Category Archives: terziario-distribuzione

LFNSV_25aprile_480x226

Accogliamo con favore che il Parlamento torni ad occuparsi nuovamente del tema delle aperture festive e domenicali nel commercio.

La Filcams Cgil ha già avuto modo di precisare la propria posizione anche rispetto al disegno di legge presentato durante la scorsa legislatura, i cui contenuti continuano a non convincerci. Come abbiamo già avuto modo di chiarire, in questa proposta, le aperture festive sarebbero comunque consentite e non sarebbe prevista alcuna limitazione circa le aperture domenicali. Secondo quanto definito dallo stesso disegno di legge, i comuni, consultate le associazioni di rappresentanza dei lavoratori, delle imprese e dei consumatori, potrebbero definire regole diverse, in realtà senza alcun vincolo per le imprese.

In questo modo, a problematica irrisolta, si aggraverebbe l’attività dei comuni di ulteriori impegni, con il rischio, in aggiunta, di agevolare concorrenza sleale tra aziende che responsabilmente rispetterebbero tali indicazioni e altre che invece le ignorerebbero.

Le diverse posizioni comparse in questi giorni sulla stampa sono rivolte a commentare una nuova proposta di legge sulla regolamentazione delle aperture commerciali che sarebbe in via di definizione. Partendo anche dalla valutazione  degli effetti  non positivi generati dalle liberalizzazioni in questi anni, le previsioni della proposta, pur non ancora chiare nel dettaglio, parrebbero affrontare la questione con maggiore attenzione.

La Filcams Cgil, per parte sua, ha più volte avanzato proposte di modifica al decreto Salva Italia, coinvolgendo le istituzioni e promuovendo iniziative, mobilitazioni e campagne di comunicazione in occasione delle festività, con l’obiettivo di porre un limite alle aperture incontrollate che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio.

Si deve escludere la possibilità di aprire in occasione delle festività nazionali, restituendo a questi giorni il valore civile e religioso che è patrimonio della nostra storia e della nostra cultura.

Partendo da una cornice nazionale, è alle istituzioni locali che deve essere nuovamente riconosciuta la facoltà di definire la regolamentazione delle aperture: il livello territoriale infatti saprebbe dare risposte coerenti alle necessità dei lavoratori, dei consumatori e delle imprese, rispettando cultura, abitudini, ritmi e vocazione dei tanti comuni italiani, decidendo quali e quante domeniche è possibile aprire, e con quali limiti orari.

Ed è attraverso la contrattazione che deve essere regolamentata l’organizzazione del lavoro domenicale, per evitare che continuino ad esserci lavoratori costretti a turni e carichi di lavoro inconciliabili con la vita privata e facendo in modo che siano loro riconosciute retribuzioni adeguate, a compensazione del disagio.

La Filcams ritiene necessario riconsegnare alle istituzioni locali anche la prerogativa di determinare quali e quanti nuovi insediamenti commerciali è possibile avviare: questi anni di liberalizzazioni indiscriminate hanno inevitabilmente contribuito ad aumentare i metri quadri di area vendita in tutte le province d’Italia, generando una concorrenza selvaggia i cui costi si stanno scaricando sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro, incentivando ulteriori processi di consumo del territorio.

Su queste posizioni è nostra intenzione confrontarci con il Governo e sono queste le motivazioni per le quali nei giorni scorsi abbiamo provveduto a formalizzare unitariamente una richiesta di incontro al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

Sciopero Lidl

La Filcams Cgil, confortata dalla forte partecipazione e dalla straordinaria riuscita delle iniziative, va avanti. Il contratto integrativo aziendale deve essere modificato.

Al di là dei numeri che l’azienda propaganda con strumentalità e approssimazione disarmanti, l’adesione allo sciopero Lidl proclamato dalla Filcams Cgil il 13 luglio è stata, indiscutibilmente, importante e diffusa, nonostante i reiterati tentativi da parte di Lidl di comprometterne l’esito.

Sciopero Lidl

Centinaia di lavoratori hanno preso parte alle iniziative che si sono tenute davanti ai depositi di Massa Lombarda e di Pontedera, rivendicando, con forza, migliori condizioni di lavoro e il riconoscimento, anche attraverso un contratto integrativo aziendale che possa essere definito tale, del fondamentale contributo fornito dai dipendenti, nel corso degli anni, agli eccezionali risultati raggiunti dalla multinazionale tedesca.

E invece Lidl, ancora una volta, non comprende o, forse peggio, finge di non comprendere e si trincera dietro laconiche dichiarazioni che non fanno altro che confortarci nella convinzione che quello sottoscritto il 6 marzo è un accordo peggiorativo, che deve essere modificato.

La Filcams Cgil va avanti; dopo il 13 luglio con maggior forza ancora. L’azienda deve rendersi disponibile ad un confronto reale rispetto ai temi che abbiamo posto, organizzazione e condizioni del lavoro innanzitutto. Per quanto ci riguarda, continueremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una battaglia giusta, che vuole ridare dignità e diritti al lavoro.

Vertenza Lidl – grande adesione allo sciopero

ScioperoLIdl_13luglio_big

L’azienda ascolti i lavoratori

Sin dalle prime ore dell’alba, di fronte ai due magazzini Lidl di Massa Lombarda e Pontedera hanno iniziato a radunarsi le lavoratrici e i lavoratori della catena discount: i due presidi in Emilia Romagna e in Toscana sono stati il punto di ritrovo anche per chi veniva da altre regioni.

“Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione allo sciopero dei lavoratori” commenta la Filcams Cgil che sta sostenendo la mobilitazione per chiedere all’azienda migliori condizioni di lavoro. La grande catena dei discount, presente in Italia con 600 punti vendita e più di 14mila dipendenti, ha siglato lo scorso 6 marzo, il rinnovo del contratto integrativo senza la Filcams, che ha valutato negativamente l’accordo.

Il rinnovato tentativo di confronto tra il sindacato del terziario e la dirigenza Lidl, non ha portato avanzamenti, tanto che, vista la rigidità delle posizioni, la Filcams ha proclamato una prima giornata di sciopero.

“Il successo di oggi, ci da la spinta per continuare a lottare per ottenere risposte dall’azienda: sull’organizzazione del lavoro, sul salario e sul lavoro domenicale” conclude la Filcams Cgil: “il nuovo contratto integrativo, non va bene, svilisce il lavoro e non rispetta le necessità dei dipendenti.”

lavorofestivo_big

Da più di 7 anni, dopo l’introduzione delle liberalizzazioni delle aperture e degli orari nel Commercio da parte del decreto Salva Italia del Governo Monti, il settore è stato completamente stravolto.

La norma, che secondo i promotori, aveva l’obiettivo di aumentare i consumi e l’occupazione, non ha, ormai con certezza, raggiunto alcun risultato, se non spostare gli acquisti dei cittadini durante il week end o nelle ore serali e peggiorare la vita di chi lavora nei negozi o nei centri commerciali.

Liberalizzazioni nel commercio

Con la Campagna La Festa Non si vende, la Filcams Cgil ha portato avanti in questi anni una battaglia al fianco dei lavoratori del settore, continuando a mobilitarsi per chiedere la modifica della legge. Percorso che è stato accompagnato da tante iniziative nazionali e nelle singole regioni, audizioni nelle Commissioni Parlamentari poichè si era avviato un iter di revisione della legge che però non è stato portato a compimento.

È per questo, che dopo la manifestazione di sensibilità al tema dichiarata più volte dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, le federazioni nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno richiesto ufficialmente un incontro per affrontare il problema.

“È indispensabile definire una normativa che riporti al centro dell’attenzione il tema delle liberalizzazioni per mettere ordine nel panorama legislativo” afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil, “e ripartire da una regolamentazione delle aperture domenicali e festive, riportando in mano alle istituzioni locali e ai tanti comuni Italiani, che hanno caratteristiche ed esigenze diverse, la programmazione.”

Synlab

Nella notte dell’11 luglio 2018 è stato firmato il primo Contratto integrativo aziendale a valenza nazionale, applicabile a tutte le lavoratrici e lavoratori del Gruppo Synlab, multinazionale leader del settore della diagnostica medica e presente in Italia con oltre 1.500 addetti.

Il Contratto Integrativo Aziendale presenta alcuni punti qualificanti quali: introduzione di misure per migliorare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro; integrazione del trattamento economico di malattia e periodo di carenza; introduzione di una Banca ore di permessi a fini solidaristici; l’avvio di un sistema premiale per tutta la forza lavoro basato su parametri contrattati riferiti sia al Gruppo aziendale sia alla realtà specifica dove i lavoratori prestano la propria attività e la definizione di un protocollo in tema di prevenzione e contrasto alle molestie sessuali e violenza di genere.

“Un risultato importante per una multinazionale così rivelante nel panorama europeo nel settore della diagnostica medica;” afferma Massimo Mensi della Filcams Cgil Nazionale, “l’aver avviato un confronto stabile con le organizzazioni sindacali dimostra la volontà di voler valorizzare e tutelare il personale ed investire nella sua professionalità.”

L’ipotesi sarà sottoposta alla consultazione delle Assemblee che si terranno durante il mese di luglio nei territori e avrà efficacia contrattuale a partire dal 1 agosto prossimo.

Lidl

Migliori condizioni di lavoro e un contratto integrativo aziendale che realmente definisca e garantisca diritti e tutele per i lavoratori. Sono questi i principali motivi per i quali la Filcams Cgil ha proclamato una giornata di sciopero dei dipendenti Lidl per il prossimo 13 luglio.

Lo scorso 6 marzo è stato siglato il contratto integrativo aziendale senza la Filcams Cgil che ha valutato peggiorativi i contenuti dell’accordo. A giugno, a causa delle rigidità mantenute dall’azienda rispetto alle richieste avanzate dalla categoria, è fallito anche un ulteriore tentativo di confronto.

Il nuovo contratto, infatti, nonostante i tanti proclami, non solo non introduce miglioramenti per i lavoratori ma arriva addirittura a definire una serie di trattamenti di peggior favore rispetto a quanto previsto prima della sottoscrizione.

Il superamento di un regime di flessibilità incontrollata per i lavoratori part time, introdotto dal nuovo CIA in deroga al contratto collettivo nazionale di lavoro, l’inserimento di una disciplina relativa al consolidamento degli orari di lavoro, la definizione di un sistema di incentivazione variabile ed una regolamentazione sostenibile del lavoro domenicale erano le priorità poste dalla Filcams, senza che vi sia stato alcuna disponibilità concreta da parte della multinazionale tedesca.

Circa 600 punti vendita, più di 14mila dipendenti su tutto il territorio nazionale, Lidl è una catena discount in salute, che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi, vuole continuare a risparmiare sul costo del lavoro.

Il 13 luglio sono due i presidi organizzati: a Massa Lombarda (RA), in via Caduti del Lavoro, 5 – e a Pontedera (PI), in via Alberto Carpi, 29 – in cui confluiranno i lavoratori anche dalle altre regioni.

È solo la prima di una serie di iniziative di mobilitazione: la Filcams continuerà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una battaglia giusta, che vuole ridare dignità e diritti al lavoro.

Approfondimenti
Lidl, rotto il negoziato per il recupero del contratto integrativo separato. È sciopero

Scarica i Volantini dello sciopero dei dipendenti Lidl

Volantino 1
Volantino 2
Volantino 3
Volantino 4

AppaltiPulizieScuole_big

La Cgil si mobilita per le lavoratrici degli appalti pulizie delle scuole

Le quasi mille lavoratrici delle pulizie delle scuole pubbliche della provincia di Frosinone e Latina continuano a lavorare gratis!

È una vergogna ciò che stanno subendo lavoratrici che garantiscono le pulizie e il decoro delle scuole dove studiano i nostri figli; non ricevono lo stipendio da ormai più di 8 mesi e, con enorme senso di responsabilità hanno comunque consentito il corretto svolgimento dell’anno scolastico.

Tra denunce, scioperi, incontri locali e Ministeriali, che hanno prodotto la revoca dell’appalto alle imprese assegnatarie – RTI Ma. Ca. Servizi Generali Smeraldo -, ad oggi ancora non si riesce ad avere riconosciute le spettanze dovute alle lavoratrici a causa della lentezza della macchina amministrativa che si riversano sia sulle maestranze che sui cittadini perché ricordiamo che stiamo parlando di un appalto pubblico di centinaia di milioni di euro.

La Cgil continuerà a tutelare le lavoratrici e i lavoratori su tutti i fronti istituzionali e giudiziari per ripristinare una volta per tutte la trasparenza e la legalità in questo appalto, fotografia e simbolo, in negativo, di molteplici altri appalti pubblici.

Nel frattempo l’impegno sociale e solidaristico impone però di affrontare nell’immediato alcune situazioni di particolare indigenza di lavoratrici e lavoratori che non hanno più i soldi per pagare i mutui, gli affitti, per fare la spesa…insomma per vivere dignitosamente.

Per tutti questi motivi la Filcams Cgil, insieme a tutte le categorie della Cgil e alla Confederazione, ha deciso di aprire le proprie sedi a lavoratori che purtroppo sono stati sfrattati e organizzare un’iniziativa di spesa solidale denominata “UN SACCO DI SOLIDARIETÀ”.

L’iniziativa si svolgerà il week end del 14 e 15 luglio nei superstore a marchio Conad della provincia di Latina e più precisamente nei negozi di:

- Latina: Centro commerciale le Torri, via Ezio 47 e via Don Torello 51
- Sermoneta scalo: Centro Commerciale Sermoneta Shopping Center
- Sabaudia via del parco nazionale
- Terracina, via Centuriazione (Parco Calcatore)
- Fondi, via Appia km 119 (solo il 14 luglio).

Presso il Centro Commerciale di Sermoneta alle ore 17, in concomitanza con l’iniziativa, si svolgerà anche una conferenza stampa aperta con la partecipazione del Segretario Generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, del Segretario Generale della Cgil di Frosinone e Latina Anselmo Briganti, della Segretaria Generale della Filcams di Roma e del Lazio Alessandra Pelliccia e del Segretario Generale della Filcams di Frosinone e Latina Giovanni Gioia.

Nel dare appuntamento quindi a tutta la popolazione presso i punti vendita sopra indicati e nel ringraziare anticipatamente tutti coloro che vorranno aderire a tale iniziativa, cogliamo l’occasione per ringraziare la proprietà dei negozi a marchio Conad e dei centri commerciali che ci hanno dato agibilità e sostegno e diamo appuntamento a tutti gli organi di stampa e coloro che vogliono partecipare alle ore 17 di sabato 14 luglio a Sermoneta Scalo presso il entro Commerciale Sermoneta Shopping center per la conferenza stampa.

OVS_Svizzera480x226

La solidarietà dei delegati di Gruppo Coin/OVS e della Filcams Cgil tutta ai 1200 lavoratori della Sempione Fashion, società controllata OVS, coinvolti da uno dei più gravi licenziamenti collettivi che abbia interessato il terziario in Svizzera.

Il coordinamento nazionale Filcams Cgil dei delegati e delle strutture Gruppo Coin/OVS e la Filcams Cgil tutta esprimono solidarietà e vicinanza ai circa 1200 lavoratori della Sempione Fashion, controllata della Sempione Retail di cui OVS detiene il 35%, nei confronti dei quali l’azienda è intenzionata a procedere con uno dei più gravi licenziamenti collettivi che abbia coinvolto il settore del commercio al dettaglio in Svizzera.

Inaccettabile la condotta di OVS che continua a sottrarsi al confronto rispetto alla definizione di un piano sociale e all’individuazione di soluzioni che consentano, a fronte di una misura di tale gravità, di ammortizzarne l’impatto e che, ancora ieri, si è rifiutata, senza giustificazione alcuna, di ricevere una delegazione di lavoratori in presidio davanti alla sede di Mestre.

La Filcams Cgil formalizzerà nuovamente alla direzione aziendale OVS, come già avvenuto in precedenza, la richiesta di approfondire, nel contesto dell’incontro che si terrà a Roma il prossimo 12 luglio, la situazione in cui versano i dipendenti della Sempione Fashion e gli impegni che la società è intenzionata ad assumersi.

lidl_big

La Filcams Cgil avvia la mobilitazione e proclama una prima giornata di sciopero per il prossimo 13 luglio.

Si sono definitivamente interrotte le trattative con Lidl Italia, riavviate a giugno dopo il rinnovo separato del contratto integrativo aziendale dello scorso 6 marzo, sottoscritto senza la Filcams. L’indisponibilità e le rigidità da parte della multinazionale tedesca rispetto alle richieste avanzate dalla categoria del terziario della Cgil non hanno consentito l’auspicata riapertura del confronto ed il recupero dell’accordo separato.

“Nell’ultimo incontro del 22 giugno ”, spiega la Filcams, “l’impresa ha modificato ancora una volta la propria posizione, rifiutandosi di entrare nel merito delle nostre proposte per superare le degenerazioni di un contratto integrativo aziendale che ha ulteriormente peggiorato le condizioni di lavoro per migliaia di dipendenti Lidl.”

Una condotta inaccettabile che conferma la precisa volontà della società di continuare a non mantenere alcun tipo di relazione con la Filcams dopo la sottoscrizione di un accordo che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi da parte di Lidl, determina un complessivo e sostanziale arretramento della qualità dell’occupazione nei punti di vendita.

Il superamento del regime di flessibilità incontrollata per i lavoratori part time, introdotto dal nuovo CIA in deroga al contratto collettivo nazionale di lavoro, l’inserimento di una disciplina relativa al consolidamento degli orari di lavoro, la definizione di un sistema di incentivazione variabile ed una regolamentazione chiara e sostenibile del lavoro domenicale sono le priorità poste dalla Filcams, senza che vi sia stato alcun riscontro concreto da parte dell’azienda.

In considerazione dell’esito anche di questa ulteriore fase del negoziato, delle forti distanze che permangono e dell’inaffidabilità che ha caratterizzato la condotta dell’azienda per l’intera trattativa, la Filcams, contestualmente alla dichiarazione dello stato di agitazione, ha proclamato una prima giornata di sciopero per il prossimo 13 luglio.

In occasione dello sciopero, saranno organizzate due iniziative, presso i magazzini di Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, e di Pontedera, in provincia di Pisa.

 

Natuzzi480x226

Sindacati soddisfatti dopo l’incontro di ieri al Mise della cabina di regia sulla Natuzzi, alla presenza dei vertici dell’azienda, delle categorie nazionali delle costruzioni e del commercio Cgil Cisl Uil, dei Ministeri dello sviluppo economico e del lavoro, delle regioni Puglia e Basilicata, di 2 parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Sbloccata la vertenza con la presentazione da parte dell’azienda di un piano industriale ad esuberi zero “un grande passo in avanti e primo obiettivo raggiunto per i sindacati ed i lavoratori” spiegano in una nota Feneal Filca Fillea e Filcams Fisascat Uiltucs, che proseguono “l’azienda infatti ha presentato una proposta che risponde positivamente alle nostre richieste di completare gli investimenti per rendere competitivi gli stabilimenti italiani ed evitare licenziamenti, reinternalizzando e diversificando le produzioni di tutta la filiera con la creazione di una nuova fabbrica del legno e della gomma.”
La rimodulazione del piano presentato dall’azienda prevede l’occupazione a tempo pieno per 1050 lavoratori negli stabilimenti attivi del gruppo, mentre per 600 si avvia un percorso di riqualificazione finalizzato all’inserimento nel nuovo stabilimento – che verrà realizzato entro 24 mesi – in cui si produrranno fusti semilavorati e gomma. Per i sindacati ora “è necessario uno strumento idoneo ad accompagnare questo piano, in particolare per permettere la realizzazione del nuovo stabilimento e avviare la riqualificazione professionale dei lavoratori che saranno destinati nella nuova unità produttiva. Sarà indispensabile – proseguono – il supporto delle regioni per cofinanziare i programmi di riqualificazione professionale e per velocizzare le pratiche burocratiche utili alla realizzazione del nuovo stabilimento. ”E proprio il tema del coinvolgimento delle regioni sarà oggi oggetto di un incontro fissato nel territorio con le istituzioni locali e l’azienda per condividere il piano industriale e le misure per la riconversione professionale. Previste infine nei prossimi giorni le assemblee in tutti i siti produttivi per informare i lavoratori e per una valutazione complessiva dell’accordo, poi il 28 giugno nuovo incontro della cabina di regia.

amazon in sciopero

La notizia arriva con un “tweet” in cui l’Ispettorato Nazionale del Lavoro dichiara: “#Amazon: #IspettoratoLavoro accerta violazioni in materia di #somministrazionedilavoro. Oltre 1300 lavoratori potranno essere assunti a tempo indeterminato”.

Un accertamento che conferma i dubbi già sollevati dal Sindacato in ordine all’abuso dell’utilizzo di lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato e già esternate lo scorso anno durante il conflitto che è culminato nello sciopero del cosiddetto Black Friday.

Sono 1.308 le posizioni in eccesso utilizzate dal gigante dell’e.commerce a Piacenza, che potranno richiedere la loro stabilizzazione con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
La Filcams, che ha da sempre dubitato delle quote di impiego del lavoro interinale in Amazon, è pronta ad andare fino in fondo. “Con tutti i lavoratori impiegati oltre le quote previste dalla legge – spiega Massimo Mensi che per Filcams Nazionale segue le vicende del colosso americano – vorremmo arrivare a verificare le loro posizioni e valutare tempi e modi per la richiesta dell’assunzione a tempo indeterminato” .

Impegno concreto anche dalla Cgil Nazionale, con la segretaria Tania Scacchetti che twitta: “Dopo l’importante accordo a Piacenza continuiamo a batterci per far rispettare i diritti e estenderli ai nuovi lavori. Subito l’incontro con l’azienda per regolarizzare la posizione dei lavoratori”. Aggiungendo nelle dichiarazioni alle agenzie che le chiedono cosa rappresenti questa vicenda: “L’esito dell’ispezione conferma alcune preoccupazioni che abbiamo sul modello Amazon: anche il nuovo lavoro, legato al digitale, ha dei limiti. E così si scopre che in molti casi il tasso di sfruttamento della forza lavoro è alto”.

L’attività ispettiva è partita a dicembre, con le segnalazioni fatte da lavoratori e sindacati proprio in merito alla presenza di molti lavoratori somministrati nel principale magazzino italiano di Amazon in Italia a Castel San Giovanni (Piacenza) in uno dei periodi “caldi”, sotto Natale, per le vendite online.

#Siamodovesei

The New Order_big

Due giorni di confronto e approfondimento per comprendere le evoluzioni del mondo lavoro nell’era del 4.0 e affrontare complessivamente la situazione contrattuale della categoria, The New Order.

L’assemblea generale della Filcams Cgil si riunisce a Roma il 5 e 6 giugno nello spazio riqualificato dell’Ex Dogana per la conclusione e verifica di un percorso avviato a ottobre 2016 a Torino, quando la prima tappa dell’iniziativa ha portato la categoria a definire gli obbiettivi per il futuro: “Includere le lavoratrici e i lavoratori ai margini del mercato del lavoro, avviare innovativi percorsi di contrattazione per coinvolgere chi spesso resta escluso”.

Altre tappe intermedie, a Firenze, Milano e Bari, hanno scandito il percorso The New Order, che a Roma troverà un altro momento importante per un’analisi in prospettiva delle priorità che la Filcams Cgil dovrà affrontare rispetto ai diversi settori, agli strumenti a disposizione e al contesto di riferimento che continua a subire mutamenti repentini.

Contrattazione e inclusione, continuano ad essere le due parole chiave che la categoria ha rispetto alla situazione dei lavoratori più deboli, meno tutelati, precari o in situazione di maggiori difficoltà.

Confermata nuovamente la modalità di dibattito: una discussione informale, aperta, rivolta all’approfondimento di diverse tematiche con funzionari, delegati, esperti di settore e con il contributo dei dipartimenti della CGIL Nazionale.

 

Galleria fotografica

mercatoneBIg

Salvi 2mila dipendenti, 1000 a rischio

Due distinte società acquisiranno i punti vendita del gruppo Mercatone, marchio del settore mobile in difficoltà da più di 3 anni. Saranno 68 i punti vendita rilevati: Shernon Holding, società costituita da 3 imprenditori riconducibili al settore mobile e complemento di arredo, rileverà 55 punti vendita (di cui 7 attualmente sospesi), la logistica, parte del personale di sede ed il marchio Mercatone; mentre Cosmo, azienda della grande distribuzione del tessile, rileverà 13 punti vendita (di cui uno attualmente sospeso).

L’acquisizione definitiva è soggetta al buon esito della consultazione sindacale, ed oltre alle due trattative che saranno avviate nei prossimi giorni, sarà necessario porre attenzione sul destino dei negozi che non fanno parte dell’acquisizione, non escludendo che possano essere ceduti ad imprenditori locali.

“È una fase estremamente difficile” afferma Sabina Bigazzi della Filcams Cgil; “il nostro primario obiettivo sarà la tutela dell’occupazione e dei lavoratori, cercando di trovare soluzioni per il futuro dei restanti punti vendita”.

black friday amazon

Siglato a Piacenza (nel sito di Castel San Giovanni) il primo accordo sindacale tra Amazon e i lavoratori rappresentati dalle organizzazioni sindacali di categoria, tra cui Filcams Cgil. Un accordo da considerarsi “storico” per le novità introdotte in tema di organizzazione del lavoro e riconoscimenti economici integrativi del contratto collettivo di lavoro.

L’accordo è stato siglato oggi 22 maggio su mandato dei lavoratori che hanno votato al referendum indetto dai sindacati a margine di 5 assemblee. Al voto ha partecipato circa un terzo degli aventi diritto; favorevoli all’accordo poco meno del 70% dei votanti.

I dettagli dell’accordo saranno illustrati domani 23 maggio nel corso di una conferenza stampa.

“Siamo soddisfatti di un risultato al momento unico in Europa – sottolinea Massimo Mensi, che per Filcams Cgil Nazionale segue le vertenze Amazon – che speriamo possa spianare la strada nell’apertura di tanti altri tavoli di confronto in tutti i paesi dove Amazon ha una propria sede”.

Principio ispiratore dell’accordo è l’equità, con una redistribuzione dei carichi di lavoro che elimina l’obbligo per alcuni lavoratori del lavoro notturno o pomeridiano, con una riorganizzazione più equa tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dei turni di copertura lavorativa nei weekend.

L’accordo avrà durata annuale, a decorrere dal prossimo 17 giugno, e fissa un primo paletto a quattro mesi dall’introduzione, per una attenta verifica dei risultati ottenuti.

“L’accordo prevede che il lavoro notturno sia inizialmente effettuato solo da dipendenti volontari, contemplando tra l’altro, una maggiorazione del 25% del compenso previsto dal contratto di lavoro – spiega ancora Mensi – ricorrendo ad una turnazione complessiva tra tutti i lavoratori solo nel caso non ci fossero le coperture richieste”.

Nella ripartizione del servizio nei weekend, inoltre, la turnazione sarà scandita sulla base delle otto settimane, con 4 fine settimana liberi consecutivi e turni alternati tra sabati e domeniche lavorative.

“Siamo di fronte ad un accordo importantissimo – sottolinea Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale – anche alla luce degli scioperi e delle proteste dello scorso novembre, quando in occasione del Black Friday molti dipendenti hanno incrociato le braccia proprio per chiedere condizioni di lavoro meno pesanti e impattanti con la vita privata e famigliare. Un accordo che può ora aprire la strada verso nuove relazioni aziendali ed affrontare temi rilevanti come quello della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro”.

ENGLISH VERSION

Unahotels_big

Ancora una volta. Ancora oggi a Taranto, cosi come due giorni fa a La Spezia e prima ancora a Padova. Sono gli incidenti mortali sul lavoro, che quotidianamente ormai si susseguono.

Non bastano le denunce, le manifestazioni, gli scioperi, nel 2018 le morti sui luoghi di lavoro sono in aumento rispetto all’anno precedente. Secondo le stime dell’Inail tra gennaio e marzo 2018 sono stati 212 gli incedenti mortali, l’11,58% in più rispetto al 2017.

“L’ennesima tragedia, un’altra vita spezzata e ancora una famiglia distrutta” sono le prime parole di rabbia e sgomento di Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, “perché i continui tagli negli appalti, stanno peggiorando la qualità e le condizioni di lavoro, e queste sono le conseguenze più gravi.”

Per questo condividiamo e siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva di Taranto e dell’indotto in sciopero in queste ore.

L’indignazione e la protesta devono continuare: “abbiamo bisogno di un intervento forte, che coinvolga tutte le parti per fare in modo che migliori la sicurezza nei posti di lavoro e il controllo del rispetto delle regole, un piano strategico di interventi mirati e coordinati” afferma la segretaria generale.

“Tutti dobbiamo sentirci responsabili, nessun settore è escluso” prosegue “e dobbiamo affrontare con fermezza una situazione ormai non più sopportabile. Non c’è più tempo!”

FilcamsC_big

È stata siglata, e ora attende il voto dei lavoratori, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto integrativo Jungheinrich Italia.

Il rinnovo arriva dopo 6 mesi di intenso confronto, alla fine di un percorso che ha coinvolto – fin dalla stesura della Piattaforma rivendicativa – le RSU e le RSA presenti nelle filiali di tutta Italia e i sindacati territoriali.

Contratto integrativo Jungheinrich Italia, le novità

I punti qualificanti dell’accordo sono: allargamento dei permessi  retribuiti e non retribuiti, riconosciuti ai lavoratori per esigenze familiari e sanitarie, rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo nazionale;  mantenimento del pagamento della malattia al 100%; disponibilità al prolungamento dei periodi di assenza per malattie gravi e invalidanti; allargamento delle agibilità sindacali per le RSA/RSU; inserimento forme di flessibilità oraria in entrata ed in uscita su richiesta dei lavoratori.

Sul piano economico, una riscrittura dei parametri del premio di risultato, per metterlo al riparo dai rischi di mancato raggiungimento degli obiettivi concordati (come è avvenuto questo anno) e una scelta sull’opzione welfare che comporta un aumento della cifra pattuita che passerebbe dagli attuali 1200 euro (al conseguimento dell’obiettivo) ai 1500 per l’opzione welfare, con una opzione interamente rivolta verso forme integrative e sociali di welfare legate alla previdenza integrativa contrattuale (FONTE), l’assistenza sanitaria e sociale, individuale e familiare, l’istruzione e la formazione.

Infine, è stata concordata, l’erogazione nel mese di maggio di una tranche una tantum di 600 euro, per coprire totalmente il differenziale del 50% per il mancato raggiungimento dell’obbiettivo del 100% del premio di risultato di quest’anno.

La delegazione sindacale,composta da Filcams Cgil nazionale, Lombardia  territoriale di Ticino-Olona,  la Fisascat Cisl territoriale e le RSU e RSA presenti (Piemonte, Lombardia, Toscana e Veneto, ), ha condiviso unitariamente e unanimemente la decisione di siglare l’accordo. Entro il 23 maggio sarà sottoposto al parere vincolante dei lavoratori.

L’opinione è che il voto dei lavoratori confermerà l’operato della delegazione sindacale che si è attenuta al mandato ricevuto e l’accordo potrà diventare esigibile.

Natuzzi480x226

Aperture al confronto tra sindacati, istituzioni e sindacati sono emerse al tavolo della cosiddetta Cabina di Regia per la vertenza Natuzzi, convocato al Ministero per lo Sviluppo Economico MiSE. Disponibilità a valutare le ipotesi di ridimensionamento e di esuberi di personale che i sindacati hanno accolto positivamente, ma che non possono ancora scongiurare l’estrema ipotesi del licenziamento per un migliaio di lavoratori dipendenti.

Natuzzi rappresenta un caposaldo del Made in Italy nel settore del mobile e arredo, con riconoscimenti importanti in tutto il mondo. Le proposte avanzate al tavolo del MiSE dai sindacati del settore Legno (Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil) e del settore Commercio (Filcams cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs) puntano ad un piano di salvataggio che contempli la cifra “zero” alla voce esuberi, attuando azioni di rilancio e riorganizzazione aziendale così riassumibili:

“Il coordinamento delle rappresentanze aziendali e unitarie e le organizzazioni sindacali – si legge in una nota diffusa unitariamente dalle segreterie nazionali delle categorie interessate – sono consapevoli delle difficoltà che dobbiamo affrontare, ma se ogni parte, Sindacato, Azienda e Istituzioni dedicheranno il massimo impegno alla soluzione dei problemi facendo ognuno la propria parte, siamo convinti che gli obiettivi che proponiamo siano raggiungibili e sostenibili”.

Ritenendo inaccettabile qualsiasi proposta che preveda licenziamenti, il coordinamento RSA/RSU e i sindacati annunciano che dalla Cabina di Regia è emersa la volontà di avviare una serie di confronti tecnici, tra azienda e rappresentanze dei lavoratori, che porteranno alla definizione di un nuovo piano industriale con l’obiettivo, appunto, dell’esubero zero. L’esito di questo lavoro sarà riportato in Cabina di Regia per la condivisione e la sottoscrizione, nell’incontro già fissato per il 19 giugno a Roma. Azienda, Coordinamento RSU e organizzazioni sindacali si troveranno invece il 30 maggio a Bari per il primo tavolo tecnico di confronto.

Vetenza Auchan

Si è tenuto il 15 maggio il previsto incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di discutere della chiusura dei due ipermercati Auchan di Napoli Argine e di Catania La Rena e dei 246 esuberi dichiarati dall’azienda.

La Vertenza Auchan

Nel contesto della riunione, abbiamo evidenziato ai rappresentanti ministeriali come, ad oggi, i confronti che si sono tenuti a livello territoriale, a causa della condotta e delle rigidità mantenute dall’azienda, non abbiano permesso di individuare soluzioni che consentano la piena salvaguardia occupazionale ed abbiamo ribadito che la situazione dei due punti di vendita, per la rilevanza che riveste e le inevitabili implicazioni, non può essere affrontata esclusivamente a livello territoriale, ma è necessario prevedere il coinvolgimento, a livello nazionale, delle Organizzazioni Sindacali e delle istituzioni preposte.

I rappresentanti del MiSE, in considerazione degli elementi emersi e della necessità, a livello territoriale, di svolgere ulteriori approfondimenti e di verificare possibili avanzamenti rispetto alla definizione di misure volte alla piena tutela occupazionale, hanno convocato nuovamente le parti per il prossimo 30 maggio, alle ore 10:30, ai fini della prosecuzione del confronto in sede istituzionale.

esselunga

È stato sottoscritto l’accordo tra Esselunga e organizzazioni sindacali sul lavoro domenicale. Un’ulteriore intesa firmata che, oltre a sancire la fine formale della fase sperimentale – cominciata poco più di un anno fa – introduce nuove importanti modifiche: ai full time verranno garantite cinque domeniche libere l’anno, mentre per i part time verticali saranno tre. “Molto soddisfacente – afferma la Filcams – è il risultato ottenuto sul piano economico”.

Dalla 24esima domenica alla 36esima, la maggiorazione sarà del 35 per cento; dalla 37esima in poi del 40 per cento. Operazione, questa, che avrà un costo annuo per l’azienda di quasi un milione di euro destinato ad aumentare nel tempo. “Stiamo parlando – prosegue la Filcams – di un quarto della popolazione aziendale che è stata assunta da Esselunga (ma anche il resto della grande distribuzione si comporta in modo analogo) con la giornata di domenica come giornata normale di lavoro, e non di riposo; nei prossimi anni questi lavoratori saranno destinati ad aumentare in maniera esponenziale e rivendicheranno sempre più tutele e rappresentanza”.

Ai lavoratori full-time senza l’obbligo della prestazione lavorativa in domenica, a fronte di 12 o 13 volontarietà espresse (a seconda che prestino servizio nei reparti Dro/Gem o a quelli della vendita assistita) verrà garantito un week end libero dal lavoro. È stato poi ulteriormente potenziato e reso più stringente il diritto di informazione per la Rsu e Rsa di negozio.

“I nostri delegati – sottolinea la Filcams – sono stati i veri protagonisti di questo faticoso percorso e hanno saputo far vivere i contenuti degli accordi di volta in volta sottoscritti, affrontando non poche difficoltà a livello di negozio nella relazione non sempre facile con i direttori”.

Scarica il Volantino

Nel corso del negoziato, Filcams Fisascat e Ulitcus hanno espresso l’intenzione di affrontare il capitolo complessivo dell’organizzazione del lavoro “alla ricerca di risposte convincenti alle tante forme di disagio che le lavoratrici e i lavoratori stanno incontrando in termini di orari e condizioni lavorative. La sede di questa nuova importante fase di confronto sarà quella del rinnovo del contratto integrativo aziendale”.

L’accordo raggiunto sarà prossimamente presentato alle assemblee sindacali.

Il Sole 24 Ore – Domenica «maggiorata» per Esselunga

Corriere della Sera – Lavoro Esselunga, intesa sui festivi e le domeniche.

banner-480x226-Terziario-Filcams03-2018

La drammatica situazione del settore dell’elettronica di consumo, la battaglia contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive in Europa e il focus sulle principali vertenze territoriali.
È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di categoria di Rassegna Sindacale: “Elettronica di Consumo, serve una nuova strategia”.
Un approfondimento sul commercio online grazie al contributo di Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario.

Diario Terziario Aprile 2018

Elettronica di consumo, cambiare strategia e modalità di vendita per sopportare la concorrenza
L’elettronica di consumo sta subendo profonde trasformazioni, anche a causa dell’espandersi dell’e-commerce. Un mondo complesso composto da tanti segmenti e diversi canali di vendita che incidono fortemente sulla distribuzione.
Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario, ha elaborato, per un corso di formazione della Filcams Cgil di Firenze, un approfondimento sul settore mettendo in luce le trasformazioni e le difficoltà.

Continua a leggere

filcams_big

È stato rinnovato il contratto integrativo dei 2.500 dipendenti del gruppo di vendita e distribuzione di prodotti alimentari surgelati a domicilio Bofrost Italia. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno siglato un accordo che prevede procedure per le modifiche all’organizzazione del lavoro, maggiore partecipazione, misure di conciliazione vita lavoro e sostegno alla genitorialità: flessibilità, banca delle ore, part time, estensione del congedo di paternità, percorsi formativi al rientro dal congedo di maternità e riconoscimento di un credito welfare per l’acquisto di beni e servizi di pubblica utilità, destinato al rimborso delle spese scolastiche sostenute per i figli. Con l’intesa il gruppo Bofrost c Italia conferma lo sviluppo aziendale nel Mezzogiorno con 90 nuove assunzioni nel triennio 2019-2021.

Sulla parte economica l’intesa conferma il premio di risultato riconosciuto ai venditori, legato alla crescita del fatturato e dei clienti e al raggiungimento dell’obiettivo “promozione”, nonché del fatturato degli eventuali giri giornalieri di consegna. Questi ultimi potranno essere ceduti, oltre a essere retribuiti con il 5 per cento del fatturato totale sviluppato dal giro ceduto. Diviene più semplice il raggiungimento dello status di accesso al sistema premiante con l’abbassamento dei limiti provvigionali.

Tra gli altri punti qualificanti dell’accordo l’avvio del focus team tecnici e strutturali che si riuniranno periodicamente sui temi della partecipazione, rapporti con la clientela, miglioramento dei risultati di gestione, della funzionalità dell’organizzazione del lavoro, innovazione, conciliazione vita lavoro e politiche di genere (quest’ultimo con l’impegno a definire a breve un documento contro la violenza di genere finalizzato a contrastare le molestie sui luoghi di lavoro).

Soddisfazione in casa Filcams che vede con favore il risultato ottenuto. In questi giorni sono in corso le assemblee dei lavoratori che dovranno valutare l’intesa raggiunta.

LFNSV_25aprile_480x226

Sarà ancora sciopero, il 25 aprile, contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive nel commercio e nella grande distribuzione. Come successo in occasione della Pasqua e del Lunedì dell’Angelo, anche nella giornata in cui si festeggia la Liberazione dal nazifascismo i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno dichiarato sciopero In diverse regioni italiane, mentre in altre città l’astensione dal lavoro sarà demandata alle rappresentanze aziendali dei singoli punti vendita.

Sarà quindi sciopero regionale in Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia,  con la motivazione che “la completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, anno dopo anno, si sta rivelando disastrosa, non ha portato nessun aumento dell’occupazione e nessun aumento dei consumi, come dimostrano i tanti negozi dei centri storici chiusi e le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della Grande Distribuzione, anche quelle che hanno scelto il “sempre aperto h24”. Sono peggiorate le condizioni di lavoro, gli orari, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, è aumentata solo la precarietà. No a lavorare per le feste!”

In molte alte città l’invito dei sindacati ai lavoratori è di astenersi dal lavoro, rifiutando il turno festivo senza incorrere in sanzioni, dato che la Corte Costituzionale ha sancito il diritto di astenersi dalla prestazione nelle festività riconoscendo quindi il diritto generale al godimento del giorno festivo.

Sciopero Nel Commercio – la vignetta de La Festa Non Si Vende

La festa non si vende è la campagna che da oltre 6 anni la Filcams Cgil Nazionale sta portando avanti per richiedere una regolamentazione delle aperture domenicali nel commercio, ormai allo sbando dopo il decreto Salva Italia.

“È indispensabile un intervento legislativo (la proposta di Legge in materia è ferma in Senato, ndr) che modifichi la normativa introdotta da Monti” afferma la Filcams Cgil Nazionale. “È ormai assodato che il sempre aperto non ha contribuito a migliorare né l’economia del settore, né l’occupazione, ma ha solo peggiorato le condizioni di lavoro, complicato la gestione dei piccoli esercenti, e trasformato il centro commerciale in luogo di ritrovo sociale e culturale in alternativa ai centri storici e della vita sociale delle città.”

maisons-du-monde480x226

Raggiunto l’accordo con il gruppo Maisons du Monde per l’erogazione ai dipendenti del premio di risultato (PDR) che verrà riconosciuto sulla base degli ultimi dati di bilancio.

L’azienda ha comunicato a questo proposito che il fatturato consolidato delle vendite ammonta a 1.011 milioni di euro; arriva invece a 139 milioni di euro l’indice EBITDA (Margine operativo lordo) del gruppo. Indicatori che vanno ben oltre gli obiettivi di crescita indicati con l’accordo di detassazione dello scorso luglio 2017, che fissavano a 996 milioni il fatturato e a 135 milioni il margine operativo lordo.

Una crescita che negli ultimi due anni di esercizio ha portato il gruppo ad un incremento costante tanto di fatturato (882 milioni di euro nel 2016) che di Ebitda (123 milioni nel 2016).

Sulla scorta di questi risultati è stato riconosciuto ai dipendenti italiani del gruppo Maisons du Monde l’intero importo massimo stanziato per il premio PDR 2017 di 190mila euro lordi, pari a circa 145mila euro al netto di contributi e imposte a carico dell’azienda.

I dipendenti aventi diritto al premio di risultato sono 800, che si vedranno corrispondere un premio medio di 183 euro a testa. Ogni dipendente avrà un premio personalizzato sulla base del calcolo di ore lavorate e della retribuzione lorda percepita.

Questi premi lordi verranno inseriti nella busta paga del mese di aprile 2018 e presumibilmente pagati già in data 2 maggio 2018, anticipatamente rispetto a quanto riportato nel testo dell’Accordo del 2017.

“Un accordo che rappresenta un risultato importante nelle relazioni tra sindacati e azienda – spiega in una nota Vanessa Caccerini, che per Filcams Cgil ha seguito la trattativa – che apre la strada al confronto su altri temi di contrattazione aziendale che vogliamo aprire con la serenità con cui è stato condotto il confronto sui premi di risultato”.

auchan_big

Necessario avviare confronto a livello nazionale con il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico. Inevitabile la proclamazione dello stato di agitazione e l’avvio della mobilitazione per l’intera rete di vendita.

Era intenzione della Filcams portare oggi un segno di vicinanza e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Auchan riuniti all’interno dell’ipermercato di Napoli Argine, la cui chiusura, insieme a quella del punto di vendita di Catania La Rena, mette a repentaglio il posto di lavoro e la vita di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Ci è stato impedito. Soltanto il tempestivo intervento della Digos ha consentito che tale sostegno potesse quantomeno essere espresso ai dipendenti attraverso un breve incontro con una delegazione di lavoratori in un’area adiacente (un parcheggio!) alla struttura.

“L’ennesimo atto ingiustificabile da parte di Auchan”, dichiara Fabrizio Russo della Filcams Cgil Nazionale, “che conferma, anche in una situazione grave come la chiusura dei due ipermercati in Sicilia ed in Campania e le drammatiche ripercussioni occupazionali, un’arroganza inaccettabile.”

“Non si discute soltanto della chiusura di due punti di vendita”, continua Russo, “sono l’assenza di un piano e di strategie commerciali in termini più complessivi e la determinazione ormai conclamata di disinvestire nelle aree del mezzogiorno a destare la massima preoccupazione e a rendere inammissibile la condotta aziendale.”

Per il segretario nazionale della Filcams, “nella gestione di una situazione cosi complessa, i lavoratori dei due punti vendita e i territori coinvolti non possono essere lasciati soli; la vertenza Auchan deve essere affrontata a livello nazionale, anche con il coinvolgimento delle istituzioni preposte, a partire dal Ministero dello Sviluppo Economico.”

“Ad ogni modo è inevitabile, per la gravità che ha ormai ha assunto la vertenza”, conclude Russo, “che nelle prossime ore si proceda con la proclamazione dello stato di agitazione a livello nazionale e la previsione di una mobilitazione e di iniziative di lotta che coinvolgano l’intera rete di vendita”.

 

filcamsCgil_big

Sindacati: subito la cabina di regia per dare certezze e futuro ai lavoratori

E’ iniziato nel peggiore dei modi l’incontro tra sindacati e vertici di Natuzzi in Federlegno, con l’annuncio di Antonio Cavallera, responsabile delle risorse umane del gruppo di Santeramo del Colle, di 1.000 esuberi al termine del contratto di solidarietà, in scadenza a fine 2018 “idea che abbiamo subito respinto al mittente” è quanto affermano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, che erano presenti all’incontro insieme ai sindacati nazionali del
commercio Filcams, Fisascat, Uiltucs.
“Abbiamo ricordato all’azienda che il rilancio non può passare per il licenziamento di metà della forza lavoro attualmente impiegata e che i lavoratori sono chiamati da anni a sacrifici immani: è ora di assicurare loro un futuro sereno e di pensare all’economia del territorio, messo in ginocchio da una crisi senza precedenti” si legge ancora nella nota dei sindacati, che hanno chiesto al governo, alle due regioni interessate, Basilicata e Puglia, e a tutte le istituzioni coinvolte “un impegno serio per il rilancio dell’azienda e di tutto il distretto del mobile
imbottito.”
Il confronto serrato e a tratti duro tra le parti ha portato ad un punto di incontro ” abbiamo incassato la disponibilità ad avviare un confronto serio e costruttivo per rilanciare la Natuzzi e restituire al Mezzogiorno un pezzo importante del suo già scarso patrimonio industriale. Per questo - annunciano i sindacati – verrà riconvocata la cabina di regia nazionale, con l’obiettivo di evitare quegli esuberi. Se l’azienda vorrà confrontarsi seriamente sul futuro del gruppo e sulle reali possibilità di rilancio, come sembra dall’incontro di oggi,  ci troverà pronti” concludono i sindacati “ci auguriamo che le parole di disponibilità del responsabile delle risorse umane siano suffragate dai fatti, altrimenti nessuno di noi starà fermo a guardare l’ennesimo tsunami occupazionale.”

settore termale

Bassilichi, società tra i principali operatori nell’ambito dei payments e dei business services, ha comunicato la decisione di voler dividere l’azienda in 3 parti ed aprire una procedura di licenziamento collettivo volontaria per circa 100 lavoratori.

Circa 240 addetti confluirebbero in una società denominata Ausilia S.r.l, che sarà attiva nel settore delle back office bancario, capogruppo di Fruendo Srl (ex back office del Monte dei Paschi di Siena), 250 addetti in una Newco che sarà attiva nel settore del Contact Center, ambito nel quale viene prestata, ad esempio, assistenza tecnica agli esercenti sui terminali POS. La terza parte rimarrebbe nel perimetro Bassilichi diventando presidio NEXI, a completamento del piano di ristrutturazione.

Preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati che si sono confrontati con l’azienda ma in due tavoli disgiunti: prima la Fiom Cgil e poi la Filcams e Fisac Cgil insieme.

Più volte e persino con richiesta scritta, le tre Federazioni Cgil hanno chiesto di affrontare questa azione di scorporare parte dell’azienda congiuntamente, in quanto i lavoratori che dovranno far parte della Nuova Azienda provengono da i 3 Contratti Nazionale diversi – seguiti appunto da Filcams, Fisac e Fiom Cgil – ma l’azienda non ha intenzione di unire i tavoli.

Ormai da anni la Bassilichi, ha modificato il proprio assetto societario, ma senza fornire un piano industriale strutturato, che all’ultimo incontro ha presentato delle Linee guida di intenzione dove si evincono garanzie occupazionali e territoriali per i lavoratori interessati dalla cessione, ma per un massimo di 12 mesi.

Le organizzazioni sindacali hanno richiesto fin da subito l’assunzione di responsabilità non solo a Bassilichi, ma anche alla controllante NEXI (che si candida ad essere il primo Player Nazionale nel settore dei pagamenti digitali).

“Con l’acquisizione di giugno 2017, erano state prospettate ampie possibilità di sviluppo mentre oggi si è intrapresa la direzione opposta, ovvero l’allontanamento dal perimetro NEXI di centinaia di lavoratori e di attività del core business” affermano Filcams e Fisac preoccupati per le mancate garanzie per il futuro.

“Per questo, forti del sostegno dei lavoratori, siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie che vadano verso la risoluzione della vertenza”.

foodora-Torino_480x226

Dopo la sentenza dell’11 aprile scorso del Tribunale di Torino che ha respinto le istanze dei sei riders, i quali avevano perso il lavoro dopo aver protestato contro l’introduzione del cottimo, arriva una buona notizia per i ciclofattorini di Foodora e delle aziende del gruppo Delivery Hero.

Il 16 aprile a Berlino si è tenuta la riunione conclusiva di una trattativa europea che ha visto seduti al tavolo da una parte Foodora ed il gruppo di cui fa parte, Delivery Hero, e dall’altra i rappresentanti dei lavoratori eletti in una Delegazione Speciale di Negoziazione (DSN). Per l’Italia, uno dei 14 paesi europei in cui opera la piattaforma digitale specializzata in consegne di pasti a domicilio, era presente la Filcams-CGIL.

Nel nostro paese Foodora registra 47 lavoratori dipendenti, ma sono molti di più, si stima oltre un migliaio, i ciclo-fattorini che ogni giorno coi loro borsoni termici rosa, sotto il sole, la pioggia o la neve, prendono i piatti di 1866 locali convenzionati (ristoranti di cucina tradizionale o etnica/gelaterie/pub/pizzerie) e li consegnano ai consumatori di 6 città italiane (Milano, Torino, Firenze, Bologna, Verona, Roma).

La trattativa si è avviata a seguito della decisione di Delivery Hero, gruppo con base a Berlino, di trasformarsi in Societas Europaea (SE), una forma di società per azioni transnazionale basata su una normativa comunitaria. Normativa, che tra le altre cose, prevede che i lavoratori partecipino alla costituzione e alla vita della SE, ne siano coinvolti attraverso procedure di informazione, consultazione e partecipazione da definire in sede negoziale.

“A tal fine si è svolta la negoziazione che è durata 6 mesi e ha visto le parti contrapporsi in maniera aspra, ma che si è conclusa ieri con un accordo che garantisce e tutela i diritti dei lavoratori ed una partecipazione effettiva alla vita del gruppo” – riferiscono Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams-CGIL e Stefania Radici, del Dip. Internazionale, i quali hanno partecipato  alla trattativa.

L’accordo prevede che ogni paese esprima almeno un rappresentante dei lavoratori in seno al Comitato Aziendale della SE, che sia data un’informazione dettagliata in merito alle strategie aziendali, ai piani di investimento o di dismissione, a tutti i programmi che possano incidere sull’organizzazione del lavoro e sull’occupazione in generale, introduce procedure chiare per la consultazione, nonché stabilisce la partecipazione dei lavoratori nel Comitato di Sorveglianza del gruppo, in cui finora sedevano solo i rappresentanti degli investitori. Adesso quest’ultimi dovranno confrontarsi con i lavoratori, i quali saranno presenti in misura paritaria ed avranno lo stesso diritto di voto.

“La battaglia dei riders per un salario o compenso correlato alle ore di lavoro prestate, un monte ore garantito, un’assicurazione che copra eventuali infortuni e garantisca salute e sicurezza per le strade,  un’indennità di malattia, maggiorazioni in caso di condizioni meteo avverse o lavoro festivo, manutenzione delle attrezzature da lavoro etc continuerà a livello locale e nazionale coinvolgendo aziende e interlocutori istituzionali al fine di ottenere standard minimi di tutela dei ciclofattorini (come raccontano le recenti esperienze maturate a Bologna e Milano), ma da domani potrà trovare spazio anche nella dimensione europea, perché le rivendicazioni dei riders di tutta Europa sono comuni e fare fronte comune nel segno della solidarietà è il modo più efficace per ottenere il riconoscimento di diritti e tutele” proseguono dalla Filcams Cgil.

L’accordo firmato ieri apre nuove opportunità tutte da esplorare per una governance condivisa dei processi di cambiamento, per orientare i cambiamenti dettati dalla rivoluzione digitale in maniera equa e solidale, per far sì che essi non si realizzino a scapito dei lavoratori ma producano un miglioramento della qualità della vita e del lavoro di tutti coloro che ne sono coinvolti.

Web

70 anni di impegno e di lotta”, a Cinecittà con conclusioni di Susanna Camusso

“70 anni di impegno e di lotta – Diritti, Contrattazione e Rappresentanza”. È questo il titolo dell’Assemblea nazionale donne di Filcams, Fiom, Flai e Fp, quattro categorie della Cgil, in programma giovedì 13 aprile a Roma presso lo studio 10 di Cinecittà  a partire dalle ore 10 e che verrà conclusa dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

Il programma della giornata, che sarà coordinata dalla giornalista di Radio Rai, Ilaria Sotis, prevede interventi di delegate delle quattro categorie interessate, insieme alla partecipazione delle segretarie generali di Filcams, Fiom, Flai e Fp, rispettivamente Maria Grazia Gabrielli, Francesca Re David, Ivana Galli e Serena Sorrentino. Previste poi letture a cura dell’attrice Maria Antonia Fama. Infine, intorno alle 12.30, le conclusioni di Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.

ripartiamo_big

Sempre più aziende sequestrate al centro/nord: combattiamo il fenomeno con il mantenimento delle attività

Più di 13mila imprese italiane hanno subìto un provvedimento di sequestro – totale o parziale; di queste, oltre 2mila sono ancora attive. Sono i dati che ha fornito uno studio di Infocamere – aggiornato a febbraio 2018 – presentato oggi durante l’iniziativa “Ripartiamo Il recupero e il rilancio dei beni sequestrati” organizzata dalla Filcams e dalla Cgil presso il Tempio di Adriano a Roma.

Dati significativi che mettono in evidenza una realtà importante, che si sta diffondendo in tutto il territorio italiano. Delle 2200 imprese attive infatti, 372 sono in Sicilia, 362 nel Lazio, segue la Campania con 311, ma la quarta regione è la Lombardia con 267 attività.

Tra i settori più coinvolti, quelli rappresentati dalla Filcams: il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio, che rappresenta il 26,41% del totale, le attività di servizi e ristorazione, all’11,64%; particolarmente interessati anche il settore delle costruzioni, 12,18%, le attività immobiliari -9,82% – e le attività manifatturiere – 8,64%.

Il contrasto alla criminalità organizzata, alle Mafie e alla Corruzione è una battaglia che ha avuto una svolta favorevole con l’approvazione della legge 161, il nuovo Codice Antimafia, approvato il 17 ottobre 2017; in particolare l’assegnazione dell’attività a cooperative di lavoratori o a soggetti privati, che prima poteva avvenire solo dopo la confisca definitiva, è possibile ora fin dalla fase del sequestro, velocizzando così il rilancio dei beni sequestrati.

“Il riutilizzo e il rilancio delle aziende sequestrate rappresenta uno straordinario strumento di contrasto al fenomeno mafioso” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale. “La mafia soffre quando le viene sottratto un bene, un patrimonio una ricchezza, ma soffre e non sopporta ancor di più che quella ricchezza, che le è stata sottratta, sia riutilizzata in un circuito di legalità. Questa dunque è la sfida che abbiamo ancora davanti a noi.”

“Le Attività economiche e produttive simbolo del potere delle mafie, una volta sequestrate dallo Stato devono essere in grado di divenire modelli di legalità economica, garantendo dignità e sicurezza alle lavoratrici e lavoratori coinvolti” conclude la segretaria

“Il nostro percorso per affermare la cultura della legalità va avanti” ha affermato Giuseppe Massafra segretario Nazionale Cgil ; “si tratta di un impegno concreto che caratterizza il nostro ruolo di attore sociale che può operare in rete con i soggetti istituzionali, imprenditoriali e le altre realtà associative nell’azienda, per contrastare la criminalità organizzata. A partire dal tema delle aziende confiscate da rimettere nel circuito dell’economia legale.

“Siamo sempre stati convinti sostenitori” prosegue “che il sequestro alle aziende ai mafiosi sia una delle azioni più importanti per sancire una vittoria dello Stato sulle mafie. Significa ripartire dall’affermazione di una cultura del lavoro come vero antidoto alla criminalità.”

Ripartiamo da qui: nell’interesse del lavoro, delle persone che lavorano, nell’interesse dell’impresa e delle nostre comunità.

VIDEO

I casi del Cafè de Paris (roma), Ferdico SRL (Messina) e Centro olimpo (Palermo) 

Le interviste a Giuseppe Massafra (Cgil Nazionale) e Luca De Zolt (Filcams Cgil Nazionale)

ikea_big

Viene prima la vita delle persone, poi il profitto: il diritto del lavoro evolve con le grandi battaglie.

Abbiamo appreso il 3 Aprile del respingimento del ricorso presentato da Marica Ricutti contro IKEA, che aveva disposto il suo licenziamento in tronco nel novembre dello scorso anno.

La vicenda è ormai tristemente nota: una lavoratrice, che in 17 anni di lavoro non ha ricevuto neanche una contestazione, licenziata in tronco per non essere stata messa nelle condizioni di conciliare le proprie esigenze famigliari e la necessità di prendersi cura dei figli piccoli con le turnazioni imposte dall’azienda.

In discussione non era e non è soltanto la situazione di Marica, piuttosto quella in cui versano migliaia di lavoratrici del settore, che subiscono quotidianamente da parte delle aziende della grande distribuzione organizzata disinteresse ed indifferenza rispetto alla propria condizione (nel migliore dei casi), se non deliberati attacchi, che sempre più spesso portano a contestazioni, sanzioni e licenziamenti.

È semplice individuare e mettere al centro del mirino le fragilità delle donne che lavorano in questo settore: basta cambiare un turno per far crollare il delicato incastro della vita di ognuna.

Noi pensiamo che anche la società debba assumersi la sua parte di responsabilità. Pensiamo che anche la giustizia di uno Stato debba assumersi il compito di far progredire il diritto del lavoro, perché non c’è progresso senza sviluppo della comprensione umana.

Non vogliamo discutere nel dettaglio il decreto di rigetto pronunciato da un giudice del Tribunale di Milano, anche se dobbiamo confessare che la tentazione è forte: si leggono passaggi gelidi, non condivisibili, e si intravede l’applicazione di una scala di misura della gravità molto sbilanciata a favore della parte aziendale.

Lasciamo ai consulenti legali che assistono Marica il compito di interpretare al meglio la giusta difesa di una persona, prima di tutto, e di un diritto.

Prima di tutto Marica, i suoi figli, il suo coraggio, la sua determinazione.
Sono questi i motivi per cui la Filcams non si ferma. Per cui è necessario andare avanti. Perché continuiamo ad essere convinti che si tratti di un licenziamento illegittimo, che l’azienda si sia comportata con arroganza e che sia inaccettabile la condotta di Ikea nei confronti di Marica, dei suoi figli e della sua condizione.

E soprattutto perché continuiamo ad avere fiducia nella magistratura, nel nostro sistema giudiziario e nei tre gradi di giudizio.