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FECHOT-CC.OO, V Congresso
Madrid 15 e 16 gennaio 2013

Il 15 e 16 gennaio 2013, si é celebrato il 5′ Congresso della Federazione Sindacale di CC.OO. che organizza le lavoratrici e i lavoratori del commercio e turismo: 120 delegate su un totale di 228. La Filcams ha partecipato al V Congresso di FECHOT con Gabriele Guglielmi e Nicola Poli; la Presidenza del Congresso ha letto un saluto del Segretario Nazionale Filcams Cristian Sesena che ha dovuto rinunciare a partecipare per la concomitante trattativa NH Hoteles. Massimo Frattini ha svolto in lingua spagnola l’intervento di saluto al Congresso in rappresentanza del Sindacato Globale IUF-UITA.

V CONGRESSO FECOHT-CCOO
Madrid 15-16 gennaio 2013

Il 15 gennaio si è aperto il V congresso della federazione del turismo, commercio e giochi del grande sindacato spagnolo di Comisiones Obreras.
Dopo le procedure iniziali sono arrivati i saluti della UITA portati dal compagno Massimo Frattini, segretario del turismo nell’organizzazione mondiale. Terminati i saluti della delegazione internazionale e della federazione madrilegna di Madrid, che ospita il congresso, si è entrati nel vivo di questo momento di democrazia che è il congresso di FECOHT. Il primo atto è stato scandito dalla voce di Ignacio Fernández Toxo, segretario generale della confederazione, che ha dipinto il duro quadro della crisi internazionale e spagnola. A seguire è intervenuto il segretario generale di FECOHT, con la sua relazione politica.
In questo momento difficile nel quale i diritti dei lavoratori vengono attaccati dalle politiche dei governi liberisti, che vedono la concertazione e il dialogo sociale come un peso e un retaggio del passato, la Spagna e la sua popolazione sta pagando un prezzo altissimo. A proposito il titolo del congresso DEFENDIENDO EL TRABAJO, CONSTRUYENDO EL FUTURO pare più che appropriato.
La lunga e precisa relazione di Javier Gonzalez Martino ha focalizzato l’attenzione sull’andamento economico dei settori del commercio, del turismo e dei servizi e del suo impatto sui lavoratori e sulla società spagnola. Il goveno Rajoy ha legiferato colpendo duramente le classi medio basse, tagliando anche enormemente la spesa pubblica aggravando così la situazione dei servizi pubblici. La disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi in tutti i settori e governo e padronati cercano in tutti i modi di tagliare salari ed erodere diritti, percorrendo la strada che scarica il peso della crisi sui lavoratori per uscire dalla crisi, strada che però porta solo al dumping sociale.
Fecoht si trova ad agire in questo scenario difficile, nel quale comunque mantiene la posizione leader nella rappresentanza dei lavoratori, cosa fondamentale perchè alle suddette politiche liberiste bisogna opporre la resistenza che solo grandi organizzazioni sindacali con affiliazioni solide possono opporre. A questo proposito è molto importante l’unità di intenti e di azioni con il sindacato amico, seppur rivale, di UGT, alleanza ribadita sul palco da Paco Dominguez, segretario generale di Chgj-UGT.
I fronti aperti in Spagna sono molti, alcuni dei quali comuni a quelli italiani, per esempio la situazione della catena alberghiera spagnola NH Hoteles, cosa che rende sempre più urgente perfezionare il percorso già intrapreso di cooperazione e capacità di unire gli sforzi per confrontarsi soprattutto con le aziende multinazionali che sono organizzate e ragionano senza considerare i confini delle nazioni.
Questo congresso si conclude con la conferma del segretario generale uscente e della segreteria da lui proposta, a lui e a tutti i compagni di Fecoht-CCOO i migliori auguri della Filcams: HASTA LA VICTORIA!

A cura di Nicola Poli

All’8′ Congresso di Contracs CUT la Filcams ha Partecipato con una delegazione composta da Silvano Campioni e Danilo D’Agostino.

Brasil, São Paulo, 20 de julho de 2011.

Á
CGIL

A/C: GABRIELE GUGLIELMI

Ref.: 8º CONGRESSO DOS TRABALHADORES NO COMÉRCIO E SERVIÇOS DA CUT

É com grande satisfação que convidamos os companheiros e companheiras para o 8º Congresso Nacional dos Trabalhadores(as) no Comércio e Serviços da CUT, a ser realizado entre os dias 07, 08, 09 e 10 de novembro de 2011, no Estado do Espírito Santo.

O Congresso da CONTRACS é um espaço de diálogo, debates, intercâmbio de informações, experiências e definições estratégicas para nossas entidades sindicais e para a Confederação.

Dessa forma, é fundamental a integração com o movimento sindical internacional para enfrentarmos juntos os desafios advindos do processo de regionalização e globalização econômica.

Solicitamos a confirmação dos representantes o mais breve possível para que possamos tomar as providências necessárias, pelo fax: (55 11) 3209.7496 ou por e-mail: contracs@contracs.org.br

Em breve enviaremos mais informações em relação ao local do congresso.


Saudações Sindicais


Lucilene Binsfeld                                       Valeir Ertle
Presidente                                                Secretário de Relações Internacional
CONTRACS/CUT                                       CONTRACS/CUT

Sotto lo slogan "Una Federazione al servizio della giustizia sociale",
con la relazione del Segretario Generale Gilles Desbordes, il 17 Maggio 2011 e’ iniziato a Marsiglia il 13′ Congresso di CFDT Services che, con gli oltre 82.000 iscritti (+23% negli ultimi 4 anni), e’ la principale Categoria Sindacale francese del commercio, turismo e servizi.

Anche se i contesti sono diversi, sono numerose le problematiche comuni con la Filcams; ed i possibili terreni di iniziativa comune, ad es.:
- dar maggior valore alla rappresentativita’ sindacale;
- confrontare le iniziative da attivare per aumentare il tasso di sindacalizzazione;
- condividere e aggiornare le attivita’ organizzative-negoziali nei confronti delle imprese multinazionali e multisettoriali;
- allearsi per contrastare la liberalizzazione delle aperture domenicali;
- aumentare il ventaglio degli strumenti utilizzabili dal sindacato per migliorare le condizioni di lavoro.

Il congresso si concludera’ il 20 maggio con un programma di lavoro quadriennale finalizzato a 5 obiettivi:
1. Raccogliere quote di iscrizione annuali per raggiungere la cifra del milione di Euro
2. Vincere le elezioni dei rappresentati sindacali in tutti i settori;
3.Rappresentare almeno il 30% dei lavoratori nelle elezioni per le rappresentanze sindacali
4.Combattere la precarieta’ e la disoccuipazione; respingere i contratti part time sotto le 22 ore e il lavoro interinale inferiore al mese;
5. recuperare l’inflazione e migliorare il potere di acquisto dei salari.

Gli obiettivi e i numeri proposti da Gilles, in particolare quelli organizzativi, sono coerenti con l’attuale situazione sindacale francese.
Il panorama sindacale della Francia e’ molto articolato; oltre alla CFDT ci sono la CGT, di dimensioni simili, FO che ha contestato la legge sulla rappresentanza sindacale del 20 agosto 2008; CFTC, nata da una scissione della CFDT, che stenta a rappresentare il 10% dei lavoratori; oltre ad alcune altre organizzazioni minori, . UNSA, SUD; esiste un forte sindacato dei quadri CGC altalenante fra il mantenersi sindacato di mestiere trasversale o darsi una caratteristica Confederale.

Dopo l’adozione dell’ "avviso comune" del 9 aprile 2008, la legge 20 agosto 2010 ha modificato i criteri della rappresentativita’ sindacale ora basata sui voti ricevuti.

In sintesi: al di sotto della soglia del 10% non esiste rappresentanza; almeno il 30% dei voti danno diritto a sottoscrivere l’accordo che puo’ essere contestato da chi ha il 50%.

Cosa comporterebbe l’applicazione della normativa francese sulla rappresentativita’ ai contratti separati firmati in Italia?

Gabriele Guglielmi
Coordinatore Politiche Internazionali della Filcams

Appunti dell’intervento al seminario internazionale al congresso di CONTRACS/CUT del 4-7 novembre 2008 a San Paolo del Brasile
(Ivano Corraini)

Impatto delle imprese multinazionali nella vita dei lavoratori del commercio e dei servizi

Una premessa doverosa per comprendere meglio le successive affermazioni di merito.

Bisogna tener presente qual è il quadro di riferimento generale per l’azione sindacale in Italia che vale anche per le imprese multinazionali della distribuzione.

    Una legislazione del lavoro positiva che si sta rovinando negli ultimi anni ad opera di governi di centro destra o, meglio, decisamente di destra. I cardini principali di questa legislazione sono:
      . Le regole su orario di lavoro settimanale, straordinario, riposi giornalieri e settimanali

      . I diritti su assicurazione per le malattie, infortuni, previdenza sociale ( le pensioni )

      . I diritti in difesa della maternità, pari opportunità U/D

      . I diritti sindacali (Statuto dei diritti dei lavoratori )

      . I diritti contro i licenziamenti ingiusti

      . I diritti contro le discriminazioni U/D

      . Le normative a tutela della sospensione o interruzione del lavoro

      . Le normative in merito alla gestione del mercato del lavoro

      . le leggi in merito al diritto di sciopero

      Buona parte di queste leggi sono oggi colpite dai governi di destra.

      Abbiamo respinto nel 2002 l’attacco all’art. 18 la legge che difende i lavoratori dai licenziamenti ingiusti.

      Dobbiamo continuamente difenderci dall’attacco alla contrattazione collettiva che per noi è fondamentale per garantire solidarietà e ruolo del sindacato in impresa.

      È in atto un processo di liberalizzazione del mercato del lavoro che promuove il lavoro precario invece di quello stabile e aumenta la capacità di ricatto delle imprese sui lavoratori.

      È in atto un processo di liberalizzazione dell’orario di lavoro per dare mano libera alle imprese nella gestione della forza lavoro, aprendo la strada alla obbligatorietà del lavoro domenicale nelle imprese della distribuzione.

Comunque esiste ancora un quadro di legislazione sul lavoro molto importante di riferimento per noi.

    2 – L’altro punto di riferimento per noi è il sistema di contrattazione collettiva, anche questo oggi in discussione sotto il titolo di modello contrattuale di cui non voglio parlare per non andare fuori tema.
      Un sistema di contrattazione collettiva che si articola in:

      A – Un contratto collettivo nazionale di lavoro che garantisce a tutti

      . normative omogenee per i lavoratori dello stesso settore,
      . salario minimo che difende il potere di acquisto,
      . regole per il riconoscimento della professionalità
      . diritti sindacali e agibilità del sindacato,
      . disciplina la tematica dell’orari di lavoro, delle ferie.
      . il trattamento di malattia,
      . regole per le relazioni sindacali,
      . diritti e doveri

B – Una contrattazione collettiva di 2° livello a livello della singola impresa in cui.

      . si migliorano le condizioni del CCNL su salario e diritti,

. si contratta l’organizzazione del lavoro e si gestisce l’orario di lavoro.

Su tutto ciò ci sono decenni di storia contrattuale collettiva alle spalle di potere del sindacato di difesa dei diritti dei lavoratori e di miglioramento delle loro condizioni materiali.

Entrando ora nel merito del tema.

Da alcuni anni il quadro descritto sta mutando:

    per effetto dell’azione dei governi di destra,

    per effetto dei cambiamenti strutturali che avvengono nel comparto della distribuzione, del commercio interessato da processi di concentrazione e di acquisizione delle catene nazionali da parte delle catene straniere.

Le multinazionali varcano le Alpi ( che è la catena montuosa che separa l’Italia dai paesi del nord Europa)

    Carrefour con Auchan arrivano dalla Francia,
    Rewe – Billa e Lidl arrivano dalla Germania
    Metro è presente da 30 anni

Queste imprese arrivano con proprie regole e impostazione delle relazioni sindacali in uso nei propri paesi e che non coincidono con la realtà italiana.

A – Investono e comprano le imprese italiane impongono le loro regole e non sempre noi siamo in grado di opporci adeguatamente.

    1 – Il Sindacato perde potere, peso e ruolo perché queste imprese cercano il rapporto diretto con i lavoratori che sono ricattabili, minano l’essenza della contrattazione collettiva in favore degli accordi individuali, ovviamente più bassi e che escludono il sindacato.
    Questo aumenta la precarietà del lavoro e tutto finalizzato alla riduzione del costo del lavoro per vincere la competizione nel mercato che in una fase di recessione si fa sentire in modo molto forte.
    2 – Quando possono fanno in fretta, cancellano i precenti accordi e ne instaurano di nuovi, molto più bassi, unilateralmente come il caso di Rewe che acquista Standa e cancella contrattazioni precedenti che avevano trent’anni di storia.

B – Nel nuovo scenario di crisi economica e calo dei consumi, che si sta facendo preoccupante con il terremoto dei mercati mondiali, questi processi negativi si incrementano:

            Le famiglie italiane alla 4° settimana del mese non hanno più soldi per comperare. Quella che viene definita la crisi della quarta settimana comincia ad esserlo dalla terza.

C – A ciò si accompagna il fatto che la grande distribuzione organizzate, e le multinazionali per prime, hanno alcune tipologie commerciali come gli ipermercati vecchie e superate e in crisi. Queste tipologie hanno fatto la loro fortuna negli anni ottanta e novanta ma ormai sono, come si dice, mature, superate. Queste sono investite da ristrutturazioni con perdite di posti di lavoro. Carrefour 450.000 dipendenti nel mondo e 26.000 in Italia ristruttura 7 ipermercati in Italia e caccia 1000 persone.

Eppure l’avvento della Grande distribuzione in Italia ha avuto un peso e una funzione positiva:

    Nel riorganizzare la rete distributiva
    Nel razionalizzarla
    Nel realizzare una competizione positiva fra le diverse tipologie commerciali che hanno prodotto un calmieramento dei prezzi al consumo per i prodotti di largo consumo
    Nella crescita di occupazione stabile e di agilità del sindacato

Ma oggi:

    la crescita eccessiva della grande distribuzione soprattutto in alcuni territori
    la crisi dei consumi in particolare nel quadro dell’attuale crisi mondiale della quale ancora non registriamo i riflessi negativi, ma li vediamo come prossimi
    l’invecchiamento delle tipologie commerciali

inducono a ristrutturazioni con gli evidenti problemi di.

    calo dell’occupazione
    precarietà nel posto del lavoro con tipologie di impiego le più varie ma che non sono quelle del lavoro a tempo indeterminato
    aumento della flessibilità del lavoro con orari di lavoro ballerini che minano le condizioni di vita familiare dei lavoratori e aumenta lo sfruttamento
    il sindacato si indebolisce
    i diritti sindacali si riducono e ritornano antiche forme di ricatto nei confronti dei lavoratori che si organizzano.

Carrefour è un caso emblematico:

    Compra una impresa importante italiana la GS co0n alto livello di sindacalizzazione e di contrattazione collettiva realizzata
    Per 10 anni fa buon viso a cattivo gioco parchè il sindacato è forte e ci sono anche margini economici soddisfacenti
    Con la crisi rompe il sistema di relazione sindacali consolidato e imposta la sua filosofia di impresa che mal sopporta la presenza del sindacato.

Ma Carrefour si muove intelligentemente a livello mondiale:

    si rende conto che non può stare al di fuori di un discorso ampio che percorre le società e le imprese con loro, e che riguarda il grande discorso della responsabilità sociale dell’impresa rispetto il lavoro e i lavoratori
    anziché entrare in contesti esistenti che hanno già un loro storia consolidata nella serietà,
    con Tesco, Wall Mart, e Metro si costruisce un suo codice etico, anche buono formalmente, ma con la certezza di poter non applicarlo risultando però nel consesso mondiale impresa etica.

    Il caso Billa (Rewe)

    Il caso Lidl

    Il caso Metro

    Il caso Auchan

Oggi con l’Associazione delle imprese commerciali e soprattutto con quella della Grande Distribuzione organizzata è in atto uno scontro molto forte purtroppo con un sindacato italiano diviso

La questione che è al centro, oltre alla questione del salario è la questione del lavoro domenicale

Per la prima volta nella storia è stato rinnovato nel luglio scorso il contratto nazionale di lavoro con un accordo separato, firmato da due organizzazioni sindacali ma non dalla Filcams Cgil.

Due erano le questioni contestate oltre alla insufficienza del salario:

    aver definito diritti più bassi per i lavoratori nuovi assunti come apprendisti
    aver introdotto il lavoro obbligatorio alla domenica

Il contratto nazionale prevedeva la volontarietà del lavoro alla domenica e la contrattazione di impresa per definire le modalità del lavoro, i riposi, come garantire disponibilità al lavoro nel rispetto della volontarietà, il trattamento oltre al 30% previsto dal contratto nazionale.

Ora, passasti 4 mesi per i confronti, il contratto nazionale obbliga al lavoro alla domenica e un trattamento economico inferiore a quanto generalmente previsto nei contratti di impresa realizzati.

Questo ha rappresentato la rottura di una storica unità di azione dei tre sindacati maggiori che andava anche al di là della stessa unità di azione.

Il 15 Novembre 1° sciopero nazionale della categoria della sola Filcams Cgil con una grande manifestazione dei lavoratori del commercio a Roma.

    Contro l’accordo separato
    Per il ripristino della volontarietà del lavoro alla domenica
    Per continuare al battaglia nelle contrattazione di secondo livello, a livello di impresa.

Nei consessi mondiali del sindacato Uni mondo e Uni Europa, nei congressi e nei convegni abbiamo sempre sostenuto la necessità di aprire un tavolo a livello mondiale con le imprese multinazionali della distribuzione su:

    diritti minimi e tutele dei lavoratori
    sulle agibilità sindacali come diritto universale

senza esautorare i sindacati nazionali delle loro prerogative e titolarità.

Un tavolo mondiale diretto da UNI e che vedesse la partecipazione fisica, oltre che politica, dei sindacati nazionali dei paesi su cui insistono le imprese multinazionali e, questo, perché:

le multinazionali, dove il sindacato è forte si adeguano, rispettano le regole del paese ospitante, ma dove il sindacato è debole, o non c’è, sono gli stessi diritti previsti delle convenzioni mondiali sui diritti dell’uomo ad essere messi in discussione.

È necessaria una azione corale, solidale dei sindacati, nella loro espressione mondiale per contrastare le multinazionali anche dove il sindacato è debole.

L’ascolto in merito a questa visione di azione è sempre stato molto evanescente.

Hanno sempre prevalso le proteste mondiali, le iniziative di dissuasione morale, le buone pratiche, giuste di per sé, ma nettamente insufficienti rispetto ad una necessaria azione vertenziale, contrattuale sovranazionale.

Ma è di questo che abbiamo bisogno se vogliamo acquisire ruolo e potere nei confronti delle multinazionali.

UNI deve assumere questa scelta.

I Sindacati nazionali delle nazioni in cui insistono le multinazionali devono premere in questa direzione.

                            Roma, 17 de Abril de 2002

Asunto: 5° Congreso dos Trabalhadores
No Comercio e Servicios da CUT


CONTRACS – CUT
R. Caetano Pinto, 575
3° andar Bras

Sao Paulo – SP – CEP 03041-000

Queridos Compañeros,

hemos tenido el placer de recibir su invitaci¾n al 5 ░ Congreso Dos Trabalhadores No Comercio e Servicios da CUT. Desgraciadamente la presente situaci¾n en Italia no nos permite ir a Sao Paulo para poder presenciar.

En efecto, despuÚs de la huelga general del 16 de Abril, prevemos una temporada extremadamente dificil puesto que tendremos que confrontarnos reiteradamente con el presente Gobierno y sus representantes laborales.

En nuestro Paí́s, en este momento; la derecha estÓ tratando de quitar a lo trabajadores sus derechos primarios y que la contrataci¾n sindacal se vuelva totalmente no influyente.

Hasta ahora hemos contrastado con fuerza esta maniobra consiguiendo buenos resultados en lo que concierne la mobilitaci¾n y el consenso popular. En los meses que vienen debemos derrotar definitivamente tal maniobra.

Sabemos que esta batalla muestra las señas que, en este momento, marcan el mundo del trabajo a nivel mundial. Y es justamente por esto que estamos a su lado aunque no estemos presentes en el Congreso.

Tenemos una tarea común en UNI puesto que es necesario apoyar los esfuerzos que se hacen ahora con el fin de que el Sindicato cuente más a nivel mundial y es preciso que reforcemos la colaboraci¾n entre nosotros, focalizando mejor el programa de acci¾n definido en los encuentros seminariales llevados a cabo en los anos pasados.

Sabemos lo duro y lo dificil que es su trabajo, permítanos pues enviarles una señal concreta de tal conocimiento.

Deseándoles lo mejor para este 5░ Congreso nos despedimos con un hasta pronto.

El Secretario General
(Ivano Corraini)

Communications Workers of America AFL-CIO, CLC.TIF

American Postal Workers Union, AFL-CIO.TIF

I lavoratori e i sindacati americani sono adirati e scioccati per il vigliacco atto terroristico di ieri contro cittadini americani. Condanniamo l’attacco e siamo pienamente vicini al Presidente e al governo della nostra nazione in questo momento di crisi nazionale. Affermiamo il nostro totale sostegno ai valori democratici americani qui e in tutto il mondo, e crediamo che debbano in ogni modo essere prese misure contro i responsabili di questo orrore. Sosterremo interamente l’appropriata risposta americana.

I nostri cuori e le nostre preghiere vanno alle migliaia dei nostri cittadini morti o feriti e alle loro famiglie. Piangiamo coloro che sono morti nello svolgimento del loro lavoro, sia durante le operazioni di soccorso che negli uffici o sugli aeroplani, le centinaia di lavoratori della pubblica sicurezza, i vigili del fuoco, i poliziotti, il personale medico e di soccorso, i piloti, gli assistenti di volo, gli impiegati e tutti gli altri, così come i membri delle forze armate e gli impiegati pubblici che sono stati obiettivo di questi attacchi.

Gli iscritti al sindacato sono già in azione per dare aiuto nelle operazioni di salvataggio e l’AFL-CIO e i nostri sindacati faranno tutto il possibile per assistere le instancabili operazioni di salvataggio e di soccorso medico dei feriti.

Ho chiamato il Presidente Bush per esprimergli il pieno sostegno dell’AFL-CIO in questa crisi e per offrirgli tutta l’assistenza del movimento dei lavoratori.

Ho parlato con i dirigenti dei sindacati i cui iscritti sono stati direttamente colpiti da questa tragedia. Condividono il mio sdegno e la mia determinazione a dare il pieno sostegno alle operazioni di salvataggio e di cura.

E’ impossibile immaginare un evento che abbia una maggiore capacità di condurre gli americani all’unità e all’azione. Nessun cittadino non è stato colpito. In tutto il paese tutti i lavoratori vogliono sapere cosa possono fare per aiutare. Al di là del senso di dolore e di perdita nazionale causato da questo terribile orrore, dobbiamo dare origine a un rinnovamento della nostra comunità nazionale.

L’AFL-CIO sollecita tutti i suoi membri ad aiutare in qualsiasi modo, specialmente donando sangue. Stiamo lavorando con la Croce Rossa americana per facilitare le donazioni di sangue in tutto il paese.

La rete dei servizi per la comunità dell’AFL-CIO di New York e di Washington D.C. saranno pienamente impegnate nell’assistenza necessaria, dando sostegno ai soccorritori e ai volontari.

Il Fondo comunitario sindacale dell’AFL-CIO ha emesso un appello per assistere chi si trova in maggiore stato di necessità e ha istituito un fondo speciale per raccogliere donazioni delle famiglie dei lavoratori americani.

Anche se noi denunciamo quest’atto dobbiamo ricordare che si tratta di un atto di terrorismo, non di un attacco arabo e rifiutiamo ogni rappresaglia o discriminazione anti araba.

E’ ora il tempo di rinnovare i valori che ci legano come nazione.

America è una società democratica e aperta, basata su valori universali di libertà e di dignità umana. Nessun atto di terrorismo minerà questi valori. Nessun sacrificio è troppo grande per gli americani per difendere questi valori. I cittadini ed i lavoratori americani sono uniti nel comune eterno supporto alla democrazia americana.

John J. Sweeney

12 settembre 2001

Cari compagni e compagne,

Vi scrivo per ringraziarvi per la straordinaria espressione di sostegno e di solidarietà. E’ vitale che in momenti come questi i lavoratori di tutto il mondo siano uniti contro il terrorismo che colpisce innocenti.

Questo efferato attacco è stato diretto contro persone al lavoro. Tali atti debbono essere condannati dalle nazioni, dai governanti e dai lavoratori di tutto il mondo. I responsabili non debbono trovare riparo. Ci appelliamo a tutti i lavoratori affinché diano aiuto nell’assicurarli alla giustizia.

Piangiamo oggi l’eroico sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno dato le proprie vite per salvare quelle degli altri. Non c’è un numero definitivo. Sappiamo però che centinaia di poliziotti, di vigili del fuoco, di medici e paramedici hanno compiuto l’estremo sacrificio lottando per salvare gli altri nella catastrofe. La dedizione, la solidarietà, il coraggio e l’umanità dimostrata da questi eroi del quotidiano non sarà dimenticata.

L’undici settembre 2001 resterà nella nostra memoria per sempre. In questo giorno lavoratori e lavoratrici, piloti di aereo e assistenti di volo, baristi, parcheggiatori, personale di pulizia, impiegati pubblici, privati e altri lavoratori sono stati bersaglio di un deprecabile atto di terrore. In questo giorno le lavoratrici e i lavoratori hanno rischiato e dato le proprie vite.

Da parte dei 40 milioni di iscritti e lavoratori delle famiglie degli Stati Uniti voglio ringraziare la nostra famiglia sindacale di tutto il mondo per le dimostrazioni d’affetto e di sostegno. Tutti i lavoratori di questo paese ricorderanno sempre la vostra solidarietà . Proseguendo in avanti, nei prossimi giorni, sappiamo oggi, come mai prima d’ora, 0di non essere soli.

In solidarietà.

John Sweeney.