Category Archives: documentazione-generale

MICRO
Managing the Information and Consultation Rights Opportunity

Conferenza Europea

Madrid 30 e 31 maggio 2012

Il 30-31.05.2012 si è svolta a Madrid la terza ed ultima Conferenza Europea, che ha avuto come tema in tutti e tre gli incontri la Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo, riguardante l’istituzione del Comitato aziendale europeo (CAE) o di una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
Il primo giorno, gli esperti hanno analizzato alcuni articoli della Direttiva, che vertono sui seguenti temi (art. 8, art. 12, art. 13 e art. 14):

    -coordinamento dei livelli nazionale e transnazionale;
    -gestione delle informazioni riservate ed eventuali conseguenti violazioni, rimedi e sanzioni;
    -mutamenti organizzativi e strutturali del CAE, rinnovi accordi CAE e nuovi accordi.

Poi, sono intervenuti i rappresentanti sindacali di vari paesi quali Bulgaria, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia, che hanno illustrato la situazione specifica della loro realtà lavorativa e il ruolo, non affatto facile, svolto in tale ambito dal delegato CAE.
Il giorno successivo, i temi affrontati sono stati il Patto Fiscale, il contratto sociale europeo, la crisi economica e finanziaria e il ruolo dei Comitati aziendali europei.
Ad approfondire tali argomenti sono intervenuti gli esperti, un rappresentante della Confindustria, il presidente della CES (Confederazione Europea Sindacati), intervallati dalle considerazioni degli esponenti della CGIL, della CISL, della UIL e del Sindacato Spagnolo.
In sintesi, i punti fondamentali emersi in questo incontro sono i seguenti:

    -il CAE è un organo d’informazione e consultazione e non un soggetto contrattuale;
    -esso deve essere costituito da rappresentanti sindacali e non da delegati aziendali;
    -la formazione dei rappresentanti sindacali CAE è fondamentale per permettere di gestire le informazioni ricevute a livello europeo e deve essere svolta dalle organizzazioni sindacali nazionali;
    -attualmente, vi è una scarsa conoscenza del CAE e del suo ruolo e spesso la sua attività viene ostacolata dalle aziende.

La nuova direttiva 2009/38/CE svolge perciò una funzione fondamentale perché dovrebbe contribuire ad aumentare il numero dei Comitati e a garantire il loro corretto funzionamento.

A cura di Laura Galiazzo

Il 24 maggio 2012 a Bruxelles si é tenuta la riunione dei Coordinatori CAE di EFFAT; l’obiettivo dell’incontro era quello di confrontarsi su come rendere più incisiva l’attività degli oltre 100 CAE istallati in aziende del perimetro Agro.Intustriale-Turistico. EFFAT spinge affinché ogni CAE abbia un proprio coordinatore implementando notevolmente la situazione attuale; entro l’autunno verrà messo on line anche un nuovo sito dedicato proprio all’attività dei CAE EFFAT.
In questo contesto, Gabriele Guglielmi e Massimo Frattini hanno illustrato il Progetto MuMMIA che la Filcams, con una prestigiosa partnership, ha appena presentato sulla linea di bilancio del Dialogo Sociale Europeo dedicata ai CAE.
L’obiettivo di MuMMIA (si allega la presentazione) è quello di analizzare anche due altri aspetti inerenti i CAE:
-l’enorme Gap esistente fra Multinazionali che hanno i numeri per avere un CAE installato ed il numero effettivo dei CAE funzionanti;
-le ulteriori difficoltà di installazione di UNA CAE quando la Multinazionale è anche impresa "multi-settoriale"

A cura di Gabriele Guglielmi

Chi ha spostato il mio CAE? Adattare il sostegno dei CAE EFFAT alla nuova direttiva

Madrid 24/25 novembre 2011

Nei giorni 24 e 25 novembre 2011 si terrà un seminario organizzato da Effat, il sindacato europeo del turismo e dell’agricoltura, sul tema dei Comitati Aziendali Europei. Il seminario si propone l’obiettivo di aggiornare le modalità di funzionamento e le politiche alla luce della nuova direttiva europea sul tema della consultazione svolta dai Comitati Aziendali Europei. In questi 2 giorni membri e coordinatori dei CAE, per la Filcams Cgil era presente Gabriele Guglielmi in qualità di coordinatore del CAE Autogrill, dirigenti sindacali ed esperti della materia si sono confrontati sul nuovo ruolo che viene riconosciuto dalla normativa europea.
La nuova direttiva specifica la definizione di azienda transnazionale e interviene, aggiornandoli, sugli obblighi di informazione e consultazione.
In Italia la Direttiva Europea è stata oggetto di discussione fra le parti sociali, le quali hanno prodotto un avviso comune che è stato trasmesso al Parlamento; il recepimento della Direttiva e la trasformazione in legge dello Stato sarebbe dovuto avvenire entro il 5 giugno 2011 ma ancora non è stato fatto.

A cura di Massimo Frattini

Roma, 12 luglio 2011

Oggetto: testo decreto legislativo 2 aprile 2002, n. 74, coordinato con la Direttiva 2009/38
e l’Avviso comune 12 aprile 2011

Care compagne e cari compagni,

il 5 giugno u.s. è stato il termine ultimo per il recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva 2009/38. Il 12 aprile 2011 le parti sociali hanno sottoscritto l’Avviso comune per l’attuazione della direttiva e lo hanno trasmesso al Ministero del Lavoro. Il Governo non ha ancora provveduto ad avviare i lavori per la predisposizione di un testo di legge di recezione.

Con l’invito a trasmetterlo anche ai componenti CAE o RSU/RSA di aziende multinazionali presenti sul vostro territorio, vi inviamo il testo, predisposto dalla Confederazione, del decreto legislativo 2 aprile 2002, n. 74, coordinato con le modifiche (in neretto) introdotte dalla Direttiva 2009/38 e dall’Avviso comune delle parti sociali, che dovrà essere preso in considerazione e utilizzato per la sottoscrizione di nuovi Accordi Cae o per la revisione e rinnovo di accordi Cae in scadenza; inviamo anche una nota di lettura della CGIL sulle più importanti novità rispetto alla precedente normativa, ciò al fine di consentire un utilizzo coerente negli accordi Cae.

La Direttiva è entrata in vigore il 6 giugno scorso e, di conseguenza, l’Avviso comune rappresenta (in assenza di un testo di legge attuativo) la piena attuazione delle disposizioni contenute nella Direttiva stessa.

Vi informiamo che la Commissione Europea ha approvato un Progetto del Segretariato per l’Europa della CGIL sulla nuova normativa relativa ai Comitati Aziendali Europei e che a settembre la Confederazione avvierà una attività formativa finanziata indirizzata ai delegati Cae sulle novità apportate dalla Direttiva 2009/38. Invitiamo le strutture interessate a far partecipare propri delegati a segnalarlo all’indirizzo internazionale@filcams.cgil.it

Vi informiamo infine che la CGIL sta lavorando alla costituzione di un gruppo di esperti legali sulle controversie derivanti dalla violazione degli obblighi della direttiva.



Gabriele Guglielmi
Coordinatore delle Politiche Internazionali FILCAMS CGIL
All. 2

Roma, 15 aprile 2011

Alle Filcams Regionali
e Territoriali

All’Apparato Nazionale Filcams

Al Coordinamento CAE
e TNC della Filcams

Ai Delegati dei Comitati Aziendali Europei

e p. cSimon Cox
Responsabile EFFAT per i CAE
Claudia Saller
Responsabile EFFAT per i CAE
Silvana Bellotti
Coordinatrice CAE Filcams

Il 12 aprile 2011 Cgil, Cisl Uil, Confindustria, ABI, ANIA, Confcommercio hanno sottoscritto un Avviso Comune di recepimento della Direttiva 2009/38 sui Comitati Aziendali Europei, che il Governo italiano dovrà trasporre in testo di legge entro il prossimo 6 giugno.

In allegato vi trasmettiamo la documentazione relativa predisposta dalla Confederazione; vi preghiamo di diffonderla anche fra i componenti dei Comitati Aziendali Europei del vostro territorio.

Non appena disponibile vi forniremo anche la guida per i delegati.

Coloro che ancora non avessero ricevuto copia del libro "I Comitati Aziendali Europei, tra vecchio e nuovo diritto" di Giulia Barbucci e Gianni Arrigo, potranno richiederlo a:
internazionale@filcams.cgil.it

p.La Dipartimento Internazionale della Filcams
Gabriele Guglielmi

All. 5 – Decreto Legislativo 2 aprile 2002 n 74 attuazione Direttiva CAE
– Avviso comune 12 aprile 2011
– Lettera al Ministero avviso comune CAE
– Nota avviso comune CAE 12-04-2011
– Testo avviso comune CAE 12-04-2011

UNI EUROPA – LINEE GUIDA PER I CAE Bruxelles 20 dicembre 2010

Indice

1.1 Un approccio comune
1.2 Focus sui Comitati Aziendali Europei
1.3 Obiettivi di UNI Europa

5.1 Responsabilità della segreteria UNI Europa e degli affiliati
5.2 Informare i partner sociali europei dell’inizio di un SNB (attraverso la procedura descritta nella direttiva CAE 2009)

8.1 Accordi CAE: dagli standard minimi agli esiti ottimali
8.2 Il ruolo di UNI Europa nel processo di negoziazione
8.3 Firma dell’accordo CAE

L’obiettivo di queste linee guida è quello di delineare un approccio UNI Europa applicabile a tutti i settori di UNI Europa su questioni relative ai Comitati Aziendali Europei (EWC).

Queste linee guida definiscono le strategie e gli approcci di base. Sono state create attraverso i gli incontri del gruppo di lavoro intersettoriale “CAE più forti @ UNI Europa”. Ogni settore è invitato a svilupparle ulteriormente in base alle proprie necessità specifiche e procedure operative standard. I settori dovrebbero scambiarsi continuamente le proprie esperienze e riflettere insieme sul possibile utilizzo di queste linee guida nella prassi. Le linee guida possono e dovrebbero essere migliorate e sviluppate nel corso del tempo.

Il Responsabile per le politiche (Policy Officer ndt) di UNI Europa controllerà e faciliterà questi sviluppi e la cooperazione tra settori.

Esistono oggi forme diverse di rappresentanza e partecipazione transnazionale dei lavoratori all’interno di vari tipi di aziende. Le forme più comuni sono i CAE e gli organi di rappresentanza nelle SE (aziende europee). In pratica, il lavoro di UNI Europa si è concentrato e continua a concentrarsi sui CAE.

Per una lettura e una comprensione più facile, il seguente documento si riferisce solo ai CAE. Nonostante tutto, UNI Europa sostiene ogni altra forma di rappresentanza e partecipazione transnazionale dei lavoratori, in linea con i principi descritti in queste linee guida, e in base alle necessità dei lavoratori coinvolti e delle possibilità della Segreteria. Se necessario, queste linee guida saranno emendate per includere linee guida più specifiche sulle SE, sulla rappresentanza a livello di consiglio d’amministrazione, e sulle politiche aziendali in generale.

Queste linee guida spiegano come UNI Europa utilizza le possibilità offerte dalla legge, gli obiettivi sindacali che vuole raggiungere attraverso e per i CAE a beneficio della forza lavoro. Inoltre, spiegano come UNI Europa e i suoi affiliati possono lavorare insieme per coordinare e rafforzare questi organi.

Le leggi a cui facciamo riferimento sono in particolare:

UNI Europa ha come obiettivo di:

Per realizzare questi obiettivi, è vitale una forte presenza sindacale all’interno dei CAE. Le ricerche a livello accademico oltre alle esperienze pratiche hanno dimostrato che il coordinamento sindacale è importante fin dall’inizio nella formazione di un SNB, oltre a essere importante per lo svolgimento del lavoro dei CAE. La presenza sindacale può salvaguardare gli standard minimi degli accordi, garantire una prospettiva sindacale europea e aiutare i membri degli SNB/CAE/SE-WC (european companies works councils ndt) a diventare un gruppo unito.

I settori di UNI Europa dovrebbero identificarsi con le aziende all’interno della loro sfera di responsabilità che si qualificano per un CAE: Gli affiliati di UNI Europa dovrebbero fornire le informazioni necessarie a livello nazionale e in base ai loro contatti diretti con la forza lavoro e i CAE locali.

Dal punto di vista di UNI Europa, le aziende si qualificano se:

I CAE dovrebbero sempre riflettere le mire e gli obiettivi dei sindacati presenti nell’azienda. I CAE devono essere considerati strumenti nelle mani di UNI Europa e dei suoi affiliati per difendere e promuovere gli interessi dei dipendenti.

Pertanto, lo sviluppo di alleanze sindacali è un elemento fondamentale nel nostro lavoro per i CAE. Dobbiamo garantire che i membri del sindacato beneficino delle disposizioni legali citate in precedenza. UNI Europa non permetterà ai management aziendali di aggirare i rappresentanti sindacali legittimi.

Ogni SNB/CAE deve essere assestato in un’alleanza sindacale europea stabile e definita, che copra le aziende coinvolte. Dovrebbe includere i membri sindacalizzati dei SNB/CAE, il coordinatore SNB/CAE, i rappresentanti degli affiliati (dirigenti sindacali) che sindacalizzano l’azienda in questione.

L’alleanza può essere estesa al di fuori dell’Europa e diventare un’alleanza sindacale internazionale.

I settori di UNI Europa dovrebbero dare inizio a quest’alleanza e deciderne la struttura, il raggio d’azione e le possibili regole e procedure, e rendere trasparenti queste informazioni.

L’obiettivo di un’alleanza sindacale è quello di:

Se varie Federazioni Sindacali Europee che sono membri di ETUC stanno svolgendo attività di sindacalizzazione nella stessa azienda, UNI Europa coopererà con queste federazioni in modo aperto e costruttivo, a vantaggio dei dipendenti coinvolti.

Esistono vari punti di partenza per dare inizio a un SNB con l’obiettivo di creare un CAE. In ogni caso, l’elemento più importante è la comunicazione continua: non appena delle informazioni riguardanti un possibile o già esistente SNB arrivano alla segreteria di UNI Europa, il/i settore/i coinvolto avvertiranno tutti gli affiliati rilevanti per garantire una presenza e un coordinamento sindacale fin dall’inizio.

La decisione di dare inizio alla procedura per la creazione di un CAE, e i passi necessari per la sua implementazione, dovrebbero dipendere dalla Segreteria di UNI Europa, e in particolare dal settore rilevante di UNI Europa, in stretta cooperazione con gli affiliati coinvolti, in base alle leggi ma anche ai principi descritti in queste linee guida.

È responsabilità degli affiliati coinvolti informare la forza lavoro dell’azienda.

Quando l’iniziativa per la creazione di un SNB proviene dagli affiliati UNI Europa o dalla forza lavoro all’interno dell’azienda, ed è sostenuta dagli affiliati di UNI Europa, è essenziale che gli affiliati contattino e consultino sempre la Segreteria di UNI Europa prima di dare inizio a qualunque procedura.

Il settore/i di UNI Europa responsabile contatterà quindi gli affiliati presenti nelle nazioni coinvolte.

Lo stesso si applica se l’iniziativa di dare inizio a un SNB proviene del management aziendale.

L’articolo 5.2 della Direttiva CAE 2009/38/CE decreta che:

“La Direzione centrale e quella locale e le organizzazioni dei lavoratori e dei datori competenti, saranno informate delle composizione degli organi speciali di negoziazione e dell’inizio delle negoziazioni stesse”.

La Confederazione Sindacale Europea (ETUC) e l’organizzazione datoriale europea BusinessEurope hanno concordato di fornire un indirizzo mail ciascuno per garantire la trasmissione effettiva delle informazioni dalle aziende alle organizzazioni di partner sociali competenti. ETUC e BusinessEurope saranno responsabili della diffusione delle informazioni alle organizzazioni di partner sociali settoriali competenti, in modo tempestivo e in base alle loro strutture e procedure interne. ETUC ha messo il seguente indirizzo a disposizione: ewc@etuc.org.

ETUC è responsabile dell’inoltro delle richieste alle Federazioni Sindacali Europee. Per questo scopo, UNI Europa ha creato un indirizzo email: ewc@uniglobalunion.org. È responsabilità della Segreteria UNI Europa di garantire che siano presi i contatti necessari con i rappresentanti delle aziende rilevanti: i dipendenti e il management. UNI Europa seguirà le procedure di informazione proposte da ETUC, in base al “Regolamento per le procedure interne- informare i partner sociali europei dell’inizio delle negoziazioni CAE”.

Gli affiliati di UNI Europa dovrebbero monitorare se questa procedura nelle loro nazioni – per “informare le organizzazioni dei lavoratori e dei datori competenti” – viene osservata dalle aziende. Dovrebbero informare la segreteria di UNI Europa se sono a conoscenza della creazione di un SNB.

In caso di risposta negativa alla richiesta dei dipendenti di creare un SNB, gli affiliati dovrebbero informare i settori di UNI Europa coinvolti per decidere insieme un azione coordinata nei confronti dell’azienda. Se il management aziendale risponde in maniera positiva ( inizia la procedura per la creazione di un SNB), ma sta palesemente cercando di evitare o addirittura escludere il coinvolgimento sindacale, UNI Europa dovrebbe essere avvisata e dovrebbero essere coordinati i passi necessari tra UNI Europa e i suoi affiliati.

Prima di creare un SNB, i settori rilevanti di UNI Europa organizzeranno – se così è stato deciso e in base alle proprie possibilità – un incontro di coordinamento sindacale con tutti i potenziali membri dell’alleanza sindacale prevista.

L’obiettivo di tali incontri di coordinamento è quello di:

Gli accordi CAE sono sempre il risultato di una negoziazione e di un compromesso. Tuttavia, un accordo CAE non deve mai scendere sotto gli standard definiti dalla direttiva CAE 2009/38/CE che include i requisiti secondari, oltre alla legge applicabile sulla trasposizione e altre leggi applicabili.

Tuttavia, UNI Europa vuole ottenere delle disposizioni migliori e più concrete di quelle fornite dalla legge.

Oltre gli standard legali minimi, una prospettiva sindacale sul buon funzionamento di un CAE deve includere più aspetti e disposizioni dettagliate sugli accordi CAE. Pertanto, queste linee guida includono un allegato che suggerisce molti punti concreti che devono essere inclusi in un accordo CAE.

UNI Europa garantirà, attraverso la comunicazione e la coordinazione descritte in queste linee guida, che i rappresentanti dei dipendenti adottino un approccio comune e che le negoziazioni procedano senza intoppi.

UNI Europa incoraggerà e sosterrà gli SNB per elaborare una bozza di accordo CAE basato sull’Allegato presente in queste linee guida. Questa bozza sarà presentata al management non appena possibile durante le negoziazioni.

8.3 Firma di un accordo CAE

Uni Europa dovrebbe essere la (co-) firmataria degli accordi CAE negoziati all’interno della sua sfera di responsabilità. Questo per dimostrare chiaramente che i sindacati coinvolti sono uniti ed è presente una solidarietà transnazionale nei CAE.

UNI Europa non sosterrà accordi che siano inferiori agli standard minimi legali. Durante il processo negoziale, la Segreteria di UNI Europa deciderà caso per caso come procedere con le aziende coinvolte.

Ogni SNB e CAE dovrebbe essere coordinato da un dirigente sindacale responsabile. Una descrizione del ruolo e delle mansioni del coordinatore è incluso nell’Allegato.

La Direttiva UE 2009/38/CE prevede chiaramente che un SNB o CAE sia assistito da esperti del sindacato e obbliga il management delle aziende a coprire i costi di almeno uno di tali esperti. Di conseguenza, ogni SNB/CAE dovrebbe avere sempre un esperto sindacale che possa agire da coordinatore – come descritto in questo paragrafo.

In aggiunta, ogni SNB/CAE dovrebbe avere accesso ad altri esperti che possano fornire supporto per questioni finanziarie, economiche, legali o in ogni altra questione rilevante per gli SNB/CAE.

Il ruolo del coordinatore non è in competizione e neanche in contraddizione con il ruolo di un presidente di commissione/presidente/membro selezionato di un SNB/CAE nominato dal datore. Mentre il presidente (chair ndt) di SNB/CAE nominato dai dipendenti svolge le mansioni quotidiane del SNB/CAE, il ruolo del coordinatore è quello di riunire tutti i membri di un’alleanza sindacale e facilitare un approccio comune, fornire sostegno ai membri del CAE, e garantire che le negoziazioni SNB/procedure CAE siano in linea con le politiche di UNI Europa, e fungere da collegamento tra i CAE e la Segreteria di UNI Europa.

Il coordinatore può essere un membro dello staff della Segreteria di UNI Europa, o un dirigente sindacale di un affiliato UNI Europa con un mandato.

La nomina di un coordinatore SNB/CAE ricade nella sfera di responsabilità della Segreteria di UNI Europa. La Segreteria garantirà la trasparenza di questa nomina e l’accettazione da parte dei CAE. Gli affiliati devono essere inclusi in questo processo, poiché sono gli attori più importanti nelle operazioni quotidiane di un SNB/CAE. Il loro ruolo è quello di garantire che il coordinatore abbia il necessario profilo e risorse. Essi informano la Segreteria di UNI Europa se lui/lei non è più in grado di agire da coordinatore, e propongono altre persone per rimpiazzarlo. Il futuro coordinatore deve essere informato su cosa ci si aspetta da lui/lei.

Un coordinatore dovrebbe avere esperienza con i SNB/CAE, possedere abilità di negoziazione e mediazione, e dovrebbe parlare almeno due lingue europee. Lui/lei dovrebbe avere dimestichezza con i settori e le aziende coinvolte. Se lui/lei non ha seguito le operazioni del SNB/CAE fin dall’inizio, dovrebbe essere informato della storia specifica e dei problemi potenziali. UNI Europa e i suoi affiliati sono consapevoli che questa persona avrà bisogno di tempo e risorse per svolgere le sue mansioni di coordinatore.

Il sostegno da parte della Segreteria di UNI Europa dovrebbe includere:

Il sostegno da parte dell’affiliato che rappresenta il sindacato di origine del coordinatore dovrebbe includere:

La Direttiva CAE 2009/38/CE, ufficialmente in vigore dal giugno 2011, ha migliorato significativamente la definizione di informazione, consultazione, trans-nazionalità, il coinvolgimento dei sindacati, il diritto alla formazione, e molto altro. I settori di UNI Europa dovrebbero cercare di identificare gli accordi esistenti che devono essere adattati per trarre beneficio da questi miglioramenti. Se preferibile, potrebbe essere presa l’iniziativa di adattare gli accordi esistenti agli standard attuali.

La Direttiva CAE 2009/38/CE offre la possibilità di negoziare un nuovo accordo CAE in caso di cambiamenti significativi nella struttura aziendale (“clausola di adattamento”). Questa possibilità dovrebbe essere utilizzata il più possibile, per migliorare le procedure di informazione e consultazione.

I seminari di formazione sono essenziali per rendere consapevoli i membri dei CAE dei loro nuovi diritti forniti dalla Direttiva CAE 2009/38/CE e di come possono applicarli in pratica.

UNI Europa sosterrà e faciliterà in base alle sue capacità la possibilità per i membri di CAE e i loro coordinatori di accedere alla formazione. I settori di UNI Europa dovrebbero fornire seminari di formazione, utilizzando le linee di finanziamento rilevanti della Commissione Europea e cercare anche di utilizzare altre fonti di finanziamento. In aggiunta, UNI Europa dovrebbe cercare di fornire formazione intersettoriale e forum per lo scambio di informazioni per i membri di CAE, e in particolare i coordinatori.

UNI Europa coopererà a stretto contatto con i formatori di ETUI (European Trade Union Institute). Fornitori di servizi privati di formazione (istituti di formazione privati o docenti individuali che non sono impiegati da un sindacato) saranno inclusi nei seminati solo a condizione che UNI Europa definisca il tema della formazione e i contenuti dei corsi. I docenti faranno rapporto alla Segreteria di UNI Europa in merito agli esiti dei corsi di formazione.

12 Allegato 1: elementi per un accordo CAE

Un accordo CAE deve includere gli standard e le definizioni stabilite dalla Direttiva CAE 2009/38/CE inclusi i requisiti secondari e la legge nazionale sulla trasposizione applicabile. In aggiunta, UNI Europa raccomanda di includere i seguenti punti:

Incontri:

Comitato selezionato:

Composizione dei membri

Informazione e consultazione:

Lingue

Rappresentanti sindacali ed esperti aggiuntivi

Riservatezza

Costi e mezzi richiesti

Formazione

Regole procedurali interne

Le regole procedurali interne possono aiutare a prevenire i conflitti con il CAE. Possono descrivere il ruolo e le mansioni del presidente, dei membri del comitato selezionato, e altre funzioni all’interno del CAE. Tali regole non devono necessariamente fare parte di un accordo, ma possono diventare un documento solo per i rappresentanti dei lavoratori. Tali regole non devono essere accettate dal management.

Leggi nazionali applicabili

I membri di un SNB e quelli del management dovrebbero decidere unitariamente in base a quale legge nazionale opererà il CAE e di quale corte sarà la giurisdizione, e includere queste informazioni nell’accordo.

13 Allegato 2: Ruolo e mansioni dei coordinatori SNB

Collegamento, comunicazione, presenza sindacale

Linee guida e consigli

Sostenere la coesione del gruppo e una prospettiva europea

14 Allegato 3: Ruolo e mansioni dei coordinatori CAE

Collegamento, comunicazione, politiche sindacali

Linee guida e consigli

Garantire una prospettiva europea

27 Gennaio 2010 Bruxelles

Dal 19 al 22 gennaio 2010, a Nizza, si svolge il seminario organizzato da Ver.di Innotec e UNI Europa sugli EWC’s e sul ruolo di "EWC coordinator". Il progetto è interamente finanziato dall’Unione Europea ed oltre ad aggiungersi ai vari momenti di incontro e formazione precedenti che hanno da sempre visto la partecipazione delle componenti sindacali di tutta Europa nei diversi settori, si pone l’obiettivo di dare le corrette competenze e capacità a tutti quei soggetti incaricati di migliorare le condizioni di lavoro di migliaia di lavoratori a livello europeo. L’occasione segue, a distanza ravvicinata, l’ultima direttiva UE in materia di rappresentanza e dialogo sociale emanata nel 2009 dalla Commissione Europea. Ai lavori partecipano delegazioni di lavoratori di grosse multinazionali del settore dell’Information and Technology oltre ad un nutrito numero di sindacalisti delle varie federazioni europee aderenti al sindacato UNI Global settore ICTS. L’ottica è quella di migliorare le relazioni industriali e aumentare la partecipazione alle dinamiche sociali da parte di tutti i lavoratori, creare migliori vie di contatto tra rappresentanti e rappresentati ad ogni livello specialmente nel difficilissimo momento di crisi economica in corso. Per il 2010 sono previste altre analoghe iniziative; a quella in corso la Filcams CGIL, per il settore del Terziario Avanzato, UNI Europa ICTS, partecipa con una propria delegazione.
(a cura Gianluca Iacoangeli)


Roma, 7 ottobre 2008

Object: NH, project for the unionization and constitution of EWC

Kerstin Howald (EFFAT)
Fernando Medina Gomez (FECOHT-CC.OO)
Giovanni Pirulli (FISASCAT-CISL)
Emilio Fargnoli (UILTuCS-UIL)


e p. c.Ron Oswald (IUF-UITA)
Francisco Dominguez Villalon (UGT-CHTJ)
Emilio Ferrero (UGT-CHTJ)
Maurizio Scarpa (FILCAMS-CGIL)

In occasion of the event organized by UGT-CHT the day 27th september 2008 during the world tourism day, I have met in NH Palacio de Ferrera in Avila: Ron Oswald, Francisco Dominguez Villalon and Emilio Ferrero.

Considering that NH is one of the 9 hotel chains of the unionizing project by IUF-UITA and that NH is present mainly in Spain, but that, with the acquisition of the Italian chains: FraMon and Jolly Hotel it is the biggest Italian hotel chain, I proposed to develop a common project to unionize the NH chain.

We agreed on:

-the opportunity of developing such project involving also FECOHT-CC.OO, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL;

-the opportunity to start the procedures for the constitution of the EWC engaging EFFAT, and FECOHT-CC.OO, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL and the european union organizations affiliated and where NH is more present: e.g. Germany, Holland, Belgium, Austria.

Hoping you agree with these proposals, and with the objective of planning a meeting with all the interested operative Organizations, I ask your availability to participate in this initiative.

Kind Regards.
FILCAMS CGIL
Gabriele Guglielmi

Direttiva 2001_86 Coinvolgimento lavoratori.pdf

Campagna della CES per il riesame della Direttiva sui CAE

Base giuridica

"Il 22 settembre 1999 la Commissione riesamina, in consultazione con gli Stati membri e le parti sociali a livello europeo, le modalità di applicazione della presente direttiva ed esamina in particolare se le soglie degli effettivi sono adeguate, onde proporre al Consiglio, in qualità di bisogni, le modifiche necessarie". (Art. 15, Direttiva sui CAE).

Spetta alle legislazioni nazionali ed europee evitare i regolamenti giuridici imprecisi o sollevare dei dubbi nel corso di un riesame, al fine di evitare ogni litigio. L’integrazione nell’articolo 15 della direttiva dell’obbligo di riesaminare la Direttiva e, se opportuno, sottoporre delle proposte di modifiche si ritiene il riflesso della necessità di prendere in considerazione il principio di disposizioni legali precise.

Il periodo trascorso fra l’adozione della Direttiva (22.9.1994) e la data del suo riesame, fissato nell’articolo 15 (22.9.1999) aveva l’obiettivo di permettere l’identificazione delle disposizioni imprecise o inadeguate in vista della loro modifica.

L’iniziativa del riesame spetta alla Commissione. Il riesame si svolge in consultazione con gli Stati membri e le parti sociali a livello europeo. L’esperienza concreta acquisita durante i negoziati di creazione dei CAE e nella loro messa in opera autorizza "le parti sociali a livello europeo" di essere considerate all’articolo 15. Il riesame riguarda la totalità della portata della Direttiva. Viene messo in evidenza un punto in particolare: il riesame deve valutare " se le soglie di effettivi sono adeguate". Il riesame si svolge " in vista di proporre al Consiglio le modifiche in quanto necessarie.".

Quali sono le modifiche "adeguate" e come decidere se sono necessarie? La Direttiva si prefigge l’obiettivo "di migliorare il diritto all’informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle imprese di dimensione comunitaria ed i gruppi di imprese di dimensione comunitaria (art. 1.1). Secondo i termini della Direttiva, è necessario prendere delle disposizioni per controllare che i lavoratori occupati nelle imprese di dimensione comunitaria siano correttamente informati e consultati quando vengono prese delle decisioni che li riguardano in uno Stato membro diverso da quello in cui lavorano".

E’ certo che le modifiche della Direttiva che permette di garantire che i salariati vengano "correttamente informati e consultati" sono "adeguate" e "necessarie". La pratica ha spesso dimostrato che a causa di una mancanza di precisione nella Direttiva stessa, i salariati non vengono "informati e consultati correttamente"; è necessario modificare i paragrafi in questione, in particolare la definizione dell’informazione e della consultazione. Essa ha inoltre dimostrato che i rappresentanti dei salariati che operano nel quadro della Direttiva devono essere protetti in modo migliore e chiedono dei diritti supplementari al fine di esercitare le loro funzioni.

"Conformemente al principio dell’autonomia delle parti", il preambolo della Direttiva stipula: "Spetta ai rappresentanti dei lavoratori ed alla direzione dell’impresa o dell’impresa che esercita il controllo di un gruppo, determinare di comune accordo la natura, la composizione, le attribuzioni, le modalità di funzionamento, le procedure e le risorse finanziarie del comitato europeo d’impresa". Per raggiungere l’obiettivo della Direttiva, "la direzione centrale avvia il negoziato" (art. 5.1). "La direzione centrale ed il gruppo speciale di negoziato devono negoziare in uno spirito di collaborazione allo scopo di giungere ad un accordo". E’ innegabile che tali modifiche siano adeguate e necessarie per eliminare gli ostacoli all’organizzazione di negoziati positivi ed efficaci.

Due esempi supplementari di emendamenti adeguati e necessari sono ripresi nel documento "Emendamenti della CES alla direttiva del Consiglio 94/45/CE".

Base politica della campagna a favore di un riesame della Direttiva sui CAE

"Riesame della Direttiva sui Comitati europei d’impresa" Risoluzione adottata dal Comitato esecutivo, dicembre 1999

"Emendamenti della CES alla direttiva del Consiglio 94/45/CE"

Due obiettivi fondamentali:

Adozione della Direttiva sull’informazione e la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici

Riesame della Direttiva sui CAE

Azioni già svolte:

La CES ha posto le basi politiche della campagna, ha contattato il Parlamento e, durante una riunione dei coordinatori dei vari gruppi in marzo, ha formulato le nostre rivendicazioni in materia di riesame della Direttiva. La CES ed i coordinatori si sono accordati per portare a buon fine la riunione di luglio dell’Intergruppo per dibattere in seguito sul riesame della Direttiva.

Gli emendamenti della CES alla Direttiva sono stati inviati agli addetti agli affari sociali delle rappresentanze permanenti. Attualmente sono in corso delle interviste.

Gli emendamenti della CES alla Direttiva sui CAE sono stati inviati alle PMI. Attualmente sono in corso delle interviste.

Dei centri nazionali hanno organizzato delle conferenze per raccomandare un riesame della Direttiva (ad esempio durante la Conferenza TUC/FNV/CGT sui CAE nei conglomerati, svoltasi a Leeds in febbraio ed una risoluzione è stata adottata dai partecipanti in materia di riesame della Direttiva ed inviata alla Commissione).

Metodologia della campagna. Chi fa cosa?

Stretta cooperazione sotto l’egida della CES.

Ruolo della CES, delle Federazioni sindacali europee e dei centri nazionali:

Centri nazionaliContattare i governi nazionali
Contattare la stampa nazionale
Organizzare manifestazioni nazionali (seminari,
conferenze) sulle esperienze fatte fino ad ora nei CAE,
riesame necessario
Contattare, in collaborazione con la CES, le PMI nazionali
Ricorrere ai seminari nazionali affinchè i membri dei CAE
possano raccomandare un riesame della Direttiva sui CAE
Organizzare delle giornate nazionali CAE
Contattare le confederazioni padronali dei loro paesi per
raccomandare un riesame

Federazioni sindacali europee:

Contattare i CAE del loro settore, chiedere loro di firmare una petizione o di scrivere alla Commissione, al loro governo nazionale e al parlamento europeo;

Contattare le organizzazioni padronali del loro settore al fine di raccomandare un riesame della Direttiva;

Approfittare di tutte le loro riunioni per raccomandare un riesame della Direttiva (ad es.: una lettera comune del CAE di XYZ alla Commissione, sollecitando un riesame della Direttiva, lettera dei membri del CAE del settore XYZ alla Commissione, chiedendo il riesame della Direttiva, lettera dell’Esecutivo, della conferenza annuale, di… Alla Commissione per chiedere un riesame della Direttiva);

Convincere le loro organizzazioni affiliate a prendere delle misure a livello nzionale per chiedere al governo nazionale di riesaminare la Direttiva sui CAE;

Organizzazione congiunta con la CES di una Giornata europea d’azione sul riesame della Direttiva.

CES:

Stabilire la base politica della campagna;
Contattare le PMI;
Contattare le Rappresentanze permanenti degli Stati membri a Bruxelles;
Organizzare, in collaborazione con la FSE una conferenza pubblica in ottobre ed una Giornata europea d’azione;
Fare pressione presso la Presidenza;
Contattare la stampa;
Fornire il materiale da utilizzare nel corso della campagna;
Integrare la campagna a favore del riesame dei CAE nella campagna globale per migliorare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Obiettivi:

prima dell’estate:

Rapporto finale della Commissione sull’applicazione della Direttiva prima delle vacanze d’estate;
Sensibilizzare le PMI sulla necessità del riesame della Direttiva;
Sensibilizzare i governi degli Stati membri sulla necessità di riesaminare la Direttiva.

Dopo le vacanze d’estate:

Discussione generale in seno al Consiglio sul riesame della Direttiva sui CAE;
Decisione del Consiglio relativa al progetto di Direttiva sull’informazione e la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici;
Risultati di uno studio condotto presso i membri dei CAE (ammesso che i risultati siano resi pubblici);
Conferenza sui CAE in ottobre;
Conferenze nazionali;
Bozza di lettera della Commissione alle parti sociali.

Primo semestre 2001

Decisione relativa agli emendamenti apportati alla Direttiva sui CAE.

Bozza di lettera alle PMI

Poichè disponiamo di oltre 600 accordi d’istituzione di Comitati europei d’impresa/noi abbiamo creato…. Comitati europei d’impresa nel settore… Sono in corso dei negoziati che riguardano la creazione di Comitati europei d’impresa supplementari. Noi riteniamo il numero di comitati europei d’impresa nel settore…. a…alla fine del 2000.

Il… ha acquisito una solida esperienza, sia nei negoziati di creazione dei CAE che nelle attività pratiche che si svolgono in seno a tali comitati. Forti di tale esperienza sul terreno, noi diamo un appoggio incondizionato alle rivendicazioni della CES in materia di riesame della Direttiva.

La Direttiva si prefigge l’obiettivo di migliorare l’informazione e la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti e di garantire che i loro punti di vista vengano presi in considerazione nelle decisioni prese dalla direzione centrale dell’impresa. Per arrivare all’informazione ed alla consultazione come sono descritte nella Direttiva, i rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici dovrebbero disporre d’informazioni esaurienti ed essere consultati prima che siano prese delle decisioni.

La pratica si allontana troppo spesso da tali obiettivi. A volte, i documenti non sono disponibili e le informazioni vengono trasmesse verbalmente. E’ spesso difficile ottenere la minima informazione fra le riunioni dei Comitati europei d’impresa. La consultazione non viene presa sul serio. E ancora, i rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici in seno ai Comitati europei d’impresa, vengono semplicemente messi difronte al fatto compiuto. Renault-Vilvoorde non è che un esempio fra molti. A volte i membri dei CAE devono racimolare le informazioni che riguardano le misure di ristrutturazione dell’impresa presso la stampa.

Il lavoro pratico che noi svolgiamo in seno ai CAE dimostra che l’informazione e la consultazione devono essere rafforzate. La consultazione deve aver luogo prima della presa di decisione, durante la fase della pianificazione, quando le decisioni possono ancora essere influenzate, unico momento in cui la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici è utile ad entrambe le parti.

I membri dei Comitati europei d’impresa hanno un compito difficile da svolgere e in un contesto totalmente inedito. La nostra esperienza dimostra che i membri dei CEE hanno bisogno di una formazione specifica. La formazione aiuta i membri dei CEE a sfruttare al meglio le loro attribuzioni, ciò che è positivo anche per l’impresa.

Dopo l’adozione della Direttiva sui CAE nel 1994, noi abbiamo partecipato a….. negoziati sulla creazione di Comitati europei d’impresa. In quanto Federazioni sindacali europee noi abbiamo coordinato….. negoziati. La nostra presenza ha arricchito considerevolmente i negoziati, successo riconosciuto anche dal padronato. Il ruolo svolto dalle Federazioni sindacali europee nei negoziati dovrebbe essere riconosciuto nella Direttiva.

L’articolo 15 della Direttiva del Consiglio 94/45 sulla creazione di un Comitato europeo d’impresa chiede alla Commissione di riesaminare le sue modalità di applicazione "in consultazione con gli Stati membri e le parti sociali a livello europeo".

Noi vi chiediamo di aiutarci a fare pressioni sulla Commissione per presentare degli emendamenti alla Direttiva che miglioreranno l’informazione e la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti.

Bozza di lettera ai governi nazionali

Esistono oltre 600 accordi di istituzione di Comitati europei d’impresa/ noi abbiamo creato…. Comitati europei d’impresa nel settore… Sono in corso dei negoziati riguardo la creazione di Comitati europei d’impresa supplementari. Noi riteniamo che il numero di Comitati europei d’impresa nel settore…. siano…. entro la fine dell’anno 2000.

Il…. ha acquisito una solida esperienza sia nei negoziati di creazione dei CAE che nelle attività pratiche che si svolgono in seno a tali comitati. Forti di tale esperienza sul terreno, noi diamo un appoggio incondizionato alle rivendicazioni della CES in materia di riesame della Direttiva.

La Direttiva si prefigge l’obiettivo di migliorare l’informazione e la consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti e di garantire che i loro punti di vista vengano presi in considerazione nelle decisioni prese dalla direzione centrale dell’impresa. L’informazione e la consultazione, in seno alla direttiva, richiedono che i rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici dispongano d’infomazioni esaurienti e siano consultati prima che vengano prese le decisioni.

Troppo spesso la pratica si allontana da tali obiettivi. A volte i documenti non sono disponibili e le informazioni vengono trasmesse verbalmente. Spesso è difficile ottenere la minima informazione fra le riunioni dei Comitati europei d’impresa. La consultazione non viene presa sul serio. E ancora, i rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici in seno ai Comitati europei d’impresa vengono messi semplicemente davanti al fatto compiuto. Ranault-Vivoorde non è che un esempio fra tanti altri. A volte, i membri dei CAE devono racimolare le informazioni che riguardano le misure di ristrutturazione dell’impresa dalla stampa.

Il lavoro pratico che noi svolgiamo in seno ai CAE dimostra che l’informazione e la consultazione devono essere rafforzate. La consultazione deve aver luogo prima della presa di decisioni, nel corso della fase di pianificazione, quando le decisioni possono ancora venir influenzate, solo momento in cui la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici è utile a entrambe le parti.

I membri dei Comitati europei d’impresa hanno un compito difficile da svolgere e ciò avviene in un contesto totalmente inedito. La nostra esperienza dimostra che i membri dei CAE hanno bisogno di una formazione specifica. La formazione aiuta i membri dei CAE ad adempiere nel modo migliore alle loro incarichi, ciò che è positivo anche per l’impresa.

Dall’adozione della Direttiva sui CAE nel 1994, noi abbiamo partecipato a….. negoziati sulla creazione di Comitati europei d’impresa. In qualità di Federazioni sindacali europee, noi abbiamo coordinato…. negoziati. La nostra presenza ha arricchito grandemente i negoziati, successo che anche il padronato ha riconosciuto. Il ruolo svolto dalle Federazioni sindacali europee nei negoziati dovrebbe venir riconosciuto nella Direttiva.

L’articolo 15 della Direttiva del Consiglio 94/45 sulla creazione di un Comitato europeo d’impresa chiede alla Commissione di riesaminare le sue modalità di applicazione "in consultazione con gli Stati membri e le parti sociali a livello europeo".

Noi vi chiediamo di aiutarci ad esercitare pressioni sulla Commissione per avviare delle discussioni relative alle modifiche della Direttiva sui CAE con gli Stati membri e le parti sociali.

La Direttiva persegue l’obiettivo di migliorare l’informazione e la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici in seno ad un’impresa di dimensione europea. Il CAE contribuisce al raggiungimento di questo obiettivo. Le esperienze ci hanno dimostrato come la creazione di un quadro comune d’informazione e di consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici è essenziale al buon funzionamento dei Comitati europei d’impresa. Noi facciamo quindi appello per l’adozione del progetto di Direttiva su un quadro generale d’informazione e di consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti, in conformità al rapporto di Fiorella Ghilardotti del PE.

Calendario delle manifestazioni

giugno:21-22.6
Parigi
Conferenza CFDT:Informazione e consultazione, il diritto di essere consultati

luglio:4.7.
Incontro CES-PE

ottobre:Parigi
Conferenza CES sul riesame della Direttiva
24.10
Londra
Conferenza di UNI-Finanze sulle fusioni e il riscatto delle imprese

Willy Buschak
Segretario confederale
22.6. 2000 MG

Direttiva 97_74 Istituzione CAE UK.pdf