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Sciopero ad oltranza e presìdi fuori alle scuole. È la decisione presa dai lavoratori degli appalti pulizie scuole e decoro di Frosinone e Latina che da questa mattina (17 maggio) sono in sciopero e che sono stati in presidio sotto alla sede del Miur a Roma in viale Trastevere.

Nell’incontro tenutosi nella mattinata odierna presso lo stesso Miur, alla presenza anche di alcuni parlamentari e senatori della Repubblica, sono state denunciate da parte delle Organizzazioni sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti e dalle Confederazioni di Cgil, Cisl e Uil del Lazio, oltre alle situazioni di indigenza e di emergenza sociale che i lavoratori stanno attraversando, anche gravissime situazioni di illegalità.

Le aziende coinvolte (Ma.ca, Servizi Generali e Smeraldo) continuano impunemente a beneficiare di soldi pubblici, e alcuni dirigenti scolastici (soprattutto in provincia di Latina) non stanno ottemperando alle indicazioni fornite dalle circolari ministeriali e a quanto previsto dalle normative in tema di appalti relativamente al pagamento in surroga e/o alle proroghe di appalto.

“Non è possibile che nessuno intervenga su denunce così pesanti che riguardano la correttezza e la trasparenza sugli appalti, rimpallandosi responsabilità su chi deve intervenire tra i vari Ministeri, la Consip, l’Anac (a cui tra l’altro è stata presentata un esposto più di un mese fa ad oggi senza risposta) e/o nascondendosi dietro un pronunciamento del Tar che non arriva mai!” è quanto afferma la Filcams Cgil Roma Lazio.

Il Miur si è impegnato a coinvolgere tutti gli enti preposti per verificare e risolvere tutte le gravissime anomalie che da tempo stanno coinvolgendo un appalto pubblico di grosse dimensioni come questo.
A tal proposito ha riconvocato urgentemente il tavolo per il prossimo lunedì 21 maggio alle ore 16, invitando a tale tavolo l’Usr del Lazio, il Ministero del Lavoro, l’Anac e la Consip.

Per tutti questi motivi e, considerando importante anche l’impegno preso dal Miur è stato sciolto il presidio odierno ma non lo sciopero generale ad oltranza con presidi fuori dagli istituti scolastici che hanno lo scopo di sensibilizzare anche il corpo docente, gli studenti ed i cittadini.
Il 18 maggio le aziende verranno denunciate anche per condotta antisindacale visto che hanno sostituito i lavoratori in sciopero con squadre di lavoratori esterni all’appalto.

Nei giorni scorsi l’invio di squadre esterne è avvenuto anche in tarda serata o in piena notte senza nessun controllo sugli accessi da parte dei dirigenti scolastici e mettendo a rischio anche la sicurezza degli istituti e l’incolumità degli studenti.
In occasione dell’incontro di lunedì, i lavoratori torneranno in presidio davanti al Ministero e chiederanno, come unica condizione per rimuovere lo sciopero ad oltranza: il pagamento dello stipendio e un nuovo appalto che veda definitivamente fuori le aziende Ma.ca, Servizi Generali e Smeraldo.
Tutto ciò per ridare un’esistenza normale, giustizia e dignità ai lavoratori e per ripristinare la legalità e la trasparenza su un appalto pubblico.

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Ancora una volta. Ancora oggi a Taranto, cosi come due giorni fa a La Spezia e prima ancora a Padova. Sono gli incidenti mortali sul lavoro, che quotidianamente ormai si susseguono.

Non bastano le denunce, le manifestazioni, gli scioperi, nel 2018 le morti sui luoghi di lavoro sono in aumento rispetto all’anno precedente. Secondo le stime dell’Inail tra gennaio e marzo 2018 sono stati 212 gli incedenti mortali, l’11,58% in più rispetto al 2017.

“L’ennesima tragedia, un’altra vita spezzata e ancora una famiglia distrutta” sono le prime parole di rabbia e sgomento di Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, “perché i continui tagli negli appalti, stanno peggiorando la qualità e le condizioni di lavoro, e queste sono le conseguenze più gravi.”

Per questo condividiamo e siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva di Taranto e dell’indotto in sciopero in queste ore.

L’indignazione e la protesta devono continuare: “abbiamo bisogno di un intervento forte, che coinvolga tutte le parti per fare in modo che migliori la sicurezza nei posti di lavoro e il controllo del rispetto delle regole, un piano strategico di interventi mirati e coordinati” afferma la segretaria generale.

“Tutti dobbiamo sentirci responsabili, nessun settore è escluso” prosegue “e dobbiamo affrontare con fermezza una situazione ormai non più sopportabile. Non c’è più tempo!”

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A Roma le guardie giurate chiedono il rinnovo del contratto Vigilanza Privata.

Sono giunti a Roma da tutto il territorio nazionale, migliaia di lavoratori della Vigilanza Privata e dei servizi fiduciari oggi in sciopero.

Alla manifestazione nazionale organizzata a Roma da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno preso parte in tanti e nei posti di lavoro l’adesione allo sciopero è stata di circa dell’80%, una partecipazione straordinaria. “Finalmente siamo di nuovo a Roma dopo tanti anni e siamo davvero tanti” ha affermato Sabina Bigazzi che segue il settore per la Filcams Cgil Nazionale. “La grande presenza di oggi, ci convince ancor di più che dobbiamo proseguire la strada intrapresa, continuando a sostenere le nostre rivendicazioni nei confronti delle imprese e delle istituzioni”.

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Contratto nazionale di settore scaduto da più di 2 anni e proposte datoriali che tendono a peggiorare le condizioni di lavoro, sono questi i motivi che hanno portato i sindacati ad avviare la mobilitazione.

Tra le richieste inaccettabili delle imprese: l’estensione a 45 ore dell’orario normale di lavoro per le guardie impiegate nei servizi di vigilanza fissa; la possibilità di ricorrere al lavoro a chiamata/intermittente sia per la vigilanza privata che per gli altri servizi di sicurezza e inserire nel contratto le flessibilità previste dal Jobs act; l’abbattimento della durata oraria settimanale minima del part-time; la riduzione del periodo di comporto utile ai fini della conservazione del posto di lavoro; la compressione delle modalità di fruizione dei permessi della legge 104/92 e il superamento della copertura economica dei primi tre giorni di assenza per malattia.

Ora inizia una nuova fase di mobilitazione, che vedrà i lavoratori e i sindacati coinvolti per mettere in capo altre forme di lotta: “questa è la nostra forza – conclude Bigazzi. E rivolgendosi ai lavoratori “voi siete la nostra forza!”

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La drammatica situazione del settore dell’elettronica di consumo, la battaglia contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive in Europa e il focus sulle principali vertenze territoriali.
È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di categoria di Rassegna Sindacale: “Elettronica di Consumo, serve una nuova strategia”.
Un approfondimento sul commercio online grazie al contributo di Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario.

Diario Terziario Aprile 2018

Elettronica di consumo, cambiare strategia e modalità di vendita per sopportare la concorrenza
L’elettronica di consumo sta subendo profonde trasformazioni, anche a causa dell’espandersi dell’e-commerce. Un mondo complesso composto da tanti segmenti e diversi canali di vendita che incidono fortemente sulla distribuzione.
Trade Lab, società di analisi e consulenza, che insieme al Ce. Mu, il Centro Studi Multiservizi della Filcams, predispone report periodici sul terziario, ha elaborato, per un corso di formazione della Filcams Cgil di Firenze, un approfondimento sul settore mettendo in luce le trasformazioni e le difficoltà.

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La Filcams Cgil nella assemblea dei delegati della Fondazione Enasarco del 24 aprile 2018, con all’ordine del giorno la approvazione del bilancio consuntivo 2017, ha assunto una posizione critica circa la mancanza di un effettivo rilancio della Fondazione e la risoluzione dei problemi più importanti a partire dalla gestione del patrimonio, la mancata internalizzazione di alcuni servizi importanti e il costo eccessivo delle consulenze esterne.

La posizione della Filcams Cgil si è conseguentemente concretizzata in un voto di astensione.

Questo in coerenza con il mandato elettorale ricevuto e con il programma presentato in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organi della Fondazione.

Ribadiamo infatti che una delle mission della Fondazione rimane quella di migliorare le prestazioni previdenziali degli iscritti sanando quelle modifiche dei regolamenti che, tra l’altro, la Filcams non ha mai approvato.

Rimane concretamente indispensabile lavorare per non vanificare i sacrifici richiesti alla categoria con i regolamenti stessi.

Abbiamo anche constatato che la maggioranza che ha sostenuto all’inizio i vertici della Fondazione, di fatto non esiste più e questo significa aprire una fase nuova nella vita della Fondazione avviando un confronto con tutte le parti sociali, e la Filcams Cgil si attiverà in questo senso, in primo luogo con i firmatari degli Accordi Economici Collettivi.

La Filcams Cgil ritiene che la Fondazione Enasarco è ancora uno strumento fondamentale, assieme alla contrattazione di settore, ma deve profondamente rinnovarsi per gestire la difficile fase di crisi e di trasformazione del settore.

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Le lavoratrici e i lavoratori delle vigilanza privata in sciopero il 4 maggio 2018 per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto nazionale e per condizioni normative e salariali dignitose.

Il Contratto Nazionale di lavoro (CCNL) per i dipendenti da istituti ed imprese della vigilanza privata e dei servizi fiduciari è scaduto dal 31 dicembre 2015. Le associazioni nazionali dei datori di lavoro del settore, nel corso dell’incontro tenutosi il 27 febbraio 2018, dopo più di un anno di trattative, hanno presentato una serie di richieste che, se fossero complessivamente accolte, farebbero fare alla categoria un salto indietro di 30 anni.

Le proposte:

In questo contesto, i lavoratori e le lavoratrici della vigilanza e della sicurezza privata sono costretti ad affrontare anche un altro nemico. Da mesi si assiste ad un fenomeno devastante ad opera di fantomatiche associazioni datoriali e sindacati “gialli” che, seppure sprovvisti di qualsivoglia elemento di rappresentatività reale, sottoscrivono contratti “pirata” in cui le condizioni salariali e normative vengono sistematicamente ribassate, anche con meccanismi ingannevoli.

Malgrado le esigenze di sicurezza siano in aumento, la tendenza diffusa è fondata sul contenimento estremo del costo del lavoro: sono sempre più diffuse le gare a corrispettivi inferiori alla retribuzione oraria prevista dal contratto nazionale, indette persino dalla pubblica amministrazione.  Così la concorrenza sleale si scarica sulla pelle dei lavoratori, nel “silenzio” del ministero dell’interno e dell’autorità nazionale anti-corruzione. E’ ora di svelare la verità!

La sicurezza si garantisce solo se gli addetti della vigilanza e della sicurezza privata possono lavorare in condizioni dignitose e consone al rischio che devono prevenire, con un salario giusto e dignitoso.

Per questi motivi lavoratrici e lavoratori della sicurezza privata manifesteranno a Roma, in piazza Santi Apostoli, a partire dalle 10 di venerdì 4 maggio.

La giornata di sciopero è stata proclamata da Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs.

Per il contratto nazionale, per la legalità.

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Dopo la sentenza dell’11 aprile scorso del Tribunale di Torino che ha respinto le istanze dei sei riders, i quali avevano perso il lavoro dopo aver protestato contro l’introduzione del cottimo, arriva una buona notizia per i ciclofattorini di Foodora e delle aziende del gruppo Delivery Hero.

Il 16 aprile a Berlino si è tenuta la riunione conclusiva di una trattativa europea che ha visto seduti al tavolo da una parte Foodora ed il gruppo di cui fa parte, Delivery Hero, e dall’altra i rappresentanti dei lavoratori eletti in una Delegazione Speciale di Negoziazione (DSN). Per l’Italia, uno dei 14 paesi europei in cui opera la piattaforma digitale specializzata in consegne di pasti a domicilio, era presente la Filcams-CGIL.

Nel nostro paese Foodora registra 47 lavoratori dipendenti, ma sono molti di più, si stima oltre un migliaio, i ciclo-fattorini che ogni giorno coi loro borsoni termici rosa, sotto il sole, la pioggia o la neve, prendono i piatti di 1866 locali convenzionati (ristoranti di cucina tradizionale o etnica/gelaterie/pub/pizzerie) e li consegnano ai consumatori di 6 città italiane (Milano, Torino, Firenze, Bologna, Verona, Roma).

La trattativa si è avviata a seguito della decisione di Delivery Hero, gruppo con base a Berlino, di trasformarsi in Societas Europaea (SE), una forma di società per azioni transnazionale basata su una normativa comunitaria. Normativa, che tra le altre cose, prevede che i lavoratori partecipino alla costituzione e alla vita della SE, ne siano coinvolti attraverso procedure di informazione, consultazione e partecipazione da definire in sede negoziale.

“A tal fine si è svolta la negoziazione che è durata 6 mesi e ha visto le parti contrapporsi in maniera aspra, ma che si è conclusa ieri con un accordo che garantisce e tutela i diritti dei lavoratori ed una partecipazione effettiva alla vita del gruppo” – riferiscono Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams-CGIL e Stefania Radici, del Dip. Internazionale, i quali hanno partecipato  alla trattativa.

L’accordo prevede che ogni paese esprima almeno un rappresentante dei lavoratori in seno al Comitato Aziendale della SE, che sia data un’informazione dettagliata in merito alle strategie aziendali, ai piani di investimento o di dismissione, a tutti i programmi che possano incidere sull’organizzazione del lavoro e sull’occupazione in generale, introduce procedure chiare per la consultazione, nonché stabilisce la partecipazione dei lavoratori nel Comitato di Sorveglianza del gruppo, in cui finora sedevano solo i rappresentanti degli investitori. Adesso quest’ultimi dovranno confrontarsi con i lavoratori, i quali saranno presenti in misura paritaria ed avranno lo stesso diritto di voto.

“La battaglia dei riders per un salario o compenso correlato alle ore di lavoro prestate, un monte ore garantito, un’assicurazione che copra eventuali infortuni e garantisca salute e sicurezza per le strade,  un’indennità di malattia, maggiorazioni in caso di condizioni meteo avverse o lavoro festivo, manutenzione delle attrezzature da lavoro etc continuerà a livello locale e nazionale coinvolgendo aziende e interlocutori istituzionali al fine di ottenere standard minimi di tutela dei ciclofattorini (come raccontano le recenti esperienze maturate a Bologna e Milano), ma da domani potrà trovare spazio anche nella dimensione europea, perché le rivendicazioni dei riders di tutta Europa sono comuni e fare fronte comune nel segno della solidarietà è il modo più efficace per ottenere il riconoscimento di diritti e tutele” proseguono dalla Filcams Cgil.

L’accordo firmato ieri apre nuove opportunità tutte da esplorare per una governance condivisa dei processi di cambiamento, per orientare i cambiamenti dettati dalla rivoluzione digitale in maniera equa e solidale, per far sì che essi non si realizzino a scapito dei lavoratori ma producano un miglioramento della qualità della vita e del lavoro di tutti coloro che ne sono coinvolti.

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70 anni di impegno e di lotta”, a Cinecittà con conclusioni di Susanna Camusso

“70 anni di impegno e di lotta – Diritti, Contrattazione e Rappresentanza”. È questo il titolo dell’Assemblea nazionale donne di Filcams, Fiom, Flai e Fp, quattro categorie della Cgil, in programma giovedì 13 aprile a Roma presso lo studio 10 di Cinecittà  a partire dalle ore 10 e che verrà conclusa dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

Il programma della giornata, che sarà coordinata dalla giornalista di Radio Rai, Ilaria Sotis, prevede interventi di delegate delle quattro categorie interessate, insieme alla partecipazione delle segretarie generali di Filcams, Fiom, Flai e Fp, rispettivamente Maria Grazia Gabrielli, Francesca Re David, Ivana Galli e Serena Sorrentino. Previste poi letture a cura dell’attrice Maria Antonia Fama. Infine, intorno alle 12.30, le conclusioni di Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.

GFK Italia

La procedura di licenziamento di 34 lavoratori chiesta da GFK Italia per l’attuazione di un piano di riorganizzazione aziendale si è chiusa con un accordo che soddisfa (ma non convince) le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori. I lavoratori hanno accettato il licenziamento, con un incentivo all’esodo volontario che non compensa la perdita di alte professionalità in un’ottica generale di rilancio dell’azienda.

“Preoccupa – affermano da Filcams i responsabili che hanno seguito la trattativa – che un’azienda così strutturata a livello internazionale non riesca a governare l’introduzione di nuove tecnologie, portate a pretesto di licenziamenti a causa di un incolmabile gap con i diretti concorrenti”.

GFK si occupa a livello internazionale di ricerche di mercato, occupando circa 13mila dipendenti di cui 374 impiegati nella sede italiana, per la quale ha chiesto di poter procedere ad un riassetto definito “accelerate strategy”.

“La strategia cui fa riferimento GFK – proseguono da Filcams – punta essenzialmente ad un taglio dei costi che fa leva solo sulla riduzione degli organici; a supporto di questa nostra convinzione c’è anche il fatto che in tanti anni di relazioni sindacali e incontri non si sia mai discusso un piano di rilancio dell’azienda”.

Di fatto la GFK, pur essendo presente in molti paesi (per la maggior parte poco sindacalizzati), non ha mai reso noto di quale piano industriale internazionale dotarsi, quali strategie di innovazione tecnologica e di ricerca intendano adottare per competere in un mercato in continua evoluzione. Il rischio reale è che a breve si potrà assistere ad ulteriori ricadute occupazionali per futuri piani di riorganizzazione a livello globale che vanno nella direzione della terziarizzazione di alcuni settori afferenti l’attività di ricerca di indagine e di analisi dei dati. In sostanza: c’è poco di strategico nel riassetto se le risorse umane piuttosto che essere riconosciute in esubero non vengono coinvolte nella strategia condivisa che dovrebbe valorizzare occupazione, formazione e riqualificazione quale modello di sviluppo aziendale virtuoso.

“Non può più essere considerato solo un rischio – concludono da Filcams – quando le forme di innovazione tecnologica creano disoccupazione, la digitalizzazione quale strumento di innovazione giustifica un incessante terziarizzazione e spacchettamento dell’organizzazione del lavoro e ciò che diventa efficientamento aziendale produce precarietà ed instabilità lavorativa e reddituale scaricando i costi al sociale”.

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Sempre più aziende sequestrate al centro/nord: combattiamo il fenomeno con il mantenimento delle attività

Più di 13mila imprese italiane hanno subìto un provvedimento di sequestro – totale o parziale; di queste, oltre 2mila sono ancora attive. Sono i dati che ha fornito uno studio di Infocamere – aggiornato a febbraio 2018 – presentato oggi durante l’iniziativa “Ripartiamo Il recupero e il rilancio dei beni sequestrati” organizzata dalla Filcams e dalla Cgil presso il Tempio di Adriano a Roma.

Dati significativi che mettono in evidenza una realtà importante, che si sta diffondendo in tutto il territorio italiano. Delle 2200 imprese attive infatti, 372 sono in Sicilia, 362 nel Lazio, segue la Campania con 311, ma la quarta regione è la Lombardia con 267 attività.

Tra i settori più coinvolti, quelli rappresentati dalla Filcams: il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio, che rappresenta il 26,41% del totale, le attività di servizi e ristorazione, all’11,64%; particolarmente interessati anche il settore delle costruzioni, 12,18%, le attività immobiliari -9,82% – e le attività manifatturiere – 8,64%.

Il contrasto alla criminalità organizzata, alle Mafie e alla Corruzione è una battaglia che ha avuto una svolta favorevole con l’approvazione della legge 161, il nuovo Codice Antimafia, approvato il 17 ottobre 2017; in particolare l’assegnazione dell’attività a cooperative di lavoratori o a soggetti privati, che prima poteva avvenire solo dopo la confisca definitiva, è possibile ora fin dalla fase del sequestro, velocizzando così il rilancio dei beni sequestrati.

“Il riutilizzo e il rilancio delle aziende sequestrate rappresenta uno straordinario strumento di contrasto al fenomeno mafioso” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale. “La mafia soffre quando le viene sottratto un bene, un patrimonio una ricchezza, ma soffre e non sopporta ancor di più che quella ricchezza, che le è stata sottratta, sia riutilizzata in un circuito di legalità. Questa dunque è la sfida che abbiamo ancora davanti a noi.”

“Le Attività economiche e produttive simbolo del potere delle mafie, una volta sequestrate dallo Stato devono essere in grado di divenire modelli di legalità economica, garantendo dignità e sicurezza alle lavoratrici e lavoratori coinvolti” conclude la segretaria

“Il nostro percorso per affermare la cultura della legalità va avanti” ha affermato Giuseppe Massafra segretario Nazionale Cgil ; “si tratta di un impegno concreto che caratterizza il nostro ruolo di attore sociale che può operare in rete con i soggetti istituzionali, imprenditoriali e le altre realtà associative nell’azienda, per contrastare la criminalità organizzata. A partire dal tema delle aziende confiscate da rimettere nel circuito dell’economia legale.

“Siamo sempre stati convinti sostenitori” prosegue “che il sequestro alle aziende ai mafiosi sia una delle azioni più importanti per sancire una vittoria dello Stato sulle mafie. Significa ripartire dall’affermazione di una cultura del lavoro come vero antidoto alla criminalità.”

Ripartiamo da qui: nell’interesse del lavoro, delle persone che lavorano, nell’interesse dell’impresa e delle nostre comunità.

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I casi del Cafè de Paris (roma), Ferdico SRL (Messina) e Centro olimpo (Palermo) 

Le interviste a Giuseppe Massafra (Cgil Nazionale) e Luca De Zolt (Filcams Cgil Nazionale)

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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil hanno appreso, attraverso gli organi di stampa, della volontà del MIUR di internalizzare le attività di pulizia e ausiliariato degli istituti scolastici dove oggi operano circa 17mila lavoratrici e lavoratori che provengono da diversi processi di stabilizzazione (LSU-Appalti Storici ).

Una notizia accolta con favore dai sindacati perché supera la decisione, assunta a partire dal 2011, del Miur e del Governo di avviare le gare Consip in queste realtà.

Visti gli impegni precedentemente presi e non ancora rispettati, “non è più rinviabile da parte del Miur” affermano i sindacati in una nota congiunta, “dare a tutti i chiarimenti necessari ad evitare il dilagare di interpretazioni ed interessi di parte, come già emerso in diverse occasioni.”

L’attuale Governo, infatti, non ha più convocato il tavolo governativo preposto a trovare soluzioni definitive per dare continuità occupazionale e garanzia del reddito ai lavoratori attualmente occupati in appalto.

“In particolare, è necessario che il Ministero, nel rispetto delle norme e degli accordi governativi definiti in materia, confermi che qualunque processo, compresa l’internalizzazione di detti servizi, deve prevedere in modo inequivocabile la continuità occupazionale e di reddito di tutti i 17mila lavoratori oggi impiegati in queste attività.”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil si dichiarano disponibili da subito ad affrontate il percorso dell’internalizzazione, se questa è la condizione con cui superare in via definitiva la precarietà determinata dalla gestione in appalto e dove tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori saranno i naturali destinatati della stessa.

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Serve intervento nella filiera agroalimentare che interessa anche logistica e servizi

“Sottoscritto oggi a Roma da Filcams, Filt e Flai Cgil il Protocollo nazionale ‘La forza dell’Agire Comune – le regole per Appalti e Legalità’”. Lo riferiscono le tre categorie sindacali del Commercio, Turismo e Servizi, dei Trasporti e dell’Agroindustria della Cgil, sottolineando che “non è più rinviabile un intervento di azione sindacale strutturato, condiviso ed organizzato negli appalti della filiera dell’agroalimentare per arginare la terziarizzazione selvaggia, il dumping contrattuale, la precarizzazione e lo sfruttamento dei lavoratori, gli appalti al massimo ribasso, la debolezza delle norme legislative negli appalti privati e l’illegalità”.

“Con il Protocollo – spiegano Filcams, Filt e Flai – vengono costituiti dalle tre categorie coordinamenti ai diversi livelli, nazionale, territoriale e dei delegati, dell’organizzazione per attivare le iniziative più rispondenti alle problematiche rilevate nelle diverse realtà. Tra i compiti dei coordinamenti l’identificazione dell’attività primaria per permettere l’individuazione di dove termina il processo di lavorazione e trasformazione dell’industria alimentare e dove iniziano le attività di logistica e dei servizi. L’identificazione è utile per determinare i corretti confini dei contratti nazionali di riferimento, con il reale ambito di applicazione, come contributo a migliorare la filiera nei diritti sindacali e salariali”.

“Con il Protocollo – affermano infine le tre sigle sindacali confederali di categoria – si avvia un percorso per predisporre interventi per l’implementazione e l’avvio di strumenti legislativi in materia di rappresentanza, di contrasto delle cooperative spurie, di appalti privati e di contrasto al caporalato”.

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Le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie e decoro delle scuole pubbliche delle province di Frosinone e Latina hanno ottenuto giustizia.

Nella Conferenza dei Servizi, convocata questa mattina presso l’Ufficio Scolastico Regionale di Frosinone, il Miur ha condiviso con tutti i dirigenti scolastici di dar seguito ai pagamenti in surroga delle retribuzioni, come da richieste formulate e sostenute da Filcams Cgil, FisascatCisl e Ulitrasporti.

Inoltre lo stesso Miur ha attestato ai Dirigenti Scolastici e alle Organizzazioni Sindacali la correttezza delle indicazioni fornite sull’attivazione degli affidamenti temporanei ad altre aziende, nelle more del bando di gara che stanno elaborando, per dare le assegnazioni fino a giugno 2019, al fine di riallineare il Lotto 5 agli altri lotti della convenzione Consip Scuole.

Sia le assegnazioni temporanee, sia la nuova gara verranno elaborate nel pieno rispetto del Codice degli Appalti e di quanto previsto dagli Accordi Governativi e dalla discendente normativa di legge, che prevedono la salvaguardia della continuità occupazionale e la garanzia del reddito dei lavoratori attualmente occupati.

Un passo fondamentale – commentano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti – ed una posizione chiara e di merito da parte del Miur che consente ai lavoratori di avere un po’ di respiro e di vedersi riconosciuti una parte di quanto di propria spettanza e dei loro diritti. Il percorso è ancora lungo perché dovremmo vigilare affinché le retribuzioni vengano erogate fino alla data odierna e mese per mese alla normale scadenza contrattuale, come previsto e come è giusto! Entro la prossima settimana il Miur invierà una circolare esplicativa con tutte le indicazioni sul pagamento in surroga e sull’iter da seguire per le procedure di cambio di appalto.”

“Dimostrando per l’ennesima volta un forte senso di responsabilità e di dignità, le lavoratrici e i lavoratori – in parte presenti all’incontro al provveditorato, mentre alcuni colleghi per disperazione sono saliti sui tetti delle scuole –  hanno  deciso di riprendere il lavoro per garantire i servizi in appalto.”

Ci auguriamo quindi che le lavoratrici possano passare le festività pasquali più serenamente, fermo restando che nel caso in cui gli impegni presi non vengano mantenuti, si riattiverà da subito la protesta.

 

Diario Terziario

È online il nuovo di Diario Terziario inserto di Rassegna Sindacale. In questo numero, l’intervista a Franco Martini segretario confederale Cgil Nazionale, e tutte le novità sulle vertenze aziendali: Mediaworld, Lidl, Starhotels e Autogrill. La Filcams porta in scena in tutta Italia, Dita di Dama, il lavoro al femminile, visto con gli occhi di una ragazza che alla fine degli anni ’60, suo malgrado, si vede costretta ad andare a lavorare in una fabbrica di televisori.

Un nuovo modello per i contratti. Intervista a Franco Martini

L’intesa raggiunta con Confindustria completa quasi interamente i confronti avviati sul documento unitario Cgil, Cisl, Uil “Per un moderno sistema di relazioni sindacali”. Nelle prossime settimane dovrebbe potersi concludere anche quello in corso con l’Alleanza delle Cooperative, anch’esso in corso da lungo tempo, sul cui tavolo si riflettono indubbiamente le difficoltà presenti nel rinnovo di alcuni Contratti Nazionali di settore.

“Il bilancio positivo di questa stagione di confronti emerge con ancora più chiarezza in questa ultima intesa, nella quale non ci si limita a definire alcune linee di indirizzo per la contrattazione, ma si rende ancora più esplicita la volontà delle parti sociali di condividere alcune indicazioni ed alcuni obiettivi in merito alle principali questioni dello sviluppo del Paese.” Franco Martini, segretario generale Cgil, spiega l’accordo raggiunto. “L’intesa parte dal riconoscimeno delle profonde disuguaglianze presenti nel Paese, ponendo la necessità di intervenire sia attraverso nuovi investimenti, sia agendo sulla crescita dei salari, per rilanciare la domanda interna, evidenziando le principali criticità quali il basso sviluppo del Mezzogiorno, la disoccupazione giovanile e, in materia salariale, il differenziale retributivo di genere.”

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8 marzo

Per questo 8 marzo la Filcams ha deciso di raccontare le attività del centro Antiviolenza Fabiana di Corigliano Calabro attraverso la storia di una donna che ha avuto la forza e il coraggio di uscire dal ciclo della violenza in cui era costretta nelle mura domestiche.

Guarda il video 

Il Centro Antiviolenza Fabiana nasce il 1 ottobre 2013, in seguito all’orribile femminicidio di Fabiana Luzzi, una ragazza di appena 15 anni brutalmente uccisa dal suo fidanzato.
Il centro di si occupa di supportare e assistere le donne vittime di violenza psicologica e fisica nel difficile percorso di denuncia e distacco. Come molte altre realtà italiane, il centro Antiviolenza Fabiana si trova a combattere anche con pesanti difficoltà finanziarie e per questo la Filcams ha deciso di sostenerlo.

Il coraggio di denunciare Rassegna.it

Contemporaneamente la Filcams, insieme al Ce.Mu,  ha promosso una tournée della trasposizione teatrale del libro “Dita di Dama” di Chiara Ingrao che fu presentato a Roma durante l’assemblea nazionale organizzata da Filcams-FP-Flai “I Si delle donne” il 28 marzo 2017.

A partire dal mese di marzo e fino all’estate la tournée toccherà diverse città italiane con il patrocinio delle Filcams Territoriali.

L’attrice Laura Pozzato, racconterà  il percorso di autocoscienza faticoso ma esaltante di una ragazza che, nell’ambiente della fabbrica, scopre il valore della solidarietà, della lotta e l’importanza che i diritti conquistati e da conquistare hanno anche nella costruzione della propria identità.

In questa importante giornata la Filcams parla di donne, dei loro problemi, delle loro aspirazioni per parlare alle donne e testimoniare ancora una volta il suo impegno sindacale, contrattuale, politico in difesa di una idea altra di convivenza che ha nel rispetto, nelle pari opportunità e dignità le proprie fondamenta e il proprio collante.

Buon 8 marzo a tutte, e tutti

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È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’approfondimento della Filcams Cgil con Rassegna Sindacale.

Questo mese: gli attivi dei delegati di Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Serivizi integrati/Multiservizi; la firma separato del contratto nazionale del settore termale e tanto altro.

Buona lettura

Diario Terziario Febbraio 2018

roma multiserviz

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti di Roma e del Lazio, contestano duramente le dichiarazioni rese alla stampa dall’Assessore alle partecipate del Comune di Roma Alessandro Gennaro e riferite ai lavoratori della Roma Multiservizi.

“Non ci interessano, anzi sono poco dignitosi,  – fanno sapere dal sindacato – gli slogan fatti in campagna elettorale dai politici che si vantano di aver trovato soluzioni rispetto al dramma di 30 impiegati della Roma Multiservizi su cui è stata aperta da parte dell’Azienda una procedura di licenziamento collettivo.

Le soluzioni comunicate alla stampa dall’Assessore non sono frutto di una sua mediazione tra le parti, visto che sono le stesse proposte che l’Azienda pone sui tavoli di trattativa da sempre!”

La richiesta di intervento fatta all’Assessore da parte dei sindacati, era di verificare la corretta applicazione della Legge Madia e dell’accordo confederale del 27 settembre 2017, relativamente alla piena occupazione e nel rispetto dei profili, delle mansioni e dei contratti applicati; e di verificare le condizioni e le modalità di gestione di un appalto pubblico da parte di Roma Multiservizi rispetto anche al capitolato di appalto, alle normative sul lavoro e al rispetto del Contratto Nazionale di Lavoro.

“La vera mediazione, secondo noi, sarebbe stata quella di annullare la procedura di mobilità!”

“Chi governa,” dicono le tre sigle “ha l’obbligo, soprattutto parlando di appalti pubblici e aziende partecipate, di verificare con dovizia tutte le situazioni sopra esposte e non il ruolo di sponsorizzare con enfasi posizioni aziendali rivelatesi impraticabili.”

“Per tutte queste ragioni chiediamo che ognuno faccia il proprio lavoro, aprendo un vero confronto, invece di dare consigli agli altri e di pubblicizzare assurde condizioni impercorribili.”

Se si vuole una volta per tutte affrontare le vere problematiche, ricercando le corrette soluzioni, le Organizzazioni sindacali sono pronte a farlo, altrimenti sono pronte a mobilitarsi con ogni mezzo a disposizione a partire dallo sciopero.

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Si è svolto a Roma il terzo incontro della trattativa di rinnovo del contratto di lavoro delle farmacie private, incontro che si prefigura come l’ultimo della cosiddetta fase esplorativa.

Federfarma ha sottolineato l’esigenza di una maggior flessibilità dell’articolazione degli orari dei lavoratori, stante la liberalizzazione dei regimi di apertura. Il tema è stato ulteriormente approfondito nel confronto con le organizzazioni sindacali nazionali, che hanno chiesto di poter avere dei dati circa la verifica di utilizzo degli strumenti già a disposizione, come l’orario multiperiodale flessibile per sedici settimane l’anno. L’associazione datoriale non ha però fornito alcun riscontro, se non una generica valutazione circa l’insufficienza e inadeguatezza dello strumento, che non darebbe, nella loro visione, risposte alla complessità delle diverse necessità, discontinue del servizio.

La Filcams Cgil ha ribadito al tavolo di confronto che l’applicazione di una buona flessibilità comunque necessita di una programmazione periodica, per tutelare la conciliazione vita/lavoro di coloro ai quali viene applicata, e specialmente in un settore come la farmacia, dove l’occupazione femminile è nettamente prevalente.

Federfarma ha nuovamente manifestato anche la necessità di strumenti contrattuali per gestire le collaborazioni discontinue all’interno del contratto nazionale, tema che è stato rinviato per essere approfondito ad un successivo incontro, già fissato al prossimo 1 febbraio.

 

settore termale

“Riteniamo incomprensibile la decisione di Federterme, Fisascat e Uiltucs di procedere alla sottoscrizione del rinnovo del contratto nazionale del settore termale senza la partecipazione della Filcams Cgil, che rappresenta la maggior parte degli addetti del comparto termale.” È quanto afferma la Filcams Cgil Nazionale in un comunicato.

Fedeterme ha voluto procedere alla definizione di un articolato contrattuale con le sole Fisascat e Uiltucs decidendo di non prendere in considerazione le proposte della Filcams, per provare ancora a realizzare una sintesi unitaria marcatamente peggiorativa per i lavoratori e le lavoratrici già fortemente penalizzati dalla crisi strutturale del settore.

La Filcams Cgil in questi anni è stata in prima linea sul territorio e a livello nazionale, per gestire le difficili crisi degli stabilimenti del settore termale che hanno registrato, oltre alla riduzione radicale delle presenze, anche l’impatto dei percorsi di dismissioni delle quote pubbliche.

Molte strutture sono chiuse, altre inserite in procedure concorsuali dagli esiti incerti, altre oggetto di speculazione.

Il ruolo del sindacato confederale, anche nel rapporto con le amministrazioni locali, è stato quello di difendere i livelli occupazionali e aprire contestualmente le condizioni per attrarre investimenti e promuovere il rilancio delle terme come parte integrante del sistema sanitario nazionale.

La sottoscrizione del contratto separato, a 10 anni dall’ultimo rinnovo, rappresenta una scelta molto grave operata, tra l’altro, come si è detto, in una realtà segnata da precarietà occupazionale e salariale.

“La decisione di Fedeterme di intervenire in maniera strutturale sul trattamento economico della malattia, fino ad oggi riconosciuto, nei fatti, interamente sin dal primo giorno” prosegue la Filcams Cgil, “assume i contorni di un ulteriore atto di ostilità nei confronti di una platea di lavoratori che con la loro professionalità hanno spesso da soli garantito quota parte rilevante della sopravvivenza delle imprese in cui operano.”

La Filcams continuerà il suo impegno per la ripresa del settore, nella ferma convinzione che il contratto nazionale debba tornare a essere al più presto un patrimonio condiviso e inclusivo.

“Per questa ragione avvieremo una campagna di informazione in tutti gli stabilimenti e chiederemo di avviare la consultazione dei lavoratori sul contratto sottoscritto senza la Filcams.”

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Giovedì 25 gennaio è sciopero della ristorazione scolastica del Comune di Genova per l’intera giornata, con un presidio organizzato davanti a palazzo Tursi alle 9,30. Tra i motivi che hanno portato alla mobilitazione: “un generale scontento e frustrazione delle maestranze sul territorio genovese, dovuto a innumerevoli fattori, tra cui i frequenti ritardi ed errori costanti nelle retribuzioni;  il mancato rispetto del capitolato d’appalto e del contratto nazionale, applicato al settore del turismo; la tendenza generale a rincorrere lo sconto che trasforma l’assegnazione degli appalti comunque ‘al massimo ribasso‘, prassi che sta alla base di molteplici disservizi per i bambini, e che inevitabilmente genera condizioni di sfruttamento dei lavoratori; la concitazione nel servizio dovuta alla disorganizzazione operativa e del personale; la pressione costante e trasversale che le addette subiscono a causa di disservizi delle aziende, che non sono imputabili direttamente a loro, ma che gli vengono riversate quotidianamente contro, in quanto ultimo anello della catena, in prima linea sul campo”.

La Filcams Cgil di Genova, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, “manifesta grande preoccupazione per il destino di tutti i posti di lavoro del settore, che potrebbe essere irrimediabilmente compromesso, anche agli occhi dell’opinione pubblica e dei pregiudizi che nel tempo si sono venuti a creare, da un lato, a causa della progressiva perdita di qualità del servizio di refezione scolastica, e dall’altro, dall’affermarsi della possibilità di scelta da parte delle famiglie di optare per il pasto domestico consumato a scuola, nei luoghi adibiti alla refezione scolastica. Due fattori che stanno viaggiando consequenzialmente”.

“Le lavoratrici che ogni giorno sono a contatto con i bambini, ci tengono a sottolineare quanta dedizione e passione mettano nel loro lavoro, vista la delicatezza che richiede e le responsabilità di cui si fanno carico; la loro protesta è finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sui meccanismi stritolanti, dalle responsabilità trasversali, che rendono sempre più difficile lo svolgimento del lavoro. Le loro rivendicazioni sono finalizzate certamente a preservare il posto e a migliorarne le condizioni, ma non solo. Non ci può essere qualità del servizio, infatti, senza qualità del lavoro. Per questo, la nostra battaglia ha come elementi focali la salute, la serenità e la sicurezza dei bambini, che senza il rispetto del capitolato d’appalto in tutte le sue parti, rischia di compromettere la fiducia dei genitori e danneggiare fortemente il settore a livello occupazionale, nel caso in cui, come già si sta verificando, aumentasse la perdita di pasti”, conclude il sindacato.

 

Unicoop Tirreno

Continua la confusione in Unicoop Tirreno. Nelle prossime settimane arriverà un nuovo direttore del personale, ma il piano industriale che il direttore generale Canova aveva annunciato nell’ultimo incontro dell’11 dicembre ancora non ha alcuna ufficialità.

Nel frattempo però alcune cose vanno avanti e come sempre le lavoratrici ed i lavoratori sono gli ultimi a saperle. Le notizie che corrono lungo i corridoi e gli annunci stampa continuano ad essere il metodo di comunicazione che la dirigenza di Unicoop Tirreno, più o meno volontariamente, utilizza per informare sulle proprie scelte, saltando l’ufficialità del tavolo sindacale alla presenza delle delegate e dei delegati dei negozi e della sede.

Così sulla stampa corre la notizia che a Livorno l’area vendita dello storico Ipercoop verrà ridotta per far spazio alla Casa della Salute voluta dal sindaco. E i lavoratori? Dove verrebbero ricollocate le decine di addetti che sarebbero in esubero per effetto della riduzione? Li assume il comune? La Filcams denuncia che gli annunci di investire su Livorno fatti dalla cooperativa si sono declinati in una chiusura improvvisa, Anna Frank, e in una riduzione dell’Ipercoop.

La situazione più assurda è ancora quella dei lavoratori di Santa Maria Capua Vetere e Arenaccia. Le lavoratrici ed i lavoratori della Campania hanno saputo che dal 19 Febbraio si interromperà la convenzione del parcheggio adiacente al supermercato di Napoli perché Tirreno non gestirà più il punto vendita. È palese quindi che sono state condotte trattative “segrete” per cedere i negozi senza informare le organizzazioni sindacali.

“Un comportamento vergognoso” dichiara Alessio Di Labio della Filcams “chiediamo che Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze, proprietaria di licenze e immobili, escano allo scoperto, siamo pronti ad una nuova mobilitazione”.

La Filcams Cgil promuoverà insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs la convocazione di un incontro alla presenza delle delegate e dei delegati per avere chiarimenti, restano infatti ancora aperti tutti i temi che avevano portato lo scorso Dicembre allo sciopero.

siglaProtocolloTerme

Il 18 gennaio scorso, si è tenuto presso la Regione Toscana, l’incontro tra l’Assessore all’Ambiente Federica Fratoni e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs della Toscana, al termine del quale è stato sottoscritto il “Protocollo di Intesa per la tutela occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle Terme di Casciana, Chianciano Terme e Montecatini Terme”. All’incontro erano presenti rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dei territori di Pisa, Pistoia e Siena e i Delegati delle tre società termali.

“Aver sottoscritto il Protocollo è un primo risultato positivo che abbiamo fortemente voluto” dichiara Cinzia Bernardini Segretaria Generale della Filcams Cgil Toscana. “Contiene percorsi, strumenti e azioni finalizzati  alla salvaguardia dei livelli occupazionali e reddituali delle tante lavoratrici e lavoratori che saranno interessate dai passaggi societari e che sono il vero patrimonio di queste realtà territoriali. “

Il Testo sottoscritto impegna la Regione a porre in essere ogni azione utile al mantenimento e alla continuità dei livelli occupazionali e reddituali dei lavoratori diretti e indiretti delle tre Società , alla continuità e valorizzazione delle convenzioni con il Sistema Sanitario Regionale, alla verifica economica e finanziaria dei soggetti investitori.

È stato inoltre istituzionalizzato un Tavolo di coordinamento e confronto permanente, nel quale l’Assessorato Ambiente e Difesa del Territorio e la Regione, con le Organizzazioni Sindacali, verificheranno l’andamento del settore termale, anche in ambito sanitario, i processi riorganizzativi e di rilancio delle società messi in campo dai soggetti investitori e l’attuazione delle finalità di tutela occupazionale contenute nel Protocollo.

“Il Protocollo sottoscritto è importante perché contiene obiettivi condivisi da tutti i soggetti coinvolti, strumenti da mettere in campo e impegni da rispettare – conclude Cinzia Bernardini. “La Filcams CGIL, con le altre Organizzazioni Sindacali, pretenderà che quanto sottoscritto nel Protocollo venga rispettato e attuato, per salvaguardare concretamente il patrimonio umano presente, fatto di professionalità e competenze in capo a tante e tanti lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno fatto sacrifici per risanare e rilanciare le Terme; le imprese che faranno le offerte per rilevare le tre società, devono sapere che da questo si deve ripartire”

Il Protocollo sottoscritto sarà recepito in una Delibera in Consiglio Regionale e verrà inserito nei Bandi di Gara che verranno fatti dalla Regione Toscana.

 

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La Filcams Cgil di Siracusa di concerto con il Commissariato della Marina Militare di Augusta , segna un precedente nell’ambito della politica degli appalti della pubblica amministrazione . La Marina Militare infatti, si sostituisce in surroga alle inadempienze della ditta La Luminosa aggiudicataria dell’appalto delle pulizie del Comando marittimo autonomo di Sicilia, pagando direttamente i lavoratori dell’appalto della regione Sicilia, che ad oggi reclamano il pagamento dello stipendio del mese di Dicembre.

Già la Filcams Cgil aveva avuto modo di esternare le proprie perplessità nel merito della gara “ al massimo ribasso” indetta dalla Marina Militare, che ha aggiudicato a La Luminosa con un ribasso del -37,68 %,  chiedendo l’annullamento della gara in regime di autotutela.

“ Seppur critici rispetto alle modalità di indizione della gara per l’appalto del servizio di pulizia delle aree e dei locali di comandi/enti della giurisdizione di Marisicilia, non possiamo non dare atto della responsabilità che Marisicilia ha assunto accogliendo la richiesta della Filcams CGIL di intervenire in surroga e provvedere direttamente al pagamento delle spettanze ai lavoratori dell’appalto” è quanto ha dichiarato Stefano Gugliotta segretario Generale Filcams Cgil Siracusa. “Non secondariamente, non possiamo non porre al Comando Marittimo Autonomo di Sicilia, precise assicurazioni sull’andamento della commessa, in quanto, approssimandosi la maturazione delle spettanze del mese di gennaio, si deve intervenire energicamente per assicurare ai lavoratori il pagamento delle spettanze secondo i canoni inderogabili del Contratto Nazionale di Lavoro.  I lavoratori che operano giornalmente hanno diritto al pagamento del loro salario, e l’Ente committente deve garantire la capacità dell’appaltatore di adempiere agli obblighi contrattuali.”

La Filcams continuerà a vigilare, e in presenza di ulteriori problemi dell’appalto, non esiterà a proclamare lo sciopero dei lavoratori.

servizi integrati/multiservizi

Oltre 400 delegati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti riuniti in assemblea rivendicano il rinnovo della contrattazione di settore

Fronte sindacale compatto nella vertenza che coinvolge i 600mila addetti del settore imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi, prevalentemente in regime di appalto, in attesa del rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto il 30 aprile 2013. Oltre 400 delegati chiamati a raccolta in Assemblea Unitaria a Roma dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, hanno dato mandato alle segreterie nazionali ad organizzare la mobilitazione del comparto dei servizi privati in appalto, particolarmente esposto alle logiche del massimo ribasso e al dumping contrattuale, con le inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali e retributivi nonché sulla drastica riduzione dell’orario di lavoro.

L’attivo unitario dei delegati ha dato mandato di avviare una campagna informativa attraverso la convocazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro per denunciare lo stallo in cui versa la vertenza e alle segretarie nazionali di predisporre l’indizione di tutte le iniziative sindacali utili a sbloccare la trattativa fin’anche alla proclamazione dello sciopero nazionale.

Le segreterie nazionali dei sindacati di categoria Cgil Cisl Uil rivendicano il rinnovo della contrattazione nazionale a quasi cinque anni dalla scadenza, in un settore, quello dei servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi, che vive una fase di sviluppo costante con un fatturato pari a circa 135 miliardi di euro annui secondo i più recenti dati di una associazione imprenditoriale del comparto.

È opinione unanime dei rappresentanti sindacali dei lavoratori che sia necessario imprimere una svolta al negoziato, in stallo da diversi mesi, volto al rinnovo di un contratto collettivo nazionale e alla riqualificazione professionale dell’intero comparto delle imprese di pulizia, servizi integrati/multiservizi.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti considerano diritto inalienabile dei lavoratori il rinnovo un contratto collettivo nazionale che affronti i temi  già ampiamente discussi ed approfonditi nel corso delle trattative,  rispetto ai quali le organizzazioni sindacali hanno elaborato delle articolate proposte sul cambio di appalto e/o affidamento di servizio nonché sui contenuti della contrattazione di secondo livello e l’importante tema della salute e sicurezza.

Nel 2017 le trattative con le associazioni imprenditoriali di settore Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci, hanno registrato uno stop, con la conseguente proclamazione di una giornata di sciopero nazionale. La protesta era stata indetta contro le inaccettabili proposte imprenditoriali avanzate al tavolo di confronto su salario, sul trattamento economico della malattia (con il peggioramento dell’istituto contrattuale sia in termini di riduzione del periodo di comporto, sia con la penalizzazione del pagamento dei primi tre giorni di malattia), sul cambio di appalto (con la definizione del concetto di discontinuità per evitare l’applicazione dell’art. 2112 del Codice Civile e il trasferimento del personale nella successione e/o sostituzione tra imprese appartenenti alla stessa Ati, Rti, Consorzio, subappaltatori, ecc. senza prevedere la disapplicazione del contratto a tutele crescenti, come invece concordato in precedenza) e sulle condizioni di lavoro per i nuovi assunti (con il mantenimento al primo livello per un tempo superiore a quello attualmente previsto e la riduzione dei giorni di ferie).

 

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Lo scorso 16 gennaio 2018 presso la sede di Confcommercio di Roma si è svolo l’incontro programmato con il Gruppo Tuodi.

L’impresa ha confermato di aver presentato in data 13 dicembre 2017 il piano concordatario e di essere in attesa di avere l’omologa da parte del Tribunale. Durante l’incontro i rappresentati della Società hanno evidenziato che alcuni indicatori aziendali sensibilmente migliorati.
Relativamente al piano di rilancio per il 2018 l’impresa si appresta a promuovere e gestire forti politiche promozionali per riacquisire clienti e fatturato.
Dei 230 punti vendita, al momento, il 33% è ancora in attesa di riaprire, il 37% è interessato da cassa integrazione e il 20% in piena operatività.
Nelle prossime settimane saranno riaperti 5 punti vendita di cui 3 in Toscana, mentre per i 3 punti vendita in Puglia è prevista  la restituzione d’impresa alla ex COOP ora Alleanza 3.0.

Durante l’incontro inoltre è stato preannunciato che nel piano al vaglio del tribunale è prevista la cessione di circa 70 punti vendita, dislocati su più regioni, per il tramite di asta pubblica, per creare liquidità a sostegno della continuità aziendale. Tale circostanza chiaramente mette in grande apprensione le organizzazioni sindacali e i lavoratori, poiché, cosi come è stata rappresentata, si verrebbe a creare un sensibile ridimensionamento del Gruppo, attraverso una cessione “frammentata” dell’Impresa fortemente contrastata da sempre da Filcams, Fisascat e Uiltucs.
Relativamente alle retribuzioni non percepite dalle lavoratrici e dai lavoratori le stesse sono al vaglio del Commissario Giudiziale e, tuttavia, è credibile preventivare l’erogazione delle stesse a seguito dell’eventuale omologa del piano, ma nonostante ciò, ai Rappresentanti della Società è stato chiesto di formulare istanza presso il Giudice Fallimentare al fine di chiedere il pagamento delle retribuzioni vantate dai lavoratori nell’immediato senza attendere l’omologa del piano concordatario.
Gli incontri proseguiranno nelle prossime settimane, per continuare a monitorare l’evoluzione della situazione.

imprese di pulizia

I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti convocano l’assemblea unitaria delle strutture e dei delegati per valutare nuove iniziative di mobilitazione

Si svolgerà a Roma il 18 gennaio all’Auditorium Antonianum di Viale Manzoni alle ore 10 l’Assemblea Unitaria delle strutture e dei 400 delegati sindacali del settore imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi. L’assise, convocata dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, è finalizzata a valutare nuove iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza che coinvolge 600mila addetti del comparto che operano prevalentemente in regime di appalto, in attesa del rinnovo del contratto nazionale di settore scaduto il 30 aprile 2013.

Le trattative con le associazioni imprenditoriali Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci, in stallo da diversi mesi, nel 2017 hanno registrato delle significative distanze, con la conseguente proclamazione di una giornata di sciopero nazionale, sulle inaccettabili proposte imprenditoriali avanzate al tavolo di confronto sul salario, sul trattamento economico della malattia (con il peggioramento dell’istituto contrattuale sia in termini di riduzione del periodo di comporto, sia con la penalizzazione del pagamento dei primi tre giorni  di malattia), sul cambio di appalto (con la definizione del concetto di discontinuità per evitare l’applicazione dell’art. 2112 del Codice Civile e il trasferimento del personale nella successione e/o sostituzione tra imprese appartenenti alla stessa Ati, Rti, Consorzio, subappaltatori, ecc. senza prevedere la disapplicazione del contratto a tutele crescenti, come invece concordato in precedenza) e sulle condizioni di lavoro per i nuovi assunti (con il mantenimento al primo livello per un tempo superiore a quello attualmente previsto e la riduzione dei giorni di ferie).

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti non hanno inteso accettare che il rinnovo di un contratto nazionale, scaduto da quasi 5 anni, sia sottoposto a pregiudiziali che attaccano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in un settore dove le logiche del massimo ribasso e del dumping contrattuale sono purtroppo realtà quotidiane con inevitabili ripercussioni sul taglio dell’orario di lavoro e delle retribuzioni.

vigili del fuoco

I sindacati rivendicano il diritto alla mensa e posti di lavoro garantiti

“Si vedono i primi vergognosi effetti delle disposizioni relative al servizio mensa emanate dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco: molti licenziamenti sono già stati annunciati”. Questo il commento di Fp e Filcams Cgil in merito alle novità sulla ristorazione introdotte nelle sedi di servizio dei Vigili del Fuoco con meno di 15 lavoratrici e lavoratori: il servizio verrà svolto attraverso il cosiddetto ‘pasto veicolato’ e non più in loco, o in taluni casi attraverso l’erogazione del buono pasto.

Mense Vigili del Fuoco

“Gli effetti negativi sono già evidenti: in Toscana 24 tra addette e addetti alla ristorazione verranno licenziati/e, di cui 10 a tempo indeterminato e 14 a tempo determinato. Siamo inoltre a conoscenza del fatto che in Sicilia a perdere il posto saranno 42 lavoratrici e lavoratori.” Commentano le categorie della confederazione di corso d’Italia: “Vergognoso l’atteggiamento dei vertici del Dipartimento e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, i quali, al solo scopo di risparmiare, peggiorano le condizioni di lavoro del personale e mandano a casa uomini e donne già in difficoltà per la tipologia del contratto di lavoro”.

Proseguono: “A nulla è servita la circolare n° 10/2017 a firma del Direttore Centrale per le risorse logistiche e strumentali del Corpo Nazionale. Aver concesso l’erogazione del servizio tramite catering completo solo per il pranzo, di fatto, non ha agevolato le ditte appaltatrici dei contratti ad accettare l’accordo territoriale. Questo è quello che sta avvenendo in tutte le regioni”. Concludono Fp e Filcams Cgil: “Esprimiamo la nostra solidarietà alle lavoratrici e i lavoratori colpiti e interverremo affinché si apportino le modifiche necessarie per garantire al personale dei Vigili del Fuoco il diritto alla mensa a pranzo e a cena e la continuità lavorativa per i dipendenti delle ditte”.

 

vigili del fuoco

Lettera a Minniti e vertici Vvf, a rischio posti lavoro, sospendere decisione

Tagli mense vigili del fuoco

“A partire dal 1° gennaio prossimo nelle sedi di servizio dei Vigili del Fuoco con meno di 15 lavoratrici e lavoratori i pasti non verranno più preparati in loco, ma il servizio verrà svolto attraverso il cosiddetto ‘pasto veicolato’ o, in taluni casi, attraverso l’erogazione del buono pasto”. A denunciare i tagli sull’appalto di ristorazione dei Vigili del Fuoco sono in una nota la Fp Cgil e la Filcams Cgil, aggiungendo che: “Ciò determinerà grossi problemi occupazionali per le addette e gli addetti della ristorazione collettiva, nonché il peggioramento della qualità del servizio per il personale del Corpo, i cui tempi di ristoro sono condizionati dalla particolare ed imprevedibile tipologia di lavoro”.

In una lettera ai vertici del Ministero dell’Interno, a partire da Marco Minniti, e del Corpo dei Vigili del Fuoco, Fp e Filcams Cgil sottolineano, nello specifico, “che i pasti veicolati, preparati in centri di cottura centralizzati, richiedono un numero inferiore di addette/i mensa e/o spostamenti di decine di chilometri dall’attuale sede di lavoro, mentre per chi consuma il pasto vi è una forte perdita della qualità del cibo e un menù standardizzato che non sempre riesce a garantire l’apporto calorico necessario, né esigenze legate alla religione; oltre tutto, per i Vigili del Fuoco, non ci sarebbe nessuna soluzione alternativa nel caso in cui la squadra, peraltro come spesso avviene, venga chiamata per un’emergenza”.

L’eventuale alternativa del ricorso al buono pasto, aggiungono le categorie della Cgil, “produrrebbe ancora più danni sia nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori delle mense che non avrebbero più un posto di lavoro, sia per il personale che subirebbe un maggior disservizio perché non è dato sapere se e come potrà  fruire dello stesso”. Fp e Filcams Cgil ribadiscono, quindi, “la necessità di attenersi al principio previsto nel nuovo codice degli appalti, che dice di tenere in assoluta considerazione l’impatto sociale e ambientale nella definizione degli appalti che, nel caso specifico, trattandosi di appalti ad alta intensità di mano d’opera, è clausola sociale obbligatoria”.

Le categorie della confederazione di Corso d’Italia ribadiscono inoltre “che il conseguimento di un ipotetico risparmio, frutto anche di appalti al massimo ribasso, non può essere fatto a scapito di tantissime lavoratrici e lavoratori, madri e padri di famiglia, che dal prossimo primo gennaio, perderebbero il posto di lavoro”. In conclusione Fp Cgil e Filcams Cgil chiedono “l’urgente sospensione delle nuove modalità di gestione del servizio mensa dei VVF, ovvero un urgente incontro al fine di concordare modalità tese a salvaguardare, da un lato le opportunità occupazionali, dall’altro le particolari esigenze legate alla specificità lavorativa dei vigili del fuoco”.

 

 

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È online il nuovo numero di Diario Terziario. In questo numero: la mobilitazione del 2 dicembre, la chiusura della Rinascente di Genova, ma anche gli accordi positivi che superano i limiti del Jobs Act e open Corporation, la trasparenza delle multinazionali.

Buona Lettura.

I conti non tornano. Mobilitiamoci

È la decisione presa dalla Cgil, dopo l’ultimo incontro sul tema delle pensioni avuto con il governo lo scorso il 21 novembre.

“Un’occasione persa” l’ha definita Susanna Camusso che ha partecipato agli incontri insieme ai leader di Cisl e Uil, decisamente più favorevoli alle proposte di Palazzo Chigi.

Le proposte fatte dal Governo per il Sistema Previdenziale sono ritenute insufficienti dalla Cgil che ha deciso di scendere in piazza il prossimo 2 dicembre. Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari, saranno le 5 città dove si ritroveranno lavoratori, pensionati e giovani dei diversi territori. Susanna Camusso concluderà alle 12.30 a Roma, ma il suo intervento sarà diffuso anche in tutte le altre piazze.

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A fine ottobre, la Filcams Cgil si è incontrata con l’azienda G-action Soc.Cons R.L. e l’azienda Gecom spa per esperire la procedura di cambio di appalto nei negozi Mediaword, del servizio di sorveglianza non armato, per le regioni Toscana, Lombardia, Liguria e Piemonte.

Le riunioni si sono concluse con “Mancati Accordi”, per il rifiuto delle aziende entranti di assumere le lavoratrici e i lavoratori inserite nella procedura di cambio di appalto, che da anni prestano tale servizio, non rispettando quindi la clausola sociale dettata dal Contratto Nazionale del settore.

La Filcams Cgil ha immediatamente informato la committente Mediamarket, la quale è intervenuta nei confronti delle aziende subentranti, intimandogli anche il recesso delle appalto se non avessero rispettato rigorosamente il Contratto Nazionale applicato in merito alla tutela dell’occupazione.

Le lavoratrici e i lavoratori sono stati assunti dalle aziende subentranti, confermando l’importanza del Contratto Nazionale, regole di riferimento condivise che devono essere rispettate.