Category Archives: Accordo Separato TDS 2011

13 maggio 2011

Un ottimo accordo

Il 10 Maggio scorso la Direzione Aziendale della Sistemi Informativi, azienda del gruppo IBM, e le rappresentanze sindacali aziendali e unitarie di tutte le sedi italiane hanno sottoscritto un “Verbale di accordo” che, sostanzialmente neutralizza quelli che per le lavoratrici e i lavoratori della Sistemi Informativi SPA sono gli aspetti più negativi conseguenti alla firma del rinnovo del CCNL apposta da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ma non da Filcams Cgil.
In sostanza le parti hanno convenuto che in materia di “malattia” e in materia di “contrattazione di secondo livello” non varranno le nuove norme, ma quelle contenute nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del terziario del 2008.
“Le conseguenze positive” spiega Cristian Sesena della Filcams Cgil Nazionale “sono che non verranno effettuate dall’Azienda trattenute riguardanti le malattie e che non verrà nemmeno esplicitata come possibile una contrattazione derogatoria (cioè peggiorativa) di quanto previsto dal CCNL.”

Un bel risultato che annulla gli aspetti più negativi dell’accordo a firma separata.
“In effetti avremmo voluto inserire nell’accordo anche un altro punto assai controverso del nuovo CCNL” spiega Sesena “quello relativo alla riduzione dei permessi per i neoassunti che sancisce di fatto differenziazioni inaccettabili tra lavoratori. Il fatto, che stante la situazione attuale di assunzioni pari allo zero e l’assicurazione da parte dell’Azienda che tale norma non verrà applicata ai pochi neoassunti, ci ha fatto soprassedere momentaneamente dalla nostra richiesta. Al momento di verificare la "tenuta" dell’accordo, ossia fra un anno, sarà nostra cura riproporre questo tema, soprattutto se saremo in presenza di un trend occupazionale di nuovo in espansione.”
Un risultato ottenuto grazie all’impegno di tutte le RSU/RSA di Sistemi Informativi e alla stretta collaborazione di Filcams CGIL nazionale.
Sistemi Informativi occupa circa 1200 dipendenti in tutta Italia, ha sede a Roma, Vimercate, Torino, Bologna, Perugia e Padova.

23 aprile 2011

Trento: scioperano i lavoratori del commercio


Si è svolto con successo il 22 aprile, a Trento, il presidio di un centinaio di lavoratori del commercio, all’entrata della sede dell’Unione Commercio e Turismo. L’iniziativa promossa dalla Filcams Cgil del Trentino è l’inizio di una strategia tesa a contrastare gli effetti negativi dell’accordo separato di rinnovo del CCNL del Commercio.“Un accordo che fa strage di diritti” afferma Il Segr. Gen. Filcams Cgil del Trentino Roland Caramelle “che penalizza il pagamento della malattia e rischia di mettere in discussione la tenuta dell’Inps; aumenta la differenza di trattamento tra lavoratori allungando l’orario di lavoro ai neo assunti per 4 anni rispetto agli altri; discrimina allungando il periodo di apprendistato ai cittadini extracomunitari; raddoppia le domeniche lavorative obbligatorie ed applica le norme legislative sul Collegato al Lavoro.”
“Il tutto” prosegue il segretario “con caratteristiche antidemocratiche a fronte di una impossibilità di far esprimere in maniera certificata i lavoratori che pertanto hanno subito passivamente gli effetti dell’accordo sulla propria pelle, visto il diniego di poter svolgere le assemblee unitarie espresse da Cisl e Uil.”

Lo sciopero ha però avuto un primo effetto positivo. Nella stessa mattinata, infatti, si è svolto l’incontro con i vertici di categoria dell’Unione Commercio e Turismo e sulla base delle richieste poste dalla Filcams Cgil, hanno assunto l’impegno di aprire con immediatezza entro la prima metà del prossimo mese un tavolo di trattativa provinciale per trovare una soluzione all’arretratezza di questo contratto ed ampliare il totale pagamento della malattia anche alle altre categorie del settore.

Intanto, in Veneto, si è svolta la consultazione sul contratto separato del commercio presso la sede del Gruppo Coin Terraglio Mestre: su 379 votanti, 373 lavoratrici e lavoratori hanno espresso il loro parere negativo.

17 Aprile 2011

Iniziative territoriali contro il contratto separato

Riuscito lo sciopero a sorpresa dei lavoratori dei supermercati Pam di Bologna contro il contratto separato del commercio, che hanno organizzato anche un presidio con volantinaggio davanti al punto vendita. L’azienda ha inviato una squadra di capi negozio da altre province nel tentativo di sostituire i lavoratori in sciopero

Sabato 16 aprile dalle ore 10,30 fino alle ore 14,30 i lavoratori dei tre supermercati PAM di Bologna – Bellaria, Corticella e Marconi – hanno incrociato le braccia scioperando a sorpresa contro il Contratto Nazionale del Commercio firmato solo da Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL. Altre 4 ore di durante il pomeriggio.

I lavoratori dei tre supermercati hanno organizzato un presidio davanti al punto vendita di Via Bellaria e hanno distribuito volantini per sensibilizzare la clientela sulla loro vertenza contrattuale. Molti i clienti che hanno solidarizzato con i lavoratori rinunciando ai propri acquisti. L’azienda ha inviato una squadra di capinegozio da altre province per ridurre l’impatto della protesta, ma questo non ha evitato la chiusura dei banchi con vendita assistita.

“I lavoratori protestano contro un contratto nazionale svuotato dei propri contenuti essenziali – afferma Emiliano Sgargi della Filcams-CGIL di Bologna – grazie al quale le aziende avranno mano libera nel ridurre i diritti e le tutele dei lavoratori”. “Inoltre – prosegue Sgargi – chiediamo a CISL e UIL perché ai lavoratori di questo settore è stata negata la possibilità di esprimere il loro parere tramite il voto, come invece è stato fatto a Pomigliano e Mirafiori. Ci chiediamo se CISL e UIL ritengono il referendum uno strumento di democrazia solo quando c’è il consenso del padrone”.

Anche a Pisa le lavoratrici ed i lavoratori di metro hanno organizzato uno sciopero a sorpresa che ha visto l’adesione del 70%. L’iniziativa per protestare contro il contratto separato e la disdetta del contratto integrativo da parte dell’Azienda.

16 Aprile 2011

Filcams Modena: Apple Press Group, firmato l’accordo aziendale, il primo accordo a Modena che non applica il contratto separato del commercio

Firmato dalla Filcams Cgil Modena l’accordo aziendale per i 31 dipendenti di Apple Press Group Srl, realtà editoriale alla quale fanno capo, tra gli altri, i settimanali di annunci Modena Affari e Il Caffè. L’accordo aziendale non applica le norme peggiorative del contratto separato del Commercio firmato a fine febbraio da Confcommercio, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ma non dalla Filcams Cgil contraria ad un rinnovo contrattuale peggiorativo delle condizioni lavorative dei dipendenti del settore, e senza disponibilità da parte di Fisascat e Uiltucs ad effettuare una consultazione vincolante dei lavoratori.
L’accordo in Apple Press Group ha così garantito ai dipendenti delle sedi di Modena, Carpi e Sassuolo di non subire le condizioni peggiorative del rinnovo contrattuale, mantenendo, tra le altre cose, il pagamento dei primi tre giorni di malattia al 100%, 104 ore di permesso anche per i neoassunti, contributi per l’assistenza sanitaria integrativa a totale carico della ditta, assenza della possibilità di deroghe peggiorative rispetto al Contratto Nazionale e non applicazione delle norme sul Collegato al Lavoro in vigore dal novembre del 2010.
“Nessun pretesto legato alla crisi economica – Alessandro Fili della Filcams Cgil – può essere addotto per giustificare la perdita di diritti inviolabili dei lavoratori quali quelli sulla malattia, sui permessi, sull’assistenza sanitaria”.
L’accordo in Apple Press Group è il primo di una serie di accordi che la Filcams Cgil sta sottoscrivendo a livello aziendale per non permettere che i lavoratori del commercio vengano danneggiati dalle nuove norme previste dal Contratto Nazionale sottoscritto dalle sole Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

15 aprile 2011

Un contratto discriminatorio

La Filcams e la CGIL Nazionale ritengono discriminatorio quanto sottoscritto da Confcommercio, Fisascat e Uiltusc nel contratto separato del terziario, relativamente alla possibilità di prolungare di un anno il contratto di apprendistato per i lavoratori che non siano cittadini della UE.

“Fra le altre cose, ci sembra scandaloso che un contratto nazionale recepisca surrettiziamente il principio che un lavoratore extraeuropeo debba stazionare in apprendistato per un intero anno in più, con il vago impegno dell’azienda a inserire nella formazione iniziative volte all’apprendimento della lingua italiana” . Così Franco Martini, Segretario Generale Filcams CGIL, che prosegue : “Siamo convinti che la conoscenza della lingua sia un’esigenza forte e necessaria alla conquista dei diritti per chi arriva nel nostro Paese con la volontà di costruirsi un futuro, ma questa strumentalizzazione, che nasconde malamente dietro un finto assistenzialismo una ulteriore penalizzazione economica , non può che destare la nostre indignazione. Tra l’altro in nessun contratto nazionale, anche nei settori con più alta percentuale di lavoratori migranti, è stato utilizzato un tale mezzo”.
Anche la CGIL, attraverso le parole della Segretaria Nazionale Vera Lamonica, sottolinea il pericolo di questo tipo di interventi: “ è ormai chiaro come in questo Paese si continui a ostacolare qualsiasi forma di reale accoglienza e solidarietà, finanche utilizzando la mistificazione. Lo abbiamo visto con le strumentalizzazioni politiche sui rifugiati tunisini e lo vediamo in operazioni di questo tipo: discriminazioni e barriere contro le quali continueremo a batterci con ogni mezzo”.

7 aprile 2011

Filcams Cgil non riconosce la sigla del contratto Terziario-Distribuzione-Servizi

La Confcommercio, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno siglato l’accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro del Terziario di mercato, senza la firma della Filcams Cgil.

"La Filcams-Cgil non riconosce la sigla del contratto Terziario-Distribuzione-Servizi" dichiara Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil Nazionale " che “ratifica” l’accordo separato del 26 febbraio tra Confcommercio, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Siamo di fronte ad una conclusione del tutto arbitraria del negoziato per il rinnovo del contratto di settore, resa possibile dall’assenza di regole in materia di rappresentatività dei soggetti contrattuali e dal mancato rispetto della più elementare norma democratica, il voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

La Filcams-Cgil, l’organizzazione sindacale di categoria di gran lunga più rappresentativa, che non ha condiviso l’intesa, aveva proposto di svolgere la consultazione, con voto certificato delle lavoratrici e dei lavoratori, all’esito della quale si sarebbe correttamente attenuta. Le categorie di Cisl e Uil si sono opposte, rifiutando di applicare quanto chiesto dalle loro stesse confederazioni in occasione dell’accordo Fiat di Pomigliano e Confcommercio ha assunto un atteggiamento pilatesco, accettando che si consumasse un atto del tutto arbitrario.

Questa vicenda, che segue quelle dei meccanici e più recentemente del pubblico impiego, segna l’insostenibilità di un sistema di relazioni sindacali privo di una regolamentazione in materia di rappresentanza e rappresentatività. La Filcams-Cgil, come già fatto dalla Confederazione, chiede che la misurazione della rappresentatività effettiva costituiscai la condizione preliminare dell’agire sindacale, soprattutto in materia di contrattazione e di validazione delle intese conseguenti.

Per queste ragioni, la sottoscrizione dell’intesa separata non rappresenta per la Filcams-Cgil la conclusione del negoziato di rinnovo del Ccnl TDS 2008.
La Filcams-Cgil proseguirà nei prossimi giorni la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per illustrare le ragioni della mancata firma e continuerà a promuovere l’iniziativa di mobilitazione nei luoghi di lavoro e nei territori, per difendere le condizioni economiche e normative peggiorate dall’accordo separato, mantenendo forte l’impegno per la qualificazione e la trasparenza del sistema complessivo della bilateralità e del welfare contrattuale."

31 marzo 2011
Gli scioperi nei territori

Continuano le iniziative territoriali delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio per protestare contro il contratto separato. Alta l’adesione a Firenze, dove i dipendenti del settore hanno dato vita ad un coloratissimo girotondo e corteo intorno al centro storico, uno striscione di 15 metri calato da Ponte Vecchio, girotondo in Piazza Signoria e presidio davanti al Duomo; e contemporaneamente nella zona Osmannoro un altro corteo si è dal Piazzale dell’Ikea alla Metro e viceversa
Carrefour 80%, Obi 80%, Ikea Interi reparti chiusi alla clientela; Metro 90%, Giorio Giorgi 95%, Piazza Italia 95%, Coin, Zara e Rinascente tra il 65 e il 70%, Dada 70%, Casalini libri 80%, Feltrinelli tra il 65 e il 70%, Firenze/Fiera 90%, Esselunga tra il 55 e il 60% (con interi pullman di lavoratori Esselunga fatti arrivare addirittura da altre province e regioni per garantire il servizio)
A Biella, la protesta si è diramata per le vie della città, le lavoratrici ed i lavoratori hanno manifestato per le strade e nei negozi con palloncini colorati e cartelloni.
Il 30 Marzo, le lavoratrici e i lavoratori dell’Ipermercato Pianeta Leclerc di Via Larga in Bologna riunitisi in Assemblea Sindacale per dibattere sul contratto nazionale separato del commercio siglato da Confcommercio, Fisascat CISL e Uiltucs UIL hanno proclamato uno sciopero improvviso e hanno manifestato spontaneamente all’interno della Galleria e dell’Ipermercato stesso. L’adesione dei lavoratori all’iniziativa è stata del 90 % circa.
La protesta va avanti da qualche giorno anche in diversi punti vendita di Esselunga di Brescia, Bergamo e Firenze, dove sono stati organizzati continui scioperi spontanei.

30 marzo 2011

Accordo separato: le prime ore di sciopero

Si stanno svolgendo nei territori le prime ore di sciopero indette dalla Filcams Cgil in seguito alla firma separata del contratto nazionale del commercio.
Sabato 19 Marzo i rappresentanti sindacali del Carrefour di Calenzano, assieme ad altre rappresentanti sindacali di aziende fiorentine, ha dichiarato lo stato di agitazione. Giovedì 24 marzo hanno fatto uno sciopero spontaneo di 30 minuti al quale ha aderito l’80 % dei lavoratori presenti in quel momento in negozio
Sempre giovedì è stata la volta anche dei lavoratori di Ikea di Genova Campi che hanno effettuato un’ora di sciopero, hanno aderito circa l’85% delle lavoratrici e dei lavoratori presenti in negozio.
IL 25 marzo a Torino oltre 600 dipendenti di diversi marchi della grande distribuzione hanno partecipato allo sciopero indetto della Filcams e si sono ritrovati davanti la sede dell’Ascome della città.
Il 31 marzo sarà Firenze a fermarsi. Sono state indette 4 ore di sciopero per tutte i lavoratori del commercio e organizzate due manifestazioni.

26 marzo 2011

Torino, in sciopero contro il contratto separato

Si ferma la grande distribuzione a Torino. Il 25 Marzo hanno sciopero le lavoratrici ed i lavoratori del commercio della Filcams Cgil per contestare la firma del contratto nazionale delle altre sigle sindacali.
Ikea, Carrefour, Panorama, Altran sono solo alcune delle catene del settore che si sono ritrovate a dover affrontare una giornata senza dipendenti, in tanti, hanno aderito allo sciopero (circa il il 70% dei lavoratori di Ikea, l’80% a Carrefour), circa 600 persone si sono ritrovate in presidio sotto la sede dell’Ascom di Torino

24 marzo 2011

Confesercenti: accordo separato per il contratto del Terziario Distribuzione e servizi

Dopo l’accordo separato del 26 febbraio con la Confcommercio, le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno siglato il rinnovo del contratto nazionale di settore con le parti datoriali aderenti alla Confesercenti, ma senza la firma della Filcams Cgil.
“Il tavolo negoziale con la Confesercenti” afferma Il segretario generale della Filcams Cgil Franco Martini “ha sempre avuto poca autonomia rispetto a quanto avveniva nella discussione generale, e il contratto firmato, riporta le stesse criticità che avevamo posto sul tavolo della Confcommercio e anche questo caso non siamo stati ascoltati”. La posizione della Filcams pertanto, è rimasta immutata. La categoria della Cgil non ha siglato il contratto, perché i contenuti dell’accordo peggiorano le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e, come per la Confcommercio, recepisce integralmente la riforma del modello contrattuale, viene assunto l’Ipca,, quale meccanismo di calcolo degli incrementi salariali, e indebolito il secondo livello di contrattazione.

“La scelta di seguire la via degli accordi separati non aiuta il settore” spiega Martini “non sarà utile ne a superare le difficoltà dovute alla crisi dei consumi, non migliorerà la contrattazione di secondo livello, ne comprendiamo come possa risolvere i problemi delle piccole e medie imprese spesso evidenziate spesso da Confesercenti”.

“Soprattutto” conclude il segretario “a subirne le conseguenze, saranno, invece le lavoratrici ed i lavoratori, visto che il contratto firmato non mostra nessun equilibrio tra le diverse necessità ed esigenze delle parti”.

14 marzo 2011

Attivo delle delegate e dei delegati: la dichiarazione di Franco Martini

Si è svolto a Milano l’attivo delle delegate e dei delegati del terziario della Filcams Cgil, alla presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
Presso l’Auditorium Don Bosco sul palco si sono alternati delegate e delegati di ogni parte del territorio nazionale che hanno voluto esprimere la loro contrarietà alla firma del contratto per il rinnovo del contratto del Terziario firmato da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ma non dalla Cgil.
Il segretario generale della Filcams Cgil Franco Martini commenta cosi l’accordo separato: “E’ difficile trovare un argomento in grado di dimostrare che l’accordo separato per il rinnovo del Ccnl TDS consegnerà un contratto migliore di quello precedente. Basta una normale dose di obiettività per dire che sarebbe stato meglio tenersi il vecchio contratto, difendendo così diritti, significativamente indeboliti col nuovo accordo. Parlare, poi, di tratti innovativi in un contratto che di fatto vanifica il II livello contrattuale, riducendolo, attraverso le deroghe, a semplice grimaldello del contratto nazionale, significa confondere la fantasia con la realtà.
“La verità” prosegue Martini “è che si è assecondata la politica di Confcommercio, tesa a scaricare sul lavoro il peso principale della crisi dei consumi. Un’operazione a perdere, dato che non esiste alcuna contropartita in termini occupazionali, ne’ di crescita dei salari.”
E riferendosi alla proposta avanza dalla Filcams di sottoporre l’accordo al voto delle lavoratrici e dei lavoratori, il segretario afferma “Cisl e Uil debbono spiegare, infine, perché a Pomigliano e Mirafiori hanno preteso il referendum vincolante tra i lavoratori e qui si oppongono ad una consultazione con voto certificato. Questa democrazia a doppia velocità la dice lunga sulla consapevolezza del danno che l’accordo separato del commercio ha prodotto e produrrà nel settore.”

14 marzo 2011

A Milano, l’attivo delegate e delegati terziario

Si sta svolgendo a Milano l’attivo delle delegate e dei delegati del terziario della Filcams Cgil alla presenza di Franco Martini segretario generale della Filcams e Susanna Camusso segretario generale della Cgil.
Dopo la relazione introduttiva di Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale responsabile del settore, la parola è passata alle tante delegate e delegati provenienti da tutto il territorio, che vogliono esprimere il proprio disappunto al rinnovo del contratto del terziario da parte della Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.
Alle 1330 prenderà la parola Susanna Camusso.

11 Marzo 2011

Accordo separato nel settore del commercio
Lunedì 14 Marzo attivo delle delegate e dei delegati a Milano alla presenza di Susanna Camusso

Lunedì 14 Marzo si terrà a Milano, dalle ore 09.30 presso l’Auditorium Don Bosco, l’Attivo Nazionale delle delegate e delegati del settore terziario, distribuzione e servizi della Filcams Cgil, anche alla presenza del Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso.
Tema predominante: l’accordo per il rinnovo del contratto separato, siglato il 26 febbraio scorso dalla Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, senza la firma della Filcams Cgil.
“Un brutto accordo, che segna la rottura delle relazioni sindacali in una categoria, quella del terziario, sin qui contraddistinta da una lunga esperienza di unione sindacale, e si inserisce nel panorama degli accordi separati che sta caratterizzando sempre più l’attuale quadro sindacale” ad affermarlo è Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil Nazionale.
La categoria non ha siglato l’intesa perché recepisce integralmente l’accordo separato sulla riforma del modello contrattuale del gennaio 2009 e il collegato sul lavoro; ampiamente contestati dalla Cgil. Ma anche perché introduce altri elementi negativi non condivisibili: l’assunzione dell’Ipca, quale meccanismo di calcolo degli incrementi salariali; l’introduzione dell’istituto delle deroghe, attraverso il quale la funzione del contratto nazionale viene indebolita; la modifica della norma sulla malattia che prevede la fuoriuscita dall’Inps attraverso il pagamento diretto da parte delle aziende, ed il peggioramento della normativa sul pagamento dei primi tre giorni.
Nonostante i numerosi tentativi della Filcams Cgil di tenere unito il settore, nessuna delle proposte avanzate tramite la piattaforma, è stata accolta.

“Questa” afferma Martini “doveva essere l’occasione per fare un investimento in termini qualitativi, per uscire dalla stessa crisi con nuove prospettive ed opportunità; mentre l’accordo, scarica sul lavoro il suo costo principale, recependo fin troppi elementi negativi del passato.”

Ora è il momento per la Filcams di definire, insieme alle delegate e i delegati tutte le iniziative di mobilitazione e lotta dei prossimi mesi, – già proclamato uno sciopero di categoria di 4 ore a livello territoriale che precede quello generale del 6 maggio, dell’intera giornata per il terziario – e soprattutto per far conoscere e comprendere l’attuale situazione a quanti più lavoratori possibile, e coinvolgerli nella battaglia per la democrazia e per i diritti che la categoria vuole portare avanti.

3 marzo 2011

Accordo separato, CGIL: “Gravissimo e sbagliato accordo separato del Terziario”

“La Segreteria Nazionale della CGIL ritiene “gravissima e sbagliata” la decisione di Confcommercio e di CISL e UIL di arrivare alla firma separata del contratto del Terziario” è quanto si legge in una nota divulgata dalla Cgil.

“Con questa scelta si estende anche a questo settore, che sta vivendo una crisi pesante, la logica degli accordi separati e della divisione dei lavoratori e delle lavoratrici, iniziata con l’accordo quadro interconfederale di febbraio 2009.
Non a caso l’intesa separata del Terziario, ripropone l’utilizzo dell’IPCA per definire gli aumenti salariali, comportando il mancato recupero del potere di acquisto (ancora più accentuato dagli ultimi dati di febbraio sull’inflazione) e le deroghe al contratto nazionale,riportate in una forma tale da svilire , mortificare e snaturare la contrattazione di secondo livello.”

A ciò si aggiungono il recepimento delle politiche del lavoro del ministro Sacconi (arbitrato, clausola compromissoria, certificazioni) caricate sulla bilateralità territoriale costruita unitariamente in questi anni di storia contrattuale comune e per altri scopi; le normative che peggiorano il trattamento di malattia con la scelta di avviare un percorso di fuoriuscita delle aziende dalla gestione INPS.”

Per tutte queste ragioni la Segreteria Nazionale della CGIL condivide la decisione della Segreteria Nazionale FILCAMS di “valorizzare il ruolo della consultazione e del coinvolgimento dei lavoratori e della rappresentanza sindacale unitamente alla proclamazione di 4 ore di sciopero a livello territoriale, come prima risposta all’accordo separato”.

“La Segreteria Nazionale della CGIL” conclude la nota, “invita tutte le strutture confederali territoriali ad apportare il massimo sostegno alle iniziative assunte dalla FILCAMS CGIL Nazionale” perché, come già avvenuto in altre categorie del pubblico e del privato, “sono in discussione valori e temi che riguardano le condizioni di vita, di lavoro, di libertà di tutti i lavoratori e le lavoratrici del nostro paese”.

2 marzo 2011

Accordo separato commercio
Proclamate prime 4 ore di sciopero

La Filcams promuove la consultazione

La segreteria nazionale Filcams-Cgil considera grave l’accordo siglato sabato 26 febbraio da Confcommercio, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, per il rinnovo del Ccnl Terziario-Distribuzione-Servizi.

In primo luogo, perché esso ripropone nel settore la logica delle intese separate, consolidando la deriva nella quale sono state proiettate le relazioni sindacali, con l’accordo separato sulla riforma del modello contrattuale, del gennaio 2009 e le successive intese separate che hanno interessato sia il settore pubblico, che privato.

In secondo luogo, per il merito sindacale. L’accordo introduce integralmente i maggiori punti critici presenti tanto nell’intesa separata sulla riforma del modello contrattuale (Ipca e deroghe), quanto, nel collegato sul lavoro (arbitrato di equità e certificazione). Al tempo stesso, determina un peggioramento di significativi aspetti normativi del contratto vigente, in particolare, l’istituto della malattia e la contrattazione di secondo livello.

Tale scelta da parte dei firmatari non poteva che contenere in radice la conseguenza di escludere la Filcams-Cgil, data la esplicita posizione di dissenso rappresentata fin dall’inizio del negoziato, accompagnata dalla volontà di ricercare possibili mediazioni utili a definire una conclusione unitaria del confronto.

Per queste ragioni, appare ancora più grave l’ipotesi che tale intesa non venga sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, evidenziando la criticità rappresentata dall’assenza di regole e l’urgenza di definirne di nuove, attraverso le 1uali misurare l’effettiva rappresentatività di chi firma gli accordi.

Per questo, la Filcams-Cgil ribadisce la richiesta a Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di svolgere tale consultazione, attraverso il diritto di voto certificato, il cui esito sarà vincolante per la sigla definita dell’accordo.
In assenza di risposte, la Filcams-Cgil promuoverà anche da sola la consultazione, aperta a tutte le lavoratrici ed i lavoratori del settore, attraverso una diffusa campagna di assemblee, che avranno inizio nei prossimi giorni.

In risposta alla decisione di siglare separatamente l’intesa per il rinnovo del Ccnl TDS, la segreteria nazionale proclama un primo pacchetto di 4 ore di sciopero, articolate territorialmente, che si inseriscono nella mobilitazione promossa dalla Cgil nel Paese e che, dopo l’ennesimo accordo separato nel Ccnl TDS, non potrà che approdare in tempi ravvicinati allo sciopero generale di tutte le categorie.

La segreteria nazionale, infine, convoca l’Attivo Nazionale dei Delegati del Terziario, lunedì 14 marzo a Milano, che sarà concluso dal segretario generale Cgil Susanna Camuso.

26 febbraio 2011
La Filcams Cgil non ha sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del
Contratto Nazionale del Terziario Distribuzione Servizi

Dichiarazione di Franco Martini segretario generale

"La Filcams-Cgil non ha sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale del Terziario Distribuzione Servizi, innanzitutto, per il fatto che l’intesa recepisce pienamente l’accordo separato del 22 gennaio 2009, sulla riforma del modello contrattuale.
Oltre all’assunzione dell’Ipca, quale meccanismo di calcolo degli incrementi salariali, infatti, viene introdotto l’istituto delle deroghe, attraverso il quale la funzione del Ccnl viene indebolita.
Inoltre, l’ipotesi sottoscritta assume i contenuti del collegato sul lavoro, sul quale la Cgil ha espresso analogo dissenso, a partire dalla certificazione.

Ma l’ipotesi di accordo contiene altri punti negativi, come quello relativo alla malattia, che prevede la fuoriuscita dall’Inps, attraverso il pagamento diretto da parte delle aziende ed il peggioramento della normativa sul pagamento dei primi tre giorni.
La stessa contrattazione di secondo livello esce ridotta e fortemente condizionata dalle deroghe, smentendo quello che era l’obiettivo primario dell’accordo separato sulla riforma del modello contrattuale.

Nel complesso, è un accordo che risente indubbiamente della crisi del settore, ma che scarica sul lavoro il suo costo principale, quando, al contrario, la crisi stessa richiederebbe un forte investimento qualitativo sul fattore umano.
Al tempo stesso, è un accordo che importa nella categoria del terziario, le tensioni che da tempo caratterizzano il quadro sindacale e che avevano fino ad oggi risparmiato il settore.

La Filcams-Cgil chiederà adesso alle altre organizzazioni sindacali di sottoporre alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati l’ipotesi di accordo, all’esito della quale si riterrà vincolata. Questa prova democratica sarebbe il più importante contributo ad evitare il deterioramento di una esperienza unitaria, che in questo settore ha consentito la realizzazione di importanti risultati sindacali."