Category Archives: CCNL TDS e Distribuzione Cooperativa 2013

Una giornata di protesta, una giornata fatta da persone, lavoratrici, lavoratori, figli che accompagnano le mamme, mariti e mogli che insieme vogliono far sentire la loro voce. Tante le facce oggi in piazza in tutto il paese, da Nord a Sud, che hanno voluto gridare: Vogliamo Il Contratto!

Lo sciopero è stato indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per protestare contro l’assenza di un contratto nazionale di riferimento per i dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione.

Siamo in piazza per rivendicare il diritto al contratto nazionale del commercio che viene negato da Federdistribuzione da oltre 24 mesi” ha affermato da Lecce la segretaria generale della Filcams Cgil nazionale Maria Grazia Gabrielli.

Federdistribuzione si deve assumere la responsabilità del proprio ruolo, quello di essere un’associazione di rappresentanza che declina nei fatti quella diversità che costantemente puntualizza. “Al contrario di quanto sostenuto da Federdistribuzione” prosegue Gabrielli “noi riteniamo la loro proposta di rinnovo di contratto, non sostenibile per i lavoratori, e lesiva delle dinamiche della concorrenza del settore”.

“Sono troppe le categorie dove non si riesce a rinnovare il contratto nazionale” ha afferma il segretario generale della Cgil Nazionale Susanna Camusso, in piazza a Lecce con i lavoratori del Commercio, “dobbiamo iniziare ad unificare queste lotte contrattuali dare un messaggio al paese: sappiamo quanto ha pagato il mondo del lavoro in questi anni di crisi, non possiamo pensare che siano i lavoratori a pagare anche la ripresa.”

“A tutti le lavoratrici e i lavoratori vogliamo dire grazie” conclude Maria Grazia Gabrielli, “perché insieme siamo la forza di questa vertenza per il diritto al contratto, per la grande distribuzione e per tutti gli altri contratti che da tempo aspettano un rinnovo. Anche oggi abbiamo la certezza e la determinazione che andremo avanti, sempre, tutti e ancora più forte.”

Tutte le notizie sullo sciopero del 20 maggio 2016

La Filcams Cgil di Taranto si è costituita parte civile in un processo ai danni dei dirigenti Auchan di Taranto, scaturito proprio da un esposto del sindacato, a seguito di gravi episodi che si sono verificati due anni fa.

In seguito alla rottura del tavolo sindacale sul tema del lavoro domenicale, nonostante la posizione di contrarietà assunta dai sindacati territoriali, l’azienda avrebbe obbligato alcuni lavoratori, anche attraverso minacce di trasferimento, a firmare modifiche contrattuali.

La Filcams ha deciso di intervenire presso la Procura della Repubblica di Taranto, presentando un esposto dal quale sono scaturite le indagini che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio di alcuni dirigenti dell’azienda.

“La nostra presenza come parte civile”, commenta Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Filcams Cgil di Taranto, “conferma la nostra vicinanza e il nostro pieno sostegno a lavoratori che sono stati costretti a subire scelte unilaterali che tutelano solo gli interessi aziendali e vanno contro i diritti sanciti dai contratti e dalla legge. Bisogna smetterla di considerare i lavoratori come prodotti di un volantino sottocosto a disposizione di ogni esigenza dell’azienda”.

Riprende la trattativa per il rinnovo del contratto per i dipendenti della distribuzione cooperativa. Le Organizzazioni sindacali Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs e le associazioni nazionali Ancc Coop, Confcooperative ed Agci Agrital, hanno pianificato i prossimi incontri a partire dal 30 maggio.

Grazie alla sigla di un’intesa, sono state poste le basi per intraprendere un negoziato strutturato e finalizzato ad approfondire i temi di merito, e concordata l’erogazione, unitamente alla mensilità relativa al mensilità in corso, di 200,00 € a titolo di anticipo sui futuri aumenti retributivi.

L’obiettivo della Filcams è stato quello di riconquistare l’autonomia del tavolo rispetto a quello di Federdistribuzione, in particolare riportando anche il salario nel negoziato” dichiara Alessio Di Labio “la strada è ovviamente ancora tutta in salita. Le parti ripartiranno dalle proprie proposte e istanze al fine di individuare possibili punti di incontro e gli equilibri necessari al rinnovo. Un percorso che resta sicuramente difficile e complesso ma inevitabile, che mette le parti di fronte alla responsabilità di dimostrare la capacità di trovare un accordo volto a garantire alle lavoratrici e ai lavoratori, nonché alle imprese cooperative, uno strumento fondamentale quale il contratto nazionale.

In occasione della tornata di trattative svoltasi nelle giornate del 31 marzo e del 1 aprile Federdistribuzione ha presentato i primi testi che dovrebbero costituire parte del futuro Contratto Nazionale di settore, in particolare sui temi del mercato del lavoro e dell’orario.

Nello specifico:

Infine, Federdistribuzione ha presentato un primo testo di un “Protocollo per la gestione di gravi crisi aziendali”, con la richiesta alle Organizzazioni sindacali di precisare quali possibili automatismi potrebbero essere previsti già nel Contratto Nazionale in caso di mancato raggiungimento di un accordo al secondo livello avente ad oggetto deroghe alle disposizioni del contratto nazionale in materia di organizzazione del lavoro, orari, prestazione lavorativa e relativi costi, ovvero differenti modulazioni degli aumenti contrattuali previsti dal futuro Contratto Nazionale.

Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS non hanno potuto fare altro che riscontrare il permanere di rilevanti e notevoli distanze tra le Parti in ordine ai temi sopra ricordati. La trattativa è stata pertanto aggiornata alle giornate del 13 aprile e 14 aprile.

 

Si è svolto a Roma un incontro tra le organizzazioni sindacali  Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs  e Federdistribuzione. Un primo confronto che ha portato alla decisione di riavviare il negoziato per definire il contratto nazionale di settore.

Dopo due anni di trattativa, lo scorso settembre le organizzazioni sindacali avevano proclamato due giornate di mobilitazione per il 7 novembre e il 19 dicembre 2015, durante le quali, al grido di “Fuori tutti”, le lavoratrici e i lavoratori sono scesi in piazza per far sentire la loro protesta.

Nei prossimi giorni saranno pianificate le prime date della trattativa per il contratto nazionale.

Sono di queste essere ore i diversi messaggi di solidarietà che stanno arrivando alla Filcams Cgil. 

La FLC CGIL esprime il pieno sostegno allo sciopero del 19 dicembre delle lavoratrici e dei lavoratori di Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti; “ Essere Tutti a Milano per quest’appuntamento significa dare forza e vigore a rivendicazioni che non devono e non possono passare inosservate, perché rappresentano la base che regge tutta l’impalcatura del lavoro. Siamo con voi in questa mobilitazione e vi auguriamo la buona riuscita della manifestazione.

Aderiamo alla mobilitazione e allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti che rivendicano il rinnovo del contratto nazionale di settore dopo un attesa di oltre due anni” ha dichiarato in una nota Agenquadri. “Riteniamo incredibile che dopo tutti questi anni di evidenti arretramenti sui diritti e sulle tutele dei lavoratori, di ricerca spasmodica di riduzione del costo del lavoro, ancora si cerchi di scaricare su chi lavora la necessità di recuperare la produttività perduta negli anni della crisi, anziché intervenire assieme e non contro il sindacato per il rilancio del settore. Siamo i primi a dire che bisogna dare risposte vere alle esigenze organizzative del lavoro e alla crescita di produttività, ma senza che questo incida sul giusto e dignitoso aumento salariale che meritano le lavoratrici e i lavoratori del settore.”

E ancora la Fp Cgil con un video appello del segretario generale Rossana Dettori, e i pensionati mediatici dello Spi Cgil che tramite twitter rilanciano l’invito a non fare sabato 19 dicembre.

Sarà una giornata di sciopero e mobilitazione per le lavoratrici e i lavoratori del commercio. Al grido di Fuori Tutti, il 7 novembre gli addetti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Cooperativa, stanno organizzando la giornata di sciopero.

Al centro della mobilitazione il mancato rinnovo dei contratti nazionali di settore e la difesa di diritti e salario contro chi tenta di smantellare le condizioni esistenti.

I tavoli di trattativa con le diverse parti datoriali sono in stallo per le proposte inaccettabili avanzate a sindacati e lavoratori che sono pronti a dare il via ad una lunga battaglia. Dopo il 7 novembre infatti, in assenza di segnali positivi per sbloccare le trattative,  è già in programma un’altra giornata di sciopero unitario per il 19 dicembre, quando Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si riuniranno per continuare a dar voce alle esigenze degli addetti del settore.
“Lo sciopero proclamato è una scelta importante e ineludibile dopo 22 mesi in cui gli incontri e le trattative non hanno prodotto le condizioni minime per arrivare a definire i rinnovi contrattuali” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil.

La stagione dei  rinnovi dei contratti sta vivendo profondi attacchi e dilazionare molto i tempi forse porta con se l’idea  che dei contratti  nazionali stessi si possa anche fare a meno. Noi, restiamo convinti della centralità del contratto nazionale che va difeso e rafforzato in settori dove, la contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale non c’è per una vasta platea di lavoratori e quella esistente ha subito in questi anni una rimessa in discussione che ci ha visto impegnati in confronti e scontri difficili nelle aziende.”

Nelle trattative è risultato centrale la posizione espresse da tutte le controparti di un contratto nazionale non più rispondente ai cambiamenti intervenuti e che per questo necessita di una revisione straordinaria con la priorità di diventare strumento di recupero di produttività. La traduzione di questa impostazione si concretizza in realtà in un insieme di interventi volti ad abbattere e rendere più leggero il costo del lavoro.

Ma in contratti nazionali più deboli, meno inclusivi e autofinanziati dagli stessi lavoratori non ravvisiamo nulla di moderno, di innovativo e di sostenibile.

I sindacati territoriali, le delegate e i delegati, impegnati in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori, si stanno organizzando per preparare presidi unitari davanti ai principali punti commerciali delle città. Il Fuori Tutti impazza sul web, la voglia di partecipare e farsi sentire è davvero alta.

In Toscana, le lavoratrici e i lavoratori del commercio saranno a Firenze in un unico presidio davanti alla Prefettura; così come ci sarà un unico concentramento regionale delle Marche in piazza Roma ad Ancona, e a Bolzano per il Trentino Alto Adige. Vicenza sarà la città punto di riferimento per le mobilitazioni regionali del Veneto.

Singoli presidi in tutte le città in Emilia Romagna cosi come a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Roma, dove gli addetti del settore si riuniranno davanti i centri commerciali più importanti e i punti vendita strategici delle città.

I sindacati di categoria dichiarano due giornate di sciopero 7 novembre e 19 dicembre

Nell’incontro tenutosi a Roma il 30 settembre 2015 tra Filcams, Fisascat e Uiltucs e i rappresentanti delle imprese cooperative, per il rinnovo del Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa, si è preso atto della distanza tra le parti e le organizzazioni sindacali hanno dichiarato due giornate di sciopero per il 7 novembre e il 19 dicembre.

Riduzione delle maggiorazioni domenicali, del notturno, dello straordinario e del supplementare; aumento del divisore orario; eliminazione della retribuzione dei primi tre giorni di assenza per malattia; condizioni retributive e normative inferiori per i nuovi assunti; ridefinizione del sistema di classificazione e l’introduzione di un capitolo sul Sud, che consenta di derogare al contratto nazionale; ulteriori interventi sul capitolo cooperative minori.
Sono questi i punti sui quali i sindacati hanno espresso la loro contrarietà durante la trattativa della Distribuzione Cooperativa.

“Siamo pronti ad affrontare un rinnovo che abbia un progetto contrattuale, che dia stabilità alle imprese e all’occupazione” ha affermato Alessio Di Labio della Filcams Cgil “ma riteniamo necessario un cambio di passo da parte delle Cooperative, non siamo disposti ad affrontare un rinnovo che abbia l’unico obiettivo di ridurre salario e diritti“.

La Filcams CGIL ritiene che gli esiti delle vertenze occupazionali e dei rinnovi contrattuali di questi anni hanno già determinato sacrifici importanti per i lavoratori. Le imprese che vivono di vendite dovrebbero capire che è proprio la crisi dell’occupazione e della contrattazione che ha indebolito il potere d’acquisto dei consumatori e messo in ginocchio i bilanci delle cooperative.

Le giornate di sciopero coincidono con la mobilitazione della Grande Distribuzione Organizzata, perché, conclude Di Labio: “Il blocco della contrattazione nella grande distribuzione deve ricevere una risposta netta da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, in difesa dei loro diritti e del loro salario.”

Un negoziato, quello finalizzato alla definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro per la GDO, che si protrae da ormai due anni e che continua a scontare posizioni di assoluta rigidità e un atteggiamento dilatorio da parte di Federdistribuzione.

Dopo il recesso dal contratto del Terziario da parte dell’associazione datoriale fuoriuscita da Confcommercio ad inizio del 2012, le aziende, che ne sono associate, procedono con sempre maggior frequenza alla disdetta della contrattazione integrativa aziendale, determinando, in tal modo, un forte arretramento di diritti e tutele.

Federdistribuzione inoltre, nonostante il recente rinnovo contrattuale sottoscritto da Filcams, Fisascat e UILTuCS con Confcommercio lo scorso 30 marzo, ad oggi, continua a dichiarare indisponibilità rispetto all’erogazione degli aumenti previsti, con la conseguenza che l’ultimo incremento salariale corrisposto ai lavoratori risale ad ottobre del 2013.
“Si avvia, con la proclamazione dello sciopero nazionale del 7 novembre e del 19 dicembre, una fase di mobilitazione che vedrà la Filcams impegnata a tutti i livelli”, dichiara Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della categoria del terziario della CGIL.

“Considerata la gravità della situazione, per la conquista del contratto nazionale e per la difesa dei diritti”, prosegue Gabrielli, “è necessario il massimo coinvolgimento dei lavoratori e la riuscita delle iniziative di lotta che verranno messe in campo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.”

Una vertenza senza precedenti”, conclude la segretaria generale Filcams, “per la cui risoluzione saranno fondamentali la partecipazione ed il sostegno dei lavoratori, ai quali sarà rivolta un’importante campagna informativa, attraverso la convocazione di assemblee e attivi in tutto il paese”.

Si è svolto lo scorso 15 luglio, a Roma, il previsto incontro con Federdistribuzione. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono non condivisione in ordine ai contenuti presentati dall’Associazione datoriale e preoccupazione per il concreto esito della trattativa del Contratto Nazionale di Lavoro.

Le organizzazioni sindacali hanno preso atto di un’evoluzione nella posizione di Federdistribuzione rispetto alla parte salariale, in considerazione della quale si è passati dalla richiesta – esplicitata ancora qualche mese fa – di un Contratto Nazionale senza aumento di costi, alla possibilità – dichiarata nel corso dell’incontro – di prendere a riferimento il risultato economico indicato dalle Organizzazioni Sindacali e raggiunto con il rinnovo del Contratto Terziario, Distribuzione e Servizi siglato con Confcommercio.
Tale disponibilità è però subordinata all’introduzione di altri parametri tra cui una dilazione dei termini di decorrenza e di durata del Contratto nel periodo 2016/2018, senza conseguentemente alcuna copertura per gli anni precedenti, e, in aggiunta, di alcune misure volte ad un contenimento dei costi da ricercare attraverso interventi su flessibilità e produttività.

A completamento di questo schema contrattuale, sono stati introdotti altri possibili temi utili per il sostegno al settore, come iniziative nell’ambito del welfare, misure a tutela dell’occupazione e copertura di ammortizzatori per le crisi aziendali.
Nel precisare la posizione sindacale, i sindacati hanno indicato come punto fermo la propria contrarietà ad un risultato che, nei fatti, prevede un importo salariale inferiore a 85 euro attraverso una diversa decorrenza e durata del Contratto stesso e con interventi su flessibilità e produttività legati agli orari di lavoro, ai permessi retribuiti e al superamento degli automatismi contrattuali.

Le condizione indicate da Federdistribuzione, per Filcams, Fisascat e Uiltucs, equivalgono complessivamente ad una scarsa volontà di raggiungere a breve un accordo per il rinnovo il contratto e rischiano di rendere difficile la prosecuzione della trattativa.

“Abbiamo ribadito unitariamente la nostra disponibilità a costruire un contratto specifico Federdistribuzione” affermano i sindacati di categoria, “ma che non può compromettere la struttura dei costi, a partire dal risultato di 85 euro, dalla massa salariale complessiva e con la previsione di un ulteriore allungamento della decorrenza e della durata.

Nei primi giorni di settembre è in programma un incontro sindacale al fine di definire il percorso e le iniziativa a sostegno del Contratto Nazionale di Lavoro.

Dopo 18 mesi dalla scadenza del Contratto Nazionale del Terziario e 3 mesi dall’ipotesi di rinnovo del Contratto Nazionale sottoscritta con Confcommercio, il settore Terziario vede ancora la trattativa aperta rispettivamente con Confesercenti, Federdistribuzione e la Cooperazione di Consumo.
“Dopo mesi di trattative riteniamo più che matura la condizione perché le diverse Associazioni Datoriali facciano comprendere la volontà reale di concludere positivamente il negoziato, consegnando un rinnovo del Contratto ai tanti lavoratori ancora in attesa” affermano i segretari generali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil .
“Ad oggi, invece, dobbiamo registrare che le Associazioni tendono a dilazionare ancora i tempi per effettuare gli incontri necessari a definire un punto di svolta nelle trattative.”
Pur in un contesto difficile sono stati conclusi dei rinnovi contrattuali che hanno determinato per i lavoratori erogazione di aumenti salariali.
Questi stessi diritti e condizioni, vengono di fatto negati ad una ampia platea di lavoratrici e lavoratori del commercio con ripercussioni anche sulla concorrenza tra le imprese.

Il settore rischia in questo modo di vivere un’ulteriore fase di deregolamentazione che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil  hanno voluto evitare, sin dall’inizio della trattativa, presentando a tutte le Associazioni datoriali una piattaforma unica e unitaria per mantenere nel commercio un carattere di omogeneità finalizzato a non danneggiare lavoratori ed imprese.

Alla luce di questa condizione e per rispondere al percorso costruito con le lavoratrici ed i lavoratori, Filcams, Fisascat e Uiltucs, considerano comunque i prossimi appuntamenti del mese di luglio decisivi, per comprendere la reale volontà delle Associazioni datoriali di giungere ad un rinnovo del contratto ed a sostegno di tale obiettivo metteranno in atto le misure di pressione conseguenti.

I prossimi incontri si svolgeranno il 15 Luglio 2015 con Federdistribuzione e il 23 Luglio con la Cooperazione di Consumo.

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