Category Archives: EFFAT

Al Comitato Esecutivo di EFFAT del 5 e 6 dicembre si sono discussi i seguenti argomenti:
-gli impatti sociali della crisi
-le iniziative dell’EFFAT per contrastare il lavoro precario
-le ulteriori iniziative prioritarie di EFFAT, all’interno di questo Panel é stato presentato dalla Filcams il Progetto Safe Host: http://www.safehostfilcams.org/
-è stato definito il percorso per il Congresso EFFAT che si terrà nel 2014 e il piano di attività del prossimo anno

Il 6 giugno 2013 a Bruxelles, si é riunito il Comitato del settore Turismo di EFFAT; per l’Italia hanno partecipato Gabriele Guglielmi e Stefania Radici della Filcams, nonché Emilio Fargnoli della Uiltucs che ne é il Presidente; oltre a preparare il meeting di Dialogo Sociale del giorno successivo, il Comitato ha dibattuto in merito alla discussione in atto per riformare le procedure degli appalti di servizio, dell’andamento dei progetti in itinere quali: Passaporto delle qualifiche, Osservatorio virtuale sul turismo, ed é stato anche illustrato il progetto Safe Host http://safehost.filcams.it/ che potrebbe essere presentato anche nel corso dei lavoro del prossimo Forum Europeo del Turismo organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con il Paese Presidente di turno del secondo semestre 2013: la Lituania.
Sono stati esaminati anche alcuni casi aziendali di dimensione europea quali la ri-negoziazione dell’accordo CAE di Compass, e lo spin-off del settore retail di Autogrill, nonché la possibilità di organizzare una riunione sindacale europea su McDonald’s.
Sono infine state aggiornate le date delle iniziative in programma nei prossimi mesi, si veda l’allegato piano di lavoro.

Comitato Esecutivo EFFAT – Bruxelles 3 giugno 2013

Inizialmente previsto su due giornate per poi limitarsi al solo 3 giugno, a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, si è tenuta la riunione del Comitato Esecutivo di EFFAT. Oltre 50 i partecipanti da tutti i Paesi europei, 7 dall’Italia; per la Filcams ha partecipato Gabriele Guglielmi.
Dalla relazione di Harald Wiedenhofer, Segretario Generale, e dal dibattito che ne è seguito sono emersi i seguenti punti.
Gli economisti hanno fallito l’analisi della crisi economica e di conseguenza hanno sbagliato le proposte per uscirne e, con loro, le istituzioni politiche e finanziarie mondiali europee e nazionali; l’obiettivo per uscire dalla crisi deve essere finalizzato alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro specie per i giovani.
Le raccomandazioni pubblicate il 29 maggio sono ancora di stampo neo-liberiste e contestiamo le ingerenze del Consiglio dei Ministri nelle politiche contrattuali e salariali nazionali. Per quanto riguarda l’Italia il cartellino rosso relativo alle politiche per l’impiego e lo stato sociale riguardano pressoché tutti gli aspetti.
L’Europa necessita di investimenti e EFFAT ha chiesto che sia la CES a formulare proposte concrete.
Si sono prese in esame le Direttive: distacchi e appalti pubblici; i dialoghi stanno giungendo a termine; continuiamo ad insistere affinché il prezzo non sia la sola discriminante ma i bandi dovranno sancire il rispetto dei diritti dei lavoratori. Grande adesione alla giornata di lotta quando 11 mense su 12 dei palazzi europei sono rimaste chiuse. A breve verrà pubblicato l’aggiornamento della posizione della CES; su entrambe le Direttive va accentuata la pressione sui parlamentari nazionali.
Era prevista la presenza del Presidente del Comitato per la revisione delle politiche agricole europee: On. Paolo Di Castro che non ha potuto partecipare.
Relativamente al settore turistico Kerstin Howald, nel confermare le prossime riunioni del board e del dialogo sociale ha illustrato i progressi del passaporto delle qualifiche e della novità dell’interessamento del portale EURES; ha inoltre parlato del progetto a Capofila Filcams Safe Host

ed ha invitato tutti gli affiliati a collaborare col progetto che verrà illustrato al prossimo Comitato esecutivo di dicembre.
E’ stato infine ribadito che il prossimo Congresso di EFFAT calendarizzato per ottobre 2014 si terrà a Roma.

EFFAT Project “Changing ownership patterns in transnational hotel and restaurant chains and their impact on workers’ information and consutation rights”

In questi 2 giorni si è tenuto il convegno sul progetto che EFFAT sta sviluppando per valutare l’impatto sui lavoratori delle multinazionali, sia alberghiere che di ristorazione, conseguente ai vari tipi di gestione delle singole strutture e ai cambiamenti che stanno avvenendo in questo campo. Infatti in questi anni stiamo assistendo alla trasformazione di molte catene multinazionali (soprattutto alberghiere) in aziende estremamente leggere, ovvero si stanno liberando sia dei beni immobiliari, vendendo gli edifici di proprietà sedi degli hotels, sia di parte dei servizi offerti, esternalizzando soprattutto il pulimento ma non solo. Questo permette alle multinazionali di avere profitti più alti e più rapidamente. A questo proposito va ricordato come le catene alberghiere siano state tra le prime aziende ad internazionalizzarsi e ad offrire esempi di modelli di gestione complessi quali il leasing, il franchising e gli altri contratti differenti.
Questa cessione di asset non avviene solo in multinazionali in difficoltà economica che devono recuperare costi e liquidità, ma anche in quelle “floride”, che si sono espanse comunque grazie a finanziamenti di azionisti e banche, i quali, soprattutto in questo momento di crisi finanziaria, hanno necessità o gradiscono, dividendi più alti.
Qual è la ricaduta di questo processo e dei vari contratti di gestione o affiliazione sui lavoratori? Quali cambiamenti subiscono i lavoratori di strutture che cambiano marchio? Si parla di hotel virtuali per quegli hotel che espongono un brand ma all’interno lavorano persone dipendenti di più società di outsourcing. A questo punto sorge la domanda: chi ha le chiavi dell’albergo? Ovvero chi ha il vero potere decisionale sull’organizzazione del lavoro? Chi ha il dovere fondamentale di informare e consultare i lavoratori, come da Direttiva Europea 2002/14? Spesso la risposta è assai confusa e per illustrarci la questione sono intervenuti alcuni esperti che hanno tenuto le seguenti sessioni:

    ·PROF.SSA Angela Roper, modelli di affari delle catene alberghiere multinazionali in Europa , ha illustrato le varie tipologie contrattuali di gestione usate dalle principali catene alberghiere multinazionali in Europa, e quali sono i motivi delle scelte che le aziende stanno operando in questo campo. Questo intervento è stato molto utile per aiutarci a visualizzare quale direzione stanno prendendo le multinazionali e di fronte a quali problemi ci si troverà sempre più ad operare;
    ·Mappatura delle catene alberghiere multinazionali in Europa, tenuto sempre dalla prof.ssa Roper, ci ha dato un quadro di riferimento sulle cifre della presenza delle multinazionali alberghiere in Europa e dei vari marchi che li appartengono.
    ·Dr. Ricardo Rodriguez, Mappa degli effetti e della rappresentanza dei lavoratori nelle catene alberghiere tansnazionali in Europa, nel progetto dell’Effat il dr Rodriguez si occupa della realizzazione di un database sulle multinazionali alberghiere e sulla rappresentanza presente al loro interno a tutti i livelli nei 27 Paesi EU, nei Paesi dell’area europea più Turchia e Croazia. Per questo mastodontico progetto è stato richiesto un grande impegno alle OOSS per il recupero dei dati sia del numero dei lavoratori sia del tipo di rappresentanza presente e dove. Risulta subito evidente come sia difficile recuperare i dati, anche solo occupazionali, in molte compagnie che operano solo con franchising o simili.
    ·PROF. Philip Dorssemont, Proprietà/strutture giuridiche VS i diritti dei lavoratori a l’informazione e alla consultazione. In questa sessione il professore ci ha illustrato i problemi giuridici dell’applicazione della direttiva europea 2002/14 nelle aziende dove applicano contratti di gestione che rendono difficoltoso capire chi ha il dovere di informazione e consultazione. La direttiva impone l’informazione in temi di aspetto economico e la consultazione in temi di aspetto sociale. Ci ha anche illustrato alcuni casi in dibattuti davanti alla Corte di Giustizia Europea sulla responsabilità dell’applicazione dei suddetti diritti dei lavoratori.

Durante queste sessioni è stato fondamentale e molto importante l’apporto dei partecipanti alla discussione, ciascuno dei quali ha dato il suo punto di vista dalla prospettiva della propria esperienza.

La giornata del 9 è iniziata con la presentazione del marchio Fair Hotels, progetto realizzato dai sindacati irlandesi nel loro Paese. L’iniziativa nasce dall’esigenza delle unions di rientrare negli hotels dopo che la parte padronale, negli anni ’90 in piena espansione liberista, aveva smantellato la forte presenza sindacale nei grandi hotels irlandesi arrivando a chiudere molte strutture per riaprirle qualche mese dopo con personale diverso o non sindacalizzato. Questa politica aggressiva appoggiata dal governo conservatore, unita al fatto che in Irlanda non vi è obbligo di contrattazione collettiva (esiste la tariffa minima salariale e spesso viene applicata quella) e i sindacati non hanno personalità giuridica, ha obbligato le unions a cercare strade alternative per far recuperare densità sindacale sui posti di lavoro e strumenti per le contrattazioni. Nasce così la proposta di questo marchio che attraverso un percorso di verifiche, certifica che vi è rappresentanza dei lavoratori all’interno del singolo hotel e che vi si applica un contratto collettivo (siglato e valido per singole unità operative). Quale è il vantaggio per le aziende? Attraverso una politica di sconti ad hoc rivolta agli iscritti ai sindacati nazionali (e non solo!) si assicurano la leadership su un mercato che solo sul suolo nazionale conta 800.000 persone, in più i sindacati scelgono questi hotels per i loro numerosi meetings e congressi.
Fair hotels è un progetto assai interessante, soprattutto per quei Paesi dove i diritti di rappresentanza e consultazione dei lavoratori non sono garantiti dal legislatore o da una prassi consolidata. In Paesi come il nostro potrebbe essere interessante sviluppare altri criteri per creare una certificazione simile, anche se bisognerebbe rendere le verifiche estremamente precise e continue.
La discussione è proseguita con la relazione delle attività svolte dall’Effat e con la presentazione e progetti futuri. Tra questi risalta il progetto SAFE HOST sviluppato dal dipartimento attività internazionali della Filcams per combattere l’orrendo fenomeno dello sfruttamento sessuale minorile nel turismo, attraverso un percorso di iniziative che coinvolgono anche i principali tour operators europei e che potrebbero portare alla stesura di un codice etico per la filiera del turismo, anche quale nuova base di discussione nell’ambito del Dialogo Sociale Europeo.
L’esperienza di questi due giorni è stata assolutamente positiva, il condividere le problematiche dei sindacati nei vari Paesi europei per cercare soluzioni comuni, l’aiuto di validi esperti per studiare e comprendere quale strada le aziende multinazionali del settore stiano percorrendo o, ancora meglio, per percorrere, ci offre strumenti essenziali che dobbiamo fare nostri per poterci organizzare meglio e affrontare così il confronto con le stesse imprese.

A cura di Nicola Poli

Brussels 26 September 2012
EFFAT Management Committee

Sintesi dei principali argomenti trattati e di interesse della Filcams

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dei sindacati affiliati dei seguenti paesi: Beòlgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Svezia; per l’Italia Ermanno Bonaldo FAI-CISL e Gabriele Guglielmi Filcams CGIL; per la Segreteria di Effat erano presenti: Harald Wiedenhofer (Segretario Generale), Kerstin Howald (Seg, Settore Turismo), Daria Cibrario (Seg. Agro-industria); Simon Cox Responsabile CAE; erano presenti anche Sylvie De Bruycker, Emilia Bianchi (Stagista italiana proveniente da FAI-CISL) e Dominique Mitchell che è la nuova responsabile EFFAT per la comunicazione.
Dominique si sta occupando anche del sito di EFFAT ed ha illustrato il sito sul lavoro precario

http://www.precarious-work.eu/

Eventuali commenti e richieste di pubblicazione vanno inviate a: effat@effat.org
all’attenzione di Dominique Mitchell

Con il coordinamento di Therese Guovelin, Presidente della riunione, I Segretari hanno presentato le relazioni.

KH:
Il negoziato sulla Direttiva Orario di lavoro sta continuando con enormi difficoltà; c’è un attacco concentrico ai diritti; è alto il rischio di una forte regressione dei diritti; vanno continuati e rafforzati i rapporti con i Parlamentari nazionale presenti nel Parlamento Europeo.

DC:
Direttiva Distacco: CES voleva revisione vecchia Direttiva, in vece su sta andando verso un nuova Direttiva che si aggiungerà alla precedente; la precedente Presidenza dell’Unione, Danese, ha accelerato discussione; esistono ancora posizioni lontane in merito all’aspetto sanzionatorio; il Consiglio è in stan-by, ma resta in attesa di una espressione del consensuale del Parlamento che a breve inizierà la discussione degli emendamenti. Sembrano esserci aperture sul principio del Paese ospitante in caso che sia più favorevole al lavoratore. Ci si sta orientando al superamento del contratto individuale informale con la formalizzazione del contratto scritto, ovviamente nella lingua del lavoratore. Esiste una Federazione Europea degli Ispettori del Lavoro, con i quali la CES è in contatto, che si sta attivando in particolare sugli aspetti relativi all’effettiva derogabilità delle sanzioni. Va aumentata la pressione sui Parlamentari Europei.

KH:
Appalti pubblici: come mantenere gli standard sociali così faticosamente ottenuti. Dal Dicembre 2011 sta circolando una proposta, entro luglio sono stati presentati ben 1.500 emendamenti. EFFAT ha espresso posizione comune con UNI ( e anche con ONG) sull’offerta economicamente più vantaggiosa, quindi valutazione dell’intera offerta; come si chiede che vadano escluse in partenza le offerte eccessivamente basse. Si stanno sviluppando positive relazioni anche con le Associazioni Datoriali, a partire da quelle del Catering.
La votazione avverrà nel 2013 e le relazioni con i Parlamentari vanno attivate da subito e continuate.

HW:
Direttiva Lavoratori stagionali; fatti progressi, vanno individuati soggetti a chi gli standard minimi andranno applicati; relatori parlamentari, essendo procedura di co-decisione, sono in contatto con la Commissione; l’approvazione è prevista entro metà 2013. La Commissione ha ritirato sua proposta, contestata da Sindacato e da alcuni Governi, in merito alla limitazione del diritto di sciopero; aspetto questo che è però ancora senza definizione giuridica in numerosi Paesi.

DC
Interessante la discussione sul Codice di Condotta nella catena alimentare; una autoregolamentazione volontaria di linee guida controllate e sorvegliate dall’Unione Europea. Si prevederà una sperimentazione di un paio di anni; nel caso non funzionasse la Commissione sarebbe orientata a dotarsi di un Regolamento (più rapido ed immediatamente applicabile rispetto a una Direttiva). Nella piattaforma B2B sono presenti numerose associazioni datoriali europee fra le quali anche Euro-commerce ed Euro Coop. Sindacato non è coinvolto in prima istanza ma esercita un controllo esterno in diretto rapporto con la Commissione.

Oltre alla discussione sulle tassazioni su prodotti Alimentari che sta in maniera indiscriminata danneggiando vari settori produttivi e della distribuzione; il problema evidenziato è che generalmente il tema viene affrontato dai Governi più che in funzione di tutela della salute quale ulteriore possibilità di nuove entrate.

KH:
Convenzione sul lavoro domestico: i seguenti Paesi hanno ratificato sono: Uruguay, Filippine, Mauritius; serve una maggiore pressione anche in Europa e l’obiettivo è che siano almeno 12 i Paesi che nel 2012 ratificheranno la Cionvenzione. Il 27 e 28 novembre a Torino ci sarà la Conferenza conclusiva del progetto.

HW:
Il 20 settembre c’è stata la prima riunione di EFFAT giovani (per la Filcams c’era Stefania Radici) con l’obiettivo di trovare le forme di sindacalizzazione dei giovani e la proposta strategica che ogni giovani o trova lavoro entro 4 mesi dal diploma o avrà la possibilità partecipare a corsi di formazione aggiuntiva.

Vengono ribaditi gli impegni progettuali nei confronti dell’area MeNA in particolare in Tunisia; abbiamo ribadito l’impegno reciproco, anche della Filcams, chiedendo una cabina di regia sindacale che consenta di sviluppare iniziative coordinate avendo particolare attenzione alla parità di genere anche nei nostri settori.

Tutte i punti in discussione verranno portati al Comitato Esecutivo del 21 2 22 novembre prossimi.

Working group meeting on Youth Work in the EFFAT sectors

Giovedì 20 settembre 2012, in rappresentanza della Filcams, la compagna Stefania Radici, ha partecipato alla riunione su Lavoro Giovanile in Europa nei settori EFFAT, la federazione europea dei sindacati del turismo e agroalimentare.
L’iniziativa scaturisce dalla consapevolezza che il problema della disoccupazione giovanile e della precarietà non è solo nazionale: ha una dimensione europea e globale, è conseguenza di un preciso modello economico e sociale ed è aggravata da una crisi che sta scaricando i suoi costi sulle giovani generazioni. La risposta necessita di uno sforzo congiunto di tutti gli attori nazionali e europei impegnati a sostenere l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e combattere la precarietà di lavoro e di vita.
Il tasso di disoccupazione giovanile in Europa è pari al 22%, con picchi del 50% in Spagna e Grecia. In Italia, come in Portogallo, 1 giovane su 3 è disoccupato. Aumentano i giovani NEET, coloro che non lavorano né studiano e vivono con rassegnazione un presente di inattività. I tassi più bassi di disoccupazione giovanili si registrano in Danimarca, Belgio e Germania.
L’EFFAT intende far sentire la sua vicinanza e il suo sostegno agli affiliati nazionali, promuovere lo scambio di esperienze e buone pratiche in tema di politiche attive per il lavoro, dare risonanza alle campagne sindacali di mobilitazione e agli esempi di contrattazione collettiva a favore dei giovani lavoratori.
L’incontro è stato una sorta di brainstorming in cui giovani sindacalisti da Svezia, Danimarca, Germania, Slovacchia, Italia e Turchia si sono scambiati informazioni sullo stato dell’occupazione giovanile nei loro paesi, sulle politiche dei governi e sulle attività del sindacato.
Durante il pomeriggio i partecipanti hanno scambiato prime idee e proposte per elaborare il piano di lavoro biennale EFFAT in tema di Politiche Giovanili e Lotta alla Precarietà. Tra le idee quella di condividere una piattaforma rivendicativa diretta ai governi nazionali, alla Commissione europea, alle associazioni datoriali e alle aziende multinazionali, lanciare una campagna europea contro la precarietà e costruire un network che favorisca le sinergie tra tutte le associazioni giovanili nazionali e europee.
Il prossimo appuntamento è il workshop organizzato da EFFAT e ETUI dal titolo “Assicurare l’accesso ad un lavoro dignitoso, condizioni inclusive e mobilità sociale per i giovani lavoratori nei settori EFFAT”, che si svolgerà dal 12 al 14 dicembre a Vienna. Focus del workshop sarà la comprensione delle cause e dei meccanismi che stanno alla base degli alti tassi di disoccupazione giovanile in Europa, l’analisi degli ostacoli che impediscono l’accesso al lavoro, l’identificazione di strategie comuni per i sindacati e linee-guida per i componenti dei CAE.

EFFAT Executive Committee (Bruxelles) 17-18 aprile 2012

Nei giorni 17 e 18 aprile 2012 si è tenuto l’Executive Committee di Effat. Se solitamente è un appuntamento importante per la vita dell’organizzazione sindacale, in questi giorni riveste una particolare rilevanza data la difficile situazione economica che sta attraversando tutta l’Europa e che affligge trasversalmente tutti i paesi e tutti i settori produttivi.
Nella mattina del 17 si è parlato della campagna contro il lavoro precario e delle iniziative intraprese dagli affiliati; Massimo Frattini ha illustrato quanto prodotto dalla categoria:

    a)L’adesione alla campagna “Giovani non più”, campagna che interessa in maniera orizzontale tutti i settori produttivi, quindi anche quello del turismo;
    b)La campagna “Salvati dal lavoro nero nel turismo” dell’estate 2011 contro lo sfruttamento dei lavoratori stagionali nel settore;
    c)La campagna di affiliazione e il video “Superprecario e lo sporco impossibile” con l’esplicito messaggio di sindacalizzazione per rivendicare maggiori diritti e combattere il lavoro precario.

    Sono state anche elencate altre iniziative, non legate al turismo ma legate all’attività della categoria per contrastare tutte le forme di lavoro precario, come la campagna “Dissociati!” per lavoratrici e lavoratori del settore del commercio.
    Inoltre è stato illustrato l’impegno della categoria nelle attività internazionali, ad esempio con la partecipazione di Giuliana Mesina al World Social Forum, che si terrà a Tunisi nel 2013, come momento di discussione e di elaborazione di politiche economiche anche volte a combattere tutti i fenomeni di precariato. Un altro progetto di cooperazione internazionale che ha interessato sia la CGIL che la Filcams è il partenariato con la il sindacato confederale tunisino UGTT e la categoria del turismo FGAT-UGTT.

    Nel corso delle 2 giornate di discussione un altro momento di discussione molto importante è stata l’illustrazione della situazione socio-economica del paese da parte dei rappresentanti del sindacato del turismo tunisino FGAT-UGTT dopo la Rivoluzione dei Gelsomini; alla domanda di Giuliana Mesina su quale iniziative possono essere ritenute utili per lo sviluppo alla cooperazione il segretario generale Habib Rjeb – che ha sostituito Kamel Saad passato ad altri incarichi confederali – ha suggerito come la pressione sui governi nazionali e sull’Unione Europea per promuovere gli investimenti e sulla necessità di sviluppare il dialogo fra i sindacati dei vari paesi per elaborare idee concrete e precise a livello sindacale.

    A cura di: : Giuliana Mesina, Massimo Frattini

    EFFAT-ETUI Turin Workshop – Report on Collective Bargaining Survey 2011
    Torino 25-27 gennaio 2012

    Si allega:
    -il questionario e i primi risultati dell’indagine 2011 di EFFAT sugli andamenti della contrattazione collettiva in alcuni Paesi dell’Unione Europea
    -il documento della CES sul lavoro precario

    A cura di Nicola Poli

    Meeting of the Tourism Sector Board on 12 December 2011

    EFFAT Executive Committee 03-04/11/2011

    Il 3 e 4 novembre 2001 a Bruxelles è stato convocato il Comitato Esecutivo di Effat. La riunione doveva essere introdotta da una relazione sulle condizioni politiche della Tunisia da parte di Kamel Saad, segretario generale del sindacato tunisino UGT-FGAT, ma una serie di importanti iniziative sindacali è non ha permesso la sua presenza. Di seguito sono stati presentati alcuni documenti riguardanti il lavoro precario e in particolare una ricerca che indica i 10 punti chiave per combattere il lavoro precario. Massimo Frattini della Filcams Nazionale è intervenuto per argomentare le necessità di positive sinergie in ambito europeo per contrastare la precarietà. Nel pomeriggio del 3 novembre il Commissario Europeo all’Occupazione, Affari Sociali e Inclusione, Laszlo Andor, ha parlato del lavoro della Commissione; sono seguite domande da parte dei partecipanti e Giuliana Mesina della Filcams Nazionale ha segnalato le criticità delle proposte riguardanti la Direttiva per i Lavoratori Stagionali Migranti: la pericolosa introduzione di un doppio regime, la politica protezionistica dell’Europa e la debolezza delle sanzioni alle imprese in caso di violazione alle direttive.
    La giornata del 4 novembre sono stati trattati i temi legati all’agricoltura, con alcune note polemiche da parte delle delegazioni spagnole e italiane circa il documento proposto dal segretariato Effat. Si è presentato poi il Piano per l’Uguaglianza di Genere, che ha ottenuto positivi commenti da parte del Comitato Esecutivo.

    PROGRAM
    October 27th‐28th, 2011
    Calypso Widens Europe’s Travel Horizons
    Casino Estoril, Salão Preto e Prata
    Avenida Dr. Stanley Ho
    Edifício Casino Estoril 2765-190
    Estoril, PORTUGAL

    Thursday 27th October, 2011
    9.00 am – Registration
    9.30 – 10.30 Opening Session
    “Discovering Portugal” – Interactive video
    Welcoming Addresses by Portuguese Authorities
    Vítor Ramalho, President of INATEL Foundation
    Luís Patrão, President of Tourism of Portugal, IP (tbc)
    Pedro Mota Soares, Portugal Minister of Solidarity and Social Security (tbc)
    Key Note Speech
    “The CALYPSO Preparatory Action: Latest Initiatives in Widening Europe’s Travel Horizons”
    ‐ Alan Vella, Tourism Unit, European Commission
    10.30 – 11.00 Coffee‐break
    11.00 – 12.45 Social Tourism as an Economic Driver
    Panel I ‐ The Economic Impact of Social Tourism
    “Economic Impact Studies Concerning Portuguese Social Tourism Programmes”
    ‐ Celeste Eusébio, Aveiro University, Portugal
    “European and Spanish Overtones Concerning the Economic Impact Study of Europe Senior Tourism”
    ‐ Javier Bustamante, SEGITTUR, Spain
    “Does Social Tourism Make Economic Sense and Cents?”
    ‐ Yves Godin, OITS, Floreal Club, Belgium
    Debate
    Moderator: Vítor Ventura, INATEL Foundation, Portugal
    Panel II ‐ Success Stories from Portugal
    “In what ways can Social Tourism be beneficial to hotels?”
    ‐ João Luís Soares, Hotel D. José
    “Has Social Tourism benefitted your business activity?”
    ‐ Domingos Silva, Casino da Figueira
    “Does the cultural sector of business gain benefits from social tourism in the low season?”
    ‐ Luís Aleluia, Artistic Director at Cartaz‐Theatrical Productions company
    Debate
    Moderator: Paulo Canário, INATEL Foundation, Portugal
    Rapporteur Morning Sessions: Teresa Caldarola, Calypso Expert Group Member
    12.45 – 14.00 Lunch (Foyer Casino Estoril)
    14.00 ‐ 15.10 Panel III ‐ Implementing Calypso: Update on the Four Calypso Projects
    Joanna Tomczak, Member of EST Project
    Caroline Socié, Project leader SOWEL
    Danny Silva, Project leader AAAE
    Giovanna Degrassi, Project leader URTS
    “Reflections on the Four Calypso Projects”, Constanze Adolf, EUFED
    Debate
    Moderator: Anna Quartucci, EFFAT
    15.10 – 15.30 Coffee Break
    15.30 ‐17.00 Panel IV ‐ Implementing Calypso: Perspectives on the Future of Calypso
    The Public Sector Perspective
    ‐ Rui Paulo Calarrão, Director INATEL Social, INATEL Foundation, Portugal
    The Industry Perspective
    ‐ Lars Thykier, Managing Director, Association of Danish Travel Agents and Tour Operators
    The Sustainability Perspective
    ‐ Jean‐Pierre Martinetti, Directeur Général, Cité de la Culture et du Tourisme Durable, Gréoux‐les‐Bains, France
    The SME Perspective
    ‐ Klaus Ehrlich, General Secretary, Eurogites
    Debate, with the participation of Calypso Expert Group Members
    Moderator: Alan Vella, European Commission
    Rapporteur Afternoon Sessions: Agnes Reti, Calypso Expert Group Member
    17.00 – 17.15 Closing Session
    Teresa Caldarola and Agnes Reti, Rapporteurs, Calypso Expert Group Members, Summary Report
    Alan Vella, Tourism Unit, European Commission
    19.00 Departure to Sintra (At hotel)
    20.15 Gala Dinner at “Palácio da Pena” (Sintra)
    22.00 Return to Estoril (Hotel)

    Interpretation: English, French and Portuguese
    Participation on the 27th October: Free (Through Registration)

    Friday 28th October, 2011

    Experiencing Social Tourism in Portugal – Participation in Senior Tourism Activities and Programmes

    9.30 Departure, using Senior Tourism Transport
    Understanding the economic importance of Social Tourism Programmes.
    10.15 The “Port wine Mansion‐house”
    The importance of the thematic routes as part of a senior tourism itinerary
    ‐ Paulo Canário, INATEL Foundation, Portugal
    Coffee‐break: Port wine tasting
    11.15 Departure for the Lisbon Oceanário ‐ destination place of seniors groups
    12.00 Senior Tourism in Portugal ‐ Video
    Interview with Rui Paulo Calarrão, Director of Social Tourism programs of INATEL.
    12.30 The Oceanário
    13.15 pm ‐ Lunch

    Interpretation: English and Portuguese
    Participation on the 28th October: By Invitation Only

    Il 13/09/2011 a Bruxelles si é riunito il Management Committee di EFFAT, per la Filcams ha partecipato Gabriele Guglielmi, Coordinatore delle Politiche Internazionali.

    La Segreteria di EFFAT ha presentato il piano di attività dei diversi settori; per il settore del Turismo la Presentazione è stata di Kerstin Howald la quale ha evidenziato lo stato di attuazione dei diversi progetti in corso: il passaporto delle qualifiche, le prospettive del turismo al 2020, il manuale sulla corretta prassi igienica nella filiera alimentare, il Progetto sul lavoro precario del quale, Harald Wiedenofer, Segretario Generale di EFFAT ha evidenziato come, dagli otre 60 questionari raccolti fra le Federazioni affiliate, il primo aspetto che emerge è che "il lavoro precario è quello non desiderato"

    Sempre Kerstin Howald ha presentato il Piano strategico per l’attuazione della parità di genere nelle politiche di EFFAT e nella composizione degli organismi dirigenti; il documento ha riscosso un ampio consenso e sarà assunto nel Comitato Esecutivo del 3-4 Novembre prossimi.

    E’ stato fatto il punto sia sulle Direttive in discussione con particolare riferimento a quelle sugli stagionali e sul permesso unico per i migranti; sia sulle sentenze della Corte di Strasburgo con particolare riferimento a quelle che coinvolgono il settore a partire da quella preoccupante sulla possibile non applicazione della contrattazione collettiva in attività appaltate.

    Era presente il Segretario Generale del Sindacato Mondiale IUF-UITA Ron Oswald il quale si é soffermato preoccupato sulla prossima riunione all’OIL per aggiornare la Direttiva sul Lavoro interinale; a tale riunione tripartita parteciperanno per la prima volta direttamente le multinazionali del settore che confidano in una ulteriore liberalizzazione delle loro attività, specie nei Paesi in via di sviluppo.

    L’attività di EFFAT dei prossimi mesi si concentrerà anche sui Comitati Aziendali Europei dopo il recepimento della Direttiva rinnovata;l’ ulteriore approfondimento sulle aziende multinazionali e sui CAE è previsto nella conferenza dei coordinatori EFFAT dei CAE in programma a Madrid il prossimo novembre.

    Il 19 e 20 aprile 2001 a Bruxelles si è tenuto il Comitato Esecutivo di Effat. La riunione è stata introdotta da Peter Seideneck della CES, che ha relazionato sulla situazione politica nel Nord Africa con un particolare sguardo alle evoluzioni del mondo sindacale nei paesi interessati dalle ribellioni. Successivamente sono state illustrate alcune presentazioni riguardanti il settore delle carni, uno dei tre settori di Effat assieme a cibo e turismo. Di seguito è stata presentata la ricerca sul lavoro precario, ricerca che è stata resa possibile grazie alle risposte dei sindacati internazionali al questionario predisposto da Effat. Sono stati discussi e affrontati anche alcuni temi più legati alla vita e al funzionamento di Effat, come l’approvazione del bilancio e l’illustrazione delle affiliazioni del 2010.
    C’è stato anche un motivo di festeggiamento durante questi due giorni: il decimo anniversario di Effat. E’ stata l’occasione per Harald Wiedenhofer, Segretario Generale di Effat, fare un breve bilancio del lavoro svolto in questi anni e delle sfide che attendono Effat nel futuro.

    Stepping up Collective Bargaining Coordination to Fight Precarious Work
    16/18-03-2011 Costa da Caparica (Portogallo)

    Effat, il sindacato europeo dei settori del Turismo, Alimentare e Agricoltura, ha organizzato un seminario di 3 giorni per discutere del lavoro precario in questi e per elaborare proposte per combatterlo.
    In tutti paesi europei si sta affermando una tendenza del mondo del lavoro che vuole il lavoro flessibile come soluzione ai problemi produttivi: però è un lavoro senza diritti, senza garanzie occupazionali e con una retribuzione più bassa rispetto al quello dei lavoratori fissi. Nel corso dei lavori, i rappresentanti dei sindacati europei hanno illustrato quali nuovi modelli organizzativi e di affiliazione sono stati adottati, e i meccanismi di stabilizzazione adottati per la tutela dei lavoratori precari. E’ comune in Europa che spesso i lavoratori precari sono anche lavoratori immigrati e questo mette ancora più in difficoltà l’azione sindacale per le differenze linguistiche, le barriere culturali e l’innata paura dei lavoratori ad esporsi per rivendicare trattamenti dignitosi.
    Nei vari lavori di gruppo sono state elaborate numerose proposte per combattere la precarietà nel modo del lavoro; ovviamente le molte differenze esistenti a tutti i livelli fra i vari paesi rappresentati dimostrano che non c’è una ricetta univoca alla soluzione di questo problema ma sono necessarie varie proposte che devono essere adattate alle varie realtà.
    Il seminario ha prodotto una serie di proposte, raccolte ed elaborate dai rappresentanti di Effat, che serviranno alla costruzione di un progetto politico per il contrasto del lavoro precario nei settori rappresentati da Effat.
    (A cura di Massimo Frattini)

    List of EFFAT Meetings 2011

    12 January Amsterdam Cocoa Project Steering Committee
    26-27-28 January Brussels Organizing to Win in Vion and Danish Crown (with ETUI)
    3 February Brussels EFFAT Management Committee
    24 February Brussels EFFAT-HOTREC SDC Steering Committee
    28 February -
    1 March
    Vienna 2nd Cocoanet Workshop
    8-9 March Brussels ETUC Executive Committee
    16 March Brussels Precarious Work Project Steering Committee
    16-17-18 March Sesimbra, Portugal Collective Bargaining Coordination to fight Precarious Work
    28 March Geneva IUF Women’s Committee
    29-30 March Geneva IUF Executive Committee
    Spring Rome EWC Coordinators Conference
    April Brussels EFFAT Women’s Committee
    4-5 April Budapest General Assembly Tourism
    5-7 April Dubrovnik General Assembly Agriculture
    19-20 April Brussels EFFAT Executive Committee
    10-11 May UK General Assembly Food, Beverages, Tobacco
    16-19 May Athens 12th ETUC Congress
    23-25 May Brussels Chocolate Manufacturing Workshop
    26 May Brussels (tbc) EFFAT Food Policy Working Group
    7 June Brussels EFFAT Tourism Board
    8 June Brussels EFFAT-HOTREC SDC Steering Committee
    28-29 June Brussels ETUC Executive Committee
    7 July Brussels Precarious Work Project Steering Committee
    13 September Brussels EFFAT Management Committee
    15 September Brussels EFFAT-HOTREC SDC Steering Committee
    6 October Brussels EFFAT-FERCO SDC Plenary
    19-20 October Brussels ETUC Executive Committee
    3-4 November Brussels EFFAT Executive Committee
    8 November Brussels EFFAT-HOTREC SDC Steering Committee
    7-8 December Brussels ETUC Executive Committee
    12 December Brussels EFFAT Tourism Board
    13 December Brussels EFFAT-HOTREC SDC Plenary

    Please find hereunder the schedule of the EFFAT statutory meetings:

    03/02/2011
    Management Committee Brussels, EESC 9h30-17h30
    19-20/04/2011
    Executive Committee Brussels, EESC 9h30-17h30
    13/09/2011
    Management Committee Brussels, EESC 9h30-17h30
    03-04/11/2011
    Executive Committee Brussels, EESC 9h30-17h30


    Roma 18 giugno 2008

    c.a. Gavino Deruda

    Oggetto: EFFAT – BITS Studio sull’occupazione nel settore del turismo sociale in Europa,
    disseminazione questionario

    In allegato si trasmette la comunicazione ricevuta dall’ EFFAT (il Sindacato Europeo del turismo al quale sono affiliate Filcams Fisascat e Uiltucs), contenente:
    -la lettera di presentazione del progetto in argomento e del questionario che si sta disseminando
    in europa;
    -i due questionari (A e B)

    I questionari sono frutto di un lavoro congiunto EFFAT – BITS ai quali hanno collaborato, nominando un proprio esperto, anche le OO.SS. italiane; ciò ha consentito la stesura di un questionario, che tiene conto anche delle specifiche realtà italiane sul turismo sociale.

    La disseminazione del questionario deve essere svolta sia BITS, fra le Associazioni e le attività ad esso associate, sia das EFFAT e dalle OO.SS. nazionali.

    Chiediamo alla Spett.le Organizzazione indirizzo a collaborare alla disseminazione del questionario fra le organizzazioni aderenti o comunque collegate, e/o fra le strutture che raccolgono realtà di turismo sociale.

    Nell’evidenziare che anche il BITS svolgerà la disseminazione, non é esclusa l’ ipotesi di realtà contattate da entrambi, di ciò ne verrà ovviamente tenuto conto nella elaborazione dei risultati.

    Evidenziamo che i tempi sono strettissimi perché:

    1.La lettera
    2.1il questionario (A per le organizzazioni)
    2.2. il questionario ( B per le strutture ricettive vere e proprie)

    devo essere compilati e spediti entro il 20 giugno p.v. agli indirizzi:
    adiekman@ulb.ac.be
    oppure
    k.howald@effat.org

    Ringraziando fin d’ora per la collaborazione, si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.

    p.la FILCAMS/CGILp.la FISASCAT/CISLp.la UILTuCS/UIL
    G.GuglielmiG.PirulliE.Fargnoli

    Effat - LETTERA BTS Studio Alle organizzazioni affiliate all.docIT Survey Employment Social Tourism Section A.pdfIT Survey Employment Social Tourism Section B.pdfLET Survey on employment in social tourism IT.pdf

    Ordine del giorno
    Intervento di Gabriele Guglielmi, FILCAMS CGIL

    GREEK GENERAL CONFEDERATION OF LABOR
    GSEE
    In cooperation with ETUC

    LABOUR INSTITUTE
    INE-GSEE/ADEDY
    _________________________________________________________________________________
    European Conference

    The Sustainable Development and
    the Role of the Social Partners


    Eretria, 24-27 April 2004

    HOTEL NEGROPONTE
    17 km Chalkida-Kymi
    ERETRIA – EVIA
    Tél : (0030) 22290/ 61935
    Fax. : (0030) 22290/ 62120

    In collaboration with the DG Employment
    and Social Affairs of the EU Commission


    Programme (draft )

    Saturday
    24/04/2004

    Arrival of the participants with Apex tickets
    Incoming service at the airport EL Venizelos/Athens

    Sunday 25/04/2004

    Next arrivals

    Dinner in the hotel

    Monday

    09.30’-10.00’


    10.00’-11.00’

    26/04/04

    Opening session and presentation of the working programme

    Joel DECAILLON, ETUC Confederal Secretary

    Georges DASSIS, Secretary for International relations INE-GSEE/ADEDY


    Welcoming speeches

    Christos POLYZOGOPOULOS, GSEE President

    Federation of the Greek Industries
    Ministry of Labour, Representative of the Greek Government

    Michel MODINOS, President of the National Centre for Environment and sustainable development

    11.00’-11.20’
    Coffee break
    11.20’- 12.00’

    Institutional framework for the sustainable development in relationship with job creation

    Egbert HOLTHUIS, European Commission
    BIT


    Debate

    12.00’-13.00’

    Opinion and proposals of the Trade Union movement for the sustainable development
    Sophie DUPRESSOIR,,ETUC assistant

    Christina THEOCHARI, GSEE Secretary in charge of the environmental and ecological policy


    Debate
    13.00’-14.30’
    Lunch
    14.30’-16.00’

    The social Dimension for the sustainable development
    ….. …..
    the National Centre for Environment and sustainable development

    Debate

    16.00’- 16.20’

    Coffee break

    16.20’- 18.30’

    New technology and sustainable development
    Daniel RETUREAU, CGT-France, member of the European Economic and Social Committee
    18.30’
    End of the first day session
    20.00’
    dinner

    Tuesday

    27/4/2004

    09.00’- 10.20’

    Environmental protection and job creations
    local and national experience
    Germany : Werner SCHNEIDER, DGB

    Italy: Giuseppe D’Ercole, CISL

    10.20’- 11.00’

    European legal framework for Chemicals (REACH)
    Tony MUSU, TUTB Researcher
    11.00’- 11.20’
    Coffee break
    11.20’- 13.30’
    Corporate social responsibility (CSR) : role of the workers in the tourism sector
    Gabriele GUGLIELMI, EFFAT
    13.30’- 14.15’
    Conclusions
    Joël DECAILLON, ETUC Confederal Secretary
    14.30’
    End of the conference – lunch



    Programme
    REACH: the Future EUR policy for Chemicals, Tony Musu TUTB Researcher
    Role of the workers in the tourism sector, Gabriele Guglielmi EFFAT

    La Commissione vi invita a formulare le vostre osservazioni su taluni capitoli del
    documento di consultazione.

    Premessa
    a)i primi tre commi del capitolo II descrivono le dimensioni del turismo in Europa in termini di numero di imprese e di posti di lavoro, di incidenza sul PIL sia del singolo settore che della filiera, nonché il prevedibile processo di sviluppo. Ma quando nel Capitolo IV il Documento di Consultazione affronta le opzioni politiche, anziché optare coerentemente con quanto sopra per l’opzione A. “Una vera politica comunitaria globale del settore del turismo”, compie una scelta di basso profilo scegliendo l’opzione D. “Potenziamento ed uso razionale dell’attuale quadro di azione”; di conseguenza l’intero documento assume i connotati di una consultazione falsata perché incanalata in una scelta di fatto già assunta; e (nel prendere atto che in tale contesto di basso profilo il documento ha una sua coerenza complessiva; e quindi non mostra la necessità di notevoli annotazioni e proposte modificative), si ribadisce che l’opzione da perseguire dovrebbe essere la A.
    b)a prescindere dall’opzione adottata, nel Documento di Consultazione non viene attribuito il peso ponderale reale alle diverse parti interessate; in particolare si evidenzia che il fattore lavoro, nel ciclo di produzione e di fornitura del prodotto-servizio turistico, è quello di gran lunga più importante, mentre nel documento il ruolo dei lavoratori e del Sindacato è considerato ai minimi termini; tale ruolo va rafforzato anche per dare il giusto peso alla dimensione sociale che ancora ricopre il ruolo di Cenerentola fra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile, anche in questo documento di consultazione.

    II. SFIDE E OBIETTIVI DEL TURISMO SOSTENIBILE
    Siete d’accordo con questa analisi e con quelle che sono state definite le principali sfide per
    la sostenibilità del turismo europeo? Approvate le analisi, i pareri e gli obiettivi formulati in
    merito ad un approccio equilibrato ai seguenti tre pilastri: sostenibilità, sistemi di consumo
    turistico sostenibili, sistemi di produzione turistica sostenibili?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono i punti su cui non siete
    d’accordo? Quali sono le vostre considerazioni in merito ai diversi problemi e
    obiettivi? Cosa vorreste aggiungere?
    Si ribadisce che se la sensibilità ambientale ha raggiunto un livello elevato, lo stesso non può dirsi per la sensibilità sociale; vanno quindi rafforzati gli aspetti legati alla tutela delle popolazioni e di chi lavora nel sistema turistico anche promuovendo iniziative di rendicontazione, responsabilità e certificazione sociale

    III. SITUAZIONE ATTUALE
    1. Iniziative e contributi di numerose parti interessate
    Approvate l’analisi e la valutazione della situazione attuale, in particolare per quanto
    riguarda le iniziative e i contributi di numerose parti interessate?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono gli aspetti che non
    approvate? Come valutate la situazione attuale, in particolare per quanto riguarda
    le iniziative ed i contributi di numerose parti interessate? Cosa vorreste aggiungere?
    Perché siano riconoscibili ed efficaci vanno unificati i troppi marchi esistenti e va data coerenza e sistematicità alle politiche di incentivi
    2. Contributi attuali della Comunità europea
    Siete d’accordo con l’analisi e la valutazione degli attuali contributi della Comunità
    europea?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono gli aspetti che non
    approvate? Come valutate i contributi attuali della Comunità europea? Cosa
    vorreste aggiungere?
    Se la stagionalità è elemento di non sostenibilità vanno impostate politiche tese a spalmare i viaggi e le presenze sul periodo più ampio possibile e, oltre a politiche di incentivi e disincentivi, vanno approntate iniziative strutturali legate alla politica degli orari di lavoro e di studio, alla programmazione/scaglionamento delle ferie e dei calendari scolastici; alla integrazione delle diverse tipologie di turismo. Anche in questo capitolo è sottovalutato il pilastro sociale e non vengono presi in considerazione marchi e certificazioni di qualità sociale.
    IV. Affrontare le sfide: le opzioni politiche
    Approvate l’analisi e la valutazione delle opzioni politiche della Comunità europea per
    affrontare le sfide della sostenibilità del turismo europeo, nonché le conclusioni che ne
    sono state tratte?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono gli aspetti che non
    approvate? Come valutate le opzioni politiche della Comunità europea per
    affrontare le sfide della sostenibilità del turismo europeo, e qual è l’opzione che
    selezionereste? Quali sono i principali motivi della vostra preferenza e perché non
    approvate le altre opzioni?
    Ribadendo quanto scritto in premessa, il turismo è un settore che incide sul PIL dell’Unione Europea per il 12%, è in crescita, è trasversale nei confronti di quasi tutti i settori produttivi, in alcune Regioni dell’Europa ha favorito la creazione di sistemi territoriali integrati; sviluppa un notevole effetto moltiplicatore sull’economia; è fattore di crescita e sviluppo sia all’interno che all’esterno dell’UE … la scelta dell’opzione D. non pare quindi avvenire per logiche economiche e di sviluppo ma per mere e miopi opportunità politiche che intendono continuare a relegare il settore del turismo in un contesto di secondo piano e di basso profilo
    V. ATTUAZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ DEL TURISMO: ORIENTAMENTI DI BASE
    1. Il concetto generale di iniziativa
    Approvate il concetto generale di iniziativa per attuare la sostenibilità del turismo europeo
    come precedentemente esposto?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono gli aspetti che non
    approvate? Quale concetto generale di iniziativa proponete? Come modifichereste il
    concetto di iniziativa precedentemente esposto? Cosa vorreste aggiungere?
    2. Gli altri contributi della Comunità europea
    Approvate questo approccio per quanto riguarda gli altri contributi europei volti
    all’attuazione della sostenibilità del turismo europeo?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono gli aspetti che non
    approvate? Quale approccio proponete? Come modifichereste l’approccio
    precedentemente esposto? Cosa vorreste aggiungere?
    3. Intenzioni della Commissione
    Per ciascuna delle otto misure previste e la loro spiegazione:
    Approvate ogni misura che la Commissione europea intende adottare?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo.
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere.
    Quali sono le misure che non approvate o che approvate solo in parte? Cosa
    proponete di cambiare e come? Quali sono le misure che abolireste? Perché?
    Quali misure aggiungereste? Per favore fornite sufficienti spiegazioni e
    giustificazioni.
    4. Quello che la Commissione si aspetta dalle altre parti interessate
    Approvate interamente quanto esposto in merito al ruolo che devono svolgere le altri parti
    interessate ai fini dell’attuazione della sostenibilità del turismo europeo?
    Se la vostra risposta è si, siete pregati di indicarlo..3
    In caso contrario, comunicateci il vostro parere. Quali sono i punti che non approvate
    riguardanti quale gruppo di parti interessate? Cosa proponete di modificare e come,
    o di abolire? Perché? Quali sono i punti che vorreste aggiungere per quale gruppo
    di parte interessata? Si prega di fornire sufficienti spiegazioni e giustificazioni.
    Coerentemente con l’opzione assunta, il Documento di Consultazione assume orientamenti che non ritagliano per l’UE un ruolo propositivo e di coordinamento ma un ruolo che pare di mero supporto alle parti interessate, per di più senza riconoscere alle stesse i diversi ruoli e pesi. Avendo il documento fatto la scelta dell’opzione di basso profilo (quasi che gli estensori si siano proposti quali unici depositari “del possibile in questa fase”) appare difficile apportare modifiche o suggerimenti di merito visto che ad essere privilegiato è stato il metodo; quindi solo un ultimo appello: che fra le “intenzioni della Commissione” , magari fra quanto ipotizzato nella misura 6, vengano implementate quelle iniziative che possono favorire la sostenibilità sociale compresi i processi di certificazione sociale.

    Dichiarazione di principio dell’EFFAT sulla sostenibilità ed il turismo

    Settore Turismo dell’EFFAT

    ottobre 2002

    Negli ultimi anni, il turismo è diventato uno dei più importanti settori economici del mondo. Anche in Europa il turismo è una delle attività socioeconomiche più sviluppate ed uno dei settori dell’economia a più rapida crescita. Spesso il turismo offre prospettive di sviluppo e nuove opportunità di guadagni nelle regioni strutturalmente deboli.

    Il turismo è il settore che più dipende dalla natura incontaminata e dalla diversità culturale, da un alto livello della qualità dei servizi e dalla pace e la sicurezza. L’impegno del settore nella tutela dell’ambiente, la garanzia di buone condizioni di occupazione e la giustizia sociale deve essere altrettanto alto.

    In realtà, benché l’ambiente sia in larga misura utilizzato gratuitamente, i costi per il suo "consumo" non sono inclusi nel prezzo dei servizi turistici ma vengono esternalizzati.

    La dimensione sociale dello sviluppo sostenibile

    Lo sviluppo sostenibile del turismo europeo può essere garantito solo dando la priorità assoluta, oltre che agli aspetti economici ed alla protezione dell’ambiente e del patrimonio culturale, alla creazione di un’occupazione sostenibile nel settore.

    La qualità dei servizi turistici, che dipende in larga misura dai livelli di qualifica dei lavoratori e dalla motivazione dei lavoratori stessi, è in molte zone compromessa da condizioni di lavoro che rendono sempre meno allettanti i posti di lavoro nel settore turistico. Nel settore turistico, il reddito è per esempio inferiore del 20% a quello di altri settori, e nell’industria ricettiva sono impiegati un numero incredibile di "lavoratori poveri". L’alta proporzione di posti di lavoro precari, orari di lavoro spesso impossibili e scarse possibilità di sviluppo delle competenze o di promozione costituiscono ulteriori fattori alla base dell’alto livello di rotazione del personale e dei problemi che si hanno attualmente – in particolare nel settore ricettivo – a trovare personale qualificato e a conservarlo.

    Gli obiettivi fondamentali per un turismo socialmente sostenibile in Europa sono i seguenti:
    -posti di lavoro di qualità
    -una giusta retribuzione
    -buone condizioni di lavoro
    -pari opportunità
    -opportunità di qualifica
    -possibilità di carriera
    -riconoscimento dei diritti dei lavoratori e dei diritti sindacali

    Concentrazione del mercato nel turismo europeo

    Lo sviluppo sostenibile del turismo europeo è inoltre minacciato dalla rapida intensificazione degli ultimi anni del processo di concentrazione delle imprese del settore turistico. L’industria turistica è oggi dominata da un numero ristretto di imprese transnazionali. Queste imprese turistiche integrate orizzontalmente e verticalmente, che conglobano l’organizzazione di una vacanza, i trasporti, l’alloggio e la ristorazione, sfruttano la loro posizione dominante nelle negoziazioni dei prezzi con i fornitori locali delle destinazioni turistiche. Sotto la pressione di questa concorrenza, i prezzi dei viaggi sono drasticamente calati negli ultimi anni. Nel settore turistico, ad alta densità di manodopera, il calo dei prezzi dei viaggi ha anche inciso sulle condizioni di lavoro di molti lavoratori. La predominanza dei grossi tour operator per i fornitori locali delle destinazioni turistiche ha addirittura portato ad interferenze nell’autonomia della contrattazione collettiva nei paesi di destinazione.

    I tour operator devono essere obbligati a spezzare il circolo vizioso del turismo caratterizzato dalle "offerte stracciate", che non solo limita i loro margini di profitto, ma elimina anche qualsiasi margine finanziario di manovra che consenta loro di offrire un turismo sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale. Considerati gli effetti negativi della guerra dei prezzi da concorrenza spietata tra i più grandi tour operator, in particolare sull’occupazione, occorre adottare nuovi approcci intesi a sensibilizzare i turisti riguardo al fatto che un turismo socialmente responsabile e sostenibile dal punto di vista ambientale ha il suo prezzo.

    La competitività economica dell’offerta turistica non può più essere assicurata a scapito dell’equilibrio sociale ed ambientale, né sacrificata sull’altare dei profitti a breve termine. Vanno immesse sul mercato offerte turistiche che sostengano i costi di quanto è necessario per uno sviluppo sostenibile. Per l’intero ventaglio di offerte turistiche, è necessario illustrare con chiarezza le tasse ambientali ed i costi sociali, in modo che i viaggiatori possano effettuare i loro acquisti sulla base di una decisione responsabile. I grandi tour operator devono in particolare assicurare che i profitti siano condivisi in maniera equilibrata tra le imprese del paese di origine e quelle delle destinazioni turistiche.

    La responsabilità sociale delle imprese

    Le imprese possono dare un contributo allo sviluppo sostenibile soltanto rendendo le preoccupazioni sociali ed ambientali parte integrante della loro gestione. Ciò implica l’adesione agli standard fondamentali in materia di occupazione e di ambiente, nonché un regolare resoconto della maniera in cui detti standard vengono messi in pratica.

    Le imprese possono assumere realmente la loro responsabilità sociale solo facendo partecipare i dipendenti ed i loro rappresentanti alla pianificazione, l’attuazione e la valutazione di queste misure.

    L’Europa e la sua responsabilità per un turismo socialmente sostenibile

    L’Europa ha una responsabilità globale nella considerazione degli aspetti sociali dello sviluppo sostenibile nell’ambito del turismo, poiché è uno dei principali mercati per il turismo, nonché la sede di molte imprese turistiche attive a livello globale.

    La concessione di finanziamenti comunitari a progetti turistici o a imprese turistiche dovrebbe essere strettamente subordinata al rispetto della legislazione sociale e della legislazione del lavoro. Dovrebbero essere sostenuti solo i progetti che diano un esplicito contributo all’occupazione sostenibile; che creino cioè posti di lavoro, migliorino le qualifiche della manodopera e comportino la partecipazione dei dipendenti e dei loro rappresentanti.

    Per evitare che le iniziative promosse dalla Commissione, come le analisi comparative tra le regioni turistiche, portino ad una distorsione della concorrenza, vanno considerati criteri di qualità gli indicatori sociali, come i livelli di occupazione, la qualifica dei dipendenti e la partecipazione dei lavoratori.

    Prima di poter dare il via a qualsiasi liberalizzazione a largo raggio del settore turistico, come auspica la Commissione (per esempio nel contesto dei negoziati del GATT), è necessaria un’analisi degli effetti finora creati nel settore dalla liberalizzazione, in particolare in merito all’occupazione ed alle condizioni di occupazione.

    Possibilità di azione per i rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati

    È chiaro che lo sviluppo sostenibile non può essere raggiunto senza il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti. I rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati sosterranno lo sviluppo socialmente sostenibile nel settore turistico, in qualsiasi sede essi agiscano: nell’ambito della rappresentanza dei lavoratori all’interno delle imprese, durante la contrattazione collettiva, nel lavoro settoriale, nel dialogo sociale, nella partecipazione all’elaborazione di concetti turistici a livello territoriale, nella cooperazione in seno ad organismi internazionali, ecc.

    Le parti sociali del dialogo sociale potrebbero concordare misure comuni che promuovano lo sviluppo sostenibile del settore turistico. Le proposte non mancano di certo Si veda, in proposito, l’elenco molto completo delle possibili misure contenute nel documento "Contribution of the Social Dialogue to the Promotion of Growth and Employment in the Tourism Sector" (Contributo del Dialogo sociale alla promozione della crescita e dell’occupazione nel settore turistico), presentato dal Gruppo di lavoro 8 del Gruppo ad alto livello sul Turismo e l’Occupazione a giugno 1999; si tratta di cogliere le iniziative e di metterle in atto in maniera pratica.

    Esistono inoltre specifiche possibilità di azione per i rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati nelle imprese turistiche transnazionali, agendo per esempio a livello delle tematiche transnazionali sulla sostenibilità sociale all’interno dei Comitati aziendali europei delle imprese, o tenendo conto, durante la contrattazione collettiva a livello nazionale o locale, della situazione dei dipendenti che lavorano in altri paesi/destinazioni.

    I dipendenti delle imprese turistiche possono inoltre svolgere opera di sensibilizzazione in merito alle opzioni sostenibili per il turismo, sia in quanto lavoratori che in quanto viaggiatori, dando così, a lungo termine, un contributo al raggiungimento di un’occupazione sostenibile e di condizioni sociali sostenibili nel settore.

    Intervento di Gabriele Guglielmi – Filcams CGIL

    Premessa

    La 2’ Assemblea Generale dell’EFFAT settore Turismo, si tiene a pochi giorni dalla conclusione del WSSD (Summit mondiale di Johannesburg) e la nostra discussione sulla sostenibilità non può che ripartire da lì.

    Il presente contributo è stato scritto a quattro mani e le considerazioni sui
    DOCUMENTI APPROVATI DAL VERTICE MONDIALE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE DI JOHANNESBURG sono tratte da un lavoro di Claudio Falasca , capo della delegazione sindacale italiana al Summit.

    A.Il Piano di azione approvato dal WSSD, ad eccezione di alcuni traguardi temporali molto generali, non propone obiettivi, tempi, regole, risorse e sanzioni. E’ solo un documento ricco di buone intenzioni, la cui realizzazione è affidata alle disponibilità e volontà politiche che nelle diverse situazioni sapranno esprimersi.

    Il tanto auspicato sviluppo delle troppe realtà oppresse da secolari iniquità viene affidato al potere taumaturgico della libera circolazione delle merci, lasciando però di fatto inalterato il sistema dei sussidi dei paesi ricchi.

    Lo stesso enorme problema delle risorse per gli aiuti allo sviluppo è demandato alla "buona volontà" dei Governi. Da questo ne consegue la debolezza degli impegni per lo sradicamento della fame, della sete e della lotta per la salute che doveva essere uno degli obiettivi di fondo del summit.

    La riforma delle istituzioni internazionali su cui si contava per un governo più democratico della globalizzazione non fa passi avanti In particolare è stato accantonato il progetto di istituire una organizzazione mondiale per l’ambiente

    Per quanto riguarda il sindacato, anche se a parole sono stati fatto passi avanti sul tema dei diritti, l’obiettivo del riconoscimento della "clausola sociale" resta ancora molto lontano. Al riguardo c’è da domandarsi seriamente come una grande forza organizzata come quella del sindacato europeo ed internazionale non sia riuscita a incidere più di tanto sui lavori del summit. E’ fuori di dubbio che gli interessi che vedono contrapposti i diversi paesi attraversano in molti casi il movimento sindacale. Tuttavia, non si può non rilavare un forte ritardo culturale e politico nella assunzione della sostenibilità dello sviluppo, che ha portato di fatto anche il sindacato ad esprimere una presenza al summit politicamente inadeguata

    B.Il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile era chiamato ad esprimersi sul rapporto del Segretario Generale dell’ONU che individuava un piano d’azione articolato nei seguenti 10 punti.
    1.Una globalizzazione in favore dello sviluppo sostenibile.
    2.Eliminare la povertà.
    3.Modificare i modelli di produzione e di consumo insostenibili.
    4.Migliorare la salute.
    5.Garantire l’accesso all’energia.
    6.Gestire gli ecosistemi e le biodiversità in modi sostenibili.
    7.Fornire l’acqua potabile e tutelare le risorse idriche.
    8.Fornire le risorse finanziarie.
    9.Favorire lo sviluppo sostenibile in Africa.
    10.Rafforzare la capacità di governo internazionale.

    Il Summit si è concluso con l’approvazione di tre documenti: la Dichiarazione politica, Il piano di azioni e il suo allegato.
    La dichiarazione politica è per sua natura un sintetico documento molto generale.
    Il piano d’azione è un documento molto complesso che si articola in 10 capitoli a loro volta ripartiti in numerosi temi (148 paragrafi).
    Il terzo documento, allegato del piano, comprende 562 accordi di Tipo II.

    C.DICHIARAZIONE POLITICA

    In essa si ribadisce l’impegno di 190 Paesi riuniti a Johannesburg di rispettare quanto sancito a Stoccolma nel 1977 ed a Rio 1992 in merito al carattere dello sviluppo sostenibile che, in estrema sintesi, viene individuato nella continua ricerca di un corretto equilibrio tra dimensione sociale, dimensione economica e dimensione ambientale dello sviluppo.

    D.PIANO DI AZIONE

    I – Introduzione
    Questo principio della "comune ma differente responsabilità" verrà continuamente ripreso in tutto il piano proprio al fine di sottolineare le diverse responsabilità. Proprio per questo sarà oggetto di una continua polemica non ancora sopita tra chi (i Paesi in via di sviluppo) pone l’accento ai danni ambientali prodotti nel passato e chi (i paesi sviluppati) si preoccupa dei danni possibili nel futuro.

    II – Lo sradicamento della povertà Si riafferma il principio che il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali deve essere considerato presupposto essenziale dello sviluppo sostenibile.
    Si afferma il ruolo delle donne nei processi decisionali e dell’abbattimento di ogni forma di discriminazione e violenza nei loro confronti.
    Si ribadisce l’impegno nella lotta al lavoro minorile e al diritto all’istruzione.
    Per quanto riguarda il diritto dei lavoratori e il ruolo dell’O.I.L. si recuperano i contenuti dei precedenti accordi internazionali, senza passi avanti decisivi nell’assunzione della clausola sociale.

    Punto 11: si richiama la convenzione OIL 182 del 19.11.2000 sul lavoro minorile
    11. Take immediate and effective measures to eliminate the worst forms of child labour as defined in ILO Convention No. 182, and elaborate and implement strategies for the elimination of child labour that is contrary to accepted international standards.

    III – Cambiamento dei modelli di produzione e consumo insostenibili. Fra i principali impegni evidenziamo:
    Accrescere la responsabilità sociale e ambientale delle imprese. E’ stato questo uno dei punti su cui si è molto dibattuto durante i lavori del Summit. In particolare da parte del sindacato internazionale si è molto insistito per impegni più cogenti. Ad esempi applicando le linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali il nostro compito è quello di sviluppare la contrattazione e di favorire le incentivazioni

    IV – Protezione e gestione delle risorse naturali
    Questo capitolo prevede numerose linee di azione che recuperano per lo più gli impegni contenuti nelle precedenti conferenze ONU.
    Una particolare attenzione viene dedicata al tema dell’agricoltura sotto i diversi profili economico, sociale e ambientale. Sul tema dei sussidi dell’agricoltura si è verificato uno dei confronti più duri tra paesi sviluppati e in via di sviluppo. Confronto che si è concluso con un generico impegno alla riduzione del sussidi per le produzioni agricole nocive all’ambiente da parte del paesi sviluppati. Riceve più sovvenzioni una Mucca al nord che un contadino nel sud del mondo.
    Sempre nel IV capitolo vengono trattati inoltre: il tema della desertificazione con il richiamo alla convenzione dell’ONU; il tema degli ecosistemi montani; quello del turismo sostenibile, delle foreste e delle miniere.
    Punto 41: SVILUPPO DEL TURISMO SOSTENIBILE
    41. Promote sustainable tourism development, including non-consumptive and eco-tourism, taking into account the spirit of the International Year of Eco-tourism 2002, the United Nations Year for Cultural Heritage in 2002, the World Eco-tourism Summit 2002 and its Quebec Declaration, and the Global Code of Ethics for Tourism as adopted by the World Tourism Organization in order to increase the benefits from tourism resources for the population in host communities while maintaining the cultural and environmental integrity of the host communities and enhancing the protection of ecologically sensitive areas and natural heritages. Promote sustainable tourism development and capacity-building in order to contribute to the strengthening of rural and local communities. This would include actions at all levels to:

    (a) Enhance international cooperation, foreign direct investment and partnerships with both private and public sectors, at all levels;

    (b) Develop programmes, including education and training programmes, that encourage people to participate in eco-tourism, enable indigenous and local communities to develop and benefit from eco-tourism, and enhance stakeholder cooperation in tourism development and heritage preservation, in order to improve the protection of the environment, natural resources and cultural heritage;

    (c) Provide technical assistance to developing countries and countries with economies in transition to support sustainable tourism business development and investment and tourism awareness programmes, to improve domestic tourism, and to stimulate entrepreneurial development;

    (d) Assist host communities in managing visits to their tourism attractions for their maximum benefit, while ensuring the least negative impacts on and risks for their traditions, culture and environment, with the support of the World Tourism Organization and other relevant organizations;

    (e) Promote the diversification of economic activities, including through the facilitation of access to markets and commercial information, and participation of emerging local enterprises, especially small and medium-sized enterprises.

    V – Lo sviluppo sostenibile in un mondo globalizzato.
    E’ forse il capitolo che meglio rende l’idea sui risultati complessivi del Summit e della qualità del compromesso raggiunto. Di fatto il tema più discusso, è cioè il rapporto tra qualità ed equità dello sviluppo e processi di globalizzazione. Alcuni dei punti ripresi sono i seguenti.
    -Supportare l’OIL come affermato nel Monterrey consensus.
    -Promuovere la "corporate responsability and accountability sulla base dei principi di Rio.

    Punto 17 ISO – GRI (di conseguenza TOI project, ed anche "The OECD GUIDELINE on Multinationals" )
    17. Enhance corporate environmental and social responsibility and accountability. This would include actions at all levels to:

    (a) Encourage industry to improve social and environmental performance through voluntary initiatives, including environmental management systems, codes of conduct, certification and public reporting on environmental and social issues, taking into account such initiatives as the International Organization for Standardization (ISO) standards and Global Reporting Initiative guidelines on sustainability reporting, bearing in mind principle 11 of the Rio Declaration on Environment and Development;

    (b) Encourage dialogue between enterprises and the communities in which they operate and other stakeholders;

    (c) Encourage financial institutions to incorporate sustainable development considerations into their decision-making processes;

    (d) Develop workplace-based partnerships and programmes, including training and education programmes.

    VI – Salute e sviluppo sostenibile

    VII – VIII – VII BIS – Piccole isole, Africa, Aree regionali

    IX – Mezzi di attuazione: vengono toccate tutte le leve essenzialI ai fini di uno sviluppo sostenibile. Rimane però del tutto vago il tema delle risorse.

    X – Quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile: non è stata trovata risposta in una dimensione mondiale

    E.ALLEGATO AL PIANO

    L’allegato al Piano comprende 562 progetti di cooperazione (azioni di Tipo II) che allo stato impegnano risorse per soli 1500 milioni di €.
    Senza dubbio l’allegato costituisce uno sforzo positivo al fine di concretizzare programmi spesso astratti. Tuttavia risente anch’esso del limite, fortemente criticato nel corso dei lavori del Summit, di muoversi fuori da un sistema di obiettivi, tempi e regole.
    I progetti dell’allegato fanno riferimento a 12 aree di intervento.
    -Riduzione della povertà.
    -Promozione di modelli sostenibili di produzione e consumi. es. Progetto STEP dell’OMT.

    F.CONSIDERAZIONI FINALI

    Le posizioni che si sono confrontate, espressione di interessi alle volte diametralmente opposti, si possono schematizzare nel modo seguente.
    I Paesi in via di sviluppo tesi a conquistare migliori condizioni di accesso ai mercati delle loro produzioni al fine di far progredire le loro economie, in questo il ruolo di punta è stato giocato dal Gruppo 77.
    Gli Stati Uniti, che fino in fondo si sono spesi per una conclusione dei lavori che evitasse una griglia troppo rigida di impegni tale da coinvolgere eccessivamente il loro Paese e allo stesso tempo, troppo vincolante per l’azione delle multinazionali americane. Da qui la forte pressione per rendere il piano di azioni il più vago possibile spostando invece l’attenzione sui progetti bilaterali.
    L’Unione europea, che si è fatta portatrice del proprio modello di sviluppo che più di altri si avvicina all’idea di sostenibilità, di fatto in un ruolo di mediazione, ruolo che in alcuni casi ha saputo giocare con buona lungimiranza come nel caso del Protocollo di Kioto;
    Intorno a queste tre linee di confronto si sono poi articolate un insieme ampio di altre posizioni, espressioni di interessi particolari e generali, portate avanti da soggetti sociali ed economici i più diversi per carattere, storia e consistenza. Tra questi in particolare sono da ricordare le Associazioni ambientaliste, il Forum sociale mondiale, la rete mondiale delle istituzioni pubbliche locali, il sindacato internazionale, un folto e potente numero di imprese multinazionali.

    Le ragioni sono numerose. Tra le tante sicuramente un peso rilevante deriva dalla generale sottovalutazione politica e culturale della complessità di realizzare una strategia globale di sviluppo sostenibile. In particolare, non sono state tratte le conseguenze di quella strategia individuata con nettezza già nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, che fondavano la sostenibilità dello sviluppo su tre pilastri: quello sociale, quello ambientale e quello economico.
    Il fatto che uno dei punti di maggiore scontro sia stata la richiesta del Gruppo 77 di ridurre i sussidi pubblici alle produzioni dei Paesi sviluppati e, di converso, la richiesta dei Paesi sviluppati di applicare i diritti civili e del lavoro e misure di tutela ambientale nei Paesi a basso reddito, esprime efficacemente per un verso l’assunzione positiva del tema dell’ambiente e dei diritti nell’ambito del confronto politico sulle strategie di sviluppo globale. Allo stesso tempo, però, mette in evidenza la profonda inadeguatezza delle sedi, degli strumenti e degli attori.
    Sviluppare con coerenza le scelte di Rio 1992, avrebbe dovuto comportare una profonda innovazione di sedi, strumenti e soggetti, a partire dalla riforma delle istituzioni finanziarie internazionali, al fine di realizzare un’integrazione efficace dei tre pilastri.
    Tutto questo non è avvenuto e di fatto i travagliati lavori del Summit si sono sviluppati avendo alla base una visione strabica dei problemi: pensare , cioè, che il centro del Summit fosse il tema "dell’ambiente", quando invece il Summit si è andato caricando di tutto quell’insieme di contenuti, a partire da quello della lotta alla povertà, che sono base irrinunciabile della sostenibilità.

    G.Veniamo al TOI PROJECT
    La nostra via principale anche sul fronte della sostenibilità resta quella della contrattazione collettiva, meglio se supportata da incentivi pubblici che possano favorire la sostenibilità; su questi aspetti però il Summit non ci ha molto aiutati perché, nei confronti delle multinazionali, il WSSD si è orientato più su: certificazione e rendicontazione; questo é comunque uno spazio da quale sindacato non può star fuori.
    Visto il basso livello raggiunto a Johannesburg, l’esperienza Tour Operators Initiative project, che inizialmente ci aveva preoccupati non poco, pare sia quasi un’esperienza avanzata ad es., prendendo a riferimento le linee guida approvate, evidenziamo i seguenti indicatori:

    Indicatori di risultato a pagina 13

    PRODUCT MANAGEMENT AND DEVELOPMENT (PMD)

    PMD3. Describe key environmental, economic and social issues identified in
    destinations and types of information gathered 2 .
    Issues may include:
    Environment: water, wastewater, energy, and transport infrastructures;
    hazardous and solid waste disposal; air and water quality; land-use and
    biodiversity conservation; local environmental management structures.

    Socio-economic: respect for human rights (including indigenous and tribal
    people); compliance with ILO conventions on child and forced labour;
    freedom of association; non-discrimination; programmes to combat sexual
    exploitation of children and to combat and mitigate the social impacts of
    HIV/AIDS; citizen participation in planning process.

    Indicatori per il management interno a pagina 14
    INTERNAL MANAGEMENT (IM)

    Labour practices:
    IM1. Provide evidence of recruiting local residents (including destination
    nationals) for destination posts including management positions.
    Health and safety:
    IM2. Describe existence of policies and programmes to address the physical
    and mental well-being of staff at headquarters and destinations.
    Training and education:
    IM3. Describe types and mechanisms of training on environmental, social
    and economic issues by category of employee.
    Include destination representatives, senior management, middle management,
    professional, technical, administrative, production and maintenance.

    Indicatori per la catena dei fornitori a pagina 16

    SUPPLY CHAIN MANAGEMENT (SCM)
    SCM8. Indicate percentages of suppliers, by type, subject to supply chain
    policy that have a published sustainability policy, implemented a
    sustainability management system and/or have a staff person with
    management responsibility for corporate sustainability.
    SCM9. State types of information requested from suppliers, by type, on their 3 :
    (a) Environmental practices and performance.
    Include: Materials, water, energy, purchasing, solid waste, hazardous waste,
    effluents, emissions, transport, land-use and biodiversity.
    (b) Social practices and performance.
    Include: Community and staff development, indigenous and tribal people’s
    rights, formal employment contracts, social security, working conditions
    according to ILO Convention 172, equal treatment, non-discrimination,
    recognition of independent trade unions and application of collective
    bargaining agreements, health and safety committees, policies excluding child
    labour as defined by ILO, programmes to combat commercial sexual
    exploitation of children, and to combat and mitigate the social impacts of
    HIV/AIDS.

    L’indicatore SCM 9, a pagina 21 viene inserito quale Diritto Umano nella classificazione “Human Rights” del G.R.I.

    Questa nostra partecipazione all’iniziativa T.O.I Project, pur con le cautele del caso, va continuata,
    Abbiamo verificato che il difficile non è solo nell’individuare, proporre e far recepire gli indicatori, ma occorre difenderli dai continui attacchi, e serve mettere in piedi un sistema di monitoraggio per controllarne il rispetto.
    Prossimi appuntamenti:
    -19-20 novembre workshop
    -metà 2003 x aggiornamenti con le best pratices
    Sono graditi uggerimenti e proposte su come continuare l’iniziativa e si sollecita la disponibilità di altri colleghi a partecipare.

    Gabriele Guglielmi – Filcams CGIL
    2’ Assemblea Generale EFFAT settore Turismo – Bruxelles, giovedì 3 ottobre 2002