Category Archives: CCNL Aziende Termali 2013

Dignità e Solidarietà, riaffermiamo i valori importanti

Fast food, ristorazione commerciale, alberghi, tour Operators, agenzie di viaggio, ristorazione collettiva, imprese di pulizia-multiservizi, farmacie private, sono tante le lavoratrici e i lavoratori che, al grido di Fuori Servizio, hanno aderito oggi allo sciopero, e partecipato alle molteplici e riuscitissime iniziative territoriali.

“Ancora una volta la nostra mobilitazione ha riempito le piazze italiane, dando ad una protesta giusta, la giusta voce” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “e per una giornata siamo stati #fuoriservizio contro chi pensa di toglierci diritti e salario.”

“Ancora una volta a più di un milione e mezzo di lavoratori che operano quotidianamente in settori strategici per il nostro paese siamo riusciti a dare un volto. Da domani rientreremo in servizio per dimostrare che del nostro lavoro la collettività non può fare a meno.”

Le vertenze aperte Federturismo/AICA/Confindustria Alberghi, Fipe, Fiavet, Confesercenti, Federterme, Federfarma, Angem, ACI (Alleanza Cooperative Italiane), Anip-Confindustria Legacoop, Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Agci, Unionservizi Confapi, FNIP Confcommercio, si sono dimostrate lunghe e complesse e con ogni probabilità saranno necessarie nuovi momenti di mobilitazione, ma la giornata di oggi ci consegna una rinnovata forza per proseguire nelle rivendicazioni.

“Abbiamo portato in piazza la faccia pulita del lavoro e un sindacato che sa parlare linguaggi nuovi e trova la sua piena identità nei tanti giovani e meno giovani, donne e migranti che hanno costruito questa giornata di speranza e impegno collettivo.”

Contro quelli che vorrebbero rimanessimo “invisibili” abbiamo infine riaffermato il significato di valori come Dignità e Solidarietà. Fuori Servizio

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Le iniziative nei territori.

A meno di 24 ore dallo sciopero del 6 maggio, tutto è pronto nelle tante piazze del Paese che accoglieranno le lavoratrici e i lavoratori dei settori del turismo, mense, pulizie multiservizi, terme e farmacie private.

Sono baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori  del comparto termale, farmacisti. Un milione e mezzo di lavoratori che da oltre tre anni sono in attesa del contratto nazionale di lavoro, e in alcuni casi, come per il comparto termale, anche da sei.

Regole incerte, salari bloccati, condizioni di lavoro e ambientali sempre più difficili, i lavoratori che incroceranno le braccia il 6 maggio, sono indispensabili per il sistema paese e per l’economia, ma con difficoltà trovano l’attenzione e il riconoscimento del loro lavoro e delle loro professionalità.

Per questo la Filcams Cgil, insieme alla Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti, ha voluto organizzare una mobilitazione unitaria, mettendo insieme, Per la prima volta, i diversi settori accomunati dalla stessa battaglia: la lotta per ottenere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

In Toscana l’iniziativa Regionale a Firenze, cosi come per il Lazio, che terrà una manifestazione a Roma a piazza SS. Apostoli e per il Veneto, che si concentrerà a Venezia e la Liguria a Genova.

L’Emilia Romagna ha dato appuntamento a Bologna dove radunerà anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio aderenti a Federdistribuzione in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale.

Scioperi regionali anche nella Marche, con presidio ad Ancona; in Abruzzo, con presidio davanti alla Prefettura di Pescara; in Campania con appuntamento alla prefettura di Napoli, in Puglia, davanti alla Confindustria di Bari; in Calabria a Lamezia Terme e un unico presidio per Trentino e Sud Tirolo.

In Sardegna, è stata organizzata una conferenza stampa a Cagliari e presidi in tutte le province davanti ai posti di lavoro.

Iniziative territoriali in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Molise, Sicilia,

Al grido di #FuoriServizio il 6 maggio saremo in tutte le piazze per far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori.

6 maggio è sciopero #FuoriServizio

Sarà sciopero il 6 maggio delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private, #FuoriServizio.

“Il contratto nazionale di Federfarma è inadeguato ai tempi e alla normativa di settore in rapida evoluzione con l’ingresso dei capitali e delle multinazionali, le quali lo applicano nelle ex comunali di loro gestione” afferma la Filcams Cgil, che insieme alla Fisascat Cisl e Uiltucs sarà in piazza al fianco dei lavoratori del settore.

“Nelle Farmacie Private, ci sono diritti fondamentali da migliorare – come la malattia e la maternità  – ed è necessario un maggior riconoscimento delle professionalità, anche a livello economico.”

A tre anni dalla scadenza del contratto nazionale non c’è stato modo di ottenere da Federfarma neanche l’apertura del confronto su questi temi.

Lo sciopero del 6 maggio è indetto per sollecitare la riapertura della trattativa e ribadire l’importanza del contratto nazionale di settore.

“Invitiamo pertanto tutti i lavoratori delle farmacie ai quali viene applicato il Contratto Nazionale Federfarma” conclude la Filcams Cgil, “a scioperare con noi il 6 maggio, e a partecipare alle manifestazioni che si terranno in tutti i territori.”

SI ringraziano le associazioni professionali del settore, che sostengono l’iniziativa di mobilitazione, contribuendo al rafforzamento della “Coalizione  per il Contratto” proposta durante l’iniziativa “Farmacista Più”.

Lo sciopero del 6 maggio si svolgerà con manifestazioni regionali e territoriali e vedrà in piazza gli addetti delle pulizie, insieme agli operatori del turismo, delle terme e delle farmacie private, nell’inedita forma dello sciopero plurisettoriale, una battaglia comune per il rinnovo del contratto di settore

7 novembre 2014

Napoli, l’appello dei sindacati: "Salviamo le terme di Agnano"

All’indomani dell’ennesimo nulla di fatto di una vertenza che si trascina da circa due anni, e di cui non s’intravvede ancora la fine Filcams, Fisascat e Uiltucs di Napoli e della Campania lanciano un appello: "Salviamo le terme di Agnano!".
Si è concluso con una fumata nera, infatti, anche l’ultimo incontro tra l’assessore al lavoro del capoluogo campano, Enrico Panini, e i sindacati. "Siamo profondamente delusi dall’indecisionismo del Comune di Napoli, proprietario delle terme, attraverso una società partecipata – hanno dichiarato gli esponenti locali delle federazioni del commercio, turismo e servizi di Cgil, Cisl e Uil –, su una vertenza che riguarda 83 dipendenti. A seguito dell’ennesima e inutile riunione con l’assessore Panini, abbiamo avuto la conferma dell’atteggiamento pressappochista e ondivago dell’amministrazione comunale sull’evoluzione della vicenda".

Dal 2012, tutti i dipendenti sono in cassa integrazione in deroga, ristorante e albergo delle terme chiusi, una struttura da settemila metri quadri da ripulire e rilanciare, mentre della società partecipata del Comune, che ha in gestione le terme, già sommersa da milioni di euro di debiti, si sono perse le tracce.

Nell’ultimo incontro, Panini ha annunciato una delibera di Giunta per la cessione a privati di una quota minoritaria delle azioni societarie, con la previsione di uno strano meccanismo premiale che sostanzialmente dovrebbe prevedere un vantaggio economico per chi, nell’ambito della presentazione dell’offerta, s’impegna ad assumere più lavoratori. "Una proposta ridicola e inaccettabile – secondo i sindacati –: ciò costituirebbe una violazione delle normative che disciplinano le acquisizioni e i fitti d’azienda che prevedono la salvaguardia dei livelli occupazionali. Adesso ci aspettiamo la presentazione di un piano di rilancio, serio e trasparente, che deve portare alla salvaguardia dell’unicità aziendale e alla tutela del patrimonio delle terme e di tutti i lavoratori".

"Negli ultimi due anni – si legge in una comunicato unitario dei sindacati – non si è fatto assolutamente nulla per determinare una seppur minima svolta nella gestione ordinaria dell’azienda, che è stata lasciata in molti servizi in uno stato di abbandono. A tutt’oggi, non c’è una strategia chiara e univoca che l’azienda e il socio unico Comune di Napoli siano in condizioni di far comprendere ai lavoratori e alla città quanto sia basilare preservare un bene così importante e garantire un futuro occupazionale a tutti gli addetti".

28 ottobre 2014

Aziende termali, esito sciopero

Le Organizzazioni Nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sono soddisfatte per la riuscita dello sciopero indetto per il 22 ottobre per il rinnovo del Contratto Nazionale del settore termale ormai scaduto da più di 3 anni.
Seppur in un momento economico difficile per le famiglie, i lavoratori e le lavoratrici hanno risposto positivamente con punte di adesione del 95%. Salsomaggiore, Chianciano, Montecatini e Cervia le piazze con la maggior adesione.
Con questa rinnovata forza, le Organizzazioni Sindacali riprenderanno il tavolo delle trattative il 31 ottobre prossimo, consapevoli del forte disagio espresso, dovuto all’adesione allo sciopero, delle lavoratrici e dei lavoratori.
A Federterme, i Sindacati chiedono un’assunzione di responsabilità per chiudere positivamente questo Contratto Nazionale scaduto ormai da troppo tempo.

22 ottobre 2014

Sciopero lavoratori Terme: un successo

Alta adesione allo sciopero delle lavoratrici e i lavoratori delle terme indetto dalle Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per il 22 ottobre. Dai diversi territori arrivano dati conformanti sulle partecipazione alle iniziative e ai presidi organizzati davanti le strutture. In alcune strutture l’adesione ha raggiunto il 99% ed altre sono state costrette alla chiusura per la massima partecipazione.
“Siamo soddisfatti della ottima riuscita dello sciopero” afferma Lucia Anile della Filcams Cgil Nazionale, “e speriamo che le iniziative territoriali diano un segnale forte alla nostra controparte, Federterme. Auspichiamo che il dialogo possa proseguire per arrivare ad un rinnovo contrattuale che i lavoratori aspettano da più di tre anni, soprattutto per rilanciare un settore che potrebbe garantire maggiore occupazione e stabilità.”

20 ottobre 2014

Terme: il 22 ottobre è Sciopero Nazionale

Si stanno preparando allo Sciopero Nazionale del 22 ottobre gli oltre 15mila lavoratori del Settore Termale, dopo l’interruzione delle trattative per rinnovo del Contratto Nazionale, scaduto da più di tre anni.
Le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e una giornata di sciopero per il 22 ottobre, a seguito delle posizioni rigide di Federterme, la quale chiede l’ampliamento della sfera contrattuale per poter applicare il Contratto anche in quelle strutture alberghiere che hanno le cure termali al proprio interno e che oggi applicano il contratto nazionale di lavoro del settore alberghiero e la revisione del trattamento economico della malattia per il periodo di carenza.
Secondo i sindacati, sono proposte inaccettabili perchè potrebbero creare solo confusione e dumping contrattuale, oltre alla messa in discussione dei diritti acquisiti.
Nonostante i tentativi di mediazione, Federterme si è mostrata irremovibile dalla sua posizione e ha dichiarato che senza apertura verso l’ampliamento della sfera contrattuale e la revisione del periodo di carenza malattia, non sarà disponibile ad affrontare le richieste sindacali poste in Piattaforma a partire dall’incremento salariale.
I sindacati, hanno quindi ritenuto necessario indire lo stato di agitazione, dichiarando la messo in campo di azioni di lotta per poter rinnovare il contratto di lavoro.
E’ risaputo che il Settore Termale soffre, soprattutto a causa della riduzione delle prestazioni assistenziali a carico del Sistema Sanitario Nazionale e delle difficoltà economiche causate dalla crisi in atto, ma a nulla è servita la disponibilità del sindacato ad affrontare congiuntamente i problemi posti con il Ministero interessato e gli Enti preposti.
Abbiamo di fronte una controparte che sembra non voglia cogliere i mutamenti in atto e quindi affrontare e sviluppare le potenzialità che il termalismo offre” affermano i sindacati, ”il rinnovo del Contratto Nazionale è indispensabile per dare risposte alle richieste delle Aziende Termali che certamente devono tener conto dei cambiamenti del mercato, ma le difficoltà del Settore non possono essere scaricate sui lavoratori che da anni attendono il rinnovo e il recupero del loro salario ed il riconoscimento di giuste aspettative rispetto ad un settore che potrebbe garantire maggiore occupazione e stabilità.”
Sarà quindi, Sciopero Nazionale il 22 ottobre e i territori stanno organizzando presidi ed iniziative che vanno da: Salsomaggiore, Chianciano, Montecatini, Sirmione, Castellamare e in molte altre località termali.
Le lavoratrici ed i lavoratori sono pronti a scendere in piazza per far riconoscere i loro diritti ad avere un rinnovo dignitoso nell’ambito di un settore dell’economia che potrebbe essere fondamentale per la crescita del paese.

3 ottobre 2014

Terme: il 22 ottobre è sciopero

Stato di agitazione e sciopero per i dipendenti del settore termale. Dopo una lunga trattativa e in attesa di un rinnovo da più di tre anni, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e una giornata di sciopero per il 22 ottobre, a seguito delle posizioni rigide di Federterme.
Nell’ultimo incontro, infatti, le parti datoriali hanno riproposto l’ampliamento della sfera contrattuale per poter applicare il Contratto anche in quelle strutture alberghiere che hanno le cure termali al proprio interno, e la revisione del trattamento economico della malattia per il periodo di carenza.
Proposte inaccettabili, secondo i sindacati, perchè potrebbero creare solo confusione e dumping contrattuale.
Nonostante i tentativi di mediare il confronto, Federterme si è mostrata irremovibile dalla sua posizione, e ha dichiarato che senza apertura verso l’ampliamento della sfera contrattuale, non sarà disponibile ad affrontare altri temi. I sindacati, hanno quindi ritenuto necessario riconfermare lo stato di agitazione, dichiarando la messo in campo di azioni di lotta più incisive.

28 gennaio 2013

Terme: il negoziato procede

Si è svolto venerdì 24 gennaio un incontro per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro delle Aziende Termali.
Federterme ha aperto il confronto dichiarando la disponibilità a definire un impegno comune di "governance" del settore, che proporrà al prossimo incontro.
Tra gli argomenti affrontati: la sfera di applicazione contrattuale, l’assistenza sanitaria integrativa, la flessibilità dell’orario di lavoro, il congedo parentale e l’aspettativa non retribuita. Sull’importo dell’aumento salariale, ancora non è stata trovata un’intesa.
Per poter permettere alle parti di riflettere sulle tematiche affrontate, il prossimo incontro è stato pianificato per il 27 febbraio a Roma.

20 dicembre 2013

Rinnovo contratto Terme, il negoziato prosegue

Si è svolto l’11 dicembre scorso l’incontro con Federterme per la prosecuzione della trattativa ed affrontare alcuni dei temi avanzati dalle organizzazioni sindacali: governance, funzione dell’Ente Bilaterale, contrattazione di secondo livello, assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare.

Sulle questioni riguardanti le tematiche relative alla flessibilità, le controparti hanno fatto alcune richieste sulla disciplina dei contratti a termine e discontinui, sul lavoro a chiamata, sulle questioni legate all’organizzazione del lavoro e gestione dei riposi, proponendo la modifica degli istituti attualmente previsti nel contratto nazionale. Sono stati affrontati inoltre il tema della malattia e dell’aumento salariale.

“Pur apprezzando la loro disponibilità ad entrare nel merito di alcuni temi” afferma la Filcams Cgil Nazionale “abbiamo posto la necessità di negoziare sulla base delle nostre richieste contenute nelle piattaforme da noi presentate a suo tempo.”

Il confronto, fino a questo momento, affrontato costruttivamente da entrambe le parti, riprenderà il 24 gennaio prossimo.

18 settembre 2013

Terme, riprendono le trattative per il rinnovo del contratto nazionale

Lo scorso 10 settembre, si è tenuto il previsto incontro per riprendere il negoziato per il rinnovo del Contratto nazionale per le Aziende del settore Termale.

La riunione è stata utile per puntualizzare meglio i contenuti delle piattaforme presentate da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ed ha consentito a Federterme di fornire le prime valutazioni e risposte di merito.

Nella discussione si è affermato come il nostro Paese, dispone di un’ampia e articolata dotazione di stabilimenti termali che potrebbero costituire una grande risorsa per lo sviluppo dell’occupazione e la crescita economica. Si è inoltre sottolineato come nel corso degli ultimi anni, però, il termalismo è notevolmente mutato, passando da una richiesta prevalentemente legata alla cura ad quella del benessere; trasformazioni che dovrebbero prevedere una nuova realtà del termalismo in tutte le sue articolazioni e specificità.

Ed è proprio sulle difficoltà e i ritardi che il sistema termale italiano si trova ad affrontare, si è convenuto sull’importanza della Governance del settore, sia sul versante politico istituzionale che sul piano più strettamente contrattuale e bilaterale, per sviluppare in ogni segmento tutte le attività finalizzate all’uscita dalla crisi e per volgere verso lo sviluppo del settore partendo principalmente dal livello territoriale.
I temi aperti sono rilevanti, a partire dalle concessioni minerarie, ai processi di privatizzazione delle strutture oggi sotto il controllo o a partecipazione pubblica, ai L.E.A. per la parte che riguarda il termalismo come alternativa alla farmacopea nelle cure riabilitative o preventive.
Il confronto poi si è sviluppato sugli altri punti presentati in piattaforma come: la contrattazione di 2° livello, Terziarizzazioni, formazione, riconoscimento nuovi profili professionali, bilateralità e lavoro stagionale.
Infine, per quanto riguarda la parte economica, non si è andati oltre ai generici richiami alla crisi del settore, ma i sindacati hanno ribadito l’esigenza di recuperare anche gli oltre due anni di ritardo del rinnovo del Contratto nazionale.
“Riteniamo che la trattativa si sia svolta in un clima costruttivo” ha affermato Lucia Anile della Filcams Cgil, “pertanto il negoziato prosegue con gli incontri prefissati in precedenza, il 25 settembre e il 22 ottobre. “