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È online il nuovo numero di Diario Terziario di ottobre.

L’intervista alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli, le riflessioni sulla Riforma delle Pensioni di a Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil Nazionale, il bilancio della stagione turistica e tanto altro ancora.

Diario Terziario Ottobre 2017

Intervista a tutto campo alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli. Dal ruolo della contrattazione al rapporto con le associazioni datoriali e con la politica, passando per temi sociali come la violenza sulle donne

Contrattazione in stallo in tutti i settori, quali sono le prospettive e le azioni per sbloccare la situazione?

Il tema della contrattazione resta centrale nella nostra iniziativa a partire proprio dai rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. L’obiettivo è quello di sanare una stagione che per molti settori significa la mancanza di un rinnovo contrattuale da oltre 4 anni. Un’esigenza per i lavoratori, ma riteniamo dovrebbe esserlo anche per le aziende e le associazioni di rappresentanza datoriale. L’assenza prolungata di un rinnovo rischia di mettere in discussione il ruolo stesso del contratto nazionale che rappresenta il riferimento economico e normativo per i settori. Questa esigenza per noi resta legata all’obiettivo di consegnare una risposta coerente alle battaglie che abbiamo sostenuto in questi anni. Ciò significa produrre un risultato salariale certo e in linea con i contratti fino ad ora rinnovati e non smantellare l’architettura dei diritti e delle tutele; in tal senso va rimossa la posizione di un contratto finalizzato alla riduzione dei costi su cui si sono cristallizzate le Associazioni datoriali. Una situazione già complessa in cui ricercare le giuste soluzioni contrattuali che per la prima volta vede, dall’avvio della fase dei rinnovi, una disarticolazione delle Associazioni datoriali a partire dal settore del turismo e del terziario. La frammentazione che ne è derivata, ampliando il quadro dei soggetti datoriali, rimette in discussione il sistema di relazioni sindacali come lo abbiamo conosciuto, provocando e scaricando sulle trattative anche la necessità di evitare l’effetto dumping in ambiti concorrenziali. Una responsabilità che non può essere in capo solo alle Organizzazioni Sindacali, ma che deve vedere un’assunzione da parte delle stesse Associazioni di rappresentanza delle aziende. Anche per intervenire su questo problema è importante continuare a lavorare per rafforzare e dare concretezza agli accordi interconfederali sulla rappresentanza arrivando a misurare non solo il peso delle organizzazioni sindacali dei lavoratori,  ma anche quello delle stesse associazioni datoriali.

Dopo la prima edizione di the New Order – Nuove  frontiere per l’inclusione, continua la riflessione sul tema della contrattazione?

Con la contrattazione ci siamo già misurati rispetto ai grandi cambiamenti intervenuti in questi anni nel lavoro, dagli orientamenti e le scelte in tema di politiche del lavoro da parte della politica che ha prodotto un attacco come il JobsAct alla più difficile crisi economica dal dopoguerra vissuta nel nostro paese. La contrattazione, da quella nazionale a quella sociale, è coinvolta dalle trasformazioni e dagli effetti negativi prodotti dalle politiche di austerity, la spending review, la crescita delle disuguaglianze e della povertà. Abbiamo condotto un’azione necessariamente difensiva e di tenuta rispetto ai problemi occupazionali e al mantra assordante della messa in discussione dei diritti e delle tutele proposto come unico antidoto per uscire dalla crisi e dalle difficoltà aziendali e di sistema. All’azione prevalentemente difensiva abbiamo però associato la necessità di rompere lo schema ponendo l’alternativa e diventando attori di una proposta di cambiamento.

In questi anni la Cgil e la Filcams sono stati in campo per la costruzione del Nuovo Codice degli Appalti, con le proposte contenute nel Piano per il Lavoro della Cgil e nella Carta del Turismo della Filcams abbiamo indicato investimenti e ambiti di sviluppo che portano a far crescere il lavoro e la qualità del lavoro. Nella Carta dei Diritti Universali del Lavoro abbiamo esplicitato la necessità di ricomporre il mondo del lavoro, le differenze, le disuguaglianze declinando il significato anche di contrattazione inclusiva. Abbiamo posto al centro il lavoro e soprattutto la necessità di consegnare alle persone, al di là della tipologia di rapporto di lavoro, un corredo di tutele e diritti.

La contrattazione, per la categoria, è lo spazio dove dobbiamo continuare a declinare questa alternativa per riconsegnare centralità al lavoro e alle condizioni di lavoro. Per questo una categoria come la Filcams ha bisogno di continuare a svolgere  una lettura collettiva dei contesti e dello stato della contrattazione per tracciare un orizzonte diverso anche per affrontare le prossime scadenze contrattuali. Un’azione contrattuale che ha come perno quello dell’inclusività guardando contestualmente ai nuovi scenari che stiamo già vivendo. I nostri settori sono attraversati da nuove forme che estendono e cambiano la forma della competizione globale. L’innovazione tecnologica non è un fattore che ridisegnerà la fabbrica o il manifatturiero ma l’intera modalità della produzione e distribuzione partendo anche dai servizi e dal terziario. Ci confrontiamo già con realtà come Google, AirBnB,  Amazon, Booking, Foodora, che rappresentano solo una dimensione dei processi di cambiamento e spesso non in chiave positiva. Ma quali impatti avrà la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica nella creazione di nuovo lavoro, nell’impatto con il lavoro tradizionale, sull’organizzazione stessa del lavoro, dagli orari al luogo di esecuzione del lavoro, sono solo alcuni dei temi che abbiamo la necessità di  valutare per rendere la contrattazione adeguata ad anticipare e dare risposte a questi processi. In questa chiava lavoreremo nei prossimi mesi fino ad arrivare all’appuntamento conclusivo della seconda edizione di The New Order.

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Un risultato importante per l’attività sindacale che rafforza il diritto di reintegra.

Il Tribunale di Bologna, con una sentenza del 26 settembre scorso, ha reintegrato la delegata sindacale della Filcams di Bologna, dipendente della Azienda Chef Express del locale “la Pioppa Est” di Bologna, licenziata illegittimamente nel maggio scorso, ordinando la corresponsione delle retribuzioni a dal licenziamento fino al giorno dell’effettivo reintegro.

La delegata sindacale della Chef Express, con istanza congiunta della Filcams Cgil di Bologna, il primo giugno scorso, aveva impugnato come illegittimo il licenziamento attraverso il quale l’Azienda contestava l’utilizzo del permesso sindacale non in coincidenza con il turno pomeridiano., tra l’altro dopo aver incaricato un investigatore privato per controllare la lavoratrice.

“La sentenza finalmente stabilisce la correttezza e la buona fede della delegata” afferma la Filcams Cgil di Bologna,che ha svolto l’attività sindacale anche in momenti diversi rispetto al turno di lavoro, e la coincidenza dell’interesse individuale con l’interesse collettivo del sindacato.”

La sentenza stabilisce, inoltre, che l’attività sindacale può essere svolta in fascia oraria diversa rispetto allo svolgimento dell’attività lavorativa, riaffermando una piena e reale agibilità sindacale.

Soddisfazione anche da parte della Filcams Nazionale “Chef Express è un player che si sta contraddistinguendo per modalità pessime di gestione dei rapporti di lavoro e scorrettezza nelle relazioni sindacali” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale. “Di recente l’azienda ha cercato anche di aggirare i vincoli previsti dal Contratto Nazionale sul passaggio dei lavoratori in un cambio di concessione di un ristorante nella stazione di Rogoredo: anche in questo caso siamo intervenuti legalmente e il tribunale di Milano ha imposto le assunzioni. Chef Express deve cambiare atteggiamento perché questo clima di scontro perenne con i dipendenti e con le organizzazioni sindacali è del tutto improduttivo.”

Si tratta, dunque, di un risultato importante che riafferma tutta l’attualità del diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, ed il diritto delle Organizzazioni Sindacali di poter svolgere in libertà l’attività sindacale così come previsto dallo Statuto dei lavoratori.

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“Le modifiche alla legge del settore termale: quali le opportunità da cogliere?” è il titolo dell’iniziativa organizzata a Salsomaggiore dalla Filcams Cgil provinciale, dalla Camera del lavoro di Salsomaggiore e dal Consorzio Terme Berzieri lo scorso 18 settembre.

Un momento di confronto importate sul settore termale, per rimettere al centro le necessità di un comparto che potrebbe essere una risorsa di pubblico interesse. “A Salsomaggiore abbiamo ripreso a parlare di terme e di quello che serve al settore: l’approvazione del disegno di legge Fanucci alla Camera consentirebbe di riprendere il testo nella prossima legislatura e non disperdere il lavoro fatto finora. La revisione normativa e il piano di rilancio sono infatti primo passo decisivo che deve essere portato a termine, uno spiraglio per ridare fiato ad un settore in crisi” ha affermato Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale a cui sono state affidate le conclusioni della giornata. “Bisogna tenere alta l’attenzione alla legalità nei percorsi di subentro dei privati, e serve un maggior impegno delle istituzioni centrali e periferiche per questa componente del sistema sanitario pubblico nazionale.”

Alla tavola rotonda ha partecipato anche Patrizia Maestri deputata del Partito Democratico:  “La proposta di legge che modifica la legge 323 del 2000 è in discussione alla Camera e speriamo di approvarla entro la fine della legislatura; ma è necessario anche sostenere i lavoratori stagionali del turismo e termalismo aumentando la copertura della disoccupazione come prevede è la mia proposta di legge che sosterrò anche durante la legge di bilancio.” La deputata infatti, è l’autrice della legge correttiva della Naspi per i lavoratori stagionali.

Tra gli altri partecipanti: il senatore Giorgio Pagliari, primo firmatario al Senato della proposta di legge; Luciano Mondani, vice presidente di Tst srl e Aurelio Crudeli, direttore generale di  Federterme che ha dato disponibilità a riprendere il confronto per il rinnovo del contratto nazionale, fermo a febbraio 2016.

Disponibilità apprezzata da De Zolt che aggiunge: “bisogna trovare soluzioni equilibrate che non mortifichino le persone. La professionalità e la buona occupazione sono elementi essenziali per il funzionamento degli stabilimenti”.

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Continua la campagna informativa promossa da Filcams Cgil Macerata e Nidil Cgil Macerata, rivolta a tutti i lavoratori e le lavoratrici del turismo.

Nella mattinata del 12 settembre in Cgil a Macerata durante il direttivo provinciale di categoria è stato affrontato il tema con Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil.

Nel pomeriggio poi, è stato allestito un  gazebo  “EstateDiritti” a Civitanova Marche, lungomare nord. La campagna informativa per i lavoratori del turismo, proseguirà il 13 settembre,  a Porto Recanati dalle ore 17 in Piazza Brancondi.

“Per i lavoratori stagionali il sommerso ha più facce: dal lavoro nero a quello grigio, dal part- time che nasconde un rapporto di lavoro a tempo pieno, agli stage che vengono utilizzati come contratti a tutti gli effetti, ma ad un costo nettamente inferiore” affermano in una nota la Filcams Cgil Macerata e il Nidil Cgil Macerata. “Questo porta anche ad una diminuzione della qualità del servizio e dell’offerta, che non contribuisce a rilanciare il settore.

L’aumento delle assunzioni che si è riscontrato nel periodo estivo, evidenziato anche dai dati nazionali, non corrisponde necessariamente ad un miglioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali.”

Diversi i casi riscontrati durante la campagna estiva: apprendistati iniziati a giugno, con l’accesso per le aziende agli sgravi per l’assunzione, ma lavoratori, spesso studenti, costretti a dare le dimissioni a settembre, con la perdita della disoccupazione. Mancato rispetto del contratto nazionale e l’utilizzo dei voucher in alternativa alla proroga dei contratti di lavoro, e tanto altro.

“Per questo” proseguono i sindacati, “abbiamo ritenuto opportuno continuare la nostra campagna informativa per incontrare i lavoratori e fornire tutte le informazioni sulle tipologie contrattuali, sul diritto di accesso alla Naspi e sugli adempimenti fiscali.”

 

 

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Durante la tre giorni di festa della Cgil Savona verranno trattati i temi nazionali, ma soprattutto  quelli legati al territorio: il lavoro e  i diritti nel turismo, e quelli legati allo stato dell’arte dell’Area di Crisi Industriale Complessa del Savonese.

In particolare, Sabato 9 settembre alle ore 18 la segretaria generale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli, interverrà al dibattito  “Il turismo in Provincia di Savona”. Insieme a lei, un rappresentante dell’assessorato al Turismo della Regione Liguria e Federico Vesigna segretario generale Cgil Liguria.

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L’invito a firmare l’appello del Segretario generale della Cgil Susanna Camusso:

http://www.schiaffoallademocrazia.it

“Come certamente è noto, la CGIL ha proposto due quesiti referendari – sull’abrogazione dei voucher e la responsabilità solidale negli appalti – a sostegno dei quali sono state raccolti oltre due milioni di firme.
Ammessi dalla Suprema Corte di Cassazione, i due referendum avrebbero dovuto svolgersi lo scorso 28 maggio.

Con un Decreto Legge, definitivamente convertito lo scorso 21 aprile, il Governo ha deciso di cancellare i voucher, determinando così la decisione della Corte di Cassazione di annullare la prova referendaria.
Con una scelta che non ha precedenti nella storia della Repubblica, pochi giorni dopo l’annullamento del referendum, la maggioranza di Governo ha promosso un emendamento alla legge di correzione del bilancio che di fatto reintroduce i voucher.

Con la presente, non vogliamo discutere l’opinione di ciascuno sui voucher e sul modo scelto per normare il lavoro occasionale, bensì rimarcare come si sia in presenza di un’aperta violazione dell’art. 75 della Costituzione e di uno schiaffo alla democrazia, perché con un repentino voltafaccia parlamentare si è di fatto impedito ai cittadini di esprimersi col voto sulle materie proposte dal referendum.
Per questi motivi, proponiamo di sottoscrivere l’appello allegato, allo scopo di chiedere rispetto per la nostra Costituzione e per la democrazia.
Certa di trovare attenzione e disponibilità, un cordiale saluto”.

http://www.schiaffoallademocrazia.it/

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Ristorazione collettiva e commerciale, pulizie e multiservizi, agenzie di viaggio, migliaia di lavoratrici e di lavoratori scenderanno in piazza per manifestare contro i mancati rinnovi dei contratti nazionali di settore, #FuoriServizio.

Dopo lo sciopero nazionale del 31 marzo scorso a Roma, le iniziative di questi giorni si svolgeranno a livello territoriale, con scioperi e presidi per richiamare l’attenzione sulla necessità del rinnovo dei contratti nazionali, scaduti ormai da più di 4 anni.

Sono circa un milione e mezzo i lavoratori coinvolti che sono in attesa di un aumento economico dignitoso, il rispetto dei diritti e delle tutele e il potenziamento del welfare.

“Lo abbiamo affermato il 31 marzo e lo riaffermiamo ora: se non avremo risposte continueremo la nostra mobilitazione, non ci fermeremo” afferma la Filcams Cgil. “Vogliamo che venga riconosciuto il vero valore di chi svolge un lavoro indispensabile per i cittadini della nostra società, e permette lo svolgimenti di servizi funzionali alla collettività”.

#FuoriServizio. Una settimana di scioperi e iniziative in tante città italiane,  che vedranno impegnati lavoratrici, lavoratori e le tante Filcams territoriali insieme per combattere per i propri diritti.

In Toscana iniziative in tutta le città, così come in Veneto dove tutti i presidi saranno svolti davanti le aziende ospedaliere. Iniziative anche a Milano, il 31 maggio a Piazza della Scala; a Genova sempre il 31 maggio davanti la prefettura, cosi come nella stessa data si fermeranno Bari, Bologna, Brindisi, Lecce e tutta la Sicilia.

Roma ha diversi appuntamenti, il 29 maggio, il 31 maggio e il 1 giugno.

I lavoratori della Campania si fermano l’8 giugno, l’appuntamento a Torino è per il 12 giugno davanti la prefettura, mentre in Sardegna per il 15 giugno.

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“Reintrodurre i voucher sarebbe un grave errore e un attacco ai percorsi democratici” commenta così Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil la possibilità che un emendamento inserisca nuovamente nella manovra sui conti pubblici, regole sul lavoro occasionale troppo simili al passato.

Con un referendum popolare la Cgil aveva raccolto più di 1 milione di firme per un referendum sull’abrogazione dei voucher e il governo, per evitare la consultazione che era stata fissata per il 28 maggio, ne ha deciso l’abrogazione.

“L’esigenza di normare il lavoro occasionale non può, nuovamente, colpire i lavoratori e svalorizzare il lavoro” prosegue Maria Grazia Gabrielli. “La pressione che arriva da una parte della politica e anche dalle associazioni degli imprenditori non può minare il percorso democratico che è’ stato seguito e portare ad un’introduzione repentina e superficiale di nuovi formule che ricalcano i buoni lavoro. Tra l’altro una scelta – che se portata avanti – sconta anche l’assenza di un confronto con il sindacato che ha già avanzato proposte. Infatti, la Cgil ha già’ depositato una proposta di legge popolare, la Nuova Carta dei Diritti Universali del lavoro, che al suo interno contiene proposte anche sul lavoro accessorio.

Si parla di vuoto normativo creato dall’assenza del voucher e di come questo mini la funzionalità’ e l’attività’ delle imprese in procinto anche della stagione turistica. Un allarme che porta a dire che si tornerà’ al lavoro nero che peggiorerà la condizione dei lavoratori.

La Filcams, particolarmente colpita dall’utilizzo dei voucher nei propri settori, ritiene che bisognerebbe interrogarsi sul fatto che reintrodurre strumenti che pagano meno il lavoro rispetto alle retribuzioni dei Contratti Nazionali – estendendo il confine dell’occasionalità e di ciò’ che si considera accessorio nelle aziende, aldilà’ della dimensione dell’azienda stessa –  non risolve il tema del lavoro nero, si dequalifica il lavoro e la condizione delle persone che hanno bisogno di lavorare; si  destruttura soprattutto il lavoro regolare e gli strumenti di flessibilità e per la stagionalità’ previsti anche dai contratti nazionali di lavoro. Per questo riteniamo la scelta in discussione sbagliata e continueremo a contrastarla.

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Il sistema termale in Italia è composto da 400 aziende in 170 comuni. Sono circa 13mila gli addetti del settore e 60mila gli addetti dell’indotto, mentre le presenze turistiche nelle località termali in Italia sono il 5% di tutte le presenze.

Un settore che potrebbe essere ancora più importante per l’economia italiana, ma che purtroppo ha delle carenze e dei deficit ancora non colmati.

Terme: la ricerca

Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federterme hanno voluto approfondire, tramite un progetto di ricerca, la figura dell’operatore termale nelle regioni italiane, anche con la comparazione alle analoghe figure nei Paesi Europei.

L’obbiettivo è quello di fornire una visione di insieme dell’Operatore Termale e avviare una riflessione che tenga conto del tanto potenziale ancora inespresso di questa figura professionale.

‘La ricerca ha evidenziato tante carenze, in particolare del sistema istituzionale che non è in grado di prendersi cura del settore, della qualità del servizio e delle professionalità messe in campo” è il commento di Luca de Zolt della Filcams Cgil Nazionale intervenuto durante la presentazione del progetto.

È necessario secondo De Zolt tener conto dei nuovi fabbisogni per rilanciare il settore: ‘È indispensabile ora investire sulla formazione delle figure professionali, considerato anche l’importante ricambio generazionale dei prossimi anni, che rischia di portare un’ulteriore deprofessionalizzazione’.

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Lungo le corsie delle autostrade, in stazione e negli aeroporti si consolida la presenza di Chef Express, azienda modenese della ristorazione veloce che fa parte del gruppo Cremonini, leader nel settore delle carni.

Ma l’accrescere della dimensione aziendale non corrisponde a un miglioramento delle condizioni di lavoro, che stanno invece deteriorandosi sempre di più.

I lavoratori di Chef Express sono sempre di più pressati con ritmi di lavoro serrati, l’occupazione stabile è ridotta al minimo con il ricorso a contratti a tempo determinato e a lavoratori interinali.

Il tutto per rispondere a una sola parola d’ordine: comprimere i costi e aumentare i profitti.

Un’equazione non nuova, ma la cui formulazione è più stridente nelle realtà in cui opera Chef Express, ovvero quella delle concessioni: la grande affermazione dell’azienda modenese nelle ultime gare sembra essere dovuta infatti a offerte molto alte sulle royalities garantite ai concessionari autostradali e aereoportuali. Cifre che gli stessi competitors definiscono, in commenti informali, “insostenibili”. E allora nell’equazione la variabile da comprimere sono i dipendenti, un “costo” da comprimere ad ogni “costo”.

E così l’azienda si sta dimostrando sempre più aggressiva nelle sue politiche di gestione del personale: licenziamenti facili per errori anche banali dovuti alla fretta di eseguire le proprie mansioni, scarsa applicazione della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro, attacco alla rappresentanze sindacali per rimuovere ogni ostacolo con strumenti persecutori.

In questa corsa verso il profitto cadono anche le regole del contratto nazionale, e così Chef Express si sottrae all’applicazione della normativa sui cambi di concessione: quando subentra in un locale gestito da altri operatori, non si vuole far carico dell’occupazione esistente, dando il benservito a lavoratori che hanno diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro.

Una condotta che si inserisce nel quadro già drammatico del settore sul quale pesa il mancato rinnovo del contratto nazionale.

La Filcams CGIL, insieme a Fisascat CISL e UILTuCS, ha inviato una comunicazione all’azienda nella quale si chiede un immediato cambio di passo su tutti i fronti.

Se non vi saranno segnali di miglioramento delle relazioni sindacali e nell’applicazione della normativa, le organizzazioni sindacali daranno il via a tutte le iniziative utili per ripristinare legalità, diritti e giuste retribuzioni.

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Dopo lo sciopero del 3 aprile, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno incontrato Carlson Wagonlit Italia che ha rivelato i dettagli del piano di riorganizzazione già annunciato.
Un piano che prevede la chiusura di tre sedi operative situate in zone strategiche del Paese: Padova, Bologna e Firenze, e che impatterà su oltre 30 persone.

La Filcams ha espresso la più netta contrarietà al progetto, che va nella direzione sbagliata anche dal punto di vista commerciale: la chiusura di sedi infatti sarà dannosa per il business, in quanto l’azienda si ritira di fatto dal mercato, peraltro in zone del Paese in cui la presenza territoriale è dirimente nel rapporto con i clienti.

Le chiusure pongono seri problemi occupazionali in quanto l’azienda intende proporre ai lavoratori coinvolti un trasferimento in altra sede: ma le distanze sono tali che configurerebbero di fatto dei licenziamenti.
E l’orizzonte è ancora più fosco se si includono i pronostici fatti dalla multinazionali all’ultimo incontro del CAE, con l’ipotesi di una ulteriore riduzione di sedi nel nostro Paese.

Nella discussione con l’azienda del 7 aprile si sono sostanzialmente rimarcate le reciproche posizioni che rimangono distanti, sia rispetto al piano industriale sia rispetto al proseguo del confronto.
Filcams Fisascat  Uiltucs hanno chiesto all’azienda un’assunzione di responsabilità sugli effetti del piano di chiusure, e confermano lo stato di agitazione in tutte le sedi CWT Italia.
Un nuovo incontro, finalizzato a verificare la possibilità di un terreno comune di confronto sugli effetti del piano, è fissato al prossimo 19 aprile.

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Grande partecipazione allo sciopero plurisettoriale

Sono arrivati con 94 pullman da tutta Italia le lavoratrici e i lavoratori dei settori della Ristorazione Collettiva e Commerciali, Agenzie di Viaggio e Pulizie Multiservizi, in sciopero e in presidio a Piazza della Bocca della Verità a Roma, per chiedere i rinnovi dei contratti nazionali di settore – che coinvolgono un milione e mezzo di lavoratori – fermi da più di 4 anni.

#FuoriServizio

“Una battaglia comune per il riconoscimento dei diritti e del valore del lavoro” affermano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti, soddisfatti della partecipazione.

“Le parti datoriali con le quali da mesi si è sviluppato il confronto, stanno ponendo sul tavolo di trattativa pregiudiziali importanti che stanno impedendo il confronto, come il peggioramento delle tutele previste in caso di malattia, le modifiche all’articolato del cambio di appalto e le proposte di aumenti retributivi irrisori” proseguono i sindacati. “Non possiamo accettare proposte che non fanno altro che peggiorare le condizioni di lavoro degli addetti del settore”.

Mense e pulizie nelle scuole e negli ospedali, ristorazione commerciale, sono settori strategici per la nostra società, servizi indispensabili per il regolare svolgimento delle attività quotidiane. Settori dove la precarietà lavorativa ed economica fa da padrona, dove la presenza femminile è molto alta e tanti sono i part time cosiddetti involontari.

“Rinnovare il contratto nazionale vuol dire ridare dignità e rispetto al lavoro” afferma un lavoratore in piazza.

Essere senza contratto però vuole dire anche non avere regole di riferimento condivise “con il rischio che aumentino i ricatti e la vulnerabilità dei lavoratori, in balia delle decisioni aziendali”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti dichiarano la loro disponibilità a riavviare i confronti, purché senza condizionamenti pregiudiziali da parte delle associazioni datoriali, per giungere ai rinnovi dei contratti nazionali.

Le immagini dello sciopero

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Attesi migliaia di lavoratrici e lavoratori alla manifestazione nazionale a Roma in piazza Bocca della Verità.: è #Fuoriservizio.

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori attesi alla manifestazione nazionale unitaria del 31 marzo organizzata a Roma dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti con presidio statico a Piazza Bocca della Verità in supporto della giornata di sciopero plurisettoriale multiservizi e turismo. La protesta #FuoriServizio è stata indetta dalle quattro sigle a seguito della interruzione delle trattative e dello stallo negoziale che non consentono ad oggi di rinnovare i contratti nazionali di settore scaduti dal 2013.

Coinvolti oltre un milione e mezzo di addetti delle imprese di pulizia/servizi integrati/multiservizi, della ristorazione collettiva, dei pubblici esercizi e delle agenzie di viaggio, per i quali le categorie dei sindacati confederali Cgil Cisl Uil rivendicano un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, ed il potenziamento del welfare.

#FuoriServizio

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UIltucs e Uiltrasporti in un comunicato congiunto hanno stigmatizzato la posizione delle associazioni imprenditoriali di settore Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro Servizi Confcooperative, Agci e Unionservizi Confapi, Angem ed Alleanza delle Cooperative, Fipe e Fiavet Confcommercio, che «hanno sempre posto come condizione per il rinnovo dei rispettivi contratti nazionali di lavoro, la restituzione di parte di importanti elementi economici e normativi (permessi, scatti, carenza malattia), secondo la logica sbagliata che un  accordo nazionale debba vedere un finanziamento diretto da parte dei lavoratori» spiega la nota.

Alla base della mobilitazione, sottolinea il comunicato, anche «l’indisponibilità di alcune imprese ad offrire garanzie nei subentri di attività nei centri commerciali» e le pretese inaccettabili sul «peggioramento delle tutele previste in caso di malattia, modifiche all’articolato del cambio di appalto e le proposte di aumenti retributivi irrisori».

«Chi opera in questi settori svolge un lavoro prezioso, talora essenziale per garantire servizi anche  irrinunciabili a cittadini e viaggiatori» prosegue la nota unitaria che invita i lavoratori a prendere parte alla mobilitazione «per ottenere, senza sottostare a pregiudiziali, subito il rinnovo dei contratti nazionali di settore, da troppo tempo scaduti» e «per difendere il potere di acquisto dei salari e i diritti di più di un milione  e mezzo di lavoratrici e lavoratori».

 

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L’ultima tornata di gare per l’aggiudicazione delle aree di servizio autostradali ha segnato il consolidarsi e ampliarsi dei fratelli Sarni come uno dei principali player del settore.
Oltre alla tradizionale presenza nel regione del Sud, le società del gruppo Sarni vantano ormai una decennale presenza nella rete autostradale dell’Emilia Romagna avvenuta con l’acquisizione della ex Finifast, e adesso si estendono ulteriormente in tutto il Centro-Nord.

L’espansione della famiglia imprenditoriale pugliese non avviene senza elementi di preoccupazione, che la Filcams rileva da sempre: mancata applicazione del contratto nazionale, relazioni sindacali scarse o assenti, opacità nella gestione. Non mancano le segnalazioni alle organizzazione sindacali di utilizzo di contratti pirata per i lavoratori a termine, stretti nella morsa del ricatto occupazionale e quindi non nelle condizioni di rivendicare i propri diritti individualmente.
Insomma la ricetta del successo di Sarni passa attraverso la tendenza a fare dumping sul costo del lavoro, avvantaggiandosi rispetto agli altri player, e generando un pericoloso effetto di emulazione.

In ultima, Sarni sta operando con riduzioni del personale in aree di servizio, come sta succedendo a San Nicola Est, in provincia di Caserta, per il secondo anno consecutivo, dove la Filcams è impegnata nella gestione della vertenza con la società Maglione.
Ma mentre sul territorio l’impegno dei delegati sindacali e dei sindacalisti riesce talvolta a spuntare qualche accordo positivo, a livello nazionale Sarni continua a negare qualsiasi interlocuzione.
La rete autostradale è pubblica, e pertanto le concessioni delle aree di servizio avvengono attraverso procedure in linea con il codice degli appalti: in un sistema di questo tipo, è accettabile che i diversi operatori possano giocare con regole diverse? Noi crediamo di no: il rispetto del contratto nazionale e della normativa in materia di lavoro devono essere rispettati da tutti, così come deve essere sviluppata in tutte le società la contrattazione di secondo livello.
La Filcams continuerà pertanto a pretendere l’avvio di un sistema di relazioni sindacali strutturato con Sarni, ma non possiamo più attendere: se non arriveranno segnali dalle società del gruppo, siamo pronti a interessare i ministeri vigilanti per riportare legalità e trasparenza tra le corsie autostradali.

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Per i sindacati insufficiente la proposta di Angem e Allenza cooperative su aumento salariale, mercato del lavoro e welfare. il 31 marzo e’ #fuoriservizio

Strappo al tavolo per il nuovo contratto nazionale applicato ad oltre 100mila lavoratrici e lavoratori della ristorazione collettiva, addetti ai servizi mensa scolastici, ospedalieri e sociali.

Insufficienti per i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs le proposte delle associazioni imprenditoriali di settore Angem ed Allenza delle Cooperative su mercato del lavoro, contrattazione decentrata, welfare e aumento salariale, distante dal trattamento economico stabilito dai rinnovi contrattuali già raggiunti nel comparto turistico.

«Un simile inaudito atteggiamento, inaccettabile nel contenuto ed arrogante e provocatorio nel metodo, comporta la conferma della conclusione del negoziato» si legge in una nota sindacale congiunta diramata sui luoghi di lavoro dalle categorie Cgil Cisl Uil che hanno proclamato lo stato di agitazione e deciso il blocco delle prestazioni di lavoro supplementare e straordinario e quant’altro riconducibile alle flessibilità in essere.

Le tre sigle hanno dunque confermato l’adesione alla giornata di sciopero intersettoriale prevista per il 31 marzo con manifestazione nazionale a Roma; la protesta unitaria supporta la vertenza di oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori delle imprese di pulizia/servizi integrati/multiservizi, della ristorazione collettiva, delle mense, dei pubblici esercizi, dei bar, dei ristoranti e delle agenzie di viaggio, che rivendicano un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, il potenziamento del welfare e il rinnovo del contratto nazionale di lavoro atteso in media da oltre 4 anni.

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In attesa del rinnovo dei contratti nazionali da più di 4 anni, interrotti i negoziati

Pulizie Multiservizi, Pubblici esercizi, Ristorazione Collettiva e agenzie di viaggio, settori diversi accomunati dalla mancanza del rinnovo del contratto nazionale. Le trattative avviate nei mesi scorsi si sono interrotte senza trovare una soluzione condivisa tra le parti, e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti hanno proclamato uno sciopero unitario degli addetti dei diversi settori per l’intera giornata di venerdì 31 marzo.

Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci, sono le controparti con le quali i sindacati hanno avviato il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle imprese di pulizie e servizi integrati/multiservizi – scaduto il 30 aprile 2013 – applicato agli oltre 500mila dipendenti.

Tra i nodi della trattativa: il trattamento economico malattia, il salario, il cambio di appalto e la normativa sui nuovi assunti.

Stesso epilogo per il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale della Ristorazione collettiva, interrotto il 18 febbraio scorso. Anche in questo caso, la rigidità delle controparti su alcuni punti ha reso vani gli avanzamenti fatti nei mesi di confronto e l’equilibrio raggiunto che aveva fatto ben sperare.

Mentre per i Pubblici Esercizi e le Agenzie di Viaggio sono ormai mesi che Fipe e Fiavet Confcommercio non si siedono più al tavolo di trattativa dopo aver avanzato pretese inaccettabili mirate ad abbattere unicamente il costo del lavoro.

Stanchi dell’arroganza delle controparti le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero: “In questi ultimi anni, tutte le aziende, anche se di settori diversi, continuano ad avanzare proposte insostenibili  senza tener conto delle pesanti conseguenze sulle condizioni di lavoro dei dipendenti” affermano i sindacati.

“Dopo oltre 4 anni di attesa non siamo disposti a cedere ai ricatti e le provocazioni che vogliono minare i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo il 31 marzo saremo in piazza per ridare voce al lavoro e chiedere dignità e rispetto.”

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È online il nuovo numero di Diario Terziario di Rassegna Sindacale.

La storia di un lavoratore con i voucher, l’attivo della vigilanza privata, le Basi Usa e i licenziamenti dei lavoratori, e tanto altro ancora.

Leggi Diario Terziario – Marzo 2017

Dopo 35 anni di lavoro mi propongono un contratto a voucher

Un cameriere palermitano si è visto negare il rinnovo del contratto stagionale, che gli confermavano ormai da anni  . “Mi sono sentito umiliato, neanche fossi stato licenziato ingiustamente”

Carmine (il nome di fantasia è per non esporlo ad ulteriori ripicche o vendette, ndr) ha lavorato per 35 anni come cameriere nel ristorante di un villaggio turistico a Palermo. E forse ci lavorerà anche quest’anno, ma non alle condizioni cui era abituato.

“Nel turismo è normale essere assunti con contratto stagionale – racconta – ci avevo ormai fatto l’abitudine. In inverno qualche volta si riesce a trovare un lavoro, spesso saltuario, in assenza si poteva contare sulla NASPI per poi riprendere l’impiego tra fine marzo e primi di aprile, poiché lo stagionale ha un diritto di precedenza da poter esercitare. Fino a settembre poi, si stava tranquilli”.

Carmine non ha trascorso un buon inverno. Sul tavolo i suoi datori di lavoro hanno già messo un pacchetto di voucher, con cui dovrebbe essere pagato nei primi mesi della stagione, tra aprile e giugno. Senza la certezza, peraltro, di vedersi rinnovare il regolare contratto stagionale.

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Si è conclusa il 28 febbraio con la sottoscrizione di un’ipotesi di accordo valevole per tutto il perimetro della Robintur SPA, la più grande rete di agenzie dirette in Italia, la trattativa avviata all’inizio di febbraio. Sono più di 300 le lavoratrici e i lavoratori interessati in circa 90 agenzie di viaggio.

Prima dell’acquisizione di Nuova Planetario, avvenuta il 4 novembre 2016, le due società avevano dato formale disdetta della contrattazione integrativa (nazionale per Nuova Planetario e regionale per Robintur), che l’azienda si era impegnata, su richiesta sindacale, a mantenere in vigore sino al 28 febbraio 2017.
In seguito agli accordi relativi al piano di riorganizzazione, è stato aperto il confronto sulla contrattazione integrativa, con l’obiettivo di evitare la restituzione degli istituti economici e normativi derivanti dalla contrattazione nazionale e regionale e di costruire condizioni di equità nei trattamenti per tutti i dipendenti della nuova configurazione aziendale.

“L’accordo rappresenta un buon equilibrio rispetto al mantenimento degli istituti economici e normativi presenti nei vecchi integrativi e l’estensione di alcuni istituti all’intera platea dei lavoratori” afferma Luca De Zolt della FIlcams Cgil Nazionale. “Le rinunce derivanti dalle due disdette sono contenute, e sono state individuate soluzioni a supporto del rilancio dell’azienda compatibili con le esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici.”

Tra i punti qualificanti dell’accordo:  il consolidamento, attraverso ad personam assorbibili, della retribuzione derivante dai premi in cifra fissa e da tutte le indennità derivanti dalla contrattazione contenute nella parte alta della busta paga;  la definizione di un nuovo sistema di flessibilità per i full time; l’individuazione di nuovi strumenti più forti per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro; l’aggiornamento delle indennità di funzione e di non-limite orario;  la conferma dell’accordo sul part time sottoscritto il 3 febbraio,  il mantenimento delle condizioni di miglior favore relativamente al trattamento di malattia ed infortunio; l’estensione dell’istituto del buono pasto (5,29 euro), erogato su giorni di effettivi presenza con turni di almeno 6 ore, a tutti i dipendenti; la possibilità di richiedere l’aspettativa non retribuita per la maternità e si introduce un periodo di aspettativa di un anno anche in caso di vittima di violenza di genere.
La consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici sull’accordo si concluderà il 15 marzo.

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Questa mattina i titolari dell’ hotel Princess sito in via Aurelia, hanno consegnato 14 lettere di licenziamento ad altrettanti dipendenti diretti, impedendogli di entrare in servizio. Licenziati con effetto immediato. Una vera moderna modalità gestionale dei rapporti di lavoro.

Dal 2010, la Proprietà dell’ hotel Princess ha ridotto il personale fino ad arrivare a meno di 15 dipendenti attraverso licenziamenti individuali e collettivi, effettuati anche nel corso del 2015 (7-8 persone poste in mobilità). Inoltre ha terziarizzato una prioritaria funzione operativa dell’attività alberghiera, quale quella del riassetto e della pulizia delle camere, e da circa un anno e mezzo, ha impedito e disconosciuto ogni agibilità sindacale  sostenendo di essere divenuta una società con meno di 15 dipendenti.

I lavoratori del Princess e delle aziende appaltatrici oggetto dell’ incivile licenziamento subito, insieme alla Filcams Cgil di Roma Nord, Civitavecchia, Viterbo, metteranno in atto ogni iniziativa sindacale e legale per difendere il diritto al lavoro, anche attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni pubbliche di Roma Capitale e della Regione Lazio.

“È assolutamente incomprensibile il comportamento dell’azienda, visto che i lavoratori hanno subito negli anni cassa integrazione e solidarietà fino ad arrivare ad una procedura di licenziamento collettivo, che a detta dell’azienda faceva parte di una strategia di sviluppo volta al rilancio dell’albergo” ha dichiarato Anna De Marco della Filcams Cgil di Roma e Lazio che segue la vertenza.

“Ritengo inoltre di aver segnalato all’azienda l’inefficacia delle loro scelte in quanto non accompagnate da vere politiche di investimento”.

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Perché il tirocinio torni ad essere un’opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per i giovani e non un lavoro sottopagato, servono regole certe e controlli severi. Va ripristinata – e protetta – la valenza formativa dell’istituto che nella pratica si è persa a vantaggio di un utilizzo dello stage finalizzato allo sfruttamento di manodopera a basso costo.

Una modalità di accesso sempre più frequente anche nei settori del commercio, del terziario e dei servizi. Nel  turismo, ad esempio, il tirocinio si affianca spesso al voucher o al lavoro intermittente nel costruire un sistema di precarietà che nulla ha a che vedere con la creazione di occupazione stabile e di professionalità formate.

Al dramma della disoccupazione giovanile non si può rispondere con la moltiplicazione di condizioni normative nei luoghi di lavoro capaci solo di generare insicurezza sociale, evasione fiscale e contributiva, e in taluni casi vero e proprio sfruttamento.

La Filcams ritiene che l’iniziativa di mobilitazione odierna promossa dalla Coalizione Globale Dei Tirocinanti sia innanzitutto importante per riaccendere i riflettori su un altro punto di forte debolezza del nostro mercato del lavoro, che assieme ad altri può e deve essere cambiato. La Carta Universale dei Diritti della Cgil  anche in questo caso, è in grado di dare risposte adeguate e produrre una decisa inversione di rotta.

#GlobalInternsStrike

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Un appuntamento di informazione e aggiornamento sulla contrattazione per comprendere la situazione di ogni singolo Contratto e negoziato seguito dalla categoria.

La Filcams Cgil dà vita a Diario dei Contratti , uno strumento per conoscere e diffondere la concreta attività in ambito contrattuale.

Stampabile, ma fruibile anche in digitale o sui social network, con questo primo numero di Diario dei Contratti , la Filcams Cgil vuole presentare l’attuale situazione di tutti i tavoli contrattuali aperti per seguirne gli sviluppi nel corso delle diverse fasi delle trattative.

INSIEME SIAMO, e insieme vogliamo continuare a batterci per migliorare le reali condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, senza arrenderci alle difficoltà contestuali e ai continui tentativi di chi vuole svilire il valore del Lavoro e del Contratto Nazionale, mettendo in discussione tutele e diritti.

Diario dei contratti Febbraio 2017 

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È online il primo numero di Diario Terziario del 2017 con una nuova veste grafica.

Si parla di referendum insieme a Tania Sacchetti segretaria confederale Cgil, mentre con Carlo Smuraglia Presidente dell’Anpi approfondiamo l’importanza della Giornata della Memoria.

E poi la vertenza Unicoop Tirreno, Consulmarketing e la storia di Rita, farmacista licenziata.

Buona Lettura

La politica dei muri è il contrario della memoria 
Intervista a Carlo Smuraglia

Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. Dal 2005, il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti. L’Anpi, come ogni anno, ha organizzato diverse iniziative, manifestazioni e concerti, insieme a Carlo Smuraglia, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Partigiani, proviamo a capire perchè è ancora importante continuare a ricordare.

La memoria è fondamentale. Un paese che non ha memoria è destinato a finire male. Conoscere quello che è accaduto per evitare che accada di nuovo.
Siamo di fronte ad una vicenda tra le più orribili nella storia di questi ultimi secoli: uno sterminio organizzato di un intero popolo, quello ebraico, e la deportazione di coloro che venivano definiti diversi e non rientravano nella categoria della razza migliore, quella tedesca.
Tutto questo va ricordato altrimenti le cose sfumano.
Dobbiamo fare qualcosa per tenere viva la memoria, portare i ragazzi nei luoghi simbolo, spiegare che cosa è accaduto, anche perché la follia umana può riprodursi. È importante ricordare non solo perché è un contributo doveroso verso chi è scomparso, ma anche perchè serva di ammonimento e insegnamento. E perché la storia non si ripeta.

continua a leggere su Diario Terziario Febbraio 2017

#SiamoDoveSei

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Il turismo è certamente una delle vittime del terremoto e a farne le spese, molto spesso, sono soprattutto le lavoratrici e i lavoratori del settore, in modo particolare quelli più precari (magari pagati anche con i voucher) e legati alla stagionalità.

A lanciare l’allarme, chiedendo un intervento immediato, è la Filcams Cgil di Perugia: “Un settore già in difficoltà per il perdurare della crisi economica generale e con molti lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali – afferma Cristina Taborro, della Filcams Cgil provinciale di Perugia – subisce un ulteriore indebolimento che, se non opportunamente contrastato, potrebbe risultare drammatico”. E se l’attivazione della cassa integrazione in deroga “è stato un provvedimento sicuramente utile per l’emergenza”, ora è necessario “pensare ad azioni che sostengano il settore nel medio e lungo periodo”, afferma Taborro.

Per questo la Filcams Cgil chiede l’apertura di un confronto tra istituzioni e forze sociali, “per condividere una strategia comune capace di rilanciare e promuovere i nostri siti turistici”. Secondo il sindacato sarà quindi necessario “investire molto in comunicazione e promozione, ma questo – sottolinea Taborro - andrà fatto in maniera coordinata, con una regia unica, ottimizzando le risorse. Non possiamo pensare che il problema sia solo e soltanto degli operatori del settore – conclude la segretaria Filcams – si tratta di un problema che riguarda una buona fetta del PIL del nostro territorio e quindi di un problema di tutti”.

 

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Non si arresta l’elenco delle storie di abusi legati all’esplosione dell’utilizzo dei voucher.

L’ultima in ordine di tempo è la vicenda accaduta a Modena ove il 22 dicembre i lavoratori del ristorante Flunch presente nel centro commerciale Grandemilia sono scesi in sciopero per difendere il loro posto di lavoro dopo che la proprietà aveva annunciato l’imminente chiusura dell’esercizio. Ma il ristorante ha continuato la sua attività con i lavoratori pagati con gli ormai famigerati ticket, rendendosi protagonisti dell’ennesima quanto odiosa guerra fra poveri.

L’INPS ha certificato che tra gennaio e ottobre di quest’anno sono stati venduti 121,5 milioni di voucher, un terzo in più del 2015.

La Filcams da mesi denuncia l’abnorme diffusione di questo istituto che in settori strategici come il turismo e il commercio stanno soppiantando in contratti di lavoro dipendente, come il tempo determinato, l’apprendistato, e la somministrazione.

Nei settori commerciali si sta inoltre diffondendo l’utilizzo dei voucher anche per coprire il lavoro domenicale e festivo a partire da alcune grandi catene distributive.

Nonostante in queste ultime settimane  si sia finalmente iniziato a parlare di questa nuova frontiera del precariato, soprattutto per effetto dell’imminente giudizio della corte costituzionale sull’ammissibilità di un referendum abrogativo ad hoc promosso dalla Cgil, le soluzioni ipotizzate da diversi esponenti politici  non paiono centrare l’obbiettivo.

Molti sostengono che i voucher siano una soluzione al lavoro nero, ma i dati dicono che a trasformarsi in voucher non è stato il lavoro nero, ma quello dipendente, in particolare laddove i datori di lavoro tendono a minimizzarne il costo, come nei servizi.

“Non parlano ai nostri settori, paradossalmente alcuni autorevoli esponenti della politica e dell’economia   continuano a pensare che i voucher possano essere utilizzati per retribuire lavoratori degli alberghi, delle agenzie di viaggio, dei tour operator, degli ipermercati come se il terziario e i servizi rappresentassero un aspetto minore del mercato del lavoro e del nostro tessuto produttivo” afferma Maria Grazia Gabrielli Segretaria Generale della Filcams Cgil.

“Restiamo in attesa del parere della Corte Costituzionale. Qualora, come crediamo, i quesiti referendari risulteranno ammissibili, continueremo di concerto con la Confederazione la nostra campagna per sostenere l’abrogazione dei voucher. Le forme contrattuali per dare risposte alle esigenze di  flessibilità delle aziende esistono sia di legge che nei contratti collettivi nazionali, i voucher si sono rivelati solo un escamotage per fare cassa a discapito dei diritti e della retribuzione di chi lavora e vanno pertanto aboliti”

 

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La clausola sociale che tutela la continuità occupazionale dei lavoratori che operano nelle aree di servizio pulizie e di ristoro, in caso di subentro in concessione  sulla rete autostradale  italiana,  prevista dalle normative vigenti deve trovare applicazione anche per i dipendenti in appalto. Grazie a questa interpretazione del decreto interministeriale del 7 agosto 2015  sostenuta dal Ministero dei Trasporti su sollecitazione della Filcams, la vertenza riguardante i 116 dipendenti della B&B Pulizie pare finalmente  avviata ad una soluzione positiva.

Questo risultato importante che scongiura il rischio di licenziamento al 31 dicembre 2016 per tutti questi operatori coinvolti, è stato  raggiunto grazie anche alla mediazione degli assessori provinciali Martha Stocker per l’Alto Adige e Alessandro Olivi per il Trentino, che hanno, su invito delle Organizzazioni Sindacali  Territoriali, scritto al Ministro Del Rio per comprendere se  la clausola sociale a tutela della continuità lavorativa del personale già impiegato dalla società uscente fosse applicabile in via estensiva, indipendentemente dal bando di gara, a tutti i dipendenti presenti al momento del subentro.

“Siamo soddisfatti” afferma Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil. “La vertenza non appariva di facile soluzione. Abbiamo avuto l’intuizione che la garanzia occupazionale prevista dalle normative per i lavoratori diretti potesse essere estesa a questi lavoratori in appalto e abbiamo pertanto sostenuto questa interpretazione in tutte le sedi, incontrando il decisivo sostegno del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che ha profuso grande impegno nella ricerca di una soluzione che garantisse i livelli occupazionali”.

Il Ministero ha confermato in tempi rapidissimi la posizione da tempo propugnata dalla Filcams, garantendo lo sblocco del negoziato.

Una vertenza iniziata il 18 ottobre scorso, quando la B&B ha aperto la procedura di licenziamento collettivo che coinvolgeva 116 addetti della tratta Autostradale della A22 che attraversa le province di Bolzano, Mantova, Modena, Verona e Trento.

“Abbiamo organizzato due scioperi, l’8 dicembre a (Paganella Est) e l’11 dicembre (Paganella Ovest) sull’Autostrada del Brennero, che hanno avuto una partecipazione eccezionale dei lavoratori coinvolti, anche con una delegazione proveniente da Carpi e Modena” racconta Paola Bassetti della Filcams Cgil Trento. “Una mobilitazione straordinaria, che è riuscita a creare disagi durante un week end strategico per i viaggi e ha portato la direzione dell’autostrada A22 a sedersi al tavolo.”

“Ora che per i lavoratori in Alto Adige c’è la garanzia della clausola sociale” spiega Maurizio Surian della Filcams Cgil Bolzano, “l’impegno è rivolto a evitare la riduzione del monte ore del servizio di pulizie”.

 

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Intervista a Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil

Anno bisesto anno funesto, dice un detto popolare. Il 2016 che anno è stato per le lavoratrici e i lavoratori della Filcams Cgil?

Per utilizzare una locuzione forse un po’ abusata quando si fanno i bilanci di fine anno posso definire il 2016 un anno intenso.

E’ stato un anno che ha visto instabilità e incertezze sul fronte del lavoro: ancora troppe le crisi aziendali, la messa in discussione del posto di lavoro, gli abusi da contrastare, le forme di precarietà e di sfruttamento.

Le nostre battaglie quotidiane sono state rivolte a difendere la continuità del lavoro in un cambio appalto, a contrastare la disdetta di un contratto integrativo, a difendere e ricercare soluzioni per mantenere l’occupazione difronte ad un esubero o una terziarizzazione dell’attività. E potremmo continuare con tante piccole e grandi vertenze che hanno coinvolto la vita di tante persone, giovani e meno giovani.

Un’azione che dobbiamo considerare sicuramente di difesa ma senza mai perdere il filo delle nostre più generali rivendicazioni e degli obiettivi della filcams: sperimentare nuove soluzioni, includere chi ancora oggi è escluso da una rete di protezione di diritti e tutele, migliorare le condizioni di lavoro.

E’ stato un 2016 concentrato anche sui Contratti Nazionali, con alcuni importanti risultati per i lavoratori raggiunti con l’accordo del Terziario di Confesercenti e poi con il Contratto Nazionale del turismo Confindustria. Risultati che convivono con le difficoltà ancora presenti su altri tavoli contrattuali.

Un anno che dimostra ancora, per chi continua a pensare che il problema non c’è o ne sminuisce la portata, che il lavoro è il grande tema del paese e delle persone.  Le mobilitazioni, gli scioperi, le discussione nei tanti e diversi luoghi di lavoro stanno li a dimostrarlo.

Contrattazione, la parola chiave dell’azione sindacale. Il rinnovo del contratto nazionale del Turismo con Confindustria, la sigla dei contratti integrativi aziendali Conbipel, Bingo, Canon, negli ultimi mesi, timidi segnali di attenzione da parte delle imprese alla necessità di definire con le organizzazioni sindacali un sistema di regole che tuteli le condizioni di lavoro. Possiamo sperare nell’inizio di un nuovo percorso della contrattazione?

Questo 2016 si conclude con tante vertenze aperte ancora sui contratti nazionali. Insieme alle lavoratori e ai  lavoratori abbiamo però condiviso e risposto agli attacchi di destrutturazione, alle spinte “al ribasso” sui diritti e le tutele. Lo abbiamo fatto anche con le importanti mobilitazioni che si sono susseguite e che hanno portato all’esterno le condizioni e le vite di tanti lavoratori in settori spesso considerati  “invisibili”

In questo quadro si sono prodotti anche importanti risultati. Il Contratto Nazionale Confindustria raggiunto a Novembre ha fornito le giuste risposte ai lavoratori che da 42 mesi chiedevano un rinnovo contrattuale e soprattutto, questo risultato ha consentito di inserire un ulteriore argine alla difficoltà dei rinnovi contrattuali stessi.

Segnale importante e di concretezza arriva anche dal rinnovo e dalla costituzione di accordi aziendali. Al livello nazionale e nei territori sono stati in realtà diversi gli accordi sottoscritti nel 2016 e, il frutto del lavoro sindacale, delle delegate e dei delegati, non può che essere considerato positivamente.

Combattiamo però ancora con una resistenza da parte delle imprese e delle associazioni datoriali a voler sviluppare un confronto sulla contrattazione aziendale e territoriale depotenziando nei fatti il modello bastato su due livelli  cioè quello del Contratto Nazionale e della contrattazione di secondo livello.

Pur guadagnando terreno in questa direzione con una azione sindacale costante, i lavoratori coperti da contratti aziendali e territoriali sono ancora residuali. Una condizione che fa perdere la possibilità di ragionare di organizzazione, di produttività e di nuove opportunità legate anche al welfare. E ‘ una strada ancora da percorrere ma gli accordi sottoscritti dimostrano che si può fare.

Il 2017 eredita dall’anno precedente tanti tavoli negoziali aperti, contratti nazionale non rinnovati. Quali sono le priorità della Filcams?

La priorità resta quella di definire i rinnovi contrattuali e consegnare il giusto risultato alle lavoratrici e ai lavoratori. Dal multiservizi alle mense, dalla grande distribuzione, alla distribuzione di consumo alla vigilanza e nelle altre trattative che si apriranno, abbiamo necessità di confermare una linea che è quella di garantire una risposta salariale dignitosa  e mantenere l’architettura di diritti e tutele che ancora le controparti vorrebbero  provare a ridiscutere. Non trascurando che, la nostra azione contrattuale, continua a porre il grande tema di migliorare le condizioni di lavoro, a partire dagli appalti, e di includere in forme di tutela certe quei lavoratori che oggi ne sono esclusi. Un obiettivo vissuto dalle controparti solo come un costo mentre restiamo convinti che dare risposte in questa direzione potrebbe dare effetti positivi anche sulla produttività, che è uno dei problemi che attraversano il paese e le aziende.

In tal senso anche il 2017 sarà un anno impegnativo ma è imprescindibile stabilizzare questa lunga  e anomala stagione contrattuale che si è aperta  nel  2014 e che rischia di rendere difficile il recupero del tempo, che determina un effetto sempre più insostenibile di dumping nel mercato e tra lavoratori coperti da un rinnovo e chi ne è ancora escluso indebolendo progressivamente lo stesso ruolo del contratto nazionale.

Quali progetti ed iniziative sono in programma per il nuovo anno?

Nel 2016 abbiamo lavorato con tenacia e passione alla raccolta di firme per la proposta di legge del Nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei lavoratori e per i tre referendum volti a chiedere  l’abolizione dei voucher, per ripristinare la clausola sociale nei cambi di appalto, per la reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo.

Un percorso importante che continueremo nel 2017 coinvolgendo le delegate e delegati, le lavoratrici e i lavoratori. Ci stiamo preparando ad una campagna elettorale sui nostri referendum e per chiedere che la proposta di legge sulla Carta Universale dei Diritti venga  inserita nell’agenda dei lavori delle commissioni parlamentari. Siamo consapevoli che sarà un grande sforzo organizzativo per la Filcams e per la CGIL tutta,  ma sarà soprattutto un modo con cui sfidare la politica a parlare in chiave diversa di lavoro e ridisegnare una prospettiva di cambiamento che vada nella direzione giusta.

Confermeremo anche le altre priorità che caratterizzano la vita della Filcams con i percorsi di formazione del nostro Piano Nazionale di Formazione, con le iniziative sui temi della legalità e della sicurezza, sulle politiche del turismo e degli appalti. Per questo nelle prime settimane del 2017 avvieremo il percorso che coinvolgerà tutta la categoria e l’assemblea generale Filcams.

Resta necessariamente al centro il tema della contrattazione nazionale e di secondo livello sui cui continuare l’analisi, l’approfondimento e la proposta.

The New Order, l’iniziativa che abbiamo svolto a Torino nel mese di Ottobre con il coinvolgimento dell’assemblea generale della Filcams, ha avviato un percorso che proseguiremo nel 2017: in considerazione di un mondo del lavoro che è cambiato e che continuerà a cambiare, abbiamo deciso di legare l’azione contrattuale alla necessità di leggere la condizione dell’oggi e  costruire avanzamenti e nuove proposte.  Vogliamo costruire e riconfermare il filo rosso della nostra azione sindacale sui tanti aspetti sociali e del lavoro dentro il contesto italiano e internazionale.

Diario Terziario, Insieme per difendere la continuità del lavoro

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È online l’ultimo numero del 2016 di Diario Terziario: 2017 Insieme per difendere la continuità del lavoro
In apertura, l’intervista alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli che traccia un bilancio del 2016 e racconta le priorità della Filcams per il 2017
#SiamoDoveSei

Diario Terziario Dicembre; 2017 Insieme per difendere la continuità del lavoro

Intervista Maria Grazia Gabrielli

Anno bisesto anno funesto, dice un detto popolare. Il 2016 che anno è stato per le lavoratrici e i lavoratori della Filcams Cgil?

Per utilizzare una locuzione forse un po’ abusata quando si fanno i bilanci di fine anno posso definire il 2016 un anno intenso.

E’ stato un anno che ha visto instabilità e incertezze sul fronte del lavoro: ancora troppe le crisi aziendali, la messa in discussione del posto di lavoro, gli abusi da contrastare, le forme di precarietà e di sfruttamento.

Le nostre battaglie quotidiane sono state rivolte a difendere la continuità del lavoro in un cambio appalto, a contrastare la disdetta di un contratto integrativo, a difendere e ricercare soluzioni per mantenere l’occupazione difronte ad un esubero o una terziarizzazione dell’attività. E potremmo continuare con tante piccole e grandi vertenze che hanno coinvolto la vita di tante persone, giovani e meno giovani.

Un’azione che dobbiamo considerare sicuramente di difesa ma senza mai perdere il filo delle nostre più generali rivendicazioni e degli obiettivi della filcams: sperimentare nuove soluzioni, includere chi ancora oggi è escluso da una rete di protezione di diritti e tutele, migliorare le condizioni di lavoro.

E’ stato un 2016 concentrato anche sui Contratti Nazionali, con alcuni importanti risultati per i lavoratori raggiunti con l’accordo del Terziario di Confesercenti e poi con il Contratto Nazionale del turismo Confindustria. Risultati che convivono con le difficoltà ancora presenti su altri tavoli contrattuali.

Un anno che dimostra ancora, per chi continua a pensare che il problema non c’è o ne sminuisce la portata, che il lavoro è il grande tema del paese e delle persone.  Le mobilitazioni, gli scioperi, le discussione nei tanti e diversi luoghi di lavoro stanno li a dimostrarlo.

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Non ci sono ancora notizie rassicuranti nella vicenda che riguarda la fusione e la riorganizzazione delle agenzie di viaggio Robintur Nuova Planetario che fanno riferimento al sistema cooperativo di Alleanza 3.0.

L’incontro di aggiornamento del 12 dicembre scorso ha confermato le criticità e le preoccupazioni, che dovranno essere affrontate nel percorso che avrà inizio con la presentazione del piano industriale alle organizzazioni sindacali il prossimo 30 dicembre.
Nel frattempo, le lavoratrici e i lavoratori Robintur Nuova Planetario della sede di Reggio Emilia entreranno in sciopero e il 23 dicembre saranno sotto la sede della società con un presidio,
Robintur ha infatti fatto intendere che non per tutti i lavoratori ci sarà la possibilità di ricollocazione nella sede Bologna, e le misure di supporto ai trasferimenti finora proposte sono insufficienti.
A pesare sulla vicenda è anche la chiusura a qualsiasi dialogo da parte di Coop, che ha risposto negativamente alla richiesta di attivazione di un confronto da parte della Filcams di Reggio Emilia.

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 Anpi, Arci, Cgil e l’appello dei Giuslavoristi per il No al Referendum 4 dicembre.

È stato lanciato oggi, 1 dicembre, un appello firmato da Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi, Susanna Camusso, segretaria generale Cgil, e Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci per il prossimo referendum del 4 dicembre.

“Alle cittadine e ai cittadini raccomandiamo un voto consapevole e responsabile. Non si tratta di una legge ordinaria ma della Costituzione, la nostra Carta fondamentale. Modifiche sbagliate e destinate a non funzionare così come lo stravolgimento del sistema ideato dai Costituenti, avrebbero effetti imprevedibili e disastrosi per l’equilibrio dei poteri, per la rappresentanza, per l’esercizio della sovranità popolare, in sostanza per la stessa democrazia, che invece va rafforzata, potenziata e difesa con la piena attuazione della Costituzione repubblicana”.

Di qui l’invito finale: “Consapevolmente e responsabilmente, votate NO”.

Nei giorni scorsi, un altro appello, questa volta di un gruppo di giuslavoristi che esprimono i loro giudizi critici su tutti i punti della riforma costituzionale del governo Renzi.
“Desideriamo esprimere il nostro parere sulla legge costituzionale recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione. Il nostro giudizio è negativo, sia per una valutazione complessiva della riforma che si sottopone al voto e dell’assetto istituzionale che si intende porre in essere, sia per
ragioni specifiche attinenti alla materia del lavoro. Con riferimento all’assetto istituzionale desideriamo evidenziare che la riforma realizza un forte e pericoloso accentramento dei poteri, introducendo nel contempo innovazioni tanto discutibili quanto confuse. Voteremo No al referendum costituzionale del 4 dicembre perché la formazione del Senato prevista è priva di senso…”.
Sul sito di Radio Articolo 1 è possibile leggere il testo integrale dell’appello. Lunghissima la lista delle firme:

http://www.radioarticolo1.it/articoli/2016/11/29/7918/votiamo-no-le-ragioni-dei-giuslavoristi

Sul sito di Radio Articolo 1 è inoltre possibile riascoltare in podcast la lunga maratona di due giorni sulla riforma della Costituzione realizzata in collaborazione con l’Anpi

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È stato avviato lo scorso 28 novembre il confronto per l’incorporazione di UNA Hotels in Atahotels che coinvolge oltre 300 lavoratori.

Il gruppo, con le sue oltre 50 strutture, sarà la prima realtà italiana nel settore hotels e la quinta nel nostro Paese dietro le grandi catene internazionali.
Per i lavoratori UNA Hotels rimarranno invariate le condizioni economiche e normative con l’applicazione del contratto del Terziario/Confcommercio per il personale di sede e del contratto AICA/Confindustria per i lavoratori e le lavoratrici degli alberghi. Atahotels subentrerà anche agli appalti e alle attività terziarizzate.
Il tema più problematico riguarda la decisione di Atahotels/UNIPOL di centralizzare le attività amministrative e gestionali a Milano, con la conseguente chiusura delle sede UNA di Calenzano (FI).

Al riguardo, la Filcams ha richiesto alla delegazione aziendale di rivedere la scelta di chiusura della sede fiorentina, mantenendo almeno un presidio sul territorio, e proposto soluzioni alternative per la salvaguardia dei posti di lavoro. Per questo il confronto è stato aggiornato al prossimo 12 dicembre.