Category Archives: Vertenza Fnac

22 giugno 2013

Fnac Italia in liquidazione

Il tribunale fallimentare di Milano ha approvato la richiesta di concordato preventivo presentata da Fnac Italia il primo febbraio 2013.
Di fatto si è così avviato il percorso che si stava aspettando, in base al quale sono già stati nominati i commissari che da oggi gestiranno tutte le operazioni riguardanti anche il futuro dei lavoratori.
Per quanto riguarda l’affitto di ramo d’azienda invece il giudice si è espresso negativamente, non autorizzando l’operazione che avrebbe previsto il passaggio di 5 punti vendita alla New.co costituita da DPS, lasciando ipotizzare l’apertura di una procedura competitiva vera e propria.
In questo secondo caso i lavoratori rimarrebbero tutti in cassa integrazione fino all’eventuale nuova assegnazione dell’affitto dei negozi a DPS o a qualsiasi altro acquirente che vorrà partecipare all’asta.
“Sappiamo che in questi giorni sono in corso colloqui tra il liquidatore e i commissari da cui potrebbe scaturire un diverso percorso, ma ad oggi non abbiamo riscontri attendibili” ha affermato la Filcams Cgil, “quanto prima chiederemo un incontro ai commissari per poterci confrontare con loro sui possibili sviluppi di questa vicenda.”

29 gennaio 2013

Fnac, riprende lo stato di agitazione

Le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil nazionali, al termine del percorso di assemblee con cui sono stati informati tutti i lavoratori e le lavoratrici di Fnac in merito alle decisioni comunicate dal liquidatore che prevedono la chiusura di 3 punti vendita e di intere attività della sede con la conseguente messa in cassa integrazione di 302 persone, hanno deciso di riaprire lo stato di agitazione.

Le strutture territoriali, insieme ai responsabili sindacali aziendali si impegnano fin da ora ad attivare incontri con i Centri Commerciali, con le Istituzioni e con tutti gli interlocutori utili alla ricerca di soluzioni alternative alla chiusura dei negozi e alla conseguente riduzione dell’attività della sede.

Intanto, il tavolo nazionale proseguirà il percorso di incontri con il liquidatore finalizzati al miglior utilizzo degli ammortizzatori sociali al fine di mitigare l’impatto sulle lavoratrici e sui lavoratori, oltre a confrontarsi con Orlando Italy, acquirente degli altri negozi Fnac, per verificare la tenuta dei progetti presentati sulla prosecuzione dell’attività.
In base all’esito dei prossimi confronti il coordinamento metterà in campo tutte le iniziative utili ad evidenziare la situazione drammatica in cui vivono le lavoratrici e i lavoratori di Fnac.

23 gennaio 2013

FNAC ITALIA, chiudono 3 punti vendita, cassa integrazione per 300 dipendenti

    Si è svolto il 22 gennaio scorso, l’incontro con il liquidatore di Fnac Italia alla presenza dei rappresentanti di Orlando Italy futuro acquirente della catena francese di libri e multimedia.
    Dopo la presentazione della situazione generale economica dell’Azienda e del mercato di riferimento, il liquidatore ha illustrato il percorso che intende attuare nel breve periodo: entro gennaio presenterà domanda al Tribunale fallimentare di Milano per accedere alla procedura di concordato preventivo che bloccherà le azioni esecutive attivate dai creditori per evitare il fallimento l’Azienda.
    Contemporaneamente alle Organizzazioni Sindacali è stata comunicata la necessità di ricorrere alla cassa integrazione: sarà infatti interrotta l’attività dei 3 punti vendita posti nei centri commerciali (Roma, Firenze, Torino Grugliasco) in quanto fonte di elevate perdite non più sostenibili, e per i restanti 5 negozi di città, per la sede ed il magazzino, è prevista una riduzione dell’organico, a fronte di una diminuzione di fatturato e di attività.
    La grave situazione che oggi ci troviamo ad affrontare” affermano le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, “nasce dalla irresponsabilità fin qui ampiamente dimostrata dalla precedente gestione, ed ancora una volta, sono i lavoratori che pagano le conseguenze di tali scelte.”
    Orlando Italy da parte sua, ha prospettato un progetto di trasformazione del modello Fnac, che potrebbe prevedere per i 5 punti vendita siti nei centri città (Torino, Genova, Milano, Verona e Napoli) una formula "shopping shop" con la presenza in ogni singolo negozio di brand di tipologie inerenti l’attuale attività ma anche di marchi e merceologie diverse ma fortemente attrattive. Orlando Italy, intanto, garantirà il pagamento dei prossimi stipendi.
    “Auspichiamo” proseguono “che le difficili e spesso inesistenti relazioni sindacali avute nell’ultimo anno con la precedente gestione, siano un capitolo chiuso; in tal senso il liquidatore si è impegnato ad un confronto trasparente, sia al tavolo nazionale che ai livelli territoriali.”
    Le Organizzazioni Sindacali, consapevoli della gravità e delicatezza del momento, continueranno ad impegnarsi unitamente al coordinamento dei delegati, con l’obiettivo di tutelare con tutti gli strumenti in loro possesso, i lavoratori e le lavoratrici di Fnac Italia.
    Fino al prossimo incontro che si terrà il 4 febbraio a Milano presso la sede Fnac le organizzazioni sindacali organizzeranno le assemblee di informazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

    29 novembre 2012

    Fnac, una svolta importante

    Si è svolto il 27 novembre scorso l’incontro, con la direzione di Fnac Italia, convocato per l’aggiornamento rispetto alle prospettive aziendali nel nostro Paese.
    L’azienda ha esposto alla delegazione sindacale il percorso di acquisizione che si sta perfezionando tra Fnac e il fondo di investimento Orlando Italy, operazione che terminerà nel mese di gennaio.

    Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, a fronte delle informazioni ricevute sottolineano un primo dato positivo rappresentato dalla prosecuzione delle attività e quindi dal mantenimento dei livelli occupazionali almeno fino al l’insediamento della nuova proprietà.
    “Riteniamo positiva l’acquisizione dell’intero perimetro aziendale e della licenza del marchio” hanno affermato i sindacati. “Il fatto di non aver ricevuto maggiori dettagli né in merito alla procedura di vendita né riguardo alle strategie future, lascia tuttavia insoddisfatte le tante domande che da mesi i lavoratori continuano a porre.
    I sindacati, esprimono, congiuntamente alla delegazione, forte preoccupazione in merito al futuro di quest’azienda “che negli anni non
    ë stata in grado di affrontare e superare le difficoltà economiche e che oggi si trova a passare di mano, allontanandosi sempre di più dalla realtà del gruppo PPR prima e FNAC ora.”
    Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil auspicano quanto prima un confronto con la nuova proprietà che possa fornire indicazioni chiare sul futuro dei 600 lavoratori e lavoratrici.
    A fronte di questo ulteriore confronto, è stato deciso di sospendere le mobilitazioni, pur mantenendo aperto lo stato di agitazione.

    6 novembre 2012

    Salviamo Fnac, salviamo la cultura in Italia

    Hanno manifestato questa mattina a Milano le lavoratrici ed i lavoratori della Fnac Italia, catena francese di libri e multimedia.
    Lo sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali è stato organizzato davanti alla Borsa di Milano in piazza Affari, in occasione del convegno Pambianco 2012 al quale tra i relatori era presente Francois Henri Pinault, amministratore del gruppo PPR, di cui faceva parte fino a qualche mese fa anche Fnac.
    Il consiglio di amministrazione di PPR infatti ha di recente approvato all’unanimità il progetto di scissione di tutto il gruppo Fnac. Questo progetto però prevede anche operazioni di rilancio e contestuali tagli dei costi.

    In particolare per l’Italia è confermata la volontà di interrompere l’investimento entro fine 2012, ma se non sarà trovato un acquirente entro due mesi, tutti gli 8 negozi Fnac rischiano la chiusura, con conseguente perdita di 600 posti di lavoro.
    L’azienda è latitante, risposte vaghe alle richieste dei sindacati e dei lavoratori e tante incertezze; lo stesso, Pinault destinatario di più lettere da parte dei sindacati, non si è mai scomodato a dare risposte che potessero far comprendere il destino dei dipendenti. Neanche questa mattina, pur avendo circa 150 dipendenti proprio fuori dalla sede del convegno a cui è intervenuto.
    L’assessore alla Cultura di Milano Stefano Boeri ha espresso la propria solidarietà ai dipendenti della Fnac invitando una delegazione alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Book city Milano”.
    “Da quasi un anno” spiega alla folta platea composta da persone vicine agli ambienti culturali Daria Banchieri della Filcams Cgil Nazionale, “i dipendenti di Fnac Italia sono in attesa di una spiegazione per capire quale sarà il loro destino, ma non hanno mai smesso di lavorare con responsabilità e professionalità”.
    Nonostante le belle parole di Pinault di questa mattina, che lodava il “made in Italy”, il gruppo PPR, proprietario anche di Gucci e Bottega Verde, ha deciso di investire nel lusso e abbandonare la cultura in Italia.
    “Andremo avanti con la nostra mobilitazione” conclude Daria Banchieri “sempre al fianco e a sostegno dei 600 dipendenti italiani.”

    5 novembre 2012

    Salviamo Fnac: prosegue lo sciopero dei dipendenti, il 6 novembre a Milano


    Continuano le proteste delle lavoratrici e dei lavoratori della Fnac Italia, visto il persistere del silenzio della direzione aziendale.

    La Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL per dare un ulteriore segnale all’azienda e sbloccare questa situazione di stallo, hanno proclamato una seconda giornata di sciopero nazionale per il giorno 6 novembre prossimo, con un presidio a Milano presso Piazza Affari a partire dalle ore 10.00.

    Le lavoratrici ed i lavoratori Fnac di tutta Italia, in arrivo a Milano con pullman organizzati, si ritroveranno per far sentire la loro protesta anche vista la presenza di François-Henri Pinault, presidente Amministratore Delegato del Gruppo PPR, al Convegno Pambianco che si terrà presso la Borsa di Milano.
    Già lo scorso 19 ottobre, le organizzazioni sindacali avevano inviato una lettera per chiedere maggiore attenzione, al gruppo dirigenziale Fnac, tra cui François-Henri Pinault, ma senza ottenere alcuna risposta.

    “È inaccettabile che nonostante ripetuti solleciti, non sia stato ancora fissato l’incontro in cui l’azienda dovrebbe dare informazioni circa il futuro occupazionale dei 600 dipendenti impiegati in Italia” affermano le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil; “siamo oramai a ridosso della fine dell’anno, termine paventato per definire le sorti dell’azienda e purtroppo i lavoratori ancora non hanno idea del loro futuro più prossimo.”

    1 novembre 2012

    Fnac: prosegue lo sciopero dei dipendenti, il 6 novembre a Milano

    Continuano le proteste delle lavoratrici e dei lavoratori della Fnac Italia, visto il persistere del silenzio della direzione aziendale.
    “È inaccettabile che nonostante ripetuti solleciti, non sia stato ancora fissato l’incontro in cui l’azienda dovrebbe dare informazioni circa il futuro occupazionale dei 600 dipendenti impiegati in Italia” affermano le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil; “siamo oramai a ridosso della fine dell’anno, termine paventato per definire le sorti dell’azienda e purtroppo i lavoratori ancora non hanno idea del loro futuro più prossimo.”

    Pertanto, a fronte del persistere del silenzio della direzione aziendale, Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL per dare un ulteriore segnale all’azienda e sbloccare questa situazione di stallo, hanno proclamato una seconda giornata di sciopero nazionale per il giorno 6 novembre prossimo, con un presidio a Milano presso Piazza Affari a partire dalle ore 10.00.

    Intanto a Genova, nei giorni scorsi, è stata organizzata un’assemblea pubblica davanti al punto vendita. Oltre ai 70 dipendenti, presenti anche l`assessore comunale al commercio Francesco Oddone, Sergio Cofferati e molti cittadini hanno voluto esprimere la propria solidarietà.

    24 ottobre 2012

    Le proteste dei lavoratori Fnac, no al lavoro il Primo Novembre

    “Nei giorni festivi infrasettimanali i lavoratori hanno il diritto di astenersi dal lavoro senza perdere la normale retribuzione. A questo diritto abbiamo rinunciato molte volte, per anni, andando incontro alle esigenze di un’azienda che ormai da mesi è arroccata dietro un muro di silenzio, distanza, parole vuote. Un’azienda che oggi più che mai tace, si nasconde, latita, mostrando di non dare alcun valore agli sforzi che quotidianamente, nonostante tutto, i suoi dipendenti continuano a fare.” È il comunicato affisso nelle bacheche sindacali dei punti vendita Fnac, è il comunicato scritto a firma delle delegate e delegati della Filcams che da diversi mesi stanno cercando di avere dalla propria azienda delle notizie sul loro futuro.
    Fnac, catena francese di libri e multimedia, ha deciso di non continuare ad investire nella realtà Italia, e se nel giro di pochi mesi non sarà trovato un acquirente, tutti i punti vendita rischiano la chiusura.
    Continuano le proteste, quindi, in diverse modalità. Questa volta, i delegati della Filcams Cgil hanno invitato tutti i colleghi a non dare la propria disponibilità a lavorare il giorno 1° novembre, esercitando un proprio diritto previsto contrattualmente e tutelato dalla legge.
    “Abbiamo l’occasione” affermano i delegati nel comunicato “di lanciare un nuovo e forte segnale di compattezza, di disapprovazione e di protesta ai vertici francesi che ancora oggi, a poco più di due mesi dalla scadenza annunciata a gennaio, tacciono sul nostro futuro.”

    12 ottobre 2012

    Fnac, nessuna notizia positiva

    Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno avuto una conferenza telefonica con la dirigenza Fnac in particolare con Christophe Deshayes, che ha comunicato le decisioni prese rispetto all’assetto del gruppo. Nessuna novità purtroppo per la Fnac Italia e il futuro continua ad essere incerto.
    Il consiglio di amministrazione di PPR ha approvato all’unanimità il progetto di scissione e di collocamento in borsa della Fnac. Inizialmente, gli azionisti Fnac saranno gli stessi di PPR successivamente, dopo la quotazione, la holding della famiglia Pinoult manterrà almeno per un anno la proprietà delle azioni del 40% del gruppo.

    Per l’Italia è confermata la decisione di vendita entro fine 2012, e nonostante le insistenze sindacali, legittimate dalla forte preoccupazione per il futuro dei 600 dipendenti, l’azienda non ha fornito nessun elemento aggiuntivo, se non confermare l’impegno di un prossimo incontro a novembre.

    Continua, quindi, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, il coinvolgimento nelle realtà territoriali degli assessorati e la sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica, in attesa della convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico

    5 ottobre 2012

    Sciopero Fnac 5 ottobre, chiusi tutti i punti vendita



    Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono grande soddisfazione per la riuscita dello sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori Fnac proclamato per il giorno 5 ottobre che ha visto la chiusura di tutti i punti vendita in Italia. L’adesione di quasi il 100% dell’organico allo sciopero é segnale evidente del disagio che stanno vivendo i dipendenti di Fnac Italia da ormai troppi mesi.

    “Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori” affermano i sindacati “per il sacrificio e l’impegno che hanno messo in questa prima mobilitazione nazionale caratterizzata da importanti iniziative territoriali che sono riuscite a coinvolgere, oltre ai dipendenti, anche la cittadinanza, le istituzioni e in alcuni casi anche volti noti della cultura.”

    Da quasi un anno dalla lettera dell’amministratore delegato del gruppo, che dichiarava l’insostenibilità della gestione italiana e l’avvio di una riflessione per individuare una soluzione, regna il silenzio. I termini si avvicinano e se entro il 31 dicembre prossimo non si troverà una soluzione, degli acquirenti di sposti a subentrare nella gestione, tutti i punti vendita rischiano la chiusura.


    Fnac è una società del Gruppo PPR, che detiene tra gli altri Gucci e Bottega Veneta; in Italia ha 8 negozi, – Roma, Napoli, Firenze, Torino, Milano, Genova e Verona, – circa 600 dipendenti di età compresa tra i 30 e i 35 anni.


    “Come organizzazioni sindacali proseguiremo nel percorso avviato fino a che non otterremo risposte esaurienti dalla direzione aziendale, utilizzando i tavoli istituzionali aperti sia a livello territoriale che nazionale, a partire dal l’attesa incontro con Ministero dello Sviluppo Economico.”

    4 ottobre 2012

    Fnac, il 5 ottobre lo sciopero nazionale dei dipendenti

    Salviamo Fnac”, è con questo slogan che il 5 ottobre, le lavoratrici e dei lavoratori Fnac, catena francese di libri e multimedia, incroceranno le braccia per una giornata di protesta. Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero con l’obiettivo di evidenziare la grave situazione in cui stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori.
    Da quasi un anno dalla lettera dell’amministratore delegato del gruppo, che dichiarava l’insostenibilità della gestione italiana e l’avvio di una riflessione per individuare una soluzione, regna il silenzio. I termini si avvicinano e se entro il 31 dicembre prossimo non si troverà una soluzione, degli acquirenti di sposti a subentrare nella gestione, tutti i punti vendita rischiano la chiusura.
    Fnac è una società del Gruppo PPR, che detiene tra gli altri Gucci e Bottega Veneta; in Italia ha 8 negozi, – Roma, Napoli, Firenze, Torino, Milano, Genova e Verona, – circa 600 dipendenti di età compresa tra i 30 e i 35 anni. Giovani lavoratori, professionali, creativi e appassionati del loro lavoro, come dimostrano le tante iniziative organizzate negli ultimi mesi.

    “Nonostante la disponibilità al dialogo dell’azienda” affermano i sindacati “di fatto non ha ancora espresso nulla sul futuro dei dipendenti, ma è di fondamentale importanza ottenere quanto prima le risposte più volte chieste sulla prospettata ipotesi di chiusura dei negozi italiani.”
    A
    Milano si terrà un presidio davanti al negozio e alla sede in via Torino dalle 9 alle 14, mentre a Roma nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, i dipendenti del punto vendita della capitale hanno organizzato un flash mob a Piazza SS Apostoli. A Napoli è stato organizzato un presidio davanti al punto di vendita di Via Luca Giordano, un importante via del commercio partenopeo, con l’occasione saranno raccolte le firme dei clienti che vogliono esprimere la propria solidarietà.
    A Torino i dipendenti dei due punti vendita – le Gru e via Roma – si ritroveranno davanti al punto vendita Via Roma per un presidio e alle 1430 si recheranno al consolato francese per richiedere un incontro. È stato inoltre organizzato un “foto box”: per dimostrare il proprio appoggio alla causa sarà possibile fare una foto con il cartello Salviamo Fnac. Tanti i nomi noti della cultura che hanno promesso la propria partecipazione. Invece a Verona si terrà un presidio davanti al negozio di via Cappello dalle 9.30 alle 12.30 e uno davanti a Palazzo Barbieri, sede del Comune, in quanto nello stesso giorno è stato convocato l’incontro con la direzione aziendale.

    I punti vendita Fnac, sono importanti per ogni città, e le singole amministrazioni comunali non possono sottovalutare questa situazione: “Le lavoratrici e i lavoratori Fnac, sono stanchi di questa interminabile attesa” concludono “l’incertezza del futuro e la mancanza di informazioni, non permette di individuare una soluzione, di prendere una strada, seppur faticosa.”

    28 settembre 2012

    Fnac, il 5 ottobre lo sciopero dei dipendenti

    È stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per il prossimo 5 ottobre lo sciopero delle lavoratrici e lavoratori della Fnac Italia.
    Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero nazionale delle lavoratrici e lavoratori della Fnac Italia Spa per l’intera giornata di venerdì 5 ottobre con un ulteriore pacchetto di 8 ore da decidere territorialmente.
    Da quasi un anno dalla lettera dell’amministratore delegato del gruppo che dichiarava l’insostenibilità della gestione italiana e l’avvio di una riflessione per individuare una soluzione, regna il silenzio. Roma, Napoli, Firenze, Torino, Milano, Verona e Genova, 8 negozi e 600 dipendenti.
    Dall’inizio dell’anno Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UIltucs-Uil, hanno aperto un tavolo di confronto con la direzione aziendale nel quale però non sono mai state date risposte alle domande poste.
    “Abbiamo chiesto anche l’apertura di tavoli istituzionali” affermano i sindacati “perché riteniamo che l’eventuale chiusura degli punti vendita sia un problema che va affrontato anche dal punto di vista sociale per il ruolo che questa azienda ha ricoperto negli anni nelle nostre città, rappresentando un polo culturale importante.”
    “Nonostante la disponibilità al dialogo dell’azienda” proseguono “di fatto non ha ancora espresso nulla sul futuro dei 600 dipendenti, ma è di fondamentale importanza ottenere quanto prima le risposte più volte chieste sulla prospettata ipotesi di chiusura dei negozi italiani.”
    Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dichiarano quindi lo sciopero nazionale del 5 ottobre con l’obiettivo di evidenziare la gravità della situazione in cui stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori e di costringere l’azienda ad un dialogo costruttivo per trovare soluzioni e prospettive che tutelino l’occupazione.

    25 settembre 2012

    Crisi aziendali, non solo l’industria, il dramma del terziario

    Le crisi aziendali e le difficoltà economiche delle imprese stanno colpendo tutti i settori, e rischiano di rimanere senza lavoro anche tanti dipendenti del commercio e del turismo.
    La Filcams Cgil Nazionale è impegnata nelle tante procedure di mobilità aperte nell’ultimo anno, più di 250 vertenze nazionali aperte (che riguardano cioè aziende presenti su più regioni) e più del 55% riguardano il terziario.

    Trasferimenti di ramo d’azienda, casse integrazioni in deroga e mobilità in deroga sono le procedure più utilizzate, solo nel periodo tra gennaio e giugno 2012, sono stati coinvolti oltre 20mila i lavoratori del terziario e 5mila nel turismo.

    “Sono numeri sconfortanti” commenta Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil “che rischiano di rimanere nell’ombra, anche a causa della dispersione geografica delle aziende, presenti in più città italiane.”

    Due i casi più eclatanti. Nh Hotel, catena alberghiera multinazionale, che ha dichiarato di voler licenziare su tutto il territorio quasi 400 lavoratori; e Fnac Italia, la catena francese di libri e multimedia che, esclusa dal piano di rilancio della casa madre, rischia di chiudere tutti i punti vendita in Italia, lasciando a casa 600 dipendenti.
    Tra l’altro, entrambi le aziende sono presenti quasi nelle stesse città: Roma, Napoli, Firenze, Milano.

    “È come se – prosegue Martini – abbiano risonanza quasi esclusivamente le vertenze che riguardano grossi gruppi concentrati in un unico stabilimento, è come se la somma dei lavoratori licenziati di ogni città avesse meno importanza di quelli di un’unica grande fabbrica”.

    “Non deve diventare una guerra tra poveri, un battaglia di numeri; ma la crisi del commercio e dell’industria turistica, che inevitabilmente si ripercuote su imprese e lavoratori dei settori, è sempre più preoccupante.
    È indispensabile un intervento finalizzato al rilancio dei settori e alla salvaguardia dei posti lavoro, e una maggiore attenzione da parte di tutti, governo, istituzioni e media, affinché non ci siano vertenze e lavoratori meno importanti di altri.”

    21 settembre 2012

    Fnac, senza risposte verso la mobilitazione

    La Filcams Cgil Nazionale prosegue nel percorso iniziato diversi mesi fa insieme alle lavoratrici e ai lavoratori di Fnac per conoscere il futuro dell’azienda in Italia.

    È infatti dall’inizio dell’anno che Filcams Cgil, insieme a Fisascat-Cisl e UIltucs-Uil, ha aperto un tavolo di confronto con la direzione aziendale e, a fronte delle mancate risposte ha manifestato insieme alle rappresentanze dei lavoratori la preoccupazione per le sorti dei dipendenti e l’indignazione per l’atteggiamento aziendale.

    Con i lavoratori stessi è stato condiviso un percorso che sfocerà a breve in una mobilitazione nazionale, a fronte del permanere della direzione aziendale in un totale silenzio rispetto alle prospettive occupazionali dei dipendenti di Fnac Italia.

    Le recenti iniziative che i lavoratori hanno organizzato in diversi territori, insieme all’interessamento dimostrato da alcuni esponenti politici, danno il segno della preoccupazione generalizzata rispetto al destino dei 600 lavoratori e lavoratrici oggi occupati presso Fnac Italia.

    La Filcams Cgil Nazionale, ribadendo l’importanza di ottenere dall’azienda quanto prima le risposte più volte chieste sulla prospettata ipotesi di chiusura dei negozi italiani, preannuncia uno sciopero nazionale unitario che, insieme ad iniziative territoriali, sarà finalizzato ad evidenziare la gravità della situazione in cui stanno vivendo i 600 dipendenti e a costringere l’azienda ad un dialogo costruttivo per trovare soluzioni e prospettive che tutelino l’occupazione.

    10 luglio 2012

    Fnac Italia, ancora incerto il futuro


    Il 6 luglio scorso una delegazione, composta dalle Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Nazionali e territoriali e i rappresentanti sindacali aziendali, ha incontrato la direzione aziendale rappresentata da Elena Giordano dell’ufficio Risorse Umane e Christophe Deshayes, Amministratore Delegato di Fnac Italia.

    Due le questioni affrontate: le prospettive future di Fnac Italia e la gestione dei negozi.

    Dopo una drammatica panoramica sull’andamento economico, l’azienda ha confermato di non avere nessuna novità in merito al futuro di Fnac in Italia: il gruppo sta investendo in tutta Europa per affrontare la crisi e pertanto non ha risorse per finanziare i Paesi in perdita, come l’Italia.
    Nel confermare la scadenza del 31 dicembre prossimo, come limite massimo entro cui prendere una decisione sul futuro di Fnac Italia, l’azienda auspica un’offerta commerciale che permetta il proseguimento dell’attività, in caso contrario si cercherà di minimizzare l’impatto sociale.
    Prospettive difficili per i lavoratori Fnac, che si vedono di fronte due possibilità: l’acquisizione dei negozi da parte di un’altra azienda, che potrebbe far sperare in una prosecuzione dell’attività nonostante tutte le incertezze che potrebbero derivarne; oppure la chiusura definitiva di Fnac in Italia, con la conseguente perdita dei posti di lavoro.

    “Questa situazione di incertezza, in aggiunta alle difficoltà nel lavoro di tutti i giorni, crea per i dipendenti una forte preoccupazione per nulla presa in considerazione dalla direzione aziendale” afferma la Filcams Cgil “che continua a fingere che non stia succedendo niente mandando segnali "rassicuranti" ai lavoratori.”
    A fronte della grande responsabilità dimostrata dai dipendenti di Fnac nel portare avanti l’attività con il massimo impegno, sobbarcandosi anche il compito di tranquillizzare i clienti al posto dell’azienda che non ha fatto nessun comunicato per smentire le chiusure di cui si è letto su tutti i quotidiani, il coordinamento dei delegati FILCAMS Cgil chiede all’azienda maggiore attenzione, denunciando una grave e incomprensibile mancanza di dialogo con il management nei luoghi di lavoro e l’assenza di soluzioni organizzative volte a gestire le problematiche derivanti dalla diminuzione dell’organico.
    Sperando che l’azienda mantenga l’impegno di comunicare tempestivamente alle Ooss qualunque notizia in merito al futuro dei dipendenti, il coordinamento dei delegati FILCAMS Cgil esprime forte preoccupazione per l’incertezza di prospettive che a più di 6 mesi dall’annuncio di di Alexandre Bompard non ha ancora trovato risposte e si riserva di attivare iniziative volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e della Casa Madre sulla difficile situazione che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori di Fnac Italia.

    27 febbraio 2012

    Fnac: lo sciopero del 25 febbraio, un successo straordinario

    Lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di Fnac Italia organizzato nei punti vendita di Roma e Milano lo scorso sabato è stato un successo e ha visto l’adesione di più dell’80% del personale.

    “Siamo convinti” affermano i rappresentanti sindacali della catena, la catena francese di libri e multimedia, “che non possiamo rimanere immobili di fronte al silenzio che stiamo subendo dalla Francia ed alla mancanza di risposte dall’Italia.
    Con uno sforzo che è stato enorme, di sacrificio e di iniziativa, che ha visto le resistenze cedere alla solidarietà e la rassegnazione avere uno scatto d’orgoglio, volevamo testimoniare a noi stessi, all’azienda in Francia che qualcosa si può fare.”

    Lo scorso 13 gennaio, la Fnac, ha diffuso un comunicato rivolto a tutti i collaboratori, in cui anticipava un piano di riorganizzazione che prevede il taglio di costi di ben 80 milioni di euro, ed una riduzione della forza-lavoro di 500 unità circa, 310 in Francia e le restanti tra gli altri paesi. Ma non ha mai fornito ulteriori spiegazioni ai lavoratori italiani.

    “Sappiamo di aver aperto una breccia” concludono “per iniziare un percorso che ci permetta di rispondere con forza a chi dimostra indifferenza per il futuro di tutti noi. Rimarremo in agitazione fino a che non riceveremo una risposta chiara.”

    21 febbraio 2012

    Fnac, proclamato lo stato di agitazione

    Il 14 febbraio scorso si è riunito il Coordinamento Nazionale Unitario di Fnac Italia SpA per discutere delle dichiarazioni diffuse attraverso il messaggio di Alexandre Bompard del 13 gennaio che aveva dichiarato un piano di riorganizzazione che prevede il taglio di 510 dipendenti, di cui 210 in Francia e 300 negli altri Paesi.

    Secondo le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, “le affermazioni contenute in tale documento non seguite da nessuna comunicazione esplicativa né da parte della direzione italiana né della Casa Madre, si sono dimostrate un atto irresponsabile oltre che del tutto incomprensibile.”

    Nello stesso incontro aziendale, del 14 febbraio, non siano state fornite alcun tipo di informazioni su piani commerciali o strategie di gestione di tale situazione di emergenza, né tanto meno sono arrivate smentite alle numerose ed allarmanti dichiarazioni della stampa uscite in questo ultimo mese: “tutto aumenta la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori.”

    Lo stato di incertezza in cui l’azienda sta lasciando i propri dipendenti aggiunta alla perdita di clienti conseguente alle comunicazioni di imminenti chiusure dei punti vendita, sta rendendo sempre più difficile la prosecuzione della normale attività, nonostante l’elevato senso del dovere che le lavoratrici e i lavoratori stanno dimostrando.

    Il Coordinamento ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di chiedere immediatamente un incontro all’Amministratore delegato di Fnac Italia e alla Casa Madre e contestualmente è stato proclamato lo stato di agitazione.
    “Vogliamo mettere in campo tutte le iniziative territoriali utili al rafforzamento del tavolo nazionale” hanno affermato i sindacati, “nel caso in cui l’azienda proseguisse in questa situazione di silenzio o non venisse dato l’incontro richiesto, verranno conseguentemente amplificate le mobilitazioni.”

    18 gennaio 2012

    Fnac: la catena francese di libri e multimedia taglia 500 dipendenti in Europa

    Preoccupazione in seguito al messaggio di Alexandre Bompard, amministratore delegato del gruppo Fnac, rivolto a tutti i collaboratori, in cui viene presentato un piano di riorganizzazione che prevede il taglio di 510 dipendenti, di cui 210 in Francia e 300 negli altri Paesi.
    La Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, temono per la tenuta occupazionale in particolare della realtà italiana.

    L’azienda ha dichiarato che gli strumenti che verranno messi in campo saranno innanzi tutto il blocco delle assunzioni, le uscite volontarie e una riorganizzazione complessiva della struttura, oltre alla razionalizzazione delle filiali estere. Ed prevista inoltre una riduzione generale delle spese che dovrebbe portare un risparmio pari a 80 milioni di euro nel 2012.

    Contemporaneamente il Gruppo ha confermato la necessità di portare avanti il piano di sviluppo programmato, confermando gli investimenti preventivati.

    “Per quel che riguarda la nostra realtà” spiegano le organizzazioni sindacali “nel comunicato l’azienda afferma che in Italia, dove non sussistono più le condizioni per continuare con la stessa gestione, si stanno studiando tutte le opzioni e una decisione verrà presa nel corso dell’anno. Pur consapevoli dell’andamento negativo dei negozi e della messa in vendita di tutto il gruppo Fnac già da anni, questa ultima comunicazione fa crescere la preoccupazione sul destino delle lavoratrici e dei lavoratori di Fnac Italia”

    La Direzione italiana, aveva informalmente anticipato l’uscita del comunicato nei giorni scorsi dimostrando attenzione alle relazioni sindacali, e si è impegnata a farci avere, appena possibile, qualsiasi aggiornamento sulla vicenda garantendo trasparenza e collaborazione nella gestione di questo difficile momento.

    I sindacati si impegnano fin da ora a tenere alto il livello di attenzione sulla vertenza con lo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali.