Category Archives: SSD DIALOGO SOCIALE INTERSETTORIALE

“THE NEW EU RULES FOR PROCUREMENTAND CONCESSIONS”

Il 19 marzo 2014 ho partecipato alla Conferenza tenutasi a Bruxelles il cui tema concerneva la nuova normativa europea sugli appalti e concessioni pubbliche varate il 15 gennaio 2014 dal Parlamento Europeo.

Le attività della giornata, come da programma, si sono svolte discutendo delle quattro macro aree della nuova direttiva.

        ·Simplification and SMEs – Semplificazioni e PMI
        ·Social & Green – Sociale e Verde
        ·Innovation – Innovazioni
        ·Concessions – Concessioni

Nel I° “Panel” gli interventi si sono concentrati principalmente sulle modifiche apportate dalla direttiva sulla semplificazione della documentazione da presentare per poter partecipare alle gare bandite dalla PA. Tanto al fine di agevolare le PMI e, nello specifico, si è fatto riferimento a un “Documento Unico Europeo di Gara” basato sostanzialmente sull’autocertificazione, per cui solo il vincitore della gara sarà in seguito tenuto alla presentazione della documentazione necessaria. Questa razionalizzazione della normativa in materia di appalti dovrebbe apportare una maggior trasparenza nella gestione delle procedure di gara e, soprattutto, incrementare l’utilizzo dello strumento degli appalti pubblici per le piccole e medie imprese.
Questo argomento ha suscitato alcuni interventi di pareri non proprio favorevoli da parte della platea poiché tale sistema di autocertificazione potrebbe generare numerosi contenzioni dopo l’aggiudicazione della gara e ciò ha indotto la Commissione in primis a favorire le PMI e poi a ridurre i costi di partecipazione alle gare, riduzione stimata intorno all’80% dei costi oggi sostenuti per partecipare alle gare.
Inoltre per facilitare l’accesso alle gare alle PMI corre quasi “l’obbligo” all’ente committente di dividere la gara in “lotti”
Il mercato degli appalti e delle concessioni pubbliche nell’area euro ha un valore stimato pari circa al 18% del Pil Europeo.
È stato abbandonato del tutto il criterio di aggiudicazione delle gare “al massimo ribasso” a tutto vantaggio del criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”. Le amministrazioni sono chiamate a valutare l’offerta tenendo conto delle considerazioni ambientali, degli aspetti sociali, delle innovazioni, pur tenendo conto del prezzo e dei costi e valutando il ciclo di vita dell’intero appalto, dei prodotti o dei servizi richiesti.

Nel II° Panel, gli invitati alla conferenza hanno discusso sulle tematiche riguardanti il Sociale e Verde, al dibattito ha partecipato il relatore stesso della Direttiva euro parlamentare Mac Tarabella che ha evidenziato che regole uniche per le gare in tutti gli stati membri della UE non possono che rafforzare le garanzie sociali al fine di scongiurare il dumping sociale e garantire che i diritti dei lavoratori vengono rispettati; a tal proposito la direttiva prevede regole più severe per il subappalto (anche se previsto). Rientra ancor con più decisione l’attenzione nella valutazione dell’offerta da parte della P.A. l’attenzione posta “verde” ai materiali utilizzati alle strutture create e ancora una volta si ritorna a valutare il ciclo di vita dell’appalto, dell’opera creata, considerando la sostenibilità ambientale e la manutenzione necessaria.
Il dibattito tra i partecipanti del II° panel è stato piuttosto animato, poiché il rappresentante delle working group business Europe non era certamente d’accordo nel fissare regole in materia di lavoro tra paesi che hanno una legislazione differente, posizione avvallata da alcuni interventi di rappresentati dei Paesi dell’Est europeo, animata a tal punto che la moderatrice della conferenza è stata costretta ad intervenire per non trasformare la conferenza in un battibecco a due!.
Pero da quanto enunciato dai partecipanti in materia di lavoro e tutela dei diritti dei lavoratori, si nota una assenza specifica al richiamo ai CCNL applicati negli stati, cosa che lascia molti dubbi e perplessità dati gli scenari contrattuali oggi presenti nel nostro Paese …….

Nel III° Panel i relatori hanno esposto quanto previsto in materia di innovazione dalla direttiva innovazione tecnologica che verrà messa in campo dalla P.A. nella formulazione dei bandi, elettronici, fatturazione elettronica; restrizione dei tempi di presentazione dell’offerta


Giovanni Dalò

La CES rilancia: restano necessari una Clausola di progresso sociale e una revisione completa della direttiva sui lavoratori distaccati

Dal 2008, la Confederazione europea dei sindacati (CES) incita le istituzioni europee a intraprendere un’azione per superare le conseguenze – negative per l’Europa sociale – insite nelle sentenze della Corte di giustizia europea riguardanti  i casi Viking, Laval, Ruffert e Commmissione vs Lussemburgo. A suo avviso,  l’UE dovrebbe rivedere l’attuale quadro legale adottando una Clausola di Progresso sociale, che chiarisca le relazioni tra le libertà economiche e i diritti sociali fondamentali, e indirizzi  una revisione completa della Direttiva sul distacco dei lavoratori.

Quattro anni dopo, la Commissione Europea -  intraprendendo finalmente un’azione legislativa – sta per proporre:

    1.un Regolamento sulla base dell’art. 352 del  Trattato del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione) relativo alla relazione tra i diritti sociali fondamentali e le libertà economiche (il cosiddetto “regolamento Monti II”);
    2.una direttiva relativa alla messa in opera della direttiva sui lavoratori distaccati.

Con la sua Risoluzione “Realizzare progressi sociali nell’ambito del mercato unico: proposte riguardanti la protezione dei diritti sociali fondamentali e il distacco dei lavoratori” – adottata dal Comitato esecutivo del 7-8 dicembre 2011 -  la CES  manifesta il  timore che queste proposte non forniscono una risposta sufficiente alle sfide attuali.

REGOLAMENTO MONTI II -  La Ces ha già accolto favorevolmente il principio di un Regolamento Monti II  come un passo nella giusta direzione.
In effetti, nel suo Atto per il mercato unico, la Commissione europea ha annunciato  la sua intenzione di adottare un Regolamento – denominato Regolamento Monti II – che chiarisca l’esercizio della libertà di stabilimento e della libertà di prestazione di servizi nel quadro dei diritti sociali fondamentali, e in particolare del  diritto o  libertà di sciopero. Il Regolamento riconoscerà che  non c’è conflitto esplicito tra il diritto di intraprendere un’azione industriale e le libertà economiche. E evidenzierà il ruolo importante dei tribunali nazionali nell’applicazione del test di proporzionalità caso per caso, conciliando l’esercizio dei diritti sociali fondamentali e le libertà economiche.
“La proposta di un Regolamento Monti II -  sottolinea
ora la CES – non dovrà portare a un rafforzamento della giurisprudenza  UE, né interferire con le pratiche nazionali in materia di diritto di azione collettiva. In particolare, bisognerà trovare una soluzione per il test di proporzionalità” che si ritrova nella sentenza Viking.

Oramai i giudici hanno il potere di decidere se un’azione collettiva è un mezzo appropriato, il che rappresenta un intervento intollerabile nel diritto fondamentale all’azione collettiva.  Cosa – questa – già denunciata, tra l’altro, dall’Oil, ed incompatibile (tra l’altro) con  il prossimo accesso dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La CES spinge per trovare una soluzione europea a questo problema.
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Inoltre
– precisano i sindacati europei – il Regolamento  Monti II non sostituirà la richiesta della CES di un Protocollo sociale. Al contrario il Regolamento è una prima tappa per l’adozione di questo protocollo.
In altri termini, il Regolamento non implica la soppressione dall’Ordine del Giorno della  richiesta CES di una
Clausola di Progresso sociale, intesa quale Protocollo di Progresso sociale  da allegare ai Trattati europei, e dotata – quindi – del loro stesso valore giuridico. Questo – ribadisce la CES -  resta l’unico strumento per affrontare lo squilibrio attuale tra le libertà  economiche e i diritti sociali fondamentali.

Circa la proposta della Commissione Europea che mira a migliorare  l’applicazione della direttiva sui lavoratori distaccati – sottolinea la CES – questa non basta per far fronte a tutte le sfide lanciate dalle sentenze recenti della Corte di giustizia europea succitate. Una revisione completa della direttiva resta quindi indispensabile. La proposta attuale non risponde alle questioni relative al campo di applicazione della Direttiva sui lavoratori distaccati; ai meccanismi di sorveglianza; e  alla messa in opera della direttiva.

A cura di: Silvana Paruolo

European Social Partners launch negotiations on working time

European social partners sent a letter to Commissioner László Andor informing him that further to the Commission consultation on reviewing the working time directive they will open negotiations.

The aim of the negotiations will be to conclude an agreement, to be implemented by Council decision in accordance with Article 155 of the Treaty on the Functioning of the European Union.

The first negotiation meeting is scheduled for 8 December 2011. Should the European social partners be able to conclude these negotiations within the nine month period foreseen by the Treaty, they would inform the Commission of the results achieved at the beginning of September 2012.

Joint letter to Commissioner László Andor :http://www.etuc.org/IMG/pdf/2011-11…

15/11/2011

Lettera di richiesta di incontro, (in inglese e la traduzione in italiano) inviata dalla CES alla Commissione Europea, riguardo la necessità di affrontare il problema di come il luogo di lavoro e il dialogo sociale potrebbero  meglio riflettersi nella politica europea per l’efficienza energetica.

Documenti disponibili:

100324 Direttiva n. 106
100514 Nota della CGIL
100517 Nota di EuroCommerce ita/eng
100603 Posizione ETUCeng/

Linee guida multisettoriali provvisorie per affrontare la violenza da parte di terzi e le molestie sul lavoro IT


Multisektorale richtlinien zur eindämmung der gewalt von dritter seite und der belästigung am arbeitsplatz DE

Draft multi-sectoral guidelines to tackle third-party violence and harassment related to work EN

Projet de directives multisectorielles sur la violence de tiers et le harcèlement au travail FR

Il 18 giugno 2009 le parti sociali europee CES, BUSINESSEUROPE, UEAPME e CEEP hanno siglato la revisione dell’accordo
quadro sul congedo parentale1 siglato nel 1995.

L’accordo riveduto migliora numerose disposizioni dell’accordo preesistente: aumenta la durata del congedo parentale da tre a quattro mesi,
con relativo rafforzamento del congedo parentale come diritto individuale rendendone una parte interamente non trasferibile; riconosce il ruolo
del reddito per l’esercizio del congedo parentale, benché lasci agli Stati membri la valutazione relativa alla retribuzione legata al congedo
parentale; offre ai lavoratori il diritto di richiedere modalità di lavoro flessibili al ritorno dal congedo parentale; invita gli Stati membri e/o le parti
sociali a fissare termini di preavviso che il lavoratore deve rispettare nell’esercizio del suo diritto al congedo parentale. Si impegna anche a
riconoscere la crescente diversità delle strutture familiari, a promuovere un’equa ripartizione delle responsabilità familiari tra uomini e donne, e
a rispettare, inoltre, la diversità dei provvedimenti intrapresi dagli Stati membri in materia di congedi, strutture di custodia dei bambini e
modalità di lavoro flessibile.
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Riguardo all’accordo quadro iniziale, la versione riveduta è stata – su richiesta congiunta delle parti firmatarie – incorporata in una
direttiva, segnatamente la direttiva 2010/18/UE dell’8 marzo 2010.

Benché questa direttiva sia, in primo luogo, rivolta agli Stati membri, sia la clausola 8 che il considerando 24 dell’accordo prevedono un ruolo specifico delle parti sociali nell’attuazione, nell’applicazione, nel
monitoraggio e nella valutazione dell’accordo stesso, anche considerando che le parti sociali sono le più qualificate per trovare soluzioni che
rispondano alle esigenze sia dei datori di lavoro che dei lavoratori.

Il presente accordo/direttiva deve essere attuato entro l’8 marzo 2012 al più tardi.

Si allegano:
-il testo della Direttiva 2010/18/UE dell’8 marzo 2010.
-la guida interpretativa della CES che offre un quadro relativo al contenuto dell’accordo, capitolo per capitolo, approfondendo le tematiche principali in gioco discusse durante le negoziazioni, e fornisce, negli allegati, ulteriori informazioni su: giurisprudenza specifica della Corte di giustizia dell’Unione europea (allegato 1); fatti e cifre in materia di congedo parentale e altri sistemi di congedo in Europa (allegati 2 e 3); lista dicontrollo di attuazione (allegato 4), e approfondimenti con ulteriori letture e risorse (allegato 5).