Category Archives: CCNL Colf 2005

FILCAMS-Cgil

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19 febbraio 2007

CONTRATTO LAVORO DOMESTICO: LA FIRMA DEL CONTRATTO ALLA PRESENZA DEL MINISTRO IMPEGNA IL GOVERNO SUI PROBLEMI ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI

«Siamo orgogliosi di aver contribuito a risolvere il problema del contratto di lavoro» ha affermato il ministro del Lavoro Cesare Damiano all’incontro con Filcams Fisascat Uiltucs Federcolf e Federcasalinghe-Domina e Fidaldo per la firma ufficiale, venerdì 16 febbraio, del contratto nazionale per il lavoro domestico. «Però – ha voluto aggiungere – se le parti sociali non avessero avuto la volontà di risolverlo, la nostra presenza sarebbe stata vana».

Un atto molto apprezzato dai sindacati, di parte dipendente e di parte datoriale, l’ufficializzazione della firma con la partecipazione del ministro, «anche perché – sottolinea Ramona Campari, responsabile del settore per la Filcams – i segretari delle federazioni sindacali hanno evidenziato come, in questo campo, alcuni temi in materia di assistenza, maternità e previdenza non possono essere risolti solamente con il contratto, ma debbono essere affrontati per via legislativa.

«Il ministro – aggiunge Ramona Campari – si è impegnato ad aprire un confronto e a ricercare una soluzione per i problemi che abbiamo evidenziato».

Il nuovo contratto regola il rapporto di lavoro di 600mila persone. Tante sono le lavoratrici regolarmente registrate all’Inps. Ma si stima che altrettante siano le collaboratrici domestiche e le assistenti famigliari che sfuggono alla regolarizzazione della posizione contributiva.

E ancora, considerando che numerose lavoratrici prestano la propria collaborazione in più famiglie, sarebbero circa 5 milioni i nuclei famigliari datori di lavoro.

Il nuovo contratto entra in vigore il 1° di marzo, e rappresenta per le lavoratrici un deciso passo verso l’allineamento dei livelli salariali alle tariffe praticate sul mercato.

L’aumento salariale per le collaboratrici domestiche conviventi è di 170 euro mensili, che entreranno in busta paga in due tempi: il primo a marzo 2007 e il secondo a gennaio 2008.

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2 febbraio 2007

CONTRATTO LAVORO DOMESTICO: IL 13 FEBBRAIO LA FIRMA DEFINITIVA DEL TESTO ALLA PRESENZA DEL MINISTRO DEL LAVORO

Martedì 13 febbraio appuntamento al ministero del Lavoro per le federazioni sindacali Filcams Fisascat Uiltucs Federcolf e le associazioni datoriali Federcasalinghe-Domina e Fidaldo.

Alla presenza del ministro Cesare Damiano sarà firmato il testo definitivo del contratto per il lavoro domestico.

L’accordo era stato siglato, come ipotesi d’accordo, al termine del negoziato tra le parti concluso mercoledì 24 gennaio.

Le federazioni sindacali e le associazioni datoriali considerano la firma dell’accordo alla presenza del ministro quale vera e propria ufficializzazione di un atto, il contratto collettivo nazionale di lavoro per colf e assistenti famigliari, che regola il rapporto di lavoro di 600mila persone. Tante sono le lavoratrici regolarmente registrate all’Inps, mentre altrettante sono le collaboratrici e assistenti che, stima l’istituto, sfuggono alla regolarizzazione della posizione contributiva.

«L’attenzione che il ministro ha deciso di riservare al lavoro domestico è un buon segno – dice Ramona Campari, che per la Filcams ha condotto le trattative –. Questo settore soffre di carenze strutturali in materia di assistenza, maternità e previdenza. La sola via contrattuale non è in grado di superare tali carenze. I limiti sono di natura legislativa e dunque solo il parlamento e il governo possono risolverle».

«Per noi – continua Campari – portare direttamente al ministro i problemi delle collaboratrici e delle assistenti significa ribadire che queste lavoratrici devono essere riconosciute per il ruolo effettivamente esercitato, un ruolo che si rivela, socialmente, sempre più importante».

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26 gennaio 2007

CONTRATTO LAVORO DOMESTICO: FIRMATO RINNOVO: ORARIO, SALARIO E NUOVA CLASSIFICAZIONE I PUNTI DI FORZA

Filcams Fisascat Uiltucs e Federcolf hanno firmato con le associazioni datoriali Federcasalinghe-Domina e Fidaldo l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale per il lavoro domestico.

Ci sono voluti due anni di incontri per giungere alla conclusione del negoziato, che i sindacati giudicano «un risultato importante per migliorare la condizione delle numerose lavoratrici che prestano la loro opera nelle famiglie».

Il nuovo testo contrattuale mette mano a una nuova classificazione per rispondere ai mutamenti professionali e per inquadrare mansioni e compiti specifici delle assistenti famigliari.

All’interno della nuova classificazione – 8 sono i livelli previsti – al livello medio, corrispondente alla collaboratrice domestica convivente, va un aumento salariale di 170 euro. Aumento che andrà a regime in due tempi, con la busta di marzo 2007 e con la busta di gennaio 2008.

Anche per i collaboratori non conviventi l’aumento salariale è in linea con quello realizzato per i conviventi, è superiore a quanto prospettato in piattaforma e allinea le paghe orarie a quelle effettivamente praticate sul mercato.

L’orario di lavoro diminuisce, per i non conviventi, a 40 ore settimanali. Per i conviventi è stabilita una nuova tipologia di 30 ore settimanali, riservata ai collaboratori "non addetti all’assistenza di persone non autosufficienti" e ai lavoratori-studenti.

Il nuovo contratto stabilisce le quote a carico del datore di lavoro e del lavoratore, e i percorsi necessari da intraprendere per giungere alla costituzione della cassa malattia e del fondo di previdenza complementare.

Nel campo delle tutele in caso di maternità, il contratto introduce una clausola di maggiore garanzia, «tuttavia – spiega Ramona Campari, responsabile del settore per la Filcams – vi sono in questo settore carenze strutturali in materia di assistenza, maternità e previdenza tali che la sola via contrattuale non può superare. Le carenze e i limiti sono di natura legislativa ed è per questa ragione che le federazioni sindacali e le associazioni datoriali hanno chiesto un incontro al ministro del Lavoro».

«Noi intendiamo portare all’attenzione del ministro – dice Campari – una categoria di lavoratrici che sono, socialmente, indispensabili. Il nuovo contratto di lavoro lo vogliamo firmare ufficialmente davanti al ministro per ribadire che queste lavoratrici devono essere riconosciute per il ruolo effettivamente esercitato, e per poter spiegare che i loro problemi previdenziali dovranno essere discussi e risolti in modi specifici, probabilmente percorrendo altre strade rispetto alle soluzioni legislative entrate recentemente in vigore».

Il lavoro domestico è cresciuto di molto negli ultimi anni. Si calcola che attualmente siano 1,2 milioni le persone che prestano la loro opera a servizio di una o più persone, nella condizione di residente in famiglia o a ore. La metà di esse è regolarmente registrata dall’Inps.

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10 gennaio 2007

CONTRATTO LAVORO DOMESTICO: VERSO LA CONCLUSIONE LA TRATTATIVA PER IL RINNOVO CONTRATTUALE

Dopo quasi due anni dall’avvio del negoziato, la trattativa per il rinnovo del contratto per il lavoro domestico può giungere alla conclusione.

Gli incontri tra i sindacati dei lavoratori, Filcams Fisascat Uiltucs e Federcolf, e le associazioni datoriali, Federcasalinghe-Domina e Fidaldo, hanno pressoché esaurito i temi posti in capo alle richieste presentate nella piattaforma contrattuale.

La riunione programmata per mercoledì 24 gennaio, «potrebbe essere decisiva», giudica Ramona Campari, responsabile per la Filcams del settore lavoro domestico.

«Lo scoglio da superare – dice Campari – resta la possibilità del lavoro a tempo parziale, che finora era riservato solo ai giovani lavoratori-studenti e che le associazioni padronali vorrebbero allargare a tutte le lavoratrici o lavoratori».

«Il sindacato – precisa Ramona Campari – è disponibile a qualche ritocco, tuttavia solo in riferimento alle figure professionali che non abbiano ad occuparsi di persone non autosufficienti».

Il sindacato guarda già avanti, «alle azioni per assicurare anche a queste lavoratrici maggiori tutele per il periodo di maternità, per la malattia e per la previdenza e l’assistenza integrativa».

«Abbiamo richiesto un incontro al ministro del Lavoro – spiega Ramona Campari – per discutere delle condizioni dei lavoratori del settore, anche in relazione all’entrata della Romania nell’UE, cosa che favorisce la regolarizzazione delle collaboratrici domestiche romene, tra le nazionalità più presenti, e per le misure da definire urgentemente abbiamo chiesto regole certe per l’impiego del TFR, che non può soggiacere alla stessa normativa degli altri settori. C’è poi il problema, rilevante, della formazione da dare alle lavoratrici che provengono dai paesi dell’Europa orientale, spesso impiegate nella delicata funzione di "assistenti famigliari"».

Il lavoro domestico è cresciuto di molto negli ultimi anni. Si calcola che attualmente siano 1,2 milioni le persone che prestano la loro opera a servizio di una o più persone, nella condizione di residente in famiglia o a ore. La metà di esse sono regolarmente registrate dall’Inps.

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20 aprile 2005

COLF : LE ASSOCIAZIONI PADRONALI DICHIARANO LE RICHIESTE CONTRATTUALI " IRRICEVIBILI " : LA REAZIONE SINDACALE
Comunicato delle segreterie Filcams Fisascat Uiltucs Federcolf

«Apprendiamo, dalle agenzie di stampa, che le controparti datoriali, hanno dichiarato “irricevibile” la piattaforma rivendicativa presentata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Federcolf per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per gli addetti al lavoro domestico.

«Consideriamo l’atto compiuto gravissimo, per diverse ragioni. La decisione di respingere la piattaforma denuncia, infatti, per i motivi che Fidaldo e Domina elencano nel comunicato, una concezione di questo lavoro retrograda secondo la quale trattandosi di un rapporto di lavoro che ha caratteristiche peculiari perché avviene in ambito familiare, possa essere un lavoro privo di valore, quindi privo di diritti e tutele. Evidentemente le associazioni dei datori di lavoro pensano di poter contare sulla debolezza delle lavoratrici del settore, provenienti, in gran parte, da paesi extra UE.

«E’ vero, abbiamo avanzato richieste che modificherebbero la struttura del vecchio contratto. Infatti, l’impianto del Ccnl scaduto risale al 1974 !

«Da allora, il settore è profondamente mutato. Oggi, alle lavoratrici si chiedono ancora competenze per collaborare alla conduzione della vita familiare, ma anche, compiti nuovi, di assistenza dei bambini, degli anziani, dei malati.

«Abbiamo quindi “osato” chiederne il riconoscimento nel contratto nazionale !

«L’aumento contrattuale richiesto per la seconda categoria di inquadramento, che occupa la stragrande maggioranza delle colf, ammonta a 39,00 euro mensili. Tale aumento porterebbe la retribuzione di una colf convivente, con un orario di lavoro attuale pari a 54 ore settimanali, a 594,84 euro mensili. Abbiamo chiesto, cioè, un aumento della retribuzione di 16 centesimi all’ora !

«L’aumento, invece, richiesto, per le colf “a ore” è più consistente. Ben 0,72 euro all’ora (sempre per le colf di 2^ categoria) perché abbiamo voluto tenere conto delle retribuzioni già effettivamente erogate … ma non regolarizzate.

«Il nostro obiettivo, infatti, è quello di fare in modo che i minimi retributivi del contratto si traducano in un reale beneficio economico per le lavoratrici. Pensiamo, inoltre, che sia compito di tutte le parti in gioco, promuovere azioni che contrastino il lavoro nero.

«La modalità adottata da Fidaldo e Domina è quantomeno sorprendente: preferiscono comunicare tale decisione alla stampa … poi alle organizzazioni sindacali via fax (tra l’altro successivo alle nostre richieste di chiarimento) nonostante l’occasione dell’incontro tenuto per la illustrazione della piattaforma.

«Filcams, Fisascat, Uiltucs e Federcolf assumeranno ogni iniziativa utile a respingere tale orientamento ed invitano le strutture territoriali a promuovere iniziative con le lavoratrici coinvolgendo anche le amministrazioni locali che oggi ricorrono sempre più alle assistenti familiari per sopperire alle carenze del servizi sociali pubblici».

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17 marzo 2005

COLF: AL VIA GLI INCONTRI PER IL NUOVO CONTRATTO

Con la presentazione della piattaforma sindacale, da parte di Filcams Fisascat Uiltucs e Federcolf, alla rappresentanza dei datori di lavoro famigliare, Federcasalinghe-Domina e Fidaldo, sono iniziati gli incontri per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro domestico.

Le richieste avanzate dai sindacati mirano a rimodulare la classificazione delle mansioni, riconoscendo figure e lavori che si sono largamente diffusi, quale l’assistenza non sanitaria a persone non autosufficienti.

«Si tratta di dare un contratto all’altezza dei nuovi compiti che collaboratori e assistenti forniscono alle famiglie che provvedono con soluzioni private, e sempre più vi dovranno provvedere, alla cura di famigliari – dice Ramona Campari, responsabile per la Filcams del settore colf».

«Per i sindacati un contratto valido significa che anche i lavoratori domestici devono poter contare su un livello dignitoso di diritti e tutele nel periodo della maternità e in caso di malattia».

La richiesta di adeguamento salariale prevede un incremento di 39,00 euro al 3° livello della categoria “conviventi”, che porterebbe la retribuzione mensile a 594,80 euro; mentre per la categoria “non conviventi” la richiesta è di portare la paga oraria del 1° livello super a 6,79 euro e a 5,11 euro per il 3° livello. Per la presenza notturna (dalle 21 alle 8) la nuova retribuzione richiesta, categoria unica, è di 546,88 euro; mentre per i “conviventi” l’assistenza notturna dovrebbe valere un’indennità del 15 %.

L’impegno particolare che da tempo si sono assunte le rappresentanze del lavoro domestico, sindacati dei lavoratori e associazioni delle famiglie, è di portare alla luce quanto più possibile il lavoro irregolare. Gran parte dei lavori che girano attorno alle esigenze di cura della casa e delle persone in ambito famigliare è precario e senza sicurezza alcuna.

Il vecchio contratto scade questo mese e le parti si sono sollecitamente incontrate per aggiornarlo, tuttavia soltanto 300mila lavoratori, secondo i dati Inps 2002, sono regolarmente contrattualizzati su una popolazione lavorativa stimata in 1,5 milioni di persone. Tra i lavoratori regolarizzati più della metà provengono da Paesi extra-Ue e le donne rappresentano i nove decimi.

Prossimo appuntamento mercoledì 27 aprile.