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Blick über Florenz vom Michel Angelo Platz

Dopo due anni di boom turistico in Italia, l’ estate 2018 era attesa per il confronto. Cresce l’occupazione, ma a tempo determinato. Grave per il settore il reinserimento dei voucher. I dati in nostro possesso sin qui, confermano che l’affluenza turistica continua a crescere anche se in percentuale minore rispetto agli ultimi anni. Segnali positivi per gli imprenditori, ma non per i lavoratori del settore, che alla precarietà legata alla stagionalità, vedono aggiungersi un elemento che contribuirà nuovamente a diminuire tutele e diritti: i Voucher. La reintroduzione dei buoni lavoro negli alberghi e nei campeggi avrà di certo un impatto non secondario e soprattutto non virtuoso sull’occupazione nel turismo.

Il Centro Multiservizi Ce.Mu. della Filcams Cgil e SL&A Turismo e territorio, società esperta del settore, hanno provato a dare una prima valutazione dell’estate 2018 sia dal punto di vista degli arrivi e presenze che dal punto di vista occupazionale.

Secondo Confturismo da giugno a settembre, in soli quattro mesi, negli alberghi italiani e negli esercizi ricettivi complementari si registrano oltre 260 milioni di pernottamenti, più del 60% del totale annuo. 

Sempre sulla stessa linea positiva i risultati dell’indagine realizzata da CST per Assoturism Confesercenti, secondo la quale «il turismo in Italia continua a crescere: sono previste infatti 218,9 milioni di presenze, cioè circa 4,5 milioni in più rispetto al 2017, mentre tornerà ad essere maggioritaria la domanda italiana (53,3%) con 116,7 milioni di presenze stimate.

Anche se i dati confermano che il settore è in salute e trainante, il tema del lavoro, e della sua qualità, viene sempre posto in secondo piano.

Per Unioncamere nel trimestre giugno-agosto sono previste 290mila nuove entrate negli organici delle imprese del settore, di cui il 45% nel mese di giugno. Si tratta di lavoratori alle dipendenze (96% dei casi) assunti con contratto a tempo determinato in otto casi su dieci

Secondo l’Osservatorio Federalberghi durante l’estate, le imprese del turismo danno lavoro a più di un milione e duecentomila lavoratori dipendenti, cinquecentomila dei quali occupati con contratto di lavoro a tempo determinato.

Nonostante la crescita degli occupati negli alberghi (+1,9%), sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre sono in crescita quelli a tempo determinato (+4,4%).

“Il turismo merita di più” afferma la Filcams Cgil Nazionale” anche con una seria e attenta discussione per quanto riguarda il legame tra qualità del lavoro e qualità dei servizi offerti.  L’industria turistica, che rappresenta orma il 12% del Pil nazionale, ha bisogno di competenze e costante aggiornamento professionale e la reintroduzione dei voucher, non va sicuramente in questa direzione.”

A chi sostiene che i voucher sono uno strumento utile solo a gestire le emergenze e i picchi di lavoro, la Filcams afferma che “i contratti nazionali di settore rispondono già a questa esigenza – con vari tipi di part time, il lavoro extra e di surroga, l’apprendistato in cicli stagionali, – tipologie contrattuali che non eliminano le tutele: TFR, tredicesima, malattia, maternità”.

Anche per questo la Filcams Cgil ha lanciato “Non c’è turismo senza lavoro, non c’è turismo senza tutele” una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti. Non c’è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c’è turismo senza la tutela dell’ambiente e del paesaggio, non c’è turismo senza la tutela dei lavoratori, dei loro diritti e delle loro professionalità.

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Una sentenza del Tribunale Civile di Milano ha stabilito che il lavoro festivo è volontario per chi opera nel settore dei pubblici esercizi

Il 3 luglio 2018 il tribunale civile di MILANO ha accolto il ricorso di due lavoratrici di Autogrill che si erano rifiutate di prestare servizio lo scorso 15 agosto. Il giudice ha stabilito che onorare le festività è un diritto soggettivo in capo al singolo lavoratore, non suscettibile quindi di essere limitato o inibito dall’impresa.

GUARDA LA CAMPAGNA – IMMAGINE 1IMMAGINE 2

Questa sentenza è particolare perché riguarda un settore (quello dei bar e de ristoranti) tradizionalmente soggetto al “sempre aperto”.

La Filcams Nazionale ritiene questo risultato una importante opportunità per poter contrattare condizioni migliori per un milione circa di addetti nel nostro paese.

Non si discute infatti la libertà dei pubblici esercizi di garantire un servizio ai consumatori in queste giornate ma il “sempre aperto” si deve attuare con adeguate regole e maggiori diritti per chi nelle medesime giornate è chiamato a prestare servizio sacrificando affetti, famiglia e anche quota parte dei propri valori e convinzioni.

Per queste ragioni in occasione del mese di agosto, dove la stragrande maggioranza dei cittadini è in vacanza, affollando bar e ristoranti, la Filcams lancia la campagna social #Facciamocifesta che si propone due obbiettivi:

-  Veicolare un messaggio corretto rispetto al lavoro festivo nella ristorazione
-  Sensibilizzare turisti e consumatori sulle problematiche di chi lavora in questi settori.

“Riteniamo che si possano coniugare le esigenze dei consumatori, di chi viaggia, di chi visita le nostre città, o i nostri litorali con quelle dei lavoratori di bar, autogrill, fast food e ristoranti aprendo una nuova stagione di contrattazione a tutti i livelli” .

“Non vogliamo far chiudere i ristoranti a capodanno o gli autogrill a ferragosto” dichiara Cristian Sesena che, assieme al Dipartimento Comunicazione, per la Filcams ha ideato la campagna “vogliamo solo che nei giorni rossi del calendario chi lavora sia retribuito il giusto, che a prestare servizio non siano sempre “i soliti noti”, che sia garantito a tutti il diritto di astenersi dalla prestazione, nell’ambito di una organizzazione e programmazione del lavoro condivise.”

 

 

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Si è tenuta presso la CGIL di Torino venerdì 3 agosto un’assemblea dei lavoratori del settore gioco legale, colpiti in maniera pesante nel territorio piemontese dagli effetti delle normative regionali e comunali sulla limitazione dei luoghi di gioco: sono infatti circa 3000 i posti che salteranno nei prossimi mesi nella regione.
Per questo motivo le lavoratrici e i lavoratori hanno cominciato a organizzarsi negli ultimi mesi, creando una rete di contatti di oltre 4000 persone. Una parte di essi era presente all’assemblea, alla quale hanno preso parte Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale, Mario Santini segretario generale della Filcams Cgil Torino,  Pippo De Masi, sindacalista che per la struttura sabauda si occupa del settore.
Dopo un’accurata descrizione delle problematiche da parte dei lavoratori, la Filcams Cgil si è impegnata a costruire percorsi di mobilitazione e di pressione nei confronti delle istituzioni locali e nazionali, anche sul piano mediatico.
Insieme alla Cgil, la Filcams sostiene infatti le lotte alle dipendenze da gioco, su cui vanno fatte azioni specifiche soprattutto a livello sociale.
Parallelamente a questo bisogna tutelare la buona occupazione presente nell’ambito del gioco legale, che oggi viene attaccata da decisioni prese troppo in fretta e senza una adeguata valutazione degli impatti.
La limitazione del gioco legale sta portando le aziende legali a licenziare e a chiudere, mentre i signori del business illegale stanno scaldando i motori per riprendere il dominio del mercato come in passato.
In Piemonte l’emergenza ha già portato a centinaia di licenziamenti, ma il fenomeno sta assumendo dimensioni nazionali, motivo per cui le organizzazioni sindacali di settore chiederanno l’apertura di un tavolo di crisi al MISE.
La politica e istituzioni devono aprire gli occhi oltre ai facili slogan elettorali: le lavoratrici e i lavoratori non devono essere l’agnello sacrificale di una battaglia condotta in maniera ideologica, ma protagonisti di una riforma del settore che tenga insieme legalità, tutela del giocatore, contrasto alle dipendenze e salvaguardia dell’occupazione.

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Sembrava un capitolo ormai archiviato, e invece nel cosiddetto decreto dignità – che forse sarebbe

meglio definire decreto Di Maio – c’è la reintroduzione dei voucher nel turismo e nell’agricoltura. Su Diario Terziario facciamo il punto insieme a Maria Grazie Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale e Tania Scacchetti, segretaria confederale Cgil Nazionale.

L’ultimo numero di Diario Terziario è dedicato al Turismo: dalla reintroduzione dei voucher al contratto nazionale Confesercenti da poco rinnovato alla campagna per i lavoratori stagionali, Non c’è turismo senza tutele, e tanto altro ancora.

Buona lettura –> Diario Terziario – Un Passo indietro per la Dignità

 

 

Ristorazione autostradale

Al via la campagna di ascolto e denuncia della Filcams Fisascat e Uiltucs rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori della Ristorazione Autostradale

Con la stagione estiva crescono le presenze e gli affari nei punti ristoro delle autostrade, ma peggiorano le condizioni di chi ci lavora.     

È tempo di vacanza e molti saranno gli italiani e gli stranieri che frequenteranno le autostrade della penisola. La sosta nelle aree di servizio è parte integrante della vacanza e i circa 10mila lavoratori e le lavoratrici del settore, come ogni anno, saranno pronti e sorridenti per accogliere le richieste dei tantissimi clienti che affolleranno le aree di sosta.

Sorridenti nonostante il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, dovuto in particolare alla presenza di aziende poco rispettose delle regole, che creano un circolo vizioso nelle dinamiche di concorrenza di questo particolare settore della ristorazione.

Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs lanciano una campagna di ascolto e denuncia – Chicimangia.it – rivolta all’opinione pubblica e ai ministeri competenti, quello dello Sviluppo Economico e dei Trasporti, ai quali verranno rivolte le segnalazioni di lavoratrici e lavoratori che potranno raccontare, anche in forma anonima, la loro storia attraverso un modulo sul sito.

“Le aree di sosta – circa 450 – vengono date in gestione attraverso bandi pubblici che dovrebbero prevedere la tutela dell’occupazione e della qualità del lavoro” spiegano i sindacati, “eppure le violazioni dei contratti nazionali e delle regole sulla sicurezza sono ordinaria amministrazione, a favore del guadagno delle aziende concessionarie, che ci mangiano sopra.”

L’obiettivo della campagna è raccogliere segnalazioni e racconti da portare nelle sedi istituzionali per un ruolo più attivo nella vigilanza sui concessionari e la scrittura di regole più tutelanti per gli occupati.

Cambiamo il menù della ristorazione autostradale: basta sfruttamento delle concessioni pubbliche sulla pelle di chi ci lavora!

stop voucher

Il 1° agosto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs saranno in presidio a Piazza di Monte Citorio. “Nella contrattazione esistono già strumenti per gestire la flessibilità e la stagionalità.

Il ricorso ai voucher nel turismo avrebbe come effetto la produzione di nuove forme di irregolarità e di precarizzazione dei rapporti di lavoro in un mercato già fortemente condizionato dalla stagionalità. Ne sono convinti i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che il 1° agosto dalle 9.00 alle 13.00 saranno in presidio davanti la sede del Parlamento in Piazza di Monte Citorio a Roma per protestare contro la reintroduzione dei buoni lavoro nel comparto turistico, misura prevista negli emendamenti al Decreto Dignità in discussione alla Camera dei Deputati.

Nei giorni scorsi le tre sigle, in una nota congiunta trasmessa al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio e ai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, hanno evidenziato il ruolo della contrattazione nazionale di settore che “da decenni si misura con le esigenze di flessibilità delle imprese, individuando diverse soluzioni negoziali condivise e utili a rispondere alle problematiche di una domanda in larga parte condizionata da una strutturale stagionalità”.

“La contrattazione nazionale del turismo – dettaglia la nota unitaria – ha individuato da anni strumenti di flessibilità prevedendo il lavoro extra e di surroga, che consente di poter assumere lavoratori con contratti della durata massima di 3 giorni, l’apprendistato in cicli stagionali per giovani fino a 29 anni, contratti a tempo determinato stagionale e somministrazione di lavoro a tempo determinato”. La flessibilità contrattata, spiegano i sindacati, consente di ricorrere al “part time anche di 15 ore settimanali con clausole elastiche” nonché al “part time weekend della durata di otto ore settimanali” ed interviene anche sull’organizzazione del lavoro con “la possibile gestione di orari multi periodali funzionali ai picchi di attività in tutti i periodi dell’anno”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono necessaria “una nuova Governance di settore partecipata, di indirizzi strategici, di investimenti, di lavoro di qualità e adeguatamente tutelato e non di iniziative che abbiano come unica finalità quella di fornire alle imprese uno strumento volto a produrre esclusivamente una compressione del reddito dei lavoratori e, soprattutto, ad aumentare la maggiore precarietà del rapporto di lavoro che, invece, il Decreto si propone di contenere”.

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Nicolaus, che dal 19 luglio è a tutti gli effetti proprietario del marchio Valtur, non si è presentato all’incontro convocato il 26 luglio dal Ministero dello Sviluppo Economico e richiesto da Filcams Cgil, Fisasct Cisl e Uiltucs.

“I fratelli Pagliara hanno annunciato sui media specializzati che stanno studiando un piano di rilancio del marchio Valtur. Noi siamo interessati a conoscere questo piano e soprattutto a individuare soluzioni che recuperino l’occupazione e le professionalità che hanno fatto sì che il marchio Valtur, dopo le note vicende, sia ancora così prezioso per il mercato” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale “Valtur senza la sua gente, la “gente Valtur” è una scatola vuota: noi non rinunciamo a tutte le azioni che potranno essere utili per riempire questa scatola della bravura e delle competenze di chi ha fatto grande questa azienda italiana”.

Per i sindacati del turismo, l’acquisto del marchio da parte di Nicolaus è positivo, perché da subito la nuova proprietà ha dichiarato di voler reindustrializzare il marchio, anche vista l’ingente cifra spesa per l’acquisto. “Quello che manca adesso è un piano industriale che sia in grado di centrare questa scommessa” chiosa De Zolt “alcuni villaggi del perimetro Valtur sono chiusi (come Favignana, Caporizzuto e Sestriere) e i lavoratori e le lavoratrici del tour operator sono tutti licenziati. Noi vogliamo discutere con la nuova proprietà di un piano che porti al recupero delle strutture rimaste chiuse e dell’occupazione preesistente.”.

Il Ministero dello Sviluppo si è impegnato a contattare nuovamente Nicolaus per riaprire il tavolo istituzionale in tempi brevi. Filcams, Fisascat e Uiltucs sono pronte a iniziative nei confronti dell’azienda a sostengo di questo percorso.

Voucher No Grazie

Tweet bombing di lavoratori e delegati per chiedere di non ampliare l’uso del voucher

Oltre 1,5 milioni di cittadini hanno firmato con la Cgil per dire #ByeByeVoucher
Ora @luigidimaio perché volete nuovi voucher? Contro precarietà e sfruttamento diciamo #VoucherNoGrazie

È il testo del tweet che lavoratori e delegati hanno inviato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio per esprimere la propria contrarietà all’ipotesi di ampliamento dell’utilizzo dei voucher in agricoltura e turismo.

I voucher sono uno strumento di sfruttamento che rischiano di aumentare la precarietà, mentre il mondo del lavoro ha bisogno di qualità e regole certe per garantire la trasparenza e la stabilità.

Anche per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs hanno inviato una lettera unitaria sia al Ministro del Lavoro che ai Presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato chiedendo che i voucher non vengano reintrodotti attraverso un emendamento al “decreto Dignità” in questi giorni in discussione alla Camera.

Il settore del Turismo prevede già contratti nazionali che disciplinano adeguate forme di flessibilità per rispondere alle variazioni di una domanda ancora troppo condizionata dalla stagionalità. Il settore del Turismo produce il 12% del PIL nazionale e avrebbe bisogno di politiche, investimenti e non di interventi volti a indebolire un mercato del lavoro già di per se stesso fragile.

In un recentissimo passato nella ristorazione commerciale e collettiva, nell’ospitalità alberghiera, nelle strutture ricettive all’aria aperta, abbiamo registrato abusi costanti nell’utilizzo di questo strumento che in larga parte serviva alle imprese per evitare assunzioni stabili (e quindi più onerose) o per giustificare il lavoro nero.

La Cgil ha raccolto più di un milione e mezzo di firme per abolire quella che stava assumendo i contorni di una “nuova frontiera della precarietà” e nonostante questo i voucher sono stati prima aboliti, poi reintrodotti per aziende e famiglie, e pertanto (anche se nessuno lo dice) sono già presenti nel nostro ordinamento.

Allora parlammo di “schiaffo alla democrazia”, uno schiaffo che oggi rischia di venir dato ad uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia e a due milioni di lavoratori che vi operano con professionalità e dedizione ogni giorno.

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La Filcams Cgil aderisce al presidio promosso dalla Flai Cgil (assieme a Fai Cisl e Uila Uil) per dire no alla reintroduzione dei voucher in agricoltura e nel turismo.

Il presidio si terrà il 24, 25 e 26 luglio davanti alla sede del parlamento in concomitanza con la discussione del Decreto Dignità.

La reintroduzione dei voucher è una misura iniqua che potrebbe avere un effetto negativo dirompente nei settori dell’agricoltura e in quello del turismo ove servirebbero solo a legalizzare il lavoro nero e a sostituire quello regolare.

I contratti nazionali di settore (alcuni dei quali recentemente sottoscritti) dispongono già di forme di lavoro flessibile utili a rispondere alle esigenze delle imprese legate alla stagionalità: a quelle bisogna fare riferimento e non ricorrere ai “buoni lavoro” che, in un recente passato, hanno fatto realizzare il  record di abusi proprio nei settori della ristorazione, del commercio e della ospitalità alberghiera.

Al presidio parteciperanno anche le organizzazioni sindacali del pubblico impiego (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp) per dire no all’utilizzo dei voucher nei servizi pubblici.

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Il 19 luglio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per gli alberghi ex Starwood ora di proprietà del colosso americano Marriott International che ha acquisito nel settembre del 2016 il prestigioso marchio.

Per i più di 3000 addetti degli alberghi The Westin Palace e Sheraton Majestic di Milano, Danieli, Gritti Palace, The Westin Europa Regina di Venezia, The Westin Excelsior e The St Regis di Firenze, The St Regis Rome e The Westin Excelsior di Roma, sono stati mantenuti diritti e tutele normative e salariali derivanti da anni di contrattazione acquisitiva e soprattutto è stato scongiurato fino al 30 dicembre 2021 il rischio di terziarizzazioni.

La direzione aziendale si è poi impegnata ad affrontare, a partire da gennaio 2019, nuovi importanti temi che potranno arricchire i contenuti del contratto aziendale, tra cui: il potenziamento del welfare aziendale, la definizione di un codice per prevenire le molestie sui luoghi di lavoro e la individuazione di un percorso per estendere l’applicazione del Contratto Integrativo Aziendale anche all’hotel Gallia di Milano.

“Siamo molto soddisfatti perché abbiamo portato la nuova proprietà a riconoscere ruolo, valore e utilità del nostro consolidato sistema di relazioni sindacali. Il contratto integrativo Ciga Starwood, che ora diventa Marriott, è da sempre stato uno dei più importanti del settore Turismo. Averlo salvaguardato in toto ed aver aperto una strada per andarlo ancora a migliorare è un risultato non scontato e per questo ancora più apprezzabile” ha dichiarato Cristian Sesena della Filcams Nazionale

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Aumenti di 88 euro da gennaio per i dipendenti di alberghi e agenzie di viaggio e 100 euro per i dipendenti di bar e ristoranti

Nella serata del 18 luglio 2018, è stato siglato unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, il rinnovo del Contratto Nazionale del Turismo Confesercenti scaduto il 30 aprile 2013.
Sono stati sottoscritti tre verbali di rinnovo – Pubblici Esercizi, Alberghi e Campeggi e Agenzie di Viaggio – e un protocollo aggiuntivo che motiva le ragioni di questa impostazione, determinata dal mutato contesto della contrattazione di settore, dalla necessità di evitare ulteriori fenomeni di dumping fra le differenti discipline contrattuali esistenti e di salvaguardare “sistema Confesercenti”.

Contratto Turismo

“Abbiamo finalmente chiuso una vertenza che si trascinava da più di 5 anni, aggiungendo un nuovo  importante tassello alla ricomposizione del quadro contrattuale che riguarda il settore del Turismo” ha affermato la Filcams Cgil Nazionale. “L’accordo consegna alle lavoratrici e ai lavoratori per i diversi settori Alberghi, Ristorazione Collettiva – pubblici Esercizi, Agenzie di Viaggio, risposte salariali che mancavano da troppo tempo.”
Tra le novità sicuramente importanti, “le norme che regolano il mercato del lavoro; l’aggiornamento e il miglioramento delle tutele riferite alla genitorialità, il contrasto alle molestie sessuali e il sostegno ai lavoratori con figli con problemi di inserimento scolastico dovuto a deficit di apprendimento, in realtà in cui la presenza di lavoro femminile è preponderante.”

L’aumento economico varia a seconda delle figure professionali, in linea con gli altri contratti nazionali di settore: per alberghi e campeggi l’aumento, retroattivo dal 1 gennaio 2018, sarà di 88 euro. È prevista una tantum di 936 euro al 4 livello che verrà erogata in cinque tranche mensili; la scadenza di questa intesa è prevista per il 31 dicembre 2018.

Per le agenzie di viaggio e turismo l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 88 euro. Anche per questo settore la scadenza prevista è il 31 dicembre di quest’anno.

Per i pubblici esercizi e la ristorazione collettiva l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 100 euro suddiviso in 4 tranches (25 euro dal 1 gennaio 2018; 20 euro al 1 gennaio 2019; 20 euro al 1 febbraio 2020; 15 euro al 1 marzo 2021; 20 euro al 1 dicembre 2021.)

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Sbaragliata la concorrenza di Alpitour e Bluserena, è il gruppo pugliese Nicolaus ad aggiudicarsi l’asta per l’acquisto del marchio Valtur. Si chiude così la prima parte della crisi dello storico marchio italiano del turismo organizzato, anche se per i lavoratori non è ancora chiaro quali potranno essere le scelte della nuova proprietà per il mantenimento dei livelli occupazionali.

Anche ieri (3 luglio) i lavoratori si sono presentati nella sede del commissario a Milano per chiedere che non vengano disperse le professionalità e le competenze di chi lavora nel gruppo da molto tempo. Ai ministeri del lavoro e dello sviluppo economico chiedono che si possa aprire un tavolo di confronto per tutelare diritti e occupazione perché questi sono “gli ingredienti segreti – si legge in un volantino distribuito ai passanti – di questa ricetta della felicità iniziata nel 1964 e fatta di passione, spirito di squadra, orientamento al cliente, energia, senso di appartenenza.

“Valori che da cinquant’anni – hanno spiegato i lavoratori – si tramandano attraverso una generazione di ospiti, dipendenti, collaboratori, fornitori, amici e che non sono in vendita. Il marchio Valtur vale molto di più del prezzo di un bando di gara, nel mercato è ancora riconosciuto come simbolo di qualità, innovazione, divertimento, sicurezza, accoglienza, in una parola, di Made in Italy”.

Nicolaus opera nell’ambito turistico nazionale con 25 villaggi e a livello internazionale con 5 strutture in Grecia e una in Spagna. Il gruppo ha chiuso il 2017 con 80 milioni di euro di fatturato, segnando una crescita del 20% rispetto al 2016.

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Domani (3 luglio) si apriranno le buste delle offerte per l’acquisto dello storico marchio Valtur, per anni simbolo di turismo organizzato di qualità. I lavoratori non staranno a guardare, subendo passivamente quello che è solo un momento di passaggio in una crisi non ancora superata.

Domattina infatti si presenteranno sotto la sede del commissario e nel corso di un presidio tra le 9 e le 11, distribuiranno ai passanti un volantino dal testo eloquente, con cui invitano i nuovi proprietari di Valtur ad acquisire non solo il marchio, ma di cogliere l’opportunità di rilevare il “pacchetto completo” con tutti gli ingredienti segreti – si legge – di questa ricetta della felicità iniziata nel 1964 e fatta di  passione, spirito di squadra, orientamento al cliente, energia, senso di appartenenza.

“Valori che da cinquant’anni – spiegano i lavoratori – si tramandano attraverso una generazione di ospiti, dipendenti, collaboratori, fornitori, amici e che non sono in vendita. Il marchio Valtur vale molto di più del prezzo di un bando di gara, nel mercato è ancora riconosciuto come simbolo di qualità, innovazione, divertimento, sicurezza, accoglienza, in una parola, di Made in Italy”.

Gli ex dipendenti Valtur assieme alla Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono al ministero dello sviluppo economico e del lavoro di aprire immediatamente un tavolo con la nuova proprietà del marchio per delineare un programma di reindustrializzazione e continuare a raccontare la storia dell’azienda simbolo del turismo organizzato con le persone che ne hanno fatto parte.

In calce al volantino, i lavoratori hanno voluto sottolineare l’importanza del “capitale umano” di un’azienda, prendendo a prestito le parole di Henry Ford quando affermava che “le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione ed i suoi uomini” ridadendo che – scrivono a chiusura del loro appello – “non servirà comprare un marchio (corpo) senza anima…” .

Blick über Florenz vom Michel Angelo Platz

La segretaria generale Maria Grazia Gabrielli a RadioArticolo1: “È ancora diffusa l’idea che sia un impiego mordi e fuggi, con forme che possono non rispettare il contratto. È sbagliato. Rilanciamo l’impegno per informare i lavoratori dei loro diritti”

La stagione estiva è ormai alle porte, e il turismo è probabilmente il settore economico del nostro Paese più vicino all’uscita dalla crisi. I numeri sono lì a dimostrarlo, eppure si tratta di un segmento in cui lo sfruttamento è molto più diffuso di quanto non si creda. “È una situazione che purtroppo si ripete negli anni, a ogni stagione, anche in quelle aree in cui si è lavorato di più per la destagionalizzazione. È ancora largamente diffusa l’idea che il lavoro turistico sia un impiego mordi e fuggi, che possa giustificare retribuzioni spesso in grigio o in nero, con forme contrattuali che non rispettano il contratto nazionale di lavoro. È una logica sbagliata in cui si prova a risparmiare o a non riconoscere la giusta dimensione del lavoro”. A dirlo, ai microfoni di RadioArticolo1 è Maria Grazia Gabrielli, segretario generale della Filcams Cgil.

Eppure le regole per tutelare il lavoro stagionale in Italia esistono, quindi quello dello sfruttamento è un problema soprattutto di responsabilità e di etica delle aziende. “Il numero di vertenze per i mancati pagamenti, per gli orari e i riposi con cui ogni anno si chiude la stagione turistica – continua Gabrielli – sono lì a testimoniarlo. C’è evidentemente una responsabilità delle imprese, in un Paese in cui da troppo tempo ancora non si riesce a capire che il lavoro è centrale, e lo è per ogni settore”. Ma nel turismo, forse questa importanza è ancora maggiore, “perché il lavoro qualifica l’offerta. I lavoratori sono ambasciatori del turismo rispetto a chi visita il nostro Paese”. Quindi “non mettere al centro il lavoro e le sue norme” significa non aver ancora compreso che “il turismo può rappresentare una grande risorsa ancora sottoutilizzata per rimettere al centro la dignità e la qualità con cui vengono trattati e con cui si danno risposte ai lavoratori”.

Nel turismo, tra l’altro, spesso si registra una scarsa consapevolezza dei propri diritti. “I lavoratori – conferma Gabrielli – a volte non conoscono il proprio contratto. Abbiamo bisogno di una sorta di rialfabetizzazione costante a partire dai giovani, che magari svolgono l’attività stagionale durante la pausa nel percorso scolastico. C’è sicuramente una scarsa consapevolezza dell’esistenza di norme e regole, quindi anche dei propri diritti e dei propri doveri”.

Lavoro turismo: Non c’è turismo senza tutele
Vedi la campagna 

Di qui nasce l’idea della campagna di informazione e comunicazione della Filcams Cgil, per informare i lavoratori sulle tutele a cui devono poter avere accesso, composta da una pagina dedicata sul sito del sindacato. “Diffonderemo la campagna – spiega il segretario generale del sindacato – utilizzando tutti gli strumenti possibili, ma mantenendo un punto saldo: saremo lì dove i lavoratori passeranno la stagione a lavorare. Quindi saremo sulle spiagge, nelle città d’arte e nelle nostre sedi, che non chiuderanno durante il periodo estivo”.

Al termine della stagione - conclude Gabrielli – saremo poi con le lavoratrici e i lavoratori, per dare loro tutte le informazioni anche sui diritti di precedenza, per controllare le buste paga e la loro esperienza lavorativa. Sarà una campagna social, ma sarà anche, com’è nella storia della nostra organizzazione, una campagna che vedrà la Filcams nei luoghi di lavoro”.

www.rassegna.it

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Nell’incontro svoltosi oggi 13 giugno al Ministero del Lavoro sulla procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori Valtur sono emerse novità sostanziali: da oggi è aperta l’asta pubblica per l’acquisto del marchio e vi sono offerte già presentate al liquidatore.

Di fronte a queste novità la Filcams Cgil, unitamente a Fisascat e Uiltucs, ha chiesto al liquidatore di non procedere con i licenziamenti (i termini della procedura di licenziamento collettivo scadono domani, 14 giugno) e di riaprire il tavolo presso il MISE chiedendo a chi ha manifestato interesse per il marchio la disponibilità ad avviare un percorso di recupero dell’azienda e dell’occupazione.

Il MISE, presente all’incontro come uditore, ha chiesto a sua volta con forza al liquidatore di favorire la riapertura di un tavolo per il recupero dello storico tour operator, rinviando l’esecutività dei licenziamenti, in presenza di offerte economicamente considerevoli sul marchio e tenuto conto anche della presenza di villaggi del perimetro non ancora gestiti da altri operatori.

Il liquidatore ha posto come ostacolo al rinvio l’effetto che un eventuale dilazione dei licenziamenti avrebbe sulla procedura di liquidazione, con un aumento dei costi non previsto.
“L’investitore, che ha prodotto con le sue scelte questa situazione drammatica, dovrebbe a nostro avviso farsi carico dei costi ulteriori, come atto di responsabilità” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL nazionale “ma non vogliamo dare alibi a nessuno: come organizzazioni sindacali ci siamo anche detti disponibili, come soluzione alternativa, a individuare strumenti che non aumentino i costi della liquidazione, considerando che i lavoratori sono titolari di crediti nei confronti della stessa, mantenendo attivi i rapporti di lavoro”.
La palla adesso è al liquidatore, che nelle prossime ore dovrà dar seguito alle richieste del MISE e delle organizzazioni sindacali.

“Senza una risposta affermativa del liquidatore domani i termini legali della procedura di licenziamento scadranno comunque” spiega De Zolt “questo renderebbe più difficile e complesso il lavoro di reindustrializzazione proposto dal MISE e sarebbe un ulteriore schiaffo ai lavoratori e alle lavoratrici da parte di Investindustrial. In ogni caso noi continueremo a premere per una soluzione che metta al riparo il marchio da operazioni speculative e apra una prospettiva di recupero di Valtur e dei dipendenti”.

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L’estate è vicina e il web comincia ad affollarsi di spot promozionali istituzionali e pubblicità progresso che promuovono il territorio italiano e le sue località turistiche. Da oggi scende in campo anche la Filcams CGIL con una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti.

Non c’è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c’è turismo senza la tutela dell’ambiente e del paesaggio, non c’è turismo senza la tutela dei lavoratori.

Guarda il video

La stagione turistica 2017 è stata la migliore degli ultimi anni. I dati invernali e dei ponti primaverili del 2018 sono altrettanto positivi, così come le previsioni per la stagione estiva.

Solo a Pasqua gli italiani in viaggio sono stati il 2,4% in più rispetto al 2017, ed il giro d’affari è cresciuto più che proporzionalmente (7,2%); e si prevede un incremento del 10% di vacanze estive rispetto al 2017 (Cemu – Centro Studi Filcams in collaborazione con SL&A Turismo e Territorio).

Anche i dati legati all’occupazione appaiono in crescita: i lavoratori dipendenti nel settore, registrati dall’Istat, sono “almeno” un milione e 71 mila nel quarto trimestre 2017, con un incremento rispetto all’anno prima del 9,4%.  Sono dati positivi che però nascondono tante ombre: diminuiscono, infatti, i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre aumentano quelli a tempo determinato (+4,4%).

La Filcams come ogni anno promuove una campagna informativa e social Non c’è turismo senza tutele per sensibilizzare i lavoratori stagionali a conoscere i loro diritti:

“Chi lavora durante la stagione estiva turistica entra purtroppo nell’ordine di idee di dover accettare il far west senza alzare la testa” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil. “Le imprese mancano di una vera e propria consapevolezza delle potenzialità del settore, e tendono pertanto ad orientarsi al guadagno immediato senza programmare l’offerta; a questo si aggiunge la mai risolta questione del dimezzando dell’ex indennità di disoccupazione (NASPI), voluto dal Governo Renzi”

Nonostante il buon andamento, il lavoro nel turismo non è un lavoro di qualità: “bisogna richiamare le imprese ad un senso di responsabilità sociale che dimostrano ancora di non possedere. È necessario potenziare le ispezioni e gli interventi da parte degli organismi preposti per evitare le irregolarità e la diffusione dell’illegalità. I lavoratori del turismo sono la prima interfaccia con cui i turisti si rapportano. Possono concorrere con un servizio di qualità a migliorare l’esperienza della vacanza dei viaggiatori/fruitori. Per fare ciò debbono essere formati, valorizzati correttamente inquadrati e adeguatamente retribuiti.” Anche per questo la campagna assume i toni e lo stile della “pubblicità progresso”, perché il miglioramento delle condizioni di chi lavora è un elemento irrinunciabile per un paese che vuole puntare davvero su turismo e cultura.

Non c’è turismo senza tutele

La campagna sarà accompagnata dal lancio di 4 video spot rivolti alle differenti tipologie di lavoratori del settore, dalla guida turistica al bagnino, dall’addetto della ristorazione all’operatore del settore alberghiero, utilizzerà tutti i canali social e sarà presentata durante iniziative promosse nelle località di vacanza.

 

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I lavoratori Valtur la settimana prossima verranno licenziati, senza nessun incentivo e forse senza neppure il pagamento immediato di quanto a loro dovuto.

Questo è l’epilogo della gestione di Investindustrial importante marchio italiano del turismo: 6 resorts che non apriranno nella stagione 2018, gli altri che avviano la stagione a ranghi ridotti, licenziamenti e impoverimento dell’incoming del nostro Paese.
Un disastro imprenditoriale che ha visto l’investitore Andrea Bonomi navigare indisturbato tra accordi con Cassa Depositi e Prestiti e procedure di liquidazione.

La Filcams Cgil, congiuntamente a Fisascat e Uiltucs, ha chiesto un aggiornamento del tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economio.

“La prossima settimana al Ministero del Lavoro vi sarà la chiusura della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla liquidazione” spiega Luca De Zolt della Filcams Nazionale “questo atto segna l’epilogo di questo percorso surreale. Ma noi non ci diamo per vinti, perché crediamo che sia ingiusto mettere la parola fine, sia per i lavoratori che per il nostro sistema turistico. Per questo appoggiamo l’appello dei lavoratori Valtur al Ministro Di Maio al quale sollecitiamo la convocazione del tavolo al MISE quanto prima”.

 

 

Caro Ministro,
Le scriviamo per raccontarLe di #Valtur (acronimo di Valorizzazione Turistica), si proprio dell’azienda nata nel 1964 quando iniziava l’epoca dei villaggi turistici, una formula innovativa di vacanza ed intrattenimento in posti esclusivi e riserve naturali.
La Valtur che ha dato i natali ad artisti noti ma soprattutto che ha fatto sognare ed emozionare milioni di famiglie italiane nelle loro vacanze.
La Valtur che ha dato lavoro a migliaia di persone ed insegnato il mestiere più bello del mondo ai tanti ragazzi che ancora portano dentro un’emozione comprensibile solo a chi l’ha vissuta trasmettendola a tutti gli ospiti dei suoi villaggi.
Ma arriviamo alla storia attuale, quella che vede il noto Fondo Investindustrial nel 2016 acquisire l’azienda per farne l’eccellenza Italiana e dopo neanche 2 anni avviare invece la cessazione dell’attività attraverso la procedura di concordato liquidatorio e licenziamento collettivo.

Le cause? Perdite d’esercizio, pesanti costi di gestione imputate anche a fattori straordinari, oltre ad una serie di eventi emersi successivamente al cambio di management sfuggiti ai radar di Sig. Andrea Bonomi e dei suoi consulenti al momento delle trattative. Ad arrivare in soccorso ci ha pensato Cdp acquisendo tre villaggi (Marina di Ostuni, Marileva e Pila) per un totale di 45,5 milioni di euro; certo desta curiosità il fatto che questi tre resorts siano gli stessi che il finanziere milanese aveva acquistato appena un anno fa da Prelios Sgr, poco dopo l’annuncio dell’avvenuta scalata a Valtur.

Il tempo stringe ed il 13/06 sarà la data definitiva per la conclusione della procedura di licenziamento collettivo ed ultimo incontro al Ministero del Lavoro ma noi lavoratori insieme ai sindacati che ci stanno supportando non molliamo perché crediamo troppo in questa bellissima storia e vogliamo continuare a raccontarla.

Le chiediamo un Suo intervento come Neo Ministro per aprire nuovamente un tavolo con investitori capaci e con progetti seri di rilancio e per concedere più tempo ai lavoratori bloccando il licenziamento.

La stagione estiva è alle porte e probabilmente compromessa con un indotto di milioni di euro e posti di lavoro sprecati, soprattutto in località che vivono di turismo e in un settore che cresce del 2.7% (quasi il doppio della crescita PIL 1.4%).

Siamo certi che anche Lei creda in un TURISMO che valorizzi i territori e le economie locali. Valtur persegue questo obiettivo, pertanto non lasciamo che una storia lunga più di cinquanta anni si chiuda per sempre solo per una mancanza di volontà.
Avremmo il piacere di incontrarla prima che sia troppo tardi ed una delle insegne del Turismo Italiano si spenga definitivamente.

 

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Due giorni di confronto e approfondimento per comprendere le evoluzioni del mondo lavoro nell’era del 4.0 e affrontare complessivamente la situazione contrattuale della categoria, The New Order.

L’assemblea generale della Filcams Cgil si riunisce a Roma il 5 e 6 giugno nello spazio riqualificato dell’Ex Dogana per la conclusione e verifica di un percorso avviato a ottobre 2016 a Torino, quando la prima tappa dell’iniziativa ha portato la categoria a definire gli obbiettivi per il futuro: “Includere le lavoratrici e i lavoratori ai margini del mercato del lavoro, avviare innovativi percorsi di contrattazione per coinvolgere chi spesso resta escluso”.

Altre tappe intermedie, a Firenze, Milano e Bari, hanno scandito il percorso The New Order, che a Roma troverà un altro momento importante per un’analisi in prospettiva delle priorità che la Filcams Cgil dovrà affrontare rispetto ai diversi settori, agli strumenti a disposizione e al contesto di riferimento che continua a subire mutamenti repentini.

Contrattazione e inclusione, continuano ad essere le due parole chiave che la categoria ha rispetto alla situazione dei lavoratori più deboli, meno tutelati, precari o in situazione di maggiori difficoltà.

Confermata nuovamente la modalità di dibattito: una discussione informale, aperta, rivolta all’approfondimento di diverse tematiche con funzionari, delegati, esperti di settore e con il contributo dei dipartimenti della CGIL Nazionale.

 

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Ancora una volta. Ancora oggi a Taranto, cosi come due giorni fa a La Spezia e prima ancora a Padova. Sono gli incidenti mortali sul lavoro, che quotidianamente ormai si susseguono.

Non bastano le denunce, le manifestazioni, gli scioperi, nel 2018 le morti sui luoghi di lavoro sono in aumento rispetto all’anno precedente. Secondo le stime dell’Inail tra gennaio e marzo 2018 sono stati 212 gli incedenti mortali, l’11,58% in più rispetto al 2017.

“L’ennesima tragedia, un’altra vita spezzata e ancora una famiglia distrutta” sono le prime parole di rabbia e sgomento di Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, “perché i continui tagli negli appalti, stanno peggiorando la qualità e le condizioni di lavoro, e queste sono le conseguenze più gravi.”

Per questo condividiamo e siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva di Taranto e dell’indotto in sciopero in queste ore.

L’indignazione e la protesta devono continuare: “abbiamo bisogno di un intervento forte, che coinvolga tutte le parti per fare in modo che migliori la sicurezza nei posti di lavoro e il controllo del rispetto delle regole, un piano strategico di interventi mirati e coordinati” afferma la segretaria generale.

“Tutti dobbiamo sentirci responsabili, nessun settore è escluso” prosegue “e dobbiamo affrontare con fermezza una situazione ormai non più sopportabile. Non c’è più tempo!”

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Si è chiusa positivamente la vertenza dei lavoratori del Tanka Village di Villasimius dopo il passaggio alla gestione Alpitour: stamattina, in viale Monastir a Cagliari, è stato firmato dalla Filcams Cgil l’accordo con i responsabili della società, che prevede l’impegno ad assumere prioritariamente tutto il personale che già operava al Tanka.

“Si tratta di un accordo importante – ha detto la segretaria regionale Filcams Simona Fanzecco – che ci consente di guardare al futuro dei lavoratori e dell’attività con ottimismo, in particolare  per la solidità della società che è subentrata nella gestione, che ha accolto le nostre richieste anche per quanto riguarda l’applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento, ovvero quello Turismo Federalberghi”.

Sono stati quindi salvaguardati circa 130 posti di lavoro che ora entrano a far parte dell’organico Alpitour – solo l’attività di giardinaggio verrà svolta da esterni – ma resta aperta anche la prospettiva di nuove assunzioni in un settore strategico per il territorio e per l’intera regione. “In questo caso abbiamo ottenuto che venisse garantita una occupazione di qualità – conclude Simone Fanzecco – la stessa  che rivendichiamo quotidianamente in un comparto che risente spesso della stagionalità e che non sempre garantisce stabilità e adeguate retribuzione ai lavoratori impiegati”. Da qui la battaglia della Filcams contro il lavoro nero e sottopagato perché, anche in vista dell’apertura della nuova stagione, anche i soggetti che hanno la responsabilità di monitorare, si adoperino per verificare la regolarità dei contratti e il rispetto delle norme da parte di tutte le aziende del settore.

“Un accordo importante che conferma l’importanza dei rapporti sindacali con Alpitour e recupera l’eredità negativa dalla gestione Bonomi che ha lasciato un enorme patrimonio allo sbaraglio e distrutto Valtur” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale.

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La drammatica situazione del settore dell’elettronica di consumo, la battaglia contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive in Europa e il focus sulle principali vertenze territoriali.
È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di categoria di Rassegna Sindacale: “Elettronica di Consumo, serve una nuova strategia”.
Un approfondimento sul commercio online grazie al contributo di Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario.

Diario Terziario Aprile 2018

Elettronica di consumo, cambiare strategia e modalità di vendita per sopportare la concorrenza
L’elettronica di consumo sta subendo profonde trasformazioni, anche a causa dell’espandersi dell’e-commerce. Un mondo complesso composto da tanti segmenti e diversi canali di vendita che incidono fortemente sulla distribuzione.
Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario, ha elaborato, per un corso di formazione della Filcams Cgil di Firenze, un approfondimento sul settore mettendo in luce le trasformazioni e le difficoltà.

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Crisi Valtur

L’interesse per il marchio non può essere svincolato dal destino di strutture e occupazione.

Nell’incontro di aggiornamento del tavolo di crisi presso il MISE del 18 aprile è stato confermato che vi è l’interesse di alcune realtà nel rilevare i villaggi Valtur, il marchio e di dare continuità all’azienda.

Il MISE sta svolgendo un importante lavoro di sollecitazione sugli operatori del mercato, alcuni dei quali hanno palesato il loro interesse solo nelle ultime settimane. Gli ostacoli a una positiva risoluzione della vertenza sono insiti nella procedura di liquidazione, ovvero alla strada scelta dall’Investindustrial di Andrea Bonomi per uscire dalla società.

Il percorso di liquidazione non lascia margini di trattativa per un passaggio dell’intero perimetro e non sono attivabili percorsi di continuità come per altri percorsi concorsuali.

“Abbiamo contestato la scelta della liquidazione sin dall’inizio” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL Nazionale “ma la proprietà è inamovibile e non intende cambiare programma. Al di là delle palesi responsabilità che si è assunta Investindustrial nello scegliere questo percorso, che mira a cancellare Valtur, serve lavorare per percorsi di salvataggio, che sono ancora possibili”.

Nelle ultime settimane i lavoratori hanno messo in luce il grande patrimonio che Valtur rappresenta: con la conferenza stampa del 9 aprile e la campagna social #siamogenteValtur si è reso visibile il valore di questa esperienza unica nell’accoglienza italiana, e sono stati ricordati i punti di forza anche rispetto ai dati sul prodotto.

“Ma chi vuole acquisire questo patrimonio commerciale non può pensare di comprare solo marchio” avverte Luigi Brianzi della Filcams di Milano “all’incontro di oggi è emerso che alcuni players del settore si sarebbero già fatti avanti per la sola acquisizione del marchio, e questo sarebbe la pietra tombale della realtà Valtur. Abbiamo chiesto ai responsabili di Valtur di realizzare l’asta solo in presenza di un percorso di rilancio”.

Percorso di rilancio che sarebbe possibile solo se uno degli operatori interessati contrattualizzasse un certo numero di villaggi, così da ricostituire parte del perimetro Valtur sul quale reinnestare il nucleo amministrativo del tour operator e ridare linfa a questa lunga storia italiana. A quel punto l’operazione dovrebbe essere completata con l’acquisizione del marchio.

“Siamo di fronte a un percorso inedito e non facile” aggiunge De Zolt “ma se si avverasse questo interesse dovranno essere messi in campo tutti gli strumenti utili per accompagnarlo. Abbiamo di fronte settimane decisive. Al netto dell’operazione CDP-TH Resort, discutibile quanto certa, rimangono altri 9 villaggi che sono stati liberati dai contratti con la liquidazione o verranno liberati nei prossimi giorni. E’ una corsa contro il tempo, ma noi non ci arrendiamo” chiosa il sindacalista.

 

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Filcams Fisascat e Uiltucs, Federalberghi, Faita e Fipe Confcommercio hanno sottoscritto un avviso comune in cui chiedono la prosecuzione degli interventi a sostegno al reddito per le lavoratrici e i lavoratori delle regioni (Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo) e delle province ( Ancona, Ascoli, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Pescara, Rieti, Teramo e Terni) colpite dal sisma del 2016.

Per le Parti Sociali del settore Turismo è infatti prioritario continuare a sostenere l’occupazione nelle zone terremotate e salvaguardare le professionalità esistenti, soprattutto all’inizio della stagione estiva.

“Non possiamo permetterci che i riflettori si spengano” dice Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil. “La ferita del terremoto è ancora aperta, i problemi ancora tanti a partire dal lavoro che ancora non c’è. Il settore del Turismo elemento trainante dell’economia di queste aree ha ancora bisogno di sostegno e interventi pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori e per il rilancio delle imprese”.

Scarica QUI il documento in formato pdf stampabile.

Alpitour_logo

Filcams CGIL e Fisascat CISL hanno rinnovato lo scorso 13 aprile il contratto integrativo Alpitour spa, il tour operator leader del mercato italiano. Oltre alla conferma dei principali istituti della contrattazione precedente, sono stati raggiunti importanti avanzamenti in materia di salario variabile e di welfare.

Sulla parte economica il nuovo integrativo triennale prevede l’erogazione del premio di risultato, fino a 1.000 euro lordi, in misura proporzionale all’orario di lavoro e ai mesi di servizio prestati e al raggiungimento degli obiettivi di budget stabiliti di anno in anno. Il sistema premiante prevede, in caso di utile netto, la distribuzione tra i lavoratori dell’EBITDA superiore a quello stabilito a budget, mentre un primo scaglione di 230 euro verrà erogato al raggiungimento del budget di EBITDA stesso.

In considerazione del positivo andamento economico aziendale verrà erogato a tutti i lavoratori un importo lordo di 200 euro sotto forma di misure di welfare per l’anno in corso.

Il sistema degli orari, da sempre punto essenziale della contrattazione Alpitour, viene modificato con accordi sperimentali che migliorano le condizioni di flessibilità previste dal CCNL e confermano gli elementi di miglior favore in materia di straordinario e supplementare, trovando in questo modo soluzioni sostenibili all’esigenza di maggior copertura delle fasce orarie e di maggior flessibilità poste dell’azienda.

Per facilitare la gestione dei turni più disagiati, i lavoratori potranno accedere volontariamente allo smart working, che per la prima volta riguarderà le mansioni di booking, con un accordo significativo nel quale si superano le problematiche generate dalle modifiche dell’articolo 4 sul controllo a distanza.

Le modifiche del sistema orario saranno funzionali a migliorare le condizioni dei lavoratori ciclici, che negli ultimi anni Alpitour aveva implementato per risolvere le problematiche operative al di fuori della contrattazione collettiva.

In tema di sostegno alla genitorialità l’azienda concederà il part time post partum per una durata non inferiore ai sei mesi, compatibilmente con gli orari di reparto; in alternativa si ricorrerà ad altri strumenti idonei alla conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro. Inoltre verranno riconosciuti 60 giorni di permessi non retribuiti per le adozioni internazionali.

L’azienda riconoscerà sei mesi di aspettativa non retribuita alle vittime di violenza di genere inserite nei programmi certificati dai servizi sociali del Comune, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio. Le parti si sono impegnate ad adottare misure adeguate, anche di natura sanzionatoria, nei confronti di chi pone in essere molestie e violenze; le vittime riceveranno sostegno e, se necessario, verranno assistite nel processo di reinserimento.

Il contratto integrativo sottoscritto varrà per tutti i dipendenti del tour operator, circa 700 persone, e rappresenta un segnale importante per tutto il settore: la contrattazione di secondo livello è infatti in grado di dare risposte a un settore a forte competitività e attraversato da importanti trasformazioni.

Web

70 anni di impegno e di lotta”, a Cinecittà con conclusioni di Susanna Camusso

“70 anni di impegno e di lotta – Diritti, Contrattazione e Rappresentanza”. È questo il titolo dell’Assemblea nazionale donne di Filcams, Fiom, Flai e Fp, quattro categorie della Cgil, in programma giovedì 13 aprile a Roma presso lo studio 10 di Cinecittà  a partire dalle ore 10 e che verrà conclusa dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

Il programma della giornata, che sarà coordinata dalla giornalista di Radio Rai, Ilaria Sotis, prevede interventi di delegate delle quattro categorie interessate, insieme alla partecipazione delle segretarie generali di Filcams, Fiom, Flai e Fp, rispettivamente Maria Grazia Gabrielli, Francesca Re David, Ivana Galli e Serena Sorrentino. Previste poi letture a cura dell’attrice Maria Antonia Fama. Infine, intorno alle 12.30, le conclusioni di Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.

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Sempre più aziende sequestrate al centro/nord: combattiamo il fenomeno con il mantenimento delle attività

Più di 13mila imprese italiane hanno subìto un provvedimento di sequestro – totale o parziale; di queste, oltre 2mila sono ancora attive. Sono i dati che ha fornito uno studio di Infocamere – aggiornato a febbraio 2018 – presentato oggi durante l’iniziativa “Ripartiamo Il recupero e il rilancio dei beni sequestrati” organizzata dalla Filcams e dalla Cgil presso il Tempio di Adriano a Roma.

Dati significativi che mettono in evidenza una realtà importante, che si sta diffondendo in tutto il territorio italiano. Delle 2200 imprese attive infatti, 372 sono in Sicilia, 362 nel Lazio, segue la Campania con 311, ma la quarta regione è la Lombardia con 267 attività.

Tra i settori più coinvolti, quelli rappresentati dalla Filcams: il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio, che rappresenta il 26,41% del totale, le attività di servizi e ristorazione, all’11,64%; particolarmente interessati anche il settore delle costruzioni, 12,18%, le attività immobiliari -9,82% – e le attività manifatturiere – 8,64%.

Il contrasto alla criminalità organizzata, alle Mafie e alla Corruzione è una battaglia che ha avuto una svolta favorevole con l’approvazione della legge 161, il nuovo Codice Antimafia, approvato il 17 ottobre 2017; in particolare l’assegnazione dell’attività a cooperative di lavoratori o a soggetti privati, che prima poteva avvenire solo dopo la confisca definitiva, è possibile ora fin dalla fase del sequestro, velocizzando così il rilancio dei beni sequestrati.

“Il riutilizzo e il rilancio delle aziende sequestrate rappresenta uno straordinario strumento di contrasto al fenomeno mafioso” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale. “La mafia soffre quando le viene sottratto un bene, un patrimonio una ricchezza, ma soffre e non sopporta ancor di più che quella ricchezza, che le è stata sottratta, sia riutilizzata in un circuito di legalità. Questa dunque è la sfida che abbiamo ancora davanti a noi.”

“Le Attività economiche e produttive simbolo del potere delle mafie, una volta sequestrate dallo Stato devono essere in grado di divenire modelli di legalità economica, garantendo dignità e sicurezza alle lavoratrici e lavoratori coinvolti” conclude la segretaria

“Il nostro percorso per affermare la cultura della legalità va avanti” ha affermato Giuseppe Massafra segretario Nazionale Cgil ; “si tratta di un impegno concreto che caratterizza il nostro ruolo di attore sociale che può operare in rete con i soggetti istituzionali, imprenditoriali e le altre realtà associative nell’azienda, per contrastare la criminalità organizzata. A partire dal tema delle aziende confiscate da rimettere nel circuito dell’economia legale.

“Siamo sempre stati convinti sostenitori” prosegue “che il sequestro alle aziende ai mafiosi sia una delle azioni più importanti per sancire una vittoria dello Stato sulle mafie. Significa ripartire dall’affermazione di una cultura del lavoro come vero antidoto alla criminalità.”

Ripartiamo da qui: nell’interesse del lavoro, delle persone che lavorano, nell’interesse dell’impresa e delle nostre comunità.

VIDEO

I casi del Cafè de Paris (roma), Ferdico SRL (Messina) e Centro olimpo (Palermo) 

Le interviste a Giuseppe Massafra (Cgil Nazionale) e Luca De Zolt (Filcams Cgil Nazionale)

Crisi Valtur

Nell’incontro di oggi al MISE è emerso con chiarezza che la proprietà Valtur non sta lavorando per una vendita dell’intero perimetro, ma per una liquidazione orientata a far uscire l’attuale gestione il più indenne possibile.
È un atteggiamento grave che non tiene conto delle implicazioni economiche e occupazionali di una realtà importante come Valtur.

La Crisi Valtur: l’azienda favorisca il passaggio

“Investindustrial deve invertire la marcia e favorire il passaggio di Valtur a chi vuole continuare l’attività” dichiara Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale, “altrimenti viene da chiedersi quali siano gli interessi dietro questa liquidazione. La gestione dell’amministratore delegato Elena David ha creato una situazione assurda in cui mentre si facevano proclami sul mercato si tenevano lontani possibili investitori. Basti pensare che il dato circolato nelle ultime settimane sul famoso buco di bilancio di oltre 100 milioni di Euro include anche i costi della liquidazione, che non sono assolutamente strutturali. Perchè si è voluto dare un quadro di questo tipo?” chiosa il sindacalista.
Il Ministero dello Sviluppo ha preso posizione dicendo che va favorita la continuità unitaria di Valtur e che sono giunte al Ministero stesso richieste di informazioni da parte di diversi gruppi.
È evidente che questo progetto è in antitesi con la liquidazione e tutti i soggetti interessati, incluse le proprietà che coinvolgono soggetti pubblici, devono operare nella stessa direzione.
“In tempi brevi le proposte dei privati devono concretizzarsi, perchè si apre una fase molto critica perchè i villaggi rischiano di non aprire creando un danno enorme ai territori coinvolti.” aggiunge De Zolt. “La Filcams Cgil è mobilitata per salvare Valtur e i posti di lavoro, e continuerà a svolgere azioni di pressione in questo senso.”
Intanto Valtur ha avviato oggi la procedura di licenziamento collettivo per la totalità dei dipendenti, esclusi i dirigenti che continueranno a lavorare per la capogruppo Valtur Group.

robintur

Dopo un anno e un mese dalla sottoscrizione degli accordi per la riorganizzazione di Robintur e del nuovo contratto aziendale, si è raggiunta il 28 marzo 2018 l’intesa per il nuovo sistema di salario variabile per i lavoratori della rete di agenzie del sistema cooperativo di Alleanza 3.0.

L’accordo prevede che sino al 50% del margine operativo generale dell’azienda possa essere destinato a premi, con importi massimi individuali che vanno dai 1000 ai 2300 euro lordi, a seconda del livello di inquadramento contrattuale.

I criteri per il raggiungimento delle varie voci del premio sono state discusse e approfondite nel confronto sindacale, e si è arrivati a un equilibrio soddisfacente tra le esigenze dell’azienda, che premeva per un’accezione più individuale del premio, con un principio di equa distribuzione e di tutela del valore collettivo del lavoro.

Nel complesso ha prevalso un modello che premia i risultati dei gruppi e la collaborazione, individuando obiettivi che potranno essere monitorati e verificati durante l’anno.

Il premio di risultato potrà essere convertito in welfare nelle modalità che verranno individuate da un’apposita commissione bilaterale, che si baserà sugli orientamenti dei lavoratori.

“L’accordo” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL Nazionale “completa il percorso avviato due anni fa con Robintur, che si presentava, dopo la fusione con Nuovo Planetario, come un’azienda in difficoltà. La delegazione sindacale si è assunta la responsabilità di andare a fondo ai problemi sul tavolo, preservando l’occupazione di quella che rimane la rete di agenzie con dipendenti più importante d’Italia. Le intese raggiunte sulla riorganizzazione e sul contratto aziendale hanno consentito il rilancio di alcune realtà e la realizzazione di scelte organizzative che hanno portato a benefici notevoli. Oggi completiamo il quadro con un accordo che speriamo dia i suoi frutti in termini economici già dal prossimo anno, un risultato insperato solo qualche mese fa. Una buona notizia per tutto il settore del turismo, che dimostra che i percorsi concertati aiutano le aziende a migliorare performances e a realizzare riorganizzazioni, anche impegnative, salvaguardando la buona occupazione”.

Carlson

L’accordo argina la situazione emergenziale, ma non risolve il problema alla radice

Nel tardo pomeriggio del 19 marzo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS hanno sottoscritto un accordo con Carlson Wagonlit Italia, multinazionale dei viaggi di affari, che prevede l’impegno della società a non chiudere la sede di Torino e a raccogliere adesioni alla mobilità in modo esclusivamente volontario su base nazionale.

“Si tratta di un accordo importante” sottolinea Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale “perchè CWT ha rivisto la sua posizione iniziale, un passaggio non scontato trattandosi di una multinazionale che risponde a decisioni extranazionali”.

Già due anni fa CWT aveva annunciato uno snellimento della sua presenza nei Paesi dell’Europa occidentale con l’obiettivo di ridurre al minimo le sedi per ciascun Paese e di costituire alcuni centri operativi nei Paesi dell’Europa dell’EST. Parallelamente questo progetto prevedeva lo spostamento dei servizi per i Paese di lingua spagnola in Costa Rica.

“È un progetto mondiale che rincorre le logiche più negative della globalizzazione, ovvero la rincorsa all’abbassamento del costo del lavoro, anche a scapito del servizio. In Italia Carlson ha già chiuso le sedi di Firenze, Bologna e Padova, con ripercussioni anche sul mantenimento dei clienti legati al territorio” aggiunge De Zolt.

“Il mercato del business travel necessita di una regolamentazione che tuteli il servizio e l’occupazione di qualità. L’accordo con Carlson argina la situazione emergenziale creata su Torino, ma non risolve il problema alla radice. Per questo chiediamo che il MISE apra un tavolo sul settore, come proposto dal Ministro Calenda proprio nell’incontro svolto sulla vertenza Carlson alla fine di gennaio”.

Diario Terziario

È online il nuovo di Diario Terziario inserto di Rassegna Sindacale. In questo numero, l’intervista a Franco Martini segretario confederale Cgil Nazionale, e tutte le novità sulle vertenze aziendali: Mediaworld, Lidl, Starhotels e Autogrill. La Filcams porta in scena in tutta Italia, Dita di Dama, il lavoro al femminile, visto con gli occhi di una ragazza che alla fine degli anni ’60, suo malgrado, si vede costretta ad andare a lavorare in una fabbrica di televisori.

Un nuovo modello per i contratti. Intervista a Franco Martini

L’intesa raggiunta con Confindustria completa quasi interamente i confronti avviati sul documento unitario Cgil, Cisl, Uil “Per un moderno sistema di relazioni sindacali”. Nelle prossime settimane dovrebbe potersi concludere anche quello in corso con l’Alleanza delle Cooperative, anch’esso in corso da lungo tempo, sul cui tavolo si riflettono indubbiamente le difficoltà presenti nel rinnovo di alcuni Contratti Nazionali di settore.

“Il bilancio positivo di questa stagione di confronti emerge con ancora più chiarezza in questa ultima intesa, nella quale non ci si limita a definire alcune linee di indirizzo per la contrattazione, ma si rende ancora più esplicita la volontà delle parti sociali di condividere alcune indicazioni ed alcuni obiettivi in merito alle principali questioni dello sviluppo del Paese.” Franco Martini, segretario generale Cgil, spiega l’accordo raggiunto. “L’intesa parte dal riconoscimeno delle profonde disuguaglianze presenti nel Paese, ponendo la necessità di intervenire sia attraverso nuovi investimenti, sia agendo sulla crescita dei salari, per rilanciare la domanda interna, evidenziando le principali criticità quali il basso sviluppo del Mezzogiorno, la disoccupazione giovanile e, in materia salariale, il differenziale retributivo di genere.”

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