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Dignità e Solidarietà, riaffermiamo i valori importanti

Fast food, ristorazione commerciale, alberghi, tour Operators, agenzie di viaggio, ristorazione collettiva, imprese di pulizia-multiservizi, farmacie private, sono tante le lavoratrici e i lavoratori che, al grido di Fuori Servizio, hanno aderito oggi allo sciopero, e partecipato alle molteplici e riuscitissime iniziative territoriali.

“Ancora una volta la nostra mobilitazione ha riempito le piazze italiane, dando ad una protesta giusta, la giusta voce” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “e per una giornata siamo stati #fuoriservizio contro chi pensa di toglierci diritti e salario.”

“Ancora una volta a più di un milione e mezzo di lavoratori che operano quotidianamente in settori strategici per il nostro paese siamo riusciti a dare un volto. Da domani rientreremo in servizio per dimostrare che del nostro lavoro la collettività non può fare a meno.”

Le vertenze aperte Federturismo/AICA/Confindustria Alberghi, Fipe, Fiavet, Confesercenti, Federterme, Federfarma, Angem, ACI (Alleanza Cooperative Italiane), Anip-Confindustria Legacoop, Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Agci, Unionservizi Confapi, FNIP Confcommercio, si sono dimostrate lunghe e complesse e con ogni probabilità saranno necessarie nuovi momenti di mobilitazione, ma la giornata di oggi ci consegna una rinnovata forza per proseguire nelle rivendicazioni.

“Abbiamo portato in piazza la faccia pulita del lavoro e un sindacato che sa parlare linguaggi nuovi e trova la sua piena identità nei tanti giovani e meno giovani, donne e migranti che hanno costruito questa giornata di speranza e impegno collettivo.”

Contro quelli che vorrebbero rimanessimo “invisibili” abbiamo infine riaffermato il significato di valori come Dignità e Solidarietà. Fuori Servizio

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Le iniziative nei territori.

A meno di 24 ore dallo sciopero del 6 maggio, tutto è pronto nelle tante piazze del Paese che accoglieranno le lavoratrici e i lavoratori dei settori del turismo, mense, pulizie multiservizi, terme e farmacie private.

Sono baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori  del comparto termale, farmacisti. Un milione e mezzo di lavoratori che da oltre tre anni sono in attesa del contratto nazionale di lavoro, e in alcuni casi, come per il comparto termale, anche da sei.

Regole incerte, salari bloccati, condizioni di lavoro e ambientali sempre più difficili, i lavoratori che incroceranno le braccia il 6 maggio, sono indispensabili per il sistema paese e per l’economia, ma con difficoltà trovano l’attenzione e il riconoscimento del loro lavoro e delle loro professionalità.

Per questo la Filcams Cgil, insieme alla Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti, ha voluto organizzare una mobilitazione unitaria, mettendo insieme, Per la prima volta, i diversi settori accomunati dalla stessa battaglia: la lotta per ottenere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

In Toscana l’iniziativa Regionale a Firenze, cosi come per il Lazio, che terrà una manifestazione a Roma a piazza SS. Apostoli e per il Veneto, che si concentrerà a Venezia e la Liguria a Genova.

L’Emilia Romagna ha dato appuntamento a Bologna dove radunerà anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio aderenti a Federdistribuzione in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale.

Scioperi regionali anche nella Marche, con presidio ad Ancona; in Abruzzo, con presidio davanti alla Prefettura di Pescara; in Campania con appuntamento alla prefettura di Napoli, in Puglia, davanti alla Confindustria di Bari; in Calabria a Lamezia Terme e un unico presidio per Trentino e Sud Tirolo.

In Sardegna, è stata organizzata una conferenza stampa a Cagliari e presidi in tutte le province davanti ai posti di lavoro.

Iniziative territoriali in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Molise, Sicilia,

Al grido di #FuoriServizio il 6 maggio saremo in tutte le piazze per far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori.

6 maggio è sciopero #FuoriServizio

Sarà sciopero il 6 maggio delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private, #FuoriServizio.

“Il contratto nazionale di Federfarma è inadeguato ai tempi e alla normativa di settore in rapida evoluzione con l’ingresso dei capitali e delle multinazionali, le quali lo applicano nelle ex comunali di loro gestione” afferma la Filcams Cgil, che insieme alla Fisascat Cisl e Uiltucs sarà in piazza al fianco dei lavoratori del settore.

“Nelle Farmacie Private, ci sono diritti fondamentali da migliorare – come la malattia e la maternità  – ed è necessario un maggior riconoscimento delle professionalità, anche a livello economico.”

A tre anni dalla scadenza del contratto nazionale non c’è stato modo di ottenere da Federfarma neanche l’apertura del confronto su questi temi.

Lo sciopero del 6 maggio è indetto per sollecitare la riapertura della trattativa e ribadire l’importanza del contratto nazionale di settore.

“Invitiamo pertanto tutti i lavoratori delle farmacie ai quali viene applicato il Contratto Nazionale Federfarma” conclude la Filcams Cgil, “a scioperare con noi il 6 maggio, e a partecipare alle manifestazioni che si terranno in tutti i territori.”

SI ringraziano le associazioni professionali del settore, che sostengono l’iniziativa di mobilitazione, contribuendo al rafforzamento della “Coalizione  per il Contratto” proposta durante l’iniziativa “Farmacista Più”.

Lo sciopero del 6 maggio si svolgerà con manifestazioni regionali e territoriali e vedrà in piazza gli addetti delle pulizie, insieme agli operatori del turismo, delle terme e delle farmacie private, nell’inedita forma dello sciopero plurisettoriale, una battaglia comune per il rinnovo del contratto di settore

Si è tenuta il 15 giugno scorso la “no stop” per il rinnovo del Contratto Collettivo nazionale dell’Industria Turistica con le parti datoriali Aica, Federturismo, (Contratto Turismo). I lavori si sono protratti fino alle prime ore della mattinata successiva senza produrre però uno sblocco di questo difficile negoziato aperto ormai da 32 mesi, (il contratto è scaduto il 30 aprile 2013).

Sono circa 25mila i lavoratori interessati, e importanti aziende quali Starwood, Nh Hotel, Aplitour, Ata Hotel, Una Hotel e Carlson Wagon Lit.

“Purtroppo permangono forti distanze su tutta la partita salariale e sul mercato del lavoro” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil Nazionale. “Auspichiamo che i giorni che ci separano dal prossimo incontro previsto per il 3 luglio, siano utili alla controparte per ipotizzare ulteriori soluzioni che ci traghettino ad un esito soddisfacente di questa vertenza” 

“Il turismo, ha bisogno di puntare su relazioni sindacali moderne e efficienti” prosegue il segretario. “Il rinnovo del contratto turismo, atteso da ormai quasi tre anni dai lavoratori, potrebbe, tra le altre cose, rappresentare un concreto messaggio a Governo e istituzioni: il settore, finora solo a parole strategico per l’economia del paese, necessita di politiche serie di investimento e della valorizzazione del ruolo delle parti sociali. Quale miglior punto di partenza che il rinnovo di questo importante contratto nazionale”.

Dopo i Mc Donalds di Cassano, Milano San Babila oggi sono stati i lavoratori di Autogrill Rho Sud sull’autostrada Milano Torino a proclamare un’ora di sciopero dalle 12 alle 13. Tutti i dipendenti hanno aderito all’ iniziativa, lasciando solo il direttore spiegando allaclientela le ragioni della protesta.
Da 24 mesi i lavoratori del turismo aspettano il rinnovo del contratto Nazionale, e il 15 Aprile scorso si è tenuto il 3° Sciopero di settore. Nelle prossime settimane azioni del genere si intensificheranno e toccheranno altri pubblici esercizi di Milano e Provincia.

I lavoratori di ristoranti, bar e della ristorazione, con il proprio lavoro 7 giorni su 7 spesso per 24 ore al giorno nelle città, aeroporti, stazioni, autostrade del nostro paese garantiscono i servizi a milioni di lavoratori e turisti e contribuiscono quotidianamente a far si che l’Italia recuperi il posto che merita tra le destinazioni turistiche internazionali.

Da 24 mesi i lavoratori del turismo aspettano il contratto, venerdì 8 maggio 2015 sono stati i clienti di Mc Donalds San Babila ad aspettare il Mc menù.

Oggi i lavoratori del Mc Donalds di piazza San Babila hanno proclamato “la prima” delle ore di sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Milano dopo lo scorso 15 aprile.

L’iniziativa ovviamente ha procurato un disagio a coloro che si apprestavano a consumare un pasto presso il ristorante Mc Donald’s di San Babila; ma la stessa situazione si potrà verificare nelle prossime settimane in altri pubblici esercizi di Milano.

FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), – associazione cui aderiscono: Autogrill, McDonald’s, My Chef, Chef express, Airest, Vera, Sarni, My Sushi e altre aziende della ristorazione veloce – continua a mantenere una chiusura nei confronti delle richieste delle Organizzazioni Sindacali per rinnovare il contratto nazionale del turismo.

“Dopo lo sciopero nazionale unitario del 15 Aprile, Fipe Confcommercio, unico caso fra le controparti interessate dall’agitazione, ha continuato il suo incomprensibile arroccamento, non riaprendo il tavolo di trattativa” spiega Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil.

“L’iniziativa di San Babila non è che la prima, e Milano non sarà l’unica piazza dove le lavoratrici e i lavoratori si mobiliteranno, senza preavviso e “spontaneamente” per far sentire la loro voce.

Con Expo in corso non è infatti accettabile che più di 700 Mila addetti della ristorazione commerciale siano ancora  senza contratto di lavoro. Fipe Confcommercio deve riaprire  il negoziato col sindacato per trovare soluzioni equilibrate e condivise”.

Le lavoratrici e i avoratori di ristoranti, bar etc.  con il proprio lavoro 7 giorni su 7 spesso per 24 ore al giorno nelle città, aeroporti, stazioni, autostrade garantiscono i servizi a milioni di persone. Contribuiscono quotidianamente a far si che l’Italia recuperi il posto che merita tra le destinazioni turistiche internazionali visto il prezioso patrimonio artistico e paesaggistico che possiede.

Ora basta, vogliamo il contratto.

Insieme per il contratto, è questo lo slogan che oggi, 15 aprile ha unito le piazze di Milano, Roma e Taormina, dove migliaia di lavoratrici e lavoratori del Turismo sono scesi per manifestare.
Voglia di attenzione, di rispetto e  volontà che venga  riconosciuto il valore di chi con passione e professionalità si dedica ad uno dei settori più importanti per il nostro paese.
A pochi giorni dall’inaugurazione dell’Expò, a pochi mesi dall’apertura della stagione estiva e dal Giubileo, i lavoratori delle mense, della ristorazione autostradale, dei pubblici esercizi, dei tour operator, degli stabilimenti balneari e degli alberghi sono  ancora in attesa di un contratto nazionale, ed è per questo che le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero nazionale.

A Taormina, è intervenuta Elisa Camellini, segretaria nazionale Filcams Cgil: “Chi lavora, negli alberghi e nei pubblici esercizi  per pochi mesi all’anno, non per scelta ma per le regole imposte dal mercato del settore, vive nella totale precarietà, anche a causa delle nuove misure avviate dal governo. La mancanza del rinnovo contrattuale del turismo, quindi, accresce le incertezze e l’impossibilità di riconoscere nel lavoro la propria dignità.”

Dal palco di Milano, Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil ha lanciato un monito alle istituzioni e alle parti datoriali: “Siamo qui anche per ricordare al Governo che non si può dire che il turismo rappresenta il futuro della nostra malandata economia e poi togliere col Jobs Act, l’indennità di disoccupazione agli stagionali e introdurre la nuova Naspi!” E ancora: “Non si può affermare che il turismo è il nostro petrolio e poi trattare i lavoratori degli appalti come se non fossero di nessuno, togliendo loro il diritto alla reintegra ad ogni subentro, indipendentemente dalla anzianità maturata!”
“È il momento della responsabilità, dell’assunzione di responsabilità, della condivisione. Della prospettiva,” ha affermato con determinazione Sesena, “Se ci volete protagonisti di un nuovo patto sociale, protagonisti del cambiamento noi ci siamo. E ci saremo da domani. Per il rilancio del settore attraverso lo sviluppo e la salvaguardia della buona occupazione.”
Chiude il presidio di Roma, Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil: “Il Contratto è un diritto e un dovere, è uno strumento per garantire regole, tutele e risposte salariali per rispondere anche alle esigenze del settore.”
“La negazione di questi presupposti e di questi contenuti” prosegue la segretaria “significa non rispettare le lavoratrici ed i lavoratori e le relazioni sindacali”.
In una fase economica segnata ancora da forti difficoltà, dove il turismo continua a essere caratterizzato da segnali altalenanti ma anche grandi potenzialità, dobbiamo lavorare per la qualità del lavoro e lo sviluppo del settore e non rincorrere la competizione sui costi togliendo e negando diritti e salario.

E’ necessario ripartire da questi temi e abbandonare la discussione che in 24 mesi di negoziato non ha portato risultati e consegnare il Contratto Nazionale alle lavoratrici e lavoratori che sono il volto del turismo nel nostro paese.
In piazza anche i dipendenti dei fast food, che al grido di #FightFor15 si sono uniti alla protesta indetta dal Sindacato Mondiale del Turismo che, in diversi paesi,  ha portato alla mobilitazione di tanti lavoratori.
“Un filo che ci congiunge con il resto del mondo” conclude Gabrielli, “nella convinzione che questo settore, in tutto il mondo è un settore importante che rivendica attenzione, dignità e riconoscimento del valore del proprio lavoro.”

 

Il 15 aprile incroceranno le braccia gli addetti degli alberghi e dei tour operator, delle mense, dei punti di ristoro autostradali, dei bar, ristoranti, delle agenzie di viaggio. Più di un milione di persone senza contratto di lavoro, il Turismo, da due anni.

L’impossibilità di addivenire al rinnovo è  stata provocata dalla volontà di Confindustria, Fiavet, Fipe e Angem di ridurre tutele normative e salariali addebitando i costi reali e presunti della crisi alle lavoratrici e ai lavoratori.

Ma il turismo si può dire in crisi?

“Si e No”risponde Cristian Sesena, Segretario Nazionale della Filcams Cgil, “Di certo alcuni comparti – le agenzie di viaggio ad esempio – anche a causa di una certa arretratezza di impostazione rispetto ad una domanda in forte cambiamento, soffrono più di altri; ma che in un anno che vedrà in rapida successione nel nostro paese due eventi fortemente attrattivi come l’Esposizione Universale e il Giubileo Straordinario, si pianga miseria, appare davvero poco credibile.”

Sono tre le manifestazioni nazionali in programma in altrettanti luoghi simbolo: Milano, Roma e Taormina.
Milano sede di Expo 2015 è stata prima che una scelta obbligata: “una scelta voluta per dare visibilità ai tanti lavoratori da cui dipende il successo di questo evento” prosegue Sesena, “lavoratori senza contratto, con salari bassi che rischiano di cadere in una spirale di precarietà sempre più vasta.”
Expo purtroppo è anche questo: una vetrina per il paese che, se vista con gli occhi di chi vi lavorerà, appare già appannata.
A Roma si trovano le sedi nazionali di Confcommercio e Confindustria, le cui federazioni ( se si eccettua Federalberghi che ha sottoscritto il rinnovo nel 2014) stanno mettendo in campo di tutto per non sedersi al tavolo del confronto (dalla disdetta degli accordi, all’ostruzionismo pretestuoso).
Infine Taormina. La scelta è caduta sulla nota località siciliana  in quanto emblema di uno dei mali cronici della nostra offerta: la stagionalità. “La difficoltà nell’attirare turisti tutto l’anno anziché solo nei mesi estivi determina una precarietà strutturale  del lavoro, reso ora ancor più precario dai recenti interventi del Governo in materia di ammortizzatori sociali” spiega il segretario che sottolinea come la Naspi “penalizzerà  i lavoratori stagionali coprendo solo in parte i mesi di disoccupazione involontaria.”

Un danno enorme per addetti , circa 300mila nel paese, che sono costretti a lavorare in maniera discontinua, pur risultando la loro attività preziosa, per non dire imprescindibile, per l’industria turistica.

Il 15 aprile sarà sciopero in tutto il mondo: per il secondo anno infatti i lavoratori dei Fast food di Stati Uniti, Europa, Asia, Oceania, SudAmerica, protesteranno contro le condizioni ottocentesche di lavoro in quelle catene di montaggio 2.0 che sono le multinazionali del panino (a partire da Mc Donald’s).  #Fightfor15 lo slogan che accomunerà tutte le iniziative.

L’ Italia contribuirà come si è visto con il suo sciopero nazionale unitario.
“Mercoledì sarà una giornata importante sotto molti profili” conclude Cristian Sesena. “Lanceremo un messaggio forte a chi pensa di continuare a lucrare sui diritti fondamentali dei lavoratori. Lo faremo assieme ai lavoratori di tutto il mondo, invadendo le piazze e i social network. Vogliamo che arrivi un monito chiaro anche  al Governo: non si pensi di continuare a ignorare questa delicata vertenza. I lavoratori del turismo sono una risorsa strategica per il rilancio dell’economia del paese. Alla loro professionalità, è legato il successo della nostra ospitalità a partire da eventi come Expò.”

Le iniziative si svolgeranno a partire dalle ore 9.00
MILANO – Manifestazione e Corteo con concentramento in Via Palestro (davanti sede Confcommercio Milano) e conclusione in Piazza Fontana (dietro P.zza Duomo).
ROMA – Piazza SS. Apostoli davanti alla Provincia.
TAORMINA  – Piazza IX aprile

Sull’ultimo numero di Diario Terziario della categoria, un bilancio dell’anno che si sta concludendo. Le interviste alla Segretaria Generale Maria Grazia Gabrielli e alla Segretaria Organizzativa Daria Banchieri

Il 2014 è stato un anno importante per la Filcams, con il congresso, il cambio al vertice e il rinnovo parziale della segreteria nazionale. È l’anno della ripresa economica che non c’è stata, delle promesse non mantenute, della linea di un governo che sta seguendo una strada che spesso va in rotta di collisione con il sindacato. Ne parliamo per un primo bilancio con Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams.
Gabrielli Per la Filcams è stato un anno importante che traccia anche la prospettiva e il lavoro da svolgere nel prossimo futuro. Gli interventi del governo necessitano di mantenere costanti le forme di contrasto e l’elaborazione di proposte di merito da parte nostra, per invertire davvero la condizione del paese e la situazione di difficoltà che vive il mondo del lavoro.
La distanza che abbiamo dovuto registrare tra noi e il governo può essere colmata solo se sarà riconosciuto il ruolo di rappresentanza e di proposta dei “corpi intermedi”, a partire dalle
organizzazioni sindacali. Per il 2015 sono tre le macro questioni da affrontare: i consumi non crescono e i dati ci dicono che nel periodo natalizio siamo tornati ai valori del 1999, con
buona pace dell’effetto salvifico attribuito alle liberalizzazioni degli orari del settore commercio. Se non ci saranno sostanziali modifiche al contenuto della legge di stabilità, tutto il settore dei servizi, legato in particolare ai tagli della pubblica amministrazione, vedrà un ulteriore peggioramento delle condizioni e una perdita di posti di lavoro. Un problema occupazionale
drammatico che si trasforma anche in un peggioramento dei servizi ai cittadini; una razionalizzazione del sistema pubblico che rischia di non consegnarci efficienza, ma
semplicemente un arretramento ulteriore. La terza e ultima questione è quella delle risorse: sarebbe necessario assumere il tema dello sviluppo e degli investimenti come centrale per la
ripresa del paese. In questa centralità c’è il settore del turismo che può svolgere un ruolo molto più rilevante per la produzione di ricchezza, per la ripresa economica e per generare
occupazione.
Su questo continueremo a lavorare nelle prossime settimane e nel corso del 2015 con la consapevolezza che sul mondo del lavoro pesano negativamente le conseguenze del Jobs act. Una riforma che peggiora le condizioni esistenti e non migliora nei fatti le condizioni di chi oggi – giovani, disoccupati, precari, stagionali, part time involontari, partite iva etc – non ha pieni diritti e tutele. Una riforma permeata sul punto di vista dell’impresa escludendo invece le
necessità delle lavoratrici e dei lavoratori. Una riforma del mercato del lavoro che non poggia sul riconoscimento e l’estensione dei diritti e delle tutele, non solo non è una buona riforma ma è assolutamente inutile ai fini della creazione di nuova e buona occupazione, in assenza di un’idea sulle politiche d’investimento e di sviluppo. Un quadro di riferimento che la Filcams
vuole cambiare e per questo continuare a lavorare sul proprio ruolo di rappresentanza del mondo del lavoro, sull’ampliamento della partecipazione, su un’organizzazione inclusiva.

La contrattazione è in stallo. Le trattative per il rinnovo contrattuale sono ferme, congelate alcune, mai iniziate altre, la prospettiva dei rinnovi contrattuali è ben lontana, con pesanti conseguenze per i lavoratori, sempre meno tutelati e con stipendi che non garantiscono spesso una condizione di vita dignitosa. La Filcams ha avviato una riflessione sulla contrattazione, per individuare modelli e forme inclusive per settori frammentati e delocalizzati, qual è la strategia ipotizzata per il futuro?
Gabrielli Lo stato di difficoltà della contrattazione per i nostri settori è evidente, con 10 contratti nazionali di lavoro non rinnovati e che coinvolgono milioni di lavoratori. E l’attuale situazione, rischia di rendere ancora più difficile la possibilità di produrre un risultato contrattuale nei prossimi mesi. Per settori frammentati come quelli del commercio, dei servizi e del turismo il contratto nazionale di lavoro era, e resta, la forma di tutela e di uguaglianza nei
trattamenti normativi e salariali dei lavoratori. Ma la capacità di risposta è messa in discussione nel momento in cui non si è nelle condizioni di produrre un risultato tangibile. Le
associazioni datoriali si dividono perché ogni parte vuole affermare le proprie specifiche
esigenze, con l’effetto di moltiplicare gli stessi contratti nazionali (come sta avvenendo
nel turismo e nel terziario). Per tutte però c’è un unico comune denominatore: quello
della destrutturazione dei diritti esistenti come naturale risposta alla crisi, un paradigma che
costituisce una ricetta regressiva per cui a sostenere e pagare la condizione di difficoltà del
paese sono ancora le lavoratrici e i lavoratori.
Abbiamo bisogno soprattutto di pensare a un modello contrattuale in grado di rispondere e governare le esigenze di un settore. Quanto avvenuto fino ad oggi con la scomposizione della produzione, le esternalizzazioni, gli appalti, la precarietà e la difficoltà di accesso al lavoro rende necessario anche ragionare sull’efficacia di una diversa contrattazione, a partire da quella di sito e di filiera. Ma anche la presenza delle multinazionali impone una lettura che esce dai confini, provando a dare uno slancio diverso ad esempio agli accordi globali.

Tanto è stato fatto, ma tanto è ancora da fare, soprattutto in un clima poco fiducioso verso il futuro e verso l’attività sindacale (grazie anche alla forte impronta mediatica del presidente del Consiglio spesso in contrasto con la Cgil). Quale vuole essere il ruolo della Filcams nel breve e medio periodo e quale le priorità da affrontare nel 2015?
Gabrielli L’attività della Filcams resterà concentrata sulle questioni contrattuali a partire
dai contratti nazionali, e nel dare continuità alle iniziative di contrasto al Jobs act e alla legge
di stabilità, continuando a fare proposte e mantenendo alta l’attenzione sui temi della
legalità e della corruzione. Per la Filcams il settore del turismo è centrale per contribuire al
rilancio del paese e alla creazione di occupazione. Abbiamo bisogno di politiche di
sviluppo e di occupazione, che significa anche parlare del lavoro in appalto. Per questo
continueremo nella raccolta delle firme per la proposta di legge in materia, per poter
parlare di appalti trasparenti e di garanzie occupazionali. La Filcams continuerà a battersi per
una regolamentazione delle aperture domenicali e festive nel commercio e a farsi promotrice
di nuove frontiere del lavoro, per un dialogo con i giovani, i precari e i migranti.

20 giugno 2014

Grave presa di posizione da parte delle associazioni Imprenditoriali stipulanti il Contratto Nazionale dell’Industria Turistica, Confindustria Alberghi e Federturismo Confindustria.

Mentre il Premier Renzi parla di Expo 2015 come una occasione imperdibile per il rilancio dell’economia del paese, mentre il Governo vara un decreto legge per il rilancio del Turismo e della Cultura, mentre i dati statistici evidenziano una crescita della presenza di turisti stranieri in Italia ed una ripresa delle presenze nazionali, Aica e Federturismo Confindustria comunicano la sospensione unilaterale dei contributi che le aziende versano per il sostegno al reddito, mettendo in discussione l’inscindibilità delle norme contrattuali che esse stesse hanno sottoscritto.

“In un momento di grave crisi come quello che stiamo ancora attraversando” scrivono in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil “Confindustria, non contenta di non rinnovare il contratto di lavoro scaduto da più di un anno, chiude i rubinetti al pressoché unico ammortizzatore sociale utilizzabile nelle catene alberghiere. Tutto ciò senza attivare un confronto necessario e dovuto quando si vuole modificare una norma prevista da contratto nazionale.”

Cosa accadrebbe, per assurdo, se le Organizzazioni sindacali comunicassero improvvisamente alla controparte la sospensione della applicazione di un articolo del contratto di proprio interesse!

Siamo veramente di fronte ad un atto grave, irresponsabile e illegittimo che rigettiamo” proseguono i sindacati “e al quale intendiamo opporci in tutte le sedi ed in tutti i modi.
Per questi motivi riconfermiamo da subito il mantenimento dello stato di agitazione.”

Confindustria che non più tardi di un anno fa aveva accusato le Organizzazioni Sindacali di “andare in ferie e di non essere disponibili a fare il contratto”, nel 2014 ha ritenuto di fare , all’avvio della stagione estiva, questo regalo ai suoi lavoratori.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, invitano la controparte a recedere da questa posizione, a riprendere rapidamente la trattativa per il rinnovo del contratto della industria turistica e in quella sede individuare tutti i punti di sintesi necessari a salvaguardare le prospettive del settore.

20 gennaio 2013

Il valore di un contratto nazionale
Rinnovo del contratto Turismo Confcommercio


Nella tarda nottata del 18 gennaio scorso dopo tre giorni di trattativa, è stata sottoscritta unitariamente l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale un del turismo scaduto il 30 aprile 2013, con Federalberghi, Faita e Confcommercio.

“Questa sofferta intesa ha innanzitutto un valore politico importante! Afferma il principio che anche nei momenti di immani difficoltà economiche le relazioni sindacali possono trovare soluzioni a problemi di lavoratori e imprese” è quanto dichiara Cristian Sesena della Filcams Cgil Nazionale.

“Lancia un messaggio forte e chiaro a quelle Associazioni Datoriali (Angem, Fipe e Fiavet) che hanno abbandonato progressivamente il tavolo di trattativa pensando che l’unico modo di rinnovare il contratto nazionale fosse quello di togliere diritti e salario alle lavoratrici e ai lavoratori. Messaggio cui, stante le odierne dichiarazioni del suo presidente, Fipe pare voler ignorare. Al presidente Stoppani ci sentiamo di rispondere che la piattaforma di Fipe già la conosciamo e per quella strada non si va da nessuna parte. Se vuole riaprire un dialogo siamo pronti. Ma se l’obbiettivo di Fipe, evidentemente dettato/imposto dalle "multinazionali del panino" sue aderenti, è quello di tornare all’Ottocento, lo contrasteremo in ogni sede e con ogni strumento."

Questo rinnovo, pone un primo argine alla frantumazione della contrattazione collettiva nazionale del settore, e deve servire a innescare un profondo ripensamento proprio in quelle parti datoriali che l’hanno provocata utilizzando lo strumento inaccettabile della disdetta.
L’intesa sottoscritta prevede un
aumento complessivo di 88 euro riparametrati al quarto livello, (La prima tranche scatterà a febbraio 2014), un miglioramento delle cifre destinate allo sviluppo della contrattazione di secondo livello e dell’elemento di garanzia per le lavoratrici e i lavoratori per imprese e territori dove gli accordi non verranno raggiunti.
Nonostante le pressanti richieste delle controparti non ci siamo resi disponibili a mediazioni sugli scatti di anzianità e sui permessi che pertanto verranno mantenuti per vecchi e nuovi assunti (lavoratori stagionali inclusi).

Abbiamo concordato un orario medio alternativo e non sostitutivo all’attuale normativa sulla flessibilità, sperimentale nell’arco della vigenza. Tale orario, laddove applicato, potrà essere utile ai lavoratori stagionali per allungare il proprio contratto raggiungendo i requisiti minimi per la percezione della mini aspi.

“In un periodo di disoccupazione drammatica come quello attuale, abbiamo creato condizioni di accesso al mercato del lavoro per lavoratori svantaggiati, come quelli over 45,” specifica Sesena “operando sul contratto a termine in base alle nuove disposizioni di legge e prevedendo percorsi di stabilizzazione al secondo livello di contrattazione.”

Un contratto figlio della crisi, ma che vuole anche provare ad aprire uno spiraglio oltre la crisi.
Un contratto che il prezzo della crisi non lo fa pagare alle lavoratrici e ai lavoratori.

19 gennaio 2014

Contratto Nazionale Turismo, siglata l’intesa per il rinnovo con le parti datoriali Confcommercio

Un rinnovo importante, quello del settore turismo, che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori.
Nella tarda notte del 18 gennaio, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil insieme alle parte datoriali aderenti a Confcommercio – Federalberghi, Faita, – hanno siglato, unitariamente, dopo tre giorni di serrata trattativa, un’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo (il contratto era scaduto il 30 aprile 2013).

Le parti, con impegno e responsabilità, sono arrivate ad un rinnovo condiviso in tempi brevi, trovando un accordo soddisfacente su alcuni elementi quali: la contrattazione di secondo livello, la bilateralità, l’assistenza sanitaria integrativa, il mercato del lavoro e la flessibilità dell’orario. È stato stabilito un aumento salariale di 88 euro al 4 livello, suddiviso in 5 rate.
“L’impegno e la collaborazione profusi da tutti i soggetti coinvolti è un segnale importante in una fase cosi delicata per il settore” è il commento di Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil. “L’intesa trovata dà avvio ad un percorso fondamentale per la contrattazione, anche in vista di Expo 2015”.

Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil responsabile del settore esprime la sua soddisfazione “Un accordo che ha principalmente un valore politico: riafferma l’importanza delle relazioni sindacali anche nei momenti di crisi e lancia un segnale opposto a quelle parti datoriali che nel corso della trattativa hanno scelto scorciatoie inaccettabili quali l’abbandono pretestuoso del tavolo o la disdetta della contrattazione nazionale vigente.”
“Abbiamo salvaguardato importanti istituti contrattuali” prosegue Sesena, “e non abbiamo sposato la logica di scaricare il costo del rinnovo sui giovani: anzi, sfruttando anche il ruolo che le leggi consegnano alla contrattazione, abbiamo condiviso politiche inclusive per le fasce più deboli del mercato del lavoro.”

Il turismo è un settore complesso e variegato, caratterizzato da una forte stagionalità, alta presenza femminile e tanti contratti a termine.
Un settore in difficoltà, soprattutto negli ultimi anni di crisi congiunturale: forte indebolimento della domanda interna, sia per effetto della crescente disoccupazione che della compressione di molti redditi autonomi e di impresa; la spesa turistica delle famiglie e delle persone si è ridotta sensibilmente sia in valore totale annuo, che per singolo atto di acquisto (meno persone e famiglie in vacanza, meno vacanze, vacanze “più leggere” – più brevi, più vicine, meno costose). Tutte conseguenze pesanti sia per le imprese che per il mercato del lavoro, che ha registrato un calo, nel 2013, del 13% rispetto allo stesso periodo del 2012; l’apertura di una serie di tavoli di trattativa aziendali per la riduzione di personale dipendente e una sempre maggiore richiesta di flessibilità.*

L’ipotesi d’accordo sarà sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per la definitiva validazione.

17 gennaio 2013

Trattativa turismo, tre giorni di confronto

Al via a Roma, la tre giorni di trattativa, con le parti datoriali aderenti a Confcommercio, per il rinnovo del contratto del turismo scaduto il 30 aprile 2013.

Dopo l’illustrazione tecnica delle proposte delle controparti, entrate nel vivo della discussione analizzando alcuni punti importanti del contratto – sfera di applicazione, secondo livello di contrattazione, apprendistato – la mattinata di oggi sarà dedicata al confronto delle singole categorie, per valutare le proposte avanzate e ripresentarsi nel pomeriggio al tavolo di trattativa con una posizione possibilmente chiara e condivisa.

Pur auspicando un rinnovo in breve tempo, la Filcams Cgil non nasconde le difficoltà del percorso, aggravato dai tempi di crisi economica e politica che attanagliano il paese.

26 novembre 2013

Turismo, riprende la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale

Dopo qualche mese, questa settimane riprende il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale del turismo. Appuntamento per oggi, 26 novembre, con le parti datoriali aderenti a Confindustria, per un primo confronto, dopo lo sciopero del 31 ottobre scorso che ha visto le lavoratrici ed i lavoratori della ristorazione collettiva scendere in piazza a Roma e Milano, per manifestare contro la decisione di FIpe di lasciare il tavolo di trattativa – così come Angem precedentemente.

“Esiste una strada alternativa a quella delle disdette unilaterali” hanno affermato in una nota FIlcams Cigl, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, “la cultura del confronto e del rispetto delle reciproche istanze che deve sfociare, anche in un’epoca di grande crisi, in accordi equilibrati a difesa dell’occupazione e improntati alla sua piena valorizzazione.”

Le Organizzazioni sindacali ritengono opportuno riprendere immediatamente il confronto con l’intenzione di raggiungere in tempi rapidi il rinnovo dei contratti di lavoro aperti.

È inoltre in via di definizione anche un nuovo incontro con Federalberghi, Fiavet e Faita

31 ottobre 2013

#caffèsospeso, ottima adesione allo sciopero dei dipendenti pubblici esercizi

Grande soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero dei Pubblici Esercizi. Un imponente corteo ha percorso le vie del centro di Milano fino alla Sede della Confcommercio di Milano in Corso Venezia dove si è tenuto il comizio conclusivo.
A
Roma più di mille persone hanno tenuto un presidio in piazza Gioacchino Belli dove hanno preso la parola delegati delle mense, della ristorazione autostradale, delle mense, e degli alberghi.
La mobilitazione indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, aveva come obbiettivi la difesa del contratto nazionale del Turismo, messo a rischio dagli atteggiamenti irresponsabili delle associazioni di categoria Fipe e Angem, che lo hanno disdettato, e la richiesta di riapertura di un negoziato vero che non miri solamente a ridurre salari e tutele per lavoratori, ma percorra la strada di ricercare, pur in tempi di crisi, soluzioni condivise da tutte le parti.
L’adesione nelle grandi imprese ( Autogrill, Mc Donald’s, Elior, CAMST, CIR Food, Dussman, Sodexo, Airest) è stata alta nonostante alcune imprese abbiano messo in campo ogni mezzo per disincentivare la partecipazione degli addetti, talora rasentando comportamenti ai limiti della condotta antisindacale.

Tante le mense aziendali e scolastiche chiuse (Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Sardegna, Lombardia, Marche, Lazio, Abbruzzo, Sicilia) e un’alta adesione nei tanti punti Autogrill e Mc Donald’s di tutta Italia, dove erano spesso presenti sono i responsabili.
"La grande partecipazione di oggi è la miglior risposta all’escalation di arroganza e irresponsabilità delle controparti che di fronte all’impossibilità di ottenere ciò che volevano, hanno pensato bene di disdettare il contratto." Dichiara la Filcams Cgil Nazionale. "Questo sciopero non sarà di certo l’ultimo. La mobilitazione però rientrerà in una strategia più ampia di contrasto a questa deriva inaccettabile, che vedrà chiamare in causa Confcommercio, spettatrice colpevole e inerte di quanto sta accadendo, e le Istituzioni a partite dal Ministero del Turismo. Expo2015 è alle porte: davvero si pensa di poter affrontare questo appuntamento centrale per il rilancio dell’economia del paese senza regole contrattuali certe, a partire da quelle che normano i cambi di appalto?"

28 ottobre 2013

Sciopero turismo, il 31 ottobre si fermano per l’intero turno di lavoro gli addetti dei pubblici esercizi

Ristoranti, bar, mense aziendali e scolastiche e fast food

La Fipe ha comunicato la recessione del contratto nazionale

Sono sempre i lavoratori a subire le conseguenze delle difficoltà aziendali, dei fallimenti, dei tagli dei costi, delle riorganizzazioni o di nuovi piani di sviluppo, del vuoto di azioni politiche incisive. È sempre il costo del lavoro, la voce prioritaria che deve essere rivista, contenuta, tagliata, come se il personale, soprattutto in un settore come il turismo, non fosse il vero valore aggiunto e non contribuisse al successo delle aziende del settore.

I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno indetto per il 31 ottobre prossimo, lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici esercizi, proprio per protestare e contrastare l’atteggiamento di FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, e ANGEM – rappresentante delle imprese del settore della ristorazione collettiva, entrambe uscite dal contratto nazionale.

È pervenuta oggi la comunicazione, da parte della Fipe, della recessione dal contratto nazionale del turismo: “un atto di inaudita gravità” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil,che rischia di aprire una stagione di conflittualità quasi permanente.

Autogrill, Mc Donalds, My Chef, Chef express, gruppo Cremonini, sono alcuni dei grandi nomi associati a Fipe, così come Elior Ristorazione, Gemeaz Elior, Compass, Dussmann Service, Sodexo Italia, sono tra le società aderenti ad Angem.

Lo sciopero previsto per il 31 ottobre prossimo, alla luce degli ultimi avvenimenti, sarà ancor più importante e significativo, l’obiettivo della protesta è di difendere il contratto nazionale del turismo che interessa quasi un milione di lavoratori, tutele, diritti: “lo sgretolamento di un contratto nazionale così importante – precisa Sesena – è un comportamento irresponsabile e aggrava un quadro che rischia di diventare drammatico”.

A sostegno della vertenza si svolgeranno nella mattina del 31 ottobre due manifestazioni nazionali: a Roma in piazza Gioacchino Belli davanti alla sede di Confcommercio nazionale e a Milano in Corso Venezia, 47 davanti alla sede di Confcommercio Milano. Sono attese migliaia di persone.

“Da Milano a Roma uniti nella lotta, il contratto non si tocca”; “Per un contratto nazionale che rispetti il lavoro e i lavoratori” sono i diversi volantini delle manifestazioni ; tutti con uno slogan comune: il turismo è una risorsa per l’Italia!
“La miopia delle controparti mette a rischio il futuro dei lavoratori direttamente interessati dal rinnovo e non solo loro. Come infatti si può pensare – conclude il segretario – al successo di Expo 2014 senza norme contrattuali certe di riferimento per imprese e lavoratori di un settore, il turismo, che dovrebbe avere in questo evento una imperdibile occasione di rilancio?”.

14 ottobre 2013

Pubblici Esercizi, il 31 ottobre sciopero nazionale

È stato confermato per il prossimo 31 ottobre, dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici esercizi, annunciato a fine luglio.
Dopo le ottime iniziative organizzate a livello territoriale, e in assenza di sviluppi rilevanti sul tavole negoziale, le federazioni di categoria hanno deciso di confermare la proclamazione dello sciopero che vedrà impegnati tutti i dipendenti di bar, ristoranti e mense aderenti a FIPE Confcommercio ed ANGEM, le parti datoriali che hanno abbandonato la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo.

“Il confronto si è svolto con tutte le parti firmatarie, FIPE inclusa” affermano le organizzazioni sindacali “con l’obbiettivo di definire un nuovo accordo in maniera responsabile, che armonizzasse le esigenze di lavoratori e aziende. Un progetto ambizioso, non raggiunto a causa dell’atteggiamento della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che pur avendo condiviso tutto il percorso assieme alle altre associazioni datoriali ( Federalberghi, Fiavet e Faita), ha mutato improvvisamente strategia avanzando richieste restitutive insostenibili improntate all’abolizione di istituti quali gli scatti di anzianità e la quattordicesima mensilità e proponendo sensibili peggioramenti delle tutele riguardanti la malattia; provocando di fatto il blocco della trattativa, che è poi ripresa comunque con le altre associazioni datoriali ed è tuttora in corso.”

Nonostante i ripetuti inviti da parte delle Organizzazioni Sindacali a rivedere le proprie inaccettabili posizioni, FIPE ha mantenuto inalterate le proprie rigidità fino ad arrivare a prospettare la disdetta del Contratto nazionale. A fine maggio, l’associazione ANGEM, ha comunicato l’avvenuta sottoscrizione di un protocollo sulle relazioni sindacali propedeutico alla stipula di un Contratto di Settore con altra e diversa compagine sindacale, vanificando di fatto mesi di confronto; ed a tutt’oggi, nulla è cambiato per ripristinare dinamiche relazionali costruttive fra le parti.

Comportamenti irresponsabili sia di FIPE che di ANGEM, che in questo modo, stanno complicando ulteriormente il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale di settore, già di per se reso difficoltoso dalla crisi economica che non risparmia il mondo del Turismo.

I sindacati, quindi, di fronte a questo inedito e inaccettabile quadro, hanno deciso di attivare tutte le iniziative indispensabili a tutelare i rapporti di lavoro e a difendere un contratto nazionale applicato a più di un milione di addetti nel nostro paese: “ Ormai Expo 2015 è alle porte” affermano, “il rischio concreto appare oggi che per la miopia delle controparti datoriali, si giunga a questo decisivo appuntamento, in un clima di conflittualità e tensione sociale.
A sostegno della vertenza si svolgeranno nella mattina del 31 ottobre due manifestazioni nazionali: a Roma in piazza Gioacchino Belli davanti alla sede di Confcommercio nazionale e
a Milano in Corso Venezia, 47 davanti alla sede di Confcommercio Milano.

8 agosto 2013

Sciopero nei Pubblici Esercizi: venerdì 9 agosto si ferma la provincia di Verona

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil della Provincia di Verona hanno proclamato 4 ore di sciopero per venerdì 9 agosto, (le ultime 4 ore di ogni turno) della lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici esercizi. Bar, ristoranti, mense, i dipendenti incroceranno le braccia per difendere le tutele economiche e normative del contratto nazionale del Turismo.
Dopo aver condiviso con le altre parti datoriali il percorso negoziale per il rinnovo del contratto la Fipe, Federazione Italiana Pubblici esercizi, negli ultimi mesi ha modificato la propria posizione tentando di affossare il negoziato con richieste inaccettabili, tra cui l’abolizione della quattordicesima mensilità, degli scatti di anzianità e proponendo sensibili peggioramenti delle tutele riguardanti la malattia.
“Far recedere Fipe dalle sue inaccettabili pretese e convincerla a tornare al tavolo con atteggiamento responsabile e per continuare a garantire anche in tempi di crisi un sistema avanzato di relazioni sindacali e condizioni contrattuali sia a livello nazionale sia decentrato” sono gli obiettivi dello sciopero, organizzato dai sindacati.

2 agosto 2013

Bologna: scioperi per i lavoratori della ristorazione autostradale

Le lavoratrici e i lavoratori delle aziende Autogrill, My Chef e Chef Express della provincia di Bologna, in seguito alle richieste da parte della associazione datoriale FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – in merito al rinnovo del CCNL del Turismo, effettueranno le prime 4 ore di sciopero nel mese di Agosto con “iniziative a sorpresa” per rivendicare il diritto ad un rinnovo contrattuale adeguato.

Sono infatti numerose le problematiche da affrontare in questi locali dove le condizioni di lavoro e salariali risultano essere sempre più difficili.
“A questo si aggiunge – dichiarano Fabio Fois della Filcams CGIL e Malgara Cappelli della Fisascat CISL di Bologna una trattativa sul rinnovo contrattuale in cui FIPE ha chiesto di volere l’eliminazione degli scatti di anzianità e della 14ma mensilità oltre alla richiesta di riduzione dei permessi individuali (rol) e di revisione del calcolo del periodo di malattia e il blocco di qualsiasi aumento salariale sino al 2015.
Per questi motivi è stato infatti proclamato dalle organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, uno sciopero di 12 ore a livello nazionale con 4 ore da effettuare ai livelli territoriali e le altre 8 ore da utilizzare nel mese di Settembre se non ci sarà un passo indietro da parte delle aziende.
“I lavoratori” proseguono “non possono continuare a pagare la crisi con arretramenti dei diritti e delle tutele conquistate nel corso degli anni a cui si aggiungono ulteriori richieste irricevibili di arretramenti dal punto di vista salariale.”

Pertanto gli oltre 300 lavoratori dei locali in concessione autostradale del Cantagallo, della Pioppa, di Roncobilaccio e di Bentivoglio aderiscono allo sciopero indetto dai sindacati con iniziative di sciopero nei vari locali già a partire dal mese di agosto, per rivendicare il giusto diritto ad un vero rinnovo contrattuale.

30 luglio 2013

Rinnovo contratto turismo, il punto sulla trattativa di Cristian Sesena

È ancora aperta la trattativa, sia con Confindustria che con Confesercenti e Confcommercio, per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo ormai scaduto il 30 aprile 2013.

Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil, responsabile del settore, prima della pausa estiva, prova a fare un punto sull’attuale fase negoziale: “Il confronto sta proseguendo anche se forse più lentamente di quanto avremmo voluto e non certo per mancanza di coraggio e determinazione come sostiene Confindustria, ma per l’effettiva difficoltà di fare contrattazione in una fase storica ed economica difficilissima, ove ogni mediazione deve essere valutata con attenzione soprattutto quando si parla di flessibilità e produttività, temi molto spesso interpretati dalle imprese come sinonimi di tagli lineari al costo del lavoro.”

La piattaforma della Filcams è stata approvata dall’attivo delle delegate e dei delegati del settore nel novembre del 2011, e nel giro di poco tempo, è stata avviata la trattativa.
“Inizialmente” spiega Sesena, “si è condiviso l’obiettivo di rinnovare il contratto entro la naturale scadenza e sono stati enucleati alcuni punti sui quali discutere: Governance di settore, bilateralità, mercato del lavoro, flessibilità dell’orario, salario e costo del lavoro, contrattazione di secondo livello, terziarizzazioni e appalti, previdenza e assistenza integrative.”

Dopo una prima fase di presentazione e scambio di obiettivi, la prima difficoltà: Fipe comunica che non erogherà l’elemento di garanzia, quella quota di salario – una tantum – prevista nel precedente contratto quale "penalità" per le imprese o i territori che non avevano definito la contrattazione di secondo livello nei tempi previsti dal Contratto.

Ad aprile 2013, Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita, ritardano di un mese l’erogazione dell’ultima tranche di aumento salariale prevista dal Contratto e Fipe, dopo una pausa di riflessione interna, ritorna al tavolo con un rigido mandato dettato dalle sue maggiori imprese associate: nessun aumento salariale fino al 2015, l’abolizione degli scatti di anzianità e della quattordicesima per i nuovi assunti e l’ indebolimento delle clausole sociali nei cambi di appalto.
“Proposte inaccettabili” secondo Sesena e le altre organizzazioni sindacali; una frattura che porta la
Federazione dei Pubblici Esercizi ad abbandonare il tavolo della trattativa e i sindacati a proclamare lo stato di agitazione e 12 ore di sciopero.

Il negoziato prosegue con le restanti Federazioni di Confcommercio, anche se si incontrano alcuni ostacoli in larga misura imputabili alla fase del tutto inedita.
Confindustria, invece, avanza alcune proposte: congelamento degli scatti di anzianità nell’ottica di addivenire ad una trasformazione dell’istituto; maturazione dei permessi per i nuovi assunti in 4 anni, la contrattualizzazione del lavoro a chiamata senza mai chiarire, seppur sollecitata, l’eventuale legame fra questi interventi; l’aumento della occupazione giovanile, e il recupero di produttività, che nel settore, è davvero in minima parte legato al fattore lavoro in sé.


Divenuta difficilmente ipotizzabile una conclusione prima della pausa estiva, la trattativa, dalla Filcams puntualmente vissuta in costante sinergia con la delegazione trattante e le strutture territoriali, riprenderà a settembre, con il chiaro intento di arrivare ad una soluzione condivisa: “vorremmo proseguire ora” racconta Cristian Sesena “effettuando in via preventiva i dovuti approfondimenti con le altre organizzazioni sindacali per individuare una posizione comune che porti alla chiusura del negoziato. Con le Controparti siamo disponibili a discutere su alcuni punti, consapevoli del drammatico contesto economico, ma pretendiamo un negoziato vero a partire da questioni per noi di straordinaria rilevanza, come l’orario di lavoro e le materie che hanno incidenza diretta o indiretta sul salario di più di un milione di addetti. ”

30 luglio 2013

Milano, sciopero dei dipendenti pubblici esercizi

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Milano hanno indetto un primo sciopero di 4 ore per turno che riguarderà per la giornata giovedì 1 agosto i locali siti nella città di Milano e sede amministrativa Autogrill e per la giornata di sabato 3 agosto i locali siti su tangenziali, provinciali e autostrade
“In questi mesi è iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo” spiegano i sindacati” e la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) associazione cui aderiscono anche: Autogrill, Mc Donalds, My Chef, Chef express, Airest, Vera, Sarni, My Sushi e altre aziende della ristorazione, dopo aver richiesto: l’eliminazione degli scatti di anzianità, l’eliminazione della 14ma mensilità, la riduzione dei permessi individuali (rol), la revisione del calcolo del periodo di malattia, e nessun aumento salariale sino al 2015, ha abbandonato il tavolo delle trattative.”
Ma è possibile avere un turismo di qualità che sappia rilanciare il nostro paese se i lavoratori del settore sono sempre più precari e meno pagati?
“Noi crediamo di no” affermano, “Se si vuole rilanciare un settore, quello turistico, che può contribuire a farci uscire dalla crisi non si può deprimere ulteriormente la domanda interna.”
Nel corso del presidio che si terrà davanti alla Galleria Vittorio Emanuele dalle 12.00 alle 14.00 i lavoratori saranno a disposizione dei rappresentanti della stampa per illustrare le ragioni della protesta.

18 luglio 2013

Turismo, scioperano i lavoratori dei pubblici esercizi

Una mobilitazione per difendere il contratto nazionale e le tutele economiche e normative previste, uno sciopero di 12 ore, di cui le prime 4 da gestire unitariamente a livello territoriale entro il 31 agosto e le altre 8 programmate a livello nazionale in unica giornata, entro settembre.

La Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici esercizi – bar, ristoranti, mense – per opporsi alla posizione della Federazione Italiana Pubblici esercizi, che dopo aver condiviso con le altre parti datoriali il percorso negoziale per il rinnovo del contratto, negli ultimi mesi ha modificato la propria posizione tentando di affossare il negoziato con richieste inaccettabili, tra cui l’abolizione della quattordicesima mensilità, degli scatti di anzianità e proponendo sensibili peggioramenti delle tutele riguardanti la malattia.

“Il Contratto Nazionale del Turismo è dal 1974 un sistema unico di tutele e norme che regolano i rapporti di lavoro di quasi un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori” spiegano le organizzazioni sindacali. “Questo rinnovo che si colloca in una delle fasi più acute della crisi economica del Paese, ha visto per prima una presa di posizione unilaterale di Angem in rappresentanza di una parte consistente delle aziende della ristorazione collettiva, che ha voluto rivendicare un proprio contenitore contrattuale e negli ultimi due mesi si è poi assistito all’arroccamento su pretese inaccettabili della Federazione Italiana Pubblici Esercizi che aveva fino all’ultimo condiviso l’impostazione data dalle altre controparti al negoziato, per poi bruscamente cambiare idea.”

La mobilitazione riguarderà tutte le imprese rientranti nella sfera di applicazione della sezione speciale Pubblici Esercizi.

“Auspichiamo un ritorno di Fipe al tavolo contrattuale – concludono i sindacati – anche per poter continuare a garantire anche in tempi di crisi un sistema avanzato di relazioni sindacali e condizioni contrattuali sia a livello nazionale che decentrato.”

16 luglio 2013

Turismo, proseguono le trattative per il rinnovo del contratto

Proseguono le trattative per il rinnovo del contratto nazionale del turismo ormai scaduto. Appuntamento martedì 16 luglio con le parti datoriali aderenti a Confindustria e mercoledì 17 luglio con Confcommercio.

Un negoziato complesso, che vede le parti impegnate nella ricerca di una soluzione condivisa che possa venire incontro e soddisfare le esigenze di lavoratori e imprese.

Il confronto prosegue serrato, con l’obiettivo di definire un nuovo contratto entro l’estate.

6 giugno 2013

Rinnovo contratto nazionale Turismo, la Filcams Cgil, auspica la ripresa di un confronto responsabile

La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del turismo è stata avviata nel novembre del 2012 ed insieme alle altre associazioni datoriali componenti la delegazione trattante Confcommercio e le organizzazioni sindacali, la Fipe ha condiviso un percorso negoziale improntato, vista la fase di crisi, sull’assunzione di responsabilità, cercando di individuare temi e materie del rinnovo.

Nell’ultimo incontro la Federazione dei pubblici esercizi ha inopinatamente modificato la propria posizione tentando di affossare il negoziato con richieste inaccettabili, tra cui l’abolizione della quattordicesima mensilità, degli scatti di anzianità e proponendo sensibili peggioramenti delle tutele riguardanti la malattia. In sostanza ha preteso che le lavoratrici e i lavoratori si autofinanziassero il rinnovo del contratto.

“Non si può accettare che il peso della crisi si scarichi solo e unicamente sul costo del lavoro e sui diritti degli individui” afferma la Filcams Cgil. “Abbiamo chiesto ai lavoratori responsabilità, e responsabilmente abbiamo condotto una trattativa che per noi deve continuare su un’agenda di temi ristretti e, lo ribadiamo, condivisi per mesi anche dalla stessa Fipe. Auspichiamo un ripensamento della controparte e ci permettiamo di richiamarla a coerenza. Non siamo di certo insensibili alle problematiche delle imprese, ma nemmeno disponibili a consentire che si strumentalizzi la crisi per taglieggiare salari e diritti fondamentali di lavoratrici e lavoratori.”

Qualora Fipe non ravveda le sue posizioni, assieme a Fisascat CISL e Uiltucs UIL, la Filcams Cgil è pronta a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.

18 aprile 2013

Turismo, le associazioni datoriali sospendono l’aumento salariale

Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita, hanno formalizzato la loro decisione di sospendere dal mese di aprile l’erogazione dell’ultima tranche di aumento salariale prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Turismo Confturismo, Confcommercio.
Si tratta di una decisione unilaterale che le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, non condividono e che hanno ampiamente contestato chiedendo il rispetto degli accordi sottoscritti.
“Durante gli ultimi mesi di trattativa avevamo dato disponibilità a valutare l’ipotesi di uno slittamento dell’ultima quota di aumento” affermano i sindacati “purché si potesse giungere ad un’intesa complessivamente soddisfacente per tutte le parti sia sul piano normativo che salariale entro la scadenza naturale del contratto.”
Questo scenario si è però nelle ultime settimane allontanato di molto, a causa dell’impossibilità della controparte di fare sintesi al proprio interno.
La Federazione dei Pubblici Esercizi (Fipe) infatti si è all’improvviso sfilata dal confronto (dopo esserne stata sempre parte attiva) ritenendo i temi su cui si stava dibattendo insufficienti a fronteggiare una crisi che nei primi mesi del 2013 ha provocato la chiusura di moltissime imprese.
Le Federazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil non hanno nessuna intenzione di ignorare il contesto difficile in cui stiamo portando avanti da novembre 2012, con fatica e responsabilità ,questo difficile negoziato che colpisce il settore, così come tutto il Paese.
La responsabilità deve essere però un patrimonio di tutti e non solo delle Organizzazioni Sindacali.
“Non sono accettabili” proseguono “fughe in avanti o strumentalizzazioni volte a ritardare la conclusione delle trattative.”
Filcams, Fisascat e Uiltucs si dichiarano pronte a riprendere subito il negoziato che deve portare in tempi brevi al rinnovo del contratto nel rispetto degli affidamenti fino ad oggi condivisi e di quanto già previsto dagli accordi sottoscritti.
Qualora ciò non si dovesse verificare, verranno messe in campo tutte le iniziative vertenziali e di mobilitazione necessarie a tutela dei redditi e dei diritti di quasi un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori coinvolti da questa vertenza.

14 febbraio 2013

Turismo, riprende la trattativa per il rinnovo del contratto con Confcommercio

Il 13 febbraio scorso è ripartito il confronto con le parti datoriali aderenti a Confcommercio, per il rinnovo del Contratto nazionale del Turismo.
Le controparti hanno presentato un documento contenente le proprie proposte e pur essendo un insieme organico di richieste non molto dettagliato, il documento manifesta una serie di criticità che non possono essere ignorate e sottovalutate.
“Il documento è fortemente improntato alla volontà di recuperare competitività di sistema incidendo sul costo del lavoro” spiega Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil “senza, tra l’altro, tenere sufficientemente conto delle proposte sindacali. Se davvero esiste, un problema di competitività, esso è imputabile solo in parte residuale alle lavoratrici e ai lavoratori del settore.”
“E’ chiaro che questa sintesi” prosegue il segretario “andrà poi declinata nel negoziato per comprendere quali delle richieste datoriali saranno oggetto di distanze difficilmente colmabili, quali mediabili, e quali capaci di offrire risposte alle nostre richieste, ma al momento, la stesura di alcuni capitoli è per noi di difficile accettazione.”

Prima dell’incontro si è tenuta una riunione della delegazione trattante Filcams CGIL che aveva condiviso l’opportunità di sfruttare eventuali aperture utili a prefigurare un rinnovo in tempi celeri che salvaguardasse la struttura normativa del Contratto e offrisse, seppur in un contesto di sostenibilità economica dettata dai tempi di Crisi, soluzioni salariali adeguate alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti. Nei prossimi incontri si potrà verificare se tale percorso potrà trovare una concreta attuazione.
Appena il quadro complessivo acquisirà maggior chiarezza e leggibilità, sarà opportuno attivarsi tempestivamente per garantire tutte le informazioni alle lavoratrici e i lavoratori del settore per consentire lo di vivere nel quotidiano questa trattativa e la sua complessiva.
Il prossimo incontro è previsto per il 5 marzo.

22 novembre 2012

Turismo, al via le trattative per il rinnovo del contratto nazionale

È stata presentata alle controparti, – alle associazioni aderenti a Confcommercio e quelle aderenti a Confindustria – la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo in scadenza il prossimo 30 aprile 2013.
La Filcams Cgil, ha avanzato le proprie proposte, contemporaneamente alle altre rappresentanze sindacali Fisascat Cisl e Uiltucs Uil; con l’obiettivo comune di arrivare ad una sintesi e condivisa.
“Tenteremo di fare presto e bene per raggiungere un’intesa unitaria” ha affermato Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil.
“Vorremo fare un rinnovo che lanci anche un messaggio politico chiaro alle istituzioni, in merito al ruolo del turismo in questo paese. Questo settore se adeguatamente sostenuto potrebbe essere un volano dell’economia, mentre si continua ad ignorarne le potenzialità.
Dobbiamo tentare – prosegue Sesena – di individuare sinergie tra le parti sociali per avere una maggiore attenzione e rispetto, diventare soggetti attivi per avere un’interlocuzione con chi prende le decisioni.”

Contestualmente agli incontri negoziali le organizzazioni sindacali hanno siglato un accordo con le controparti per la diminuzione dei tempi previsti dalla legge per la successione dei contratti a tempo determinato.

13 novembre 2012

Rinnovo contratto nazionale turismo
La Filcams Cgil, approva e presenta la piattaforma rivendicativa

È stata approvata dall’attivo dei delegati e delle delegate della Filcams Cgil la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo in scadenza il prossimo 30 aprile 2013. Più di 800 assemblee, circa 18mila votanti ed una percentuale di favorevoli superiore al 96%, hanno portato all’approvazione del testo.
“La stagione contrattuale che oggi si inaugura sarà complessa, priva di termini di raffronto” afferma Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil responsabile del settore
Industria ricettiva, ristorazione collettiva, concessioni autostradali e stabilimenti balneari, il settore turistico è caratterizzato da una forte stagionalità, la concentrazione cioè dell’attività turistica solo in alcuni periodi dell’anno, con un picco dei lavoratori che oscillano da un milione a circa 700mila a seconda del periodo, alta presenza femminile (57%) e di giovani.
La crisi economica degli ultimi anni e la stagione estiva 2012, che ha fatto registrare un significativo calo del consumo turistico, fanno si che la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo si apra in un contesto difficile.
“La Filcams intende stare in campo e giocare fino in fondo la partita, nella difesa ostinata di alcuni punti fermi quali l’occupazione, la sua salvaguardia e il suo accrescimento”.
Al centro della proposta infatti, il lavoro, sul quale non si devono scaricare azioni di contenimento di costo, ma investimenti mirati e strategici, a medio e lungo termine.
Dal mantenimento dell’unicità contrattuale dell’azienda anche in caso di esternalizzazioni, alla protezione dei livelli occupazionali, garantendo la continuità occupazionale dei lavoratori nei cambi di appalto, nelle concessioni e nei passaggi di locali in affitto; incentivando le stabilizzazione dei rapporti di lavoro e contrastando le terziarizzazione, il lavoro sommerso e l’uso improprio della flessibilità (contratto a chiamata).
La Filcams Cgil chiede inoltre una attenzione maggiore e più lungimirante al settore, molto importante per l’economia italiana, che ha bisogno dell’impegno di tutte le forze coinvolte per avviare una sua ripresa. Il sindacato propone la costituzione di un tavolo permanente sulla Governance del settore turistico, per dar voce alle esigenze degli addetti e mettere il lavoro al centro delle politiche di settore; un Osservatorio del lavoro nel Turismo in grado di raccogliere e distribuire informazioni sull’andamento del settore e la costituzione di Tavolo di Concertazione per avviare un confronto sulla stagionalità.
Allo stesso tempo, si vuole proporre l’inserimento di elementi qualificanti e di attenzione verso i lavoratori nel rispetto della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: permessi per le lavoratrici e i lavoratori nel periodo di ingresso in famiglia di minori in affidamento o in caso di ricongiungimento famigliare di figli minori; di permessi per lavoratori stranieri in caso di rinnovo permesso di soggiorno; aspettativa non retribuita fino a guarigione clinica intervenuta anche per patologie gravi non oncologiche e non croniche.
Per recuperare il potere di acquisto e incentivare la propensione al consumo delle
lavoratrici e dei lavoratori del settore, la Filcams Cgil chiede un incremento della retribuzione di riferimento (livello 4 e C2) pari a 130 euro nel triennio: “una richiesta politica” conclude Sesena “che tenta di fornire una risposta adeguata alla precarietà salariale di più di un milione di lavoratori e di circa 300 000 lavoratori stagionali che la crisi ha acuito in modo impressionante”