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7-10 dicembre 2014
Uni global Union, a Cape Town il congresso Mondiale


Si sta svolgendo in questi giorni in Sud Africa il IV congresso mondiale della Uni Global Union. Un programma fitto di appuntamenti, incontri e confronto tra le diverse realtà. Tante le battaglie e le esperienze che ogni nazione sta riportando al congresso, un momento importante anche per pianificare e programmare interventi condivisi, che possano avere maggiore forza e diffusione.

La Filcams Cgil partecipa con una delegazione, guidata dalla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli.

Rompiendo Barreras (Abbattendo le Barriere)
di Loredana Colarusso

Organizzare i lavoratori. Aumentare il livello di rappresentanza per rafforzare il potere negoziale del Sindacato. Migliorare le condizioni del lavoro nel Commercio attraverso il dialogo sociale ed accordi che diventino vincolanti per le aziende, a livello mondiale. Questi i principali obiettivi della Conferenza mondiale di Uni Commerce, a Buenos Aires, dal 9 all’11 ottobre 2013.
La capitale argentina non è scelta a caso: rappresenta un Sud America caratterizzato da condizioni di lavoro pesanti, dove i diritti minimi vengono continuamente calpestati. Le testimonianze che si susseguono parlano soprattutto di lotte e scioperi continuativi per l’ottenimento di un salario equo e di condizioni lavorative sane, sicure e rispettose della persona.
Il settore del commercio è inoltre, oggettivamente, uno dei più complicati da organizzare, per il ricambio continuo del personale e per l’alta percentuale di contratti a termine, part time, che lo caratterizza.
All’appuntamento sono presenti delegazioni dal Giappone agli Stati Uniti, dal Nepal al Sud Africa, alcune partecipano per la prima volta a tali eventi, visti anche gli ostacoli del “fare sindacato” nei paesi di provenienza, come il Paraguay o la Cina; nutrita la presenza dei delegati Cileni che inaugurano con il calore ed il colore latino americano la Conferenza, entrando nella sala del Tango Porteno, il tempio del Tango capitolino, a suon di tamburi, bandiere e slogan.
Dopo i saluti di rito del Presidente di Uni Commerce Americas Ruben Cortina, intervengono il Segretario Generale del Sindacato Argentino FEACYS, e il Ministro del Lavoro Argentino in carica, che assume un impegno politico forte sostenendo l’operato del Sindacato per un lavoro di qualità contro la precarietà e il lavoro nero.
La conferenza è anche un momento per tirare le somme e fare un bilancio degli ultimi quattro anni, da quando a Dublino, è stata approvato all’unanimità il Piano “Breaking Through” con il principale obiettivo di stringere accordi globali con le grandi multinazionali, colpevoli di diversificare il trattamento del lavoro tra nord e sud del mondo, calpestando i diritti dei lavoratori. Dal 2009 importanti accordi sono stati sottoscritti con H&M, Carrefour, Inditex, Metro, per equiparare la negoziazione a livello mondiale, per superare limitazioni del diritto di attività sindacale, per rendere globale la difesa del lavoro; trattative ancora aperte invece con Ikea.
Fondamentale è stata inoltre l’azione del sindacato mondiale per ottenere e sottoscrivere un accordo dopo la strage di centinaia di persone, avvenuta nelle fabbriche Bengalesi dell’abbigliamento “occidentale”: ci si è rivolti alle Aziende produttrici, nel tentativo di sensibilizzare e delineare linee guida che rispettino la sicurezza e la salute del personale impiegato, un accordo che coinvolge migliaia di lavoratori.
La ricerca della globalità d’azione è naturalmente la parola d’ordine del Convegno, costruendo una strategia di comunicazione inclusiva ed efficace che metta in rete le attività del settore e degli affiliati, facendo circolare le informazioni con regolarità costante, riunendosi periodicamente e agendo uniti.
Quanto possa questa coesione essere vitale per il lavoro lo dimostrano le testimonianze dei lavoratori e dei delegati di svariati paesi, racconti su come e quanto possa essere difficile e pericoloso il mestiere del sindacalista, l’iscrizione ad una sigla, la condivisione di idee giuste e dignitose.
Luz è una delegata di Carrefour Colombia, paese che non riconosce il diritto all’associazione sindacale, dove lo stato repressivo e la guerra civile minano le libertà minime della persona, è una ragazza coraggiosa, che ha deciso di lottare per chiedere il miglioramento delle sue e delle condizioni di tutti i suoi colleghi. La sua battaglia ha trovato forza e sostegno proprio grazie alla Uni, ai compagni dei paesi latino americani che hanno permesso di aprire un dialogo con l’Azienda prima di tutto, il suo intervento è quello più ammirato ed applaudito.
Accorati e spesso drammatici i racconti dei Delegati Turchi, in un paese dove fare sindacato è mera illusione, le Aziende si fanno forti del mancato riconoscimento, e utilizzano metodi di trattamento che nulla hanno a che vedere con il rispetto della dignità umana, prime fra tutti Ikea, in seconda battuta Leroy Merlin.
Non solo esperienze negative fortunatamente: le stesse aziende su citate instaurano delle relazioni sindacali trasparenti e aperte in paesi come la Malaysia, la Francia, la Svezia o la Romania.
Il problema sono i due pesi e le due misure, il mancato rispetto di accordi globali, in molti casi esistenti, relativamente ad alcune realtà meno democratiche, meno libere, come se la gestione aziendale dovesse adeguarsi a forza al governo del paese.
Quali le possibili soluzioni? Prova a lanciarne qualcuna il Segretario Generale Filcams Cgil Franco Martini nel suo intervento:“UNIGlobal deve essere sempre più il sindacato del commercio sostenibile, perché solo in questa prospettiva sarà possibile valorizzare il lavoro, nella sua professionalità e nella sua dignità, combattendo la dilagante precarietà, soprattutto giovanile” e ancora difesa dei salari, protezione sociale, dialogo sociale e mobilitazione laddove non esista comunicazione, sviluppo dell’esperienza dei CAE, fondamentali per rafforzare la rete dell’azione sindacale internazionale.
Parola d’ordine Abbattere le Barriere, e a rivederci in Germania.

Lo slogan del Congresso Uni Global del 2010 é stato: "Breaking Through" (Fare Breccia)

Lo slogan di UNI Global verso il Congresso del 2014 sarà "Including You!" ( Incluso tu!)

Comitato esecutivo UNIGlobal Property Services

si è tenuta a Copenhagen presso la sede del sindacato 3F, la riunione del Comitato direttivo di UNI Global Property Services.

Era presente, quale delegato in sostituzione di Elisa Camellini, in rappresentanza di Filcams Cgil il compagno Massimo Mensi.

L’agenda ha visto quale ordine del giorno:

- Report aree UNI Global
- Resoconto sugli accordi globali riguardanti Securitas, ISS, G4S.
- Discussione sugli accordi riguardanti Prosegur e Loomis
- Testimonianza sulle campagne di scioperi del sindacato SEIU Houston Janitors
- Campagne sindacali globali.

Nell’ambito della riunione é stata portata testimonianza di una campagna del sindacato tedesco IG Bau del comparto pulizia, incentrata anche sulla crescita di nuovi leader sindacali che rappresenta degli aspetti innovativi incentrati sulla crescita e formazione della classe dirigente sindacale.

UNI Communicators Forum – Nyon, 20-22 June 2012

Partecipanti: Roberta Manieri e Angelo Tabbita

… con la curiosità di chi partecipa per la prima volta ad un esperienza mondiale mi sono affacciato a questa nuova realtà Uni Global Union! peccando di ignoranza, non ero a conoscenza dell’esistenza di tale organizzazione. giorni di confronto e conoscenza di realtà provenienti da varie parti del mondo, assai lontane alla nostra, che non è delle migliori in questo periodo. essenzialmente tutto fondato sulla multimedialità nell’ambito sindacale, e dell’utilizzo dei vari social network, facebook, twitter ecc. per azioni sindacali, molto produttivi nell’informare la gente e organizzare vere e proprie azioni,piazze virtuali dove incontrarsi discutere, proporre e agire scendendo in strada reale.
Interessantissimo, a mio avviso, il workshop in cui dovevamo inventare un app. per iphone e android, dove ognuno ha messo del proprio proponendo l’idea di una utilissima applicazione che unirebbe tutte le compagnie sindacali. In quanto filcams, abbiamo presentato i nostri lavori, i video web realizzati per la campagna tesseramento 2012, riscuotendo un generale consenso e la richiesta di diffonderlo in Brasile e Uruguay. ottimo traguardo!
Non sono mancati i momenti ricreativi di condivisione, cene, escursioni e barbecue che hanno reso la nostra permanenza e i lavori più piacevoli e divertenti. Porto con me un ricordo multi etnico piacevole sperando di poter rivivere presto esperienze analoghe

A cura di Angelo Tabbita

14th Meeting of the UNI World Executive Board, Nyon 8-9 November 2011

Si riunisce per la prima volta a Nyon (Svizzera), presso la sede di UNI Global, la federazione mondiale dei sindacati dei lavoratori del settore terziario, dopo il Convegno mondiale di Nagasaki.

Partecipa in qualità di osservatore per la FILCAMS CGIL il compagno Massimo Mensi.

I lavori dell’Esecutivo internazionale di UNI Global sono stati aperti dal Presidente Joe de Bruyn che ha ripercorso l’attività sindacale di UNI nel corso del 2010/2011 e dei maggiori eventi che si sono succeduti a livello sociale.

Dopo gli adempimenti statutari, è seguita una riflessione da parte di Philip Jennings, Segretario generale di UNI Global, sulle attività congressuali di Nagasaki per arrivare a una definizione degli steps necessari per il futuro congresso .

Nel corso delle due giornate, oltre a essere rappresentate le attività di sindacalizzazione effettuate nelle diverse macro aree geografiche da parte dei propri rappresentanti, sono stati affrontati alcuni temi di primaria importanza, fra i quali quello delle Pari opportunità e uguaglianza; infatti UNI ha adottato il principio guida di avere una rappresentanza femminile nei propri organismi di ogni livello e specie di almeno il 40%, direttiva già controfirmata tra gli altri attori, da Franco Martini, segretario generale FILCAMS CGIL.

Parte dei lavori dell’Esecutivo si sono concentrati sulla definizione e realizzazione del piano strategico “Breaking Through” (trad. fare breccia) e sulla presentazione dei c.d. Accordi Globali e Regionali (intesi come macro area geografica).

Un report interessante è stato fatto da parte di Jennings, Segretario generale UNI Global, che era presente al recente summit del G20.

Sono state presentate delle sintesi relativamente alle Assemblee di UNI Asia&Pacific, di UNI Europa (già avvenute nel corso dell’anno) e delle prossime in programma e relative a UNI Americas (Messico, 2012) e UNI Africa (Nairobi, 2013).
L’esecutivo ha chiuso i propri lavori il 9 novembre presentando le richieste di affiliazione di nuove strutture sindacali e con una serie di adempimenti statutari rispetto alla materia contabile finanziaria

Mexico city – First ICTS world conference – 20 e 21 ottobre 2011

E’ iniziato il 20 ottobre 2011 e si e’ concluso il 21 ottobre, a Citta’ del Messico, il primo congresso
mondiale del settore ICTS di UNI GLOBAL che vedrà, come già successo in Uni Europa, l’unione
dei settori di IT e Telecom a livello mondiale.

L’Apertura del congresso e’ di Bo larsen, presidente del World Telecom Commitee di Uni Global, che si scioglie alla fine
dei lavori congressuali, divien Presidente Francisco Fernandez Juarez, Segretario
Generale del Sindacato Telecomunicazioni Messicano, il quale ha descritto la difficilissima situazione
messicana sotto il profilo sindacale e politico.

Il piano di UniGlobal denominato "breaking through" e’ attivo, la forza gli viene fornita dall’azione
quotidiana della squadra UNI e di tutte le federazioni affiliate in rappresentanza dei lavoratori.

Marcus Courtney responsabile uni icts europe Telecom ha descritto il piano strategico per i prossimi 4 anni.

Franca Salis Madinier, presidente uni Europa icts, Koen Dries, vice presidente icts uni Europa: la Commissione Europea hanno avallato e apprezzato
il progetto sul dialogo sociale settoriale per l’IT con l’associazione datoriale europea delle piccole e medie imprese Pin-SME’s, al quale la Filcams ha partecipato quale componente del gruppo direttivo:

L’ultima giornata dei lavori congressuali ha avuto come oggetto la discussione di esempi di casi di specie riguardanti realtà aziendali di livello mondiale
come Hp, IBM, Deutsche Telekom ed altre. Molto interessante la parte di analisi effettuata da
Lorenzo de Santis di un fenomeno sempre più attuale e bisognoso di essere gestito a livello
sindacale, quello del Cloud Computing.

Si e’ data inoltre ulteriore visione e descrizione del piano strategico per i prossimi anni che interesserà il settore ICTS, un piano sempre più basato
sulla solidarietà e sulla cooperazione.

Infine, la nomina degli organismi di controllo e direttivi e della Presidenza. Il testimone della guida del nuovo settore mondiale passa da Bo Larsen, che lascia tra gli applausi, a Francisco Fernandez Juarez, segretario di STRM Mexico.

La Filcams CGIL rappresenterà a livello mondiale, l’area dell’Europa del sud, il settore di ICT nel comitato direttivo mondiale di Icts, l’UniGlobal World Icts Steering Commitee.

a cura di Silvana Bellotti e Gabriele Guglielmi

Dal 23 al 26 settembre UNI Global Property Services ha convocato il proprio Comitato Direttivo a Tunisi dove ha organizzato anche una serie di iniziative sindacali a sostegno della "primavera araba". Per la Filcams partecipano Franco Martini e Elisa Camellini.

Tunis, 23/26 September 2011

Agenda EN

Breaking Through in the Middle East and North Africa GROW Action Plan EN

Circular EN

Fare Breccia in Medio Oriente e Africa settentrionale Piano d’Azione GROW IT

Circolare IT

Il numero di Settembre 2011 del Bollettino di UNI Commerce versioni in Inglese e Francese
I numeri arretrati dal 2009 (in lingua inglese)

UNI welcomes Obama’s plan for creating jobs in US

UNI Global Union said it welcomes the clear statement from US President Barak Obama in support of creating quality jobs for Americans with his proposed legislation, the American Jobs Act.

“We’re delighted that the President recognises that work is central to people’s lives and needs to be at the centre of the economic recovery plan,” said UNI General Secretary Philip Jennings. “It is clear that he cares about working Americans and wants to help the unemployed get back to work, while strengthening the US education system and improving the roads, bridges and buildings across the country.”

In his speech on Thursday, Obama was also unequivocal in his support of collective bargaining rights.

"I reject the idea that we have to strip away collective bargaining rights to compete in a global economy,” Obama said. “We shouldn’t be in a race to the bottom, where we try to offer the cheapest labour and the worst pollution standards.  America should be in a race to the top.  And I believe that’s a race we can win."

UNI believes Obama’s plan is a positive way to put more Americans back to work. UNI and its affiliated unions around the world have been pushing their national governments and the G20 to focus on quality job creation that includes the right to unionise and bargain collectively for fair pay and benefits.

“The key to rebuilding as strong global economy is the creation of good jobs, where workers have bargaining rights and can ensure a good future for themselves and their families,” Jennings said.
“This is an important message to American workers and American companies that President Obama supports collective bargaining rights at a time when they are under intense attack. We hope this turns into real support for all our union sisters and brothers in the US that are fighting for their rights at Verizon, at the US Postal Service, at Walmart and in every job in every state in the nation. We also believe in the race to the top, not just in the US but in the global economy as well.”

What US unions are saying:

Larry Cohen, President of US UNI affiliate the Communications Workers of America, responded to the speech on the Ed Show on MSNBC. He called on worker across the country to join the fight for their bargaining rights at the ballot box and in their communities.
You can watch him here: http://www.cwa-union.org/video/entry/cwa_president_larry_cohen_discusses_jobs_on_the_ed_show

UFCW President Joe Hansen said: “President Obama’s plan for job creation, including a private fund to rebuild our roads and schools, a tax cut for companies that hire workers and help for the long-term unemployed, is a good start.”
You can read his full remarks here: http://ufcw.blogspot.com/2011/09/ufcw-president-joe-hansen-on-president.html

SEIU President Mary Kay Henry said: “Tonight, President Obama displayed the leadership America needs by laying out a strong agenda to get America back to work. The proposals he outlined are an excellent starting point in the crucial effort to create good jobs now.”
You can read her full remarks here: http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2011/09/09/service-employees-international-union-seiu-backs-american-jobs-act

AFL-CIO President Richard Trumka said: “The President took an important and necessary step tonight: he started a serious national conversation about how to solve our jobs crisis.”
You can read his full remarks here: http://blog.aflcio.org/2011/09/08/trumka-in-speech-obama-goes-to-the-mat-to-create-new-jobs/

Rachel Cohen
Director of Communications
Mobile: +41 79 888 07 53

UNI global union
8-10 Av. Reverdil
1260 NYON
Switzerland
Tel:  +41 22 365 21 29
Fax: +41 22 365 21 21
rachel.cohen@uniglobalunion.org
www.uniglobalunion.org

Il 06-09-2011 a Nyon, si è tenuta la riunione mondiale UNI TAW finalizzata a sviluppare un alleanza mondiale tra I sindacati che operano nell’ambito del settore interinale.

All’inizio del meeting UNI fa il punto sull’incontro svoltosi il giorno prima relativo a “Uni Manpower Global Union Alliance” riservato ai sindacati che hanno relazioni con Manpower.
L’incontro del 05-09-2011 è stato il primo incontro mondiale organizzato tra i sindacati che operano nel settore TAW per una unica azienda , Manpower, per dialogare ed affrontare i temi comuni. E’ stato ospite di UNI David Arkless, responsabile per Manpower Global del dialogo sociale e delle relazioni governative. Correlato a questo incontro c’è il progetto proposto da UNI di redigere un documento condiviso con tutti i sindacati mondiali per strutturare le relazioni con Manpower. UNI ha raccolto i suggerimenti e le indicazioni dei sindacati e farà avere a tutti appena possibile una nuova versione rivista del documento.

Viene quindi esposta da UNI una panoramica delle attività svolte nel 2011 sia a livello europeo che a livello globale per il settore interinale.

Si è quindi passati alla presentazione UNI di alcuni punti di interesse rispetto al prossimo incontro ILO per il settore TAW in programma il 18 e 19 Ottobre 2011. Uno degli obbiettivi di UNI in merito al presente incontro è quello che si ponga fine allo sfruttamento che in alcuni paesi ancora esiste dei lavoratori interinali. Inoltre UNI pone l’accento sulla responsabilità che le APL devono prendersi rispetto al corretto e giusto trattamento dei lavoratori interinali ed al rispetto dei loro diritti umani. In alcuni paesi siamo purtroppo ancora di fronte alla violazione dei diritti umani ed anche per questo motivo i governi vogliono mettere al bando il lavoro interinale , come per esempio in Namibia. In altri paesi come per esempio in Bangladesh ed in Brasile il lavoro interinale viene usato per rimpiazzare in modo definitivo lavoratori con contratto a tempo indeterminato, causando di fatto in questi paesi un dumping sociale tra le due categorie di lavoratori. Le APL continuano a fare appello alla convenzione 181 per giustificare la loro esistenza ma non va dimenticato che lo scopo principale della convenzione 181 è la protezione dei lavoratori interinali.

John Myers dell’ ILO espone quindi gli obiettivi e le attività correlate al prossimo incontro ILO :
L’incontro sarà l’occasione per avere un dialogo costruttivo tra le parti sul tema del lavoro decente e sul miglioramento del funzionamento delle lavoro nelle APL. Gli obiettivi tecnici che ci si pone rispetto al settore sono:

Si lavorerà in particolare sulla interazione del TAW rispetto ai settori commercio, finanziario, hotel/turismo, posta telecomunicazioni, media, servizi di pulizia. Si dibatterà inoltre sulle seguenti questioni:

Vengono in ultimo organizzati gruppi di lavoro per ragionare su quali situazioni esistono nei vari paesini tema di rappresentanza dei lavoratori interinali e su quali strategie sarebbe possibile adottare in collaborazione con UNI per migliorare l’organizzazione dei lavoratori interinali e dare loro voce . Tale tematica sarà oggetto di future attività da parte di UNI.
(A cura di Mara Riboni)

UNI P&MS World Committee
15-16 November 2010

Agenda EN
Agenda IT

List of partecipants EN

Nyon, 4-5 May 2010

Minutes EN

Sintesi IT

Numero di Febbraio

Un grande anno davanti a noi

Il presidente di UNI Global Commerce Union Alan Spaulding, UFCW, parla del primo bollettino di quest’anno:

“Cari affiliati di UNI commerce, il 2010 sembra molto promettente per UNI Commerce e i suoi affiliati in tutto il mondo. Abbiamo lasciato Dublino con un nuovo senso di solidarietà e scopo comune, lanciando l’idea delle alleanze globali, firmando un nuovo accordo quadro globale, e ponendo le basi per una nuova visione di come possiamo tutti contribuire al nostro reciproco successo.

Presidente di settore, Alan Spaulding UFCW

Questo è l’anno in cui iniziamo a mettere in pratica le nostre promesse. La nostra commissione guida globale si è incontrata lo scorso novembre a Nyon, per decidere le strategie per l’anno a venire, e daremo seguito con un incontro della commissione guida questo maggio. Ma già si stanno sviluppando importanti progetti. Nella prima metà del 2010 si terranno incontri finalizzati a conseguire alleanze con Tesco, Carrefour, e Metro.

Un importante lavoro di coordinazione è in corso tra gli uffici centrali di UNI e gli affiliati sulle multinazionali globali come Wal-Mart, Tesco, Carrefour, Metro, Inditex, e H&M, e anche su multinazionali regionali in America Latina, Africa, e la regione Asia/Pacifico.

Uno degli aspetti più incoraggianti è il coinvolgimento attivo degli affiliati nell’integrazione del loro lavoro di ricerca e comunicazione con quello di UNI. Aumentare il potenziale di UNI commerce nel mondo attraverso la condivisione delle nostre risorse regionali, locali e nazionali trasformerà UNI Commerce in una vera potenza. Incoraggio fortemente tutti gli affiliati di contattare Alke Boessiger, ed esplorare modi per contribuire alla bagaglio di conoscenze, esperienza e risorse del vostro sindacato, in modo costruttivo in relazione al piano strategico di UNI Commerce. Ogni affiliato è una risorsa.

Un coordinamento e una comunicazione attive tra i sindacati e lo staff di UNI Commerce sarà la vera misura di quanto UNI Commerce sia in grado di soddisfare la visione di UNI dei prossimi quattro anni – il tema espresso a Nagasaki del “fare breccia”.

In quanto settore più grande di UNI Global, facciamo in modo di andare a Nagasaki con esempi luminosi di come gli affiliati di UNI Global stranno facendo la differenza per i nostri membri e per i lavoratori non sindacalizzati nel mondo.

I migliori auguri di un buon 2010, Alan Spaulding”

Dialogo Sociale Europeo

La commissione per il dialogo sociale europeo per il commercio ha adottato il suo nuovo programma di lavoro e l’organizzazione dei datori EuroCommerce concentrerà la sua azione congiunta sulla crisi economica, la formazione professionale, salute e sicurezza e orari di lavoro – vedere: http://www.uniglobalunion.org/Apps/
iportal.nsf/pages/20090205_yeptEn

In aggiunta, i partner sociali europei vogliono essere sicuri che il Dialogo Sociale Europeo non si tratti solo di riempire fogli che finiscono in un cassetto: si sta applicando una “implementazione e una politica di azioni supplementari” concentrate e sarà richiesto il sostegno di tutti gli affiliati europei.

Fabrice Warneck, PO UNI Europa Commerce

Uno sguardo alla vendita al dettaglio globale

Pubblicato a gennaio, il 13o rapporto annuale della Deloitte sul settore della vendita al dettaglio conferma che il settore è stato molto dinamico nella sua risposta alla crisi globale, aumentando l’innovazione e l’adattabilità. Il rapporto include una lista dei 250 rivenditori maggiori per vendite, e include una discussione sui trend più dominanti e le sfide che attendono i rivenditori nel 2010.

Il rapporto riguarda l’anno fiscale 2008 (che comprende giugno 2009) e la conclusione finanziaria finale è che a causa della recessione globale, i profitti sono scesi dal 3,7% al 2,4% anche se il settore nel complesso è cresciuto del 5,5%. La top 10 è formata dalle stesse aziende dell’anno scorso, con alcuni cambiamenti interessanti: Metro ha riguadagnato la sua posizione come terzo rivenditore mondiale scalzando Tesco e relegandola al quarto posto. E’ interessante notare che Metro ha aumentato le sue vendite da 87,586 milioni di USD a 99,004 milioni di USD, mentre Tesco nello stesso periodo ha aumentato il suo valore da 94,740 milioni di USD a 96,210 milioni.

Carrefour è ancora seconda, con un margine di sicurezza di circa il 30%, ma dietro a Wal Mart di circa il 250%.

Inditex è avanzata dalla 65a posizione alla 54a nonostante il fatto che i rivenditori del settore della moda hanno subito una perdita dello 0,6% nell’anno fiscale 2008.

Un altro sviluppo interessante nella top10 riguarda i discount. La recessione globale dello scorso anno ha dato inizio a molte teorie su come la recessione avrebbe potuto influenzare i percorsi di acquisto e i risultati finora sembrano indicare che i consumatori si sono comportati in modo favorevole verso le offerte fatte dai discount. Quindi, il gruppo Schwarz (lidl), è balzato dal 7o al 5o posto, trascinandosi dietro Aldi dal 10o al 9o posto.

Rivenditori non con base in Europa

Il super rivenditore giapponese Takashimaya si è aggrappato alla 98a posizione mentre il sud africano Shoprite è calato di 3 posizioni al 130o posto, ma sempre meglio di Pick’N Pay, che è calato dalla 129a posizione alla 143a.

Il sud America sembra essere la regione che ha generato più profitti per tutte le compagnie, come evidenziato da Cencosud, che è salito dalla 112a posizione alla 80a.

Una delle tendenze identificate dal rapporto è un cambiamento nel comportamento dei consumatori causato dalla recessione ma rafforzato dai network sociali.

Il discorso è che l’esistenza di nuovi media sociali aumenta la trasparenza poiché i consumatori si scambiano opinioni sui prodotti e servizi più facilmente con gli amici, e permette di fornire molte più informazioni sui prodotti e le compagnie.

Questo potrebbe aiutare a creare una “Asta dei venditori”, una situazione in cui i venditori più disperati definiranno lo standard (il prezzo) sul mercato, forzando tutti gli altri a seguire questo metodo.

Un’altra tendenza identificata dal rapporto è che le aziende metteranno meno prodotti sui loro scaffali in modo da aumentare la concentrazione sui prodotti che vendono di più e che offrono il margine più alto, invece di permettere 17 variazioni che occuperebbero spazio e aggiungerebbero costi e confusione non necessari.

Il contesto globale della vendita al dettaglio

Di Jakob Thiemann, PO UNI Commerce Global Union

Il 2009 si era aperto con teorie e previsioni su quanto sarebbe stata dura la crisi economica e quali conseguenze queste avrebbe avuto sul settore del commercio. Il 2010 si è aperto in modo molto simile, ma ora che la recessione globale potrebbe essere finita, il dibattito è in qualche modo cambiato. Tre problemi restano centrali presso gli analisti e gli economisti: i discount hanno battuto la competizione; i giganti globali sono stati in grado di rispondere alla crisi e fino a che punto i consumatori hanno cambiato i loro comportamenti?

Top 10 Rivenditori

Posizione Nome/Paese
1 Walmart/ US
2 Carrefour/ Francia
3 Metro/ Germania
4 Tesco/ UK
5 Schwarz/ Germania
6 Kroger/ USA
7 Home Depot/ USA
8 Costco Wholesale/USA
9 Aldi/ Germany
10 Target Corp./ USA

Tabella 1, Top 10 dei rivenditori nel mondo. Fonte: Deloitte: Potenze Globali della vendita al dettaglio 2010

Queste domande sono importanti non solo per la direzione, ma anche per i lavoratori e i sindacati, perché le risposte ad esse potrebbero potenzialmente avere grandi implicazioni sulle condizioni di lavoro.

Tendenza 1: L’anno dei Discount

Un rapido sguardo alla top 10 dei rivenditori globali (tabella 1) da l’impressione che i discount abbiano battuto la competizione: la tedesca Aldi è avanzata al 90 posto e il gruppo tedesco Schwarz, che include Lidl, è balzato al 5o.
Al di la della top10 altri discount hanno fatto molto bene, dimostrando dunque che la recessione globale ha avuto un forte impatto sull’economia reale.

Tendenza 2: Adattabilità

Una nuova tendenza che è emersa è quella della fiducia nei prodotti con etichette private. I prodotti con etichette private fino ad ora erano stati considerati di bassa qualità e visti con disprezzo da chi non compra nei discount.

Ma nell’ultima decade, la qualità di molti di questi prodotti è aumentata è con l’inizio della recessione globale l’utilizzo di tali prodotti è divenuto la strategia commerciale preferita, come dimostrato da Carrefour, che nell’APrile 2009 ha introdotto più di 400 nuovi prodotti con etichette private. Le etichette private permettono un margine di profitto più alto dei prodotti di marca e quindi aiutano ad aumentare il margine di profitto. Congiuntamente alla rinnovata attenzione sulle etichette private, i rivenditori saranno propensi ad applicare misure di razionalizzazione inclusa la riduzione del numero di marche nel negozio, vendendo solo le due marche che vanno meglio. Questa prospettiva è attraente, perché porta benefici finanziari e per i consumatori, perché fino a poco tempo fa, i rivenditori cercavano di avere più marche possibili nei negozi.

I Super Centri Wal-Mart possono offrire fino a 100.000 diverse marche, chiedendo a un consumatore che mediamente spende 21 minuti in un Super Centro di valutare 75 prodotti ogni secondo.

Tendenza 3: Comportamento dei consumatori

La tendenza alla razionalizzazione delle etichette private si integra bene con l’ultima delle tre tendenze identificate in precedenza – il comportamento dei consumatori. La recessione globale ha costretto i consumatori a basare i loro acquisti sul loro reddito anziché su una linea di credito, costringendo i consumatori ad assumere un nuovo approccio verso le pratiche di acquisto.

Se questo riorientamento dei comportamenti di acquisto durerà dipende molto su quando l’economia si riprenderà e in particolare in nazioni che avevano una economia pre-recessione alimentata dai debiti.

Il nuovo comportamento può essere rafforzato dall’aumento dell’utilizzo dei media sociali, poiché i consumatori tendono a condividere più facilmente le informazioni sui negozi, i prodotti e i prezzi, aumentando la pressione sui rivenditori.

Conclusioni

Anche se il 2009 è stato senza dubbio un anno in cui i rivenditori hanno dovuto abbassare i prezzi e quindi anche i costi, le tendenze identificabili suggeriscono che la vendita al dettaglio mondiale non si è trasformata interamente in discount. In effetti, i consumatori sono diventati più consapevoli rispetto a come spendono i loro soldi, ma quando si tratta di cibo, i consumatori in generale non hanno completamente abbandonato la qualità e le abitudini di “shopping positivo”.

Data la lenta ripresa dell’economia globale, il 2010 sembra diventare molto competitivo, con guerre sui prezzi che pongono il consumatore al centro dell’attenzione.

I riflettori sul Giappone

L’economia giapponese sta soffrendo delle conseguenze della crisi finanziaria dello scorso anno. Le vendite al dettaglio dei negozi giapponesi sono in continuo declino. Secondo il Japan Department Store Association (associazione giapponese dei grandi magazzini), per la prima volta in 24 anni le vendite nei grandi magazzini giapponesi a livello nazionale sono scese sotto i 7 mila miliardi di JPY

Articolo di Atsuko Danjo, Assistant Director,
Affari Internazionali, Federazione Giapponese dei Sindacati dei Lavoratori dei servizi e della distribuzione (Japan Federation of
Service and Distributive Workers Unions)
(JSD)

Le vendite nei supermercati sono scese anch’esse del 4,3% rispetto all’anno precedente. Per combattere la prolungata depressione delle assunzioni, le ristrutturazioni non solo dei grandi magazzini ma anche dei minimarket sono state accelerate. Con il fine di proteggere i lavoratori colpiti dalle riorganizzazioni, la Confederazione Sindacale Giapponese RENGO ha esortato ripetutamente il governo a rafforzare le contromisure per l’occupazione, inclusi meccanismi di protezione sociale e programmi di sviluppo delle competenze.

Il 13 ottobre 2009, JSD e UI ZENSEN in quanto federazioni industriali dei lavoratori del settore della vendita al dettaglio, hanno firmato un accordo sulla costruzione di un network di ricollocamento tra le due organizzazioni.

In base a questo accordo, a prescindere dall’appartenenza di una persona, sia che faccia parte di JSD o di UI ZENSEN, essi aiuteranno i dipendenti non regolari che hanno perso il posto a causa della chiusura del loro negozio a trovare un nuovo posto di lavoro al di fuori della cornice sindacale.

Il movimento sindacale in Giappone sta facendo il massimo sforzo per superare questo periodo difficile.

UNI Commerce e UNI Property Services lavorano in solidarietà

Il lavoro di UNI Commerce per creare un dialogo sociale con le multinazionali per raggiungere delle buone condizioni di lavoro è in continuo sviluppo, e vengono rilasciati e valutati nuovi strumenti e approcci.

Uno di questi approcci è quello di lavorare a stretto contatto con altri settori di UNI. Avvicinarsi a una multinazionale in questo modo è diventata una cosa normale perché esse utilizzano molti servizi diversi per sostenere le loro operazioni.

Le guardie di sicurezza e i lavoratori delle pulizie sono alcuni dei gruppi più ovvi e ci sono già state strette cooperazioni tra UNI Commerce e UNI property Services poiché IKEA in Polonia ha scelto di lavorare con un’azienda di sicurezza privata che non rispetta i sindacati, si rifiutava di negoziare un accordo collettivo, e non effettuava i versamenti nel fondo sociale che fornisce assistenza sanitaria supplementare e indennizzi per ferie per i figli dei lavoratori del settore della sicurezza. IKEA Polonia, che ha un contratto con Solid Security, ha assistito direttamente la Solid nel suo tentativo di intimidire i lavoratori e indebolire il sindacato.

I sindacati di tutto il mondo si sono uniti nella protesta sulle pratiche accadute in Polonia, e hanno distribuito dei volantini nei negozi IKEA in Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania,Irlanda,Spagna,Svezia,Svizzera, Olanda, Regno Unito e gli Stati Uniti.

Gli affiliati svedesi di UNI Commerce Handels e Unionen hanno sollevato la questione con IKEA, chiedendo una rapida soluzione.

Potete leggere di più sulla situazione sul nostro sito web: http://www.uniglobalunion.org/Apps/iportal.nsf/
pages/20090122_jjz6En

HK Handel,DK lotta contro la liberalizzazione delle legge sugli orari di apertura

Il sindacato del commercio danese insieme a molte altre organizzazioni, sta lottando per prevenire la completa liberalizzazione degli orari di apertura in Danimarca, proposta dal governo. Già ora i negozi possono restare aperti per circa 26 domeniche, ed è permesso loro di restare aperti da lunedì mattina alle 6 al sabato alle 17. Tutte le settimane!

La pagina dei fan rende possibile ottenere informazioni e video dove vengono spiegate strategie e approcci. La pagina è in danese ma potrebbe servire da ispirazione per gli altri sindacati coinvolti in negoziazioni prolungate.
Potete trovare la pagina di Facebook qui:
http://www.facebook.com/pages/HK-HANDELOK-
2010/149811466313?ref=nf

Prossimi Eventi

1-2.03.2010: Incontro UNI TESCO Global Union Alliance
Liverpool, UK

25.03.2010: Incontro CICE Carrefour, Parigi
Francia

14.04.2010: 1o Seminario sui CAE nel Commercio,
Helsingör, Danimarca

23-25.04.2010: Incontro SHOPRITE Alliance
Johannesburg, Sud Africa

22-23 .04.2010: UNI Europa Commerce Steering
Committee, Lussemburgo

26-27.04.2010: UNI Africa Commerce Steering
Committee, Johannesburg, Sud Africa

27.04.2010: European SD Working Group, Bruxelles
Belgio

28 .04.2010: Meeting iniziale UNI PICK’N’PAY
Johannesburg, Sud Africa

6 -7.05.2010: Incontro della UNI Commerce Global Steering
Committee Nyon, Svizzera

18-19.05.2010: Seminario sui CAE in CARREFOUR
Nyon, Svizzera

20-21.05.2010: Incontro UNI CARREFOUR Global Union
Alliance Nyon, Svizzera

09.06.2010: CICE CARREFOUR, Parigi, Francia

14-15.06.2010: Lancio della UNI METRO Global Union Alliance
Berlino, Germania

29-30.06.2010: Creare il Dialogo Sociale negli MNC in Africa
& Medio Oriente, Cairo, Egitto

19-23.07.2010: Seminario su MNC & Incontro UNI Americas
Committee, Colombia

23-27.08.2010: Incontro di Asia Regional Commerce ,
Vietnam

9-10.09.2010: METRO Euroforum, Barcellona,
Spagna

15.09.2010: CICE CARREFOUR, Parigi, Francia

22-23.09.2010: UNI Europa Commerce Steering
Committee, Bruxelles, Belgio

24.09.2010: Gruppo di lavoro sul Dialogo Sociale Europeo, Bruxelles
Belgio

19-21.10.2010: CICE CARREFOUR Plenaria

9-12.11.2010: 3o congresso mondiale UNI Global Union, Nagasaki, Giappone

29.11.2010: Plenaria sul Dialogo Sociale Europeo Bruxelles
Belgio

UNI global union
8-10 Av. Reverdil
1260 Nyon
Switzerland
Tel: + 41 22 365 2100
Fax: + 41 22 365 2121
contact@uniglobalunion.org

A Roma, un incontro informale, ma non per questo meno importante, tra la Filcams Cgil nazionale –il segretario generale Franco Martini, Gabriele Guglielmi, responsabile delle Politiche internazionali, e Daria Banchieri, membro del Management Committee di Uni Europa e i rappresentanti di Uni Global segretario Philip Jennings, vice segretario Organizzativo Philip Bowyer.
Il confronto con il sindacato mondiale si è aperto con la presentazione da parte della Filcams dei progetti internazionali in programma per il 2010 e delle iniziative legate al congresso della categoria (al quale i rappresentanti di Uni Global sono stati invitati per approfondire i temi di loro competenza). È stato sottolineato quanto la nostra categoria stia investendo nelle politiche internazionali, anche in stretta connessione con il ricambio generazionale che sta vivendo.
Infine, ampio spazio è stato dedicato alla presentazione del Congresso di Uniglobal che si svolgerà in novembre 2010 a Nagasaki. La Filcams Cgil e Uni global hanno manifestato il loro reciproco interesse ad una collaborazione duratura ed efficace rinnovando la disponibilità ad impostare un lavoro condiviso.
14 gennaio 2010

Invito
Agenda
Programma
Linee guida per il sindacato globale del commercio UNI
Piano d’Azione
Disposizioni Permanenti della Conferenza
Memorandum di Comprensione


UNI Commercio e le Nuove Tecnologie
Sfide per l’industria commerciale
UNI Commercio e la Responsabilità Sociale d’impresa (CSR)
Gestire il cambiamento del settore commerciale: Una strategia sindacale globale
Immagini

II° Congresso Mondiale UNI – 22-25 agosto 2005 Chicago

Intervento Ivano Corraini, Segretario generale FILCAMS CGIL

Sig. Presidente
Care colleghe, cari colleghi.

Vi ringrazio per l’opportunità che mi è stata data di poter intervenire in questo nostro congresso e, in particolare in merito al piano di azione di UNI per i diritti sindacali, in particolare nelle imprese multinazionali.

Questione, questa, che si colloca dentro il contesto di una nostra rivendicazione più generale in merito alla responsabilità sociale delle imprese multinazionali.

Rivendicazione che ha l’ambizione di mettere queste imprese di fronte alle responsabilità e agli obblighi che esse contraggono, quando si insediano in un territorio per realizzare profitti, responsabilità nei confronti dell’ambiente, nei confronti dell’economia di quel paese, nei confronti dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali e dei loro diritti.

Intervengo su questo per due ragioni:

·la prima perché il problema c’è ed è sempre più rilevante per l’espansione di queste imprese e la quantità dei diritti negati compresi i diritti indisponibili della persona come la dignità;

·la seconda perché su ciò l’Organizzazione Mondiale di un sindacato,un sindacato globale misura le ragioni della sua esistenza, della sua operatività, e della sua capacità di fare negoziazione.

Dico subito che io condivido quanto affermiamo e approveremo rispetto al piano di azione n.3.

Ne condivido la premessa e le azioni concrete proposte che competono al livello mondiale, settoriale e regionale.

Ma, a rafforzamento di questo, care colleghe e cari colleghi, bisogna rilevare non solo, come si dice nella risoluzione, che le imprese multinazionali usano due pesi e due misure in merito ai diritti, un peso nei paesi in cui hanno la sede e un altro peso all’estero.

Queste imprese, assumono impegni rilevanti nei paesi in cui il sindacato c’è, è forte e negozia, e li assumono anche per un loro comportamento corretto negli altri paesi. – Accordi importanti -

Ma noi sappiamo bene, e lo verifichiamo, che questo poi non avviene. I diritti conquistati vengono poi negati.

Non solo, quindi, due pesi e due misure ma, esse, usano anche una lingua biforcuta.

Noi dobbiamo essere in grado di impedire, da subito, che almeno questo continui a succedere come pre condizione per andare oltre.

Qui viene messa in discussione la stessa credibilità dei sindacati nazionali che fanno accordi e che poi non vengono mantenuti.

Quindi il problema aggiuntivo è, allora, quello di riuscire a far rispettare gli accordi sottoscritti che già ci sono, e ce ne sono, e di rilevanti.

Ma, qui è il punto, per fare ciò bisogna far giocare un ruolo, in prima persona, nelle iniziative che si assumono nei confronti delle imprese sovranazionali, ai sindacati nazionali dei paesi in cui queste imprese insistono.

E, ciò, va fatto attorno ad un vero e proprio tavolo negoziale sovranazionale, per il rispetto degli accordi fatti e con la direzione dell’organizzazione sindacale sovranazionale.

Questo non riuscirà immediatamente a far superare i due pesi e le due misure dell’ imprese ma, impedirà che si continui ad usare una doppia parola per procrastinare lo status quò nel tempo.

Questo, a mio parere, rafforzerebbe il ruolo dei sindacati nazionali in cui i rapporti di forza sono sfavorevoli e, io credo, rafforzerebbe il prestigio delle nostre organizzazioni sindacali sovranazionali e, darebbe loro maggior forza nel perseguire gli obiettivi indicati nella risoluzione che stiamo per approvare.