Category Archives: turismo

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Si chiude un’altra settimana di congressi della Filcams Cgil. Dopo i territori, in questi giorni si stanno svolgendo i congressi regionali: Abruzzo/Molise, Calabria, Sardegna, Veneto, Piemonte, Campania e Lazio.

Terziario, Turismo e Servizi, la più grande categoria della Cgil per numero di attivi a questo importante appuntamento vuole dare u unico messaggio condiviso: la Filcams è COLLETTIVA.

Il congresso è democrazia e partecipazione; è un momento di confronto importante per la Cgil, durante il quale si fa un bilancio sul passato e si pongono le basi per gli obiettivi per una strategia futura.

#FilcamsCollettiva

La pagina dedicata al Congresso Filcams 2018


La galleria fotografica completa dei Congressi Territoriali e Regionali

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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 3 comma 1 del decreto legislativo n 23/2015 sul contratto di lavoro a tutele crescenti che definisce in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustamente licenziato.  La previsione di una indennità “risarcitoria” crescente in ragione della sola anzianità di servizio è secondo la Consulta contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione. In parole povere uno dei cardini del cosiddetto Jobs Act è, secondo i giudici della Suprema Corte, incostituzionale.

La vertenza riguarda il licenziamento di una pasticcera che si era rivolta agli Uffici della CGIL di Roma Nord dopo essere stata allontanata dal posto di lavoro nel dicembre del 2015 per motivi economici.

Dopo l’impugnativa del licenziamento, l’azienda ha disertato le convocazioni formali, e i legali, Carlo De Marchis e Amos Andreoni, che assistevano la lavoratrice ne hanno chiesto la reintegra.

Il giudice ha fatto una ordinanza di sospensione che ha consentito così il ricorso alla Corte.

Il pronunciamento della Corte Costituzionale ha ritenuto fondato il ricorso sostenendo che la rigidità della quantificazione economica della indennità risarcitoria legata esclusivamente alla anzianità di servizio (introdotta dal Jobs Act) contrasta con il riconoscimento del diritto al lavoro, alla sua tutela, e alla promozione delle condizioni che rendano effettivo questo diritto previsti dall’articolo 4 e dall’articolo 35 della Carta Costituzionale.

La riforma voluta del Governo Renzi ha di fatto impedito al giudice di entrare nel merito di ogni singolo contenzioso legato al licenziamento del lavoratore, ivi compreso il comportamento delle parti. Il ruolo della magistratura viene ridotto ad un semplice assolvimento burocratico e privato della facoltà di effettuare valutazioni in base alla specificità di ogni singolo caso.

“Riteniamo questa sentenza di assoluta rilevanza perché conferma il giudizio negativo che come Filcams e come Cgil abbiamo fin da subito espresso rispetto ad una norma iniqua che pone il lavoratore alla mercè del datore di lavoro, impedendo anche alla magistratura di compiere appieno il suo compito di valutazione dei fatti.  Un primo passo verso la riassegnazione del valore di dignità e tutela del lavoro è stato compiuto. Questo passo si va ad aggiungere a quelli che tramite accordi collettivi hanno difeso l’articolo 18 e di cui la nostra categoria, a partire dal settore degli appalti e del turismo, si è resa protagonista in questi anni.” Dichiara Cristian Sesena Segretario Nazionale Responsabile del Mercato del Lavoro e del Settore Turismo Pubblici Esercizi.

 

 

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Sarebbe imminente, secondo quanto recentemente affermato dal Ministro agli Affari Regionali Erika Stefani nel corso di una interrogazione parlamentare, l’apertura di un tavolo tecnico guidato dal Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio, sulla annosa questione dell’estensione della direttiva Bolkestein alle concessioni balneari e marittime.
Ancora non è chiaro se il tavolo tecnico sarà orientato al recepimento della direttiva, il cui ritardo ha già provocato una procedura di infrazione della UE, o al tentativo di escludere questo settore dalla sua sfera di applicazione.
“Se l’iter riparte noi vogliamo esserne parte attiva perché le lavoratrici e i lavoratori su cui ricadranno le scelte del Governo li rappresentiamo noi e non i balneari” dichiara il segretario nazionale della Filcams Cgil Cristian Sesena che continua:” non recepire la direttiva ci pare onestamente un’operazione impraticabile e potenzialmente gravida di conseguenze negative; diverso è ragionare con tutti gli attori coinvolti di come adeguarsi alla normativa europea tutelando imprese e lavoratori, ambiente e territorio, promuovendo trasparenza, salvaguardia e sostenibilità ambientale, nonché innovazione.”
La Filcams chiede che eventuali future iniziative legislative in materia prevedano esplicite garanzie per la continuità occupazionale, per il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza degli operatori di settore e per l’applicazione dei contratti nazionali.
“Vogliamo portare la voce di chi lavora all’interno di questa delicata discussione. Le recenti vicende che hanno riguardato il territorio di Rimini in cui le associazioni dei balneari si sono rifiutate di prolungare, nonostante il protrarsi eccezionale della bella stagione, il servizio di salvataggio sulle spiagge, dimostra come il fattore lavoro rischi sempre di essere sacrificato sull’altare di piccoli tornaconti e interessi economici e con gravi rischi per i turisti”.

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Filcams Fisascat e Uitucs scrivono alla Regione e al Mise

Dopo il caso del Piemonte, che avevamo segnalato i primi giorni di agosto, anche in Puglia si fanno sentite le conseguenze sull’occupazione nel settore del gioco legale per effetto delle misure messe in campo dalle Regioni sul settore.
Sono 800 i punti vendita destinati alla chiusura secondo le prime stime, con una perdita di posti di lavoro molto consistente.
Le organizzazioni sindacali hanno scritto alla Regione Puglia per aprire un tavolo che affronti le conseguenze occupazionali della legge regionale, che entrerà in vigore a dicembre.
Per la Filcams è necessario che le misure di contrasto agli abusi del gioco siano realizzate tenendo conto della salvaguardia occupazionale e delle legalità.
Per questo la nostra organizzazione sindacale, insieme a Fisascat e Uiltucs, a chiesto l’attivazione di un tavolo al Ministero delle Sviluppo Economico, al quale chiediamo di esercitare un ruolo di regia a fronte dell’enorme crisi occupazionale che si sta venendo a creare.

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Come è noto il 19 luglio il marchio Valtur è stato acquistato per 5 milioni di euro dal gruppo pugliese Nicolaus, che fa riferimento alla famiglia Pagliara.

Dopo che il tavolo organizzato dal MISE il 26 luglio è andato deserto, Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs hanno inviato una richiesta di incontro direttamente alla società pugliese per attivare un confronto sul piano industriale.

“L’investimento di Nicolaus sul marchio e le prime dichiarazioni di Pagliara – commenta Luca De Zolt della Filcams Nazionale – fanno intendere che c’è un’intenzione reale del gruppo a reindustrializzare il marchio Valtur; la stagione invernale è alle porte e l’estate 2019 sarà la cartina di tornasole dell’investimento: il confronto va iniziato quanto prima a livello aziendale e istituzionale. Non nascondiamo la speranza che Nicolaus possa rimettere in gioco i villaggi lasciati chiusi dalla disastrosa esperienza Bonomi, e che il piano industriale preveda una prospettiva occupazionale agli ex lavoratori Valtur: il marchio non ha valore senza l’esperienza e la professionalità di chi lo ha costruito”.

E proprio i lavoratori Valtur lanciano in queste ore un appello al Ministro Di Maio perchè si faccia carico della riattivazione di un tavolo in sede istituzionale. “Proprio perché Valtur è una icona del turismo italiano, ma anche alla luce delle operazioni intercorse con Cassa Depositi e Prestiti – scrivono i lavoratori – ci chiediamo come sia stato possibile che lo Stato non sia riuscito ad evitare il crack aziendale, lasciando così che un’azienda simbolo del made in Italy, capace di valorizzare nel mondo pezzi del nostro Paese, sia finita in un buco nero.”

I lavoratori chiedono un intervento del MISE “pur nella consapevolezza – proseguono nell’appello – di non rappresentare, al pari di ILVA, un caso nazionale, certi però che Lei comprenda quanto sia angosciante ritrovarsi, dalla sera alla mattina, in mezzo ad una strada, vittime di una proprietà miope ed avventata, siamo con la presente a chiederLe un Suo intervento, capace di restituire futuro a Valtur ed ai propri ex dipendenti.”.

Di seguito (sotto) il testo completo dell’appello dei lavoratori Valtur.

Egregio Ministro Di Maio,

ci rivolgiamo nuovamente a Lei ed al Suo Ministero, confidando che la vicenda Valtur non sia arrivata all’ultima spiaggia, come temiamo, e ci siano invece ancora le condizioni per salvare un patrimonio industriale e professionale unico. Purtroppo noi “ex” lavoratori Valtur non abbiamo trascorso un’estate serena così come fortunatamente  milioni di Italiani, ma abbastanza amara visto che il nostro unico pensiero era: cosa ci aspetterà a settembre?

E sotto gli ombrelloni, per strada, in viaggio si sentiva: “ma hai saputo di Valtur? E’ Fallita?!! Nooo è in liquidazione, nooo è stata comprata da un altro operatore quindi salva…ma come mai, andava così bene…sono state le vacanze più belle dell’infanzia mia ed dei miei figli..!

Ebbene si, tutto vero o quasi, come è noto l’azienda VALTUR SPA (che ora ha assunto la nuova denominazione T.ONE), già di proprietà del Fondo Investindustrial della famiglia Bonomi, è in procedura di concordato liquidatorio dal 12/03/18. La crisi irreversibile e apparentemente inspiegabile nella quale è stata trascinata dalla “cura” Bonomi ha messo in ginocchio decine di piccoli, medi e grandi fornitori,  determinato il licenziamento di tutti i dipendenti della sede milanese di Valtur (circa 150) e lasciato a casa oltre 500 tra dipendenti stagionali dei villaggi rimasti chiusi questa estate. Della gloriosa Valtur è rimasto solo il marchio, messo all’asta ed acquisito, senza ramo d’azienda, per più di 5 milioni di euro. Con la conseguenza di spazzar via occupati e villaggi, garantire unicamente la possibilità ad Investindustrial di incassare liquidità con cui ripianare parte del mostruoso indebitamento accumulato e mettere la nuova proprietà, la Nicolaus Srl, di aggiudicarsi il brand italiano più rappresentativo della villaggistica: una scatola vuota, al momento, priva come è dell’anima, ossia delle persone che hanno reso Valtur celebre nel mondo.

Proprio perché Valtur è una icona del turismo italiano, ma anche alla luce delle operazioni intercorse con Cassa Depositi e Prestiti, ci chiediamo come sia stato possibile che lo “Stato” non sia riuscito ad evitare il crack aziendale, lasciando così che un’azienda fondata nel 1964 (con partecipazioni statali) simbolo del “made in Italy”,  capace di valorizzare nel mondo pezzi del nostro Paese, sia finita in un buco nero.

Siamo consapevoli del fatto che la crisi Valtur sia giunta sul Suo tavolo e di quello del ministro Centinaio solo a poche settimane dall’insediamento ufficiale del Governo e nel caso di Centinaio, quando ancora il turismo doveva essere trasferito al ministero delle Politiche Agricole ed a nulla sono serviti i vari incontri al MISE come la battaglia a nostro fianco della Filcams/Cgil e le altre sigle sindacali che ci hanno supportato in questo difficile percorso.

Le chiediamo quindi di non archiviare nei faldoni del suo Ministero la storia di Valtur, fino a qualche mese fa bellissima, sia per noi che l’abbiamo vissuta sia per i milioni di Italiani che l’hanno scritta insieme a noi. Una storia che doveva continuare con una stagione estiva promettente alle porte quando, inaspettatamente, è arrivata invece una lettera che indicava: il viaggio finisce qui!

Pur nella consapevolezza di non rappresentare, al pari di ILVA, un caso nazionale, certi però che Lei comprenda quanto sia angosciante ritrovarsi, dalla sera alla mattina, “in mezzo ad una strada”, vittime di una proprietà miope ed avventata, siamo con la presente a chiederLe un Suo intervento, capace di restituire futuro a Valtur ed ai propri ex dipendenti.

Cordiali saluti

Milano 14/6/18

Blick über Florenz vom Michel Angelo Platz

Dopo due anni di boom turistico in Italia, l’ estate 2018 era attesa per il confronto. Cresce l’occupazione, ma a tempo determinato. Grave per il settore il reinserimento dei voucher. I dati in nostro possesso sin qui, confermano che l’affluenza turistica continua a crescere anche se in percentuale minore rispetto agli ultimi anni. Segnali positivi per gli imprenditori, ma non per i lavoratori del settore, che alla precarietà legata alla stagionalità, vedono aggiungersi un elemento che contribuirà nuovamente a diminuire tutele e diritti: i Voucher. La reintroduzione dei buoni lavoro negli alberghi e nei campeggi avrà di certo un impatto non secondario e soprattutto non virtuoso sull’occupazione nel turismo.

Il Centro Multiservizi Ce.Mu. della Filcams Cgil e SL&A Turismo e territorio, società esperta del settore, hanno provato a dare una prima valutazione dell’estate 2018 sia dal punto di vista degli arrivi e presenze che dal punto di vista occupazionale.

Secondo Confturismo da giugno a settembre, in soli quattro mesi, negli alberghi italiani e negli esercizi ricettivi complementari si registrano oltre 260 milioni di pernottamenti, più del 60% del totale annuo. 

Sempre sulla stessa linea positiva i risultati dell’indagine realizzata da CST per Assoturism Confesercenti, secondo la quale «il turismo in Italia continua a crescere: sono previste infatti 218,9 milioni di presenze, cioè circa 4,5 milioni in più rispetto al 2017, mentre tornerà ad essere maggioritaria la domanda italiana (53,3%) con 116,7 milioni di presenze stimate.

Anche se i dati confermano che il settore è in salute e trainante, il tema del lavoro, e della sua qualità, viene sempre posto in secondo piano.

Per Unioncamere nel trimestre giugno-agosto sono previste 290mila nuove entrate negli organici delle imprese del settore, di cui il 45% nel mese di giugno. Si tratta di lavoratori alle dipendenze (96% dei casi) assunti con contratto a tempo determinato in otto casi su dieci

Secondo l’Osservatorio Federalberghi durante l’estate, le imprese del turismo danno lavoro a più di un milione e duecentomila lavoratori dipendenti, cinquecentomila dei quali occupati con contratto di lavoro a tempo determinato.

Nonostante la crescita degli occupati negli alberghi (+1,9%), sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre sono in crescita quelli a tempo determinato (+4,4%).

“Il turismo merita di più” afferma la Filcams Cgil Nazionale” anche con una seria e attenta discussione per quanto riguarda il legame tra qualità del lavoro e qualità dei servizi offerti.  L’industria turistica, che rappresenta orma il 12% del Pil nazionale, ha bisogno di competenze e costante aggiornamento professionale e la reintroduzione dei voucher, non va sicuramente in questa direzione.”

A chi sostiene che i voucher sono uno strumento utile solo a gestire le emergenze e i picchi di lavoro, la Filcams afferma che “i contratti nazionali di settore rispondono già a questa esigenza – con vari tipi di part time, il lavoro extra e di surroga, l’apprendistato in cicli stagionali, – tipologie contrattuali che non eliminano le tutele: TFR, tredicesima, malattia, maternità”.

Anche per questo la Filcams Cgil ha lanciato “Non c’è turismo senza lavoro, non c’è turismo senza tutele” una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti. Non c’è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c’è turismo senza la tutela dell’ambiente e del paesaggio, non c’è turismo senza la tutela dei lavoratori, dei loro diritti e delle loro professionalità.

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Una sentenza del Tribunale Civile di Milano ha stabilito che il lavoro festivo è volontario per chi opera nel settore dei pubblici esercizi

Il 3 luglio 2018 il tribunale civile di MILANO ha accolto il ricorso di due lavoratrici di Autogrill che si erano rifiutate di prestare servizio lo scorso 15 agosto. Il giudice ha stabilito che onorare le festività è un diritto soggettivo in capo al singolo lavoratore, non suscettibile quindi di essere limitato o inibito dall’impresa.

GUARDA LA CAMPAGNA – IMMAGINE 1IMMAGINE 2

Questa sentenza è particolare perché riguarda un settore (quello dei bar e de ristoranti) tradizionalmente soggetto al “sempre aperto”.

La Filcams Nazionale ritiene questo risultato una importante opportunità per poter contrattare condizioni migliori per un milione circa di addetti nel nostro paese.

Non si discute infatti la libertà dei pubblici esercizi di garantire un servizio ai consumatori in queste giornate ma il “sempre aperto” si deve attuare con adeguate regole e maggiori diritti per chi nelle medesime giornate è chiamato a prestare servizio sacrificando affetti, famiglia e anche quota parte dei propri valori e convinzioni.

Per queste ragioni in occasione del mese di agosto, dove la stragrande maggioranza dei cittadini è in vacanza, affollando bar e ristoranti, la Filcams lancia la campagna social #Facciamocifesta che si propone due obbiettivi:

-  Veicolare un messaggio corretto rispetto al lavoro festivo nella ristorazione
-  Sensibilizzare turisti e consumatori sulle problematiche di chi lavora in questi settori.

“Riteniamo che si possano coniugare le esigenze dei consumatori, di chi viaggia, di chi visita le nostre città, o i nostri litorali con quelle dei lavoratori di bar, autogrill, fast food e ristoranti aprendo una nuova stagione di contrattazione a tutti i livelli” .

“Non vogliamo far chiudere i ristoranti a capodanno o gli autogrill a ferragosto” dichiara Cristian Sesena che, assieme al Dipartimento Comunicazione, per la Filcams ha ideato la campagna “vogliamo solo che nei giorni rossi del calendario chi lavora sia retribuito il giusto, che a prestare servizio non siano sempre “i soliti noti”, che sia garantito a tutti il diritto di astenersi dalla prestazione, nell’ambito di una organizzazione e programmazione del lavoro condivise.”

 

 

NASPI – nuova assicurazione sociale per l’impiego – sostituisce le prestazioni di ASpI , mini-ASpI e dal 1/1/2017 la mobilità.

Quali sono gli obiettivi?
· Fornisce sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente il lavoro
· Si applica agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015
Chi sono i destinatari?
· lavoratori dipendenti (compresi quadri, dirigenti e i dipendenti pubblici a tempo determinato)
· apprendisti
· soci lavoratori (DPR n. 602/70) che hanno sottoscritto oltre al rapporto associativo un contratto di lavoro subordinato (art. 1 c. 3 legge n. 142/2001), per i quali a decorrere dal 1° maggio 2015 la misura dell’indennità è allineata a quella della generalità dei lavorati
Ne restano esclusi
· I dipendenti a tempo indeterminato della P.A.
· Operai agricoli a tempo determinato o indeterminato (resta normativa previgente)
Chi può accedere alla NASPI?
Chi ha perso il lavoro involontariamente e chi è in stato di disoccupazione (soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa )
Quali sono i requisiti che bisogna possedere?
· 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni per i quali risulti anno per anno complessivamente erogata o dovuta (art. 2116 c.c. automaticità delle prestazioni) il minimo contributivo settimanale di € 202,97 (anno 2018).
· La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.
· 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione, non necessario il raggiungimento del minimale .
Per le lavoratrici/lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, ai fini dell’individuazione dei 30 giorni di lavoro effettivo il requisito si intende soddisfatto se nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, sono presenti 5 settimane, con un minimo di 120 ore distribuite in 24 ore per ciascuna delle 5 settimane (INPS circc. n. 142/2015 e n. 194/2015).
SONO UTILI ai fini della maturazione del requisito anche le settimane accreditate figurativamente per:
· Maternità obbligatoria e congedo parentale usufruita in costanza di rapporto, sia nella ipotesi in cui il periodo di astensione obbligatoria inizi in costanza di rapporto di lavoro sia nella ipotesi in cui l’astensione obbligatoria inizi entro 60 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro (INPS mess. 710/2018);
· Lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati,
· Astensione per malattia figli fino agli 8 anni e nel limite di 5 giorni in anno solare
· Giornate di lavoro agricolo purchè nel quadriennio risulti prevalente il lavoro non agricolo
NON SONO UTILI (sia per la maturazione del requisito delle 13 settimane sia ai fini dei 30giorni di lavoro effettivo) i periodi di contribuzione figurativa accreditati in caso di
· Malattia, infortunio senza integrazione a carico azienda
· Cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga a zero ore, congedo e permessi L. 104
· Lavoro svolto in paese estero non convenzionato con l’Italia
· I periodi di contribuzione non utili devono essere considerati periodi neutri con conseguente ampliamento del quadriennio. Questo stesso principio si deve applicare anche in caso di malattia con integrazione della retribuzione a carico del datore di lavoro, se si verificano o siano in corso nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, un corrispondente ampliamento del periodo di osservazione all’interno del quale ricercare il requisito delle 30 giornate (INPS circ. 142/2015).
Quali sono le modalità di RISOLUZIONE del rapporto di lavoro che danno diritto alla Naspi?
· Non avere cessato per dimissioni (salvo le dimissioni per giusta causa o per maternità rassegnate entro l’anno del bambino art. 55 D.lgs 151/2001)
· Risoluzione consensuale se intervenute a seguito della procedura obbligatoria ex art. 7 L.604/66, di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Questa procedura introdotta dalla legge Fornero non si applica ai lavoratori assunti dal 7/3/2015 « con contratto a tutele crescenti»
· Risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km e/o raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi pubblici (circ. Inps 142/2015)
· Attenzione al di fuori di questi due casi con la risoluzione consensuale non c’è diritto alla Naspi
· Si ha diritto alla Naspi anche in caso di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione ex art. 6 D.lgs 23/2015 (tutele crescenti) presso la DTL (INPS circc. n. 94/2015 e n. 142/2015).
· e licenziamento per motivi disciplinari interpello Ministero del lavoro nr. 13/2015
Come si CALCOLA la NASPI e che importi garantisce?
· È calcolata sull’ imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni comprensiva degli elementi continuativi e non, e delle mensilità aggiuntive,
· Garantisce il 75% per retribuzione pari o inferiore (anno 2018) a € 1.208,15.
· Per retribuzioni superiori incremento del 25% tra il differenziale della retribuzione e € 1208,15
· La prestazione non può essere superiore a € 1.314,30 (INPS circ. n. 19/2018).
· Non è soggetta a prelievo contributivo 5,84%
· Subisce una decurtazione del 3% ogni mese a partire dal quarto mese di fruizione
Per quanto tempo dura la NASPI e da quando decorre?
A differenza della disoccupazione e dell’aspi non si tiene conto del requisito anagrafico del lavoratore ma esclusivamente di quante settimane di contribuzione è stata versata. La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.
Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche nei casi in cui dette prestazioni siano state fruite in unica soluzione in forma anticipata (INPS circc. n. 94/2015; n. 194/2015).
Con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi nel 2016 e limitatamente ai lavoratori stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali, qualora la durata NASpI, calcolata ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. n. 22/2015, sia inferiore alla durata ottenuta disapplicando il secondo periodo del comma 1 di tale articolo, relativamente ad eventuali prestazioni di disoccupazione diverse da mini-ASpI e NASpI, fruite negli ultimi 4 anni (ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione), la durata della prestazione viene incrementata di un mese, a condizione che la differenza tra le durate così calcolate non sia inferiore a 12 settimane. In ogni caso, la durata della NASpI corrisposta non può superare il limite massimo di 4 mesi (art. 43, comma 4-bis, D.Lgs. n. 148/2015 introdotto dall’art. 2, comma 1, lett. e), D.Lgs. n. 185/2016; vd. anche INPS circ. n. 224/2016)..
ATTENZIONE I periodi contributivi che già hanno dato luogo ad una prestazione di disoccupazione, non sono validi ai fini della maturazione di una ulteriore indennità
Quando fare domanda?

La domanda deve essere presentata telematicamente all’Inps entro 68 gg. dalla data di cessazione del rapporto (attraverso il Patronato Inca o presso le sedi territoriali della FILCAMS).
L’indennità decorre dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o dal giorno successivo alla presentazione della domanda se presentata dopo l’ottavo giorno
Condizioni per conservare la prestazione Naspi
Il soggetto privo di occupazione dichiara la propria immediata disponibilità allo svolgimento e alla ricerca di una attività lavorativa , stipula il patto di servizio personalizzato, nel quale il disoccupato si dichiara disponibile a partecipare:
Ø Ad iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro
Ø Ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva
Ø All’accettazione di congrue offerte di lavoro che dovessero presentarsi durante il periodo di disoccupazione
La violazione del patto può comportare la riduzione o la decadenza dagli ammortizzatori sociali e la perdita dello stato di disoccupazione.
In attesa dell’emanazione del decreto Ministeriale si applicano le stesse disposizioni previste per la fruizione dell’aspi. Si decade dalla fruizione della naspi in caso di:
· Rifiuto del trasferimento da parte del lavoratore ad altra sede della stessa azienda
· Rifiuto di partecipazione alle azioni di politica attiva e percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti
· Non accettazione di un’offerta di lavoro congrua
In queste ipotesi, e se la sede di lavoro o la sede dove vengono tenuti i corsi di riqualificazione sono distanti entro 50 km. o sono raggiungibili mediamente in 80 minuti con mezzi di trasporto pubblico, il rifiuto determina la decadenza dalla prestazione con decorrenza dal verificarsi dell’evento interruttivo.
(Se la sede di lavoro o la sede dove vengono tenuti i corsi di riqualificazione sono distanti oltre 50 km. o sono raggiungibili in più di 80 minuti o oltre, il rifiuto non determina la decadenza dalla prestazione)
Il decreto Ministero del Lavoro 10 aprile 2018 ridefinisce la congruità dell’offerta di lavoro
L’offerta congrua viene graduata sulla base:
Ø Della durata della disoccupazione
Ø Della coerenza con le esperienze e le competenze maturate
Ø Dalla distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento con mezzi pubblici
Se il lavoratore è percettore di sostegno al reddito l’entità della retribuzione dell’offerta deve essere, inoltre almeno il 20% più alta dell’indennità percepita nel mese precedente.
Ø Disoccupato fino a 6 mesi, l’offerta è congrua quando il luogo di lavoro dista non più di 50 km. dal domicilio (35 km. in caso di mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici e sia compresa nei settori individuati nel patto di servizio personalizzato
Ø Disoccupato da 6 a 12 mesi, fermo restando i requisiti della distanza dal domicilio, l’offerta può riguardare anche settori contigui a quelli individuati nel patto di servizio personalizzato
Ø Disoccupato oltre 12 mesi, l’offerta è congrua se il luogo di lavoro dista non più di 80 km dal domicilio (56 km. se mancano i mezzi pubblici) o sia raggiungibile in medi in 100 minuti con i mezzi pubblici e l’offerta può riguardare qualsiasi settore lavorativo
Ø L’offerta inoltre deve avere ad oggetto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a termine o di somministrazione di almeno 3 mesi, essere a tempo pieno o tempo parziale non inferiore all’80% dell’ultimo contratto di lavoro, prevedere una retribuzione non inferiore ai minimi della contrattazione collettiva
Giustificati motivi di rifiuto
La mancata accettazione di un’offerta congrua comporta la decadenza dalla prestazioni di sostegno al reddito e dallo stato di disoccupazione, salvo giustificato motivo da comunicare e documentare entro due giorni dalla proposta dell’offerta di lavoro congrua.
Ø Documentato stato di malattia o di infortunio
Ø Servizio civile o richiamo alle armi
Ø Stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge
Ø Gravi motivi familiari documentati o certificati
Ø Casi di limitazione legale della mobilità personale
Ø Ogni comprovato impedimento oggettivo o causa di forza maggiore, documentati o certificati, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al lavoratore di accettare l’offerta di lavoro congrua

Quali sono i casi di sospensione dei termini per la presentazione della domanda Naspi?
La circolare Inps 94/2015 oltre a dare indicazioni sull’applicazione della Naspi recepisce orientamenti giurisprudenziali circa la maternità e la malattia intervenuta durante la disoccupazione
· In caso di astensione per maternità indennizzabile insorto entro i 68 gg. dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso, nel limite della durata della maternità e riprende a decorrere alla fine dell’evento per la parte residua
· In caso di malattia comune o infortunio/malattia professionale insorto entro 60 gg. dalla cessazione del rapporto a tempo indeterminato il termine di presentazione della domanda rimane sospeso, nel limite della durata dell’evento e riprende a decorrere alla fine della malattia o infortunio
· Dalla data di cessazione della maternità indennizzata quando la stessa sia iniziata durante il rapporto di lavoro
· Dalla data di cessazione della malattia o infortunio/malattia professionale se insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato
· Definizione della vertenza sindacale o notifica della sentenza
· Data di fine del periodo di mancato preavviso
· Trentesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa
Incentivo all’autoimprenditorialità
Sarà riconosciuta la liquidazione anticipata della Naspi in un’unica soluzione per la prestazione residua in caso di avvio di un’attività autonoma o impresa individuale o in caso di associazione in cooperativa.
La liquidazione in un’unica soluzione non dà diritto alla contribuzione figurativa e all’assegno familiare.
La domanda per la liquidazione in un’unica soluzione, deve essere presentata all’Inps telematicamente a pena di decadenza entro 30 gg. dalla data di inizio dell’attività autonoma.
Chi viene assunto come lavoratore subordinato prima della scadenza della durata dell’indennità, deve restituire per intero l’anticipazione tranne nel caso in cui sia stato assunto dalla cooperativa dove ha sottoscritto una quota di capitale sociale
COMPATIBILITAÌ della NASPI con RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
L’erogazione dell’indennità viene sospesa se si instaura un rapporto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.
La NASPI è compatibile con:
· Un lavoro subordinato (anche superiore a sei mesi) che produca un reddito annuo inferiore a quello escluso da imposizioni (€ 8140 anno 2018) (l’importo della prestazione viene ridotto dell’80% del reddito previsto che il lavoratore deve comunicare all’Inps a pena di decadenza entro 30 gg. dall’instaurazione del rapporto)
· Lavoratori Part-Time
· Coloro che intrattengono contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, qualora uno di questi cessi per una delle cause che danno titolo alle prestazioni (licenziamento dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura ex art. 7 L. 604);
A condizione che:
· Il reddito complessivo percepito (inclusi anche tutti gli altri rapporti a tempo parziale) sia inferiore a € 8140;
· Che si comunichi all’Inps, entro 30 gg. dall’invio della domanda della prestazione, il reddito annuo previsto
· L’importo della prestazione viene ridotta dell’80% del reddito previsto
COMPATIBILITA’ NASPI CON LAVORO AUTONOMO O IMPRESA INDIVIDUALE
La Naspi è compatibile con:
· Un lavoro autonomo che dia luogo ad un reddito inferiore al limite utile per conservare lo stato di disoccupazione (€ 4800)
· Entro un mese dall’inizio dell’attività, a pena di decadenza il beneficiario deve comunicare all’Inps l’avvio dell’attività e il reddito annuo che prevede di trarne;
· La Naspi viene ridotta dell’80% del reddito previsto (rapportato al periodo di inizio e la data in cui cessa l’indennità);
· La riduzione deve essere ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi;
· Se il lavoratore non è tenuto alla dichiarazione, deve presentare all’Inps un’autodichiarazione del reddito effettivamente ricavato entro il 31 marzo dell’anno successivo;
· In caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto alla restituzione dell’indennità usufruita dalla data di inizio dell’attività autonoma
· Voucher
· Dopo l’introduzione della nuova disciplina sul lavoro occasionale (art. 54-bis DL50/2017) manca un chiaro riferimento normativo sulla possibilità di cumulare i compensi percepiti nell’ambito del contratto di prestazione occasionale e libretto di famiglia, con i trattamenti di sostegno al reddito. La possibilità di cumulo deriva dall’art. 54-bis comma 4 DL 50/17, il quale prevede che i compensi percepiti dal lavoratore in ambito di lavoro accessorio, sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione, (limite complessivo annuo dall’1/1 al 31/12 di € 3000 euro netti = lordo € 4.000 )
· Casi di decadenza dalla Naspi
· Perdita dello stato di disoccupazione
· Rioccupazione con lavoro subordinato superiore a 6 mesi
· Inizio attività autonoma senza comunicazione all’INPS
· Pensionamento di vecchiaia o anticipato
· Assegno ordinario di invalidità, se non si opta per l’indennità
· Rifiuto di partecipare, senza giustificato motivo, ad una iniziativa di politica attiva (attività di formazione, tirocini ecc.) o non regolare partecipazione
· Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua così come ridefinito dal decreto Ministero del lavoro 10/4/2018
· La contribuzione figurativa
· E’ rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, entro un limite di retribuzione pari a 1,4 (1314,30*1,4) volte l’importo massimo mensile della NASpI, nel 2018 l’importo massimo mensile è di 1.840,02 euro
Assegno di ricollocazione
L’assegno consiste in un voucher che varia in relazione al profilo personale di occupabilità del lavoratore. L’importo del voucher oscilla fino a un massimo di 5 mila euro, a seconda delle minori o maggiori difficoltà nel cercare lavoro, spendibile per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di una nuova occupazione presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti privati accreditati. La scelta del Centro per l’impiego o dell’operatore accreditato è riservata al titolare dell’assegno di ricollocazione. Il servizio è richiesto dal disoccupato, a pena decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno. I percorsi di riqualificazione e ricollocazione hanno una durata di 6 mesi, prorogabili per altri 6 mesi nel caso non sia stato consumato l’intero ammontare dell’assegno. Il servizio di assistenza prevede che il lavoratore sia affiancato da un tutor per facilitare il programma di ricerca intensiva della nuova occupazione e la relativa area, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi occupazionali. La persona disoccupata,– ha l’onere di svolgere le attività individuate dal tutor e di accettare l’offerta di lavoro congrua (DM Ministero del lavoro 18/4/2018) pena la decadenza dalla NASpI. La riscossione del voucher da parte dei Centri per l’impiego o dell’operatore accreditato, avverrà solo ad obiettivo raggiunto e dunque alla firma di un contratto di lavoro.
L’Inca, ha sottoscritto una convenzione con l’ANPAL per svolgere attività di sostegno, informazione e supporto in favore dei lavoratori e delle lavoratrici disoccupati potenzialmente interessati ad ottenere l’assegno di ricollocazione occupazionale. La legge di bilancio 2018 ha esteso la platea dei destinatari dell’assegno di ricollocazione anche ai lavoratori coinvolti negli accordi di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione per riorganizzazione o crisi.

 

 

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Si è tenuta presso la CGIL di Torino venerdì 3 agosto un’assemblea dei lavoratori del settore gioco legale, colpiti in maniera pesante nel territorio piemontese dagli effetti delle normative regionali e comunali sulla limitazione dei luoghi di gioco: sono infatti circa 3000 i posti che salteranno nei prossimi mesi nella regione.
Per questo motivo le lavoratrici e i lavoratori hanno cominciato a organizzarsi negli ultimi mesi, creando una rete di contatti di oltre 4000 persone. Una parte di essi era presente all’assemblea, alla quale hanno preso parte Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale, Mario Santini segretario generale della Filcams Cgil Torino,  Pippo De Masi, sindacalista che per la struttura sabauda si occupa del settore.
Dopo un’accurata descrizione delle problematiche da parte dei lavoratori, la Filcams Cgil si è impegnata a costruire percorsi di mobilitazione e di pressione nei confronti delle istituzioni locali e nazionali, anche sul piano mediatico.
Insieme alla Cgil, la Filcams sostiene infatti le lotte alle dipendenze da gioco, su cui vanno fatte azioni specifiche soprattutto a livello sociale.
Parallelamente a questo bisogna tutelare la buona occupazione presente nell’ambito del gioco legale, che oggi viene attaccata da decisioni prese troppo in fretta e senza una adeguata valutazione degli impatti.
La limitazione del gioco legale sta portando le aziende legali a licenziare e a chiudere, mentre i signori del business illegale stanno scaldando i motori per riprendere il dominio del mercato come in passato.
In Piemonte l’emergenza ha già portato a centinaia di licenziamenti, ma il fenomeno sta assumendo dimensioni nazionali, motivo per cui le organizzazioni sindacali di settore chiederanno l’apertura di un tavolo di crisi al MISE.
La politica e istituzioni devono aprire gli occhi oltre ai facili slogan elettorali: le lavoratrici e i lavoratori non devono essere l’agnello sacrificale di una battaglia condotta in maniera ideologica, ma protagonisti di una riforma del settore che tenga insieme legalità, tutela del giocatore, contrasto alle dipendenze e salvaguardia dell’occupazione.

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Sembrava un capitolo ormai archiviato, e invece nel cosiddetto decreto dignità – che forse sarebbe

meglio definire decreto Di Maio – c’è la reintroduzione dei voucher nel turismo e nell’agricoltura. Su Diario Terziario facciamo il punto insieme a Maria Grazie Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale e Tania Scacchetti, segretaria confederale Cgil Nazionale.

L’ultimo numero di Diario Terziario è dedicato al Turismo: dalla reintroduzione dei voucher al contratto nazionale Confesercenti da poco rinnovato alla campagna per i lavoratori stagionali, Non c’è turismo senza tutele, e tanto altro ancora.

Buona lettura –> Diario Terziario – Un Passo indietro per la Dignità

 

 

Ristorazione autostradale

Al via la campagna di ascolto e denuncia della Filcams Fisascat e Uiltucs rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori della Ristorazione Autostradale

Con la stagione estiva crescono le presenze e gli affari nei punti ristoro delle autostrade, ma peggiorano le condizioni di chi ci lavora.     

È tempo di vacanza e molti saranno gli italiani e gli stranieri che frequenteranno le autostrade della penisola. La sosta nelle aree di servizio è parte integrante della vacanza e i circa 10mila lavoratori e le lavoratrici del settore, come ogni anno, saranno pronti e sorridenti per accogliere le richieste dei tantissimi clienti che affolleranno le aree di sosta.

Sorridenti nonostante il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, dovuto in particolare alla presenza di aziende poco rispettose delle regole, che creano un circolo vizioso nelle dinamiche di concorrenza di questo particolare settore della ristorazione.

Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs lanciano una campagna di ascolto e denuncia – Chicimangia.it – rivolta all’opinione pubblica e ai ministeri competenti, quello dello Sviluppo Economico e dei Trasporti, ai quali verranno rivolte le segnalazioni di lavoratrici e lavoratori che potranno raccontare, anche in forma anonima, la loro storia attraverso un modulo sul sito.

“Le aree di sosta – circa 450 – vengono date in gestione attraverso bandi pubblici che dovrebbero prevedere la tutela dell’occupazione e della qualità del lavoro” spiegano i sindacati, “eppure le violazioni dei contratti nazionali e delle regole sulla sicurezza sono ordinaria amministrazione, a favore del guadagno delle aziende concessionarie, che ci mangiano sopra.”

L’obiettivo della campagna è raccogliere segnalazioni e racconti da portare nelle sedi istituzionali per un ruolo più attivo nella vigilanza sui concessionari e la scrittura di regole più tutelanti per gli occupati.

Cambiamo il menù della ristorazione autostradale: basta sfruttamento delle concessioni pubbliche sulla pelle di chi ci lavora!

stop voucher

Il 1° agosto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs saranno in presidio a Piazza di Monte Citorio. “Nella contrattazione esistono già strumenti per gestire la flessibilità e la stagionalità.

Il ricorso ai voucher nel turismo avrebbe come effetto la produzione di nuove forme di irregolarità e di precarizzazione dei rapporti di lavoro in un mercato già fortemente condizionato dalla stagionalità. Ne sono convinti i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che il 1° agosto dalle 9.00 alle 13.00 saranno in presidio davanti la sede del Parlamento in Piazza di Monte Citorio a Roma per protestare contro la reintroduzione dei buoni lavoro nel comparto turistico, misura prevista negli emendamenti al Decreto Dignità in discussione alla Camera dei Deputati.

Nei giorni scorsi le tre sigle, in una nota congiunta trasmessa al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio e ai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, hanno evidenziato il ruolo della contrattazione nazionale di settore che “da decenni si misura con le esigenze di flessibilità delle imprese, individuando diverse soluzioni negoziali condivise e utili a rispondere alle problematiche di una domanda in larga parte condizionata da una strutturale stagionalità”.

“La contrattazione nazionale del turismo – dettaglia la nota unitaria – ha individuato da anni strumenti di flessibilità prevedendo il lavoro extra e di surroga, che consente di poter assumere lavoratori con contratti della durata massima di 3 giorni, l’apprendistato in cicli stagionali per giovani fino a 29 anni, contratti a tempo determinato stagionale e somministrazione di lavoro a tempo determinato”. La flessibilità contrattata, spiegano i sindacati, consente di ricorrere al “part time anche di 15 ore settimanali con clausole elastiche” nonché al “part time weekend della durata di otto ore settimanali” ed interviene anche sull’organizzazione del lavoro con “la possibile gestione di orari multi periodali funzionali ai picchi di attività in tutti i periodi dell’anno”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono necessaria “una nuova Governance di settore partecipata, di indirizzi strategici, di investimenti, di lavoro di qualità e adeguatamente tutelato e non di iniziative che abbiano come unica finalità quella di fornire alle imprese uno strumento volto a produrre esclusivamente una compressione del reddito dei lavoratori e, soprattutto, ad aumentare la maggiore precarietà del rapporto di lavoro che, invece, il Decreto si propone di contenere”.

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Nicolaus, che dal 19 luglio è a tutti gli effetti proprietario del marchio Valtur, non si è presentato all’incontro convocato il 26 luglio dal Ministero dello Sviluppo Economico e richiesto da Filcams Cgil, Fisasct Cisl e Uiltucs.

“I fratelli Pagliara hanno annunciato sui media specializzati che stanno studiando un piano di rilancio del marchio Valtur. Noi siamo interessati a conoscere questo piano e soprattutto a individuare soluzioni che recuperino l’occupazione e le professionalità che hanno fatto sì che il marchio Valtur, dopo le note vicende, sia ancora così prezioso per il mercato” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale “Valtur senza la sua gente, la “gente Valtur” è una scatola vuota: noi non rinunciamo a tutte le azioni che potranno essere utili per riempire questa scatola della bravura e delle competenze di chi ha fatto grande questa azienda italiana”.

Per i sindacati del turismo, l’acquisto del marchio da parte di Nicolaus è positivo, perché da subito la nuova proprietà ha dichiarato di voler reindustrializzare il marchio, anche vista l’ingente cifra spesa per l’acquisto. “Quello che manca adesso è un piano industriale che sia in grado di centrare questa scommessa” chiosa De Zolt “alcuni villaggi del perimetro Valtur sono chiusi (come Favignana, Caporizzuto e Sestriere) e i lavoratori e le lavoratrici del tour operator sono tutti licenziati. Noi vogliamo discutere con la nuova proprietà di un piano che porti al recupero delle strutture rimaste chiuse e dell’occupazione preesistente.”.

Il Ministero dello Sviluppo si è impegnato a contattare nuovamente Nicolaus per riaprire il tavolo istituzionale in tempi brevi. Filcams, Fisascat e Uiltucs sono pronte a iniziative nei confronti dell’azienda a sostengo di questo percorso.

Voucher No Grazie

Tweet bombing di lavoratori e delegati per chiedere di non ampliare l’uso del voucher

Oltre 1,5 milioni di cittadini hanno firmato con la Cgil per dire #ByeByeVoucher
Ora @luigidimaio perché volete nuovi voucher? Contro precarietà e sfruttamento diciamo #VoucherNoGrazie

È il testo del tweet che lavoratori e delegati hanno inviato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio per esprimere la propria contrarietà all’ipotesi di ampliamento dell’utilizzo dei voucher in agricoltura e turismo.

I voucher sono uno strumento di sfruttamento che rischiano di aumentare la precarietà, mentre il mondo del lavoro ha bisogno di qualità e regole certe per garantire la trasparenza e la stabilità.

Anche per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs hanno inviato una lettera unitaria sia al Ministro del Lavoro che ai Presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato chiedendo che i voucher non vengano reintrodotti attraverso un emendamento al “decreto Dignità” in questi giorni in discussione alla Camera.

Il settore del Turismo prevede già contratti nazionali che disciplinano adeguate forme di flessibilità per rispondere alle variazioni di una domanda ancora troppo condizionata dalla stagionalità. Il settore del Turismo produce il 12% del PIL nazionale e avrebbe bisogno di politiche, investimenti e non di interventi volti a indebolire un mercato del lavoro già di per se stesso fragile.

In un recentissimo passato nella ristorazione commerciale e collettiva, nell’ospitalità alberghiera, nelle strutture ricettive all’aria aperta, abbiamo registrato abusi costanti nell’utilizzo di questo strumento che in larga parte serviva alle imprese per evitare assunzioni stabili (e quindi più onerose) o per giustificare il lavoro nero.

La Cgil ha raccolto più di un milione e mezzo di firme per abolire quella che stava assumendo i contorni di una “nuova frontiera della precarietà” e nonostante questo i voucher sono stati prima aboliti, poi reintrodotti per aziende e famiglie, e pertanto (anche se nessuno lo dice) sono già presenti nel nostro ordinamento.

Allora parlammo di “schiaffo alla democrazia”, uno schiaffo che oggi rischia di venir dato ad uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia e a due milioni di lavoratori che vi operano con professionalità e dedizione ogni giorno.

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La Filcams Cgil aderisce al presidio promosso dalla Flai Cgil (assieme a Fai Cisl e Uila Uil) per dire no alla reintroduzione dei voucher in agricoltura e nel turismo.

Il presidio si terrà il 24, 25 e 26 luglio davanti alla sede del parlamento in concomitanza con la discussione del Decreto Dignità.

La reintroduzione dei voucher è una misura iniqua che potrebbe avere un effetto negativo dirompente nei settori dell’agricoltura e in quello del turismo ove servirebbero solo a legalizzare il lavoro nero e a sostituire quello regolare.

I contratti nazionali di settore (alcuni dei quali recentemente sottoscritti) dispongono già di forme di lavoro flessibile utili a rispondere alle esigenze delle imprese legate alla stagionalità: a quelle bisogna fare riferimento e non ricorrere ai “buoni lavoro” che, in un recente passato, hanno fatto realizzare il  record di abusi proprio nei settori della ristorazione, del commercio e della ospitalità alberghiera.

Al presidio parteciperanno anche le organizzazioni sindacali del pubblico impiego (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp) per dire no all’utilizzo dei voucher nei servizi pubblici.

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Il 19 luglio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per gli alberghi ex Starwood ora di proprietà del colosso americano Marriott International che ha acquisito nel settembre del 2016 il prestigioso marchio.

Per i più di 3000 addetti degli alberghi The Westin Palace e Sheraton Majestic di Milano, Danieli, Gritti Palace, The Westin Europa Regina di Venezia, The Westin Excelsior e The St Regis di Firenze, The St Regis Rome e The Westin Excelsior di Roma, sono stati mantenuti diritti e tutele normative e salariali derivanti da anni di contrattazione acquisitiva e soprattutto è stato scongiurato fino al 30 dicembre 2021 il rischio di terziarizzazioni.

La direzione aziendale si è poi impegnata ad affrontare, a partire da gennaio 2019, nuovi importanti temi che potranno arricchire i contenuti del contratto aziendale, tra cui: il potenziamento del welfare aziendale, la definizione di un codice per prevenire le molestie sui luoghi di lavoro e la individuazione di un percorso per estendere l’applicazione del Contratto Integrativo Aziendale anche all’hotel Gallia di Milano.

“Siamo molto soddisfatti perché abbiamo portato la nuova proprietà a riconoscere ruolo, valore e utilità del nostro consolidato sistema di relazioni sindacali. Il contratto integrativo Ciga Starwood, che ora diventa Marriott, è da sempre stato uno dei più importanti del settore Turismo. Averlo salvaguardato in toto ed aver aperto una strada per andarlo ancora a migliorare è un risultato non scontato e per questo ancora più apprezzabile” ha dichiarato Cristian Sesena della Filcams Nazionale

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Aumenti di 88 euro da gennaio per i dipendenti di alberghi e agenzie di viaggio e 100 euro per i dipendenti di bar e ristoranti

Nella serata del 18 luglio 2018, è stato siglato unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, il rinnovo del Contratto Nazionale del Turismo Confesercenti scaduto il 30 aprile 2013.
Sono stati sottoscritti tre verbali di rinnovo – Pubblici Esercizi, Alberghi e Campeggi e Agenzie di Viaggio – e un protocollo aggiuntivo che motiva le ragioni di questa impostazione, determinata dal mutato contesto della contrattazione di settore, dalla necessità di evitare ulteriori fenomeni di dumping fra le differenti discipline contrattuali esistenti e di salvaguardare “sistema Confesercenti”.

Contratto Turismo

“Abbiamo finalmente chiuso una vertenza che si trascinava da più di 5 anni, aggiungendo un nuovo  importante tassello alla ricomposizione del quadro contrattuale che riguarda il settore del Turismo” ha affermato la Filcams Cgil Nazionale. “L’accordo consegna alle lavoratrici e ai lavoratori per i diversi settori Alberghi, Ristorazione Collettiva – pubblici Esercizi, Agenzie di Viaggio, risposte salariali che mancavano da troppo tempo.”
Tra le novità sicuramente importanti, “le norme che regolano il mercato del lavoro; l’aggiornamento e il miglioramento delle tutele riferite alla genitorialità, il contrasto alle molestie sessuali e il sostegno ai lavoratori con figli con problemi di inserimento scolastico dovuto a deficit di apprendimento, in realtà in cui la presenza di lavoro femminile è preponderante.”

L’aumento economico varia a seconda delle figure professionali, in linea con gli altri contratti nazionali di settore: per alberghi e campeggi l’aumento, retroattivo dal 1 gennaio 2018, sarà di 88 euro. È prevista una tantum di 936 euro al 4 livello che verrà erogata in cinque tranche mensili; la scadenza di questa intesa è prevista per il 31 dicembre 2018.

Per le agenzie di viaggio e turismo l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 88 euro. Anche per questo settore la scadenza prevista è il 31 dicembre di quest’anno.

Per i pubblici esercizi e la ristorazione collettiva l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 100 euro suddiviso in 4 tranches (25 euro dal 1 gennaio 2018; 20 euro al 1 gennaio 2019; 20 euro al 1 febbraio 2020; 15 euro al 1 marzo 2021; 20 euro al 1 dicembre 2021.)

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Sbaragliata la concorrenza di Alpitour e Bluserena, è il gruppo pugliese Nicolaus ad aggiudicarsi l’asta per l’acquisto del marchio Valtur. Si chiude così la prima parte della crisi dello storico marchio italiano del turismo organizzato, anche se per i lavoratori non è ancora chiaro quali potranno essere le scelte della nuova proprietà per il mantenimento dei livelli occupazionali.

Anche ieri (3 luglio) i lavoratori si sono presentati nella sede del commissario a Milano per chiedere che non vengano disperse le professionalità e le competenze di chi lavora nel gruppo da molto tempo. Ai ministeri del lavoro e dello sviluppo economico chiedono che si possa aprire un tavolo di confronto per tutelare diritti e occupazione perché questi sono “gli ingredienti segreti – si legge in un volantino distribuito ai passanti – di questa ricetta della felicità iniziata nel 1964 e fatta di passione, spirito di squadra, orientamento al cliente, energia, senso di appartenenza.

“Valori che da cinquant’anni – hanno spiegato i lavoratori – si tramandano attraverso una generazione di ospiti, dipendenti, collaboratori, fornitori, amici e che non sono in vendita. Il marchio Valtur vale molto di più del prezzo di un bando di gara, nel mercato è ancora riconosciuto come simbolo di qualità, innovazione, divertimento, sicurezza, accoglienza, in una parola, di Made in Italy”.

Nicolaus opera nell’ambito turistico nazionale con 25 villaggi e a livello internazionale con 5 strutture in Grecia e una in Spagna. Il gruppo ha chiuso il 2017 con 80 milioni di euro di fatturato, segnando una crescita del 20% rispetto al 2016.

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Domani (3 luglio) si apriranno le buste delle offerte per l’acquisto dello storico marchio Valtur, per anni simbolo di turismo organizzato di qualità. I lavoratori non staranno a guardare, subendo passivamente quello che è solo un momento di passaggio in una crisi non ancora superata.

Domattina infatti si presenteranno sotto la sede del commissario e nel corso di un presidio tra le 9 e le 11, distribuiranno ai passanti un volantino dal testo eloquente, con cui invitano i nuovi proprietari di Valtur ad acquisire non solo il marchio, ma di cogliere l’opportunità di rilevare il “pacchetto completo” con tutti gli ingredienti segreti – si legge – di questa ricetta della felicità iniziata nel 1964 e fatta di  passione, spirito di squadra, orientamento al cliente, energia, senso di appartenenza.

“Valori che da cinquant’anni – spiegano i lavoratori – si tramandano attraverso una generazione di ospiti, dipendenti, collaboratori, fornitori, amici e che non sono in vendita. Il marchio Valtur vale molto di più del prezzo di un bando di gara, nel mercato è ancora riconosciuto come simbolo di qualità, innovazione, divertimento, sicurezza, accoglienza, in una parola, di Made in Italy”.

Gli ex dipendenti Valtur assieme alla Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono al ministero dello sviluppo economico e del lavoro di aprire immediatamente un tavolo con la nuova proprietà del marchio per delineare un programma di reindustrializzazione e continuare a raccontare la storia dell’azienda simbolo del turismo organizzato con le persone che ne hanno fatto parte.

In calce al volantino, i lavoratori hanno voluto sottolineare l’importanza del “capitale umano” di un’azienda, prendendo a prestito le parole di Henry Ford quando affermava che “le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione ed i suoi uomini” ridadendo che – scrivono a chiusura del loro appello – “non servirà comprare un marchio (corpo) senza anima…” .

Blick über Florenz vom Michel Angelo Platz

La segretaria generale Maria Grazia Gabrielli a RadioArticolo1: “È ancora diffusa l’idea che sia un impiego mordi e fuggi, con forme che possono non rispettare il contratto. È sbagliato. Rilanciamo l’impegno per informare i lavoratori dei loro diritti”

La stagione estiva è ormai alle porte, e il turismo è probabilmente il settore economico del nostro Paese più vicino all’uscita dalla crisi. I numeri sono lì a dimostrarlo, eppure si tratta di un segmento in cui lo sfruttamento è molto più diffuso di quanto non si creda. “È una situazione che purtroppo si ripete negli anni, a ogni stagione, anche in quelle aree in cui si è lavorato di più per la destagionalizzazione. È ancora largamente diffusa l’idea che il lavoro turistico sia un impiego mordi e fuggi, che possa giustificare retribuzioni spesso in grigio o in nero, con forme contrattuali che non rispettano il contratto nazionale di lavoro. È una logica sbagliata in cui si prova a risparmiare o a non riconoscere la giusta dimensione del lavoro”. A dirlo, ai microfoni di RadioArticolo1 è Maria Grazia Gabrielli, segretario generale della Filcams Cgil.

Eppure le regole per tutelare il lavoro stagionale in Italia esistono, quindi quello dello sfruttamento è un problema soprattutto di responsabilità e di etica delle aziende. “Il numero di vertenze per i mancati pagamenti, per gli orari e i riposi con cui ogni anno si chiude la stagione turistica – continua Gabrielli – sono lì a testimoniarlo. C’è evidentemente una responsabilità delle imprese, in un Paese in cui da troppo tempo ancora non si riesce a capire che il lavoro è centrale, e lo è per ogni settore”. Ma nel turismo, forse questa importanza è ancora maggiore, “perché il lavoro qualifica l’offerta. I lavoratori sono ambasciatori del turismo rispetto a chi visita il nostro Paese”. Quindi “non mettere al centro il lavoro e le sue norme” significa non aver ancora compreso che “il turismo può rappresentare una grande risorsa ancora sottoutilizzata per rimettere al centro la dignità e la qualità con cui vengono trattati e con cui si danno risposte ai lavoratori”.

Nel turismo, tra l’altro, spesso si registra una scarsa consapevolezza dei propri diritti. “I lavoratori – conferma Gabrielli – a volte non conoscono il proprio contratto. Abbiamo bisogno di una sorta di rialfabetizzazione costante a partire dai giovani, che magari svolgono l’attività stagionale durante la pausa nel percorso scolastico. C’è sicuramente una scarsa consapevolezza dell’esistenza di norme e regole, quindi anche dei propri diritti e dei propri doveri”.

Lavoro turismo: Non c’è turismo senza tutele
Vedi la campagna 

Di qui nasce l’idea della campagna di informazione e comunicazione della Filcams Cgil, per informare i lavoratori sulle tutele a cui devono poter avere accesso, composta da una pagina dedicata sul sito del sindacato. “Diffonderemo la campagna – spiega il segretario generale del sindacato – utilizzando tutti gli strumenti possibili, ma mantenendo un punto saldo: saremo lì dove i lavoratori passeranno la stagione a lavorare. Quindi saremo sulle spiagge, nelle città d’arte e nelle nostre sedi, che non chiuderanno durante il periodo estivo”.

Al termine della stagione - conclude Gabrielli – saremo poi con le lavoratrici e i lavoratori, per dare loro tutte le informazioni anche sui diritti di precedenza, per controllare le buste paga e la loro esperienza lavorativa. Sarà una campagna social, ma sarà anche, com’è nella storia della nostra organizzazione, una campagna che vedrà la Filcams nei luoghi di lavoro”.

www.rassegna.it

lavoratori valtur

Nell’incontro svoltosi oggi 13 giugno al Ministero del Lavoro sulla procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori Valtur sono emerse novità sostanziali: da oggi è aperta l’asta pubblica per l’acquisto del marchio e vi sono offerte già presentate al liquidatore.

Di fronte a queste novità la Filcams Cgil, unitamente a Fisascat e Uiltucs, ha chiesto al liquidatore di non procedere con i licenziamenti (i termini della procedura di licenziamento collettivo scadono domani, 14 giugno) e di riaprire il tavolo presso il MISE chiedendo a chi ha manifestato interesse per il marchio la disponibilità ad avviare un percorso di recupero dell’azienda e dell’occupazione.

Il MISE, presente all’incontro come uditore, ha chiesto a sua volta con forza al liquidatore di favorire la riapertura di un tavolo per il recupero dello storico tour operator, rinviando l’esecutività dei licenziamenti, in presenza di offerte economicamente considerevoli sul marchio e tenuto conto anche della presenza di villaggi del perimetro non ancora gestiti da altri operatori.

Il liquidatore ha posto come ostacolo al rinvio l’effetto che un eventuale dilazione dei licenziamenti avrebbe sulla procedura di liquidazione, con un aumento dei costi non previsto.
“L’investitore, che ha prodotto con le sue scelte questa situazione drammatica, dovrebbe a nostro avviso farsi carico dei costi ulteriori, come atto di responsabilità” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL nazionale “ma non vogliamo dare alibi a nessuno: come organizzazioni sindacali ci siamo anche detti disponibili, come soluzione alternativa, a individuare strumenti che non aumentino i costi della liquidazione, considerando che i lavoratori sono titolari di crediti nei confronti della stessa, mantenendo attivi i rapporti di lavoro”.
La palla adesso è al liquidatore, che nelle prossime ore dovrà dar seguito alle richieste del MISE e delle organizzazioni sindacali.

“Senza una risposta affermativa del liquidatore domani i termini legali della procedura di licenziamento scadranno comunque” spiega De Zolt “questo renderebbe più difficile e complesso il lavoro di reindustrializzazione proposto dal MISE e sarebbe un ulteriore schiaffo ai lavoratori e alle lavoratrici da parte di Investindustrial. In ogni caso noi continueremo a premere per una soluzione che metta al riparo il marchio da operazioni speculative e apra una prospettiva di recupero di Valtur e dei dipendenti”.

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L’estate è vicina e il web comincia ad affollarsi di spot promozionali istituzionali e pubblicità progresso che promuovono il territorio italiano e le sue località turistiche. Da oggi scende in campo anche la Filcams CGIL con una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti.

Non c’è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c’è turismo senza la tutela dell’ambiente e del paesaggio, non c’è turismo senza la tutela dei lavoratori.

Guarda il video

La stagione turistica 2017 è stata la migliore degli ultimi anni. I dati invernali e dei ponti primaverili del 2018 sono altrettanto positivi, così come le previsioni per la stagione estiva.

Solo a Pasqua gli italiani in viaggio sono stati il 2,4% in più rispetto al 2017, ed il giro d’affari è cresciuto più che proporzionalmente (7,2%); e si prevede un incremento del 10% di vacanze estive rispetto al 2017 (Cemu – Centro Studi Filcams in collaborazione con SL&A Turismo e Territorio).

Anche i dati legati all’occupazione appaiono in crescita: i lavoratori dipendenti nel settore, registrati dall’Istat, sono “almeno” un milione e 71 mila nel quarto trimestre 2017, con un incremento rispetto all’anno prima del 9,4%.  Sono dati positivi che però nascondono tante ombre: diminuiscono, infatti, i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre aumentano quelli a tempo determinato (+4,4%).

La Filcams come ogni anno promuove una campagna informativa e social Non c’è turismo senza tutele per sensibilizzare i lavoratori stagionali a conoscere i loro diritti:

“Chi lavora durante la stagione estiva turistica entra purtroppo nell’ordine di idee di dover accettare il far west senza alzare la testa” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil. “Le imprese mancano di una vera e propria consapevolezza delle potenzialità del settore, e tendono pertanto ad orientarsi al guadagno immediato senza programmare l’offerta; a questo si aggiunge la mai risolta questione del dimezzando dell’ex indennità di disoccupazione (NASPI), voluto dal Governo Renzi”

Nonostante il buon andamento, il lavoro nel turismo non è un lavoro di qualità: “bisogna richiamare le imprese ad un senso di responsabilità sociale che dimostrano ancora di non possedere. È necessario potenziare le ispezioni e gli interventi da parte degli organismi preposti per evitare le irregolarità e la diffusione dell’illegalità. I lavoratori del turismo sono la prima interfaccia con cui i turisti si rapportano. Possono concorrere con un servizio di qualità a migliorare l’esperienza della vacanza dei viaggiatori/fruitori. Per fare ciò debbono essere formati, valorizzati correttamente inquadrati e adeguatamente retribuiti.” Anche per questo la campagna assume i toni e lo stile della “pubblicità progresso”, perché il miglioramento delle condizioni di chi lavora è un elemento irrinunciabile per un paese che vuole puntare davvero su turismo e cultura.

Non c’è turismo senza tutele

La campagna sarà accompagnata dal lancio di 4 video spot rivolti alle differenti tipologie di lavoratori del settore, dalla guida turistica al bagnino, dall’addetto della ristorazione all’operatore del settore alberghiero, utilizzerà tutti i canali social e sarà presentata durante iniziative promosse nelle località di vacanza.

 

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I lavoratori Valtur la settimana prossima verranno licenziati, senza nessun incentivo e forse senza neppure il pagamento immediato di quanto a loro dovuto.

Questo è l’epilogo della gestione di Investindustrial importante marchio italiano del turismo: 6 resorts che non apriranno nella stagione 2018, gli altri che avviano la stagione a ranghi ridotti, licenziamenti e impoverimento dell’incoming del nostro Paese.
Un disastro imprenditoriale che ha visto l’investitore Andrea Bonomi navigare indisturbato tra accordi con Cassa Depositi e Prestiti e procedure di liquidazione.

La Filcams Cgil, congiuntamente a Fisascat e Uiltucs, ha chiesto un aggiornamento del tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economio.

“La prossima settimana al Ministero del Lavoro vi sarà la chiusura della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla liquidazione” spiega Luca De Zolt della Filcams Nazionale “questo atto segna l’epilogo di questo percorso surreale. Ma noi non ci diamo per vinti, perché crediamo che sia ingiusto mettere la parola fine, sia per i lavoratori che per il nostro sistema turistico. Per questo appoggiamo l’appello dei lavoratori Valtur al Ministro Di Maio al quale sollecitiamo la convocazione del tavolo al MISE quanto prima”.

 

 

Caro Ministro,
Le scriviamo per raccontarLe di #Valtur (acronimo di Valorizzazione Turistica), si proprio dell’azienda nata nel 1964 quando iniziava l’epoca dei villaggi turistici, una formula innovativa di vacanza ed intrattenimento in posti esclusivi e riserve naturali.
La Valtur che ha dato i natali ad artisti noti ma soprattutto che ha fatto sognare ed emozionare milioni di famiglie italiane nelle loro vacanze.
La Valtur che ha dato lavoro a migliaia di persone ed insegnato il mestiere più bello del mondo ai tanti ragazzi che ancora portano dentro un’emozione comprensibile solo a chi l’ha vissuta trasmettendola a tutti gli ospiti dei suoi villaggi.
Ma arriviamo alla storia attuale, quella che vede il noto Fondo Investindustrial nel 2016 acquisire l’azienda per farne l’eccellenza Italiana e dopo neanche 2 anni avviare invece la cessazione dell’attività attraverso la procedura di concordato liquidatorio e licenziamento collettivo.

Le cause? Perdite d’esercizio, pesanti costi di gestione imputate anche a fattori straordinari, oltre ad una serie di eventi emersi successivamente al cambio di management sfuggiti ai radar di Sig. Andrea Bonomi e dei suoi consulenti al momento delle trattative. Ad arrivare in soccorso ci ha pensato Cdp acquisendo tre villaggi (Marina di Ostuni, Marileva e Pila) per un totale di 45,5 milioni di euro; certo desta curiosità il fatto che questi tre resorts siano gli stessi che il finanziere milanese aveva acquistato appena un anno fa da Prelios Sgr, poco dopo l’annuncio dell’avvenuta scalata a Valtur.

Il tempo stringe ed il 13/06 sarà la data definitiva per la conclusione della procedura di licenziamento collettivo ed ultimo incontro al Ministero del Lavoro ma noi lavoratori insieme ai sindacati che ci stanno supportando non molliamo perché crediamo troppo in questa bellissima storia e vogliamo continuare a raccontarla.

Le chiediamo un Suo intervento come Neo Ministro per aprire nuovamente un tavolo con investitori capaci e con progetti seri di rilancio e per concedere più tempo ai lavoratori bloccando il licenziamento.

La stagione estiva è alle porte e probabilmente compromessa con un indotto di milioni di euro e posti di lavoro sprecati, soprattutto in località che vivono di turismo e in un settore che cresce del 2.7% (quasi il doppio della crescita PIL 1.4%).

Siamo certi che anche Lei creda in un TURISMO che valorizzi i territori e le economie locali. Valtur persegue questo obiettivo, pertanto non lasciamo che una storia lunga più di cinquanta anni si chiuda per sempre solo per una mancanza di volontà.
Avremmo il piacere di incontrarla prima che sia troppo tardi ed una delle insegne del Turismo Italiano si spenga definitivamente.

 

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Due giorni di confronto e approfondimento per comprendere le evoluzioni del mondo lavoro nell’era del 4.0 e affrontare complessivamente la situazione contrattuale della categoria, The New Order.

L’assemblea generale della Filcams Cgil si riunisce a Roma il 5 e 6 giugno nello spazio riqualificato dell’Ex Dogana per la conclusione e verifica di un percorso avviato a ottobre 2016 a Torino, quando la prima tappa dell’iniziativa ha portato la categoria a definire gli obbiettivi per il futuro: “Includere le lavoratrici e i lavoratori ai margini del mercato del lavoro, avviare innovativi percorsi di contrattazione per coinvolgere chi spesso resta escluso”.

Altre tappe intermedie, a Firenze, Milano e Bari, hanno scandito il percorso The New Order, che a Roma troverà un altro momento importante per un’analisi in prospettiva delle priorità che la Filcams Cgil dovrà affrontare rispetto ai diversi settori, agli strumenti a disposizione e al contesto di riferimento che continua a subire mutamenti repentini.

Contrattazione e inclusione, continuano ad essere le due parole chiave che la categoria ha rispetto alla situazione dei lavoratori più deboli, meno tutelati, precari o in situazione di maggiori difficoltà.

Confermata nuovamente la modalità di dibattito: una discussione informale, aperta, rivolta all’approfondimento di diverse tematiche con funzionari, delegati, esperti di settore e con il contributo dei dipartimenti della CGIL Nazionale.

 

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Ancora una volta. Ancora oggi a Taranto, cosi come due giorni fa a La Spezia e prima ancora a Padova. Sono gli incidenti mortali sul lavoro, che quotidianamente ormai si susseguono.

Non bastano le denunce, le manifestazioni, gli scioperi, nel 2018 le morti sui luoghi di lavoro sono in aumento rispetto all’anno precedente. Secondo le stime dell’Inail tra gennaio e marzo 2018 sono stati 212 gli incedenti mortali, l’11,58% in più rispetto al 2017.

“L’ennesima tragedia, un’altra vita spezzata e ancora una famiglia distrutta” sono le prime parole di rabbia e sgomento di Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, “perché i continui tagli negli appalti, stanno peggiorando la qualità e le condizioni di lavoro, e queste sono le conseguenze più gravi.”

Per questo condividiamo e siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva di Taranto e dell’indotto in sciopero in queste ore.

L’indignazione e la protesta devono continuare: “abbiamo bisogno di un intervento forte, che coinvolga tutte le parti per fare in modo che migliori la sicurezza nei posti di lavoro e il controllo del rispetto delle regole, un piano strategico di interventi mirati e coordinati” afferma la segretaria generale.

“Tutti dobbiamo sentirci responsabili, nessun settore è escluso” prosegue “e dobbiamo affrontare con fermezza una situazione ormai non più sopportabile. Non c’è più tempo!”

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Si è chiusa positivamente la vertenza dei lavoratori del Tanka Village di Villasimius dopo il passaggio alla gestione Alpitour: stamattina, in viale Monastir a Cagliari, è stato firmato dalla Filcams Cgil l’accordo con i responsabili della società, che prevede l’impegno ad assumere prioritariamente tutto il personale che già operava al Tanka.

“Si tratta di un accordo importante – ha detto la segretaria regionale Filcams Simona Fanzecco – che ci consente di guardare al futuro dei lavoratori e dell’attività con ottimismo, in particolare  per la solidità della società che è subentrata nella gestione, che ha accolto le nostre richieste anche per quanto riguarda l’applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento, ovvero quello Turismo Federalberghi”.

Sono stati quindi salvaguardati circa 130 posti di lavoro che ora entrano a far parte dell’organico Alpitour – solo l’attività di giardinaggio verrà svolta da esterni – ma resta aperta anche la prospettiva di nuove assunzioni in un settore strategico per il territorio e per l’intera regione. “In questo caso abbiamo ottenuto che venisse garantita una occupazione di qualità – conclude Simone Fanzecco – la stessa  che rivendichiamo quotidianamente in un comparto che risente spesso della stagionalità e che non sempre garantisce stabilità e adeguate retribuzione ai lavoratori impiegati”. Da qui la battaglia della Filcams contro il lavoro nero e sottopagato perché, anche in vista dell’apertura della nuova stagione, anche i soggetti che hanno la responsabilità di monitorare, si adoperino per verificare la regolarità dei contratti e il rispetto delle norme da parte di tutte le aziende del settore.

“Un accordo importante che conferma l’importanza dei rapporti sindacali con Alpitour e recupera l’eredità negativa dalla gestione Bonomi che ha lasciato un enorme patrimonio allo sbaraglio e distrutto Valtur” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale.

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La drammatica situazione del settore dell’elettronica di consumo, la battaglia contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive in Europa e il focus sulle principali vertenze territoriali.
È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di categoria di Rassegna Sindacale: “Elettronica di Consumo, serve una nuova strategia”.
Un approfondimento sul commercio online grazie al contributo di Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario.

Diario Terziario Aprile 2018

Elettronica di consumo, cambiare strategia e modalità di vendita per sopportare la concorrenza
L’elettronica di consumo sta subendo profonde trasformazioni, anche a causa dell’espandersi dell’e-commerce. Un mondo complesso composto da tanti segmenti e diversi canali di vendita che incidono fortemente sulla distribuzione.
Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario, ha elaborato, per un corso di formazione della Filcams Cgil di Firenze, un approfondimento sul settore mettendo in luce le trasformazioni e le difficoltà.

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Crisi Valtur

L’interesse per il marchio non può essere svincolato dal destino di strutture e occupazione.

Nell’incontro di aggiornamento del tavolo di crisi presso il MISE del 18 aprile è stato confermato che vi è l’interesse di alcune realtà nel rilevare i villaggi Valtur, il marchio e di dare continuità all’azienda.

Il MISE sta svolgendo un importante lavoro di sollecitazione sugli operatori del mercato, alcuni dei quali hanno palesato il loro interesse solo nelle ultime settimane. Gli ostacoli a una positiva risoluzione della vertenza sono insiti nella procedura di liquidazione, ovvero alla strada scelta dall’Investindustrial di Andrea Bonomi per uscire dalla società.

Il percorso di liquidazione non lascia margini di trattativa per un passaggio dell’intero perimetro e non sono attivabili percorsi di continuità come per altri percorsi concorsuali.

“Abbiamo contestato la scelta della liquidazione sin dall’inizio” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL Nazionale “ma la proprietà è inamovibile e non intende cambiare programma. Al di là delle palesi responsabilità che si è assunta Investindustrial nello scegliere questo percorso, che mira a cancellare Valtur, serve lavorare per percorsi di salvataggio, che sono ancora possibili”.

Nelle ultime settimane i lavoratori hanno messo in luce il grande patrimonio che Valtur rappresenta: con la conferenza stampa del 9 aprile e la campagna social #siamogenteValtur si è reso visibile il valore di questa esperienza unica nell’accoglienza italiana, e sono stati ricordati i punti di forza anche rispetto ai dati sul prodotto.

“Ma chi vuole acquisire questo patrimonio commerciale non può pensare di comprare solo marchio” avverte Luigi Brianzi della Filcams di Milano “all’incontro di oggi è emerso che alcuni players del settore si sarebbero già fatti avanti per la sola acquisizione del marchio, e questo sarebbe la pietra tombale della realtà Valtur. Abbiamo chiesto ai responsabili di Valtur di realizzare l’asta solo in presenza di un percorso di rilancio”.

Percorso di rilancio che sarebbe possibile solo se uno degli operatori interessati contrattualizzasse un certo numero di villaggi, così da ricostituire parte del perimetro Valtur sul quale reinnestare il nucleo amministrativo del tour operator e ridare linfa a questa lunga storia italiana. A quel punto l’operazione dovrebbe essere completata con l’acquisizione del marchio.

“Siamo di fronte a un percorso inedito e non facile” aggiunge De Zolt “ma se si avverasse questo interesse dovranno essere messi in campo tutti gli strumenti utili per accompagnarlo. Abbiamo di fronte settimane decisive. Al netto dell’operazione CDP-TH Resort, discutibile quanto certa, rimangono altri 9 villaggi che sono stati liberati dai contratti con la liquidazione o verranno liberati nei prossimi giorni. E’ una corsa contro il tempo, ma noi non ci arrendiamo” chiosa il sindacalista.

 

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Filcams Fisascat e Uiltucs, Federalberghi, Faita e Fipe Confcommercio hanno sottoscritto un avviso comune in cui chiedono la prosecuzione degli interventi a sostegno al reddito per le lavoratrici e i lavoratori delle regioni (Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo) e delle province ( Ancona, Ascoli, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Pescara, Rieti, Teramo e Terni) colpite dal sisma del 2016.

Per le Parti Sociali del settore Turismo è infatti prioritario continuare a sostenere l’occupazione nelle zone terremotate e salvaguardare le professionalità esistenti, soprattutto all’inizio della stagione estiva.

“Non possiamo permetterci che i riflettori si spengano” dice Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil. “La ferita del terremoto è ancora aperta, i problemi ancora tanti a partire dal lavoro che ancora non c’è. Il settore del Turismo elemento trainante dell’economia di queste aree ha ancora bisogno di sostegno e interventi pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori e per il rilancio delle imprese”.

Scarica QUI il documento in formato pdf stampabile.

Alpitour_logo

Filcams CGIL e Fisascat CISL hanno rinnovato lo scorso 13 aprile il contratto integrativo Alpitour spa, il tour operator leader del mercato italiano. Oltre alla conferma dei principali istituti della contrattazione precedente, sono stati raggiunti importanti avanzamenti in materia di salario variabile e di welfare.

Sulla parte economica il nuovo integrativo triennale prevede l’erogazione del premio di risultato, fino a 1.000 euro lordi, in misura proporzionale all’orario di lavoro e ai mesi di servizio prestati e al raggiungimento degli obiettivi di budget stabiliti di anno in anno. Il sistema premiante prevede, in caso di utile netto, la distribuzione tra i lavoratori dell’EBITDA superiore a quello stabilito a budget, mentre un primo scaglione di 230 euro verrà erogato al raggiungimento del budget di EBITDA stesso.

In considerazione del positivo andamento economico aziendale verrà erogato a tutti i lavoratori un importo lordo di 200 euro sotto forma di misure di welfare per l’anno in corso.

Il sistema degli orari, da sempre punto essenziale della contrattazione Alpitour, viene modificato con accordi sperimentali che migliorano le condizioni di flessibilità previste dal CCNL e confermano gli elementi di miglior favore in materia di straordinario e supplementare, trovando in questo modo soluzioni sostenibili all’esigenza di maggior copertura delle fasce orarie e di maggior flessibilità poste dell’azienda.

Per facilitare la gestione dei turni più disagiati, i lavoratori potranno accedere volontariamente allo smart working, che per la prima volta riguarderà le mansioni di booking, con un accordo significativo nel quale si superano le problematiche generate dalle modifiche dell’articolo 4 sul controllo a distanza.

Le modifiche del sistema orario saranno funzionali a migliorare le condizioni dei lavoratori ciclici, che negli ultimi anni Alpitour aveva implementato per risolvere le problematiche operative al di fuori della contrattazione collettiva.

In tema di sostegno alla genitorialità l’azienda concederà il part time post partum per una durata non inferiore ai sei mesi, compatibilmente con gli orari di reparto; in alternativa si ricorrerà ad altri strumenti idonei alla conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro. Inoltre verranno riconosciuti 60 giorni di permessi non retribuiti per le adozioni internazionali.

L’azienda riconoscerà sei mesi di aspettativa non retribuita alle vittime di violenza di genere inserite nei programmi certificati dai servizi sociali del Comune, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio. Le parti si sono impegnate ad adottare misure adeguate, anche di natura sanzionatoria, nei confronti di chi pone in essere molestie e violenze; le vittime riceveranno sostegno e, se necessario, verranno assistite nel processo di reinserimento.

Il contratto integrativo sottoscritto varrà per tutti i dipendenti del tour operator, circa 700 persone, e rappresenta un segnale importante per tutto il settore: la contrattazione di secondo livello è infatti in grado di dare risposte a un settore a forte competitività e attraversato da importanti trasformazioni.