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ETUI/UNI EUROPA

Come migliorare la coordinazione sindacale dei comitati aziendali europei
FIRENZE 12-15 FEBBRAIO 2013

Il corso ha visto la partecipazione di funzionari sindacali , di coordinatori dei Comitati Aziendali Europei di alcune multinazionali operanti in Europa, e di delegati sindacali.
Nei CAE partecipano i rappresentanti dei lavoratori di una stessa azienda che opera in stati diversi.
E’ quell’organismo che si rapporta con l’azienda per tutto ciò che riguarda i lavoratori: contratti, accordi, organizzazione del lavoro, sicurezza, salute, ristrutturazioni dell’azienda, ecc; e deve far si che i diritti dei lavoratori di uno Stato siano gli stessi di quelli di un altro Stato.
L’argomento della discussione è stato quindi come migliorare il lavoro dei CAE
Sono state fatte delle simulazioni in aula e abbiamo ascoltato le esperienze di chi tra i partecipanti avesse avuto l’opportunità di operare in un CAE o come coordinatore di esso.
E anche gli inesperti hanno dato le loro opinioni.
I lavori hanno portato ad evidenziare che le cose più importanti sono la formazione e l’informazione.
La formazione per chi sarà membro di un CAE per essere pronti alle sfide lanciate dalle aziende.
L’informazione, da una parte l’acquisizione di dati e notizie da richiedere all’azienda, e dall’altra la divulgazione ai lavoratori,attraverso i rapporti delle riunioni , dei lavori svolti.
E’ importante il coinvolgimento dei sindacati, è importante la partecipazione attiva dei membri dei Cae;
è importante lo scambio di informazioni tra membri di stati diversi per avere un’ampia visione di ciò che fa, che vuole fare l’azienda, al fine di operare per un obiettivo comune, di avere una posizione comune.

Partecipanti: Elisa Fontana – Angelo Gazzè

Etui Course: Information and Trade Union strategic objectives for the Structural Funds 2014-2020, especially ESF

L’ETUI ha organizzato un corso di formazione di due giorni a Kiljava, presso la scuola sindacale locale, per illustrare le nuove politiche europee in tema di Fondi strutturali, per gli anni 2014-2020, dedicando un’attenzione particolare al Fondo Sociale Europeo (FSE).
La prima giornata di formazione è stata dedicata agli interventi dei rappresentanti della Commissione Europea: Diego Villalba, della DG Regio, ha illustrato la politica di coesione della UE per il periodo 2014-2020, mentre Dominique Bé, della DG Occupazione, Affari Sociali e Inclusione ha illustrato più approfonditamente quali sono le prospettive future per il Fondo Sociale Europeo nella’mbito della nuova strategia “Europa 2020”. I rappresentanti della Commissione hanno illustrato brevemente, ma in modo esaustivo, i particolari punti sui quali si sta ancora discutendo in seno agli Organismi europei in merito alla strategia per i fondi strutturali; considerato anche la grave crisi economica che sta attraversando l’Europa. Anche in questo particolare momento, rimane fondamentale aiutare le economie più in difficoltà a mettersi alla pari con quelle più avanzate, servendosi proprio delle opportunità offerte dai fondi strutturali ed è importante incoraggiare gli Stati a definire delle politiche nazionali efficaci per raggiungere gli obiettivi che l’Europa si è prefissata.
La Commissione infatti sta chiedendo di fare molta attenzione alle finanze pubbliche nazionali, nella consapevolezza che numerosi Stati si trovano ad affrontare delle situazioni di crisi e stanno prendendo misure per farvi fronte nel breve periodo; tuttavia non si deve dimenticare l’ottica di lungo periodo e la necessità di perseguire gli obiettivi, anche ambiziosi, che l’Europa 2020 si è data.
Per questo, a fianco delle misure di emergenza, è necessario pensare e adoperarsi per il lungo periodo ed è proprio in questo che i Fondi strutturali devono servire.
I rappresentanti della Commissione hanno posto inoltre l’accento sull’importanza del partenariato come uno dei principi fondamentali sui quali basare l’impiego dei fondi strutturali nell’ambito della Quadro Strategico Comune dell’UE. Questo principio implica una stretta collaborazione tra autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri con i rappresentanti delle parti sociali e della società civile in tutte le fasi dei programmi operativi nazionali (preparazione, esecuzione, monitoraggio e valutazione).
Questo nuovo principio, se sfruttato in modo adeguato, consentirebbe anche alle Organizzazioni sindacali nazionali di poter incidere maggiormente sulla definizione delle modalità e delle finalità di utilizzo delle risorse europee.
Dopo l’intervento della Commissione, ha preso la Parola Claude Denagtergal, dell’ETUC, che ha illustrato quale è la posizione del sindacato europeo nei confronti delle nuove linee guida dei fondi strutturali e ha quindi brevemente spiegato quali saranno le nuove sfide per gli affiliati.
Il giorno seguente invece è stato fornito un focus speciale sul Fondo speciale europeo e sono state presentate alcune buone prassi relativamente all’utilizzo del fondo. Auli Korkhonen, di SAK Finlandia, ha portato alcuni esempi nazionali, seguita da Marie-France Boutroue (CGT) per la Francia e da Roberto Pettenello (CGIL) per l’Italia.
La giornata si è conclusa con un lavoro di gruppo che ha visto i partecipanti cimentarsi nella redazione di alcune possibili proposte progettuali da finanziare attraverso il FSE nel settore della promozione dell’occupazione giovanile e per la tutela sul posto di lavoro degli over 50 (si trattava rispettivamente di trovare delle idee che favorissero la scolarizzazione e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che potessero aiutare gli over 50 a non perdere il proprio posto di lavoro o in alternativa a riqualificarsi per trovare un impiego nel caso di licenziamento).
A cura di Georgia Bertagna

ETUI: MOBILITY MIGRATION
SESIMBRA LISBONA – 28/02/2012:

La giornata è iniziata con il saluto del Responsabile Nazionale della formazione del sindacato portoghese il Compagno AMERICO MONTEIRO. Dopodiché siamo subito passati alla presentazione dei partecipanti e alla stesura di un piano di lavoro affrontando tematiche quali: i settori di attività, le esperienze sindacali relative all’immigrazione, le aspettative di questo seminario di formazione.
Focalizzando l’attenzione sui problemi riguardanti la xenofobia, il lavoro in nero e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati all’interno dell’Unione Europea, si rilevano che la situazione dei diversi paesi aderenti – Francia, Lussemburgo, Finlandia, Italia, Austria, Belgio, Polonia, Bulgaria, Spagna e Portogallo – (tutte le delegazioni presenti) ha un denominatore comune:“i diritti dei lavoratori e specialmente lo sfruttamento dei lavoratori immigrati accompagnato dal dumping contrattuale”.
L’obiettivo del sindacato è quello di una politica europea comune.
Ogni giorno tanti immigrati attraversano le frontiere per andare a lavorare, il mondo di oggi ha fortemente bisogno di questa mano d’opera, di questa mobilità che è la caratteristica principale della realtà economica attuale.
L’immigrato spesso è visto come un delinquente, un peso per il paese ospitante nonostante la forte partecipazione allo sviluppo economico permettendo, ai paesi in questione, di affrontare al meglio il problema riguardante il pagamento delle pensioni. Possiamo citare qui il caso dell’Italia, dove la forza lavoro immigrata produce circa l’11% del PIL.
Gli immigrati partecipano anche attivamente allo sviluppo del paese d’origine con i trasferimenti di denaro, contribuendo all’innalzamento del Pil di circa il 20%.
La diffusione dell’’informazione sulla legislazione del lavoro deve essere un condicio sine qua non per arrivare a migliorare la vita dei lavoratori immigrati. Ogni sindacato dovrebbe incrementare la propria attività fornendo documentazioni legislative nelle diverse lingue.
La giornata è terminata con una riflessione da approfondire nella giornata di domani sulla costruzione dell’identità sindacale sull’immigrazione.

Partecipanti:
Formatori: GIORGIO CASULA (PORTUGALLO), VALERIE DUMITRESCU (FEDERAZIONE DEI SINDACATI EUROPEI), PETER HOLLAND (LONDRA.
Participanti:
ALFRED MEKA me Nko’o STEFAA PIERSMAN –(ACV CSC) BELGIQUE., MARIA COSTA –(CGTP -IN) PORTOGALLO , MARTIN BOLVKOVAC – (OGB) , IVETA FLESNERE—(LBAS) LUTIANIA, ANDREI VOSSOVEN (EAKL) –ESTONIA, PAULA VARELA.. (CGTP) PORTUGALLO, HEINZ EVERTZ—(ABVV-FGTB ) BELGIO, HELENA HAMALAINEM (SAK)— FINLANDIA, PAULO RODRIGUES (CGTP)—PORTOGALLO, JOANNA SZYMONEK (KK NSZZ SOLIDAMOSC) –POLONIA, ANTONIO ILARIO (CGTP) PORTUGALLO, HEIKKI TAULU (AKAVA) , MARIA ROJO GARZIA (CC.OO)—ESPAGNA, DIMITAR ASENOV () —BULGARI, RIINA SIMONEN (EFBV)—FEDERAZIONE EUROPEO, EDOURDO DIAS (OGBL)—LUSSAMBURGO, RAILI VUOJOLAINEN (STTK)—FINLANDIA, CATARINA TAVARES PORTUGALLO, ALFRED MEKA—CGIL ITALIA, GUILLAUME DURIVAUX (EPSU)—FEDERATION DU SINDICAT EUROPEEN DES SERVICES PUBLIQUES, RAYMOND CHEVAUX (CGT) FRANCIA, SEAN BAMFORD (TUC) UK.

A cura di: ALFRED MEKA me Nko’o

EU funding possibilities for Trade Union activities in Health and Safety at work

Gif sur Yvette, Paris, 17-18 November 2011

Etui agenzia di formazione della Confederazione sindacale europea ha organizzato presso il Centre Educatif Benoit Frachon della CGT, un corso finalizzato alla redazione di un progetto transnazionale sui temi di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che se approvato, verrà finanziato nella misura del 80% dall’ UE.

Sedici i partecipanti al corso provenienti da 12 diversi Paesi: Belgio, Bulgaria, Estonia, Francia, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Malta, Regno Unito Slovenia, Spagna.

Lo staff di esperti che ha condotto i lavori è stato composto da:

La Commissione Europea emana annualmente delle linee guida in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ponendosi come obiettivo l’innalzamento degli standard qualitativi in materia.

I progetti da presentare, per destare l’ interesse della Commissione devono contenere elementi di innovazione e novità, rappresentando quindi un valore aggiunto. Evitare pertanto di proporre progetti già finanziati in passato.

La proposta di progetto deve essere necessariamente redatta in lingua inglese o francese.

All’ interno del sito della Commissione sono disponibili le guide per la corretta compilazione del progetto in lingua inglese, francese e tedesco. Il testo in lingua italiana è disponibile solo nella versione 2007. La proposta del progetto da presentare è così strutturata:

Oltre all’impegno del gruppo di lavoro per la realizzazione del progetto devono essere considerati alcuni elementi per il raggiungimento dello scopo ovvero:

Al termine del corso sono stati presentati e discussi in sessione plenaria i progetti redatti da tre diversi gruppi di lavoro al fine di ottenere misure di prevenzione e sicurezza eque ed adeguate per i lavoratori.

A cura di Mimmo Spera

AKERSBERGA (SVEZIA) 27/09/2011 – 30/09/2011

Etui – Trade union renewal; incontro per verificare la situazione delle diverse confederazioni europee rispetto alle strategie di rinnovamento e le iniziative per aumentare la rappresentanza.

Nel corso dell’evento si è discusso e ci si è confrontati su quali iniziative i sindacati e le confederazioni di tutta Europa stanno mettendo in campo o stanno progettando per cercare nuovi iscritti, aumentando quindi la propria rappresentanza a livello nazionale, includendo l’offerta di sempre maggiori servizi, a margine della mera azione sindacale, tra le strategie volte all’attirare l’attenzione dei lavoratori e delle lavoratrici europee sulla situazione sindacale e legislativa dei paesi interessati.

Le iniziative messe in campo vanno dalla sempre maggiore apertura ai movimenti studenteschi e giovanili, all’attenzione per le nuove tipologie di lavoratori “precari”, che sono in aumento in tutto il territorio Europeo, con la ricerca di modalità che consentano di rappresentare il più possibile le nuove categorie di lavoratori che stanno emergendo dall’evolversi dell’attuale mercato del lavoro europeo.

Dai dibattiti è emerso che in moltissime realtà europee sta prendendo forma un disegno da parte delle forze di governo per delegittimare sempre più le Organizzazioni Sindacali, facendo passare il messaggio che “iscriversi ad una organizzazione sindacale è sbagliato” Scozia e UK) o operando iniziative legislative che di fatto rendano l’azione sindacale sempre più debole (Italia, Ungheria).

L’Italia ha rappresentato un caso “unico” per quanto riguarda la pesante divisione che c’è tra le principali confederazioni sindacali, in quanto in altri paesi rimangono comunque meccanismi di collaborazione e in alcuni casi (Svezia) le diverse confederazioni rappresentano categorie di lavoratori diverse e non sono quindi in “concorrenza” tra loro.

Occorre quindi coordinarsi sempre più anche a livello europeo per trovare iniziative comuni per contrastare il fenomeno e rendere esigibili le tutele che i lavoratori cercano dalle OO.SS. Alle quali aderiscono.

A cura di:
Luca Chierici – Gaia Stanzani