello tenuto in SLOVENIA, che si terrà a BERLINO dal 29.2 al 2.3.2012 a cui parteciperemo come FILCAMS Nazionale.
Ultimo punto all’O.d.G era l’elezione della Presidenza e della Vice Presidenza. I rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dei vari Paesi presenti hanno riconfermato alla unanimità la presidenza uscente; riconfermando quindi per un altro mandato il Presidente Poul Monggaard ed il Vice Presidente Francois Laurent del Belgio. A tal proposito come FILCAMS pur esprimendo il nostro consenso e rinnovando la fiducia alla presidenza uscente, abbiamo fatto rilevare che è maturo il tempo, in seno allo stesso Ufficio di Presidenza, di avviare quella politica di rinnovamento tanto decantata nelle nostre relazioni ma concretamente poco realizzata. L’auspicio è che si avvii un graduale inserimento di nuovi esponenti che acquisiscano l’esperienze necessarie a svolgere in un prossimo futuro i compiti propri dell’Ufficio di Presidenza.
A cura di Luigi Scarnati
FILCAMS CGIL Nazionale
e Cecilia De Panz

EFFAT-HOTREC Sectoral Social Dialogue, Plenary Meeting

E’ la riunione plenaria del Dialogo Sociale Settoriale Effat-Hotrece, le due federazioni europee del settore alberghiero e della ristorazione.
E’ un momento molto importante per il resoconto delle attività svolte durante l’anno e per presentare lo stato dei progetti delle 2 federazioni e degli affiliati.
Inoltre la presenza di esponenti della commissione europea consente di interloquire in merito alle proposte di direttive che interessano il settore.
Il tema più dibattuto in questa sessione e che catalizza l’attenzione per la maggior parte del tempo è l’implementazione del Progetto delle Qualifiche e delle Competenze. E’ un progetto molto importante per il settore e nonostante presenti difficoltà tecniche e di finanziamento, sta prendendo corpo; la possibilità di agganciarsi ad altri progetti finanziati dalla Commissione Europea – ESCO e EURES – imprime una grossa accelerazione alla sperimentazione del progetto.
13.12.2011
A cura di Massimo Frattini

Plenary 13-12- 2011

Programma di Lavoro del Dialogo Sociale europeo per il settore del commercio 2012-2013

Versione finale

Introduzione

Come conseguenza della discussione e delle iniziative del dialogo sociale nel 2010 e 2011, l’attenzione principale per il 2012 e 2013 sarà sui temi chiave dell’occupazione e sulle relazioni industriali di interesse comune nel settore del commercio europeo.

Il dialogo sociale per il commercio continua a basarsi su un’ampia gamma di risultati congiunti, che vanno tutti nella direzione generale della coesione economica e sociale, e per uno sviluppo futuro del commercio, attraverso la produzione di servizi di buona qualità per i consumatori, e creando allo stesso tempo posti di lavoro che siano sicuri e di buona qualità a un ampio numero di persone.

Si presterà dunque una particolare attenzione a un’accurata e migliorata serie di azioni successive ai risultati del dialogo sociale, e sarà discusso lo sviluppo dei suggerimenti volti a una loro ulteriore diffusione e a una sensibilizzazione a vari livelli dei partner sociali.

Una varietà di strumenti e di metodi di lavoro sarà utilizzata per realizzare gli obiettivi dei partner sociali e per prendere in considerazione le varie specificità e aspetti del settore (piccole e medie impresse, aziende di grandi dimensioni e multinazionali, vendita all’ingrosso, al dettaglio, sottosettori…).

Saranno sollevate le seguenti tematiche specifiche nel dialogo sociale del 2012-2013:

I partner sociali daranno seguito al loro lavoro congiunto per identificare le crescenti richieste dei consumatori, l’innovazione tecnologica e le future necessità in termini di competenze che risulteranno dagli sviluppi futuri del settore. Per dare seguito alla comunicazione della Commissione “Programma per nuove competenze e posti di lavoro” al loro progetto congiunto chiamato “Creazione di una rete europea per anticipare le necessità in termini di competenze nel settore del commercio”, i partner sociali hanno presentato nel settembre 2011 un progetto finanziato dalla UE che ha come obiettivo la creazione di un’istituzione per anticipare le competenze necessarie e concordare una prima serie di competenze che dovranno essere attuate in questo contesto.

Questo progetto si chiama “Creazione di un consiglio settoriale europeo per il commercio su occupazione e competenze” e avrà i seguenti obiettivi principali:

Questi organismi hanno come obiettivo quello di anticipare le evoluzioni delle qualifiche professionali per ottimizzare l’accoppiamento tra competenze e profili professionali. Tali organismi intendono mettere a disposizione delle aziende strumenti per attuare politiche di formazione adeguate e per aumentare la consapevolezza presso le aziende e i dipendenti sulla necessità della formazione.

Pertanto, è importante per i partner sociali del commercio riunire i rappresentanti di tali organismi per condividere le esperienze riguardanti l’evoluzione delle aziende e delle necessità dei lavoratori, l’evoluzione delle competenze e dei posti di lavoro, la valutazione delle pratiche degli strumenti e delle metodologie di previsione.

In questo contesto, essi continueranno inoltre a valutare l’impatto sulle necessità in termini di competenze delle difficoltà affrontate dal settore del commercio quali l’introduzione delle ICT, della globalizzazione e dei mercati emergenti. In questo momento, i partner sociali sono consapevoli del fatto che sia essenziale modernizzare e adattare l’educazione e la formazione professionale. Infine, il loro lavoro comune in questo campo avrà come obiettivo quello di migliorare l’immagine del settore per attirare un numero sufficiente di giovani per controbilanciare l’effetto dell’invecchiamento della forza lavoro.

I partner sociali si scambieranno inoltre i loro punti di vista e miglioreranno la cooperazione su altri temi relativi quali le qualifiche professionali, garantire una transizione migliore tra scuola e mercato del lavoro, l’apprendimento in età adulta, la promozione e la convalida dell’apprendimento informale. Essi rafforzeranno inoltre il loro dialogo con altre parti interessate rilevanti quali ILO, DG Educazione e CEDEFOP.

EuroCommerce e Uni Europa Commerce discuteranno del loro contributo all’attuazione della strategia EU2020, con una particolare attenzione alle iniziative di bandiera quali “Gioventù in movimento” e “Programma per nuove competenze e posti di lavoro”, oltre alle Linee Guida UE sull’Occupazione.

In aggiunta, i partner sociali seguiranno con la massima attenzione gli sviluppi delle politiche europee e delle leggi e il loro impatto sul settore e sul mercato del lavoro in generale. Tali temi includeranno nuove iniziative relative a politiche attive del mercato del lavoro, occupazione giovanile, apprendistati, imprenditoria, mobilità e transizione verso il mercato del lavoro.

EuroCommerce e UNI Europa Commerce discuteranno inoltre di come il settore può contribuire a facilitare l’accesso, la ritenzione di ritorno e lo sviluppo delle carriere, con l’obiettivo di raggiungere un mercato del lavoro più inclusivo. Faranno del loro meglio per concordare una posizione comune su questo importante tema.

I partner sociali dibatteranno inoltre sul sostegno ai lavoratori più anziani, che potrebbero avere bisogno di attenzioni e un supporto speciale che li potrebbe aiutare ad affrontare con successo la loro situazione. Lavorando con le nuove tecnologie, e in particolari in lavori legati all’industria della conoscenza, l’approccio alle mansioni da parte dei lavoratori più anziani può essere diverso da quello dei loro colleghi più giovani. Accettare la diversità legata all’età nel mondo del lavoro significa anche accettare la diversità correlata nel modo di risolvere i problemi e approcciare i compiti.

I partner sociali sono dell’opinione che le politiche che mirano a ritenere i lavoratori più anziani in occupazioni a loro consone e che si concentrano sugli investimenti per la formazione dei lavoratori più anziani dovrebbero pertanto essere viste come un modo per migliorare la produttività attraverso l’innalzamento della qualità del lavoro e dell’efficienza, offrendo allo stesso tempo servizi migliori ai clienti, anche grazie al trasferimento della loro esperienza agli altri.

Per quanto riguarda i giovani, i partner sociali sono preoccupati del fatto che un giovane lavoratore ogni cinque in Europa è disoccupato, per un totale di oltre 5.5 milioni di persone sotto i venticinque anni di età. Mentre la crisi economica e la disoccupazione in Europa hanno effetti profondi sulla vita dei lavoratori, l’attuale disoccupazione giovanile ha effetti devastanti su un’intera generazione. Poiché quello del commercio è un settore dove i giovani riescono ad accedere al mercato del lavoro, questo tema è di particolare rilevanza per i partner sociali.

In questo momento essi sono consapevoli che le necessità dei lavoratori variano in base alla fase della loro vita. Gli studenti lavoratori, i giovani genitori e i lavoratori più anziani possono avere necessità differenti che devono essere prese seriamente in considerazione. Per questa ragione, si cercherà una cooperazione con altre parti interessate rilevanti, quali le ONG di carattere sociale come AGE Europe e il Forum dei Giovani, nel contesto dell’Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale 2012.

Altre importanti iniziative annunciate nel programma sopramenzionato come quelle contro il lavoro nero (incluse le forme fittizie di lavoro autonomo), l’integrazione dei lavoratori migranti e la lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro saranno discusse e seguite dai partner sociali con particolare attenzione.

In linea con il contributo comune dei partner sociali del commercio verso alcune iniziative di bandiera della “UE 2020: strategia europea per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile” adottata nel 2010 e con altre iniziative della UE menzionate nel “Programma per nuove competenze e lavori”, i partner sociali continueranno a concentrarsi sulla promozione dei posti di lavoro di migliore qualità nel loro settore. Essi si scambieranno informazioni, dati e punti di vista sul lavoro part-time e il suo impatto sulla partecipazione femminile nel mondo del lavoro in relazione all’elaborazione da parte della Commissione di uno studio mirato alla valutazione degli effetti delle regole esistenti. Questo aiuterà a dare un contributo alle consultazioni dei partner sociali da parte della Commissione in relazione alla revisione della legislazione UE sul lavoro part-time pianificato per il 2012.

EuroCommerce e UNI Europa Commerce intraprenderanno azioni successive e reagiranno alle proposte e alle iniziative della Commissione Europa, avendo un interesse particolare nel settore del commercio. La migrazione, la cooperazione con i paesi candidati, i cambiamenti demografici, la gioventù, l’inclusione attiva dei gruppi più deboli e le condizioni generali di lavoro saranno affrontate in questo contesto. Saranno intraprese ulteriori ricerche e raccolta di dati su questi aspetti, principalmente con il sostegno della Fondazione Dublino. In particolare i partner sociali contribuiranno all’elaborazione di uno studio sulle condizioni di lavoro nel settore della vendita al dettaglio.

In particolare essi continueranno la loro discussione e scambio di punti di vista sugli esiti del Monitoraggio sul Mercato dei Rivenditori iniziato nel 2009. Cercheranno i loro contatti all’interno di DG MARKT e nel Parlamento Europeo e discuteranno ulteriori posizioni comuni riguardo gli aspetti sociali del rapporto sul monitoraggio del mercato dei rivenditori e gli aspetti sociali della Legge sul Mercato Unico.

I partner sociali continueranno con il loro scambio di punti di vista sugli sviluppi futuri relativi alla revisione della direttiva sull’Orario di Lavoro e seguiranno con attenzione le attività dei partner sociali intersettoriali e/o delle Istituzioni Europee in questo campo.

Essi daranno inoltre seguito allo scambio di buone pratiche su questo tema quando rilevanti, e contribuiranno agli studi in corso della Fondazione Dublino in questo campo attraverso la raccolta e l’analisi dei dati.

I partner sociali garantiranno un adeguato monitoraggio del loro progetto congiunto sulla promozione di ambienti di lavoro e di acquisto più sicuri, completato nel 2009, e in particolare dell’impatto del pacchetto di strumenti prodotto nel contesto di questo progetto a livello nazionale, locale e aziendale. Questo sarà effettuato attraverso aggiornamenti regolari nel contesto del Comitato SD e/o grazie a misure congiunte ancora da decidere.

I partner sociali continueranno a sviluppare le loro attività sulla violenza da parte di terzi sul posto di lavoro insieme alle federazioni europee dei datori e i sindacati dei servizi ospedalieri, della sicurezza privata, dell’educazione e del settore delle amministrazioni locali. Dopo la conclusione del loro progetto implementato grazie al sostegno finanziario della Commissione Europea mirato alla sensibilizzazione e alla diffusione delle linee guida multi settoriali per la lotta alla violenza da parte di terzi sul posto di lavoro firmate il 30 settembre 2010, essi presteranno particolare attenzione alla fase di attuazione e presentazione dei rapporti, in coordinazione con gli altri settori coinvolti.

In aggiunta, essi rafforzeranno la loro cooperazione e lo scambio di buone pratiche riguardante i vari aspetti relativi alla salute, la sicurezza e il benessere dei dipendenti del settore del commercio sul posto di lavoro (inclusi i fattori di stress) e svilupperanno con quest’obiettivo ulteriori contatti con gli organismi rilevanti della UE quali OSHA (Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro).

I partner sociali si scambieranno inoltre i loro punti di vista sulla nuova strategia UE sulla salute e la sicurezza sul posto di lavoro, che dovrà essere elaborata dalla Commissione nel periodo 2013-2020. In particolare, sarà affrontato con attenzione il tema dei rischi psicosociali, collegato a quello della violenza da parte di terzi e affrontato da OSHA nel contesto di una campagna specifica.

In relazione con il punto 1 di questo programma, i partner sociali europei concentreranno il loro dibattito sul miglioramento dell’utilizzo delle possibilità di finanziamento (con un’attenzione speciale sulle linee di finanziamento della UE e i fondi sociali europei) in relazione alle politiche di formazione e inerenti alla salute e alla sicurezza.

Le questioni specifiche relative alla Salute e Sicurezza (H&S) per i dipendenti professionali e manageriali saranno inoltre discusse nel contesto dei punti sopramenzionati.

I partner sociali garantiranno che ciascun nuovo documento accettato nel contesto del dialogo sociale contenga una clausola specifica che descriva le azioni successive e/o i processi di attuazione adottati per mutuo accordo.

EuroCommerce e UNI Europa commerce controlleranno con un’attenzione crescente le conseguenze dei risultati del dialogo sociale nei vari paesi e ai diversi livelli (regionale, locale, aziendale…). In aggiunta, i partner sociali intendono sviluppare nuovi obiettivi e pratiche su misura (progetti, laboratori, discussioni su base regolare ecc.) mirate a migliorare la qualità di tutti i loro testi e attività.

Essi continueranno inoltre il loro studio sulla valutazione dell’impatto delle misure congiunte nei vari paesi e possibilmente a livello aziendale come concordato nel giugno 2010 e in seguito alle esperienze con i partner sociali danesi, slovacchi e italiani nel 2010.2011. La Svezia, il Belgio, la Spagna e il Gruppo Metro dovrebbero essere analizzati nel 2012, e la Germania, la Grecia, la Repubblica Ceca e il Gruppo Carrefour nel 2013.

I partner sociali continueranno inoltre a dare il loro sostegno allo sviluppo delle organizzazioni sindacali e di rappresentanza dei datori nei nuovi Stati membri e nei paesi candidati (sviluppo delle capacità) come prerequisito del dialogo sociale.

Sulla base delle conclusioni del laboratorio comune organizzato come attività finale dei rispettivi progetti implementati in cooperazione con il centro di formazione di ILO (uno per i datori e uno per i sindacati, con un seminario finale comune), i partner sociali possono organizzare attività specifiche congiunte sub regionali su temi di interesse comune, possibilmente grazie al sostegno finanziario della Commissione Europea, mirato a sostenere lo sviluppo del dialogo sociale a livello aziendale/locale/nazionale laddove rilevante, e fornire ai loro membri esperienze specifiche sulle politiche sociali della UE e quindi migliorare la qualità della loro partecipazione ai comitati di dialogo sociale.

Traduzione a cura di: Federico Tani

EFCI- UNI EUROPA Posizione congiunta sulla proposta per una direttiva sulle
“Condizioni di entrata e residenza di cittadini di nazioni terze nel contesto di un trasferimento intrasocietario” COM (2010) 378

Dichiarazione congiunta dei partner sociali europei nel settore dei servizi di pulizia

EFCI (Federazione Europea Servizi di Pulizia) La Federazione Europea dei servizi di Pulizia (EFCI) rappresenta e promuove gli interessi degli appaltatori dei servizi di pulizia in 19 Stati Membri dell’Unione Europea. e UNI Europa UNI Europa una federazione sindacale europea. Riunisce i sindacati che organizzano i settori dei servizi e delle competenze. Conta 320 organizzazioni sindacali affiliate e rappresenta 7 milioni di lavoratori in 50 paesi. hanno preso nota della proposta di direttiva della Commissione Europea e vorrebbero con la presente avanzare la loto posizione congiunta riguardo questa proposta legislativa. Attraverso il presente documento di posizione, EFCI e UNI Europa desiderano attirare l’attenzione su una serie di elementi, che sono di grande importanza per le aziende e per i lavoratori dipendenti che offrono servizi di pulizia.

EFCI e UNI Europa rappresentano oltre 158.000 aziende, per un profitto annuale di circa 62 miliardi di euro, e un totale di più di 3.75 milioni di lavoratori. Sono riconosciuti dalla Commissione Europea (DG Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità) come partner sociali settoriali europei, in base ai Trattati Europei. Ulteriori informazioni possono essere trovate sui seguenti siti web: www.efci.eu e www.uni-europa.org.

Commenti generali

Il settore dei servizi di pulizia è cresciuto costantemente negli ultimi 20 anni, per la diretta conseguenza dell’outsourcing di una serie di funzioni che precedentemente erano svolte a livello interno. Il settore soddisfa una serie di necessità fondamentali della società quali la pulizia, l’igiene (in particolare all’interno di ospedali, industria alimentare, scuole, etc.) e la protezione dell’ambiente. Rappresenta, in termini economici e sociali, una delle aree più dinamiche nel contesto dei servizi aziendali dell’Unione Europea. Il dinamismo del settore si traduce direttamente in una creazione costante di posti di lavoro. Resta tuttavia poco conosciuto e la sua immagine pubblica deve essere valorizzata.

In tutti gli Stati Membri della UE, il settore si confronta con la tendenza da parte dei clienti di selezionali gli appalti di pulizia in base al prezzo più basso, che resta l’unico criterio. In quanto settore intensivo da un punto di vista della forza lavoro (circa l’80% dei costi di produzione), il prezzo della fornitura di servizi si basa principalmente sui costi del personale (inclusi salari e costi aggiuntivi relativi alla forza lavoro). Questo porta come risultato una pressione competitiva molto alta, che a sua volta porta gli appaltatori a presentare proposte molto rigide, spesso a danno della qualità dei servizi, delle condizioni di lavoro e della formazione del personale.

Tutto sembra dimostrare che la situazione stia andando nella direzione contraria ai tentativi fatti in quest’area verso lo sviluppo sostenibile e delle professionalità nel settore. Questo si traduce nella persistente immagine negativa di cui soffre il settore; porta i dipendenti a provare una certa insoddisfazione verso le condizioni di lavoro e ha anche un impatto sui livelli di mantenimento dei posti di lavoro nel settore. Infine, danneggia seriamente la capacità del settore di attirare nuovi dipendenti, giovani in particolare.

La situazione danneggia tutti gli sforzi fatti dalle aziende del settore delle pulizie di fornire servizi di qualità (iniziando dalla formazione del personale) e di adattare le loro risposte alle necessità dei clienti. Mette il personale (sempre più spesso a confronto diretto con l’utilizzatore finale del servizio) in una situazione molto difficile. Inoltre, questo spesso conduce all’emergere di situazioni di competizione sleale e pratiche professionali illegali, sistematicamente condannate da EFCI e UNI Europa. Queste pratiche danneggiano l’immagine del settore nel suo complesso e impediscono in maniera considerevole lo sviluppo delle professionalità.

Commenti specifici

EFCI e UNI Europa hanno forti interessi nei confronti di tutte le leggi europee che hanno un impatto sull’occupazione, la competitività e le condizioni di lavoro delle aziende e dei lavoratori dipendenti del settore. La presente proposta di direttiva nella sua versione attuale porta a una distorsione della competizione e a effetti potenzialmente dannosi sull’occupazione. Come conseguenza di questo, EFCI e UNI Europa considerano i seguenti cambiamenti alla proposta di direttiva cruciali.

EFCI e UNI Europa denunciano con forza il fatto che l’articolo 79 TFUE (immigrazione) è stato scelto come la sola base legale della proposta di direttiva, anche se prevede delle importanti disposizioni riguardanti le leggi sull’occupazione e avrà quindi un impatto significativo sui mercati del lavoro degli Stati Membri e sui loro sistemi di relazione industriale. Questa iniziativa legale avrebbe pertanto dovuto essere basata sull’art. 154 TFUE e avrebbe dovuto dare ai partner sociali l’opportunità di essere consultati prima della pubblicazione della proposta di direttiva.

Scegliendo l’articolo 79 TFUE come sola base legale, la Commissione Europea ha lucidamente evitato la consultazione con i partner sociali prevista dall’articolo 154 TFUE. Tale consultazione non solo sarebbe stata a sostegno degli obiettivi del trattato di Lisbona inerenti al rafforzamento del ruolo del dialogo sociale nella UE, ma avrebbe anche fornito un’opportunità di risolvere alcune delle disposizioni conflittuali in anticipo.

Infine, non è comprensibile la ragione per cui la questione dei lavoratori trasferiti all’interno di un’azienda non sia trattata attraverso la direttiva “Carta Blu UE” (2009/50/CE) già esistente, che definisce le condizioni di entrata e residenza dei cittadini di nazioni terze ai fini dell’occupazione altamente qualificata nella UE.

Esiste un forte rischio di creare confusione relativamente alle condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori trasferiti all’interno di un’azienda. In ogni caso, deve essere garantito dalle disposizioni della direttiva proposta che le condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori trasferiti siano conformi ai regolamenti del paese ospitante, e quindi che siano garantiti una competizione e un trattamento equo dei lavoratori.

Solo la conformità con i principi del paese ospitante garantisce la protezione dei lavoratori e una competizione equa tra aziende presenti nel paese ospitante e quelle presenti in un paese terzo, assicurandosi che questi ultimi non possano aggirare gli standard di lavoro superiori esistenti nel paese ospitante e quindi ottenere un vantaggio competitivo. Questo principio si deve applicare a prescindere dal fatto che il lavoratore trasferito svolge la sua attività nel primo Stato Membro della UE o in un altro Stato Membro.

Il termine “specialista” deve essere definito in maniera più stringente e precisa, poiché la definizione proposta è troppo ambigua e vaga. La definizione proposta permetterebbe a quasi ogni lavoratore, più o meno qualificato, di essere classificato come specialista, e quindi di beneficiare dello status privilegiato di lavoratore trasferito all’interno di un’azienda.

Di conseguenza, EFCI e UNI Europa richiedono con forza che la definizione di specialista essenziale e specifico rispetto alla struttura deve essere raggiunta attraverso un alto livello di qualifica. Questo alto livello di qualifica deve essere dimostrato da un diploma o un certificato che attesti un educazione post secondaria di almeno tre anni e a cinque anni di esperienza professionale. L’esperienza professionale deve essere correlata a un livello paragonabile di educazione post secondaria.

Il termine “laureato in tirocinio” deve essere chiarito per garantire una distinzione limpida tra dipendenti ordinari che sono salariati dall’impresa che opera il trasferimento. Questo inoltre è importante per prevenire la sostituzione del lavoro ordinario da parte dei tirocinanti. Deve essere garantito che i tirocinanti, che sono potenzialmente molto vulnerabili in termini di sfruttamento e abusi, non siano sfruttati in quanto alternativa a basso prezzo rispetto ai lavoratori ordinari.

La questione se un lavoratore trasferito all’interno di un’azienda debba essere impiegato presso l’impresa per almeno 12 mesi immediatamente precedenti il trasferimento viene lasciata a discrezione degli Stati Membri. Questo requisito deve essere obbligatorio per evitare effetti negativi per quegli Stati Membri che introdurranno questo requisito nella loro legislazione e quindi avranno regolanti nazionali più severi. In caso contrario, si potrebbe verificare una situazione di “forum shopping” causata dal trasferimento di imprese e una “corsa al ribasso” da parte di quegli Stati Membri che non prevedono questo requisito, poiché potrebbero risultare più “attraenti” per le imprese che trasferiscono i loro cittadini di nazioni terze.

Il prevedere sanzioni proporzionate e dissuasive per le entità ospitanti l’impresa in caso di mancata osservanza delle condizioni di ammissione viene lasciato a discrezione degli Stati Membri. La possibilità di prevedere sanzioni non può essere considerata una competenza degli Stati Membri ma deve essere resa obbligatoria, in caso di non conformità con le condizioni di ammissione.

Oggi è già molto complicato per le autorità dei paesi ospitanti controllare e garantire il rispetto delle condizioni di lavoro e salariali esistenti per i dipendenti stranieri che sono distaccati in nazioni ospitanti in base alla Direttiva sul Distacco dei Lavoratori (96/71/CE). Come è ampiamente risaputo, meccanismi adeguati di controllo e attuazione sono molto difficili da applicare e inefficaci a livello pratico, in particolare quando l’impresa non è conosciuta dalle autorità competenti e/o è basata al di fuori del loro territorio. Contro questo meccanismo, deve essere evitato che la presente proposta di direttiva renda la possibilità di controllo e conformità in relazione alle condizioni salariali e di lavoro esistenti ancora più complicata se non impossibile. Solo un meccanismo di controllo efficiente può garantire un’equa competizione e evitare pratiche di dumping sociale.

L’Articolo 16 della proposta di direttiva permette una mobilità totale dei lavoratori trasferiti all’interno di un’azienda tra Stati membri UE, una volta ottenuto il permesso da parte del primo Stato Membro. Questa disposizione crea un quadro poco chiaro, che mina l’applicazione del principio di paese ospitante. È quindi indispensabile che per ogni ulteriore trasferimento in un altro Stato Membro sia controllata nuovamente la conformità con i criteri di ammissione determinati dall’Articolo 5.

Noi suggeriamo con forza dunque che per ogni ulteriore trasferimento in un altro Stato Membro questo Stato Membro ospitante deve intraprendere una procedura di richiesta, scrutinio e autorizzazione separata per quanto riguarda i criteri di ammissione determinati dall’Articolo 5 e che la conformità del principio di paese ospitante in relazione con le condizioni di lavoro e salariali sia garantita. Deve essere rigorosamente evitato che gli Stati Membri con standard sociali e salari più alti non possano essere conformi con i loro regolamenti nazionali in caso di trasferimento di lavoratori all’interno di un’azienda.

Conclusioni

L’intera proposta di direttiva e in particolare le disposizioni presenti negli articoli 2, 3, 5, 8 e 16 presentano il serio rischio di causare dumping sociale e una competizione sleale attraverso l’ottenimento di permessi di lavoro senza la possibilità di controlli efficienti da parte delle autorità nazionali competenti per quanto riguarda le informazioni fornite.

Per queste ragioni, i partner settoriali europei del settore delle pulizie, EFCI e UNI Europa richiedono l’esclusione dei servizi di pulizia dall’ambito della proposta di direttiva.

Firmato a Bruxelles il 29 novembre 2011

Andreas LillLaila Castaldo
Direttore Generale EFCIResponsabile Politiche UNI Europa
Propertiy Services

Traduzione a cura di: Federico Tani

CoESS UNI GLOBAL UNION PROPERTY SERVICES

Dialogo Sociale Settoriale Europeo per il settore della sicurezza privata

Programma di Lavoro 2012-2013

Priorità 1- CoESS e UNI Europa pongono la massima attenzione e danno la più alta priorità ai temi e agli argomenti menzionati in questa categoria, e intraprenderanno le azioni appropriate quando e dove necessario.

Problematiche legate alla salute e alla sicurezza occupazionale

CoESS e UNI Europa considerano le tematiche legate alla salute e alla sicurezza occupazionale nel settore della sicurezza privata una questione che causa preoccupazione costante, sia a livello nazionale che a livello europeo. Continueranno a condividere buone/migliori pratiche sull’argomento presso i loro rispettivi membri.

In termini concreti:

Miglior Valore e appalti pubblici

CoESS e UNI Europa continueranno a monitorare da vicino le azioni e le iniziative intraprese dalla Commissione Europea in relazione alle considerazioni sociali nel settore degli appalti pubblici, e la revisione delle Direttive Europee sulla modernizzazione delle politiche riguardanti gli appalti pubblici nella UE, poiché la considerano una priorità sia per i datori che per i dipendenti nel settore della sicurezza privata.

Il Comitato continuerà a promuovere il principio del miglior valore, sia a livello nazionale che europeo, e reitera il suo forte impegno verso processi inerenti agli appalti che siano socialmente responsabili e in linea con la dichiarazione congiunta del 30 giugno 2011 e le dichiarazioni congiunte precedenti riguardo questo tema.

Regolamento UE sul trasporto professionale oltreconfine su strada di contanti in Euro tra Stati Membri dell’area Euro.

Il Regolamento UE sul trasporto professionale oltreconfine su strada di contanti in Euro tra Stati Membri dell’area Euro prevede delle condizioni per garantire la sicurezza della transazione, dello staff coinvolto nei processi di Contanti in Transito (CIT) e dei salari applicati, oltre alla salvaguardia del pubblico e del libero movimento di contanti in Euro. Questo prevede l’obbligo da parte delle aziende che desiderano operare trasporti oltreconfine su strada di contanti in Euro di richiedere una licenza CIT all’autorità competente nello Stato Membro d’origine. Il regolamento prevede un periodo di transizione di un anno per la licenza comunitaria e per soddisfare i requisiti per ottenerla.

Nel 2010, UNI Europa e CoESS hanno raggiunto un accordo sui contenuti della formazione iniziale dello staff CIT che svolge trasporti professionali oltreconfine di contanti in Euro tra Stati Membri dell’area Euro, che è stato incluso nel Regolamento all’interno dell’Allegato VI.

In conformità con l’Accordo, firmato il 24 novembre 2010, CoESS e UNI Europa si impegnano a monitorare da vicino l’attuazione del Regolamento, che è vincolante per tutte le aziende e i lavoratori coinvolti nelle operazioni CIT oltreconfine.

Priorità 2 – UNI Europa e CoESS dedicano una speciale attenzione ai temi e agli argomenti menzionati in questa categoria, e prenderanno in considerazione le azioni appropriate quando e dove necessario

Formazione

Il Comitato ha sempre considerato la formazione una priorità per lo sviluppo ulteriore delle professionalità nel settore della sicurezza privata. Sono stati sviluppati manuali di formazione specifica per numerosi segmenti industriali. Il Comitato valuterà la necessità di aggiornare questi manuali di formazione per conformarsi con la nuova legislazione e prendere in considerazione i cambiamenti socio economici che si sono verificati nel panorama della sicurezza privata europea. Il Comitato valuterà inoltre la necessità di identificare aree e segmenti aggiuntivi di interesse comune in vista dello sviluppo di nuovi manuali di formazione.

Il Comitato faciliterà lo scambio di migliori pratiche nel campo a livello nazionale e condividerà altre iniziative rilevanti intraprese dai partner sociali a livello europeo.

Il Comitato monitorerà inoltre gli sviluppi e le iniziative intraprese dalla Commissione europea in relazione alla Direttiva UE 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

Elementi normativi

Sulla base delle passate dichiarazioni congiunte e sulle posizioni adottate rispettivamente da CoESS e UNI Europa, entrambe le organizzazioni prenderanno in considerazione di adottare una posizione congiunta sugli elementi normativi principali del settore dell’industria privata.

Azioni successive al processo di allargamento e integrazione dei nuovi Stati Membri UE e dei candidati

Il Comitato controllerà attentamente la politica di allargamento della Commissione Europea e i progressi fatti verso l’adesione alla UE dei vari candidati a Stato Membro.
Il Comitato cercherà di promuovere il Dialogo Sociale nelle nuove nazioni e in quelle candidate dove esso è attualmente sottosviluppato e, come primo passo, incoraggerà la loro attiva partecipazione nel lavoro del Comitato.

UNI Europa e CoESS resterà, attraverso il dialogo sociale, la forza coordinatrice di qualunque nuovo progetto e sviluppo intrapreso dai rispettivi membri con il sostegno di CoESS e UNI Europa.

Priorità 3 – CoESS e UNI Europa controllano attentamente gli sviluppi in relazione ai temi e agli argomenti menzionati in questa categoria e prenderanno in considerazione le azioni appropriate quando e dove necessario

Focus sul Programma Sociale

UNI Europa e CoESS cercheranno di raggiungere un punto di vista comune sui temi specifici inclusi nel Programma Sociale della Commissione Europea e le comunicazioni rilevanti. In particolare saranno esaminati i temi che investono le persone, un numero maggiore di posti di lavoro di migliore qualità, nuove competenze e il tema della mobilità, con un’attenzione particolare alle opportunità offerte dalle partnership pubblico private, e se necessario, si darà seguito a questi temi in modi più concreti.

Inquinamento atmosferico negli aeroporti

Il Comitato esplorerà il tema dell’esposizione del personale all’inquinamento atmosferico negli aeroporti. Il carburante aereonautico e i prodotti della sua combustione sono una mistura chimica, inclusa nel programma di lavoro della Commissione Europea e in particolare nella lista di sostanze che devono essere valutate dal Comitato Scientifico sui Limiti dell’Esposizione Professionale (SCOEL). UNI Europa e CoESS si impegnano a cooperare con la Federazione Europea dei Lavoratori dei Trasporti (ETF), la Federazione sindacale europea del settore alimentare, agricolo e del turismo (EFFAT) e il Consiglio Internazionale degli aeroporti (ACI) per raccogliere informazioni e indagare sul fatto se altri settori sono interessati ad essere coinvolti in gruppi di lavoro multisettoriali per esaminare il tema ed eventualmente intraprendere azioni congiunte.

UNI Europa e CoESS si impegnano a trattare tutti i temi sopramenzionati. L’intensità delle azioni intraprese dipenderà sui mezzi finanziari concreti concessi dalla Commissione Europea per il finanziamento dei progetti che devono essere sviluppati e delle riunioni che devono essere organizzate.

Traduzione a cura di: Federico Tani

To all UNI Europa affiliates in the Temporary Agency Work sector – Social Dialogue group

Dear All,

You will find hereunder the dates for the meetings in 2012.

8 February (Wednesday) WG

15 June (Friday) WG

16 October (Tuesday) plenary

Best regards,


Elisabeth Vandenborren
Assistant

U
NI europa
rue de l’Hôpital 31
1000 Bruxelles
Belgium
Tel: +32 2 234 56 50
Fax: +32 2 235 08 70

elisabeth.vandenborren@uniglobalunion.org
www.uni-europa.org

To all UNI Europa affiliates in the Property Services sector

Dear All,

You will find hereunder the dates for the meetings in 2012 in.


Private Security
:
06.03.2012 (Tuesday) – Working group
25.05.2012 (Friday) – Working group

13.11.2012 (Tuesday) – Plenary session




Best regards,


Elisabeth Vandenborren
Assistant

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elisabeth.vandenborren@uniglobalunion.org
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To all UNI Europa affiliates in the Property Services sector – Social Dialogue group

Dear All,


You will find hereunder the
dates for the meetings in 2012.


Cleaning
:
16.03.2012 (Friday) – Working group

22.06.2012 (Friday) – Working group

23.10.2012 (Tuesday) – Plenary session



Best regards,


Elisabeth Vandenborren
Assistant

U
NI europa
rue de l’Hôpital 31
1000 Bruxelles
Belgium
Tel: +32 2 234 56 50
Fax: +32 2 235 08 70

elisabeth.vandenborren@uniglobalunion.org
www.uni-europa.org

Commerce Social Dialogue Meetings 2012

25 gennaio Working Group

23 marzo Working Group

7 giugno Working Group

12 settembre Working Group

19 dicembre Plenary

UNI Europa ICTS meeting dates in 2012

- 6 March 2012: ICTS steering committee, Brussels (tbc)
- 27 March 2012: Telecom Social Dialogue Working Group, Brussels
- 12 June 2012: Telecom Social Dialogue Working Group, Brussels
- 28 June 2012: ICTS steering committee, Brussels (tbc)
- 24 September 2012: Telecom Social Dialogue Plenary Meeting, Brussels
- 25 October 2012: ICTS Plenary Committee, Brussels (tbc)
- 13 November 2012: Telecom Social Dialogue Working Group, Brussels

EFFAT-HOTREC Work Programme 2012
Meetings in 2012

Steering Committee

2 February 2012 – Thursday
8 June 2012 – Friday
11 September 2012 – Tuesday
14 November 2012 – Wednesday

Plenary

11 December 2012 – Tuesday

Il 28 novembre alla riunione plenaria del Dialogo Sociale del Commercio (per la Filcams hanno Partecipato Alessio Di Labio e Gabriele Guglielmi), l’ultima del 2011, é stato presentato il resoconto delle attività svolte nel 2011 ed il piano di attività pwer il prossimo anno (v. Allegati) ed é stato definito il seguente calendario per il 2012.

Commerce Sector Social Dialogue Meetings 2012

25 gennaio Working Group

23 marzo Working Group

7 giugno Working Group

12 settembre Working Group

19 dicembre Plenary

In allegato la traduzione in italiano del programma di lavoro 2012-2013