Category Archives: turismo

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Ancora una volta. Ancora oggi a Taranto, cosi come due giorni fa a La Spezia e prima ancora a Padova. Sono gli incidenti mortali sul lavoro, che quotidianamente ormai si susseguono.

Non bastano le denunce, le manifestazioni, gli scioperi, nel 2018 le morti sui luoghi di lavoro sono in aumento rispetto all’anno precedente. Secondo le stime dell’Inail tra gennaio e marzo 2018 sono stati 212 gli incedenti mortali, l’11,58% in più rispetto al 2017.

“L’ennesima tragedia, un’altra vita spezzata e ancora una famiglia distrutta” sono le prime parole di rabbia e sgomento di Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, “perché i continui tagli negli appalti, stanno peggiorando la qualità e le condizioni di lavoro, e queste sono le conseguenze più gravi.”

Per questo condividiamo e siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva di Taranto e dell’indotto in sciopero in queste ore.

L’indignazione e la protesta devono continuare: “abbiamo bisogno di un intervento forte, che coinvolga tutte le parti per fare in modo che migliori la sicurezza nei posti di lavoro e il controllo del rispetto delle regole, un piano strategico di interventi mirati e coordinati” afferma la segretaria generale.

“Tutti dobbiamo sentirci responsabili, nessun settore è escluso” prosegue “e dobbiamo affrontare con fermezza una situazione ormai non più sopportabile. Non c’è più tempo!”

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Si è chiusa positivamente la vertenza dei lavoratori del Tanka Village di Villasimius dopo il passaggio alla gestione Alpitour: stamattina, in viale Monastir a Cagliari, è stato firmato dalla Filcams Cgil l’accordo con i responsabili della società, che prevede l’impegno ad assumere prioritariamente tutto il personale che già operava al Tanka.

“Si tratta di un accordo importante – ha detto la segretaria regionale Filcams Simona Fanzecco – che ci consente di guardare al futuro dei lavoratori e dell’attività con ottimismo, in particolare  per la solidità della società che è subentrata nella gestione, che ha accolto le nostre richieste anche per quanto riguarda l’applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento, ovvero quello Turismo Federalberghi”.

Sono stati quindi salvaguardati circa 130 posti di lavoro che ora entrano a far parte dell’organico Alpitour – solo l’attività di giardinaggio verrà svolta da esterni – ma resta aperta anche la prospettiva di nuove assunzioni in un settore strategico per il territorio e per l’intera regione. “In questo caso abbiamo ottenuto che venisse garantita una occupazione di qualità – conclude Simone Fanzecco – la stessa  che rivendichiamo quotidianamente in un comparto che risente spesso della stagionalità e che non sempre garantisce stabilità e adeguate retribuzione ai lavoratori impiegati”. Da qui la battaglia della Filcams contro il lavoro nero e sottopagato perché, anche in vista dell’apertura della nuova stagione, anche i soggetti che hanno la responsabilità di monitorare, si adoperino per verificare la regolarità dei contratti e il rispetto delle norme da parte di tutte le aziende del settore.

“Un accordo importante che conferma l’importanza dei rapporti sindacali con Alpitour e recupera l’eredità negativa dalla gestione Bonomi che ha lasciato un enorme patrimonio allo sbaraglio e distrutto Valtur” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale.

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La drammatica situazione del settore dell’elettronica di consumo, la battaglia contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive in Europa e il focus sulle principali vertenze territoriali.
È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di categoria di Rassegna Sindacale: “Elettronica di Consumo, serve una nuova strategia”.
Un approfondimento sul commercio online grazie al contributo di Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario.

Diario Terziario Aprile 2018

Elettronica di consumo, cambiare strategia e modalità di vendita per sopportare la concorrenza
L’elettronica di consumo sta subendo profonde trasformazioni, anche a causa dell’espandersi dell’e-commerce. Un mondo complesso composto da tanti segmenti e diversi canali di vendita che incidono fortemente sulla distribuzione.
Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario, ha elaborato, per un corso di formazione della Filcams Cgil di Firenze, un approfondimento sul settore mettendo in luce le trasformazioni e le difficoltà.

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Crisi Valtur

L’interesse per il marchio non può essere svincolato dal destino di strutture e occupazione.

Nell’incontro di aggiornamento del tavolo di crisi presso il MISE del 18 aprile è stato confermato che vi è l’interesse di alcune realtà nel rilevare i villaggi Valtur, il marchio e di dare continuità all’azienda.

Il MISE sta svolgendo un importante lavoro di sollecitazione sugli operatori del mercato, alcuni dei quali hanno palesato il loro interesse solo nelle ultime settimane. Gli ostacoli a una positiva risoluzione della vertenza sono insiti nella procedura di liquidazione, ovvero alla strada scelta dall’Investindustrial di Andrea Bonomi per uscire dalla società.

Il percorso di liquidazione non lascia margini di trattativa per un passaggio dell’intero perimetro e non sono attivabili percorsi di continuità come per altri percorsi concorsuali.

“Abbiamo contestato la scelta della liquidazione sin dall’inizio” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL Nazionale “ma la proprietà è inamovibile e non intende cambiare programma. Al di là delle palesi responsabilità che si è assunta Investindustrial nello scegliere questo percorso, che mira a cancellare Valtur, serve lavorare per percorsi di salvataggio, che sono ancora possibili”.

Nelle ultime settimane i lavoratori hanno messo in luce il grande patrimonio che Valtur rappresenta: con la conferenza stampa del 9 aprile e la campagna social #siamogenteValtur si è reso visibile il valore di questa esperienza unica nell’accoglienza italiana, e sono stati ricordati i punti di forza anche rispetto ai dati sul prodotto.

“Ma chi vuole acquisire questo patrimonio commerciale non può pensare di comprare solo marchio” avverte Luigi Brianzi della Filcams di Milano “all’incontro di oggi è emerso che alcuni players del settore si sarebbero già fatti avanti per la sola acquisizione del marchio, e questo sarebbe la pietra tombale della realtà Valtur. Abbiamo chiesto ai responsabili di Valtur di realizzare l’asta solo in presenza di un percorso di rilancio”.

Percorso di rilancio che sarebbe possibile solo se uno degli operatori interessati contrattualizzasse un certo numero di villaggi, così da ricostituire parte del perimetro Valtur sul quale reinnestare il nucleo amministrativo del tour operator e ridare linfa a questa lunga storia italiana. A quel punto l’operazione dovrebbe essere completata con l’acquisizione del marchio.

“Siamo di fronte a un percorso inedito e non facile” aggiunge De Zolt “ma se si avverasse questo interesse dovranno essere messi in campo tutti gli strumenti utili per accompagnarlo. Abbiamo di fronte settimane decisive. Al netto dell’operazione CDP-TH Resort, discutibile quanto certa, rimangono altri 9 villaggi che sono stati liberati dai contratti con la liquidazione o verranno liberati nei prossimi giorni. E’ una corsa contro il tempo, ma noi non ci arrendiamo” chiosa il sindacalista.

 

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Filcams Fisascat e Uiltucs, Federalberghi, Faita e Fipe Confcommercio hanno sottoscritto un avviso comune in cui chiedono la prosecuzione degli interventi a sostegno al reddito per le lavoratrici e i lavoratori delle regioni (Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo) e delle province ( Ancona, Ascoli, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Pescara, Rieti, Teramo e Terni) colpite dal sisma del 2016.

Per le Parti Sociali del settore Turismo è infatti prioritario continuare a sostenere l’occupazione nelle zone terremotate e salvaguardare le professionalità esistenti, soprattutto all’inizio della stagione estiva.

“Non possiamo permetterci che i riflettori si spengano” dice Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil. “La ferita del terremoto è ancora aperta, i problemi ancora tanti a partire dal lavoro che ancora non c’è. Il settore del Turismo elemento trainante dell’economia di queste aree ha ancora bisogno di sostegno e interventi pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori e per il rilancio delle imprese”.

Scarica QUI il documento in formato pdf stampabile.

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Filcams CGIL e Fisascat CISL hanno rinnovato lo scorso 13 aprile il contratto integrativo Alpitour spa, il tour operator leader del mercato italiano. Oltre alla conferma dei principali istituti della contrattazione precedente, sono stati raggiunti importanti avanzamenti in materia di salario variabile e di welfare.

Sulla parte economica il nuovo integrativo triennale prevede l’erogazione del premio di risultato, fino a 1.000 euro lordi, in misura proporzionale all’orario di lavoro e ai mesi di servizio prestati e al raggiungimento degli obiettivi di budget stabiliti di anno in anno. Il sistema premiante prevede, in caso di utile netto, la distribuzione tra i lavoratori dell’EBITDA superiore a quello stabilito a budget, mentre un primo scaglione di 230 euro verrà erogato al raggiungimento del budget di EBITDA stesso.

In considerazione del positivo andamento economico aziendale verrà erogato a tutti i lavoratori un importo lordo di 200 euro sotto forma di misure di welfare per l’anno in corso.

Il sistema degli orari, da sempre punto essenziale della contrattazione Alpitour, viene modificato con accordi sperimentali che migliorano le condizioni di flessibilità previste dal CCNL e confermano gli elementi di miglior favore in materia di straordinario e supplementare, trovando in questo modo soluzioni sostenibili all’esigenza di maggior copertura delle fasce orarie e di maggior flessibilità poste dell’azienda.

Per facilitare la gestione dei turni più disagiati, i lavoratori potranno accedere volontariamente allo smart working, che per la prima volta riguarderà le mansioni di booking, con un accordo significativo nel quale si superano le problematiche generate dalle modifiche dell’articolo 4 sul controllo a distanza.

Le modifiche del sistema orario saranno funzionali a migliorare le condizioni dei lavoratori ciclici, che negli ultimi anni Alpitour aveva implementato per risolvere le problematiche operative al di fuori della contrattazione collettiva.

In tema di sostegno alla genitorialità l’azienda concederà il part time post partum per una durata non inferiore ai sei mesi, compatibilmente con gli orari di reparto; in alternativa si ricorrerà ad altri strumenti idonei alla conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro. Inoltre verranno riconosciuti 60 giorni di permessi non retribuiti per le adozioni internazionali.

L’azienda riconoscerà sei mesi di aspettativa non retribuita alle vittime di violenza di genere inserite nei programmi certificati dai servizi sociali del Comune, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio. Le parti si sono impegnate ad adottare misure adeguate, anche di natura sanzionatoria, nei confronti di chi pone in essere molestie e violenze; le vittime riceveranno sostegno e, se necessario, verranno assistite nel processo di reinserimento.

Il contratto integrativo sottoscritto varrà per tutti i dipendenti del tour operator, circa 700 persone, e rappresenta un segnale importante per tutto il settore: la contrattazione di secondo livello è infatti in grado di dare risposte a un settore a forte competitività e attraversato da importanti trasformazioni.

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70 anni di impegno e di lotta”, a Cinecittà con conclusioni di Susanna Camusso

“70 anni di impegno e di lotta – Diritti, Contrattazione e Rappresentanza”. È questo il titolo dell’Assemblea nazionale donne di Filcams, Fiom, Flai e Fp, quattro categorie della Cgil, in programma giovedì 13 aprile a Roma presso lo studio 10 di Cinecittà  a partire dalle ore 10 e che verrà conclusa dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

Il programma della giornata, che sarà coordinata dalla giornalista di Radio Rai, Ilaria Sotis, prevede interventi di delegate delle quattro categorie interessate, insieme alla partecipazione delle segretarie generali di Filcams, Fiom, Flai e Fp, rispettivamente Maria Grazia Gabrielli, Francesca Re David, Ivana Galli e Serena Sorrentino. Previste poi letture a cura dell’attrice Maria Antonia Fama. Infine, intorno alle 12.30, le conclusioni di Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.

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Sempre più aziende sequestrate al centro/nord: combattiamo il fenomeno con il mantenimento delle attività

Più di 13mila imprese italiane hanno subìto un provvedimento di sequestro – totale o parziale; di queste, oltre 2mila sono ancora attive. Sono i dati che ha fornito uno studio di Infocamere – aggiornato a febbraio 2018 – presentato oggi durante l’iniziativa “Ripartiamo Il recupero e il rilancio dei beni sequestrati” organizzata dalla Filcams e dalla Cgil presso il Tempio di Adriano a Roma.

Dati significativi che mettono in evidenza una realtà importante, che si sta diffondendo in tutto il territorio italiano. Delle 2200 imprese attive infatti, 372 sono in Sicilia, 362 nel Lazio, segue la Campania con 311, ma la quarta regione è la Lombardia con 267 attività.

Tra i settori più coinvolti, quelli rappresentati dalla Filcams: il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio, che rappresenta il 26,41% del totale, le attività di servizi e ristorazione, all’11,64%; particolarmente interessati anche il settore delle costruzioni, 12,18%, le attività immobiliari -9,82% – e le attività manifatturiere – 8,64%.

Il contrasto alla criminalità organizzata, alle Mafie e alla Corruzione è una battaglia che ha avuto una svolta favorevole con l’approvazione della legge 161, il nuovo Codice Antimafia, approvato il 17 ottobre 2017; in particolare l’assegnazione dell’attività a cooperative di lavoratori o a soggetti privati, che prima poteva avvenire solo dopo la confisca definitiva, è possibile ora fin dalla fase del sequestro, velocizzando così il rilancio dei beni sequestrati.

“Il riutilizzo e il rilancio delle aziende sequestrate rappresenta uno straordinario strumento di contrasto al fenomeno mafioso” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale. “La mafia soffre quando le viene sottratto un bene, un patrimonio una ricchezza, ma soffre e non sopporta ancor di più che quella ricchezza, che le è stata sottratta, sia riutilizzata in un circuito di legalità. Questa dunque è la sfida che abbiamo ancora davanti a noi.”

“Le Attività economiche e produttive simbolo del potere delle mafie, una volta sequestrate dallo Stato devono essere in grado di divenire modelli di legalità economica, garantendo dignità e sicurezza alle lavoratrici e lavoratori coinvolti” conclude la segretaria

“Il nostro percorso per affermare la cultura della legalità va avanti” ha affermato Giuseppe Massafra segretario Nazionale Cgil ; “si tratta di un impegno concreto che caratterizza il nostro ruolo di attore sociale che può operare in rete con i soggetti istituzionali, imprenditoriali e le altre realtà associative nell’azienda, per contrastare la criminalità organizzata. A partire dal tema delle aziende confiscate da rimettere nel circuito dell’economia legale.

“Siamo sempre stati convinti sostenitori” prosegue “che il sequestro alle aziende ai mafiosi sia una delle azioni più importanti per sancire una vittoria dello Stato sulle mafie. Significa ripartire dall’affermazione di una cultura del lavoro come vero antidoto alla criminalità.”

Ripartiamo da qui: nell’interesse del lavoro, delle persone che lavorano, nell’interesse dell’impresa e delle nostre comunità.

VIDEO

I casi del Cafè de Paris (roma), Ferdico SRL (Messina) e Centro olimpo (Palermo) 

Le interviste a Giuseppe Massafra (Cgil Nazionale) e Luca De Zolt (Filcams Cgil Nazionale)

Crisi Valtur

Nell’incontro di oggi al MISE è emerso con chiarezza che la proprietà Valtur non sta lavorando per una vendita dell’intero perimetro, ma per una liquidazione orientata a far uscire l’attuale gestione il più indenne possibile.
È un atteggiamento grave che non tiene conto delle implicazioni economiche e occupazionali di una realtà importante come Valtur.

La Crisi Valtur: l’azienda favorisca il passaggio

“Investindustrial deve invertire la marcia e favorire il passaggio di Valtur a chi vuole continuare l’attività” dichiara Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale, “altrimenti viene da chiedersi quali siano gli interessi dietro questa liquidazione. La gestione dell’amministratore delegato Elena David ha creato una situazione assurda in cui mentre si facevano proclami sul mercato si tenevano lontani possibili investitori. Basti pensare che il dato circolato nelle ultime settimane sul famoso buco di bilancio di oltre 100 milioni di Euro include anche i costi della liquidazione, che non sono assolutamente strutturali. Perchè si è voluto dare un quadro di questo tipo?” chiosa il sindacalista.
Il Ministero dello Sviluppo ha preso posizione dicendo che va favorita la continuità unitaria di Valtur e che sono giunte al Ministero stesso richieste di informazioni da parte di diversi gruppi.
È evidente che questo progetto è in antitesi con la liquidazione e tutti i soggetti interessati, incluse le proprietà che coinvolgono soggetti pubblici, devono operare nella stessa direzione.
“In tempi brevi le proposte dei privati devono concretizzarsi, perchè si apre una fase molto critica perchè i villaggi rischiano di non aprire creando un danno enorme ai territori coinvolti.” aggiunge De Zolt. “La Filcams Cgil è mobilitata per salvare Valtur e i posti di lavoro, e continuerà a svolgere azioni di pressione in questo senso.”
Intanto Valtur ha avviato oggi la procedura di licenziamento collettivo per la totalità dei dipendenti, esclusi i dirigenti che continueranno a lavorare per la capogruppo Valtur Group.

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Dopo un anno e un mese dalla sottoscrizione degli accordi per la riorganizzazione di Robintur e del nuovo contratto aziendale, si è raggiunta il 28 marzo 2018 l’intesa per il nuovo sistema di salario variabile per i lavoratori della rete di agenzie del sistema cooperativo di Alleanza 3.0.

L’accordo prevede che sino al 50% del margine operativo generale dell’azienda possa essere destinato a premi, con importi massimi individuali che vanno dai 1000 ai 2300 euro lordi, a seconda del livello di inquadramento contrattuale.

I criteri per il raggiungimento delle varie voci del premio sono state discusse e approfondite nel confronto sindacale, e si è arrivati a un equilibrio soddisfacente tra le esigenze dell’azienda, che premeva per un’accezione più individuale del premio, con un principio di equa distribuzione e di tutela del valore collettivo del lavoro.

Nel complesso ha prevalso un modello che premia i risultati dei gruppi e la collaborazione, individuando obiettivi che potranno essere monitorati e verificati durante l’anno.

Il premio di risultato potrà essere convertito in welfare nelle modalità che verranno individuate da un’apposita commissione bilaterale, che si baserà sugli orientamenti dei lavoratori.

“L’accordo” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL Nazionale “completa il percorso avviato due anni fa con Robintur, che si presentava, dopo la fusione con Nuovo Planetario, come un’azienda in difficoltà. La delegazione sindacale si è assunta la responsabilità di andare a fondo ai problemi sul tavolo, preservando l’occupazione di quella che rimane la rete di agenzie con dipendenti più importante d’Italia. Le intese raggiunte sulla riorganizzazione e sul contratto aziendale hanno consentito il rilancio di alcune realtà e la realizzazione di scelte organizzative che hanno portato a benefici notevoli. Oggi completiamo il quadro con un accordo che speriamo dia i suoi frutti in termini economici già dal prossimo anno, un risultato insperato solo qualche mese fa. Una buona notizia per tutto il settore del turismo, che dimostra che i percorsi concertati aiutano le aziende a migliorare performances e a realizzare riorganizzazioni, anche impegnative, salvaguardando la buona occupazione”.

Carlson

L’accordo argina la situazione emergenziale, ma non risolve il problema alla radice

Nel tardo pomeriggio del 19 marzo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS hanno sottoscritto un accordo con Carlson Wagonlit Italia, multinazionale dei viaggi di affari, che prevede l’impegno della società a non chiudere la sede di Torino e a raccogliere adesioni alla mobilità in modo esclusivamente volontario su base nazionale.

“Si tratta di un accordo importante” sottolinea Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale “perchè CWT ha rivisto la sua posizione iniziale, un passaggio non scontato trattandosi di una multinazionale che risponde a decisioni extranazionali”.

Già due anni fa CWT aveva annunciato uno snellimento della sua presenza nei Paesi dell’Europa occidentale con l’obiettivo di ridurre al minimo le sedi per ciascun Paese e di costituire alcuni centri operativi nei Paesi dell’Europa dell’EST. Parallelamente questo progetto prevedeva lo spostamento dei servizi per i Paese di lingua spagnola in Costa Rica.

“È un progetto mondiale che rincorre le logiche più negative della globalizzazione, ovvero la rincorsa all’abbassamento del costo del lavoro, anche a scapito del servizio. In Italia Carlson ha già chiuso le sedi di Firenze, Bologna e Padova, con ripercussioni anche sul mantenimento dei clienti legati al territorio” aggiunge De Zolt.

“Il mercato del business travel necessita di una regolamentazione che tuteli il servizio e l’occupazione di qualità. L’accordo con Carlson argina la situazione emergenziale creata su Torino, ma non risolve il problema alla radice. Per questo chiediamo che il MISE apra un tavolo sul settore, come proposto dal Ministro Calenda proprio nell’incontro svolto sulla vertenza Carlson alla fine di gennaio”.

Diario Terziario

È online il nuovo di Diario Terziario inserto di Rassegna Sindacale. In questo numero, l’intervista a Franco Martini segretario confederale Cgil Nazionale, e tutte le novità sulle vertenze aziendali: Mediaworld, Lidl, Starhotels e Autogrill. La Filcams porta in scena in tutta Italia, Dita di Dama, il lavoro al femminile, visto con gli occhi di una ragazza che alla fine degli anni ’60, suo malgrado, si vede costretta ad andare a lavorare in una fabbrica di televisori.

Un nuovo modello per i contratti. Intervista a Franco Martini

L’intesa raggiunta con Confindustria completa quasi interamente i confronti avviati sul documento unitario Cgil, Cisl, Uil “Per un moderno sistema di relazioni sindacali”. Nelle prossime settimane dovrebbe potersi concludere anche quello in corso con l’Alleanza delle Cooperative, anch’esso in corso da lungo tempo, sul cui tavolo si riflettono indubbiamente le difficoltà presenti nel rinnovo di alcuni Contratti Nazionali di settore.

“Il bilancio positivo di questa stagione di confronti emerge con ancora più chiarezza in questa ultima intesa, nella quale non ci si limita a definire alcune linee di indirizzo per la contrattazione, ma si rende ancora più esplicita la volontà delle parti sociali di condividere alcune indicazioni ed alcuni obiettivi in merito alle principali questioni dello sviluppo del Paese.” Franco Martini, segretario generale Cgil, spiega l’accordo raggiunto. “L’intesa parte dal riconoscimeno delle profonde disuguaglianze presenti nel Paese, ponendo la necessità di intervenire sia attraverso nuovi investimenti, sia agendo sulla crescita dei salari, per rilanciare la domanda interna, evidenziando le principali criticità quali il basso sviluppo del Mezzogiorno, la disoccupazione giovanile e, in materia salariale, il differenziale retributivo di genere.”

Continua a leggere Diario Terziario Marzo 2018

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Non arrivano buon notizie dall’incontro che si è tenuto questa mattina al Mise tra le organizzazioni sindacali e Valtur.

“Bonomi vuole liquidare Valtur senza nessuna attenzione per il contesto produttivo del nostro Paese” spiega Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale, “non è stato presentato nessun piano di rilancio, ma solo l’intenzione di uscire dalla partita con meno spese possibili. Si sta procedendo alla cessione e restituzione dei contratti dei singoli villaggi, senza nessuna prospettiva di gruppo.”

Crisi Valtur, nessun futuro

A pochi mesi dall’inizio della stagione estiva, Valtur, che garantisce un alto livello di occupazione soprattutto nel mezzogiorno, ha presentato richiesta di un concordato prenotativo senza nessuna prospettiva per il futuro.

La Filcams Cgil ha chiesto al Ministero di esercitare un ruolo stringente in questa fase delicata per impedire la liquidazione di una delle più importanti realtà del turismo italiano e di vigilare sulle future iniziative dell’investitore.

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SODEXO, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il 7 marzo scorso, hanno siclato un accordo contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, individuando congiuntamente le azioni da intraprendere per innescare il necessario cambiamento culturale di cui c’è bisogno anche in questo settore lavorativo.

Le parti si sono assunte l’impegno di: rispettare i diritti fondamentali sui luoghi di lavoro; avviare attività di contrasto alla violenza di genere; individuare interventi di informazione e formazione, da tenersi prossimamente sul tema, rivolti ai dipendenti, alle RSA/RSU e al personale Direttivo.

L’accordo prosegue nel percorso intrapreso, che attraverso la contrattazione e azioni concrete, mira a migliorare le condizioni e la qualità del lavoro femminile in quanto prevalente nei settori del terziario privato.

“Le attività di contrasto e di prevenzione della violenza di genere, insieme alla definizione di norme sulla conciliazione vita-lavoro” afferma Elisa Camellini segretaria nazionale Filcams Cgil, “non solo rappresentano una opportunità per migliorare le condizioni di lavoro femminile ma favoriscono l’instaurarsi di un clima di rispetto reciproco uomo-donna.”

Buon 8 Marzo a tutte e a tutti

8 marzo

Per questo 8 marzo la Filcams ha deciso di raccontare le attività del centro Antiviolenza Fabiana di Corigliano Calabro attraverso la storia di una donna che ha avuto la forza e il coraggio di uscire dal ciclo della violenza in cui era costretta nelle mura domestiche.

Guarda il video 

Il Centro Antiviolenza Fabiana nasce il 1 ottobre 2013, in seguito all’orribile femminicidio di Fabiana Luzzi, una ragazza di appena 15 anni brutalmente uccisa dal suo fidanzato.
Il centro di si occupa di supportare e assistere le donne vittime di violenza psicologica e fisica nel difficile percorso di denuncia e distacco. Come molte altre realtà italiane, il centro Antiviolenza Fabiana si trova a combattere anche con pesanti difficoltà finanziarie e per questo la Filcams ha deciso di sostenerlo.

Il coraggio di denunciare Rassegna.it

Contemporaneamente la Filcams, insieme al Ce.Mu,  ha promosso una tournée della trasposizione teatrale del libro “Dita di Dama” di Chiara Ingrao che fu presentato a Roma durante l’assemblea nazionale organizzata da Filcams-FP-Flai “I Si delle donne” il 28 marzo 2017.

A partire dal mese di marzo e fino all’estate la tournée toccherà diverse città italiane con il patrocinio delle Filcams Territoriali.

L’attrice Laura Pozzato, racconterà  il percorso di autocoscienza faticoso ma esaltante di una ragazza che, nell’ambiente della fabbrica, scopre il valore della solidarietà, della lotta e l’importanza che i diritti conquistati e da conquistare hanno anche nella costruzione della propria identità.

In questa importante giornata la Filcams parla di donne, dei loro problemi, delle loro aspirazioni per parlare alle donne e testimoniare ancora una volta il suo impegno sindacale, contrattuale, politico in difesa di una idea altra di convivenza che ha nel rispetto, nelle pari opportunità e dignità le proprie fondamenta e il proprio collante.

Buon 8 marzo a tutte, e tutti

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Si è tenuto il 6 marzo l’incontro con Carlson Wagonlit Italia in ordine alla procedura di licenziamento collettivo avviata dalla società in previsione della chiusura della sede di Torino.

Dopo un avvio della trattativa difficile, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno ottenuto dalla società la disponibilità al confronto su un piano organizzativo che non preveda la chiusura della sede di Torino.

“Abbiamo individuato un set dei possibili strumenti su cui far leva per evitare la chiusura della sede Piemontese” afferma la Filcams Cgil in una nota, “e fissato come termine per la verifica di questi strumenti il prossimo 19 marzo 2018.  Entro questa data, l’azienda raccoglierà delle pre-adesioni ad un’eventuale mobilità volontaria che potrà essere realizzata su tutto il territorio nazionale in sostituzione della mobilità di Torino.”

Oltre alla mobilità volontaria, le organizzazioni sindacali hanno chiesto che l’azienda prenda in considerazione le richieste di passaggi a part-time e le ricollocazioni sul settore M&E. L’azienda quindi si è impegnata, da qui al 19 marzo, a raccogliere tutte le richieste di trasformazione a part time, che verranno valutate e, se concesse, seguiranno le condizioni contenute nell’accordo sindacale del 4 dicembre 2017.

I sindacati hanno anche ottenuto la sospensione del decorso della procedura di licenziamento fino all’incontro del 19 marzo, e hanno quindi deciso di interrompere le iniziative di mobilitazione.

Resta sullo sfondo la necessità di introdurre regole comuni nel mercato dei servizi all’impresa nel segmento business travel per fermare le delocalizzazione e la spirale di concorrenza a ribasso che sta coinvolgendo il settore; per questo deve proseguire il confronto in sede MISE proposto dallo stesso Ministro Calenda.

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La gestione di Bonomi doveva rilanciare Valtur e invece si conclude con la richiesta di un concordato prenotativo senza nessuna prospettiva per il proseguo delle attività, proprio durante l’avvio della stagione estiva.

Valtur presenta concordato con prenotazione. 

“Si tratta di un atto gravissimo e irresponsabile, peraltro intrapreso senza che sia stato svolto alcun incontro, nemmeno informativo, con le organizzazioni sindacali” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale “non si capisce quale sia stata la decisione maturata nella mente dell’investitore, ma aprire la strada di un concordato senza nessuna ipotesi industriale non ci pare una scelta coerente con l’immagine che Bonomi vuole dare di se come del finanziere illuminato attento all’economia reale”.

Intanto il MISE ha convocato azienda e sindacati per il giorno 15 marzo.

“Se, come sembra di capire, l’attuale proprietà non si presenterà con un piano di rilancio, la Filcams Cgil chiederà al Ministero di farsi parte attiva per il mantenimento del perimetro e dell’occupazione dei villaggi Valtur e del tour operator. Anche visto il recente investimento di Cassa Depositi e Prestiti nella società, non si può consentire a Bonomi di buttare un operatore del peso di Valtur, con un danno enorme per i territori dove insistono i villaggi e per tutto il sistema turistico italiano” conclude il sindacato.

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Dopo due anni di annunci roboanti, la Investindustrial di Andrea Bonomi sembra voler rivedere il proprio ruolo in Valtur, e sul tappeto rimane un’azienda in grave difficoltà: nonostante il recente coinvolgimento della Cassa Depositi e Presiti nell’acquisto di alcuni villaggi, sono sempre più insistenti le voci di un concordato preventivo.

“Come organizzazione sindacale siamo sconcertati” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale “da due anni cerchiamo di entrare nel merito del piano industriale di Bonomi su Valtur, ma l’AD Elena David non ha mai voluto aprire un’interlocuzione con noi. La David e la sua numerosa squadra di dirigenti esterni hanno scaricato i maggiori costi di gestione centrali sugli appalti dei villaggi, colpendo i livelli occupazionali e la qualità del servizio, e senza sviluppare un vero rilancio dell’azienda. Oggi siamo di fronte all’ennesima crisi di Valtur, il nostro timore è che ancora una volta si vada verso soluzioni di corto respiro, o peggio verso un’ulteriore contrazione del perimetro aziendale.”.

Per la Filcams Cgil è necessario che il Ministero dello Sviluppo Economico convochi subito un tavolo di crisi, affinché si individuino soluzioni che comprendano tutto il perimetro aziendale e salvino l’occupazione.

“I villaggi Valtur, soprattutto nel mezzogiorno, rappresentano una risorsa occupazionale ed economica che non può essere lasciata al caso” chiosa De Zolt “ se Bonomi si è stancato di Valtur si cerchino subito altri investitori che abbiano knowhow e dimensioni appropriate, e si apra un tavolo in sede istituzionale sul destino della società”.

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Buone notizie per i quasi 2000 dipendenti della Catena Alberghiera Starhotels.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno infatti sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto il 31 dicembre 2013.

Molte le novità introdotte dal nuovo accordo che avrà una durata triennale:
· Il mantenimento del diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo (articolo 18 legge 300/70) per i lavoratori coinvolti in procedure di esternalizzazione, a cui Starhotels si è comunque impegnata a ricorrere solo in casi eccezionali e dopo confronto con le organizzazioni sindacali;
· la piena tutela occupazionale per i lavoratori in appalto e l’applicazione, anche  in tutti i casi di eventuali subentri,  del Contratto Nazionale dell’Industria Turistica;
· un premio di risultato che dal 2019 sarà di €1200 e di  €1400 per il lavoratore che lo vorrà convertire in welfare; il premio viene esteso per la prima volta  anche ai tempi determinati;
· nuovi diritti per le lavoratrici madri e per i lavoratori padri in termini di congedi, permessi, conciliazione tempi di vita e lavoro;
· il potenziamento del ruolo della contrattazione in ogni singola unità produttiva;
· un codice sulle molestie sessuali in ambito lavorativo.

Starhotels azienda italiana  leader nel campo dell’ospitalità, associata a Confindustria conta 24 alberghi nel nostro paese ed è presente anche a Londra, New York e Parigi.

“Siamo molto soddisfatti per come si è conclusa questa trattativa” ha commentato Cristian Sesena Segretario Nazionale della Filcams Cgil: “Siamo riusciti a costruire una intesa equilibrata e innovativa che porterà maggiori tutele, importanti diritti e adeguati riconoscimenti economici ai dipendenti  di questa importante catena. Speriamo” conclude il segretario “che questa intesa possa rappresentare l’inizio di una nuova stagione di positive pratiche negoziali anche per le altre imprese del settore dell’accoglienza”.

Carlson Wagonlit

Questa mattina il Ministro Calenda ha presieduto il primo incontro del tavolo di crisi richiesto dalla Filcams Cgil, insieme a Fisascat e Uiltucs, sulla vertenza che riguarda la multinazionale dei viaggi di affari Carlson Wagonlit Travel.

L’azienda sta lavorando da anni a un progressivo spostamento di parte delle pratiche da lavorare nei Paesi dell’Est Europa, a partire dalle funzioni di finanza e tesoreria fino al servizio di biglietteria e servizi al viaggiatore, ovvero il core business di CWT.

Oggi queste scelte si concretizzano con la decisione di chiudere la sede operativa di Torino, con la previsione di 50 esuberi.

“Le scelte di Carlson” ha detto la Filcams al tavolo ministeriale “introducono elementi di concorrenza al ribasso nel settore, che spingeranno i principali players a cercare la compressione del costo del lavoro con un circolo vizioso che dequalifica l’intero sistema”.

Il ministro Calenda ha parlato della necessità di “riqualificare il settore” anche con interventi formativi per aggiornare le competenze, e ha dichiarato che il Ministero dello Sviluppo lavorerà  anche sui committenti affinché inseriscano tra i criteri di selezione per i servizi di business travel/agenzie viaggi, quello della collocazione del lavoro in Italia nel rispetto della normativa, come fatto per il settore dei call center.

Il Ministro ha quindi chiesto a Carlosn Wagonlit di ritirare la procedura di licenziamento collettivo, diversamente ha annunciato che farà valere una clausola sociale affinché i contratti gestiti ad oggi da CWT (aziende quali Ferrero, Burgo, Novartis, Generali, Barilla, Poltrona Frau, Credem, Samsonite) siano presi in carico da aziende che salvaguardino i livelli occupazionali.

“Abbiamo apprezzato l’intervento del Ministro, molto netto e lucido rispetto alla situazione del settore” ha affermato Luca De Zolt della Filcams Nazionale “e dato disponibilità a discutere di interventi utili al recupero della redditività dell’azienda, a patto che si mantengano le sedi sul territorio e che si ritiri la procedura di licenziamento avviata”.

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È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’approfondimento della Filcams Cgil con Rassegna Sindacale.

Questo mese: gli attivi dei delegati di Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Serivizi integrati/Multiservizi; la firma separato del contratto nazionale del settore termale e tanto altro.

Buona lettura

Diario Terziario Febbraio 2018

ristorazione

È stata siglata l’ipotesi di accordo per la definizione del contratto nazionale della ristorazione collettiva e commerciale con Fipe Confcommercio, Angem, Aci- Alleanza delle Cooperative.
Dopo 4 anni e 8 mesi, scioperi e mobilitazioni, le parti datoriali e le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, sono riuscite a trovare una sintesi condivisa che riconsegna al settore regole e prospettive. Una trattativa complessa, a tratti aspra,  che ha consentito di individuare soluzioni che, pur non esenti da criticità, mantengono l’impianto dei diritti normativi e salariali preesistenti, dando nel frattempo una concreta risposta al salario che non registrava aumenti da aprile del 2013.

Ristorazione Collettiva e commerciale, pubblici esercizi e turismo, l’accordo che interessa circa 1 milione di lavoratrici e lavoratori, riunifica tutto il mondo della ristorazione, dai piccoli bar, alle mense, ai grandi gruppi della ristorazione autostradale.

Tra gli elementi positivi: una normativa più tutelante della precedente per i cambi di concessione e appalto; maggiori tutele nell’ambito del mercato del lavoro; la definizione di un codice condiviso contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro; e un aumento salariale di 100 euro a regime al IV livello, con una massa complessiva di 3mila euro.

“Siamo giunti ad una sintesi che vede punti positivi e punti critici, dopo un lungo e articolato confronto iniziato con esigenze e priorità distanti tra loro” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil nazionale.

Le controparti, infatti fin dall’inizio si sono poste al tavolo con la precisa intenzione di recuperare efficienza di costo andando a modificare strutturalmente una serie di importanti istituti, come i permessi, gli scatti di anzianità e il comporto malattia.

“Dopo un periodo difficile e nessun adeguamento economico, l’accordo rimette insieme le parti e potrà finalmente ridare stabilità e certezze ai lavoratori per i prossimi 4 anni” prosegue la segretaria; “consapevoli che questo è un punto di partenza per ricominciare a camminare insieme e ricostruire un modello di lavoro diverso.”

Per quanto riguarda la Filcams Cgil, ora la parola passa ai lavoratori per l’approvazione definitiva. Le lavoratrici e i lavoratori potranno esprimersi durante le assemblee organizzate nei posti di lavoro a partire dai prossimi giorni.

La sintesi del contratto

Carlson Wagonlit

Non si ferma il progetto di disinvestimento di Carlson Wagonlit sul territorio italiano, che ora annuncia di voler chiudere la storica sede di Torino, aprendo le porte ad altri 50 licenziamenti.

Dopo le chiusure delle sedi Firenze, Bologna e Padova, la multinazionale dei viaggi d’affari continua sulla strada dello spostamento di attività verso i Paesi dell’Est, alla ricerca di un costo del lavoro più basso, diminuendo quindi la forza lavoro in Italia, Francia e Spagna.
Un disegno che non tiene conto delle caratteristiche del settore nel nostro Paese dove, nonostante la digitalizzazione, è ancora importantissimo il rapporto con il territorio e dove le aziende chiedono un livello di servizio sempre più alto.
La scelta di spostare i servizi ai viaggiatori in Polonia, oltre a far perdere sin da subito decine di posti di lavoro in Italia, rischia di mettere a repentaglio il futuro dell’azienda nel suo complesso, a causa dello scadimento del servizio e dell’abbandono del territorio.

“Nei prossimi giorni l’azienda formalizzerà i licenziamenti annunciati con una procedura formale come previsto dalla legge 223/91″ spiega Luca De Zolt della Filcams CGIL Nazionale “ma la trattativa si preannuncia molto complessa, sia perché le scelte di Carlson sono folli, sia perché non abbiamo molti strumenti a disposizione per attutire l’effetto di queste scelte sulle persone, in quanto in caso di chiusura di sede non ci sono ammortizzatori sociali disponibili. Servirà una mobilitazione molto forte dei lavoratori e un interessamento delle istituzioni per trovare soluzioni adeguate, noi di certo non ci diamo per vinti” conclude il sindacalista.

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È online il nuovo numero di Diario Terziario di ottobre.

L’intervista alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli, le riflessioni sulla Riforma delle Pensioni di a Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil Nazionale, il bilancio della stagione turistica e tanto altro ancora.

Diario Terziario Ottobre 2017

Intervista a tutto campo alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli. Dal ruolo della contrattazione al rapporto con le associazioni datoriali e con la politica, passando per temi sociali come la violenza sulle donne

Contrattazione in stallo in tutti i settori, quali sono le prospettive e le azioni per sbloccare la situazione?

Il tema della contrattazione resta centrale nella nostra iniziativa a partire proprio dai rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. L’obiettivo è quello di sanare una stagione che per molti settori significa la mancanza di un rinnovo contrattuale da oltre 4 anni. Un’esigenza per i lavoratori, ma riteniamo dovrebbe esserlo anche per le aziende e le associazioni di rappresentanza datoriale. L’assenza prolungata di un rinnovo rischia di mettere in discussione il ruolo stesso del contratto nazionale che rappresenta il riferimento economico e normativo per i settori. Questa esigenza per noi resta legata all’obiettivo di consegnare una risposta coerente alle battaglie che abbiamo sostenuto in questi anni. Ciò significa produrre un risultato salariale certo e in linea con i contratti fino ad ora rinnovati e non smantellare l’architettura dei diritti e delle tutele; in tal senso va rimossa la posizione di un contratto finalizzato alla riduzione dei costi su cui si sono cristallizzate le Associazioni datoriali. Una situazione già complessa in cui ricercare le giuste soluzioni contrattuali che per la prima volta vede, dall’avvio della fase dei rinnovi, una disarticolazione delle Associazioni datoriali a partire dal settore del turismo e del terziario. La frammentazione che ne è derivata, ampliando il quadro dei soggetti datoriali, rimette in discussione il sistema di relazioni sindacali come lo abbiamo conosciuto, provocando e scaricando sulle trattative anche la necessità di evitare l’effetto dumping in ambiti concorrenziali. Una responsabilità che non può essere in capo solo alle Organizzazioni Sindacali, ma che deve vedere un’assunzione da parte delle stesse Associazioni di rappresentanza delle aziende. Anche per intervenire su questo problema è importante continuare a lavorare per rafforzare e dare concretezza agli accordi interconfederali sulla rappresentanza arrivando a misurare non solo il peso delle organizzazioni sindacali dei lavoratori,  ma anche quello delle stesse associazioni datoriali.

Dopo la prima edizione di the New Order – Nuove  frontiere per l’inclusione, continua la riflessione sul tema della contrattazione?

Con la contrattazione ci siamo già misurati rispetto ai grandi cambiamenti intervenuti in questi anni nel lavoro, dagli orientamenti e le scelte in tema di politiche del lavoro da parte della politica che ha prodotto un attacco come il JobsAct alla più difficile crisi economica dal dopoguerra vissuta nel nostro paese. La contrattazione, da quella nazionale a quella sociale, è coinvolta dalle trasformazioni e dagli effetti negativi prodotti dalle politiche di austerity, la spending review, la crescita delle disuguaglianze e della povertà. Abbiamo condotto un’azione necessariamente difensiva e di tenuta rispetto ai problemi occupazionali e al mantra assordante della messa in discussione dei diritti e delle tutele proposto come unico antidoto per uscire dalla crisi e dalle difficoltà aziendali e di sistema. All’azione prevalentemente difensiva abbiamo però associato la necessità di rompere lo schema ponendo l’alternativa e diventando attori di una proposta di cambiamento.

In questi anni la Cgil e la Filcams sono stati in campo per la costruzione del Nuovo Codice degli Appalti, con le proposte contenute nel Piano per il Lavoro della Cgil e nella Carta del Turismo della Filcams abbiamo indicato investimenti e ambiti di sviluppo che portano a far crescere il lavoro e la qualità del lavoro. Nella Carta dei Diritti Universali del Lavoro abbiamo esplicitato la necessità di ricomporre il mondo del lavoro, le differenze, le disuguaglianze declinando il significato anche di contrattazione inclusiva. Abbiamo posto al centro il lavoro e soprattutto la necessità di consegnare alle persone, al di là della tipologia di rapporto di lavoro, un corredo di tutele e diritti.

La contrattazione, per la categoria, è lo spazio dove dobbiamo continuare a declinare questa alternativa per riconsegnare centralità al lavoro e alle condizioni di lavoro. Per questo una categoria come la Filcams ha bisogno di continuare a svolgere  una lettura collettiva dei contesti e dello stato della contrattazione per tracciare un orizzonte diverso anche per affrontare le prossime scadenze contrattuali. Un’azione contrattuale che ha come perno quello dell’inclusività guardando contestualmente ai nuovi scenari che stiamo già vivendo. I nostri settori sono attraversati da nuove forme che estendono e cambiano la forma della competizione globale. L’innovazione tecnologica non è un fattore che ridisegnerà la fabbrica o il manifatturiero ma l’intera modalità della produzione e distribuzione partendo anche dai servizi e dal terziario. Ci confrontiamo già con realtà come Google, AirBnB,  Amazon, Booking, Foodora, che rappresentano solo una dimensione dei processi di cambiamento e spesso non in chiave positiva. Ma quali impatti avrà la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica nella creazione di nuovo lavoro, nell’impatto con il lavoro tradizionale, sull’organizzazione stessa del lavoro, dagli orari al luogo di esecuzione del lavoro, sono solo alcuni dei temi che abbiamo la necessità di  valutare per rendere la contrattazione adeguata ad anticipare e dare risposte a questi processi. In questa chiava lavoreremo nei prossimi mesi fino ad arrivare all’appuntamento conclusivo della seconda edizione di The New Order.

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Un risultato importante per l’attività sindacale che rafforza il diritto di reintegra.

Il Tribunale di Bologna, con una sentenza del 26 settembre scorso, ha reintegrato la delegata sindacale della Filcams di Bologna, dipendente della Azienda Chef Express del locale “la Pioppa Est” di Bologna, licenziata illegittimamente nel maggio scorso, ordinando la corresponsione delle retribuzioni a dal licenziamento fino al giorno dell’effettivo reintegro.

La delegata sindacale della Chef Express, con istanza congiunta della Filcams Cgil di Bologna, il primo giugno scorso, aveva impugnato come illegittimo il licenziamento attraverso il quale l’Azienda contestava l’utilizzo del permesso sindacale non in coincidenza con il turno pomeridiano., tra l’altro dopo aver incaricato un investigatore privato per controllare la lavoratrice.

“La sentenza finalmente stabilisce la correttezza e la buona fede della delegata” afferma la Filcams Cgil di Bologna,che ha svolto l’attività sindacale anche in momenti diversi rispetto al turno di lavoro, e la coincidenza dell’interesse individuale con l’interesse collettivo del sindacato.”

La sentenza stabilisce, inoltre, che l’attività sindacale può essere svolta in fascia oraria diversa rispetto allo svolgimento dell’attività lavorativa, riaffermando una piena e reale agibilità sindacale.

Soddisfazione anche da parte della Filcams Nazionale “Chef Express è un player che si sta contraddistinguendo per modalità pessime di gestione dei rapporti di lavoro e scorrettezza nelle relazioni sindacali” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale. “Di recente l’azienda ha cercato anche di aggirare i vincoli previsti dal Contratto Nazionale sul passaggio dei lavoratori in un cambio di concessione di un ristorante nella stazione di Rogoredo: anche in questo caso siamo intervenuti legalmente e il tribunale di Milano ha imposto le assunzioni. Chef Express deve cambiare atteggiamento perché questo clima di scontro perenne con i dipendenti e con le organizzazioni sindacali è del tutto improduttivo.”

Si tratta, dunque, di un risultato importante che riafferma tutta l’attualità del diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, ed il diritto delle Organizzazioni Sindacali di poter svolgere in libertà l’attività sindacale così come previsto dallo Statuto dei lavoratori.

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“Le modifiche alla legge del settore termale: quali le opportunità da cogliere?” è il titolo dell’iniziativa organizzata a Salsomaggiore dalla Filcams Cgil provinciale, dalla Camera del lavoro di Salsomaggiore e dal Consorzio Terme Berzieri lo scorso 18 settembre.

Un momento di confronto importate sul settore termale, per rimettere al centro le necessità di un comparto che potrebbe essere una risorsa di pubblico interesse. “A Salsomaggiore abbiamo ripreso a parlare di terme e di quello che serve al settore: l’approvazione del disegno di legge Fanucci alla Camera consentirebbe di riprendere il testo nella prossima legislatura e non disperdere il lavoro fatto finora. La revisione normativa e il piano di rilancio sono infatti primo passo decisivo che deve essere portato a termine, uno spiraglio per ridare fiato ad un settore in crisi” ha affermato Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale a cui sono state affidate le conclusioni della giornata. “Bisogna tenere alta l’attenzione alla legalità nei percorsi di subentro dei privati, e serve un maggior impegno delle istituzioni centrali e periferiche per questa componente del sistema sanitario pubblico nazionale.”

Alla tavola rotonda ha partecipato anche Patrizia Maestri deputata del Partito Democratico:  “La proposta di legge che modifica la legge 323 del 2000 è in discussione alla Camera e speriamo di approvarla entro la fine della legislatura; ma è necessario anche sostenere i lavoratori stagionali del turismo e termalismo aumentando la copertura della disoccupazione come prevede è la mia proposta di legge che sosterrò anche durante la legge di bilancio.” La deputata infatti, è l’autrice della legge correttiva della Naspi per i lavoratori stagionali.

Tra gli altri partecipanti: il senatore Giorgio Pagliari, primo firmatario al Senato della proposta di legge; Luciano Mondani, vice presidente di Tst srl e Aurelio Crudeli, direttore generale di  Federterme che ha dato disponibilità a riprendere il confronto per il rinnovo del contratto nazionale, fermo a febbraio 2016.

Disponibilità apprezzata da De Zolt che aggiunge: “bisogna trovare soluzioni equilibrate che non mortifichino le persone. La professionalità e la buona occupazione sono elementi essenziali per il funzionamento degli stabilimenti”.

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Continua la campagna informativa promossa da Filcams Cgil Macerata e Nidil Cgil Macerata, rivolta a tutti i lavoratori e le lavoratrici del turismo.

Nella mattinata del 12 settembre in Cgil a Macerata durante il direttivo provinciale di categoria è stato affrontato il tema con Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil.

Nel pomeriggio poi, è stato allestito un  gazebo  “EstateDiritti” a Civitanova Marche, lungomare nord. La campagna informativa per i lavoratori del turismo, proseguirà il 13 settembre,  a Porto Recanati dalle ore 17 in Piazza Brancondi.

“Per i lavoratori stagionali il sommerso ha più facce: dal lavoro nero a quello grigio, dal part- time che nasconde un rapporto di lavoro a tempo pieno, agli stage che vengono utilizzati come contratti a tutti gli effetti, ma ad un costo nettamente inferiore” affermano in una nota la Filcams Cgil Macerata e il Nidil Cgil Macerata. “Questo porta anche ad una diminuzione della qualità del servizio e dell’offerta, che non contribuisce a rilanciare il settore.

L’aumento delle assunzioni che si è riscontrato nel periodo estivo, evidenziato anche dai dati nazionali, non corrisponde necessariamente ad un miglioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali.”

Diversi i casi riscontrati durante la campagna estiva: apprendistati iniziati a giugno, con l’accesso per le aziende agli sgravi per l’assunzione, ma lavoratori, spesso studenti, costretti a dare le dimissioni a settembre, con la perdita della disoccupazione. Mancato rispetto del contratto nazionale e l’utilizzo dei voucher in alternativa alla proroga dei contratti di lavoro, e tanto altro.

“Per questo” proseguono i sindacati, “abbiamo ritenuto opportuno continuare la nostra campagna informativa per incontrare i lavoratori e fornire tutte le informazioni sulle tipologie contrattuali, sul diritto di accesso alla Naspi e sugli adempimenti fiscali.”

 

 

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Durante la tre giorni di festa della Cgil Savona verranno trattati i temi nazionali, ma soprattutto  quelli legati al territorio: il lavoro e  i diritti nel turismo, e quelli legati allo stato dell’arte dell’Area di Crisi Industriale Complessa del Savonese.

In particolare, Sabato 9 settembre alle ore 18 la segretaria generale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli, interverrà al dibattito  “Il turismo in Provincia di Savona”. Insieme a lei, un rappresentante dell’assessorato al Turismo della Regione Liguria e Federico Vesigna segretario generale Cgil Liguria.

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L’invito a firmare l’appello del Segretario generale della Cgil Susanna Camusso:

http://www.schiaffoallademocrazia.it

“Come certamente è noto, la CGIL ha proposto due quesiti referendari – sull’abrogazione dei voucher e la responsabilità solidale negli appalti – a sostegno dei quali sono state raccolti oltre due milioni di firme.
Ammessi dalla Suprema Corte di Cassazione, i due referendum avrebbero dovuto svolgersi lo scorso 28 maggio.

Con un Decreto Legge, definitivamente convertito lo scorso 21 aprile, il Governo ha deciso di cancellare i voucher, determinando così la decisione della Corte di Cassazione di annullare la prova referendaria.
Con una scelta che non ha precedenti nella storia della Repubblica, pochi giorni dopo l’annullamento del referendum, la maggioranza di Governo ha promosso un emendamento alla legge di correzione del bilancio che di fatto reintroduce i voucher.

Con la presente, non vogliamo discutere l’opinione di ciascuno sui voucher e sul modo scelto per normare il lavoro occasionale, bensì rimarcare come si sia in presenza di un’aperta violazione dell’art. 75 della Costituzione e di uno schiaffo alla democrazia, perché con un repentino voltafaccia parlamentare si è di fatto impedito ai cittadini di esprimersi col voto sulle materie proposte dal referendum.
Per questi motivi, proponiamo di sottoscrivere l’appello allegato, allo scopo di chiedere rispetto per la nostra Costituzione e per la democrazia.
Certa di trovare attenzione e disponibilità, un cordiale saluto”.

http://www.schiaffoallademocrazia.it/

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Ristorazione collettiva e commerciale, pulizie e multiservizi, agenzie di viaggio, migliaia di lavoratrici e di lavoratori scenderanno in piazza per manifestare contro i mancati rinnovi dei contratti nazionali di settore, #FuoriServizio.

Dopo lo sciopero nazionale del 31 marzo scorso a Roma, le iniziative di questi giorni si svolgeranno a livello territoriale, con scioperi e presidi per richiamare l’attenzione sulla necessità del rinnovo dei contratti nazionali, scaduti ormai da più di 4 anni.

Sono circa un milione e mezzo i lavoratori coinvolti che sono in attesa di un aumento economico dignitoso, il rispetto dei diritti e delle tutele e il potenziamento del welfare.

“Lo abbiamo affermato il 31 marzo e lo riaffermiamo ora: se non avremo risposte continueremo la nostra mobilitazione, non ci fermeremo” afferma la Filcams Cgil. “Vogliamo che venga riconosciuto il vero valore di chi svolge un lavoro indispensabile per i cittadini della nostra società, e permette lo svolgimenti di servizi funzionali alla collettività”.

#FuoriServizio. Una settimana di scioperi e iniziative in tante città italiane,  che vedranno impegnati lavoratrici, lavoratori e le tante Filcams territoriali insieme per combattere per i propri diritti.

In Toscana iniziative in tutta le città, così come in Veneto dove tutti i presidi saranno svolti davanti le aziende ospedaliere. Iniziative anche a Milano, il 31 maggio a Piazza della Scala; a Genova sempre il 31 maggio davanti la prefettura, cosi come nella stessa data si fermeranno Bari, Bologna, Brindisi, Lecce e tutta la Sicilia.

Roma ha diversi appuntamenti, il 29 maggio, il 31 maggio e il 1 giugno.

I lavoratori della Campania si fermano l’8 giugno, l’appuntamento a Torino è per il 12 giugno davanti la prefettura, mentre in Sardegna per il 15 giugno.