Category Archives: CCNL TDS e Distribuzione Cooperativa 2013

È stata siglata nel pomeriggio del 12 luglio l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale del Terziario con le aziende aderenti a Confesercenti.

“Un risultato importante ” afferma la Filcams Cgil, “finalmente viene colmato un vuoto normativo atteso da oltre due anni, e si restituisce ai lavoratori il giusto riconoscimento salariale.”

Mercato del Lavoro, classificazione del personale, orari, sono tra gli altri elementi dell’intesa, i cui aumenti economici decorreranno da luglio 2016 con una tranche di 45 euro al IV livello e con un aumento economico complessivo di 85,00 euro al IV livello da riparametrare per gli altri livelli. Il contratto vede la scadenza al 31 dicembre 2017.

A questo si aggiunge un importo una tantum di 290 euro a copertura del 2015 e un Protocollo sulle aperture domenicali e festive nel settore commercio dove le parti si impegnano, entro il 31 dicembre 2016, a verificare, al secondo livello di contrattazione, le condizioni per la chiusura per almeno 12 giornate domenicali o festive all’anno, delle attività commerciali.

“ Nell’attuale contesto economico e nell’equilibrio tra le posizioni delle parti sviluppate nel corso di una trattativa complicata, la sigla dell’ipotesi  riconferma il valore del contratto nazionale ed è un passo fondamentale verso il riconoscimento e l’approvazione di un sistema di regole condivise” afferma la segretaria generale Maria Grazia Gabrielli, “ma soprattutto con questo rinnovo si pone un argine ulteriore alle difficoltà che il settore vive rispetto al dumping contrattuale che continua a vedere la divisione su più tavoli negoziali.”

I lavoratori del terziario, infatti,  con la firma del Contratto Nazionale TDS Confesercenti vedono un’ulteriore risposta e copertura, ma il settore è ancora in attesa del contratto nazionale della Distribuzione Cooperativa, per il quale la trattativa è in corso, e di Federdistribuzione che ha visto i lavoratori in sciopero nel mese di maggio a causa della cessazione del negoziato.

Il Testo dell’Accordo

Susanna Camusso a Lecce per le Giornate del Lavoro prende parte all’iniziativa locale

Per la terza volta, dopo il 7 novembre e il 19 dicembre 2015, il prossimo 28 maggio sarà un’altra giornata di sciopero #FuoriTutti per i dipendenti delle aziende della Grande Distribuzione aderenti a Federdistribuzione. Ikea, Pam e Panorama, Auchan, Carrefour, Leroy Merlin, Esselunga, solo alcuni dei più grandi marchi del settore, responsabili dell’assenza di un contratto nazionale di settore di riferimento.

Lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs prevede delle iniziative a livello territoriale.

Impegnata a Lecce in occasione delle Giornate del Lavoro, Susanna Camusso segretario generale della Cgil, parteciperà al presidio regionale che si terrà a Piazza dei Partigiani a partire dalle 9.30.

“È impensabile che, dopo oltre due anni, le grandi aziende del settore non vogliano siglare un contratto che dia giuste tutele ai lavoratori, regoli il settore e garantisca un’adeguata risposta salariale alle lavoratrici e ai lavoratori” ha affermato Susanna Camusso. “In questa come nelle altre vertenze contrattuali ancora aperte i lavoratori vogliono veder riconosciuto il loro lavoro. Il contratto nazionale è il patto che, regolando i comportamenti delle aziende e dei lavoratori garantisce, la crescita delle aziende, il rispetto della giusta concorrenza, lo sviluppo regolato del Paese, la qualità, la correttezza e la sicurezza del lavoro. Non riconoscere ai lavoratori un giusto contratto è un danno grave per i lavoratori, per il sistema delle imprese, per l’economia nazionale”.

Al presidio interverranno tre lavoratori, delegati di diverse aziende – Leroy Merlin, Ikea e Auchan; e dopo il saluto di Susanna Camusso, prenderanno la parola il segretario nazionale della Fisascat Ferruccio Fiorot, il segretario nazionale Stefano Franzoni per la Uiltucs e per la Filcams Cgil parteciperà la segretaria generale Maria Grazia Gabrielli.

 

È previsto per lunedì 30 maggio l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico tra l’Azienda e i Sindacati per discutere della complessa vertenza che coinvolge i 465 lavoratori della Consulmarketing spa, l’intero organico destinato alla rilevazione dei prodotti della grande distribuzione all’interno dei supermercati. L’azienda persiste attraverso la minaccia del licenziamento, nella richiesta del netto abbassamento di diritti e tutele dei dipendenti, e in alternativa propone di assumere tutti i lavoratori con contratti co.co.co., diminuendo retribuzioni e deregolamentando la normativa relativa al contratto nazionale di lavoro.

I sindacati hanno richiesto al Ministero il diretto coinvolgimento della Multinazionale Nielsen Italia, committente quasi esclusivo della Consulmarketing, dalla quale dipende il rinnovo della commessa per questi lavoratori.

I dipendenti riuniti in assemblea hanno confermato lo stato di agitazione e proclamato al momento 5 giornate di sciopero, in concomitanza delle quali si svolgeranno dei presidi unitari.

Gli appuntamenti previsti saranno quindi il 30 maggio a Roma, sotto il Ministero dello Sviluppo Economico dalle ore 9.00 e il 31 maggio a Milano Assago, sotto la sede della Nielsen Italia a partire dalle ore 11.00.

#FuoriTutti  ancora più forte! lo slogan della protesta del 28 maggio indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs

Sabato 28 maggio incroceranno nuovamente le braccia i 300mila addetti della grande distribuzione organizzata per rivendicare il contratto nazionale di lavoro atteso da due anni e mezzo.  La protesta #FuoriTutti  Ancora Più Forte!, che si svolgerà con presidi e mobilitazioni regionali e locali,  è stata indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs in seguito alla rottura dei negoziati con la Federdistribuzione.  Al tavolo di trattativa  l’associazione datoriale ha avanzato condizioni inaccettabili in ordine alla destrutturazione del sistema di inquadramento professionale,  alla deroga sull’applicazione della contrattazione nazionale anche in assenza di accordo decentrato e al trattamento economico, con la proposta di una massa salariale di gran lunga inferiore a quella percepita dai lavoratori dipendenti delle imprese della distribuzione commerciale aderenti alla Confcommercio.

Il tono della mobilitazione si è ulteriormente inasprito in seguito all’erogazione dell’aumento economico deciso unilateralmente dall’associazione datoriale della Gdo, per i sindacati argomento necessariamente da ricondurre nell’ambito del tavolo di confronto per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro.

Le piazze della mobilitazione 

Abruzzo
Dalle ore 9.30 presidio davanti la sede del Centro Commerciale di Città Sant’Angelo.

Trentino/Alto Adige
Dalle ore 9.30 manifestazione regionale unitaria organizzata a Bolzano Ponte Talvera, lato passeggiate San Quirino.

Calabria
Alle ore 9.30 presidio regionale e volantinaggio a Lamezia Terme. E’ prevista la partecipazione del segretario organizzativo della Fisascat Rosetta Raso.
Reggio Calabria, presidio e volantinaggio davanti al punto vendita Zara

Campania
Napoli - Dalle ore 9.30 presidio unitario e volantinaggio organizzato davanti la sede Ikea di Afragola dove confluiranno anche i manifestanti di Salerno, Avellino e Benevento.
Caserta – Dalle ore 9.30 presidio unitario e volantinaggio organizzato davanti il centro commerciale Mida3.

Emilia Romagna
Bologna – Dalle ore 9.30 presidio unitario e volantinaggio nei pressi del centro commerciale Shopville Casalecchio di Reno nel piazzale antistante il punto vendita Ikea.
In Romagna presidi unitari e volantinaggio davanti le sedidei principali punti vendita della Gdo Bennet, Ovs, Ikea, Arca, Aeo, Iper Punta di ferro e Iper Savignano.
Ferrara – Dalle ore 9.30 presidio unitario e volantinaggio davanti l’Interspar Gruppo Despar.
Parma/Piacenza - Dalle ore 9.30 presidio unitario e volantinaggio a Parma davanti la sede Ovs.

Friuli Venezia Giulia
Dalle ore 9.30 manifestazione regionale unitaria al centro commerciale Città Fiera di Udine.

Lazio
Dalle ore 9.30 a Roma volantinaggio presso la Coin di San Giovanni, il punto vendita Carrefour di Piazzale delle Provincie e il punto vendita Sma di Piazza Bologna. Alle 11.30 manifestazione regionale unitaria in Piazza Bocca della Verità. E’ prevista la partecipazione del segretario generale della Fisascat Cisl Pierangelo Raineri.

Liguria
Genova - Dalle ore 9.30 presidi e volantinaggio davanti i principali punti vendita della Gdo.
Sanremo – Alle ore 10.00 presidio unitario e volantinaggio davanti i punti vendita della Gdo.
Savona – Alle ore 10.00 presidio unitario e volantinaggio davanti i punti vendita della Gdo.
La Spezia – Dalle ore 10.00 presidio unitario e volantinaggio davanti il punto Vendita Esselunga.

Lombardia
Milano – Dalle ore 9.30 presidi e volantinaggio davanti principali punti vendita della Gdo.
Bergamo – Dalle ore 9.30 alle presidio unitario e volantinaggio davanti il centro commerciale di Curno dove sono presenti i punti vendita Auchan, Coin, Oviesse.
Brescia – Dalle ore 9.30 presidi e volantinaggio davanti i principali punti vendita della Gdo.
Como/Varese – Dalle ore 9.30 presidi e volantinaggio davanti i principali punti vendita della Gdo.
Lecco – Dalle ore 10.00 presidio unitario e volantinaggio davanti la sede Sma.
Monza – Dalle ore 9.30 presidio unitario e volantinaggio davanti la sede de La Rinascente in Largo Mazzini.
Pavia – Dalle ore 9.30 presidio unitario davanti il punto vendita Bennet di San Martino Siccomario.
Cremona volantinaggio e presidio davanti a Finiper e a Crema davanti all sede del Simply.
Ticino Olona presidio davanti a Auchan Nerviano e Esselunga Legnano.

Marche
Dalle ore 9.30 presidi unitari e volantinaggio davanti i principali punti vendita della grande distribuzione: ad Ancona davanti i supermercati Sma e Auchan. A Macerata davanti il punto vendita Finiper. A Pesaro davanti i punti vendita Auchan di Fano e Finiper. Ad Ascoli Piceno  davanti i supermercati Sma Grotta a Mare e Auchan di Sant’Elpidio.

Piemonte
Dalle ore 9.30 a Torino manifestazione regionale unitaria.  Concentramento in piazza Arbarello. Previsto il corteo per le vie cittadine e il comizio conclusivo finale in piazza Carignano. Per la Filcams Cgil parteciperà il segretario Nazionale Fabrizio Russo e per la Uiltucs il segretario generale Brunetto Boco

Puglia
Dalle ore 9.30 a Lecce manifestazione regionale unitaria in Piazza dei Partigiani………. E’ prevista la partecipazione del segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Per la Fisascat prenderà parte alla mobilitazione il segretario nazionale della Fisascat Ferruccio Fiorot per la Filcams Cgil parteciperà la segretaria generale M. Grazia Gabrielli e per la Uiltucs il segretario nazionale Stefano Franzoni

Sardegna
Cagliari - Alle ore 9.30 manifestazione unitaria e volantinaggio davanti la sede de La Rinascente.
Sassari – Alle ore 9.30 presidio e volantinaggio davanti ai punti vendita.

Sicilia
Palermo -  Alle ore 9.30 manifestazione unitaria davanti la sede Ovs di Palermo in Via Libertà.
Messina - Alle ore 9.00 partenza del corto unitario da Viale San Martino davanti la sede Coin e si prosegue per Via Garibaldi fino a Piazza Garibaldi dove si terrà il comizio conclusivo.
Catania – Alle ore 9.30 concentramento in Via Etnea. Il corteo raggiungerà la sede della Prefettura cittadina dove si svolgerà il comizio unitario conclusivo.
Siracusa – Alle ore 9.00 concentramento davanti la sede Auchan di Melilli.
Ragusa – Il 27 maggio alle ore 9.30 davanti il magazzino Ergon.

Toscana
Vele in strada, cortei e presìdi dei lavoratori davanti ai centri commerciali in tutta la Toscana

MASSA CARRARA
Itinerario vela:
Ore 9 Carrefour Massa, Via Massa Avenza. Con presidio
Ore 10 Esselunga Massa, Viale Roma. Con presidio
Ore 11 Esselunga Carrara, Viale XX Settembre
Ore 12 Pam Viale Malaspina, Caniparola
LIVORNO
Itinerario vela:
Ore 9 Pam Livorno, Via Firenze. Con presidio
Di seguito passaggio da UPIM e COIN
PISTOIA
Itinerario vela:
Ore 9 Pam a Quarrata (Olmi)
Ore 10 Esselunga Pistoia, Viale Matteotti
Alle 11.00 Panorama Pistoia, Via Bartolomeo Sestina
Ore 12,30 Esselunga Montecatini
Ore 14 Panorama Pistoia
AREZZO
Itinerario vela:
Ore 9 Esselunga Arezzo, Via Sala Vecchia
di seguito passaggio alle Pam di Via V. Alfieri
GROSSETO
Itinerario vela:
Ore 9 Pam Grosseto, Via del Sabotino. Presidio
PISA
Itinerario vela:
A Pisa ci sarà un presidio itinerante, con partenza da Esselunga Pisa e ritorno ad Esselunga Pisa.
Ore 9 Esselunga Pisa, Via Cisanello
Ore 10 Carrefour San Giuliano
Ore 10,15 Metro Ospedaletto
Ore 10,45 Ikea Pisa
Ore 11,30 Pam Fornacette
Ore 12 Panorama Pontedera (con sosta panino)
Alle 14,15 parte il percorso inverso, facendo tutte le varie tappe (di mezz’ora in mezz’ora) fino all’arrivo-ritorno all’Esselunga Pisa per le 16,30 circa
PRATO
Itinerario vela:
Ore 9 Pam Prato, Via Targetti
Ore 10 Esselunga Viale Galilei
Ore 11 Parco Prato
Ore 12 Esselunga Pratilia
Ore 12,30 Pam Pistoiese e Ferrucci
LUCCA
Itinerario vela:
Ore 9 Pam Altopascio
A seguire Esselunga Porcari e Marlia, Carrefour, Bricocenter, Esselunga Arancio, S. Concordio, C. del Prete
FIRENZE
Itinerario vela:
Ore 9,30 Piazzale Ikea S.Fiorentino
Ore 10,30 Area Centro commerciale Osmannoro
Ore 11,30 sede logistica Esselunga Osmannoro
I lavoratori si sposteranno da un punto ad un altro a piedi
SIENA
Presidio-volantinaggio dei lavoratori davanti alla Pam
Umbria 
Alle ore 10.00 manifestazione regionale a Terni in Viale Bramante.

Valle D’Aosta
Il 27 maggio alle ore 9.30 ad Aosta conferenza stampa unitaria presso la sede della Cgil in Via Binel 24.

 

Veneto

Alle ore 10.00 a Mestre manifestazione regionale unitaria in Piazzetta delle Barche.

 

 

Le iniziative dei territori

Il prossimo 28 maggio, sarà una giornata di sciopero per le lavoratrici e i lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione:  Auchan, Carrefour, Esselunga, Ikea, Coin, OVS, Pam e Panorama, Zara, per citare solo alcuni dei grandi marchi della Grande Distribuzione e della Distribuzione Organizzata.

L’assenza di un Contratto Nazionale di riferimento, e di aumenti salariali da quasi tre anni, sono tra i principali motivi della mobilitazione proclamata a livello nazionale e prevista a livello territoriale e davanti a centinaia di punti vendita.

Dopo gli scioperi del 7 novembre e del 19 dicembre 2015, era ripreso il confronto tra Federdistribuzione e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS, per definire un Contratto Nazionale di settore.

La trattativa si è nuovamente interrotta ad aprile. Dopo una serie di incontri si è evidenziata, ancor di più, la distanza tra le parti: “Federdistribuzione vuole riversare sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso del calo dei consumi degli ultimi anni” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “non riconoscendo loro la giusta dignità e il giusto salario”.

Intanto, il tempo di consumare la rottura e Federdistribuzione ha dato mandato alle proprie aziende, di erogare nel mese di maggio, a titolo di anticipo sui futuri aumenti, 15 euro. Una scelta unilaterale che tende a frapporre ulteriore distanza rispetto alla ricerca di una soluzione condivisa sul Contratto Nazionale. Una scelta, inoltre, che determina ulteriore distanza con il resto del settore, in primo luogo rispetto ai lavoratori delle aziende aderenti a Confcommercio che raggiungeranno, alla stessa data, 45 degli 85 euro di aumenti complessivamente previsti.

La questione salariale, oltre alle richieste di interventi normativi peggiorativi, è un tema centrale proprio per le dinamiche della concorrenza, poiché l’obiettivo di Federdistribuzione è quello di erogare una massa salariale notevolmente inferiore con una proposta pari a circa 1800 euro, con una totale “scopertura” per 2014, 2015 e parte del 2016; il Contratto rinnovato nel marzo del 2015 con Confcommercio, prevede invece una massa salariale di 3000 euro al 31 dicembre 2018, con aumenti già erogati nel 2015 ed altri ancora che verranno corrisposti tra il 2016 e il 2017.

È una differenza importante che si determinerebbe tra i lavoratori e una responsabilità nell’introdurre dumping nel mercato che oltre alle disuguaglianze vede quindi un effetto distorsivo tra competitor.

Le difficoltà della crisi economica, il calo dei consumi, le aperture illimitate, le disdette dei contratti integrativi hanno già fortemente condizionato i dipendenti del settore, e la mancanza di una cornice contrattuale nazionale condivisa non può che costituire un ulteriore peso negativo per i lavoratori.

“Abbiamo responsabilmente provato a costruire dei punti di equilibrio per la definizione di un contratto che sarebbe il primo Contratto Nazionale della Grande Distribuzione  e della Distribuzione Organizzata” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “ma abbiamo dovuto registrare una chiusura netta e indisponibilità a cui non può esserci risposta diversa se non quella dello sciopero del 28 maggio e le altre iniziative che seguiranno”.

 

Riprende la trattativa per il rinnovo del contratto per i dipendenti della distribuzione cooperativa. Le Organizzazioni sindacali Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs e le associazioni nazionali Ancc Coop, Confcooperative ed Agci Agrital, hanno pianificato i prossimi incontri a partire dal 30 maggio.

Grazie alla sigla di un’intesa, sono state poste le basi per intraprendere un negoziato strutturato e finalizzato ad approfondire i temi di merito, e concordata l’erogazione, unitamente alla mensilità relativa al mensilità in corso, di 200,00 € a titolo di anticipo sui futuri aumenti retributivi.

L’obiettivo della Filcams è stato quello di riconquistare l’autonomia del tavolo rispetto a quello di Federdistribuzione, in particolare riportando anche il salario nel negoziato” dichiara Alessio Di Labio “la strada è ovviamente ancora tutta in salita. Le parti ripartiranno dalle proprie proposte e istanze al fine di individuare possibili punti di incontro e gli equilibri necessari al rinnovo. Un percorso che resta sicuramente difficile e complesso ma inevitabile, che mette le parti di fronte alla responsabilità di dimostrare la capacità di trovare un accordo volto a garantire alle lavoratrici e ai lavoratori, nonché alle imprese cooperative, uno strumento fondamentale quale il contratto nazionale.

Il 28 maggio sarà sciopero Fuori Tutti per le lavoratrici e i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata aderente a Federdistribuzione, si è rotta infatti, a causa dell’arroganza e delle richieste inaccettabili dell’associazione datoriale, la trattativa per la definizione del Contratto Nazionale .

A subirne le conseguenze sono i dipendenti, senza un quadro normativo di riferimento, senza aumenti contrattuali ormai da ottobre 2013, a differenza dei colleghi delle imprese di Confcommercio, e in balia delle decisioni, a volte ricattatorie, delle aziende.

Per la terza volta in meno di un anno, le lavoratrici e i lavoratori scenderanno in piazza per far sentire la loro protesta, ancora più forte.

Il 28 maggio saranno organizzate iniziative e manifestazioni a livello locale, con l’obiettivo di coinvolgere quanti più lavoratori possibili e ottenere la solidarietà di clienti e cittadini.

28 Maggio
Scarica il Volantino Fuori Tutti

Volantino Avanti Sempre Tutti

Le ragioni dello Sciopero

 

 

Federdistribuzione nel corso del negoziato per la definizione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori della Grande Distribuzione e della Distribuzione Organizzata, si è resa disponibile ad erogare per il triennio 2016/2018 una massa salariale pari a circa 1800 euro soltanto, con una totale “scopertura” per 2014, 2015 e parte del 2016.

Il Contratto rinnovato nel marzo del 2015 da Filcams, Fisascat e UILTuCS con Confcommercio, applicato ai tanti lavoratori che prestano attività in aziende del Commercio e della Distribuzione, prevede invece una massa salariale di 3000 euro al 31 dicembre 2018, con aumenti già erogati nel 2015 ed altri ancora che verranno corrisposti tra il 2016 e il 2017.

contrattoFederdistribuzione

 

Al 31.12.2018 tra i lavoratori delle grandi aziende di Federdistribuzione e i lavoratori delle imprese associate a Confcommercio ci sarebbe una differenza retributiva di circa € 1200!

È QUESTO IL CONTRATTO CHE VUOLE FEDERDISTRIBUZIONE?

Nel pomeriggio di ieri 13 aprile sono cessate le trattative per la definizione del primo contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende aderenti a Federdistribuzione.

Le ragioni della rottura sono da ricondurre alle condizioni inderogabili e non negoziabili poste da Federdistribuzione per la sigla del contratto, vale a dire:

  1. La destrutturazione del sistema di inquadramenti utilizzando la leva del jobs act;
  2. L’imposizione di norme destinate a consentire alle aziende di derogare a tutte le norme del futuro contratto anche in assenza di accordo tra le parti a livello aziendale;
  3. La definizione di aumenti salariali che determinerebbe al 31.12.2018 una massa salariale di 1.831 euro al 4° livello a fronte dei 3.000 euro previsti alla stessa data e al medesimo livello d’inquadramento dal contratto applicato ai dipendenti delle altre aziende del commercio, ossia alla stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Porre a 28 mesi dall’inizio dei negoziati tali condizioni inderogabili e non negoziabili dimostra che l’asserita volontà di Federdistribuzione di realizzare un’intesa è priva di fondamento. Federdistribuzione vorrebbe imporre un diktat inaccettabile attraverso cui realizzare un evidente vantaggio competitivo a danno dei propri dipendenti.

In aggiunta a ciò è emersa palese la volontà di Federdistribuzione di modificare in peggio le norme contrattuali sul mercato del lavoro, l’orario di lavoro e la bilateralità, con particolare riferimento ai sistemi di welfare (assistenza e previdenza integrative), determinando un danno aggiuntivo per i dipendenti delle imprese ad essa associate.

Le Organizzazioni Sindacali Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS proclamano, nelle aziende aderenti a Federdistribuzione, uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 28 maggio 2016 ed ulteriori otto ore di sciopero da gestire a livello territoriale ed approfondiranno nei prossimi giorni le ulteriori iniziative da adottarsi.

Roma, 14 aprile 2016

 

In occasione della tornata di trattative svoltasi nelle giornate del 31 marzo e del 1 aprile Federdistribuzione ha presentato i primi testi che dovrebbero costituire parte del futuro Contratto Nazionale di settore, in particolare sui temi del mercato del lavoro e dell’orario.

Nello specifico:

Infine, Federdistribuzione ha presentato un primo testo di un “Protocollo per la gestione di gravi crisi aziendali”, con la richiesta alle Organizzazioni sindacali di precisare quali possibili automatismi potrebbero essere previsti già nel Contratto Nazionale in caso di mancato raggiungimento di un accordo al secondo livello avente ad oggetto deroghe alle disposizioni del contratto nazionale in materia di organizzazione del lavoro, orari, prestazione lavorativa e relativi costi, ovvero differenti modulazioni degli aumenti contrattuali previsti dal futuro Contratto Nazionale.

Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS non hanno potuto fare altro che riscontrare il permanere di rilevanti e notevoli distanze tra le Parti in ordine ai temi sopra ricordati. La trattativa è stata pertanto aggiornata alle giornate del 13 aprile e 14 aprile.

 

Lo scorso 8 marzo è proseguito, a livello di delegazione ristretta, il negoziato con Federdistribuzione, ai fini della definizione del Contratto nazionale di comparto.

Nel corso dell’incontro, l’Associazione datoriale, confermando la disponibilità ad erogare, nel periodo di vigenza del Contratto, i medesimi aumenti retributivi previsti dal rinnovo del Contratto Nazionale  Confcommercio (85 euro), ha nel contempo ribadito l’esigenza di prevedere una durata dello stesso per il triennio 2016/2018, con decorrenza dalla sottoscrizione dell’eventuale accordo.

Il mantenimento di tale impostazione come rimarcato unitariamente, determinerebbe forti distanze non solo rispetto ai termini di decorrenza e durata e alla conseguente “scopertura” salariale per il periodo di vacanza contrattuale 2014, 2015 e, parzialmente 2016, ma anche in ordine alla definizione della massa, che, in considerazione di quanto sostenuto al tavolo da Federdistribuzione, si attesterebbe ampiamente al di sotto  di quanto previsto dal rinnovo Confcommercio.

Federdistribuzione ha inoltre precisato la richiesta, avanzata nel precedente incontro, circa l’esigenza di modificare l’assetto derogatorio introdotto nel precedente rinnovo contrattuale, relativamente alla possibilità di renderne più cogenti i termini del confronto e prevederne l’estensione agli istituti salariali.

Secondo l’impostazione illustrata, rappresenterebbero una priorità le situazioni di crisi aziendali di “particolare gravità”, per le quali sarebbe necessario intervenire con maggior drasticità, introducendo, a titolo esemplificativo, la possibilità di prevedere un differimento “automatico” dei termini di erogazione delle tranches di incremento salariale derivanti dal rinnovo contrattuale.

A questa prima tipologia di intervento, se ne aggiungerebbe una seconda, per la quale il perimetro dell’eventuale derogabilità dovrebbe essere ricompreso nella formulazione “orari, prestazioni di lavoro e relativi costi”.

Entrambe le modalità indicate, troverebbero applicazione qualora, a seguito del confronto di secondo livello, non sarebbe possibile raggiungere un accordo, prefigurando quindi un automatismo “a valle” del confronto stesso.

È stato inoltre confermato da parte dell’Associazione datoriale, l’interesse ad introdurre un meccanismo di assorbimento dei “premi fissi aziendali” (ex Protocollo 21/07/93) rispetto ad aumenti retributivi riconosciuti a seguito dell’eventuale definizione del Contratto nazionale.

In aggiunta a tali richieste, Federdistribuzione contempla altri due ambiti di discussione, relativamente a parte delle misure individuate nel contesto del rinnovo del Contratto Nazionale Confcommercio del 2015 (in primo luogo in tema di flessibilità dell’orario e nell’ambito della disciplina dei contratti a tempo determinato e parziale) e ad alcune delle disposizioni del Jobs Act (demansionamento e apprendistato).

Rispetto all’impostazione complessiva, oltreché nel merito, anche alla luce delle ulteriori precisazioni dettagliate nell’ultimo incontro, Filcams Cgil , Fisascat Cisl e UILTuCS hanno unitariamente espresso contrarietà ed evidenziato forti distanze e preoccupazione per l’andamento della trattativa.

In considerazione della problematicità degli argomenti posti, il confronto è stato aggiornato ai prossimi 31 marzo e 1 aprile.

Lo scorso 29 febbraio è ripreso, a livello di delegazione trattante, il negoziato con Federdistribuzione, ai fini della definizione del Contratto Nazionale di comparto.

Nel corso dell’incontro, a fronte della disponibilità avanzata dall’Associazione datoriale ad erogare, nel periodo di vigenza del Contratto, i medesimi aumenti retributivi previsti dal rinnovo del Contratto Nazionale Confcommercio (85 euro), sono emerse forti distanze sia rispetto alla determinazione della massa salariale che ai termini di decorrenza e durata.

Distanze che Filcams, Fisascat e UILTuCS hanno evidenziato anche rispetto alle esigenze poste da Federdistribuzione in tema di deroghe al Contratto Nazionale, circa la possibilità di prevederne l’estensione agli istituti salariali e l’esigibilità  immediata al primo livello di contrattazione.

A tali richieste si aggiunge, da parte dell’Associazione datoriale, l’introduzione di un meccanismo di assorbimento dei “premi fissi aziendali”, rispetto ad aumenti retributivi riconosciuti a seguito dell’eventuale definizione del Contratto Nazionale.

In considerazione della problematicità degli argomenti posti e della necessità di effettuare ulteriori approfondimenti, il confronto è stato aggiornato a martedì 8 marzo.

 

Si è svolto a Roma un incontro tra le organizzazioni sindacali  Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs  e Federdistribuzione. Un primo confronto che ha portato alla decisione di riavviare il negoziato per definire il contratto nazionale di settore.

Dopo due anni di trattativa, lo scorso settembre le organizzazioni sindacali avevano proclamato due giornate di mobilitazione per il 7 novembre e il 19 dicembre 2015, durante le quali, al grido di “Fuori tutti”, le lavoratrici e i lavoratori sono scesi in piazza per far sentire la loro protesta.

Nei prossimi giorni saranno pianificate le prime date della trattativa per il contratto nazionale.

È stato confermato l’incontro del prossimo 12 febbraio tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federdistribuzione. Una ripresa dei rapporti tra le parti, dopo gli scioperi e le iniziative di novembre e dicembre, durante i quali le lavoratrici e i lavoratori si sono mobilitati per ribadire l’importanza del Contratto Nazionale.
“La disponibilità all’incontro è un primo segnale” afferma la Filcams Cgil, “ma solo nei prossimi giorni saremo in grado di comprendere se ci sono effettivamente le condizioni per un riavvio del confronto e per l’eventuale definizione di un’intesa”.

Una risposta forte è venuta oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, stanchi dei continui attacchi alla loro dignità e ai loro diritti. Le difficoltà del settore e l’assenza di un contratto di lavoro di riferimento si stanno ripercuotendo fortemente su chi ogni giorno, con professionalità e impegno porta avanti il proprio lavoro.

“ Lo sciopero del commercio 19 dicembre e la partecipazione alla manifestazione di Milano hanno voluto riaffermare il valore, la dignità e il ruolo del contratto nazionale, e allo stesso tempo mettere al centro la condizione di chi lavora in questo settore tra crisi aziendali, continue richieste di flessibilità  e gli effetti negativi della liberalizzazione degli orari e delle aperture” ha commentato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil a margine della manifestazione.

E solo nel rispetto e nella tutela di questi lavoratori che potrà avvenire la ripresa del negoziato, con un diverso approccio delle controparti per avviare un confronto costruttivo e concreto.

Il punto di rottura tra sindacati e imprese, ruota ancora attorno al binomio salario/diritti: le imprese vorrebbero mettere mano ad alcuni istituti contrattuali, per poi eventualmente dare una risposta anche sotto i profilo del salario: “un binomio” secondo Gabrielli, “che non costituisce un presupposto possibile per la costruzione di un’intesa”.

Inoltre, è obiettivo dei sindacati, quello di evitare il dumping contrattuale e portare ai lavoratori un risultato omogeneo, motivo per il quale anche sui tavoli di Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e di Confesercenti, viene preso di riferimento il rinnovo del contratto nazionale di Confcommercio di marzo 2015: “Questo non significa” spiega la segretaria generale della Filcams, “negare le specificità che pure ci sono tra i diversi tavoli, ma le diversità e le peculiarità, non possono essere utilizzate per legittimare arretramenti sotto il profilo normativo e del salario.”

La preoccupazione che ha portato, nei giorni prima dello sciopero, le Aziende e le Associazioni datoriali a mandare messaggi per rassicurare i clienti della possibilità di fare la spesa, testimonia come i valori e le priorità siano profondamente alterati: tra i diritti ancora costituzionalmente garantiti c’è il Diritto allo sciopero e non risulta invece il diritto allo shopping.

Certo, il periodo è quello tra i più importanti per il settore, ma altrettanto importante è il Contratto Nazionale di Lavoro: “La scelta della giornata non è casuale, e i continui attacchi non fanno altro che rafforzare la nostra valutazione” conclude Gabrielli, “le lavoratrici e i lavoratori nella piazza di sabato esprimono il disagio che vivono e la richiesta di un contratto dignitoso. E’ tempo sicuramente di regali ma soprattutto di ascoltare la richiesta legittima che arriva dalla piazza di Milano e passare dalle dichiarazioni d’intenti a consegnare messaggi diversi se realmente si vuole costruire il Contratto Nazionale”.

Sarà ancora un Natale senza contratto, ma dove vuole andare il Governo senza risorse per lavoratori e pensionati?

Susanna Camusso segretario generale della Cgil era oggi in piazza a Milano con i lavoratori del commercio: “la crisi non è finita, ma non si può scaricare la competitività sul lavoro” ha affermato nel suo discorso conclusivo: “Il contratto non è un privilegio, è un fondamentale strumento contro i ricatti e chi lavora deve essere pagato giustamente. Continueremo oltre oggi, perché vogliamo il contratto!”

Comunicato Unitario – Sciopero commercio, migliaia di lavoratori al corteo milanese per i nuovi contratti nazionali di lavoro

Le immagini dello sciopero

 

L’archivio fotografico FILCAMS

Alle 12.00 la manifestazione in piazza della scala con gli interventi di Camusso, Petteni e Barbagallo

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori che da questa mattina sfilano al corteo organizzato a Milano dalle federazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per i nuovi contratti nazionali di lavoro attesi da 24 mesi dagli oltre 500 mila dipendenti delle imprese della grande distribuzione organizzata aderenti alla Federdistribuzione, del sistema cooperativo e delle aziende commerciali facenti capo alla Confeserenti.

Sciopero Commercio
Da Corso Venezia, passando per Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Via Catena e Via Case Rotte, il corteo è diretto in Piazza della Scala, dove alle ore 12.00 si alterneranno gli interventi dei delegati delle aziende del settore, e dei vari esponenti di CGIL CISL UIL.
Si tratta della seconda giornata di mobilitazione contro lo stallo negoziale in replica alla prima partecipatissima giornata di sciopero del 7 novembre scorso alla quale non è purtroppo seguita l’auspicata ripresa dei negoziati né è stato individuato un punto di mediazione per giungere al rinnovo dei contratti.
Chiara e netta la posizione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno dichiarato la ferma contrarietà sulle proposte della Federdistribuzione,  riferite  alla cancellazione degli istituti economici previsti dal contratto,  e confermato l’indisponibilità a trattare sulla pesante riduzione del costo del lavoro avanzata da ANCC Coop, AGCI, CCI sul tavolo della distribuzione cooperativa, dove le associazioni datoriali del settore puntano sostanzialmente al recupero di competitività delle imprese attraverso l’annullamento delle condizioni costruite nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali.

Sono di queste essere ore i diversi messaggi di solidarietà che stanno arrivando alla Filcams Cgil. 

La FLC CGIL esprime il pieno sostegno allo sciopero del 19 dicembre delle lavoratrici e dei lavoratori di Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti; “ Essere Tutti a Milano per quest’appuntamento significa dare forza e vigore a rivendicazioni che non devono e non possono passare inosservate, perché rappresentano la base che regge tutta l’impalcatura del lavoro. Siamo con voi in questa mobilitazione e vi auguriamo la buona riuscita della manifestazione.

Aderiamo alla mobilitazione e allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti che rivendicano il rinnovo del contratto nazionale di settore dopo un attesa di oltre due anni” ha dichiarato in una nota Agenquadri. “Riteniamo incredibile che dopo tutti questi anni di evidenti arretramenti sui diritti e sulle tutele dei lavoratori, di ricerca spasmodica di riduzione del costo del lavoro, ancora si cerchi di scaricare su chi lavora la necessità di recuperare la produttività perduta negli anni della crisi, anziché intervenire assieme e non contro il sindacato per il rilancio del settore. Siamo i primi a dire che bisogna dare risposte vere alle esigenze organizzative del lavoro e alla crescita di produttività, ma senza che questo incida sul giusto e dignitoso aumento salariale che meritano le lavoratrici e i lavoratori del settore.”

E ancora la Fp Cgil con un video appello del segretario generale Rossana Dettori, e i pensionati mediatici dello Spi Cgil che tramite twitter rilanciano l’invito a non fare sabato 19 dicembre.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, si dichiara disponibile “nientemeno” che a riconoscere aumenti a partire dal 2016.
- In questo modo i lavoratori delle aziende della “Distribuzione Moderna Organizzata” perderebbero due anni interi di incrementi salariali, il 2014 e il 2015.
- Per il triennio 2016/2018 gli aumenti che Federdistribuzione vorrebbe erogare sarebbero, in ogni caso, nettamente inferiori a quelli previsti dal recente rinnovo del CCNL Confcommercio, determinando una discriminazione tra lavoratori che prestano attività nel medesimo settore.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, dichiara che verranno mantenute la XIII° e XIV° mensilità, le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo e gli scatti di anzianità.
-  In due anni di trattativa, fino agli ultimi incontri che si sono tenuti tra luglio ed ottobre, Federdistribuzione ha sempre sostenuto che, per arrivare alla definizione del CCNL, fosse necessario intervenire, peggiorandone la disciplina, su automatismi contrattuali (scatti di anzianità, passaggio automatico dal V al IV livello…), su permessi retribuiti e su distribuzione dell’orario di lavoro e, in aggiunta, che fosse necessario prevedere una sospensione dell’incidenza di XIII^ e XIV^ mensilità sul trattamento di fine rapporto.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, dichiara di voler aumentare i salari.
-  Ed infatti buona parte delle principali aziende associate a Federdistribuzione continua a disdettare la Contrattazione Integrazione Aziendale, determinando per i lavoratori ingenti perdite salariali.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, dichiara di voler tutelare i livelli occupazionali.
-  Ne sono la riprova le svariate procedure di licenziamento collettivo avviate dalle “aziende industriali del commercio” (!), che hanno coinvolto, soltanto nell’ultimo anno, migliaia di lavoratori.
ED ORA, CON CHIAREZZA… TUTTI A MILANO IL 19 DICEMBRE!

Gabrielli: “Uno sciopero, quello del 19 dicembre, che vuole mettere al centro anche la condizione più generale di chi lavora in un settore che ha vissuto una fase di difficoltà e di cambiamenti, per la crisi dei consumi e per scelte legislative.”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno organizzato la manifestazione Nazionale a Milano, presenti anche Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo, per le Confederazioni.

Sono di nuovo pronti ad incrociare le braccia le lavoratrici e i lavoratori del commercio, dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti per rivendicare il contratto nazionale di settore dopo un attesa di oltre due anni.

Tutti a Milano
Sabato 19 dicembre è di nuovo #FuoriTutti. Nel week end che precede il Natale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno organizzato una manifestazione nazionale a Milano.
Il corteo partirà alle 1030 da Corso Venezia (angolo via Palestro) per arrivare poi a Piazza della Scala dove i delegati e lavoratori del settore faranno sentire la loro voce. Saranno presenti i segretari generali di categoria, Maria Grazia Gabrielli, Pierangelo Raineri e Brunetto Boco; e concluderanno la mattinata Susanna Camusso, Gigi Petteni, Carmelo Barbagallo, per le Confederazioni.

Dopo l’importante mobilitazione del 7 novembre, non ci sono stati segnali di apertura delle controparti, rimaste sulle rispettive posizioni: proposte che mirano esclusivamente a ridurre il costo del lavoro intervenendo su alcuni istituti fondamentali e moderando l’aumento salariale.
Federdistribuzione, dopo la fuoriuscita da Confcommercio, ha intrapreso una trattativa per il contratto nazionale proponendo, di fatto, l’arretramento di alcuni importanti istituti (permessi retribuiti, scatti d’anzianità, sospensione dell’incidenza di XIII^ e XIV^ mensilità sul trattamento di fine rapporto), motivato dalla necessità di recuperare la produttività; e respingendo riferimenti a soluzioni sul salario, omogenee a quelle raggiunte nel contratto del commercio siglato con Confcommercio a marzo 2015.
Le imprese cooperative, invece, pur dichiarando di voler rinnovare il contratto, hanno anch’esse avanzato proposte e interventi che diminuiscono diritti e tutele dei lavoratori, annullando così gli elementi che hanno contraddistinto in questi anni il contratto nazionale di lavoro.

“Uno sciopero, quello del 19 dicembre, che vuole mettere al centro anche la condizione più generale di chi lavora in un settore che ha vissuto una fase di difficoltà e di cambiamenti, per la crisi dei consumi e per scelte legislative – come quella che ha portato alla liberalizzazione delle aperture 365 giorni l’anno” è quanto afferma Maria Grazia Gabrielli segretario generale della Filcams Cgil Nazionale.
“Situazioni che hanno inciso negativamente sulle lavoratrici ed i lavoratori: le crisi aziendali sono state e sono ancora supportate con il ricorso agli ammortizzatori sociali, e le liberalizzazioni continuano a determinare un peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita delle persone.”

In questa scenario, che ha reso sempre più centrale il problema della competitività le imprese, in particolare della Grande Distribuzione, sono intervenute chiedendo o imponendo ai lavoratori arretramenti con revisioni della contrattazione e disdette dei contratti integrativi aziendali per agire sul recupero dei costi.
“Proprio mentre si invoca la libertà del mercato al sempre aperto” prosegue Gabrielli, “tra i primi obiettivi viene posto quello di ridurre il riconoscimento economico per le prestazioni domenicali dei lavoratori attraverso una complessiva rimessa in discussione della contrattazione integrativa.”

“Con lo sciopero vogliamo ribadire la contrarietà ai tentativi di destrutturare il Contratto peggiorando le condizioni delle lavoratrici e lavoratori e vogliamo invece riaffermare il valore, la dignità e il ruolo centrale del contratto nazionale.”

In questi giorni le organizzazioni territoriali , le delegate e i delegati, sono impegnati nelle assemblee dei lavoratori, nei presidi e nei volantinaggi per sensibilizzare anche la clientela a esprimere solidarietà all’iniziativa e comprenderne le motivazioni.
Le lavoratrici e i lavoratori sanno che questo arrecherà disagio a chi in questi giorni di Natale andrà a fare acquisti: “ma siamo sicuri che anche il cliente vuole entrare in punti vendita in cui è certo che la dignità di chi lavora non sia messa in discussione.”

Lo sciopero è preceduto da una grande mobilitazione sui social network: le lavoratrici ed i lavoratori non possono più aspettare. diritti, salario e rispetto per il lavoro!

#TuttiAMilano
#FuoriTutti

Il Corteo da Corso Venezia a Piazza Della Scala con gli interventi di Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo.

Partirà da Bastione di Porta Venezia alle ore 10.30 la manifestazione del 19 dicembre prossimo a Milano a supporto dello sciopero nazionale indetto dalle federazioni sindacali di categoria Filcams, Cgil Fisascat Cisl, Uiltucs per i nuovi contratti nazionali di lavoro applicati ad oltre 500 mila addetti del terziario, della distribuzione e dei servizi.

TuttiaMilano

Ascolta l’Intervista a Maria Grazia Gabrielli su Radioarticolo1

Il corteo, che si muoverà da Corso Venezia, percorrerà Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Via Catena, Via Case Rotte e terminerà in Piazza della Scala, dove si alterneranno gli interventi dei delegati delle aziende del settore e dei  segretari generali delle tre federazioni di categoria Maria Grazia Gabrielli, Pierangelo Raineri e Brunetto Boco. All’iniziativa è prevista la partecipazione dei segretari confederali Cgil Cisl Uil Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo.

Si tratta della seconda giornata di mobilitazione contro lo stallo ai tavoli negoziali avviati con Federdistribuzione, le associazioni datoriali della Distribuzione Cooperativa e Confesercenti, in replica alla prima partecipatissima giornata di sciopero del 7 novembre scorso alla quale non è purtroppo seguita l’auspicata ripresa dei negoziati né è stato individuato un punto di mediazione per giungere al rinnovo dei contratti, attesi da oltre 24 mesi.

«Il vano tentativo di Federdistribuzione, attraverso un comunicato ai lavoratori diramato in questi ultimi giorni dall’associazione datoriale delle imprese della grande distribuzione organizzata, di minimizzare le pesanti richieste di riduzione del costo del lavoro presentate al tavolo negoziale non fa altro che accrescere le distanze – hanno dichiarato i segretari generali delle tre sigle di categoria.– Non cederemo sulla cancellazione degli istituti economici previsti dal contratto, in particolare sul taglio degli automatismi contrattuali riferiti  agli scatti di anzianità e ai passaggi di livello, come anche sui permessi retribuiti e sulla sospensione della tredicesima e della quattordicesima mensilità ai fini della maturazione del trattamento di fine rapporto». Una posizione, quella delle Organizzazioni Sindacali, che vale anche sul tavolo della Distribuzione Cooperativa dove non può esserci disponibilità ad una trattativa che ha come unico obiettivo il recupero di competitività delle imprese togliendo ai lavoratori le condizioni costruite nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali.

Una posizione chiara e netta quella di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che tuttavia continuano ad esprimere piena disponibilità a trattare per ricercare punti di mediazione che possano dare risposte alle esigenze organizzative del lavoro, alla crescita di produttività che non devono incidere però su un aumento salariale congruo, in linea con gli aumenti definiti nel nuovo contratto nazionale di lavoro siglato con l’associazione datoriale Confcommercio.

# TuttiaMilano

Un’ adesione senza precedenti, un vera e proprio invasione davanti ai punti vendita, per le piazze e sui social network con lo slogan #FuoriTutti, con diversi punti vendita costretti alla chiusura. La giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti è stata un successo.
“La massiccia adesione e partecipazione dei lavoratori dimostra quanto ormai il vaso è colmo. Sono pronti a dire basta alle continue richieste delle parti datoriali che stanno peggiorando le condizioni di lavoro” è quanto afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria della Filcams Cgil nazionale, che esprime soddisfazione rispetto al sostegno convinto da parte degli addetti del settore.

Alla fine di questa splendida giornata confermiamo il risultato positivo: l’adesione allo sciopero da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio è stata molto alta. Una media oltre il 70% nei punti vendita aderenti a Federdistribuzione, l’80% con punte del 90% nella distribuzione Cooperativa e un’importante partecipazione degli addetti di Confesercenti.
Nel corso della giornata, costretti alla chiusura alcune Coop in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, e Campania e forti disagi un po’ ovunque. I presidi ed i cortei colorati e partecipati, hanno dato il segno dell’importanza di questa mobilitazione e della forte condivisione da parte delle lavoratrici e lavoratori.

Questa mobilitazione dimostra soprattutto la volontà di rivendicare e di avere un contratto nazionale che rimetta al centro la dignità’ e qualità’ del lavoro che non può vedere peggiorati diritti, tutele, salario. Senza contratto vuol dire lavorare diritti, senza i giusti aumenti contrattuali, ma con continue richieste di maggiore flessibilità, turni sempre più difficili da sopportare e da gestire

“Se non cambia il presente il futuro non sarà un granchè”; “Chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso”; “sotto costo sui prodotti, non sui lavoratori” sono le frasi dei tanti striscioni esposti oggi da nord a sud Italia.
I sindacati sono pronti ad un confronto equilibrato, che tenga conto delle esigenze di mantenimento di produttività delle aziende, ma che non faccia gravare tutto sulle spalle dei lavoratori: “Siamo pronti al dialogo” prosegue Maria Grazia Gabrielli, “se le aperture affermate in questi giorni dalle controparti fossero confermate, cosi come siamo già pronti a continuare al mobilitazione, perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto”.

Auspichiamo che nonostante le dichiarazioni della giornata, arrivi forte alle parti datoriali il messaggio sulla necessità di avviare un confronto diverso ed equilibrato per rimettere al centro il contratto nazionale in tempi rapidi. Questa è la strada che oggi hanno chiesto di percorrere le lavoratrici e i lavoratori.  L’assenza di segnali in tal senso porterà allo sciopero del 19 dicembre.

Le immagini dello sciopero

 

L’archivio fotografico FILCAMS

Sarà una giornata di sciopero e mobilitazione per le lavoratrici e i lavoratori del commercio. Al grido di Fuori Tutti, il 7 novembre gli addetti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Cooperativa, stanno organizzando la giornata di sciopero.

Al centro della mobilitazione il mancato rinnovo dei contratti nazionali di settore e la difesa di diritti e salario contro chi tenta di smantellare le condizioni esistenti.

I tavoli di trattativa con le diverse parti datoriali sono in stallo per le proposte inaccettabili avanzate a sindacati e lavoratori che sono pronti a dare il via ad una lunga battaglia. Dopo il 7 novembre infatti, in assenza di segnali positivi per sbloccare le trattative,  è già in programma un’altra giornata di sciopero unitario per il 19 dicembre, quando Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si riuniranno per continuare a dar voce alle esigenze degli addetti del settore.
“Lo sciopero proclamato è una scelta importante e ineludibile dopo 22 mesi in cui gli incontri e le trattative non hanno prodotto le condizioni minime per arrivare a definire i rinnovi contrattuali” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil.

La stagione dei  rinnovi dei contratti sta vivendo profondi attacchi e dilazionare molto i tempi forse porta con se l’idea  che dei contratti  nazionali stessi si possa anche fare a meno. Noi, restiamo convinti della centralità del contratto nazionale che va difeso e rafforzato in settori dove, la contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale non c’è per una vasta platea di lavoratori e quella esistente ha subito in questi anni una rimessa in discussione che ci ha visto impegnati in confronti e scontri difficili nelle aziende.”

Nelle trattative è risultato centrale la posizione espresse da tutte le controparti di un contratto nazionale non più rispondente ai cambiamenti intervenuti e che per questo necessita di una revisione straordinaria con la priorità di diventare strumento di recupero di produttività. La traduzione di questa impostazione si concretizza in realtà in un insieme di interventi volti ad abbattere e rendere più leggero il costo del lavoro.

Ma in contratti nazionali più deboli, meno inclusivi e autofinanziati dagli stessi lavoratori non ravvisiamo nulla di moderno, di innovativo e di sostenibile.

I sindacati territoriali, le delegate e i delegati, impegnati in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori, si stanno organizzando per preparare presidi unitari davanti ai principali punti commerciali delle città. Il Fuori Tutti impazza sul web, la voglia di partecipare e farsi sentire è davvero alta.

In Toscana, le lavoratrici e i lavoratori del commercio saranno a Firenze in un unico presidio davanti alla Prefettura; così come ci sarà un unico concentramento regionale delle Marche in piazza Roma ad Ancona, e a Bolzano per il Trentino Alto Adige. Vicenza sarà la città punto di riferimento per le mobilitazioni regionali del Veneto.

Singoli presidi in tutte le città in Emilia Romagna cosi come a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Roma, dove gli addetti del settore si riuniranno davanti i centri commerciali più importanti e i punti vendita strategici delle città.

I sindacati di categoria dichiarano due giornate di sciopero 7 novembre e 19 dicembre

Nell’incontro tenutosi a Roma il 30 settembre 2015 tra Filcams, Fisascat e Uiltucs e i rappresentanti delle imprese cooperative, per il rinnovo del Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa, si è preso atto della distanza tra le parti e le organizzazioni sindacali hanno dichiarato due giornate di sciopero per il 7 novembre e il 19 dicembre.

Riduzione delle maggiorazioni domenicali, del notturno, dello straordinario e del supplementare; aumento del divisore orario; eliminazione della retribuzione dei primi tre giorni di assenza per malattia; condizioni retributive e normative inferiori per i nuovi assunti; ridefinizione del sistema di classificazione e l’introduzione di un capitolo sul Sud, che consenta di derogare al contratto nazionale; ulteriori interventi sul capitolo cooperative minori.
Sono questi i punti sui quali i sindacati hanno espresso la loro contrarietà durante la trattativa della Distribuzione Cooperativa.

“Siamo pronti ad affrontare un rinnovo che abbia un progetto contrattuale, che dia stabilità alle imprese e all’occupazione” ha affermato Alessio Di Labio della Filcams Cgil “ma riteniamo necessario un cambio di passo da parte delle Cooperative, non siamo disposti ad affrontare un rinnovo che abbia l’unico obiettivo di ridurre salario e diritti“.

La Filcams CGIL ritiene che gli esiti delle vertenze occupazionali e dei rinnovi contrattuali di questi anni hanno già determinato sacrifici importanti per i lavoratori. Le imprese che vivono di vendite dovrebbero capire che è proprio la crisi dell’occupazione e della contrattazione che ha indebolito il potere d’acquisto dei consumatori e messo in ginocchio i bilanci delle cooperative.

Le giornate di sciopero coincidono con la mobilitazione della Grande Distribuzione Organizzata, perché, conclude Di Labio: “Il blocco della contrattazione nella grande distribuzione deve ricevere una risposta netta da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, in difesa dei loro diritti e del loro salario.”

Si è svolto a Roma il 16 settembre 2015 la riunione delle delegazioni trattanti di Filcams Fisascat e Uiltucs per discutere lo stato della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della distribuzione cooperativa.

A più di un anno e mezzo dalla scadenza del contratto e dalla presentazione della piattaforma unitaria il tavolo non ha ancora trovato un livello di confronto degno. Per tutto il tempo che è trascorso le uniche argomentazioni portate dai rappresentanti delle cooperative sono state volte ad attendere quello che sarebbe accaduto sul contratto di Confcommercio e all’evoluzione del tavolo con Federdistribuzione.

Solo nell’ultimo incontro di luglio si è entrati nel merito ma le Coop si sono limitate ad un lungo elenco di richieste che di fatto chiedono l’annullamento di tutte le condizioni di miglior favore rispetto al contratto del commercio. Un’impostazione del tavolo che svilisce il contratto di lavoro della cooperazione il quale rappresenta una parte importante e distintiva della distribuzione organizzata in Italia.

Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono il che il confronto al tavolo non possa ridursi a selezionare quali parte del contratto restituire per ridurre il costo del lavoro e visto quanto sta accadendo sul tavolo di Federdistribuzione ritengono inevitabile proclamare azioni di mobilitazione nella distribuzione cooperativa qualora nel prossimo incontro del 30 Settembre le cooperative non cambino impostazione.

 

Un negoziato, quello finalizzato alla definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro per la GDO, che si protrae da ormai due anni e che continua a scontare posizioni di assoluta rigidità e un atteggiamento dilatorio da parte di Federdistribuzione.

Dopo il recesso dal contratto del Terziario da parte dell’associazione datoriale fuoriuscita da Confcommercio ad inizio del 2012, le aziende, che ne sono associate, procedono con sempre maggior frequenza alla disdetta della contrattazione integrativa aziendale, determinando, in tal modo, un forte arretramento di diritti e tutele.

Federdistribuzione inoltre, nonostante il recente rinnovo contrattuale sottoscritto da Filcams, Fisascat e UILTuCS con Confcommercio lo scorso 30 marzo, ad oggi, continua a dichiarare indisponibilità rispetto all’erogazione degli aumenti previsti, con la conseguenza che l’ultimo incremento salariale corrisposto ai lavoratori risale ad ottobre del 2013.
“Si avvia, con la proclamazione dello sciopero nazionale del 7 novembre e del 19 dicembre, una fase di mobilitazione che vedrà la Filcams impegnata a tutti i livelli”, dichiara Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della categoria del terziario della CGIL.

“Considerata la gravità della situazione, per la conquista del contratto nazionale e per la difesa dei diritti”, prosegue Gabrielli, “è necessario il massimo coinvolgimento dei lavoratori e la riuscita delle iniziative di lotta che verranno messe in campo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.”

Una vertenza senza precedenti”, conclude la segretaria generale Filcams, “per la cui risoluzione saranno fondamentali la partecipazione ed il sostegno dei lavoratori, ai quali sarà rivolta un’importante campagna informativa, attraverso la convocazione di assemblee e attivi in tutto il paese”.

Si è svolto lo scorso 15 luglio, a Roma, il previsto incontro con Federdistribuzione. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono non condivisione in ordine ai contenuti presentati dall’Associazione datoriale e preoccupazione per il concreto esito della trattativa del Contratto Nazionale di Lavoro.

Le organizzazioni sindacali hanno preso atto di un’evoluzione nella posizione di Federdistribuzione rispetto alla parte salariale, in considerazione della quale si è passati dalla richiesta – esplicitata ancora qualche mese fa – di un Contratto Nazionale senza aumento di costi, alla possibilità – dichiarata nel corso dell’incontro – di prendere a riferimento il risultato economico indicato dalle Organizzazioni Sindacali e raggiunto con il rinnovo del Contratto Terziario, Distribuzione e Servizi siglato con Confcommercio.
Tale disponibilità è però subordinata all’introduzione di altri parametri tra cui una dilazione dei termini di decorrenza e di durata del Contratto nel periodo 2016/2018, senza conseguentemente alcuna copertura per gli anni precedenti, e, in aggiunta, di alcune misure volte ad un contenimento dei costi da ricercare attraverso interventi su flessibilità e produttività.

A completamento di questo schema contrattuale, sono stati introdotti altri possibili temi utili per il sostegno al settore, come iniziative nell’ambito del welfare, misure a tutela dell’occupazione e copertura di ammortizzatori per le crisi aziendali.
Nel precisare la posizione sindacale, i sindacati hanno indicato come punto fermo la propria contrarietà ad un risultato che, nei fatti, prevede un importo salariale inferiore a 85 euro attraverso una diversa decorrenza e durata del Contratto stesso e con interventi su flessibilità e produttività legati agli orari di lavoro, ai permessi retribuiti e al superamento degli automatismi contrattuali.

Le condizione indicate da Federdistribuzione, per Filcams, Fisascat e Uiltucs, equivalgono complessivamente ad una scarsa volontà di raggiungere a breve un accordo per il rinnovo il contratto e rischiano di rendere difficile la prosecuzione della trattativa.

“Abbiamo ribadito unitariamente la nostra disponibilità a costruire un contratto specifico Federdistribuzione” affermano i sindacati di categoria, “ma che non può compromettere la struttura dei costi, a partire dal risultato di 85 euro, dalla massa salariale complessiva e con la previsione di un ulteriore allungamento della decorrenza e della durata.

Nei primi giorni di settembre è in programma un incontro sindacale al fine di definire il percorso e le iniziativa a sostegno del Contratto Nazionale di Lavoro.

Dopo 18 mesi dalla scadenza del Contratto Nazionale del Terziario e 3 mesi dall’ipotesi di rinnovo del Contratto Nazionale sottoscritta con Confcommercio, il settore Terziario vede ancora la trattativa aperta rispettivamente con Confesercenti, Federdistribuzione e la Cooperazione di Consumo.
“Dopo mesi di trattative riteniamo più che matura la condizione perché le diverse Associazioni Datoriali facciano comprendere la volontà reale di concludere positivamente il negoziato, consegnando un rinnovo del Contratto ai tanti lavoratori ancora in attesa” affermano i segretari generali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil .
“Ad oggi, invece, dobbiamo registrare che le Associazioni tendono a dilazionare ancora i tempi per effettuare gli incontri necessari a definire un punto di svolta nelle trattative.”
Pur in un contesto difficile sono stati conclusi dei rinnovi contrattuali che hanno determinato per i lavoratori erogazione di aumenti salariali.
Questi stessi diritti e condizioni, vengono di fatto negati ad una ampia platea di lavoratrici e lavoratori del commercio con ripercussioni anche sulla concorrenza tra le imprese.

Il settore rischia in questo modo di vivere un’ulteriore fase di deregolamentazione che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil  hanno voluto evitare, sin dall’inizio della trattativa, presentando a tutte le Associazioni datoriali una piattaforma unica e unitaria per mantenere nel commercio un carattere di omogeneità finalizzato a non danneggiare lavoratori ed imprese.

Alla luce di questa condizione e per rispondere al percorso costruito con le lavoratrici ed i lavoratori, Filcams, Fisascat e Uiltucs, considerano comunque i prossimi appuntamenti del mese di luglio decisivi, per comprendere la reale volontà delle Associazioni datoriali di giungere ad un rinnovo del contratto ed a sostegno di tale obiettivo metteranno in atto le misure di pressione conseguenti.

I prossimi incontri si svolgeranno il 15 Luglio 2015 con Federdistribuzione e il 23 Luglio con la Cooperazione di Consumo.

Lo scorso 21 Maggio, si è svolto l’incontro con Confesercenti per il rinnovo del Contratto Nazionale di categoria.
L’andamento della trattativa ha messo in evidenza la indisponibilità dell’associazione ad addivenire in tempi rapidi al rinnovo del contratto collettivo e ha evidenziato la volontà della stessa a determinare condizioni economiche e normative sostanzialmente differenti da quelle in essere per i lavoratori del terziario dipendenti dalle imprese aderenti a Confcommercio.

In presenza di un contesto imprenditoriale ed occupazionale del terziario distributivo e di servizio omogeneo sul quale influiscono le medesime condizioni socio economiche, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno respinto le posizioni strumentali e immotivate di Confesercenti.

“In assenza di un cambiamento sostanziale delle posizioni espresse da Confesercenti e di una tempestiva disponibilità a concludere in tempi brevi il negoziato,” hanno affermato le federazioni Nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil “ci vedremo costrette a mettere in atto tutte le opportune iniziative a sostegno del rinnovo del Contratto Nazionale.”

“In un periodo storico così difficile la ripresa della trattativa, dopo l’interruzione di giugno scorso, e la sigla di un contratto nazionale, è un segnale significativo.”

Ascolta l’Intervista su Radioarticolo1

È il commento di Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil. “Ma la rilevanza della firma del contratto nazionale è data anche dalla grandezza della platea dei lavoratori rappresentati, e dal pacchetto salariale concordato, una risposta importante, per le condizioni del settore, in sofferenza da anni.”
Sono circa 3 milioni le lavoratrici e i lavoratori interessati da questo rinnovo contrattuale – Piccola e media distribuzione (Dico, Conad, Feltrinelli, Ibs, Gucci), elettronica di consumo (Euronics, Trony), rete discount, agenzie interinali, terziario avanzato, distribuzione del Farmaco – per i quali è previsto un aumento salariale di 85euro al IV livello a decorrere da Aprile 2015 e una quota economica di garanzia per il secondo livello di contrattazione
“Abbiamo lavorato per costruire il risultato contrattuale, e, nonostante le differenze, siamo riusciti a trovare un equilibrio significativo “ conclude la segretaria generale. “L’accordo conferma l’importanza della contrattazione e il valore delle relazioni sindacali, nell’ultimo periodo messi continuamente in discussione, e riafferma la centralità del contratto stesso.”
Da questo risultato la Filcams auspica di poter giungere ad una conclusione positiva per gli altri contratti aperti nel terziario, così come negli altri tavoli contrattuali di settore, a partire da quello del turismo, per il quale è stato proclamato lo sciopero per il aprile prossimo.

Risultati economici e normativi importanti per oltre 3 milioni di addetti, con la firma dell’ipotesi d’accordo del contratto nazionale del Terziario.

La dichiarazione di Maria Grazia Gabrielli

“Nel difficile contesto economico e sociale attuale la conclusione positiva dei negoziati e la sottoscrizione di un’intesa unitaria è un segnale importante e significativo” così le segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno commentato l’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro del terziario, della distribuzione e dei servizi siglata nella tarda serata di ieri dai sindacati di categoria con l’associazione datoriale Confcommercio.

“Dopo l’interruzione della trattativa del giugno dello scorso anno – hanno proseguito le segreterie nazionali – è stata raggiunta un’intesa unitaria che consegna un risultato salariale e normativo  per il triennio 2015 – 2017”.

Il nuovo contratto nazionale di lavoro, in vigore dal 1° aprile 2015, sarà applicato ad oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario, commercio, distribuzione e servizi, per i quali l’intesa ha stabilito un aumento economico di 85,00 euro al IV livello da riparametrare per gli altri livelli e da erogare in 5 tranche.

L’intesa riconosce inoltre un elemento economico di garanzia per l’effettivo affermazione del secondo livello di contrattazione quantificato in 90 euro per le aziende con più di 10 dipendenti e di 80 euro per le aziende al di sotto dei 10 dipendenti da rapportare in scala parametrale per i diversi livelli. Viene dunque così confermato il ruolo del secondo livello di contrattazione aziendale e territoriale.

Molte le novità introdotte sul versante normativo  a cominciare  dall’introduzione del sistema di classificazione del personale del settore ICT – tecnologie dell’informazione e della comunicazione – da tempo una parte importante e innovativa del terziario avanzato.

Sul tema del mercato del lavoro, nel confermare le percentuali di utilizzo del contratto a termine, le parti hanno stabilito l’estensione della normativa sull’apprendistato – con la percentuale di conferma del 20% – a tutte le aziende del settore indipendentemente dalla dimensione.

Per la durata di vigenza del nuovo contratto, potrà essere attivata una particolare forma di contratto a tempo determinato, della durata di 12 mesi, finalizzata all’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti in condizioni di particolare svantaggio - lavoratori che hanno terminato l’utilizzo degli ammortizzatori sociali senza aver trovato ricollocazione, lavoratori autonomi o  parasubordinati con un reddito inferiore al reddito annuale minimo  escluso da imposizione –  per i quali è previsto un percorso formativo a fronte di un inserimento crescente negli inquadramenti.
L’accordo dà inoltre attuazione alla nuova governance della bilateralità di settore.

“Il grande senso di responsabilità nei confronti dei milioni di lavoratori coinvolti ha consentito di superare vecchie divisioni con l’intenzione di affrontare una crisi economica che ha investito anche il settore commerciale” hanno commentato Filcams Fisascat e Uiltucs”

“Nella ricerca della mediazione  è stato riconfermato il secondo livello di contrattazione – hanno concluso le tre segreterie nazionali – confermando nel contempo la validità e la centralità del contratto nazionale che, in una fase ancora critica per il paese, contraddistinta da stagnazione dei consumi e incertezze per i prossimi mesi,  valorizza il sistema delle relazioni sindacali.”

L’ipotesi di accordo siglata sarà sottoposta all’assemblea unitaria delle strutture e dei delegati in programma a Roma per  il 14 aprile prossimo e poi alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

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