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In rappresentaza della Filcams, Gabriele Guglielmi, ha partecipato al meeting dell’European Trade Union Liaison Committee on Tourism che si é tenuto a Bruxelles il 26 Aprile 2013. Oltre ao documenti della riunione, si allega la comunicazione di Guglielmi che ha illustrato il progetto Safe Host; nonché la scheda sull’andamento del turismo in Italia (Fonte Osservatorio Nazionale sul Turismo) illustrata intervenendo sul punto tre dell’agenda sull’andamento del turismo in Europa.

ETLC Meeting

Il 7 maggio a Bruxelles si è svolta la riunione della piattaforma intersindacale ETLC. E’ stata l’occasione per fare il punto della situazione delle varie iniziative e per discutere del turismo al tempo della crisi.
Per la Filcams è stato anche il momento per presentare il prossimo progetto: SAFE HOST. E’ un progetto contro lo sfruttamento sessuale dei minori. Il progetto, che verrà presentato col bando di settembre, si prefigge di sviluppare il dialogo sociale per produrre un documento da sottoporre alla Commissione Europea affinché possa essere trasformato in una direttiva europea per una successiva adozione degli stati membri.
Il concetto chiave per il successo della lotta allo sfruttamento sessuale dei minori è il passaggio dal volontarismo all’obbligatorietà dell’applicazione dei codici di condotta.
Il progetto ha riscontrato una buona attenzione che fa ben sperare per un partenariato numeroso e qualificato.
La giornata è terminata con la presentazione della nuova politica del Turismo da parte della Commissione Europea e della relazione del direttore di OITS sul turismo sociale.

A cura di Massimo Frattini

La Conferenza ETLC del 2011, organizzata a Roma, ha come slogan “Turismo 2020 – Verso lo sviluppo di un’industria turistica sostenibile” (Tourism 2020 – Towards the development of a sustainable tourism industry). Per la piattaforma intersindacale ETLC la sfida di un’industria turistica sostenibile in tutti i suoi aspetti – sociali, economici e ambientali – è la vera sfida per il futuro; è stato questo il filo conduttore della 2 giorni di discussione. Sono stati presentati alcuni progetti, spesso con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, che puntano ad una maggiore sostenibilità delle imprese.
Lucia Anile, in rappresentanza dell’EBNT, ha illustrato ai partecipanti il ruolo dell’ente e i progetti che sono stati implementati nella direzione di una maggiore sostenibilità del settore.
La seconda giornata della conferenza è stata caratterizzata da un interessante lavoro di gruppo sul tema della sostenibilità. La rappresentanza italiana è stata impegnata assieme ai delegati francesi e spagnoli nel trovare una definizione comune del concetto di sostenibilità , delle azioni per promuoverle e delle aspettative riposte in ETLC per il suo sviluppo.
Sono stati due giornate dense di informazioni, idee e progetti ma anche un modo per instaurare nuove relazioni utili per il movimento sindacale in Italia e in Europa; nel corso della conferenza siamo stati messi a conoscenza dell’avvio dell’Organismo Speciale di Negoziazione per il CAE di Carlson Wagonlit Travel e la presenza di alcuni sindacalisti coinvolti nella sua costituzione, fra i quali Manfred Semmler del sindacato tedesco Ver.di, ha permesso di scambiare qualche opinione in merito e preparare il terreno per una collaborazione proficua per il lavoro su questo CAE.
(a cura di Massimo Frattini)

London, 25 Maggio 2011

Presso la ITF House, sede del Sindacato Mondiale dei Trasporti; si è tenuta la riunione di ETLC: European Trade Union Liason Committee on Tourism; presenti i sindacati del Turismo, dei Servizi e dei Trasporti a livello Europeo e, per la prima volta, oltre a sindacati dei Paesi Europei, erano presenti anche rappresentanti di oragnizzazioni sindacali extra-europee ( India, Giappone, Argentina) nonché rappresentanti delle Global Union Federations. In rappresentanza della Filcams c’era Gabriele Guglielmi.
Nel corso della riunione é stato presentato il quadro occupazionale attuale; e sono state identificate le prospettive di sviluppo a livello europeo e globale nei diversi settori; con specifici approfondimenti ad es. sulla crescita degli acquisti on-line e sul turismo crocieristico; si è ad es evidenziato che questo mercato é in grande evoluzione (attualmente sono circa 300 le navi da crociera costantemente operative a livello globale) e la crisi di un’azienda come la Fincantieri (che dal REX, nastro azzurro nel 1993 ha poi costruito una quarantina di navi da crociera) si spiega prevalentemente con lo spostamento dell’attività di tali cantieri in altre parti del mondo, in primo luogo Dubai.
Si sono identificate le aziende intersettoriali e multinazionali rispetto alle quali concentrare la futura attività sindacale del piano di lavoro assunto congiuntamente; e per realizzare il programma deciso con l’approvazione della Carta Europea dei Sindacati sul Turismo; approvata il 9 ottobre 2009.
Ci si è dati appuntamento a Roma il 24-25 ottobre in occasione della Conferenza ETLC: "Turismo 2020: verso lo svilippo di un turismo sostenibile"

Per ulteriori approfondimenti:

Carta Europea dei Sindacati sul Turismo

http://www.etlc-network.eu/

Please note the following dates of meetings in 2011:

25 January Brussels Steering Committee ETLC Project “Tourism 2020”
12-13 May Budapest Tourism Conference of Hungarian EU Presidency
May / June * Brussels ETLC meeting
October * Krakow European Tourism Forum under Polish EU Presidency
October * Florence ETLC Conference

* = exact dates to be fixed

 

ETLC intraprende un nuovo progetto in ambito turistico

Puntualmente per la fine dell’anno l’Unione Europea ha approvato il finanziamento di questo nuovo progetto. Sotto la guida di Uni-Europa, ETLC si adopererà per ottenere ulteriore supporto dai Comitati aziendali europei nel settore transnazionale dei viaggi e del turismo e svolgerà un’indagine in merito alle condizioni contrattuali d’impiego delle guide e degli animatori turistici.

Il turismo è uno dei settori più ampi ed in più rapida espansione dell’economia europea. Al contempo, le imprese si trovano a dover affrontare esigenze impegnative: occorre superare le conseguenze della crisi economica e finanziaria.

È da vedere se, ed in quale misura, i Comitati aziendali europei occupino in questo contesto il ruolo loro affidato. Uno degli obiettivi del nostro progetto è quello di supportare i Comitati aziendali europei in questo processo.

Si evidenzia però nuovamente il fatto che un gruppo di occupati nel settore turistico resta escluso dalla rappresentanza transnazionale, oltre che dalle informazioni e dalle conoscenze in merito ai propri diritti, anche se prevalentemente lavorano in imprese turistiche transnazionali: si tratta di guide turistiche, organizzatori di escursioni ed animatori. Molti organizzatori di viaggi hanno trasferito le loro organizzazioni di guide turistiche in Svizzera, da dove viene gestito l’impiego delle guide turistiche. Con ciò, tuttavia, costoro sono sottratti al godimento dei diritti previsti dagli ordinamenti dei loro Paesi d’origine, nonché alla tutela dei Comitati aziendali europei. Il diritto del lavoro svizzero non offre loro protezione nei loro luoghi d’impiego al di fuori della Svizzera. In presenza di misure per la riduzione dei costi sono alla mercé dei datori di lavoro, privi di qualsiasi tutela. A questo si aggancia il secondo obiettivo del progetto: analizzare le condizioni contrattuali d’impiego e le strutture lavorative di tali gruppi, ed elaborare proposte di miglioramento. Nelle prossime settimane sarà elaborato un dettagliato questionario, e saranno sviluppate misure per interloquire con il gruppo target.

A questo proposito ha luogo un’ulteriore elaborazione del sito web di ETLC, www.etlc-network.eu , al fine di migliorare le strutture di comunicazione ed informazione. Per il progetto si inserisce il questionario da compilare online, e si mette a disposizione del gruppo delle guide turistiche e degli animatori un forum con moderatore, in modo che abbiano una piattaforma di comunicazione.

Il progetto è curato da un gruppo di gestione, che si compone di Sabrina Demarchi (Uni-Europa), Kerstin Howald (EFFAT), Francois Ballestero (ETF), Marie Kihlberg-Nelving (ETLC) e Manfred Semmler (ver.di).

I risultati del progetto saranno presentati nel corso di una conferenza che si terrà in autunno.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:

Sabrina.Demarchi@uniglobalunion.org

k.howald@effat.org

Semmler-thurner@t-online.de

ETLC – EUROPEAN TRADE UNION LIASON COMMITTEE ON TOURISM

CARTA EUROPEA DEI SINDACATI SUL TURISMO

La European Trade Union Liaison Committee on Tourism (Comitato Europeo di collegamento fra i Sibdacati del Turismo), è una piattaforma di cooperazione delle Federazioni Sindacali Europee EFFAT, ETF e UNI Europa, e delle Federazioni sindacali mondiali IUF, ITF e UNI, che rappresentano i lavoratori nei vari sotto settori del turismo, come gli alberghi, i ristoranti, il catering, i trasporti, le agenzie di viaggio, i tour operator, i parchi tematici, gli uffici del turismo, le guide turistiche, etc.

Le federazioni sindacali, al proprio livello di competenza e in cooperazione con gli affiliati, rappresentano e sostengono gli interessi dei lavoratori dei propri settori nei confronti di istituzioni, imprese transnazionali e associazioni dei datori di lavoro.

ETLC ha identificato le problematiche principali del settore del turismo e ha concordato di perseguire congiuntamente gli obiettivi espressi in questa Carta.

I lavoratori del turismo hanno bisogno di posti di lavoro stabili con orari di lavoro prevedibili, che permettano loro di combinare la vita professionale e quella privata/famigliare, e fornendo loro un introito con il quale le famiglie possano vivere con un’adeguata protezione sociale, ovvero “lavoro dignitoso”. Hanno inoltre la necessità di vedere riconosciute e premiate le loro qualifiche e abilità acquisite, e di trovare opportunità di carriera nel settore.

ETLC sottolinea che l’occupazione nel turismo deve essere resa più sostenibile, riducendo la precarietà del lavoro e migliorando le condizioni sociali attraverso la contrattazione collettiva ai vari livelli. Il turismo deve essere un settore attraente per chi ci lavora, con livelli salariali e condizioni di lavoro simili a quelli di altri settori economici. Questo include la lotta a tutte le forme di lavoro nero.

ETLC sostiene misure che estendano i periodi di vacanza, per esempio attraverso una migliore razionalizzazione delle vacanze scolastiche, che rendano il turismo accessibile a più persone, che garantiscano ai lavoratori una nuova possibilità di impiego durante le stagioni successive o che formino i lavoratori nei periodi inter stagionali, tutti esempi che dimostrano come il turismo può essere reso più sostenibile.

ETLC si assicurerà che le aziende turistiche siano conformi ai principi dei diritti come definiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, dalle Convenzioni OIL, dalle Linee Guida per le imprese Multinazionali di OECD, dal Codice Etico UNWTO, dalla Carta dei Diritti Fondamentali della UE, dalla legislazione sociale europea, dal rispetto dei diritti umani fondamentali e dei diritti dei lavoratori e dei sindacati sul posto di lavoro, quali la libertà di associazione e di contrattazione collettiva. Questo include anche il diritto dei lavoratori all’informazione e alla consultazione all’interno dell’impresa, come definito nella Direttiva Comitati Aziendali Europei. I sindacati si assicureranno inoltre che le aziende facilitino il pieno accesso dei lavoratori a questi diritti.

Le sfide e i problemi relativi all’occupazione devono essere affrontati al livello più appropriato da coloro che attraverso il loro investimento e lavoro giornaliero forniscono servizi turistici, ovvero nel dialogo sociale tra datori e lavoratori e le loro organizzazioni rappresentanti, a livello locale, nazionale, europeo o mondiale. In questo contesto possono essere identificate congiuntamente soluzioni su misura per i problemi, possono essere conclusi e implementati gli accordi. Questi includono ad esempio le contrattazioni collettive, informazioni e consultazioni presso i Comitati Aziendali Europei, dialogo sociale settoriale, negoziazione su accordi quadro mondiali etc.

ETLC richiede la creazione di una Commissione sul Dialogo Sociale per il settore del turismo ed esorta la Commissione Europea a prendere le decisioni pertinenti per assicurare che tutte le controparti sociali rilevanti prendano parte a questo dialogo.

Il turismo è un settore con un’alta percentuale di lavoratori migranti e mobilità vocazionale. ETLC dichiara che il diritto dei lavoratori alla libertà di movimento non dovrà causare fenomeni di dumping sociale e di competizione sleale. Ai lavoratori che lavorano in un’altra nazione devono essere garantite le condizioni lavorative e protezioni sociali equivalenti a quelle del paese ospitante, come determinato dalle leggi e dagli accordi collettivi. Tutti i lavoratori che lavorano nello stesso luogo devono essere trattati in modo uguale, e i lavoratori migranti non dovranno essere discriminati. Datori di lavoro e sindacati dovrebbero negoziare accordi specifici che includono formazione, alloggio etc. e mirati all’integrazione dei lavoratori migranti nei paesi ospitanti.

Le imprese di trasporti e turismo stanno delocalizzando a servizi esterni sempre di più parti del loro business, per esempio le compagnie aeree: gestione dei servizi a terra e catering; hotel: servizi di pulizia e manutenzione; tour operator: prenotazioni, reclutamento e allocazione delle destinazioni dello staff.

ETLC sostiene che tali fenomeni di outsourcing non devono servire a diminuire i salari e minare gli accordi collettivi. Le aziende devono garantire che tutti i loro fornitori di servizi rispettino i diritti dei lavoratori e dei sindacati, e aderiscano a obblighi legali concordati collettivamente, includendo gli accordi riguardanti il personale trasferito. I sindacati e i rappresentanti dei lavoratori devono essere informati e consultati su tutte le misure di sub appalto, e devono avere il diritto di intervenire in caso di problemi sociali relativi al posto di lavoro con imprese di sub appaltatori o fornitori.

ETLC sottolinea che i lavoratori e i loro rappresentanti devono essere regolarmente tenuti aggiornati della situazione dell’azienda nella quale lavorano. I sindacati devono essere informati e consultati in tempo utile sulle ristrutturazioni pianificate. L’obiettivo dovrebbe essere quello di evitare le conseguenze negative di tali ristrutturazioni sulle condizioni di impiego e lavoro. Gli accordi sulle condizioni e le conseguenze delle ristrutturazioni dovrebbero essere negoziati tra la imprese e i sindacati a ogni livello rilevante incluso quello europeo/mondiale.

Questo è di particolare importanza in periodi di recessione economica. Tali periodi non dovrebbero essere usati per tagliare posti di lavoro o minare le conquiste sociali, ma al contrario per rinnovare e migliorare il settore del turismo, per esempio attraverso la formazione dei lavoratori durante i periodi di lavoro ridotto (il che potrebbe anche essere un modello per superare gli svantaggi della stagionalità) o attraverso investimenti in infrastrutture e innovazione, per assicurarsi che il turismo sia ancora più competitivo in tempi di ripresa. Qualunque aiuto di Stato per le aziende del turismo in ristrutturazione dovrebbe essere garantito a condizione di un impegno sociale a mantenere i posti di lavoro e promuovere l’occupazione.

Le imprese turistiche sono sempre più soggette ad acquisizioni o acquisti da parte di capitali di investimento (fondi di private equity, fondi speculativi [hedge], investimenti da parte di aziende immobiliari etc.).

ETLC dichiara che prima dell’entrata di un capitale di investimento in un’azienda, i lavoratori devono avere il diritto all’informazione e alla consultazione. I cambiamenti nella struttura e nelle politiche di una impresa che seguono l’entrata di tali capitali devono essere soggette all’informazione e alla consultazione degli organi di rappresentanza dei lavoratori ai livelli appropriati. Nuove strutture per il coinvolgimento sono necessarie per dare ai sindacati accesso al management delle compagnie responsabili dei capitali di investimento.

La crisi finanziaria globale ha sottolineato quanto i sindacati chiedono da molto tempo: la necessità urgente di una legislazione più severa e di regole più rigide al fine di controllare i meccanismi di private equity e per rendere le transazioni più trasparenti.

ETLC esorta le aziende turistiche a promuovere le pari opportunità, e ad opporsi a qualunque forma di discriminazione basata su sesso, età, origine etnica o nazionale, colore della pelle, disabilità, affiliazione politica o sindacale, religione, orientamento sessuale o altre caratteristiche distintive.

Le aziende dovranno, in cooperazione con in sindacati, sviluppare politiche esplicite per assicurare un pari trattamento di donne e uomini nell’assunzione, salario, promozioni, formazione o fine del rapporto, e una migliore conciliazione tra vita privata/famigliare e lavoro.

Le imprese non sono solo responsabili dei loro prodotti e servizi, ma anche delle condizioni, in base alle quali, questi sono prodotti. La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) implica l’osservanza degli obblighi legali esistenti a livello internazionale, nazionale e locale (vedi punto 2), e la volontà di voler andare oltre i requisiti obbligatori legali e contrattuali.

Le aziende turistiche possono contribuire allo sviluppo sostenibile rendendo gli interessi sociali e ambientali una parte integrante dei sistemi di gestione. Questo significa aderire agli standard fondamentali riguardanti occupazione e ambiente, e fare rapporto in modo regolare sul come questi vengono applicati, oltre a intraprendere azioni che vadano oltre gli obblighi legali e contrattuali.

ETLC sottolinea che le imprese applicano correttamente la responsabilità sociale solo quando coinvolgono i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori in materia di pianificazione, attuazione e valutazione di tali misure.

ETLC enfatizza che lo sviluppo sostenibile del turismo può essere raggiunto solo quando – insieme agli aspetti economici e alla protezione dell’eredità ambientale e culturale – sia presa in considerazione anche la dimensione sociale. Questo significa prima di tutto la necessità di creare lavoro sostenibile nel settore del turismo, poiché la qualità del servizio dipende in larga parte dalle condizioni di impiego, dalla qualificazione dei lavoratori e dalle loro motivazioni. Inoltre, per uno sviluppo sostenibile del turismo è anche necessaria un’equa distribuzione degli introiti derivanti da attività turistiche tra nazioni di partenza e comunità ospitanti presso le destinazioni.

Il circolo vizioso dei viaggi e del turismo “a basso costo” deve essere spezzato, poiché mina le possibilità di sopravvivenza dei trasporti e del business del turismo, taglia i margini di profitto, ha effetti negativi sull’occupazione ed elimina lo spazio di manovra finanziario per offrire un turismo sostenibile e responsabile socialmente e ambientalmente. Tenendo in considerazione l’impatto del turismo sull’ambiente e le conseguenze del cambiamento climatico su questo settore, devono essere intrapresi nuovi approcci per rendere i turisti consapevoli che il turismo sostenibile, che offre servizi di alta qualità, ha il suo prezzo.

ETLC sostiene che le valutazioni degli impatti debbano essere svolte per tutte le politiche o iniziative nel campo del turismo a livello europeo. Queste valutazioni dovranno in particolare esaminare gli effetti potenziali che tali politiche e iniziative potrebbero avere sulle condizioni di impiego e sociali nel settore del turismo. I partner sociali devono essere coinvolti in questo processo.

ETLC propone la creazione di un osservatorio sociale europeo sul turismo, con il pieno coinvolgimento dei partenr sociali, per facilitare e monitorare gli sviluppi del settore del turismo e la valutazione della sostenibilità sociale dell’industria del turismo.

ETLC dichiara che qualunque sussidio pubblico ai progetti o aziende turistiche dovrà essere strettamente legato al pieno rispetto degli standard sociali e delle leggi sul lavoro. Tale sostegno sarà fornito solo alle iniziative che rendono esplicito il loro contributo alla creazione di posti di lavoro sostenibili, migliorando le condizioni di vita e di lavoro, e le abilità dei lavoratori, e che prevedono la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Rispetto a questo, le parti sociali, incluso ETLC per quanto riguarda i sindacati, dovrebbero essere regolarmente informate e consultate sui progetti sostenuti da finanziamenti pubblici a livello europeo e nazionale.

Per raggiungere gli obiettivi appena menzionati, ETLC continuerà a cooperare con le istituzioni e le organizzazioni che operano o hanno responsabilità nel campo del turismo, per esempio governi, istituzioni europee o internazionali, università o istituti di ricerca, ONG etc.

Le nostre richieste

ETLC esorta i datori del settore turistico a:

ETLC esorta gli attori politici responsabili del turismo a livello nazionale, regionale e europeo a:

ETLC esorta i turisti/consumatori a:

- considerare l’impatto sociale, economico e ambientale delle loro scelte di viaggio e destinazioni, prima di prendere decisioni, e optare per attività che promuovano un turismo sostenibile, riducano l’impronta ecologica, e contribuiscano all’occupazione sostenibile e alla preservazione dell’eredità culturale e naturale.

9 ottobre 2009

Harald WIEDENHOFER
EFFAT

Ron OSWALD
IUF

Eduardo CHAGAS
ETF

David COCKROFT
ITF

Bernadette SEGOL
UNI EUROPA

Phillip JENNINGS
UNI

L’Intervento di Gabriele Guglielmi, Presidente ETLC
Le immagini

Saluto di benvenuto del Presidente ETLC Gabriele Guglielmi

Vengo da Roma
Città eterna , attraversata dal fiume Tevere
E ne l quale si specchiano i palazzi e le luci

Ma le più belle luci che si specchiano nel fiume
ritengo siano quelle di Budapest nel Danubio
Questa è la prima emozione che mi sale quando ricordo la prima volta che sono stato in questa meravigliosa città

Prima di entrare negli argomenti della Conferenza del Comitato Europeo di Collegamento fra i Sindacati del Turismo e di quelli del Forum Europeo del Turismo

Vorrei sottolineare che:

Fare turismo è anche creare e vendere emozioni

Ed è in questo modo che saluto:

Béla Pál, State Secretary for Tourism, Hungary

Per la sua partecipazione ai nostri lavori e per aver organizzato il
Primo Forum europeo dell’allargamento.

Questa riunione ha cambiato data e sede, è stata spostata a Budapest per:
-consentire a tutti noi di partecipare al Forum UE sul Turismo
-affinché i nuovi paesi membri possono essere più facilmente integrati nella ETLC Conference proprio perché la novità è che questa è la prima riunione ETLC convocata e fatta dopo allargamento

Chi è ETLC
Comitato Europeo di Collegamento fra i Sindacati del Turismo

Il difetto di molti di noi è quello di pensare che il mondo sia fatto come lo siamo noi

Anche il sindacato spesso ha questo difetto e cerca di ingabbiare il mondo nei propri schemi e nelle proprie categorie
In questo modo spesso si trova senza gli strumenti giusti e senza ferri del mestiere adatti

Il mondo del turismo è complesso e articolato e per affrontarlo adeguatamente il sindacato aveva necessità di mettere in rete le sue diverse presenze e coordinarle

Coloro che nel 1995 fondarono ETLC hanno fatto una mossa intelligente, oggi indispensabile per portare il punto di vista del sindacato ovunque.

Oggi ETLC

Rappresenta ,
con un’unica voce a livello europeo,
sia nei confronti sia delle Istituzioni che delle associazioni imprenditoriali
oltre 9 milioni di lavoratori e lavoratrici nei settori del turismo, dei servizi al turismo, degli alberghi, ristoranti, trasporti, catering, agenzie di viaggio, tour operators, parchi divertimento …

Si batte
per uno sviluppo del turismo sostenibile con particolare riferimento a:
Migliorare le condizioni di lavoro, di qualificazione professionale e formazione degli addetti; per promuovere il dialogo sociale nel settore e mantenere una rete operativa comune fra tutti i sindacati del settore

Cosa abbiamo fatto:
dichiarazioni, documenti comuni, ricerche in materia di turismo ed in particolare ricordo quelli su:
combattere la prostituzione nel turismo, lo sfruttamento minorile;
lavoro nero nel turismo
quali lavori nel turismo europeo
l’impatto delle concentrazioni di imprese sul turismo europeo
l’impatto sul turismo degli attacchi terroristici e della guerra
turismo e sviluppo sostenibile

Partecipiamo ai Comitati Aziendali Europei, ci siamo battuti per l’allargamento e lavoriamo per cooperare con i paesi del Mediterraneo e abbiamo attivato tavoli di dialogo sociale
Siamo presenti come rappresentanti del sindacato ed anche come consulenti nei gruppi di lavoro dell’UE
Abbiamo partecipato e partecipiamo con relazioni a tutti i Forum Europei del turismo

Abbiamo contribuito a scrivere la Carta di Venezia che ha aiutato affinché il Turismo fosse inserito nella nuova costituzione europea

Credo di poter affermare con orgoglio che in meno di dieci anni ne abbiamo Fatta di strada

Dalla Conferenza del 12-13 Marzo 2001 di Tenerife sono passati meno di 4 anni

E il mondo è cambiato

11 settembre 2001 gli attacchi terroristici
la guerra che continua al di fuori della legalità internazionale
i continui attentati diretti alle realtà turistiche

terrorismo internazionale e altri fenomeni quali la sars (sindrome da polmonite atipica) che hanno provocato impatti devastanti sul turismo

tutto ciò si aggiunge alle grandi trasformazioni del settore, cito tre titoli

il sempre maggiore diffondersi di internet nei servizi turistici alle imprese e alle persone
la crisi di grandi compagnie aeree e l’espandersi del low cost
2004 è anno del sorpasso dei turisti cinesi sui giapponesi nei viaggi all’estero

Della Conferenza di Tenerife ricordiamo:
-le pressioni negative dei Tour Operators nei confronti dell’albergo che ci ospitava
-lo sciopero delle Baleari e la minaccia di spostare i flussi turistici in Bulgaria (oggi paese candidato)

Ma anche gli:
Obiettivi Tenerife
-nuove tecnologie e trasformazioni del turismo
-Turismo e sviluppo sostenibile
-dialogo sociale
che abbiamo realizzato o per i quali stiamo lavorando

3.
La conferenza odierna del Comitato Europeo di Collegamento fra i Sindacati del Turismo affronta i temi dell’Allargamento

Alcune riflessioni sui parametri di convergenza.

Non possono essere i soli parametri economici e di bilancio quelli che creeranno l’Europa dei popoli, parametri che per di più si sono dimostrati scarsamente affidabili:

Francia e Germania hanno violato il patto di stabilità senza essere stati sanzionati
La Gracia ha addirittura mentito sul suo deficit di bilancio per riuscire a entrare nella zona euro. Dal 2000 il deficit ha superato il 3% previsto dal patto di stabilità, raggiungendo addirittura il 4,1 %., e la Grecia è in Europa

Ribadiamo che deve essere valorizzato l’aspetto sociale dell’Unione, la riduzione della disoccupazione, delle povertà, l’incentivo alla conoscenza

Ed è il mancato raggiungimento di questi parametri che andrebbe sanzionato

Allargamento, opportunità e problemi
Con particolare riferimento a problematiche per le quali il settore del turismo è ancora più coinvolto, ad es. :

-mobilità stagionali
-rispetto contratti
-migranti e parità di trattamento
-lavoratori mobili e vuoto legislativo
-Orari di lavoro: deregolamentazione e rischi per nostro settore

Budapest 13 ottobre 2004
Gabriele Guglielmi

EUROPEAN TRADE UNION LIAISON COMMITTEE ON TOURISM (ETLC)
c/o EFFAT Rue Fossé-aux-Loups 38 B – 1000 Bruxelles Tel: ++32-2-218 77 30 Fax: ++32-2-218 30 18
___________________________________________________________________________________



ETLC Conference

“Strengthening the cross-border cooperation of workers’ representatives
in transnational transport, travel and tourism companies”

Budapest, Hungary, 13-14 October 2004

Draft programme


Wednesday, 13 October 2004

2 pm Welcome and opening

Gabriele GUGLIELMI, ETLC Chairman
Béla PáL, State Secretary for Tourism, Hungary
Pál KOVACS, Vice-President, Vendéglato és idegenforgalmi szakszervezet (VISZ), Hungary


2.30 pm EU 25 – New challenges for the tourism sector?

Dagmar GAVLASOVA, President, Ceskomoravský Odborovy Svaz Pohostinství Hotelu a Cestovniho Ruchu (COSPHCR), Czech Republic
NN, Hotel Association of Hungary (HAH)
Henry SIEB, ver.di, Germany

Discussion


4 pm Coffee break


4.30 pm Industrial relations and employment conditions in the transport, travel and tourism sector

Ildiko KREN, EFFAT Coordinator Central and Eastern Europe:
Karmen LEBAN, General Secretary, Sindikat Delavcev Gostinstva in Turizma Slovenije (SGITS), Slovenia
Anna URBANEK, Cabin Crew Union LOT Polish Airlines

Discussion


6 pm End of the first day


8 pm Joint dinner



Thursday, 14 October 2004

9 am Trans-national companies in transport, travel and tourism – activities in an enlarged Europe

Josef MAURER, Cabin Crew Union of CSA Czech Airlines
Adam TORNAY, Corinthia Hotels
NN, TUI

Discussion


10.30 am Coffee break


11 am European Works Councils in trans-national transport, travel and tourism companies – agents for social progress

Christian JUYAUX, Comité Européen du Dialogue Social of Club Mediterranée
Nicole DONNAT, Comité de Groupe Européen of Air France

Discussion


2 pm Strengthening information, consultation and participation rights of workers in an enlarged European Union – what needs to be done

François BALLESTERO, ETF
Manfred SEMMLER-THURNER, UNI Europa
Kerstin HOWALD, EFFAT

Discussion


3.30 pm Pedro ORTúN-SILVáN, European Commission


4 pm Conclusions
Gabriele GUGLIELMI, ETLC Chairman


4.30 pm End of the conference

Draft programme
Saluto di apertura della Conferenza, Gabriele Guglielmi

Meeting of the European Trade Union Liaison Committee on Tourism


Brussels, 6 May 2004

9.30 a.m. – 5.00 p.m.


Draft Agenda

Kerstin Howald, Coordinator

Reports by the participants on the situation in the different countries and branches

Update on recent developments with particular regard to European Works Councils

Exchange of information on the aims and activities of BITS and ETLC
Charles-Etienne Bélanger, BITS

Exchange of information on the aims and activities of UNICE and ETLC
Antonio Barreca, Office for European Affairs of Federturismo/Confindustria




(Lunch break: 1 pm to 2.30 pm)

Draft Agenda
List of participants
Basic orientations for the sustainability of European tourism
Proposal of the Social Partners to the II European Forum on Tourism
Intervention de François Ballestero, Abano Terme et Venice 28 et 29 novembre 2003
Venice declaration
Dichiarazione di Venezia


PROPOSAL OF THE SOCIAL PARTNERS TO THE II EUROPEAN FORUM ON TOURISM

Abano Terme 27 November 2003





1. International and European Scenario

2. Development of a Sustainable Tourism

3. Role of Tourism and Harmonization in the EU

4. Importance of Social Dialogue

5. Human Resources

6. Information/Communication



PROPOSAL OF THE SOCIAL PARTNERS TO THE II EUROPEAN FORUM ON TOURISM

The II European Forum on Tourism can constitute the beginning of an in-depth reflection on the great potential of the sector and the limits to be surmounted. Even outside the Forum’s agenda, the relevant organisations must grasp this opportunity to set up a European policy for tourism. They must forcefully and unanimously request that tourism be inserted among the Treaty subjects so they can all pursue common objectives, supported by interventions and resources, albeit respecting national specificities.

Many of the topics proposed today had already been covered during the I Forum (10 December 2002), signifying that more reflection is needed if we want to make real progress. In particular, the social dialogue between partners and the establishment of quality and ecological standards must be highlighted, as well as the enterprises’ commitment for social responsibility and the importance of new technologies, training and job creation in the sector.

It is thus necessary to define the priorities in constructing a European programme for the sector and a Europewide tourism policy is a priority for each of the partners and for the Union as a whole. In this sense, the present document wants to represent a point of departure, agreed by all the stakeholders in the different segments of the tourism supply, for setting up a European policy, with strategies, proposals and tools.

We must therefore strive even harder to have this subject included in the Treaties, considering the importance of the sector for the resources it moves and for its contribution in terms of demand for labour, in line with what emerged from the Crete meeting last May. Two plans should be prepared: one for inserting tourism in the draft of the Convention or, alternatively, for confirming the status quo laid down in the EU Treaty. Since the failure to achieve either of these aims could nullify any prospect for constructing a common legal base for a European tourism policy, all the social partners must support the assertion of the Government programme for the Italian Semester: “ The Italian Presidency intends to give continuity and substance to the policy of raising the profile of tourism as a sector of major Community interest by improving coordination and cooperation at EU level ”.

At a time when the economy is sluggish and there is a real risk that jobs will be cut back in many industrial sectors, it seems essential to promote and support what can be defined as a significant “production activity”, an important development factor.

The official recognition – formal, essential, regulatory and administrative – that the industry of tourism and hospitality comes under the heading of production activities also means giving the proper importance to protecting its representation and industrial relations.

Since the key themes proposed in the II Forum of November are the business impact assessment and the harmonization of taxation, it seems more important than ever to pay greater attention to the changes underway – and especially those triggered by recent problems and consequent restructuring – and more in general to the social and economic aspects of the sector. We are talking about human resources and occupational skills for maintaining a high quality of tourism services, the impact of the EU enlargement on the tourism sector and the capacity to extend the range of the supply. At the same time reflecting on the real meaning of “sustainable tourism”. We do not intend to propose a general debate, but rather to bear in mind these aspects during the II Forum, considering its strategic value for initiating changes coherent with the new scenarios that are being created.

1. International and European Scenario

Tourism should be interpreted as an "industry of peace". Besides fostering cultural exchange, knowledge, tolerance and social relations among populations – and not merely exploiting natural resources and people or deviant phenomena such as “sexual tourism” – it can constitute a source of development and income for emerging countries. Naturally, all this implies non-belligerent and peaceful conditions within the countries attracting tourist flows.
Many changes have occurred in the tourism system in recent years and even more in the last months. Despite the fall in presences caused by the dramatic events of September 11, the war in Iraq and the SARS epidemic, despites the weakness of the dollar against the euro, albeit recently compensated by a strengthening of the yen, the overall trend in the sector in our continent – with a high percentage based on movements inside the enlarged Europe – has been less negative than many stakeholders and observers predicted. A series of factors has led to this somewhat encouraging trend that has to be carefully analysed. It is now necessary to plan interventions that could further to remedy the situation and that anyway show that there are new needs to satisfy and foster.
It is also necessary to tap fully those elements that have contributed to the recent development of inter-European tourism, moving 350 million people (of which 119 million towards southern Europe) in 2001. In particular:

Nor should the other 52 million tourists from the rest of the world be forgotten, who rank Europe first among destinations (for America they are almost 20) as well as the 7.4% increase in European tourism towards non-European countries (against the 3.9% of Europe-Europe trips), since this latter also involves local tour operators and/or European organisations who have invested in other countries.

A careful analysis of the demand, especially that appearing “different” and “innovative”, is thus essential to diversify the supply into the most appropriate forms and characterise it with quality elements. In a scenario in which the high economic level in Europe – relatively speaking – enables an increasing part of income to be dedicated to improving the quality of life and thus to tourism and recreation, diversifying the tourism supply means covering a wider range of users, without detriment to quality and specificity.

There are three aspects that the European Union has to analyse and on which a programme of interventions has to be established: the creation of a quality standard (and ecological standards, as suggested in the previous Forum), social dumping, the harmonization of taxation and the business impact assessment.

For the first aspect, the dissemination of information on the European tourism model (history, culture, climate, supply of high-quality services and other recreational offers for all age groups and for the disabled) should be developed in a context of integration and not competitiveness between the various Union countries. This also means opening up towards the southern Mediterranean, adding the attraction of “more exotic” destinations and lesser-known customs and traditions to the fascination of old Europe. This would strengthen the Barcelona Euro-Mediterranean partnership for constructing an area of stability and peace, essential for economic and social development.

The issue of so-called social dumping must also be tackled, bearing in mind the rightful claims for income from developing countries and the protection of the competitiveness of the European tourism industry, which also makes extensive use of non-EU workers, often with lower wages than European workers.

The harmonization of taxation among Member Countries and among the different segments that help to create a tourism system is fundamental for overcoming domestic competition, which can hold back and distort development in the sector on the international market. In particular, the dissemination of the euro reveals differences in prices of tourism products – the quantity and quality of the supply being equal – caused by the taxation schemes in the different Union countries.

2. Development of a Sustainable Tourism

With the programme drafted at the Johannesburg summit last year, the European Union started to promote the development of a sustainable tourism that respects the capacities of the various localities, too often overburdened with excessive tourism. It has summarised the fundamental challenges that have to be met in three, interconnected "pillars": business and economic success; environmental containment, preservation and development; responsibility for social and cultural values.

The EU has also highlighted the fundamental problems ensuing from this overburdening, including the seasonal concentration of flows, connected with an employment structure not always qualitatively equal to the demand, and the inadequate structure of transport models. The supply must use models more flexible to changes in demand (age groups, the disabled …) but able to influence it positively with specific policies for a greater respect of the environment and culture of the tourist destination, promoting the adoption of “good practices”, energy savings and forms of joint and responsible development.

The sustainability of the tourism system is underpinned by a complex series of factors involving the demand and supply, the various areas of responsibility and also the social, cultural and historic aspects of each context, where the “attention to” and “respect of” the tourist destination must be emphasised.

The Forum, which brings together economic players, workers, non-profit organisations and institutional representatives, is a great chance for defining a complex strategy that combines economic aspects with others no less important for a balanced development and growth of the system.

The intersectoral nature of the tourism sector is a fertile ground for launching a social dialogue in the Union that reconciles operators’ needs with those of the populations and the governments who want to preserve their own habitats. Summits like those of Rio and Johannesburg are undeniably useful on a global level and are opportunities to debate and formulate general principles. However, even the incorporation of these principles by the individual states is not enough, and for Europe it is necessary to cooperate with the economic and social forces, to think of more suitable regulations and principles for a widely urbanised territory, with an irreplaceable historic and cultural heritage.

3. Role of Tourism and Harmonization in the EU

It is still not certain that tourism will be inserted in the Treaties, despite the growing awareness of the role of tourism as a central component of cohesion. To support this approach we can cite the Mediterranean initiative, the central-European initiatives and those for the countries of the enlargement. The important political project of the enlargement of the European Union is a unique chance both for the Union and for the acceding countries to establish a durable peace, social justice and solidarity in the European continent. However all this needs political coordination and guidance to promote in the candidate countries a greater attention on consultation and social dialogue.

Fiscal and social harmonization can prevent unfair competition inside the European space and help to usher in the coordination of European initiatives and policies with an impact on tourism.

For the business impact assessment it must be highlighted – as will certainly be done during the Forum – how the European regulations affect the small and medium-sized enterprises (SMEs) in the sector. Experience shows that the incorporation of regulations o For the business impact assessment it must be highlighted – as will certainly be done during the Forum – how the European regulations affect the small and medium-sized enterprises (SMEs) in the sector. Experience shows that the incorporation of regulations or the adoption of new laws is complicated and too detailed for the SMEs. The quality of the legislation and its clarity, simplicity and coherence could be fostered by consulting the SMEs’ organisations before introducing new regulatory instruments; by constructing and disseminating indexes of impact to check their cumulative effects; by consulting the enterprises before introducing new practices; and by creating coherent criteria for administrative and legal procedures to access Union funds.

A European tourism promotion body, linked to an “Observatory for the Destination Europe” would provide – if suitably supported – a common point of reference for policies that would benefit all countries, including the most recent members. It would constitute not only a trilateral structure for supporting social dialogue but it could also follow up the Commission’s Communication of 23.6.99 (C 178/3) by offering an important cognitive tool for constructing and coordinating tourism policies with particular attention for employment topics, ranging from the new jobs to training systems and their harmonization, monitoring their evolution and the targets reached.

In addition, a closer relationship and agreements with the non-European Mediterranean countries, besides responding positively also in this sector to the needs of a Euro-Mediterranean partnership, would also enable a diversification of the tourist supply on both sides.

4. Importance of Social Dialogue

Unarguably, one of the particular features of the tourism sector – also because it is increasingly referred to as a system – is its multisectoral quality, constituting an advantage but also a limit if its management does not involve synergies and cooperation among its members to prevent additional costs, extra charges and obstructions.

The decision adopted during the I Forum of 2002 in Brussels to hold an annual meeting, already supported by the Council in its decision of May 2002, seems to place the accent on the strategic value of social dialogue inside the different segments of the system and among them. The same applies to the institutionalisation of the intersectoral dialogue.

A great effort in this direction, besides effectively promoting social cohesion, would also enable the following objectives to be pursued in each country and throughout the Union:

5. Human Resources

In Europe, albeit with significant exceptions, the sector is characterised by medium-small enterprises and this obviously has an impact on its capacity to tackle alone the problems of training and selecting its agents, starting with management. The seasonal nature of many tourist attractions makes employment less permanent and there is a frequent tendency to leave the sector, especially for the more qualified human resources.

The various problems that have affected the sector over the last two years have demonstrated that, albeit tourism enterprises are affected by external factors, mainly of an international origin, they also have a certain holding power. Despite this, there are preoccupations about the loss of competitiveness and market shares that must not be underestimated and weak points must be defined and a scale of priorities created for possible interventions.

Human resources undoubtedly rank high on this scale, with regards to both the gradual elimination of casual/irregular work and the general observance of collective contracts as well as basic vocational training and updating vis à vis the new competition, innovations and improvement of the quality of the supply.

In other words, it is necessary to steer and/or qualify better the choice of young people who would like to enter the sector, constructing an effective link between the educational system, specialised training and actual work. This entails a complex system that guides the new supply, of work and workers, towards the segments that most needs them, and that supports and updates workers for their whole working life, gradually providing them with relational and technical-operational skills in step with the innovative processes underway and with the demands of users.

Therefore we need a progressive harmonization of vocational qualifications, promoting the creation of sectoral framework agreements which, on a European level, define common guidelines on training to foster the free circulation of workers.

6. Information/Communication

In an era marked by the new communication means, practically in real time, a competitive edge is provided only by the quality of the product but also by the capacity to offer exhaustive and stimulating information to consumers. Information, that without distorting the reality, enables the greatest possible number of people to learn about the qualities of the various tourist destinations and services connected to them, with emphasis on the diversification of products and the possibility of constructing a "package" suited to their cultural, social and economic needs.

Information/communication also permits a greater transparency on the supply side, enabling the dissemination of good practices and development models in the sector that is in the interests of all European operators to foster. In the Council’s resolution of 2002 – to which the previous European Forum referred – there were many items devoted to this aspect, both as an invitation to the Member States to participate "on a voluntary basis in the exchange of information regarding the specific legislation …, the requisites established by the Member States …"; and as an invitation to the Commission to "make the best possible use of information and communication tech Information/communication also permits a greater transparency on the supply side, enabling the dissemination of good practices and development models in the sector that is in the interests of all European operators to foster. In the Council’s resolution of 2002 – to which the previous European Forum referred – there were many items devoted to this aspect, both as an invitation to the Member States to participate "on a voluntary basis in the exchange of information regarding the specific legislation …, the requisites established by the Member States …"; and as an invitation to the Commission to "make the best possible use of information and communication technologies …".

Abano Terme 27 November 2003

European Trade Union Liaison Committee on Tourism (ETLC)

Brussels, 21 November 2003

List of participants


Ximo Alite FETCHJ-UGT

François Ballestero ETF

Cécile Gaillard EFFAT

Gabriele Guglielmi FILCAMS CGIL

Jens-Peter Hagen HRAF

Kerstin Howald ETLC Coordinator

Rudolf Kaske HGPD

Fernando Medina FECOHT-CC.OO.

Bob Ramsay Union Network International

Richard Rosser TSSA

Manfred Semmler ver.di

Jonny Simmenes FLT

Valter Surian FdS CFDT



Bill Richards ETIN



Excused

Per-Olov Lindblom HTF
Aage Jensen RBF
Patrick Dalban-Moreynas IUF
Christian Juyaux CFDT
Erica Young FILT-CGIL
Ingo Marowsky/Shane Enright ITF


EUROPEAN TOURISM FORUM 2003
28 ET 29 NOVEMBRE 2003 A ABANO TERME ET VENISE

EVALUATION D’IMPACT

Intervention de François Ballestero, Secrétaire politique
de la Fédération européenne des Travailleurs du Transport (ETF)


Dans toute la littérature européenne sur l’évaluation d’impact, il est précisé que celle-ci est une aide pour le processus de décision et non un substitut au jugement politique. Cette remarque est très importante car elle place l’évaluation d’impact dans un ensemble de méthodologies permettant de réaliser les objectifs fixés. Cependant, elle ne questionne pas ces derniers. En d’autres mots, elle ne s’interroge pas sur le « pourquoi » des stratégies mais sur le « comment faire » pour obtenir les meilleurs résultats possibles pour rencontrer les orientations poursuivies. En ce sens, elle est un outil de gestion au service de l’Union européenne.

Pour les organisations syndicales, cet outil, bien qu’utile, est insuffisant dans la mesure où l’ensemble des mesures prises vise un objectif de libéralisation des marchés et des services sans nouvelles règles de régulation protégeant, d’une part, les travailleurs et, d’autre part, l’organisation sociale de la société. L’objectif de cette brève communication n’est pas de s’étendre sur cette dimension, bien que cruciale pour nous, mais de situer l’évaluation d’impact dans un processus plus large dans lequel elle s’inscrit et qu’elle ne maîtrise pas.

Il s’agit donc de réaliser une analyse des impacts économique, social et environnemental dans le but d’améliorer la qualité des propositions de la Commission. Au-delà des mots, des concepts et de toutes sortes de formulation diplomatique, disons-le tout de suite, pour nous, syndicalistes, les résultats sociaux sont très faibles. On a beaucoup manifesté ces dernières années et ces derniers mois pour construire l’Europe Sociale car celle-ci est toujours et depuis longtemps comme l’Arlésienne, on en parle beaucoup mais on ne la voit jamais.

Je ne veux pas dire que l’évaluation d’impact est une mesure de type bureaucratique dans le sens entendu par Max Weber (« c’est l’administration des experts dont le mode de fonctionnement devient un instrument de pouvoir au service des gouvernants »), mais cela y ressemble. Un certain Pfeffer écrivait que » Language is a powerful, if not the most powerful method of social influence ». Chacun tirera les réflexions voulues sur cette courte introduction qui veut placer le décor sous l’angle des syndicalistes que nous sommes.

Revenons maintenant à une évaluation Revenons maintenant à une évaluation ex ante qui est finalement demandée par toutes les parties intéressées et qui vise, pour nous, la consultation avant le match et non dans les vestiaires une fois que tout est terminé. A ce propos, il existe la consultation officielle des parties intéressées et la consultation des comités de dialogue social, qu’ils soient interprofessionnels et/ou sectoriels.

Dans sa Communication de mai 1998, la Commission écrit qu’elle consultera les comités sectoriels concernés sur des projets de mesures ayant des implications sociales ainsi que son intention de consulter sur la formulation et la mise en œuvre des politiques sectorielles. Ce qui est important dans cette déclaration, c’est la possibilité offerte de faciliter le lancement d’un dialogue social à travers un dialogue sur les politiques industrielles. Seulement, bien souvent, cette affirmation est restée lettre morte. Nos avons eu l’occasion, à plusieurs reprises, d’écrire aux DG concernées afin de leur rappeler leur engagement. Il faut savoir que si la Commission est une et indivisible, toutes les DG ne ressemblent pas à la DG Emploi et Affaires Sociales qui a pour tâche de promouvoir le dialogue social.

Laissez-moi vous donner un exemple très concret : durant les dernières années, nous avons vécu de sérieux problèmes quant à la mise en œuvre et le contrôle de la qualité et des standards de santé dans le secteur de la viande et de l’alimentation en général. Ces problèmes ont coûté des milliers d’emplois. La Commission n’a pas arrêté d’organiser des évènements pour les organisations de consommateurs se centrant sur ces questions mais pas une fois elle n’a invité les partenaires sociaux concernés pour discuter avec eux des problèmes affectant le secteur ou des actions nécessaires à entreprendre pour dépasser les difficultés rencontrées. De même, dans l’Agence Européenne de la Sécurité Alimentaire, nous avons la possibilité de faire entendre notre voix, mais nous ne sommes pas au « Board ».

En fait, il existe une tendance à ne considérer les organisations représentatives des travailleurs comme des organisations qui ne sont capables que de parler des contrats de travail, des conditions de travail, des salaires et de tout ce qui concerne la vie au travail des travailleurs. On ne souhaite pas nous reconnaître comme de véritables experts des secteurs pour lesquels nous travaillons. Dans mon secteur qui est l’aviation civile, nous devons nous battre, par exemple, pour faire reconnaître que notre organisation, qui défend, entre autres, les contrôleurs aériens a l’expertise voulue pour aborder les questions techniques liées au contrôle aérien. La tendance, au niveau de la Commission, est de demander cette expertise auprès d’organisations professionnelles avec lesquelles, par ailleurs, nous entretenons de bonnes relations.

D’autre part, toutes les organisations de la société civile sont mélangées dans le processus de consultation. Il existe un flou sur l’importance accordée à chaque acteur. On ne nous le dit pas mais si chaque organisation a le droit de donner son avis, un avis ne vaut pas un autre. Vu les résultats obtenus jusqu’à présent, on a l’impression que ce sont d’abord les gouvernements, les employeur D’autre part, toutes les organisations de la société civile sont mélangées dans le processus de consultation. Il existe un flou sur l’importance accordée à chaque acteur. On ne nous le dit pas mais si chaque organisation a le droit de donner son avis, un avis ne vaut pas un autre. Vu les résultats obtenus jusqu’à présent, on a l’impression que ce sont d’abord les gouvernements, les employeurs, les chambres de commerce et les compagnies que l’on écoute : les textes le reflètent. Et puis, on ajoute un peu de social (cosmétique) pour faire plaisir aux syndicats, un peu de « Gender perspective » pour ne pas oublier les femmes, un peu d’environnement car cela fait bien, c’est politiquement correct. Et nous, on se bat comme de beaux diables pour changer la conjugaison d’un verbe afin que, par exemple, « should consult » se transforme en « shall consult ». Deux ans de combat et à la fin, c’est le « should » qui l’emporte car, en dernière minute, le Parlement européen aura introduit un amendement en ce sens ; amendement d’ailleurs qui aura vu se développer une procédure de conciliation avec le Conseil. Je ne veux pas non plus rentrer dans toutes les confusions qui sont opérées, volontairement ou involontairement, entre le dialogue social et le dialogue civil. C’est comme si on confondait la bouillabaisse avec le waterzooi à la gantoise !

Il ne faut pas non plus se cacher la face : des restructurations massives entraînant des pertes d’emplois considérables proviennent des mesures prises par l’Union européenne. Bien souvent, les DG concernées n’ont pas discuté de cela avec les partenaires sociaux directement impliqués. Aussi longtemps que cela se passera, aussi longtemps que les partenaires sociaux ne seront même pas mentionnés dans les Communications de la Commission sur les politiques industrielles, la Commission en tant que telle n’aura pas intégré le concept et la réalité du dialogue social, alors que c’est une approche qui est reconnue dans les Traités européens.

Un engagement clair de la Commission en ce sens donnerait un important signal politique aux organisations d’employeurs qui, jusqu’à présent, ont refusé de créer des Comités sectoriels, refusant finalement de prendre leurs responsabilités sociales au niveau européen. En ce qui concerne le secteur du tourisme, nous souhaitons avoir un dialogue social pour les agences de voyage et les « tours operators ». Nous relançons un appel auprès de l’ECTAA et de l’ETOA.

Comme annoncé précédemment, le renforcement du dialogue social européen nécessite une implication de toute la Commission sur ce thème. C’est la raison pour laquelle chaque Directeur Général doit nommer une personne responsable pour faciliter et organiser la coopération entres les unités compétentes des DG concernées et les partenaires sociaux.

En matière de mauvaises pratiques d’information et de consultation, comment ne pas mentionner la Conférence organisée en Crête le 5 mai 2003 sur le thème « Tourisme et Transport » ? Cette conférence, à laquelle l’ETF n’a pas été invitée, abordait toutes les questions d’actualité liées au transport et au tourisme avec toutes les parties intéressées européennes sauf nous! On me rétorquera « Oui, c’est pas nous…c’était la Présidence grecque » ou encore « On a invité les organisations que la Commission nous a communiquées ». Bref, les parapluies ne se vendent pas chers pour le moment !

Bien entendu, à tous ces exemples négatifs, je pourrais citer des exem Bien entendu, à tous ces exemples négatifs, je pourrais citer des exemples positifs de consultation des parties intéressées que ce soit dans le secteur du transport, de l’hôtellerie, de l’alimentation ou des services. Par exemple, notre comité « European Tourism Liaison Committee » est bien consulté par la DG Entreprise en ce qui concerne le Tourisme. Maintenant, les résultats, après toutes les consultations et influences de toutes sortes, ne sont pas à la hauteur de nos espérances. Le social est une fois de plus resté au frigo.

Il y a longtemps que nous plaidons pour la création d’un Observatoire de l’emploi, des conditions de travail et de la formation professionnelle dans le secteur du Tourisme, justement pour examiner l’impact des mesures ex post dans le secteur. Voici un outil indispensable et il ne voit pas le jour. Pourquoi ? Pour des raisons techniques de faisabilité ? Tous les juristes nous disent que si on est clair dans ce que l’on veut, on peut toujours trouver une formulation juridique pour contourner l’obstacle. Pourquoi est-ce impossible alors ? Ce type d’outils permettrait de mettre en avant les spécificités sectorielles et de cibler rapidement les besoins et de répondre efficacement aux demandes. Quand nous demandons des mesures visant à créer un cadre permettant de négocier une certaine flexibilité, on nous les refuse. C’est comme s’il y avait une tendance à vouloir absolument nous imposer de la flexibilité non désirée.

De même, nous avons proposé de mettre sur pied un « Forum multiple des parties intéressées » (Multistakeholder Forum) pour aborder de front les questions centrales du Tourisme durable et soutenable. Malheureusement, cette proposition n’a pas encore abouti vu les blocages existants. Mais on va continuer à se battre. Nous savons par expérience que l’Europe ne tombera pas du ciel et qu’il nous faudra beaucoup de patience.

En conclusion , je voudrais mettre en avant la dimension positive de l’évaluation d’impact si celle-ci développe une réelle consultation et participation des acteurs concernés. Si cette évaluation a pour objectif d’intégrer pleinement la dimension sociale dans les politiques à développer, les organisations syndicales contribueront positivement à cet exercice. Si, par contre, elle se révèle être un gadget pour brouiller les pistes sans changer les orientations prises jusqu’à présent, cette méthode n’aura pas tout le soutien escompté. Une question ontologique est donc posée vis-à-vis de cette évaluation afin de dépasser son caractère strictement instrumental qui nous est proposé aujourd’hui.

FORUM EUROPEO DEL TURISMO 2003

DICHIARAZIONE DI VENEZIA


La Presidenza italiana dell’Unione Europea, congiuntamente alla Commissione Europea, ha realizzato il Forum Europeo del Turismo 2003, copresieduto dal Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, e dal Commissario Europeo, Erkki Liikanen.

Il Forum si è tenuto nei giorni del 28 e 29 novembre ad Abano Terme e Venezia, e le tematiche principali, oggetto di trattazione, sono state la fiscalità, la valutazione dell’impatto dei provvedimenti sul settore e la promozione turistica congiunta dell’Europa.

Alla luce delle risultanze emerse e sulla base dei rapporti delle due sessioni di lavoro parallele, nonché al fine di migliorare l’impatto delle politiche dell’Unione Europea in materia di turismo, i partecipanti al Forum convengono quanto segue:


La presente Dichiarazione di Venezia rafforza l’alta valenza dell’inserimento della materia "Turismo" nella futura Costituzione Europea ed è stata predisposta anche sulla base della comunicazione “Basic orientations for the sustainability of European tourism” adottata dalla Commissione il 21 novembre scorso.

La Dichiarazione, approvata dai partecipanti al Forum, sarà trasmessa agli Stati membri dell’Unione Europea e consegnata, in particolare, all’Irlanda affinché prosegua nella positiva azione a favore del comparto turistico nel corso del prossimo semestre di Presidenza. Viene altresì resa pubblica affinché tutti ne abbiano contezza.

Venezia, 29 novembre 2003




Brussels, 17 July 2003


European Commission
Directorate-General Enterprise
ENTR.D.3 – Tourism Unit
SC 27 2/52
B-1049 Brussels



Dear Madam, dear Sir,

Re: Basic orientations for the sustainability of European tourism

Thank you for the invitation to comment on the consultation document “Basic orientations for the sustainability of European tourism”. We disseminated the document in the different Community languages to all European trade union federations representing tourism workers.

Please note that the following comments integrate the points of view of the European Federation of Food, Agriculture and Tourism Trade Unions (EFFAT), representing workers in the hotel, restaurant and catering sectors, and of the European Trade Union Liaison Committee on Tourism (ETLC), the cooperation platform between EFFAT, the European Transport Workers’ Federation (ETF), UNI-Europa and their international federations IUF, ITF and UNI, representing employees in the various tourism sub-sectors.


Chapter II

In general, we agree with the analysis of the main challenges for the sustainability of the European tourism sector as undertaken in this chapter.

Points of disagreement are:

Under “Good public and private governance” (page 6 of the English version) you promote multi-partnership solutions, and subsume trade unions under “other interest groups”. This totally neglects the fact that in most European countries employers’ associations and trade unions, as democratically legitimated representatives of those who through their investments and through their work make tourism viable, cooperate closely and negotiate many framework conditions for the sector.

Instead of mainly encouraging vaguely binding multi-stakeholder initiatives, civil society involvement, etc., the Commission should lay more emphasis on the role of the social partners, in accordance with the EU Treaty which requires that social dialogue be promoted and additional powers given to the social partners.
This negligence is repeated in other parts of the document, and we will comment on it in the respective chapters.

Under “Sustainable supply chain“ (page 8 of the English version) we see a contradiction, when on the one hand the document states that the sector “needs to internalise socio-economic and environmental cost to get its prices right”, and on the other hand it proposes that the sector “requires de-linking economic profit from social and environmental cost”.
We believe that on the long run, tourism can only be sustainable if the sector internalises these costs. Therefore, we also have to get out of the vicious circle of “cheap bargain’ tourism. New approaches must be taken to get the message across to tourists that socially responsible and environmentally sustainable tourism has its price.

We fully agree that the sector’s enterprises should implement the concept of Corporate Social Responsibility (CSR). Actually, EFFAT started discussions with HOTREC on the joint elaboration of a Code of Conduct on CSR for the European hospitality sector.
When encouraging Corporate Social Responsibility, it should be stated clearly that any initiative has to be planned, carried out and assessed jointly by managements and workers’ representatives and trade unions in order to avoid that CSR is used by companies as a mere marketing tool, which unfortunately is the reality in many cases.

In the same paragraph the expression “adequate employment” is much too vague. What we should pursue are good, quality jobs for qualified and motivated staff that provides high-quality tourism services.

Under “Sustainable destination development” the document mentions that “community well-being in tourist destinations” is required as a pattern of sustainable destination development. The document could be more explicit in stating that profits have to be shared in a well-balanced way between the companies in the countries of origin and the tourism destinations.


Chapter III-1

In the introduction of Chapter III the document lists a number of stakeholders that “need to contribute to the realisation of sustainable tourism objectives”: tourists, SME and corporate enterprises, destinations, public administrations, and residents (page 9 of the English version). Tourism workers and trade unions should be added to this list, as they are playing a key role in the implementation of any initiative aimed at making tourism more sustainable.

Trade unions are involved in many of the initiatives you mention under III-1, but they are also actively pursuing sustainability in tourism in their daily work, e.g. in collective bargaining, in networks at various levels, and in projects such as the “Bourse Européenne Emploi Formation du Tourisme (BEEFT): Des Itinéraires pour les Saisonniers du Tourisme” (for details: http://www.audiovisual.org/ocofa/trans/beeft/beeft.htm), or the “Ethos Project: A network for the promotion of social responsibility in hotel and catering companies” (for details: http://www.proyectoethos.org/ ).


Chapter III-2

As a lot of abuse has to be noticed in the tourism sector with regard to the free movement and the posting of workers, we do not agree that there is an interest “to liberalise the tourism sector as fully as possible in the framework of World Trade Organisation-GATS” (see “Global responsibility” on page 11 of the English version). The impact of liberalisation achieved so far on the tourism sector, and in particular on employment and employment conditions, should be assessed before further liberalisation is pursued. A general rule should be: if services are provided in another country, the posted workers should benefit at least from the labour standards and working conditions applicable in the country.

The document states that a substantial reduction of remaining restrictions to trade in this sector should be achieved “without affecting the quality of service, protection of consumers, or public safety”. Here the protection of workers has to be added to the list. In general, the protection of workers’ rights and the respect of labour laws and collective agreements have to be guara The document states that a substantial reduction of remaining restrictions to trade in this sector should be achieved “without affecting the quality of service, protection of consumers, or public safety”. Here the protection of workers has to be added to the list. In general, the protection of workers’ rights and the respect of labour laws and collective agreements have to be guaranteed when services are provided at a cross-border level, they hence have to play a more prominent role in the GATS negotiations.


Chapter IV

First of all, we believe that a genuine consultation paper should be neutral when presenting and asking opinions on several options. So, saying that options A and B “should be ruled out” and option D “could be considered as the right pathway to sustainability of European tourism” (page 14 of the English version) is much too biased.

We are still very much in favour of a genuine Community policy in the field of tourism, and we recently even lobbied for getting tourism taken up in the new European Constitution. But given the fact that this option does obviously not get the necessary support, we agree that we need a more realistic approach.

Nevertheless, the Commission should play a much more active role when reinforcing the existing framework for action. Instead of predominantly listening to the lobbying of the tourism industry, which basically aims at a maximum of deregulation and liberalisation (and here we explicitly exclude trade unions from the “tourism industry”!), the Commission could send a clear signal by encouraging both sides of the industry to find common solutions to existing problems.
Just one example: After the terrorist attacks of 11 September 2001 and the following downturn of tourism, the Commission convened a meeting with the tourism industry and all concerned Commission services, and was mainly faced with demands for support and subsidies by representatives from the industry. The ILO convened an ad hoc meeting of employers’ associations and trade unions aimed at finding common solutions to the impact of the crisis on employment.


Chapter V-1

We generally agree that the “implementation should be based above all on the initiative of directly responsible and specialised stakeholders”. But this only makes sense, if tourism workers and trade unions are included in the “tourism industry” said to have the “prime responsibility” (page 15 of the English version).

We suggest to add an additional hyphen under the third bullet-point “promoting and practising the principles of European governance, through”:
- encouraging both sides of the industry to cooperate and to find joint approaches for the different tourism sub-sectors or beyond

In the text of the forth bullet-point “helping national, regional and local private and public stakeholders to assume their responsibilities …”, we suggest to insert “European” before “national”.


Chapter V-2

For the “development of user-friendly sustainability reporting mechanisms for enterprises, public administrations and funding institutions” (page 16 of the English version), the same considerations have to be taken into account as for CSR: if social criteria are neglected and workers/trade unions are not involved in the planning, implementation and monitoring of such reporting mechanisms, we risk that they could be pure marketing tools.


Chapter V-3

In general, the measures should be more precise and targeted.

Measure 2:
We agree that sustainable entrepreneurship and competitiveness, and sustainable employment and skilled workforce are particular challenges to the tourism sector, but it is not clear what this rather vague and inactive action plan could do.

Measure 3:
Why loose time to conclude an agreement with WTO, just cooperate!

Measure 4:
We do not agree that a “European Multi-Stakeholder Monitoring and Steering Group for Tourism Sustainability” (EMSMSGTS?!) “should be led by the European tourism industry, in cooperation with …”. If such a group was created, the Commission would have to lead its activities. In any case, many questions remain open: How would such a group be composed? How would it be guaranteed that the views and concerns of all interest groups are taken into account? How would decisions be taken?

Measure 5:
Here again, the document leaves the pure consultation on proposals. In the description of Measure 5 the document states “The Commission could launch …”, “This initiative could focus on …” (page 18 of the English version), but then in the second paragraph says “… The Commission is launching …”, “After the current preparatory phase …”.

Regardless whether initiatives have been started or not, it has to be ensured that trade unions are involved in a potential Round Table of stakeholders on seasonality as well as in the Multi-Stakeholder European Targeted Action on sustainable tourism transport.
If the Conference on Transport and Tourism held in Crete in May 2003 is considered as part of the “current preparatory phase”, this was a bad start in this respect, as no organisation representing the interests of transport workers was invited to the meeting.
The numerous examples how trade unions pursue to mitigate negative effects of the seasonal character of European tourism, e.g. through collective bargaining, by participating in projects such as BEEFT (see above Chapter III-1), are worth to be taken up in the proposed round table on seasonality.

Measure 6:
Same remarks as on Chapter V-2.


Chapter V-4

We do not agree with putting trade unions under “Other civil society members” (page 22 of the English version).
Most of the activities the document attributes to trade unions are subject to negotiations between them and employers’ associations and companies. A much more prominent role in the implementation of sustainable tourism in Europe should be given to social dialogue (see also remarks on Chapter IV).


Overall, the position papers on sustainability and tourism submitted by EFFAT and ETLC in October / November 2002 summarise our main concerns and should be taken into consideration (see attached).

With kind regards,


Kerstin HOWALD

EFFAT Tourism Sector Secretary
ETLC Coordinator

c/o EFFAT
Rue Fossé aux Loups 38
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Meeting of the European Trade Union Liaison Committee on Tourism

Brussels, 21 November 2003

Summary minutes


1. Adoption of the agenda
The agenda for the meeting and the minutes of the meeting of 5 May 2003 were adopted.

2. Report on activities
The Coordinator reported about events affecting tourism in the last months:

3. European Tourism Industry Network (ETIN)
According to Bill Richards, the ETIN Coordinator, ETIN was created in 2001 upon request of the European Commission and the European Parliament to the tourism industry to speak with a single voice. Given the variety of interests of the wide range of participating organisations, the industry deemed it impossible to set up a single representative body, and founded a loose network.
ETIN is composed of 54 “participants”, not “members”, information is exchanged via internet, positions are reached on an ad hoc basis, no meetings are held, no records are kept.
ETIN is consulted by the European institutions, and is e.g. involved in the preparation of the European Tourism Forum 2003. Generally, ETIN has a very critical view of the initiatives undertaken by the Commission in the field of tourism.
The farest reaching commitment the ETIN Coordinator could make was that we should stay in dialogue.

Conclusions:

4. European Tourism Forum 2003
Participants discussed the upcoming European Tourism Forum 2003. Although the preparation was dominated by employers’ associations, we got trade union representatives as key speakers at the workshops (on taxation and on business impact assessment) and at the final session.
Participants welcomed the initiative of the CNEL (National Council for Economics and Labour) to organise a meeting of the social partners’ organisations in tourism the day before the Forum, and discussed the “Pr Participants welcomed the initiative of the CNEL (National Council for Economics and Labour) to organise a meeting of the social partners’ organisations in tourism the day before the Forum, and discussed the “Proposal of the social partners to the second European Forum on Tourism” produced by CNEL (see attached). The meeting and the document were seen as good instruments to address those items that were not on the agenda of the Forum, namely social aspects. Unfortunately, the information about the meeting was sent so late that many of the participants could not change their travel arrangements any more.
François Ballestero, ETF, presented the contribution he wanted to make at the workshop on business impact assessment (see attached).
Kerstin Howald reported about the latest information that a “Venice Declaration” was supposed to be adopted at the end of the European Tourism Forum, but that no draft has been seen, yet.

Conclusions:

5. The current situation of tourism in Europe
Participants exposed new trends in national tourism markets.
A general observation was the significant impact of low cost carriers (LCC) on the European tourism market. The LCC market is overheated, companies are benefiting from high state subsidies, cheap use of regional airports, low social standards for their employees and relatively new fleets. Most of the low cost carriers abandoned on board catering, which has an impact on employment in the catering sector. A petition on the low cost model and its social and economic consequences on the aviation sector will soon be presented at the European Parliament.
Many tourism companies relocate parts of their services, e.g. booking or accounting, to Eastern Europe or Asia, so many jobs for e.g. young people and women in call centres get lost.
In some countries, tourism is still growing, but as this is often mainly due to expansion of low cost carrier airlines and last minute holidays, the impact on employment and the quality of jobs is not necessarily positive. As tourists are getting used to the low price level, it will be difficult to reverse this situation in future.
In most countries, trade unions are busy defending the acquired social rights and benefits for tourism workers.
A local community tax for tourists as applied e.g. on the Baleares in Spain, in Oxford, UK, and at the North Sea and in the Alpes in Germany, are seen as a good tool to support sustainable tourism.
As spa tourism is a growing market segment, contact to spa associations should be sought.

Conclusions:

6. Sustainability and Tourism
The Coordinator reported about the state of affairs of the Commission’s activities on sustainable tourism. The Commission Communication “Basic orientations for the sustainability of European tourism” is expected to be published by the end of November 2003. Given the fact that the Commission’s documents on tourism became ever weaker on social aspects, trade unions should not be too optimistic about the results. We will nevertheless continue to give our views and highlight the importance of social issues.

7. Transnational companies in the travel and tourism sector
Participants reported about the latest developments in MyTravel (EWC negotiations started in early autumn 2003, experts from UK and Norway assist the negotiations), Accor and Sodexho (renewal of EWC agreements), Starwood/Sheraton (EWC support for striking workers in Canada), ClubMed (agreement on staff mobility), CWT (insufficient coordination of EWC negotiations).

Conclusions:

8. EU Enlargement and Tourism
Participants reported about activities aiming at including workers’ representatives from transnational travel and tourism companies in the future EU Member States in the existing European Works Councils.

Access to Community funding was difficult in 2003, as the Commission changed requirements to the legal status of potential beneficiaries. With the situation settled, funding will be sought for the ETLC conference on enlargement in 2004.

9. Other business
Richard Rosser will retire in February 2004. All participants thanked Richard Rosser for his excellent work as Chairman of the ETLC and wished him all the best for his future.
The Secretariats will designate the new ETLC Chairman.

Information about the “International Forum on Tourism Statistics” scheduled on 9-11 June 2004 in Stockholm, Sweden was distributed.

The dates for the ETLC meetings 2004 are:
6 May 2004
7 October 2004

The ETLC work programme 2004 will be drafted and adopted at the first meeting 2004.

EUROPEAN TOURISM FORUM 2003

VENICE DECLARATION


The Italian Presidency of the European Union, in cooperation with the European Commission, organized the European Tourism Forum 2003, under the joint chairmanship of the Minister for Productive Activities, Mr. Antonio Marzano, and the European Commissioner, Mr. Erkki Liikanen.

The Forum was held on the 28th and 29th of November in Abano Terme and Venice. The main topics under discussion included taxation, impact assessment of measures concerning the tourism sector and the joint promotion of European tourist destinations.

Considering the outcome of the proceedings and the reports of the two parallel workshops, and with a view to improving the impact of EU policies on tourism, the participants to the Forum agreed on the following points:


The Venice Declaration stresses the significance of including Tourism in the future European Constitution, and has been drawn up on the basis of the communication on “Basic orientations for the sustainability of European tourism”, adopted by the Commission on the 21 st of November.

The present Declaration was approved by the participants to the Forum and will be sent to the Member States of the European Union, in particular to Ireland so that it may continue to promote actions in support of the tourism sector throughout the forthcoming semester of its Presidency. It is also made public so as to guarantee its dissemination.



Venice, 29 November 2003

EUROPEAN TOURISM FORUM 2002

Brussels, 10 December 2002

P ROGRAMME

09.00 – 10.45 OPENING S ESSION

Erkki L IIKANEN, Commissioner (Welcome and introductory speech)
Working together for the future of European tourism

A – T HE CO-OPERATIVE EFFORT.

Helena T ORRES M ARQUES MEP
The future of European tourism

Bendt B ENDTSEN, Danish Minister of Business and Economic Affairs,
President of the Competitiveness Council
Areas where the EU can contribute to strengthening the national tourism efforts

Dr. Ralf C ORSTEN , former Chairman of the HLG "Tourism and Employment"
Four years after the High Level Group report: striking the balance.

B – P ROSPECTS FOR E UROPEAN TOURISM.

Germán P ORRAS , President of the European Travel Commission
The economic perspective and challenge of European tourism: Strengthening the position and image of Europe as a diverse and attractive set of destinations.

Francesco F RANGIALLI , Secretary-General of the World Tourism Organisation
Destination Europe in the global tourism context.

G ENERAL D ISCUSSION

10.45 – 11.15 Coffee break

11.15 – 13.00 A GENDA 21 – S USTAINABILITY.

Moderator: Peter O’D ONNELL , Editor EUROPEAN TRAVEL POLICY

Introduction: Pedro O RTúN , European Commission, Director for Services,
Commerce, Tourism, e-Business & IDA
Preparing an Agenda 21 for European Tourism

Panellists: (about 5 minutes each):

Jean-Marc E SPALIOUX , Chairman of the Management Board A CCOR
Margarita Ná
JERA A RANZABAL , Mayor-President of Calvià, Majorca
Gennaro P
ANNOZZO , European Federation of Food, Agriculture and Tourism Trade
Unions EFFAT, Ente Bilaterale Nazionale Turismo
Manfred P
ILS , Secretary-General of Friends of Nature International
Prof. Dr. Klaus Tö
PFER , Executive Director of the United Nations Environment
Programme UNEP

D ISCUSSION, QUESTIONS, ANSWERS AND CONCLUSIONS

13.00 – 14.30 Buffet Lunch

14.30 – 16.15 B USINESS IMPACT ASSESSMENT

Moderator: Luciano C AVERI MEP, Chairman of the committee on Regional Policy,
Transport and Tourism

Introduction: Jean-Paul M INGASSON , European Commission, Director-General
Enterprise Directorate-General
Impact assessment for better Governance: an integrated approach to policy measures affecting tourism

Panellists: (about 5 minutes each):

David B ABAI , President of ETOA – European Tour Operators Association
Martin B
RACKENBURY , Chairman of the World Tourism Organisation Business Council
Walter K
ROMBACH , Chairman ECTAA – Group of national travel agents’ and tour
operators’ associations within the EU
Henri M
ALOSSE, Member of the European Economic and Social Committee,
Director of European and International Affairs of the Assembly of French
Chambers of Commerce and Industry
Niels N
YGAARD ., President of HOTREC – Confederation of the National Associations
of Hotels, Restaurants and Similar Establishments in the EU and EEA

D ISCUSSION, QUESTIONS, ANSWERS AND CONCLUSIONS

16.15 – 17.00 Concluding session: The way ahead

James PROVAN MEP, Vice-President of the European Parliament and Chairman of
the Cross-party for Tourism (Introductory remarks and moderation)

Speakers (about 7 minutes each):

N.N., a high representative of the Committee of theRegions

Bill R ICHARDS , Co-ordinator of the European Tourism Industry Network ETIN

Richard R OSSER , Chairman of the European Trade Union Liaison Committee on
Tourism ETLC

Apostolos-Athanassios T SOHATZOPOULOS , Greek Minister of Development

Erkki L IIKANEN, Commissioner

ETLC Documento su: "La sostenibilità nella filiera turistica"

Luxembourg, 21 ottobre 2002

Bozza

Premessa
Il Turismo, nato come attività di lusso è diventato fenomeno di massa; e negli ultimi anni, in Europa e nel mondo, è stato uno dei settori economici a maggiore tasso di sviluppo.

Il WTO (World Tourism Organization) valuta in 693 milioni gli arrivi, e con una stima prudente, nonostante i tragici avvenimenti seguiti all’11 settembre 2001, calcola in 1 miliardo gli arrivi nell’anno 2020.

Il Turismo è una filiera economica e sociale complessa; oltre a quanto legato all’organizzazione del viaggio, all’accoglienza, alla ristorazione e alle attrezzature dedicate ai turisti – quali ad es. gli stabilimenti balneari e le stazioni sciistiche-; ne fanno parte direttamente i trasporti, il commercio, ma anche: i musei, i parchi, gli eventi culturali, la musica … ; ed indirettamente tutte quelle attività che producono beni e servizi destinati al turismo.

Nel Terzo mondo il turismo è la seconda risorsa dopo il petrolio, con una differenza: che il petrolio è diviso malamente, il turismo potrebbe essere presente un po’ ovunque.

Specialmente nel Terzo Mondo la filiera del turismo è allargata a tutte piccole attività, crea molta occupazione giovane, femminile, autoctona. Il Turismo è una risorsa immediatamente "esportabile", spesso é libera dalle barriere imposte da chi domina il commercio internazionale; e nella gran parte dei paesi del Terzo mondo divenuti mete turistiche, una importante quota delle entrate del turismo va direttamente alle popolazione locali.

I Paesi dell’Unione Europea rappresentano complessivamente la prima destinazione turistica mondiale (in-coming) e sono un importantissimo bacino di turismo out-going. In appoggio al programma dell’OMT "Il turismo per alleviare la povertà" il sindacato ritiene che la sostenibilità dello sviluppo del turismo, europeo e mondiale, passi, oltre che per una spalmatura delle presenze turistiche sul lasso di tempo più lungo possibile durante l’anno abbassando le punte stagionali che congestionano mete, servizi, infrastrutture; anche attraverso una diversa e più equilibrata distribuzione degli arrivi turistici, con particolare riferimento alla quota di incremento prevista; ciò in coerenza con l’impostazione europea sancita nel 1977 a Stoccolma, ribadita a Rio nel 1992 e dai 190 Paesi riuniti a Johannesburg nel 2002, che lo sviluppo sostenibile va individuato nella continua ricerca di un corretto equilibrio tra dimensione sociale, dimensione economica e dimensione ambientale dello sviluppo. Valori che nel turismo, proprio per la sua dipendenza dalla pace e dalla sicurezza, dalla capacità di carico delle destinazioni, dalla qualità dell’ambiente, dalla diversità culturale e di usanze, dalla qualità del lavoro e quindi dalla qalità del servizio che viene offerto, assumono una importanza ancora maggiore.

La dimensione sostenibile dello sviluppo turistico va quindi valutata in base a quanta parte del reddito prodotto dal turismo stesso rimane nel luogo di destinazione; e come lo stesso viene ripartito all’interno della comunità locale.

La dimensione sociale dello sviluppo sostenibile nella filiera del turismo

Lo sviluppo sostenibile della filiera turistica europea e mondiale può essere garantito solamente quando – unitamente agli aspetti economici e di protezione dell’ambiente e delle diversità culturali – verrà resa prioritaria la creazione di lavoro sostenibile nel settore.

La qualità del servizio, che nella filiera turistica dipende in larga misura dai livelli di formazione degli addetti e dalla loro motivazione, oggi è a rischio perché le condizioni di lavoro nel settore sembrano sempre meno attraenti.

Nello stesso settore dei Trasporti, le liberalizzazioni in atto, gli errori gestionali delle grandi compagnie aeree e delle società di gestione dei grandi aeroporti, la scarsa programmazione, il mancato coordinamento delle risorse e delle attività che ha provocato una enorme maggiorazione dei costi … anziché essere affrontati in maniera strutturale, sono stati scaricati su: riduzione delle manutenzioni, minore sicurezza, aumento dei rischi per la salute dei lavoratori e dei viaggiatori, diminuzione del costo del lavoro e della professionalità degli addetti, compressione ulteriore delle condizioni imposte alla catena dei fornitori locali, specie dei paesi del Sud del mondo, moltiplicazione delle compagnie a "basso costo" , ecc. con conseguente ulteriore peggioramento delle condizioni di sicurezza e di qualità del lavoro per gli addetti.
Aspetti che nel settore aereo sono solamente più evidenti, ma sempre più presenti anche nei trasporti di terra, sia urbani che extraurbani, ed in quelli marittimi.

Nel turismo, per esempio:
-i salari sono mediamente più bassi rispetto agli altri settori di almeno il 20 %
-é impressionante la presenza di "lavoro nero" e di ‘lavoro povero’, specie nell’industria dell’ospitalità

Nella filiera turistica:
-vi è un’alta percentuale di lavoro precario (stagionale o semplicemente a termine), magari accoppiato con orari di lavoro disagiati – spesso si lavora la notte e nei giorni di festa – che tolgono la possibilità di una normale vita sociale;
-sono scarse le possibilità di carriera;
-in particolare nel settore dell’ospitalità è sempre più difficile trovare personale qualificato ed é ancora più difficile riuscire a mantenere tale personale nel settore.

I principali obiettivi per un turismo che in Europa sia socialmente sostenibile sono :

-un lavoro di qualità
-una retribuzione equa e rapportata alla qualità della prestazione
-condizioni di lavoro accettabili e non inferiori a quelle degli altri settori
-uguali opportunità
-possibilità di formazione professionale e di carriera
-libertà di associazione, riconoscimento delle organizzazioni sindacali e dei contratti collettivi

In questo contesto:
-il settore del Turismo va sempre più inteso nel suo ambito di filiera produttiva (avvicinando i diversi produttori all’utente finale) e di sistema turistico locale che eroga beni e servizi in maniera integrata
-va rivendicato un maggiore ruolo dei poteri pubblici, a partire dall’Unione Europea e dai poteri nazionali e regionali, a partire dall’applicazione rapida e generalizzata di Agenda 21
-il dialogo sociale va promosso in ogni ambito della filiera, vanno sviluppati più ampi rapporti negoziali che, coinvolgendo la filiera, superino per i loro effetti i confini dell’Unione Europea avendo conseguenze positive anche nelle destinazioni turistiche, specie quelle del terzo mondo, avendo quale obiettivo, oltre al rispetto delle Convenzioni e delle Raccomandazioni dell’ILO, il riconoscimento di diritti umani fondamentali quali: la non discriminazione, la clausola sociale, la libertà di associazione e di contrattazione collettiva
-va promossa la rendicontazione e la responsabilità sociale delle imprese, a partire da quelle multinazionali, vanno create reti di controllo internazionali delle quali il sindacato – anche unitamente ad ONG impegnate nella difesa dei diritti umani, del turismo consapevole e responsabile, dei consumatori – svolga la funzione di coordinamento
-vanno incentivate le forme di certificazione di qualità che favoriscono la partecipazione collettiva dei lavoratori alla definizione e alla gestione dei sistemi di controllo, privilegiando le forme di certificazione che, oltre agli indicatori utili al controllo del prodotto e del processo, prevedano indici di tutela ambientale e sociale.

Concentrazioni nel mercato del turismo europeo

Lo sviluppo sostenibile di turismo europeo è minacciato anche dal veloce avanzamento del processo di concentrazione da parte di poche imprese multinazionali, organizzate e integrate sia in senso orizzontale che verticale. Tali imprese gestiscono l’intero processo, dalla programmazione, alla vendita del viaggio, al trasporto, alla sistemazione alberghiera … sfruttando la loro posizione dominante per abbattere i prezzi, spostare e "inventare" destinazioni, con le prevedibili conseguenze sui fornitori e sulle comunità locali di destinazione dei flussi turistici. La conseguenza immediata di questa politica si è trasformata in una caduta dei prezzi.

Nel turismo, settore labour-intensive, questo ribasso dei prezzi ha avuto un impatto drammatico sulle condizioni di lavoro, mettendo spesso in discussione l’autonomia della contrattazione collettiva.

Il turismo sostenibile, che oltre ad essere economicamente praticabile, è anche ambientalmente compatibile e socialmente responsabile, non può avere scappatoie legate al semplice minor costo; e su questi principi vanno misurati gli atteggiamenti delle imprese, specie quelle multinazionali, a partire dai Tour Operators ai quali si chiede di aumentare i processi, in atto da parte di ancora poche imprese, di "rendicontazione" e "responsabilità sociale" arrivando anche a ulteriori momenti di negoziazione con i sindacati dei lavoratori.

La responsabilità sociale delle imprese

Le imprese possono contribuire allo sviluppo sostenibile solo quando i sistemi di corretta gestione ambientale e le corrette prassi sociali sono parte integrante dei loro obiettivi di gestione e c’è un pieno e corretto coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

In questo quadro vanno praticate le certificazioni, le rendicontazioni e gli impegni di responsabilità sociale quali ad es. EMAS, ISO (International Organization for Standardization); GRI (Global Reporting Iniziative) ed il conseguente Tour Operators Iniziative Project; The OECD Guidelines on Multinationals, ecc.

Le responsabilità dell’Unione Europea per un turismo socialmente sostenibile

L’Europa ha una responsabilità globale in materia di sviluppo sostenibile del turismo, sia perché è il principale mercato turistico mondiale, sia perché è la sede di molte delle multinazionali del settore; anche se occorre rilevare che l’Unione Europea continua a negare alla filiera turistica il rango di settore cui destinare linee di finanziamento.

Le sovvenzioni pubbliche a progetti di imprese anche della filiera turistica vanno concesse solo ad iniziative che fanno esplicito riferimento al rispetto della clausola sociale, che si impegnano a sviluppare forme di occupazione qualificata, ad applicare la contrattazione collettiva e ad operare privilegiando la partecipazione dei lavoratori e delle loro libere rappresentanze sindacali.

In particolare vanno evitate iniziative della Commissione tese a distorcere il mercato turistico e la competizione fra le diverse Regioni in una logica di peggioramento delle condizioni di lavoro; privilegiando invece quelle iniziative che spostano la competizione sulla qualità del servizio; essendo la filiera turistica "labour intensive" ciò si tradurrebbe anche nel miglioramento della qualità professionale e di lavoro degli addetti.

Come, prima di ogni eventuale provvedimento di liberalizzazione del mercato che interesserebbe la filiera del turismo che la Commissione intendesse sostenere (per esempio nel contesto delle negoziazioni del GATS) andrà svolta un’analisi approfondita degli effetti che l’eventuale liberalizzazione avrebbe sull’intera filiera turistica, ed in particolare sulle condizioni di lavoro.

Quali iniziative sindacali

Lo sviluppo sostenibile non può essere realizzato senza il coinvolgimento dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali sia nel quadro del dialogo sociale settoriale, sia al livello di singola impresa, che sul piano della negoziazione di accordi collettivi sia nazionali che territoriali..
In particolare con le società multinazionali della filiera turistica, a partire da quelle europee, vanno sviluppate negoziazioni sullo sviluppo sostenibile anche prevedendo che tali negoziati potranno produrre risultati positivi anche oltre i confini dell’Unione Europea, in particolare verso le popolazioni delle località destinatarie dei flussi turistici out-going, che sempre più spesso si trovano in paesi del Sud del mondo.

All’interno delle organizzazioni sindacali transnazionali, e fra le organizzazioni sindacali dei diversi paesi, anche con il coinvolgimento delle Organizzazioni non Governative impegnate nella difesa dei diritti umani, del turismo consapevole e responsabile, delle Associazioni dei consumatori vanno sviluppate e gestite reti di controllo sulla rendicontazione e responsabilità sociale delle imprese.

Lo sviluppo sostenibile dovrà essere oggetto di informazione e confronto all’interno dei Comitati Aziendali Europei.

S:\NEW EFFAT STRUCTURE\Sectors\Tourism\ETLC\Speeches,Declas\ETLC declaration on sustainability and tourism IT.doc

Meeting of the European Trade Union Liaison Committee on Tourism

Luxembourg, 21 October 2002

10.00 a.m. – 5.00 p.m.

Draft Agenda

Kerstin Howald, Coordinator

Recent developments with regard to the setting up of European Works Councils

e.g. Thomas Cook, MyTravel, LSG Sky Chefs

Report on the findings of a Danish study

Aage Jensen, RBF

Proposal for a follow up of the study

European spatial managementThe European Spatial Development Perspective (ESDP)See Final Conclusions issued by the German Presidency at the close of the Informal Council of EU Ministers responsible for Spatial Planning held in Potsdam on 10-11 May 1999 http://europa.eu.int/comm/regional_policy/sources/docoffic/official/reports/pdf/concl_en.pdf and http://europa.eu.int/comm/regional_policy/sources/docoffic/official/reports/som_en.htm aims at achieving a balanced and sustainable development of the European territory. It is a policy framework for the sector policies of the Community and the Member States that have spatial impacts, as well as for regional and local authorities, and also a reference for action for territorial development regarding tourism. The proposed preparation of a manual on integrated strategies for the development of coastal regions is an example of practical action.

Sustainable entrepreneurship, business practice and employment·Enterprise policy

Strong information and management tools for promoting environmentally friendly production and consumption patternsThe conception phase is crucial for environmentally friendly production. In this context, in addition to emerging new forms of Governance, the Environmental Assessment is an instrument well established for about twenty yearshttp://europa.eu.int/comm/environment/eia/home.htm . Community legislation requires an Environmental Impact Assessment for certain tourism and leisure installation projects and for plans and programmes which set the framework for their development consent Item 12. of Annex II of Council Directive 85/337/EEC of 27 June 1985 on the assessment of the effects of certain public and private projects on the environment, consolidated version http://europa.eu.int/comm/environment/eia/full-legal-text/9711_consolidated.pdf Article 3 of Council Directive 2001/42/EC of 27 June 2001 on the assessment of the effects of certain plans and programmes on the environment, OJ L197 of 21.7.2001, p. 30. Wider application of these instruments largely beyond the legal requirements and outside the European Union can strongly contribute to improving tourism sustainability.

Sustainable transport and energy·Common transport policy

Wise use and management of natural resources and of heritage: protected areas and natural and cultural heritageA healthy natural and cultural environment, and tourism, are strongly inter-linked. The direct and indirect pressures, threats, disturbances and pollution caused by tourism development and activities can be very important and may have a large impact on bio-diversity and heritage. But, if properly managed, tourism provides extra resources and employment to local communities, which give them additional motivation and means to conserve and protect nature, cultural values and heritage. The Commission publication on "Using natural and cultural heritage for the development of sustainable tourism in non-traditional tourist destinations"http://europa.eu.int/comm/enterprise/services/tourism/studies/study_sustainability.htm contributes to guidance in this field.

Financial support for sustainable tourism developmentSee also more generally the “Internet Guide: EU support for tourism enterprises and destinations’: http://europa.eu.int/comm/enterprise/services/tourism/policy-areas/eu_schemes.htm: the funds in favour of economic and social cohesionAlthough primarily supporting cross-sector objectives of economic and social cohesion, the Structural Funds http://europa.eu.int/comm/regional_policy/sources/docoffic/official/regulation/regul_en.htmand http://europa.eu.int/comm/regional_policy/funds/prord/sf_en.htm provide good possibilities for tourism-related measures. In regions whose development is lagging behind or facing structural difficulties, they can play a significant role for funding measures aiming at tourism development. The Commission publication on “Making the best use of the Structural Funds in the sector of Commerce and Tourism”, which is currently in preparation, is expected to further promote this role. The Phare programme http://europa.eu.int/comm/enlargement/pas/phare/

Implementing new technologiesThe Commission Communication The impact of the e-economy on European enterprises: economic analysis and policy implicationsCOM(2001) 711 of 29.11.2001 reviews the state-of-play in this field. It highlights the next steps to be taken to ensure that European enterprises can take maximal benefit from e-economy, including those of the tourism sector, for which the potential impact of ICTs is high. These steps encompass notably the fostering of a culture of entrepreneurship and innovation, enhancing ICT skills levels to participate effectively in the e-Economy, raising the ability of European enterprises to compete in a modern global economy, and further improving the functioning of the internal market.

Observation and measurementSound knowledge and economic assessments, reliable and up-to-date data and information, and the use of indicators will underpin the drawing-up, implementation and evaluation of a policy promoting environmentally friendly production and consumption patterns and, more generally, sustainable tourism. They allow companies to integrate sustainability considerations into their business strategy and, more specifically, to assess the environmental impacts of their operations, evaluate the costs and benefits of environmental action, measure progress towards better sustainability performance, eco-efficiency and benchmarking. Likewise, they are important for tourist destinations.