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la festa non si vende

Ancora nessuna risposta da parte del neo Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi di Maio alla richiesta di incontro avanzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al fine di approfondire il tema delle liberalizzazioni degli orari e delle aperture nel commercio.

Da tempo impegnata nella battaglia per una regolamentazione del settore e per condizioni ed un’organizzazione del lavoro sostenibili per le centinaia di migliaia di dipendenti del commercio, la Filcams continua ad essere convinta che il decreto Salva Italia, introdotto dal Governo Monti che ha eliminato qualsiasi vincolo alle aperture di negozi e centri commerciali, debba essere modificato.

“La nostra richiesta di avvio di un confronto al Ministro di Maio è rimasta inascoltata e intanto ci si avvicina alla festività di Ferragosto, durante la quale molti lavoratori si ritroveranno a dover garantire la copertura di un ulteriore turno di lavoro”, afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil, la categoria che dal 2012 porta avanti La Festa Non si vende, una campagna contro la liberalizzazione indiscriminata degli orari e delle aperture commerciali.

I fautori del Decreto Salva Italia promettevano un rilancio dei consumi e l’aumento dell’occupazione, ma, dopo più di 6 anni, è ormai certo che questi obiettivi non sono stati raggiunti.

Anzi, al di là delle numerose procedure di licenziamento collettivo avviate e l’abbandono delle aree del Mezzogiorno da parte delle aziende della distribuzione, la poca occupazione creata si è attestata su contratti a termine e part time involontari, a cui si sono aggiunti lavoro somministrato, contratti a chiamata, stage, promoter e merchandiser oltre al ricorso sempre più frequente a esternalizzazioni, terziarizzazioni ed appalti, in un tentativo sempre più esasperato da parte delle imprese del settore di contenere il costo del lavoro.

Le condizioni di lavoro degli addetti del settore sono inevitabilmente peggiorate, con turni di lavoro ormai strutturalmente su 365 giorni all’anno e con la sperimentazione dell’orario h24; alle difficoltà nella conciliazione dei tempi vita e di lavoro si aggiunge peraltro un’indisponibilità sempre più diffusa da parte delle imprese a contrattare anche il riconoscimento economico per i turni di lavoro domenicali.

“Quello che chiediamo”, prosegue la segretaria, “è il rispetto dei valori civili e religiosi, prevedendo la chiusura delle attività commerciali nei giorni festivi; condizioni di lavoro sostenibili, riducendo le aperture e definendo, a livello locale, quante e quali domeniche e con quali orari aprire; la salvaguardia del territorio, riconsegnando alle istituzioni locali la responsabilità di stabilire i nuovi insediamenti commerciali.”

Blick über Florenz vom Michel Angelo Platz

Dopo due anni di boom turistico in Italia, l’ estate 2018 era attesa per il confronto. Cresce l’occupazione, ma a tempo determinato. Grave per il settore il reinserimento dei voucher. I dati in nostro possesso sin qui, confermano che l’affluenza turistica continua a crescere anche se in percentuale minore rispetto agli ultimi anni. Segnali positivi per gli imprenditori, ma non per i lavoratori del settore, che alla precarietà legata alla stagionalità, vedono aggiungersi un elemento che contribuirà nuovamente a diminuire tutele e diritti: i Voucher. La reintroduzione dei buoni lavoro negli alberghi e nei campeggi avrà di certo un impatto non secondario e soprattutto non virtuoso sull’occupazione nel turismo.

Il Centro Multiservizi Ce.Mu. della Filcams Cgil e SL&A Turismo e territorio, società esperta del settore, hanno provato a dare una prima valutazione dell’estate 2018 sia dal punto di vista degli arrivi e presenze che dal punto di vista occupazionale.

Secondo Confturismo da giugno a settembre, in soli quattro mesi, negli alberghi italiani e negli esercizi ricettivi complementari si registrano oltre 260 milioni di pernottamenti, più del 60% del totale annuo. 

Sempre sulla stessa linea positiva i risultati dell’indagine realizzata da CST per Assoturism Confesercenti, secondo la quale «il turismo in Italia continua a crescere: sono previste infatti 218,9 milioni di presenze, cioè circa 4,5 milioni in più rispetto al 2017, mentre tornerà ad essere maggioritaria la domanda italiana (53,3%) con 116,7 milioni di presenze stimate.

Anche se i dati confermano che il settore è in salute e trainante, il tema del lavoro, e della sua qualità, viene sempre posto in secondo piano.

Per Unioncamere nel trimestre giugno-agosto sono previste 290mila nuove entrate negli organici delle imprese del settore, di cui il 45% nel mese di giugno. Si tratta di lavoratori alle dipendenze (96% dei casi) assunti con contratto a tempo determinato in otto casi su dieci

Secondo l’Osservatorio Federalberghi durante l’estate, le imprese del turismo danno lavoro a più di un milione e duecentomila lavoratori dipendenti, cinquecentomila dei quali occupati con contratto di lavoro a tempo determinato.

Nonostante la crescita degli occupati negli alberghi (+1,9%), sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre sono in crescita quelli a tempo determinato (+4,4%).

“Il turismo merita di più” afferma la Filcams Cgil Nazionale” anche con una seria e attenta discussione per quanto riguarda il legame tra qualità del lavoro e qualità dei servizi offerti.  L’industria turistica, che rappresenta orma il 12% del Pil nazionale, ha bisogno di competenze e costante aggiornamento professionale e la reintroduzione dei voucher, non va sicuramente in questa direzione.”

A chi sostiene che i voucher sono uno strumento utile solo a gestire le emergenze e i picchi di lavoro, la Filcams afferma che “i contratti nazionali di settore rispondono già a questa esigenza – con vari tipi di part time, il lavoro extra e di surroga, l’apprendistato in cicli stagionali, – tipologie contrattuali che non eliminano le tutele: TFR, tredicesima, malattia, maternità”.

Anche per questo la Filcams Cgil ha lanciato “Non c’è turismo senza lavoro, non c’è turismo senza tutele” una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti. Non c’è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c’è turismo senza la tutela dell’ambiente e del paesaggio, non c’è turismo senza la tutela dei lavoratori, dei loro diritti e delle loro professionalità.

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Una sentenza del Tribunale Civile di Milano ha stabilito che il lavoro festivo è volontario per chi opera nel settore dei pubblici esercizi

Il 3 luglio 2018 il tribunale civile di MILANO ha accolto il ricorso di due lavoratrici di Autogrill che si erano rifiutate di prestare servizio lo scorso 15 agosto. Il giudice ha stabilito che onorare le festività è un diritto soggettivo in capo al singolo lavoratore, non suscettibile quindi di essere limitato o inibito dall’impresa.

GUARDA LA CAMPAGNA – IMMAGINE 1IMMAGINE 2

Questa sentenza è particolare perché riguarda un settore (quello dei bar e de ristoranti) tradizionalmente soggetto al “sempre aperto”.

La Filcams Nazionale ritiene questo risultato una importante opportunità per poter contrattare condizioni migliori per un milione circa di addetti nel nostro paese.

Non si discute infatti la libertà dei pubblici esercizi di garantire un servizio ai consumatori in queste giornate ma il “sempre aperto” si deve attuare con adeguate regole e maggiori diritti per chi nelle medesime giornate è chiamato a prestare servizio sacrificando affetti, famiglia e anche quota parte dei propri valori e convinzioni.

Per queste ragioni in occasione del mese di agosto, dove la stragrande maggioranza dei cittadini è in vacanza, affollando bar e ristoranti, la Filcams lancia la campagna social #Facciamocifesta che si propone due obbiettivi:

-  Veicolare un messaggio corretto rispetto al lavoro festivo nella ristorazione
-  Sensibilizzare turisti e consumatori sulle problematiche di chi lavora in questi settori.

“Riteniamo che si possano coniugare le esigenze dei consumatori, di chi viaggia, di chi visita le nostre città, o i nostri litorali con quelle dei lavoratori di bar, autogrill, fast food e ristoranti aprendo una nuova stagione di contrattazione a tutti i livelli” .

“Non vogliamo far chiudere i ristoranti a capodanno o gli autogrill a ferragosto” dichiara Cristian Sesena che, assieme al Dipartimento Comunicazione, per la Filcams ha ideato la campagna “vogliamo solo che nei giorni rossi del calendario chi lavora sia retribuito il giusto, che a prestare servizio non siano sempre “i soliti noti”, che sia garantito a tutti il diritto di astenersi dalla prestazione, nell’ambito di una organizzazione e programmazione del lavoro condivise.”

 

 

pomodoro caporalato

Il colore della pelle sfuma sotto il rosso della strage che anche quest’anno si ripete nelle regioni del Mezzogiorno e non solo. In queste ore hanno fatto notizia i due schianti che hanno ucciso 16 persone nel foggiano, ma molte sono le morti occultate e nascoste, quelle per il caldo o quelle per incidenti sul lavoro, quelle per percosse e per mano diretta dei caporali intenti a mantenere il controllo sugli schiavi.

Gli operatori del settore parlano di centinaia di morti all’anno, ma l’illegalità in cui sono costretti questi lavoratori da vivi li rende ombre anche da morti, per cui è impossibile avere cifre certe.

Possibile invece è fermare questa mattanza: rafforzando i controlli previsti dalla legge contro il caporalato, intervenendo sulle aziende che sfruttano, fornendo ai lavoratori servizi legali, come ad esempio un sistema di trasporto per raggiungere i luoghi di lavoro.

Sono queste richieste che la FLAI CGIL fa da anni alle istituzioni locali e nazionali.
La FILCAMS CGIL, impegnata nella lotta all’illegalità e allo sfruttamento nel settore dei servizi, esprime cordoglio, indignazione e sconcerto per i fatti di queste ore e sarà presente con una delegazione alla manifestazione dell’8 agosto a Foggia.

E’ una battaglia comune per un paese che misura la sua vera dignità bandendo lo sfruttamento e il caporalato, rendendo sicure le condizioni di lavoro; un obiettivo che è necessario raggiungere anche attraverso il coinvolgimento e la responsabilità di tutta la filiera dalla produzione alla distribuzione.

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Si è tenuta presso la CGIL di Torino venerdì 3 agosto un’assemblea dei lavoratori del settore gioco legale, colpiti in maniera pesante nel territorio piemontese dagli effetti delle normative regionali e comunali sulla limitazione dei luoghi di gioco: sono infatti circa 3000 i posti che salteranno nei prossimi mesi nella regione.
Per questo motivo le lavoratrici e i lavoratori hanno cominciato a organizzarsi negli ultimi mesi, creando una rete di contatti di oltre 4000 persone. Una parte di essi era presente all’assemblea, alla quale hanno preso parte Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale, Mario Santini segretario generale della Filcams Cgil Torino,  Pippo De Masi, sindacalista che per la struttura sabauda si occupa del settore.
Dopo un’accurata descrizione delle problematiche da parte dei lavoratori, la Filcams Cgil si è impegnata a costruire percorsi di mobilitazione e di pressione nei confronti delle istituzioni locali e nazionali, anche sul piano mediatico.
Insieme alla Cgil, la Filcams sostiene infatti le lotte alle dipendenze da gioco, su cui vanno fatte azioni specifiche soprattutto a livello sociale.
Parallelamente a questo bisogna tutelare la buona occupazione presente nell’ambito del gioco legale, che oggi viene attaccata da decisioni prese troppo in fretta e senza una adeguata valutazione degli impatti.
La limitazione del gioco legale sta portando le aziende legali a licenziare e a chiudere, mentre i signori del business illegale stanno scaldando i motori per riprendere il dominio del mercato come in passato.
In Piemonte l’emergenza ha già portato a centinaia di licenziamenti, ma il fenomeno sta assumendo dimensioni nazionali, motivo per cui le organizzazioni sindacali di settore chiederanno l’apertura di un tavolo di crisi al MISE.
La politica e istituzioni devono aprire gli occhi oltre ai facili slogan elettorali: le lavoratrici e i lavoratori non devono essere l’agnello sacrificale di una battaglia condotta in maniera ideologica, ma protagonisti di una riforma del settore che tenga insieme legalità, tutela del giocatore, contrasto alle dipendenze e salvaguardia dell’occupazione.

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Sembrava un capitolo ormai archiviato, e invece nel cosiddetto decreto dignità – che forse sarebbe

meglio definire decreto Di Maio – c’è la reintroduzione dei voucher nel turismo e nell’agricoltura. Su Diario Terziario facciamo il punto insieme a Maria Grazie Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale e Tania Scacchetti, segretaria confederale Cgil Nazionale.

L’ultimo numero di Diario Terziario è dedicato al Turismo: dalla reintroduzione dei voucher al contratto nazionale Confesercenti da poco rinnovato alla campagna per i lavoratori stagionali, Non c’è turismo senza tutele, e tanto altro ancora.

Buona lettura –> Diario Terziario – Un Passo indietro per la Dignità

 

 

Ristorazione autostradale

Al via la campagna di ascolto e denuncia della Filcams Fisascat e Uiltucs rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori della Ristorazione Autostradale

Con la stagione estiva crescono le presenze e gli affari nei punti ristoro delle autostrade, ma peggiorano le condizioni di chi ci lavora.     

È tempo di vacanza e molti saranno gli italiani e gli stranieri che frequenteranno le autostrade della penisola. La sosta nelle aree di servizio è parte integrante della vacanza e i circa 10mila lavoratori e le lavoratrici del settore, come ogni anno, saranno pronti e sorridenti per accogliere le richieste dei tantissimi clienti che affolleranno le aree di sosta.

Sorridenti nonostante il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, dovuto in particolare alla presenza di aziende poco rispettose delle regole, che creano un circolo vizioso nelle dinamiche di concorrenza di questo particolare settore della ristorazione.

Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs lanciano una campagna di ascolto e denuncia – Chicimangia.it – rivolta all’opinione pubblica e ai ministeri competenti, quello dello Sviluppo Economico e dei Trasporti, ai quali verranno rivolte le segnalazioni di lavoratrici e lavoratori che potranno raccontare, anche in forma anonima, la loro storia attraverso un modulo sul sito.

“Le aree di sosta – circa 450 – vengono date in gestione attraverso bandi pubblici che dovrebbero prevedere la tutela dell’occupazione e della qualità del lavoro” spiegano i sindacati, “eppure le violazioni dei contratti nazionali e delle regole sulla sicurezza sono ordinaria amministrazione, a favore del guadagno delle aziende concessionarie, che ci mangiano sopra.”

L’obiettivo della campagna è raccogliere segnalazioni e racconti da portare nelle sedi istituzionali per un ruolo più attivo nella vigilanza sui concessionari e la scrittura di regole più tutelanti per gli occupati.

Cambiamo il menù della ristorazione autostradale: basta sfruttamento delle concessioni pubbliche sulla pelle di chi ci lavora!

stenotipista

Ci sono voluti quasi vent’anni e un ultimo cambio di appalto per mettere ordine nella giungla di contratti applicati alle lavoratrici e ai lavoratori stenotipisti occupati nei tribunali negli appalti di servizi di fonia, trascrizione e stenotipia degli atti dibattimentali penali.

Da quando i servizi richiamati sono stati esternalizzati dall’amministrazione della Giustizia, nonostante il delicato lavoro svolto nella registrazione, trascrizione e stenotipia delle udienze di carattere penale – tra cui gli atti dei maxi processi per mafia e camorra – e nonostante tale lavoro venga svolto da personale che ha una preparazione specialistica, nonché investito di una importante responsabilità, finora non era mai stato possibile dare risposte certe in ordine al Contratto Collettivo Nazionale da applicare e riconosciuto le figure professionali che vi operano.

Nel corso degli anni le lavoratrici e i lavoratori, in funzione dell’impresa di cui diventavano dipendenti, in assenza di una riconducibilità chiara delle loro figure professionali e le attività svolte, si sono visti applicare i più disparati CCNL: dal contratto del commercio, terziario e servizi, agli studi professionali, al contratto dei dipendenti degli istituti del clero, fino alle colf e badanti, senza contare tutte le partite iva e gli associati in partecipazione.

Dopo la gara indetta nel 2014 e tre anni di proroghe intervenute rispetto ai continui ricorsi, a luglio del 2017 l’appalto è stato definitivamente aggiudicato al Consorzio C.I.C.L.A.T. che ha dato la gestione operativa alle società consorziate Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim.

Le tre imprese, che da sempre applicano il CCNL dei servizi di pulizia, servizi integrati/multiservizi, hanno dato immediatamente avvio alle procedure di cambio di appalto, secondo l’articolo 4 del dettato contrattuale, per il passaggio alle loro dipendenze dei lavoratori già occupati con le precedenti aziende esecutrici dei servizi.

La procedura del cambio di appalto, che prevede obbligatoriamente il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, ha fatto emergere da subito tutte le criticità di dare una corretta applicazione contrattuale alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, sia per le specificità dei servizi svolti, sia per la pluralità di condizioni contrattuali da cui provenivano.

Inoltre, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, firmatarie del CCNL applicato dalle aziende, hanno valutato lo stesso non propriamente rispondente alle attività svolte e la necessità di intervenire con una contrattazione integrativa aziendale ad hoc per armonizzare le diverse provenienze e creare un quadro di riferimento certo per il riconoscimento di un vero e proprio settore di attività.

Le imprese, unitamente al Consorzio, hanno accolto la richiesta delle Organizzazioni Sindacali consapevoli che la definizione di un contratto integrativo interaziendale con contenuti di merito avrebbe permesso di dare ordine e regole chiare per perimetrare il settore dei servizi di fonia, trascrizione e stenotipia, determinando un punto di riferimento certo anche per la committenza nell’ambito della definizione delle nuove gare di appalto e permettere una più leale concorrenza.

Per le difficoltà di centrare l’obbiettivo che si sono date le parti è trascorso un anno dall’avvio della trattativa e il 31 luglio 2018 è stato sottoscritto il primo Contratto Integrativo Interaziendale per le lavoratrici e i lavoratori addetti ai servizi di fonia, registrazione e stenotipia degli atti dibattimentali penali.

Il contratto integrativo ha nei suoi punti di forza: la stessa affermazione che l’applicazione del CCNL di riferimento, con la clausola sociale, fornisce una immediata risposta al problema della continuità occupazionale nel cambio di appalto; la declinazione puntuale e precisa dei profili professionali, incastonati nella declaratoria del CCNL; traduce le particolarità dell’organizzazione del lavoro sempre nelle condizioni dettate dal contratto nazionale; riconosce trattamenti economici migliorativi sugli scatti di anzianità, la reperibilità, le trasferte e codifica una indennità specifica per chi svolge lavori di trascrizione oltre la normale produzione; regolamenta il lavoro agile e il telelavoro, dove sono impiegati tutte le lavoratrici e i lavoratori che svolgono servizi di trascrizione.

Un ulteriore impegno preso dalle parti è quello di trasmettere congiuntamente il Contratto Integrativo Interaziendale sottoscritto al Ministero della Giustizia e al Ministero del Lavoro per avere pieno riconoscimento dei trattamenti contrattuali definiti e utili per la determinazione del costo del lavoro per le future gare di appalto, soprattutto per eliminare il ricorso a gare che pagano sulla base dei caratteri trascritti, definendo di fatto un lavoro a cottimo.

Un risultato che le Organizzazioni Sindacali, unitamente alle Rappresentanze Sindacali Aziendali, hanno costruito con grande fatica e che su alcuni aspetti sconta delle debolezze determinate dal primo contratto integrativo del settore, ma che getta le basi vere su cui finalmente le lavoratrici e i lavoratori potranno dire di poter avere un perimetro contrattuale di riferimento certo, la giusta definizione dei profili professionali che esprimono e il riconoscimento dovuto ad un settore di attività così importanti e delicate.

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Il 7 Agosto il prossimo incontro al Mise per l’Ipercoop Avellino.

Durante il confronto che si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico le delegazioni sindacali di Distribuzione Centro Sud si sono confrontate con Coop Alleanza 3.0 per affrontare la decisione di dismettere l’Ipercoop Avellino ed avere prospettive per gli altri punti vendita della Campania, Afragola e Quarto e per quelli del Lazio, Guidonia ed Aprilia.

Le lavoratrici ed i lavoratori di Avellino sono in sciopero da 84 giorni e presidiano giorno e notte davanti all’Ipercoop. Una mobilitazione ad oltranza che dimostra quale sia il bisogno di conservare il proprio posto di lavoro.

La Filcams CGIL ha sostenuto che è doveroso trovare una soluzione che dia una risposta a tutti i 134 dipendenti dell’Ipercoop di Avellino per non abbandonarli alla disoccupazione, evitando che questo diventi un precedente pericoloso: alcune multinazionali della grande distribuzione hanno già abbandonato molti territori del Sud ed un pari fallimento della distribuzione cooperativa aggraverebbe la situazione occupazionale ed economica. C’è il timore che anche gli altri punti vendita di Distribuzione centro Sud possano correre il rischio di chiudere o essere ceduti.

Coop Alleanza 3.0, presente al tavolo in quanto controllante di Distribuzione Centro Sud, ha presentato il consuntivo degli ultimi tre anni evidenziando le perdite registrate, giustificando così la scelta di dismettere il punto vendita di Avellino, ma ribadendo che nessuna decisione è stata presa per gli altri Ipercoop. Per la Filcams queste motivazioni non bastano, con la cessione ad Az le cooperative salvaguarderebbero le quote di mercato ed il patrimonio immobiliare ma non l’occupazione, una prospettiva inaccettabile. La Coop deve trovare una soluzione anche per le lavoratrici ed i lavoratori e fare chiarezza sul piano industriale di tutta Distribuzione Centro Sud.

Il Mise ha supportato la richiesta delle organizzazioni sindacali di tenere aperto il confronto ma a patto che la cooperativa sospenda la procedura di licenziamento collettivo, richiesta accolta da Coop. Nessun risultato concreto quindi dal primo tavolo al Ministero sulla vertenza di Avellino ma un primo passo che da la possibilità di confrontarsi e ricercare soluzioni senza la minaccia dei licenziamenti che sarebbero scattati dal 30 Agosto, data in cui sarebbe scaduta la procedura.  Il tavolo è stato aggiornato al giorno 7 Agosto 2018 presso il Ministero, quel giorno le parti si confronteranno nel dettaglio delle possibili soluzioni.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sollecitato il Ministero a osservare quello che sta accadendo alla grande distribuzione soprattutto al centro sud, il Ministero ha dichiarato di voler tenere aperto un confronto che possa verificare le prospettive della grande distribuzione in particolare della distribuzione cooperativa e convocherà un tavolo a settembre.

stop voucher

Il 1° agosto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs saranno in presidio a Piazza di Monte Citorio. “Nella contrattazione esistono già strumenti per gestire la flessibilità e la stagionalità.

Il ricorso ai voucher nel turismo avrebbe come effetto la produzione di nuove forme di irregolarità e di precarizzazione dei rapporti di lavoro in un mercato già fortemente condizionato dalla stagionalità. Ne sono convinti i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che il 1° agosto dalle 9.00 alle 13.00 saranno in presidio davanti la sede del Parlamento in Piazza di Monte Citorio a Roma per protestare contro la reintroduzione dei buoni lavoro nel comparto turistico, misura prevista negli emendamenti al Decreto Dignità in discussione alla Camera dei Deputati.

Nei giorni scorsi le tre sigle, in una nota congiunta trasmessa al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio e ai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, hanno evidenziato il ruolo della contrattazione nazionale di settore che “da decenni si misura con le esigenze di flessibilità delle imprese, individuando diverse soluzioni negoziali condivise e utili a rispondere alle problematiche di una domanda in larga parte condizionata da una strutturale stagionalità”.

“La contrattazione nazionale del turismo – dettaglia la nota unitaria – ha individuato da anni strumenti di flessibilità prevedendo il lavoro extra e di surroga, che consente di poter assumere lavoratori con contratti della durata massima di 3 giorni, l’apprendistato in cicli stagionali per giovani fino a 29 anni, contratti a tempo determinato stagionale e somministrazione di lavoro a tempo determinato”. La flessibilità contrattata, spiegano i sindacati, consente di ricorrere al “part time anche di 15 ore settimanali con clausole elastiche” nonché al “part time weekend della durata di otto ore settimanali” ed interviene anche sull’organizzazione del lavoro con “la possibile gestione di orari multi periodali funzionali ai picchi di attività in tutti i periodi dell’anno”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono necessaria “una nuova Governance di settore partecipata, di indirizzi strategici, di investimenti, di lavoro di qualità e adeguatamente tutelato e non di iniziative che abbiano come unica finalità quella di fornire alle imprese uno strumento volto a produrre esclusivamente una compressione del reddito dei lavoratori e, soprattutto, ad aumentare la maggiore precarietà del rapporto di lavoro che, invece, il Decreto si propone di contenere”.

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Nicolaus, che dal 19 luglio è a tutti gli effetti proprietario del marchio Valtur, non si è presentato all’incontro convocato il 26 luglio dal Ministero dello Sviluppo Economico e richiesto da Filcams Cgil, Fisasct Cisl e Uiltucs.

“I fratelli Pagliara hanno annunciato sui media specializzati che stanno studiando un piano di rilancio del marchio Valtur. Noi siamo interessati a conoscere questo piano e soprattutto a individuare soluzioni che recuperino l’occupazione e le professionalità che hanno fatto sì che il marchio Valtur, dopo le note vicende, sia ancora così prezioso per il mercato” afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale “Valtur senza la sua gente, la “gente Valtur” è una scatola vuota: noi non rinunciamo a tutte le azioni che potranno essere utili per riempire questa scatola della bravura e delle competenze di chi ha fatto grande questa azienda italiana”.

Per i sindacati del turismo, l’acquisto del marchio da parte di Nicolaus è positivo, perché da subito la nuova proprietà ha dichiarato di voler reindustrializzare il marchio, anche vista l’ingente cifra spesa per l’acquisto. “Quello che manca adesso è un piano industriale che sia in grado di centrare questa scommessa” chiosa De Zolt “alcuni villaggi del perimetro Valtur sono chiusi (come Favignana, Caporizzuto e Sestriere) e i lavoratori e le lavoratrici del tour operator sono tutti licenziati. Noi vogliamo discutere con la nuova proprietà di un piano che porti al recupero delle strutture rimaste chiuse e dell’occupazione preesistente.”.

Il Ministero dello Sviluppo si è impegnato a contattare nuovamente Nicolaus per riaprire il tavolo istituzionale in tempi brevi. Filcams, Fisascat e Uiltucs sono pronte a iniziative nei confronti dell’azienda a sostengo di questo percorso.

Voucher No Grazie

Tweet bombing di lavoratori e delegati per chiedere di non ampliare l’uso del voucher

Oltre 1,5 milioni di cittadini hanno firmato con la Cgil per dire #ByeByeVoucher
Ora @luigidimaio perché volete nuovi voucher? Contro precarietà e sfruttamento diciamo #VoucherNoGrazie

È il testo del tweet che lavoratori e delegati hanno inviato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio per esprimere la propria contrarietà all’ipotesi di ampliamento dell’utilizzo dei voucher in agricoltura e turismo.

I voucher sono uno strumento di sfruttamento che rischiano di aumentare la precarietà, mentre il mondo del lavoro ha bisogno di qualità e regole certe per garantire la trasparenza e la stabilità.

Anche per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs hanno inviato una lettera unitaria sia al Ministro del Lavoro che ai Presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato chiedendo che i voucher non vengano reintrodotti attraverso un emendamento al “decreto Dignità” in questi giorni in discussione alla Camera.

Il settore del Turismo prevede già contratti nazionali che disciplinano adeguate forme di flessibilità per rispondere alle variazioni di una domanda ancora troppo condizionata dalla stagionalità. Il settore del Turismo produce il 12% del PIL nazionale e avrebbe bisogno di politiche, investimenti e non di interventi volti a indebolire un mercato del lavoro già di per se stesso fragile.

In un recentissimo passato nella ristorazione commerciale e collettiva, nell’ospitalità alberghiera, nelle strutture ricettive all’aria aperta, abbiamo registrato abusi costanti nell’utilizzo di questo strumento che in larga parte serviva alle imprese per evitare assunzioni stabili (e quindi più onerose) o per giustificare il lavoro nero.

La Cgil ha raccolto più di un milione e mezzo di firme per abolire quella che stava assumendo i contorni di una “nuova frontiera della precarietà” e nonostante questo i voucher sono stati prima aboliti, poi reintrodotti per aziende e famiglie, e pertanto (anche se nessuno lo dice) sono già presenti nel nostro ordinamento.

Allora parlammo di “schiaffo alla democrazia”, uno schiaffo che oggi rischia di venir dato ad uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia e a due milioni di lavoratori che vi operano con professionalità e dedizione ogni giorno.

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La Filcams Cgil aderisce al presidio promosso dalla Flai Cgil (assieme a Fai Cisl e Uila Uil) per dire no alla reintroduzione dei voucher in agricoltura e nel turismo.

Il presidio si terrà il 24, 25 e 26 luglio davanti alla sede del parlamento in concomitanza con la discussione del Decreto Dignità.

La reintroduzione dei voucher è una misura iniqua che potrebbe avere un effetto negativo dirompente nei settori dell’agricoltura e in quello del turismo ove servirebbero solo a legalizzare il lavoro nero e a sostituire quello regolare.

I contratti nazionali di settore (alcuni dei quali recentemente sottoscritti) dispongono già di forme di lavoro flessibile utili a rispondere alle esigenze delle imprese legate alla stagionalità: a quelle bisogna fare riferimento e non ricorrere ai “buoni lavoro” che, in un recente passato, hanno fatto realizzare il  record di abusi proprio nei settori della ristorazione, del commercio e della ospitalità alberghiera.

Al presidio parteciperanno anche le organizzazioni sindacali del pubblico impiego (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp) per dire no all’utilizzo dei voucher nei servizi pubblici.

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Il 19 luglio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per gli alberghi ex Starwood ora di proprietà del colosso americano Marriott International che ha acquisito nel settembre del 2016 il prestigioso marchio.

Per i più di 3000 addetti degli alberghi The Westin Palace e Sheraton Majestic di Milano, Danieli, Gritti Palace, The Westin Europa Regina di Venezia, The Westin Excelsior e The St Regis di Firenze, The St Regis Rome e The Westin Excelsior di Roma, sono stati mantenuti diritti e tutele normative e salariali derivanti da anni di contrattazione acquisitiva e soprattutto è stato scongiurato fino al 30 dicembre 2021 il rischio di terziarizzazioni.

La direzione aziendale si è poi impegnata ad affrontare, a partire da gennaio 2019, nuovi importanti temi che potranno arricchire i contenuti del contratto aziendale, tra cui: il potenziamento del welfare aziendale, la definizione di un codice per prevenire le molestie sui luoghi di lavoro e la individuazione di un percorso per estendere l’applicazione del Contratto Integrativo Aziendale anche all’hotel Gallia di Milano.

“Siamo molto soddisfatti perché abbiamo portato la nuova proprietà a riconoscere ruolo, valore e utilità del nostro consolidato sistema di relazioni sindacali. Il contratto integrativo Ciga Starwood, che ora diventa Marriott, è da sempre stato uno dei più importanti del settore Turismo. Averlo salvaguardato in toto ed aver aperto una strada per andarlo ancora a migliorare è un risultato non scontato e per questo ancora più apprezzabile” ha dichiarato Cristian Sesena della Filcams Nazionale

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Previsti per l’autunno l’aggiornamento annuale del ranking, con le imprese in osservatorio che passeranno da 200 a 2.000, e un nuovo sito web per facilitare ulteriormente misurazioni e comparazioni.

È stato presentato a Firenze il volume “Be Open Be Accountable” a cura di Stefania Radici e di Giorgio Verrecchia, che contiene un insieme di strumenti per ricercare e leggere consapevolmente gli indicatori utili a valutare la responsabilità sociale e la trasparenza di un’impresa multinazionale, nonché ad intraprendere percorsi di miglioramento nell’ottica di un’apertura e di un rafforzamento della capacità di «rendersi conto per rendere conto» a tutti i soggetti portatori di interesse.

Il libro, stampato in numero limitato su carta certificata FSC e disponibile gratuitamente online all’indirizzo www.opencorporation.org, illustra in dettaglio la metodologia di lavoro adottata da Open Corporation e gli algoritmi alla base dei rating aziendali delle 200 aziende prese in esame nel 2017 su sette argomenti: Dialogo Sociale, Condizioni di Lavoro, Responsabilità Sociale d’Impresa, Gestione Finanziaria, Diversità e Inclusione Sociale, Politiche Aziendali sull’Accessibilità, Sostenibilità Ambientale. Il confronto fra i 200 rating aziendali ha prodotto il primo #OpenCorporationRanking, che si ritrova nella copertina del libro.

La pubblicazione del volume è stata promossa e finanziata dal CE.MU. – Centro Multiservizi – e dal Centro studi FILCAMS CGIL, ed è stata realizzata nell’ambito del progetto cofinanziato dall’Unione EuropeaOpen EWC – Making Transnational Companies More Transparent, Inclusive and Accessible to Employee Involvement”.

Nel corso della conferenza stampa si è gettato uno sguardo al futuro e all’ampliamento della base dati presa in esame dall’Osservatorio di Open Corporation.

Quest’anno le imprese multinazionali esaminate passeranno da 200 a 2.000 e si prevede, per il prossimo autunno, la pubblicazione dei Rating e del Ranking 2018. Contestualmente sarà anche rilasciato un aggiornamento del sito web di Open Corporation.

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Aumenti di 88 euro da gennaio per i dipendenti di alberghi e agenzie di viaggio e 100 euro per i dipendenti di bar e ristoranti

Nella serata del 18 luglio 2018, è stato siglato unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, il rinnovo del Contratto Nazionale del Turismo Confesercenti scaduto il 30 aprile 2013.
Sono stati sottoscritti tre verbali di rinnovo – Pubblici Esercizi, Alberghi e Campeggi e Agenzie di Viaggio – e un protocollo aggiuntivo che motiva le ragioni di questa impostazione, determinata dal mutato contesto della contrattazione di settore, dalla necessità di evitare ulteriori fenomeni di dumping fra le differenti discipline contrattuali esistenti e di salvaguardare “sistema Confesercenti”.

Contratto Turismo

“Abbiamo finalmente chiuso una vertenza che si trascinava da più di 5 anni, aggiungendo un nuovo  importante tassello alla ricomposizione del quadro contrattuale che riguarda il settore del Turismo” ha affermato la Filcams Cgil Nazionale. “L’accordo consegna alle lavoratrici e ai lavoratori per i diversi settori Alberghi, Ristorazione Collettiva – pubblici Esercizi, Agenzie di Viaggio, risposte salariali che mancavano da troppo tempo.”
Tra le novità sicuramente importanti, “le norme che regolano il mercato del lavoro; l’aggiornamento e il miglioramento delle tutele riferite alla genitorialità, il contrasto alle molestie sessuali e il sostegno ai lavoratori con figli con problemi di inserimento scolastico dovuto a deficit di apprendimento, in realtà in cui la presenza di lavoro femminile è preponderante.”

L’aumento economico varia a seconda delle figure professionali, in linea con gli altri contratti nazionali di settore: per alberghi e campeggi l’aumento, retroattivo dal 1 gennaio 2018, sarà di 88 euro. È prevista una tantum di 936 euro al 4 livello che verrà erogata in cinque tranche mensili; la scadenza di questa intesa è prevista per il 31 dicembre 2018.

Per le agenzie di viaggio e turismo l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 88 euro. Anche per questo settore la scadenza prevista è il 31 dicembre di quest’anno.

Per i pubblici esercizi e la ristorazione collettiva l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 100 euro suddiviso in 4 tranches (25 euro dal 1 gennaio 2018; 20 euro al 1 gennaio 2019; 20 euro al 1 febbraio 2020; 15 euro al 1 marzo 2021; 20 euro al 1 dicembre 2021.)

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Accogliamo con favore che il Parlamento torni ad occuparsi nuovamente del tema delle aperture festive e domenicali nel commercio.

La Filcams Cgil ha già avuto modo di precisare la propria posizione anche rispetto al disegno di legge presentato durante la scorsa legislatura, i cui contenuti continuano a non convincerci. Come abbiamo già avuto modo di chiarire, in questa proposta, le aperture festive sarebbero comunque consentite e non sarebbe prevista alcuna limitazione circa le aperture domenicali. Secondo quanto definito dallo stesso disegno di legge, i comuni, consultate le associazioni di rappresentanza dei lavoratori, delle imprese e dei consumatori, potrebbero definire regole diverse, in realtà senza alcun vincolo per le imprese.

In questo modo, a problematica irrisolta, si aggraverebbe l’attività dei comuni di ulteriori impegni, con il rischio, in aggiunta, di agevolare concorrenza sleale tra aziende che responsabilmente rispetterebbero tali indicazioni e altre che invece le ignorerebbero.

Le diverse posizioni comparse in questi giorni sulla stampa sono rivolte a commentare una nuova proposta di legge sulla regolamentazione delle aperture commerciali che sarebbe in via di definizione. Partendo anche dalla valutazione  degli effetti  non positivi generati dalle liberalizzazioni in questi anni, le previsioni della proposta, pur non ancora chiare nel dettaglio, parrebbero affrontare la questione con maggiore attenzione.

La Filcams Cgil, per parte sua, ha più volte avanzato proposte di modifica al decreto Salva Italia, coinvolgendo le istituzioni e promuovendo iniziative, mobilitazioni e campagne di comunicazione in occasione delle festività, con l’obiettivo di porre un limite alle aperture incontrollate che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio.

Si deve escludere la possibilità di aprire in occasione delle festività nazionali, restituendo a questi giorni il valore civile e religioso che è patrimonio della nostra storia e della nostra cultura.

Partendo da una cornice nazionale, è alle istituzioni locali che deve essere nuovamente riconosciuta la facoltà di definire la regolamentazione delle aperture: il livello territoriale infatti saprebbe dare risposte coerenti alle necessità dei lavoratori, dei consumatori e delle imprese, rispettando cultura, abitudini, ritmi e vocazione dei tanti comuni italiani, decidendo quali e quante domeniche è possibile aprire, e con quali limiti orari.

Ed è attraverso la contrattazione che deve essere regolamentata l’organizzazione del lavoro domenicale, per evitare che continuino ad esserci lavoratori costretti a turni e carichi di lavoro inconciliabili con la vita privata e facendo in modo che siano loro riconosciute retribuzioni adeguate, a compensazione del disagio.

La Filcams ritiene necessario riconsegnare alle istituzioni locali anche la prerogativa di determinare quali e quanti nuovi insediamenti commerciali è possibile avviare: questi anni di liberalizzazioni indiscriminate hanno inevitabilmente contribuito ad aumentare i metri quadri di area vendita in tutte le province d’Italia, generando una concorrenza selvaggia i cui costi si stanno scaricando sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro, incentivando ulteriori processi di consumo del territorio.

Su queste posizioni è nostra intenzione confrontarci con il Governo e sono queste le motivazioni per le quali nei giorni scorsi abbiamo provveduto a formalizzare unitariamente una richiesta di incontro al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

Sciopero Lidl

La Filcams Cgil, confortata dalla forte partecipazione e dalla straordinaria riuscita delle iniziative, va avanti. Il contratto integrativo aziendale deve essere modificato.

Al di là dei numeri che l’azienda propaganda con strumentalità e approssimazione disarmanti, l’adesione allo sciopero Lidl proclamato dalla Filcams Cgil il 13 luglio è stata, indiscutibilmente, importante e diffusa, nonostante i reiterati tentativi da parte di Lidl di comprometterne l’esito.

Sciopero Lidl

Centinaia di lavoratori hanno preso parte alle iniziative che si sono tenute davanti ai depositi di Massa Lombarda e di Pontedera, rivendicando, con forza, migliori condizioni di lavoro e il riconoscimento, anche attraverso un contratto integrativo aziendale che possa essere definito tale, del fondamentale contributo fornito dai dipendenti, nel corso degli anni, agli eccezionali risultati raggiunti dalla multinazionale tedesca.

E invece Lidl, ancora una volta, non comprende o, forse peggio, finge di non comprendere e si trincera dietro laconiche dichiarazioni che non fanno altro che confortarci nella convinzione che quello sottoscritto il 6 marzo è un accordo peggiorativo, che deve essere modificato.

La Filcams Cgil va avanti; dopo il 13 luglio con maggior forza ancora. L’azienda deve rendersi disponibile ad un confronto reale rispetto ai temi che abbiamo posto, organizzazione e condizioni del lavoro innanzitutto. Per quanto ci riguarda, continueremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una battaglia giusta, che vuole ridare dignità e diritti al lavoro.

Vertenza Lidl – grande adesione allo sciopero

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L’azienda ascolti i lavoratori

Sin dalle prime ore dell’alba, di fronte ai due magazzini Lidl di Massa Lombarda e Pontedera hanno iniziato a radunarsi le lavoratrici e i lavoratori della catena discount: i due presidi in Emilia Romagna e in Toscana sono stati il punto di ritrovo anche per chi veniva da altre regioni.

“Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione allo sciopero dei lavoratori” commenta la Filcams Cgil che sta sostenendo la mobilitazione per chiedere all’azienda migliori condizioni di lavoro. La grande catena dei discount, presente in Italia con 600 punti vendita e più di 14mila dipendenti, ha siglato lo scorso 6 marzo, il rinnovo del contratto integrativo senza la Filcams, che ha valutato negativamente l’accordo.

Il rinnovato tentativo di confronto tra il sindacato del terziario e la dirigenza Lidl, non ha portato avanzamenti, tanto che, vista la rigidità delle posizioni, la Filcams ha proclamato una prima giornata di sciopero.

“Il successo di oggi, ci da la spinta per continuare a lottare per ottenere risposte dall’azienda: sull’organizzazione del lavoro, sul salario e sul lavoro domenicale” conclude la Filcams Cgil: “il nuovo contratto integrativo, non va bene, svilisce il lavoro e non rispetta le necessità dei dipendenti.”

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Da più di 7 anni, dopo l’introduzione delle liberalizzazioni delle aperture e degli orari nel Commercio da parte del decreto Salva Italia del Governo Monti, il settore è stato completamente stravolto.

La norma, che secondo i promotori, aveva l’obiettivo di aumentare i consumi e l’occupazione, non ha, ormai con certezza, raggiunto alcun risultato, se non spostare gli acquisti dei cittadini durante il week end o nelle ore serali e peggiorare la vita di chi lavora nei negozi o nei centri commerciali.

Liberalizzazioni nel commercio

Con la Campagna La Festa Non si vende, la Filcams Cgil ha portato avanti in questi anni una battaglia al fianco dei lavoratori del settore, continuando a mobilitarsi per chiedere la modifica della legge. Percorso che è stato accompagnato da tante iniziative nazionali e nelle singole regioni, audizioni nelle Commissioni Parlamentari poichè si era avviato un iter di revisione della legge che però non è stato portato a compimento.

È per questo, che dopo la manifestazione di sensibilità al tema dichiarata più volte dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, le federazioni nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno richiesto ufficialmente un incontro per affrontare il problema.

“È indispensabile definire una normativa che riporti al centro dell’attenzione il tema delle liberalizzazioni per mettere ordine nel panorama legislativo” afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil, “e ripartire da una regolamentazione delle aperture domenicali e festive, riportando in mano alle istituzioni locali e ai tanti comuni Italiani, che hanno caratteristiche ed esigenze diverse, la programmazione.”

Synlab

Nella notte dell’11 luglio 2018 è stato firmato il primo Contratto integrativo aziendale a valenza nazionale, applicabile a tutte le lavoratrici e lavoratori del Gruppo Synlab, multinazionale leader del settore della diagnostica medica e presente in Italia con oltre 1.500 addetti.

Il Contratto Integrativo Aziendale presenta alcuni punti qualificanti quali: introduzione di misure per migliorare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro; integrazione del trattamento economico di malattia e periodo di carenza; introduzione di una Banca ore di permessi a fini solidaristici; l’avvio di un sistema premiale per tutta la forza lavoro basato su parametri contrattati riferiti sia al Gruppo aziendale sia alla realtà specifica dove i lavoratori prestano la propria attività e la definizione di un protocollo in tema di prevenzione e contrasto alle molestie sessuali e violenza di genere.

“Un risultato importante per una multinazionale così rivelante nel panorama europeo nel settore della diagnostica medica;” afferma Massimo Mensi della Filcams Cgil Nazionale, “l’aver avviato un confronto stabile con le organizzazioni sindacali dimostra la volontà di voler valorizzare e tutelare il personale ed investire nella sua professionalità.”

L’ipotesi sarà sottoposta alla consultazione delle Assemblee che si terranno durante il mese di luglio nei territori e avrà efficacia contrattuale a partire dal 1 agosto prossimo.

Lidl

Migliori condizioni di lavoro e un contratto integrativo aziendale che realmente definisca e garantisca diritti e tutele per i lavoratori. Sono questi i principali motivi per i quali la Filcams Cgil ha proclamato una giornata di sciopero dei dipendenti Lidl per il prossimo 13 luglio.

Lo scorso 6 marzo è stato siglato il contratto integrativo aziendale senza la Filcams Cgil che ha valutato peggiorativi i contenuti dell’accordo. A giugno, a causa delle rigidità mantenute dall’azienda rispetto alle richieste avanzate dalla categoria, è fallito anche un ulteriore tentativo di confronto.

Il nuovo contratto, infatti, nonostante i tanti proclami, non solo non introduce miglioramenti per i lavoratori ma arriva addirittura a definire una serie di trattamenti di peggior favore rispetto a quanto previsto prima della sottoscrizione.

Il superamento di un regime di flessibilità incontrollata per i lavoratori part time, introdotto dal nuovo CIA in deroga al contratto collettivo nazionale di lavoro, l’inserimento di una disciplina relativa al consolidamento degli orari di lavoro, la definizione di un sistema di incentivazione variabile ed una regolamentazione sostenibile del lavoro domenicale erano le priorità poste dalla Filcams, senza che vi sia stato alcuna disponibilità concreta da parte della multinazionale tedesca.

Circa 600 punti vendita, più di 14mila dipendenti su tutto il territorio nazionale, Lidl è una catena discount in salute, che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi, vuole continuare a risparmiare sul costo del lavoro.

Il 13 luglio sono due i presidi organizzati: a Massa Lombarda (RA), in via Caduti del Lavoro, 5 – e a Pontedera (PI), in via Alberto Carpi, 29 – in cui confluiranno i lavoratori anche dalle altre regioni.

È solo la prima di una serie di iniziative di mobilitazione: la Filcams continuerà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una battaglia giusta, che vuole ridare dignità e diritti al lavoro.

Approfondimenti
Lidl, rotto il negoziato per il recupero del contratto integrativo separato. È sciopero

Scarica i Volantini dello sciopero dei dipendenti Lidl

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VOUCHER NO GRAZIE – Il Turismo non ne ha bisogno

Il Governo 5 stelle e Lega pare prossimo alla reintroduzione dei vecchi voucher abrogati per decreto prima del referendum abrogativo promosso dalla Cgil. Il Ministro del lavoro Luigi Di Maio dopo un iniziale contrarietà pare aver ceduto alle pressioni incalzanti del partner di maggioranza e di alcune forze dell’opposizione che stanno perorando la causa di associazioni di imprese a caccia di facili risparmi sul costo del lavoro.

“Dichiarazioni sconcertanti” è questo il commento a caldo, alle parole del Ministro Di Maio che “apre” alla possibile reintroduzione dei voucher nel turismo, da parte del Segretario Nazionale della Filcams Cgil Cristian Sesena che continua:

“Di Maio non sa o fa finta di non sapere che il massimo dell’abuso dei vecchi voucher si è registrato proprio nei nostri settori dove i “buoni lavoro” servivano per istituzionalizzare il lavoro nero o in alcuni casi per garantire le aperture notturne nelle grandi catene della distribuzione, creando veri e propri eserciti di sfruttati.

Alcuni grandi operatori della ristorazione commerciale hanno preso lavoratori tutti a voucher quando si trattava di aprire nuovi punti di vendita. Bar e Ristoranti utilizzavano i voucher in sostituzione di contratti veri, solo per risparmiare.

Il Turismo poi è un settore che incide per il 12% sul PIL Nazionale: meriterebbe ben altre attenzioni da parte del Governo che invece risponde al grido di dolore delle associazioni di imprese che anche quest’estate stanno registrando incassi record.

Il decreto dignità ha sempre meno aspetti dignitosi. Converrebbe come prima cosa cambiargli nome”.

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La Cgil si mobilita per le lavoratrici degli appalti pulizie delle scuole

Le quasi mille lavoratrici delle pulizie delle scuole pubbliche della provincia di Frosinone e Latina continuano a lavorare gratis!

È una vergogna ciò che stanno subendo lavoratrici che garantiscono le pulizie e il decoro delle scuole dove studiano i nostri figli; non ricevono lo stipendio da ormai più di 8 mesi e, con enorme senso di responsabilità hanno comunque consentito il corretto svolgimento dell’anno scolastico.

Tra denunce, scioperi, incontri locali e Ministeriali, che hanno prodotto la revoca dell’appalto alle imprese assegnatarie – RTI Ma. Ca. Servizi Generali Smeraldo -, ad oggi ancora non si riesce ad avere riconosciute le spettanze dovute alle lavoratrici a causa della lentezza della macchina amministrativa che si riversano sia sulle maestranze che sui cittadini perché ricordiamo che stiamo parlando di un appalto pubblico di centinaia di milioni di euro.

La Cgil continuerà a tutelare le lavoratrici e i lavoratori su tutti i fronti istituzionali e giudiziari per ripristinare una volta per tutte la trasparenza e la legalità in questo appalto, fotografia e simbolo, in negativo, di molteplici altri appalti pubblici.

Nel frattempo l’impegno sociale e solidaristico impone però di affrontare nell’immediato alcune situazioni di particolare indigenza di lavoratrici e lavoratori che non hanno più i soldi per pagare i mutui, gli affitti, per fare la spesa…insomma per vivere dignitosamente.

Per tutti questi motivi la Filcams Cgil, insieme a tutte le categorie della Cgil e alla Confederazione, ha deciso di aprire le proprie sedi a lavoratori che purtroppo sono stati sfrattati e organizzare un’iniziativa di spesa solidale denominata “UN SACCO DI SOLIDARIETÀ”.

L’iniziativa si svolgerà il week end del 14 e 15 luglio nei superstore a marchio Conad della provincia di Latina e più precisamente nei negozi di:

- Latina: Centro commerciale le Torri, via Ezio 47 e via Don Torello 51
- Sermoneta scalo: Centro Commerciale Sermoneta Shopping Center
- Sabaudia via del parco nazionale
- Terracina, via Centuriazione (Parco Calcatore)
- Fondi, via Appia km 119 (solo il 14 luglio).

Presso il Centro Commerciale di Sermoneta alle ore 17, in concomitanza con l’iniziativa, si svolgerà anche una conferenza stampa aperta con la partecipazione del Segretario Generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, del Segretario Generale della Cgil di Frosinone e Latina Anselmo Briganti, della Segretaria Generale della Filcams di Roma e del Lazio Alessandra Pelliccia e del Segretario Generale della Filcams di Frosinone e Latina Giovanni Gioia.

Nel dare appuntamento quindi a tutta la popolazione presso i punti vendita sopra indicati e nel ringraziare anticipatamente tutti coloro che vorranno aderire a tale iniziativa, cogliamo l’occasione per ringraziare la proprietà dei negozi a marchio Conad e dei centri commerciali che ci hanno dato agibilità e sostegno e diamo appuntamento a tutti gli organi di stampa e coloro che vogliono partecipare alle ore 17 di sabato 14 luglio a Sermoneta Scalo presso il entro Commerciale Sermoneta Shopping center per la conferenza stampa.

settore termale

“I lavoratori addetti alle pulizie delle sedi dei Vigili del Fuoco in alcune regioni non percepiscono gli stipendi da mesi e il taglio delle ore lavorative messe a disposizione nei Comandi Provinciali crea malcontento e disservizio”. A denunciarlo in una nota sono la Fp Cgil Vigili del Fuoco e la Filcams Cgil, precisando che “dopo il caos prodotto nelle gare di appalto al massimo ribasso per il servizio di ristorazione, realizzate dall’Amministrazione Vigili del Fuoco, con ricadute negative sulle lavoratrici e sui lavoratori delle mense e conseguentemente sulla qualità del servizio erogato, la miopia e l’assoluta assenza di lungimiranza dell’Amministrazione e dei suoi Dirigenti colpisce ancora”.

“Se questa è la situazione – prosegue la nota – è assolutamente evidente che tutto il sistema degli appalti all’interno dei Vigili del Fuoco va rivisto; questa gestione avrà come unico risultato l’abbassamento qualitativo del servizio reso dalle ditte appaltatrici e l’inevitabile abbassamento delle tutele degli addetti già stritolate da un sistema che li sottopone a condizioni di lavoro al limite della dignità sia per i bassissimi livelli stipendiali sia per la frammentazione degli orari di lavoro”.

“Restiamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a difesa della loro occupazione – aggiungono la Fp Cgil Vigili del Fuoco e la Filcams Cgil -. A tale scopo siamo già intervenuti con fermezza per un’immediata soluzione che riconosca quantomeno le mensilità arretrate al personale e il ripristino delle ore prestate per erogare un servizio dignitoso, perché il rischio di impresa, per offerte al massimo ribasso, non può essere fatto pagare agli addetti. Allo stesso tempo invitiamo i vertici dell’Amministrazione dei Vigili del Fuoco ad un cambio di rotta concreto, a partire dalla reinternalizzazione di tutti i servizi (da quelli di ristorazione a quelli delle pulizie) e delle lavoratrici e dei lavoratori in essi occupati”, concludono Fp Cgil Vvf e Filcams Cgil.

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Libera contro le mafie lancia un’iniziativa per sabato 7 luglio: indossare una maglietta rossa o un indumento, in forma di protesta, per fermare l’emorragia di umanità e per riportare una diversa attenzione e azione sul tema dell’immigrazione.
“Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori” afferma Don Ciotti, presidente di Libera, in un comunicato.
“Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà.”
“La Filcams Cgil aderisce all’iniziativa, raccogliendo l’invito di Don Ciotti ad indossare una maglietta rossa” afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil, “per fermarci un attimo a riflettere. Il rosso è il colore della Cgil, il colore del sangue e del cuore, del fuoco che riscalda e unisce. Per questo accoglienza è la parola che vogliamo continuare a ricordare in questo momento, per poi affrontare e gestire le difficoltà dei flussi migratori, senza doversi chiudere all’altro e al mondo per paura.”

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Sbaragliata la concorrenza di Alpitour e Bluserena, è il gruppo pugliese Nicolaus ad aggiudicarsi l’asta per l’acquisto del marchio Valtur. Si chiude così la prima parte della crisi dello storico marchio italiano del turismo organizzato, anche se per i lavoratori non è ancora chiaro quali potranno essere le scelte della nuova proprietà per il mantenimento dei livelli occupazionali.

Anche ieri (3 luglio) i lavoratori si sono presentati nella sede del commissario a Milano per chiedere che non vengano disperse le professionalità e le competenze di chi lavora nel gruppo da molto tempo. Ai ministeri del lavoro e dello sviluppo economico chiedono che si possa aprire un tavolo di confronto per tutelare diritti e occupazione perché questi sono “gli ingredienti segreti – si legge in un volantino distribuito ai passanti – di questa ricetta della felicità iniziata nel 1964 e fatta di passione, spirito di squadra, orientamento al cliente, energia, senso di appartenenza.

“Valori che da cinquant’anni – hanno spiegato i lavoratori – si tramandano attraverso una generazione di ospiti, dipendenti, collaboratori, fornitori, amici e che non sono in vendita. Il marchio Valtur vale molto di più del prezzo di un bando di gara, nel mercato è ancora riconosciuto come simbolo di qualità, innovazione, divertimento, sicurezza, accoglienza, in una parola, di Made in Italy”.

Nicolaus opera nell’ambito turistico nazionale con 25 villaggi e a livello internazionale con 5 strutture in Grecia e una in Spagna. Il gruppo ha chiuso il 2017 con 80 milioni di euro di fatturato, segnando una crescita del 20% rispetto al 2016.

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La solidarietà dei delegati di Gruppo Coin/OVS e della Filcams Cgil tutta ai 1200 lavoratori della Sempione Fashion, società controllata OVS, coinvolti da uno dei più gravi licenziamenti collettivi che abbia interessato il terziario in Svizzera.

Il coordinamento nazionale Filcams Cgil dei delegati e delle strutture Gruppo Coin/OVS e la Filcams Cgil tutta esprimono solidarietà e vicinanza ai circa 1200 lavoratori della Sempione Fashion, controllata della Sempione Retail di cui OVS detiene il 35%, nei confronti dei quali l’azienda è intenzionata a procedere con uno dei più gravi licenziamenti collettivi che abbia coinvolto il settore del commercio al dettaglio in Svizzera.

Inaccettabile la condotta di OVS che continua a sottrarsi al confronto rispetto alla definizione di un piano sociale e all’individuazione di soluzioni che consentano, a fronte di una misura di tale gravità, di ammortizzarne l’impatto e che, ancora ieri, si è rifiutata, senza giustificazione alcuna, di ricevere una delegazione di lavoratori in presidio davanti alla sede di Mestre.

La Filcams Cgil formalizzerà nuovamente alla direzione aziendale OVS, come già avvenuto in precedenza, la richiesta di approfondire, nel contesto dell’incontro che si terrà a Roma il prossimo 12 luglio, la situazione in cui versano i dipendenti della Sempione Fashion e gli impegni che la società è intenzionata ad assumersi.

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Domani (3 luglio) si apriranno le buste delle offerte per l’acquisto dello storico marchio Valtur, per anni simbolo di turismo organizzato di qualità. I lavoratori non staranno a guardare, subendo passivamente quello che è solo un momento di passaggio in una crisi non ancora superata.

Domattina infatti si presenteranno sotto la sede del commissario e nel corso di un presidio tra le 9 e le 11, distribuiranno ai passanti un volantino dal testo eloquente, con cui invitano i nuovi proprietari di Valtur ad acquisire non solo il marchio, ma di cogliere l’opportunità di rilevare il “pacchetto completo” con tutti gli ingredienti segreti – si legge – di questa ricetta della felicità iniziata nel 1964 e fatta di  passione, spirito di squadra, orientamento al cliente, energia, senso di appartenenza.

“Valori che da cinquant’anni – spiegano i lavoratori – si tramandano attraverso una generazione di ospiti, dipendenti, collaboratori, fornitori, amici e che non sono in vendita. Il marchio Valtur vale molto di più del prezzo di un bando di gara, nel mercato è ancora riconosciuto come simbolo di qualità, innovazione, divertimento, sicurezza, accoglienza, in una parola, di Made in Italy”.

Gli ex dipendenti Valtur assieme alla Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono al ministero dello sviluppo economico e del lavoro di aprire immediatamente un tavolo con la nuova proprietà del marchio per delineare un programma di reindustrializzazione e continuare a raccontare la storia dell’azienda simbolo del turismo organizzato con le persone che ne hanno fatto parte.

In calce al volantino, i lavoratori hanno voluto sottolineare l’importanza del “capitale umano” di un’azienda, prendendo a prestito le parole di Henry Ford quando affermava che “le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione ed i suoi uomini” ridadendo che – scrivono a chiusura del loro appello – “non servirà comprare un marchio (corpo) senza anima…” .

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In occasione del recente sciopero nazionale degli addetti alla vigilanza privata, Sicuritalia ha impedito il libero esercizio del diritto di sciopero garantito dalla Costituzione, precettando lavoratori addetti a servizi indicati arbitrariamente come essenziali.

Il giudice ha dato ragione alla Filcams Milano ritenendo antisindacale il comportamento di Sicuritalia in occasione dello sciopero della Vigilanza dello scorso 4 maggio.

In particolare il giudice ha ritenuto illegittimi gli ordini di servizio imposti da Sicuritalia nei confronti dei lavoratori occupati in alcuni appalti di Milano, perché lesivi del diritto di sciopero e ha disposto che Sicuritalia, in occasione di eventuali futuri scioperi, attivi in maniera tempestiva gli incontri finalizzati alla identificazione e alla regolamentazione delle prestazioni indispensabili al fine di garantire, attraverso la stipula di accordi con le organizzazioni sindacali competenti, l’erogazione dei servizi pubblici essenziali.

“Crediamo che questa sentenza – dice Marco Beretta, segretario generale Filcams Cgil Milano – dimosti come vi sia la massima attenzione da parte nostra per non permettere a questa Azienda o ad altre di agire unilateralmente e laddove vi siano i presupposti, di ricorrere anche alla via giudiziale affinché i diritti vengano correttamente ripristinati”.

Securitalia potrebbe opporsi presentando richiesta di appello, ma se così fosse “la Filcams Cgil – dice ancora Beretta – sarà pronta a ribadire le proprie ragioni ritenendosi pienamente nel giusto”.