Category Archives: Campagna Associazione in partecipazione

28 giugno 2014

Associazione in partecipazione: vittoria legale per tre ex lavoratori di Poltronesofà
“COSI’ SE FA’!”

Si è conclusa in maniera positiva la vicenda di tre ex associati in partecipazione di un punto vendita Poltronesofà di Torino, che in seguito alla campagna nazionale “Dissociati” di Filcams CGIL e NIdiL CGIL che avevano rifiutato di autocertificare la natura autonoma del proprio rapporto di lavoro e si erano immediatamente rivolti al sindacato per veder riconosciuti i propri diritti.

Il Tribunale del capoluogo piemontese nel primo grado “cautelare previsto” dal rito Fornero aveva pienamente riconosciuto la natura subordinata del rapporto, ordinando la reintegra dei lavoratori. In fase di opposizione da parte dell’azienda presso lo stesso Tribunale, alcuni giorni fa i tre lavoratori hanno chiuso definitivamente le proprie posizioni con una transazione che dà giusto riconoscimento alle loro istanze.

Si tratta della dimostrazione che, anche di fronte a un’azienda che rifiuta categoricamente qualsiasi confronto col sindacato per sanare rapporti lavorativi ormai illegali, per i lavoratori esiste sempre una strada da percorrere. Invitiamo pertanto tutti coloro che siano ancora impiegati presso qualsiasi azienda con contratti di associazione in partecipazione a contattare quanto prima la Cgil, anche attraverso il sito www.dissociati.it.

7 gennaio 2014

Associazione in partecipazione: 74 lavoratori di New Cluny e Borghetto
stabilizzati ed assunti a tempo indeterminato

Comincia bene l’anno per 74 lavoratrici e lavoratori toscani. Da inizio dell’anno, infatti, è partito il contratto a tempo indeterminato per 74 dipendenti di negozi ad insegna Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Original’s Marines.
L’accordo è stato sottoscritto a Lucca dalla Filcams CGIL Toscana alla presenza delle Filcams dei territori di Firenze, Pisa, Massa, Lucca, Livorno, Siena e Pistoia, e NIdil Cgil, grazie al quale saranno stabilizzati tutti i 74 associati in partecipazione che erano impiegati presso 39 punti vendita, dislocati in tutta la Toscana, che fanno riferimento alle Società New Cluny e Borghetto, con sede a Lucca, concessionarie dei marchi Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Original’s Marines.

Grazie all’accordo, si è provveduto alla stabilizzazione di 74 associati in partecipazione, garantendo la continuità occupazionale .

“La vertenza si era aperta qualche mese fa – dichiara Cinzia Bernardini della Filcams CGIL Regionale – e si è conclusa con un accordo positivo, con il quale 74 associati in partecipazione saranno assunti a tempo indeterminato con applicazione integrale del contratto collettivo nazionale del commercio, senza l’applicazione del periodo di prova e tenendo in considerazione le condizioni in essere.”

“L’Accordo è un risultato importante da valorizzare – conclude Cinzia Bernardini– perché va verso l’obiettivo che, come CGIL, perseguiamo nella nostra azione: dare stabilità occupazionale ai lavoratori, contrastando la precarietà, soprattutto dei giovani e delle donne, come nel caso appena concluso”.

Quello sottoscritto con le Società New Cluny e Borghetto, approvato dalle Assemblee, segue quello sottoscritto con L’Isola Verde che stabilizzò 275 dipendenti in tutta Italia; sono accordi fatti per favorire la stabilizzazione di rapporti di lavoro precario, esempi di come si possa positivamente non contrapporre i diritti tra i lavoratori “garantiti” e “precari”. Questo importante strumento legislativo andrebbe aggiornato ed esteso, per incentivare realmente la trasformazione dei rapporti di lavoro e includere nelle tutele i lavoratori precari.

Un articolo della Legge di Stabilità ha prorogato fino a marzo la possibilità di sottoscrivere accordi per la regolamentazione e stabilizzazione dei contratti di associazione in partecipazione dando l’opportunità ad aziende e lavoratori di mettere in regola i rapporti di lavoro.

27 settembre 2013

Associazione in partecipazione, Filcams e Nidil Cgil non si fermano

Continua l’impegno di Filcams e Nidil Cgil, che grazie alle numerose segnalazioni dei lavoratori, stanno contattando le diverse aziende che utilizzano impropriamente il contratto di associazione in partecipazione per i propri dipendenti. Risultati incoraggianti, come l’assunzione dei lavoratori delle erboristerie Isola Verde, ma anche controparti più ostiche, come Poltronesofà, azienda del settore dell’arredamento che si ostina a non dar nessun tipo di risposta.

Le categorie della Cgil hanno inoltrato anche a Mercatone Uno una richiesta di incontro per discutere dell’utilizzo dei contratti di associazione in partecipazione presso i punti vendita del noto gruppo che commercializza articoli di arredamento e per la casa.
I sindacati, che tramite il sito dissociati.it stanno ricevendo numerose segnalazioni in merito a Mercatone Uno, chiedono di incontrare l’azienda anche in riferimento alle recenti modifiche normative.

1 agosto 2013

Associazione in partecipazione, Filcams e NIdiL CGIL: bene “sanatoria”, ma forma contrattuale va comunque eliminata

È stato approvato il 30 luglio scorso al Senato un emendamento al DDL Lavoro presentato dalla sen. Rita Ghedini (PD) che propone una “sanatoria” per i contratti di associazione in partecipazione.

È noto a tutti come la riforma Fornero abbia modificato in modo troppo blando e inefficace la normativa relativa a questa tipologia contrattuale. Da allora la CGIL ha prodotto alcune intese di stabilizzazione ma ancora troppe aziende non hanno regolarizzato la loro posizione, spesso nascondendosi dietro false certificazioni. Lo dimostrano le tante segnalazioni che ancora arrivano sul sito dissociati.it a distanza di quasi due anni dal lancio della campagna di Filcams e NIdiL contro l’abuso dei contratti di associazione in partecipazione.
Sono tante le catene nazionali di vendita di mobili che sono state segnalate agli Ispettorati Provinciali, ma ad oggi non si sono ancora avute informazioni su eventuali visite ispettive realmente effettuate e sulle possibili irregolarità rilevate.
Sul fronte legale, invece, recentemente tre lavoratori della nota azienda Poltronesofà, assistiti dalla CGIL, hanno visto riconoscersi dal Tribunale di Torino il diritto al reintegro con contratto di lavoro subordinato.
Questo emendamento sembra rimettere in discussione la liceità dei contratti di associazione in partecipazione come rapporto di lavoro, disciplinandone la stabilizzazione con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato attraverso accordi collettivi con i sindacati.

La finalità di tale emendamento è esplicitata nel suo primo articolo che recita: “Al fine di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nonché di garantire il corretto utilizzo dei contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro…”
Pur essendo la discussione ancora in corso e il risultato finale non certo, NIdiL e Filcams Cgil esprimono un primo giudizio positivo in merito a questo emendamento che sembra premiare l’impegno che le due categorie della Cgil hanno profuso in questi anni cercando di sensibilizzare istituzioni e datori di lavoro su questo tema. Non resta che attendere la conclusione dell’iter parlamentare per vedere le reazioni delle aziende e i conseguenti effetti sui lavoratori.
Sicuramente il termine previsto per settembre per la sottoscrizione degli accordi appare troppo ravvicinato rispetto alla entrata in vigore della normativa, ma l’auspicio è che sia solo l’inizio di un percorso che possa portare alla estinzione di questa forma contrattuale che, per come viene utilizzata, in particolare nel settore del commercio, ha dato fino ad ora la possibilità di eludere la regolare assunzione con contratto subordinato.

27 giugno 2013

Associazione in partecipazione, stabilizzazioni di Isola Verde in Veneto

Proseguono gli incontri regionali per la stabilizzazione delle lavoratrici di Isola Verde, catena di erboristerie, che finalmente diventano dipendenti con contratti subordinati, dopo anni di lavoro con associazione in partecipazione. Nei giorni scorsi è stata la volta del Veneto
La Filcams Cgil ha concluso le stabilizzazioni di 23 lavoratrici che in presenza dell’azienda, hanno siglato il contratto di assunzione con la griglia degli orari part time.
Ora, saranno organizzate assemblee territoriali informative sul contratto e per tutti gli altri eventuali approfondimenti – es. previdenza integrativa. Eventuali criticità emerse negli incontri, saranno affrontate anche sul tavolo nazionale.
Soddisfazione in casa Filcams : “Ho ringraziato le compagne ed i compagni per il lavoro svolto e per il supporto avuto” ha affermato Margherita Grigolato che ha seguito la vertenza per la categoria, occasione anche di affiliazione sindacale per molte lavoratrici.

14 giugno 2013

Isola Verde: stabilizzate anche in Lombardia le Associate in Partecipazione

Il 15 maggio scorso anche le 46 lavoratrici della Lombardia sono state stabilizzate, firmando il loro contratto da dipendenti a tempo indeterminato.
“Finalmente abbiamo anche dei diritti e non solo dei doveri” dice Francesca, fino a ieri e da 4 anni
associata in partecipazione di Isola Verde ,“quando ci siamo rivolte al Nidil Cgil mesi fa ci speravamo, ma non credevamo che questo fosse possibile, invece grazie al Nidil, alla Filcams e a tutte noi, sempre unite, abbiamo raggiunto questo grande traguardo”.
Tutte molto soddisfatte le ormai ex associate che, con il loro contratto di lavoro subordinato,
avranno finalmente diritto a ferie, permessi, congedi, contributi e a tutti gli altri diritti di cui godono i lavoratori dipendenti, compresi i diritti sindacali. A tal proposito tutte le lavoratrici, dopo aver sostenuto il sindacato durante la lunga trattativa che ha portato all’accordo per le stabilizzazioni, hanno deciso di iscriversi alla Filcams Cgil e di nominare due rappresentanti sindacali.

28 febbraio 2013

Associazione in partecipazione: 275 lavoratori di Isola Verde stabilizzati con la solidarietà espansiva

È stata firmata a Firenze dai sindacati Filcams CGIL, NIdiL CGIL, Fisascat CISL e UILTucs l’ipotesi d’accordo grazie al quale saranno stabilizzati tutti i 275 associati in partecipazione attualmente impiegati presso i 135 punti vendita delle erboristerie Isola Verde in tutta Italia.
Grazie all’accordo, che utilizza lo strumento della solidarietà espansiva (così come previsto dalla l. 863/84), è stata evitata la chiusura di una ventina di punti vendita del gruppo, inizialmente paventata dall’azienda stessa, ed è stata garantita la continuità occupazionale a tutti i lavoratori attualmente impiegati con contratti di associazione in partecipazione.
In particolare, a fronte di una riduzione del 5% dello stipendio dei dipendenti di Isola Verde per un massimo di 24 mesi, ai 275 associati in partecipazione sarà offerta un’assunzione a tempo indeterminato con applicazione integrale del contratto collettivo nazionale, senza l’applicazione del periodo di prova e tenendo in considerazione l’anzianità sin qui maturata nell’inquadramento.
Quello sottoscritto con Isola Verde, se pur ancora in forma d’ipotesi, è il secondo accordo di solidarietà espansiva siglato in pochi giorni dalla CGIL, dopo che per la prima volta in Italia lo stesso strumento era stato usato per stabilizzare i collaboratori dell’Ifoa (Istituto di Formazione Operatori Aziendali), azienda nazionale con sede a Reggio Emilia. Si tratta infatti di un dispositivo particolarmente utile per favorire la stabilizzazione di rapporti di lavoro precario, che fa leva su una vera solidarietà fra “garantiti” e non, al di fuori delle strumentalizzazioni troppo spesso utilizzate in tempi recenti per tentare di ridurre i diritti di tutti. Questo importante strumento contrattuale andrebbe aggiornato ed esteso, per incentivare realmente la trasformazione dei rapporti di lavoro e includere nelle tutele i lavoratori precari.

1 febbraio 2013

Lavoro, Filcams CGIL e NIdiL CGIL: il ministro Fornero non conosce la riforma che porta il suo nome

Sostenendo che “l’associazione in partecipazione non è più ammessa, se non fra parenti stretti”, il ministro Elsa Fornero dimostra di non conoscere la riforma che porta il suo nome.
Questo il commento di Filcams CGIL e NIdiL CGIL alle dichiarazioni del ministro del Lavoro, che in un’intervista concessa a Repubblica.it sostiene di aver eliminato la possibilità di stipulare contratti di associazione in partecipazione – una tipologia contrattuale ad altissimo rischio di abusi – se non fra parenti stretti.
Il ministro dice il falso: la legge 92/2012 di riforma del mercato del lavoro stabilisce infatti che “il numero degli associati impegnati in una medesima attività non può essere superiore a tre, indipendentemente dal numero degli associanti, con l’unica eccezione nel caso in cui gli associati siano legati all’associante da rapporto coniugale, di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo”.
Dunque la relazione di parentela non è che un’ulteriore deroga ai tre associati concessi per ogni attività: un numero che di fatto non pone alcun vincolo significativo alle aziende. Senza contare il fatto che si considerano validi tutti i rapporti di associazione in partecipazione che siano stati certificati alla data di entrata in vigore della legge.
L’associazione in partecipazione è un contratto spesso usato per assumere commesse e commessi dei negozi, risparmiando sui costi ed evitando di applicare il contratto nazionale con le tutele e i diritti che ne conseguono per i dipendenti. Per questo Filcams CGIL e NIdiL CGIL hanno dato vita nel novembre 2011 a “Dissòciati!” una campagna contro gli abusi legati a questa tipologia, raccogliendo le segnalazioni di centinaia di lavoratori che tutt’oggi continuano a giungere al sito www.dissociati.it. Proprio grazie alle segnalazioni sono state inviate decine di richieste di incontro alle aziende interessate, pervenendo in diversi casi alla stipula di accordi di stabilizzazione per gli associati.
Il sindacato continua nella sua campagna di contrasto agli abusi, e nello stesso tempo si adopererà affinché il prossimo governo elimini realmente questa tipologia ad alto tasso di precarietà.

* * *

Qui il video dell’intervista al ministro: http://video.repubblica.it/le-inchieste/il-ministro-la-riforma-perfetta-non-esiste/117933/116396

Questo il testo della legge 92/2012 (dal sito del ministero del Lavoro): http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/3027E62A-93CD-444B-B678-C64BB5049733/0/20120628_L_92.pdf

19 luglio 2012

Torino, Poltronesofa licenza tre lavoratrici “associate in partecipazione”

A seguito dell’entrata in vigore della riforma Fornero, Poltronesofa ha deciso di licenziare tre lavoratrici di Torino che non hanno accettato il ricatto della “certificazione”. La legge 92/12 limita infatti a tre il numero massimo di associati in partecipazione per ogni azienda, salvo la possibilità di certificare fino a scadenza i contratti già in essere. A differenza di altre realtà commerciali che hanno stretto positivi accordi con il sindacato per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti gli associati (vedi, nei giorni scorsi, il gruppo Tracks Retail di Rivoli), la ditta – il cui marchio è stato pubblicizzato a lungo con il noto spot del quale era protagonista Sabrina Ferilli- ha scelto di far “accomodare sul sofà” di casa propria le tre ex associate.
L’azienda pretendeva infatti che fossero le stesse lavoratrici a confermare, con questionario già precompilato dal datore di lavoro e falsando la realtà, che il loro rapporto di lavoro rispondeva alle caratteristiche di autonomia previste dalla legge per l’associazione in partecipazione. A fronte della loro indisponibilità, Poltronesofa ha risposto con il recesso immediato dal contratto.
Le tre lavoratrici torinesi si aggiungono a una lista di altri ex colleghi licenziati da Poltronesofa in altre città d’Italia, a conferma dell’atteggiamento vergognoso di un’azienda che non solo non ha risposto alle richieste di incontro inviate sia dalle segreterie nazionali sia dalle stesse Filcams e NIdiL di Torino , ma ha in seguito all’approvazione di una norma della riforma “Fornero” non particolarmente “rivoluzionaria”, adottato il peggior atteggiamento possibile nei confronti dei propri lavoratori, licenziandoli. Ancora una volta una norma carente si traduce in un’arma di licenziamento nelle mani di aziende senza scrupoli, che non intendono rispettare le regole e i livelli salariali previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro.
Filcams e NidiL Torino, in coordinamento con le strutture nazionali, si batteranno in tutte le sedi possibili per il diritto dei lavoratori “associati in partecipazione” di Poltronesofa ad un contratto in regola e a tempo indeterminato.

17 luglio 2012

Torino: Filcams e Nidil stabilizzano gli associati in partecipazione della Tracks Retail


È stato siglato ieri un accordo di stabilizzazione per gli associati in partecipazione della Tracks Retail, azienda attiva nel settore dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori con numerosi punti vendita in Lombardia, Piemonte, Val d’Aosta e Liguria.

A seguito dell’entrata in vigore della legge 92/12 (“riforma Fornero”), che limita a tre il numero massimo di associati in partecipazione per ogni azienda, i lavoratori sono stati assunti a tempo indeterminato a decorrere da domani. L’accordo impegna Tracks Retail a riconoscere il periodo prestato come associato in partecipazione ai fini della riduzione o dell’eliminazione totale del periodo di prova per i lavoratori che operavano in azienda da più di sei mesi.

Il documento è stato votato all’unanimità dai lavoratori nel corso dell’assemblea di validazione tenuta in azienda prima della chiusura della trattativa. Si tratta di un importante accordo, il primo che riguarda la stabilizzazione di associati in partecipazione a seguito dell’entrata in vigore della legge. Accordo ancora più significativo perché elimina del tutto l’associazione in partecipazione dall’azienda, nonostante la legge consenta alle imprese di continuare a tenere un massimo di tre associati: un limite che, nella grande maggioranza dei casi, rende inefficace il contrasto agli abusi generati da questa tipologia contrattuale.

Si tratta di un primo rilevante risultato della campagna “Dissòciati!”: sono stati infatti i lavoratori a segnalare al sindacato, tramite il sito www.dissociati.it, l’utilizzo in azienda di contratti di associazione in partecipazione. A seguito delle segnalazioni, NIdiL e Filcams Torino hanno inviato una richiesta d’incontro all’azienda e hanno aperto una trattativa, che ha condotto alla firma di ieri. L’accordo prevede un ulteriore incontro fra le parti entro il prossimo settembre per monitorare l’applicazione dello stesso ed affrontare la tematica inerente agli altri rapporti di lavoro atipici in azienda.

“Questo importante risultato – dichiarano in una nota congiunta le segreterie di Filcams CGIL e NIdiL CGIL – raggiunto con la Tracks Retail è il primo accordo grazie al quale oltre trenta addetti vendite, che fino ad oggi hanno lavorato con il contratto di associazione in partecipazione, sono stati assunti a tempo indeterminato”.

“Come organizzazioni sindacali – proseguono le segreterie – siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative finalizzate a smascherare le false dichiarazioni pretese dai lavoratori in sede di certificazione e stiamo già inviando segnalazioni agli ispettorati del lavoro, così come siamo a disposizione dei lavoratori che vorranno impugnare i licenziamenti subiti”.

“Purtroppo infatti – conclude il sindacato – la legge 92/2012 ha creato un effetto fortemente negativo che, a quanto ci risulta dalle segnalazioni dei lavoratori, è consistito in una serie di licenziamenti o, in altri casi, in una gran quantità di certificazioni dei contratti in associazione in partecipazione. Ancora prima della sua entrata in vigore, questa norma ha già dimostrato la sua totale inefficacia nel contrasto agli abusi, oltre all’assoluta mancanza di conoscenza della situazione reale da parte di chi l’ha istituita”.

11 luglio 2012

Associazione in partecipazione: corsa delle aziende alla certificazione dei contratti per eludere la riforma del lavoro

Continuano i tentativi di abuso e utilizzo improprio del contratto di associazione in partecipazione ai danni di tante lavoratrici e lavoratori. Molte aziende, per evitare di rientrare nei limiti imposti dal riforma del lavoro, in questi giorni stanno infatti cercando di assicurarsi l’esclusione dalla normativa certificando i contratti prima dell’entrata in vigore della legge, il 18 luglio prossimo.

La recente riforma Fornero, nel vano tentativo di limitare l’abuso dei contratti di associazione in partecipazione, ha individuato un numero di associati per ciascuna attività non superiore a tre, stabilendo inoltre che saranno escluse dalla norma le associazioni in partecipazione certificate.

“I fatti smentiscono ancora una volta la propaganda del Governo – commenta il segretario confederale CGIL Serena Sorrentino – Avevamo chiesto la cancellazione dell’associazione in partecipazione, fenomeno di vera e propria elusione di lavoro dipendente come dimostrano d’altronde le sentenze della Cassazione che si stanno susseguendo, e che costantemente riconoscono la natura subordinata dei rapporti ‘mascherati’ da questo”.

“Nonostante nella prima stesura della riforma – continua Sorrentino – la nostra richiesta fosse stata accolta, nella versione finale della legge l’associazione in partecipazione è stata reintrodotta con un limite di tre associati, che di fatto lascia inalterata la possibilità per le aziende di ricorrere a questa forma contrattuale”.

“Poiché la norma – aggiunge il segretario confederale – garantisce inoltre una salvaguardia per i rapporti di lavoro certificati entro l’entrata in vigore della legge, assistiamo in queste ore ad una penosa corsa alle certificazioni, in cui i lavoratori vengono costretti, di fronte all’alternativa della perdita del posto di lavoro, a recarsi davanti a commissioni apposite”.

È questo il caso ad esempio di grandi gruppi commerciali come ad esempio Poltronesofà, Retail Group Spa e Ricci Casa, che in queste ore si stanno avvalendo dei servizi di alcune apposite commissioni, che già in passato hanno visto annullate dal giudice loro certificazioni di lavoro fittiziamente autonomo.

“A nostro parere – conclude Sorrentino – andrebbe revocata la convenzione con il ministero del Lavoro a chi si prestasse a simili operazioni elusive rispetto ai pur tenui limiti posti dalla legge, come peraltro già chiesto da alcuni deputati in Parlamento. Contiamo comunque di discuterne direttamente col ministro Fornero, alla quale abbiamo già scritto chiedendo un incontro urgente sulla questione. Ci aspettiamo una convocazione in tempi strettissimi, dal momento che mancano pochi giorni all’entrata in vigore della legge”.

Filcams e Nidil Cgil, già dal novembre 2011, avevano lanciato una campagna informativa per denunciare i continui abusi del contratto di associazione in partecipazione. Grazie al sito www.dissociati.it, sono state raccolte centinaia di email dai lavoratori che segnalavano le aziende irregolari, alle quali i sindacati hanno recentemente inviato delle richieste di incontro.

10 luglio 2012

Associazione in partecipazione: Filcams e NIdiL chiedono un confronto a Poltronesofà sulla certificazione dei contratti

Filcams CGIL e NIdiL CGIL hanno inviato nei giorni scorsi alla direzione dell’azienda Poltronesofà Spa una lettera per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto sulla gestione dei contratti di associazione in partecipazione.
Ai sindacati risulta infatti che la direzione aziendale abbia convocato tutti i dipendenti con tale contratto per certificare la loro assunzione tramite la Fondazione Marco Biagi.
Filcams e NIdiL annunciano sin da ora che saranno impugnate tutte le eventuali certificazioni di associazioni in partecipazione, forti anche del fatto che in passato precedenti certificazioni di rapporti di lavoro parasubordinato – operate dalla stessa commissione – sono state ritenute nulle dal giudice.
Da parte sindacale prosegue nel frattempo, sia a livello territoriale che nazionale, l’invio delle richieste di incontro a tutte le aziende segnalate nel corso della campagna “Dissòciati!” per stabilizzare e regolarizzare le posizioni di tutti quei lavoratori impropriamente impiegati con contratti di associazione in partecipazione

12 gennaio 2012

La CAMPAGNA “DISSOCIATI” passa per Genova

Genova, 11 gennaio 2012. Passa dal capoluogo ligure la campagna “Dissòciati!” organizzata da Filcams e Nidil Cgil nazionali contro l’abuso del contratto di associazione in partecipazione nel commercio e nei servizi. L’associazione in partecipazione è un contratto disciplinato dal codice civile e dalla legge 276/03. I termini usati per definirlo danno l’idea di un rapporto tra due soci di un’attività, con tanto di divisione di utili e perdite. Eppure è spesso usato per assumere le commesse e i commessi dei negozi, che in realtà hanno ben poco a che fare con un’attività imprenditoriale. È evidente che con questo strumento le aziende possono utilizzare il lavoro dei giovani e non solo, risparmiando sui costi ed evitando di applicare il contratto nazionale con le tutele e i diritti che ne conseguono per i dipendenti. L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, cittadini, consumatori, ma soprattutto lanciare ai lavoratori un segnale di presenza dell’organizzazione sindacale, in termini di lotta, rivendicazione e denuncia degli abusi. Dalle ore 15 alle ore 18 davanti al Centro Commerciale della Fiumara sarà allestito un gazebo per distribuire materiale informativo dove saranno presenti i rappresentanti Cgil di Filcams e di Nidil.

14 dicembre 2011

Dissòciati, a Napoli un incontro con l’ufficio Provinciale del lavoro

Si è tenuta il 13 dicembre presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Napoli, l’incontro con il Direttore Generale per affrontare il tema dell’abuso del contratto di associazione in partecipazione denunciata dalla Cgil Di Napoli, Filcams Cgil e Nidil Cgil in occasione della Tappa della campagna nazionale “Dissòciati” del 30 novembre scorso.
L’ispettorato, preso atto del proliferarsi dell’utilizzo elusivo del contratto di associazione in partecipazione, ha richiesto un report dettagliato (aziende, casi etc.), al fine di dar vita ad azioni mirate ed ad una collaborazione sinergica tra le parti per segnalare tutte le criticità legate all’abuso di questo tipo di contratto.

Pertanto la Camera del Lavoro di Napoli, Nidil Cgil Napoli e Filcams Cgil Napoli si impegnano a proseguire il percorso intrapreso, forti dell’ interlocuzione istauratasi con l’ente ispettivo del capoluogo Campano, col quale è previsto un ulteriore incontro per il mese di Gennaio.

29 novembre 2011

Al via “Dissòciati!”, la campagna il 30 novembre è a Napoli

In Campania sono circa 3000 i lavoratori con un contratto di associazione in partecipazione.
Cgil Napoli, Filcams Cgil Napoli, NIdiL Cgil Napoli e "Giovani non più Napoli", lanceranno il prossimo 30 novembre la campagna “Dissociàti” contro l’abuso del contratto di associazione in partecipazione nel commercio e nei servizi.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, cittadini, consumatori, ma soprattutto lanciare ai lavoratori un segnale di presenza dell’organizzazione sindacale, in termini di lotta, rivendicazione e denuncia degli abusi.
Alle ore 10.00 presso sala Federico, sede CGIL via Torino (Na), si terrà una conferenza stampa durante la quale interverranno: Federico Libertino (Segretario Generale CDLM Napoli), Daria Banchieri (Filcams Nazionale), Maria Di Serio (Segreteria Nazionale Nidil CGIL), Giovanni Nughes (Segreteria CDLM Napoli), Luana Di Tuoro (Segreteria Filcams Napoli), Andrea Pastore (Segreteria Nidil CGIL Napoli).
Alle 1700, si terrà un presidio nelle vie commerciali del centro storico di Napoli per distribuire materiale informativo.
“Vogliamo inoltre richiedere” afferma il sindacato “l’apertura di un tavolo di confronto con l’ispettorato del lavoro della provincia di Napoli con la costituzione di un Nucleo Ispettivo Misto che faciliti l’emersione e denunci le criticità legate all’ uso smodato del contratto”.

26 novembre 2011

Dissòciati, la campagna di ferma a Salerno

Sabato 26 novembre, dalle ore 16.30 le categorie Nidil e Filcams Cgil di Salerno, saranno presenti in piazza Caduti Civili di Brescia nel quartiere Pastena a Salerno, per lanciare la campagna nazionale “Dissociàti”.
La campagna è indirizzata a quei lavoratori che hanno sottoscritto un contratto di “associazione in partecipazione”, dove il datore di lavoro attribuisce al lavoratore il diritto ad una partecipazione agli “utili” e alle “perdite” della propria impresa dietro il corrispettivo di un apporto in termini di lavoro da parte dell’associato. L’intenzione delle due categorie CGIL è denunciare l’abuso di questa tipologia contrattuale; l’utilizzo dell’associazione in partecipazione, in sostituzione del regolare contratto di lavoro dipendente, priva commesse e commessi di molti diritti.
Alcuni dati segnalano che un associato in partecipazione nella provincia di Salerno in media ha uno stipendio mensile pari a 640euro, nella maggior parte dei casi lavorando 8 o più ore al giorno.
Sotto la dicitura “associato” si nasconde l’elusione delle norme di tutela dei lavoratori e soprattutto li si mette in condizioni di rischio economico evidente, dovendo partecipare anche alle “perdite” dell’impresa.
Filcams e Nidil allestiranno un gazebo in Piazza Caduti Civili di Brescia, dove verrà distribuito materiale informativo per sensibilizzare i lavoratori, i giovani precari, i cittadini/utenti.
L’iniziativa ha soprattutto l’obiettivo di raccogliere le segnalazione dei lavoratori in merito alle aziende che abusano del contratto di “associazione in partecipazione” e di comunicare al lavoratore quale potrebbe essere la sua vera retribuzione nel caso venisse applicato il contratto del commercio.
Nidil e Filcams Cgil di Salerno comunicano che sarà possibile segnalare gli abusi e raccontare la propria storia anche scrivendo a: salerno@nidil.cgil.it e info@salernofilcams.it oppure rivolgendosi alle sedi territoriali della CGIL.

dissociati.it

23 novembre 2011

Dissociati, sempre più

Prosegue la campagna contro l’utilizzo improprio del contratto di associazione in partecipazione.
Le prossime tappe, il 26 novembre, saranno a Padova e Bari dove le strutture territoriali della Filcams e Nidil Cgil stanno organizzando diverse iniziative per informare quanti più lavoratori e cittadini possibile.
Intanto, grazie al sito dedicato www.dissociati.it stanno arrivando tante segnalazioni che denunciano le aziende che tendono ad abusare di questo tipo di contratto.

21 novembre 2011

Dissociati è a Parma

È stata lanciata anche a Parma la campagna dissociati, contro l’utilizzo imporprio dei contratti di associazione in partecipazione nei settori del commercio e dei servizi.
In Emilia-Romagna risultano più di 6.500 contratti di questo tipo, in tutta Italia se ne contano più di 52 mila, e si stima siano circa il doppio.
Un contratto spesso utilizzato in questi settori in maniera impropria, ad esempio per mascherare il lavoro dipendente: un lavoro che dovrebbe essere autonomo, ma dei benefici della condizione autonoma non ha nulla.
Filcams e Nidil Cgil saranno per questi motivi presenti in città fino alla metà di dicembre per distribuire volantini informativi.

11 novembre 2011

Lavoro: Filcams Cgil E Nidil Cgil dicono basta ai contratti “al ribasso”

Al via “Dissociati!”, la campagna contro l’abuso del contratto di associazione in partecipazione
Ha preso ufficialmente il via questa mattina con la conferenza stampa di presentazione “Dissociati!”, la campagna di Filcams CGIL e NIdiL CGIL contro l’abuso del contratto di associazione in partecipazione nel commercio e nei servizi.

Il contratto di associazione in partecipazione, disciplinato da un apposito articolo del codice civile, stabilisce che l’associante (l’imprenditore) attribuisca all’associato (il lavoratore) una partecipazione agli utili dell’azienda, in cambio di un apporto di carattere economico o, come avviene nella quasi totalità dei casi, di un apporto lavorativo.

In realtà sempre più spesso l’associazione in partecipazione viene utilizzata come mezzo per eludere il contratto di lavoro dipendente e risparmiare così sui costi del lavoro: basti pensare che agli oltre 52.000 associati in partecipazione iscritti nel 2010 alla gestione separata Inps è stato corrisposto un compenso medio di circa 640 euro mensili, a fronte delle 14 mensilità previste dal contratto del settore.

Un fenomeno, quello dell’associazione in partecipazione, che riguarda specialmente il centro-nord: lo scorso anno erano infatti quasi 9000 gli associati in Lombardia, 6500 quelli in Emilia Romagna e 7500 in Toscana. “Il fatto che i numeri più grandi si registrino in queste regioni – ha commentato il segretario generale della Filcams Franco Martini – lascia pensare che oltre alle piccole botteghe ad abusare di questo contratto siano soprattutto le catene distributive”.

Una conferma in tal senso la si è già avuta dalle e-mail giunte al sito www.dissociati.it, uno spazio web creato appositamente per la campagna dove i lavoratori possono segnalare, in forma del tutto anonima, le aziende che applicano impropriamente questo tipo di contratto.

Oltre al sito web, FILCAMS e NIdiL allestiranno, a partire da domani e per i prossimi fine settimana, dei punti informativi direttamente nei punti nevralgici del commercio – centri storici, centri commerciali e outlet – per raggiungere direttamente i lavoratori.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato la segretaria generale di NIdiL Filomena Trizio – oltre ovviamente alla tutela sindacale per quei lavoratori privati dei loro diritti, è dare una sponda di fiducia a quei lavoratori, fargli sapere che la CGIL c’è, e che insieme si può provare a superare questa fase fin troppo buia, che insieme si può rialzare la testa”.

Roma 9 novembre 2011

“Dissòciati!”: al via la campagna di Filcams Cgil e Nidil Cgil
Contro l’abuso del contratto di associazione in partecipazione

Partirà questa settimana “Dissòciati!” la campagna della Filcams CGIL e di NIdiL CGIL contro l’abuso del contratto di associazione in partecipazione nel commercio e nei servizi.
L’iniziativa sarà presentata nel corso di una conferenza stampa venerdì 11 novembre alle ore 12 presso la libreria Feltrinelli della Galleria “Alberto Sordi” (già Galleria Colonna) a Roma. Alla conferenza stampa saranno presenti i segretari generali di Filcams e NIdiL, Franco Martini e Filomena Trizio.
L’utilizzo del contratto di associazione in partecipazione in sostituzione del regolare contratto di lavoro dipendente priva commesse e commessi di molti diritti: un commesso assunto come associato in partecipazione ha infatti stipendio e pensione più bassi rispetto ad un dipendente, e nessuna indennità di disoccupazione in caso di perdita del posto di lavoro. I vantaggi sono esclusivamente per l’azienda che sostiene costi più bassi. Il reddito medio degli oltre 50.000 associati in partecipazione iscritti alla gestione separata Inps nel 2010 è stato infatti di meno di 9000 euro annui, pari all’incirca a 750 euro al mese.
Nel corso della campagna, che prevede la presenza di punti informativi all’interno dei luoghi strategici del commercio (centri commerciali, centri storici, outlet) di cinque grandi città (il 12 novembre a Roma, il 19 novembre a Firenze e Modena e il 26 novembre a Padova e Bari), Filcams e NIdiL raccoglieranno le segnalazioni dei lavoratori in merito alle aziende che abusano del contratto di associazione in partecipazione; in una seconda fase il sindacato chiederà di incontrare le aziende stesse e interverrà per sanare gli abusi.
Le segnalazioni potranno essere inviate anche tramite il sito www.dissociati.it, sul quale saranno inserite tutte le news relative alla campagna e uno strumento che consentirà ai “finti” associati in partecipazione di scoprire quanto dovrebbero guadagnare se fossero assunti con un regolare contratto.