Category Archives: Commercio2004

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17 settembre 2004

CONTRATTO COMMERCIO E CONTRATTO DISTRIBUZIONE COOPERATIVA: LE ASSEMBLEE DEI QUADRI E DEI DELEGATI AVVIANO LA CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI

La consultazione dei lavoratori della distribuzione commerciale, terziario e servizi sull’ipotesi di contratto siglata il 2 luglio dalla delegazione sindacale di Filcams Fisascat Uiltucs e da Confcommercio può partire.

L’assemblea dei quadri e dei delegati, 450 persone ripartite equamente tra le tre federazioni, che approvò la piattaforma per il rinnovo del contratto si è riunita venerdì 17 a Roma per discutere sulle risultanze della lunga trattativa.

Accanto a interventi che hanno espresso un giudizio positivo, si sono levate alcune voci critiche che hanno giudicato insufficienti i risultati conseguiti.

Ora sono le assemblee dei lavoratori a doversi pronunciare.

Le consultazioni termineranno a fine ottobre e a quel punto, se l’ipotesi di contratto sarà ritenuta valida, le federazioni sindacali e Confcommercio apporrano la firma definitiva.

Giovedì 16 settembre a Roma, l’assemblea dei quadri e dei delegati della distribuzione cooperativa ha dato il via alla consultazione dei lavoratori che dovrà esprimere il giudizio definitivo sull’ipotesi di contratto nazionale del settore.

I 240 quadri e delegati di Filcams Fisascat Uiltucs, 80 in rappresentanza di ciascuna federazione sindacale, hanno approvato il testo siglato il 2 luglio dalla delegazione sindacale dei lavoratori e dalla delegazione delle centrali cooperative Ancc e Ancd di Legacoop, Federconsumo Cci, Agci.

«Gli interventi – sottolinea Luigi Coppini, responsabile Filcams del settore cooperative – hanno espresso un giudizio sui risultati conseguiti dalla trattativa da positivo a sufficiente e tutti si sono impegnati a gestire il contratto nell’ottica del rafforzamento della contrattazione nazionale».

Nei negozi e nei magazzini della cooperazione iniziano ora le assemblee dei lavoratori. Assemblee che si concluderanno a metà ottobre.

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30 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO E DISTRIBUZIONE COOPERATIVA: 16 E 17 SETTEMBRE ASSEMBLEE NAZIONALI DELEGATI E QUADRI

Le segreterie nazionali di Filcams Fisascat Uiltucs hanno convocato per giovedì 16 settembre l’assemblea dei delegati e dei quadri che approvò la piattaforma per il rinnovo del contratto della distribuzione cooperativa.

All’assemblea dei delegati e dei quadri sarà portata l’ipotesi di contratto nazionale sottoscritta il 2 luglio con Ancc e Ancd di Legacoop, Federconsumo Cci, Agci.

L’assemblea sarà composta di 240 delegati, 80 per ciascuna organizzazione sindacale, di cui la maggioranza saranno delegati di produzione.

L’assemblea dei delegati e dei quadri che approvò la piattaforma per il rinnovo del contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi è invece convocata per venerdì 17 settembre.

All’assemblea dei delegati e dei quadri sarà portata l’ipotesi di contratto nazionale sottoscritta il 2 luglio con Confcommercio.

L’assemblea sarà di 450 persone, la maggioranza delle quali delegati di produzione; i tre sindacati saranno rappresentati da 150 persone ognuno.

Con le due assemblee dei delegati e dei quadri prenderà l’avvio la consultazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro per giungere all’ approvazione delle due ipotesi siglate il 2 luglio e, infine, alla firma definitiva da apporre sul contratto della distribuzione cooperativa e sul contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi.

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8 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO CONFESERCENTI: SIGLATA IPOTESI DI CONTRATTO

Filcams Fisascat Uiltucs hanno siglato con Confesercenti, associazione imprenditoriale del commercio e del terziario, il nuovo contratto nazionale collettivo. Dopo le firme con Confcommercio e con le associazioni cooperative, si chiude, con Confesercenti, la tornata dei rinnovi contrattuali del commercio e del terziario.

Il contratto stabilisce 125 euro di aumento salariale a regime per il periodo 2003-2006 a cui vanno aggiunti i 14,46 euro erogati a gennaio 2003. In busta paga gli aumenti sono scaglionati con 35 euro questo mese, 37 euro da dicembre di quest’anno, 23 euro da luglio 2005, 30 euro da settembre 2006.

L’unatantum di 400 euro è pagata con 250 euro questo mese e con 150 euro a gennaio 2005.

L’aumento così definito, e nei tempi previsti dal protocollo del luglio ’93, è determinato dal recupero del differenziale dell’ inflazione per il biennio 2001-2002, recupero dell’inflazione reale 2003 al 2,5% e inflazione attesa per il 2004 pari al 2,3%, verifica entro marzo 2005 dell’andamento del biennio, stima per il biennio 2005-2006 di un tasso annuo del 2%.

Il contratto prevede l’informazione preventiva a livello aziendale per appalti, terziarizzazioni, esternalizzazioni, riorganizzazioni, utilizzo lavori atipici.

L’apprendistato è regolato sulla base della vecchia legge e prevede durate differenziate, da un minimo di 24 a un massimo di 48 mesi, a seconda dei livelli d’inquadramento limitato a 48 mesi e la quantità di conferma non deve essere inferiore al 70% per poter stipulare altri contratti in apprendistato. Migliora il trattamento malattia passando da 3 a 6 eventi morbosi all’anno, retribuiti al 60%.

I contratti d’inserimento: innanzitutto è stato chiarito cosa si intende con i due termini, specificazione necessaria poiché il contratto di inserimento comporta l’assunzione a due livelli sotto la qualifica normale e il reinserimento a un solo livello sotto, differenze sensibili anche nella durata del contratto; così come per la formazione, di 24 ore per l’inserimento e di 16 ore per il reinserimento; per questa tipologia icaso di assunzione a part-time l’orario non può essere inferiore al 50% del full-time e deve garantire il 60% di conferme.

I contratti a part-time: si confermano le vecchie norme, hanno precedenza nel passaggio a full-time e la possibilità di consolidare le ore di lavoro supplementare fatte nell’anno; sono regolate le clausole flessibili e elastiche e le percentuali di maggiorazione.

Sui contratti a tempo determinato si sono contenuti gli effetti devastanti della nuova legge, l’accordo prevede che i lavoratori assumibili siano, massimo, il 20% su base annua dei lavoratori in forza nell’unità produttiva; per l’avvio dell’attività sono previste, per dodici mesi, altre percentuali: 4 contratti per imprese fino a 15 dipendenti, 6 contratti per imprese da 16 a 30 dipendenti.

Somministrazione di lavoro a tempo determinato (ex lavoro interinale): massimo 15% all’anno rispetto all’organico in forza nell’unità produttiva; anche in questa tipologia l’avvio d’attività gode di altre percentuali: 2 contratti fino a 15 dipendenti, 5 contratti da 16 a 30 dipendenti.

L’insieme di contratti a termine e somministrazione di lavoro non può essere superiore al 28% all’anno dell’organico in forza per unità produttiva. La contrattazione di secondo livello regolerà i diritti di precedenza.

Sul piano dei diritti sindacali: ai fini del calcolo del monte ore, diritto d’assemblea e elezione Rus o nomina Rsa i lavoratori a part-time sono computati nel numero dei dipendenti unità intere.

Miglioramenti nei congedi per motivi familiari, i permessi per lutto, per infermità, i congedi per formazione.

Definito un codice sulle molestie sessuali; precisati i compiti della commissione nazionale per le pari opportunità, commissione che avrà competenza anche in materia di mobbing.

È introdotta l’assistenza integrativa sanitaria per tutti (migliorata per i quadri che già ne disponevano) con finanziamento a carico delle aziende: le quote sono (a partire dall’1.9.2005) di 10 euro al mese per i lavoratori a tempo pieno e di 7 euro al mese per i lavoratori a part-time.

Per quanto riguarda la previdenza integrativa (Marco Polo è il fondo contrattuale): dall’1.1.2005 la quota a carico delle aziende sarà pari all’1,05% calcolato sulla retribuzione utile per il computo del Tfr e dall’1.1.2006 salirà all’1,55%.

I lavoratori stranieri potranno cumulare le ferie del biennio.

Entro la fine di quest’anno un incontro tra le parti dovrà analizzare le figure professionali del settore per giungere a una nuova classificazione.

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2 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: SIGLATA IPOTESI DI CONTRATTO

Un negoziato che ha riservato molti colpi di scena. Una firma, quella della grande distribuzione, messa e ritirata. E infine la sigla posta sull’ ipotesi di contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi appena in tempo per revocare lo sciopero che avrebbe fermato il settore, soprattutto i punti vendita della Gdo, oggi e domani.

Infine, «grazie alla straordinaria mobilitazione e sostegno dei lavoratori e al lavoro delle strutture di Filcams Fisascat Uiltucs» – come affermano alla delegazione sindacale –, 1,8milioni di lavoratori hanno un nuovo contratto, che sarà in vigore da gennaio del 2003 a dicembre del 2006.

«Più che in passato – è il commento delle segreterie – il contratto del terziario ha assunto rilevanza e portata nazionale, dimostrando come le tre federazioni sindacali sappiano mantenere rapporti unitari e di fiducia reciproca anche nei momenti più difficili».

Il contratto stabilisce 125 euro di aumento salariale a regime per il periodo 2003-2006 a cui vanno aggiunti i 14,46 euro erogati a gennaio 2003. In busta paga gli aumenti sono scaglionati con 35 euro questo mese, 37 euro da dicembre di quest’anno, 23 euro da luglio 2005, 30 euro da settembre 2006.

L’unatantum di 400 euro è pagata con 250 euro questo mese e con 150 euro a gennaio 2005.

L’aumento così definito, e nei tempi previsti dal protocollo del luglio ’93, è determinato dal recupero del differenziale dell’ inflazione per il biennio 2001-2002, recupero dell’inflazione reale 2003 al 2,5% e inflazione attesa per il 2004 pari al 2,3%, verifica entro marzo 2005 dell’andamento del biennio, stima per il biennio 2005-2006 di un tasso annuo del 2%.

Il contratto prevede l’informazione preventiva a livello aziendale per appalti, terziarizzazioni, esternalizzazioni, riorganizzazioni, utilizzo lavori atipici.

L’apprendistato è regolato sulla base della vecchia legge e prevede durate differenziate, da un minimo di 24 a un massimo di 48 mesi, a seconda dei livelli d’ inquadramento limitato a 48 mesi e la quantità di conferma non deve essere inferiore al 70% per poter stipulare altri contratti in apprendistato. Migliora il trattamento malattia passando da 3 a 6 eventi morbosi all’anno, retribuiti al 60%.

I contratti d’inserimento: innanzitutto è stato chiarito cosa si intende con i due termini, specificazione necessaria poiché il contratto di inserimento comporta l’assunzione a due livelli sotto la qualifica normale e il reinserimento a un solo livello sotto, differenze sensibili anche nella durata del contratto; così come per la formazione, di 24 ore per l’inserimento e di 16 ore per il reinserimento; per questa tipologia icaso di assunzione a part-time l’orario non può essere inferiore al 50% del full-time e deve garantire il 60% di conferme.

I contratti a part-time: si confermano le vecchie norme, hanno precedenza nel passaggio a full-time e la possibilità di consolidare le ore di lavoro supplementare fatte nell’anno; sono regolate le clausole flessibili e elastiche e le percentuali di maggiorazione.

Sui contratti a tempo determinato si sono contenuti gli effetti devastanti della nuova legge, l’accordo prevede che i lavoratori assumibili siano, massimo, il 20% su base annua dei lavoratori in forza nell’unità produttiva; per l’avvio dell’attività sono previste, per dodici mesi, altre percentuali: 4 contratti per imprese fino a 15 dipendenti, 6 contratti per imprese da 16 a 30 dipendenti.

Somministrazione di lavoro a tempo determinato (ex lavoro interinale): massimo 15% all’anno rispetto all’organico in forza nell’unità produttiva; anche in questa tipologia l’avvio d’attività gode di altre percentuali: 2 contratti fino a 15 dipendenti, 5 contratti da 16 a 30 dipendenti.

L’insieme di contratti a termine e somministrazione di lavoro non può essere superiore al 28% all’anno dell’organico in forza per unità produttiva. La contrattazione di secondo livello regolerà i diritti di precedenza.

Sul piano dei diritti sindacali: chiarito un problema d’interpretazione che ostacolava l’elezione delle Rsu e ai fini del calcolo del monte ore, diritto d’assemblea e elzione Rus o nomina Rsa i lavoratori a part-time sono computati nel numero dei dipendenti unità intere.

Miglioramenti nei congedi per motivi familiari, i permessi per lutto, per infermità, i congedi per formazione.

Definito un codice sulle molestie sessuali; precisati i compiti della commissione nazionale per le pari opportunità, commissione che avrà competenza anche in materia di mobbing.

È introdotta l’assistenza integrativa sanitaria per tutti (migliorata per i quadri che già ne disponevano) con finanziamento a carico delle aziende: le quote sono (a partire dall’ 1.9.2005) di 10 euro al mese per i lavoratori a tempo pieno e di 7 euro al mese per i lavoratori a part-time.

Per quanto riguarda la previdenza integrativa (FonTe è il fondo contrattuale di settore): dall’1.1.2005 la quota a carico delle aziende sarà pari all’1,0 5% calcolato sulla retribuzione utile per il computo del Tfr e dall’ 1.1.2006 salirà all’1,55%.

I lavoratori stranieri potranno cumulare le ferie del biennio.

Entro la fine di quest’anno un incontro tra le parti dovrà analizzare le figure professio nali del settore per giungere a una nuova classificazione.

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2 luglio 2003

CONTRATTO COMMERCIO: NON CONOSCENZA DELLA REVOCA SCIOPERO
Comunicato delle segreterie nazionali

«In considerazione dell’avvenuta sottoscrizione dell’ipotesi di accordo Ccnl distribuzione commerciale, terziario e servizi, con il conseguente annullamento dello sciopero previsto per venerdì 2 e sabato 3 luglio, le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs chiariscono che i lavoratori e le lavoratrici che hanno aderito allo sciopero di venerdì 2 luglio in quanto non erano al corrente della revoca dello stesso, hanno la totale copertura sindacale e, pertanto, non possono in alcun caso essere considerati assenti ingiustificati, così come convenuto durante il confronto con la delegazione della Confcommercio.

«Qualsiasi atto intimidatorio delle direzioni aziendali nei confronti degli scioperanti dovrà essere immediatamente contrastato e denunciato come attività antisindacale».

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1 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: SOLIDARIETA’ DALLE FEDERAZIONI CGIL PER LO SCIOPERO DI VENERDI’ 2 E SABATO 3 LUGLIO

Solidarietà con la lotta dei lavoratori del commercio giungono dalle federazioni sindacali Cgil.

La Fp-Cgil, il sindacato dei dipendenti pubblici, invita i suoi iscritti ad astenersi dal fare spese durante lo sciopero del commercio di venerdì 2 e sabato 3 luglio.

«La Funzione Pubblica – afferma la lettera della segreteria inviata alla Filcams – è solidale con le lavoratrici ed i lavoratori del commercio in lotta per il rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro scaduto da ben 18 mesi. La scelta delle controparti, su pressione della grande distribuzione, di non chiudere la fase negoziale, pur in presenza di un accordo ormai raggiunto, è una provocazione che mette in discussione le regole negoziali stesse».

Anche l a segreteria nazionale Fiom ha invitato i suoi aderenti allo sciopero della spesa in solidarietà con i lavoratori del commercio.

«L’importanza della vertenza – dice una nota – non sta solo nell’impegno per la tutela del salario e per il miglioramento delle condizioni normative. Decisivo è il conflitto che si è aperto sulla richiesta delle imprese d i estendere ulteriormente la precarizzazione del lavor o con l’utilizzo della legge 30. La difesa del salario nei contratti nazionali, la lotta contro la precarizzazione del lavoro, sono temi che vedono impegnati i metalmeccanici. Per questo la solidarietà e l’appoggio alla vertenza del commercio non costituisce solo un atto dovuto, ma un impegno a proseguire nella lotta comune »

Le segreterie milanesi di Cgil Cisl Uil hanno espresso a loro volta solidarietà ai lavoratori del commercio e alle federazioni di categoria.

« Come forma di sostegno alla vertenza contrattuale delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, le s egreterie unitarie invitano tutte le la voratrici e i lavoratori, il 3 l uglio giornata nazionale di lotta per il contatto della categoria e il 4 Luglio giornata di apertura domenicale per i saldi a Milano, ad astenersi dalla spesa. I nvitano le associazioni dei consumatoiri a sostenere questa iniziativa ».

Anche Cesare Damiano, responsabile lavoro della Segreteria nazionale dei Ds, porge solidarietà ai lavoratori in lotta.

«Far saltare un accordo in dirittura d’arrivo è una cattiva politica. Soprattutto se questo capita per due volte di seguito». «Il settore del commercio – prosegue – da tempo sta aspettando il suo contratto, il cui mancato rinnovo indebolisce ulteriormente il potere d’ acquisto delle retribuzioni. In questo modo arriva, dal settore della grande distribuzione, un segnale negativo e controproducente a tutto il paese, di cui le imprese devono tenere conto: si nega il valore della concertazione, del ruolo negoziale; si nega l’esigenza di ridistribuire quote di profitto e di produttività a vantaggio del lavoro». «In questo modo – conclude – si aumentano le diseguaglianze e si inasprisce il conflitto sociale. I lavoratori hanno bisogno di certezze, le stesse di cui ha bisogno il paese per imboccare una strada di sviluppo qualitativo».

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1 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: RICATTATORIA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO MARONI. RISPONDONO CGIL CISL E UIL

Prese di posizione si sono susseguite sulle agenzie di stampa Ansa mercoledì 30 giugno tra il ministro del Lavoro Roberto Maroni e i segretari confederali di Cgil Cisl Uil sul contratto del commercio.

«Chiudere contratti collettivi escludendo le norme di riforma del mercato del lavoro è inconcepibile» ha dichiarato Maroni a proposito delle polemiche sulla rottura tra Confcommercio e sindacati sul rinnovo del contratto. «L’ho detto a Billè e Montezemolo – ha proseguito Maroni -, alcune associazioni hanno firmato accordi che escludono la legge Biagi. Questo è inconcepibile. È incomprensibile chiedere la riforma del mercato del lavoro e poi di fatto disapplicarla quando si fanno i contratti. A che gioco giochiamo? Mi sembra il paese dei balocchi all’incontrario». «Il tentativo della Cgil – ha detto ancora – non deve avere successo» . Secondo Maroni tenere fuori la riforma dai contratti «significa dare ragione a chi ha definito l’opera di Biagi un libro limaccioso» e « dare ragione a chi ha eliminato Marco Biagi». «Invito caldamente la Confcommercio – ha aggiunto – a non chiudere il contratto escludendo la legge Biagi». Sarebbe infatti – ha avvertito – un «tradimento» dell’opera del giuslavorista ucciso dalle Br e renderebbe «inutile» fare le

riforme. «Non si può chiedere di fare le riforme – ha concluso – e poi le parti non le applicano. Questo è un’allucinazione».

Alle dichiarazioni del ministro Maroni ha dapprima risposto il segretario della Uil Luigi Angeletti. «Sarebbe molto utile – ha detto il leader della Uil – che le vicende contrattuali non fossero strumentalizzate o utilizzate politicamente. Nella trattativa per il rinnovo del contratto del commercio si stanno negoziando le modalità di applicazione della legge, così come prevede lo stesso provvedimento e in coerenza ai rinvii che vengono fatti al confronto tra le parti sociali. I richiami del ministro, dunque sono fuori luogo, infondati e frutto di una pessima informazione».

«Le parole del ministro del Welfare – ha detto Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl – sull’introduzione delle norme della legge Biagi nei contratti collettivi sono un intervento a gamba tesa sull’autonomia contrattuale delle parti sociali sbagliato e sconcertante». «È sbagliato – sostiene – perché non risponde al vero che il contratto del commercio esclude la regolazione prevista dalla riforma ma accentua l’intervento su istituti più attinenti alla realtà del settore come il part-time, correggendo e migliorando alcune lacune della legge. È sconcertante perché cade nel momento decisivo della trattativa rischiando di condizionare pesantemente e strumentalmente i comportamenti» ;.

Per Carla Cantone, segretario confederale Cgil «L’intervento del ministro Maroni sull’invito alle associazioni degli imprenditori a non chiudere i contratti di lavoro escludendo la legge 30 (la riforma del mercato del lavoro detta anche “legge Biagi”) è giudicato dalla Cgil « intollerabile, spregiudicato e ricattatorio». «Per quello che ci riguarda – afferma il segretario confederale – non abbiamo mai condiviso la legge 30. Ci siamo sforzati nei contratti già firmati di contenere i guasti di quella riforma. L’intervento di Maroni di oggi è intollerabile, spregiudicato, ricattatorio e si assume la responsabilità di lasciare milioni di lavoratori senza contratto».

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1 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: VOLTAFACCIA DI CONFCOMMERCIO, CONFERMA SCIOPERO VENERDI’ 2 E SABATO 3 LUGLIO, ALTRE INIZIATIVE DI LOTTA

I segretari generali di Filcams Fisascat Uiltucs dichiarano:

«Dopo aver concluso l’ipotesi di accordo alle 4 di stamattina giovedì 1 luglio le aziende della Grande Distribuzione hanno chiesto una pausa di riflessione fino a lunedì, in presenza degli scioperi dichiarati per venerdì e sabato.

«È una provocazione a cui il sindacato risponde chiamando i lavoratori con determinazione allo sciopero già dichiarato.

«Dopo 18 mesi di trattativa la rottura si è consumata per “i giochi” della Grande Distribuzione che ha chiesto alcuni giorni di riflessione.

«Le federazioni Cgil Cisl Uil del Commercio, nel contestare l’ inaudito stop che contraddice ogni criterio possibile con cui le trattative si svolgono, considerano gravissimi i comportamenti adottati da Confcommercio e dalle catene commerciali».

Sono confermati gli scioperi di 8 ore di venerdi 2 luglio e sabato 3 luglio 2004.

Per i tre segretari generali i rapporti con le catene della Distribuzione Organizzata subiranno ripercussioni gravi e pesanti.

La Confcommercio – proseguono – ha dimostrato l’assoluta inaffidabilità nei comportamenti e nel rispetto degli affidamenti dati durante le fasi negoziali.

Ulteriori iniziative di lotta saranno assunte lunedì 5 luglio nel coordinamento nazionale convocato a Roma.

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23 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: POSIZIONE FILCAMS SU NOTA FISASCAT UILTUCS
Comunicato della segreteria

«La soluzione contenuta nel documento conclusivo scaturito dalla riunione del 22.6.2004 tra le segreterie confederali Cgil Cisl Uil e i segretari generali Filcams Fisascat Uiltucs conferma i contenuti e il percorso indicati nella circolare unitaria inviata alle strutture il 16 Giugno che prevedeva esplicitamente la convocazione della delegazione trattante per il giorno 24.6.2004.

«La Filcams giudica pertanto offensive oltre che inopportune le prese di posizione delle segreterie nazionali Fisascat e Uiltucs che strumentalizzano le decisioni adottate e il dibattito interno che hanno coinvolto l’intero gruppo dirigente della Filcams e non parte di esso.

«Il senso di responsabilità ci impone di superare la nostra indignazione in quanto l’obiettivo prioritario che perseguiamo con convinta determinazione rimane il rinnovo del Ccnl che interessa un milione e cinquecentomila lavoratori sui contenuti definiti.

«Per questa ragione la Filcams Cgil conferma tutti gli impegni assunti unitariamente a partire da oggi».

Cgil
Cisl
Uil

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22 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: INCONTRO SEGRETERIE CGIL CISL UIL E SEGRETARI FILCAMS FISASCAT UILTUCS
Comunicato delle segreterie

«Questa mattina si sono incontrate le segreterie confederali Cgil Cisl e Uil con i segretari di Filcams Fisascat e Uiltucs per valutare la delicata situazione creatasi nel rinnovo contrattuale del terziario/commercio.

«Dall’incontro è emerso che le OO.SS. considerano di grande importanza la conclusione positiva e unitaria del contratto di lavoro per un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori e ribadiscono altresì che il negoziato si è sempre svolto nel rispetto delle regole dell’accordo del 23 luglio 1993.

«Sulla base di queste considerazioni Fisascat e Uiltucs ritengono opportuno sospendere la trattativa prevista per oggi e auspicano la ripresa unitaria del negoziato nella giornata del 23 giugno, a conclusione del comitato direttivo della Filcams».

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28 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: MOBILITAZIONE E PREPARAZIONE DELLO SCIOPERO DI VENERDI’ 2 E SABATO 3 LUGLIO

Filcams Fisascat Uiltucs e le Rsu/Rsa del commercio sono im piena mobilitazione dopo la rottura tra le parti al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto distribuzione commerciale, terziario e servizi.

Venerdì 25 e sabato 26 i primi scioperi.

Genova : venerdì, scioperi e assemblee in Coin, Metro, Upim, Ikea, Rinascente, MercatoneUno, Castorama; sabato Oviesse.

Lombardia: Milano : sabato sciopero Coin di piazza Cinque Giornate con presidio e volantinaggio; Carugate: Oviesse sciopero ultima ora part-time e full-time; Corsico : Ikea, due ore fine turno venerdì e sabato; sciopero sabato alle filiali Esselunga di Milano, Baranzate, Garbagnate; Milano: Coin Cantore e Rinascente Certosa sabato due ore di sciopero; Cinisello: Metro, un’ora alla fine di ogni turno; Milano San Siro : venerdì e sabato varie fermate; Assago : Carrefour, un’ora sabato alla fine di ogni turno; Carugate : Ikea, due ore venerdì e due ore sabato; Carugate: Cgt, fermata alla notizia della rottura alla trattativa; Milano Loreto e via Vercelli : Coin, due ore sabato; Milano : Rinascente Duomo sabato due ore sciopero; Milano : Upim S.Babila, Loreto, via Torino, sciopero venerdì alla notizia della rottura trattativa; Cologno e Milano : Sma due ore sciopero sabato; Milano : Upim piazzale Corvetto due ore sabato; Milano: Pam via Foppa due ore sabato; Pam piazzale Loreto un’ora venerdì; Brescia : sabato, 8 ore di sciopero nella grande distribuzione.

Scioperi e assemblee sabato in tutti i negozi Coin del Friuli Venezia Giulia.

Venerdì a Bologna sciopero alla Cgt.

In Toscana e Marche , venerdì sciopero ultime ore turno in Coin, Standa, Esselunga di Firenze; Pesaro astensione dal lavoro domenicale, presidi nei centri commerciali.

Lazio : sabato scioperi dalle due alle quattro ore in tutti i negozi della grande distribuzione; assemblee e volantinaggi in Auchan, Coin, Carrefour-Gs, Panorama, Prenatal; mercoledì 30 attivo unitario regionale delle federazioni del terziario, grande distribuzione e settore concessionarie automobilistiche; giovedì 1 luglio assemblee; venerdì 2 luglio sciopero generale regionale della distribuzione commerciale e del terziario; sabato 3 sciopero nazionale; nella settimana dal 5 al 10 luglio utilizzo delle ore a disposizione per scioperi territoriali.

Abruzzo : attivo unitario regionale; sabato 3 luglio manifestazione e presidio all’ ;Auchan Aeroporto di Pescara.

Napoli : sabato 26 scioperi con manifestazioni e assemblee in Auchan, Coin, Carrefour, Upim, Rinascente.

In tutte le regioni nel corso della settimana assemblee per preparare lo sciopero di sabato 3 luglio.

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25 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO (3): «IL MONDO CONFCOMMERCIO E’ DIVISO»

I segretari di Filcams Fisascat Uiltucs, I. Corraini, G. Baratta e B. Boco, commentano così il colpo d’ala nel negoziato del contratto commercio:

«Le cosiddette divisioni sorte nei giorni scorsi nel sindacato e subito appianate, sono invece profonde e articolate nel mondo Confcommercio.

«Molte grandi imprese, pensando erroneamente che questo contratto fosse un’occasione per massacrare i diritti dei lavoratori, si sono illuse di poter avere, attraverso il rinnovo del contratto, cose giudicate dal sindacato irricevibili già da molti mesi.

«L’esito della vertenza è ora affidato al sindacato, ai lavoratori e alle lavoratrici e alla loro capacità di mobilitazione».

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25 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO (2): «CONFCOMMERCIO HA RITIRATO LA DISPONIBILITA’ ALL’INTESA»
Comunicato delle segreterie Filcams Fisascat Uiltucs

«Nell’incontro previsto per siglare il rinnovo del Ccnl distribuzione commerciale, terziario e servizi, Confcommercio ha ritirato la propria disponibilità all’intesa.

«I rappresentanti delle imprese della grande distribuzione avrebbero giudicato l’intesa troppo onerosa sia per i costi salariali, sia per le normative in materia di part-time, apprendistato e contratti a termine».

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25 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: «CONFCOMMERCIO SI RIMANGIA TUTTO, CONTRATTO IN ALTO MARE»
Comunicato delle segreterie Filcams Fisascat Uiltucs

«Oggi, venerdì 25 giugno, Filcams Fisascat Uiltucs si sono incontrate con Confcommercio per la sigla dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl distribuzione commerciale, terziario e servizi scaduto da oltre 18 mesi.

«L’incontro faceva seguito a tre giorni di trattative serrate.

«La Confcommercio nel verificare con le proprie associazioni l’esito del negoziato è stata da queste smentita e contestata.

«In particolare i rappresentanti della grande distribuzione si sono distinti nell’assumere le posizioni più oltranziste contro le soluzioni negoziali prospettate.

«Le segreterie nazionali di Filcams Fisascat Uiltucs hanno proclamato 24 ore di sciopero di cui 8, ovvero l’intero turno di lavoro per tutto il settore commercio, terziario e servizi, da realizzarsi venerdì 2 o sabato 3 luglio, e altre 16 ore a disposizione delle strutture territoriali e delle Rsu/Rsa da realizzarsi puntovendita per puntovendita della grande distribuzione a partire da oggi, venerdì 25».

(25-6-2004) Contratto Commercio (2): «Confcommercio Ha Ritirato La Disponibilita’ All’Intesa»
(25-6-2004) Contratto Commercio (3): «Il Mondo Confcommercio E’ Diviso»

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24 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: PER LE TRE FEDERAZIONI «OBIETTIVO PUNTARE ALLA CHIUSURA»

Nella notte Confcommercio Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs Uil hanno ripreso il negoziato registrando importanti passi avanti anche se ancora vi sono evidenti differenze su alcuni punti cruciali.

Esistono ancora divergenze sul salario da erogare nei due bienni, così come previsto dall’accordo di luglio 1993, in particolare il secondo biennio vede le parti ancora distanti nel valutare l’inflazione da concordare.

Sul resto si registrano soluzioni ritenute congrue tra le parti su apprendistato, previdenza integrativa, assistenza integrativa, miglioramento di alcuni diritti e relazioni sindacali compresa l’annosa vicenda della modalità di elezione delle RSU e delle RSA. Mentre si registrano ancora distanze sul mercato del lavoro, in particolare sui contratti a termine e part time.

I tre segretari generali esprimono moderata soddisfazione sui passi avanti compiuti, giudicando superate le articolazioni registrate tra le stesse OO.SS. nei giorni scorsi.

La trattativa riprenderà oggi, giovedì 24, alle ore 18.00 con l’obiettivo presumibile di puntare alla chiusura del negoziato.

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18 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: LA FILCAMS HA CHIESTO DI SOSPENDERE GLI INCONTRI FINO AL 24. COMITATO DIRETTIVO IL 22 E 23
Comunicato della segreteria nazionale Filcams

«Martedì 15 giugno abbiamo deciso assieme alla delegazione trattante della Filcams Cgil e ai segretari regionali presenti, a larghissima maggioranza, di sospendere e rinviare la manifestazione e lo sciopero del 19 giugno.

«Le ragioni stanno nel fatto che, a fronte di una indisponibilità della Confcommercio di dare una risposta positiva ad una richiesta qualificante in merito al salario, ovvero la riaffermazione in termini di contenuti sostanziali e di regole dell’accordo del 23 luglio, non si è riusciti a convenire unitariamente il mantenimento dell’iniziativa prevista per sabato 19.

«Il senso di responsabilità ci ha portati ad acconsentire alla sospensione e al rinvio dell’iniziativa e di tenere aperto il negoziato con un appuntamento fissato unitariamente e con la controparte per giovedì 24 giugno, come già informato con il precedente comunicato.

«In questa fase la Filcams, a fronte della delicatezza del momento e delle problematiche in campo, ha ritenuto utile da un lato la prosecuzione dei confronti in sede tecnica e dall’altro attuare una propria pausa di riflessione da qui al 24. Pausa di riflessione per la quale già è previsto un importante appuntamento con il Comitato direttivo nazionale di martedì 22 e mercoledì 23 giugno, chiedendo pertanto la sospensione dei confronti in sede politica fino a quella data.

«Fisascat e Uiltucs non hanno acconsentito a questa pausa di riflessione chiedendo comunque la continuazione del negoziato in modo serrato anche prima del 24.

«La Confcommercio, da parte sua, ha comunque ritenuto di fissare un nuovo incontro per lunedì 21 giugno alle ore 11.30 auspicando un ripensamento della Filcams.

«La Filcams dà un giudizio estremamente negativo di questi comportamenti.

«La Filcams conferma la necessità della propria riflessione interna e quindi la sua indisponibilità all’incontro di lunedì 21 giugno mentre riconferma la disponibilità all’incontro concordato per giovedì 24».

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16 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: LE TRATTATIVE PRODUCONO ALCUNI RISULTATI, SOSPESO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE DI SABATO 19

Le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno sospeso lo sciopero di sabato 19 giugno e la contemporanea manifestazione nazionale in programma a Roma.

Negli incontri con Confcommercio proseguiti fino a ieri, martedì 15, sono emersi alcuni risultati che i sindacati hanno valutato positivamente.

Un incontro di commissione tecnica vi sarà oggi, mercoledì 16, nel pomeriggio.

«In ragione della continuazione della trattativa – hanno comunicato le segreterie nazionali alle strutture territoriali – sono momentaneamente sospesi e rinviati lo sciopero e la manifestazione prevista per il 19 giugno».

Giovedì 24 giugno la delegazione unitaria si riunirà per fare il punto sulla trattativa.

Anche per il contratto distribuzione cooperativa è proseguito il negoziato. È di ieri l’ultimo incontro con le centrali cooperative.

I sindacalisti attribuiscono «alla mobilitazione e alla pressione esercitata su Confcommercio, sulle centrali coopertive e su Confesercenti, se un confronto asfittico comincia a produrre dei risultati».

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11 giugno 2004

CONTRATTO COMMERCIO: PREPARATIVI SCIOPERO 19 GIUGNO E MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Partirà alle 9,30 da piazza Bocca della Verità, la manifestazione nazionale di sabato 19 giugno convocata a Roma in appoggio alla trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro della distribuzione commerciale, terziario e servizi, e si concluderà in piazza Navona dove parleranno Ivano Corraini, Gianni Baratta e Brunetto Boco, segretari generali di Filcams, Fisascat, Uiltucs.

Lo stesso giorno sciopereranno le aziende che lavorano sei giorni su sette (in pratica i punti vendita della distribuzione commerciale), mentre venerdì 18 giugno scioperano le aziende che lavorano cinque giorni su sette (i magazzini della logistica, le aziende dei servizi).

Alla giornata di sciopero nazionale aderisce tutto il mondo del commercio e dei servizi. Dopo la proclamazione da parte della delegazione che conduce la trattativa con Confcommercio, è seguita la proclamazione dello sciopero delle aziende della distribuzione cooperativa, e in seguito all’incontro del 3 giugno anche la delegazione che tratta con le aziende di Confesercenti ha aderito alla giornata di sabato 19. Allo sciopero partecipano anche le aziende della distribuzione farmaceutica, settore per il quale saranno garantiti i servizi minimi essenziali così come previsto dalla legge.

Intanto i sindacati territoriali e le rappresentanze sindacali aziendali stanno preparando la riuscita dello sciopero e della manifestazione nazionale.

Volantini sono distribuiti davanti ai magazzini per informare i clienti dello sciopero e per spiegarne le ragioni.

«I commercianti – dice il volantino – piangono perché sono diminuiti i consumi e chiedono al governo che attui politiche che ne favoriscono il rilancio. C’è un solo modo per rilanciare i consumi: aumentare gli stipendi e stabilizzare i rapporti di lavoro». Dunque, i lavoratori del commercio – dicono i sindacati – sono oggi, come tutti i lavoratori italiani, in una condizione di “salario corto”. «Se i commercianti si lamentano cosa dovremmo dire noi che facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese e cosa dovrebbero dire quelle centinaia di migliaia di giovani e donne ai quali nessuna banca concede un prestito perché hanno rapporti di lavoro precari?»

Per quanto riguarda la partecipazione alla manifestazione di Roma, le federazioni territoriali di Filcams Fisascat Uiltucs stanno predisponendo i trasporti. Dal Veneto, dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia, da Napoli e dalla Sicilia vi saranno treni speciali. Pullman partiranno dalle altre regioni e dalle zone più periferiche.

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25 maggio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: MOBILITAZIONE E SCIOPERO DEL 19 GIUGNO, I PUNTI DEL DISACCORDO

Le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno deciso le modalità dello sciopero nazionale di sabato 19 giugno nelle aziende della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi. Lo sciopero, proclamato mercoledì 19 al termine dell’incontro con Confcommercio, è la risposta della delegazione sindacale «ai comportamenti assolutamente inaccettabili di Confcommercio in tutte le sue componenti settoriali.»

Lo sciopero nazionale è proclamato per l’intero turno di sabato 19 per le aziende che lavorano su 6 giorni; per l’intero turno di venerdì 18 per le aziende che lavorano su 5 giorni (per il commercio si tratta essenzialmente della logistica, dei depositi, ecc.).

È programmata una manifestazione nazionale a Roma.

Altre 4 ore di sciopero sono a disposizione dei sindacati territoriali per iniziative particolarmente finalizzate alla GDO, la grande distribuzione organizzata, la componente di Confcommercio che più di altre «ha operato per la dilazione dei tempi del negoziato».

Il contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi – ricordano le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs – è scaduto da 17 mesi e le trattative, interrotte da due giornate di sciopero nazionale, sono in corso da 8 mesi. Tuttavia, le trattative in plenaria e nelle commissioni tecniche, e nonostante le impegnative dichiarazioni di Confcommercio, «hanno fatto emergere notevoli distanze su diversi punti del negoziato e in particolare sul tema del salario e del mercato del lavoro».

In conseguenza di tale valutazione, «le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs, viste le posizioni assunte da Confcommercio, hanno espresso la loro grande insoddisfazione al tavolo del negoziato, e seppur disponibili a proseguire la trattativa il 25 e 28 maggio e per altri appuntamenti eventualmente definiti, hanno manifestato la loro volontà di attuare ogni iniziativa e azione di lotta reputata necessaria.

«Solo una conclusione positiva del negoziato prima del 19 giugno potrà annullare lo sciopero».

I punti sui quali i sindacati manifestano il loro disaccordo :

salario : Confcommercio ha proposto che l’accordo salariale duri 4 anni (anziché due bienni) e offerto 100 euro tutto compreso, persino la quota dovuta per l’assistenza integrativa (la richiesta sindacale è di 107 euro per il biennio). «Prendere quattro e pagare due» è il commento della delegazione;

mercato lavoro e part-time : Confcommercio aveva dichiarato di non essere interessata all’applicazione della legge di riforma del lavoro al di fuori di un accordo tra le parti sociali; in realtà l’ultima posizione espressa sul part-time è di pura e semplice applicazione della legge privilegiando la contrattazione individuale; sempre sul part-time, Confcommercio chiede la cancellazione delle norme previste dal Ccnl intorno al diritto di precedenza e ai passaggi da part-time a full-time e viceversa;

apprendistato : anche qui Confcommercio chiede la cancellazione di norme contemplate dal contratto, quali l’annullamento della proporzione numerica tra dipendenti e apprendisti, l’aumento generalizzato dei periodi previsti e l’estensione dell’istituto a tutte le figure professionali mentre attualmente è riservato ai livelli centrali.

I lavoratori interessati al contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi sono 1,8 milioni.

Nel settore agiscono altri due contratti nazionali: quello della distribuzione cooperativa firmato con le centrali cooperative (62mila dipendenti e una presenza particolarmente importante nel food e nei prodotti freschi), e quello firmato con Confesercenti, stesso spettro di presenze di Confcommercio ma caratterizzato dalle piccole e medie dimensioni degli esercizi commerciali.

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20 maggio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: TRATTATIVA INCONSISTENTE: SCIOPERO 19 GIUGNO

La trattativa di mercoledì 19 tra Filcams Fisascat Uiltucs e Confcommercio per rinnovare il contratto nazionale del commercio, terziario e servizi si è risolta con la proclamazione di una giornata di sciopero per sabato 19 giugno.

Una manifestazione nazionale è stata convocata per lo stesso giorno a Roma.

La delegazione di Confcommercio si è presentata con una proposta che Ivano Corraini, segretario della Filcams, ha giudicato «indigeribile» .

Confcommercio si è presentata al tavolo offrendo 100 euro per l’intera durata quadriennale del contratto. La richiesta sindacale è di 107 euro per il biennio 2003-2004.

«Una proposta di questo genere – è la reazione della delegazione sindacale – copre a mala pena la perdita di salario per l’inflazione passata e dunque pretende di realizzare un contratto a zero lire».

«È poi inaccettabile la volontà di Confcommercio di applicare la legge 30, che riforma il mercato del lavoro, cancellando accordi e diritti contrattuali già in essere».

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10 maggio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: NUOVE LOTTE PER SMUOVERE CONFCOMMERCIO
Dichiarazione di Maurizio Scarpa, della Segreteria nazionale Filcams, sul rinnovo del contratto commercio, terziario e servizi

«Da troppi mesi Confcommercio sta trascinando il confronto sul rinnovo del contratto nazionale del commercio, del terziario e dei servizi, senza che ancora sia ipotizzabile una chiusura positiva in tempi rapidi.

«A più di 16 mesi dalla scadenza del vecchio contratto non è più possibile continuare in una situazione di stallo, senza che siano prese adeguate iniziative di lotta incisive con le quali, attraverso la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, rompere l’intransigenza delle imprese. Intransigenza che è ancor più pericolosa perché non esplicita, ma nascosta dietro la pratica di chi elude le richieste contenute nella piattaforma sindacale, con l’obiettivo di attuare rigidamente le devastanti leggi sul mercato del lavoro e sulle precarietà emanate dal governo Berlusconi.

«Già dal mese di marzo come Segreteria unitaria abbiamo preso la decisione di effettuare 16 ore di sciopero, di cui solo 4 attuate in concomitanza dello sciopero confederale del 26 marzo. Occorre dare immediatamente seguito a quella decisione prevedendo al più presto un nuovo momento di lotta e di mobilitazione, anche attraverso una grande manifestazione nazionale.

«E’ evidente che il perdurare di una situazione in cui l’iniziativa sindacale è limitata al tavolo negoziale, non può che preludere a risultati tutt’altro che soddisfacenti per le aspettative dei lavoratori e delle lavoratrici».

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3 maggio 2004

«Il negoziato – precisano le segreterie – non è ancora decollato»
CONTRATTO COMMERCIO: INCONTRI DI COMMISSIONE E TRATTATIVA PLENARIA MERCOLEDI’ 19

Mercoledì 19 maggio le delegazioni plenarie di Filcams Fisascat Uiltucs e di Confcommercio si incontreranno per proseguire la trattativa sul contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi.

Dopo la ripresa del confronto il 19 aprile, le delegazioni hanno stilato un calendario degli appuntamenti che vede, oltre all’incontro in plenaria, la riunione delle commissioni tecniche il 6 e l’11 maggio attorno a temi quali mobbing, congedi parentali, pari opportunità, e un incontro di delegazione ristretta il 17 maggio.

Con una circolare alle strutture, le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno reso noto che Confcommercio ha consegnato alla delegazione sindacale un documento con il quale viene riconfermata la volontà di «proseguire le trattative per fare entrare il negoziato in una fase più stringente».

«Sul tema del mercato del lavoro – prosegue ancora la nota – Confcommercio ha dichiarato di essere poco interessata al lavoro a chiamata e alla somministrazione a tempo indeterminato».

La delegazione sindacale si è detta disponibile «a trovare soluzioni in un’ottica di regole, diritti individuali e collettivi contrattati come è sempre stato nei rinnovi contrattuali con Confcommercio».

Le segreterie hanno tuttavia ribadito che «il negoziato non è ancora decollato» e dunque si conferma lo stato di mobilitazione.

Le federazioni regionali e provinciali di Filcams Fisascat Uiltucs hanno organizzato diverse manifestazioni davanti ai magazzini il 24 aprile e nei giorni precedenti il 1° maggio nell’ambito della «Giornata del contratto nazionale» e per protestare contro i permessi di apertura concessi dai sindaci per le due giornate di festa civile.

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11 marzo 2004

SCIOPERO 26 MARZO: NEL COMMERCIO SARA’ PER L’INTERA GIORNATA

Sarà per l’intera giornata lo sciopero di venerdì 26 marzo nelle aziende della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi.

Le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno deciso in tal senso per marcare in modo significativo la partecipazione del settore terziario allo sciopero generale di 4 ore proclamato da Cgil Cisl Uil «per una diversa politica economica e per lo sviluppo del Paese».

La decisione di portare a otto ore lo sciopero generale proclamato dalle confederazioni, dicono Filcams Fisascat Uiltucs, è dovuta dal fatto che «ad oggi tutti i problemi del rinnovo del contratto commercio, terziario, servizi sono aperti, nessuno escluso». «Siamo di fronte – aggiungono – a un contratto scaduto da 15 mesi. Al tavolo della trattativa Confcommercio e Faid (l’associazione delle aziende della grande distribuzione) hanno mantenuto posizioni rigide, in particolare sul mercato del lavoro. Pretendono orari ancora più flessibili di quelli attuali e un’ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro. Sull’aumento salariale non hanno ancora avanzato alcuna proposta. Posizioni, quelle della controparte, che hanno già provocato una giornata di sciopero lo scorso 20 dicembre».

Nei volantini che pubblicizzano i motivi dello sciopero, e che saranno distribuiti anche ai clienti dei magazzini e non solo ai lavoratori, Filcams Fisascat Uiltucs scrivono: «Non chiediamo la luna! Chiediamo un aumento salariale di 107 euro, chiediamo di rendere il lavoro più stabile, regole precise per gli orari part-time e che la flessibilità sia regolata e contrattata, chiediamo di essere informati preventivamente quando l’azienda intende cedere a terzi lavorazioni».

«I commercianti – scrivono – si lamentano perché sono calati i consumi, ma l’unico modo per far sì che riprendano è aumentare i salari e rendere maggiormente stabili i rapporti di lavoro. I commercianti dimenticano che le entrate straordinarie venute dal cambio lira-euro hanno determinato un aggravio di costi a carico delle famiglie».

Una vasto programma di assemblee è previsto in tutto il settore per mobilitare i lavoratori attorno al rinnovo del contratto nazionale e alla necessità dello sviluppo.

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5 febbraio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: CONFRONTO INTERROTTO: DECISE ALTRE OTTO ORE DI SCIOPERO
Comunicato delle segreterie Filcams Fisascat Uiltucs

«1.800.000 lavoratrici e lavoratori del terziario, distribuzione e servizi, attendono da oltre un anno il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Il confronto con Confcommercio si è interrotto il 26 novembre 2003.

Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno deciso ulteriori otto ore di sciopero per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che si aggiungono a quelle precedentemente dichiarate.

Stante il permanere di questa situazione e in considerazione del fatto che, a tutt’oggi, non vi sono sostanziali novità nel merito delle trattative per il rinnovo del Ccnl, le segreterie nazionali hanno deciso di effettuare otto ore di sciopero entro la fine del mese di marzo, mentre le altre otto ore verranno decise successivamente.

Le modalità attuative saranno definite dalle segreterie nazionali nelle prossime settimane».

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16 dicembre 2003

CONTRATTO COMMERCIO: ASSEMBLEE DEI LAVORATORI E VOLANTINI AI CLIENTI PER LO SCIOPERO DI VENERDI’ E SABATO

Con una vasta mobilitazione di lavoratori in assemblea, Filcams Fisascat Uiltucs stanno preparando lo sciopero nei grandi magazzini, nei supermercati e nella distribuzione commerciale in genere, di sabato 20 (e venerdì 19 per i negozi che lavorano su cinque giorni).

La giornata di sciopero è la risposta delle federazioni sindacali a un confronto, per il rinnovo del contratto nazionale del commercio, terziario e servizi scaduto da dodici mesi, che, dicono i sindacati, «si è rivelato assai deludente, ha misurato distanze notevoli tra le nostre richieste e le risposte delle controparti e, incontro dopo incontro, non ha evidenziato novità».

Alla giornata di sciopero sono interessate tutte le aziende aderenti a Confcommercio e a Confesercenti.

Un’altra giornata di sciopero sarà messa in calendario a seconda che Confcommercio e Confesercenti, a gennaio, riprendano o meno il negoziato.

Ma per i sindacati, la mobilitazione dei lavoratori non basta. Terminata la fase delle assemblee, è iniziato il volantinaggio ai clienti. Intendono spiegare perché si troveranno in difficoltà nel fare compere il sabato che precede le feste natalizie.

«Riteniamo doveroso informarvi – dice il volantino – che quel giorno potreste trovare il negozio chiuso o comunque dei disservizi per i quali ci scusiamo». «Vi informiamo perché possiate organizzarvi», e se voleste dimostrarci la vostra solidarietà, prosegue, potreste decidere, sabato 20, di «non fare la spesa».

Varie manifestazioni sono previste sabato e venerdì alle sedi delle associazioni provinciali del commercio.

A Roma lo sciopero sarà concentrato nella giornata di venerdì per permettere un presidio continuo dei lavoratori davanti alla sede della Confcommercio nazionale in piazza Belli.

Anche i cash & carry Metro Italia sciopereranno venerdì così che delegazioni da tutti i magazzini della Penisola possano stabilire un presidio alla sede centrale a San Donato Milanese. I lavoratori del gruppo Metro sono nello stesso tempo impegnati nel rinnovo del contratto integrativo: trattativa che da tempo gira a vuoto.

Venerdì 19, infine, sciopero delle farmacie municipalizzate e speciali. Anche in questo caso alla base dell’agitazione il contratto nazionale scaduto da dodici mesi. Saranno rigorosamente rispettate le modalità e i vincoli del diritto di sciopero.

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27 novembre 2003

CONTRATTO COMMERCIO: 16 ORE DI SCIOPERO: IL 20 DICEMBRE INTERA GIORNATA
Comunicato delle segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs

Le Segreteria Nazionali di Filcams, Fisascat, Uiltucs, riunitesi al termine dell’incontro con Confcommercio, effettuato il 26 novembre, considerando negativamente lo stato del negoziato confermano la proclamazione delle 16 ore di sciopero.

Nonostante vari incontri e qualche “timida” disponibilità, Confcommercio si è limitata a rimarcare il fatto che occorre principalmente discutere dei temi legati al mercato del lavoro e che se le OO.SS. rispondono positivamente alle loro richieste d’applicazione del decreto n. 276/03 ciò potrà creare, forse, le condizioni di scambio affinché possano rispondere positivamente ad alcune delle nostre richieste. La loro logica quindi è quella di scambiare flessibilità, introducendo anche nuove tipologie di lavoro (somministrazione a tempo indeterminato per il caricamento dei banchi, logistica ecc., lavoro a chiamata), per ridurre i costi. Intendono quindi applicare la nuova legge sul mercato del lavoro, ma anche quella sull’orario di lavoro che loro legano strettamente al lavoro domenicale e festivo e pensano che l’introduzione del sostegno al reddito nelle funzioni da attribuire agli enti bilaterali, si possa attuare, ma solo nella logica prevista dal disegno di legge 848 bis.

Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, nel ribadire i contenuti previsti dalla piattaforma rivendicativa, precisano che non si tratta di effettuare un accordo interconfederale sul mercato del lavoro, ma di rinnovare un CCNL scaduto da 11 mesi, nella consapevolezza che alcune materie previste dal Dlgs. N 276, andranno valutate nel contesto delle richieste presentate in piattaforma e rimarcano la necessità che le parti sociali esercitino “quel ruolo” che da sempre ha contraddistinto i rinnovi contrattuali, riconoscendo il primato della contrattazione.

Per queste motivazioni le segreteria nazionali hanno indetto un’intera giornata di sciopero per sabato 20 dicembre per le imprese che operano su sei giorni e venerdi 19 dicembre per quelle che operano su cinque giorni, lasciando la facoltà alle segreterie regionali di accorpare eventualmente lo sciopero nella giornata del 19 qualora intendessero effettuare iniziative esterne quali presidi alle ASCOM, ecc.

Il 1° dicembre si riunirà la delegazione trattante plenaria per effettuare un’ulteriore valutazione dello stato del negoziato e delle iniziative di lotta.

Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, chiedono ai cittadini d’essere solidali con i lavoratori del Commercio, che sono 1.600.000, non effettuando acquisti nei giorni sopra indicati.

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12 novembre 2003

CONTRATTO COMMERCIO: POSIZIONI LONTANE, MOBILITAZIONE
Comunicato delle segreterie Filcams Fisascat Uiltucs

Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat, Uiltucs, unitamente alla delegazione nazionale trattante, a seguito degli incontri effettuati in relazione al rinnovo del CCNL, hanno deciso lo stato di mobilitazione attraverso assemblee in tutti i luoghi di lavoro e un pacchetto di 16 ore di sciopero da effettuarsi con le seguenti modalità: 8 ore entro il 15 dicembre e altre 8 la cui data sarà definita in una riunione apposita della delegazione plenaria entro la fine del mese di novembre.

Nonostante vari incontri, Confcommercio si è limitata a rimarcare il fatto che occorre principalmente discutere dei temi legati al mercato del lavoro, anche a seguito di quanto previsto dal decreto legislativo n. 276, senza dare risposte di merito ai contenuti della piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali.

Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat, Uiltucs considerano negativamente lo stato del negoziato, precisano che non si tratta di effettuare un accordo interconfederale sul mercato del lavoro, ma di rinnovare un CCNL scaduto da 11 mesi, nella consapevolezza che alcune materie previste dal dlgs n. 276, andranno valutate nel contesto delle richieste presentate in piattaforma e rimarcano la necessità che le parti sociali esercitino “quel ruolo” che da sempre ha contraddistinto i rinnovi contrattuali, riconoscendo il primato della contrattazione.

Sono previsti altri due incontri per i giorni del 17 e 18 novembre. Qualora da questi incontri non emergessero sostanziali novità, si attueranno le iniziative di mobilitazione con le modalità previste.

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10 settembre 2003

CONTRATTO COMMERCIO: PRIMO INCONTRO, ILLUSTRATA PIATTAFORMA

Primo incontro di Filcams Fisascat Uiltucs con Confcommercio per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del terziario, distribuzione e servizi. Le organizzazioni sindacali hanno illustrato la piattaforma rivendicativa.

Al termine le parti hanno formato una commissione tecnica e definito una sessione di incontri.

La commissione si riunirà il 18 settembre, il 24 settembre e il 1° ottobre.

Il 10 ottobre riunione della delegazione trattante.

Il 16 ottobre incontro in seduta plenaria.

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16 aprile 2003


CONTRATTO COMMERCIO: I COMMENTI DEI SEGRETARI DI FILCAMS FISASCAT UILTUCS

Un ordine del giorno di sostegno al negoziato in corso per il rinnovo del contratto nazionale del turismo è stato votato dall’assemblea dei Quadri e delegati del terziario in occasione del varo della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale.

La Consulta nazionale Quadri esprime soddisfazione per la conclusione dell’ assemblea e per una piattaforma che pone nella giusta luce i problemi dei Quadri.

Ivano Corraini, segretario generale Filcams, si dice soddisfatto per " l’approdo unitario così largo e per un’assemblea che ha costruito una piattaforma all’altezza della difesa e della valorizzazione del contratto nazionale, sotto attacco da parte di Confindustria e del governo".

Gianni Baratta, segretario generale Fisascat, afferma che "il varo della piattaforma dimostra che se si lavora nell’interesse superiore dei lavoratori e del settore che in quanto sindacati rappresentiamo, è possibile, rimanendo coerenti, trovare soluzioni che non snaturano le posizioni delle singole organizzazione"

Bruno Boco, segretario generale Uiltucs, dice che "abbiamo varato una piattaforma unitaria, ma è normale che sia così, e parlo di normalità perché, nonostante le difficoltà del momento, il varo di piattaforme unitarie deve tornare a essere normale per tutti, così come le conclusioni unitarie"

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16 aprile 2003

CONTRATTO COMMERCIO: ASSEMBLEA QUADRI E DELEGATI VARA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

L’assemblea nazionale dei Quadri e dei delegati del terziario, distribuzione e servizi di Filcams Fisascat Uiltucs (15 e 16, Montecatini Terme) ha varato la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto di lavoro nelle imprese del commercio, del terziario e dei servizi aderenti a Confcommercio e Confesercenti. Quello del commercio, con 1milione e 800mila lavoratori, è il più importante contratto del terziario privato.

L’assemblea nazionale è stata preceduta da una vasta consultazione dei lavoratori sulla ipotesi di piattaforma. L’assemblea ha discusso e votato gli emendamenti presentati dalle Rsu e dai sindacati territoriali.

La piattaforma è costruita sulla conferma della «validità del contratto nazionale di settore quale strumento capace di fornire alle parti sociali il complesso di norme e regole necessarie per affrontare i processi di trasformazione e internazionalizzazione e di regolare, migliorandole, le condizioni di lavoro». In questo contesto, i sindacati ribadiscono la piena validità dei due livelli di contrattazione, con la necessità ; dell’effettivo esercizio della contrattazione aziendale o territoriale, così che il contratto nazionale possa diventare «lo strumento di regole e principi generali» e possa cogliere «il decentramento istituzionale in atto».

E ancora, nel rendere esplicite le basi che fondano la piattaforma, in premessa si «stigmatizza come, a differenza del passato, i tassi di inflazione programmati non sono stati oggetto di valutazione congiunta tra le parti, ma di decisione unilaterale».
Nel merito della piattaforma assumono maggiore significato:

i temi delle relazioni sindacali e dei diritti : si chiede il diritto all’informazione preventiva e alla negoziazione sulle terziarizzazioni, gli appalti e il lavoro esterno con cooperative-lavoro, il franchising e il merchandiser; e ancora: il diritto all’informazione preventiva e alla negoziazione sul calendario annuo delle aperture domenicali per favorire la disponibilità volontaria del personale (con confronto negoziale); sulla definizione dei diritti sindacali in materia di Rsu e Rsa si chiede che la materia sia parte integrante del contratto nazionale;

i diritti individuali : si chiede un migliore accesso ai corsi di formazione di reinserimento post-congedo parentale e un abbassamento della soglia di anzianità per accedere ai congedi relativi alla formazione; per i lavoratori immigrati la possibilità di cumulare le ferie su due anni; per il lavoratore padre 3 giorni retribuiti in occasione della nascita di un figlio;
mercato del lavoro : si chiede la conferma delle norme previste dall’attuale Ccnl sul mercato del lavoro;
di eliminare il periodo di prova per i contratti stagionali o a termine per i lavoratori che ritornano nella stessa impresa; di stabilire un criterio di priorità per i lavoratori a contratto determinato quando vi siano assunzioni a tempo indeterminato; per i collaboratori coordinati e continuati la definizione di criteri per distinguere il lavoro autonomo, inoltre si chiede di definire un compenso minimo corrispondente al lavoro subordinato; per l’apprendistato: la conferma anticipata, l’aumento percentuale del salario e l’innalzamento delle percentuali di conferma; per i part-time: elevare il limite minimo settimanale di ore previste, elevare la percentuale di aventi diritto al part-time di post-maternità;

classificazione : si richiede che l’ente bilaterale costituisca una banca dati delle professionalità, e l’introduzione in contratto delle professioni legate alla new economy; la costituzione di commissioni paritetiche per l’ aggiornamento della classificazione per aree e comparti;

malattia : si chiede la conservazione del posto di lavoro sino a guarigione clinica e l’integrazione al 100% dell’indennità dal 4° al 20° giorno;

previdenza e assistenza integrativa : si chiede di portare all’1% la quota a carico delle imprese per la previdenza, e di istituire la cassa di assistenza sanitaria integrativa;

quadri : si chiede la rivalutazione dell’indennità di funzione, e regole relative alla reperibilità;

enti bilaterali : si chiede che siano individuate forme di sostegno al reddito per i lavoratori delle piccole imprese sprovviste di ammortizzatori sociali;

salario: si chiede un aumento salariale di 107 euro: la base di calcolo fa riferimento ai tassi di inflazione tendenziale per il 2003-2004 e il recupero del differenziale inflattivo per il 2001-2002.