Category Archives: XII Congresso Filcams

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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24 febbraio 2006

I DELEGATI DELLA FILCAMS AL XV CONGRESSO NAZIONALE DELLA CGIL

Mercoledì 1 marzo, a Rimini, apre il XV congresso nazionale della CGIL.

Per la Filcams partecipano i delegati eletti al XII congresso, svolto a Palermo dal 14 al 16 febbraio.

    Delegati Filcams

    Corraini Ivano
    Guzzonato Mauro
    Soldini Pietro
    Giraldi Aitanga
    Carlini Lori
    Meschieri Marinella
    Scarpa Maurizio
    Caravella Carmelo
    Romeo Carmelo
    Perin Bruno
    Campari Ramona
    Rastelli Bruno
    Walzl Cristine
    Banella Ivo
    Barera Franco
    Di Petro Claudio
    Stornaiuolo Rosario
    Pizzamiglio Santino
    Sgargi Valter
    Cuntrò Anna
    Ferro Elena
    Pepe Calogero
    Campa Rocco
    Albanella Luisa
    Libri Aldo
    Codonesu Sergio
    De Rocco Elena
    Angelini Dalida
    Talenti Enrico
    Mugnaini Paolo
    Dossi Claudio
    Anile Lucia
    Cattaneo Federica
    Tola Fabrizio


    Supplenti Filcams

    Broglia Miriam
    Franceschini Antonia
    Genovese Monica
    Mazzorana Barbara
    Merlo Lucia
    Riva Silvia
    Rosini Patrizia
    Sovilla Sonia
    Vallone Sabrina
    Besenzoni Gian Franco
    Nonino Roberto
    Grillo Giuseppe
    Casagranda Ezio
    Coppini Luigi
    Franceschini Franco
    Govoni Marzio
    Tavanti Giancarlo
    Boerio Giovanni
    Vitagliano Andrea
    Zucchini Leonardo
    Vanoli Giorgio
    Scarnati Luigi
    Messineo Armando
    Abate Giovanni
    Simula Stefano

    Delegati Spi

    Gagliardi Andrea
    Della Rocca Catia
    Di Labbio Alessio
    Morgese Gaetano
    Camellini Elisa
    Forni Monica
    Pavolucci Isabella
    Ioli Artemigia
    Carnevale Maddalena

    Supplenti Spi

    Bigazzi Sabina
    Baini Giuliana
    Angelini Alessandro
    Carmassi Marco
    Fassina Sergio
    Del Caro Paolo
    Pezzotti Vittorio

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21 febbraio 2006

LA COMPOSIZIONE DEL COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE, DEI SINDACI REVISORI, DEL COLLEGIO DI VERIFICA

    Comitato direttivo (177 membri)

    Corraini Ivano
    Abbonizio Marzia
    Agassini Silvia
    Agliardi Paolo
    Albanella Luisa
    Alberti Donatella
    Aliberti Antonella
    Angelini Dalida
    Anile Lucia
    Antonioli Maura
    Argiolu Miriam
    Autieri Maria Stella
    Ayala Donatella
    Baini Giuliana
    Banella Ivo
    Barera Franco
    Battaglia Anna Donata
    Baù Sergio
    Bazzichetto Claudio
    Bernardini Cinzia
    Besenzoni Gianfranco
    Bigazzi Sabina
    Biolcati Lauro
    Bracone Sonia
    Broglia Miriam
    Brotini Luisella
    Bruni Denis
    Camellini Elisa
    Campa Rocco
    Campanile Pasquale
    Campari Ramona
    Canepa Piero
    Canovaro Patrizia
    Capaccioli Franco
    Capponi Fabio
    Caravella Carmelo
    Caridi Samantha
    Carlini Lori
    Carlotti Marilena
    Carnevale Maddalena
    Carpino Giovanni
    Casagranda Ezio
    Cattaneo Federica
    Cetti Pier Luigi
    Ciarlo Giovanni
    Cioffi Canio
    Codonesu Sergio
    Consolini Alessandra
    Conte Daniela
    Coppini Luigi
    Corazzesi Luigi
    Croci Claudio
    Cuntrò Anna
    D’Amely Nadia
    D’Aquanno Silvio
    D’Avolio Isabella
    De Cicco Tonino
    De Filippis Nicola
    De Filippo Antonio
    De Rocco Elena
    Del Caro Paolo
    Del Papa Lorella
    Della Volpe Carla
    Di Meglio Enzo
    Di Pietro Claudio
    Di Priolo Franco
    Dossi Claudio
    Erbante Anna Pia
    Fanzecco Simona
    Fassina Sergio
    Fattini Romano
    Fellagara Fulvio
    Ferrazzi Fabrizio
    Ferrini Marcello
    Ferro Elena
    Franceschini Antonia
    Franceschini Franco
    Frasanni Loredana
    Gabrielli Maria Grazia
    Galati Mario
    Gangemi Franco
    Genovese Monica
    Ghiaroni Patrizia
    Giannessi Laura
    Giupponi Zaverio
    Govoni Marzio
    Guadagnini Daniela
    Guglielmi Gabriele
    Infante Lorenzo
    Khakpour Hamid Resa
    Lelli Danilo
    Libri Aldo
    Lorusso Giuseppe
    Losio Renato
    Lozzi Renata
    Maffezzoli Dora
    Maggio Maria
    Mangili Mario
    Manocchio Maria
    Marcelli Sabatino
    Marconi Piero
    Maresca Domenica
    Masotti Maura
    Mattioli Franco
    Mazziotta Manlio
    Meditiero Giuseppe
    Melotti Massimo
    Merlo Lucia
    Meschieri Marinella
    Messineo Armando
    Minnì Cono
    Montanini Giusy
    Morgese Gaetano
    Morini Silvana
    Moscaggiuri Antonio
    Nesi Carmine
    Nocco Marilina
    Nonino Roberto
    Nozzi Massimo
    Orsi Michele
    Pampersi Alessia
    Pancellini Paola
    Papagna Mario
    Pellegrini Susanna
    Pepe Calogero
    Peracchia Corrado
    Perin Bruno
    Pestelli Sergio
    Petrella Massimo
    Pezzotti Vittorio
    Pinna Giovanni
    Pizzamiglio Santino
    Ponti Licia
    Pozzi Tiziano
    Pugliese Teresa
    Rastelli Bruno
    Ricchetti Daniela
    Ricci Loretto
    Romeo Carmelo
    Ronco Cristina
    Rossi Marco
    Rossi Mauro
    Sardiko Wioletta
    Scarnati Luigi
    Scarpa Maurizio
    Scattolin Italia
    Schiavone Vito
    Serafini Egidio
    Sesena Cristian
    Sgargi Valter
    Silvestro Giuseppe
    Simoncini Gabriele
    Simula Sergio

    Spelta Carla
    Speriani Giovanni
    Stornaiuolo Rosario
    Suberati Massimiliamo
    Susini Cristiana
    Tagliati Veronica
    Talenti Enrico
    Tanzi Paola
    Taratufolo Manuela
    Tasinato Luigino
    Terenzi Tonino
    Testa Emilio
    Vanoli Giorgio
    Veirana Fulvia
    Vennettillo Gino
    Viero Gino
    Vitagliano Andrea
    Vitolo Maria
    Walzl Cristine
    Zanardi Guido
    Zapparoli Roberto
    Zerlotti Caterina
    Zilocchi Gianluca
    Zucchini Leonardo


    Sindaci revisori


    D’Arcangelo Roberto (Lombardia)
    Salmi Stefano (Emilia)
    Donegà Andrea (Veneto)
    Teti Liviana (Lazio)
    Galati Armando (Piemonte)
    Deiana Giovanni (Olbia)
    Marsili Marsilio (Macerata)


    Collegio di verifica
    Effettivi


    Cirillo Salvatore (Lombardia)
    Ario Fabbri (Emilia)
    Angelini Michela (Toscana)
    Migniucci Bruno (Lazio)
    Agnani Michele (Umbria)
    Surian Maurizio (Alto Adige)


    Supplenti


    Bonelli Giulia (Lombardia)
    Cappellieri Roberto (Veneto)
    Dragone Lucia (Savona)
    Gorelli Simona (Toscana)
    Molinari Fiorenzo (Emilia)
    Lazzari Alberto (Savona)

XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

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16 febbraio 2006

IVANO CORRAINI RIELETTO SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCAMS
Mauro Guzzonato nelle conclusioni: «Immersi fino al collo in questo terribile 2006 che influirà per anni sul futuro del paese»

Con il discorso conclusivo di Mauro Guzzonato, segretario organizzativo confederale, e l’elezione dei nuovi organismi dirigenti la Filcams ha chiuso il suo XII congresso nazionale.

Il comitato direttivo, riunito al termine del congresso, ha rieletto con il 91% dei voti Ivano Corraini a segretario generale.

Il documento politico unitario è stato approvato con un voto contrario.

«Un dibattito vivace con la partecipazione di molte voci giovani, testimoni di una categoria forte e importante per la Cgil – ha detto Mauro Guzzonato nelle conclusioni –, che sta nelle trincee più esposte e da cui viene fuori un’identità che riesce a coniugare prassi negoziale e impegno sociale».

Un richiamo alla funzione intrinseca, tecnica e politica, del sindacato che Guzzonato ha immerso nel clima politico attuale, dicendosi ben convinto che la scelta della Cgil di tenere il suo congresso con questa tempistica è stata una scelta più che opportuna: «immersi fino al collo in questo terribile 2006 che influirà per anni sul futuro del paese». Insomma, la Cgil ha fatto bene a «parlare prima che gli avvenimenti si compiano», a dire la sua in corso d’opera coinvolgendo con la serie dei congressi territoriali e di categoria 1 milione 400mila iscritti, una prova di democrazia forse unica in Europa.

Negli ultimi anni, stare nel fuoco del confronto è costato molto alla Cgil, «e sarà difficile dimenticare una certa solitudine e certi insulti» per le posizioni tenute, «anche se oggi gli specialisti concordano con le tesi che da tempo sosteniamo». Come è stato per l’allarme sul declino dell’economia italiana. «Allora, nel 2003, sembrava fosse una sorta di nostro pregiudizio, oggi, purtroppo, è un giudizio condiviso da tutti». Così come aveva visto giusto, la Cgil, nel vedere che l’attacco al diritto del lavoro «sarebbe straripato poi in attacco ai diritti sociali fino a lambire lo Stato laico e la sua autonomia».

Questa lunga prova ha rinforzato la Cgil, ha sostenuto Guzzonato, facendola arrivare all’appuntamento congressuale unita, «spazzando via una democrazia delle componenti, imponendole un salto culturale» verso una democrazia libera e rispettosa dei pluralismi.

È un’idea di futuro, il tema che la Cgil ha messo al centro del suo congresso. «Un futuro che vivremo da protagonisti» con i suoi processi globali e l’aumento delle diseguaglianze, «un mondo che ci lascia inquieti», con i fallimenti di «una politica che si vorrebbe mondiale e invece è ben dentro alla dimensione nazionale».

Nel nostro paese questa politica marca «un insieme di populismo e neoliberismo che combina antichi nodi strutturali con le politiche che questo governo ha messo in campo in questi anni». È una crisi cupa, quella italiana, che ha accresciuto l’insicurezza delle persone, ha prodotto la crisi delle regole, dell’autonomia delle istituzioni fino alla crisi della stessa Costituzione.

«L’economia italiana, ferma dal 2001, è ormai una foresta pietrificata» e in fatto di etica, si chiede Guzzonato, «quanto la crisi è scesa nel profondo delle persone» in conseguenza di come si è legiferato in questi anni: condoni e leggi ad personam».

Rimontare è strada dura. Bisogna riprogettare l’Italia. Guzzonato sintetizza e basa «la riprogettazione» su quattro pilastri.

«Partecipazione legalità e rappresentanza», dice Guzzonato, che i grandi soggetti sociali partecipino alla formazione delle politiche.

«Riposizionamento del nostro sistema dei servizi e dell’apparato produttivo», dunque riposizionamento verso l’alto dell’intera capacità produttiva italiana, «un processo lungo e anche doloroso».

«Una politica redistributiva chiara» che rovesci quella praticata in questi anni, «per questo indichiamo un patto fiscale chiaro e che duri qualche anno.

«Evoluzione del welfare e modernizzazione dei servizi sociali», come sarebbe possibile, si chiede Guzzonato, riammodernare l’apparato produttivo e dei servizi senza un sistema di protezione sociale?

Infine, un’ultima specificazione da parte del segretario organizzativo confederale, «la politica dei due tempi – dice – non può più funzionare», socialmente e economicamente. Rilancio e giustizia sono i due termini della riprogettazione inseparabili.

XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

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14 febbraio 2006

«È LA CONTRATTAZIONE L’ESSENZA DEL NOSTRO ESSERE SINDACALISTI, L’IDENTITA’ CULTURALE DELLA FILCAMS»
La relazione introduttiva dI Ivano Corraini, segretario generale Filcams

Il XII congresso della Filcams è entrato nel vivo con la relazione del segretario generale Ivano Corraini. Una relazione "orgogliosa" che può esibire i risultati di un lavoro di lunga lena e che ora produce frutti visibili, nel mondo sindacale.

All’assise di Palermo la Filcams arriva – si rileva dalla relazione di Corraini – con 6.001 assemblee che hanno coinvolto 113.357 iscritti, il 36,83%. Il documento generale confederale ha raccolto il 99,34% dei consensi. Per quanto riguarda le tesi, la numero 8 ha visto il 93,87% dei consensi ad Epifani e il 4,91% a Rinaldini; la numero 8 ha dato l’83,08% ad Epifani, l’11,73% a Patta, il 4,49% a Rinaldini.

Numeri che sintetizzano una Filcams «cresciuta come forza organizzata … siamo ormai la quarta categoria della Cgil e in diverse realtà territoriali diventiamo la prima o la seconda categoria».

E ciò anche in territori, come quelli del Meridione, «dove – dice Corraini – fare sindacato è molto più difficile di quanto lo possa essere in altri territori».

Un successo costruito su un modo peculiare di essere sindacato, quello di «far diventare la contrattazione intesa in senso lato lo strumento principe del nostro agire … e l’essenza dell’essere sindacalisti … e questo vale per le grandi vertenze che spostano coscienze, impegnano risorse ingenti, mobilitano migliaia di lavoratori e fanno audience, ma vale altrettanto per le piccole spesso sconosciute … Il filo conduttore nei nostri congressi territoriali, spesso inconscio qualche volta dichiarato, è questo e questo definisce l’identità culturale a cui la Filcams tende … Questo ci rende riconoscibili come portatori di contenuti e non di sola effimera dialettica nel dibattito interno all’organizzazione, è per questa via che il peso politico della nostra organizzazione si afferma nel dibattito interno».

Una contrattazione che ormai travalica la dimensione nazionale e guarda all’Europa, poiché nel mondo del terziario sempre più assistiamo a grandi imprese multinazionali il cui terreno d’azione è il continente. Questo è vero per la grande distribuzione organizzata, nei servizi alle imprese, nel turismo, nel cui campo «affermiamo che lo sviluppo si può dire sostenibile non solo quando rispetta l’ambiente, ma anche se lo fa con i diritti dei lavoratori e la dignità dei più deboli», per questo un punto negoziale con le imprese è relativo alla sottoscrizione di «codici etici di assoluto contrasto al turismo sessuale».

Quella dei diritti è una visione che, per Corraini, tiene legati fornitori, prestatori e fruitori di servizi, e che lega i vecchi lavoratori ai nuovi assunti, respingendo «con determinazione l’idea, che aveva fatto proseliti nell’ambito della sinistra, per la quale l’estensione dei diritti doveva passare necessariamente per la riduzione di quelli esistenti». E qui cita i casi di Coop Estense e di Carrefour-GS, casi ormai da manuale per la politica Filcams, dove si è dimostrato non essere vera la separazione di interesse, in tema di doppio regime salariale aziendale, tra i vecchi assunti, che beneficiati dagli aumenti si disinteressano degli aumenti negati ai nuovi assunti.

È una visione pragmatica, quella della Filcams, una visione che ricerca il punto concreto di interesse comune e tenta di individuarne il percorso realizzabile.

È così sulle «leggi inique che hanno investito tutti i campi … e che l’attuale governo ha prodotto in questa legislatura».

Che fare?, si chiede Corraini. Nel dibattito che tanto appassiona la Sinistra, che cosa riserviamo a quel complesso di leggi? e alla legge 30?

«Io credo che si semplifichi troppo – dice Corraini – a immaginare che una volta che il centro sinistra ha vinto sia sufficiente proporsi di cancellare le leggi sbagliate per cambiare in radice le cose … perché le politiche e le leggi a sostegno di quelle politiche hanno cambiato nel profondo il Paese e non sarà sufficiente cancellare questa o quella legge per rimontare nella direzione che auspichiamo … I guasti compiuti dalla legge 30 sono profondi, ma … il guasto vero è l’aver costruito una opinione diffusa nell’imprenditoria che la precarietà nel lavoro è la panacea per il costo del lavoro e della competizione e questo elemento ha prodotto un vero e proprio cambiamento culturale».

«Nella distribuzione – dice ancora Corraini – si sono prodotti 800mila nuovi posti di lavoro» ma quante sono le ore lavorate? « Questa frantumazione del lavoro non è tutto imputabile alla legge 30 e non lo si rimonta semplicemente cancellando una legge, ma mettendo in pista azioni positive di natura legislativa e scelte di ordine contrattuale, con percorsi credibili di inclusione nella stabilizzazione del rapporto di lavoro».

In questo quadro «si costruiscono le proposte settoriali della Filcams come complemento del progetto della Cgil». Avendo, tra l’altro, nuova coscienza che i settori in cui opera la Filcams «anche determinato dall’evoluzione tecnologica, con l’affermarsi della new economy, del terziario e del comparto dei servizi, non fanno più parte di un dio minore rispetto ai settori produttivi tradizionali». Anch’essi, dice Corraini, sono settori produttivi.

È questa acquisizione, di natura teorica, che ha permesso di guardare con occhi nuovi a comparti in espansione quali le imprese di pulizie, che rapidamente si stanno evolvendo in multiservizi e global services, della ristorazione collettiva e della vigilanza.

C’è un punto che accomuna queste imprese, sia quando prestano la loro opera nel settore pubblico sia quando lavorano nel settore privato: da una parte il punto che le accomuna è l’appalto, dall’altra è l’interesse generale. È da qui che – dice Corraini – «si sviluppa l’idea di costruire un contenitore contrattuale nazionale unico per i tre settori del lavoro in appalto, che oggi stanno in tre contratti differenti … Ormai le multiservizi inglobano servizi di ristorazione e vigilanza, oltre che il pulimento … in questi tre settori, le parti sociali hanno costruito pezzi di strategia comune come le regole sugli appalti».

Infine, una puntata sul terreno dei modelli contrattuali.

«Il modello contrattuale a cui noi guardiamo non può che essere impostato su due livelli contrattuali dove la preminenza è del contratto nazionale che deve continuare ad avere autorità salariale e normativa. La questione salariale non può che essere affrontata superando il concetto di inflazione programmata per l’inflazione reale o attesa … e quote derivanti dall’andamento del settore non possono che essere destinate alle priorità individuate settore per settore».

Tra queste priorità c’è, naturalmente, la priorità economica. Gestione salariale «che abbiamo già cominciato a praticare».

XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

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10 febbraio 2006

LA FILCAMS MARTEDI’ 14 APRE IL XII CONGRESSO: UN CONFRONTO E UNA VERIFICA PER PUNTARE A UN LAVORO NEL TERZIARIO «OLTRE OGNI ESCLUSIONE»

Martedì 14 febbraio a Palermo – presso il Centro congressi Hotel San Paolo Palace, via Messina Marine 91 – la Filcams, federazione del terziario privato, apre il proprio XII congresso nazionale.

I lavori, introdotti dalla relazione del segretario generale Ivano Corraini, proseguiranno mercoledì e giovedì e saranno conclusi dal segretario organizzativo della Cgil nazionale Mauro Guzzonato.

Saranno 515 i delegati al congresso in rappresentanza dei 321mila iscritti registrati a fine 2005. La platea congressuale è composta di 233 donne, il 45%. I delegati in produzione sono 235, il 45%.

I delegati operano nei diversi comparti del terziario in questa misura: dalla distribuzione commerciale, grande distribuzione e distribuzione cooperativa, viene il 60%; dalle aziende del turismo: catene alberghiere, ristorazione collettiva, servizi di ristorazione autostradale, il 13%; dai servizi resi alle imprese e alla persona, viene il 27%: nello specifico, dalle imprese di pulizie, dalla vigilanza privata, dalle farmacie (farmacisti dipendenti), dagli studi professionali, dalle aziende termali, dagli agenti e rappresentanti del commercio e dell’industria, dai servizi di custodia degli immobili, dai servizi di collaborazione domestica.

Il 23% dei delegati ha un’età inferiore ai 30 anni, percentuale che rappresenta nel concreto il ventaglio degli iscritti poiché il 19% di essi ha un’età inferiore ai 25 anni.

Oltre che giovane, categoria anche femminile, la Filcams: le donne sono il 59% dei 321mila iscritti. Mentre i lavoratori immigrati sono il 6,5% (al congresso sono presenti con il 3%).

Lo slogan del congresso, «Oltre ogni esclusione», richiama il lavoro di fondo della Filcams, quello di doversi misurare con la costante del lavoro nel terziario, la cui realtà è composta in larga misura – salvo gli storici settori della grande distribuzione e delle catene alberghiere – di lavoro temporaneo, disperso, spesso stagionale. Conquistare i diritti essenziali è appunto, per questi lavoratori, la vera essenza dell’impegno sindacale.

Ospite del congresso di Palermo sarà Rita Borsellino. Un incontro, quello tra la dottoressa Borsellino e la Filcams, all’insegna della lotta per la legalità che la federazione del terziario si trova a combattere su territori tanto esposti all’economia illegale, che nel commercio e nei servizi legati agli appalti, trova uno dei terreni d’elezione.

XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

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2 febbraio 2006

«INCLUDERE GLI ESCLUSI NELLE POLITICHE SOCIALI MA ANCHE NELLA CONTRATTAZIONE»
Conversazione con Ivano Corraini a pochi giorni dal Congresso

di Vanna Palumbo

Quel che colpisce nella nostra conversazione con Ivano Corraini, mentre si prepara alla celebrazione del congresso nazionale di categoria in programma a Palermo dal 14 al 16 febbraio prossimo ed alla sua riconferma alla carica di segretario generale della Filcams, è la determinazione e lo spirito propositivo e pugnace di chi "troppe" ne ha viste accadere negli ultimi anni nei comparti degli appalti, del turismo e del commercio (nei quali la Filcams vanta i suoi 321 mila iscritti, dato aggiornato al 31 dicembre 2005, con un incremento di oltre 50 mila adesioni rispetto all’ultimo Congresso del 2002) e ha deciso che è arrivato il momento di invertire la rotta. Ed allora, declina quasi puntigliosamente il significato che lo slogan del XV Congresso della Cgil “Riprogettare il Paese, Lavoro, Saperi, Diritti, Libertà” assume nelle strategie della categoria a partire dai prossimi mesi.

Collocare la Filcams, nella definizione delle sue politiche settoriali, all’interno dell’impostazione strategica della Cgil e del suo progetto ambizioso, chiarisce con una prima battuta, è uno dei temi del congresso. «La scelta è perciò quella di un’impostazione, anche di natura contrattuale, che inveri questo progetto. Ciò vale per il settore dei servizi in appalto – imprese di pulizie, servizi di ristorazione collettiva, servizi di vigilanza. E per il primo, in particolare, è centrale l’affermazione dei diritti che significa garanzia del posto di lavoro in caso di cambio d’appalto. È questo un po’ il cuore dei diritti attorno al quale estendere anche gli altri. Ed a questo è connessa la nostra scelta di costruire un sistema di regole che preveda il passaggio dal "massimo ribasso" ad un altro metodo d’appalto in cui faccia premio il risultato più vantaggioso: un mix di costo, qualità del servizio, certezza contrattuale salvaguardia dei diritti dei lavoratori. Un metodo che punta anche alla moralizzazione del settore, espungendo il lavoro nero e sottopagato e l’abuso del precariato. E diviene anche stimolo per un’imprenditoria moderna che misura la sua competitività sulla capacità d’impresa e sulla qualità, e non sulla negazione dei diritti.

«Qui si vede materialmente che cosa vuol dire coniugare affermazione dei diritti, scelte contrattuali ed evoluzione strutturale di un settore. L’ idea-forza che ha preso corpo nell’impostazione unitaria, che tra l’ altro concretizza una delle proposte della confederazione in tema di semplificazione dei contratti di lavoro, riguarda la scelta di unificare i contratti nazionali delle imprese di pulizia, della ristorazione collettiva e della vigilanza privata. Scelta resa possibile dalle analogie dei tre settori: la costanza del regime di appalto ed i problemi di garantire il posto di lavoro durante i cambi di appalto. Un unico Ccnl sarebbe perciò la risposta adeguata, funzionale».

E nel turismo, come "riprogettare" il settore? «È un comparto con grandi potenzialità di sviluppo – afferma con nettezza Corraini – ma dobbiamo legarne le prospettive alla sua sostenibilità verso l’ambiente, verso l’economia del territorio locale, e verso i diritti, cioè verso la compatibilità sociale. In secondo luogo, occorre pretendere una stretta correlazione fra lo sviluppo del settore e quello degli altri servizi nel territorio (viabilità, trasporti, servizi sociali) puntando così ad un "turismo integrato". Ed infine usare l’allungamento della stagionalità, con la duplice finalità di garantire maggiori stabilità, certezza e reddito per i lavoratori, ma, insieme, di rilanciare arte,cultura e tradizioni locali» . Quanto alla contrattazione, Corraini non ha dubbi: «Il centro del confronto con le imprese turistiche deve essere la qualità del lavoro. Sì, la qualità – ribadisce – perché da essa ci si allontana a causa dei processi di terziarizzazione strisciante soprattutto nel settore degli alberghi». Sotto accusa è la tendenza, che va consolidandosi, di appaltare a terzi non solo la ristorazione, ma anche il servizio ai piani ed altri ancora, fino alla reception, «con risultati – sottolinea – davvero deludenti».

Il commercio è il terzo settore che mettiamo sotto la lente: « Bisogna riprendere in mano la legge di riforma Bersani» afferma senza dubbi Corraini mentre conferma l’apprezzamento della Filcams per «la prima vera legge federalista, che ha introdotto la programmazione della distribuzione sul territorio in rapporto all’ambiente, le tipologie commerciali e la salvaguardia dei centri storici». Una riforma di qualità, che non ha però trovato nelle regioni applicazione omogenea: «in alcuni casi, come la Sicilia, è stata negata; in altre distorta, mentre in alcune regioni, come la Toscana, ha dato risultati positivi». Scontato l’attuale sviluppo disarmonico della programmazione dei piani commerciali «si va avanti con la politica del giorno per giorno», la strategia per il comparto del commercio deve perciò ripartire da qui. Ed anche sulla distribuzione nel territorio, «oggi a macchia di leopardo, bisogna rimettere le mani». Di fronte a casi di saturazione di grandi centri commerciali, altri territori segnano il passo nel processo di rinnovamento della rete. Fatti che, per Corraini, impongono una verifica della normativa anche alla luce dell’attuale forte contrazione dei consumi. «Un dato non destinato ad esaurirsi a breve e che comporta una revisione dei tipi di insediamento commerciale». Sotto accusa sono i megacentri commerciali: «il gigantismo ha fatto il suo tempo, e con esso, le aperture domenicali e festive, una "sbornia" dalla quale dobbiamo riprenderci».

In coerenza con queste strategie di settore, la Filcams definisce obiettivi e percorsi contrattuali. «Un punto in particolare ci è molto caro; e su questo impegniamo il nostro Congresso, includere gli esclusi». « Oltre ogni esclusione è, infatti, lo slogan del Congresso. Una scelta netta che, per Corraini, non riguarda solo le politiche sociali ma la stessa contrattazione. «Assistiamo da tempo, nella distribuzione commerciale, negli appalti e negli alberghi, ad una frantumazione delle tipologie di impiego ed insieme ad una frantumazione dell’orario di lavoro aggravata, quest’ultima da un regime "strutturato", cioè di orari disagiati che valgono per sempre. Un esempio? Il rifornimento delle merci sui banchi, fissato alla sera o al mattino presto, oppure il part-time fisso al fine settimana.

«Dobbiamo riconoscere – ragiona Corraini non sottacendo un’autocritica – che sono processi avvenuti spesso senza alcun accordo con il sindacato. Non abbiamo saputo rispondere adeguatamente alla riorganizzazione delle imprese, abdicando, spesso, al nostro ruolo e al nostro compito». E ci informa che in molte imprese, oramai, accanto ad un nucleo fisso di lavoratori stabili, orbita una galassia di lavoratori atipici, marginalizzati e spesso soggetti a trattamenti economici e normativi molto peggiori. « Tutto questo – dice – non può durare ancora per molto».

L’inclusione però non è il solo imperativo: «dobbiamo riappropriarci della contrattazione dell’organizzazione del lavoro, ricomponendo un modello organizzativo su nuove basi di equità per l’insieme dei lavoratori». Anche qui, vale l’esempio delle aperture festive dei negozi che «non possono essere lasciate alla sola impresa o gestite con accordi basati sulla volontarietà che, ammettiamolo, perde di senso quando la contrattazione non è fra pari».

E come, infine, "inverare" principi, ideali, valori della Cgil nella pratica quotidiana del sindacalista, nella contrattazione? «È il mio assillo – confessa Corraini -. Manifestare per la pace, per la solidarietà, la legge 194, i Pacs, è certamente perseguire questi valori: ma nella contrattazione? Allora ci abbiamo provato così, e con successo. Nel caso Carrefour, abbiamo promosso il referendum contro l’ ipotesi di contratto che introduceva il doppio regime fra i lavoratori. Rinunciare ad un proprio immediato vantaggio per non danneggiare altri è vera solidarietà. Abbiamo perso, ma con il 45 per cento dei voti, avendo contro non solo l’impresa, ma anche gli altri sindacati. Dopo aver riconquistato con l’ultimo contratto del turismo il diritto di precedenza per gli stagionali – che la legge 30 aveva cancellato -, ci avviamo a contrattare l’adozione di codici etici con l’obiettivo di sconfiggere il turismo sessuale. Ed ancora: promuovere una contrattazione sovranazionale sui diritti conculcati nelle multinazionali. L’ambito è quello europeo e chiediamo, perciò, a Unieuropa (che raggruppa i sindacati europei del settore) di assumere questa scelta, che abbiamo proposto anche al congresso mondiale dell’estate scorsa.

«Dal Congresso di febbraio partirà il nostro lavoro. Un progetto che mettiamo a disposizione innanzitutto della confederazione. Ma sarà questo anche il terreno su cui ci misureremo in termini politici con i nostri compagni di strada di Cisl e Uil con l’obiettivo di arrivare ad un’ intesa, forte, di merito. Solo dopo, potremo aprire i necessari confronti con le nostre controparti e con gli interlocutori politici ed istituzionali».

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

26 gennaio 2006

VERSO IL XII CONGRESSO DELLA FILCAMS
Il programma dei tre giorni di assise nazionale

A Palermo, da martedì 14 a giovedì 16 febbraio, si svolgerà ; la XII assise congressuale nazionale della Filcams.

Il dibattito, che coinvolgerà 515 delegati del terziario privato: distribuzione commerciale, turismo e servizi, sarà ospitato dal centro congressi dell’Hotel San Paolo Palace in via Messina Marine.

Il congresso si aprirà con la relazione del segretario generale Ivano Corraini e sarà chiuso dal segretario organizzativo della Cgil nazionale, Mauro Guzzonato.