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È online il nuovo numero di Diario Terziario. In questo numero: la mobilitazione del 2 dicembre, la chiusura della Rinascente di Genova, ma anche gli accordi positivi che superano i limiti del Jobs Act e open Corporation, la trasparenza delle multinazionali.

Buona Lettura.

I conti non tornano. Mobilitiamoci

È la decisione presa dalla Cgil, dopo l’ultimo incontro sul tema delle pensioni avuto con il governo lo scorso il 21 novembre.

“Un’occasione persa” l’ha definita Susanna Camusso che ha partecipato agli incontri insieme ai leader di Cisl e Uil, decisamente più favorevoli alle proposte di Palazzo Chigi.

Le proposte fatte dal Governo per il Sistema Previdenziale sono ritenute insufficienti dalla Cgil che ha deciso di scendere in piazza il prossimo 2 dicembre. Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari, saranno le 5 città dove si ritroveranno lavoratori, pensionati e giovani dei diversi territori. Susanna Camusso concluderà alle 12.30 a Roma, ma il suo intervento sarà diffuso anche in tutte le altre piazze.

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A fine ottobre, la Filcams Cgil si è incontrata con l’azienda G-action Soc.Cons R.L. e l’azienda Gecom spa per esperire la procedura di cambio di appalto nei negozi Mediaword, del servizio di sorveglianza non armato, per le regioni Toscana, Lombardia, Liguria e Piemonte.

Le riunioni si sono concluse con “Mancati Accordi”, per il rifiuto delle aziende entranti di assumere le lavoratrici e i lavoratori inserite nella procedura di cambio di appalto, che da anni prestano tale servizio, non rispettando quindi la clausola sociale dettata dal Contratto Nazionale del settore.

La Filcams Cgil ha immediatamente informato la committente Mediamarket, la quale è intervenuta nei confronti delle aziende subentranti, intimandogli anche il recesso delle appalto se non avessero rispettato rigorosamente il Contratto Nazionale applicato in merito alla tutela dell’occupazione.

Le lavoratrici e i lavoratori sono stati assunti dalle aziende subentranti, confermando l’importanza del Contratto Nazionale, regole di riferimento condivise che devono essere rispettate.

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Il 26 Ottobre, dopo la assemblea con le lavoratrici e i lavoratori in appalto ai servizi aggiuntivi della Scuderie del Quirinale, è stato finalmente sottoscritto il verbale di accordo tra le parti che garantisce il mantenimento dei posti di lavoro con le condizioni contrattuali precedenti.

La trattativa per arrivare a questo risultato è stata molto lunga e complicata.

“Già dal mese di Novembre del 2016 ci sono stati i primi incontri con la società committente facente parte del MIBACT, la Ales spa, con l’obiettivo, poi raggiunto, di mettere in atto una contrattazione preventiva che permettesse la costruzione di un bando di gara che contenesse la clausola sociale per la salvaguardia dei lavoratori e condizioni economiche che non consentissero il massimo ribasso.” È quanto spiegano in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Roma e Lazio.

 

Nei successivi incontri con le società subentranti Coopculture e Gia.ma, si è arrivati ad un accordo, poi approvato dai lavoratori, che oltre a mantenere le condizioni contrattuali precedenti, sancisce il mantenimento della tutela dell’art.18 dello statuto dei lavoratori annullando la modifica fatta dal Job’s act.

 

“Al fine di ottenere le stesse condizioni compresa la eliminazione del Job’s act” proseguono i sindacati territoriali, “abbiamo già richiesto un incontro a breve, come Filcams CGIL, Fisascat CISL e UilTrasporti UIL, per il cambio di appalto di Palazzo delle Esposizioni dopo il quale sarà organizzata una assemblea con i lavoratori per informarli sulla trattativa e decidere insieme come procedere.”

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“La decisione di inserire le norme sull’equo compenso nelle prestazioni legali anche nella legge di Stabilità attesta, ancora una volta, la mancata volontà del Governo e, in particolare, del Ministro della Giustizia di risolvere il problema dei compensi dei non dipendenti”. È quanto dichiarano la Consulta delle Professioni della Cgil Nazionale, Filcams Cgil, Nidil Cgil e Agenquadri.

“In questo modo – si legge nella nota congiunta – si prosegue nella segmentazione di un mondo del lavoro già fin troppo frammentato, con un’impostazione divisiva, non contrattata con le parti sociali e con le associazioni, e schiacciata sulle posizioni degli Ordini professionali”.

Il giudizio della Consulta delle Professioni della Cgil, Filcams, Nidil e Agenquadri sul testo all’esame della Commissione Giustizia di Montecitorio e quello presente nelle indiscrezione della legge di Bilancio “è negativo, poiché – spiegano – non vi è stato nessun confronto e nel provvedimento non si garantisce chi è più debole nel mondo dell’avvocatura, né la restante parte dei professionisti e dei freelance, che non vengono neanche considerati”.

“Per questo, insieme all’associazione Forense Mga, e con accordi di massima con altre associazioni, abbiamo presentato e depositato una proposta di legge (AC 4408), aperta a suggerimenti e modifiche, che si propone di risolvere quello che crediamo sia il principale problema del sistema forense, ovvero lo sfruttamento degli avvocati di studio, sottopagati, a volte non pagati, attraverso cui peraltro un’élite di avvocati rende inefficiente il sistema degli studi legali”.

“Crediamo sia necessario lavorare per un equo compenso destinato a tutti i professionisti e non solo per una categoria, nel solco della proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’, che attribuisce i diritti alla persona a prescindere dal contratto. E – concludono Cgil, categorie e Agenquadri – riteniamo indispensabile il coinvolgimento di tutte le parti interessate”.

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Sono in sciopero da questa mattina i lavoratori della Olicar, società piemontese che si occupa della manutenzione degli impianti elettrici, idraulici, edili e sanitari negli ospedali della Asl Avezza- no-Sulmona-L’Aquila

I 100 lavoratori dell’impresa che gestisce la manutenzione degli ospedali della Asl sono stanchi di aspettare che gli vengano versati gli stipendi e hanno timore del loro futuro.

“Tenuto conto che la Olicar Gestione srl (gruppo Mandai Idea), per l’ennesima volta non ha mantenuto fede agli impegni assunti, relativamente al pagamento della retribuzione del mese di settembre, “, spiega Luigi Antonetti, della Filcams Cgil de L’Aquila, “ci riserveremo nell’immediato di agire nei confronti del committente, cioè dell’azienda sanitaria, chiedendo il pagamento degli stipendi in surroga, come previsto dalle norme”.

Lo sciopero di 8 ore per turno, a partire dalle ore 6 di questa mattina fino alle 6 di domani, è stato proclamato dalla Filcams Cgil e dalla Fim Cisl, di concerto con le Rsa.

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È online il nuovo numero di Diario Terziario di ottobre.

L’intervista alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli, le riflessioni sulla Riforma delle Pensioni di a Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil Nazionale, il bilancio della stagione turistica e tanto altro ancora.

Diario Terziario Ottobre 2017

Intervista a tutto campo alla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli. Dal ruolo della contrattazione al rapporto con le associazioni datoriali e con la politica, passando per temi sociali come la violenza sulle donne

Contrattazione in stallo in tutti i settori, quali sono le prospettive e le azioni per sbloccare la situazione?

Il tema della contrattazione resta centrale nella nostra iniziativa a partire proprio dai rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. L’obiettivo è quello di sanare una stagione che per molti settori significa la mancanza di un rinnovo contrattuale da oltre 4 anni. Un’esigenza per i lavoratori, ma riteniamo dovrebbe esserlo anche per le aziende e le associazioni di rappresentanza datoriale. L’assenza prolungata di un rinnovo rischia di mettere in discussione il ruolo stesso del contratto nazionale che rappresenta il riferimento economico e normativo per i settori. Questa esigenza per noi resta legata all’obiettivo di consegnare una risposta coerente alle battaglie che abbiamo sostenuto in questi anni. Ciò significa produrre un risultato salariale certo e in linea con i contratti fino ad ora rinnovati e non smantellare l’architettura dei diritti e delle tutele; in tal senso va rimossa la posizione di un contratto finalizzato alla riduzione dei costi su cui si sono cristallizzate le Associazioni datoriali. Una situazione già complessa in cui ricercare le giuste soluzioni contrattuali che per la prima volta vede, dall’avvio della fase dei rinnovi, una disarticolazione delle Associazioni datoriali a partire dal settore del turismo e del terziario. La frammentazione che ne è derivata, ampliando il quadro dei soggetti datoriali, rimette in discussione il sistema di relazioni sindacali come lo abbiamo conosciuto, provocando e scaricando sulle trattative anche la necessità di evitare l’effetto dumping in ambiti concorrenziali. Una responsabilità che non può essere in capo solo alle Organizzazioni Sindacali, ma che deve vedere un’assunzione da parte delle stesse Associazioni di rappresentanza delle aziende. Anche per intervenire su questo problema è importante continuare a lavorare per rafforzare e dare concretezza agli accordi interconfederali sulla rappresentanza arrivando a misurare non solo il peso delle organizzazioni sindacali dei lavoratori,  ma anche quello delle stesse associazioni datoriali.

Dopo la prima edizione di the New Order – Nuove  frontiere per l’inclusione, continua la riflessione sul tema della contrattazione?

Con la contrattazione ci siamo già misurati rispetto ai grandi cambiamenti intervenuti in questi anni nel lavoro, dagli orientamenti e le scelte in tema di politiche del lavoro da parte della politica che ha prodotto un attacco come il JobsAct alla più difficile crisi economica dal dopoguerra vissuta nel nostro paese. La contrattazione, da quella nazionale a quella sociale, è coinvolta dalle trasformazioni e dagli effetti negativi prodotti dalle politiche di austerity, la spending review, la crescita delle disuguaglianze e della povertà. Abbiamo condotto un’azione necessariamente difensiva e di tenuta rispetto ai problemi occupazionali e al mantra assordante della messa in discussione dei diritti e delle tutele proposto come unico antidoto per uscire dalla crisi e dalle difficoltà aziendali e di sistema. All’azione prevalentemente difensiva abbiamo però associato la necessità di rompere lo schema ponendo l’alternativa e diventando attori di una proposta di cambiamento.

In questi anni la Cgil e la Filcams sono stati in campo per la costruzione del Nuovo Codice degli Appalti, con le proposte contenute nel Piano per il Lavoro della Cgil e nella Carta del Turismo della Filcams abbiamo indicato investimenti e ambiti di sviluppo che portano a far crescere il lavoro e la qualità del lavoro. Nella Carta dei Diritti Universali del Lavoro abbiamo esplicitato la necessità di ricomporre il mondo del lavoro, le differenze, le disuguaglianze declinando il significato anche di contrattazione inclusiva. Abbiamo posto al centro il lavoro e soprattutto la necessità di consegnare alle persone, al di là della tipologia di rapporto di lavoro, un corredo di tutele e diritti.

La contrattazione, per la categoria, è lo spazio dove dobbiamo continuare a declinare questa alternativa per riconsegnare centralità al lavoro e alle condizioni di lavoro. Per questo una categoria come la Filcams ha bisogno di continuare a svolgere  una lettura collettiva dei contesti e dello stato della contrattazione per tracciare un orizzonte diverso anche per affrontare le prossime scadenze contrattuali. Un’azione contrattuale che ha come perno quello dell’inclusività guardando contestualmente ai nuovi scenari che stiamo già vivendo. I nostri settori sono attraversati da nuove forme che estendono e cambiano la forma della competizione globale. L’innovazione tecnologica non è un fattore che ridisegnerà la fabbrica o il manifatturiero ma l’intera modalità della produzione e distribuzione partendo anche dai servizi e dal terziario. Ci confrontiamo già con realtà come Google, AirBnB,  Amazon, Booking, Foodora, che rappresentano solo una dimensione dei processi di cambiamento e spesso non in chiave positiva. Ma quali impatti avrà la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica nella creazione di nuovo lavoro, nell’impatto con il lavoro tradizionale, sull’organizzazione stessa del lavoro, dagli orari al luogo di esecuzione del lavoro, sono solo alcuni dei temi che abbiamo la necessità di  valutare per rendere la contrattazione adeguata ad anticipare e dare risposte a questi processi. In questa chiava lavoreremo nei prossimi mesi fino ad arrivare all’appuntamento conclusivo della seconda edizione di The New Order.

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È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di Rassegna sindacale della Filcams Cgil.

La battaglia contro i voucher, nelle parole della segretaria generale Maria Grazia Gabrielli, lo sciopero multisettoriale #FuoriServizio e quello dei dipendenti H&M e tanto altro ancora.

Diario Terziario Giugno 2017

Il 17 giugno, a Roma la manifestazione della Cgil contro il reinserimento dei voucher

I presidi sui territori, la raccolta delle firme, la validazione da parte della Corte di Cassazione, l’attesa per la definizione della data del Referendum e finalmente, il 19 aprile 2017, l’abolizione dei voucher e la reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti e, di conseguenza, l’annullamento del Referendum, previsto per il 28 maggio.
È un successo per la Cgil, la conquista di un risultato importante, ottenuto con l’impegno di tutti, dopo mesi di lavoro sui territori, la raccolta di più di un milione di firme, ma soprattutto, il paese che torna a parlare di lavoro.
Purtroppo però, l’entusiasmo lascia il posto allo sconcerto. Dopo qualche settimana governo e parlamento smentiscono se stessi: con un emendamento, introdotto nella “manovrina” sui conti pubblici sono stati reintrodotti i buoni lavoro, senza sostanziali modifiche con il passato.
“Il Governo sta prendendo in giro i cittadini che, insieme alla Cgil, hanno messo la loro firma per abrogare i voucher ed erano pronti per andare a votare” afferma Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale: “un atto scorretto, che, mostra ancora una politica distaccata dai bisogni e dalle condizioni concrete del lavoro e delle persone che lavorano; in questo caso un atto di forza che ripristina nei fatti il voucher dopo aver deciso di annullare il referendum proposto dalla Cgil impedendo quindi ai cittadini di esprimersi il 28 maggio proprio per l’abrogazione del voucher. Si decide di farlo senza un confronto con le parti interessate e senza tenere conto che più di un milione di cittadini ha firmato per un referendum e per la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, la proposta di legge della CGIL dove è contenuta anche una proposta di regolamentazione del lavoro accessorio e occasionale”.
Un percorso, quello avviato dal Governo che non trova altra definizione se non quello di un attacco alla democrazia andando contro l’art. 75 della Costituzione.
Oltre al metodo in discussione è anche il merito cioè le motivazioni che giustificano questo ricorso nuovamente al voucher in una sorta di emergenza per cui senza i buoni l’economia italiana, a partire dal turismo, sarebbe a rischio operatività’ e inoltre, ci si assume la responsabilità’ di un ritorno alla piaga del lavoro nero. L’ assenza del voucher costituisce un vuoto emergenziale.
“In molti sostengono che l’abolizione dei voucher abbia portato un vuoto legislativo, la mancanza cioè di una specifica normativa del lavoro occasionale e di conseguenza un repentino aumento del lavoro nero” afferma la segretaria generale, “ma tutto ciò non corrisponde a verità. Lo dimostrano i tanti strumenti di flessibilità previsti dai contratti nazionali di lavoro, le tante tipologie contrattuali utilizzabili. L’unico interesse dimostrato con questo emendamento è quello di trovare modalità per abbassare il costo del lavoro per le imprese, senza creare un vero rapporto di lavoro e senza alcuna attenzione alla qualità del lavoro.”
È sicuramente necessario normare il lavoro occasionale, tanto che la Cgil nella Carta dei Diritti, la proposta di legge presentata nel 2016, agli art.80 e 81, ha avanzato un’ipotesi per colmare questo vuoto per le famiglie, ma non per le imprese che hanno già tante possibilità per regolare i rapporti di lavoro.
Nella manovra su cui il Governo ha ottenuto la fiducia, invece, viene introdotto un “Libretto di Famiglia” per il lavoro occasionale in ambito domestico e il “Contratto PrestO” per ridare i buoni lavoro alle imprese fino a 5 dipendenti (l’80% delle aziende italiane), anche se non viene stipulato un rapporto di lavoro e non si può quindi parlare di contratto.
Si continuerà ad usare quindi uno strumento che dovrebbe gestire il lavoro occasionale, per esigenze a lungo termine, come se fosse un lavoro stabile, ma senza il riconoscimento di diritti e tutele come la malattia, le ferie e la disoccupazione.
Per questo la Cgil continuerà a portare avanti #Schiaffoallademocrazia un appello al Presidente della Repubblica, perchè come viene evidenziato nel testo dell’appello, è “necessario sollevare una questione di illegittimità di tali decisioni sia presso la Suprema Corte di Cassazione che ha annullato il referendum sull’abrogazione dei voucher in ragione di un provvedimento legislativo smentito pochi giorni dopo da un altro, sia presso la stessa Corte Costituzionale” .
Inoltre viene chiesto “al Presidente della Repubblica il suo autorevole intervento al fine di tutelare lettera e sostanza dell’art. 75 della Costituzione, anche valutando l’opportunità di non promulgare la legge almeno sino al pronunciamento della nostra Suprema Magistratura”.

La manifestazione di sabato 17 giugno a Roma è un messaggio ancora più forte dopo il voto del Senato che ha reintrodotto i voucher sotto altro nome  “per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti.”
La Filcams particolarmente colpita dall’utilizzo e dall’abuso dei voucher nei propri settori, sarà in piazza al fianco della Cgil per contrastare questo attacco al mondo del lavoro e ai diritti.

Diario Terziario Giugno 2017

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In occasione della Giornata Internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori domestici che si celebra il 16 giugno EFFAT European Federation of Food, Agriculture and Tourism Trade Unions ha lanciato la campagna #Myfairhome per il riconoscimento del lavoro decente per i lavoratori del settore.
Anche la Filcams, da anni impegnata al fianco dei lavoratori, aderisce alla per garantire all’interno delle proprie case il riconoscimento della dignità del lavoro domestico per il diritto alla retribuzione, al riposo e alla sicurezza.

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L’invito a firmare l’appello del Segretario generale della Cgil Susanna Camusso:

http://www.schiaffoallademocrazia.it

“Come certamente è noto, la CGIL ha proposto due quesiti referendari – sull’abrogazione dei voucher e la responsabilità solidale negli appalti – a sostegno dei quali sono state raccolti oltre due milioni di firme.
Ammessi dalla Suprema Corte di Cassazione, i due referendum avrebbero dovuto svolgersi lo scorso 28 maggio.

Con un Decreto Legge, definitivamente convertito lo scorso 21 aprile, il Governo ha deciso di cancellare i voucher, determinando così la decisione della Corte di Cassazione di annullare la prova referendaria.
Con una scelta che non ha precedenti nella storia della Repubblica, pochi giorni dopo l’annullamento del referendum, la maggioranza di Governo ha promosso un emendamento alla legge di correzione del bilancio che di fatto reintroduce i voucher.

Con la presente, non vogliamo discutere l’opinione di ciascuno sui voucher e sul modo scelto per normare il lavoro occasionale, bensì rimarcare come si sia in presenza di un’aperta violazione dell’art. 75 della Costituzione e di uno schiaffo alla democrazia, perché con un repentino voltafaccia parlamentare si è di fatto impedito ai cittadini di esprimersi col voto sulle materie proposte dal referendum.
Per questi motivi, proponiamo di sottoscrivere l’appello allegato, allo scopo di chiedere rispetto per la nostra Costituzione e per la democrazia.
Certa di trovare attenzione e disponibilità, un cordiale saluto”.

http://www.schiaffoallademocrazia.it/

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Ristorazione collettiva e commerciale, pulizie e multiservizi, agenzie di viaggio, migliaia di lavoratrici e di lavoratori scenderanno in piazza per manifestare contro i mancati rinnovi dei contratti nazionali di settore, #FuoriServizio.

Dopo lo sciopero nazionale del 31 marzo scorso a Roma, le iniziative di questi giorni si svolgeranno a livello territoriale, con scioperi e presidi per richiamare l’attenzione sulla necessità del rinnovo dei contratti nazionali, scaduti ormai da più di 4 anni.

Sono circa un milione e mezzo i lavoratori coinvolti che sono in attesa di un aumento economico dignitoso, il rispetto dei diritti e delle tutele e il potenziamento del welfare.

“Lo abbiamo affermato il 31 marzo e lo riaffermiamo ora: se non avremo risposte continueremo la nostra mobilitazione, non ci fermeremo” afferma la Filcams Cgil. “Vogliamo che venga riconosciuto il vero valore di chi svolge un lavoro indispensabile per i cittadini della nostra società, e permette lo svolgimenti di servizi funzionali alla collettività”.

#FuoriServizio. Una settimana di scioperi e iniziative in tante città italiane,  che vedranno impegnati lavoratrici, lavoratori e le tante Filcams territoriali insieme per combattere per i propri diritti.

In Toscana iniziative in tutta le città, così come in Veneto dove tutti i presidi saranno svolti davanti le aziende ospedaliere. Iniziative anche a Milano, il 31 maggio a Piazza della Scala; a Genova sempre il 31 maggio davanti la prefettura, cosi come nella stessa data si fermeranno Bari, Bologna, Brindisi, Lecce e tutta la Sicilia.

Roma ha diversi appuntamenti, il 29 maggio, il 31 maggio e il 1 giugno.

I lavoratori della Campania si fermano l’8 giugno, l’appuntamento a Torino è per il 12 giugno davanti la prefettura, mentre in Sardegna per il 15 giugno.

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“Reintrodurre i voucher sarebbe un grave errore e un attacco ai percorsi democratici” commenta così Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil la possibilità che un emendamento inserisca nuovamente nella manovra sui conti pubblici, regole sul lavoro occasionale troppo simili al passato.

Con un referendum popolare la Cgil aveva raccolto più di 1 milione di firme per un referendum sull’abrogazione dei voucher e il governo, per evitare la consultazione che era stata fissata per il 28 maggio, ne ha deciso l’abrogazione.

“L’esigenza di normare il lavoro occasionale non può, nuovamente, colpire i lavoratori e svalorizzare il lavoro” prosegue Maria Grazia Gabrielli. “La pressione che arriva da una parte della politica e anche dalle associazioni degli imprenditori non può minare il percorso democratico che è’ stato seguito e portare ad un’introduzione repentina e superficiale di nuovi formule che ricalcano i buoni lavoro. Tra l’altro una scelta – che se portata avanti – sconta anche l’assenza di un confronto con il sindacato che ha già avanzato proposte. Infatti, la Cgil ha già’ depositato una proposta di legge popolare, la Nuova Carta dei Diritti Universali del lavoro, che al suo interno contiene proposte anche sul lavoro accessorio.

Si parla di vuoto normativo creato dall’assenza del voucher e di come questo mini la funzionalità’ e l’attività’ delle imprese in procinto anche della stagione turistica. Un allarme che porta a dire che si tornerà’ al lavoro nero che peggiorerà la condizione dei lavoratori.

La Filcams, particolarmente colpita dall’utilizzo dei voucher nei propri settori, ritiene che bisognerebbe interrogarsi sul fatto che reintrodurre strumenti che pagano meno il lavoro rispetto alle retribuzioni dei Contratti Nazionali – estendendo il confine dell’occasionalità e di ciò’ che si considera accessorio nelle aziende, aldilà’ della dimensione dell’azienda stessa –  non risolve il tema del lavoro nero, si dequalifica il lavoro e la condizione delle persone che hanno bisogno di lavorare; si  destruttura soprattutto il lavoro regolare e gli strumenti di flessibilità e per la stagionalità’ previsti anche dai contratti nazionali di lavoro. Per questo riteniamo la scelta in discussione sbagliata e continueremo a contrastarla.

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La Filcams Cgil aderisce alla proposta di legge per rimuovere il vincolo della subordinazione per l’esercizio della professione forense.

La proposta è nata in seno alla Consulta delle Professioni della Cgil a cui partecipa attivamente la nostra categoria.

Come Filcams Cgil siamo interessati alla proposta perché, in caso diventi legge, la figura dell’avvocato dipendente andrà normata all’interno del Contratto Nazionale degli Studi Professionali.

Inoltre, la proposta risulta coerente con le diverse iniziative messe in campo dalla Filcams negli anni scorsi rivolte ai giovani professionisti degli studi professionali.

La Filcams nazionale e territoriale di concerto con la Consulta delle professioni e alcune associazioni sta organizzando in diversità città iniziative e convegni per informare i giovani avvocati dell’opportunità offerta dalla proposta di legge.

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Sciopero e sit-in davanti al palazzo del Comune di Jesi dei lavoratori degli appalti delle pulizie del Comune. Lo sciopero, proclamato dalla Filcams Cgil di Ancona, è legato al cambio di appalto cui ha fatto seguito un taglio delle ore lavorative, mentre le metrature dei locali da pulire sono aumentate.

Lavoratori e sindacalisti hanno chiesto al sindaco di fissare un incontro tecnico tra le parti coinvolte (azienda, sindacato e Rup, responsabile unico procedimento) per chiarire la vicenda che ha portato i dipendenti della Cm Service a proclamare lo stato di agitazione e lo sciopero.

“Siamo stanchi di vedere che, nonostante i nostri solleciti e la firma del protocollo sugli appalti dell’Anci Marche con i sindacati, non ci sia la volontà di costruire insieme alle parti sociali un capitolato di gara con regole certe rispetto alle clausole di salvaguardia, alle garanzie occupazionali e di reddito dei lavoratori.” afferma Rita Giacconi, segretaria provinciale Filcams Cgil.

“Se il sindaco ci convocherà, sospenderemo lo sciopero e i lavoratori torneranno al lavoro”, “in caso contrario, la nostra mobilitazione continuerà con ulteriori iniziative di lotta”.

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Un’iniziativa comune, organizzata insieme da Filcams, Filt e Flai Cgil per avviare una riflessione sul settore degli appalti, in particolare sul delicato tema della legalità nel comparto.

Il 18 maggio a Modena, si terrà un primo confronto per poi intraprendere un percorso di proposte concrete grazie al coinvolgimento dei funzionari sindacali delle tre categorie che suddivisi in focus group affronteranno diversi temi: il confronto tra i diversi contratti nazionali, la contrattazione e l’azione sindacale di sito e di filiera, la regolarità e la legalità negli appalti.

L’idea di sviluppare un’iniziativa nazionale proprio a Modena viene dall’esperienza positiva che si è prodotta nel territorio in occasione della vertenza sorta nell’ambito della filiera della macellazione delle carni, che ha coinvolto sia i lavoratori alle dipendenze dirette dei macelli, sia quelli occupati negli appalti.
“La Filcams è da diversi anni impegnata per migliorare le condizioni di chi lavora nel settore degli appalti, in particolare per individuare regole condivise ed arginare le tante forme di illegalità” afferma Elisa Camellini, segretario nazionale della Filcams Cgil Nazionale. “Un lavoro precario per il basso numero di ore assegnate e la retribuzione non sufficiente ad un reale sostentamento. Un lavoro invisibile, mortificato dai continui tagli delle risorse e delle ore di lavoro, condizionato dai continui cambi appalto che peggiorano le condizioni di lavoro.

L’iniziativa congiunta ha l’obbiettivo di avviare un’azione comune per migliorare le tutele dei dipendenti del settore  iniziando un lavoro in sinergia  che ci porterà alla presentazione di un “Protocollo di Buone Pratiche”.

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Grande partecipazione allo sciopero plurisettoriale

Sono arrivati con 94 pullman da tutta Italia le lavoratrici e i lavoratori dei settori della Ristorazione Collettiva e Commerciali, Agenzie di Viaggio e Pulizie Multiservizi, in sciopero e in presidio a Piazza della Bocca della Verità a Roma, per chiedere i rinnovi dei contratti nazionali di settore – che coinvolgono un milione e mezzo di lavoratori – fermi da più di 4 anni.

#FuoriServizio

“Una battaglia comune per il riconoscimento dei diritti e del valore del lavoro” affermano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti, soddisfatti della partecipazione.

“Le parti datoriali con le quali da mesi si è sviluppato il confronto, stanno ponendo sul tavolo di trattativa pregiudiziali importanti che stanno impedendo il confronto, come il peggioramento delle tutele previste in caso di malattia, le modifiche all’articolato del cambio di appalto e le proposte di aumenti retributivi irrisori” proseguono i sindacati. “Non possiamo accettare proposte che non fanno altro che peggiorare le condizioni di lavoro degli addetti del settore”.

Mense e pulizie nelle scuole e negli ospedali, ristorazione commerciale, sono settori strategici per la nostra società, servizi indispensabili per il regolare svolgimento delle attività quotidiane. Settori dove la precarietà lavorativa ed economica fa da padrona, dove la presenza femminile è molto alta e tanti sono i part time cosiddetti involontari.

“Rinnovare il contratto nazionale vuol dire ridare dignità e rispetto al lavoro” afferma un lavoratore in piazza.

Essere senza contratto però vuole dire anche non avere regole di riferimento condivise “con il rischio che aumentino i ricatti e la vulnerabilità dei lavoratori, in balia delle decisioni aziendali”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti dichiarano la loro disponibilità a riavviare i confronti, purché senza condizionamenti pregiudiziali da parte delle associazioni datoriali, per giungere ai rinnovi dei contratti nazionali.

Le immagini dello sciopero

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Lo scorso 24 marzo a Roma presso la sede nazionale della Fisascat Cisl si è tenuto il secondo incontro per il rinnovo del Contratto Nazionale delle farmacie speciali.

Assofarm non presenterà una propria piattaforma, ha illustrato alcune riflessioni preoccupate rispetto alle richieste di ordine economico, essenzialmente riferendosi alla richiesta retributiva e di revisione delle maggiorazioni.

Le parti datoriali in merito alla Bilateralità si sono dichiarate disponibili alla strutturazione della materia e alla discussione per l’individuazione di un Ente; mentre sono emerse delle perplessità rispetto all’articolazione di un inquadramento adeguato con il nuovo modello di Farmacia del Territorio che, stante le dichiarazioni parte datoriale, non presenta servizi remunerativi e che rallenta le burocrazie a livello territoriale.

I sindacati hanno rinnovato la richiesta di poter valutare congiuntamente i dati relativi ai regimi di apertura e alla platea della forza lavoro impiegata nel settore.

Prossimo incontro previsto 4 maggio.

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Attesi migliaia di lavoratrici e lavoratori alla manifestazione nazionale a Roma in piazza Bocca della Verità.: è #Fuoriservizio.

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori attesi alla manifestazione nazionale unitaria del 31 marzo organizzata a Roma dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti con presidio statico a Piazza Bocca della Verità in supporto della giornata di sciopero plurisettoriale multiservizi e turismo. La protesta #FuoriServizio è stata indetta dalle quattro sigle a seguito della interruzione delle trattative e dello stallo negoziale che non consentono ad oggi di rinnovare i contratti nazionali di settore scaduti dal 2013.

Coinvolti oltre un milione e mezzo di addetti delle imprese di pulizia/servizi integrati/multiservizi, della ristorazione collettiva, dei pubblici esercizi e delle agenzie di viaggio, per i quali le categorie dei sindacati confederali Cgil Cisl Uil rivendicano un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, ed il potenziamento del welfare.

#FuoriServizio

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UIltucs e Uiltrasporti in un comunicato congiunto hanno stigmatizzato la posizione delle associazioni imprenditoriali di settore Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro Servizi Confcooperative, Agci e Unionservizi Confapi, Angem ed Alleanza delle Cooperative, Fipe e Fiavet Confcommercio, che «hanno sempre posto come condizione per il rinnovo dei rispettivi contratti nazionali di lavoro, la restituzione di parte di importanti elementi economici e normativi (permessi, scatti, carenza malattia), secondo la logica sbagliata che un  accordo nazionale debba vedere un finanziamento diretto da parte dei lavoratori» spiega la nota.

Alla base della mobilitazione, sottolinea il comunicato, anche «l’indisponibilità di alcune imprese ad offrire garanzie nei subentri di attività nei centri commerciali» e le pretese inaccettabili sul «peggioramento delle tutele previste in caso di malattia, modifiche all’articolato del cambio di appalto e le proposte di aumenti retributivi irrisori».

«Chi opera in questi settori svolge un lavoro prezioso, talora essenziale per garantire servizi anche  irrinunciabili a cittadini e viaggiatori» prosegue la nota unitaria che invita i lavoratori a prendere parte alla mobilitazione «per ottenere, senza sottostare a pregiudiziali, subito il rinnovo dei contratti nazionali di settore, da troppo tempo scaduti» e «per difendere il potere di acquisto dei salari e i diritti di più di un milione  e mezzo di lavoratrici e lavoratori».

 

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Si è svolto il 23 marzo l’incontro al Miur tra le organizzazioni sindacali e il Sottosegretario Vito De Filippo, così come da impegni presi in occasione della manifestazione tenutasi a Roma il 16 marzo scorso.

Tra i punti più importanti affrontati, l’emergenza dei lotti dove è in atto la revoca della convenzione Consip Scuole, dove le aziende coinvolte stanno avviando le procedure di licenziamento collettivo.

Il Sottosegretario ha confermato che il dispositivo legislativo, finalizzato alla garanzia della continuità occupazionale, verrà portato all’esame del prossimo Consiglio dei Ministri, ma le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato la necessità di tener conto che sia la lex speciali di gara, sia il Contratto Nazionale del settore pulizie e servizi Integrati/multiservizi, prevedono l’applicazione in caso di cambio di appalto delle clausole sociali, pertanto le procedure di cui sopra si ritengono illegittime.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, unitamente ad una delegazione di rappresentanti sindacali, hanno fatto presente al Miur anche le difficoltà che stanno vivendo i lavoratori occupati nei lotti non interessati dalle revoche, circa il mancato decollo dei lavori di decoro. I dirigenti scolastici, pur avendo a disposizione le risorse decretate dal MIUR, non attivano gli interventi e non procedono alla rinuncia, bloccando di fatto le risorse e il conseguente il riposizionamento su altri Istituti Scolastici.

Il Miur ha comunicato di aver predisposto un’ulteriore nota da inviare alle scuole che tengono bloccate le risorse, inserendo l’indicazione che se entro un certo lasso di tempo i dirigenti scolastici non dovessero sottoscrivere i contratti attuativi, né procedere in termini effettivi alla rinuncia, varrà la regola del silenzio assenso e conseguentemente le risorse non spese verranno dedicate ad altri Istituti.

Tra l’altro, il Ministero ha confermato un’alta adesione da parte delle scuole degli interventi a sportello per il decoro, che vede un trend costante di richieste permettendo la quasi totale allocazione delle risorse destinate all’acquisto con tale modalità.

La richiesta a sportello terminerà il 31marzo prossimo e dopo tale data le risorse verranno inviate alle scuole per attivare i contratti attuativi.

Il Sottosegretario ha confermato che sono in contatto con la Presidenza del Consiglio per definire l’incontro entro i termini stabiliti nell’accordo del 04.11.2016 e stanno già approntando una serie di approfondimenti per poter arrivare all’incontro con una proposta su cui lavorare collettivamente per giungere ad una soluzione strutturale.

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Si stanno svolgendo nei territori diverse iniziative del settore della Vigilanza Privata, in seguito all’impegno assunto durante l’attivo nazionale dei delegati del 21 febbraio scorso di promuovere mobilitazioni a livello generalizzato per combattere le tante forme di illegalità che stanno stremando il settore.

A Genova il 13 marzo si è riunito il Coordinamento dei delegati del settore

Il Coordinamento ha pertanto deciso di aderire all’unanimità  all’avvio di una campagna di sensibilizzazione , partendo da una capillare informazione verso gli addetti del settore sui luoghi di lavoro, nonché una serie di iniziative sul territorio per fare comprendere anche ai cittadini le condizioni di lavoro delle Guardie Giurate e degli addetti al Portierato Fiduciario.

I primi di Aprile si terrà a Napoli, davanti la Prefettura, lo sciopero regionale della sicurezza alla presenza dei segretari nazionali. I sindacati regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, hanno lanciato un appello a  i lavoratori affinché lo sciopero raggiunga un’adesione senza precedenti: tutti insieme per dire no alle ingiustizie, no all’illegalità e no ai ricatti.

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I 18500 lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia e decoro in manifestazione.

Le categorie di Cgil Cisl Uil: «Urgente soluzione strutturale e di prospettiva che dia stabilità occupazionale al comparto»

Scenderanno in piazza il 16 marzo a Roma, davanti palazzo Montecitorio, i lavoratori ex lsu e dei cosiddetti Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia e decoro nelle scuole italiane, appalti pulizia scuole.

La mobilitazione nazionale - alla quale prenderanno parte 450 lavoratori provenienti da tutta Italia in rappresentanza dei 18.500 addetti del comparto – è stata indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, per sollecitare la convocazione di un incontro da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato ad affrontare le problematiche occupazionali e di continuità dei servizi conseguenti la revoca della convenzione Consip per i lotti dell’Ati Cns Kuadra e Manutencoop F.M. nonché del Lotto 7 che, per effetto della recente sentenza del Consiglio di Stato sull’inammissibilità del ricorso presentato da Ciclat, è altresì a rischio revoca. A rischio esclusione anche il Lotto 5 dell’Ati Maca Servizi Generali e Smeraldo per effetto del reiterato mancato pagamento delle retribuzioni.

Nei giorni scorsi le tre sigle sindacali hanno inoltrato richiesta di incontro al presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e ai titolari dei ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia, Valeria Fedeli, Giorgio Poletti e  Pier Carlo Padoan, sollecitando una possibile soluzione di prospettiva concernente la platea delle lavoratrici e dei lavoratori ex Lsu e degli Appalti Storici.

«La situazione sta assumendo risvolti sociali non più sostenibili – affermano le sigle Cgil Cisl Uil – E’ necessario dare seguito agli accordi quadro sottoscritti nei mesi scorsi con il Governo per individuare un intervento risolutivo della vertenza che assicuri tutele occupazionali e la garanzia del reddito ai lavoratori, prevalentemente donne del mezzogiorno con famiglie monoreddito, coinvolti dai ritardi burocratici, dalle incertezze sulla prosecuzione dei rapporti di lavoro e dai tagli sulle retribuzioni».

 

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In attesa del rinnovo dei contratti nazionali da più di 4 anni, interrotti i negoziati

Pulizie Multiservizi, Pubblici esercizi, Ristorazione Collettiva e agenzie di viaggio, settori diversi accomunati dalla mancanza del rinnovo del contratto nazionale. Le trattative avviate nei mesi scorsi si sono interrotte senza trovare una soluzione condivisa tra le parti, e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti hanno proclamato uno sciopero unitario degli addetti dei diversi settori per l’intera giornata di venerdì 31 marzo.

Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci, sono le controparti con le quali i sindacati hanno avviato il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle imprese di pulizie e servizi integrati/multiservizi – scaduto il 30 aprile 2013 – applicato agli oltre 500mila dipendenti.

Tra i nodi della trattativa: il trattamento economico malattia, il salario, il cambio di appalto e la normativa sui nuovi assunti.

Stesso epilogo per il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale della Ristorazione collettiva, interrotto il 18 febbraio scorso. Anche in questo caso, la rigidità delle controparti su alcuni punti ha reso vani gli avanzamenti fatti nei mesi di confronto e l’equilibrio raggiunto che aveva fatto ben sperare.

Mentre per i Pubblici Esercizi e le Agenzie di Viaggio sono ormai mesi che Fipe e Fiavet Confcommercio non si siedono più al tavolo di trattativa dopo aver avanzato pretese inaccettabili mirate ad abbattere unicamente il costo del lavoro.

Stanchi dell’arroganza delle controparti le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero: “In questi ultimi anni, tutte le aziende, anche se di settori diversi, continuano ad avanzare proposte insostenibili  senza tener conto delle pesanti conseguenze sulle condizioni di lavoro dei dipendenti” affermano i sindacati.

“Dopo oltre 4 anni di attesa non siamo disposti a cedere ai ricatti e le provocazioni che vogliono minare i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo il 31 marzo saremo in piazza per ridare voce al lavoro e chiedere dignità e rispetto.”

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È online il nuovo numero di Diario Terziario di Rassegna Sindacale.

La storia di un lavoratore con i voucher, l’attivo della vigilanza privata, le Basi Usa e i licenziamenti dei lavoratori, e tanto altro ancora.

Leggi Diario Terziario – Marzo 2017

Dopo 35 anni di lavoro mi propongono un contratto a voucher

Un cameriere palermitano si è visto negare il rinnovo del contratto stagionale, che gli confermavano ormai da anni  . “Mi sono sentito umiliato, neanche fossi stato licenziato ingiustamente”

Carmine (il nome di fantasia è per non esporlo ad ulteriori ripicche o vendette, ndr) ha lavorato per 35 anni come cameriere nel ristorante di un villaggio turistico a Palermo. E forse ci lavorerà anche quest’anno, ma non alle condizioni cui era abituato.

“Nel turismo è normale essere assunti con contratto stagionale – racconta – ci avevo ormai fatto l’abitudine. In inverno qualche volta si riesce a trovare un lavoro, spesso saltuario, in assenza si poteva contare sulla NASPI per poi riprendere l’impiego tra fine marzo e primi di aprile, poiché lo stagionale ha un diritto di precedenza da poter esercitare. Fino a settembre poi, si stava tranquilli”.

Carmine non ha trascorso un buon inverno. Sul tavolo i suoi datori di lavoro hanno già messo un pacchetto di voucher, con cui dovrebbe essere pagato nei primi mesi della stagione, tra aprile e giugno. Senza la certezza, peraltro, di vedersi rinnovare il regolare contratto stagionale.

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In data 28 febbraio  si è tenuto l’incontro presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro riguardo la procedura di cambio appalto fra gli istituti di vigilanza International Security Service srl (uscente) ed EKV srl (subentrante) riguardante i servizi di vigilanza da svolgere all’interno delle agenzie delle dogane e monopoli.

L’incontro si è concluso con un verbale di MANCATO ACCORDO poiché l’azienda subentrante EKV non ha ritenuto di assorbire nessun lavoratore anche se  ciò sia espressamente previsto dal Contratto Nazionale che l’azienda riferisce di conoscere ed applicare.

“Riteniamo che tali comportamenti, oltre a portare l’intero  settore verso una pericolosa deriva costellata di inadempienze e mancati rispetti del Contratto Nazionale, porteranno inevitabilmente  anche al crollo dell’intero settore, dei livelli occupazionali, ed alla salvaguardia dei salari dei lavoratori” affermano in una nota i sindacati di categoria di Roma e Lazio Filcams Cgil, FIsascat Cil e Uiltucs.

“Unitariamente abbiamo deciso di dire basta a queste dinamiche scorrette e pericolose, richiamando alle loro reali responsabilità le aziende le istituzioni e soprattutto gli enti committenti, che hanno il dovere e l’obbligo di vigilare sui corretti adempimenti previsti dai capitolati e dai Contratti Nazionali anche come stabilito dal codice degli appalti.”

“Pretendiamo” proseguono i sindacati, “che si vigili sulla reale genuinità delle assegnazioni per non permettere ad aziende che non risultano neppure certificate dal Ministero degli Interni   di aggiudicarsi appalti pubblici  a tariffe che mai consentirebbero la regolarità salariale e contributiva prevista dalla legge e dal dettato contrattuale.”

Per il giorno 03 marzo è stata organizzata una manifestazione davanti la sede della agenzia dei monopoli e delle dogane per dire un convinto no a tutto questo.

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Salta Il Negoziato Per Il Rinnovo Del Contratto Nazionale Applicato agli oltre 500mila Addetti.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti proclamano lo stato di agitazione e otto ore di sciopero. I nodi su trattamento economico malattia, salario, cambio di appalto e normativa nuovi assunti.
 
Salta il negoziato tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e le associazioni imprenditoriali Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro applicato agli oltre 500mila dipendenti da impresedi pulizia e servizi integrati/multiservizi, scaduto il 30 aprile 2013.
I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e un pacchetto di 8 ore di sciopero a livello nazionale. Inaccettabile per le organizzazioni sindacali che, a 46 mesi dalla scadenza del contratto nazionale, le controparti datoriali si siano presentate al tavolo di trattativa con una pregiudiziale legata al peggioramento del trattamento normativo ed economico di malattia per proseguire nel confronto. Oltre al diktat e ai contenuti dello stesso, sono state presentate proposte imprenditoriali peggiorative sul salario, sul cambio di appalto (con la definizione del concetto di discontinuità per evitare l’applicazione dell’art. 2112 del Codice Civile e il trasferimento del personale nella successione e/o sostituzione tra imprese appartenenti alla stessa Ati, Rti, Consorzio, subappaltatori, ecc. senza prevedere la disapplicazione del contratto a tutele crescenti, come invece concordato in precedenza) e sulle condizioni di lavoro per i nuovi assunti (con il mantenimento al primo livello per un tempo superiore a quello attualmente previsto e la riduzione dei giorni di ferie).
«Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti unitamente alle delegazioni trattanti, hanno denunciato l’impossibilità a proseguire nel confronto, aggiungendo che oltre alla forma, anche i contenuti di merito delle tematiche presentate non permettevano di portare la trattativa ad un esito positivo» si legge in un comunicato sindacale unitario diramato sui luoghi di lavoro.
«Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti – conclude il documento congiunto – non intendono accettare che un negoziato aperto da quasi 4 anni sia sottoposto ad una pregiudiziale che attacca i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di un settore che negli ultimi anni di crisi ha visto continui tagli sugli orari di lavoro e sulle retribuzioni».

 

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Legalità, trasparenza e rispetto delle regole, approvato all’unanimità un documento di intenti.

Grande partecipazione oggi all’attivo unitario delle delegate e dei delegati della Vigilanza Privata che si è svolto a Roma presso il Centro Congressi Frentani.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uitlucs hanno organizzato un momento di confronto coi delegati e le delegate sindacali del settore della vigilanza privata , sempre più provato dalla crisi economica e dall’atteggiamento miope delle imprese.

Legalità, trasparenza e rispetto delle regole sono gli obiettivi del documento approvato all’unanimità dall’assemblea che ha deciso di promuovere mobilitazioni a livello generalizzato per combattere le tante forme di illegalità che stanno stremando il settore e per richiamare le Istituzioni preposte ad operare in coerenza allo spirito ed alla lettera delle norme regolamentari relative alla capacità tecnico-organizzativa che gli Istituti di Vigilanza Privata debbono osservare.

Cambi appalto, mancata applicazione del Contratto Nazionale, ricorso a contratti peggiorativi per i lavoratori sottoscritti da associazioni non rappresentative del settore; sono tante le forme messe in campo dalle imprese per tentare di eludere le leggi e abbassare il costo del lavoro, scaricando sui dipendenti le difficoltà di tutti.

“Il documento” Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uitlucs, “vuole essere un punto di partenza condiviso per combattere le azioni illecite e cercare di ridare dignità al comparto, ormai divenuto strategico per la società civile”.

“Sarà una battaglia lunga e faticosa” concludono i sindacati “ma siamo un unico fronte comune, e insieme siamo più forti.”

L’intervento di Sabina Bigazzi 

Il documento approvato all’unanimità

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Nella giornata di sabato 18 febbraio 2017 si è consumato l’ultimo atto di una trattativa difficile che ha visto Filcams, Fisascat e Uiltucs provarle davvero tutte per assicurare un contratto collettivo dignitoso alle lavoratrici e ai lavoratori della ristorazione collettiva.

“Purtroppo il senso di responsabilità e la serietà  devono riguardare entrambi le Parti se si vuole arrivare ad una sintesi condivisa e dobbiamo registrare che “responsabilità” e “serietà” non sono state caratteristiche che hanno contraddistinto l’operare delle nostre controparti” è quanto scrivono in un comunicato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

“Particolarmente grave è apparso l’atteggiamento del mondo cooperativo in costante balia degli umori e delle pretese delle proprie associate (Cir e Camst in testa) cui va attribuita grande parte della responsabilità di aver fatto fallire un negoziato che pareva definitivamente avviato ad un esito positivo.”

Non senza fatica il confronto aveva raggiunto dei punti di equilibrio significativi su aspetti importantissimi quali la sfera di applicazione, le norme che regolano i cambi di appalto, la fruizione dei permessi individuali, la contrattazione territoriale, la bilateralità, il mercato del lavoro.

Anche sulla difficile partita degli aumenti salariali una soluzione appariva ormai a portata di mano.

“Qualcosa però non è andato per il verso giusto” proseguono i sindacati. “Qualcuno ha pensato che giunti a quel punto fosse possibile ancora una volta riavvolgere il nastro per piantare la propria bandierina, dimenticando che un contratto di lavoro è un punto di sintesi fra le esigenze di tutti e non la somma delle risposte alle singole pretese delle singole imprese.

Filcams, Fisascat e Uiltucs non intendono accettare questo epilogo e le modalità davvero discutibili con cui vi si è arrivati e hanno proclamato lo stato di agitazione e un pacchetto di 8 ore di sciopero.

Nei prossimi giorni verranno effettuate le assemblee nei luoghi di lavoro.
Vogliamo il contratto e lo vogliamo adesso!

globalstrike

Perché il tirocinio torni ad essere un’opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per i giovani e non un lavoro sottopagato, servono regole certe e controlli severi. Va ripristinata – e protetta – la valenza formativa dell’istituto che nella pratica si è persa a vantaggio di un utilizzo dello stage finalizzato allo sfruttamento di manodopera a basso costo.

Una modalità di accesso sempre più frequente anche nei settori del commercio, del terziario e dei servizi. Nel  turismo, ad esempio, il tirocinio si affianca spesso al voucher o al lavoro intermittente nel costruire un sistema di precarietà che nulla ha a che vedere con la creazione di occupazione stabile e di professionalità formate.

Al dramma della disoccupazione giovanile non si può rispondere con la moltiplicazione di condizioni normative nei luoghi di lavoro capaci solo di generare insicurezza sociale, evasione fiscale e contributiva, e in taluni casi vero e proprio sfruttamento.

La Filcams ritiene che l’iniziativa di mobilitazione odierna promossa dalla Coalizione Globale Dei Tirocinanti sia innanzitutto importante per riaccendere i riflettori su un altro punto di forte debolezza del nostro mercato del lavoro, che assieme ad altri può e deve essere cambiato. La Carta Universale dei Diritti della Cgil  anche in questo caso, è in grado di dare risposte adeguate e produrre una decisa inversione di rotta.

#GlobalInternsStrike

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Servono regole concrete e il rispetto degli impegni da parte delle istituzioni per il settore della Vigilanza Privata. Martedì 21 febbraio l’attivo dei delegati.

Ormai da troppi anni il settore della Vigilanza Privata e della Sicurezza che coinvolge circa 40mila lavoratrici e lavoratori, versa in una crisi molto profonda, la cui prima responsabilità è sicuramente in capo alle imprese. La rincorsa alla compressione dei costi, in particolare del costo del lavoro, che nell’idea delle imprese avrebbe dovuto generare competitività, si è dimostrata una scelta strategica miope che ha alimentato la logica del massimo ribasso senza limiti ed i comportamenti elusivi delle regole, che ormai troppo spesso sconfinano nell’illegalità.

I ritardi delle istituzioni, ed a volte il loro silenzio complice, rischiano di disegnare un futuro ancora più difficile ed incerto.

“Ormai da anni siamo in attesa del completamento dei decreti previsti, a partire da quello sulla formazione. La certificazione delle imprese, il cui termine è ormai scaduto, non viene controllata e  non è nemmeno stata pubblicata la lista delle aziende che l’hanno ottenuta, come si era impegnato a fare il Ministero degli Interni molti mesi fa” affermano i sindacati di categoria Filcams Cgil, FIsascat Cisl e Uiltucs. “La recente sottoscrizione di un Contratto Nazionale per il settore da parte di associazioni datoriali del tutto sconosciute e di CISAL (tutti soggetti che non possono definirsi – né maggiormente né comparativamente – più rappresentativi), si inserisce a pieno titolo in quel contesto ed alimenta a sua volta la crisi del mercato, attraverso il deprecabile strumento del dumping sul lavoro. Questa vicenda è emblematica e paradossale.”

Quale sarà dunque il futuro del settore se non si porranno dei limiti ben precisi, se non si daranno regole chiare e trasparenti, se non si porteranno a compimento le riforme previste? Noi dobbiamo dire la nostra e provare a mettere un freno a questa spirale verso il basso che sembra non aver fine. Per questo Filcams, Fisascat e Uiltucs promuovono una campagna di informazione, sensibilizzazione e  mobilitazione a partire dall’attivo nazionale unitario delle delegate e dei delegati del settore convocato per il 21 febbraio, dalle ore 10.30, presso il Centro Congressi Frentani, in Via dei Frentani 4, in Roma.

lavoratori in appalto scuole

A pochi giorni dalla scadenza della proroga dell’appalto di pulizia dei locali di Banca Carige, i lavoratori e le lavoratrici, preoccupati per il loro destino occupazionale, hanno dichiarato lo stato di agitazione insieme alle organizzazioni sindacali territoriali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil Genova e Liguria.

“La fine appalto è prevista per il 28 febbraio” scrivono in una nota i sindacati, “mentre il subentro da parte dell’Ideal Service è previsto per l’11 marzo. Ad oggi, purtroppo, non  è stata fissata alcuna data per l’obbligatorio cambio di appalto tra l’azienda uscente “L’Operosa” e quella entrante “Ideal Service”.  Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Genova e Liguria chiedono a Banca Carige di farsi parte attiva in questo processo delicato che necessita dell’intervento concettuale e morale dell’azienda che appalta il servizio.”

I circa 80 lavoratori corrono il grave rischio di essere licenziati senza alcuna garanzia di continuità come previsto dall’art. 4 del contratto di categoria.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti chiedono che fino al 28 febbraio, data di scadenza dell’appalto dell’Operosa, sia fissata la data per il dovuto cambio di appalto e chiedono a Banca Carige di farsi promotrice dell’iniziativa e che ricerchi soluzioni immediate affinché il cambio di appalto venga svolto nei tempi corretti nel rispetto del contratto e delle leggi. In mancanza di tali rassicurazioni si sarà costretti ad intraprendere ulteriori iniziative di protesta.

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Un appuntamento di informazione e aggiornamento sulla contrattazione per comprendere la situazione di ogni singolo Contratto e negoziato seguito dalla categoria.

La Filcams Cgil dà vita a Diario dei Contratti , uno strumento per conoscere e diffondere la concreta attività in ambito contrattuale.

Stampabile, ma fruibile anche in digitale o sui social network, con questo primo numero di Diario dei Contratti , la Filcams Cgil vuole presentare l’attuale situazione di tutti i tavoli contrattuali aperti per seguirne gli sviluppi nel corso delle diverse fasi delle trattative.

INSIEME SIAMO, e insieme vogliamo continuare a batterci per migliorare le reali condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, senza arrenderci alle difficoltà contestuali e ai continui tentativi di chi vuole svilire il valore del Lavoro e del Contratto Nazionale, mettendo in discussione tutele e diritti.

Diario dei contratti Febbraio 2017