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La posizione della Filcams CGIL è sempre stata improntata, a partire dalla elezione degli organi collegiali, alla coerenza per giungere ad un effettivo rinnovamento della Fondazione Enasarco.

Abbiamo, senza facili populismi, chiesto alla categoria degli Agenti di Commercio un sostegno per la trasparenza della fondazione e per raggiungere alcuni obbiettivi fondamentali nell’interesse della categoria.

Siamo ancora in attesa di poter verificare, a partire dal prossimo bilancio preventivo, se per esempio la questione della riduzione dei costi di gestione, l’internalizzazione di servizi utili agli Agenti e una diversa gestione del patrimonio immobiliare, troveranno delle risposte.

Su questo versante valuteremo con attenzione lo svolgimento della assemblea della fondazione del 13 dicembre 2017, tenendo fermi i nostri  presupposti.

Chiediamo alla Categoria  degli  AA&RR di continuare a sostenere la Filcams Cgil nel percorso  per “CAMBIARE DAVVERO” la fondazione Enasarco.

azienda ritira licenziamenti natuzzi

Ritiro dei 170 licenziamenti Natuzzi già annunciati, avvio di un confronto con le Rsu e rilancio del piano industriale: sono gli importanti risultati ottenuti nella vertenza Natuzzi dopo l’incontro di ieri al ministero del Lavoro tra i vertici dell’azienda, i tecnici del dicastero e del Mise, i funzionari della Regione Puglia, le segreterie nazionali, regionali e territoriali di Puglia e Basilicata di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, le Rsu e le segreterie nazionali dei sindacati del commercio Filcams-Cgil Fisascat-Cisl Uiltucs.

Natuzzi ha richiamato i 170 lavoratori licenziati per far posto ad altrettanti reintegrati a seguito della sentenza del Tribunale di Bari. I lavoratori, insieme ai 35 della new confort, saranno impiegati dal 1° gennaio 2018 direttamente nella lavorazione del divano all’interno dei siti operativi aziendali, utilizzando gli ammortizzatori sociali attualmente in essere come la Cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà, evitando però ripercussioni sui colleghi attualmente impiegati.

Natuzzi ha inoltre preso l’impegno di ripartire dal confronto presso il Mise per il rilancio del piano industriale che coinvolga tutti gli stabilimenti.

“Ovviamente – spiegano Feneal, Filca, Fillea – non abbassiamo la guardia, e al contempo chiediamo il massimo impegno dell’azienda e delle istituzioni per il rilancio delle produzioni in tutti gli stabilimenti della Natuzzi. Già ieri – sottolineano – abbiamo inviato una richiesta d’incontro al Mise e alle Regioni Puglia e Basilicata per continuare la nostra azione sindacale e per garantire il rispetto degli impegni, salvaguardando i livelli occupazionali di questo importantissimo presidio industriale, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy nella produzione di elementi d’arredo e una delle poche realtà imprenditoriali che ancora operano nel Sud del Paese”.

Soddisfazione è stata espressa dalle segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl Uiltucs, che hanno sottolineato come, dal confronto costruttivo tra le parti sociali e con il contributo attivo delle istituzioni –Mise, Ministero del lavoro, Regione Puglia- si sia riusciti a trovare buone soluzioni per rilanciare la produzione nazionale degli elementi di arredo e del divano, recuperando una parte di quanto delocalizzato all’estero e rendendo, con ciò, ancora più appetibile il loro acquisto da parte dei consumatori italiani.

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La Filcams ha proclamato, per il prossimo 22 dicembre, lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Distribuzione Cooperativa e delle aziende associate a Federdistribuzione, senza Contratto Nazionale da ormai quattro anni.

Lo sciopero previsto per la giornata del venerdì antecedente il Natale, con l’obiettivo di rendere più efficace la mobilitazione, potrà essere articolato diversamente dalle strutture territoriali, con la previsione di 4 ore da effettuarsi lo stesso 22 dicembre e le ulteriori 4 ore da programmare a livello locale, anche al fine di effettuare scioperi improvvisi, entro il 6 gennaio 2018.

Federdistribuzione: i motivi dello sciopero

“Ormai da 4 anni, le aziende della Grande Distribuzione Organizzata associate a Federdistribuzione impongono unilateralmente l’applicazione di quello che a tutti gli effetti risulta essere un regolamento associativo, residuo del precedente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Terziario, Distribuzione e Servizi scaduto nel 2013”, afferma Maria Grazia Gabrielli, Segretaria Generale della Filcams Cgil Nazionale.

“L’associazione datoriale infatti”, sostiene Gabrielli, “disconoscendo quanto garantito da disposizioni costituzionali in materia, non solo si rifiuta di definire un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore, tanto da aver cessato ogni trattativa, ma continua a rendersi indisponibile anche ad applicare il rinnovo del Contratto Nazionale Confcommercio del 2015, determinando per le lavoratrici e i lavoratori un danno sia dal punto di vista retributivo che contributivo.”

Distribuzione Cooperativa: i motivi dello sciopero

“Forte preoccupazione anche per il Contratto Nazionale della Cooperazione”, continua la Segretaria Generale della Filcams Cgil, “scaduto ugualmente da quattro anni. Abbiamo esortato ancora una volta le imprese della Distribuzione Cooperativa a definire velocemente una soluzione negoziale per avere una  cornice di riferimento utile ad  affrontare le particolarità aziendali.”

“Nonostante i proclami di voler rinnovare il Contratto Nazionale”, conclude Gabrielli, “le cooperative pretendono di trovare una mediazione tutta sbilanciata a favore delle  imprese, partendo da un insostenibile arretramento dell’attuale disciplina del trattamento di malattia. Il nuovo Contratto che vorrebbero le Coop peggiorerebbe diritti e retribuzione a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello di Confcommercio.”

“Ad aggravare ulteriormente la difficile situazione contrattuale”, tiene infine a precisare Gabrielli, “contribuiscono le tante vertenze che coinvolgono i gruppi e le imprese del comparto distributivo, le procedure di licenziamento collettivo, le disdette dei contratti integrativi aziendali, l’adozione unilaterale di nuovi modelli organizzativi, che, oltre ad avere determinato un preoccupante decremento occupazionale, hanno sancito un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per decine di migliaia di lavoratori.”

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Distribuzione Cooperativa

Federdistribuzione

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Sarà sciopero il 22 dicembre delle lavoratrici e dei lavoratori della Distribuzione Cooperativa e dei dipendenti delle aziende associate a Federdistribuzione.

Senza contratto nazionale da più di 4 anni, la Filcams Cgil ha proclamato lo sciopero per la giornata del 22 dicembre, che sarà organizzato a livello territoriali: 4 ore da effettuarsi il 22 dicembre e le ulteriori 4 ore da programmare a livello locale, anche al fine di effettuare scioperi improvvisi, entro il 6 gennaio 2018.

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Distribuzione Cooperativa

Federdistribuzione

Appalti pulizie scuole

Le aziende che non rispettano le lavoratrici e i lavoratori vengono espulse dagli appalti pubblici

Lo scorso 2 dicembre è arrivata la notizia tanto attesa: la Consip ha risolto la convenzione di appalto alla RTI formata da Ma.ca., Servizi Generali e Smeraldo, relativa ai servizi di pulimento, ausiliariato e decoro delle scuole statali del lotto 5 (province di Frosinone e Latina).

Appalti pulizie scuole di Frosinone e Latina: la storia

Dall’inizio dell’appalto (febbraio 2014) Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti UIL hanno denunciato a tutti i livelli il mancato rispetto, da parte della RTI Ma.ca., Servizi Generali e Smeraldo,   dei dettami contrattuali ed anche delle normative di Legge che regolamentano il pagamento dei salari ai lavoratori, tanto da costringere il MIUR  a parlare di “condotta lesiva del disposto costituzionale di cui all’art. 36”, oltre a denunciare una continua inosservanza dei termini dell’appalto per i servizi da erogare alle scuole.

Mesi, anzi anni, in cui tutti i lavoratori, in prevalenza donne, hanno resistito, impegnandosi, unitamente a Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti,in scioperi, manifestazioni, ricorsi giudiziari, continuando, con enorme senso di responsabilità, a svolgere quotidianamente il  loro turno di lavoro anche senza stipendio, per permettere alle scuole di ogni ordine e grado di aprire ogni mattina

Perché i servizi che ogni giorno svolgono queste lavoratrici e lavoratori si rivolgono a bambini e studenti e soltanto il loro profondo senso di responsabilità ha consentito fino , ad oggi, di mantenere il livello qualitativo del servizio, messo costantemente a rischio dalla gestione irresponsabile delle tre Aziende che hanno costretto al costante ricorso ad azioni di lotta e manifestazioni per l’ottenimento dei più basilari DIRITTI: il rispetto della   dignità di lavoratori e il pagamento del proprio stipendio.

Per questo la notizia arrivata dalla Consip è stata accolta dai quasi mille lavoratori, oggi riuniti in assemblea, con entusiasmo e come una liberazione.

L’espulsione dalla convenzione Consip Scuole, della RTI Ma.ca., Servizi Generali e Smeraldo, per non aver rispettato le normative contrattuali e di legge nei confronti dei propri dipendenti è un segnale e   un precedente importante per tutto il mondo degli appalti, perché fino ad oggi tali motivazioni non sono mai state prese in considerazione per revocare un contratto di appalto o di una convenzione, producendo il paradosso che se anche le aziende appaltatrici affamano i propri dipendenti la Pubblica Amministrazione deve continuare a pagare con soldi pubblici tali imprese.

Appalti pulizie Scuole

Il settore degli appalti ha assoluto bisogno di trasparenza, di conformità ed osservanza delle normative, delle regole, dei capitolati d’appalto e delle condizioni contrattuali dei lavoratori, per garantire la qualità dei servizi, il corretto utilizzo dei soldi pubblici e, appunto, il rispetto dei lavoratori.

“Il cammino è ancora lungo” – affermano le Organizzazioni Sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil di Frosinone e Latina “ma non ci fermeremo fino a che tutte le lavoratrici ed i lavoratori delle pulizie delle scuole statali del Lotto 5  non otterranno fino all’ultimo centesimo delle retribuzioni loro dovute,   anche attraverso la surroga che gli stessi Istituti Scolastici sono pronti a mettere in atto, e fino a che non verrà assegnato questo appalto ad una nuova azienda.”

Il risultato ottenuto è il frutto della caparbietà dell’azione sindacale fortemente sostenuta dalla resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori che, seppur in condizioni economiche e sociali a volte disperate, hanno dimostrato che con la forza della dignità e con la costanza della lotta per l’ottenimento dei propri diritti si vince.  

 

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Sulla vicenda dei licenziamenti di Marica abbiamo letto le dichiarazioni di Ikea Italia, dove non si risparmiano termini evocativi e altisonanti come “valorizzazione delle diversità”, “inclusione”, “rispetto dei valori” e “responsabilità”.

Ci spiace però dover ricondurre la visione delle cose a un livello più vicino al suolo: le cose sono molto più semplici di come le dipinge l’Azienda e possono, devono, essere raccontate anche in altro modo.
Esiste una ragazza che si chiama Marica che da molti anni lavora in una azienda, dando il suo contributo al crescente successo di un marchio che sa bene come massimizzare i profitti e far crescere il fatturato, anche grazie a un marketing che si riferisce spesso e volentieri a un ipotetico “Ikea way of life”, socialdemocratico e includente.

Marica, lei per le tante e i tanti che si sono trovati e che si trovano in situazioni analoghe, hanno visto nel corso degli anni cambiare la loro vita e purtroppo aumentare la loro fragilità.

Hanno cercato di conciliare il loro lavoro con le crescenti difficoltà (familiari, sociali, personali, che importa?), ci hanno provato fino alla fine, in mezzo a pressioni crescenti: il sistema IKEA si basa su un sofisticato algoritmo che calcola i flussi dei clienti e stabilisce in base al loro andamento le necessità di organico. Difficile inserire come variabile in un software i bisogni di chi lavora.

Tuttavia sono bisogni reali, a dire il vero neanche tanto esagerati né difficili da prendere in considerazione in punti vendita che impiegano centinaia di dipendenti.

Ebbene la fine della storia è che la grande e socialdemocratica multinazionale attenta all’inclusione non è in grado di farsi carico dei bisogni di chi lavora per lei e non trova altra soluzione che licenziare in tronco.
In tronco, vorremmo che fosse chiaro.

Senza tentare di capire, senza  dialogare, senza discutere con chi i lavoratori li rappresenta e li difende, soprattutto nelle loro fragilità. Che poi sono le fragilità che potrebbero capitare a ognuno.

Non c’è niente di inclusivo in queste azioni.

Vorremmo che fosse chiaro anche a chi entra nei punti vendita Ikea e si aspetta di trovare fra salotti e cucine, piene di luce e accessori dal design democratico, le famiglie sorridenti e multietniche dei cataloghi. Non ci sono!

Le lavoratrici e i lavoratori di IKEA  lo sanno, e stanno coraggiosamente continuando a manifestare la loro solidarietà e il loro dissenso verso la deriva antisindacale (padronale?) dell’azienda.

Vorremmo che cominciassero ad accorgersene anche i clienti, che prima di tutto sono donne e uomini: il brand IKEA non è la realtà Ikea.

La Filcams CGIL, lo ripetiamo, non si ferma qui.

Continuerà a tutelare individualmente i lavoratori ingiustamente licenziati e a rivendicare collettivamente il loro reintegro e il recupero di corrette relazioni sindacali in Ikea.
Con la convinzione che ciò che noi chiamiamo “diritto” non debba essere chiesto come un favore.

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Ikea, la solidarietà a Marica dal mondo del lavoro

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È online il nuovo numero di Diario Terziario. In questo numero: la mobilitazione del 2 dicembre, la chiusura della Rinascente di Genova, ma anche gli accordi positivi che superano i limiti del Jobs Act e open Corporation, la trasparenza delle multinazionali.

Buona Lettura.

I conti non tornano. Mobilitiamoci

È la decisione presa dalla Cgil, dopo l’ultimo incontro sul tema delle pensioni avuto con il governo lo scorso il 21 novembre.

“Un’occasione persa” l’ha definita Susanna Camusso che ha partecipato agli incontri insieme ai leader di Cisl e Uil, decisamente più favorevoli alle proposte di Palazzo Chigi.

Le proposte fatte dal Governo per il Sistema Previdenziale sono ritenute insufficienti dalla Cgil che ha deciso di scendere in piazza il prossimo 2 dicembre. Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari, saranno le 5 città dove si ritroveranno lavoratori, pensionati e giovani dei diversi territori. Susanna Camusso concluderà alle 12.30 a Roma, ma il suo intervento sarà diffuso anche in tutte le altre piazze.

Continua a leggere su Diario Terziario di Novembre

lavoratori in appalto scuole

I sindacati denunciano un atteggiamento discriminatorio del Governo, che esclude dal processo di stabilizzazione circa 18mila lavoratori in appalto ausiliari scolastici.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, unitamente ai 18.000 addetti ai servizi di pulizia, servizi di ausiliariato e di ripristino del decoro e della funzionalità degli immobili scolastici (i lavoratori cosiddetti Appalti Storici ed Ex LSU) denunciano il comportamento discriminatorio del Governo per la decisione di prevedere l’internalizzazione solo dei 519 colleghi Ex Lsu che operano per gli stessi servizi nelle scuole di Palermo.

A seguito di un emendamento della senatrice Vicari (AP) la Legge di Bilancio 2018 provvederà ad internalizzare i lavoratori occupati nelle scuole della provincia di Palermo che provengono dai percorsi di stabilizzazione per i Lavoratori Socialmente Utili avviati 20 anni fa. Di fronte all’approvazione dell’emendamento, la stessa senatrice ha dichiarato con grande gioia di aver portato a questi lavoratori “il regalo di Natale che aspettavano” grazie allo sforzo da lei profuso e ringraziando del supporto anche la Ministra Fedeli.

“Fermo restando l’importante risultato raggiunto – dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti – il Governo e la Senatrice si sono dimenticati che nelle stesse condizioni, e provenienti dagli stessi percorsi di stabilizzazione, sono 20 anni che 27.000 lavoratori allora e ancora 18.000 oggi, vivono la stessa situazione di continua precarietà degli Ex Lsu di Palermo”.

La denuncia è chiara: Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, infatti, considerano incomprensibile e inaccettabile il metodo con cui si cercano soluzioni dividendo tutta la amplia platea dei lavoratori ex LSU ad oggi ancora precari e costretti a condizioni di lavoro particolarmente pesanti. È necessario infatti sottolineare che i 18.000 lavoratori  coinvolti, occupati nell’attuale Convenzione Consip Scuole, da tre anni ottengono una retribuzione piena solo completando l’orario di lavoro attraverso il loro impiego nel progetto decoro che li porta a lavorare il sabato e la domenica, a percorrere centinaia di chilometri tra un istituto da sistemare e un altro, oltre ad essere sempre in attesa, ad ogni scadenza, di vedere riconfermate le risorse per il progetto “Scuole Belle”; se questo dovesse saltare, si ritroverebbero a dover lavorare per non più di 15 ore a settimana, esclusivamente nei servizi di pulizia.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil ricordano che è da marzo 2017 che chiedono la riconvocazione del tavolo presso la Presidenza del Consiglio per “[…] individuare una possibile soluzione di prospettiva concernente la platea delle lavoratrici e dei lavoratori cosiddetti Ex Lsu ed Appalti Storici” come previsto negli accordi quadro del 2016 sottoscritti dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia.

“Soluzioni – sottolineano ancora i sindacati nella loro nota – che dovevano definire, entro la vigenza della Convenzione Consip Scuole, un effettivo piano di intervento che desse finalmente stabilità e continuità occupazionale vera a 18.000 lavoratori e servizi alle scuole degni di tal nome”.

Le Organizzazioni Sindacali provvederanno a chiedere urgentemente la convocazione del tavolo alla Presidenza del Consiglio e alle forze di Governo alla Camera perché si possa intervenire per risolvere in modo compiuto, per tutta la platea degli Ex Lsu e Appalti Storici, la disparità prevista dalla norma contenuta nella legge di Bilancio 2018 in discussione al Senato. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti dichiarano fin da ora che “la soluzione non può essere quella di riportare indietro gli Ex Lsu di Palermo, venendo tacciati come quelli che fanno perdere il posto di lavoro sicuro a 519 lavoratori, ma bisogna lavorare per prevedere condizioni che mettano tutti i lavoratori nelle stesse condizioni e avviare dei veri percorsi di stabilizzazione definitiva”.

In assenza di risposte tempestive per affrontare la discussione del testo della Legge di Bilancio 2018 alla Camera, si attiveranno tutte le iniziative necessarie per non dividere ma dare risposte di stabilità e equità a tutti i lavoratori.

Ikea, solidarietà a Marica

Sono tanti i messaggi di solidarietà a Marica, la lavoratrice di Ikea, licenziata dall’azienda per non essere riuscita a rispettare alcuni turni di lavoro per accudire i figli.

Ha espresso la sua vicinanza a Marica e alla sua famiglia, il direttivo della Filcams Cgil  Marche : “riteniamo inaccettabile che l’azienda non abbia ricercato tutte le soluzioni possibili e realizzabili per sostenere la oggettiva condizione di disagio della lavoratrice.
Il direttivo stigmatizza fortemente il comportamento dell’azienda che sulla stampa e nelle azioni pubblicitarie si erge a paladina della tutela dei propri collaboratori e delle loro condizioni sociali, ma nell’operare quotidiano attua comportamenti paragonabili alla logica antica dell’imprenditore padrone.”

Anche il Coordinamento Nazionale delle Delegate e dei Delegati Filcams Cgil di Esselunga, riunitosi il 30 novembre,  ha espresso grande vicinanza alla lavoratrice di Ikea: “Quanto accaduto è straordinariamente grave e denota come nelle imprese della grande distribuzione organizzata, la logica del “sempre aperto” si stia abbattendo sulle spalle dei lavoratori costretti a fare i salti mortali per mantenersi un posto di lavoro e nel contempo essere madri, padri, o in taluni casi  semplicemente “persone”.
“Il tema della conciliazione sta diventando drammatico e pertanto necessita di interventi sia sul piano delle leggi che sul fronte contrattuale dove troppo spesso le imprese si sottraggono ad un confronto di merito su questi problemi.”

Solidarietà anche dai lavoratori della filiale Panorama di Pontedera (PI), riuniti in assemblea: “riteniamo inaccettabile il comportamento di Ikea che, nonostante i numerosi proclama sul rispetto e la sensibilità nei confronti dei propri dipendenti e delle famiglie, non ha minimamente tenuto conto delle richieste di Marica di conciliare le proprie già pesanti esigenze familiari  con il proprio lavoro. Questa non è solo un’ingiustizia, ma  anche una violenza e una forma di ricatto nei confronti delle donne.”

La RSU di Ikea Casalecchio, unitamente alla Filcams Cgil di Bologna in segno di solidarietà con Marica hanno comunicato all’azienda l’apertura dello stato di agitazione. Sabato 2 dicembre si terranno le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori del punto vendita, non escludendo che già da subito i dipendenti vorranno dimostrare tutto il loro sdegno verso questa irriconoscibile azienda ed il loro pieno sostegno a Marica.

A fronte di questa situazione anche la Filcams Cgil di Brescia fa un appello a tutte i lavoratori affinché esprimano concretamente l’opposizione a questo modo di agire di Ikea e proclamano uno sciopero di 2 ore per turno per sabato 2 dicembre.

Sciopereranno il 2 dicembre per l’intero turno, anche i lavoratori di Ikea di Collegno, per esprimere la loro solidarietà alla collega licenziata, mentre hanno proclamato lo stato di agitazione unitario Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs della provincia di Bari.

Stato di agitazione e sciopero il 2 e 3 dicembre anche dei lavoratori Ikea di Genova che hanno espresso la loro solidarietà a Marica e chiesto all’azienda il ritiro del licenziamento.

IKEA RIPENSACI !!!

 

lavoro Migrante

Lavoro migrante

La crisi e le difficoltà economiche, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e l’aumento dei fenomeni migratori hanno portato, negli ultimi anni, ad una crescita delle forme di razzismo verbali e non verbali.

Luoghi comuni, diffidenza, e tanti messaggi sbagliati, dovuti ad una distorta percezione del migrante alimentano sempre di più la diffusione di commenti aggressivi xenofobi, islamofobici,  in particolare con l’espansione dell’utilizzo dei  social media.

Il tormentato iter della legge sulla cittadinanza (“ius soli”) testimonia come l’ Italia appaia ancora lontana da aprirsi ad una fase pacifica e matura di multiculturalismo.

La “questione migranti”, cavallo di battaglia di diverse  forze politiche in campagna elettorale, è un tema di forte attualità che dovrebbe essere affrontato mettendone tutte le sfaccettature ( e non solo strumentalmente alcune), per poter evidenziare quanto, invece, è importante per noi , la presenza in Italia di persone provenienti da altri paesi.

Il lavoro migrante in Italia, per esempio, corrisponde all’11% del Pil. Il “core business” del lavoro migrante è il settore domestico: sono circa 1 milione le lavoratrici e i lavoratori che entrano nelle nostre case per supportare la nostra vita quotidiana anche se è difficile far emergere il lavoro irregolare per avere una stima più puntuale. Una forte presenza di lavoratori migranti la troviamo nel settore agricolo, nell’edilizia e nella ristorazione.

Il 5 dicembre a partire dalle ore 10.00  a Roma, presso la sede della Cgil Nazionale, la Filcams Cgil ha organizzato un dibattito dal tiolo: “#SePassaLoStraniero . La crisi, le migrazioni, il razzismo, la risposta del lavoro oltre le paure.”

Introdurrà i lavori Cristian Sesena, Segretario Nazionale Filcams Cgil. Parteciperanno: Elly Schlein, Europarlamentare; Roberto Bortone, Docente di Sociologia delle Relazioni Etniche presso l’Università di Roma Tre; Izzedin Elzir, Presidente U.CO.I.I.; Susanna Camusso, Segretaria Generale Cgil.

A Marina Lalovic giornalista RAI R ADIO3 MONDO, il compito di moderare il confronto.

LOCANDINA  #SePassaLoStraniero, la risposta del lavoro oltre le paure

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Ormai la conosciamo bene Ikea e per questo non ci stupisce affatto il licenziamento di Marica, lavoratrice in forza presso il punto vendita di Corsico, madre separata con due bambini, di cui uno con disabilità, licenziata in tronco la scorsa settimana per non avere rispettato turni che non le consentivano di prendersi cura dei figli di 5 e 10 anni.

Negli ultimi anni non c’è stato verso di discutere con Ikea di quanto siano diventate insostenibili le condizioni di lavoro nei negozi, nonostante la Filcams l’abbia posto come tema prioritario nel confronto con l’impresa.
Eppure nonostante il garbato marketing a brand Ikea, dai toni solidaristici e più che politicamente corretti, nei negozi, soprattutto nell’ultimo periodo, si sono susseguiti diversi casi, altrettanto gravi, riconducibili alla situazione subita dalla lavoratrice di Corsico; un’azienda senz’altro brava a dare lezioni di senso civico e fair play a differenza di come si comporta con i propri dipendenti nei punti di vendita.
La Filcams tutta oltre ad esprimere la massima solidarietà a Marica e a confermare vicinanza che più forte non potrebbe essere a lei e ai suoi due bambini, chiede ad Ikea di compiere un atto di giustizia, per una volta coerente con le svariate campagne di comunicazioni che ci vengono quotidianamente propinate dalla multinazionale svedese, ritirando con immediatezza il licenziamento, ripristinando corrette relazioni con il sindacato e tornando a discutere per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per le lavoratrici e i lavoratori Ikea.

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Il Black Friday Amazon 2017 segna anticipatamente un primato, ma non per un record di vendite: la prima giornata di sciopero delle lavoratrici e lavoratori italiani indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ed dalle categorie dei somministrati Felsa Cisl, Nidil Cgil Uiltemp in Amazon, nello stabilimento di Castel San Giovanni a Piacenza. L’assemblea dei lavoratori, a fronte della latenza, che ormai si protrae da più di un anno, sulle proposte avanzate dai sindacati per una contrattazione aziendale, ha proclamato una giornata intera di sciopero in concomitanza con il Black Friday e il blocco delle prestazioni lavorative in straordinario fino alla fine dell’anno. L’astensione dal lavoro inizierà con il turno mattutino di venerdì 24 novembre e terminerà all’inizio del medesimo turno, la mattina di sabato 25 novembre. Il conflitto si inserisce in un panorama sindacale che vede dalla Germania alla Francia dei rapporti tesi con le organizzazioni dei lavoratori; relazioni sindacali in punta di diritto e senza un vero e proprio confronto. Le sigle confederali italiane fanno parte e contribuiscono attivamente all’Alleanza sindacale mondiale dei lavoratori di Amazon, network promosso da UNIGlobal Union, Federazione globale del mondo del terziario e dei servizi che sta supportando le azioni di rivendicazione. Purtroppo per Amazon non solo il lavoro è una merce, ma anche il lavoratore lo è, ed è una merce deperibile: fintanto che tu lavoratore sei funzionale ai ritmi dell’azienda sei OK. Se ti “rompi”, svanisce l’incantesimo. Le rivendicazioni di ordine retributivo sono solo una parte delle criticità emerse: i “pickers” di Amazon per ogni turno lavorativo, percorrono una mezza maratona, dai 17 ai venti chilometri attraverso lo stabilimento a movimentare merci e pacchi. Da un punto di vista della tutela della salute e sicurezza, non può passare inosservata l’incidenza degli infortuni e il presentarsi sempre più insistente di patologie a carico dell’apparato muscolo – scheletrico. I dati forniti dalla società, fissano in 1.600 i dipendenti contrattualizzati per il centro di Castel San Giovanni, nel piacentino, cui si aggiungono i lavoratori reclutati nel periodo di Natale. La remunerazione, da contratto, è di circa 1.450 euro lordi al mese. Su scala mondiale, gli impiegati salgono ad oltre mezzo milione, 541.900 per la precisione, comprensivi dei circa 90mila assunti in seguito all’acquisizione della catena di supermercati Whole Foods.

Scioperano anche i “somministrati”

I lavoratori temporanei, assunti anche per i picchi di ordini a ridosso delle principali festività, sono chiamati “Green Badge” ma sono lavoratori somministrati. Sono a migliaia in Amazon a Piacenza tutti i giorni, altre migliaia lavorano nei siti che Amazon ha aperto in Italia recentemente. Nel picco natalizio raggiungono anche le 3 mila unità contando solo il centro logistico di Castel San Giovanni. Hanno il badge diverso, verde e non blu, ma lavorano come gli altri nell’Hub gestendo ordini e spedizioni. Anche chi oggi è a tempo indeterminato è stato interinale per almeno qualche mese. Felsa Cisl, NIdiL Cgil e Uiltemp, organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori somministrati, hanno proclamato per il Black Friday anche lo sciopero dei somministrati e chiedono di aprire un percorso per dare stabilità e continuità all’occupazione e condizioni di lavoro decenti in Amazon. Nello specifico si chiede all’utilizzatore e alle agenzie coinvolte (Adecco, Manpower, Gi Group) la riduzione del turn over, l’allungamento della durata dei contratti in somministrazione e la condivisione di percorsi di stabilizzazione, il rispetto della parità di trattamento retributiva sui livelli di inquadramento e sulla negoziazione di premi economici integrativi, un utilizzo corretto del Monte Ore Garantito, ritmi di lavoro che non mettano a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori. Uno sciopero che lascerà sicuramente il segno. Parafrasando il moto di Amazon (“Work Hard. Have Fun. Make History.”) i lavoratori italiani del gruppo ne lanciano uno loro: “We strike hard and make history”. RED-FRIDAY-BlackCon loro anche il grafico pubblicitario Fabio Ferri che ha “regalato” alla causa dei lavoratori in sciopero un logo personalizzato che invita al boicottaggio degli acquisti, ribattezzando in Red Friday la giornata tradizionalmente dedicata agli acquisti di Natale.   Leggi (da Il Sole 24 ore): Turni su 7 giorni anche di notte e stipendi base: come si lavora ad Amazon Italia

open corporation ranking 2017

UniCredit, ENEL, Air France-KLM prima, seconda e terza classificataNella Top Ten della classifica Open Corporation Ranking 2017: Accor, Assicurazioni Generali, Philip Morris International, Adecco Group, Pirelli, Rentokil Initial e Autogrill.

Il 16 novembre, a Bruxelles, presso la Casa Internazionale dei Sindacati, si è svolta la conferenza del progetto europeo “OPEN CORPORATION”,  un progetto sperimentale, un laboratorio per lo sviluppo di strumenti utili a rendere le imprese più trasparenti, inclusive ed accessibili al coinvolgimento dei lavoratori.

Alla presenza di Federazioni sindacali europee e globali, della Confederazione sindacale europea, di imprese multinazionali, dei partner sindacali nazionali che hanno preso parte al progetto, degli Istituti di ricerca e degli esperti che hanno contribuito a sviluppare tali strumenti, nonché di una folta delegazione delle strutture territoriali della Filcams, sono stati presentati due prodotti: il ranking di 200 imprese multinazionali, classificati in funzione della loro trasparenza e del loro impegno sul terreno della responsabilità sociale ed il toolkit Be Open Be accountable, per favorire un dialogo tra imprese e stakeholder, in particolare le organizzazioni sindacali, volto alla condivisione di percorsi funzionali ad un corretto esercizio della trasparenza e della responsabilità sociale.

Si tratta di due prodotti complementari: se il ranking osserva e valuta, il toolkit promuove spazi e strumenti per migliorare le performance di sostenibilità.

Concepiamo la trasparenza come la disponibilità dell’impresa multinazionale a rendere conto in maniera chiara ed incontrovertibile sul proprio operato e la responsabilità come l’impegno effettivo e dimostrato ad agire a tutela del benessere della persona, ossia del lavoratore che opera nei suoi stabilimenti e nella sua filiera, nonché della comunità che accede ai suoi beni o a servizi e/o ne condivide l’ambiente ed il territorio.

Non ci accontentiamo di una visione paternalistica della responsabilità sociale, concessa unilateralmente dalle imprese, ma rivendichiamo il diritto a esercitare un controllo, condividere percorsi e scelte, negoziare comportamenti, politiche e pratiche.

Il ranking non è volto a mettere alla gogna le imprese o schierarsi a favore di una e contro l’altra. È finalizzato a promuovere le buone pratiche, contribuendo ad innescare una gara emulativa tra le imprese, nonché promuovere un dialogo con le organizzazioni dei lavoratori, affinché ci si misuri con il punto di vista sindacale su una definizione  di responsabilità sociale.

Prime nelle classifiche tematiche:

Trasparenza: Schneider Electric SE;

Responsabilità sociale: Norsk Hydro ASA;

Dialogo sociale: ENEL;

Condizioni di lavoro: Pirelli;  

Finanza: UniCredit;

Diversità: Philip Morris International;

Ambiente: Philips.

Fra le 200 aziende multinazionali sotto osservazione sono una quarantina quelle si posizionano fra le Top Ten di almeno una delle classifiche tematiche.

Per ogni ulteriore informazione: info@opencorporation.org

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Tutte le classifiche su: http://www.opencorporation.org

Scarica QUI il comunicato Open Corporation Ranking 2017 in PDF

QUI il prospetto della Top Ten Total Clusters Transparency

alternanza scuola lavoro

In occasione della giornata internazionale degli studenti, venerdì 17 novembre, in tutta Italia si protesterà contro l’alternanza scuola lavoro. Un presidio organizzato è previsto  alle ore 15 davanti a Montecitorio.

“Una legge malcostruita e ancor peggio male applicata” è il duro giudizio di Cristian Sesena Segretario Nazionale della Filcams Cgil che spiega: “L’alternanza scuola lavoro ha mancato di assolvere alla sua principale finalità: quella di formare i giovani fornendoli di un vero “know how” nella prospettiva di una futura occupazione. Molte imprese l’hanno subito cavalcata per sfruttare manodopera gratuitamente senza che il Governo o chi per esso intervenisse.

“Come Filcams intendiamo proporre alle aziende di  raggiungere intese che prevedano tutele per gli studenti, e potere di verifica dei rappresentanti sindacali. Per noi il punto di partenza è l’importante accordo raggiunto con Autogrill nel giugno scorso, con la speranza di estenderlo, migliorandolo, ad altre realtà.

Sosteniamo la richiesta di approvazione dello “statuto degli studenti in alternanza” che è una delle più importanti rivendicazioni alla base della mobilitazione di oggi.

Questa legge va radicalmente cambiata a partire dalla sua insopportabile impostazione classista (più ore di training on the job per gli istituti tecnici e professionali, meno per i licei) che la contraddistingue, per arrivare alle “maglie larghe” che hanno consentito fino ad oggi numerosi casi di abuso ai danni di coloro i quali rappresentano il futuro del nostro paese”

open corporation ranking 2017

200 aziende multinazionali in osservazione e in comparazione tra loro anche su: trasparenza, accessibilità dei dati, diritti sindacali e civili, responsabilità sociale, ambientale e finanziaria.

#OpenCorporationRanking 

Launch press conference November 16th 2017

ITUH, International Auditorium, Boulevard Roi Albert II, 5 – a Bruxelles

http://opencorporation.org/en/

 

Anticipazioni sulle classifiche tematiche:

 

Ambiente/ Environment 

Prima posizione a pari merito: Philips e UniCredit.

Sul podio:  Salini Impregilo e Accor .

Nelle prime 10 posizioni: Assicurazioni Generali, Philip Morris International, Industria de Diseño Textil (Inditex-Zara), Pirelli, Air France-KLM, Rentokil Initial, Alphabet Inc., Adecco Group, Autogrill.

Accessibilità/Accessibility 

Air France-KLM “quasi” perfetta, “quasi” perché anche per l’azienda che si posiziona al primo posto sui temi dell’accessibilità pesa il limite strutturale della accessibilità WEB dei portali aziendali.

Benissimo Unicredit. Sul podio anche Enel.

Ampi margini di miglioramento #ForAll anche per chi si posiziona nelle Top Ten: Rentokil, CBC Television, EY, Accor, General Electric Company, Adecco Group, Philip Morris International

Diversità/Diversity

Prima posizione per Philip Morris, sul  podio anche Enel e Pirelli.

Nelle Top Ten: Adecco Group, UniCredit, Air France-KLM, Rentokil Initial, Accor, Assicurazioni Generali, Autogrill, Telefónica.

Di quali settori? Quattro dei servizi, tre della filiera agro-industriale/accoglienza/ristorazione, tre dell’industria, una dei trasporti.

Di quali Paesi? Tre italiane, due francesi; presenti anche Svizzera, Regno Unito e Spagna.

Finanza/Finance

Più che il primo posto di Unicredit e il terzo di assicurazioni generali, del resto la finanza é il mestiere loro; è il secondo posto di Salini che svetta (Salini Impregilo è in seconda posizione anche sul versante Ambiente/ Environment )

Nelle top ten fa capolino Danish Crown AmbA.

1          UniCredit S.p.A.

2          Salini Impregilo Spa

3          Assicurazioni Generali (Generali Group SpA)

4          Rentokil Initial plc

5          Accor S.A

6          Autogrill S.p.A

6          Philips – Koninklijke Philips N.V.

7          Danish Crown AmbA

7          ENEL S.p.A.

8          Adecco Group

9          Industria de Diseño Textil S.A.

10        Philip Morris International Inc.

 

RSI/CSR

16 aziende per 10 posizioni

Norsk Hydro ASA prima, che guida il numeroso drappello delle aziende produttrici di elettricità.

Le aziende di: credito, assicurazioni e servizi sono in maggioranza; numerose anche quelle del settore HORECA: da Autogrill (5) a Sodexo (10) passando per Accor (8).

Anche grandi aziende di industria e commercio ma non di quello elettronico.

1          Norsk Hydro ASA

2          Assicurazioni Generali (Generali Group SpA)

3          ENEL S.p.A.

3          Pirelli & C. SpA

4          Air France-KLM S.A.

4          Schneider Electric SE

5          Autogrill S.p.A

5          UniCredit S.p.A.

6          Adecco Group

7          Industria de Diseño Textil S.A.

8          Accor S.A

8          Solvay S.A

8          Telefónica, S.A.

9          Danske Bank A/S

10        Bank of America Corporation

10        Sodexo S.A.

 

All’undicesima posizione avremmo trovato due aziende coreane. Ma ci può essere CSR in un paese che ha il bollino rosso del “The 2017 ITUC Global Rights   Index”? http://survey.ituc-csi.org

Leggi QUI il Comunicato in Inglese

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settore gioco legale Uni Gaming Global

Una delegazione della Filcams Cgil ha partecipato la scorsa settimana (8, 9 e 10 novembre) a Palma di Maiorca alla riunione di Uni Gaming Global, la rete dei sindacati mondiali che si occupano del settore gioco legale.

Tutelare l’occupazione

Nel corso delle varie sessioni di lavoro è stato fatto il punto circa la situazione del gioco legale nelle diverse aree del mondo, in un quadro che vede questo settore rappresentare una parte rilevante del prodotto interno lordo dei singoli paesi (in Italia il gioco legale è la terza industria in termini di PIL, subito dietro a FCA e Eni).

L’incontro internazionale è servito anche a valutare come lo spostamento delle vendite dalla rete fissa alla rete on line stia producendo effetti in termini di quantità e qualità della occupazione.

Regolamentare il settore

La discussione sulle infrastrutture, legate ad una sempre più incisiva innovazione tecnologica, insieme ad una rapidissima trasformazione a livello globale del settore, ha portato i partecipanti a formulare la necessità di intervento per coordinare una regolamentazione internazionale ed europea.

Al temine dei lavori è stato riconfermato alla presidenza di Uni Global Gaming l’argentino Daniel Amoroso. È stato infine presentato il piano di lavoro per il 2018 e 2019 tanto di Uni Gaming Global che di Uni Gaming Europe.

sciopero unicoop tirreno

Sabato 11 novembre lo sciopero Unicoop Tirreno  ha coinvolto un gran numero di lavoratrici e lavoratori che hanno incrociato le braccia contro le scelte aziendali e per chiedere alla dirigenza della cooperativa di essere rispettati.

I dipendenti dei negozi a marchio Coop hanno scioperato per un’ora ad inizio di ogni turno di lavoro. Difficile avere subito le percentuali di uno sciopero così articolato, si stima che 2 lavoratori su 3 abbiano partecipato e gran parte di loro hanno fatto volantinaggio davanti ai punti vendita, dove hanno incontrato soci e consumatori per informarli della situazione di Unicoop Tirreno ricevendo consenso e solidarietà.

“Lo sciopero ha avuto una partecipazione straordinaria, in alcuni punti vendita l’adesione è stata del 100% – dichiara Alessio Di Labio della Filcams Cgil Nazionale – ora con il consenso dei lavoratori andremo dall’associazione nazionale delle cooperative di consumo a chiedere che venga garantita la salvaguardia occupazionale.”

Martedì prossimo 14 novembre, infatti, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, con delegati e iscritti, andranno fin dalla mattina sotto la sede di Lega Coop a Roma per chiedere che il sistema cooperativo faccia chiarezza su quanto sta avvenendo in Unicoop.

I sindacati denunciano che la cooperativa non sia in grado di garantire l’occupazione. I punti più critici della riorganizzazione sono la sede, gli Iper, i piccoli negozi, con urgenze già in corso in Campania e nel sud del Lazio, a queste criticità si aggiunge l’avvio di processi di terziarizzazione, insomma una situazione che non lascia nessun lavoratore tranquillo. L’obiettivo dei sindacati è costringere la cooperativa a tornare indietro su alcune scelte e far rispettare l’accordo sottoscritto il 9 Maggio 2017.

open corporation ranking 2017

Presso Conference Open Corporation Ranking at 12.00h

in ITUH, International Auditorium, Boulevard Roi Albert II n. 5

http://opencorporation.org/it/

200 multinational companies under observation: from Adecco to Ryanair and Volkswagen, Autogrill, Amazon and Enel; European, South American and Asian companies being compared on: transparency, accessibility of data, civil and union rights, social, environmental and financial responsibility.

The information regarding every single company will be publicly available from November 16th, including financial and social balances, global and EWC agreements, awards and complaints, data gathered and assessment.

http://opencorporation.org/en/

http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation 

(a test version will be available until November 16th)

Aligns and compares companies, measuring their behavior within a sector and country.

Italian Version 

open corporation ranking 2017

Conferenza stampa alle ore 12.00

Open Corporation Ranking

presso ITUH, International Auditorium, Boulevard Roi Albert II n. 5

http://opencorporation.org/it/

200 aziende multinazionali in osservazione: da Adecco  a Ryanair passando  per Volkswagen, Autogrill, Amazon ed Enel; aziende europee  ma anche americane e asiatiche in comparazione tra loro su: trasparenza, accessibilità dei dati, diritti sindacali e civili, responsabilità sociale, ambientale e finanziaria.

Dal 16 novembre saranno pubblicamente consultabili, la  scheda di ogni singola azienda con, bilanci finanziari e sociali, accordi CAE (Comitati Aziendali Europei) e globali, riconoscimenti, premi e reclami, schede di rilevazione e valutazione.

#OpenCorporationRanking

http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation

(fino al 16 novembre qui è pubblicata la versione test)

mette in fila e compara le aziende, ne misura i comportamenti nel settore e nel Paese.

Leggi il comunicato in inglese

 

unicoop tirreno

La prima tappa della mobilitazione inizia dalla sede e dalla logistica.
Lo sciopero Unicoop Tirreno ha avuto un’adesione dell’85% negli uffici della sede di Vignale, 100% nella logistica, 100% negli uffici distaccati nel Lazio.

“Il risultato di oggi dimostra che le lavoratrici e i lavoratori sono con noi” dichiara Alessio Di Labio della Filcams Nazionale “sono mesi che denunciamo che il piano di ristrutturazione della sede non è credibile, stiamo sprecando l’unico anno di cassa integrazione che la normativa consente, inoltre la terziarizzazione della logistica non faceva parte del piano industriale”.

Scarica il Volantino dello Sciopero Unicoop Tirreno dell’11 novembre 2017

Lo sciopero di un’ora proclamato per oggi negli uffici e nella logistica e per domani nella rete vendita ha l’obiettivo di alzare l’attenzione su quello che sta accadendo in Unicoop Tirreno, i sindacati denunciano che la dirigenza di Unicoop Tirreno non sta rispettando l’accordo del 9 Maggio e soprattutto sta dimostrando di non avere un piano industriale organico.

“Abbiamo dichiarato sciopero perché la situazione è preoccupante, la cooperativa non sta rispettando il patto occupazionale” dichiara Alessio Di Labio della Filcams Nazionale “le chiusure di negozi senza salvaguardia dei posti di lavoro e le terziarizzazioni non erano parte dell’accordo.”

Domani sciopereranno le lavoratrici ed i lavoratori dei punti vendita. Nell’ora di sciopero soci e consumatori saranno informati sui motivi della mobilitazione. Poi il 14 si terrà un sit-in sotto la sede della Lega delle cooperative per chiedere all’associazione che il sistema cooperativo si prenda la responsabilità di intervenire.

Se nelle settimane successive non ci sarà un’inversione di direzione da parte di Unicoop Tirreno è già pronto lo sciopero unitario per l’intera giornata del 13 Dicembre. “Abbiamo iniziato con un’ora di sciopero perché era necessario dare un segnale netto ma non volevamo subire strumentalizzazioni per aver danneggiato un impresa già in crisi” dichiara ancora Di Labio “ma se pensano di far pagare il conto degli errori del passato a chi lavora saremo più duri”.

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la Rinascente chiude

L’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali e alle lavoratrici e i lavoratori del punto di vendita genovese che entro novembre del 2018 la Rinascente chiude i battenti.

“Una gravissima perdita per il tessuto commerciale del territorio e per l’intera città di Genova che vede nuovamente sparire un’importante azienda, presente fin dal 1960, la quale ha scelto di chiudere e spostare il centro dei propri affari in altre città, adducendo come giustificazione il fatto che la piazza genovese da tempo non sia più interessante dal punto di vista commerciale.” affermano in una nota la Filcams Cgil e la Fisascat Cisl territoriali.

A nulla sono serviti i sacrifici fatti dai lavoratori, circa una sessantina, in questo lungo periodo che ha visto gli stessi in contratto di solidarietà da 5 anni, con le RSU e le Organizzazioni sindacali, coinvolte in un percorso insieme all’azienda di rivalutazione e condivisione di nuove strategie.

I sindacati hanno immediatamente chiesto un incontro alla proprietà per ripensare a questa scelta sconsiderata rivalutando la piazza, ripensando ad un’offerta commerciale e ad una ubicazione più attrattiva del punto di vendita genovese.

Contestualmente, Filcams Cgil e Fisascat Cisl metteranno in campo tutte le possibili soluzioni atte alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

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Filcams Cgil inaugura il sito  www.farmacie.blog, piazza virtuale dove far incontrare tutti gli addetti della filiera del settore farmacie, dai farmacisti ai commessi, ai dipendenti delle aziende di distribuzione.

Il contratto di lavoro per i dipendenti di farmacie speciali (le ex municipalizzate) è scaduto il 31 dicembre del 2015; per quello delle farmacie private dobbiamo risalire addirittura al 2013. Di fatto la trattativa per dare tutele normative e retributive ai lavoratori del settore ha saltato a piè pari un rinnovo e oggi ci troviamo in una situazione di stasi dovuta all’indisponibilità delle associazioni datoriali (Assofarm e Federfarma) a riaprire un tavolo negoziale.

Piazza virtuale

Per dare voce ai lavoratori del settore farmacie, Filcams Cgil ha inaugurato in questi giorni una nuova piazza virtuale, il sito www.farmacie.blog, una vera e propria “agorà” dove farmacisti, commessi e addetti alla distribuzione possono incontrarsi e prendere coscienza delle proprie condizioni di lavoro, dei propri diritti, contribuendo in prima persona alla discussione, formulando proposte o esprimendo un’opinione (anche critica, perché no) sulla conduzione di un confronto in stallo da fin troppo tempo.

Un po’ di numeri

In Italia (dato Istat aggiornato a marzo 2017) ci sono 18.549 farmacie, di cui 16.893 private e le rimanenti 1.656 (circa il 9% del totale) cosiddette speciali, pubbliche o partecipate da enti pubblici, che impiegano circa 70mila lavoratori. Per puro conto statistico, una farmacia ogni 3.250 abitanti.

I farmacisti laureati, in Italia, sono poco più di 70mila, portando ad un calcolo approssimativo di 4 laureati per farmacia (non è propriamente così, considerando che molti laureati lavorano nel settore, non nelle farmacie ma direttamente per le case farmaceutiche).

Fare massa critica

Con il suo blog, la Filcams Cgil si rivolge a costoro, confidando di riuscire a catalizzare l’attenzione di lavoratori difficili da contattare, inseriti in un contesto lavorativo particolare, spesso in un rapporto 1/1 con il datore di lavoro. Diffidenza e sconforto, poi, giocano a sfavore di un coinvolgimento massivo della categoria, nella convinzione che la professionalità acquisita con anni di studio e continuo aggiornamento possa essere sufficiente ad equiparare la figura del titolare e del dipendente solo perché parimenti laureati. Non è così.

Filcams Cgil ha avviato quindi, grazie al blog e ai profili social Facebook e Twitter, una campagna mirata a coinvolgere tutti gli addetti della filiera nella difficile fase di riapertura della trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro.

Un video per demolire i pregiudizi

Con un video realizzato ad hoc (qui il link https://youtu.be/tKkEP4ktUpI) si mira a smontare i tanti pregiudizi che aleggiano attorno alla figura del farmacista (appartenente ad un casta, ricchissimo per un lavoro tutto sommato facile-facile), portando nel contempo i farmacisti a considerare il sindacato come punto di riferimento per l’affermazione dei propri diritti, interlocutore preparato e puntuale su temi contrattuali o più specifici di organizzazione del lavoro.

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Leggi QUI tutti gli articoli sulla trattativa per il rinnovo dei contratti https://www.farmacie.blog/contratti/

Leggi QUI gli articoli sulle iniziative sindacali https://www.farmacie.blog/la-voce-della-rappresentanza/

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A fine ottobre, la Filcams Cgil si è incontrata con l’azienda G-action Soc.Cons R.L. e l’azienda Gecom spa per esperire la procedura di cambio di appalto nei negozi Mediaword, del servizio di sorveglianza non armato, per le regioni Toscana, Lombardia, Liguria e Piemonte.

Le riunioni si sono concluse con “Mancati Accordi”, per il rifiuto delle aziende entranti di assumere le lavoratrici e i lavoratori inserite nella procedura di cambio di appalto, che da anni prestano tale servizio, non rispettando quindi la clausola sociale dettata dal Contratto Nazionale del settore.

La Filcams Cgil ha immediatamente informato la committente Mediamarket, la quale è intervenuta nei confronti delle aziende subentranti, intimandogli anche il recesso delle appalto se non avessero rispettato rigorosamente il Contratto Nazionale applicato in merito alla tutela dell’occupazione.

Le lavoratrici e i lavoratori sono stati assunti dalle aziende subentranti, confermando l’importanza del Contratto Nazionale, regole di riferimento condivise che devono essere rispettate.

unicooptirreno

Un tavolo di trattativa teso e dai toni estremamente accesi quello che si è tenuto oggi a Firenze tra le categorie nazionali del commercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs, e la dirigenza UniCoop Tirreno che si è concluso con una proclamazione di sciopero.

“Inevitabile – sottolinea Alessio Di Labio, che ha condotto la discussione per la Filcams CGIL nazionale – la Cooperativa continua ad agire in modo scomposto e schizofrenico, senza condivisione e creando soltanto caos”.

Al tavolo erano presenti per UniCoop Tirreno il direttore Cristetti e la referente delle relazioni sindacali Federighi, per Filcams, Fisascat e Uiltucs erano presenti i rappresentanti nazionali, le segreterie regionali e territoriali e delegati provenienti da tutta Italia.

La discussione è stata incentrata, da parte sindacale, sulle criticità che hanno portato allo stato di agitazione “Abbiamo chiesto risposte concrete sul rispetto dell’accordo del 9 maggio – spiegano le segreterie – che è stato disatteso dopo soltanto un mese dalla presentazione al Ministero del Lavoro, in virtù del quale sono stati ottenuti strumenti di ammortizzazione sociale e approvato, con voto certificato, da 2200 lavoratori.”

Terziarizzazioni, cessioni, chiusure, aumento degli esuberi, apertura di procedure di mobilità, il mancato confronto sugli interventi in sede, la mancata applicazione degli ammortizzatori sociali e sull’avanzamento della riorganizzazione sono i punti sui quali Cristetti, da solo, non è stato in grado di dare risposte puntuali. “Quasi non avesse mandato – prosegue la delegazione sindacale – e, infatti, impossibile notare l’assenza dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo e del direttore generale Canova, che intervengono ai CDA di UniCoop Tirreno, ma non alle trattative durante le quali pretendiamo di sapere quali sono i progetti della Cooperativa, se il piano industriale sarà in grado di salvaguardare l’identità di UniCoop Tirreno”.

“Ci salviamo tutti o non si salva nessuno – aggiunge Pieralba Fraddanni, segretaria generale della Filcams Livorno – si deve avere la consapevolezza che tutti sono a rischio, al momento le azioni unilaterali hanno effetto soltanto su alcuni lavoratori, ma è in discussione la tenuta stessa dell’azienda”.

“Per noi – conclude Alessio Di Labio – è ancora valido l’accordo del 9 maggio, ma l’azienda lo disattende puntualmente: al tavolo è stato dichiarato che i conti sono ancora in disordine e la situazione in Campania e la chiusura di Terracina sono l’esempio emblematico per cui si lasciano indietro i lavoratori per far quadrare i conti, senza guardare in faccia a nessuno”.

Il 13 dicembre è la data individuata per un grande sciopero generale dei dipendenti della cooperativa, che sarà preceduto da un’ora di sciopero l’11 novembre per chiedere alla cooperativa di cambiare posizione e da un attivo nazionale dei delegati il 14 novembre che si terrà sotto la sede nazionale di ANCC.

 

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Parte dalla Toscana il progetto avviato dalla Filcams Cgil, in collaborazione con l’Inca Nazionale, sulla Salute e Sicurezza nel mondo della Grande distribuzione Organizzata.

Il progetto è finalizzato alla ricerca di patologie nel settore della GDO, un mondo del lavoro in continuo cambiamento dove è indispensabile interrogarsi e confrontarsi per affrontare le tante problematiche che si riversano sulle lavoratrici e i lavoratori.

Partecipano all’iniziativa, delegate e delegati del settore provenienti da tutta la regione; intervengono Giovanni Dalò – Filcams Cgil Nazionale, Cinzia Bernardini . Segretaria regionale Filcams Cgil Toscana, Stefano Nicoli, Filcams Cgil Toscana e Alessandra Amoroso, Inca Nazionale.

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Il 26 Ottobre, dopo la assemblea con le lavoratrici e i lavoratori in appalto ai servizi aggiuntivi della Scuderie del Quirinale, è stato finalmente sottoscritto il verbale di accordo tra le parti che garantisce il mantenimento dei posti di lavoro con le condizioni contrattuali precedenti.

La trattativa per arrivare a questo risultato è stata molto lunga e complicata.

“Già dal mese di Novembre del 2016 ci sono stati i primi incontri con la società committente facente parte del MIBACT, la Ales spa, con l’obiettivo, poi raggiunto, di mettere in atto una contrattazione preventiva che permettesse la costruzione di un bando di gara che contenesse la clausola sociale per la salvaguardia dei lavoratori e condizioni economiche che non consentissero il massimo ribasso.” È quanto spiegano in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Roma e Lazio.

 

Nei successivi incontri con le società subentranti Coopculture e Gia.ma, si è arrivati ad un accordo, poi approvato dai lavoratori, che oltre a mantenere le condizioni contrattuali precedenti, sancisce il mantenimento della tutela dell’art.18 dello statuto dei lavoratori annullando la modifica fatta dal Job’s act.

 

“Al fine di ottenere le stesse condizioni compresa la eliminazione del Job’s act” proseguono i sindacati territoriali, “abbiamo già richiesto un incontro a breve, come Filcams CGIL, Fisascat CISL e UilTrasporti UIL, per il cambio di appalto di Palazzo delle Esposizioni dopo il quale sarà organizzata una assemblea con i lavoratori per informarli sulla trattativa e decidere insieme come procedere.”

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La Filcams ha riservato due giornate di approfondimento e discussione al settore dei discount.

Con le delegate e i delegati, in rappresentanza delle principali aziende, si sono analizzate le condizioni in cui versano le migliaia di lavoratori del comparto ed è stato elaborato un piano di lavoro per i prossimi mesi.

Oltre alle diverse problematiche affrontate, riconducibili soprattutto all’organizzazione del lavoro, particolare attenzione è stata rivolta alla difficile situazione dei lavoratori del Gruppo Dico, oggi in concordato preventivo, in attesa di omologazione, ai quali è stata espressa solidarietà e vicinanza da parte dell’intero coordinamento.

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Premiato a Pensioni & Welfare ITALIA AWARDS 2017

Si è svolta ieri presso l’Hotel Quirinale in Roma, la cerimonia di premiazione Pensioni & Welfare Italia Awards 2017.  Fon.Te., che era tra i finalisti, è stato premiato quale Fondo Pensione dell’Anno.

“Abbiamo vinto e sono molto orgoglioso di ciò” ha affermato il Presidente, Maurizio Grifoni, “È un riconoscimento che va a ciascuno di noi. È un premio che ci sprona ad andare avanti con fiducia, caparbietà e responsabilità. È il premio ad una squadra che quando trova affiatamento e condivisione è  fortissima. Giorno dopo giorno, insieme, costruiamo il futuro del nostro fondo Fonte.”

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Il Consiglio di Amministrazione di For.Te., tra i più importanti Fondi interprofessionali per la formazione continua, ha deliberato le graduatorie dell’Avviso 1/17 prima scadenza, dedicato ai settori Commercio, Turismo e Servizi.

Sono stati approvati 271 Piani formativi per un totale di finanziamenti pari ad € 19.298.669,71. Il dettaglio dei Piani finanziati è a disposizione sul sito del Fondo www.fondoforte.it

La seconda scadenza dell’Avviso 1/17 per la presentazione dei Piani formativi è fissata per martedì 21 novembre 2017.

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“La decisione di inserire le norme sull’equo compenso nelle prestazioni legali anche nella legge di Stabilità attesta, ancora una volta, la mancata volontà del Governo e, in particolare, del Ministro della Giustizia di risolvere il problema dei compensi dei non dipendenti”. È quanto dichiarano la Consulta delle Professioni della Cgil Nazionale, Filcams Cgil, Nidil Cgil e Agenquadri.

“In questo modo – si legge nella nota congiunta – si prosegue nella segmentazione di un mondo del lavoro già fin troppo frammentato, con un’impostazione divisiva, non contrattata con le parti sociali e con le associazioni, e schiacciata sulle posizioni degli Ordini professionali”.

Il giudizio della Consulta delle Professioni della Cgil, Filcams, Nidil e Agenquadri sul testo all’esame della Commissione Giustizia di Montecitorio e quello presente nelle indiscrezione della legge di Bilancio “è negativo, poiché – spiegano – non vi è stato nessun confronto e nel provvedimento non si garantisce chi è più debole nel mondo dell’avvocatura, né la restante parte dei professionisti e dei freelance, che non vengono neanche considerati”.

“Per questo, insieme all’associazione Forense Mga, e con accordi di massima con altre associazioni, abbiamo presentato e depositato una proposta di legge (AC 4408), aperta a suggerimenti e modifiche, che si propone di risolvere quello che crediamo sia il principale problema del sistema forense, ovvero lo sfruttamento degli avvocati di studio, sottopagati, a volte non pagati, attraverso cui peraltro un’élite di avvocati rende inefficiente il sistema degli studi legali”.

“Crediamo sia necessario lavorare per un equo compenso destinato a tutti i professionisti e non solo per una categoria, nel solco della proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’, che attribuisce i diritti alla persona a prescindere dal contratto. E – concludono Cgil, categorie e Agenquadri – riteniamo indispensabile il coinvolgimento di tutte le parti interessate”.