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open corporation ranking 2017

Presso Conference Open Corporation Ranking at 12.00h

in ITUH, International Auditorium, Boulevard Roi Albert II n. 5

http://opencorporation.org/it/

200 multinational companies under observation: from Adecco to Ryanair and Volkswagen, Autogrill, Amazon and Enel; European, South American and Asian companies being compared on: transparency, accessibility of data, civil and union rights, social, environmental and financial responsibility.

The information regarding every single company will be publicly available from November 16th, including financial and social balances, global and EWC agreements, awards and complaints, data gathered and assessment.

http://opencorporation.org/en/

http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation 

(a test version will be available until November 16th)

Aligns and compares companies, measuring their behavior within a sector and country.

Italian Version 

open corporation ranking 2017

Conferenza stampa alle ore 12.00

Open Corporation Ranking

presso ITUH, International Auditorium, Boulevard Roi Albert II n. 5

http://opencorporation.org/it/

200 aziende multinazionali in osservazione: da Adecco  a Ryanair passando  per Volkswagen, Autogrill, Amazon ed Enel; aziende europee  ma anche americane e asiatiche in comparazione tra loro su: trasparenza, accessibilità dei dati, diritti sindacali e civili, responsabilità sociale, ambientale e finanziaria.

Dal 16 novembre saranno pubblicamente consultabili, la  scheda di ogni singola azienda con, bilanci finanziari e sociali, accordi CAE (Comitati Aziendali Europei) e globali, riconoscimenti, premi e reclami, schede di rilevazione e valutazione.

#OpenCorporationRanking

http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation

(fino al 16 novembre qui è pubblicata la versione test)

mette in fila e compara le aziende, ne misura i comportamenti nel settore e nel Paese.

Leggi il comunicato in inglese

 

opencorporation

Here are the 40 companies that will join the other 140 already included in the #OpenCorporationRanking

http://opencorporation.org/en/

The new 40 companies

Half are European; equally divided among the industrial and services sectors: public, private and operating through digital platforms. These 40 companies employ around 3.250.000 workers; the total workers employed by the observed companies now reaches 24.700.000.

 

For any further information:
info@opencorporation.org

http://www.opencorporation.org

https://twitter.com/CorporationOpen

https://www.facebook.com/OpenCorporationRanking/

Press release in italian

opencorporation

Ecco le 40 aziende che si aggiungono alle 140 già inserite nel #OpenCorporationRanking

http://opencorporation.org/en/

La metà sono europee; equamente divise fra settori industriali e dei servizi: pubblici, privati ed esercitati tramite piattaforme digitali. Queste 40 aziende occupano circa 3 milioni 250 mila dipendenti; ad oggi la platea complessiva degli occupati nelle 180 imprese multinazionali in osservatorio sale a 24 milioni e settecentomila.

Scopri le nuove 40 aziende inserite nella classifica sulla trasparenza delle imprese multinazionali

Per ogni ulteriore informazione: info@opencorporation.org

http://www.opencorporation.org

https://twitter.com/CorporationOpen

https://www.facebook.com/OpenCorporationRanking/

Leggi il comunicato in inglese

opencorporation

Se su 100 aziende interpellate, solo in 10 rispondono, abbiamo un problema!” Lo afferma Gabriele Guglielmi Project Coordinator del Progetto Europeo: Open EWC (European Works Council) uno studio che mira a redigere la prima graduatoria delle imprese multinazionali, basata sulla loro attenzione a una serie di temi sindacali e sociali: rispetto dei diritti dei lavoratori, attenzione per le diversità; trasparenza e accessibilità di dati e informazioni, sostenibilità anche ambientale.

“Ciononostante” sostiene Davide Dazzi che coordina il team di ricerca, “siamo in grado di pubblicare le Top Ten della trasparenza. Ciò è stato possibile perché, per confrontare le dichiarazioni con i comportamenti, il team di progetto ha predisposto una scheda di rilevazione dei dati e, nel periodo dicembre 2016 febbraio 2017 ha monitorato le 100 imprese. Sulla base delle informazioni reperibili pubblicamente: es. sito internet aziendale, bilancio di sostenibilità, ha svolto la pre-compilazione”. Con tali informazioni è stato sviluppato:

Le analisi, le risposte ottenute, i risultati rilevati, gli elenchi e le graduatorie che indicano, se non un dato certo, almeno le tendenze, in questa “fase test” si stanno via via sovrapponendo, e, in vista della pubblicazione del “Primo Ranking Open Corporation” prevista per l’autunno 2017, assumono una doppia valenza:

I rappresentanti di queste cento aziende, come delle altre che man mano saranno aggiunte dallo staff di progetto o si autocandideranno per partecipare al ranking, dal CEO al Responsabile CSR, dal Responsabile delle risorse umane a quello della Comunicazione, continuano ad avere l’opportunità di valorizzare quanto l’azienda sta facendo in materia di: rispetto dei diritti dei lavoratori, attenzione per le diversità; trasparenza e accessibilità di dati e informazioni, sostenibilità.

opencorporation

Le TNC (Transnational Company) sono davvero delle Case di Vetro, dentro cui tutti possono guardare? Open Corporation chiede che siano trasparenti per vederci chiaro.

Open Corporation è un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea, nato con l’obiettivo di rendere le imprese multinazionali più trasparenti, inclusive ed accessibili al coinvolgimento dei lavoratori.
Ne sono state coinvolte 50, le prime del nostro Ranking: diverse per settore economico e per Paesi, europei e non.

A Roma, dal 23 al 25 Gennaio 2017 in Cgil nazionale, Sindacati italiani ed europei, centri di ricerca, esperti e docenti universitari,  si confronteranno sulle situazioni attuali e gli scenari futuri europei e globali.
Una volta contattate,  alle singole TNC, viene chiesto di compilare un questionario on-line, che i nostri Centri di Ricerca hanno parzialmente compilato con le informazioni rese pubbliche dall’azienda ad es. sul proprio sito.

Le TNC che risponderanno al questionario saranno comparate tra loro e valutate in base a:

I progetti TRANSFORMERS e DRESS CODE daranno seguito al progetto del RANKING OPEN CORPORATION, in quanto forniranno ulteriori lenti per interpretare, comparare e valutare il comportamento delle imprese multinazionali.
Produrranno strumenti per:

Tali strumenti “vestiranno” le imprese in ottemperanza al “ Dress code”, inteso come insieme di regole e standard di comportamento, che le rende sostenibili e responsabili.

Le 50 Multinazionali coinvolte

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Si terrà a Bahia, in Brasile la prima conferenza internazionale delle donne (Awid Forum 2016) organizzata da Awid. Quasi tremila partecipanti sono attese alla conferenza: lavoratrici, sindacaliste, delegate, appartenenti ad associazioni femministe e migranti.

Per tre giorni a partire dall’8 settembre, un programma fitto di appuntamenti e workshop per confrontarsi, raccontare le proprie esperienze e costruire alleanze per il futuro; insieme per i diritti delle donne.

Tante le tematiche affrontate nelle diverse giornate. Il 9 settembre, sarà la volta delle lavoratrici domestiche, che in tanti paesi combattono per ottenere giustizia e il riconoscimento dei loro diritti. L’incontro vuole individuare una strategia per le tante e differenti realtà, una linea comune per migliorare le condizioni di lavoro in tutto il mondo. Wendy Galarza della Filcams Cgil di Perugia, parteciperà alla presentazione della sessione e, in qualità di rappresentante della Filcams Cgil Nazionale, a tutta l’iniziativa.

SI è tenuta il 28 giugno scorso a Sofia la prima riunione del Comitato di Pilotaggio del progetto europeo “OPEN CORPORATION”, promosso dalla Filcams Cgil per rendere accessibili e trasparenti, informazioni che attengono alla condotta sociale delle multinazionali, con l’obiettivo di consentire ai lavoratori di esercitare un controllo effettivo e consapevole sul loro operato .

Attraverso il progetto, verrà creato un ranking di multinazionali, unico nel suo genere, che classifichi le multinazionali in funzione di indicatori di interesse dal punto di vista dei lavoratori e del sindacato. Tali indicatori, oggettivamente verificabili, forniranno informazioni in merito alla qualità delle relazioni industriali, alle condizioni di lavoro, alla trasparenza finanziaria e fiscale, alle azioni positive contro ogni forma di discriminazione, alle azioni a tutela dei lavoratori con disabilità permanenti e/o temporanee, alle misure volte a ridurre l’impatto ambientale.

Variabili qualitative inerenti gli aspetti sindacali e la responsabilità sociale verranno tradotte in numeri, al fine di renderle misurabili e confrontabili attraverso una metodologia trasparente e fondata su open data.

Durante la riunione, IRES-CGIL Emilia Romagna, partner di progetto, ha illustrato la scheda di rilevazione dati, che consentirà di acquisire informazioni sulle materie oggetto di indagine. L’Istituto di ricerca del sindacato bulgaro – ISTUR-CITUB – e l’Istituto di ricerca del sindacato ungherese – SZGTI – collaboreranno al reperimento e alla lettura dei dati

La scheda, in parte precompilata attraverso informazioni reperite sul sito web della multinazionale e su altre fonti pubbliche, verrà somministrata alla direzione aziendale della casa madre affinché fornisca i dati mancanti, poi, in seguito, sarà verificata dal Comitato Aziendale Europeo e/o dalla Federazione sindacale di categoria.

 

Il Comitato di Pilotaggio ha identificato una lista di 28 multinazionali, tra di esse, figurano: Autogrill, Auchan, Zara, H&M, Metro, Elior, Gucci.

A fine ottobre, a Milano, a conclusione della fase sperimentale, verranno presentati i risultati delle indagini e la versione beta del ranking. Successivamente, si avvierà una fase strutturale finalizzata a censire almeno 100 multinazionali entro la fine del progetto (dicembre 2018).

Un Comitato Scientifico curerà l’aggiornamento annuale dei dati e l’identificazione di ulteriori multinazionali da inserire in graduatoria.

Il progetto prenderà in esame anche l’operato dei Comitati Aziendali Europei, con l’obiettivo di sollecitarli a condividere e far fluire le informazioni acquisite dalle multinazionali e a promuovere la rendicontazione delle loro attività nei confronti dei lavoratori che rappresentano.

Rispetto e diritti per le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie e della vigilanza privata

Un pugno chiuso e un guanto giallo. Mani pulite e combattenti. Il 15 giugno di ogni hanno si celebra la giornata internazionale per la Giustizia delle lavoratrici e dei lavoratori delle pulizie e della vigilanza privata.

Il #JusticeDay è un’iniziativa promossa dall’organizzazione sindacale internazionale Uni Global Union impegnata in tutto il mondo per salvaguardare i diritti degli addetti del settore.

“Una giornata di attenzione, per poter lottare tutto l’anno al fianco delle tante lavoratrici e i lavoratori delle pulizie e della vigilanza privata” afferma Elisa Camellini segretaria nazionale della Filcams Cgil.

Lavoratori invisibili, per orari e turni di lavoro , spesso dimenticati,  e poco considerati, ma colonna portante del nostra società.

“Da anni combattiamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori sia delle pulizie che della vigilanza privata, per migliorare le loro condizioni e veder riconosciuti i loro diritti e tutele” prosegue Camellini, coinvolta con la Filcams nella battaglia per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Il 15 giugno, come ogni giorno dell’anno, insieme per essere più forti.

 

Nei giorni 30 e 31 Maggio 2016 si sono incontrati a Venezia i coordinatori dei CAE afferenti alla Federazione Sindacale Europea per i settori Alimentare, Agricoltura e Turismo, con l’obiettivo di promuovere maggiormente l’azione e un ruolo attivo dei comitati aziendali europei su differenti temi, quali la gestione dei rischi di stress e psicologici, la sostenibilità sociale, economica ed ambientale.

Delegato per la FILCAMS, Nicola Poli, CAE NH che ha presentato la situazione degli NH Hotel in Europa. In qualità di Osservatori anche Federica Cochi, funzionaria nazionale e Volker Telljohan ricercatore IRES-CGIL Emilia Romagna,  il quale ha presentato il progetto europeo di cui la FILCAMS è capofila dal titolo OPEN CAE, di cui EFFAT è partner, finalizzato alla creazione di un Osservatorio sindacale volto a misurare la trasparenza delle multinazionali, classificandole in base a indicatori oggettivamente verificabili e fondati su open data.

Durante i lavori, Michel Agostini – dell’Istituto francese di ricerca SECAFI – ha presentato i risultati della ricerca sui rischi e gli impatti fisici e psicosociali dello stress da lavoro: ogni 3 minuti e 1/2 in Europa muore una persona per motivi legati all’attività professionale ; 4mila lavoratori ogni anno in Europa muoiono a seguito di un incidente sul lavoro; 160mila lavoratori per una malattia professionale; 96mila lavoratori per motivi legati a trattamento e contatto con sostanze pericolose sul lavoro.

EFFAT crede molto nel ruolo propositivo che possono giocare i CAE per lo sviluppo di relazioni positive con le multinazionali – ha affermato Enrico Somaglia, responsabile settore CAE – nel rilanciare il ruolo di Effat nelle multinazionali e nei Comitati Aziendali Europei.

In sinergia con questa prospettiva e volontà di EFFAT si muove il progetto OPEN CAE, il quale mira a promuovere la trasparenza dei CAE, in un’ottica di condivisione e conoscenza delle informazioni .

Dal 2 al 4 maggio, a Firenze, si tiene un seminario organizzato dall’Istituto di formazione sindacale europeo ETUI in cooperazione con UNI-Europa in tema di coordinamento dei CAE nel settore del Commercio, con l’obiettivo di promuovere modelli di collegamento tra i vari livelli di rappresentanza dei lavoratori ed i sindacati.

Laila Castaldo, direttrice di UNI-Europa e coordinatrice del settore Commercio, presenterà la situazione attuale dei CAE attivi ed in programma, nonché le politiche e le linee guida della Federazione sindacale europea sulla creazione ed il coordinamento dei CAE.

Alke Boessinger, responsabile di UNI-Global Commerce, introdurrà il tema del networking transnazionale e delle necessarie sinergie tra CAE, Alleanze sindacali e Federazioni sindacali, ed animerà una riflessione sulle pratiche in essere ed il potenziale da esplorare.

La delegazione Filcams sarà guidata da Sabina Bigazzi, funzionaria nazionale e componente dell’Alleanza Globale H&M, e sarà composta da Nicoletta Bottos, CAE Auchan, Isabella Liguori, GSN Decathlon, Danilo D’Agostino, CAE CARREFOUR. Al seminario prenderanno parte in qualità di Osservatori anche Gabriele Guglielmi, resp. Dip. Internazionale della Filcams e Davide Dazzi, ricercatore IRES-CGIL Emilia Romagna, i quali presenteranno il progetto europeo di cui la FILCAMS è capofila dal titolo OPEN CORPORATION, finalizzato alla creazione di un Osservatorio sindacale volto a misurare la trasparenza delle multinazionali, classificandole in base a indicatori oggettivamente verificabili e fondati su open data.

Il seminario ETUI e UNI-Europa consentirà altresì di condividere una riflessione su un meccanismo di rendicontazione e flusso di lavoro comune per i CAE, per un miglior coordinamento delle aziende multinazionali nel settore del commercio.

Spunti a questo ultimo tema del seminario saranno sicuramente forniti dal progetto OPEN CORPORATION, il quale mira anche a promuovere la trasparenza dei CAE, in un’ottica di rendicontazione delle attività svolte e conoscenza di informazioni relative ai componenti CAE.

 

Progetto per la formazione di  sindacalisti e delegati che si occupano di multinazionali e componenti di Comitati Aziendali europei – ITEM

Si è tenuto a Roma nei giorni 30-31 Marzo e 1 Aprile 2016, l’ultimo percorso di formazione del progetto co-finanziato dalla Commissione Europea che vede la Filcams nazionale in prima fila in tema di Aziende multinazionali e Comitati Aziendali Europei, in partnership con la Fondazione di Vittorio, capofila del progetto. Questo terzo percorso è stato destinato ai Componenti CAE delle aziende seguite dalla FILCAMS nazionale. Hanno partecipato delegati provenienti da differenti settori: Turismo (Autogrill, NH, Edenred), Commercio Terziario avanzato (HP, IBM Sistemi informativi, Altran, GFK, GFT), Commercio Settore Auto (Mercedes, Volkswagen Italia, Gruppo Belron), Commercio distribuzione del farmaco (COMIFAR Gruppo Phoenix), Commercio (Thyssenkrupp Elevator, Metro, Carrefour, Ikea), Appalti (ISS Facility M).

Il progetto mira – spiega Salvo Leonardi, Fondazione di Vittorio, Project Manager del progetto – “alla diffusione di conoscenze e competenze utili a sindacalisti e delegati CAE che intendano avviare la negoziazione per un CAE o ne sono parte, oltre a metterli nelle condizioni di rafforzare la cooperazione sindacale con quei paesi in cui operano le multinazionali dei propri settori, per una maggiore capacità di intervento sindacale nell’anticipazione e nella gestione dei cambiamenti.”

Questo ultimo corso fa seguito a due interventi formativi rivolti rispettivamente ai sindacalisti territoriali e nazionali che si occupano di multinazionali (il primo – tenutosi ad Ottobre 2015) e a delegati sindacali di aziende multinazionali (il secondo – tenutosi a Gennaio 2016). I risultati ed i riscontri ottenuti a conclusione dei tre interventi hanno fatto emergere interesse, necessità e volontà di approfondimento: “capire il contesto in cui si muovono le multinazionali, conoscere ed utilizzare strumenti di comunicazione 2.0 e possedere una “cassetta degli attrezzi” per agire al meglio la sindacalizzazione all’interno delle aziende transnazionali (TNC) sono risultati elementi essenziali al lavoro di un sindacalista” specifica Massimo Frattini, International Coordinator Hotel, Restaurant and Tourism Sectors dello IUF, docente ai tre percorsi realizzati. A partire da questa esperienza sperimentale, saranno gettate le basi per la realizzazione di una guida – fine ultimo del progetto – “standard formativi replicabili sul territorio per gli attori coinvolti nelle relazioni industriali delle aziende multinazionali a diversi livelli” conclude Gabriele Guglielmi coordinatore Politiche Globali della FILCAMS CGIL Nazionale.

Tutti i materiali del progetto e dei corsi saranno disponibili sul sito ITEM , che vuole essere uno strumento a disposizione di lavoratori e lavoratrici per l’approfondimento del tema e la diffusione dei risultati dei corsi.

Ora ci attendono un prossimo appuntamento: un workshop internazionale sui diritti di informazione, consultazione e partecipazione previsto in Giugno 2016 cui interverranno i componenti dei CAE che hanno partecipato ai rispettivi percorsi nazionali (Italia, Spagna, Irlanda e Bulgaria) allo scopo di approfondire meccanismi e procedure. Infine, i risultati prodotti verranno presentati nel corso di una conferenza europea ad Ottobre di quest’anno.

 

 

Torna l’inserto di Rassegna Sindacale della Filcams Cgil Diario Terziario.

In questo numero:
Vigilanza Privata: Aprire un tavolo unitario; I Diritti non sono un lusso, la campagna di informazione della Filcams Cgil Bologna che ha l’obiettivo di dare risalto alla condizione di sfruttamento delle tante donne lavoratrici; O Madre o Lavoratrice, la storia di “Chiara”.
E tanto altro ancora.

 

Vigilanza Privata: Aprire un tavolo unitario

Tra i tanti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro in fase di rinnovo, quello scaduto il 31 dicembre scorso della vigilanza privata e dei servizi fiduciari presenta forse una difficoltà in più rispetto agli altri. La mancata sottoscrizione da parte di Uiltucs del Contratto Nazionale 2013 porta la Filcams all’impegno concreto di provare a ricreare le condizioni per una firma unitaria.
La ricomposizione di un quadro unitario (anche a partire dall’apertura del tavolo per la definizione della piattaforma) per la Filcams è importante, innanzitutto per il difficile stato in cui versa il settore e per le gravi problematiche che ne hanno caratterizzato l’andamento negli ultimi anni, a partire dalla sofferenza per l’assimilazione ad altri comparti lavorativi, per ciò che riguarda, in particolare, il mercato degli appalti. L’assenza di regole certe ha portato infatti ad incrementare l’elusione di regole e contratti, portando a tariffe concordate con privati sempre più basse, senza escludere le pesanti ricadute dei tagli alla spesa per la pubblica amministrazione sui servizi privati di vigilanza. Si sconta, in quest’ottica, anche una sostanziale miopia delle aziende, che mirano a far quadrare bilanci e a governare situazioni contingenti più che a guardare in prospettiva ad uno sviluppo del settore.

Continua a leggere su Diario Terziario

Si aprirà a Roma, lunedì 14 marzo, la quarta conferenza di Uni Europa – federazione internazionale dei servizi – “Changing Europe Togheter”, Cambiamo insieme l’Europa, alla quale interverrà anche il segretario generale della Cgil Nazionale Susanna Camusso.

Sono 16 le organizzazioni sindacali italiane aderenti a Uni Europa che parteciperanno al Congresso, compresa la Filcams che sarà presente con una delegazione guidata dalla segretaria generale Maria Grazia Gabrielli e partecipare attivamente al dibattito. Sarà un momento di confronto politico importante, per condividere e pianificare i prossimi interventi da mettere in campo, per individuare azioni coordinate e concrete a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Dall’ultimo appuntamento, il terzo congresso svolto a Tolosa nel 2011, l’Europa tutta, ha vissuto una crisi profonda, economica e politica, che ha scosso le basi della stessa comunità. La speculazione delle aziende, le campagne anti sindacali, i continui attacchi al lavoro e ai lavoratori, stanno minando le basi di una comunità europea che vorrebbe promuovere i valori dell’uguaglianza, della solidarietà e dell’equità.

Nonostante le difficoltà, Uni Europa, anche grazie all’impegno dei suoi affiliati, ritiene centrale una politica volta  a  migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini. L’obiettivo è quello di diventare una federazione sindacale europea forte, che porti avanti la lotta sul piano europeo nell’interesse e al servizio dei lavoratori, e al contempo si faccia promotrice di un cambiamento reale.

E per raggiungere l’obiettivo, Uni Europa propone tre filoni strategici.

Cambiamo l’Europa facendo crescere le organizzazioni sindacali.  Attaccati, criticati, esclusi, i sindacati negli ultimi anni hanno subito diversi attacchi che hanno reso sempre più difficile il riconoscimento e il ruolo acquisito dopo anni di battaglie.  Per essere pronti a rispondere alle sfide e ai cambiamenti in atto, Uni Europa ha bisogno di sindacati forti; per poter migliorare i diritti e le condizioni di lavoro, garantire un equa remunerazione, e far sentire la propria voce nel dibattito economico. Ma per ottenere ciò è necessario riuscire a ricreare una base attiva e partecipativa più ampia.

Cambiamo l’Europa facendo crescere il potere della contrattazione. Uni Europa, insieme ai sindacati affiliati, si attiverà per rafforzare il potere contrattuale delle organizzazioni. È indispensabile continuare a battersi per i diritti collettivi e per invertire la tendenza delle politiche governative che continuano a limitare l’azione sindacale.

Cambiamo l’Europa facendo crescere in qualità i posti di lavoro. Le nuove tecnologie e la rapida evoluzione del mondo del lavoro, hanno modificato il settore dei servizi, sviluppando nuove forme di occupazione e di organizzazione del lavoro. Uni Europa vuole sviluppare una propria visione e azioni concrete affinchè il settore europeo dei servizi possa crescere, e di conseguenze creare posti di lavoro di qualità,  con buone condizioni di lavoro e con salari equi.

Tra gli altri impegni, la federazione europea dei servizi, vuole trovare il modo per parlare ai giovani, comprendere le loro esigenze e le richieste delle nuove generazioni, che più di tutti hanno subito il colpo della peggioramento economico,  tra le difficoltà di trovare un posto nel mondo del lavoro, e la crisi di fiducia nel futuro. Coinvolgere e motivare i giovani, per impegnarsi nel lavoro sindacale , diventa un obiettivo primario anche per aumentare la partecipazione dei giovani alle conferenze Uni Europa.

Il programma della conferenza

Interessante lo studio presentato dalla Federazione dei Sindacati nordici che ha confrontato i salari orari minimi dei lavoratori dei fast food dei Paesi del Nord Europa con quelli USA;  si va dai quasi 18 dollari della Norvegia agli  8,25 degli USA passando per i 9,45 della Germania

Interessante il medesimo confronto trasformato in minuti di lavoro necessari per acquistare un BigMac: in Norvegia poco più di un quarto d’ora, mentre in USA il panino costa oltre mezz’ora di lavoro.

Ne hanno discusso Il 23  febbraio 2016 a Bruxelles i rappresentanti sindacali di 8 Paesi Europei, EFFAT e UITA, le Federazioni Europea e mondiale dei lavoratori della filiera alimentare e della ristorazione; alla presenza di esperti: Università, EPSU (la Federazione sindacale europea dei lavoratori pubblici); SEIU, il  Sindacato USA in prima fila nella campagne globali per il salario minimo nei fast food.

La Filcams, oltre a illustrare la situazione italiana, ha presentato il progetto OPEN EWC per la parte di analisi del “sempre più sfavorevole rapporto, anche in questo settore,  fra i compensi degli amministratori delegati  e il salario dei dipendenti”; negli anni ’50 il rapporto era 1 a 20  ed oggi è 1 a 204 (fonte Glassdoor).

Il confronto fra il salario USA di 8,25 dollari all’ora e i 4-30 milioni annui (stocks esclusi) degli amministratori delegati che ha dato il via alla campagna globale per il salario minimo a 15 $.

Il 18 febbraio, a Roma è stato presentato il Terzo Steering Committee Europeo del progetto co-finanziato dalla Commissione Europea che vede la Filcams Cgil nazionale in trincea in tema di Aziende multinazionali e Comitati Aziendali Europei.

L’incontro è volto alla valutazione dei primi due corsi di formazione destinati a funzionali che si occupano di multinazionali e delegati sindacali di aziende multinazionali realizzati nei Paesi coinvolti nel progetto: Italia, Spagna, Irlanda e Bulgaria. Non da meno l’organizzazione dell’ultimo corso in realizzazione tra Marzo e Aprile prossimi nei tre Paesi, rivolto ai componenti dei Comitati Aziendali Europei.

Sarà presentato il sito del progetto, che vuole essere uno strumento a disposizione di lavoratrici e lavoratori per l’approfondimento del tema e la diffusione dei risultati dei corsi.

Da ultimo, saranno gettate le basi per la realizzazione di una guida a partire dai tre corsi, che “vogliono essere un modello sperimentale al fine dell’elaborazione di standard formativi replicabili sul territorio per gli attori coinvolti nelle relazioni industriali delle aziende multinazionali a diversi livelli” spiega Gabriele Guglielmi, della Filcams Cgil Nazionale.

“Si tratta – continua Guglielmi – di permettere la diffusione di conoscenze e competenze utili a funzionari e delegati che intendano avviare la negoziazione per un CAE o ne sono parte, oltre a metterli nelle condizioni di rafforzare la cooperazione sindacale con quei paesi in cui operano le multinazionali dei propri settori, per una maggiore capacità di intervento sindacale nell’anticipazione e nella gestione dei cambiamenti.”

L’ultimo percorso di formazione, destinato ai Componenti CAE, per quanto riguarda l’Italia e la FILCAMS in particolare, è previsto nei giorni 30-31 Marzo e 1 Aprile 2016 a Roma.

Si è svolto il 16 e 17 febbraio a Bruxelles il terzo Steering Committee del Progetto Europeo “To.Be.E.Ewc. – Verso un migliore coinvolgimento dei lavoratori nelle imprese multinazionali: ruoli e compiti degli attori coinvolti nei processi di costituzione e funzionamento dei CAE” in cui la Filcams-Cgil Nazionale è partner e promotore.

“Scopo dell’incontro – evidenzia Gabriele Guglielmi, responsabile del progetto per la Filcams – la definizione e l’invio alla pubblicazione dei micromanuali multimediali a disposizione degli attori coinvolti a diverso titolo nei processi di negoziazione, costituzione e funzionamento dei Comitati Aziendali Europei. Seguirà il lancio del sito, strumento di messa a disposizione di una “cassetta degli attrezzi” navigabile, in parte già disponibile attraverso una cartella drive condivisa e la conferenza Europea di presentazione del vademecum il prossimo 13 Maggio a Bruxelles.

“Elemento di rilevanza, – continua Guglielmi – la realizzazione di pillole di comunicazione tramite video che saranno veicolati su canali social e youtube in particolare. A giugno la presentazione in Italia dei risultati e degli strumenti di approfondimento e conoscenza realizzati con il progetto.”

Progetto per la formazione di funzionari e delegati che si occupano di multinazionali e Comitati Aziendali europei – ITEM

La Filcams nazionale è promotrice e partner di un progetto europeo, denominato ITEM, in tema di Aziende multinazionali e Comitati Aziendali Europei, co-finanziato dalla Commissione Europea. L’azione, dal titolo “ITEM – Promuovere i processi di partecipazione dei lavoratori a livello aziendale formando i principali attori che operano all’interno di multinazionali e/o ne gestiscono le relazioni industriali” vede la realizzazione di tre corsi di formazione sul livello nazionali.

Il primo, destinato a funzionari che si occupano di multinazionali, il secondo a delegati sindacali di aziende multinazionali e il terzo a componenti Comitati Aziendali Europei.

“I tre corsi vogliono essere un modello sperimentale al fine dell’elaborazione di standard formativi replicabili sul territorio per gli attori coinvolti nelle relazioni industriali delle aziende multinazionali a diversi livelli” spiega Gabriele Guglielmi, della Filcams Cgil Nazionale, “permettere la diffusione di conoscenze e competenze utili a funzionari e delegati che intendano avviare la negoziazione per un CAE o ne sono parte, oltre a metterli nelle condizioni di rafforzare la cooperazione sindacale con quei paesi in cui operano le multinazionali dei propri settori, per una maggiore capacità di intervento sindacale nell’anticipazione e nella gestione dei cambiamenti.”

Dal 20 al 22 gennaio 2016, si è tenuto il secondo dei percorsi formativi previsti, che ha visto coinvolti i delegati sindacali di aziende multinazionali, presenti sul territorio italiano: McDonald’s Italia, Jungheinrich, Volkswagen Italia, H&M, Carrefour, Altran, Obi, Mondoffice, Bosch Rexroth, Alten, Ricoh, RS Components spa e Arval. Il corso ha fatto seguito ad un primo intervento formativo rivolto ai funzionari territoriali e nazionali che si occupano di multinazionali, tenutosi il 27-28-29 Ottobre scorso.

I risultati ed i riscontri ottenuti a conclusione dei primi due interventi hanno fatto emergere interesse, necessità e volontà di approfondimento: “capire il contesto in cui si muovono le multinazionali, conoscere ed utilizzare strumenti di comunicazione 2.0 e possedere una “cassetta degli attrezzi” per agire al meglio la sindacalizzazione all’interno delle aziende transnazionali (TNC) sono risultati elementi essenziali al lavoro di un sindacalista” specifica Guglielmi.

A chiusura del ciclo di formazione-informazione è, dunque, previsto un terzo intervento dedicato ai componenti dei Comitati Aziendali Europei nei giorni 30-31 Marzo e 1 Aprile 2016.

 


La Filcams avvia l’osservatorio per verificare la condotta delle grandi aziende internazionali e multinazionali.

Il rapporto Oxfam rivela che 62 supermiliardari possiedono quanto la metà più povera della popolazione globale, in cifre sono più ricchi di 3 miliardi e 600 milioni di persone. Si tratta di supermanager, per lo più maschi (solo 9 di essi sono donne), ai vertici di grandi multinazionali. Una fotografia che ci consegna un quadro di forte disuguaglianza, in un contesto economico in cui i costi della crisi si scaricano sempre sugli anelli più deboli della catena di produzione e distribuzione. Una forbice tra ricchi e poveri che negli ultimi anni si è ampliata a ritmi incalzanti, anche a causa dei pratiche di evasione ed elusione fiscale cui un numero sempre maggiore di multinazionali si esercitano.

Proprio per misurare la trasparenza delle multinazionali, la Filcams-CGIL  ha lanciato un  nuovo progetto europeo, presentato a Roma il 18 e 19 gennaio scorso.

Si tratta di un progetto finalizzato alla creazione di strumenti che consentano ai lavoratori ed ai loro rappresentanti di esercitare un controllo effettivo sull’operato delle loro multinazionali, nell’ottica che la trasparenza sia la conditio sine qua non per  accedere ad un flusso di informazioni utili alla contrattazione ed alla partecipazione.

Il progetto creerà un Osservatorio, unico nel suo genere, per classificare le multinazionali in funzione dei loro livelli di trasparenza finanziaria e politica, rispetto delle diversità e della dignità umana, accessibilità, – attenzione a persone con disabilità ed esigenze speciali e accesso alle informazioni e ai tavoli di confronto.

Un sistema che vuole portare a smascherare le multinazionali che occultano dietro una rettitudine di facciata, fatta di codici di condotta e politiche di responsabilità sociale (spesso disattese), condotte a dir poco virtuose nei confronti dei propri lavoratori, delle comunità locali e dei territori in cui conducono attività economiche.

L’osservatorio consentirà altresì di riconoscere la qualità di quelle multinazionali che praticano, oltre che enunciare, azioni e strumenti concreti per migliorare le condizioni di lavoro, nonché la sostenibilità sociale ed ambientale delle loro filiere di produzione e distribuzione dei beni.

Il progetto si avvale della cooperazione delle Federazioni sindacali europee EFFAT e UNI-Europa, di Federazioni sindacali di Francia, Italia, Bulgaria; di tre Istituti di ricerca (italiano, ungherese e bulgaro); di diversi Comitati Aziendali Europei; di OPENPOLIS (associazione no-profit per la trasparenza), nonché di vari esperti sui temi dell’ambiente (WWF RP); accessibilità per tutti (TATA); diversità (avv. La Tegola); questioni sindacali e aspetti giuridici (avv. Verrecchia).

Si è svolta ad Istanbul in Turchia dal 9 al 12 marzo la Conferenza dedicata ai Quadri e Alte Professionalità dal titolo Winning rights for Professionals and Managers in a New World of WorkOttenere diritti per Quadri e Alte Professionalità in un Nuovo Mondo del Lavoro, organizzata da UNI Europa e UNI Global Union, la confederazione sindacale nel settore dei servizi che conta oltre 900 affiliati e rappresenta 20 milioni di lavoratori in oltre 100 paesi in tutto il mondo.

Il congresso europeo ha visto, nell’ultima giornata, l’approvazione della mozione contro il Jobs Act presentata unitariamente dai sindacati italiani affiliati ad UNI Global Union (CGIL, CISL e UIL). L’atto esprime il pieno appoggio di tutti gli affiliati ad UNI Global Union nelle azioni e nelle iniziative che le organizzazioni sindacali italiane attueranno in difesa dei diritti dei lavoratori che rappresentano.

Le organizzazioni sindacali intervenute alla Conferenza UNI Global Union P&M’s, tra cui si segnala la presenza in particolare del Sindacato Turco del Commercio Koop-is Sendikasi (www.koopis.org.tr), hanno condiviso il comune intento di dare risposte concrete alle problematiche affrontate e discusse durante il meeting, che si è articolato su 4 giornate di intenso lavoro.

Nella giornata conclusiva è stato particolarmente rilevante l’intervento Altogether Now! UNI Strategic Campaigns Organising Resources Education effettuato da Nigel Flanagan, UNI SCORE Senior organizer (Switzerland). Il contesto globale si traduce in una interdipendenza complessiva in cui povertà e abbondanza sono sempre più concentrati, come dimostrano tutti i dati raccolti. Contemporaneamente vi è stato un evidente declino nel potere dei sindacati con una diminuzione complessiva delle coperture e delle iscrizioni alle organizzazioni sindacali, nonché un attacco sistematico e progressivo ai diritti dei lavoratori.

L’importanza di campagne di comunicazione e di sindacalizzazione è dunque cruciale in questo momento. E come rispondendo ad un invito, la Filcams Cgil ha proiettato nel corso dell’ultima giornata la campagna di sindacalizzazione dei Professionals & Managers italiani, avviata dalla Filcams tramite un video (Guarda il video)

L’iniziativa della categoria– dedicata in particolare ai lavoratori Quadri e alle Alte Professionalità – ben si inserisce in un contesto italiano particolarmente difficile per gli ultimi atti di indirizzo del governo, ma trova ampio riscontro in ambito internazionale ed è stata particolarmente apprezzata dagli affiliati UNI Global Union.

Si sta svolgendo in questi giorni in Sud Africa il IV congresso mondiale della Uni Global Union. Un programma fitto di appuntamenti, incontri e confronto tra le diverse realtà

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Ogni 7 ottobre, da alcuni anni, li sindacati di tutto il mondo celebrano la Giornata mondiale del Lavoro Dignitoso, con iniziative in ogni parte del pianeta. Lo slogan è “Giustizia per i lavoratori, giustizia climatica”

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Due settimane di attività sulla gestione della vita professionale, parola d’ordine: realizzare di più con meno stress

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Le organizzazioni sindacali europee hanno un ruolo sempre più importante nell’ambito della negoziazione dei CAE

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Si è aperto ufficialmente lunedì 19 maggio, il 3° Congresso dell’ITUC CSI, la più grande organizzazione sindacale mondiale, che raggruppa 325 organizzazioni sindacali, in 161 paesi, con una affiliazione totale di 176 milioni di lavoratrici e lavoratori

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