Category Archives: CCNL Commercio 2007

Oggi la sigla di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Confcommercio per il contratto collettivo nazionale del terziario

Dopo la consultazione dei lavoratori, conclusa con l’approvazione a grandissima maggioranza del "Patto per il Lavoro" è arrivata oggi la sigla ufficiale del Contratto collettivo nazionale del Terziario tra Confcommercio e sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
"E’ un risultato importante” sostiene Franco Martini segretario generale Filcams Cgil “che conclude positivamente la vicenda dell’accordo separato dello scorso anno. Il contratto valorizza la funzione della contrattazione di secondo livello e ne riconosce la titolarità, soprattutto sulle materie che erano state oggetto dell’accordo separato.”

“Soprattutto” prosegue Martini “importante è l’impegno ribadito da Confcommercio, in sede di stesura del Ccnl, alla piena attuazione di quanto previsto dal Patto, ed a comportamenti coerenti da parte delle aziende del settore."

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17 novembre 2008

Commercio: Cgil, in 20 mila in Piazza contro accordo separato. Epifani, divisione su contratto premeditata


Musica, bande e un gruppo di giocolieri. E poi bandiere e palloncini rossi, fumogeni e tamburi hanno accompagnato i 20mila lavoratori del settore del commercio e dei servizi che hanno sfilato sabato, in occasione dello sciopero generale del terziario, a Roma da Piazza Bocca della Verita’ a Piazza Navona. La manifestazione e’ stata organizzata dalla Filcams-Cgil contro l’accordo sul contratto nazionale separato siglato da Confcommercio e Confesercenti con Fisascat e Uiltucs (le categorie di Cisl e Uil). ”Diciamo no al contratto separato sul commercio – hanno detto alcuni manifestanti, motivando la protesta – vogliono farci lavorare tutte le domeniche ma non e’ cosi’ che si rilancia l’economia o che si creano nuovi posti di lavoro. Vogliamo stabilita’ per i giovani”.

Quello del commercio, e’ stato ricordato nel corso della manifestazione, e’ stato il primo accordo separato della stagione, la prima intesa che ha visto Cisl e Uil dire si’ a un rinnovo contrattuale senza la firma della Cgil. Ed e’ contro questa intesa separata che sabato i lavoratori del commercio, della distribuzione e dei servizi sono scesi in piazza in migliaia con uno sciopero generale e con la manifestazione di Roma.

La mobilitazione nazionale della categoria, in totale 1 milione e 600 mila addetti di cui 345 mila iscritti alla Cgil, e’ nata con l’obiettivo di spingere Confcommercio e Confesercenti a cambiare le scelte compiute e ricostruire un percorso unitario con Fisascat Cisl e Uiltucs interrotto da un accordo separato di questa estate che, ha detto il segretario della Filcams, Franco Martini, ”indebolisce i lavoratori e da’ mano libera alle imprese”. E che, teme il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, e’ stato ”costruito apposta per poter poi dire, di contratto separato in contratto separato, che e’ la Cgil che si isola”.

”Mi dicono che il contratto del commercio non lo abbiamo firmato per le domeniche e per gli apprendisti. Ci ho pensato, forse e’ anche vero, ma sono Cisl e Uil che non hanno voluto la mediazione che ci avrebbe portato alla firma del contratto”, ha detto il leader della Cgil, sottolineando: ”le cose non trasparenti non ci piacciono: non ci piace ne’ la cena a casa di Berlusconi ne’ quando si firmano accordi separati”.

”C’e’ qualcuno piu’ estremista di noi”, ha detto ancora il numero uno di Corso d’Italia, secondo il quale ”puo’ essere utile aprire anche la domenica, che ci sia un sacrificio dei lavoratori, ma perche’ non possiamo chiedere che queste esigenze vengano contrattate, favorendo l’interesse degli utenti e dei lavoratori?”. La divisione, insomma, ”e’ stata cercata”, ha ripetuto Epifani, che ha poi aggiunto: ”la cosa che piu’ mi indigna e’ quando un atto separato e, quindi, un esercizio di prepotenza avviene in un settore debole, esposto ai cicli della congiuntura, dove c’e’ molto lavoro femminile. Se il sindacato deve essere unito lo deve essere soprattutto dove la forza di ricatto dell’aziende e’ molto piu’ forte della forza dei lavoratori. Se non ci si unisce di fronte ad un atto di prepotenza ogni persona e’ piu’ debole”.

Alla manifestazione, infine, hanno partecipato i dipendenti di aziende come McDonalds, Ikea, Lidl e Gabetti, arrivati da tutte le regioni d’Italia. E, proprio facendo il caso della Gabetti (”cedendo i titoli si sollevera’, mentre i lavoratori continueranno a perdere il lavoro”), Epifani ha concluso: ”cosi’ non va bene: non e’ questa la responsabilita’ sociale delle imprese di cui spesso sento parlare. A Marcegaglia voglio dire: non e’ giusto in tempi buoni fare utili e profitti e, quando arriva la crisi, i primi tagli sono quelli per i lavoratori”.

ufficio stampa CGIL



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15 novembre 2008

15 novembre, Sciopero e Manifestazione nazionale a Roma

Il corteo organizzato dalla Filcams-Cgil che partirà domani 15 novembre da piazza Bocca della Verità e si snoderà per le vie del centro di Roma, e la manifestazione che si svolgerà a piazza Navona, alterneranno agli slogan che saranno scanditi dai manifestanti tanta musica e di vario genere.
Dal palco si esibirà il complesso NED LUDD con voci, chitarra, zampogna, violino, ciaramella, cornamusa e percussioni. Ultimo CD della band: “Lavoro e Dignità”
Alla testa del corteo, una delegata della Feltrinelli di Roma eseguirà musica dal vivo.
Accompagneranno il corteo un complesso bandistico di sole donne proveniente da Napoli ed un complesso bandistico di Campobasso che eseguirà musica folcloristica locale.
Inoltre, il corteo sarà allietato dalla presenza di giocolieri e trampolieri.

vanna palumbo

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14 novembre 2008

Crisi e Contratti: Domani Sciopero Commercio. Manifestazione a Roma con Epifani e Martini
‘Contratto diritti unità’. No al contratto separato. Ricostruire percorso con Fisascat e Uiltucs

Sciopero generale del commercio domani, 15 dicembre e manifestazione nazionale a Roma, con il leader della Cgil, Guglielmo Epifani e il Segretario generale della Filcams, Franco Martini.
Confermando un’ iniziativa indetta nell’Assemblea delle delegate e dei delegati del 9 ottobre scorso, la Filcams-Cgil terrà domani in tutto il Paese lo sciopero generale del commercio, distribuzione e servizi proclamato contro l’accordo separato per il rinnovo del Ccnl, e per sollecitare il Governo ad assumere misure atte a fronteggiare la gravissima crisi economica in atto che colpisce doppiamente il comparto.
La mobilitazione nazionale della categoria (in totale 1 milione e 600 mila addetti di cui 345 mila iscritti alla Cgil) ha scelto come slogan le parole “Contratto, diritti, unità” e vuole spingere Confcommercio e Confesercenti a cambiare le scelte compiute, ricostruire un percorso unitario con Fisascat e Uiltucs interrotto dall’accordo separato che indebolisce i lavoratori e da mano libera alle imprese, vuole riaprire una stagione contrattuale che salvaguardi i diritti, vuole sollecitare il Governo a varare misure anticicliche che preservino l’occupazione, il lavoro, il welfare.
La Manifestazione nazionale di domani, sabato 15 novembre a Roma, avrà inizio alle 9.30 in piazza Bocca della Verità, da dove si snoderà il corteo diretto a piazza Navona.
Le lavoratrici ed i lavoratori del commercio arriveranno nella capitale da ogni punto del territorio con pullman e treni speciali.
A prendere la parola dal palco, intorno alle ore 11.30, saranno Claudio Di Berardino che porterà ai manifestanti il saluto della Cgil di Roma e del Lazio, e poi cinque delegati dei posti di lavoro di Lombardia -Norman Di liete, Delegato Gucci Varese-, Emilia Romagna -Quintino Argenti, Delegato Castorama Bologna-, Toscana -Francesca Battistini, Delegata Esselunga Firenze-, Campania -Nadia Ferro, Delegata Feltrinelli Napoli-, Sardegna -Patrizia Sanna, Delegata Conforama Sassari.
Seguiranno gli interventi del Segretario generale della Filcams-Cgil, Franco Martini, e, intervento conclusivo della manifestazione, del leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

vanna palumbo

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15 novembre 2008

Manifestazione nazionale a Piazza Navona e Sciopero generale del comparto
Sintesi dell’intervento di Franco Martini, Segretario Generale Filcams-Cgil.

Con lo sciopero di oggi, 15 novembre, le lavoratrici ed i lavoratori del settore del commercio (TDS, Terziario, Distribuzione e Servizi) proseguono la loro mobilitazione per respingere i contenuti dell’accordo separato per il rinnovo del Ccnl, siglato a luglio da Confcommercio, Confesercenti e Cisl e Uil di categoria.
La Filcams Cgil non ha sottoscritto quell’intesa perché peggiorativa delle normative vigenti. In particolare, sul lavoro domenicale, l’intesa separata recepisce sostanzialmente le richieste della controparte.
Da tempo, infatti, Confcommercio e Confesercenti inseguivano la modifica della norma contrattuale, che affida al secondo livello di contrattazione, quello aziendale e territoriale, il compito di concordare i calendari delle aperture domenicali.
Tale procedura è solo formalmente mantenuta nell’intesa separata, che individua nei quattro mesi successivi all’intesa stessa il periodo entro il quale esercitare tale funzione.
In realtà, quell’intesa sancisce di fatto l’obbligatorietà della prestazione lavorativa alla domenica, prevedendo, inoltre, un peggioramento del trattamento normativo, con un forte risparmio per le aziende ed una riduzione del trattamento salariale per i lavoratori per i quali non potrà essere agita la contrattazione di secondo livello.
Altrettanto negativo è il giudizio della Filcams sulla soluzione individuata per gli apprendisti, poiché scarica sulla fascia più debole la riduzione dei costi da parte delle aziende, alimentando una divisione fra vecchi e nuovi assunti.
La Filcams non è contraria al lavoro domenicale in quanto tale, questa è solo una rappresentazione grottesca della realtà. La Filcams combatte l’idea e la pratica di un regime degli orari nel commercio in balia della liberalizzazione delle aperture, voluta dagli Enti Locali, e della mano libera delle aziende, soprattutto nella grande distribuzione, perché non può che produrre un peggioramento delle condizioni di lavoro.
Non è scaricando sul fattore lavoro che le imprese della distribuzione e l’intero settore potranno rispondere alla crisi in atto. L’iniziativa della Filcams intende per questo essere parte della mobilitazione lanciata dalla Cgil a sostegno della piattaforma contro la crisi, che nel settore si manifesta con particolare gravità per effetto del crollo dei consumi.
La crisi del settore si combatte, da un lato, difendendo il potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensioni, per favorire il rilancio dei consumi; dall’altro, ammodernando il settore, la sua rete distributiva, la qualità dei prodotti, attraverso gli indispensabili processi innovativi delle aziende ed il ri-orientamento dei consumi, rispettoso anche della sostenibilità dello sviluppo. Per questa via, inoltre, è possibile favorire una politica dei prezzi estranea alle manovre speculative.
Lo sciopero generale del settore, dunque, si propone di respingere il tentativo di dividere la categoria e le organizzazioni sindacali, voluto da Confcommercio e Confesercenti, rilanciando il ruolo della contrattazione e su questo terreno ricostruire le condizioni per l’azione unitaria dei sindacati.

vanna palumbo

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12 novembre 2008

Sabato 15 Sciopero Commercio. Manifestazione a Roma con Epifani


E’ Confermato per sabato prossimo 15 novembre lo sciopero generale nazionale del commercio, distribuzione e servizi proclamato dalla Filcams-Cgil contro l’accordo separato di rinnovo contrattuale, firmato dagli altri sindacati con Confcommercio, e per rivendicare dal Governo misure atte a contrastare la grave crisi economica in atto.
Una mobilitazione che ha come obiettivi quelli di cambiare le scelte di Confcommercio e Confesercenti che hanno imposto al settore l’accordo separato, e di sollecitare il Governo a varare misure anticicliche che salvaguardino l’occupazione, il lavoro, il welfare.
La Manifestazione nazionale di sabato prossimo a Roma avrà inizio alle 9.30 a piazza Bocca della Verità, da dove si snoderà il corteo diretto a piazza Navona.
Le lavoratrici ed i lavoratori del commercio arriveranno nella capitale da ogni punto del territorio con pullman e treni speciali. A prendere la parola dal palco saranno il Segretario generale della Filcams-Cgil, Franco Martini, cui seguiranno gli interventi di alcuni delegati dei posti di lavoro.
A chiudere la manifestazione, l’intervento del leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

vanna palumbo

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12 novembre 2008

DICHIARAZIONE DI FRANCO MARTINI, SEGRETARIO GENERALE FILCAMS-CGIL, SULLO SCIOPERO GENERALE DEL SETTORE TERZIARIO, DISTRIBUZIONE E SERVIZI, DEL 15 NOVEMBRE 2008

Con lo sciopero del 15 novembre le lavoratrici ed i lavoratori del settore TDS (Terziario, Distribuzione e Servizi) proseguono la loro mobilitazione per respingere i contenuti dell’accordo separato per il rinnovo del Ccnl, siglato a luglio da Confcommercio, Confesercenti e Cisl e Uil di categoria.
La Filcams Cgil non ha sottoscritto quell’intesa perché peggiorativa delle normative vigenti. In particolare, sul lavoro domenicale, l’intesa separata recepisce sostanzialmente le richieste della controparte. Da tempo, infatti, Confcommercio e Confesercenti inseguivano la modifica della norma contrattuale, che affida al secondo livello di contrattazione, quella aziendale e territoriale, il compito di concordare i calendari delle aperture domenicali. Tale procedura è solo formalmente mantenuta nell’intesa separata, che individua nei quattro mesi successivi all’intesa stessa il periodo entro il quale esercitare tale funzione. In realtà, quell’intesa sancisce di fatto l’obbligatorietà della prestazione lavorativa alla domenica, prevedendo, inoltre, un peggioramento del trattamento normativo, con un forte risparmio per le aziende ed una riduzione del trattamento salariale per i lavoratori per i quali non potrà essere agita la contrattazione di secondo livello.

Altrettanto negativo è il giudizio della Filcams sulla soluzione individuata per gli apprendisti, poiché scarica sulla fascia più debole la riduzione dei costi da parte delle aziende, alimentando una divisione fra vecchi e nuovi assunti.

La Filcams non è contraria al lavoro domenicale in quanto tale, questa è solo una rappresentazione grottesca della realtà. La Filcams combatte l’idea e la pratica di un regime degli orari nel commercio in balia della liberalizzazione delle aperture, voluta dagli Enti Locali e della mano libera delle aziende, soprattutto nella grande distribuzione, perché non può che produrre un peggioramento delle condizioni di lavoro.

Non è scaricando sul fattore lavoro che le imprese della distribuzione e l’intero settore potranno rispondere alla crisi in atto. L’iniziativa della Filcams intende per questo essere parte della mobilitazione lanciata dalla Cgil a sostegno della piattaforma contro la crisi, che nel settore si manifesta con particolare gravità per effetto del crollo dei consumi.
La crisi del settore si combatte, da un lato, difendendo il potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensioni, per favorire il rilancio dei consumi; dall’altro, ammodernando il settore, la sua rete distributiva, la qualità dei prodotti, attraverso gli indispensabili processi innovativi delle aziende ed il ri-orientamento dei consumi, rispettoso anche della sostenibilità dello sviluppo. Per questa via, inoltre, è possibile favorire una politica dei prezzi estranea alle manovre speculative.

Lo sciopero generale del settore, dunque, si propone di respingere il tentativo di dividere la categoria e le organizzazioni sindacali, voluto da Confcommercio e Confesercenti, rilanciando il ruolo della contrattazione e su questo terreno ricostruire le condizioni per l’azione unitaria dei sindacati.

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31 ottobre 2008

VERSO LO SCIOPERO GENERALE

Filcams Lombardia – La settimana regionale per il contratto del terziario
“Il maltempo non ferma il camper lombardo”

Si è conclusa oggi, venerdì 31 ottobre 2008, a Milano la “Settimana regionale per il contratto del terziario” organizzata dalla Filcams Lombardia quale culmine delle proteste tenute nel corso del mese e inaugurate dalla Federazione varesina. La “Settimana regionale” è stata ideata per diffondere su vasta scala le ragioni dello Sciopero nazionale del Settore terziario-distribuzione- servizi, organizzato per il 15 novembre p.v. a Roma.
L’iniziativa ha toccato quattro delle piazze più importanti della regione: partendo da Varese stessa, il giorno 28 ottobre è passata per Brescia il 29, Pavia il 30 e infine Milano nella giornata del 31 ottobre; le città in questione sono state strategicamente prescelte per permettere ai partecipanti di confluire anche da altri importanti centri limitrofi come Como, Lecco, Sondrio, Bergamo; Mantova e la Valcamonica; i territori di Cremona e Lodi; e infine la Brianza e Legnano che si sono riversati oggi nel capoluogo, in un giro itinerante tra punti cruciali come la sede di Federdistribuzione, della Coin in piazza V Giornate, dell’Esselunga di viale Piave e della GS in viale Monza.
I cittadini delle suddette piazze sono stati attirati dal colorato camper che, decorato con bandiere e striscioni Filcams Cgil e animato da musica a tutto volume, ha accompagnato i delegati e lavoratori, guidati dal Segretario Regionale Renato Losio, in un’ opera di informazione sulla situazione attuale del Contratto del Commercio e sulla firma separata con Confcommercio e Confesercenti, da parte di Fisascat – Cisl e Uiltucs – Uil, a cui si è giunti dopo 18 mesi di estenuanti trattative.
I volantini distribuiti dai compagni e i comizi tenuti dal Segretario Regionale hanno puntato a chiarire la posizione della Filcams e del suo NO alla firma dell’ipotesi di contratto, ottenuta senza dar voce ai lavoratori e alle lavoratrici del settore, e a specificare i motivi del mancato accordo.
L’obiettivo più importante è stato comunque quello di promuovere l’iniziativa dello Sciopero nazionale deciso dalla categoria e indetto per il prossimo 15 novembre a Roma, con un grande e altrettanto colorato corteo che si dipanerà per le vie del centro con manifestazione conclusiva a Piazza Farnese, dove è previsto un comizio con l’intervento del nostro Segretario Generale Franco Martini e del Segretario Confederale Guglielmo Epifani.
Nonostante il maltempo, che ha caratterizzato in modo impietoso l’iniziativa, con piogge e raffiche di vento freddo, la partecipazione è stata dinamica e interessata; lo confermano i numeri: secondo il Segretario Regionale Losio infatti, in tutte le città, si è oltrepassata la cifra di un centinaio di partecipanti attivi, e nella tappa conclusiva di oggi a Milano è stato migliorato ulteriormente il risultato, superando quota 300.
Tra i nostri delegati è diffusa la piena e completa soddisfazione per l’evento e per la risonanza che ha avuto sui cittadini, sulle radio, i giornali e le tv locali: molti organi di stampa hanno infatti presenziato e realizzato servizi di ogni tipo, compresa un’intervista radiofonica di Radio Popolare, al Segretario Regionale, andata in onda nei giorni scorsi.
L’atmosfera vivace e partecipe di questa “Settimana regionale” dovrà ora essere trasmessa dai nostri delegati a tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici, già ampiamente impegnati nelle numerose Assemblee che da qualche settimana vengono indette in tutta Italia, e che continueranno a svolgersi sui luoghi di lavoro almeno fino alla data dello sciopero del 15 novembre 2008.

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30 ottobre 2008

VERSO LO SCIOPERO GENERALE

I lavoratori del commercio dicono NO alla firma separata:
centinaia gli ordini del giorno

Il 18 luglio 2008 è una data fondamentale per la storia della Filcams Cgil e della contrattazione sindacale unitaria: è proprio in questo giorno che si è giunti alla firma con Confcommercio e Confesercenti, da parte di Fisascat – Cisl e Uiltucs-Uil, dell’ipotesi di contratto del settore terziario, distribuzione e servizi, escludendo la Filcams-Cgil dall’accordo, nonostante gli estenuanti e difficoltosi 18 mesi di trattativa unitaria.
La firma è avvenuta di notte, dopo che la Filcams aveva richiesto una sospensione per permettere la consultazione dei lavoratori sulle proposte avanzate dalla controparte, così come previsto dagli accordi unitari: la notizia ha lasciato gli addetti ai lavori, così come i lavoratori stessi, totalmente basiti e negativamente sorpresi.
Da quel giorno si è inaugurato un periodo di grande mobilitazione, che ha coinvolto non solo i lavoratori iscritti alla nostra sigla sindacale, ma tutti gli interessati del settore, anche quelli appartenenti alle altre confederazioni.
E’ dilagato un movimento fatto di assemblee, attivi e raccolte di firme all’interno dei luoghi di lavoro, e la posta della Filcams nazionale è stata inondata di Ordini del Giorno pervenuti da ogni parte d’Italia come il risultato delle diverse consultazioni.
I numeri sono impressionanti: oltre 500 documenti, firmati dalle lavoratrici e dai lavoratori delle aziende commerciali, in prevalenza della grande distribuzione, che esprimono tutti lo stesso indirizzo, pur rappresentando diverse sensibilità.
Le parole d’ordine sono:
“NO” al contratto separato, “Sì” alle regole di democrazia sindacale;
e lo slogan è: RESTITUIAMO LA PAROLA AI LAVORATORI.
Il fulcro delle discussioni si è incentrato sui temi non condivisi, considerati altamente lesivi dei diritti dei lavoratori, in particolare l’obbligatorietà del lavoro domenicale e la penalizzazione degli apprendisti.
La mobilitazione ha avuto il suo culmine nell’Assemblea nazionale dei quadri e delegati Filcams tenutasi a Roma il 9 ottobre scorso, che ha registrato la partecipazione di ben 1.500 persone, provenienti da tutta Italia, confluite presso l’Auditorium del Massimo animando una mattinata caratterizzata dagli interventi dei delegati delle aziende del settore: giovani impegnati, capaci ed attivi rappresentanti della nostra categoria.
Gli interventi sono stati preceduti dalla relazione del Segretario Generale Filcams Franco Martini, recentemente eletto a guida della categoria, che ha confermato la contrarietà della Filcams all’ipotesi di accordo separato, dopo aver preso atto della voce dei lavoratori e delle lavoratrici espressa proprio grazie agli Ordini del giorno. Si è inoltre stabilito la disponibilità alla riapertura del dialogo con tutti le parti interessate e la necessità di continuare la lotta fino alla proclamazione di uno sciopero nazionale del settore indetto per il giorno 15 novembre 2008 a Roma.
La giornata si è poi conclusa con il discorso del Segretario Confederale Guglielmo Epifani: un appoggio incondizionato dell’iniziativa e della linea di azione della Filcams, considerate ancor più apprezzabili in questo momento di crisi della funzione sindacale. Epifani ha confermato che l’ipotesi dell’accordo separato è una testimonianza di tale palese crisi ed ha quindi incitato e motivato gli astanti a non arrendersi e a continuare nel perseguimento dei propri obiettivi.
La folla ha raccolto e recepito, rispondendo con uno scatenato tifo da stadio.

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30 ottobre 2008

VERSO LO SCIOPERO GENERALE
IL CONTRATTO E LA CRISI DEL PAESE AL CENTRO DELL’INIZIATIVA

Prosegue con intensità la preparazione della manifestazione nazionale che il 15 novembre porterà a Roma i dipendenti del settore terziario-dstribuzione-servizi, nella giornata di sciopero proclamato dalla Filcams Cgil. L’accordo separato per il rinnovo del contratto, firmato da Confcommercio e Confesercenti con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil è all’origine dell’iniziativa. La Filcams, fin dal primo momento della firma separata, ha contestato innanzitutto il metodo, che esclude l’organizzazione più rappresentativa del settore, senza possibilità di verificare il contenuto dell’intesa nel rapporto con le lavoratrici ed i lavoratori. La prassi delle intese separate, purtroppo, va sempre più diffondendosi, segnalando lo stato di crisi dei rapporti unitari tra i sindacati. Troppo facile, però, è accusare la Cgil di ostinata propensione all’isolamento, troppo semplice è definire il suo segretario generale “signor no”, rifiutando sistematicamente l’introduzione della più elementare norma democratica, che chiarirebbe a nome e per conto di chi i sindacati si arrogano il diritto di firmare (o non firmare). Il tema della democrazia e della rappresentanza, dunque, il tema delle regole deve necessariamente essere risolto, altrimenti l’accusa alla Cgil “che fa politica e non sindacato” non può che ritorcersi contro chi la lancia, se tale esercizio accusatorio avviene in un quadro di “immunità”, cioè, senza la necessaria verifica democratica sulla rappresentatività.

Ma anche i contenuti dell’intesa sono stati criticati, nei due punti (apprendistato e lavoro domenicale) che apparentemente sembrano poca cosa, ma di fatto tendono ad offrire all’azienda il pieno controllo dell’organizzazione del lavoro. Anche in questo caso, troppo facile è accusare la Filcams di tutelare le nicchie privilegiate dei vecchi assunti, che non vogliono lavorare la domenica e poi scaricare sui giovani, ultimi arrivati, con contratto di apprendistato, una parte dei costi, attraverso il peggioramento delle normative sui permessi. Ed anche sulle domeniche, troppo semplice è improvvisare nel tempo di una nottata, profonde riconversioni culturali, che impegnano ben più che la Filcams ed i lavoratori da essa rappresentati, dato che il tema riguarda anche altri, come dimostrano le reazioni trasversali all’intesa, che introduce il criterio dell’obbligatorietà, senza aver costruito le necessarie condizioni di consenso fra i destinatari dell’accordo.
La Filcams non è contro il lavoro domenicale, ma contro il governo unico dell’organizzazione del lavoro da parte delle aziende. Si poteva fare diversamente da come si è fatto, se l’interesse a non “rompere” avesse prevalso, anche nel rispetto di una lunga tradizione, che ha caratterizzato il lavoro sindacale in questi settori.

Del resto, il quadro generale parla più di fratture che di unità e questo non sarà un vantaggio per le lavoratrici ed i lavoratori. Ma la notizia prioritaria deve restare la crisi, le condizioni sociali delle persone, che rischiano di pagarla pesantemente. Chi lavora nel settore della distribuzione, del terziario e servizi rischia di pagarla come cittadino che avrà meno reddito per consumare, e come dipendente di quei settori che subiranno un calo occupazionale a causa del crollo dei consumi.
Per questo la mobilitazione è anche per chiedere misure al Governo che sostengano i redditi da lavoro e da pensione, a partire dagli occupati che vedono a rischio il loro posto di lavoro. Questo tema la Filcams porterà in piazza il 15 novembre, oltre ai temi legati al contratto, per contribuire alla mobilitazione contro la crisi lanciata dalla Cgil. Anche per questo, a chiudere la manifestazione sarà Guglielmo Epifani, a sottolineare l’importanza che anche da un settore come il nostro, dove la precarietà è molto diffusa, può e deve venire un contributo a combattere la crisi ed ogni disegno di isolamento della Cgil.

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16 ottobre 2008

PARTITO IL TAVOLO CONFEDERALE CON CONFCOMMERCIO: IL NODO DELL’ACCORDO SEPARATO

Si è svolto mercoledì 15 ottobre il previsto incontro tra Confcommercio e Cgil-Cisl-Uil sulla riforma del modello contrattuale. All’incontro, per la Cgil, hanno partecipato il Segretario Generale Guglielmo Epifani e Franco Martini, Segretario Generale Filcams.

L’incontro ha segnato l’inizio di un percorso di confronto che si svilupperà nei prossimi giorni, ed ha visto la riproposizione delle posizioni già note sul tavolo Confindustria, con Cisl e Uil positivamente orientate sulle linee del documento confindustriale e la Cgil contraria. Nell’occasione, Epifani ha nuovamente motivato le ragioni del nostro dissenso, pur apprezzando l’allargamento del tavolo e la necessità che esso si misuri innanzitutto con gli effetti che la crisi finanziaria avrà anche sul settore della distribuzione.

La vicenda dell’intesa separata per il rinnovo del Ccnl terziario è stata naturalmente oggetto di discussione, poiché Epifani ha ribadito la posizione della Cgil, secondo la quale è difficile parlare di regole con una associazione che ha sancito l’intesa separata. Confcommercio, tuttavia, dopo aver manifestato preoccupazione per la situazione determinatasi, ha ribadito la necessità che la divisione possa rapidamente venire superata, dichiarandosi disponibile ad esaminare proposte nuove avanzate dai sindacati, nell’ambito dell’equilibrio raggiunto dall’intesa in questione. Per contro, Cisl e Uil hanno affermato la titolarità della categoria ad affrontare il problema, ritenendolo, con ciò, non appartenere al tavolo confederale.

Nei prossimi giorni si terrà l’incontro dei tre segretari di Fisascat, Uiltucs e Filcams per verificare l’esistenza delle condizioni atte a rilanciare un percorso unitario che possa ricomporre la divisione creatasi con l’intesa separata.

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3 ottobre 2008

CONTRATTI: FILCAMS, ‘NO A QUELLO SEPARATO’

Martini, Filcams, La parola ai lavoratori. Il 9 Epifani ad Assemblea

(U.S.Cgil) –Roma, 3 ott- “No al contratto separato” del commercio, del terziario e dei servizi. Lo dice la Filcams-Cgil che con questo slogan giovedì prossimo, 9 ottobre, riunirà a Roma, alla presenza del Segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, oltre 1500 quadri e delegati della categoria in rappresentanza dei lavoratori di ogni angolo del territorio.

Tre i temi al centro dell’iniziativa, in programma all’Auditorium del Massimo (Eur), il diritto alla contrattazione nelle aziende e nei territori, la tutela delle condizioni di lavoro soprattutto per i soggetti più deboli e gli apprendisti, la democrazia sindacale nel rispetto delle regole unitarie concordate.

Franco Martini, chiamato da qualche settimana alla guida della categoria della Cgil (345 mila iscritti a dicembre 2007) non ha dubbi sulla strada da seguire per superare la difficile situazione creatasi dopo la firma separata del contratto del commercio (2 milioni gli addetti del comparto): “Dobbiamo difendere il diritto alla contrattazione aziendale ed evitare che prevalga la ‘mano libera’ di Confcommercio” afferma il numero uno della Filcams. “Il contratto nazionale che non abbiamo sottoscritto ‘scardina’ questo diritto (introducendo, ad es, l’obbligo del lavoro domenicale) e divide i lavoratori. A loro –assicura- va perciò restituita la parola con la consultazione in tutti i luoghi di lavoro”.
Sarà lo stesso Martini, alle ore 10 di giovedì prossimo, ad aprire l’Assemblea Filcams che terminerà intorno alle 14 con l’intervento di Guglielmo Epifani.

Vanna Palumbo

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Roma, 18 luglio 2008

Commercio: Corraini, Filcams-Cgil Firma separata è atto politico grave e irresponsabile

(U.S.Cgil) –Roma, 18 lug- “Un atto politico grave ed irresponsabile“. Così Ivano Corraini, Segretario generale della Filcams-Cgil, definisce la firma separata del contratto del Commercio che si è appena consumata. “Apprendo da notizie di agenzia che Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Confcommercio hanno concluso e firmato con un atto separato il contratto del terziario” dice ‘sconcertato’ Corraini mentre precisa che “la Filcams-Cgil non aveva abbandonato il tavolo. Aveva chiesto una pausa di 10 giorni per consultare i lavoratori su parti del contratto di straordinaria rilevanza e sulle quali dissentiva in termini fermi”.

Per questi motivi, per il numero uno della categoria del terziario Cgil “la firma separata è un atto politico grave e irresponsabile, denso di conseguenze negative.

La rapidità con cui si sono accinti ad apporre la firma –aggiunge il leader dei lavoratori del commercio- rende ipocriti i richiami al ripensamento rendendoli persino offensivi”.

La Filcams Cgil “valuterà i comportamenti da assumere nel prossimo futuro –assicura infine Corraini-, nel frattempo rimangono confermate le iniziative in corso e in primo luogo il programma di informazione e consultazione dei lavoratori”.

Vanna Palumbo

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21 marzo 2008

SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI DEL TERZIARIO DISTRIBUZIONE E SERVIZI INDETTO PER IL 21 MARZO 2008

Grande soddisfazione alla Filcams Cgil per la splendida riuscita dello sciopero del Terziario, nonostante Confcommercio abbia cercato di boicottare lo sciopero erogando unilateralmente 55 euro. Lo dimostrano i dati delle adesioni alle iniziative e allo sciopero (Coin Cinecittà 80%, Panorama Mestre 70%, Billa Pesaro 80%, Carrefour Torino 50%, La Rinascente Milano 75%, Pam Bologna 100%, Adivar Bari 50%). Elevate adesioni in tutta la Lombardia, Liguria e nelle altre regioni, manifestazione con 8.000 persone a Bologna, presidi a Piazza Colonna a Roma e alla Romanina, cortei allo Osmannoro a Firenze, presidi a Torino. “Questo dimostra – dichiara Meschieri della Filcams Cgil – che la dignità dei lavoratori, così come il Contratto Nazionale, non sono in “ Svendita”.

FILCAMS-Cgil
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20 marzo 2008

SCIOPERO VENERDI 21 MARZO 2008 PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL TERZIARIO, DISTRIBUZIONE E SERVIZI

Le trattative con Confcommercio sono state sospese perché gli incontri effettuati non hanno prodotto risultati positivi. Le distanze sono notevoli sia sul salario che sulle parti normative.

La riduzione delle precarietà passa, per i sindacati, attraverso l’estensione dei diritti e, qui ad esempio, Confcommercio non è disponibile ad estendere la sanità e la previdenza integrativa agli apprendisti, così come sono ancora insufficienti le proposte di Confcommercio sul part-time, in relazione all’aumento delle ore minime settimanali e al consolidamento delle ore di supplementare. La riduzione della precarietà passa anche attraverso il controllo dei processi di esternalizzazione e appalti e, anche qui, non vi è da parte loro la disponibilità a definire procedure di confronto e a salvaguardare i livelli occupazionali e il mantenimento dell’unicità contrattuale, così come non hanno dato disponibilità all’obbligo della certificazione dell’integrale rispetto dei contratti di primo e secondo livello rilasciati dagli enti bilaterali e del DURC.
Notevoli sono poi le distanze in materia di orario di lavoro: Confcommercio pretende deroghe esigibili a livello nazionale sia sul riposo settimanale (per tutte le domeniche d’apertura) sia sul risposo giornaliero, così come vogliono la garanzia che le persone lavorino la domenica. In sostanza pretendono norme esigibili a livello nazionale, riducendo il ruolo e il peso della contrattazione territoriale e/o aziendale sull’organizzazione del lavoro, turni e orari.

Non hanno neppure dato risposte alla richiesta per la creazione di un Fondo che eroghi ammortizzatori sociali a quelli lavoratori che non ne godono.

Sul salario hanno proposto 120 Euro in 4 anni.

Filcams, Fisascat, Uiltucs, respingono quella che ritengono essere attività antisindacale, ovvero l’erogazione unilaterale di salario ai fini di boicottare lo sciopero. La dignità dei lavoratori non è un optional così come il contratto nazionale non è in svendita

Per questi motivi Filcams, Fisascat e Uiltucs, chiamano i lavoratori del Terziario distribuzione e Servizi allo sciopero di venerdi 21 marzo.

La Segreteria Nazionale
FILCAMS-CGIL

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
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6 febbraio 2008

RINNOVO CONTRATTO NAZIONALE TERZIARIO DISTRIBUZIONE E SERVIZI: LE POSIZIONI SONO MOLTO DISTANTI

A seguito degli scioperi effettuati nei mesi di novembre e dicembre, Confcommercio ha chiesto la ripresa delle trattative per il rinnovo del CCNL. La trattativa è partita male, poiché Confcommercio ha ripresentato una serie di posizioni che tendono alla destrutturazione del contratto nazionale e a ridurre il ruolo del secondo livello di contrattazione.

Confcommercio ha ribadito che i costi del contratto debbono essere recuperati attraverso un incremento di produttività, flessibilità e derogabilità in peggio di alcune norme contenute nel contratto nazionale e nella contrattazione aziendale. In sostanza i miglioramenti che Filcams, Fisascat, Uiltucs, hanno chiesto per ridurre la precarietà ed estendere i diritti, se li devono pagare i lavoratori, peggiorando norme contrattuali esistenti.

Sul salario hanno dichiarato che i “calcoli matematici” portano a 55 euro nel biennio a regime, contro i 78 chiesti.

Sul part-time hanno chiesto di ridurre l’orario minimo settimanale (oggi di 16 ore), sugli apprendisti a fronte di miglioramenti sulle parti normative, pretendono di aumentare l’orario di lavoro passando da 38 a 40 ore perdendo così i permessi individuali retribuiti per tutta la durata dell’apprendistato; sull’orario di lavoro vorrebbero la deroga al riposo settimanale a giornaliero; sulla malattia sono disponibili ad aumentare le percentuali dal 4° giorno in poi a condizione che si riduca però la copertura nei primi tre giorni.

E’ del tutto evidente che quanto ha dichiarato Confcommercio sulla stampa dopo gli scioperi, sostenendo che il salario non era un problema e che volevano chiudere il rinnovo del contratto nazionale in tempi brevi, sono dichiarazioni prive di fondamento considerato quanto da loro espresso al tavolo di trattativa.

Il confronto proseguirà nei giorni 11,12 e 13 febbraio e viste le posizioni assunte da Confcommercio, le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs al fine di sostenere la trattativa, riconfermano lo stato di agitazione e proclamano un’ulteriore giornata nazionale di sciopero per VENERDI 21 MARZO.

Roma 6 febbraio 2008

Segreterie Nazionali
FILCAMS-CGIL
FISASCAT-CISL
UILTuCS-UIL

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19 dicembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: I LAVORATORI CHIEDONO LA SOLIDARIETA’ DEI CONSUMATORI: «CI SARETE D’AIUTO SE SABATO 22 RINUNCIATE AGLI ACQUISTI»

I lavoratori del commercio, che sabato 22 saranno in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale, chiedono ai consumatori di essere solidali con la loro battaglia.

«Ci sareste di grande aiuto rinunciando a fare gli acquisti, sabato 22 dicembre», è l’appello che gli attivisti sindacali stanno in questi giorni rivolgendo ai clienti degli iper e dei supermercati.

«Per le donne e gli uomini che incontrate nei negozi, alle casse o che stanno allestendo gli scaffali o che vi informano sulle iniziative e sugli sconti, non sarà un bel Natale, perché sono costretti a scioperare», dice il foglio, e avvisa: «sabato potreste trovare il negozio chiuso o comunque dei disservizi, per i quali ci scusiamo. Vi informiamo affinché possiate organizzarvi e chiediamo la vostra solidarietà».

«I supermercati, gli ipermercati, i negozi nei quali andate a fare la spesa, vorrebbero pagare sempre meno i lavoratori, li vorrebbero sempre più flessibili e spesso li costringono a turni sempre più massacranti e i prezzi continuano ad aumentare anche per i dipendenti di questo settore».

Lo sciopero dei lavoratori delle aziende del commercio e dei servizi sarà ; effettuato sabato 22 per chi lavora su 6 giorni la settimana, mentre chi è impegnato su 5 giorni la settimana la giornata di sciopero è venerdì 21.

Alla giornata di lotta non sono interessati né i punti vendita della cooperazione né i punti vendita aderenti a Confesercenti.

Per la rete dei negozi della cooperazione è intervenuto tra le centrali cooperative e Filcams Fisascat Uiltucs un preaccordo che prevede l’erogazione di una prima tranche di 50,00 euro mensili.

Per quanto riguarda Confesercenti, il confronto tra le parti sta segnando positivi avanzamenti.

Venerdì 21 saranno in sciopero anche i dipendenti delle farmacie private (farmacisti non titolari, impiegati amministrativi e tecnici).

Anche per le farmacie private la ragione della giornata di lotta sta nel blocco della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro da parte di Federfarma (l’associazione delle farmacie private).

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13 dicembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: PER I LAVORATORI DEL COMMERCIO IN SCIOPERO SABATO 22 DICEMBRE NON SARA’ UN BEL NATALE

Sarà un Natale di lotta, per i lavoratori del commercio e dei servizi. E non sarà un bel Natale.

Sabato 22 dicembre, i lavoratori del terziario, della distribuzione commerciale e dei servizi sono in sciopero per il contratto nazionale di lavoro.

(Per chi lavora su 5 giorni, indipendentemente che il luogo di lavoro sia la grande distribuzione o le imprese del terziario avanzato, la giornata di sciopero è venerdì 21 dicembre)

Lo sciopero è proclamato esclusivamente nelle aziende aderenti a Confcommercio.

Alla giornata di sciopero parteciperanno anche le aziende addette alla distribuzione del farmaco. Per questa specifica parte della distribuzione sono coinvolte le aziende aderenti a Confcommercio, Assofarm, Federfarma servizi, Adf-Confcommercio.

Sono escluse dalla giornata di lotta le aziende aderenti a Confesercenti e alle centrali cooperative. E questo per la semplice ragione che il confronto tra le parti per il rinnovo dei due contratti sta segnando positivi avanzamenti.

Confcommercio, al contrario, ha essa stessa dichiarato di avere fermato le trattative.

Con Confcommercio il dialogo si è completamente interrotto – dicono i sindacati. La posta in gioco sarebbe niente meno che lo smantellamento del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Confcommercio vuole mano libera – sostengono –, anziché preoccuparsi di chi, nel settore, pratica una concorrenza sleale e illegale, ricorrendo al lavoro nero e grigio.

(Secondo dati della Guardia di Finanza il 70 per cento dell’evasione fiscale riguarda proprio il commercio)

La battaglia – avvertono Filcams Fisascat Uiltucs – non sarà breve. E non sarà a bassa intensità, perché nei punti vendita i dirigenti sono ormai disposti a tutto: pressioni, anche ricatti con la minaccia di mobilità o di non passare mai al tempo pieno, oppure utilizzo massiccio di lavoratori interinali e altre figure temporaneamente presenti nel negozio.

A questo proposito, le strutture sindacali territoriali stanno procedendo alle denunce per attività antisindacale in occasione della precedente giornata di sciopero del 17 novembre.

FILCAMS-Cgil
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28 novembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: IL SINDACATO EUROPEO DEL COMMERCIO SPRONA A RIFIUTARE «LA LOGICA LIBERISTA CHE MIRA A DISTRUGGERE LA RAPPRESENTANZA COLLETTIVA»

Il congresso della Federazione sindacale del commercio (UNI-Europa), in un ordine del giorno, sostiene che il terziario e in specie la Grande Distribuzione vogliono eliminare la contrattazione collettiva a favore di un rapporto diretto tra l’azienda e il singolo lavoratore.

Dal congresso di UNI-Europa, la Federazione sindacale dei lavoratori del commercio, a Ginevra, un ordine del giorno sulla vertenza contrattuale italiana non si limita, com’è di prammatica, alla solidarietà e agli auguri di un felice risultato.

Le linee dell’ordine del giorno contengono un chiaro giudizio politico attorno a una questione che percorre tutt’Europa.

«Quanto sta avvenendo in Italia – dice la nota – è un’ulteriore riprova che avvalora le preoccupazioni del sindacato europeo dove le imprese del terziario, specie quelle della Grande Distribuzione, tentano in ogni modo di limitare il confronto sindacale e la contrattazione collettiva, impedendo in tal modo il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori e lavoratrici.

«Il congresso – continua la nota – rifiuta la logica liberista delle aziende che mira a distruggere la rappresentanza collettiva per ottenere un rapporto diretto azienda-singolo lavoratore.

«Per questo, il congresso vede nella vertenza italiana per il rinnovo del contratto collettivo del terziario gli stessi tratti di una cultura selvaggiamente liberista che attraversa le multinazionali europee e mondiali in una logica di attacco sistematico e costante alla cultura dell’adesione al sindacato per la conquista di diritti e tutele collettive, nel rispetto delle professionalità delle singole persone».

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
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21 novembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: ALTRE DUE GIORNATE DI SCIOPERO CONTRO LA SORDITA’ DI CONFCOMMERCIO

Le segreterie nazionali di Filcams Fisascat Uiltucs e le strutture territoriali, dopo la massiccia adesione allo sciopero del 16 e 17 novembre, hanno proclamato un nuovo sciopero in due giornate: una nazionale e una territoriale. Questo il comunicato.

«Il 20 novembre 2007 si è tenuta la riunione unitaria delle strutture di FILCAMS FISASCAT UILTuCS per effettuare una valutazione sull’ andamento dello sciopero per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del Terziario Distribuzione e Servizi effettuato il 16 e 17 novembre e per decidere le ulteriori iniziative di lotta a fronte della rottura delle trattative decisa da Confcommercio.

«Le organizzazioni sindacali hanno proclamato ulteriori due giornate di sciopero, di cui una giornata sarà effettuata venerdì 21 (per chi lavora cinque giorni) e sabato 22 dicembre (per chi lavora sei giorni) e l’altra a livello territoriale le cui modalità potranno anche essere articolate.

«Lo sciopero è stato indetto visto la totale assenza di dialogo con Confcommercio, la quale effettua “esternazioni” sulla stampa anziché sedersi al tavolo di trattativa. Confcommercio dichiara infatti che " Le trattative sono ferme, non sugli aumenti salariali su cui c’è disponibilità a discutere, ma perché la piattaforma sindacale arriva a costare troppo e che occorre parlare di incrementi di produttività certi, di flessibilità organizzativa, di una diversa organizzazione degli orari di lavoro".

«È evidente la loro intenzione di avere mano libera sui tempi di vita e di lavoro delle donne e uomini che lavorano nel commercio, ovvero " vieni a lavorare quando c’è bisogno: oggi puoi lavorare 10 ore domani 4 e poi si vede di volta in volta".

«Così come sul salario non hanno mai avanzato proposte, salvo dire che i costi devono essere recuperati in qualche modo. Vi sono poi aziende come Mediaworld che decidono di "elargire 30 danari" ai propri dipendenti quale anticipo sui futuri aumenti, cercando così di rompere il fronte dei lavoratori.

«In gioco non ci sono solo i soldi, c’è ben altro: il contratto collettivo nazionale di lavoro che oggi definisce diritti e tutele per tutti i lavoratori dalle piccole alle grandi imprese e forse è questo che Confcommercio vuole smantellare.

«Non siamo disponibili a lasciare che il tempo di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori sia deciso unilateralmente e individualmente dalle imprese. Occorre conciliare le rispettive esigenze, cosa che è stato fatta da trent’anni a questa parte.

«Le organizzazioni sindacali si sono dichiarate soddisfatte per l’ alta adesione allo sciopero, nonostante le pressioni, i ricatti che molte imprese hanno effettuato sui singoli lavoratori, in particolare sui giovani, minacciandoli, "se avessero scioperato", di messa in mobilità, di non passare mai i part-time a tempo pieno. Hanno utilizzato in modo massiccio interinali, promoter, marchandiser, capi reparto, mettendoli alle casse al posto dei lavoratori in sciopero. Tutte attività antisindacali.

«Nonostante le tante intimidazioni individuali, lo sciopero è riuscito e lo dimostrano i dati perché quando una serie di aziende commerciali chiudono, quando in una serie di ipermercati, supermercati si raggiungono punte del 90%, quando in alcune catene i lavoratori scioperano per la prima volta, sfidiamo chiunque a dire che lo sciopero è fallito.

«Così come lo dimostrano i presidi che si sono tenuti in tutt’Italia con la presenza di tante ragazze e ragazzi. È stata inoltre elevata la solidarietà che i cittadini ci hanno espresso non andando a fare la spesa il 17 novembre.

«Che Confcommercio rifletta!»

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13 novembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: SABATO 17 (VENERDI’ 16 IN ALCUNI SETTORI) SCIOPERO NAZIONALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO E CONTRO L’ARROGANZA DI CONFCOMMERCIO

Sabato 17 novembre i lavoratori del commercio (ipermercati, supermercati, negozi) scioperano per l’intera giornata per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e contro l’arroganza di Confcommercio che ha rotto strumentalmente la trattativa.

Per i lavoratori impegnati in aziende commerciali e del terziario avanzato che lavorano su cinque giorni la settimana, la giornata di sciopero è venerdì 16 novembre.

Le strutture territoriali di Filcams Fisascat Uiltucs hanno preparato presidi e altre iniziative per sensibilizzare i clienti dei punti vendita e tutti i lavoratori.

Filcams Fisascat Uiltucs ricordano che Confcommercio, il 25 settembre, aveva rotto le trattative per il rinnovo del contratto disertando un incontro programmato e presentando un comunicato con il quale respingeva in toto le richieste sindacali.

Confcommercio, va ricordato, non ha sottoscritto il protocollo tra parti sociali e governo del 23 luglio 2007.

Affermano i sindacati che «con questo atteggiamento, Confcommercio tenta la rivincita rispetto al contratto firmato tre anni fa, che conteneva conquiste di netto avanzamento sul part-time, l’apprendistato e i contratti a termine».

5 novembre 2007

COMMERCIO:TORINO, PRESIDIO SINDACALE ORGANIZZATO IN CENTRO CITTA’

Domani, 6 novembre 2007, le segreterie di Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL di Torino hanno convocato l’attivo unitario delle delegate e dei delegati del Commercio-Terziario e Servizi presso il presidio sindacale organizzato in centro città, in Via Garibaldi 23, dalle 10 alle 13, a due passi dalla sede del Comune di Torino e della Giunta Regionale del Piemonte.

L’iniziativa – scrivono le segreterie – serve in primo luogo a promuovere lo sciopero che anche a Torino come in tutto il territorio nazionale si terrà, per tutto il turno di lavoro, il 16 e il 17 novembre p.v. Uno sciopero necessario per riconquistare il tavolo della trattativa per il rinnovo del CCNL (scaduto il 31 dicembre scorso) abbandonato dalla delegazione delle imprese per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali di questo settore, adducendo motivazioni inaccettabili, tese a negare per le lavoratrici e i lavoratori del settore il diritto al rinnovo contrattuale, ad un salario adeguato all’aumento del costo della vita a contratti meno precari, nella durata e nei diritti”

“I 78 euro e la parte normativa che abbiamo presentato in piattaforma sono appena sufficienti per raggiungere questi obiettivi – proseguono. L’indisponibilità a trattare deve cessare. Lo diciamo da un territorio che da anni ormai non produce la necessaria contrattazione integrativa territoriale per la continua indisponibilità di ASCOM e il silenzio delle istituzioni”.

Il presidio, che vedrà la presenza di un gazebo e delle bandiere di tutte e 3 le OOSS, sarà anche l’occasione per sensibilizzare e informare anche i lavoratori delle piccole imprese sulla situazione delle relazioni sindacali in atto e sul difficile momento che richiede la partecipazione di tutti allo sciopero.

Ma anche sensibilizzare i clienti e l’opinione pubblica della Città per denunciare chi in questo momento sta violando le regole democratiche del confronto e della contrattazione tra parti, cioè le imprese.

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
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26 settembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: CONFCOMMERCIO ROMPE IN MANIERA STRUMENTALE LA TRATTATIVA, I SINDACATI DICHIARANO SCIOPERO

Comunicato delle segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs

« Con un comunicato pieno di falsità, la Confcommercio ha rotto ieri pomeriggio, a Roma, la trattativa per il rinnovo del CCNL del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi, scaduto il 31 dicembre 2006 e che interessa quasi 2 milioni di lavoratori.

« Le trattative sono iniziate, nei fatti, a metà marzo di quest’anno.

« Fin da subito è apparso chiaro l’atteggiamento dilatorio e strumentale della Confcommercio che, con argomentazioni pretestuose, si è rifiutata di entrare nel merito delle richieste della piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali e ha posto come pregiudiziale una discussione sugli avvisi comuni (che molto probabilmente avrebbe voluto che il sindacato accettasse a scatola chiusa) da presentare al governo sul tema del mercato del lavoro.

« La faticosa mediazione raggiunta dopo due incontri nel mese di aprile è stata quella di discutere sia degli avvisi comuni, sia delle richieste della nostra piattaforma. Richieste che prevedevano, tra l’altro, tra i punti più qualificanti un aumento salariale di 78 euro al 4° livello, miglioramenti normativi per il part-time, i contratti a termine e l’apprendistato, attraverso una riduzione della precarietà e una maggiore stabilizzazione dei rapporti di lavoro, nonché un miglioramento dell’assistenza sanitaria integrativa e un rilancio delle relazioni sindacali, della bilateralità.

« Il confronto sugli avvisi comuni in materia di apprendistato, contratti a termine e contratti di inserimento su cui ci eravamo lasciati a luglio, aveva prodotto un testo già quasi definito, anche se con alcune nostre precisazioni di merito.

« Se l’avviso comune sul mercato del lavoro non ha visto la luce la responsabilità ricade tutta su Confcommercio che, a un certo punto, ha ritenuto di toglierlo dal tavolo negoziale, magari per “buttarla in politica” e avere poi più libertà per attaccare strumentalmente il governo e CGIL, CISL e UIL sul Protocollo del 23 luglio 2007.

« Nella riunione del 13 settembre, dopo una decina di incontri in sede di commissione ristretta, Confcommercio ha affermato che la nostra piattaforma era troppo onerosa e che prevedeva un incremento del costo del lavoro del 9% e che senza “concrete contropartite” il negoziato non poteva andare avanti, che non era praticabile “una linea di confronto tradizionale” e che si rendeva necessario un incremento di produttività e un diverso concetto di flessibilità organizzativa.

« Le segreterie nazionali, nel contestare queste affermazioni, hanno precisato che non esiste un rinnovo contrattuale a “costo zero” e hanno chiesto a Confcommercio di chiarire cosa intendessero per produttività, flessibilità e costi. Stiamo però ancora aspettando una risposta.

« Nell’incontro di ieri Confcommercio, così come si era impegnata a fare, avrebbe dovuto illustrarci, punto per punto, i “costi economici” e le proprie idee in materia di produttività, flessibilità, ma, con un voltafaccia dell’ultima ora, contravvenendo ad ogni regola di trattativa e venendo meno anche ad un’etica dei rapporti sindacali “si è data alla fuga”, mandando all’incontro una propria “delegazione tecnica” che si è limitata a leggere il comunicato poi dato alla stampa.

« Prendiamo atto che Confcommercio ha paura del confronto di merito sui problemi, semplicemente perché non ha argomenti seri e quindi accusa le organizzazioni sindacali di “rigidità” e di “mancanza di flessibilità” che invece è tutta interna alla sua delegazione trattante.

« Le segreterie nazionale di Filcams, Fisascat e Uiltucs, intendono dare una risposta adeguata ad un atteggiamento lesivo della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi per ottenere un rinnovo contrattuale che recuperi il potere d’acquisto delle retribuzioni e che crei le condizioni per un futuro meno incerto per le giovani generazioni, per le donne e per gli uomini del nostro Paese.

« Per questi motivi le segreterie nazionali dichiarano una giornata nazionale di sciopero (intero turno di lavoro) quale risposta all’arroganza di Confcommercio per SABATO 17 novembre (per chi lavora su sei giorni) e VENERDI’ 16 NOVEMBRE (per chi lavora sui cinque giorni) . Ulteriori iniziative e modalità, saranno definite nella riunione nazionale della delegazione trattante prevista per l’8 ottobre a Roma ».

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11 maggio 2007

ORARI FLESSIBILITA’ SALARI PRECARIETA’, QUESTI I MOSTRI MODERNI CHE I LAVORATORI DEL COMMERCIO, DEL TURISMO, DELLE PULIZIE DEVONO PIEGARE

È in uno sventolio di bandiere rosse, Filcams, bianche-verdi, Fisascat, azzurre, Uiltucs e Uiltrasporti, che si è aperta la manifestazione dei lavoratori del commercio, del turismo, delle pulizie, al Palalottomatica a Roma.

Uno spettacolo comune per le manifestazioni sindacali e tuttavia insolito per i lavoratori delle tre federazioni sindacali.

Da questo venerdì 11 maggio anche i lavoratori dei settori del terziario avranno memoria della musica che "fa gruppo" e dello scenario che compatta in massa i gruppi di manifestanti.

I lavoratori dei contratti che hanno dato vita alla manifestazione sono esasperati e hanno finito la pazienza, ha detto Ivano Corraini, segretario generale della Filcams.

I temi dell’esaperazione si chiamano orari sempre più flessibili e frantumati nella giornata, salari bassi, contratti di lavoro part-time con un numero insufficiente di ore settimanali, precarietà dell’impiego.

I salari italiani: i più bassi d’Europa (Ubaldo Conti, segretario Uiltrasporti); i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri (Pierangelo Raineri, segretario generale Fisascat); e le affermazioni ormai quotidiane che lo sviluppo è possibile solo se i lavoratori rinunciano a una parte dei diritti, sono l’altro motivo di esasperazione richiamato dagli intervenuti alla tribuna.

Oltre ai segretari generali Ivano Corraini, Filcams; Pierangelo Raineri, Fisascat; Brunetto Boco, Uiltucs; Ubaldo Conti, Uiltrasporti; Bernadette Ségol, segretaria di UniEuropa, sindacato europeo; Patrizio Lovolé, delegato Fisascat all’Hotel Danieli di Venezia; Monica Scuderi, delegata Filcams nelle imprese di pulizie; Barbara Fattori, delegata Fisascat di Coop distribuzione.

E ancora gli orari di lavoro, le aperture senza più regole dei negozi, la domenica che le imprese pretendono giorno lavorativo normale. Per quale ragione si dovrebbe trasformare la domenica in un giorno lavorativo?

C’era un equilibrio raggiunto nel tempo che è saltato anche grazie all’azione degli enti locali, sostiene Brunetto Boco. Ci sono ragioni ideologiche, come quelle avanzate da Confindustria, secondo la quale le regole le fa solo il mercato, ha ricordato Pierangelo Raineri. Così com’è atteggiamento ideologico questa idea della spesa, dopo che s’è fatta alle nove di sera, di sabato, nell’orario continuato, anche di domenica. «Il giorno che ognuno dovrebbe dedicare a se stesso e un Paese civile fermarsi» come ha affermato Boco.

Una giornata come questa segna in quanto a determinazione le federazioni. «Se i contratti non ci saranno – ha affermato Corraini – intensificheremo la lotta e questa volta cercheremo di far male alle imprese proprio nei periodi di maggior lavoro».

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11 maggio 2007

I LAVORATORI DEL COMMERCIO, DEL TURISMO, DELLE PULIZIE DANNO VITA A UNA GRANDE MANIFESTAZIONE. PER LA PRIMA CON LA PRESENZA DEI SEGRETARI CONFEDERALI DI CGIL CISL UIL

Attendevano 4000 persone, alla manifestazione organizzata a Roma, al Palalottomatica all’Eur, da Filcams Fisascat Uiltucs venerdì 11 maggio. Ne sono arrivate 6000, lavoratori e lavoratrici in rappresentanza dei 3 milioni di occupati nel commercio, nel turismo, nelle pulizie, i settori del terziario che chiedono a gran voce il rinnovo del contratto nazionale.

Una prima volta, per Filcams Fisascat Uiltucs (e Uiltrasporti relativamente al contratto delle pulizie), una manifestazione di portata nazionale che raggruppa le istanze congressuali di più contratti. Di fatto la messa in comune, e il raggiungimento di una massa critica, proprio nel terziario, il settore della frantumazione e della dispersione lavorativa.

Ma anche una prima volta per la presenza contemporanea, a una manifestazione delle tre federazioni del terziario, dei segretari generali confederali di Cgil Cisl Uil.

Epifani, Bonanni, Angeletti hanno parlato inframmezzati ai segretari generali di categoria, Ivano Corraini, Filcams; Pierangelo Raineri, Fisascat; Brunetto Boco, Uiltucs; Ubaldo Conti, Uiltrasporti.

Comune ai tre segretari confederali la denuncia del silenzio «della classe dirigente e dei giornali» sulle condizioni e i problemi dei lavoratori, e di contro la presenza sempre più invadente di chi, economisti e commentatori, «ci fa la lezione ogni giorno».

Lezioni anche di etica, e «di scontro sull’etica – ha ricordato Raffaele Bonanni – peccato che nessuno si chieda se è etico pagare 600 euro lordi al mese». Ha poi anche aggiunto, Bonanni: «Chiedono flessibilità, e Dio sa quanta ce n’é nei vostri settori, ma per concederne ancora ce la devono pagare molto molto di più».

«Flessibilità del lavoro?» si è chiesto Luigi Angeletti. «Un posto di lavoro – ha affermato – è occupato perché l’impresa ha bisogno di coprire quel posto, quella funzione. E allora, perché flessibile, anche se il posto ci sarà finché dura l’impresa? Perché così lo si può tenere sotto ricatto».

«Spesso, i vostri, sono lavori al limite – ha riconosciuto Guglielmo Epifani –, penalizzati sindacalmente dalla mancanza di visibilità ». È dunque un atto di slealtà sociale non rinnovare i contratti.

«Lo scontro – ha detto Epifani – non è sui soldi, è che vogliono mettere in discussione sicurezza, orari, flessibilità ».

Secondo Epifani, in ballo c’è una questione di libertà. Per gli economisti alla moda c’è bisogno di libertà per i privilegiati, «per quelli che ricevono». Noi vogliamo libertà per tutti, «non solo per chi riceve ma anche per chi dà, come i lavoratori».

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7 maggio 2007

MANIFESTAZIONE UNITARIA FILCAMS FISASCAT UILTUCS: INVITO A CONFERENZA STAMPA MARTEDI’ 8 MAGGIO

Martedì 8 maggio, Filcams Fisascat Uiltucs incontrano i signori giornalisti – ore 11, Hotel D’Azeglio, via Cavour 18, Roma – per presentare la manifestazione nazionale unitaria di sostegno alla lotta contrattuale dei lavoratori dei settori terziario, distribuzione commerciale, servizi; distribuzione cooperativa; turismo; pulizie e multiservizi.

La conferenza stampa sarà tenuta dai segretari generali di Filcams Fisascat Uiltucs, Ivano Corraini, Pierangelo Raineri, Brunetto Boco.

La manifestazione nazionale unitaria avrà luogo a Roma venerdì 11 maggio – Palalottomatica, all’Eur – a partire dalle ore 9,30.

Per i settori del turismo e delle pulizie, venerdì 11, sarà altresì giorno di sciopero generale.

Saranno presenti e chiuderanno la manifestazione i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Epifani, Bonanni, Angeletti.

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4 maggio 2007

VENERDI’ 11 MANIFESTAZIONE NAZIONALE UNITARIA A ROMA DEI LAVORATORI DEL TERZIARIO, DELLA DISTRIBUZIONE COOPERATIVA, DEL TURISMO, DELLE PULIZIE E MULTISERVIZI
Per i lavoratori del turismo e delle imprese di pulizie sarà anche una giornata di sciopero
Guglielmo Epifani, Raffaele Bonani, Luigi Angeletti chiuderanno la manifestazione

Venerdì 11 maggio, Filcams Fisascat Uiltucs porteranno a Roma (Palalottomatica, all’Eur, con inizio alle 9,30) i lavoratori dei settori terziario, distribuzione commerciale, servizi; distribuzione cooperativa; turismo; pulizie.

Sono questi settori con negoziati aperti per il rinnovo del contratto nazionale da lungo tempo, come le imprese di pulizie: da 24 mesi, il turismo: da 16 mesi, oppure con negoziato avviato da pochi mesi, com’è il caso del contratto del terziario, commercio, servizi e del contratto della distribuzione cooperativa, ma che si è già rivelato molto problematico e difficile.

Le delegazioni, che arriveranno da tutte le regioni, rappresentano i 4 milioni di lavoratori soggetti a questi contratti.

Venerdì 11, per i lavoratori del turismo, e dei suoi comparti: mense aziendali, pubblici esercizi, alberghi; e delle imprese di pulizie e multiservizi; sarà anche una giornata di sciopero su tutto il territorio nazionale.

La manifestazione verrà aperta dai segretari generali di Filcams Fisascat Uiltucs, Ivano Corraini, Pierangelo Raineri e Brunetto Boco.

Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, terranno i discorsi di chiusura.

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

19 aprile 2007

L’ASSEMBLEA DELLE RAPPRESENTANZE TERRITORIALI DI FILCAMS FISASCAT UILTUCS DI BOLOGNA STIGMATIZZA LA SITUAZIONE CONTRATTUALE NELLE PULIZIE, NEL TURISMO, NEL COMMERCIO

«Chi l’ha visto? In quasi 3 milioni cercano Contratto». Questo il titolo sarcastico del volantino distribuito a Bologna mercoledì 18 aprile dai rappresentanti sindacali territoriali in occasione dell’assemblea unitaria promossa da Filcams Fisascat Uiltucs.

«Ad oggi – prosegue il volantino – i nostri contratti sono messi così: pulimento e multiservizi 693 giorni, turismo 473 giorni, commercio e coop consumo 108 giorni», dove i giorni sono quelli dalla scadenza del contratto. Senza che vi siano, a tutt’oggi, prospettive di avanzamento.

È questa la denuncia che l’assemblea ha lanciato e resa pubblica in un documento conclusivo. Poi, i delegati e i dirigenti sindacali hanno manifestato di fronte alla sede della Confcommercio e una delegazione è stata ricevuta da una rappresentanza dell’associazione imprenditoriale.

L’assemblea ha trattato, oltre ai rinnovi contrattuali, il confronto con il governo sui temi della previdenza, del lavoro e dello sviluppo sostenibile.

Ricordando che il terziario occupa ormai il 60% della forza lavoro totale e che l’occupazione cresce proprio nei settori del terziario, l’assemblea ha messo in luce come questa crescita sia sostanzialmente basata sul lavoro precario e in settori molto frammentati dove il problema previdenziale è un grosso problema.

È dunque necessario, chiede l’assemblea, affrontare i temi delle contribuzioni convenzionali, dei meccanismi dell’indennità di disoccupazione per figure quali i part-time verticali, gli stagionali, i lavoratori discontinui.

Così come diventa centrale, per il lavoratori rappresentati da Filcams Fisascat Uiltucs, la riforma e il finanziamento degli ammortizzatori sociali da estendere ai settori che ora ne sono esclusi.

Sulla situazione dei contratti nazionali aperti, l’assemblea «stigmatizza la prassi ormai consolidata delle controparti di trascinare all’inverosimile le trattative per i rinnovi dei contratti».

Entrando nello specifico dei singoli contratti, i rappresentanti bolognesi rilevano come, per il contratto del turismo, Confcommercio e Confturismo abbiano presentato una vera e propria contropiattaforma, giudicata «irricevibile».

Per il contratto delle pulizie e multiservizi, notano, si è in una situazione di stallo nonostante uno sciopero nazionale e una manifestazione a Roma. A parole, Confindustria, Lega Coop, Confcooperative, Confapi, Agci, dichiarano la necessità di introdurre nel settore degli appalti regole certe per garantire il libero mercato e una concorrenza legale tra imprese, ma nei fatti propongono soluzioni che riducono le tutele economiche e normative dei lavoratori, agevolano l’evasione contrattuale e contributiva, favoriscono il proliferare di imprese e cooperative fasulle.

Anche il contratto del commercio e della distribuzione cooperativa, benché la trattativa sia partita da poco, già segnala tendenze che non lasciano spazio all’ottimismo.

L’assemblea, rivolgendosi alle segreterie nazionali, ha chiesto che per il contratto delle imprese di pulizie, se non verranno atteggiamenti nuovi, sia proclamato lo sciopero generale per venerdì 11 maggio, in occasione della mobilitazione nazionale unitaria dei settori del terziario.

Le segreterie territoriali di Bologna di Filcams Fisascat Uiltucs stanno valutando, da parte loro, ulteriori iniziative.

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

28 marzo 2007

CONTRATTO COMMERCIO CONFESERCENTI: FILCAMS FISASCAT UILTUCS HANNO PRESENTATO LA PIATTAFORMA, APERTO UFFICIALMENTE IL NEGOZIATO

Martedì 27 marzo, Filcams Fisascat Uiltucs hanno presentato a Confesercenti la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi per i lavoratori delle aziende che aderiscono alla confederazione.

«La Confesercenti – notano le federazioni sindacali – ha espresso la disponibilità a un confronto costruttivo e si è riservata di fornire le proprie valutazioni in merito alle nostre richieste».

Il prossimo incontro è stabilito per martedì 8 maggio.

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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26 marzo 2007

CONTRATTO COMMERCIO CONFESERCENTI: CON LA PRESENTAZIONE DELLA PIATTAFORMA L’AVVIO DEL TERZO TAVOLO DI NEGOZIATO

Filcams Fisascat Uiltucs presentano a Confesercenti, la confederazione della "piccola GDO", la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale, martedì 27 marzo – ore 11, Roma, via Nazionale.

Dopo l’appuntamento con Confcommercio e successivamente con le centrali cooperative, con questo terzo incontro sono esauriti i passaggi di presentazione delle piattaforme e aperti alla discussione tutti e tre i tavoli di negoziato.

Intanto, è stato definito per mercoledì 4 aprile l’appuntamento per la prima vera giornata di confronto, sia pure a livello di commissione, tra le delegazioni tecniche di Filcams Fisascat Uiltucs e Confcommercio – sede Confcommercio, p.zza Belli.